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GEORGES LAHY

Qabalah estaticae Tseruf


Tecnichedi meditazionedei cabbalistiantichi
TITOLO ORIGINALE

KabbalahExtatique et T!érouf
Techniquesde méditation desancienskabbalistes INTRODUZIONE

Comunemente si pensa che solo l'Oriente e l'Asia possiedano


l'esclusiva delle tecniche .di meditazione, al punto che le grandi
religioni hanno perso numerosi fedeli, i quali hanno scelto di
andare a cercare" altrove" i segreti relativi alle pratiche corporee
© 2003, Éditions Lahy o all'arte di controllare il respiro e il pensiero. Tale movimento
ha favorito la diffusione dei diversi. tipi di Yoga, dello Zen, delle
varie forme di meditazione buddhista e di molti altri approcci
affini. La verità è che l'idea stessa dell'esistenza di "tecniche che
consentono di accedere al divino" sembra aver sempre suscitato
Elaborazionegraficadi:
una certa irritazione nei più autorevoli esponenti delle grandi
Claudio Rossi
religioni monoteistiche. Tale deviazione a Oriente ha esercitato
un benefico influsso ai fini dell'universalizzazione del pensiero
e dell'incontro fra i popoli. Tuttavia l'Occidente, in virtù del suo
forte radicamento nella cultura biblica, avrebbe potuto reagirvi
immediatamente, mostrando di possedere anch'esso quei tesori
Traduzionedi:
di conoscenze che tanti erano andati a cercare così lontano dalle
Lucilla Congiu
loro radici. Il fatto è che le tecniche connesse a quest'ambito del
sapere religioso erano sempre state custodite nel segreto, come
patrimonio esclusivo di una ristretta élite, e protette da una tale
coltre di riserbo che si è finito per dimenticarle.
La Qabalah stessa avrebbe potuto soddisfare tale genere di
esigenza,, sennonché, già da qualche secolo, una serie di emeriti
ignoranti si erano accaniti a spogliarla di qualsiasi connotazione
spirituale, riducendola alle sole componenti sulfuree e magiche. /
Fino a non molto tempo fa, per la maggior parte della gente, un
cabbalista altri non era che un teurgo saldamente posizionato
©2012 Copyright by Venexia all'interno del proprio cerchio magico, alle prese conJe gerarchie
Vialedei Primati Sportivi 88 angeliche e immerso nell'evanescente mondo dell'occultismo.
00144 Roma La vera Qabalah non aveva cessato di esistere, ma i suoi cultori
www.venexia.it rimanevano nell'ombra, impegnati a custodire gelosamente gli
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QABALAH ESTATICA E TSERUF INTRODUZIONE

1 insegnamenti dei loro maestri. Da circa quarant'anni a questa


parte, però, le cose hanno cominciato lentamente a cambiare: la
progressivo i vari gradi di tale estasi, nel corso della quale non
dimentica, bensì ritrova se stesso, scoprendo in sé il profeta che
Qabalah ha conosciuto una graduale riabilitazione e sta via via vive nello Olam haBa o mondo futuro, condizione paragonabile
ritrovando agli occhi della gente la sua genuina fisionomia di a una sorta di "Età dell'Oro" spirituale. L'uomo semplice
esperienza mistica a tutto tondo. Tale inversione di tendenza si rappresenta il passato, che tende a sparire nell'ombra, mentre il
deve principalmente alle opere di Gershom Scholem, ma anche profeta incarna il futuro, che si schiude continuamente dinanzi
a quelle di Georges Vajda, Moshe Idel, Charles Mopsik e tanti a lui. In qualche modo, Yuomo semplice si può paragonare a un
altri studiosi. "bicchiere mezzo vuoto", il profeta invece a "un bicchiere mezzo
Di sicuro molte persone, aprendo questo libro, rimarranno pieno": il pessimista, infatti, cerca se stesso nelle ombre del suo
profondamente sorprese scoprendo che all'interno della Qabalah passato, l'ottimista nell'attesa del suo futuro. E poiché, durante
esistono forme di meditazione, metodi vocali, esercizi fisici e l'estasi, questi due aspetti dell'Essere si incontrano, il mistico
tecniche di respirazione analoghi a quelli in uso nelle diverse tenta di avvicinarli ancor di più e di rendere permanente la loro
tipologie di Yoga. Il principale esponente di questi aspetti della riunificazione. Tale processo può essere spiegato ricorrendo alla
Qabalah è Rabbi Abraham Abulafia, il quale è tornato a occupare similitudine dello specchio, uno specchio al cospetto del qual~
il posto che gli spetta nel pantheon dei grandi cabbalisti solo da entrambe le immagini - sia quella dell'oggetto riflesso che
qualche anno, benché la maggior parte dei circoli della Saggezza quella del soggetto riflettente - sono ugualmente reali: se infatti
non l'avesse mai dimenticato. Nato nella città di Saragozza nel l'uomo semplice, dirigendosi verso lo specchio, vede veramente
1240, visse a Tudela fino all'età di diciott'anni, quando comincio il profeta venirgli incontro, circonfuso dal suo futuro, il profeta
a viaggiare lungo il baéino del Mediterraneo. Il suo effettivo avanza davvero in direzione del primo, curvo sotto il peso del
insegnamento della Qabalah iniziò nel 1270 e si connotò per un suo passato.
approccio prettamente metodologico e profetico, basato in buona Alla fine, il più alto grado dell'estasi condurrà il profeta e
sostanza su combinazioni di lettere dette Tserufim, sostenute da l'uomo semplice a fondersi nella lastra di vetro dello specchio,
particolari tipi di vocalizzazione, respirazione e movimenti fisici. il dualismo passato-futuro lascerà il posto a un'unità situata al
Verso la fine della sua vita, fu aspramente attaccato dal rabbino di là dello spazio e del tempo - che non conoscerà né inizio né
capo di Barcellona Rabbi Shlomo ibn Adret, tanto che fu costretto fine perché l'inizio sarà divenuto un tutt'uno con la fine - e,
a recarsi in esilio nella piccola isola di Comino, dove morì intorno grazie a un colossale Tseruf,Alef e Tav si ricongiungeranno. Ma i
al 1292. Abraham Abulafia resta comunque una dellè figure più gesti involutivi e i cattivi pensieri allontanano l'uomo semplice
insigni nella storia della Qabalah, in virtù del profondo influsso dal profeta al punto che talvolta finisce per non riuscire più a
esercitato su tutte le generazioni di cabbalisti a lui successive. scorgerlo. Per contro, i pensieri e i gesti evolutivi, accompagnati
La pratica dello Tseruf o arte combinatoria apre le porte alla dalla meditazione e dagli esercizi spirituali, producono un
Qabalah estatica. L'estasi indotta dal cab balista è una sorta di riavvicinamento che bisogna prima imparare a consolidare, e
rapimento dello spirito che, unificato dalla meditazione, arriva poi a suggellare definitivamente.
a distaccarsi dal mondo sensibile. Essa non ha alcun rapporto Contrariamente all'Età dell'Oro, lo Olam haBa o "mondo
con la trance, che è piuttosto una perdita di controllo dell'io futuro" è una realtà a cui è possibile accedere individualmente,
implicante uno stato medianico. Per contro l'estasi cabbalistica è · grazie ai propri sforzi e alla propria volontà. Coloro che, anche
perfettamente controllata ed è legata a una condizione profetica. ai giorni nostri, attendono il ciclico avvento dell'Età dell'Oro, si
Grazie alla pratica dello Tseruf, il cabbalista sperimenta in modo aspettano che coincida con un ritorno della pace e della felicità

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QABALAH ESTATICA E TSERUF

di tipo collettivo; solo che non tutti gli uomini sembrano ancora
sinceramente disposti a piegarsi alla legge dell'amore. Pèr il
cabbalista, invece, lo Olam haBa è una condizione permanente,
che tende tuttavia a ritrarsi dai mondi soggetti alla confusione,
all'odio e alla dualità. Ma ogni mistica, purché adeguatamente
purificata, sorretta dalla volontà e guidata dall'intenzione del
cuore, può realizzare un'istantanea fusione con lo Olam haBa in
qualsiasi "era". Infatti, poiché Elohim è presente in tutte le cose,
il contatto col mondo divino può avvenire in qualunque istante,
in qualunque luogo e in qualunque epoca.

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CAPITOLO I

0THIOTH,
LE LETTERE SIMBOLO

L'alfabeto ebraico è molto più di un semplice alfabeto: in virtù


delle sue ricche implicazioni simboliche, infatti, offre un accesso
.diretto alla conoscenza universale. Questo fenomeno può essere
illustrato già in chiave semantica: il termine usato in ebraico per
designare le lettere dell'alfabeto - ossia "oth" (nj~) al singolare e
"othioth" (ni'ni~) al plurale - non significa esattamente "lettera";
la sua accezione primaria è "segno", "marchio", "simbolo", da
cui derivano quelle di "segno profetico", "indizio", "prodigio".
Ogni oth costituisce quindi un vettore diretto di conoscenza che
trascende la parola e l'analisi, un ricettacolo di forze primordiali
successivamente associate a ben precise forme simboliche.
Le othioth trasportano direttamente la Luce dell'Ein-Sof e
attraverso una serie di tappe successive, che corrispondono alle
dieci Sephiroth, la rendono via v.ia più densa, passando prima
dall'inconoscibile al conosciuto, poi dal pensiero alla parola, per
approdare infine all'inchiostro e all'incisione. Esse seguono il
processo di rallentamento della Luce dell' Ein-Sof, che è anche un
processo di graduale addensamento di quest'impalpabile realtà.
Il termine ebraico "oth" (ni~) si ricollega alla radice "avah"
(i1)~),che significa anzitutto "segnare", "designare", "indicare",
ma che, inserita in altri contesti, assume ulteriori accezioni quali
"curvare", "piegare", "inclinare", peraltro comuni alla radice
"aoth" (nJ.i;),nella quale si osserva la trasformazione dell' Alef (~)
di" oth" (ni~) in 'Ayn (.!ì)(ni.!ì).Questo fenomeno simboleggia la
transizione dall' Alef(~) diAur, la Luce (14~)che.avvolge il mondo.
di Atziluth (nì'?'~~), alla' Ayn (.!ì)di aur, l'involucro di pelle (14.!ì)
che circonda il mondo di Assiah (iPtD.!ì). Svilupperemo in modo
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QABALAH ESTATICA E TSERUF 0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

più approfondito il tema della trasformazione in pelle della luce 23 l Kaf 500 5

dell' Ein-Sof nel Capitolo VI, dedicato ai trentadue sentieri della 24 Cl Mem 600 6

Saggezza. 25 ì Nun 700 7


26 ~ Pe 800 8
Il passaggio da Alef ad 'Ayn illustra il processo che conduce 27 r Tsadi 900 9

alla nascita di un simbolo, convogliando una luce infinita in un


ricettacolo finito, nella fattispecie un pittogramma. Nel mondo
Ogni lettera dell'alfabeto ebraico ha un nome che rimanda
di Atziluth, le ventidue othioth esistono sotto forma di scintille
al suo pittogramma originario, cioè al segno scelto dagli antichi
luminose, ognuna delle quali riflette uno specifico aspetto della
per imprimere nella materia la luce di una delle forze captate.
luce primordiale. Per coglierne il senso occorre ridurle entro i
Nella pagina precedente troviamo una tabella che riporta non
limiti della nostra conoscenza, costringerle a piegarsi e curvarsi
solo le lettere dell'alfabeto ebraico sia quadrato che corsivo, ma
alle leggi naturali che regnano nel mondo materiale. Occorre
anche i pittogrammi e i valori numerici corrispondenti.
"bypassarne" l'originaria valenza luminosa e incanalarla in una
forma fissa, che costituirà soltanto un'immagine indiretta della ILSIMBOLISMO
Verità, una sua allegoria. La radice ni.i;,appare quindi in tutta la
Lo studio dell'alfabeto ebraico, con le sue molteplici e profonde
sua pienezza semantica, e ci rivela che è necessario andare oltre
valenze metalinguistiche, ci conduce direttamente a quello dei
lo splendore riflesso del segno per risalire, attraverso la parola e
simboli, il cui impiego va molto al di là della tradizione ebraica.
il pensiero, all'essenza luminosa dell' oth (ni~).
Il simbolismo è il linguaggio crepuscolare che ha preceduto il
risveglio della coscienza umana, linguaggio universale che è al
Lettere Lettere Grande Piccolo Valore
Ordine
quadrate sinaitiche
Nome Pittogramma
valore valore pieno
Nome di là, e al tempo stesso all'origine, di tutte le lingue del pianeta.
1 ~ 2(. Alef Bue 1 1 111 9';,ti; Il simbolo è un'autentica via di comunicazione tra il conscio e
2 :J ., Bet Casa 2 2 412 n':i
l'inconscio, tra la creatura e il suo Creatore.
3 J 1 Gimel Cammello 3 3 83 '?r.i'l
4 1 4 Dalet Porta 4 4 434 n'?, Probabilmente il simbolismo fu la prima forma di linguaggio
5 i1 ~ He Pettine 5 5 6 t';i1
scritto, dal quale, dopo un lungo e laborioso processo evolutivo,
6 ì y Vav Uncino 6 6 12 11
nacquero i vari alfabeti. Oggi i principali alfabeti sacri fanno da
7 r I Zayn Arma 7 7 67 rr supporto a lingue spesso definite "mmte", ma poiché ne hanno
8 n 1,1 Heth Siepe 8 8 418 n'n
9 o ® Tet Fango 9 9 419 n't:l preservato intatte le carattèristiche originarie, restano tuttora
10 ' 1 Yod Mano 10 1 20 11' preziosissimi mezzi di comunicazione per il mistico alla ricerca
11 :J 1 Kaf Palmo 20 2 100 =p del trascendente.
) ,r.i';,
12
13 a ,
l Lamed
Mem
Pungolo
Acque
30
40
3
4
74
80 Cli.I Quale che sia il nostro livello di coscienza e la natura di ciò
14 j 7 Nun Pesce 50 5 106 ]1l in cui crediamo (o in cui non crediamo), i simboli vivono in noi
15 o f Samek Sostegno 60 6 120 1r.io - in ciascuno di noi - continuamente, con connotazioni tangibili
16 .l) o 'Ayn Occhio 70 7 130 ]'ll
o avvolti nelle nebbie dell'inconscio, e ci inducono a profonde
17
18
El
~
1
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Bocca
Arpione
80
90
8
9
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riflessioni. Inoltre, i simboli fondamentali trovano applicazione
19
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Cruna
Testa
100
200
1
2
186
510
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in ogni angolo del pianeta, e per quanto la loro interpretazione,
influenzata dai singoli contesti storici, filosofici e religiosi, possa
21 il) w Shin Dente 300 3 360 ]'iV
talora differire lievemente da un luogo all'altro, il loro nucleo di
22 n X Tav Croce 400 4 406 1n
fondo resta immutato.
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0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO
QABALAH ESTATICA E TSERUF

Il primo ostacolo a cui si trova di fronte lo studioso della • lasciare, o portare alla luce, messaggi eterni, decifrando
Qabalah è l'impatto con un mondo figurativo a dir poco astratto gli insegnamenti impressi in immagini che si ricollegano
e sconcertante, ma al contempo di una ricchezza infinita. Certo, al nucleo più profondo della nrn,tra umanità.
di primo acchito la manipolazione dei simboli si rivela alquanto Nella vita pratica, il simbolo ci aiuta a comprendere meglio
laboriosa ma, una volta acquisita una certa esperienza, si scopre il contesto in cui viviamo e quindi anche a dominarlo meglio. A
di avere a che fare con un linguaggio uni.versale purissimo, in livello individuale, inoltre, rende possibile l'analisi delle azioni
grado di unificare la totalità della creazione. Infatti, benché ogni e dei pensieri, come pure l'interpretazione dei sogni e di tutte le
cultura si evolva con modalità differenti e pertanto arricchisca i realtà astratte che ci circondano.
vari simboli di peculiari sfumature, al di là delle loro diverse Lo psicanalista, in particolare, prende in esame i messaggi
declinazioni è sempre possibile cogliere un substrato comune. simbolici inviati dall'inconscio sotto forma di gesti, parole, atti e
Il simbolismo è anche il primo processo di memorizzazione segni, per analizzare le segrete profondità del suo paziente.
da cui emerge con chiarezza che tutto si può esprimere in forma Ma è soprattutto nei percorsi di carattere iniziatico, mistico
visiva. Ogni simbolo richiama alla memoria un altro simbolo ad e occulto che il simbolismo esprime tutte le sue potenzialità. Il
esso simile od opposto. L'annaffiatoio, ad esempio, può evocare pr~iid.e.1~Ql9~.~eP~! Jé!ppt1nt() da .un
m~t.g,go_.d.eLc.abbalif3-té!
la pioggia per analogia, il bel tempo per antitesi, l'ombrello per ~sério..studio del simbolismo. I sistemi religiosi sono ir~men;(
associazione di idee. Ogni simbolo, quindi, racchiude in sé un 'aggfome:ratidf simo0Ii~'èl1itìnirano a comunicare direttamente
intero contesto, permettendone l'analisi. D'altronde, spesso è il co~ le coscienze dei fedeli. Il cabbalista che ha fatto esperienza
contesto in cui si evolvono a cristallizzare il senso dei simboli in del mondo astrale sa quanto sia preziosa per lui la conoscenza
una determinata direzione, in quanto, anche se essi possiedono simbolica delle forme e dei colori.
un significato univoco, vengono percepiti in maniera diversa in
base alle esperienze, consce o inconsce, del soggetto percipiente; Il significato etimologico del termine "simbolo" rimanda al
i simboli, infatti, hanno sempre una duplice valenza, positiva o verbo greco "symballein", che significa "far incontrare" nel senso
negativa. Ad esempio, nel caso dell'acqua - che rimanda alla di "unire", e indica un segno di riconoscimento dotato di una
vita, alle origini, alla purificazione, all'inconscio - la recezione duplice natura. Tale segno permette a due entità distinte di
del simbolo non sarà la stessa per una persona la cui esperienza corrispon9-ersi o riconoscersi, ma dietro il nesso etimologico con
in materia consiste nèi bagni in mare fatti durante le vacanze e l'idea di "incontro" si cela lç1duplicità di fondo del simbolo, nel
per una che è stata sul punto di annegare. Pertanto, la presenza quale è racchiuso un messaggio che va ben al di là della sua
dell'acqua all'interno di un sogno non potrà essere interpretata apparenza sensibile. L'incontro in questione è quello tra visibile
nello stesso modo per i due individui in questione, e tuttavia il e invisibile, concreto e astratto, conscio e inconscio, e infine, per
il suo simbolismo di fondo resterà identico. il cabbalista, tra causa ed effetto.
Riassumendo, grazie alla conoscenza delle lettere simbolo Più che un segno, il simbolo è un autentico. sostituto del
noi possiamo: concetto a cui rimanda, e ~acchiude un numero potenzialmente-
• comunicare con i simboli presenti nella nostra coscienza; i1!hnitat°".9~ ~ign!fic:ittEsso .dà forma al contenuto i~trin;eco
del pensiero e, così facendo, libera la coscienza: in definitiva, è la
• interpretare i sottili messaggi inviatici dalla natura;
concretizzazione di una realtà astratta. Sappiamo per tradizione
• riporre ciò che sappiamo negli "scompartimenti" della
che la colomba simboleggia la pace, il leone il coraggio, il bue. la
nostra mente, per potervi ritrovare le conoscenze che ci
laboriosità, l'aquila la trascendenza, come pure che lo scettro è
occorrono al momento opportuno;
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0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO
QABALAH ESTATICA E TSERUF

il simbolo della regalità, la croce del cristianesimo, la stella di ci spiega perché la scienza, in principio, fu sempre avvolta nel
David dell'ebraismo. mistero e circoscritta nell'ambito dei templi, dove alla fine,
quando la fiamma non poté più servire ad altro che a bruciare,
La simbologia è la scienza più antica del mondo, il primo
si spense"1. In realtà, la scienza in questione è semplicemente le:)
linguaggio che l'uomo abbia conosciuto e probabilmente anche
studiodei princìpi assoluti, vale a dire la cosmogonia, da cui si
l'ultimo che utilizzerà. Perfino le scienze più moderne, infatti,
comunicano mediante simboli creati appositamente per loro. Le
èsvifiippafa una scriffùrafiglll'.<:1tivache .Iloffceròi di riprodurre
cara.Herfproprf d.i un oggetto/i:n~ .:Piuttost() di far emergere gh
civiltà arcaiche, dal canto loro, ci hanno lasciato tracce di tipo
atteggiamenH connessi a certi tipi di azione o di relazione. Essa
squisitamente simbolico: la Bibbia stessa ne propone molteplici
esempi, fra cui in particolare i simboli delle varie tribù d'Israele.
permette ·mscoprire la sottile verità che sf cela nell'intimò della
nostra psiche e ci porta a un diverso livello di coscienza. Quello
Anche la civiltà contemporanea prosegue in tale direzione: non
che vuole dirci il simbolismo è che l'uomo è in grado di influire
a caso le nostre pratiche sociali e culturali sono letteralmente
sulla realtà che lo circonda, ma può esercitare la sua azione ben
intrise di implicazioni simboliche; basti pensare alla pubblicità,
oltre la barriera della fisicità. Oggi la scienza riconosce l'influsso
all'urbanistica, all'architettura e persino al linguaggio politico ...
della luna sulle maree e sui nostri moti sensibili interni, e sta a
Quando si istituisce una relazione tra la sfera del pensiero poco a poco arrivando a capire che i buchi neri e l'esplosione
e la sfera dei simboli, emerge che quest'ultima è l'infrastruttura delle supernovaenon sono privi di conseguenze per noi terrestri.
delle scienze umane e, proprio per questo motivo, ne svela la Ma il simbolismo vuol comunicarci qualcosa di ancor più sottile,
vulnerabilità, poiché investe le matrici stesse del processo della ossia che l'uomo può influire direttamente sui contesti naturali e
conoscenza. modificare l'ordine delle cose, sia a livello del suo microcosmo
~P':'_.~el simbg1<:> t com~ni~are la. ricch~:Z,:Z.é\
..§~Il§ibg~.che che del macrocosmo circostante, grazie ai profondi segreti che si
ha incorporato-a'clli è in grado di recepfrfa'mediante lapJOEria annidano nella sua coscienza e che i simboli tentano di svelargli.
sensT6I1It1i:-E·s·so-èp.ortafore·arun.profond·~
retaggio spiritual;; In questo senso, le lettere dell'alfabeto ebraico sono gli strumenti
storico, e contiene sempre un particolare insegnamento relativo perfetti per realizzare tutto ciò.
all'uomo e all'universo. I simboli sono strumenti tramite i quali Il grande simbolista Oswald Wirth ha scritto: "Quando si
si esprime l'unità del mondo. Ognuno di essi, infatti, trasmette arriva a far parlare i simboli, essi superano in eloquenza ogni
un'immagine che, quando raggiunge gli occhi, fa riaffiorare alla discorso, poiché permettono di ritrovare la Parola Perduta, cioè
mente, per analogia, un'idea legata appunto a quell'immagine. l'eterno pensiero vivente di cui sono l'enigmatica espressione.
I simboli sono segni che si situano al di fuori del tempo, Decifrate i geroglifici della profonda, silente saggezza comune
dello spazio e di ogn( connotazione razziale o religiosa, benché ai pensatori di tutte le età, disseminata nelle religioni, nei miti e
si adattino costantemente al contesto entro cui prendono forma. nelle creazioni poetiche, e vi scoprirete un insieme coerente di
Alcuni vi scorgono una sorta di linguaggio primitivo corrotto e nozioni relative ai problemi che da sempre angustiano l'animo
degradato, le vestigia di una scienza particolare, di cui essi non umano. I simboli ci rivelano in forma poetica concezioni troppo
sarebbero che i resti. Tale scienza, risalente a tempi antichissimi, eteree per prestarsi a una rigida determinazione verbale. Non si
sarebbe stata appannaggio di civiltà più evolute, come scriveva può ridurre tutto alla prosa degli argomentatori e dei giuristì; vi
Joseph de Maistre in Le serate di Pietroburgo: "Non solo gli sono cose sottili che bisogna sentire e intuire con gh adepti della
uomini hanno cominciato con la scienza, ma con una scienza
diversa dalla nostra e ad essa superiore poiché partiva da un
punto più alto, il che la rendeva anche molto pericolosa; questo 1 Joseph de Maistre, Le seratedi Pietroburgo,Rusconi, Milano 1986.
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QABALAH ESTATICA E TSERUF
0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

sagace filosofia dei simbolisti medievali, i quali seppero reagire e ha la capacità di aprire la nostra mente all'ignoto e all'infinito,
alla Scolastica, schiava delle parole"2. svelando i segreti celati nell'inconscio. Per Carl Gustav Jung il
Le scienze iniziatiche ricorrono volentieri ai simboli perché simbolo è 11 un'immagine adeguata a indicare nel miglior modo
essi permettono di condensare in un'unica immagine un'intera possibile la natura oscuramente intuita dello spirito". I simboli
gamma di idee relative a uno stesso oggetto. I simboli vengono fanno pertanto da mediatori tra il conscio e l'inconscio, creando
impiegati innanzitutto per trasmettere agli altri un certo tipo di una sorta di ininterrotta osmosi tra microcosmo e macrocosmo,
conoscenza, ma ~ono necessari anche per accedere agli strati più tra interno ed esterno. Possiedono la strana facoltà di descrivere
profondi della propria coscienza. Gli scritti ermetici abbondano e velare al tempo stesso, agendo sulle strutture mentali. Perché i
di pittogrammi, finalizzati a suscitare e polarizzare l'attenzione simboli sono vivi, carichi di dinamismo e di valenze affettive.
del discepolo. Molto spesso il simbolo non è che un elemento Siamo noi a vivere nel mondo dei simboli, o è il mondo dei
accessorio, il cui scopo è contribuire a indirizzare il pensiero in simboli che vive in noi e viene proiettato all'esterno dai nostri
una particolare direzione, che le parole riuscirebbero a stento a sensi? Quel che è certo è che ognuno di noi vive perennemente
indicare.
in simbiosi con essi. Ce ne serviamo di continuo, giorno e notte,
I simboli non hanno necessariamente una forma - animale, nei sogni, nel linguaggio, nei gesti, nella scrittura, nell'esercizio
geometrica o di altro genere: possono essere rappresentati ,da delle facoltà immaginative.
un nome, un suono, un colore, un gesto ecc. Nessuna tipologia Anche i nostri antenati ne facevano un uso analogo, ed è
di simbolo è superiore alle altre, in quanto costituiscono tutti un per questo che tutti i ricercatori li hanno definiti un linguaggio
insieme omogeneo in cui i diversi elementi si rimpiazzano, si universale, come conferma il seguente passo di Jean Chevalier,
elidono o si rinforzano a vicenda. Spesso un simbolo puramente l'autore del celebre Dizionario dei simboli:"Il simbolo, come si è
astratto, come una parola, è impotente a penetrare le profondità detto, è un linguaggio universale. In realtà è qualcosa di più e
dello spirito: di qui la necessità di utilizzarne altri più concreti e qualcosa di meno che universale. Di fatto è universale perché,
percepibili alla vista. Ad esempio, il terminè "Dio" ha il potere non dovendo passare per il tramite delle lingue parlate o scritte,
di evocare brevemente l'immagine di una Forma gloriosa, ma la è potenzialmente accessibile a ogni essere umano, e poi perché
coscienza ha bisogno di ulteriori dati, difficilmente esprimibili a emana dalla totalità della psiche umana. Però, se ammettiamo
parole; perciò il mistico ricorre a quel surrogato approssimativo che esista un substrato comune - l'inconscio collettivo - capace
che è il simbolo. Il quale però non va inteso solo come un segno di ricevere e inviare dei messaggi, non dobbiamo dimenticare
finalizzato a rappresentare un determinato principio religioso o che tale substrato comune si arricchisce e si diversifica in virtù
filosofico, ma come una manifestazione vivente delle proprietà dei più svariati apporti etnici e individuali"3. È difficile spiegare
dell'Essere. Grazie ai simboli, la mente concettualizzante non è l'origine del potere dei simboli; sta di fatto che, a prima vista,
più implicata nella percezione, per cui lo spirito diventa capace anche quelli che non conosciamo possono sembrarci familiari. I
di "vedere" con estrema precisione, come se fosse stato rimosso simboli hanno un potenziale comunicativo che consente loro di
il velo che ne offuscava lo "sguardo". veicolare concetti densi di spessore metafisico. Ad esempio, le
Occorre altresì tener conto del fattore "immaginazione": il lettere dell'alfabeto ebraico colpiscono sempre chi le osserva per
simbolo è sì universale e atemporale, ma è anche radicato nelle la prima volta, perché si ha l'impressione di trovarsi di fronte a
strutture dell'immaginario umano. Anzi, ne costituisce il centro, un messaggio pronto a sprigionarsi da un momentb all'altro.

2
Oswald Wirth, I tarocchi,Edizioni Mediterranee, Roma 1973.
3 Jean Chevalier, Alain Gheerbrant, Dizionariodei simboli,2 voll., BUR, Milano 2001.
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QABALAH ESTATICA E TSERUF 0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

I simboli, abbiamo detto, sono dei mediatori: in una misura solo istante un intero contesto; in questo senso, abbiamo ancora
o nell';u;:;,-infatti, fungono da intermediari ù~-fftrascend~-e molto da imparare dalla tradizione antica. Grazie alla propria
f immanente, segue;~Iò·u~ò··;r~~ifico codfce-semanti~ò~irc11e-;i esperienza, lo studioso di simboli mette in evidenza l'influsso
iffduce a dire che formano un'indissolubile rete cosmica in virtù psichico che questi esercitano. A tale proposito, Jean Chevalier
della quale la realtà occulta diviene visibile. Ciò spiega perché prosegue: "La funzione di risonanza di un simbolo è attiva nella
alcuni contemplativi si servano di supporti altamente simbolici, misura in cui questo si accorda con l'atmosfera spirituale di una
perché la scienza dei talismani ricorra unicamente ai simboli e persona, una società, un'epoca, una situazione. Essa presuppone
infine perché tanti chiaroveggenti li utilizzino come strumenti che il simbolo sia legato a una determinata psicologia collettiva
privilegiati. Il nesso tra questi differenti impieghi e concezioni è e quindi la sua esistenza non dipenda da un'attività puramente
perfettamente colto da Raymond de Becker in Les machinations individuale. E quest'osservazione è valida sia per il contenuto
de la nuit: "Il simbolo può essere paragonato a un cristallo che imm~ginativo sia per l'interpretazione del simbolo, che affonda
restituisce la luce in modo diverso a seconda della sfaccettatura in un contesto sociale anche quando emerge da una coscienza
che la coglie. Si può inoltre dire che è un essere vivente, anzi, un individuale. La sua potenza evocativa e liberatoria varierà sulla
frammento del nostro stesso essere - vivente, in movimento e in base dell'effetto di risonanza derivante dai rapporti tra il sociale
trasformazione - cosicché, contemplandolo e cogliendolo come e l'individuale"6.
oggetto di meditazione, contempliamo anche la traiettoria che ci
Esiste un simbolo, a noi molto familiare, il cui significato è
apprestiamo a seguire e cogliamo la direzione del movimento stato radicalmente modificato dalle vicende storiche a livello di
nel quale è coinvolto l'Essere"4. Sulla stessa linea di Becker, Jean
inconscio collettivo: la croce uncinata. Essa è sempre presente
Chevalier parla di "risonanze vibratorie", nozione introdotta nelle tradizioni più antiche ed è stata considerata un simbolo di
dagli studiosi di rndionica, ma su un piano più materiale. Egli stré:lordinaria valenza spirituale sia in Oriente che in Occidente
considera il simbolo un amplificatore di vibrazioni: "Il simbolo fino a poco prima della Seconda guerra mondiale; non a caso
vivente presuppone una funzione di risonanza. Trasposto sul era spesso visibile nelle nostre chiese (ne restano tuttora alcuni
piano psicologico, il fenomeno è paragonabile a ciò che la fisica
esemplari), dove fungeva da emblema del Cristo cosmico, l'Alfa
dinamica chiama 'fenomeno vibratorio'. Un corpo, ad esempio
e 1'Omega. Ma dopo l'avvento del nazismo, in Occi1ente questo
un ponte sospeso, vibra con una specifica frequenza, variabile a simbolo è passato a rappresentare l'orrore, e tutto ciò che aveva
seconda degli influssi, quale quello del vento, che si esercitano
espresso di buono all'interno delle diverse epoche e tradizioni è
su di esso. Se__ uno di tali influssi, con la propria frequenza, entra
stato dimenticato. È invece ancora possibile trovarlo in India,
in risonanza con quella del corpo e i loro ritmi si combinano, si dov'è conosciuto con il nome di svastika - ossia "benefico" - in
crea un effetto di amplificazione delle vibrazioni e accelerazione prossimità delle statue del dio Ganesha o in posizione di primo
delle oscillazioni che, 'a lungo andare, può sfociare nel turbine e piano tra i simboli del giainismo. Così, ai giorni nostri una croce
nella rottura"s.
uncinata non avrà più lo stesso impatto sulla coscienza di un
Oggi sappiamo che i simboli fisici, con la loro forma, il loro occidentale e su quella di un orientale, mentre, fino a poco più
colore e il loro spessore, emettono microvibrazioni in grado di di sessant'anni fa, veniva recepita in mddo simile. Il simbolista,
modificare progressivamente l'ambiente circostante. Ciò è tanto perciò, deve sempre ricordarsi di aver a che fare con una realtà
più vero per certi suoni o gesti, che possono trasformare in un vivente, quindi soggetta ai cambiamenti apportati dagli uomini,
benché costantemente immutata nel suo nucleo di fondo.
4
Raymond de Becker, Les machinationsde la nuit, Planète, Paris 1965.
5
Jean Chevalier, Alain Gheerbrant, Dizionariodei simbolicit. 6 Jean Chevalier, Alain Gheerbrant, Ivi.
16 17
QABALAH ESTATICA E TSERUF 0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

Il termine "simbolo" può assumere molteplìci significati, 1 Il simbolo è un'entità astratta che ha il potere di rendere
ma in ambito specialistico designa sempre un elemento astratto, percepibile ciò che in apparenza non lo è. Quest'entità,
di carattere figurativo e dotato di proprietà universali, che può recepita in modo univoco da quel fondo comune della
rivestire indifferentemente forma visibile o invisibile (si pensi, ad memoria umana che è l'inconscio collettivo (il simbolo
esempio, a un'idea). Detto questo, esistono ulteriori e non meno svolge sempre una funzione unificante e aggregante),
interessanti declinazioni del linguaggio simbolico: può agire sia a livello della coscienza che dell'inconscio
• Se una forma immaginaria non va oltre il livello della e si avvale di un grafismo simbolico che poggia su una
significazione, si tratta di un segno. È importante distinguere una sorta di convenzione universalmente riconosciuta:
tra "segno" e "simbolo". Per fare un esempio, le ali, viste come la quotidiana esperienza umana, infatti, ha portato ad
elemento decorativo di un capo d'abbigliamento, se adornano attribuire un determinato significato a una data forma.
la giacca di un aviatore sono da ritenersi un segno; se invece In questa specifica accezione tecnica, il simbolo è noto
figurano su un indumento indossato da una persona qualsiasi, come II simbolo logico-matematico", in quanto viene
che intende richiamarsi alle loro connessioni con il volo e con utilizzato nelle formule matematiche o chimiche, oltre
l'elevazione spirituale, costituiscono un simbolo. Ogni simbolo che,ovviamente, nel linguaggio della logica comune e
è in parte anche un segno e viceversa. dell'ermetismo.
2 Il simbolo segnala altresì l'appartenenza di un gruppo a
• Se una forma simbolica è convenzionalmente adottata un dato contesto ideologico, sociale o di altro genere: in
per definire e cristallizzare un determinato ideale e/ o principio pratica, definisce dei limiti. Ad esempio, una bandiera
morale, siamo di fronte a un emblema. Completando l'esempio o un inno possono connotare l'identità di una nazione,
precedente, possiamo anche affermare che le ali sono l'emblema aggregarne i cittadini e rimarcarne i confini, il che vale
dell'aviazione intesa come vocazione professionale, allo stesso anche, sia pur in forma diversa, per un partito politico,
modo in cui il caduceo lo è della medicina. una comunità religiosa, un club sportivo. Dal punto di
Oltre al segno e al simbolo, esistono altri linguaggi allusivi vista occulto, il simbolo così inteso cristallizza l'energia
connessi a un particolare uso della parola o del racconto, tra cui di una forza astrale o di un determinato egregore, con
la parabola, l'apologo, la metafora, l'allegoria. La Bibbia ricorre le sue peculiari credenze, i suoi riti, la sua ideologia, il
spesso a procedimenti simbolici e allegorici di ogni genere per suo cerimoniale e i suoi membri. Inoltre, esso può agire
illustrare una verità astratta o troppo distante. Alludendo a tale come una parola d'ordine, nel qual caso ben di rado la
approccio, l'apostolo Paolo dice che il rituale istituito da Mosè è sua forma avrà una genesi puramente accidentale, ma
"figura e ombra delle cose celesti": un'eccellente definizione del rientrerà in un processo dinamico direttamente legato
metodo simbolico. Esso consiste infatti nel saper apprezzare la al gruppo che lo utilizza: la croce cristiana, ad esempio,
ricchezza. degli insegnamenti racchiusi nei simboli della scienza rimanda alla crocifissione di Gesù, la falce e il martello
spirituale e nel lasciarsi guidare dall'analogia. dei comunisti all'alleanza tra classe operaia e contadini
ecc. Il simbolo è un'espressione indiretta e sintetica: "È
L'ANALOGIA
nella natura di una società esprimersi simbolicamente
È in virtù della corrispondenza analogica che il simbolo è in grado attraverso le sue usanze e istituzioni; i comportamenti
di rappresentare qualcosa di diverso da ciò che la sua immagine individuali, invece, di per sé non sono mai simbolici:
visibile comunemente esprime. In genere si tende a classificarlo
in base alle tre principali funzioni che svolge:

18 19
QABALAH ESTATICA E TSERUF 0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

essi sono gli elementi a partire dai quali viene edificato nell'inconscio, nel sogno e nel linguaggio umano, scritto e non.
' un sistema simbolico, che può essere solo collettivo"?. Corrisponde al terzo livello dello studio della Torah, indicato
3 Il simbolo non è mai neutro né statico, in quanto ha la dal termine ebraico "Drash" (ì.ti·r:r)
che significa "interpretazione
funzione di prescrivere o richiamare alla memoria. In figurata".
questo senso, psicologia e tecnica sono inestricabili. La Alcuni simboli sono creazioni del pensiero che il pensiero
stella di David non si limita a evocare l'ebraismo, ma stesso, nella sua evoluzione, si è lasciato alle spalle; ecco perché
allude anche ai sei giorni della creazione e all'unione di il mito è in qualche modo un prolungamento del simbolo. Paul
spirito e materia. Il giglio di Francia, che rappresenta il RicCEurha scritto: "Il mito è un racconto tradizionale che riporta
sovrano francese, impone altresì il rispetto dell'autorità eventi avvenuti all'inizio dei tempi, destinato a fornire le basi
regale. L'imperativo psicologico è la ragion d'essere di all'azione rituale degli uomini d'oggi e, in senso generale, a
un simbolo, il suo particolare grafismo la forma tecnica costituire tutte le forme di azione e di pensiero in virtù delle
che esso assume. Tale nozione è al centro di ogni buona quali l'uomo comprende se stesso nel suo mondo. Fissando le
pratica psicanalitica, dal momento che rende possibile azioni rituali significative, col venir meno della sua dimensione
l'interpretazione dei sogni e dei comportamenti. eziologica, fa conoscere la sua portata esplorativa e rivela la sua
Il metodo analogico è di grande aiuto per coloro che si dedicano funzione simbolica, ossia il suo potere di svelare il legame tra
allo studio del simbolismo, specie se supportato dal ricorso alla l'uomo e la sua esperienza del sacro9". Questo testo ci permette
legge magica della similarità: "Il simile evoca il simile, perché di cogliere l'analogia esistente tra simbolo, mito e rito. Eliphas
agisce su di esso". Questa modalità di ragionamento, che senza Levi aggiunge: "La filosofia occulta .è essenzialmente mitica e
dubbio è la più. elementare di tutte, trova la sua legittimazione simbolica. Gli insegnamenti che ci ha lasciato il mondo antico
storica nell'aristotelismo. Ogni percorso iniziatico si avvale del sono quasi interamente celati nelle favole e nei simboli". Il fatto
simbolismo come chiave di accesso alla spiritualità esistenziale. è che tutte le antiche forme di culto utilizzavano un simbolismo
I simboli sono i veicoli che mettono in relazione tra loro le teorie fondato sull'allegoria, che veniva proposta all'intelligenza del
generali astratte e la realtà a cui queste rimandano. Fritjof Capra lettore come una sorta di enigma. I più grandi iniziati ci hanno
scrive: "La conoscenza razionale costituisce pertanto un sistema trasmesso i loro insegnamenti sotto forma di favole. In ambito
di concetti astratti e simboli, caratterizzati dalla struttura lineare occulto, quando si parla di mito, enigma e simbolo, viene subito
e sequenziale tipica del nostro modo di pensare e parlare. Nella in mente l'immagine della sfinge. Per illustrare questo motivo,
maggior parte dei linguaggi tale struttura lineare è resa esplicita ecco i versi conclusivi di una poesia di Eliphas Levi sull'origine
dall'impiego di alfabeti, che servono a comunicare esperienze e dell'ermeneutica, che propone un'interpretazione della sfinge
riflessioni con lunghe serie di lettere"s (Il Tao dellafisica). nei suoi molteplici attributi simbolici:
IL DRASH O DELL'ERMENEUTICA Lafronte umana dellasfinge parladi intelligenza,
Le sue mammelled'amore,le sue unghie di lotta;
Ricorrendo ai simboli, ci muoviamo nella direzione indicata dal Le sue ali simboleggianolafede, il sognoe la speranza,
pensiero greco - "Dire qualcosa su qualcosa equivale già a dire E i suoifianchi taurini lafatica del lavoroterreno!
qualcos'altro, ossia a interpretare" - vale a dire nella direzione Se sai lavorare,credere,amare,difenderti,
dell'ermeneutica, l'arte dell'interpretazione dei simboli operanti Se da vili bisogninon sei incatenato,

7
Claude Lévi-Strauss, citato in Chevalier, Gheerbrant, Dizionariodei simboli,cit.
8
Fritjof Capra, Il Taodellafisica, Adelphi, Milano 1989. 9 Paul Ricceur, Finitudinee colpa,il Mulino, Bologna 1970.
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QABALAH ESTATICA E TSERUF
0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

Se il tuo cuoresa voleree la tua mente capire, Nella Qabalah vengono utilizzati tre tipi di ermeneutica
Salute a te, re di Tebe!Eccotiincoronato! delle lettere ebraiche:
L'interpretazione simbolica ci porta in un terreno delicato, 1 Il carattereantico:basato sulla forma tangibile e primaria
quello del linguaggio naturale; per giunta, il significato di uh dei simboli, è una sorta di archeologia della memoria e
simbolo è legato alla storia della memoria umana, all'inconscio del sapere. Le othioth sono recepite nella loro valenza
collettivo. Come abbiamo visto, un grafismo inteso come segno astratta.
assume un preciso valore, mentre, inteso come simbolo, .rende 2 Il caratterespecifico:è il secondo livello di comprensione
possibile il formarsi di un sistema di valori. Tra segni e simboli e interpretazione dei simboli. In questo caso, le lettere
esistono evidenti correlazioni che è necessario chiarire. Il segno sono viste come informazioni fondate sulla ripetizione
produce una reazione specifica, il simbolo invece è in grado di e la formazione dei modelli.
generare riflessi che si inscrivono in un vasto e coeso insieme di 3 Il carattereesistenziale:è la ricerca del nucleo elementare
significati. di conoscenze insito in ogni lettera, nonché dei modi e
A prescindere dall'ermetismo, la vita quotidiana è piena di delle forme in cui essa entra in contatto con noi nella
simboli che utilizziamo incessantemente. Basti pensare al codice nostra concreta esperienza.
stradale, con i suoi colori, le sue convenzioni grafiche, le sue La scienza dei simboli è quella partic~lare forma di scienza
parole chiave. Questo ci porta a dedurre che il simbolismo è un ermeneutica alla quale spetta individuare i significati nascosti.
vero e proprio "codice esistenziale", un potente strumento di Resta da chiedersi per quale motivo le idee originarie abbiano
comunicazione e di trasmissione. assunto una determinata forma piuttosto che un'altra.
Anche i grafismi convenzionali che utilizziamo nel nostro Nella letteratura occidentale i simboli sono attestati tanto
quotidiano possiedono la duplice natura di segno e di simbolo. nella rappresentazione delle forme divine, creazioni immediate
Tornando al già citato esempio del codice stradale, agli incroci il dell'intelletto umano, quanto nelle favole, che di quest'intelletto
semaforo diventa rosso per indicare che bisogna fermarsi, verde sono un'ulteriore, indiretta e talora involontaria espressione. A
per segnalare che si può procedere. Il rosso in quanto segno ha tale proposito, Aristotele scriveva: "Una tradizione risalente al
quindi un valore convenzionale esplicito, ma in quanto simbolo mondo antico. e alle epoche più remote, e tramandata ai posteri
comunica implicitamente l'idea di "pericolo", ed evoca inconsce sotto forma di mito, ci insegna che questi (i principi primi) sono
associazioni con il sangue e un senso di inquietudine. Il verde dèi, e che l'intera natura è circondata dal divino. Il resto è stato
inteso come segno, dal canto suo, convenzionalmente indica il aggiunto in seguito, sempre in forma mitica, per persuadere i
via libera, ma in sottofondo racchiude valenze simboliche legate più e allo scopo di imporre il rispetto delle leggi e degli interessi
alla natura e a sensazioni di pace e serenità. comuni. Dicono, infatti, che gli dèi abbiano forma umana, o che
Il simbolo è la trascrizione di un'esperienza antichissima, e siano simili a certi animali, e a queste cose ne aggiungono altre 1
analizzandolo è possibile recuperare il significato che rivestiva della.stessa natura o affini. Ma se si prescinde da tali aggiunte, e
nell'arcaico linguaggio delle origini. Per scoprirne il vero valore si estrapola solo il contenuto originario di quelle credenze, ossia
è perciò necessario rifarsi a uno stadio precedente a quelli della la tradizione per cui, secondo gli antichi, le sostanze prime sono
fissazione e della concettualizzazione. Il pensiero, infatti, nasce dèi, si è indotti a pensare che essa sia il frutto di un'ispirazione
dallo stesso substrato da cui si generano i simboli e scaturisce divina. E poiché, com'è verosimile, tutte le arti e tutti i sistemi
da essi. filosofici sono stati 'inventati' più di una volta per poi andare di
nuovo perduti, sembra probabile che tali credenze si siano
22 23
QABALAH ESTATICA E TSERUF 0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

preservate fino ai ·giorni nostri come reliquie di quell'antica La genesi dei simboli non è codificata in modo sistematico:
conoscenza"10. l'uomo li crea per lo più istintivamente. Inoltre, benché ognuno
In India l'ermeneutica, è definita "lingua crepuscolare", in di essi abbia un significato convenzionale, è innegabile che tale
sanscrito "Sandhyti-bhtisti".E un linguaggio simbolico in cui ogni significato si colori di sfumature differenti, legate all'esperienza
parola possiede un duplice significato: uno è quello consueto, individuale. Peraltro, bisogna aggiungere che i sensi limitano la
l'altro quello occulto e mistico. Il Sandhyti-bhtistiviene usato in nostra percezione dei simboli e modificano il nostro approccio
primo luogo allo scopo di proteggere le realtà sacre, ma anche ad essi.
perché il linguaggio ordinario non è in grado di dar voce alle Tale percezione si arricchisce infatti di elementi inconsci, in
più elevate esperienze spirituali. quanto i simboli traducono incessantemente i dati di realtà nel
In virtù del Sandhyti-bhtisti,le esperienze estatiche scaturite linguaggio dello spirito. Il simbolo si configura quindi come un
dalla meditazione si tramutano in miracoli, parabole ed eventi "esploratore empirico" degli strati più profondi della coscienza
quasi dotati di consistenza storica. La lingua crepuscolare mette individuale e collettiva, nonché come un artefice del processo di
in scena un teatro simbolico, e trasforma in racconto mitico quei concretizzazione della natura soprasensibile dello spirito. Di
conflitti interiori ed esteriori che l'uomo si trova ad affrontare conseguenza la sua forma è inscindibile dal retroterra psichico
lungo il cammino dell'evoluzione. di cui costituisce la manifestazione, manifestazione che poi chi
la osserva dovrà decodificare secondo la sua sensibilità e la sua
Sotto questo aspetto è facile constatare che la Qabalah è in fantasia, distinguendone i molteplici aspetti e realizzandone la
perfetta sintonia con i Tantra indiani. La scala mistica costituita sintesi.
dai trentadue sentieri della Saggezza, infatti, rende possibile
non solo definire la natura dei simboli, ma anche elaborarli, È molto importante soffermarsi sulla funzione di sintesi dei
interpretarli, realizzarli e trascenderli. simboli, o meglio, per essere più precisi, di quelli che potremmo
definire "simboli in nuce". La civiltà in cui viviamo ne fa un uso
SIMBOLI E PSICOLOGIA smodato: basta guardarsi intorno per accorgersi dell'incredibile
Tutti sanno, per averlo sperimentato almeno una volta nella vita, numero di acronimi quotidianamente adottati: ONU, UNESCO,
che i sogni sono oceani di simboli in cui sono racchiusi minuscoli USA, CEE ecc. Qu~ste forme sintetiche di simbolo consentono
frammenti della nostra interiorità. Il contemplativo, tuttavia, fa di evocare con poche lettere un'organizzazione internazionale,
regolarmente esperienza dell'affiorare di immagini simboliche un'ideologia, una nazione, una ragione sociale. Siamo di fronte
provenienti dal fondo del suo spirito. I cabbalisti, in particolare, a. una rivisitazione in chiave moderna: e profana della notarica
hanno familiarità con le interazioni tra forze occulte e simboli. Il dei cabbalisti.
c_osmo pluridimensionale del nostro subconscio si esprime per È impossibile parlare di psicologia dei simboli senza citare
figure astratte: è questo il modo in cui veniamo a conoscenza Jung, il quale non ha esitato a studiare la simbologia ermetica al
delle impressioni che si formano al suo interno, e quindi fuori fine di comprendere meglio quella dell'inconscio. Ecco come lo
dall'universo tridimensionale della coscienza, attraverso quelle studioso zurighese definisce il simbolo: "Ciò che chiamiamo
approssimazioni sensibili di carattere simbolico che scopriamo simbolo è un termine, un nome o un'immagine che, anche se ci
esplorando le profondità abissali del nostro inconscio. è familiare nella vita quotidiana, possiede tuttavia implicazioni
che si aggiungono al suo significato convenzionale éd evidente.
Il simbolo implica qualcosa di vago, di ignoto o di nascosto per
10
noi[ ... ]. Quindi, una parola o un'immagine sono simboliche
MetafisicaXII, 1074 b, 1-20, in Aristotele, La metafisica,Bompiani, Milano 2004.
24 25
QABALAH ESTATICA E TSERUF 0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

quando implicano qualcosa di più della loro valenza evidente e procedimenti meccanici e per lo più a scopi premonitori. Grazie
immediata. Tale parola, o tale immagine, possiedono risvolti al simbolismo, l'uomo attinge continuamente e inconsciamente
più ampi di carattere 'inconscio', che non sono mai definiti con alle zone d'ombra del suo essere. Per Gérard de Champeaux e
precisione né totalmente chiariti. Quando lo spirito intraprende Sébastien Sterckx, il linguaggio simbolico non appartiene al
l'esplorazione di un simbolo, si ritrova al cospetto di idee che si dominio della logica: "Esso è una pulsione vitale, una forma
situano al di là di ciò che la nostra ragione può cogliere [... ]. È istintiva di riconoscimento, un'esperienza totale del soggetto,
proprio perché moltissime cose si situano al di là dei limiti della che nasce al proprio dramma personale grazie all'inesauribile e
comprensione umana che noi siamo continuamente costretti a ·complesso gioco degli innumerevoli intrecci che tessono il suo
utilizzare termini simbolici per rappresentare concetti che non divenire insieme a quello dell'universo a cui appartiene e dal
possiamo definire né comprendere pienamente. Questo è anche quale attinge la materia di tutti i suoi riconoscimenti. Perché, in
uno dei motivi per cui le religioni si servono di un linguaggio definitiva, si tratta sempre di nascere con, mettendo l'accento su
simbolico e si esprimono per immagini. Quest'uso consapevole questo 'con', piccola parola misteriosa in cui risiede tutto il
che facciamo dei simboli, tuttavia, è solo un aspetto di un fatto mistero del simbolo ... "12.
psicologico di grande importanza: l'uomo, infatti, crea simboli Le immagini astratte o .concrete che scaturiscono dal sogno
anche inconsapevolmente e spontaneamente"n. o dalla contemplazione mistica sono ugualmente incoerenti e
Di generazione in genérazione, continuiamo a tramandarci deliranti: sta a chi le sperimenta riconoscere in esse le creazioni
e a godere di un ricchissirpo patrimonio simbolico senza mai del proprio spirito. Questo gioco mentale dà vita a una serie di
intaccarne la consistenza. I simboli, infatti, non solo vivono con rappresentazioni figurative delle chimere che popolano le zone
noi, ma danno vita a complessi sistemi intellettuali ed emotivi liminari della coscienza.
dotati di notevole potenza creativa: in pratica, costituiscono dei
LE LETTERE SIMBOLO
modelli ordinati e generatori di ordine che agiscono all'interno
dell'anima. Il simbolismo è il filo di Arianna che ci rende capaci II Sepher Yetzirah struttura l'alfabeto ebraico in tre lettere madri,
di uscire dal dedalo delle inquietudini scaturite dal subconscio, sette doppie e dodici semplici, e per ognuno di questi tre gruppi
segnalando allo spirito, tramite analogie naturali o correlazioni individua una serie di specifiche correlazioni simboliche con il
puramente convenzionali, il nesso esistente tra una data forma corpb, lo spazio, le sensazioni. Occorre tuttavia precisare che, a
e la nozione corrispondente. · proposito di tali correlazioni, esistono alcune differenze tra le
diverse versioni del Sepher Yetzirah:per questo abbiamo ritenuto
Il simbolo, quindi, ha un significato la cui decifrazione ci
opportuno tagliare la testa al toro chiamando in causa il Sepher
schiude l'accesso ai contenuti psicologici latenti. Grazie ad esso,
l'inconscio fa irruzione nella coscienza e produce delle crepe nel Kuzari, che è molto più preciso al riguardo.
sistema di censura. Ecco perché il simbolismo dei sogni è un Ecco tre tabelle che illustrano tali correlazioni facendo una
elemento chiave d,ella psicanalisi moderna: perché è lo specifico sintesi dei simboli citati nel Sepher Yetzirah e nel SepherKuzari.
linguaggio che dà a ciascuno la capacità di scendere negli abissi
della propria psiche.
L'interpretazione dei simboli è una pratica antica, che in
origine fu esercitata ovunque con modalità analoghe, ossia con

11 Cari Gustav Jung, L'uomo e i suoi simboli,TEA, Milano 2007. 12 Gérard de Champeaux, Sébastien Sterckx, Simbolidel medioevo,Jaca Book, Milano 1972.
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QABALAH ESTATICA E TSERUF

Le ventidue lettere contengono tutte un fondamentale


LE TRE MADRI
insegnamento simbolico13; eccone una breve sintesi:
Parti
Nomi Elementi Climi Polarità del Stagioni Mondi Forze ~ Alef: il suo nome rimanda al termine ebraico per "bue",
corpo "elef', e il tracciato della lettera nell'iscrizione di Ahiram
Inter
t'i Alef Aria Umido Neutra Petto Essere Cuore Orbitante Equilibrio
medie corrisponde a una testa di bue con le corna. L'alfabeto
D Mem Acqua Freddo Negativa Ventre Inverno Tempo Ruota Centripeta Contrazione ebraico è l'unico a cominciare con un silenzio. [In effetti,
t[) Shin Fuoco Caldo Positiva Testa Estate Spazio Drago Centrifuga Espansione
~ è senza suono e si esprime con l'aiuto di una vocale].
Benché Alef sia in sé inudibile, il Sepher haBahir afferma:
LE SETTE DOPPIE "L'orecchio è fatto a immagine di Alef, che è la radice
Nomi Astri Giorni Direzioni Qualità Parti del corpo Cnnnievolari dei dieci comandamenti". Alef rappresenta la stabilità
Giorno
::i Bet Saturno ij
1
Alto Saggezza Occhio destro Vita-Morte perfetta, la forza orbitale che equilibra le opposte spinte
l Gimel Giove 4
Giorno
Basso Ricchezza Occhio sinistro Pace-Guerra di carattere centripeto e centrifugo. Tale lettera unifica i
2
Giorno Orecchio mondi sia anteriori che successivi alla creazione, infatti i
ì Dalet Marte d' Est Autorità Saggezza-Follia
3 destro termini ebraici per "unità" (enad - in~) e per "amore"
:, Giorno Orecchio Ricchezza-
Kaf Sole 0
4
Ovest Vita
sinistro Povertà (ahavah - i1Ji1~) iniziano con essa. Alef è l'unità nel suo
El Pe Venere I'
Giorno
Nord Bellezza Narice destra
Bellezza- permanere; non a caso, in ebraico "io" si dice" Ani" ('J~)
5 Bruttezza
1
Giorno e "tu", inteso come l'altro, "atha" (nn~).Ciò significa che
Resh Mercurio ~ Sud Posterità Narice sinistra Fertilità-Sterilità
6 tu e io siamo uno perché, sebbene diversi nell'aspetto,
M
·Giorno
Tav Luna ')) Centro Pace Bocca Dominio-Servitù
7 siamo accomunati dalla stessa origine. Alef è il punto di
partenza di tutte le cose, per questo il Bahir (17) recita:
"Perché Alef è collocata in cima? Perché ha preceduto
LE DODICI SEMPLICI tutte le cose, anche la Torah".
Segni dello :i Bet: significa "casa" o "tempio"; è la lettera che dà inizio
Nomi Sensi Direzioni Mesi Periodi Tribù
zodiaco
i1 He Ariete Parola Nord-Est Nissan Marzo/ Aorile Giuda alla Bereshit,lo spazio creato all'interno del quale tutto si
1 Vav Toro Pensiero Sud-Est Iyar Aprile/Maggio Issac(h)ar
r Zavn Gemelli Locomozione Est-Alto Sivan Mao-vio/Giugno Zabulon
compie. Rappresenta il primo sdoppiamento dell'unità,
n Heth Cancro Vista Est-Basso Tammuz Giugno/ Luglio Ruben la rottura dell'equilibrio originario finalizzata al sorgere
~ Tet Leone Udito Nord-Alto Av Lue:lio/ A<>osto Simeone
, Nord-
del movimento. Fin daHa prima parola della Torah, Bet
Yod Vergine Azione Elul Agosto/ Settembre Gad
., Basso evoca l'unione dei due princìpi maschile e femminile. A
Lamed Bilancia Copula Sud-Ovest Tishri Settembre/ Ottobre Efraim
Nord-
seconda dei differenti livelli simbolici in cui si situa, può
l Nun Scorpione Olfatto Heshvan Ottobre/Novembre Manasse
Ovest indicare tanto la dimora dell'universo quanto il tempio,
Ovest-
o Samek Sagittario Sonno
Alto
Kislev Novembre/Dicembre Beniamino sia celeste che materiale, nonché il focolare domestico e,
'
D 'Ayn Capricorno Collera
Ovest-
Tevet Dicembre/ Gennaio" Dan
per estensione, la madre che cura tale focolare e alleva i
Basso
:; Tsadu Acquario Gusto Sud-Alto Shevat Gennaio/Febbraio Aser
figli nel suo seno. Come il dagesh (puntino) all'interno
p Qof Pesci Riso Sud-Basso Adar Febbraio/Marzo Neftali della Bet di "Bereshit" racchiude in sé tutto il futuro
dell'universo, analogamente il bambino porterà per

13Per ulteriori approfondimenti, vedi Georges Lahy, L'alfabetod1raicoe i suoi simboli,


Venexia, Roma 2008, pp. 51-226.

28 29
QABALAH ESTATICÀ E TSERUF 0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

tutta la vita l'impronta della sua dimora materna. Bet è La diede in sposa a un principe, la ricoprì di ricche vesti,
la lettera con cui si apre il testo della Genesi. l'adornò con corona e gioielli e le assegnò una cospicua
) Gimel: il suo nome deriva dal termine ebraico "gamal", dote. A questo punto il re poteva forse vivere fuori dalla
che significa I/cammello". Occorre tenere presente che il propria dimora? Certo che no. Poteva forse stare tutto il
cammello è un simbolo di ricchezza, poiché nel contesto giorno con la figlia? Naturalmente no. Allora cosa fece?
biblico possederne uno equivaleva a essere ricchi. Tale Fece costruire una finestra tra le stanze di lei e le sue, e
attributo è collegato alla dimora di Bet, simboleggiata ogni volta che la figlia aveva bisogno di comunicare col
dalla gobba, riserva che aiuta ad attraversare il deserto padre o viceversa, lo facevano attraverso tale finestra".
della vita. Ma tale riserva è.al tempo stesso un mezzo di Vav: il suo pittogramma può rappresentare un chiodo,
sostegno e un fardello ereditario, poiché Gimel si carica un cavicchio o un uncino. Si potrebbe anche pensare al
del peso delle esperienze accumulate durante il "gilgul" supporto su cui poggiava il tappeto arrotolato, oppure
(ciclo delle esistenze), nonché delle impronte positive e al regginuca usato al posto del cuscino. In ebraico Vav
negative lasciate dalla vita condotta nella dimora di Bet. funge da congiunzione coordinante e rappresenta tutto
) Dalet: alla lettera "battente della porta", indica la porta ciò che unisce le cose tra loro. Il suo valore, cioè 6, fa
del mondo e la stabilità della creazione scaturita da Bet. dire ai testi cabbalistici che questa lettera riassume in sé
La penetrazione nella materia densa del creato produce le" sei direzioni dell'universo: "A cosa è paragonabile
un impoverimento della luce dell' Ein-Sof (di cui Gimel Vav? A colui che 'si ammanta di luce come di una veste'
possiede ancora la ricchezza). Il SepherBahir ne spiega il (Salmi 104:2). Vav indica anche le sei direzioni" (Bahir 82).
valore in questo modo (27): "Che cosa significa la lettera Zayn: il suo nome deriva dall'aramaico e significa" arma".
Dalet? Egli rispose: 'A che cosa è paragonabile? Dieci re È una lettera di potenza e di discernimento: simboleggia
si trovavano riuniti in un unico luogo. Erano tutti ricchi, il potere del libero arbitrio che ci consente di scegliere se
ma uno di loro lo era meno degli altri: infatti, benché il fare o non fare. Zayn costringe a responsabilizzarsi e a
suo patrimonio fosse grande, in confronto agli altri era farsi carico di se stessi. In riferimento al valore numerico
povero". Il Bahir fa questo paragone perché in ebraico della lettera, cioè 7, il Bahir (81) afferma: "Corrisponde al
"povero" si dice "dal" ("71),che corrisponde alle lettere numero dei giorni della settimana, il che ci insegna che
iniziali della parola "Dalet", e il concetto di "povertà" è ogni giorno ha il suo potere". Nello specifico, tale potere
espresso con il termine" daluth" (m'?"J). consiste nella libertà e nell'indipendenza delle forze del
ii He: l'etimologia del termine è incerta; generalmente si creato.
afferma che il pittogramma originario rappresenti un n Heth: l'etimologia tradizionale della lettera - "recinto" -
pettine o una' finestra. È la letter:a che più di ogni altra rimanda a uno spazio chiuso all'interno del quale le varie
incarna il soffio vitale: la finestra, infatti, è lo strumento forze devono imparare a convivere, pena la distruzione
che mette in comunicazione i diversi livelli del soffio e reciproca. Questo è il motivo per cui il termine "net" (~t;in)
·dell'anima, simboleggiati da cinque principi (non a caso significa al tempo stesso "peccato" e "purificazione": il
il valore di He è pari a 5): Ruach, I=Iayah,Yenidah,Nefesh, peccato consiste nelle interazioni distruttive tra le forze,
Neshamah.Il SepherhaBahir(54) avvalora la.tesi del nesso la purificazione nella loro coesistenza armonica. Il Bahir
tra He e la finestra: i, Qual è in questo caso la funzione di (34) spiega in questo modo la forma parzialmente aperta
He? A cosa può essere paragonata? C'era una volta un di I=Ieth:"[È così] perché tutte le sue direzioni sono chiuse
re che aveva una figlia buona, graziosa, bella e perfetta. eccetto il nord, che è aperto per far penetrare sia il Bene
30 31
QABALAH ESTATICA E TSERUF 0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

che il Male". Questo testo conferma la duplice natura di ? Lamed: la tradizione associa al nome di questa lettera il
J=Ieth. significato di "pungolo", ma gli assegna anche quelli di
~ Tet: si tratta di una lettera a parte, perché non compare "insegnare", "apprendere", "istruire". Infatti, poiché il
nei dieci comandamenti e nei nomi delle dieci Sephiroth. pungolo ha la funzione di spronare il bestiame per farlo
C'è chi vede un serpente nel suo ideogramma, chi uno avanzare, Lamed viene ad assumere i valori di "guida",
scudo. Il Sepher haBahir vi scorge invece un'immagine "istruttore" o "insegnante". È l'espressione della forza
del ventre. Inoltre, Tet rimanda al termine ebraico "tith" spirituale, il movimento verso l'esterno della ricchezza
(~'~), che significa "vaso", "fango". Tutti questi elementi interiore. Perciò si dice che Lamed è simile a un'ala che si
mostrano che Tet rappresenta il cambiamento di stato; spiega. Tuttavia, il nome della lettera evoca piuttosto la
non a caso, è l'unica lettera aperta verso l'alto. Lo scudo potenza intellettuale, come attesta ad esempio il termine
e il fango, peraltro, simboleggiano l'involucro protettivo "lemed" (iq~), che significa "studio" o "scienza".
che rende possibile la muta, il "cambiamento di pelle", a Mem: legata fin dalle origini a un pittogramma evocante
come nel caso del serpente. Anche il ventre è un organo il movimento dell'acqua, questa lettera rimanda anche
di trasformazione, in quanto al suo interno il cibo viene all'idea di "matrice" e rappresenta il grembo femminile
tramutato nella quintessenza, simboleggiata dalla lettera che ha il potere di dare la vita. A tale proposito il Bahir
successiva. Il Talmud afferma che vedere Tet in sogno è (85) osserva: "Perché Mem include sia il maschio che la
sinonimo di presagi favorevoli. femmina? Per insegnarci che in origine Mem indicava il
Yod: il suo nome deriva dal termine "yad" (1') indicante principio maschile. L'apertura vi è stata aggiunta più
la mano, e più precisamente l'insieme del polso e della tardi per simboleggiare il femminile. Come l'uomo non
mano con le dita tese. Con il suo valore numerico (10), può generare senza aprirsi, così Mem non può dare la
allude al fatto che il mondo fu creato con dieci Parole. vita che a condizione di aprirsi; e come la donna dà la
Yod è la più piccola delle lettere dell'alfabeto, eppure è vita aprendosi per poi richiudersi, così Mem si presenta
quella che ha in sé più potere di ogni altra. Essa attesta ora chiusa (in fine di parola), ora aperta". Mem evoca
che anche il più minuscolo dei semi può produrre il più anche il ripiegamento verso l'interno finalizzato a una
grande degli universi e che la più infinitesimale delle metamorfosi interiore, la forza centripeta. Il suo valore
intenzioni può generare la più imponente delle forze. numerico, 40, ritorna sistematicamente nella Bibbia per
Yod riproduce l'immagine dell'asse della ruota, il cui più indicare un periodo di isolamento a cui fa seguito una
minuto impulso può innescare un movimento immenso. trasformazione (la traversata del deserto).
Simboleggia il potere di manifestare e di agire, lo stesso :i Nun: in genere si ritiene che rappresenti un serpente
detenuto dàlla mano all'interno del corpo. d'acqua. È una lettera di fecondità e di proliferazione. Il
J · Kaf: il suo nome indica il palmo della mano, ma il suo Bahir ritrova il termine Nun (p:i) in "YiNun" (11:l'),che
ideogramma può far pensare all'intero avambraccio. significa "emanare" (e in ebraico moderno "ionizzare");
Non va dimenticato inoltre il nesso con il termine "kef' alla luce di tutto ciò, la lettera simboleggia l'energia del
(1:"j:J,),
che designa la roccia, simbolo di forza e di stabilità. cervello che si riversa nel corpo e, per estensione, la
Peraltro, le radici che iniziano per Kaf evocano il potere Neshamah insufflata nelle narici. "La Nun ci i,nsegna che
interiore, la forza che si irradia attraverso l'interno della il cervello costituisce la parte essenziale della colonna
mano (Yod), vale a dire il palmo (Kaf), sotto forma di vertebrale, e al tempo stesso trae costantemente da essa
"koan" (nJ), ossia di "potenza". la sua sostanza. Senza la colonna vertebrale, il cervello
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QABALAH ESTATICA E TSERUF 0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

non potrebbe sussistere, e senza il cervello non potrebbe in senso inverso all'altro: il naso deve inspirare, la bocca
sussistere neppure il corpo. Ora, l'intero corpo esiste espirare e parlare. In tal modo, la bocca diviene l'organo
unicamente per rispondere alle necessità del cervello. Se dell'espressione interiore, senza subire l'influsso delle
il corpo non riuscisse a sopravvivere, neanche il cervello forze esterne che si insinuano attraverso il naso.
potrebbe farlo. La colonna vertebrale è appunto il canale ~ Tsadi: se l'ideogramma originario della lettera indica un
che consente al cervello di accedere al corpo intero. Esso arpione o una lancia, il suo nome non è collegato a tale
è rappresentato dalla Nun curva" (Bahir 83) .. ideogramma: Tsadi deriva infatti alla radice "tsad" (1~),
o Samek: il suo nome significa "sostegno", ma gli antichi "fianco", ed evoca il corradicale "tsidi" (':!~), "laterale".
ideogrammi sembrano indicare piuttosto (com'è logico, La valenza simbolica dell'arpione o della lancia allude a
dal momento che viene dopo Nun) le lische di un pesce, un'azione a distanza dello spirito sull'attività interiore, e
che peraltro costituiscono anch'esse il "sostegno" di una in effetti la lancia viene sempre scagliata lateralmente. Il
struttura. In questo senso, Samek diventa l'Albero della Bahir (61) presenta Tsadi come la lettera dello "tsadiq"
Vita evocato dalla tradizione, il sentiero tracciato. Ma si (P'1~), vale a dire del "giusto": "La lettera Tsadi sembra
tratta di un sentiero da seguire senza guardare e senza essere composta da Nun e Yod. Analogamente, ognuna
porre domande, con il rischio di rimanervi imprigionati, delle due parti in cui è divisa sembra essere l'unione di
come suggerisce la forma di Samek. Lo si segue cercando Nun e Yod. Per questo sta scritto (PrlQ:25): 'Lo tsadiq è il
sicurezza e sostegno, senza rendersi conto che si tratta fondamento del mondo"'. Da questo punto di vista, la
di un percorso difficile da compiere. Samek rappresenta. lancia raffigurata da Tsadi simboleggia l'asse del mondo.
infatti tutti i nostri attaccamenti, le passioni alle quali ci p Qof: il suo nome significa tanto "cruna dell'ago" quanto
appoggiamo, ma che agiscono come una tagliola in cui "scimmia", ma dal momento che l'importazione delle
restiamo intrappolati. scimmie africane da parte dei fenici ebbe inizio solo in
JJ 'Ayn: il suo nome significa "occhio". Infatti dona la vista epoca tarda, vi è motivo di dubitare che all'origine della
e l'acume necessari per affrancarsi dal condizionamento lettera vi sia davvero .tale animale. Per contro, un antico
· di Samek:così, in sua presenza le idee false si sbriciolano ideogramma raffigura una scure. Tra i due significati
e cadono i paraocchi. Ma il termine 'Ayn indica anche la del termine Qof, il più interessante dal punto di vista
fonte, quindi il suo ideogramma rappresenta la "visione simbolico è quello di "cruna dell'ago", perché invita a
della fonte", ossia la contemplazione diretta, realizzata raccogliere le forze per pç1.ssare attraverso una porta
senza alcuna mediazione. Questa lettera permette altresì stretta, ·sfrondando con la "scure" del discernimento il
di uscire dai sentieri battuti; il suo valore numerico, 70, superfluo dell'esistenza. Dall'unione di Qof con le due
è lo stesso del termine "sod" (110),"segreto", che designa lettere successive nasce il termine "Qeresh" (ì!iip), che
il più alto grado dello studio della Torah. designa il liocorno, simbolo della purezza di spirito e
=:i Pe: il suo nome significa "bocca", e il suo ideogramma della penetrazione del divino nelle creature.
originario raffigurava le labbra chiuse, simbolo della 1 Resh: il suo nome deriva dall'aramaico "resh", "testa", e
parola interiore, a ribadire l'idea di "segretezza" insita dal corrispettivo ebraico "rosh", che significa "testa", ma
nel termine "sod", collegato alla lettera precedente. Se si · anche "inizio", "vertice" e "umiltà". Per attraversare la
inverte la grafia di Pe (~~), "bocca", si ottiene "af' (i:i~), cruna dell'ago evocata da Qof, infatti, occorre umiltà: ·
"naso". Effettivamente, se questi due organi consentono solo così è possibile raggiungere il culmine, l'origine. Al
entrambi la circolazione dell'aria, uno deve funzionare termine "rosh" si ricollega anche il senso d.i "principale",
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QABALAH ESTATICA E TSERUF
0THIOTH, LE LETTERE SIMBOLO

"più elevato nel suo genere". Resh simboleggia il grande cosmiche che le tecniche dello Tseruf permettono gradualmente
flusso della vita cosmica, che è ovunque e in ogni cosa, di realizzare. L'insieme delle lettere, da Alef a Tav, è definito
il processo di distruzione e rigenerazione che conduce al "othioth" (n•ini~),plurale di "oth". Il valore numerico di "othioth"
rinnovamento universale. è uguale a 823 (1+6+400+6+10+400), cifra che si incontra di rado
11
tV Shin: il suo nome deriva da "shen", dente", e incarna lo in gematria poiché poche parole ne totalizzano una equivalente.
spirito e l'energia in movimento (i denti, infatti, sono un Tuttavia ne esiste almeno una, '' tantiyah" (i1:nr;rti)- indicante il ·
simbolo di energia vitale). Il Bahir specifica che Shin è la fondo o l'abisso - che, possedendo lo stesso valore di "othioth",
radice dell'Albero della Vita. È anche la terza delle lettere rimanda all'inesauribile profondità in esse racchiusa. Infatti le
madri, e rappresenta sia la forza centrifuga, sia le forze "othioth" ci consentono di passare prima dalla forma al suono,
attive ed espansive dell'universo. Essendo situata dopo poi dal pensiero ai molteplici gradi dell'anima, e infine all' Ein-
Resh, che simboleggia la testa, Shin rimanda allo spirito Sof Ma "tantiyah" si può anche leggere "tanath Yah" (i1:-nr:rti),
che anima ogni forma di vita. vale a dire "sotto Yah", dove "Yah" designa le prime due lettere
n Tav: il suo nome significa "marchio" o "segno". Ultima del Tetragramma. "Tantiyah" è attestato in Salmi 86:13: "Poiché
lettera dell'alfabeto ebraico, rappresenta il compimento grande è la tua benignità verso di me, e tu hai liberato l'anima
· della creazione e la totalità delle cose create. Tav è la mia dal profondo degli inferi (Sheol)". Tuttavia, tenendo conto
ricapitolazione di tutto in tutto, la scienza integrale dell'altra accezione del termine, lo stesso versetto diventa:
dell'assoluto. Ma è anche la croce, che simboleggia la "Poiché grande è la tua benignità verso di me, e tu hai liberato
perfezione e la fine del cammino. Si noti che le ultime l'anima mia dallo Sheol ('inferi' o 'dimora dei morti') situato al
tre lettere dell'alfabeto formano la parola "rishet" (n~t:,), di sotto di Y ah".
11
che v~ol dire "rivestire di un reticolato", quadrettare",
ed evoca l'immagine della creazione terminata, sigillata 0THI0TH E LETTURA EQUIDISTANTE

da un involucro protettivo e strutturata. Fra i differenti metodi di lettura della Torah, ne esiste uno che
Le othioth sono a tutti gli effetti segni e punti di riferimento procede per "salti equidistanti". Prima di tutto si riporta il testo
per mezzo dei quali il Creatore ci ha indicato la via del ritorno, biblico alla forma in cui lo ricevette Mosè, ossia a una sequenza
forze che ha posto sul nostro cammino per favorire il risveglio ininterrotta di lettere non intervallate da spazi,. poi si cercano
della nostra anima. Tali forze non si limitano certo alle forme alcune parole all'interno di determinate sezioni del testo stesso,
tracciate dall'inchiostro: le lettere sono solo punti di partenza. Il saltando un identico numero di lettere in un senso o nell'altro. È
termine "oth" (nì~), "lettera", significa infatti "indizio", "segno", un'applicazione della "Gzerah Shavah" (i1ìt.1J
i11rj) del Talmud, una
ma è anche interessante osservare la struttura della parola: Alef delle tredici regole di Rabbi Ismael.
(~) è unita a Tav (n) tramite Vav (ì). Ora, noi sappiamo che Vav è Se si cerca la parola "othioth" (ni•ni~)nel testo della Genesi ,
in assoluto la lettera della congiunzione e dell'unificazione, è con il metodo dei salti equidistanti, è possibile individuarne la
una sorta di cemento universale in virtù del quale tutte le cose prima occorrenza, utilizzando intervalli di 11 lettere, all'interno
ritrovano l'unità. Lo stesso Tetragramma i1ìi1' è il risultato della del Capitolo 34, e precisamente ai versetti 28 e 29.
mediazione di Vav, che collega tra loro le due He (i1)superiore e Esaminando il passo della Genesi riportato di seguito, si
inferiore. Quindi "oth" (nì~)rende visibile il legame esistente tra scopre che, a partire dalla Alef di "asher" (1tQ~)del versetto 28, il
Alef e Tav, ossia tra il principio e la fine del mondo delle lettere. termine" othioth" (nì'nì~)ricorre a intervalli regolari di 11 lettere
Tale legame simboleggia quell'unificazione integrale delle forze (contrassegnati da asterischi nel testo ebraico). A questo punto

36 37
I
I I

I
11

11 QABALAH ESTATICA E TSERUF 0THI0TH, LE LETTERE SIMBOLO


'!
occorre inserire il passo all'interno di una griglia in cui le lettere
si susseguono ininterrottamente senza spazi intermedi, come La parola "othioth" è visibile, sempre ogni 11 lettere, dalla
indicato dalla tabella della sezione successiva. casella H6 alla casella M6. Ma questa griglia ci fornisce ulteriori
informazioni. Il primo dato stupefacente è che, parallelamente e
cry"1otrn~1 c1R~-n~1 c~~~-n~:2s agli stessi intervalli, ma leggendo in senso inverso (dalla casella
J7 alla casella E7), compare l'espressione "oth emeth" (mt,:;nit,:;),
:1nj?; ir"'!~;l 1ip~-n~1,.,~~--,ip~
n~1 '.'segno di Verità". Inoltre, il termine "othioth" è composto da sei
z;t lettere, proprio come la prima parola della Genesi (Bereshit), che
cec.r.i-,::,-n~,
t'l?"n-,::,-n~,:
T -
29 T •: : T "'" T •: •
può essere anche letta "bara shit", ossia "creò (i) sei". Ora, le tre
parole con cui si apre la Bibbia - Cl'i1?t,:;t,:;1J
n'ilit,:;1J ("In principio
*
:n":l:l iiD~·',::, n~Ì 1-i:r,,
1:JiD
*
Cir"iD:J-n~,
Elohim creò") - terminano con le stesse tre lettere che formano
' T - "'~" "": T ... • T- T w.,; •• : •: :
"emeth" (mt,:;). In questo caso esse non compaiono nella corretta
* Q * sequenza, ma se si ripete l'operazione a partire dalla seconda
parola si ottiene r,t,:;Cl'i1?t,:;
t,:;1J,"baraElohim eth" (" creò Elohim
con"), dove figurano nel giusto ordine. Quest'operazione di
1234567891011 notarica può essere eseguita più volte all'interno della Genesi, a
A ' l ::i dimostrazione che si tratta realmente di un libro "di Verità".
B n n 'l' P 1 11 ::1 ::1 ? P '
e , :i , t ::1 • 1 r:i , ., .,
Nella nostra griglia, sia nel caso della parola "othioth" che
D n Il 1 N D u 1 lii Il 1 '
e le Tav (n) sono separate
dell'espressione" oth emeth", le Alef (t,:;)
E 11 1 o J II li n II o n 1
da intervalli di 22 lettere. Ciò costituisce un'allusione simbolica
F , o n n 11 , o , p n ::1
al fatto che l'alfabeto ebraico nella sua interezza, da Alef a Tav, è
G p ::i , lii N n N , o n • un "segno di Verità". Ma esso è anche un "segno di vita e di
H i lii ::I , 111 11 n Il I i •
morte": infatti il termine "emeth" (mt,:;) è formato dall'unione di
I n '::> ::i n 11 1 , n v0n "am" (Clt,:;),
"madre", e "mat" (ni'J),"morte". La verità si identifica
J o[!lci '::> ::1 n 11 , r.i i, • quindi con il ciclo del gilgul (ruota dell'esistenza), che si snoda
K 1 ::1 111 o n • 111 J n 11 1 dalla cavit~ del grembo materno a quella della tomba.
L N 'l' :, n Il 1
I--+--~,.__.
• 1 Dalla radice Alef-Tav (nt,:;)
si ottiene il tipico prefisso ebraico
M "I o 11 • 1 n • con valore di accusativo "eth", che è anche la quarta parola del
N ) 1 , D lii
., i' , Il ::I ' libro della Genesi. Considerando il peculiare valore simbolico
o 00, . :; , I. ., 1 '; Il 1 dì tale radice, che rimanda alla totalità delle "othioth", il primo
l' ' l 111 Il
., ::I n ' n Il versetto della Genesi:
Q l :, ::I li "! Il n ::I 111 ' ::I
"In principio Elohim creò (eth) i cieli e (eth) la terra" (Gen 1:1)
!l!::1 , '
R
s
Il

l
l

1
' T .,

ti • n D
l


,
- ebraico : n~v mq c~~~iJ r,~ C';:1?~l-tli2r1'WX'J.~ - può essere
interpretato così: "In principio Elohim creò da Alef a Tav i cieli e
Tl ?JllllON
da Tav ad Alefla terra".
u J 11 • n , o 111 l , •

38 39
QABALAH ESTATICA E TSERUF

Dalla griglia emerge un altro dato del tutto sorprendente: è


possibile infatti notare che lo" oth" delle caselle H6-I6-J6 si trova
in posizione speculare rispetto allo "oth" rovesciato delle caselle
H7-I7-J7. Questo fatto allude alla rotazione in entrambi i sensi
dell'energia della lettera, fenomeno che è alla base dello Tseruf
Il termine ebraico per designare l'alfabeto è "Alef-Bet". Ora,
la griglia ci mostra anche i nomi di queste due lettere: Alef (~?~)
è visibile a intervalli di 19 caselle (G7-I10-J2), Bet (n•:i)di 20 (L9-
Nll-02). Tanto Alef quanto Bet si presentano nel tradizionale
ordine di lettura all'interno della griglia.
Le othioth rendono possibile la stesura del Libro o "Sepher"
(1El0),termine anch'esso incluso nella griglia da S5 a S3. Inoltre,
esse costituiscono il veicolo mistico dello" Shefà" (.ì.ìElìli),
l'energia
spiri.tunlc crnnnata dai trentadue sentieri della Saggezza, che la
pratica dello Tseruf permette di captare e il cui nome compare
nella griglia a intervalli di 32 lettere (U7-R6-05). A partire dalla
stessa Shin (tD)di" Shefà" e procedendo per salti di 2 lettere, alle
caselle U7-U5-U3 è possibile leggere il Nome divino "Shaddai"
('1ìli).Anche il termine "luce", "Aur" (1i~), è presente all'interno
della griglia a intervalli di 15 lettere (El-G8-H4).
La prima parola del versetto 30 è "vayomer" (19~'J), "ed Egli
disse", espressione che evoca le dieci Parole con le quali Elohim
ha creato il mondo ed è attestata dieci volte nel primo capitolo
della Genesi. Ora, "dieci Parole" in ebraico si dice "hassereth
haDiberim" (tl'1~:liJ-r1lt;ì.ld),
dove "diberim" è il plurale di "davar"
(1::n),'!parola". Se si esamina la griglia si scopre che, partendo
dalla Resh (1) di "vayomer", situata nella casella Ml, e saltando
ogni volta 42 lettere, si ottiene proprio il termine "davar" (Ml-
Q3-T5). È altresì interessante notare che in ebraico i nomi delle
dieci Sephiroth, corrispondenti alle dieci parole, sono formati in
totale da 42 lettere (vedi Capitolo IV).

40
'11'1111111

è
a
e
,i
CAPITOLO Il

CHOKMAH, LA SAGGEZZA DEI CABBALISTI

Chokmah (im:Jn)è un termine ebraico che significa II


saggezza";
nella Qabalah, tuttavia, assume implicazioni ben più profonde,
in quanto rappresenta il principale punto di riferimento mistico
del cabbalista. La Qabalah infatti è concepita come la chiave che
consente di accedere alla Chokmah nitsarah (inno:i ili.Dn),cioè alla
"Saggezza occulta". Per il cabbalista, la Chokmah non è solo un
concetto filosofico astratto, ma una realtà di primaria importanza
che, se adeguatamente sperimentata, conduce alla reintegrazione
nel divino. Per questo il mistico deve orientare i propri sforzi al
raggiungimento di questa santa meta con impegno incessante e
senza il minimo cedimento.
È necessario comprendere bene in che cosa consista la vera
Chokmah per imparare a riconoscerla. Il significato etimologico
di Qabalah è "ricezione", e per ricevere occorre un ricettacolo, in
ebraico "Bet-Kibol". Il supremo ricettatolo divino è appunto la
Chokmah: nulla può circoscriverne l'ampiezza, e costituisce un
punto di riferimento di proporzìoni cosmiche. Per conseguirla,
il cabbalista non deve mai dimenticare il seguente assioma: "La
Chokmah è un ricettacolo la cui capacità non conosce limiti, PIÙ
LA SI RIEMPIE E PIÙ LA SI PUÒ RIEMPIRE". È una chiave d'accesso
al senso profondo dell'universo, e incarna lo scarto esistente tra
il mondo della materia e quello dello spirito. Un ricettacolo di
carattere materiale per sua natura non sarà mai inesauribile; ad
esempio, se si riempie d'acqua un bicchiere oltre il bordo, esso
trabocca; analogamente, quando mangiamo, per quanto grandi
siano la nostra fame e la nostra golosità, la capienza del nostro
corpo non è infinita. In compenso, possiamo "mangiare con gli
occhi", nel qual caso la quantità di cibo che possiamo assumere è

41
QABALAH ESTATICA E TSERUF CHOKMAH, LA SAGGEZZA DEI CABBALlSTI

limitata soltanto dall'immaginazione, ma è pur sempre limitata. nella materia. Ecco perché è essenziale promuovere una costante
Dal punto di vista spirituale, invece, le nostre capacità ricettive evoluzkme del proprio livello di coscienza mediante gli esercizi
appaiono moltiplicate: infatti, attraverso la graduale evoluzione spirituali, il cui scopo è contrastare le perpetue autolimitazioni
della nostra anima, possiamo accedere all'Infinito. che, a quanto pare, gli uomini adorano infliggersi.
A differenza dei ricettacoli materiali descritti in precedenza, Autolimitarsi significa marcare i confini del proprio nulla,
la Chokmahnon conosce alcun limite. Come abbiamo detto, più concetto che nella Qabalah è espresso con il termine "Ein" (1'~),
la si riempie e più la si può riempire, in quanto il suo contenuto ossia, per l'appunto, "Nulla". "Ein" è anche la più alta e astratta
si trasforma incessantemente in contenitore. Perciò il cabbalista definizione dell'essenza di Dio coniata dai cabbalisti, ma questo
che ha raggiunto la Chokmahelyon (Saggezza suprema) vive in non implica certo che essi non credano nella Sua esistenza. Per
un perenne stato di espansione di coscienza, e dentro di lui la spiegare la natura dell' Ein, si potrebbe accostarlo allo zero, se
Luce prende il sopravvento sul Nulla, proprio come avviene su non fosse che nel pensiero ebraico questa nozione non esiste, il
scala cosmica. che peraltro è pienamente plausibile dal punto di vista logico,
Nella Qabalah la Chokmahè detta anche "Mana" (m), ossia in quanto il fatto stesso di enunciare o formulare il concetto di
"cervello": il nostro cervello, infatti, rispecchia in toto l'essenza e "zero" equivale ad attribuirgli una qualche forma di esistenza, e
le dinamiche della Saggezza. Inoltre, si noti che le due lettere da quindi a far sì che cessi di essere ciò che è. No, l'Ein è qualcosa
cui è composta la parola "Mana", Mem (o) e J=ieth(n), sono anche di profondamente diverso; se proprio lo si vuol paragonare allo
le iniziali delle due radici che formano il termine "Chokmah"::Jn zero, sarebbe meglio farlo con la sua versione informatica, ossia
e no. Se si osserva l'evoluzione del cervello, si vedrà che all'inizio con la funzione che assume all'interno dei linguaggi-oggetto. In
è vuoto, e tuttavia ha in sé la potenzialità di conoscere. La sola un programma, se una sequenza di caratteri include uno zero,
consapevolezza di esistere costituisce la sua prima scoperta, che, questo serve solo a riempire uno spazio, che viene in tal modo
sommata a tale potenzialità, gli permette di accedere a ulteriori "riservato" e in seguito potrà accogliere ulteriori informazioni.
conoscenze e così via, fino a consentirgli di acquisirne migliaia, Ein è per l'appunto questo spazio riservato, che non ha ancora un
e quindi milioni. Il cervello obbedisce alla logica dell'espansione contenuto preciso e attende di scoprire qual è. Ecco perché, se si
non in virtù delle sue proprietà materiali, ma delle sue facoltà permuta "Ein" (1'~) in "Ani" ('J~), si ottiene il termine "io", il che
spirituali. Così come è soltanto assimilando un certo numero di è come dire che nel Nulla si annida la possibilità dell'esistenza.
conoscenze che è possibile generarne di nuove, analogamente, è Quest'Io in nuce in qualche modo sa di esistere, ma poiché non
soltanto sviluppando determinate qualità che se ne possono riesce ancora a percepirsi come creatura esistente, è di fatto un
produrre delle altre. nulla. Analogamente, se le mie facoltà conoscitive non arrivano
a cogliere il riflesso dell'esistenza di una cosa, mi trovo di fronte
I differenti pim:{id'esistenza si limitano a vicenda; in genere al Nulla e sono autorizzato a dire: "Questa cosa nòn esiste".
(cioè se non si fa nulla per modifo::are tale situazione), la materia
limita lo spirito agendo come un' àncora nei suoi confronti: è la Ma anche il Nulla ha un limite, che prende il nome di "Ein-
legge dell'involuzione. Un cervello, per quanto vivace esso sia, Sof' (=·jìor~), letteralmente"Fine del Nulla", un altro modo per
non potrà svilupparsi correttamente se il corpo che lo ospita si designare l'Infinito. Dinanzi a questo limite l' Ein arretra, riesce
limita ad assecondare i propri istinti, o se è troppo debole per finalmente a cogliere lfl.propria immagine e passa all'esistenza.
muoversi alla ricerca: del sapere. Similmente, l'anima non potrà Tale processo investe l'intero creato e ci riguarda direttamente.
espandersi in modo adeguato se il centro di gravità esistenziale Infatti va tenuto presente che l' Ein assume anche connotazioni
dell'individuo a cui appartiene è radicato troppo in profondità individuali: ognuno di noi, cioè, declina a modo suo le nozioni

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di "nulla" e di "autolimitazione". In effetti, il nostro nulla inizia
!,!'I, LA SFERA SPIRITUALE
'!,I dove cominciano i confini virtuali impostici dalle nostre stesse
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! '11 autolimitazioni; al di là di tale soglia ideale, non possiamo più La luce dell' Ein-Sof è incessantemente coinvolta in un colossale
'11,
:11 immaginare né capire alcunché. Supponiamo che una persona movimento di espansione, finalizzato a trasformare l' Ein in Ein-
!1
affermi: "Io non sono alfro che questo corpo di carne. Oltre alla Sof Si tratta di un processo di evoluzione e di crescita che non si
:·iii
'111,i, mia forma esteriore non esiste nulla". Il nulla di questa persona arresta mai. Se dovesse cessare, o anche solo rallentare, il Nulla
1
:li riprenderebbe gradualmente il sopravvento e si avrebbe una
:11
inizierà, se così si può dire, "a fior di pelle". Certo, questo è un
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111
caso estremo, ma se ci osserviamo con attenzione ci accorgiamo progressiva riduzione delle dimensioni dell' Ein-Sof; il creato

t che, a differenti livelli della nostra esistenza, ci comportiamo tutti


così.
entrerebbe così in una fase involutiva. Apparentemente, la Luce
dell' Ein-Sof non ha il potere di decidere se interrompere o meno
,', I la sua espansione, in quanto la sua natura profonda la spinge a
. ~~ più .diffusa tra le autolimitazioni è quella che ci spinge a
risplendere sempre più intensamente. Tale Luce, benché figlia
1dent1f1carc1con la nostra piccola personalità, ossia con quel
dell'unità originaria, partecipa della dualità cosmica; tuttavia,
famigerato "Io" che tanti danni crea su questo pianeta, davvero
poiché trae la propria forza dall'universo unitario anteriore alla
troppo piccolo per contenere anche uno solo dei nostri Ego
creazione, è anch'essa unica e quindi priva di libero arbitrio. Per
ipertrofici. La piccola personalità non è. certo un ricettacolo di
conttò, quello scaturito dalla creazione è un universo dualistico,
carattere evolutivo; inoltre, essendo disarmonica, per nutrirsi ha
dominato dalla duplicità e investito del dono del libero arbitrio.
bisogno di sentimenti grevi quali la vanità, l'orgoglio, l'invidia,
A tale universo appartiene anche il mondo degli uomini, i quali
la gelosia ecc. Tutto ciò a scapito dell'amore, del senso di unità,
possiedono quindi la straordinaria facoltà di scegliere se fare o
dell'umiltà e in definitiva dell'armonia. L'identificazione con la
non fare, agire o non agire. Dalla dualità e dal numero deriva
piccola personalità, benché difficile da gestire, è una delle forme
un'interminabile nonché innumerevole serie di opzioni, fra le
di autolimitazione più facili da individuare, se solo ci si osserva
quali abbiamo di volta in volta il dovere di scegliere quella più
~on un minimo di onestà e di distacco. Ma la vita quotidiana ci
giusta. Tutte le tradizioni culturali e religiose hanno elaborato ben
msegna che le autolimitazioni sono innumerevoli e scaturiscono
precise norme morali per aiutarci a compiere la scelta migliore e
le une dalle altre. Così, a seconda delle situazioni, è possibile
a situarci dal lato della Luce. Quanto a noi, abbiamo la possibilità
imbattersi in persone che si identificano vuoi con il loro gruppo
di aderire o meno a tale scelta: _selofacciamo, permettiamo alla
etnico, vuoi con il loro credo politico, religioso o filosofico, vuoi
nostra esistenza di partecipare al grande movimento evolutivo
con la loro nazione di appartenenza o con l'intero pianeta ecc.
che coinvolge l'intero cosmo; in caso contrario, la nostra luce
Quindi, dal momento che le autolimitazioni impediscono cessa di espandersi e il Nulla erode in misura crescente il nostro
di evolversi e di superare se stessi, è necessario mantenere un spazio esistenziale.
atteggiamento di costante ricettività, così da poter partecipare al
Rispetto a questa scelta, la Qabalah suddivide il creato in due,
processo di espansione cosmica. È questo il vero significato del
lati ben distinti: quello destro e quello sinistro. Lo Zohar (I, 48a)
termine "Qabalah", nella sua accezione primaria di "ricezione".
attribuisce l'origine dell'impurità al lato sinistro: "Costoro sono
In definitiva, si tratta di accogliere in sé la luce divina al fine di
gli esseri la cui creazione è rimasta incompiuta; situati a sinistra
infrangere i limiti entro i quali ci costringe il Nulla, e soprattutto
del creato, somigliano alle scorie dell'oro. Perciò,, poiché sono
di non lasciarsi imprigionare all'interno di tali limiti, affinché
incompiuti e difettosi, il Nome Santo non dimora in loro ed essi
quello stesso Nulla non conduca anche noi alla disgregazione e
non possono aggrapparvisi". Il lato sinistro simboleggia il mondo
al progressivo annientamento.
scaturito dalla creazione; le scorie impure presenti al suo interno
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fanno riaffiorare il Nulla. Con ciò non bisogna intendere che il diviene talmente esiguo che non vi è più posto neanche per lui.
Nulla sia di per sé impuro: semmai è l'inazione che, permettendo A questo punto non ha più scelta: in qualche modo perde il suo
al Nulla di riemergere, si connota come impura. D'altronde, vi è libero arbitrio e si ritrova a essere scacciato dal suo stesso spirito.
purezza anche nel lato sinistro: infatti, per riuscire a cogliere la È come se fosse stato bandito dalla propria esistenza, e inizia ad
nozione di "puro" è necessario sapere in cosa consiste l'impuro. , aggirarsi senza meta entro una dimensione puramente esteriore
Analogamente, conosciamo la natura del bene perché sappiamo all'intenio della quale passa il suo tempo a cercare se stesso. In
che è l'opposto del male; quindi, per valutare correttamente un tale condizione è soggetto al dolore, alla disperazione e a ogni
concetto morale dobbiamo tener conto di entrambi i piatti della sorta di avversità terrena: si cerca attraverso gli altri uomini e le
bilancia. Ma questo vale solo per il lato sinistro. Nel lato destro, forme esteriori; soffre incessantemente in quanto ripone i propri
per contro, regnano la santità e l'unità, e non vi trovano posto le desideri in ricettacoli limitati, destinati ben presto a svanire, e la
opposizioni dualistiche tra bene e male, puro e impuro. In esso, perdita di un semplice oggetto, ad esempio di una penna, può
quindi, non esiste il libero arbitrio. essere per lui fonte di dolore. In una situazione simile, un uomo
Nel libro della Genesi l'Architetto della creazione è indicato perde completamente la forza di agire, e spesso ha bisogno di
con un nome plurale ,...Elohim - non perché si tratti di più "dèi", un aiuto esterno, che potrà venirgli solo da una persona dotata
ma perché ha il potere di moltiplicare la realtà. Egli "vede che diuna sfera spirituale particolarmente sviluppata.
[quanto ha creato] è cosa buona" poiché conosce già la natura Rabbi Nahman di Breslavia insegnava che, quando si arriva
del male; è l'artefice del mondo duale scaturito dalla creazione. a questo punto, bisogna compiere almeno un gesto minimo per
Lo Zohar afferma: "Elohim li ha creati perché agissero, al fine di rimettere in moto il processo evolutivo. Ma poiché per riuscirci
renderli completi tanto in Cielo quanto in Terra". Il fatto che , è necessario pregare, e colui che è "in esilio spirituale" ben di
siamo stati creati ci impone di agire, di impegnarci attivamente ,:ado ha la forza di farlo, suggeriva quanto segue: se non si è in
nella vita, ma il dualismo del mondo in cui viviamo ci consente grado di recitare un'intera preghiera, bisogna ripeterne almeno
di farlo o di non farlo. le prime parole. Non è detto però che si riesca a farlo al primo
Il dolore e la disperazione nascono o dall'inazione, o dalla colpo; ecco perché occorre praticare I'Hishtadluth (m'?;rl;l~i'J),cioè
scelta di lasciar fare. Quando scegliamo di evolverci e favorire, lo sforzo. Quella piena espansione della sfera spirituale che è la
l'irradiazione della Luce,·amplifichiamo la nostra sfera spirituale, Chokmah si raggiunge solo a prezzo di ripetuti e faticosi tentativi;
la quale, dal canto suo, ci trasmette una grande forza interiore e nei testi mistici, questo genere di sforzi prende appunto il nome
ci consente di sopportare più facilmente le sofferenze della vita di "Hishtadluth", termine derivante dalla radice "shidel" ('?1tz:i), il
terrena. Chi possiede una dimensione spirituale perfettamente cui significato è "esortare", "incoraggiare". Permutandola in un
sviluppata non conosce mai la disperazione e il vuoto dell'anima. senso si ottiene il verbo "lished" (1tz:i'?), "rinvigorire", "favorire
Ogni volta che sarà colpito da una difficoltà di ordine materiale, l'ascesa della linfa vitale", in un altro il sostantivo "sheled" (1'?t.!i)
non si lascerà sopraffare da essa, ma troverà immediatamente indicante lo scheletro, ossia l'impalcatura su cui poggia l'intera
l'antidoto nelle sue risorse interiori. Il mondo. esterno avrà un esistenza umana. Quindi I'Hishtadluth è quello sforzo volontario
minor impatto su di lui, perché non ha edificato la sua vita su che costituisce la struttura portante della nostra forza vitale e
ciò che è destinato a svanire o su ricettacoli di natura limitata. spirituale.
D'altro canto, colui che smette di agire, che "più non fa", Sta scritto (Prov. 24:16): "Sette volte il giusto cade e si rialza";
permette al Nulla di riaffiorare in lui. A poco a poco la sua sfera Rabbi Nahman commentava tale versetto dicendo che il giusto
spirituale si riduce sempre più, fino a che il suo spazio interiore non è colui che non cade mai - tutti, infatti, cadono - ma colui

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QABALAH ESTATICA E TSERUF CHOKMAH, LA SAGGEZZA DEI CABBALISTl

che è capace di rialzarsi. Questa forma di mistica ci insegna in all'interno della coscienza, poiché la natura ha orrore del vuoto.
primo luogo che non bisogna mai restare passivi di fronte agli Per contro, il Monin degadluth promuove l'isolamento e argina la
eventi, ma soprattutto che, se si chiede qualcosa nella preghiera, dispersione dell'essere, consentendogli di ritrovare la sua unità.
tale richiesta dev'essere supportata da sforzi concreti. Occorre Esercitando un'azione di freno sulle forze dispersive, favorisce
partire dal presupposto che Dio è sempre pronto a ricolmarci di la riunificazione interiore e l'espansione della coscienza.
doni, ma che sta a noi predisporre il ricettacolo necessario per
accoglierli. LoTSIMSUM

Quando ci ritroviamo a vagare come esuli nel deserto della · Quello di Tsimsum [o Tsimtsum] è uno dei più importanti concetti
nostra passività, dobbiamo ricordare che i nostri tentativi hanno filosofici della Qabalah, ma la sua interpretazione ha dato spesso
di per sé un grandissimo valore. Lo scopo della nostra esistenza . adito a notevole confusione. Tale dottrina spiega l' autorestrizione
incarnata sta appunto nel tentare di realizzarci; il solo fatto di della Luce divina come un libero atto di volontà, volto a lasciare
provarci è già una vittoria. Nessuno può dire di essere infelice · spazio alla creazione. Letteralmente "Tsimsum" (m::~Q~) significa
se prima non ha tentato con tutte le forze e con tutta l'anima di "restrizione", "riduzione", con in più un'idea di "contrazione".
essere felice. Perché in noi, allo stato latente, giacciono infinite Questa commistione semantica è presente anche in un termine
potenzialità: si tratta solo di invocarne sinceramente il risveglio. dell'ebraico moderno, il verbo "tsimtsem" (Cl~Q;$),"restringere",
"ridurre", che ha dato origine al sostantivo "tsamtsam" (Cl~Q~)
Secondo Rabbi Nahman di Breslavia, per sbloccare la forza
indicante il diaframma, un organo che illustra alla perfezione il
spirituale indispensabile per reagire a tutte le situazioni e a tutti
movimento dello Tsimsum. La composizione stessa della .parola
i conflitti interiori, bisogna recitare le parole: "Ribono Shel Olam"
è di grande interesse: "Tsimsum" è infatti formato dall'unione di
(Cl~i.!ì-?~i.:ii:ri),"Signore dell'universo". Questa breve formula va
"tsam" (Cl~),"sete", e "tsum" (01~), "digiuno", che alludono
ripetuta il più spesso possibile - l'ideale sarebbe farlo tremila
entrambi con estrema efficacia allo stato di mancanza e di vuoto
volte al giorno - per poter mettere in atto un primo tentativo di
· creato da tale processo. Anche la gematria può fornirci preziose
apertura, fugando il vuoto interiore e la disperazione.
informazioni su questo termine: la sua mispar gadol è 266, la sua
Nella Qabalah la condizione di esilio interiore che conduce mispar qatan 32. Il numero 32 ci ricorda innanzitutto i trentadue
a estraniarsi dalla sfera dell'esistenza autentica è designata con sentieri della Saggezza; inoltre, tramite le trentadue occorrenze
l'espressione "Monin dekatnuth", vale a dire "restringimento di del nome di Elohim nel primo capitolo della Genesi, ci riporta al
coscienza". È la condizione in cui viviamo praticamente tutti per momento in cui nello spazio informe si produsse lo Tsimsum. Il
effetto dell'attivismo tipico della vita moderna. Il risveglio della valore numerico di 266 corrisponde a" sur" (110),che vuol dire
dimensione spirituale che scaturisce dalla pratica mistica e dalla "separato", "allontanato", "esiliato", ma anche a "sor" (iio), "la
conseguente scop'erta del vero significato dell'esistenza è invece natura", "l'essenza di tutte le cose".
detto "Monin degadluth", ossia "espansione di coscienza". Tale
In passato molti storici pensavano, a torto, che la dottrina
condizione si ottiene principalmente grazie alla meditazione. Lo
dello Tsimsum fosse nata dagli insegnamenti di Isaac Luria. Ma
stato di "Monin dekatnuth" è una forma di autorestrizione, una
oggi, grazie a una migliore conoscenza delle dottrine più antiche,
sorta di Tsimsum in miniatura che ognuno di noi tende a creare
· siamo in grado di rintracciarne le origini altrove, ad esempio in
in se stesso. Sennonché, a differenza di quello provocato da Dio
.•Bahir 25: "Rabbi Berekiah osservò: 'Perché sta scritto: Ed Elohim
per finalità evolutive, tale Tsimsum è intrinsecamente negativo
· disse: Yehi or va-yehi or, cioè: Sia fatta la luce, e la luce fu, e non:
in quanto acceca e dissipa lo spirito. Lo spazio vuoto prodotto
Yehi or ve-haiyah or, ossia: Sia fatta la luce, e fu così? Cosa vuol
da quest'atto di autolimitazione, infatti, genera enormi squilibri
dire questo? Un re possedeva un oggetto prezioso, e lo mi.se da
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QABALAH ESTATICA E TSERUF CHOKMAH, LA SAGGEZZA DEI CABBALISTT

parte fino al momento in cui gli fu indicato (da Dio) un luogo ' sue creature e concedere loro la libertà di realizzarsi. I cabbalisti
dove metterlo. Per questo sta scritto: Va-yehi or, E la luce fu. Ciò · hanno evidenziato un altro aspetto importante: lo Tsimsum non
significa la luce esisteva già"'. Per Rabbi Berekiah, dunque, il ha avuto luogo all'interno dell'Essenza di Dio, ma all'interno
versetto in questione (Gen. 1:3) indicherebbe che la luce esisteva della sua Luce, Luce che è stata in assoluto la prima delle cose
ancor prima che Dio la creasse, ma che non c'era posto per essa •create,~ che rappresenta il potere creativo di Dio stesso.
nello spazio originario; gliene fu assegnato uno solo nell'istante La dottrina dello Tsimsum contiene due paradossi. Il primo
in cui Dio decise di svelarne l'esistenza. Questa luce preesistente è il più difficile da risolvere in quanto teorizza simultaneamente
alla creazione fa riferimento al "filo" di luce menzionato nell'Ets l'immanenza e la trascendenza divina: se Dio ha ritratto la sua
nayim. Luce dallo spazio vuoto, quest'ultimo dev'essere privo della sua
La formulazione più chiara del concetto di Tsimsum, però, è Essenza; al tempo stesso, Egli deve riempire anche tale spazio,
contenuta negli scritti di Rabbi Isaac Luria (1534-1572), meglio poiché "non vi è luogo che sia privo di Lui". Il nodo principale
conosciuto come "Ari", che diresse la grande scuola cabbalistica che emerge da questo paradosso è che lo spazio in questione è
di Safed. Ecco come descriveva tale processo nella sua opera Ets buio e vuoto solo dal nostro punto di vista, un po' come la terra
nayim (L'alberodella vita): "Prima che tutte le cose fossero create al momento del Tohu-Bohu.Per questo lo Zohar parla di "oscura
[... ],vi era solo la Luce (Aur) suprema, ed essa colmava l'intera cintilla": ciò che ai nostri occhi è tenebra, infatti, è luce per Dio.
Esistenza. Non esisteva alcuno spazio vuoto (Ein) [... ]. Quando In effetti, anche lo Zohar riprende la dottrina dello Tsimsum (in 1
l'Unico decise di creare tutti gli Universi [... ], restrinse la luce Bereshit15a): "Ed ecco che l'autorità del Re scolpì l'impronta del
assegnandole dei confini (So!) [... ],e in tal modo diede origine a suo arretramento nella luminescenza suprema. Nel Segreto del
uno spazio yuoto [... ] . Quello spazio era perfettamente circolare .suo Segreto, un'oscura Scintilla sgorgò dal fremito dell'Infinito,
[... ]. In seguito ebbe luogo la Restrizione [... ]. Si formò così un .similea una forma impressa nell'informe e incisa su un sigillo".
luogo nel quale tutte le cose poterono essere create [... ].E allora Il secondo paradosso è quello per cui, se da un lato Dio non
Egli tracciò una linea unidirezionale di Luce Infinita (Ein-Sof può non essere presente nel mondo, dall'altro, se Egli non si ritira
Aur) [... ] e la inserì nello spazio vuoto[ ... ]. Fu attraverso quella ' Se stesso, tutto il creato è reso confuso dalla sua Immanenza
linea che la Luce Infinita poté giungere fin quaggiù". dalla sua Essenza. Sia tale paradosso sia la sua soluzione sono
Nella sua formulazione letterale il concetto di Tsimsum non rmulati in questo versetto del Bahir (54): "C'era una volta un re
dà adito ad alcun dubbio o ambiguità. Il Dio unico ha "ritratto" he aveva una figlia buona, graziosa, bella e perfetta. La diede in
la sua Luce per dar vita a uno spazio vuoto all'interno del quale posa a un principe, la ricoprì di ricche vesti, l'adornò con corona
potesse trovare posto la sua creazione, mediata dal filo di Luce gioielli e le assegnò una cospicua dote. A questo punto il re
Infinita. Tale dottrina va intesa però in senso virtuale: tutti gli oteva forse vivere fuori dalla propria dimora? Certo che no.
antichi cabbalisti, infatti, concordano nel dire che la nozione di oteva forse stare tutto il giorno con la figlia? Naturalmente no.
Tsimsum non può essere presa alla lettera, essendo praticamente llora cosa fece? Fece costruire una finestra tra le stanze di lei e
impossibile associare l'idea di uno spazio definito a un Dio che sue, e ogni volta che la figlia aveva bisogno di comunicare col
noi non possiamo in alcun modo limitare. Perciò preferiscono adre o viceversa, lo facevano attraverso tale finestra". In questo
parlarne in termini concettuali: se Dio, che è Perfezione Infinita, rano, il re rappresenta la Chokmah (Saggèzza), mentre la figlia
avesse continuato a riempire di Sé tutto l'universo - dicono - boleggia Malkuth (il Regno), ossia l'archetipo del femminile,
l'uomo non avrebbe avuto alcuna ragione di esistere; ma Egli ol~i che ha dato origine a tutte le cose. Il re si fa da parte, ma
ha posto un freno alla sua Infinita Perfezione per far posto alle ascia una "finestra" attraverso la quale potrà comunicare con la

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QABALAH ESTATICA E TSERUF CHOKMAH, LA SAGGEZZA DEI CABBALISTI

figlia. Tale finestra - che riduce fo spazio m.a può essere aperta a descrivono il ciclo madre-figlio: come la He inferiore è il riflesso
piacimento - evoca la forma di He, lettera della comunicazione di quella superiore, così la Figlia è il riflesso della Madre.
per eccellenza, doppiamente attestata nel Tetragramma e di cui La Luce autentica di Dio si com.porta com.e se lo Tsimsum
si dice che rappresenti i cinque gradi dell'anima, i quali, benché non avesse m.ai avuto luogo. La Qabalah teorica ha cercato di
parzialmente nascosti al nostro sguardo, fungono anch'essi da isolvere questo paradosso attraverso la dottrina delle Sephiroth
"finestre" in quanto ci aprono alla visione di Dio. In pratica, da · delle forme che collegano Dio all'universo. Tali forme, però,
questo versetto del Bahir si evince che la figlia del re è invisibile anno un valore simbolico e non vanno intese in senso letterale,
non soltanto a lui, m.a anche a noi. oiché è scritto: "Maledetto l'uomo che si fa un'immagine [... ] e la
.Queste personificazioni - padre, madre, figlia - rimandano ·one in luogo occulto!" (Deut. 27:15). L'espressione "luogo occulto"
anche alla tradizionale dottrina dello Zohar secondo la quale ogni lude al punto più alto dell'Ein-Sof(il "Segreto del suo Segreto"),
Sephirah è associata a una specifica ipostasi divina: il versetto mette in guardia l'uomo dal tentativo di dare a tutti
• Kether è l'" Atika Qadisha" (~iq'1R~R'l1.l2) o "Vecchio Santo", costi una forma alla Luce divina.
oppure l' Arik Anpin" (1':il~~
11
Ti~), alla lettera "il Grande La dottrina che pone lo Tsimsum all'origine della creazione
Volto" (simbolo di longanimità). Il corrispondente livello el mondo è per così dire la "teoria del Big Bang" dei cabbalisti.
dell'anima si situa nell' Adam Qadmon e prende il nome
di "Yenidah" (i1"}'t1;),
che significa "unità". In principio non vi era che l'Ein (r~), il Nulla o .ilNon-Essere;
11
a, Ein" è formato dalle tre lettere ebraiche Alef-Yod-Nun che,
• Chokmah è" Abba" (~;i~),il Padre. Il corrispondente livello
rm.utate in Alef-Nun-Yod, danno luogo ad "Ani" (':i~),termine
dell'anima si situa nel mondo di Atziluth e prende il nome
di" !=fayah"(i1:rJ),che significa "vitalità". dicante l'Io o l'Essere. Da ciò si evince che il Nulla, per quanto
ofondo sia, racchiude in sé una presenza, la Presenza di Dio.
• Binah è "Imah" (~9~), la Madre. Il corrispondente livello
questo senso, l'Ein non va inteso com.e Ciò che non esiste, m.a
dell'anima si situa nel mondo di Briah e prende il nome
ttosto com.e Ciò che non è ancora pervenuto all'esistenza ed
di "Neshamah" (i1Qiq~), che significa "respirazione".
quindi avvolto nell'Ignoto.
• Le sei Sephiroth seguenti formano" Zeir Anpin" (1'!:l~~ ì'.!JJ),
letteralmente "il Piccolo Volto" (simbolo di irascibilità). L' Ein riempiva il Tutto, e tutto era Dio. Ma se Dio coincide
Il corrispondente livello dell'anima si situa nel mondo di n il Tutto, ogni cosa dev'essere perfetta; com.e spiegare allora
Yetzirah e prende il nome di "Ruach" (iJ1ì),che significa aos e la disarmonia in cui versa il creato? E com.e hanno avuto
"spirito". Lo Zeir Anpin può essere altresì identificato con gine? Per rispondere a tali interrogativi, Isaac Luria formulò la
la persona del Figlio. ttrina dello Tsimsum (Cl1~i'J~,Restrizione). Poiché Dio riempiva
• Malkuth è "Neqvah" (i1=tm), la Fem.m.ina,che la simbologia utto, per potersi estrinsecare Egli dovette ritrarsi da un punto
tradizionale associa a Rachele. Il corrispondente livello quest'immensa estensione, e creare un vuoto all'interno del
dell'anima si situa nel mondo di Assiah e prende il nome prio Ein. Così, in seguito alla ritrazione e alla contrazione di
di "N efesh" (rzj~.~),
che significa "anima". . parte di tale Ein r~ si formò un Limite, che prese il nome di
,f' (1:]itl,Fine). Dopo la "Fine del Nulla" (Ein-Sof, 1itl 1'~), vale
Il cristianesimo non accorda al Femminile - e in particolare
e la nascita dell'Infinito, ebbe inizio l'esistenza piena, ossia
alla figura della Figlia - la stessa importanza che le assegnano la II
Yesh" (tl)').In ebraico questa creazione ex nihilo è detta Briah
Qabalah e l'ebraismo, per i quali Essa costituisce il veicolo dello
meain" (r~o tl)'i1~'ì:l), cioè "creazione dello Yesh dall'Eyin".
Shefà, l'energia spirituale. Anche la Figlia diventerà a sua volta
Madre, com.e esemplificato dalle due He del Tetragramma, che

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QABALAH ESTATICA E TSERUF CHOKMAH, LA SAGGEZZA DEI CABBALISTI
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Tramite il simultaneo processo di ritrazione e contrazione a riproducono le stesse dinamiche energetiche della Luce dell'Ein-
cui diede luogo, lo Tsimsum generò un vuoto, e la parte del Nulla Sof Anche l'uomo è il frutto di un analogo processo creativo,
interessata dal fenomeno si concentrò in un unico punto, denso come si evince dal libro della Genesi (1:27), che dice: "E Dio creò
e inconoscibile. È difficile immaginare un punto del Non-Essere l'Adam a sua immagine e somiglianzc1". Stranamente, in questo
che, sebbene inconcepibile, sia tuttavia esistente e reale. Questa versetto i commentatori biblici hanno sempre cercato la conferma
II
particella infinitesimale, detta "Yesh" (cioè esistenza", realtà",
11
del fatto che l'uomo è fisicamente simile a Dio. Ma se si segue il
11
qualcosa"), è ciò da cui ha avuto origine il Tutto, la scaturigine acconto della creazione contenuto nella Genesi, si vedrà che in
dell'intera creazione. Il termine "Yesh" è formato da Yod e Shin. nessun punto a Dio vengono attribuiti un naso, due orecchie,
Yod ('), la più piccola delle ventidue lettere ebraiche, simboleggia ,delle braccia ecc. L'unico dato certo è che possiede una Ruach,
il germoglio; il suo ideogramma è un semplice punto che ruota unsoffio che dà la vita. Prima della creazione dell' Adam, furono
su se stesso. Shin (ili) invece è la forza attiva che impedisce a Yod fatti i cieli, la terra, le acque, gli astri e gli altri esseri viventi; nel
di disgregarsi nel corso di tale rotazione, e la arricchisce con le · omento ìn cui egli fu creato, quindi, l'unica immagine esistente
sue proprietà centrifughe ed espansive. Per questo "Yesh" (ili') è ra quella del cosmo. Perciò la nostra forma esteriore rispecchia
perfettamente in grado dì esprimere la nozione di esistenza", a
II
le immagine, e noi, come discendenti dell' Adam, partecipiamo
differenza di "Ein" (ì'~), in cui Yod (') è racchiusa tra il silenzio elle dinamiche evolutive ed espansive dell'intero universo. In
passivo di Alef (~) e l'illusione di Nun (J). La particolare natura utte le epoche e in tutte le culture, l'uomo ha sempre cercato di
dell' Ein emerge peraltro dal senso del termine ebraico formato abbricarsi un Dio a sua immagine, il che lo ha invariabilmente
11
dall'unione di Alef e Nun, An" (1~),ossia dove?": il fatto che la
II
ortato a peccare di orgoglio e di vanità. Ciò ha fatto sì che le
Yod di "Ein" sia inserita all'interno di una domanda attesta con e autolimitazioni prendessero il sopravvento e il suo percorso
chiarezza che I'Ein non è il Non-Esistente, ma l'Ignoto. olutivo subisse una brusca interruzione, simboleggiata dalla
Conclusa questa prima tappa, Dio tornò a compiere un atto duta di Adamo ed Eva. Caduta che Isaac Luria ha battezzato
II
creativo e formativo, proiettando un raggio della sua Luce (in Shvirath hakelim", ovvero rottura dei vasi".
]'~), che si riempì di questa
ebraico "Aur'',, ii~) nell'Ein-Sof (1:']iO Al momento dell'atto creativo, secondo Jsaac Luria, alcuni
r~).
Luce Infinita (" Ein-Sof Aur" I ,;~ 1:'jiO Il raggio colpì Yesh (ili'), 'cettacoli non si rivelarono abbastanza robusti da accogliere la
che si frantumò in ventidue scintille, poi dispersesi nell' Ein-Sof .uc~ emanata dall'Ein-Sof Aur. Per la precisione, a causa di un
Tali scintille costituiscono i nuclei energetici indispensabili allo cidente dovuto a un'improvvisa autolimitazione, taluni nuclei
sviluppo del creato, e possono essere in qualche modo definite i ergetici originari persero la loro elasticità e la loro capacità
ventidue cromosomi cosmici. pansiva e così entrarono in collisione con l'Energia creatrice,
Questi ventidue principi fondamentali si unirono tra loro e li mandò in frantumi. Per riprendere l'immagine citata della
per dare origine a nuovi nuclei energetici, con un procedimento essitura della tela, aléuni punti si spezzarono, e di conseguenza
analogo alla tessitura di una tela costituita da molteplici trame, fransero l'armoniosa unità del filo della creazione. La tela finì
ma realizzata con un unico filo continuo. Questo filo è il raggio uindi per essere costituita non da uno solo, ma da due, poi da
di Luce divina emanata dall' Ein-Sof Aur, e il processo creativo e infine da una moltitudine di fili, ciascuno dei quali, isolato
ed espansivo che ne risulta dimostra che l' Ein-Sof è il primo alla Sorgente creativa, proseguì o interruppe la sua espansione
ricettacolo in grado di rispondere alla grande legge cosmica: PIÙ moclo autonomo. Questa rottura dell'armonia investì l'intero
LO SI RIEMPIE E PIÙ LO SI PUÒ RIEMPIRE. Le ventidue lettere smo: dalle forze naturali nel loro insieme alle leggi ritmiche,
dell'alfabeto ebraico, quando si combinano tra loro sulla pagina, agli astri agli esseri viventi. Quindi si incrinò anche l'originario
nnubio tra maschile e femminile all'interno dell' Adam Qadmon,
54 55
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Il QABALAH ESTATICA E TSERUF CHOKMAH, LA SAGGEZZA DEI CABBALISTl
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e la creazione tutta fu esclusa da quella condizione di armonica .· pregi; bisogna utilizzarli come altr~ttanti "~a~bur~nti". al _finedi
I'! e totale immunità simboleggiata dal giardino dell'Eden. alimentare nuove qualità. Il risveglio del D1vmo m noi dipende
Scopo del cabbalista, come di ogni mistico, è riconquistare dall'intensità delle tenebre che sonnecchiano negli abissi della
l'armonia perduta e porre rimedio all'incidente che l'ha infranta. nostra coscienza, ma anche dalla forza e dal coraggio con cui ci
La possibilità di ricomporre le fratture originarie dipende anche impegniamo a portarle alla luce e a domarle. In questa lotta con
dagli sforzi della più infima tra le creature. Tuttavia, a motivo del . noi stessi siamo fondamentalmente soli, però possiamo contare
posto speciale che occupa nella gerarchia dell'evoluzione, l'uomo sugli sforzi di quanti ci hanno preceduto: Inf_atti~o?1:i v~lt~ eh~
ha una responsabilità fondamentale nel processo di risanamento un saggio si risveglia, favorisce il r!svegho di_m1?haia di_gmsh,
cosmico. È compito di ognuno di noi riparare le incrinature insite perché la sua rinascita attesta che 11grande filo e stato np_arato
nella nostra natura e rivelate dai nostri difetti, da tutti quei limiti almeno in un punto. In fondo siamo tutti interdipendenh, per
che rappresentano il "piombo" della nostra anima. La Qabalah cui, se ci abbandonassimo al torpore sprigionato dalle qlipoth,
è un'autentica alchimia spirituale in virtù della quale la materia costituiremmo un pesante freno all'azione globale della Luce. In
costitutiva delle nostre imperfezioni si trasforma in essenza .questo grande dramma cosmico, ognuno di noi deve assumersi
luminosa. le proprie responsabilità, tenendo presente che, quando nuoce a
. se stesso, nuoce anche agli altri.
Inevitabilmente la rottura dei ricettacoli ha creato dei residui
detti "qlipoth" ni~l;,:,, ossia "gusci" .. Le qlipoth incarnano tutte le . LOTSIMSUM NELLA LETTURA EQUIDISTANTE
energie involutive operanti nell'universo, la materia oscura del
La ricerca della parola "Tsimsum" (tr1~0~)all'interno della Genesi
cosmo, i buchi neri che si celano al fondo della nostra coscienza.
attraverso il metodo della lettura equidistante - di cui abbiamo
Ogni qlipah, in proporzione al suo potenziale energetico, è una
già parla.to in precedenza (Capitolo I)_- ~ett~ nuova luce s~ll~
divoratrice di Ein-Sof Aur. Dopo la rottura, infatti, si è innescato
tradizionale interpretazione della stona d1 Gmseppe. Benche s1
un eterno conflitto, quello tra la luce e le tenebre; peraltro, val la
tratti di un termine formato da sole cinque lettere, il sistema in
pena di notare che si dice "la luce" perché si tratta di un'entità
questione consente di individuarne ben poche o~corr~n_zen~l
unica, ma" le tenebre", in quanto ne esistono molteplici forme. Le
testo della Genesi. Effettuando una ricerca per salti eqmd1stanh,
qlipoth operano al nostro interno come forze involutive, che ci
infatti, la parola "Tsimsum" - scritta nel normale senso di lettura
spingono a sprofondare nell'inerzia e nella divisione interiore;
compare solo a intervalli di 3, 7&e 111 lettere.
'.""
si annidano nelle zone d'ombra del nostro inconscio e spesso ci
inducono ad agire contro noi stessi. Si possono paragonare agli Il dato più sorprendente è che le occorrenze separate da
iceberg, dei quali vediamo solo una minima parte. In questo caso, intervalli di 3 e di 78,lettere si concentrano in un'unica sezione
ciò che affiora e si rivela al nostro sguardo sono i nostri difetti. del libro della Genesi: dal versetto 46 del Capitolo 41 al versetto
.2del Capitolo 42. Questi due versetti delimitano con precisione
Tenuto conto del fatto che "la natura ha orrore del vuoto",
il racconto della vicenda di Giuseppe, che prepara l'Egitto alla
distruggere una qlipahnon risolve nulla: in questo modo, infatti, 11
carestia ammassando il grano. Tsimsum" compare per la prima
non si fa che accentuare la disarmonia. In pratica ci troviamo di
volta a intervalli di 3 lettere, al versetto 46 del Capitolo 41 -
fronte al problema posto dall'Idra: ogni volta che le si taglia una
"Giu~eppe aveva trent'anni quando si presentò davanti_ al
testa, gliene ricrescono altre sette. Quindi, per neutralizzare una
Faraone" - e precisamente nella parte finale di esso: c~·W~'J?it
qlipah occorre tramutarla in luce e poi riportarla all'interno del
1'j;>,~~~~ ~9.1; N~~.1-
In fondo alla pagina si trova un e_strat~odell!
processo evolutivo: è appunto questo il compito della Qabalah.
griglia, nel quale sono visibili le due occorrenze d1 "Tsimsum
Perciò non bisogna stroncare i difetti umani, ma trasformarli in
ottenute saltando rispettivamente 3 e 78 lettere. ·
56 57
QABALAH ESTATICA E TSERUF CHOKMAH, LA SAGGEZZA DEI CABBALISTI

La storia prosegue narrando che, nei primi sette anni in cui il versetto 42:19: "Se voi siete sinceri, uno di voi fratelli resti qui,
Giuseppe rimase al servizio del Faraone, il raccolto fu talmente rinchiuso nella vostra casa (babaith)di reclusione' 14, e voi andate
abbondante che si rinunciò a contarlo: "Giuseppe ammassò il a portare il grano necessario alle vostre famiglie". In base alla
grano come la sabbia del mare, in così gran quantità che si smise gematria,l'espressione" casa di reclusione (francese: arret)" si può
di contarlo, perché era innumerevole" (Gen. 41:49). · anche interpretare "arresto (francese: arrét) della Luce Infinita"
(Ein-SofAur, valore numerico 414), cioè come descrizione di uno
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Tsimsum prodottosi nella Luce sovrabbondante della creazione.
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n per eccellenza, l' Ein-Sof, affinché I' Ein-Sof Aur possa diffondersi
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(Questaè soltantouna parte dellagriglia completa)

Allora Giuseppe mise in atto un razionamento (restrizione)


del grano in preparazione ai sette anni di carestia che sarebbero
seguiti. In pratica, attuò uno Tsimsum (restrizione) nei confronti
del raccolto di cereali. I sette anni di abbondanza simboleggiano
i sette giorni della creazione, quei giorni luminosi di cui tuttora
si nutre il nostro spirito e che costituiscono la nostra riserva
ideale e i sette fondamenti dello Shefa.I sette anni di carestia, dal
canto loro, rappresentano il nostro esilio da quel luogo di totale
abbondanza e felice immunità che è il giardino dell'Eden.
Il cereale menzionato nel testo è il frumento, e questo è
estremamente interessante dal punto di vista della gematria. In
ebraico, infatti, "frumento" si dice "Tebuah" (i1~1:ir;i), termine il
cui valore numerko è pari a 414, lo stesso di "Ein-Sof Aur" (1it-li
=-JiO
ì't-li),la "Luce Infinita". In altre parole, lo Tsimsum ha portato
a un'accumulazione della Luce Infinita, che poi, sotto forma di
Shefa, si è riversata nei mondi inferiori (soggetti alla carestia), e
da allora permette al creato di continuare a esistere senza. essere
separato dalla sua vera fonte di sostentamento.
L'idea di una concentrazione della Luce all'interno di uno
spazio ristretto si ritrova anche nel termine "babaith" (n":3:3),
"in
casa", il cui valore numerico è, ancora una volta, 414. Lo attesta 14Il testo italiano delversetto ha "carcere", ma si è preferito tradurre in modo più vicino
th [N.d.T.].
all'originale per mantenere il riferimento alla casa presente nel terrninti /Jt1/mi
58 59
CAPITOLO III

LA POTENZA DELLA MANO

Benché apparentemente assente dal primo capitolo della Genesi,


il Tetragramma è la chiave di volta della mistica biblica e di tutta
la Qabalah. La sua impronta è infatti presente in ogni parte del
testo. Sebbene non sia attestato all'inizio del libro, il Nome il1i1"
.fa la sua comparsa nel punto di transizione tra i primi due
grazie alla notarica delle ultime due parole del Capitolo I e delle
prime due del Capitolo IL Le roshei tevoth di queste quattro parole
- C~~~tl~~?71: 'iPWtle,;, "giorni sei: E tutti i cieli" - formano per
•l'appunto il Tetragramma iliil'. Così, in virtù delle roshei tevoth,
assistiamo alla manifestazione degli aspetti superiori e inferiori
I
. del Tetragramma.

.LANOTARICA DI:,,:,., NELLA GENESI

ROSHEI TEVOTH (LETTERE INIZIALI)

;i~l~v n~:;ntl'1~v '~ip', "gli abitanti delle città e


le piante della terra".
Ni;:1 :t')1.WI'.11
viN'~i;i :i1i:i;, "[disse] Giuda:
'Conducetela fuori e sia bruciata: Lui'".
SOFEI TEVOTH (LETTERE FINALI)

'1W~
::J{,-Ni"ì70;l :i·'.IJ'l;l 11
gli ufficiali del Faraone
[e] ne fecero le lodi".
:11:17rnJ7W71 :i1:i7'~~, "[al] cospetto di Yhwh, [e]
ci ha inviati Yhwh" [lett: "Yhwh ci ha inviati"].
i:ilJ~;l :11:17
,~,~~ :11:17, "Agli occhi di Yhwh, [e]
Yhwh lo fece morire".
:ir iJ:;iW:11Jlt':;l,"Perché [se non avessimo
indugiato] ora saremmo già di ritorno".
61
QABALAH ESTATICA E TSERUF LA POTENZA DELLA MANO

Tutti i libri della Torah includono esempi di roshei tevoth e ·· (i1~"":1~-t:17i.l.)),


cioè il "mondo della creazione". Il termine "Briah"
sofei tevoth del Tetragramma ini1";la notarica più impressionante 11
si ricollega al verbo "bara", creare", che nella lettura "Bereshit" =
in questo senso si trova al versetto 13 del terzo capitolo del libro 11
Bara shit" è la prima parola della Genesi, quindi anche la prima
dell'Esodo, dove Mosè chiede a. Dio: il~ ,~wii~'7 ossia· "Se mi
T : - • / •
manifestazione della volontà divina. Ecco perché Olam Briah è il
dicono: 'Qual è il suo Nome?', io che cosa risponderò [loro]?". mondo dell'equilibrio primordiale della creazione, un punto di
Le sofei tevoth di queste quattro parole formano il Nome inil': la riferimento chiave n~l sistema cab balistico. Ma "Briah" signifìca
risposta, quindi, è già contenuta nella domanda. anche "sano, in buona salute": in effetti la radice da cui deriva,
"bari" (""J'.:;I),
esprime un'idea di certezza, sicurezza, integrità. Per
LE QUATTRO LETTERE :11:l"
E I QUATTRO MONDI .questo Olam Briah è il mondo della stabilità universale, il luogo
Il Tetragramma il1i1" rappresenta un elemento di equilibrio tra i in cui dimorano le anime integre. Inoltre "Briah" racchiude in sé
mondi superiori e quelli inferiori. La sua prima lettera, Yod ("), laradice"Yah" (i1"),che descrive l'essenza di Dio allo stato puro;
simboleggia la quintessenza di tutte le forze del creato, il punto il piccolo valore di "Yah", d'altro canto, è 6 (1+5), il che ci riporta
primordiale da cui tutto proviene. Abbiamo detto II simboleggia" all'interpretazione di "Bereshit" come "Bara shit" (rl'ì!Ì~1::J): "creò
perché in realtà l'involucro di tale punto primordiale è l'Ein-Sof (i) sei", o "creò la base". Perciò Briah è il fondamento del cosmo,
stesso, il che implica che si tratta di un punto inconoscibile. il termine di riferimento ineludibile per le leggi di un universo
Esso corrisponde al primo dei quattro mondi descritti dai in perfetta armonia, il fulgido soffio divino nella sua forma più
cabbalisti, "Olam Atziluth" (rn?"~~iJ-Cl?i.l.)),cioè il "mondo .pura.
dell'emanazione". Ma "Atziluth" significa anche "nobiltà", La terza lettera del Tetragramma, Vav (ì), rinvia allo statuto
"aristocrazia": non a caso il mondo in questione è il più prossimo .intermedio tipico del terzo mondo cabbalistico, "Olam Yetzirah"
al Re divino; inoltre può essere ricondotto ad "atsil" (?"~~), ~i·J"~;-Cl?i.l.)),
cioè il "mondo della formazione". Anch'esso è sede
"estremità", "limite", termine che evoca efficacemente il nesso di un processo creativo, il cui esito, però, non sono più le leggi
tra Atziluth e Ein-Sof Dei quattro mondi cabbalistici, Atziluth è il astratte e le forme pure, ma le creature, ossia entità concrete che
più vicino alla realtà originaria, come attesta la sua parentela dipendono da un creatore di natura trascendente. Olam Yetzirah
con la radice "etsel" (?~~),che vuol dire "presso". Ma è anche è il mondo del demiurgo, di colui che attribuisce unicamente a
quello che più di ogni altro si riversa e si diffonde in tutto il ·· i.Ipotere di creare. È il luogo in cui si producono e si formano
creato, come suggerisce la sua connessione con il verbo "heetsil" tte le creazioni, e in cui le creature vengono per la prima volta
(?"~1$ij),
che significa appunto "riversare". a contatto con gli istinti, le inclinazioni, le passioni, evocati dalla
La potenza del mondo di Atziluth, concentrata in un unico radice"yetser" (1~~).La lettera Vav illustra molto bene il ruolo di
punto("), in una successiva fase di evoluzione cosmica si scinde Olam Yetzirah, che consiste nel fare da trait d'union tra la sfera
in un duplice soffio, simboleggiato all'interno del Tetragramma ,$pirituale e quella materiale; non dimentichiamo che Vav ha per
da due He (i1),collegate tra loro dalla lettera intermedia Vav (1). ideogramma un gancio e che svolge la funzione di congiunzione
Infatti il valore numerico di Yod è pari a 10: se lo immaginiamo coordinante. Yetzirah è il luogo in cui i pensieri, le parole, gli
diviso in due - 5+5 - otteniamo i valori numerici delle due He. atti, le passioni, gli istinti e le inclinazioni danno vita a forme e
Alla luce di tutto ciò, si capisce perché la prima apparizione del fere occulte, o a golem che aspirano a diventare nostri padroni.
soffio nei mondi superiori sia raffigurata dalla seconda lettera del iù esso si nutre delle manifestazioni inferiori delI:Essere, più
Tetragramma, ossia dalla prima He, che corrisponde al livello di glirisulta arduo accedere al Divino; Yetzirah si configura allora
esistenza proprio del secondo mondo cabbalistico, "Olam Briah" · ome una superficie malleabile e al tempo stesso difficilissima da

62 63
QABALAH ESTATICA E TSERUF LA POTENZA DELLA MANO

penetrare. Il nostro impegno spirituale dev'essere in gran parte Atziluth lii! l 10

,,rr ..
Cremmv
+ +
orientato a dominare e a purificare questo mondo. Briah z 15
Matertapnma
+ +
La quarta lettera del Tetragramma è di nuovo una He (il), e
ciò rappresenta il passaggio dal soffio luminoso di Briah a quello
Yetzirah
Umone Spmro,Marerla rr 'I +
8
+
21

materiale del quarto mondo cab balistico, ossia "Olam haAssiah"


Assiah
Fotmacreata rr rr 'I 4 z~
il" mondo dell'azione". È il luogo in cui si agisce solo
(i1;tQi}-tl?i.l.)), 10 71
all'interno di ricettacoli finiti, in cui l'unico soffio che esiste è
quello che circola attraverso i polmoni. Solamente l'attività gli
Questo triangolo simbolico raffigura il Tetragramma nella
permette di sopravvivere, al suo interno è indispensabile agire,
sua forma estesa, articolata in dieci lettere su quattro livelli, e al
"assah" (i1~.ì;'),e si è continuamente incalzati e stimolati -." issah"
, tempo stesso evoca efficacemente la manifestazione delle dieci
(i1~.l))- a farlo. "Assiah" evoca anche un altro termine ebraico ad
Sephiroth nei quattro mondi. Il grande valore complessivo di tale
esso simile, "issah" (i10.l.)),che significa "lavorare e manipolare la
forma estesa è 72 (10+15+21+26), numero importante in quanto
pasta". In pratica, nel mondo di Briah la Ruach mette in moto le
ricorda i settantadue nomi degli "angeli della Qabalah" citati nel
energie spirituali, in quello di Assiah semplicemente i muscoli.
Sepher Raziel e ricavati da un passo dell'Esodo, il ritmo medio del
Quindi il Tetragramma i1ìi1'mostra l'estrinsecarsi del soffio cuore umano e la durata del "grande giorno cosmico". Il Nome
divino attraverso i quattro mondi cabbalistici e l'unificazione dei divino associato al mondo di Briah è "Yah" (i1'), il cui valore è
piani di Briah e di Assiah realizzata mediante Yetzirah. I mondi pari a 15, cioè alla somma delle prime cinque cifre (1+2+3+4+5).
occulti sono altresì teatro della manifestazione delle dieci Parole Inoltre, Briah è rappresentato dalla prima He del Tetragramma,
della creazione e delle dieci Sephiroth della Qabalah. Quello di lettera il cui valore numerico è appunto 5. Il Nome divino che
Atziluth contiene le dieci Parole in potenza all'interno di Yod ('), corrisponde al mondo di Yetzirah, "Yhw" (ìi1'),ha un valore di 21,
il cui valore numerico è 10. La decade compare anche all'interno cifra ottenuta sommando i primi sei numeri (1+2+3+4+5+6): ciò
del Tetragramma, nella stessa forma in cui figura nella Tetraktys esprime simbolicamente il fatto che la creazione in sei giorni ha
pitagorica. Il Tetragramma è infatti costituito da quattro lettere; interessato solt~nto i primi tre mondi. Il numero 6 viene spesso
ora, la somma dei primi quattro numeri, 1 +2+3+4, è uguale a raffigurato con una stella a sei punte, cioè un esagramma: i due
10. Come i cabbalisti, Pitagora vedeva nella Tetrade quel Dio triangoli intrecciati da cui essa è costituita evidenziano il nesso
dell'armonia e dell'equilibrio da cui sono nate tutte le forme pi fra i due piani di esistenza - quello superiore e quello inferiore
vita. Il Quaternario è simboleggiato anche dal Tetramorfo de1le (corrispondenti a Briah e ad Assiah) - realizzato da Vav, lettera il
visioni di Ezechiele, e ha fortemente alimentato la mistica della cui valore numerico è 6 e che simboleggia il mondo di Yetzirah.
Merkavah1s. La Tetraktys cabbalistica rende visibili la rivelazione , Infine, Olam haAssiah si è formato solo dopo l'uscita dal Gan Eden
e l'universalità della Presenza divina scaturite dall'unità e il passaggio dall'involucro di Luce alle "tuniche di pelle", cioè
originaria. Ecco lo schema-tipo di questa dottrina: dalla He (i1)del mondo di Briah alla He (i1)del mondo di Assiah.
Il piccolo valore del triangolo è altrettanto interessante, in
quanto è pari a 36, ossia alla metà di 72. Entrambi questi numeri
appartengono alla serie del 9; forse qualcuno si asp~tterebbe di
incontrare in questa sede dei multipli di 10, ma il 9 è un numero
· chiave all'interno della Qabalah. Il sistema ebraico di computo
1s Per la nozione di Merkavahvedi infra, in questo stesso capitolo, e Capitoli VI, VIII e X.
del tempo, fondato su un complesso equilibrio di ritmi e di cicli,
,, 11111,,il

1
64 65
l1il l:1111
QABALAH ESTATICA E TSERUF LA POTENZA DELLA. MANO

è interamente basato sulla tabellina del 9. Inoltre, il 9 è l'ultima In primo luogo bisogna considera.re la struttura dei nomi in
cifra delle unità, quindi rappresenta la manifestazione completa ebraico a partire dalle rispettive grafie, e cioè: Sarai= 'ììD, Sarah =
del numero. Per quanto riguarda il 36, è il risultato della somma irììD, Avram = t:lì:J~, Abraham = t:li1ì:J~. Sappiamo che Sarai aveva
delle prime otto cifre; ora, 8 è il valore della lettera ebraica J=Ieth dieci anni in meno di Avram ed era figlia del suo stesso padre:
(n), che simboleggia al tempo stesso la purificazione e il peccato, ora, 10 è il valore numerico di Yod ('), simbolo del germe della
ossia le due opposte tendenze insite nel mondo dei numeri. vita che l'uomo ha in sé. Lo sposo reca in dono alla sposa lo Yod
Tanto il 36 quanto il 72 concorrono alla realizzazione di un che ha ricevuto da suo padre, allo scopo di fecondarla. Solo che
pentagramma (i cui angoli misurano rispettivàmente 27°, 36°, Sarai, essendo figlia dello stesso padre di Avram, possedeva già
54°, 72° e 108°, tutti numeri appartenenti alla tabellina del 9), questo Yod - il che spiega la sua sterilità - Yod che compare fin
che rappresenta l'esistenza nel microcosmo, la condizione della nel suo stesso nome ('ììD). Quindi, nella storia di questa coppia si
creatura al cospetto del Creatore e l'equilibrio tra gli elementi possono individuare due fasi: una contrassegnata dalla sterilità,
della na.tura. Le stesse valenze simboliche del pentagramma a corrispondente ad A vram-Sarai, e una all'insegna della fecondità,
cinque punte si ritrovano anche nella lettera He (i1), il cui valore incarnata da Abraham-Sarah. La gematria ci mostra che il valore
numerico è pari a 5. di Avram + Sarai ('ììD-t:lì1~) è pari a quello di Abraham + Sarah
(irììD-Di1ì:J~), ossia a 753. Ciò significa che il peso numerico delle
AHRAMO E SARAH due coppie è rimasto invariato: all'esterno nulla è cambiato, la
All'interno del testo biblico, il Tetragramma si configura come trasformazione è avvent1.ta solo all'interno.
una forza in grado di influire direttamente sulle vicende umane All'interno dei nomi della coppia, infatti, Dio è intervenuto
e di riarmonizzare quelle prive di sbocchi. Un significativo a riarmonizzare. In primo luogo ha scisso in due parti lo Yod di
esempio di tale azione si trova nella storia di Abramo e Sarah, e Sarai, togliendo la componente paterna in eccesso per restituirla
si può spiegare soltanto osservando i movimenti delle lettere del ad Avram: infatti, dividendo per 2 il valore numerico di Yod ('),
Tetragramma. All'inizio della vicenda, Abramo e Sarah erano cioè 10, si ottiene 5, valore numerico di He (i1). In seguito, le due
indicati con i nomi Avram e Sarai; quest'ultima era di dieci anni · He ottenute dalla scissione di Yod sono state equamente ripartite
più giovane di A vram; essendo figlia del padre di lui, era anche tra Abraham e Sarah, come mostra lo schema seguente:
sua sorellastra. Sarai era sterile. Quando ormai si avvicinava ai
settantacinque anni, si convinse di rappresentare un ostacolo al
compimento della promessa che Dio aveva fatto ad A vram, e
persuase il marito a prendere come seconda moglie la sua schiava
Agar. Così fu, e da quell'unione nacque Ismaele. A ottantanove
anni circa, Sarai ricevette da Dio la promessa che anche lei *'
avrebbe dato alla luce un figlio, il che effettivamente avvenne,
per un autentico miracolo, di lì a un anno. Quando Dio formulò
Le due He presenti nei nomi Abraham e Sarah alludono al
questa promessa, cambiò il suo nome da "Sarai" in "Sarah", che
fatto che le loro esistenze sono finalmente divenute distinte ed
significa" principessa". Lo stesso fece con Avrain, che ribattezzò
equilibrate. Infatti il Tetragramma ha ripartito le loro energie in
"Abraham", scelta che nel testo biblico è motivata così: "Perché
base alla sua legge di armonia e di equilibrio. TaJe·Jegge esige
io ti renderò padre di una moltitudine di nazioni" (Gen. 17:5). Tali
che un unico germe, simboleggiato da Yod ('), si divida in due
trasformazioni non si possono spiegare in modo soddisfacente
He (il), destinate in seguito a essere riunite da Vav (i). In effetti
senza applicare alcune regole interpretative di tipo cabbalistico.
66 67
QABALAH ESTATICA E TSERUF LA POTENZA DELLA MANO

Vav è la lettera che incarna la riunificazione di tutte le forze, ma cifra equivalente al piccolo valore del termine - che a loro volta
la simbologia cab balistica le associa anche l'immagine del fallo. contengono in tutto quattordici falangi, numero che rimanda al
grande valore di "yad". Queste cifre sono direttamente connesse
LA MANO DIVINA
con la composizione grafica del Tetragramma. Per cogliere tale
Il Sepher Yet~irah istituisce un rapporto diretto tra le Sephiroth e correlazione, è necessario ricorrere a una particolarità di alcune
le mani: "Dieci Sephiroth nel nulla secondo il numero delle dieci lingue antiche: la scrittura per esteso. Mentre nel nostro alfabeto
dita: cinque opposte a cinque. Alleanza dell'unità resa centrale alla lettera "i" sono associati un solo carattere e un unico suono,
per la parola della lingua e la circoncisione della pelle" (S.Y. 1:3). in ebraico "Yod" corrisponde sia al suono "y", sia a un grafema
Esiste una stretta correlazione tra il numero 10, la lettera Yod, le costituito da tre lettere: Yod-Vav-Dalet (ii'). Così, da ogni lettera
Sephiroth, il Tetragramma e le mani. Innanzitutto, come dice il è possibile ricavare anzitutto quelle che ne compongono il nome:
Sepher Yetzirah, vi è analogia tra le Sephiroth e le mani: infatti 10 è il "primo grado di sviluppo". A loro volta, le lettere ottenute
è il numero sia delle Sephiroth che delle dita di entrambe le mani. con tale procedimento possono essere ulteriormente sviluppate,
Inoltre il nome della lettera Yod (ii'); il cui valore numerico è 10, e questo processo può proseguire all'infinito, sino a generare un
deriva dalla radice "yad" (i'), che significa "mano". D'altronde il numero incredibile di lettere. Alla luce di tutto ciò, è evidente la
termine "Yod", scritto per esteso, risulta composto da Yod, Vav e natura evolutiva dell'alfabeto ebraico, che risponde pienamente
Dalet (ii'): da tale struttura emerge come Yod ('), il punto, generi all'assioma: PIÙ LO SI RIEMPIE E PIÙ LO SI PUÒ RIEMPIRE".
Il

tanto Vav (1),la linea, quanto Dalet (i), lo spazio, l'estensione.


È quindi possibile applicare questo metodo di espansione
Quindi, quel piccolo punto che è Yod racchiude potenzialmente
anche al Tetragramma. Si scopre allora che le due parti da cui è
in sé tutto lo spazio futuro; la sua manifestazione simbolica nel
costituito, "Yod-He" e "Vav-He", corrispondono rispettivamente
creato è la mano, "yad" (i'), termine che illustra efficacemente la
alla mano destra e a quella sinistra. Il primo grado di sviluppo
genesi della Tetraktys, ossia il processo per cui, partendo da un
trasforma il digramma "Yod-He" in un gruppo di cinque lettere,
unico punto, Yod ('), si approda al Quaternario, simboleggiato
che a loro volta si espandono generandone altre quattordici. Un
da Dalet (i), il cui valore numerico è 4. D'altro canto, la grafia di
identico schema ritorna nello sviluppo del digramma "Vav-He".
"Yod" ("Ti')mostra chiaramente come il punto (') e lo spazio da
Il Tetragramma rispecchia con esattezza la struttura della mano,
esso generato (1) siano uniti dall'azione mediatrice di Vav (1).
come mostra la tabella seguente:
La mano è un simbolo della potenza e della manifestazione
di Dio; è il punto d'approdo del suo processo creativo, il limite
ultimo dell'evoluzione cosmica. Invertendo il termine "yad" si ,~,nove
11'

ri'?, lettere
ottiene" dai" ('i),," stop!", "basta!", che allude al momento in cui
le dieci Parole smisero di manifestarsi. La mano mostra come la
Luce dell' Ein-Sof si trasformi in parola e poi in azione, fenomeno
che il Sepher Yetzirah descrive con l'espressione: "per la parola
della lingua e la circoncisione della pelle ".
Anche il valore numerico del termine "yad" è.estremamente
significativo: la sua mispar gadol, infatti, è 14, la sua mispar qatan
5. Inoltre, esso è formato da due lettere (i'), numero identico a
.quello delle mani, ognuna delle quali, peraltro, ha cinque dita -

68 69
QABALAH ESTATICA E TSERUF LA POTENZA DELJ..AMANO

Una volta ottenute le ventotto lettere, basta collocarle sulle


NUMERO CABBALISTICO DELLA POTENZA
falangi di entrambe le mani. I due pollici contengono solo due
falangi ciascuno, il che corrisponde con precisione al fatto che lo a.correlazione tta le ventotto lettere e le ventotto falangi mette
sviluppo di He dia luogo a due sole lettere. Un antico schema16 èvidenza un numero, il 28 appunto, che ricorre molto spesso
illustra perfettamente la posizione delle ventotto lettere; il gesto egli studi cabbalistici. La grafia ebraica di tale numero - n"'::,-
raffigurato nel disegno è quello compiuto una volta all'anno dal cchiude in sé un termine importantissimo in ambito mistico:
"Cohen Gadol",il Sommo Sacerdote, il quale, stando in piedi sul oan" (nJ), che significa "potenza". Probabilmente si tratta della
sagrato del Tempio, levava le mani, con le dita separate come dice che più di ogni altra incarna l'essenza della lettera Kaf (::,)
nell'illustrazione, e proferiva il sacro Tetragramma. In tal modo, l'arcano dei Tarocchi ad essa corrispondente: "La Forza". La
egli rivelava il Nome di Dio con la voce e al tempo stesso con il oan non è una forza visibile dall'esterno, mél nascosta, occulta,
gesto. simulata, tutte accezioni presenti anche nel termine "kanad"
r:r::y).
La natura di questa potenza interiore, simboleggiata dalla
ce blu, "kanol" ('?nJ), si manifesta ad esempio nell'espressione
Koan Yetzirah" (iì'J';f-CfJ),"facoltà creativa", da cui emerge che
a.leforza occulta è in grado di influire sull'equilibrio astrale del
ondo di Yetzirah. Nella Qabalah, la Koan è la divinità nascosta
n ognuno di noi, il permanere della luce anche nel cuore delle
enebre, che è la qualità essenziale della Chokmah,il ricettacolo
rimordiale, la scintilla in grado di illuminare tutte le Sephiroth.
termine indicante la Saggezza, 11Chokmah"[o I=lokhmah] (iìi'J:Jn),
è formato dall'unione di due radici, "I=lokh"(:Jn)e "Mah" (iìi'J),di
.c:uila seconda significa "che cosa?", mentre la prima, dal punto
divista grafico, è l'inverso di" Koan" (n:J).Alla luce di tutto ciò,
la Chokmahsi configura come la potenza nascosta che permette
La tabella riportata di seguito mostra l'esatta collocazione di dire: "Che cosa ?1'. La tradizione ci insegna che le sette middoth
?elle ventotto lettere tanto nelle ditil della mano destra quanto o "attributi" negativi dell'anima - i suoi difetti - possono essere
m quelle della mano sinistra: interamente trasformate grazie alla Chokmah,non a caso definita
anche "Padre delle .middoth",e al suo corrispettivo interiore Koan
·Mah, che le fa risplendere. Rabbi Dov Baer diceva: "Perché grazie
alla luce di Chokmah,che equivale a KoanMah, può essere fugata
anche l'oscurità profonda che avvolge la Kedusha(santità)".
In senso positivo, quindi, "Koan" evoca la potenza interiore;
in senso negativo, invece, rinvia all'atto di negare o di. mentire,
come attesta il corradicale "Kenash" (iliQ:p). Permutando "Koa'/i"
(n:J)in "naka" (Jn) si ottiene una radice che significa "speranza",
perciò _iltermine "Chokmah" può essere interpretato anche come
16
Lo schema è tratto dallo Shefa Tal di Rabbi Sabbatai Sheftel Horovitz. "speranza di che cosa?". Ma tale radice dà soprattutto luogo a.I
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71
QABALAH ESTATICA E TSERUF LA POTENZA DELLA MANO

sostantivo "nekal" (?Jn), vale a dire "palazzo". Ora, la mistica fa Neppure le Sephiroth sfuggono alla legge dei "dieci (elementi)
spesso riferimento ai sette palazzi e ai sette cieli che formano la sostenuti da ventotto". L'edificio sefirotico, nella sua struttura
Merkavah.Moltiplicando il numero di tali palazzi per quello dei simbolica di fondo, è formato da dieci sfere luminose distribuite
mondi cabbalistici (7x4) si ottiene 28, la stessa cifra a cui si arriva in ordine graduale nei quattro mondi. Ma come le lettere e tutto
sommando tra loro i primi sette numeri (1+2+3+4+5+6+7 = 28). ciò che è evolutivo, anche le Sephirothpossono essere sviluppate
Il 28 è una cifra intrisa di valenze vitali: non a caso è il valore 'all'infinito, sempre per gradi. A tale scopo, basta proseguire la
numerico del termine "naye" ("rT),"vita", che compare ad esempio costruzione dell'edificio di cui sopra disponendo i mondi l'uno
nel versetto: "Questi sono gli anni della vita di Abramo" (Gen. 25:7). sopra l'altro. Logicamente, il primo grado di sviluppo si otterrà
Inoltre, 28 è il valore di "hanayah" (il;DiJ),"il vivente", come pure .collocando una struttura sefirotica completa nella sfera occupata
di "yadid" (1'"'J;),"amico", "gradevole", "adorabile", termine da un singolo mondo. Se si ripete l'operazione per ciascuno dei
significativo perché contiene due volte la parola "yad" (1'), . quattro mondi, si ottengono quattro edifici sefirotici incastrati
"mano". l'uno nell'altro, il che è del tutto comprensibile poiché i diversi
"Koan" è una parola molto interessante dal punto di vista gradi dell'anima, sino a quelli di natura inferiore che si diramano
numerico: infatti la sua mispargadolè 28 (20+8), la sua misparqatan fin.nel corpo fisico, sono anch'essi strettamente interconnessi.
10 (2+8). Ora, 28 è anche il numero delle falangi che sostengono le Occorre precisare che, quando si realizza il pieno sviluppo
dicci dita; inoltre, il primo grado di sviluppo del Tetragramma sefirotico, la Sephirah occulta "Daath", che in genere non è mai
dà luogo a dieci lettere, il secondo a ventotto. Il 28 è un numero raffigurata, si manifesta, logicamente solo in corrispondenza di
al tempo stesso solare e lunare: da un lato~ infatti, corrisponde un disvelamento della sfera superiore. Questa Sephirahnascosta,
alla durata media di due particolari cicli mensili - quello lunare, situata tra Chokmahe Binah, rappresenta infatti la visione della
appunto, e quello femminile - dall'altro al periodo di rotazione realtà trascendente: di conseguenza, se abbiamo familiarità con
del sole su se stesso alle latitudini intermedie. Analogamente, se il tale dimensione siamo in grado di scorgere la SephirahDaath;in
cuore batte a un ritmo medio di settantadue pulsazioni al minuto, caso contrario, essa continua a occultarsi al nostro sguardo, fino
il tempo impiegato dal sangue a effettuare per intero il suo moto , a divenire la "Yesod", il fondamento della sfera superiore. Sul
circolatorio equivale a ventotto battiti cardiaci. Alla luce di tutto piano umano, colui che riesce a percepire il mondo astrale può
ciò, si può veramente affermare che Elohimha fatto l' Adam a sua ·.a buon diritto ritenere di aver raggiunto l'illuminazione della
immagine e somiglianza. 11
Daath di Assiah", cioè l'apertura del "terzo occhio". Lo schema
riportato sop:r:a,che mostra la piena espansione delle Sephiroth,
IL PLEROMA DEI CABBALISTI
illustra molto bene questo passaggio da una dimensione all'altra
realizzato attraverso Daath.
Applicando il metodo descritto in precedenza, si ottiene un
, edificio sefirotico completo, cioè composto non più da dieci, ma
1

da ventotto Sephiroth,numero che corrisponde a quello ottenuto


dallo svil~ppo del Tetragramma e alla struttura della mano di
Dio. L'Albero della Vita ispirato a tale concezione non avrà più i
ventidue canali tradizionali, ma settanta, destinati a unire tra loro
le ventotto Sephiroth,e precisamente venticinque canali verticali
anziché sette, nove orizzontali anziché tre e trentasei diagonali

72 73
QABALAH ESTATICA E TSERUF LAPOTENZA DELLA MANO

anziché dodici. Si potrebbe benissimo immaginare un analogo sono anche i membri del collegio degli anziani alseguito di Mosè:
sviluppo dell'alfabeto, che in tal caso verrebbe ad avere non più "Dio disse a Mosè: 'Sali verso il Signore, tu eAronne, Nadab e
tre lettere madri, sette doppie e dodici semplici, ma nove madri, Abiu, e settanta anziani d'Israele; voi vi prostrerete da lontano"'
venticinque doppie e trentasei semplici. Molti midrashim parlano (Es. 24:1). La lista delle citazioni bibliche contenenti il numero 70
dei settanta nomi di Dio, e Abraham Abulafia accennava spesso è molto lunga.
al mistero delle "settanta lingue della terra", un riferimento ai
settanta popoli dispersi in tutto il mondo dopo la costruzione I VENTOTTO TEMPI DEL QOÈLET (I1t;,;-Jj?)
della torre di Babele. Inoltre, per la Qabalah la presunta lingua Malgrado la sua importanza, il numero 28 è attestato raramente
sacra dei primordi doveva essere costituita da settanta elementi. nella Bibbia. Non si può dire però che ne sia deltutto assente, in
Alla luce di tutto ciò, perché non ipotizzare anche una versione quanto è usato - ma solo due volte - per indicare le dimensioni
estesa dei trentadue sentieri della Saggezza, formata dall'unione dei dieci teli del Tabernacolo. Il passo in cui compare è molto
delle ventotto Sephiroth e delle settanta lettere, per un totale di interessante perché contiene alcune cifre che avvalorano le tesi
novantotto sentieri? Ora, 98 è il valore numerico di "Kokavim" esposte in questo capitolo: "Farai il Tabernacolo con dieci teli di
(t:i•:i::,4:i),
termine indicante le stelle e gli astri, che simboleggiano lino fino ritorto, di filo color azzurro, porporino e scarlatto, con
I.apienezza della creazione; ma è anche quello del verbo "salan" dei cherubini artisticamente lavorati. La lunghezza di ogni telo
(n~c;,), che significa "perdonare". · sarà di ventotto cubiti e la larghezza di ogni telo di quattro
Tornando a 70, è il valore numerico del termine "sod 11 (140) cubiti; i teli avranno tutti la stessa misura. Cinque teli saranno
che designa il segreto, il quarto e più completo livello di lettura uniti insieme e gli altri cinque teli saranno pure uniti insieme"
della Torah previsto dal "Pardes". Ma 70 è anche il numero dei (Es. 26:1-3). I dieci teli simboleggiano le dieci Parole-Sephiroth in
gradini della scala sognata da Giacobbe, nonché il risultato della equilibrio sui tre pilastri dell'Albero della Vita,rispettivamente
manifestazione dei sette cieli all'interno delle dieci Sephiroth (7 x associati alle polarità neutra, positiva e negativa, oppure ai colori
10), e quindi è simbolo di universalità. Infine, tale cifra allude a azzurro, porpora e scarlatto. Le dimensioni di ogni telo possono
quella dimensione sconosciuta che, finché non la scopriamo, ai essere interpretate in riferimento allo sviluppo delle dieci Sephiroth
nostri occhi appare simile a una sorta di notte, come suggerisce il nei quattro mondi, o in rapporto all'espansione del Tetragramma
termine "lail" (?'~), "notte", il cui valore numerico è appunto 70. in ventotto lettere. Infine, il versetto 3 ci mostra i dieci teli riuniti
in due gruppi di cinque, a somiglianza delle dita delle mani, che
Il numero 70 compare spesso nella Bibbia. Innanzitutto, lo
.si presentano anch'esse raggruppate cinque a cinque.
vediamo direttamente associato alla nascita di Abramo: "Terah
aveva settant'anni quando generò Abramo, Nacor e Aran" (Gen. $e, dopo il passo citato, i.Inumero 28 non si trovapiù menzionato
11:26). I settanta gtadini della scala di Giacobbe, poi, trovano un direttamente nella Bibbia, l'analisi di alcuni testi significativi lo
corrispettivo simbolico nel numero dei suoi familiari: "I figli che , fa riemergere. È il caso del libro dell'Ecclesiaste o Qoèlet c]:ie,nel
nacquero a Giuseppe in Egitto erano due. Il totale delle persone terzo capitolo, descrive i ventotto tempi fondamentali della vita:
della famiglia di Giacobbe che vennero in Egitto era di settanta" "l. Per tutto c'è un tempo, c'è un momento per ogni cosa sotto il
(Gen. 46:27). Il numero 70 ritorna, in associazione con la figura di cielo. 2. un tempo per nascere e un tempo per morire; un tempo
Mosé, in un passo in cui vediamo come il popolo, ascoltando e per piantare e un tempo per sradicare ciò che si è piantato; 3. un
seguendo la voce di Dio, riesca finalmente a trovare l'acqua: "Poi tempo per uccidere e un tempo per curare; un tempo per demolire
arrivarono a Elìm, dov'erano dodici sorgenti di acqua e settanta e un tempo per costruire; 4. un tempo per piangere e un tempo
palme. Qui si accamparono presso l'acqua" (Es. 15:27). Settanta per ridere; un tempo per fare lutto e un tempo per danzare; 5. un

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QABALAH ESTATICA E TSERUF LA POTENZA DELLA MANO

tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli; un tempo per


abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci; 6. un tempo
per cercare e un tempo per perdere; un tempo per conservare e
un tempo per buttar via; 7. un tempo per strappare e un tempo
n1il:;i7n;11.
per cucire; un tempo per tacere e un tempo per parlare; 8. un
tempo per amare e un tempo per odiare; un tempo per la guerra 11ti9 n;11
e un tempo per la pace. 9. Che vantaggio trae dalla sua fatica
colui che lavora,?" (Qo. 3:1-8).
:c~~~trnotif~lJ'?? n~, 1~T7j)71
i-1'7o/~t~~~
.. Un tempo per
raccoglierli
i:m:pn:P,
0'~:;)!:I

:~m~~ ,,r,~?n~nm?t.?? n~mb?n~1n1??n~2 Untempoper ·


astenersi dagli
pn1'?n;11
:n,t;,7n~1y,;~7n~Nie17n~,,.,.,i:1? n~3 abbracci
i7:;;JlJ1,?
:,,r,1n~11,t9n~pit1ì?'7n~1n,j):;,7
n~4
:P~IJ~pn17n~1pi:1q7n~ C'~~~ o,j? n~1C'~~~ 1'71Ptr7 n~s
:1'71Ptl7 n~1iibip7n~,~~?n~1tvN?n~ 6 Un tempo per buttar n:P,
:i~17n~1mWo?n~,,en7 n~1~iij?7n~ 7
: bi?izJmi,i1bM.?b
T "
m7NjlV?lWi
: T T : '
m.,8
'' : ' •• :
:i:,x,
•::•,• "
l'7!1irt'?

Questi ventotto tempi illustrano i due opposti aspetti della Un tempo per cucire
vita: quello costruttivo o positivo e quello distruttivo o negativo.
Nel Sepher Yetzirah, tali contrapposizioni sono associate alle sette
lettere doppie e ai sette pianeti: "Le sette doppie manifestano le
opposizioni esistenti nella vita umana. L'antitesi della Saggezza
è la Follia; l'antitesi della Ricchezza è la Povertà; l'antitesi della Un tempo per la
Un tempo per la pace
Fecondità è la Sterilità; l'antitesi della Vita è la Morte; l'antitesi
del Dominio è la Dipendenza; l'antitesi della Pace è la Guerra;
l'antitesi della Bellezza è la .Bruttezza" (S.Y. 4:3). Il Sepher Yetzirah
I ventotto tempi del Qoèlet corrispondono alle quattordici
evidenzia in tal modo la duplice natura delle sette lettere e dei
lettere del Nome "Yhwh Elohinu Yhwh" (in ebraico i1ìi1'1:J'i1?~i1ìi1')
sette pianeti. È senz'altro possibile combinare il testo del Qoèlet
e della sua versione in codice "Kuzu Bemuksaz Kuzu" (in ebraico:
con quello del Sepher Yetzirah, dal momento che l'uno descrive
mJ roo:i mJ), che si ottiene sostituendo a ogni lettera quella che la
ventotto tempi e l'altro quattordici qualità: a tale scopo, bisogna
segue nell'alfabeto: così Yod (') diventa Kaf (':J),He diventa Vav,
abbinare due tempi del Qoèlet a una qualità del Sepher Yetzirah.
Vav diventa Zayn e il Tetragramma YHWH (i1ìi1') si trasforma in
I TEMPI DEL QOÈLET KUZU (mJ). Il Nome divino "Yhwh Elohinu Yhwh" è attestato in
Deuteronomio 6:4: "Shema Israel Yhwh Elohinu Yhwh enad" (cioè:
"Ascolta Israele, Yhwh, il nostro Dio, Yhwh, è uno").
Un tempo per morire
I quattordici tempi di segno positivo vengono !1ssociati alla
mano destra, i quattordici di segno negativo alla mano sinistra.
Anche le ventotto falangi trovano il proprio posto all'interno di
curare queste corrispondenze. Per contro, perché tutto si combini alla
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11 ·

!I
11 !

LA POTENZA DELLA MANO


QABALAH ESTATICA E TSERUF

perfezione, bisogna modificare l'ordine dei tempi dell'Ecclesiaste. La Qabalah spiega questa complessa rete di corrispondenze
Queste correlazioni fanno da supporto all'astrologia cab balistica, affermando che l'intero universo è dominato dalla mano di un
che ~i.fonda su specifici canoni interpretativi. In primo luogo, Grande Architetto, che imprime la sua impronta su tutto ciò che
trad1z10nalmente un cabbalista che si dedica all'astrologia non ci accade - a livello collettivo come individuale - tanto sul piano
fa riferii:r1ento ai manuali di tale disciplina, ma direttame:r:ite alla spirituale quanto su quello materiale. Così, che agiamo di nostra
Bibbia. E al suo interno che andrà a ricercare, con un particolare spontanea volontà o che siamo costretti a farlo, tutte le nostre
genere di analisi, le proprietà dei pianeti; inoltre, nell'astrologia azioni sono comunque riconducibili all'impulso del dito divino.
cabbalistica i dodici segni zodiacali sono associati alle dodici
LA POTENZA DEL PRINCIPIO
tribù d'Israele e gli effetti ad essi attribuiti vengono ricondotti a
ben determinati eventi biblici verificatisi sotto il loro influsso. La mano è il simbolo manifesto della" Koan" (nJ), che è l'origine
Tuttavia, va riconosciuto che le interpretazioni elaborate dagli di tutte le cose. La nostra potenza altro non è che il riflesso della
astrologi cabbalisti non sono poi così lontane da quelle a cui Potenza primordiale contenuta nella prima parola della Genesi,
11Bereshit"("In principio"), termine che allude al Principio primo
perviene l'astrologia tradizionale.
::dell'universo. Ora, secondo la Qabalah il nostro pensiero non è
Ecco una tabella che sintetizza le correlazioni tra i ventotto 'in grado di risalire alle origini della potenza racchiusa entro tale
tempi, le quattordici qualità contrarie e le sette lettere doppie: Entità, mentre la nostra anima può arrivare a coglierla. "Koan" è
un termine ambivalente perché rimanda a due diverse direzioni
· temporali. La prima è quella connessa all'esistenza virtuale nel
futuro di tutte le creature, presente in potenza all'interno delle
..:: ? Saggezza
Sephiroth.In questo senso, la Koanè una materia prima di natura
intelligibile ma priva di determinazioni. La seconda direzione
Ricchezza temporale indicata dal termine, il passato, si riferisce alla "fonte
ultima" - ossia all'origine prima - dei principi attivi, denominata
, d Fecondità "Ma'ase Bereshit","Opera della Creazione".
Le correlazioni tra i campi della Shekinah17 e l'idea di "Koan"
sono attestate nell'opera di un discepolo di Abraham Abulafia,
~ 0 Vita
Moses di Burgosis: "Tutti i campi della Shekinahsono privi sia di
immagine sia di forma corporea, cioè sono emanazioni spirituali;
I ç Dominio lo stesso vale per gli altri gradi angelici. Tuttavia, gli angeli di
dedmo grado - che sono i più affini agli esseri umani e sono
, ~ Pace

·17Tradizionalmente il termine "Shekinah" indica l'aspetto fomrninilt' di Dio, In "l'rl'Hl'l1Zl1


r, 1) Bellezza Bruttezza divina". Nella letteratura rabbinica, simboleggia la manifostazi01w di l)lo 1wl mondo
materiale, in particolare attraverso l'immagine della luce: "Conw il Holt•l'iKplPlldl' m•I
Mano sinistra mondo, così fa la Shekinah" (Sanhedrin39a). Tutta:,,ia questo lNmi1w 11011cn111p111•p 11
1wlln
11
Bibbia; per contro, vi figura la sua radice" shaken" PW,che tfo~cl'iw Il di111lll'l11'l'di I llo
tra gli uomini o a Gerusalemme: "Essi mi faranno un santuario, l' lo nhllt•rò ('l!li;"') 111
mezzo a loro" (Es 25:8). Per i ventotto campi della Shekinah,wdi Cnpllolo IV,
1HCitato da Moshe Idel in L'expériencemystique d'AbrahamA/1011/11/111 1 ( 't•rf, l'rtl'hl li)lì\l,

78
78
QABALAH ESTATICA E TSERUF

chiamati "ishim" (uomini) - possono rivelarsi ai profeti. Tutti


costoro concordano nel dire di aver visto l'immagine terrificante
di un corpo umano. Il profeta sente le sue forze venir meno e
cambiare forma, finché rimane privo di ogni forma, e si ritrova
incarnato nella forza dell'Essere che si rivela a lui. Solo allora la
II
sua Koan" si trasforma nella forza dell'angelo che parla con lui,
ed è questa nuova configurazione interiore a dargli il potere di
accogliere la profezia, e a far sì che nel suo cuore si imprimano
nuovi pensieri in forma di immagini. Infine, come un messaggero
che ha compiuto la sua missione, il profeta si spoglia deU'ultima
forma assunta per riacquistare quella iniziale, e le sue membra
ritornano alla condizione originaria, cioè si rafforzano, ed egli si
mette a profetizzare in forma umana".

80
CAPITOLO IV

L'EQUILIBRIO DEL NOME


IN QUARANTADUE LETTERE

nche il numero 42 svolge un ruolo fondamentale nella mistica


abbalistica, tra l'altro perché si ricollega alle valenze simboliche
.del numero 28 e della mano, analizzate nel capitolo precedente.
Nella Qabalah tale cifra rappresenta essenzialmente l'equilibrio,
la ricerca dell'armonia all'interno del creato e il libero arbitrio;
tuttavia, possiede una duplice connotazione: da un lato infatti è
associata alle idee di felicità e speranza, dall'altro evoca il senso
di difficoltà e incertezza con cui l'uomo reagisce a un eccesso di
libero arbitrio.
La tradizione ci insegna che il mondo fu creato mediante le
quarantadue lettere del Grande Nome di Dio, incise sul bastone
di Mosè contenuto nell'Arca dell'Alleanza. Peraltro è noto che,
quando i figli d'Israele accompagnarono Giacobbe in Egitto,
. anche la Shekinah andò con loro scortata da quarantadue angeli,
ciascuno dei quali recava una lettera del Grande Nome. Ciò è
; confermato dal fatto che il valore numerico della prima parola
del libro dell'Esodo - "Veeleh" (i17~ì),"Ed ecco", attestata nel
versetto: "Ed ecco i nomi dei figli d'Israele che entrarono in
Egitto con Giacobbe" (Es. 1:1) - è uguale a 42 (6+1+30+5). Qui
l'Egitto simboleggia il "luogo della schiavitù" in cui il Nome di
Dio rimane nascosto, e in cui ciascuno deve assumersi da sé la
responsabilità della propria vita.
Maimonide menziona il Nome in quarantadue lettere nella
s11aGuida dei perplessi:"Esisteva anche un nome di quarantadue
lettere. Ora, ogni uomo minimamente capace di ragionare sa bene
che è assolutamente impossibile che un'unica parola !-!Ìaformata
da quarantadue lettere; quindi poteva trattarsi solhmt<> di più
81
L'UQUJLIJJR/0DEL NOME IN QUARANTADUU /,,lJ'f'r/llUi
QABALAH ESTATICA E TSERUF

parole, che insieme totalizzavano quarantadue lettere [... ]. Esse ei quali abbia un peso di 21, in equilibrio su un asse, in ebiatc,;
racchiudevano un profondo insegnamento metafisico, e la prova r:,,sher"(iìli~), termine omografo di quello al c~ntro litlll,
di ciò sta in quello che affermano a tale proposito i dottori: 'Il rmula "Ehyeh asher Ehyeh". Q~est' equil~brio è s1_non~~Q.~•
Nome di quarantadue lettere è infinitamente santo, e non viene licità, nozione espressa in ebraico con 11 sostantivo Olhétf
trasmesso se non all'uomo pio, di mezza età, che non si adira né ~ ), anch'esso graficamente identico al già citato "ashar",ohe
si ubriaca, non persevera in comportamenti malv?-gi e parla con gnifica "colui che".
dolcezza agli altri uomini. Colui che conosce questo Nome e lo La Sifra di-Tseniutah,uno dei trattati che compongo~o il l~br?
custodisce con attenzione e purezza, è amato in alto e gradito in ello Zohar, comincia così: "Prima che comparisse la B:tlanc1a,d
basso; è rispettato dagli uomini, possiede un sapere duraturo ed olto non guardava il Volto. I re dei tempi antichi morivano P?:
eredita due mondi: questo e quello a venire"'19. ancanza di cibo·1 la terra era desolata. Finché un giorno la pm
esiderabile delle Teste la ornò di vesti preziose e la fortificò. La
EHYEH ASHER EHYEH
ilancia fu sospesa in un luogo che non c'è, e con essa furono
Quando Mosè chiese a Dio: "Se mi dicono: 'Qual è il suo Nome?', esati coloro che non esistevano. La Bilancia, pur essendo senza
io che cosa risponderò?", Dio replicò con un'espressione strana orpo, è in equilibrio stabile, non aderisce a nulla ed.~ invisibile.
e, di fatto, impossibile da tradurre: "Ehyeh asher Ehyeh" (Es. 3:14). di Essa furono, e vengono fatti salire, coloro che pm non s?no,
L'unico modo in cui si potrebbe renderla è: "Io sarò Colui che oloro che sono e coloro che saranno". Pertanto nell' espre~s1o~e
sarò", o: "lo sarò Colui che sarà". "Ehyeh" (ii'ii~) è innanzitutto ('EhyehasherEhyeh" sono racchiusi l'equilibrio della Bila~cia ~ 11:
una voce del verbo "essere", ma è anche un Tetragramma in cui irtù del quale il Volto guarda il Volto - e l'esistenza d1 tutti gh
la lettera He compare due volte, per di più negli stessi punti nei eri viventi. Inoltre, il termine "asher" (iìli~) si può permutare
quali figura nel Tetragramma iiìii'. Con questa risposta, dunque, 11"rosh" (ìli~i),.ossia "testa" (francese: téte):in effetti, quando ~ue
Dio non indica il suo Nome, ma rivela Ciò che è in essenza:· una olti si guardano, si realizza l'incontro di due Teste (france~e: tete-
forza di armonia e unità che anima l'intero universo. Inoltre, dal ·téte). ·
momento che Egli svela gradualmente la sua divinità attraverso
· Quindi non si può propriamente dire che Dio abbia svelato
le Sephiroth,quando Mosè lo prega di dirgli il suo Nome sta in
à Mosè il suo Nome, quanto piuttosto che gli abbia affidato ~na
realtà cercando di scoprire in quale grado sefirotico si situi. Il
chiave evolutiva universale. L'espressione" EhyehasherEhyeh, va
fatto che "Ehyeh" ricorra tre volte in questo versetto dell'Esodo
terpretata così: "Io sono di fronte ali' altro, che a sua volta e; se
costituisce un'allusione ai tre mondi superiori - Atziluth, Briah e
voglio essere, devo accettare che anche lui sia; analog~°:ente, se
Yetzirah- evocati dalle prime tre lettere del Tetragramma ìii'.
egli vuol essere, deve accettare che io sia". Qu~ndo s1 ; troppo
Il valore numerico di "Ehyeh" (ii'ii~), ossia 21 (1+5+10+5), è pieni di sé invece si tende a sminuire l'immagine dell altro e a
identico alla sorn'ma dei valori delle tre lettere fondamentali del èercare in lui solt;nto il riflesso della propria, occultando così la
Tetragramma ìii' (10+5+6). La duplice occorrenza di tale termine sua effettiva esistenza. In questo caso, il Volto non guarda più il
nell'espressione "Ehyeh asher Ehyeh" dà luogo al sorgere di due Volto, l'equilibrio si rompe e viene meno l'armonia. L'altro, pe~
gruppi speculari, entrambi equivalenti a 21, che unitamente poter continuare a "essere", deve reagire allo stesso J~~do, ed e
formano un insieme equilibrato del valore totale di 42. Tali per questo che "i re dei tempi antichi" non cono_sconopru_lapace.
gruppi sono paragonabili ai due piatti di una bilancia, ognuno Perciò, se si desidera davve.ro vivere a immagine e s~m11g!1?n~a
di Dio, bisogna applicare quel principio universale d1 equ~hbn~
19Mosè Maimonide, Guida dei perplessiI, cap. 62, trad. frane. Guide des égarés,a cura di che è Dio stesso. Un equilibrio da perseguire nei confronti degh
Charles Mopsìk, Verdìer, Lagrasse 1979.
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82
QABALAH ESTATICA E TSERUF

altri esseri umani, di tutte le creature, di se stessi - dato l'intimo


dualismo che ci caratterizza - e, soprattutto, di Dio e della sua
L'l::QUILlllfUODELNOME IN QUARANTADUE LETTERE

i coesione e armonia: ad esempio "enad" (in~), ossia "unità", e


cioè "amore". È al tresì interessante notare che in
ahavah" (i1:Ji1~),
l
creazione. Questa ricerca di equilibrio con il Signore è descritta braico "io" si dice "ani" (':J~)e "tu" - inteso come l'altro - "atha" I
in Salmi 16:8: "Io pongo sempre YHWH dinanzi agli occhi miei; n~),e che entrambi i pronomi cominciano per Alef Ciò significa
poiché Egli è alla mia destra, non potrò vacillare". L'espressione . he tu (atha) e io (ani) siamo diversi nell'aspetto, ma accomunati
"non potrò vacillare" allude all'equilibrio dei due piatti di una a un identico elemento: la presenza unificante di Alef Quanto
bilancia: sul lato destro si situa il piano d'esistenza del Creatore, He tre Alef di "Ehyeh asher Ehyeh", esse sanciscono l'unità dei tre
sul sinistro quello della creazione. ondi superiori e delle forze operanti all'interno del creato. Alef
La chiave dell'armonia universale consegnata a Mosè non è la chiave di volta dell'esistenza e del suo sviluppo, e soprattutto
mai stata effettivamente utilizzata: altrimenti ci avrebbe schiuso il simbolo dell'universalità, dell'Uno inteso come entità stabile
le porte della giustizia e del benessere, individuale e collettivo. imperturbabile: infatti, quale che sia la vibrazione della vocale
La triplice occorrenza di "Ehyeh" nel versetto citato dell'Esodo, d essa associata, tale lettera rimane invariata. Un individuo che
infatti, rimanda alla divinità, alla singola creatura e alla totalità alizza l'essenza di Alef è in grado di assumere come involucro
degli esseri viventi: tutti e tre gli aspetti devono equilibrarsi. Se ovvisorio le sembianze delle diverse realtà di cui percepisce il
tale chiave evolutiva venisse applicata, i tormenti derivanti dai lesso, senza che ciò turbi il suo equilibrio. Per questo potrebbe
conflitti interiori verrebbero meno, l'aggressività che divide gli rrivare a pregare con gli esponenti di una religione qualunque
uomini si trasformerebbe in amore e le guerre che - a differenti contemplando con fede la divinità che gli propongono - senza
livelli - lacerano le comunità umane non avrebbero più ragione entire il bisogno di convertirsi: infatti ha già raggiunto l'unità.
di essere. Ma sembra che per ognuno sia estremamente difficile Se ciascuno si ponesse questa semplice domanda: "In quale
accettare l'esistenza altrui, e i tentativi messi in atto in tal senso ome.nto della giornata ho vissuto in stato di Alef ?", è molto
nel corso dei millenni dai più diversi sistemi religiosi e filosofici robabile che faticherebbe a individuare quell'istante. Eppure è
non hanno mai sortito risultati positivi. L'armonia cosmica deve portantissimo riuscire a trovare anche pochi secondi, nell'arco
cominciare con l'acquisizione dell'equilibrio interiore da parte · una giornata, per fermarsi e ripetere: "Anokhi Alef' (=i,~':Ji:i~),
di ogni individuo; è necessario imparare a non "vacillare" più sono Alef', sentendosi pervadere dalla luce equilibrante di
perché ogni Volto riesca a poco a poco a vedere negli altri Volti le lettera. Ma non basta dirlo, bisogna trovare anche il modo
le maglie di una rete d'amore e d'unità potenzialmente in grado 'i mettere in pratica questa affermazione.
di abbracciare il mondo intero. Bisogna però ammettere che al
momento il clima di esasperata conflittualità interpersonale che
caratterizza le nqstre società, drasticamente accentuato dai ritmi 'Come si è visto, la condizione di equilibrio dell'Essere rispetto
della civiltà moderna, non lascia certo presagire un imminente all'Essere espressa dalla formula" Ehyeh asher Ehyeh" corrisponde
processo di armonizzazione. sul piano gematrico al numero 42, cioè alla somma dei valori di
Un'ulteriore particolarità dellaformula "Ehyeh asher Ehyeh" 1Ehyeh+ Ehyeh (21+21). Tale cifra è anche il valore numerico dei
sta nel fatto che tutte e tre le parole da cui è composta iniziano termini "Gedulah" (i1'?iJ),"grandezza", e· "nadal" ('?in), "cessare
con la lettera Alef (~), vista come principio di unità e fondamento di esistere". Ciò significa che l'unione dell'Essere con l'Essere fa
di ogni cosa. Peraltro l'alfabeto ebraico ha la singolare proprietà emergere la grandezza del Non-Essere.
di cominciare con un silenzio: Alef infatti, è priva di suono. Nella Bibbia.questo numero è sovente associato a prove di
Molti termini che iniziano con questa lettera esprimono un'idea ~arattere temporaneo volute da Dio, e aiuta a uscire dagli abissi
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86
QABALAH ESTATICA E TSERUF L'CQL/IU131UO
DEL NOME IN QUARANTADUE LETTERE

in cui tali vicissitudini ci sprofondano. Quando lo squilibrio si è . ,della Saggezza è inciso: Yah Yhwh Tsevaoth, Elohi Israel, Elohim
ormai radicato, generalmente il ritorno all'equilibrio è alquanto 11.ayimufv1el4h olam, El Shaddai"(S.Y. 1:1). L'intera formula, da Yah
doloroso. Ecco alcuni esempi tratti dall'Antico Testamento: "Ci a El Shaddai,in ebraico comprende in tutto quarantadue lettere:
saranno sei città di rifugio, che voi designerète perché vi si rifugi ,w 7N Cl71Y,,~, Cl"M Cl'il?N ,x,w, 'il7N mx::i1i1"1il' il'.
l'omicida; ad esse aggiungerete altre quarantadue città" (Nm 35:6); Yah - il': questo Nome rappresenta la manifestazione dell' Ein-
"Egli [... ] li maledisse nel nome di YHWH.Allora uscirono [... ] Sof, la Luce dello Yod da cui tutto deriva, la scaturigine di tutte
due orse, che sbranarono quarantadue di quei bambini" (2Re 2:24). le scaturigini, il nesso tra il mondo diAtziluth e quello di Briah.
Anche nel Nuovo Testamento il 42 ricorre due volte, sempre con Yhwh Tsevaoth - l'iìtol;::l~ irìir': questa formula indica in Yhwh il
la stessa valenza: "Ed esse [le nazioni] calpesteranno la città santa "Dio degli eserciti", inteso come il Signore di tutte le creature
per quarantadue mesi" (Ap. 11:2); "E le fu dato il potere di agire celesti. Infatti il termine "Tsevaoth" ("degli eserciti") non va
per quarantadue mesi" (Ap. 13:5). interpretato in senso bellico, ma in riferimento a tutti gli esseri
La difficoltà di tornare all'armonia perduta deriva dal libero soggetti alle leggi del processo di emanazione divina.
arbitrio di cui tutti godiamo, che ci consente di scegliere se "fare" .Elohi Israel - '?t.:;ìtv' 'if?t.:;: quest'espressione, che letteralmente
o "non fare". Se decidiamo di "fare", vale a dire di agire in senso ·significa "Dio d'Israele", allude al Dio che appare a Giacobbe
evolutivo, le prove legate al numero 42 ci appariranno un male dopo che questi approda all'altra riva dello Iabbok 20, e cioè al
necessario e passeggero. Se al contrario scegliamo di "non fare", Dio che si rivela all'anima quando essa, finalmente libera dai
l'azione riequilibrante esercitata da questa cifra ci procurerà un vincoli del mondo di Assiah, si apre a nuovi orizzonti. Ma dal
mutamento traumatico, come attesta il libro dell'Apocalisse: 1'Ma momento .che "Israel" ('?t.:;ìtv') si può leggere anche "?'1-l;ì
t.ZJ•",
il cortile esterno del tempio, lascialo da parte e non lo misurare, "l'uomo delle 231" (porte), "ElohiIsrael" può significare anche
perché è stato dato alle nazioni, che calpesteranno la città santa "Dio delle 231 porte", cioè dellè 231 (22 x 21) combinazioni
per quarantadue mesi" (Ap. 11:2). Il numero 42 induce il risveglio fondamentali che è possibile ottenere a partire dalle ventidue
delle coscienze add~rmentate o intorpidite, poiché simboleggia la lettere dell' alf abeto21.
potenza purificatrice del roveto ardente. È impossibile associare
Elohim nayim - D"n D:ir?t.:;:alla lettera" Elohimvivente". Come
simultaneamente a tale cifra le nozioni di bene e male.
si è visto, Elohim è il Nome con cui Dio si rivela e crea, il suo
IL NOME DIVINO IN QUARANTADUE LETTERE appellativo ih qualità di Architetto della creazione; le scintille
scaturite dalle sue Parole compongono tutto ciò che esiste. Ora,
La tradizione insegna che non vi è Nome più potente e misterioso
la caduta di Adamo ed Eva ci ha reso ciechi, e questa cecità ci
di quello in quarantadue lettere, in quanto è grazie ad Esso che
I impedisce di cogliere la Presenza di Elohim nella nostra vita.
.1 furono creati il cielo e la terra. La Qabalah conosce diverse forme
·,,.,
I
,,, Tuttavia, l'occhio dotato della "vista spirituale" ha la capacità
i':11 di tale Nome, ma in questa sede prenderemo in considerazione
di contemplare l' Elohimvivente in tutte le cose.
solo le più importanti. Tra esse, quella citata nel Sepher Yetzirah
è particolarmente utilizzata nella preghiera, mentre quella tratta uMele"lf.holam - D?1l' l?Dt letteralmente" e Re del mondo", ma
dall'orazione di Rabbi Nehonia ben Haqanah trova applicazioni in questo caso" del mondo" significa anche" del tempo e dello
anche nel campo dell'astrologia. • spazio". Il Vav con cui si apre questa formula rimanda al Vav
del Tetragramma, associato alla sfera di Yetzirah. Colui che
IL NOME DI QUARANTADUE LETTERENEL SEPHER YETZIRAH
Il Sepher Yetzirah riporta una variante del Nome in quarantadue
20 Cfr. Capitolo VI, "I trentadue sentieri della Saggezza" [N.d.:r._i.
" ,,
lettere già nel primo versetto: "In trentadue meravigliosi sentieri 21 Per questo concetto, cfr. Capitolo IX, "Le 231 porte dello Spmto IN,r/,I. I,
86 87
L'EQLflUBRIO DEL NOME IN QUARANTADUE LETTERE
QABALAH ESTATICA E TSERUF

comprende e padroneggia tale sfera diviene un autentico Re ese in maniera diversa, secondo un metodo combinatorio che
del mondo, poiché è un essere spiritualmente consapevole. edremo più avanti.
El Shaddai - "1ìli'?~:l'epiteto" Shaddai" deriva da Shed" (itv),
II
tNOME DI QUARANTADUE LETTEREIN BERESHIT (GENESI)
"grembo", un attributo chiave della Natura vista come madre siste un'altra forma del Nome in quarantadue lettere, ricavata
feconda, e qualifica Dio come il Signore degli elementi. Per la all'unione delle prime quarantadue lettere dellibro della Genesi.
Qabalah l'intero creato e tutti gli esseri viventi sono correlati er ottenerla, bisogna ricorrere allo stesso metodo utilizzato per
ai fondamentali elementi naturali - terra, acqua, fuoco, aria - II
omporre i settantadue nomi degli ari.geli della Qabalah" tratti
designati complessivamente col termine shedim" (C'1tv),che
II
· all'Esodo e i trentadue appellativi magici desunti dai Salmi e da
ne indica la duplice valenza, positiva e negativa a un tempo. saia, metodo che esamineremo più avanti2 2 • Questa variante del
L'aggiunta di El, "Dio" (7N),a Shaddai, identifica Dio come il ome in quarantadue lettere è impiegata prevalentemente nel~a
Signore delle forze della natura. abalah magica, ma può essere usata anche come un mantra: m
Shaddaiè anche l'ultimo Nome assunto da Dio nel processo ffetti il SepherRaziel precisa che bisogna recitarla per scongiurare
di emanazione della sua Luce dal mondo di Atziluth a quello di gni pericolo. Per contro, il modo in cui il Raziel (ll~b~ cost~uisce
Assiah. In questo contesto, "Shaddai" ("1ìD)equivale a "Colui che ale Nome è piuttosto strano: le lettere della Genesi, infatti, non
basta [a se stesso]", ossia "che è compiuto in se stesso": infatti la vi compaiono nella corretta sequenza logica, e alcune risultano
radice "dai" ("1) significa "stop!", "basta!", e Shin (ili) è sinonimo .omesse. O questa singolare struttura è legata a ragio~i magich.e,
II
di asher" ("colui che"). Il processo della creazione termina con o il Raziel l'ha alterata intenzionalmente, affinché solo il lettore m
Shaddai perché con Lui essa è giunta a compimento. Il fatto che grado di decodificarla potesse avvalersene (espediente adottato
il valore totale di El Shaddai ("1ìli'?~), 345, sia identico a quelli di spesso nei trattati cabbalistici). Ecco perché biso~na essere mo~t~
"Moshe" (ilìliD),"Mosè", e "haShem" (tlìliil),"il Nome", evidenzia cauti quando si leggono, e soprattutto quando ~1sfn~tt~no a fm~
la connessione esistente tra la sfera divina e il compimento della pratici, gli antichi testi della Qabalah: sovente mfa~b _sitra~ta di
creazione. Ma 345 è anche il valore di "sifra" (rn~o), "cifra", e di opere destinate all'uso interno delle scuole ca~bahstiche, il eh~
11
parssah" (i101~ ), "zoccolo", termine che rimanda al contatto con spiega perché non esistano regole di lettura valide per ognuna d1
. il suolo tipico dell'esistenza nel mondo di Assiah. esse, se non quella di adottare un'estrema cautela .
Sotto un profilo più squisitamente pratico, la ripetizione di .. Ecco il Nome in quarantadue lettere nella forma in cui lo
questo particolare Nome in quarantadue lettere ha la proprietà #porta il SepherRaziel:
di mettere in moto il processo evolutivo: infatti consente a colui
che la pratica di favorire la crescita sua e di tutte le creature. Ad
esempio, permette di far accedere un defunto a piani di Luce più
elevati, o di far ascendere nella scala evolutiva un minerale, un
vegetale, un animale, un uomo e perfino un angelo. Inoltre, ci
protegge dalla gelosia degli angeli e da tutte le creature occulte,
nonché dalla magia e dagli influssi astrali. E per finire, conferisce
potere creativo ai pensieri e alle parole, spazzando via qualsiasi
ostacolo capace di nuocere alla loro realizzazione. Per un corretto
impiego di tale Nome, occorre vocalizzare il Tetragramma ogni
22 Per i primi cfr. Capitolo Vl, per i secondi cfr. Capitolo VII [N.d.T.J.
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QABALAH ESTATICA E TSERUF L'EQll/UIJR/0 DEL NOME IN QUARANTADUE LETTERE

Essa risulta composta da quattordici parole di tre lettere: · talmudisti per aver creato una scuola esoterica in Terra Santa
el I secolo d.C. Numerosi cabbalisti gli ascrivono la paternità del
iiOO:l''=-)Oiiiii? :J~~ ìr1~ ìii1 ii~:J riiri ii~' mìt.iy1:J.
liiri Cìt.i~
epher haBahir,nel quale si nasconderebbe sotto lo pseudonimo
. Parole che si possono pronunciare come segue: Barats Shuth i Rabbi Amorai, cioè "oratore". Benché sia menzionato di rado
Yztsah Tareth Bah Rahu Atav Aev Luh Hamef Yayin Memah Ashem el Talmud, pare abbia esercitato un considerevole influsso sul
Tahak. isticismo esoterico, corrente all'interno della quale ha formato
. Ap~lica~do il corretto metodo di composizione del Nome, olteplici allievi. I suoi insegnamenti hanno inciso enormemente
invece, s1 ottiene: llo sviluppo del pensiero cabbalistico medievale.
Per quanto riguarda il Nome ricavato dalla sua preghiera,
lcune spiegazioni sono contenute nel PardesRimonim di Moses
ordovero (Libro 31, 13:123d) e nell~ pagine finali del SepherRaziel.
eco il testo della preghiera di Rabbi Nehonia:

Anche qui abbiamo quattordici parole di trelettere ciascuna: . 11-:ii1~ 1"8rJ. lTO;n~1Pcr~~ ~;~
i:niJ~i:~pw. 19;;nr,?~R
. ~-:i,::
:J~O ,ri, ìiiii iitv? rio~ ii'~ rio, 'ì:J ii~ri rri' 1iitv ~~~ ii11 ì~:J.
Ma la pronuncia del Nome in quarantadue lettere diventa:
. CJ"J9iq
. CJ~9P
n~:;if. T:rin:
1"08 lDR"J~ "Ol'J1
"Ì4~,.,
1ì":J~~t
CJ~~~
· CJ"JiJ~
Betso RerahAea Shahar Ytast Tah Bavi Remeth Eyah Emeth Loshah
Hahu Yito Mav. · l~l.i2?iJ~.1=ti~:J·1~ . ibììRì"Ql'J
È interessante notare che, in questa ricostruzione, la terza
. 1Dtq1R 19.i;~. 11~:?
. 11;~
""J=?ì·r ,.,r:r:
colonna - che registra le prime occorrenze di Alef nella Genesi -
. n,·a~.i28 l'Q~i. ~~R i:rJ,V~~
;;,,..,. i:rJR.i2~
ne presenta tre di seguito, che ricordano la serie di Alef di Ehyeh
asherEhyeh.Peraltro la decima colonna, che simboleggia la decima
D.eh,Te ne prego! Per laforza della bontà della Tua destra, liberaciò
Parola della creazione, contiene il termine" emeth" (na~),flverità",
mentre nella quinta compare "Ytats" (~ri'), che ritroveremo più phe è incatenatoe legato.
Accogli.lasupplicadel Tuo popolo,proteggicie purificaci,o Temibile!
avan~i nel No~e in quarantadue lettere tratto dalla preghiera di
Antico, Potente, custodisci come la pupilla dei Tuoi occhi coloroche
Rabb1 Nehoma, e che rappresenta una sorta di ponte tra le due
aspiranoall'unità con Te.
differenti versioni di tale Nome. Benedicili,purificali,accoglilinella Tua misericordia,la·Tua giustizia
IL GRANDE NOME CABBALISTICO e la tua bontà li ricolminoincessantemente.
Incrollabile,Santo che dimori nell'immensità, con la Tua bontà guida
I Nomi di quarantadue lettere fin qui citati non sono quelli più
quelpopoloche è la Tua porzione.
c~~unemente usati nella Qabalah: ne esiste un altro che compare Unico, Glorioso,volgiTi verso il Tuo popolo,che custodisceil ricordo
pm spesso, formato da sette parole di sei lettere, che a loro volta
dellaTua santità.
costituiscono le rosheitevoth (iniziali) di una preghiera attribuita Accogli le nostre suppliche e ascoltale nostre grida, Tu che conoscii
a Ra?bi Neho~ia ben HaQanah, presente nel rituale quotidiano misteri di tutti i viventi.
ebraico (Preghieradel mattino e della sera). Rabbi Nehonia è noto
90 91
L'J:Ql/TU/JRIODELNOME IN QUARJ\N'/'J\OW:J,/~'T"rttRE
QABALAH ESTATICA E TSERUF

Ed ecco come suona la preghiera in ebraico: "Ana Bekoan n ventotto parti uguali, corrispondenti alle case lunari, puntidi
GedulahYeminna Tatir Tserurah;QabelRinath Amn.aShagvenu iferimento importanti nell'astrologia cab balistica. Vi è Ut'l chiaro
TanarenuNora;Na GhiborDorsheiYinudenaKevavatShamrem; apporto tra i ritmi del sole e quelli della luna: com~n.clamo dalla
Barnem TanaremRanamei TsidqatenaTamid Gomlem;Hassin econda. Essa percorre lo Zodiaco in ventotto giorni e le vengono
QadoshBerovTuvna NahelAdatena;Yahid GheehLamenaPneh ttribuite ventotto stazioni, distribuite in maniera diseguale tna
Zonrei Qdushatena;Shavatenu QabelUshma TsaaqatenuYodea .egolare fra le dodici fasce dello Zodiaco a partire da 11'equinozio
Talumoth". i primavera. L'individuazione di ventotto tapp~ n.el 1:1oto~ella
una è una sorta di compendio simbolico dei suoi ntm1 reah, dal
Essa è quindi formata da sette frasi di sei parole ciascuna, il
omento che l'inizio del ciclo lunare, misurato in lunazioni, non
che ci permette di ottenere sette roshei tevoth di sei lettere, che
empre coincide con il punto equinoziale. In ebrai~o i due pu~1ti
insieme compongono il Nome divino in quarantadue lettere più
'intersezione tra i cicli lunare e solare sono indicati con un umco
usato nella Qabalah:
ermine: "Teli" ('"m), ossia "Drago". Il passaggio dalla "Testa"
alla "Coda" del Drago avviene in diciotto anni.
n' j:J~: Abeg Ytats l'j~ :Jt:in: Haqav Teno Quanto al sole, durante il suo corso esso transita ogni mese
in una casa, per un totale di dodici case l'anno. Le prime tre, che
formano lo Zodiaco invernale, sono il Capricorno, l'Acquario e i
Jn~ '1~:J: Betar Tsetag Pesci. Le tre successive, che costituiscono lo Zodiaco primaverile,
sono l'Ariete, il Toro e i Gemelli. Lo Zodiaco estivo comprende
il Cancro, il Leone e la Vergine. Quello autunnale, infine, include
Si tratta di parole fondamentalmente prive di senso, a parte la Bilancia, lo Scorpione e il Sagittario. Le fasi lunari sono di
quelle della seconda riga a sinistra, "Qera Satan", che significano fatto le case della luna, ovvero le posizioni in cui essa appare ogni
"fai a pezzi Satana". Ognuna di esse può essere utilizzata anche notte del mese, che formano ventotto costellazioni o postazioni
separatamente, o all'interno di invocazioni o incisa su talismani. :ripartite fra le dodici stazioni del sole: i nomi di ques~e v~ntot~~
Come molti altri composti, questo Nome è formato da gruppi di case sono citati nelle opere degli studiosi di astronomia d1 tutti 1
trigrammi, per cui risulta costituito da quattordici parole di tre empi.
lettere ciascuna. Ritroviamo così una cifra importante, il 14, che · Nella Qabalah le ventotto case lunari sono conosciute come
corrisponde sia al valore del termine "yad" (ì'), "mano", sia al 'i ventotto campi della Shekinah ossia della Presenza divina, e
11
,

numero delle falangi di ciascuna delle due mani. ono direttamente collegate con i ventotto tempi dell'Ecclesiaste.
Il corretto metodo di meditazione e vocalizzazione relativo sse dividono l'anno solare in ventotto parti, di modo che ogni
a questo Nome è esposto nel Capitolo XII. asa ha la durata uniforme di 13 giorni, 61 minuti e 25 secondi.
1pari dei dodici segni, anche le dodici case ~elesti d~vi~ono la
I VENTOTTO CAMPI DELLA SHEKINAH
·sfera dello Zodiaco in settori uguali: perciò bisogna distinguere
Il Nome in quarantadue lettere ci riporta quindi alla centralità del tra queste dodici case e le ventotto dimore lunari,. c?me pure tra
numero 28 emersa nel capitolo precedente, dove abbiamo visto .i dodici segni e le dodici case. L astrologia cabbahsbca è fondata
1

che lo sviluppo del Tetragramma produce ventotto lettere, che le su un calendario lunare, é"ha molti punti in comun<i!con quella
Sephiroth, espandendosi nei quattro mondi, diventano ventotto, :araba.
e che le dita sono sostenute da ventotto falangi. Ma il numero 28
è anche tipico del moto della luna: lo Zodiaco è infatti suddiviso
93
92
QABALAH ESTATICA E TSERUF L'nQU/Wl/VO DEL NOME IN QUARANTADUE LETTERE

Abraharn Ben David di Posquières (1120-1198) propone un Segni dello Zodiaco Nome YHWH ADONAI
metodo che consente di ottenere i nomi delle ventotto stazioni n5c
lunari a partire dal Nome in quarantadue lettere, combinandolo
Ariete
Toro
'l'
b ,-w
.' •,ni •m:;i 'mltl • nm•
m t?•,n ; •in !J •1n 1i1iT' . l""™
'l1H

'1.lk 1'JN N
con le tre lettere-base del Tetragramma 1iP. In praticà si scrivono n c•ciN 1,1•1nI!/•1nl?•m J' ili11' ,ne Jì'N
Gemelli
quarantadue volte queste tre lettere non intervallate da spazi, e
it:l-,0
poi, dopo ogni Yod del Tetragramma, si inserisce una lettera del
Nome divino in quarantadue lettere. Si forma così un insieme di
Cancro
Leone
&
Sl, rr-,N
mi"ln;•m;•,n 1n'11
f!/'1i1:;;,•m_••m:i• ìTrn il Nl'1 .JW1
"Nl1 N'l1
,
Vergine ~ n';,ri:i: 1i1'J'1nJJ"li1:;l'li1 'iTli1 l"N1 'JN1
centosessantotto lettere, divisibile in ventotto gruppi di sei lettere
ciascuno, che in seguito potremo far coincidere con le ventotto
case lunari, come illustra la seguente tabella:
Bilancia
Scorpione
Q C')'INC
1Tl, ~-,i'N
tr '1i1l, "li1IJ'1i1:.t' i1'i11
1i11,1'1i1:;l'1Mì?'li1
i1i1'1 , 1'Nl '1Nl

'N1J H'1l J
Sagittario / riwi' i"1i1:'m~·1n) .. 'iii'TI N1'J 11/!'l

Capricorno
Acquario
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Pesci ){ li1!J'1i1;'lil:$'1n •,nn i11l' "DIJ'

Le correlazioni evidenziate dalla tabella consentono, tramite


'utilizzazione vocale di parti del Nome in quarantadue lettere e
elle pèrmutazioni dei Nomi Yhwh e Adonai in corrispondenza
ei dodici segni, di modificare in senso favorevole l'influenza
della propria stella di nascita e di neutralizzare gli influssi astrali
Queste centosessantotto .lettere si possono anche dividere in nefasti. Spiegheremo più avanti come mettere in atto tale sistema,
dodici gruppi di quattordici lettere, il che consente di associarle associando le cinque vocali a Yhwh e Adonai e vocalizzando ogni
ai dodici segni dello Zodiaco e di mettere in evidenza i rapporti iorno della settimana in modo diverso il Nome in quarantadue
tra il moto solare e lunare. I numeri 14 e 28 ci riportano ancora ttere. Come abbiamo visto, combinando quest'ultimo con le tre
una volta al simbolismo delle falangi di ciascuna e di entrambe le ettere del Tetragramma si ottengono in tutto centosessantotto
mani. In chiave simbolica, la luna crescente rappresenta la mano lettere. Ora, 168 è il valore numerico del verbo "nafaf' (=-]~i'J),
i cui
destra, quella calante la mano sinistra. significati - 11 coprire" 1 11 proteggere" I ma anche "lavare" - SOnO
La tabella di corrispondenze riportata qui sotto è basata sui na chiara allusione all'azione protettiva e purificante di questo
dati contenuti nel Ravad, il commento al Sepher Yetzirah redatto particolare "Composto".
dal già citato Abraham Ben David, e illustra le correlazioni tra le Lo schema seguente mostra l'insieme delle correlazioni sole-
centosessantotto lettere ricavate dal Nome in quarantadue lettere, luna e la posizione dei ventotto campi della Shekinah all'interno
i dodici segni zodiacali, le dodici permutazioni del Tetragramma dello Zodiaco. Le centosessantotto lettere sono lo strumento che
i11ii' e le ventiquattro permutazioni del Nome divino "Adonai" consente di passare dal ciclo solare a quello lunare, grazie alle
('n~). Le centosessantotto lettere si dividono in dodici gruppi di ì lettere in comune tra i due sistemi. Dal momento çhe la sfera
quattordici lettere ciascuno: celeste è divisa in centosessantotto parti, ogni segno Z()diacale è
a sua volta diviso in quattordici settori, e ogni. casa lunare in sei.
,.ora, è stupefacente constatare che la prima parola d1.illaGenesi
94 95
'i

QABALAH ESTATICA E TSERUF L'EQLIJUllR/0 DEL NOME IN QUARANTADUE LETTERE

(Bereshit)è formata da sei lettere e che le prime tre (Bereshitbara La periferia dello schema illustra la posizione delle Sephiroth
Elohim)ne comprendono in tutto quattordici. l'interno di questa suddivisione: tale correlazione può apparire
rprendente, ma si dà il caso che anche i nomi delle Sephiroth
ano formati in tutto da quarantadue lettere. In effetti, a partire
essi è possibile ottenere un Nome di quarantadue lettere in
e p1odi: o aggiungendo ai nomi tradizionali delle Sephirothle
e lettere di quello della Sephirahocculta Daath, o usando solo i
mi delle dieci Sephirothclassiche, ma sostituendo a "Binah" e
hesed" le varianti "Tevunah" e "Gedulah", piuttosto frequenti
ambito cab~listico. Queste due forme, peraltro, sono quelle
e ricorrono p·ù spesso nel testo biblico.
'. Il risultato .è interessante in entrambi i casi: si scopre infatti
he il rn;1.mero i lettere dei nomi da Kether a Gevurah è sempre
2, e quello delle lettere dei nomi da. Tipheretha Malkuth sempre
O. Ancora una volta, Tiphereth si rivela punto di convergenza
1
a le Sephiroth'superiori e quelle infebori.
Ecco la tabella che mostra la distribuzione delle quarantadue
ettere dei nomi delle Sephiroth:

3
4
5
ru,,
----,on-
Il disegno riportato qui sopra contiene i dodici settori dello
Zodiaco con le dodici permutazioni del Tetragramma i11i1' e le
1
----·-··-·-···-.·.
r i11ì:Jj ·-··-··-·-·····-··
ventiquattro permutazioni del Nome Adonai ':l1t,l;.Tutt'intorno, le ..r-·n1~EJn• ,.............................................
.,..
centosessantotto lettere risultanti dalla combinazione tra il Nome ,......................................
.
in quarantadue lettere e il Trigramma 1i1'suddividono il cerchio in
centosessantotto parti. Le quarantadue lettere del Nome divino
sono evidenziate anche separatamente, per mostrare il posto che
occupano e a quale segno e casa ognuna di esse corrisponda.

96 97
QABALAH ESTATICA E TSERUF L'E(.Jl/fU!IRIO DEL NOME IN QUARANTADUE LETTERE

LE VENTOTTO CASE DELLA LUNA Casa IX: invita alla prudenza e nuoce ai viaggi; ha un influsso
Alla posizione dèlla luna in ciascuna delle ventotto case e, per benefico sul matrimonio di un uomo, nefasto su quello di una
estensione, a quella delle quarantadue lettere del Nome divino, donna. Predispone alla menzogna e all'avarizia.
sono in genere associati i seguenti significati (qui sinteticamente Casa X: influenza positivamente la ricerca spirituale, lo studio
esposti): e l'amore; incrementa la prosperità. Per contro, può facilitare
Casa I: comunica il bisogno di muoversi, favorisce i commerci, l'assuefazione a una sostanza tossica.
è indice di autorità e di dinamismo. Facilita la comprensione, Casa XI: favorevole ai gesti ponderati e nemica dell'azzardo,
ma può anche provocare discordia. influisce beneficamente sul commercio, i guadagni e l'amore,
Casa II: è propizia alla scoperta dei tesori e alla pratica della mentre esercita un'azione negativa sulla salute femminile.
radioestesia; infonde coraggio e amore materno, ma è anche Casa XII: spalanca una porta sul mondo dell'invisibile e giova
fonte di imprudenza. all'elevazione spirituale, ma può essere fonte di volubilità.
Casa III: è la dimora dell'alchimia e della scienza in generale, Casa XIII: è la dimora della bontà fondata sulla razionalità,
nonché del pensiero indipendente, che può anche tradursi in della.benevolenza, del discernimento e delle cose occulte, ma
gusto per le dispute. Conferisce una straordinaria attitudine ha anche il potere di rendere schiavi dei desideri.
ad agire, che rischia di far passare in secondo piano il libero Casa XIV: insegna la saggezza agli anziani e il rispetto a chi
arbitrio. è in fin di vita, ma è sfavorevole a chi muove i primi passi in
Casa IV: è ricca di influssi magici e facilita il ricorso ad atti che un'attività. È la dimora della responsabilità.
permettono di superare le situazioni difficili con un surplus di Casa XV: genericamente nefasta, sotto il suo influsso si tende
energia. Rappresenta al tempo stesso il matrimonio e i dissidi a dare molto più di quanto non si riceva.
coniugali. Casa XVI: conferisce spirito di osservazione e quell'istinto di
Casa V: propizia all'azione individuale, ma nefasta per quella autoprotezione che consente di sfuggire al destino. Al tempo
collettiva, è una dimora preposta allo studio e allo sviluppo dei stesso, accentuando il libero arbitrio, rende inclini a compiere
propri doni; contribuisce al risveglio personale, ma ostacola le scelte contraddittorie.
iniziative umanitarie. Casa XVII: permette di accedere a una condizione agiata, ma
Casa VI: nemica dei processi vitali in genere, non solo nuoce è sistematicamente avversa al matrimonio; inoltre, è fonte di
ai raccolti e a tutte le attività agricole, ma rallenta ogni forma vanità.
di guarigione. Si presta invece a intraprendere azioni a lungo Casa XVIII: è la dimora dell'autocompiacimento, difetto che
termine: ad esempio giova al proselitismo, destinato a portare può dar luogo a situazioni umilianti e suscitare vere e proprie
i suoi frutti nel futuro. cospirazioni nei confronti di chi vi indulge. Esercita un influsso
Casa VII: dimora privilegiata dell'amicizia e della famiglia, sfavorevole sulla famiglia ed è fonte di pericolo per la figura
spinge a rifugiarsi in ambienti caldi e accoglienti, ed è propizia della madre.
sia agli innamorati che ai convalescenti. Casa XIX: decisamente avversa ai commerci, alle amicizie e ai
Casa VIII: predispone alla credulità e rafforza l'attaccamento viaggi, sembra essere propizia unicamente ai cacciatori.
alla famiglia. Favorisce la scoperta dell'amore e dell'amicizia Casa XX: preposta alle unioni libere, all'amore e al successo,
durante i viaggi. Inoltre, è indizio di tenacia e di volontà. è altresì estremamente favbtevole alla posa della prima pietra
di un edificio. Lascia presagire un netto cambimll(mto di vita
· intorno ai trentacinque anni.
98 99
QABALAH ESTATICA E TSERUF L1EQL//L/llR/ODEL NOME IN QUARANTADUE LETTERE

Casa XXI: è la dimora per eccellenza degli individui volubili,


suscettibili e imprudenti, come pure della fortuna altalenante.
D'altro canto, accelera la guarigione e la convalescenza.
Casa XXII: sede del potere personale e della forza creativa,
può essere il terreno di coltura di un dittatore. Sfavorevole al
commercio, è talora associata alla vedovanza.
Casa XXIII: conferisce fama, popolarità e sostegno da parte
dei superiori. Per contro, predispone alla gelosia e alle lotte,
e soprattutto, nuoce alla firma di qualsiasi contratto.
Casa XXIV: infausta per tutti coloro che esercitano un ruolo di
governo, dai responsabili di piccoli gruppi ai leader di intere
società, sotto il suo influsso è bene essere misurati e prudenti.
Tuttavia, è propizia all'avvio di nuove attività.
Casa XXV: è la dimora della curiosità, della medicina e delle
rivelazioni. Per contro, conferisce esiti nefasti all'intervento
di una donrta in un'impresa, e può nuocere alle gravidanze.
Casa XXVI: favorisce gli affari e i matrimoni, predispone a
ottenere il successo con l'aiuto di amici o conoscenti, mentre
è decisalllente avversa ai viaggi per mare.
Casa XXVII: presiede all'attività psichica e all'ecologia, facilita
la meditazione e indica una propensione alla vita ritirata, ma è
nemica dei prestiti in denaro e di altre forme di transazione.
Casa XXVIII: Benché associata alla povertà, questa dimora è
indice di felicità coniugale, nonché sinonimo di tranquillità e
di vita serena. Tuttavia, è nefasta per i malati.
La seguente tabella riporta l'elenco delle case lunari e degli
angeli astrali - citati anche con i loro nomi ebraici - secondo le
indicazioni fornite dallo Shoshanath Y aacov.

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QABALAH ESTATICA E TSERUF

102
CAPITOLO V

EIN-SOF E SEPHIROTH

eri cabbalisti la Causa prima di tutte le cose è l'Ein-Sof,da cui


. ono scaturite le dieci Sephiroth,che sono categorie metafisiche del
\ rocesso cosmogonico, e precisamente i risultati dell'atto creativo
l:):estrutturò l'universo in base al numero.Non a caso" Sephiroth"
·•.,,.,=:io)è ilplurale di" Sephirah"(i1"1'=JO
), che letteralmente equivale
\computo" o "enumerazione": infatti è grazie alle Sephirothche
••ngono contati ed enumerati i diversi aspetti del.Mondo divino .
.a ''Sephirah" (i11'=Jb) è graficamente assaì simile anche.a "saphir''
..=:io),termine che significa al contempo" numerabile", "zaffìro" e
•apislazzuli". Sul :pia,nosimbolico il colore deHozatfìto rinvia a
uello della Lucedell' Ein-5of,che non può contenere alcuna traccia
i oscurità. Quindi le Sephirothrendono manifesti i diversi gradi
ella trasformazione di tale Luce dalla sua forma più sottile a quella
·iù densa, in virtù della quale il creato passa dal color zaffìro puro
·.·ell' Ein-Sof alla ".tunica di zaffìro" del mondo di Atziluth, nonché
.da Aur, la Luce, ad aur, l'involucro di pelle del mondo di Assiah
(come vedremo nel capitolo seguente).
Ogni Sephirah,come denota la sua accezione di "computo",
corrisponde a un grado del processo di disvelamento della Luce
dell'Ein-Sof, in altre parole a un "velo" che consente di occultare
la Realtà divina, affinché la Sua manifestazione non soffochi un
creato ancora troppo fragile. Ma essa costituisce anche una porta
grazie alla quale le.creature possono penetrare nel, o entrare in
contatto col, Mondo divino. In pratica, svolge al tempo stesso il
ruolo di un filtro e di un trasformatore.
Le Sephirothriflettono il volere dell' Ein-Sof, cioè' dell'Essere
Supremo, il quale scelse di rivelarsi $radualmcnh.~, di modo che
ogni ricettacolo della Sua m/lnifestazione diventm;sc anche un
103
QABALAH ESTATICA E TSERUF EIN-SOF E SEPHIROTH

criterio-guida dell'evoluzione cosmica. L'intero creato funziona abisso incolmabile tra l' Ein-Sof e perfino la più sottile delle Sue
in base alle Sephiroth:i nostri comportamenti e la struttura della manifestazioni, Kether. Ma ciò vale soltanto se ci si ferma a una
nostra anima trovano in esse le loro radici, le società umane e la concezione puramente esteriore delle Sephiroth:in ognuna, infatti,
natura "ragionano" e si evolvono secondo il sistema sefirotico. Le vi è una componente incorporea che le accomunq tutte, un flusso
Sephiroth,infatti, racchiudono in sé tutti gli attributi e le qualità energetico che esse non possono in alcun modo arrestare, detto
dell'Essere Supremo, ma poiché ognuna di esse esprime solo un "Ruachniyuth" (m~mn),cioè "Spiritualità". La Ruachniyuth, a sua
aspetto della Sua essenza, finiscono di fatto per velarla. volta, è a diretto contatto con un nucleo centrale, ossia l' Atsmuth.
Benché già Kether, la Sephirahsuprema, sia separata dall' Ein-Sof
da un Nulla insondabile, di fatto la co1:lllessione con l' Atsmuth si
Kether
realizza a livello del nucleo spirituale profondo di ogni Sephirah,
\ in particolary di Tiphereth,cuore sensibile dell'edificio sefirotico.
<bi fronte a tale edificio, il mistico comprende quanto è difficile, e
,pdefinitiva incompleto, il processo di graduale ascensione verso
Binah · Chokmah fther, mentre l' Ein-Sof è direttamente raggiungibile a partire dal
(intelligenza) (saggezza)
eptro di una· qualsia.si deUe Sephiroth.Ciò equivale a dimostrare
l viaggiare in astronave da una stella all'altra, seguendo una
àiettoria rettilinea e .attraversando i vari gradi dello spazio e del
'mpo, sarebbe laborioso e probal:>ilmente infrùttuoso. Per contro,
Chesed
(clemenza) .netrare in modo diretto nel luogo e nel momento desiderato
'passando le pieghe temporali non solo sarebbe più' saggia, ma
condurrebbe immediatamente alla meta. Infatti bisogna tenere
}esente che l'ascensione da Malkuth a Kether obbliga il mistico
Hod Netzach d assoggettarsi alle dure leggi dello spazio e del tempo, il che
(gloria) (eternità)
foplica fatica, spossamento e invecchiamento, per cui, se anche
:Ì:).rrivaa destinazione, vi giunge sfinito e senza forze, mentre chi si
'iJ]sinua attraverso gli strati dèl tempo e dello spazio non conosce
\ ( tali disagi e può invece accedere all'eterna giovinezza; in qualche
\ · modo, infatti, ritrova lo stato di immunità e vitalità permanente
\" ·,.,
MalkÙth-.....
che caratterizzava l'esistenza nel giardino dell'Eden. Il mistico si.
(regalità) riappropria così del luogo da cui furono cacciati Adamo ed Eva.
, Perciò si potrebbe ipotizzare di viaggiare istantaneamente nello
.spazio e nel tempo attraversando i "fori di Kavanah" (vedi infra).
L'ATSMUTH
La funzione fondamentale delle Sephirothè diffondere l' Atsmuth
(mrJ~.i::i),
cioè l'Essenza dell'Ein-Sof È vero che, pur incarnandone i
vari attributi, esse non possono né limitare né circoscrivere entro
forme corporee l'Essere Supremo, il çhe, in 'apparenza, scava un
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QABALAH ESTATICA E TSERUF EIN-SOF E SEPHIROTH

La graduale ascensione dell'edificio sefirotico da Malkuth a


Kether è tutt'altro che inutile: essa rivela la volontà di elevazione
e la costanza del mistico. Inoltre, è più facile penetrare nel cuore
delle Sephirothsuperiori che in quello delle Sephirothinferiori, per
cui il cabbalista dovrà sviluppare un maggior grado di Kavanah
Pieghe dello spazio e del tempo per raggiungere l' Atsmuth attraverso Yesodche attraverso Chesed.
•Ecco perché Tipherethè considerata un buon traguardo intermedio
·nel cammino spirituale. Nel suo percorso ascensionale, il mistico
Per comprendere meglio questo processo, bisogna ricorrere a ha il dovere di realizzare una completa unificazione di tutte le
un'immagine: quella della Tenda del Tempio di re Salomone, il
srphiroth.
grande velo di lino fino ritorto, intessuto di fili azzurri, scarlatti e
porpora, che separava il "Luogo Santo" dal "Sancta Sanctorum". La ragione per cui è più o meno facile accedere alle Sephiroth
Il Luogo Santo era il lato manifésto e visibile del Tabernacolo; il . ricercata nelle differenti modalità del processo emanativo da
Sansta Sanctorum quello nascosto alla vista, che conteneva l'Arca ·i esse scaturiscono. Passando attraverso quei succe.ssivi stadi
Santa. Immaginiamo di stare in piedi dinanzi alla Tenda: la luce emanazione che sono le. Sephiroth,infatti, la Luce dell'Ein-Sof
che e,ss~rfflette è percepibile dai 11ostri occhi, mentre quella che bisce un considerevole e progressivo rallentamento, cuiKether,
brilla dall'altra parte è inaccessibile al .nostro sguardo. SUratta 'okmah e .Bi.nah.contribuiscono i.n misura scarsissima, mentre
dell' Atsmuth,l~ luce detSanctaSanct9rum, che rappresenta l'Ein- ·lle sette .Sephirothinferiori esso è così forte che la .Luce, qua:rt.do
è
Sof e a cui "app~so 11il Tabernacolo. Ora immaginiamo di ;riva a Malkuth, è praticamente ferma. A questo rallentamento si.
compagna una graduale accentuazione dei fenomeliÌ spazia.li e
disegnare sul lato :7isibile dèila Tenda died cerchi, raffiguranti
le dieci Sfphiroth, e di colloc?re al centro di dascuno una piccola ·.·porali. Se all'interno di Kether,Chokmahe Binah·lo spazio e il
termite, che simboleggia la "KaZJanahhaLev" o. "intenzione del · .POdi fatto non esistono perché sorio tesi come la linea (Qav)
cuore", cioè la. capacità di incanalare in un'unka direzione la ,{Luce dell' Ein-Sof"' tanto che chi vivesse unicamente in queste
luce interiore. La Kavanahè l'energia personale che siamo capaci 'reSephiroth non conoscerebbe Yinvecchiamento e godrebbe di
di imprimere a ciascuna termite affinché perfori la Tenda. Ogni ...·..n' onnipresenza che lo priverebbe di qualunque .connotazione
volta che alcentro di un cerchio viene praticato un foro, è possibile <spaziale - per contro, penetrando in Chesed,lo spazio e il tempo
entrare in contatto con l'altro la.to del Velo: quel foro, infatti, è un ·iniziano a piegarsi e a curvarsi. All'interno di Gevurah,gli strati di
veicolo della Ruachniyuth. Quale che sia la sua ampiezza, la sua spazio-tempo si fanno più densi, all'interno di Tipherethancor di
capacità di comunicare con l' Atsmuth è identica, il che vuol dire più, e così via fino a Malkuth. Praticamente lo spazio e il tempo si
che, a prescindere dal nostro grado di elevazione spirituale e dal avvolgono su se stessi come un lenzuolo che viene ripiegato più
potenziale interiore di cui disponiamo, possiamo accedere all' Ein- .. volte per poter essere riposto in un armadio. Allo stesso modo, la
Sof in ogni momento. Perciò, se anche qualcuno vi dice di essere luce dell' Ein-Sof si ripiega accuratamente su se stessa per riuscire
salito molto in alto nella scala della spiritualità, ciò non significa a penetrare anche nell'ultima delle Sephiroth.Ecco perché per un
granché: potrebbe essere riuscito ad ascendere lungo la superficie corpo fisico attraversare i densi strati di spazio-tempo contenuti
del Velo, ma non averlo ancora attraversato, nel qual caso le vostre all'interno di Malkuth è un'impresa pressoché disperata, che può
chance di arrivare istantaneamente dall'altra parte sono tanto forti essere effettuata con successo unicamente dallo spirito, il quale è
quanto le sue. in grado di accedere alle dimensioni più sottili.

106 107
QABALAH ESTATICA E TSERUF EIN-SOF E SEPHIROTH

La condizione di isolamento dall' Atsmuth a cui ci conduce caratteristiche. Così ne ricreeremo l'immagine senza conoscerlo e
la nostra povertà spirituale è anche all'origine delle due distinte quindi senza.avere la certezza di essere nel giusto. Tale immagine
modalità con cui si realizza la "Hadragah" (miii1) o "evoluzione ricostruita è paragonabile all'idea approssimativa che ci facciamo
per gradi''.: la" Pnimiyuth" (rWD''.lEl)
o" interiorità" e la" J=f
itsoniyuth" dall'esterno - cioè secondo la J=Iitsoniyuth- dell'Essere Supremo,
(nì''.l1~'i1)
o" esteriorità". del suo Atsmuth, della sua Ruachniyuth e delle sue Sephiroth.
La Pnimiyuth consiste nel ritrovarsi "di fronte a se stessi" e Analogamente, la medicina si sforza di scoprire la natura di una
"di fronte a Dio"; in tale condizione, il rapporto con l' Atsmuth è malattia tramite gli indizi - detti "sintomi" - che essa produce a
perfetto e la Ruachniyuth circola in totale libertà. In virtù del suo livello del corpo, mentre, penetrando nello spirito attraverso hn
potere unificante, la Pnimiyuth costituisce la via dello spirito, della · ·"foro di Kavanah",si potrebbe accedere direttamente alle cause. Il
meditazione, della scoperta degli aspetti occulti del creato. Essa ci limite della J=fitsoniyuthè che ci induce a ricercare le impronte di
conduce fuori dal tempo e dallo spazio, e in tal modo ci avvicina !oggetti che sono solo proiezioni del mondo reale, con ilrisµltato
alla Causa prima. Inoltre, ci permette di ritrovare e identificare che ci perdiamo sempre più nei meandri delle illusioni terrene.
quel filo continuo di Ein-:SofAur che vibra nella luce di ogni cosa Queste due.diverse modalità di" funzionamento" dell'uomo, '
creata e che la Qabalah chiama "Qav" (1p), vale a dire "linea". Il }'una interiore e l'altra esteriore, sono il frutto della. scissione che si
Qav è il trait d'union, l'anello di congiunzione tra il Creatore e la :Verificònel mondo di Atziluth all'interno della Luce dell' Ein-Sof,
sua creazione, il Vav del Tetragramma i1ìi1'presente in filigrana ...quale si divise in" Aur Penimi" ('D'W,1~) o "Luce intima" (cioè
nella struttt:ira sefirotica. Esso è simile a un tubo che.consente alla tema) e" Aur Maqif' (i:rpo11~}o "Luce avvolgente" (vale a dire
luce dell'Ein.-Sofdi scendere nel vuoto: ecco perché è chiamato sterna). La Luce intima della Pnimiyuth corrisponde all' Ets nayim,
anche" nativ qatan",cioè" piccolo sentiero". Coloro ~he ipotizzano .s.sial'Albero. della Vita, simbolo della vitalità interiore, mentre
l'esistenza di eventuali forme di vita extraterrestre sono portati a •JaLuce avvolgente della J=f itsoniyuth rimanda all' E,tshaDaath,cioè
credere che esponenti di altre civiltà potrebbero raggiungere la FA.Ibero della conoscenza del bene e del male, che con i suoi frutti
terra a bordo di veicoli spaziali. Ora, ciò implicherebbe non solo •evoca la comparsà della forma nel cosmo. Se Abele è figlio della
che le loro tecnologie sono più evolute delle nostre, ma soprattutto . Pnimiyuth, Caino appartiene invece al mondo della J=Iitsoniyuth, e
che le loro civiltà, al pari della nostra, prediligono le esibizioni di <ugidendo il fratello ha provocato una frattura tra lo spirito e la
carattere esteriore. Una civiltà davvero evoluta, invece, dovrebbe materia. Questo duplice orientamento, interiore ed esteriore, è
puntare sull'interiorità, e sforzarsi di viaggiare non con veicoli presente anche in ambito sefirotico, per cui si può parlare di dieci
materiali, ma con lo spirito (attraverso i "fori di Kavanah"). Sephirothesteriori e di altrettante Sephirothinteriori, benché il loro
La J=fitsoniyuth rappresenta la condizione di vita al di fuori numero complessivo resti sempre "10".
del giardino dell'Eden, dominata dalla materia e dalla forma. Per i cabbalisti la perfezione individuale porta alla ricezione
Essa corrisponde al piano del "Reshimu" (1D[li)o "impronta", da intuitiva delle più alte verità metafisiche, cioè all'unione estatica
cui scaturiscono non solo le creature inferiori e caratterizzate da indotta dallo Tseruf Esiste una particolare forma di meditazione
un'esistenza frammentaria, ma anche tutti gli eventi cosmici. Il sefirotica che consiste nell'incentrare incessantemente la propria
mondo materiale è il regno dell'impronta perché al suo interno Kavanahsulle corrispondenze tra le Sephirothe ogni singola parte
è impossibile comprendere ciò che ci supera se non analizzando dell'universo, del Corpo divino, dei precetti filosofici. Da questa
i segni, gli indizi e i riflessi. Supponiamo di scoprire l'orma del faticosa ricerca dell'unione con le Realtà superiori'si genera la
piede di un individuo misterioso: un'analisi condotta in base ai "fusione" estatica.
nostri parametri ci consentirà di dedurne la statura e molte altre

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QABALAH ESTATICA E TSERUF EIN-SOF E SEPHIROTH

Dunque la perfezione umana nasce dalla meditazione sulle loro differenze specifiche, esse formano un tutt'uno"23. Quindi,
Sephiroth,grazie alle quali la Causa Prima esercita la sua azione per Ibn Waqar la visuali2;zazione si applica soltanto al secondo e
sul creato. I filosofi cabbalisti parlano di questa ricerca di unione al terzo gruppo.
con le Realtà supreme come della fusione tra intelletto umano e Invece altri cabbalisti, come Moses Cordovero, si oppongono
Intelletto Agente. alla pratica della visualizzazione delle Sephiroth,sostenendo che
Le Sephirothsono coscienze talmente semplici da formare di essa ne limita la portata e ne fisicizza l'essenza. A loro avviso, la
fatto una sola coscienza; così, pur essendo dieci, esse costituiscono materializzazione implicata da tale processo impedisce il contatto
una realtà intrinsecamente unitaria,da cui è assente ogni traccia di con la Ruachniyuth,contatto che esclude il ricorso a qualsiasi forma
molteplicità. Per descrivere tale fenomeno, il Sepher Yetzirah usa ' di immagine, di particolarizzazione, di individualizzazione. Per
l'espressione" come la fiamma unita alla brace" (S.Y. 1:7). Inoltre, · Cbrdovero, visualizzare le Sephirotho evocarne i nomi equivale
le Sephirothcondividono la natura immateriale dell' Ein.:.Sofche ··a.logorare la Kavanah{che così non perviene alla meta prefissata.
non può esserè colto né dallo "hirhur" (11i11i1)o "riflessione", né Rabbi Moses Cordovero apparteneva a una corrente cabbalistica
dal "dib.bu( (11J'1) o "discorso", poicpé nessuna lettera, forma o he preferiva associare alle Sephirothuna serie di colori ànziché
parola può circoscriverne l'essenza, Solo lo "nibur" (11Jn), cioè la iforrne; e che fu probabilmente influenzata da un cabbalista di
fusione, consente di conoscerlo. :b:rne Rabbi bavid, a quanto pare nipote di Nahrnanide: "Rabbi
Tuttavia in ambito eabbalistico esistono opinioni contrastanti •·.·avid afferma: Non ci è concesso visualizzare le dieci Sephirothse
iri merito .alfa visuali~zazione delle· Sephiroth,e alcuni ritengono .·on secondo le indicazioni che ci sono pervenute; cbrne 'Maguen
sia possibile attribuire loro mi supporto esteriore, pensando che ...braharn/per Chesed, o 'Honen haDaath' per Tiphereth.Perciò le
esse si manifestino in più forme e prendendo inçconsiderazione •isualizzerai sempre nello specificò colore attribuito a ognuna di
solo quelle inferiori. Ad esempio, un cabbalista come Ibn Waqar $se, e che ne costituisce il marchio distintivo o 'nashmal', dove
,, ' \ ' ' '}

descrive tre differenti livelli di esistenza delle Sephiroth,di cui il .èr 'nashmal' si intende il rivestimento esteriore .delle Sephiroth.
primo immateriale e l'ultimo corporeo, e spiega tale concezione opodiché, tramite le tue visualizzazioni attirerai l'influsso dalle
con una teoria detta "dell'emanazione a catena": "La mia teoria .:profondità del fiume fino al nostro mondo, ed è questa la verità
dell'emanazione a catena si fonda sull'idea che le Sephirothsiano ,jcabbalistica, che si tramanda di bocca in bocca"24. Questa linea
il prodotto· di un graduale processo creativo. Esse sono in tutto ..fu ripresa da Moses Cordovero nel decimo Portico dd suo Pardes
trenta, e formano tre gruppi di dieci elementi ciascuno. Il primo .Rimonim;eccone alcuni estratti: "Il motivo dei colori costituisce
gruppo è composto da dieci Sephiroth,concepite come coscienze uria metafora adeguata a descrivere le operazioni e i contenuti
separate e prive di qualsiasi legarne con la corporeità. La prima che procedono dalle Sephiroth.È proprio questo che ci si aspetta
di esse è Kether, l'ultima Malkuth. Il secondo gruppo è costituito dai colori rispetto alle Sephiroth,che costituiscano una metafora
da altre dieci Sephiroth,viste anch'esse come coscienze separate, in grado di esprimere le azioni che da esse procedono secondo
ma ancora in qualche misura legate alla dimensione corporea. . la loro natura e i loro contenuti. Noi non abbiamo alcun modo di
Si tratta delle Intelligenze Motrici delle sfere .celesti e del mondo definire, né in termini comparativi né descrittivi, la questione delle
terreno: la prima è detta Primo Mobile, l'ultima Intelletto Agente. differenze tra le varie Sephiroth,se non utilizzando la metafora e
Il terzo gruppo include dieci Sephiroth dotate di una forma e di l'analogia dei colori e delle loro reciproche relazioni. Ecco perché,
un corpo: la prima corrisponde alle sfere non stellate, l'ultima alle a proposito delle operazioni superiori, ci serviamo del paragone
realtà del mondo terreno. Malgrado la loro natura molteplice e le
23 Ibn Waqar, in Ms. ebr. 203, Biblioteca Apostolica Vaticana.
24 Rabbi David, in Ms. Cambridge Add. 505, fol. Sa, Cambrig,, U11iv1•1°Hlly
I Jbmry.
110 111
EIN-SOF E SEPHIROTI I
QABALAH ESTATICA E TSERUF

con i colori: per renderle intelligibili nella misura in cui possono porpora, scarlatto~ li~o fino o pelo di ca~ra, o p_elli_ ~i.mon~one ~i!
esserlo per creature carnali quali noi siamo[ ... ]. E non c'è dubbio color rosso, o pelh d1 tasso, le portarono (Es. 35.23), h ha nempt t1
che attraverso i colori è possibile accedere alle operazioni delle d'intelligenza perché eseguissero ogni sorta di lavoro d'intaglio,
Sephirothe ai processi con cui esse si effondono nell'universo. Per disegno, ricamo e tessitura di stoffe di color azzurro, porpora,
questo, quando colui che cerca di attirare lo Shefà (influsso) avrà scadatto e di lino fino" (Es. 38:23).
bisogno di ottenere un'effusione della misericordia da Chesed,si Il lino simboleggia le prime tre Sephiroth- Kether, Chokn111/1 l'
rappresenterà il nome di tale Sephirahnel colore corrispondente Binah - che non hanno colore perché la loro luce è ancora purn. I
a quello richiesto dalla situazione, purché abbia cura di farlo nel tre colori-l'azzurro, lo scarlatto e il porpora - sono associati allL•
modo giusto: ad esempio, se intende conseguire la grazia piena, tre Sephirothsuccessive: Chesed,Gevurahe Tiph~reth.~ul :7e1~),p(~i,
immaginerà un bianco perfetto; se aspira a una grazia parziale, erano raffigurati dei Keruvim [cherubini]2 5, gh stessi d1 cm li:mrn
visualizzerà un bianco simile a quello della calce delle mura del dice: "Proclamavano l'uno all'altro, dicendo: 'Santo, santo, santo
palazzo, e così via, come spiegheremo nel Portico di Kavanah [... ]. Yhwh Tsevaoth!Tutta la terra è piena della sua gloria!"' (Is 6:3). Ora,
Infatti, a partire dai colori percepiti dai nostri occhi o immaginati la triplice ripetizione dell'aggettivo "qodesh", "santo", evoca sia i
dall'intelletto unito al nostro corpo, si innesca una vibrazione del tre colori citati, sia le tre Sephirothcorrispondenti - che separano
piano spirituale: l'anima inferiore ridesta lo spirito, lo spirito fa · il piano superiore da quello inferiore - sia l' uniòne del Luogo
vibrare l'anima superiore, e infine l' animç1_superiore si eleva di Santo e del Sancta Sanctorum (che comporta anch'essa il triplice
esistenza in esistenza, fino a giungere al Luogo da cui attinge il .uso di "qodesh"). Così Chesedè associata al" tekleth" (rh~n),un blu
proprio Nutrimento e di cui provoca l'apparizione in base al grado chiaro che rinvia all'apertura dei cieli derivante dall'ascesa lungo
di realismo della sua rappresentazione". " la colonna di destra dell'edificio sefirotico; Gevurah al "tolaath"
(n;;,1?ìn) 0 "scarlatto", un rosso scuro che simboleggia il rigore e la
SEPHIROTH E COLORI
severità della colonna di sinistra, e Tipherethallo" argaman" (F~:i,~)
L'attribuzione di un dato colore a ogni Sephirahresta un problema, 0 "porpora", un rosso scuro tendente al violetto. Per i ~abbalistl,
poiché in merito vi sono forti divergenze tra i cabbalisti. Tuttavia l' argamanè un mix di numerosi colori, i~che ~llude chiarat,:1L'l1tL'
esiste pur sempre un sistema tradizionale, fondato sui colori della alle qualità di sintesi proprie della SephzrahTzphereth.:er. giunta
Paroketh,cioè il Velo del Tempio. Tale Velo alludeva alla natura la Qabalah insegna che il manto dell'angelo Metatron e d1 colon•
occulta dell' Ein-Sof e simboleggiava le Sephiroth;ecco perché in porpora poiché egli è la sintesi di tutti i prìncipi cel~sti derivanti
precedenza l'abbiamo scelto come esempio. Esso segnava la linea da lui. In effetti il termine" argatnan"(1mi~) è l'acronimo otten u l(>
di demarcazione tra il "Grande Volto" e il "Piccolo Volto"; l'area dalle iniziali di Auriel (?~'ii~), Raphael (1?~~1),Gabriel, (?t-lì'1J:i),
del Sancta Sanctorum corrispondeva alla triade Kether, Chokmah, Michael (?~J'O) e Nuriel (?~'1ì:J),ossia Alef, Reish, Cime/, Mc111('
Binah;il Velo stesso a Chesede Gevurah;il Luogo Santo a Tiphereth; Nun.
Netzach e Hod alle due colonne del Tempio. Il Velo era costituito
da teli di lino ritorto (bianco) intessuti di fili azzurri, porporini e
scarlatti. Gli ultimi tre colori compaiono più volte in quest'ordine
nel libro dell'Esodo: "tessuti di color azzurro, porpora e scarlatto,
di lino fino e di pelo di capra" (Es. 25:4); "si serviranno d'oro, di
tessuti azzurri, porporini, scarlatti e di lino fino" (Es 28:5); "tessuti
di color azzurro, porpora e scarlatto, di lino fino e pelo di capra"
(Es. 35:6); "e tutti quelli che avevano dei tessuti di colore azzurro, 2s In realtà il testo biblico it;:iliano parla di "serafini" [N.d.T.].

112
QABALAH ESTATICA E TSERUF EIN-SOF E SEPHIROTH

della Pnimiyuth partendo da forme appartenenti alla sfera della

e
Daath
I colori delle altre Sephiroth
vengono determinati tramite un
J=Iitsoniyuth. L'allenamento alla visualizzazione e alla costruzione
dei colori mentali permette di esplorare ambiti inaccessibili al

e~~M\«v1e
sistema di colori complementari
pensiero concreto. La pratica che ora descriveremo conferisce una
che fa riferimento a un "Maghen
stabile e piena padronanza delle tecniche di creazione mentale,
David" o "stella di Davide": si
accresce la concentrazione e insegna a percepire i colori astrali,
hanno così il verde per Netzach,
ma soprattutto ci consente di comunicare con l'essenza di ogni
l'arancione per Hod, il giallo per ; il Argaman /.i

Yesod e il violetto per Daath. Per


Malkuth vi sono due possibilità:
o si ritiene che racchiuda in sé 8 {~'7)~8!' \.Hl
\il
Verde
singola Sephirah.
Per eseguire quest'esercizio, bisogna prima ritagliare sette
,dischi di cartone del diametro di.20 centimetri circa, ognuno dei
tutti i colori, o le viene associato Hod aG . Netzach 1qùali dovrà avere uno dei colori associati alle diverse Sephiroth-
l' adom (t:lì1~), cioè il rosso, come
attesta la derivazione del termine V
Yesod
~zzurro, rosso, violetto, verde, arancione, giallo - a eccezione del
11
ttimo, che corrisponde a Tiphereth e può essere realizzato in
da "Adam" e "Adamah"1 rispettivamente il maschile e il femminile tre modi: o dividendolo in sei spicchi e attribuendo a ognuno
della parola "terra", che però può significare anche "luogo del tessi un6 dei colori precedentemente citati, o scomponendolo
sangue" (infatti in ebraico "dam" vuol dire "sangue"). Qui sopra n set cerchi concentrici e facendo corrispondere gli stessi colori
è riportato uho schema esplicativo, in cui è possibile osservare <)gni singolo cerchio. Poi, al centro di ognuno di questi dischi
l'applicazione del principio dei colori complementari. iSogna-collocarne uno più giccolo, del diametro.di 1,5 centimetri
/tea, del colore complementare a quello del disco più grande.
Dallo schema· emerge che il triangolo con il ver.tice in alto
indica i tre colori fondamentali e quello con il vertice in basso i Il disco di cartone azzurro (il dischetto centrale dev'essere
tre c.olori complementari: questo fa sì che i colori corrispondenti ,di color arancione) corrisponde al lavoro sulla SephirahChesed
alle estremità opposte dell' esagramfua siano complementari tra e si utilizza al giovedì.
loro. Il sistema alla base di tale rappresentazione è perfettamente Il disco di cartone rosso (il dischetto centrale è di colore
logico: ad esempio, noi sappiamo che rosso + blu.= violetto, e in verde) corrisponde alla Sephirah Gevurah e si utilizza al
effetti nello schema il violetto figura tra il rosso e il blu. Inoltre, martedì.
dal momento che il violetto è opposto al giallo, ciò significa che Il disco di cartone violetto (il dischetto centrale sarà giallo)
si tratta di due colori complementari. E infine Tiphereth,che è la ·corrisponde alla Sephirahocculta Daath e si utilizza al sabato.
sintesi dei vari colori, non a caso è situata al centro. Il disco di cartone verde (il dischetto centrale sarà rosso)
corrisponde alla SephirahNetzach e si utilizza al venerdì.
ESERCIZIO DI VISUALIZZAZIONE Il disco di cartone arancione (il dischetto centrale è di color
Sulla base delle relazioni tra colori e Sephirothfin qui descritte, è azzurro) corrisponde alla Sephirah Hod e si utilizza al
possibile effettuare una serie di esercizi di visualizzazione. Quello mercoledì.
che ci accingiamo a esporre è molto semplice, ma può costituire • Il disco di cartone giallo (il dischetto centrale è di colore
un punto di partenza per ulteriori e più sofisticati esperimenti. violetto) corrisponde alla Sephirah Ycsod e si utilizza al
L'esercizio, fondato sul criterio della complementarità cromatica, lunedì.
vuol insegnare a costruirsi mentalmente il colore complementare
a un dato colore fisico, al fine 'di imparare ad accedere al piano

114 115
EIN-SOF E SEPHIROTH
QABALAH ESTATICA E TSERUF

• Il disco di cartone multicolore (cioè formato da sei colori) omenica, quando si tratta di lavorare con il disco di Tiphereth,
- il dischetto centrale sarà bianco - corrisponde alla Sephirah procedimento è analogo, ma si rivela molto più difficile, perché
Tipherethe si utilizza la domenica. isogna prima riuscire a invertire simultaneamente i sei colori, e
· oi visualizzarli mentalmente tutti insieme.
In pratica, si tratta di strumenti di lavoro che ci consentono
di esercitarci per l'intera settimana. · Oltre alla concentrazione, la pratica quotidiana dell'esercizio
questione permette di sviluppare una serie di facoltà psichiche
Ecco la corretta sequenza della pratica, a partire dal lunedì:
uali la telepatia, la chiaroveggenza e la chiaroudienza, nonché
• prendere il disco di cartone giallo e appenderlo alla parete i stimolare la vista astrale e la capacità di esercitare il pensiero
(preferibilmente bianca, o comunque molto chiara) di fronte eativo. ·Ma soprattutto aiuta a orientare la Kavanah secondo la
a sé, all'altezza degli occhi (l'esercizio si esegue da seduti);
ìritualità tipica di una determinata Sephirah e a sperimentarne
• contemplare senza sforzarsi il disco giallo e il dischetto togressivamente l'influsso.
centrale violetto;
• nel giro di un istante, i colori si confonderanno: il. disco .CONDA TAPPA DELLA PRATICA
giallo div~nterà violetto e viceversa; . ppo qualche tempo, l'esercizio diviene molto facile da eseguire;
• tentare di fissare quest'inversione cromatica per qualche · uesto punto bisogna continuare a praticarlo, ma orientando i
secondo; ri verso le specifiche parti .del corpo ad essi corrispondenti.
• poi chiudere gli occhi, e all'altezza dellafronte, aldi sopra · rocedimento è il medesimo: l'unica differenza è che, una volta
. delle due .sopracciglia, visualizzare un punto di luce violetta .preso ~ visualizzare la luce colorata all'altezza della fronte e a
circOndato da un bordo di luce gialla, che deve comparire 1a muovere, occorre indirizzarla verso un punto preciso del
senza sforzo; rpo, e cioè: quella di colore viola verso la testa e la gola; quelle
contemplare tale punto luminoso il più a lungo possibile; colore azzurro e rosso rispettivamente verso la spalla destra e
• · aprire gli occhi e fissare di nuovo il disco di cartone; rtistra; quelle di colore verde e arancione rispettivamente verso
• quando si verifica l'inversione cromatica, tenere gli occhi fianco destro e il fianco sinistro; quella gialla verso gli organi
aperti e cercare di sfruttare l'effetto della persistenza retinica. A enitali e, infine, l'insieme dei sei colori verso il cuore.
tale scopo, partendo dal centro del disco, cominciare ad alzare lo Questa pratica ci permette di scoprire che è piuttosto facile
sguardo e poi la testa, tentando di continuare a visualizzare la far convergere i colori sulle varie parti del corpo, il che consente
luce dei colori invertiti e facendola scorrere sul muro; di incanalare l'energia vitale insita in ognuno di essi negli organi
• sei' esperimento funziona, spostare il disco luminoso fino affaticati, al fine di aiutarli a rigenerarsi.
alla sommità della parete, poi chiudere gli occhi e cercare di Il contatto con le Sephiroth,reso possibile dalla meditazione
prolungare l'effetto della persistenza visiva; sui colori ad esse associati, ha conseguenze dirette sulla psiche
• riaprire gli occhi e contemplare il disco di cartone; umana:
• chiudere di nuovo gli occhi e continuare a visualizzare • quello con la Sephirahocculta Daath - realizzato mediante
l'inversione cromatica, ancora una volta a livello della fronte; la visualizzazione del colore viola - sviluppa enormemente
poi tentare di farla oscillare mentalmente da destra a sinistra, l'intuizione e le percezioni extrasensoriali, facilita le relazioni
come se fosse il bilanciere di un pendolo. con i mondi occulti, ma anche con gli aspetti sconosciuti del
Quest'esercizio dura dai dieci ai quindici minuti. Non resta nostro essere;
che ripeterlo tutti i giorni, ma cambiando colore ogni giorno. La

116 117
QABALAH ESTATICA E TSERUF EIN-SOF E SEPHIROTH

• il contatto con la SephirahChesed- realizzato mediante la uesta middah (modalità), se non quella che prevede il ricorso a
visualizzazione del colore azzurro - permette di aprirsi agli hen determinati colori. E poiché abbiamo già ampiamente trattato
altri e di evidenziare una considerevole dose di entusiasmo, questo tema nel Portico dei Colori, non ci dilungheremo oltre al
bontà e positività, il che favorisce il compimento di azioni di riguardo, ma se qualcuno vorrà utilizzare in tal senso la propria
natura intuitiva che trascendono ogni sorta di interdizione; Kavanah,questo Portico è a disposizione di chiunque lo esplori".
• il contatto con la SephirahGevurah - realizzato mediante Sempre secondo Moses Cordovero, i dieci fori praticati dalla
la visualizzaziòne del colore rosso - aiuta a strutturarsi e ad Ruachniyuthnel cuore delle Sephirothcorrispondono ad altrettante
acquisire una maggiore padronanza di sé, e quindi consente ocalizzazioni del Tetragramma i11i1'.Infatti dall'altra parte della
di superare, e perfino di dominare, le proprie emozioni; Tenda", ossia sul lato occulto in cui si cela l' Atsmuth del Verbo
• il contatto con la SephirahTiphereth- realizzato mediante reatore, l'unica energia circolante è quella delle quattro lettere
la visualizzazione dell'insieme dei sei colori - innanzitutto ··el Nome divino. Così, se è vero che, a prescindere dalYampiezza
favorisce l'equilibrio e l'armonia interiore; inoltre, comunica el foro attraverso cui scorre l' Atsmuth, l'intensità dell'energia è
la capacità di guidare e organizzare non soltanto le energie stessa, .è altrettanto vero che, a seconda della Sephirahin cui si
indiv:iduali, ma anche quelle collettive; enera, tale energia vibra .ìn base a una specifica vocalizzazione:
• il contatto con la SephirahNetzach - realizzatò mediante amats per Kether, Patan per Chokmah,Tsere per Binah, Segol p~r
la visualizzaziohe del colore verde - insegna a diventare più hesed, Shevaper Gevurah,f=folamper Tiphereth,f=firiqper Netzach,
volitivi e determinati nelle proprie azioni, e aiuta atradurre ,ubuts.per Hod e Shuruq per )(esod.A Malkuth non corrisponde
in atto le decisioni·, interiori;
' ,' tun tipo di vocalizzazione.
• il tontatto con la Sephirah Hod - realizzato mediante la Alla luce di tutt~ dò, possiamo adesso effettuare un nuovo
visualizzazione del colore arancione - conferisce stabilità e sperimento, che consiste nell'eseguire gli stessi esercizi descritti
una migliore organizzazione della vita materiale, e quindi fa ' c'anzi, ma unendovi la vocalizzazione dei colori. Ad esempio,
sì che questa non Ostacoli le intenzioni spirituali; per giunta, el corso del lavoro sulla SephirahNetzach, mentre si visualizza
infonde un grande senso di responsabilità; lcolore ad essa corrispondente, bisogna ripetere'il Tetragramma

~----5'
il contatto con la Sephirah Yesod - realizzato mediante la 1i1' vocalizzato con quattro "f=firiq"(ossia con quattro "i"), cioè
visualizzazion.e del colore giallo - aiuta a dominare il proprio nella forma iJ)iJ:(YiHiViHi). Ecco come si articola il procedimento:
"ego" in quanto insegna a guardare a se stessi con distacco e il. eseguire gli esercizi nel modo in cui sono stati esposti in
a vedersi con gli occhi di un osservatore esterno; inoltre precedenza;
protegge dal rischio di lasciarsi intrappolare dalle illusioni. una volta elaborato mentalmente il colore, a livello della
TERZA TAPPA DELLA PRATICA fronte o sotto forma di luce persistente sul muro, ripetere il
Tetragramma Yhwh nella vocalizzazione corrispondente alla
Per comunicare più intirrìa,mente con le Sephiroth,bisogna usare la
vocalizzazione, che consente di farne vibrare gli specifici influssi. Sephirahin questione.
Nel trentaduesimo Portico del suo PardesRimonim, Rabbi Moses ,Le vocalizzazioni utilizzate sono le seguenti:
Cordovero scrive: "Quanto è bello e amabile visualizzare queste quella associata a Daath (colore violetto) è particolare, in
essenze, utilizzando le diverse vocalizzazioni del Tetragramma in quanto comprende due suoni di Chokmahe due di Binah,cioè
funzione dei loro colori! Così infatti la preghiera sarà certamente due "Patan" e due "Tsere" (Patanè una "a" breve, Tsere una
vantaggiosa al massimo grado, a condizione che sia sorretta dalla "e" lunga), per cui si ottiene iJJiJ:(YaHaVeHe);
Kavanah,giacché non esiste altra via paragonabile per efficacia a
118 119
ESTATICA
QAHALAN 11:'r!lllUJll

• nel caso di Chesed(colore azzurro), il Tetragramma viene


vocalizzato con quattro Segol (Segol è una "e" breve), ossia
nella forma iJ.)iJ.;
YéHeVéHe;
• nel caso di Gevurah (colore rosso), la vocalizzazione è un
II
po' più difficile perché richiede l'impiego di quattro Sheva"
("Sheva" è una vocale muta, pgragonabile alla "e" francese),
per cui si avrà: iF'.f:(YeHeVeHe);
• nel caso di Tiphereth(mix di sei colori), il Tètragramma va
vocalizzato con. quattro "J=lolam"("J=lolam"è una "o" lunga),
e cioè nella forma ì1iìf' (YoHoVoHo);
• nel caso di Netzach (colore verde), il Tetragramma viene
vocalizzato con quattro "J=liriq",per cui si ha iJJiJ:(YiHiViHi);
• nel caso di Hod (cokire arancione), il Tetragramma viene
vocalizzato con quattro Qubuts" (" Qubuts" è una" u" breve),
II

e quindi sì ottiene: i11i1' (YuHu VuHu);


• nel èaso di Yesod (colore giallo), in teoria la vocalizzazione
.dovrebbe consistere in quattro "Shuruq" (" Shuruq" è una "u"
lunga); tuttavia, poiché tale vocale viene associata soltanto alla
lettera yav, il Tetragramma si pronuncia come nel caso diHod,
ma con una lieve differenza, ossia: QY:r (YuHu uHu).
Bisogna ripetere il Tetragramma vocalizzato finché si riesce
a mantenere la visualizzazione della luce colorata.

120
CAPITOLO VI

I TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

· SepherYetzirah,libro centrale della letteratura cabbalistica, inizia .


sl: "In trentadue meravigliosi sentieri della Saggezza è inciso:
ah Yhwh deglieserciti,Dio d'Israele,Elohimvivente, Re dell'universo,
l Shaddai;.. ". Questi trentadue sentieri costituiscono la chiave
· volta dell'intera esperienza cabbalistica, esperienza che non
'veste carattere puramente intellettuale, ma consiste nell'effettiva
erimentazione di trentadue stati di coscienza grazie ai quali è
ossibile ristabilire l'equilibrio da cui è scaturito il primo slancio
della creazione.
Il libro della Genesi è un testo importante per lo studio dei
trentadue sentieri. Il Sepher Yetzirah e la Genesi hanno un punto
in c.omune: entrambi cominciano con Bet (J), che nella simbologia
..dello Zohar è la lettera che dà inizio alla creazione: "Il segno Bet si
manifestò e disse: 'Signore dell'universo, Ti sia gradito creare il
µ,.ondo per mezzo mio, perché io sono la Benedizione (Brakhah-
n.:t:i~)sia in Alto che in Basso'. Haqbah(il Santo) rispose: 'Sì, è per
mezzo tuo che Io creerò il mondo, tu darai il via alla creazione"'.
Eppur~ Bet è la seconda lettera dell'alfabeto ebraico, non la prima;
'ma Alef, muta e priva di dualità, non poteva certo impdmere lo
slancio necessario a mettere in moto la creazione, Bet (J) deriva
da un pittogramma a cui deve anche il suo nome, e che significa
"casa", "dimora". È la prima lettera del termine "Briah" (i1~:-:i~),
"creazione", che ci rimanda a Olam Briah, il secondo dei mondi
·. çabbalistici, da cui trae la ·sua forza anche il terzo, Olam Yetzirah
All'interno di Briahla Yod (') iniziale del Tetragramma
(i1"')'~;--D?il)).
i1ìi1',che corrisponde a OlamAtziluth (il mondo dell'emanazione),
si trasforma in" He" (i1),lettera che simboleggia il soffio vitale e ha
valore numerico 5. Questa cifra rinvia a sua volta alla ~igura del

121
QABALAH ESTATICA E TSERUF
J TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

pentagramma, una stella a cinque punte che rappresenta al tempo . ostra parte razionale grazie alla lettura nel senso "~e:-Lamed", e
stesso l'esistenza nel microcosmo, la condizione della creatura al ·torneremo all'unità originaria grazie alla spontane1ta del ~u?re
cospetto del Creatore e l'unione dei quattro elementi, a cui se ne imboleggiata dal senso di lettura" Lamed-Bet".Dal punto d1vista
aggiunge un quinto, apportatore di armonia e sintesi. Lo sviluppo efirotico, il flusso "Bet-Lamed" corrisponde al lato della Gevurah
di Bet - il cui valore numerico è 2 - all'interno di questi cinque Rigore), quello "Lamed-Bet" al lato della Chesed(Benevolenza).
elementi, espresso con la formula 25 = 2x2x2x2x2 = 32, ci riporta . L·ascoperta di questa duplice possibilità di lettura c~consente
ai trentaduè sentieri della Saggezza, mentre nèlla forma 2x5 = 10 i passare dalla narrazione al rito. Questo sacr~ passaggio trov~ la
ci dà il valore numerico della lettera Yod ("), che in questo caso ua trascrizione simbolica nel Capitolo 32 del hbro della Genesi, e
simboleggia le dieci Parole mediante le quali fu creato il mondo e, recisamente nel punto in cui Yaqob(Giacobbe) attraversa il f~ume
per estensione, le dieci Sephiroth. aboq(Iabbok). In certo qual modo, è come se attr~versasse 11s~o
Il numero 32 riveste un ruolo importante nella struttura dei ome invertendo dentro di sé il corso della sua esistenza. Ora, m
cinque libri della Torah (Pentateuco), in particolare nella Genesi. brai~o "nome" si dice" shem" (Dì.ti), termine che però può essere
Innanzitutto va osservato che la prima lettera della Torahè Bet (J), che letto "sham" (t:lìlj),"laggiù". Quindi, questo br~n_oci svel~
iniziale del termine" Bereshit"(n'ili~1J)che significa" in principio", à vera essenza del nome: esso è ciò che ci contraddrntmgue e c1
mentre l'ultima è il Lamed (',) finale della parola "Israel" (',~1tlì'), ~rmette di scendere "laggiù" (ossia nel profondo di noi stessi).
con cui si conclude il Deuteronomio. Se si associano queste due Si comprende allora l'importanza dell' attrib.uzione ri~uale di u1:
lettere, si ottiene J"',, la grafia ebraica del numero 32. Ciò implica :nome iniziatico, la cui funzione è provocare un cambiamento d1
che la Legge (Torah)nella sua totalità è compresa entro tale cifra. stato. Così Yaqob (:rpJl:),dopo aver lottato co1: l~a1:gelo,diventa
1

Tradizionalmente si insegna che la Torah è un testo "riçevuto" il .,,Israel" (',~"J~:),ultima parola della Torahda cm ~1n~ava 1~lettera
quale si sviluppa secondo un flusso che va da Bet a Lamed,flusso Lamed (',). Si noti inoltre che, unendo le lettere fmah (sofeztevoth)
in qualche modo racchiuso nella radice epraica "BaL", che evoca ei nomi Yaqobe Israel, si forma la radice Lamed-Bet.
l'abbondanza e la fecondità dell'atto creati~o. Ma a tale radice può II termine Israel deriva dall'espressione "Sarita El", presente
essere ricondotto anche il termine "Belo", che significa "non" ed nel seguente versetto: "Hai combattuto con ~io_~ con gli uomini~.
esprime il divieto, il rigore della legge che cerca di disciplinare le hai vinto" (Gen 32:27), versetto che si può qumd1 mterpretare cosi:
forze cosmiche dicendo: "Non fare questo" ..Bet-Lamedevidenzia la ;,Hai éombattuto il rigore del 'BaL' (',J) - .inteso come 'Belo', cioè
rigorosa struttura che permette all'universo di passare dal mondo c~me comando divino\- e hai vinto grazie al 'LeB' (J',)", ossia al
di Atziluth a quello di Assiah. Affinché tale processo si compia, il ~uore, la coesione di quelle energie interiori che sono i trentadue
Creatore deve porre dei limiti all'espansione del Suo flusso, limiti sentieri della Saggezza.
che ritroviamo nel mondo umano, dove esercitano una funzione ··· Questo brano della Genesi ci presenta un tripli.ce "faccia a
di freno sotto forma di leggi morali. faccia": quello tra due nomi speculari, _quello~r,ad~e nve opp_oste,
Il ritorno daAssiah adAtziluth, e la conseguente ricostruzione e sbprattutto quello tra un uomo e D10;_p:r,?1~Giacobbe ~~~ama
dell'essere, si ottiene invertendo il senso del flusso di lettura da il luogo che ne è teatro "Peniel" (',~,~~),c10e d1 fronte a D10 (Gen
Lameda Bet. Ora, il digramma Lamed-Betforma la parola" lev" (J',), . 32:30). Questo faccia a faccia si ripropone al!'inte~o_d~lla To:ah,
ossia" cuore": ciò significa che ricostruiremo la nostra intelligenza nella perfetta specularità tra Bete Lamed,ossia tr~ 1 m~z10e la fme,
e la nostra ragione attraverso i trentadue sentieri del cuore. Si noti e vkeversa, ed è possibile osservarne un esempio concreto nella
inoltre che il termine "Binah" (i1t~), "intelligenza", nella variante struttura del testo. Se calcoliamo da quante parole è composta la
"Beniyah" (i1:~~)vuol dire "edificazione": quindi edificheremo la Torahe cerchiamo quella situata al centro di essa, scopriamo che
123
122
QABALAH ESTATICA E TSERUF J TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

si trova nel Levitico (Vayiqra), e precisamente nel versetto 16 del queste due lettere forma la radice" Shin-Dalet" 1tli- all'origine del
Capitolo 10. Solo che la Torahcontiene un numero pari di parole, Nome divino Shaddai('1tD)- che nella variante "SHeD" vuol dire
per cui il suo centro è costituito da uno spazio vuoto. Ma poiché ~ grembo materno" o "demone". Letto in senso inverso, "SHeD"
la Torahnon è un libro come tutti gli altri, questo spazio separa di diventa "DaSH" (tli1),termine che significa "rovescio", o rinvia ad
fatto la stessa parola. In effetti, in quel punto preciso compare una Il I
II
azioni quali calpestare" schiacciare" "lottare" che evocano la
I I

ripetizione, una sorta di faccia a faccia verbale, cioè:" Daroshdarash lotta tra Giacobbe e l'angelo narrata nel Capitolo 32 della Genesi.
Moshé" (iltDD tD11tD11),ossia: "Mosè interpretò, egli interpretò". Ma La frase "Darosh, darashMoshé", invertendone il senso di lettura,
nel Talmud il "Drash" (tli11)corrisponde al terzo livello di lettura diviene:" HaShem sarad,sarad(illpb1V111Vi1), cioè: "Il Nome officia,
della Torah,l'interpretazione figurata, vale a dire la ricerca di un Egli officia"; infatti "darash" (w11),letto in senso inverso, diventa
possibile doppio senso. Quindi siamo di fronte a un'articolazione "sarad" (11t.tJ),che significa "cerimonia", "rito", "retaggio".
del testo che allude alla capacità di interpretarlo passando da una Prima abbiamo determinato il centro della Torahin rapporto
riva all'altra del" fiume" della comprensione.
alle parole che la compongono, ma resta ancora da individuarlo
Il valore numerico di "darash", 504 (4+200+300), è lo stesso .in relazione alle lettere di tali parole. La Torahcomprende in tutto
di "natsoth" (m::m),termine che indica il centro del giorno o della un numero dispari di caratteri, 304.805, quindi il centro del testo è
notte. occupato da una lettera ben precisa: si tratta di Vav (ì), che figura

w,, w,,- '.I'


Vuoto
..

- '.I'
nel versetto 42 del Capitolo 11 del Levitico, all'interno del termine
"Ganon" (1ìm),indicante in genere il ventre del rettile, e in questo
· caso quello della Torah.
Vav (ì) è la terza lettera del Tetragramma ilìil' e simboleggia
il mondo della formazione (collocato nel ventre del rettile), cioè
Il suono della prima lettera dell'alfabeto ebraico,Alef (~), è in il mondo di Yetzirah. II suo pittogramma è un gancio, che allude
realtà un silenzio; in risposta a questo fatto, vi è un silenzio anche al suo potere di unificare tra loro due realtà opposte, come le due
al centro della Torah.Per riuscire a invertire il senso di lettura di rive di un fiume; non a caso in ebraico Vav svolge la funzione di
quest'ultima da '?::ia ::i'?bisogna passare per il silenzio del cuore. congiunzione coordinante. Essa rappresenta la riunificazione di
La porta str.etta che consente di effettuare questo muto passaggio tutti gli elementi cosmici, il trait d'union che collega tutte le forze
è rappresentata dalla lettera Qof (p), che da un lato proietta nello della vita, per cui non potrebbe esservi lettera migliore al centro
spazio il silenzio di Alef, ma al tempo stesso ci invita a riscoprire della Torah.
tale silenzio. Non a caso il termine ebraico" Quf' (:i1p ), a cui viene Il Tetragramma ilìil' riproduce l'immagine delle due rive del
associato il suo nome, significa" cruna dell'ago". Il passaggio per mondo e della Torah:infatti è formato da due He (il) poste l'una di
quella porta stretta che è Qof (p) al. fine di realizzare i trentadue fronte all'altra e unite dalla lettera Vav (1),e da una Yod (') iniziale,
('?~) sentieri dà luogo alla formazione del verbo "ricevere" (qibel- . che simboleggia il germe della vita. Le due He costituiscono due
'?::ip
), lo stesso che descrive il processo di ricezione della Torah da diverse manifestazioni di Yod: difatti il valore numerico di questa
parte di Mosè, e che dà origine al termine Qabalah(n'?::ip). lettera, 10, equivale alla somma di quelli di He + He (5+5). Quindi
Guadando in silenzio il fiume della Torahnel senso Bet-Lamed le due He rappresentano i due aspetti, superiore e inferiore, dello
si giunge prima alla "riva" di Shin (tli),ultima lettera di "darash", Yod primordiale, riuniti dall'azione coesiva di Vav. D1altro canto,
e poi a quella di Dalet (1), iniziale dello stesso termine. L'unione di nei valori pieni del Tetragramma - Yod + Vav, ,, + ,,. • 32 e Yod

124 125
l TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA
QABALAH ESTATICA E TSiiRLII'

+ He + He, ~il + ~il + 11' = 32 - ritroviamo il numero dei sentieri ephirothnel nulla più ventidue lettere di fondamento: tre madri,
ette doppie e dodici semplici". Ciò indica che lo sviluppo della
della Saggezza.
eazione è un processo coerente e armonico: le tre lettere madri
I trentadue sentieri della Saggezza funzionano in due modi: ppresentano la mediazione, l'azione e la reazione; le sette lettere
nel senso B:t-Lamed emanano al fine di supportare il compimento ppie (in realtà ne esistono solo sei) hanno una duplice natura,
della creazione; nel senso Lamed-Betcostituiscono uno strumento ·a positiva che negativa - a cui in ebraico corrisponde anche u nn
di reintegrazione grazie al quale è possibile attraversare il fiume duplice pronuncia - e possiedono tutte le valenze simboliche dt'I
che separa il mondo terreno da quello celeste, e che rimanda alla numero 7; infine le dodici semplici, chiamate così perché hanno
separazione del cielo dalla terra operata da Elohim nel secondo u.n'unica pronuncia, incarnano l'essenza del numero 12.
giorno della creazione. In questo senso rappresentano i trentadue
mattoni necessari alla ricostruzione dell'edificio sacro vale a dire Le dieci Sephiroth sono associate alle O
dell' Adam Qadmon. ' dieci Parole mediante le quali fu creato il
mondo, e le ventidue lettere sono le forze
I trentadue sentieri sono altrettanti varchi che consentono di che permettono a queste Parole di essere
accedere all'Albero della Vita. Si noti che il termine" kavod" (11:J:J), modulate, ossia di essere messe in moto.
alla lettera "gloria", "onore", ha valore numerico 32. Ma il Kavod Ecco perché, quando si disegna un albero
è anche l'esperienza mistica che spinge a iniziare un cammino di
ascesa spirituale, percorrendo i trentadue sentieri che conducono
sefirotico, si tracciano ventidue canali che ., l
collegano tra loro le dieci sfere luminose
~Ila "Ch_okmahelyon", cioè alla Saggezza suprema. Il Sepher Bahir da cui è formato. Il problema è stabilire a
illustra m questi termini il nesso numerico esistente tra la Gloria quale canale corrisponda ogni lettera. Va
(Kavod)e il cuore (lev):"Rabbi Rehmnai disse: Il Kavode il lev sono ammesso che esistono molte proposte in
la ~te~sa cosa. L'unica differenza è che 'Kavod' si usa per indicare questo senso: in particolare se ne trovano
az10m che avvengono nella sfera superiore, mentre 'lev' si usa in molteplici esempi nelle opere dei maestri
riferimento ad azioni che avvengono nella sfera inferiore. Le une dell'occulto. Eppure i grandi Rabbi della
si possono riassumere nell'espressione 'la Gloria del suo Nome', Qabalah erano riusciti a determinare tali
1~altre nella formula 'il cuore dei cieli'". L'ascesa in questione è il concordanze in un modo semplicissimo,
ritorno al puro "Ein" (r~), ovvero al "Nulla" mistico, e chi riesce a cioè decodificando il primo capitolo della
portarla ~ co~pimento rivela di aver raggiunto un'irreprensibile Genesi, il che è logico dal momento che,
purezza mtenore. Il termine ebraico usato per indicare colui che come afferma il Sepher Yetzirah, il mondo
la possiede è "zakah" (il:Jr)- che significa appunto "puro" e il cui fu creato secondo i trentadue sentieri.
valore numerico è 32 - attestato nel seguente versetto: "Che cos'è Nello schema riportato qui a fianco26 è h
l'uomo perché si ritenga puro (zakah)?" (Gb 15:14). possibile osservare la disposizione delle lettere nei ca na Ii
ORGANIZZAZIONE DEI TRENTADUE SENTIERI, O I TRENTADUE
sefirotici. Per comprendere come si sia arrivati a tnlL•
disposizione, occorre analizzare il primo capitolo del libro dt•lla
ELOHIM
Genesi. I trentadue sentieri della Saggezza rimandano alle
~tando al Sepher Yetzirah, i trentadue sentieri della Saggezza sono trentadue occorrenze del nome Elohim presenti, in questo lPslo,
m realtà formati dall'unione delle dieci Sephirothe delle ventidue
lettere dell'alfabeto ebraico. Queste ultime sono strutturate dallo
26 Lo schema è tratto dal primo commento al SepherYetzirah, realizzato da" Rul!/ld"(uli,1H:
stessotestointreletteremadri,settedoppieedodicisemplici:"Dieci
Abraharn de Posquières).
127
126
QABALAH ESTATICA E TSERUF ( TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

che contiene l'esposizione dei sette giorni della creazione, cioè il Elohim vide che era cosa buona ...
nucleo essenziale della Scrittura. I commentatori hanno sempre
Elohim disse: vi siano dei luminari. ..
insistito sul fatto che il mondo fu creato con dieci Parole perché
in questo capitolo Elohim parla dieci volte: infatti il testo riporta Elohim fece i due grandi luminari ...
dieci volte l'espressione "ed Elohim disse" (C'i:i,~i1tx&1- Vayomer
Elohim).Sottraendo queste dieci Parole, restano le ventidue azioni
compiute da Elohim. A un'attenta analisi, emerge che all'interno che era cosa buona ...
del capitolo è presente una precisa struttura:
- Vayaas Elohim) ricorre
L'espressione "Dio fece" (C'i:i,~'iV~:1
trevolte, il che configura un'allusione diretta alle tre lettere madri
(t!ia~).
Elohim li benedisse ...
La formula "Dio vide" (C'ij7~X1:1-Vayare Elohim) compare
sette volte, il che può essere facilmente associato alle sette lettere Elohim disse: la terra produca ...
J,
doppie (n-, El j :i). ~lohim fece gli animali selvatici ...
Le dodici restanti azioni di Elohim simboleggiano nell'ordine
Elohim vide che era cosa buona ...
le dodici lettere semplici (p ~ ~ o :i '? ' ~ n r 1 i1).
Elohim disse: facciamo l' Adam ...
Ecco la tabella che illustra queste corrispondenze:
Elohim creò l'Adama sua immagine ...

Elohim Io creò maschio e femmina ...


In principio Elohim creò ...
Elohim li benedisse ...

Elohim disse loro: siate fecondi. ..


disse: sia fatta la luce ...
Elohim disse: ecco, io vi do ...
vide che la luce era cosa buona ...
Elohim vide tutto ciò che aveva fatto ...

. chiamò la luce "giorno" ...

disse: vi sia un firmamento ...


Per capire questa tabella è sufficiente osservare il progressivo
· sviluppo delle lettere e delle Sephirothche, suddivise in categorie,
fece il firmamento ... · conservano il loro ordine logico. Le dieci Sephirothcorrispondono
•.in sequenza ai dieci Elohimdisse", le tre madri ai tre" Elohimfece"
II

e così via. La lettera He (i1)è quindi la prima a manifestarsi, come


disse: le acque sotto il cielo ... 11
afferma il Talmud: He è la lettera con cui è stato creato il mondo di
chiamò l'asciutto "terra" ... · quaggiù" (Mennoth 29b). Essa è strettamente associata al soffio vitale:·
infatti, osservando la tabella, si scopre che corrispondé proprio al
versetto relativo al "'soffio di Elohim". Inoltre è correlata col segno
dell'Ariete, che dà inizio al ciclo zodiacale, senza dimenticare che,

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QABALAH ESTATICA E TSERUF · I TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

in quanto seconda lettera del Tetragràmma iWl', ne costituisce la Ognuno dei trentadue sentieri serve a definire un particolare
prima manifestazione nel mondo di Briah.Il versetto iniziale, che . aspetto della creazione; la creatura è vista come un microcosmo e
rimanda alla SephirahKether,non contiene l'espressione "Elohim • tradisce un costante parallelismo con le forze dell'universo. Così,
disse", tuttavia anche il primo atto della creazione è considerato 1

i sei giorni del processo creativo hanno i propri corrispettivi nelle


una Parola. Ma il fatto che tale Parola scaturisca dall'inconoscibile braccia, nelle gambe, nel torso e negli organi genitali. Ecco perché
le conferisce uno statuto a sé. il testo della Genesi dice: :'a immagine e somiglianza di Elohim".
Confrontando la tabella con lo schema precedente, emerge I commentatori hanno spesso evidenziato come i trentadue
un'ulteriore variante: nello schema, l'ordine delle lettere madri è sentieri della Saggezza trovino un ben preciso parallelo all'interno
stato modificato ed esse risultano associate ai tre canah orizzontali del corpo umano, e precisamente nel sistema nervoso. Trentuno
dell'albero sefirotico. Così la sequenza Alef-Mem-Shin è diventata ' d.iessi sono posti in correlazione con le trentun paia di nervi che
Shin-Alef-Mem,in linea con il SepherYetzirah,secondo il quale Shin originano dalla colonna vertebrale. Il trentaduesimo, ossia il più
corrisponde alla testa, Alef al petto e Mem al ventre. Quest'ordine alto di tutti, corrisponde ai ne;rvi cranici nel loro insieme. Come i
ha anche il vantaggio di collocare Alef tra Shin e Mem. Sentieri, anche il sistema nervoso svolge una duplice funzione: in
Ecco uno schema più completo dell'albero raffigurante le : primo luogo, trasmette i messaggi del cervello alle varie parti del
1

dieci Sephirothe i ventidue canali: ' çorpo e permette alla mente djcomandare le membra e gli organi;
in seconçio luogo, convoglia al cervello le più diverse sensazioni .
.·Analogamente, la prima funzione dei trentadue sentieri consiste
·nel conferire allo Spirito il pieno controllo sul creato; la seconda
11elconsentire al creato di elevarsi fino allo Spirito. Per il mistico in
.i grado di padroneggiare questi sentieri, nulla è impossibile. Se si
.desidera vivere una vera esperienza mistica e accedere alle vette
:dello Spirito, è necessario passare attraverso i trentadue sentieri.
Abbiamo già osservato che in ebraico il numero 32 si scrive
,i:;l"',,grafia identica a quella del termine "lev",
i'cuore". In effetti, è proprio tramite il cuore .
che il soffio della vita si manifesta nel corpo;
~ppena viene meno il respiro, anche il cuore
cessa di battere e sopraggiunge la morte. È il
.cuore a garantire la vitalità del cervello e del
siqtema nervoso; se esso smette di funzionare,
lo stesso accade al sistema nervoso, e la mente
(francese: esprit)perde la capacità di controllo
del corpo. Il cuore è quindi a tutti gli effetti un
trait d'union tra lo spirito e il corpo.27

,27L'originale gioca 'sul triplice senso del termine II aApril",che significa al tempo stesso
·'"soffiovitale, respiro","mente" e "spirito" IN,t/,'/'.J.
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QABALAH ESTATICA E TSERUF l TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

Se si osserva attentamente il precedente schema sefirotico,


si nota che la disposizione delle lettere rispetto ai canali è assai TRENTADUE LIVELLI DI COSCIENZA
rigorosa e sapientemente strutturata. Le tre lettere madri el commento al Sepher Yetzirah citato in precedenza, compare
corrispondono ai tre canali orizzontali, le sette doppie ai sette na dettagliata analisi dei trentadue sentieri della Saggezza, che
canali verticali e le dodici semplici ai dodici canali in diagonale. on vengono però associati al concetto di "sentiero", ma a quello
Alle loro rispettive collocazioni nell'edificio sefirotico sono i" coscienza". Infatti essi sono visti come trentadue diversi stati
associate precise valenze simboliche: le tre madri rappresentano i coscienza che il cabbalista deve realizzare nel corso della sua
i tre piani dell'esistenza, le sette doppie l'attivazione delle diverse perienza estatica. Eccone una sintesi commentata:
polarità e le dodici semplici gli scambi tra tali polarità. Inoltre, le SEKHEL MUFLA - t1;',~iO
',:,iv - Coscienza straordinaria.
diagonali su cui sono disposte le dodici semplici evocano i due È il sentierodellaLuce originalee viene definito "la Prima Gloria.
serpenti intrecciati del caduceo. Nessuna creaturapuò assurgerealla sua perfezione.
Solitamente si cerca di Riflette la luct; della SephirahKether, sede della ragion pura 0
situare nell'albero sefirotico Manshabahtehorah(i11iiTC;J h:iìbna),nella quale non vi è più né
anche l'insieme dei simboli visione né fine. Aristotele illustrava assai bene questo sentiero
astrologici; esistono diversi dicendo: "Dio è una ragione che sussiste nella conoscenza di
.tentativi in questo senso. In se stessa". Esso coincide col luogo mistico descritto dal profeta
·genere si tende ad associare i Abacucnelsuosalmo,doveaffermadiaverraggiuntounluogo
pianeti alle Sephiroth,il che è · in cui comprende IaManshabahdi :Oio.Da questo livello emana
perfettamente plausibile, se ogni sorta di potere; a tale proposito, Gershom Scholem cita il
è vero che insigni cabbalisti, Bahir (194): "Mosé disse: 'Conosco i cammini delle forze, ma
tra cui il filosofo Ibn Waqar, non so come la Manshabahsia ripartita all'interno di esse. So
l'hanno fatto. Ma se si segue che nella Manshabahè la verità, ma non ne conosco le parti e
la logica del Sepher Yetzirah, vorrei possederle'. Egli desiderava conoscere, ma non gli fu
si evince che sono le lettere, dato sapere".
e per estensione i canali su SEKHEL MAZHIR - ,,mo',:,iv - Coscienza splendida.
cui sono posizionate, a dover Questosentieroè la coronadellacreazionee il raggiosfavillanteche
rappresentare i vari simboli emana dall'unità indivisibile,la quale,al pari dellatesta, si ergeal
astrologici. Naturalmente i di sopradi tutto. I Maestri della Qabalahlo chiamano"la Seconda
I
testi antichi citano solo sette I
I
Gloria".
I
pianeti e i dodici segni dello II Simboleggiato dalla prima delle lettere semplici, He (iT),questo
zodiaco, i quali a loro volta I sentiero scaturisce direttamente da Kether,di cui costituisce il
I primo slancio; attraverso il soffio della sua He (iT)si manifesta
rimand?no al numero delle /
/ Io Yod (') del Tetragramma. In tale stato di coscienza è possibile
lettere doppie e delle lettere ,,,/
semplici indicato nel Sepher .,,-'
,/' cogliere il primo palpito della Luce dell' Ein-Sof È uno stato di
Yetzirah e nel Sepher Kuzari. privazione tale che conduce al limitare della "non-esistenza".
In tale ottica, vediamo qui a La sua He evoca il "soffio di Elohimche aleggia.Va sulle acque".
fianco la posizione dei simboli astrologici nei canali sefirotici. SEKHEL MEQUDESH - tZJiìpo',:,iv- Coscienza santificata.

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QABALAH ESTATICA E TSERUF J TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

È il fondamento della Saggezza Originale,ed è anche detto "Fede una lettera unificante, e ciò sta a indicare che, malgrado tale
degna di fede". Come recita un antico testo ebraico,"le sue radici separazione, trai due piani persiste un legame. Questo sentiero
sono Amen" (11.jt-li),ossia sono intessute nellafede. È il padre della permette a chi ha seguito un percorso intellettuale e razionale
fede, e dal suo poterescaturiscelafede stessa. di accedere alla Luce dell'Ein-Sof Tuttavia, perfino coloro che
Splendore della SephirahChokmah,nonché primo ricettacolo sono radicati nei valori materiali possono trovarvi la chiave per
della Luce rivelata dell' Ein-Sof,è il "luogo" in cui il libro della realizzare uno stato di coscienza unificato.
Genesi situa la creazione della luce. Questo ricettacolo è detto 6. - Coscienza dell'influsso
SEKHEL SHEFÀ NIVDAL - ?,:Jj l)EJtz)',::,rz,
11
padre della fede": la fede infatti esprime lo slancio naturale differenziato. ·
verso l'evoluzione. In questo stadio si comprende in pieno il Questo sentieroè chiamatocosì perchési sviluppa e si accrescein
concetto di espansione della coscienza e di tutte le facoltà; si virtù dell'influssoscaturitodalmondodell'Emanazione(Atziluth),
diviene davvero ricettacoli capaci di riempirsi all'infinito. influsso cheesso a sua volta arricchiscecon tutte le benedizioniche
4. SEKHEL KA VUA - llì:Jp ',:,iv - Coscienza permanente. convergononella sua essenza.
Questo sentieroè chiamatocosìperchéda essoemana ogni sorta di Corrisponde alla lettera Zayn (r),che rappresenta la facoltà del
poterespirituale,sottoforma dellepiù etereetra le emanazioni,che discernimento; la Genesi lo associa al giorno. Questo stato di
scaturisconol'una dall'altrain virtù dellapotenza dell'Emanatore co~cienza consente di scoprire il vero significato del termine
originale. "unificazione"; grazie ad esso, infatti, possiamo realizzare la
È simboleggiato dalla prima delle lettere doppie, Bet (J). Come nostra autentica essenza, liberandoci da quegli influssi esterni
emerge dal precedente schema delle Sephiroth,le sette doppie che introducono nella nostra vita energie estranee alla nostra
corrispondono ai sette canali verticali, a loro volta associati alle reale natura.
polarità positiva, negativa e neutra. Il sentiero di Bet collega SEKHEL NISTAR - ino)',::,rz, - Coscienza nascosta.
direttamente Kether a Tiphereth,e rappresenta la persistenza Questosentieroè chiamatocosìperchéè la luceradiosacheillumina
della luce, il flusso diretto che lega la creatura al suo Creatore. i poteri trascendentali,visti con l'occhiodellospirito e con sguardo
Il conseguimento di questo stato di coscienza permette di di fede.
stabilizzare lo spirito nella luce dell' Ein-Sof e di coltivare una Luce della SephirahBinah, la Genesi vi colloca l'intenzione di
relazione permanente e consapevole con il flusso divino. Il creare il firmamento. I precedenti stati di coscienza sono così
mistico che ha raggiunto questo stadio diventa un autentico indefiniti che l'anima non è in grado di descriverli. Per contro
Saggio,le sue parole sono ispirate da Dio e ha il potere della Binah è il vertice della contemplazione: al suo interno, infatti,
benedizione. Inoltre, può creare un intero mondo con· il suo lo spirito "vede" gli oggetti astratti delle sue meditazioni, cioè
solo pensiero e, se parla a una folla, ognuno di coloro che lo li incontra e li realizza. È un livello assai difficile da superare:
ascoltano troverà un messaggio personale in ciò che dice. per accedere ai sentieri superiori occorrerà distruggere quegli
5. SEKHEL NISHRASH - ID1tvj',::,rz, - Coscienza radicata. oggetti spirituali c.he il mistico ha fatto tanta fatica a creare.
Questo sentieroè chiamatocosìperchéesprimel'essenzadell'unità SEKHEL SHALEM - C?ID',::,rz, - Coscienza perfetta.
indivisibile.. L'unificazione a cui dà accessosi compie a livello di Questo sentieroè chiamatpcosìperchérappresental'Ordinamento
Binah, che emana dallasferadella Chokmah originale. Originale.Non può esserepercepitoattraversoalcunafonte, se si
SekhelNìshrashfaconfluire direttamente in Binah l'influsso di eccettuala "CameradellaGrandezza",che emanadal nucleostesso
Kether,ed è simboleggiato dàlla lettera Vav (l). Nel libro della dellasua permanenza.
Genesi viene associato alla separazione della luce dalle tenebre. Qw~sto stato di coscienza conferisce la perfetta padronanza
Ma Vav, come attesta il suo pittogramma a forma di gancio, è del flusso che scorre da Chokmaha Binah. Il raggiungimento

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QABALAH ESTATICA E TSERUF I TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

dell'equilibrio tra queste due Sephiroth è la radice della Pace libro dei segreti che Dio aveva affidato ad Adamo e che questi
e della quiete spirituale, ed equivale veramente alla conquista ha perduto. In effetti Adamo ha perso il controllo di tale stato
della serenità. di coscienza.
9. SEKHEL TAHOR - i int!l',:,tz,- Coscienza pura. SEKHEL BAHIR - ,,m1',:,rv - Coscienza chiara.
Questo sentierosi chiamacosìperchéha lafunzione di purificarele Questo sentieroè l'essenzadell'Ofan (=ruota)della Grandezza.È
Sephiroth, testando la consistenzadella loro struttura e l'essenza detto "Haz'hazit" (n'rmn,"visionario")perchépotenziala visione
intrinsecadellalorounità. In virtù del suo splendore,essevengono percepitadal veggentedurante un'apparizione.
unificatee non conosconopiù alcunascissioneo separazione. Questo sentiero, che convoglia il flusso da Chokmaha Chesed,
In questo sentiero lo spirito impara a dominare la moltitudine rappresenta la rivelazione spontanea, ottenuta senza ricorrere
delle forme, scoprendo la fonte unica che è alla base di esse. all'analisi. Chi raggiunge questo stato di coscienza attiva in sé
La lettera ad esso corrispondente, Iieth (n),ha la proprietà di le qualità essenziali per accedere alla profezia. Le sue parole
armonizzare tra loro le forze antagoniste. Essa simboleggia al sono direttamente ispirate dal flusso divino, e ha il potere di
tempo stesso la purificazione e il peccato, in quanto la purezza preannunciare gli eventi e gli orientamenti del mondo. Niente
si conquista grazie alla conoscenza della natura del peccato. a che vedere con la chiaroveggenza o la medianità, che sono
Questo stato di coscienza rende possibile l'unificazione delle poteri di qualità inferiore.
Sephirothinferi ori. SÉKHEL MANHIG HAHDUTH - n,,n~nj'!iljO ',:,w - Coscienza del
10. SEKHEL MITNOTSETS - r~mno ',:,tz,- Coscienza splendente. potere coesivo dell'unità.
Questo sentieroè chiamatocosì perchédà.il potere di innalzarsi e Questo sentieroè chiamatocosì perchéè l'essenza della "Gloria".
di ascendereal Trono della Comprensione.Esso risplende con la Rappresentala conquista,da parte degli individui spiritualmente
radiositàcheè propriadi tutti i corpiluminosi, e produceun flusso unificati, dellalorovera identità.
cheaccrescelo splendoredel Principedel Volto. Il tredicesimo sentiero è una forza unificante; infatti il valore
Luce della SephirahChesed,costituisce la forza essenziale che numerico di' enad' (unità) è pari a 13 (1+8+4). La luce della
spinge le creature a esistere e a risplendere. È da tale stato di SephirahGevurah,che risplende in esso, unifica ogni cosa con
coscienza che nasce quell'intenso desiderio di espansione che il suo rigore. Per questo tale stato di coscienza ci consente di
sarà realizzato in Chokmah.La sua luce libera l'Amore: non a padroneggiare le pulsioni emotive con la disciplina interiore,
caso il mistico che ha raggiunto tale stadio interiore diviene un armonizzandole e trasformandole in una potentissima forza
autentico creatore di armonia, la cui sola presenza spinge gli ascensionale.
uomini ad amarsi tra loro. SEKHEL MEIR - ,.,~o:,',w - Coscienza dell'illuminazione.
11. SEKHEL METSUHTSAH - n~m~o ',:,iz,- Coscienza limpida. Questo sentieroè detto cosìperchéincarnal'essenzadel "Silenzio
Questosentieroè l'essenzadel "Velo" che regolala disposizionedel Parlante"(I=Iashmal).Svelai misteri dei Santi sconosciutie le loro
sistema,termineindicantesia i rapportiesistenti tra i sentieri,sia le gerarchie.
modalitàcon cui ciascunopuò porsi dinanzi allaCausadelleCause. È il sentiero preposto çtllagerarçhizzazione delle forze celesti.
Questo stato di coscienza implica la comprenE)ione delle realtà Il raggiungimento di tale stato di coscienza pennette non solo
nascoste, ossia dei misteri. Quando vi si accede, la conoscenza di contemplare queste strutture, ma anche di scoprire la nostra
del mondo divino e occulto diviene limpida. La lettera che gli posizione rispetto ai vari livelli gerarchici.
corrisponde, Tet (~),ha origine in un ideogramma raffigurante SEKHEL MAAMID - 1"0l)O',:,tz,- Coscienza stabnizzante,
il fango che avvolge e ricopre le forme. Chi raggiunge questo Questosentieroè chiamatocosìperchéstabilizzal'essenzadelcreato
stadio vede sparire tutti i suoi interrogativi, e ha accesso a quel avvolgendolonelle "brume della Purezza", cheper i co11111w1'/l'atori

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QABALAH ESTATICA E TSERUF I TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

vanno identificatecon le brume del Sinai. È questoil significatodel SEKHEL SODHAPOLUTH HA RUHANIYUT KULAM - c',::in1'jn11il
versetto:"Gli diedi le nubi per vestito" (Gb 38:9). ,10 ',;:iw- Coscienza del Mistero di tutte le attività
n1',1.UEJiT
Riflette la luce armoniosa della SephirahTiphereth.Si tratta di spirituali.
uno stato di coscienza che pennette di scoprire e realizzare la Questo sentieroè detto cosìperchéfiltra l'influsso dellebenedizioni
propria essenza più vera, sia nei mondi inferiori che in quelli più alte.edellaGloriasuprema. ·
superiori.Inoltre conferisce la capacità di aprirsi direttamente Esso rappresenta il compimento del processo di espansione
al flusso divino e crea un perfetto equilibrio tra tutti gli aspetti della Luce dell' Ein-Sofattraverso la SephirahNetzach.In questo
sensibili dell'essere. stato di coscienza, il mistico scopre che la qualità della sua luce
16. SEKHEL NITSHI - 'n~j ',;:iw- Coscienza gloriosa. interiore si rivela attraverso le sue azioni..
Questosentierorappresentail Paradiso(Eden)dellaGloria,poiché SEKHEL HARATSON -11~,n ',;:iw- Coscienza della Volontà.
non vi è Gloriaal di sotto di esso. È detto "Giardinodell'Eden" in Questosentieroè dettocosìperchérappresentala struttura di tutto
quanto è il luogoin cui e.isi preparaa diventaresanti. ciò che possiedeuna forma. Attraverso questo stato di coscienzaè
Canale di scorrimento del flusso tra Chesede Gevurah,questo possibileconoscerel'essenzadella SaggezzaOriginaria.
sentiero è una fondamentale cerniera di comunicazione tra La lettera Lamedrivela la natura dell'influsso emanato datale
il mondo terreno e quello celeste. Questo stato di coscienza sentiero: grazie all'energia liberata da esso, il mistico diviene
consente infatti di raggiungere un silenzio interiore che ha il veramente "collegato", e inizia a manifestare autentiche doti
potere di realizzare un equilibrio tra questi due piani. di istruttore spirituale.
17. SEKHEL HAHARGUESH - tv)1ilil',;:iw- Coscienza della sensazione SEKHEL HASHAFUTS VEHAMEVUKASH - tvp1::JOl'.'!fEJniT
',;:iw-
Questoè il sentieropreparatoper i Santi fedeli affinchésiano capaci Coscienza desiderata e ricercata.
di immergersipienamentenellospiritodellasantità.Nellagerarchia Questo sentieroè chiamatocosìperchéaccogliel'influsso di Dio al
delleforze superioriè detto "FondamentodellaBellezza"(Yesodha fine di riversarele Sue benedizionisu tutto ciò cheesiste
Tiphereth). L'influsso di questo sentiero si esprime attraverso 1~bocca, e.
Questo sentiero è legato all'immagine della lettera Yod ('), e al per questo è associato alla lettera Pe (El).La pratica spirituale
pari di essa ci invita a convogliare la nostra molteplicità in un costante ad esso mirata conferisce al mistico la potenza della
unico punto, che assorbe la quintessenza delle nostre forze e Parola creatricee.dona alla sua preghiera una considerevole
la pone al servizio della nostra volontà. In pratica, questo stato forza ascensionale.
di coscienza riduce la nostra volontà a una sola sostanza. SEKHEL NAAMAN -1o~j',;:it.t, - Coscienza fedele.
18. SEKHEL BEIT HASHEFA-.UEJttm n':l ',;:iw- Coscienza della dimora Questosentieroè chiamatocosìperchéattraversodi essoè possibile
dell'influsso. accrescerei propri poteri spirituali, il chepermette di avvicinarsia
Questo sentieroinsegna ad approfondireun mistero segreto;il suo tutto ciò che "ha dimoratoallasua ombra".
nomeè un'allusioneal versetto"hadimoratoallasua ombra".Indica Corrisponde al livello della comunione dei santi; associato alla
l'atteggiamentodi chi si impegna in prima personaper riuscire 11 lettera Nun (:i),questo stato di coscienza colloca lo spirito del
sondarela sostanza·dellaCausadelle Cause. mistico sullo stesso piano di pensiero nel quale comunicano
Questo sentiero, essendo associato alla lettera Kaf (:J)e al lato tra loro i saggi e i santi.
della Chesed,costituisce una forza di sviluppo. In questo stato SEKHEL KAYAM - Cl"'P ',;:iw- Coscienza di sostegno.
di coscienza, il mistico vede risvegliarsi e attivarsi qualità clw Questo sentieroha il poteredi sosteneretutte le Sephiroth.
giacevano sopite dentro di lui.

138 139
QABALAH ESTATICA E TSERUF I TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

I
!
Animato dalla luce della SephirahHod, il suo influsso sostiene e È attravtrso questosentiero che la natura di tutto quanto esiste al
1,
aiuta a dominare il pensiero concreto. È lo stadio del possesso di sotto dellasferadel sole è stata portataa compimento.
di sé, inteso in senso positivo. La lettera ad esso corrispondente, 'Ayn, è associata alla visione
24. SEKHEL DIMYONI - "jWJ1',::,rv - Coscienza immaginale. realistica. In questo sentiero bisogna imparare a penetrare in
Questo sentieroè definito cosìperchéconferiscea ogniforma creata quello che si vede per considerarne solo gli aspetti autentici.
l'immagineche si addiceal suo statuto. Il nostro sguardo deve allenarsi a .scartare i riflessi di natura
Il dominio del flusso di questo sentiero è molto importante per illusoria che occultano la realtà.
l'equilibrio e la stabilità del mistico che aspiri a cimentarsi con SEKHEL MUGSHAM - CltD)1C ',::,rv- Coscienza fisica.
i sentieri più elevati. Esso costituisce la base fondamentale su Questo sentieroè chiamatocosì perché rappresental'elevazionedi
cui costruire la perfetta immagine mentale di ciò che si andrà tutto ciò che vi è difisico nell'intero sistema dellesfere.
a realizzare ai.livelli superiori. Attraverso la lettera Tsadi (~) ad esso associata, si manifesta la
25. SEKHEL NISSIYONI ',::,tv- Coscienza della tentazione.
- ":!1"0J nozione di "tsedaqah",cioè di "carità". Infatti questo sentiero
II

Questosentierocostituisceil crogiolodellatentazioneoriginale,delle invita a scoprire il vero significato della parola carità", che in
prove a cui Dio sottoponei suoi santi. un certo senso si può definire un intervento immediato della
Legato alla lettera Resh (1), il cui nome deriva da "rosh", cioè Giustizia. La carità è la capacità di ristabilire intorno a sé una
11
testa", il mistico deve appunto incontrarvi i contenuti della qualche forma di equilibrio; la qualità di tale equilibrio è indice
sua testa, intesa come mente. Non a caso, si tratta di un ostato di del grado di armonia che ognuno di noi potrà raggiungere a
coscienza in cui la dispersione mentale può rappresentare un livello della coscienza superiore.
serio ostacolo alla meditazione e all'esplorazione interiore. 30. SEKHEL KLALI - ,i,i,~ ',::,rv- Coscienza generale.
26. SEKHEL MEHUDESH - rv11no - Coscienza
',::,rv del rinnovamento. Questo sentieroincarnai mezzi attraversoi quali i princìpi celesti
Questosentieroè detto cosìperchéfornisce tutti i mezzi attraversoi elaboranole regolerelative agli astri e alle costellazioni,e la teoria
qualiil Santo, sia Egli benedetto,fa nasceretutte le cosenuove delle dellaconoscenzadi comesi sonoformate la ruota e le sferecelesti.
quali c'è bisognonella Sua creazione. Illuminato dalla luce della SephirahMalkuth, è il sentiero della
In questo sentiero, animato dalla luce della SephirahYesod, il pratica generale, fatta di semplici gesti quotidiani, preghiere
mistico deve assolutamente imparare a dominare la sua piccola · e meditazioni. Grazie ad esso si impara a far circolare lo Shefà
II
personalità, cioè a non consentire più al suo piccolo ego" di (influsso)sia all'interno del corpo fisico che della parola e del
esaltarsi. E soprattutto, deve smettere di esibire una parvenza pensiero.
illusoria della sua vera natura. 31. SEKHEL TAMIDI - .,,.,on',::,rv- Coscienza permanente.
27. SEKHEL MURGASH - rv:i,10',::,tv- Coscienza palpabile. Perchéquesto sentieroè chiamato così? Perchéguida le traiettorie
Questo sentiero'è chiamatocosìperchéla còscienzadi tutte le cose del solee dellaluna secondole leggi naturali loroproprie,mettendo
createal di sotto dellasferasuperiore,comepure le lorosensazioni, ciascunodi essi nellagiusta orbita.
provieneda esso. · È il sentiero che presiede all'applicazione delle fondamentali
In questo sentiero, contrassegnato dalla lettera Samek (o), il regole dì vita. Semplificando, la padronanza del suo influsso
mistico deve conquistare uno stato di coscienza che lo metta .al permette di distinguere ciò che è bene da ciò che è male e di
riparo dall'attaccamento alle forze del mondo terreno, siano utilizzare correttamente il libero arbitrio.
esse di natura fisica o emotiva. 32. SEKHEL NAAVAD-1:J":I ',:,ti, - Coscienza del culto. '
- Coscienza
',::,rz,
28. SEKHEL MUTBA - l':Jto10 naturale. Questo sentieroè chiamatocosì perché è finalizzato a distruggere
tutto ciò cheha a chefare con il .cultodei sette pianeti.

140 141
QABALAH ESTATICA E TSFlRUF I TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGE.~ZA

L'attuazione di questo sentiero mette al riparo dall'idolatria, . sguardo queste sei dimensioni: "Perché Lui solo volge lo sguardo
e soprattutto consente di diventare padroni dei propri astri. ··fino alle estremità della terra" (Gh28:24).
La sua luce scaccia la fatalità. Grazie ad esso, il mistico scopre Tornando al "cubo cosmico", in esso ritroviamo ancora una
che la mancanza di forza spirituale lo assoggetta agli influssi volta la gematria del Tetragramma i11iP.Infatti il valore numerko
astrali, mentre il proposito di sviluppare permanentemente .di quest'ultimo è pari a 26 (10+5+6+5), e un cubo comprende in
la propria sfera spirituale lo preserva da essi. .tutto sei facce, dodici spigoli e otto vertici, ossia, in cifre, 6+12+8
L'IPERSPAZIO DEI TRENTADUE SENTIERI 26. Quindi ha perfettamente senso dire che Dio riempie tutte le
profondità fino al limite. Sebbene il cubo abbia una forma rigida
Nel Sepher Yetzirah, il luogo in cui sono collocate le Sephirothnon : e decisamente squadrata, la sua struttura numerica rivela che al
ha la forma di un albero, ma piuttosto di un cubo. La simbologia Suo interno è racchiuso un autentico vortice di energia, la stessa
cabbalistica oscilla spesso tra la sfera e il cubo, o tra il cerchio e il energia da cui è scaturita la creazione.
quadrato. Tutto ciò presuppone sempre il riferimento a un mondo
tddimensionale come il nostro. Per descrivere la posizione delle I tre elementi costitutivi della struttura cubica - che insieme,
Sephiroth,.il Sepher Yetzirah usa l'espressione" SephirothBelimah", . come si è visto, totalizzano il numero 26 - rimandano a tre lettere
che significa " [sospese] nel nulla", oppure "sull'abisso". · dell'alfabeto ebraico, e precisamente gli otto vertici all'ottava, rf eth
(n),le sei facce alla sesta, Vav (ì), e i dodici spigoli alla dodicesima,
Ma non perché il nostro universo è tridimensionale lo è anche . · Lamed('?).La loro unione forma il termine "nul" ('?ìn),che significa
quello divino: "Dieci Sephirothnel nulla, che corrispondono a dieci ; fidanzare", "vorticare", e implica una discesa dell'energia, come
Realtà infinite e senza limiti: profondità del Principio e profondità si evince ad esempio dall'espressione: "Yanulu berak'oth al-rosho"
della Fine, profondità del Bene e profondità del Male, profondità (iìb~ì- '?~ nt::rJ:;ii'?~n;,"che le benedizioni scenda.nosulla tua testa").
dell'Alto e profondità del Basso, profondità dell'Est e profondità
dell'Ovest, profondità del Nord e profondità del Sud" (1:5). Le sei . . È int.eressante sottolineare che il termine "nul", nella grafia
facce del cubo ci ricordano che la prima parola della Genesi, ossia 'fhoZ",vuol dire "fenice" e compare nel libro di Giobbe (29:18): "E
1

"Bereshit" (m!.i~'l'.3
), "in principio", si può anche leggere "BaraShit" · dicevo: morirò nel mio nido e i miei giorni andranno e verranno
(m!.i~,:i)," creò (i) sei". Le profondità descritte dal Sepher Yetzirah ·..: come la fenice". Ora, nel testo ebraico l'espressione "andranno e
non hanno confini agli occhi delle creature, ma appaiono limitate a ' verranno" è resa con" arbeh" (n:;i-:i~), che designa anche il camino,
quelli del Creatore. Ad esempio,noinon conosciamo i limiti iniziali •1:uogoin cui si compie una periodica trasformazione in cenere; in
e finali del processo creativo, mentre Dio li conosce bene, come si questo versetto del libro di Giobbe, quindi, si nasconde una vera e
evince da Isaia: "Io dal principio annuncio la fine" (46:10). Le dieci . propria sottigliezza semantica. Ma ciò non ci allontana dal tema di
Sephirothdescrivono la nostra evoluzione ali' interno di un mondo .··.·.cuici stiamo occupa:µdo, perché la radice" arbeh" (n:;i-:i~)si ritrova
il cui destino è già scritto dall'inizio allafine,un mondo in perenne anche nel termine" arbaah"(i1ll'.31~),
"quattro", numero base per la
equilibrio tra due princìpi-il bene. e il male - tenuti saldamente a ·costruzione di un cubo. Se ne deduce che il movimento energetico
freno, situato in uno spazio chiuso in sei direzioni, che sono anche 11
in atto all'interno del cubo simboleggia il movimento ciclico deJle
i suoi confini. Alle creature non è dato raggiungere alcuno di tali esistenze che "andranno e verranno". Leggendo in senso inver.so
confini: infatti sono tutti ugualmente smisurati, e adderitrarsi in · "nul" ('?ìn)si ottene "luna" (nì'?),che significa "asse, tavola", ed è
direzione di uno di essi significa allontanarsi dagli altri, così come attestato nell'espressione "Lunoth haberith",indicante)e "Tavole
addentrarsi nel male equivale ad allontanarsi dal bene. Il libro di della Legge" su cui furono impressi i dieci comandamenti. Grazie
Giobbe ci insegna che solo Dio è in grado di penetrare con il suo .. alla sua struttura numerica, quindi, il cubo virtuale che accoglie
· , le Sephirothnel Sepher Yetzitah ci mostra tanto il flusso energetico
142 143
QABALAH ESTATICA E TSERUF I TRENTADUE SE'-JTIERI DELLA SAGGEZZA

connesso alla manifestazione delle dieci Luci primordiali quanto ompianto Aryeh Kaplan nel suo commento al Sepher Yetzirah
la superficie su cui esse si imprimono. )eiser, New York 1990), e possono essere anche concepiti come
Il cubo contiene anche i trentadue sentieri della Saggezza, i entadue iperquadranti. In questo modo si scopre l'esistenza di
quali - come si è visto - sono l'unione delle dieci Sephirothe delle dici fasci di luce emessi da Kethere di altri sedici, ad essi opposti,
ventidue othioth. Le dieci Sephirothsono rappresenfate dalle dieci rovenienti da Malkuth. Di conseguenza le SephirothNetzach e Hod
"Realtà infinite" descritte nel SepherYetzirah;quanto alle othioth, le i configurano come veri e propri cardini del rapporto tra Kether
dodici lettere semplici corrispondono ai dodici spigoli del cubo, Malkuth: la lista redatta da Rav Kaplan, riportata di seguito, lo
le sette doppie alle sei facce più il centro e le tre madri ai tre livelli lustra benissimo. Ma è evidente che tale struttura è impossibile
in cui si articola la sua struttura, e precisamente il piano orizzontale a concepire per la mente umana: infatti, non va dimenticato che
superiore (tv),i piani verticali (~) e il piano orizzontale inferiore si tratta di uno spazio puramente teorico. Per orientarsi, tuttavia,
(o). è possibile inserire questa iperstruttura in uno schema più facile
da inquadrare in una logica tridimensionale. A tale scopo, basta
UN IPERSPAZIO A CINQUE DIMENSIONI .tracciare un cerchio e suddividerlo in dieci settori simboleggianti
Può essere interessante provare a trasporre i concetti cabbalistici le dieci Sephiroth,disposte non in ordine cronologico, ma secondo
nell'iperspaz!o, vale a dire in uno spazio virtuale avente più di tre Criteri di opposizione: ad esempio, Ketherè contrapposta a Malku th
dimensioni. E difficile per la nostra mente concepire uno spazio ,perché l'una è la Sephirahiniziale e l'altra quella finale, Chokmaha
di questo tipo, ma in realtà esso presuppone nozioni facilmente Binah in quanto la polarità della prima è antitetica a quella della
comprensibili per chi ha familiarità con i mondi occulti. seconda, e così via. A questo punto, non resta che collegare tra loro
le dieci Sephirotha gruppi di cinque, come illustrato dalla tabella
In precedenza si è detto che il numero 32 è la quinta potenza
·seguente: prima Kether, Chokmah,Chesed,Tiphereth,Netzach;quindi
di 2 (25). Se è possibile inserire le dieci Sephirothin un cubo dello
'\Kether,Chokmah,Chesed,Tiphereth,Hod ecc. Trattandosi di superfici
spazio tridimensionale, è altrettanto possibile far corrispondere i
chiuse, una volta congiunte Netzach a Kether,Hod a Kether,Malkuth
trentàdue sentieri ai vertici di un ipercubo a cinque dimensioni.
, a Netzach e Malkuth a Hod, si ottiene lo schema riportato più avanti,
Il procedimento non è così complesso come potrebbe sembrare.
raffigurante una stella a cinque punte àll' interno della quale sono
Eccone i presupposti: una linea ha due "vertici", o meglio, due
visibili due pentagrammi incastrati l'uno nell'altro, il primo con il
estremità; un quadrato possiede due dimensioni e quattro (ossia
. vertice rivolto verso l'alto, il secondo verso il basso. Questo fatto
22) vertici, detti" spigoli"; un cubo ha tre dimensioni e comprende
' illustra molto bene il versetto del SepherYetzirah:"cinque opposte
otto (ossia 23) vertici. È sufficiente notare che, aggiungendo una
acmque.
I • //

dimensione, il numero dei vertici raddoppia. Quindi un ipercubo


a quattro dimensioni ha in tutto sedici (ossia 24) vertici, e uno a
cinque dimensioni ne possiede trentadue (ossia.2 5).
Kether Chokmah Chesed Tiphereth Hod
I~ uno spazio a cinque dimensioni diviene dunque possibile Kether Chokmah Chesed Yesòd Netzach
associare simbolicamente i trentadue ipervertici di un cubo ai 4 Kether Chokmah ·· Chesed Yesod Hod
trentadue sentieri della Saggezza. A questo punto, all'interno di 5 Kether Chokmah Gevurah Tiphereth Netzach
6 Kether Chokmah Gevurah Tiphereth Hod
tale cubo possiamo individuare una rete energetica proprio come 7 Kether Chokmah ·· Gevurah ·· Yesod Netzµch
faremmo nel nostro spazio tridimensionale, ricavando trentadue 8 Kether Chokmah Gevurah Yesod Hod
ipersuperfici o iperreti che colleghino a quattro a quattro le dieci
Sephiroth. Questi trentadue ipersettori sono stati determinati dal
144 146
,,
I
: ,I

QABALAH ESTI\TJCI\ E TSERUF I TRENTADUE SENTIERI DEUA SAGGEZZA

passaggio dall'involucro di luce di Yod, "Aur" (ìì~ ), all'involucro


i pelle," aur" (ììlJ).
Binah Gevurah Netzach
Binah Gevurah Hod
15 ,, Binah Gevurah Netzach Kether
16 Kether Binah Gevurah' Yesod Hod
17 rMalkuth . f"C:hokmah, ~Chesed- Tiphereth
18 J Malkuth ,I Chokmah ,, Chesed Tiphereth Hod
19 I Malkuth Chokmah I Chesed
I
Yesod Netzach
20 'I Malkuth ,, Chokmah IChesed Yesod Hod
I
21 Malkuth Chokmah ', Gevurah Tiphereth Netzach
I
22 j Malkuth Chokinah ,' Gevurah , Tiphereth Hod
23. Malkuth, Chokmah Gevurah I Yesod
24 l·Malkuth J Chokmah Gevurah I Yesod

r~r
,1 27,
,, 28
Malkuth
Malkuth
Malkuth
Binah
Binah
Binah
Chesed
Chesed
rr:~:~:!f
I
..
Yesod
Chesed , Yesod
Hod
Netzach
'Hod
'1 29 Malkuth Binah I
Gevurah Tiphereth Netzach Malkuth

•1 30 Malkuth Binah I
Gevurah '. Tiphereth Hod
31 Malkuth Binah Gevurah I Yesod Netzach
'132 Malkuth Binah Gevurah I Yesod Hod
,:l'IPERSPAZIO, L'ACCESSO AL.SENZA FORMA
Ùna tendenza insita in quasi tutte le religioni è quella a concepire
Partendo,dallo schema della stella a dieci punte, è possibile ,,Dio a immagine dell'uomo; anche quelle che non lo rappresentano
ritrovare le dieci Sephiroth nella struttura della mano, e spiegare :,sotto forma di statua o di dipinto lo descrivono, ne parlano o lo
il versetto 3 del Capitolo 1 del SepherYetzirah: "Dieci Sephirothnel immaginano in modi che tradiscono una visione essenzialmente
nulla secondo il numero delle dieci dita: cinque opposte a cinque. antropomorfica dell'Essere divino. Eppure il testo della Genesi è
Alleanza dell'unità resa centrale tramite la parola della lingua e la ,molto chiaro al riguardo: "Elohim creò l'uomo a sua immagine, a
circoncisione della pelle". immagine di Elohimlo creò, maschio e femmina lo creò" (Gen 1:27).
E qual è l'immagine di Elohim che emerge dal passo della Genesi?
Certo non quella di una persona in carne e ossa, ma semmai della
Forza creativa che dà vita all'intero universo. In nessun punto gli
vengono attribuiti una bocca, un naso, delle braccia o delle gambe;
la forma sotto cui si presenta Elohim è quella del creato nella sua
totalità. Di conseguenza, Adamo è un'immagine in miniatura di
quel macrocosmo che Egli ha appena finito di plasmare. Per questo
il Salmo 82, detto "Salmo di Asaf", recita: "Io ho detto: Voi siete
Quest'alleanza segna il passaggio dalla luce, di Yod, lettera il Elohim, siete tutti figli dell'Altissimo".
cui nome significa" dito", alle dieci dita del corpo umano. Ora, il La prima cosa da fare per riscoprire il vero volto di Elohim è
valore numerico di Yod è 1O,cifra che, all'interno del Tetragramma coltivarne la" defisicizzazione", perché la pretesa di rinchiuderlo
i1ìil',si sdoppia in He (il) + i'le (il), ossia in 5+5. Ciò simboleggia
146 147
Q!\13ALAH ESTATICA E TSERUF I TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

in un corpo, ossia in un ricet.tacolo finito, contamina l'idea stessa diventato uno di noi quanto alla conoscenza del bene e del male.
di Dio, privandolo della Sua dimensione infinita. Ecco perché il ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero
trentaduesimo sentiero della Saggezza, la prima delle chiavi che ella vita, ne mangi e viva per sempre!" (Gen. 3).
consentono di ricostruire la fisionomia dell'Essere divino, è detto
11 Il giardino dell'Eden rappresenta il luogo in cui si vive allo
Sekhel naavad", cioè" Coscienza del culto", e viene descritto come
tato di pura luce, il luogo dell'immunità, che non conosce ~olore
"finalizzato a distruggere tutto ciò che ha a che fare con il culto
é dualità. Uscirne significa entrare nel mondo della duplicità e
dei sette pianeti". La sua funzione, infatti, è permetterci di uscire
ella sofferenza e mettere in moto la ruota del "Gilgul", ossia di
dall'idolatria, che consiste nell'assegnare alla divinità un corpo o
n ciclo ininterrotto di esistenze condotte all'interno di involucri
una forma qualunque, nell'attribuirle parole o pensieri propri di
i pelle. Per tornare allo stato di pura luce occorre mettere in atto
un essere umano o, molto semplicemente, nel credere di poterla
. na graduale defisicizzazione dell'essenza divina; ogni volta che
imprigionare entro la parola "Dio". Tributare un culto ai pianeti
imitiamo Dio, infatti, par~lizziamo noi stessi.
significa attribuire una sorta di onnipotenza ai corpi celesti, che
sono ricettacoli finiti e meri intermediari delle forze cosmiche. Il Una volta smaterializzato il divino, si comincia a percepirlo
mistico deve cercare la luce al di là di essi, e divenire padrone dei sotto forma di luce, di soffio, di energia; ma è soltanto una tappa.
suoi astri e di tutti gli influssi esterni di carattere somatico. Ben presto si scopre che anche tali esperienze hanno dei limiti,
·perché le nostre percezioni e le n?stre vis~alizzazioni, ~er qu~t?
Cercare di circoscrivere la Luce divina entro un rivestimento
sottili siano, continuano a racchmdere Dio entro tre d1mens1orn.
corporeo equivale a renderla cieca: per comprenderlo, basta tener
E così ci si ritrova ancora una volta esclusi dalla Verità. A questo
conto dell'insegnamento racchiuso in alcuni termini ebraici. La
punto inizia una fase molto più difficile, impossibile da descrivere
Luce originaria si chiama" Aur" (1ì~) e comincia per Alef (~), che è
in termini tridimensionali: quella in cui ci si sforza di cogliere la
anche l'iniziale di" Atziluth" (rn'ì'~~),termine indicante il mondo
·.Luce divina al di là delle tre dimensioni a noi familiari. Il tentativo
dell'emanazione, da cui tutto proviene e all'interno del quale la
· di realizzare i trentadue sentieri della Saggezza porta a cercare di
Luce dell' Ein-Sof è ancora intatta. Ora, "pelle" si dice" aur" (1ì1'),
raggiungere, uno dopo l'altro, i trentadue vertici di un ipercubo
termine graficamente quasi identico ad "Aur", ma che inizia per
situato in uno spazio a cinque dimensioni: è in quest'iperspazio
'Ayn (.u),la stessa lettera con cui comincia" Assiah" (iftD~),nome
· che avviene la manifestazione di Elohim, un processo articolato in
del mondo dell'azione in cui la Luce diviene così densa da dare
sette stadi, simboleggiati dai sette giorni della creazione. Ma tali
origine alla materia. Si passa così da un involucro di luce a una
stadi corrispondono anche ai sette palazzi della Merkavah, ossia
tunica di pelle. Ma il termine "aur", ossia "pelle", si può anche
ai sette piani dell'esistenza umana. I trentadue stati di coscienza
leggere" ever" (1J.U), che significa" cieco". Quello tridimensionale
consentono di ricostruire l'essere nella sua interezza originaria, di
è un mondo in cu(la visuale è limitata dalla forma, e quindi è cieca,
pervenire a una conoscei:iza globale ~ell'u1:iverso e, ~opr~ttutto,
per cui pretendere di far rientrare Dio in questa forma equivale a
di arrivare a comprendere la natura d1 Elohlm. In pratica, d1 porre
non vederlo più. Il passaggio dall'involucro di luce alla tunica di
rimedio alle conseguenze della"caduta" attraverso un processo
pelle è descritto nel libro della Genesi, e precisamente nel brano
noto come" tiqun" (11pr:,), ossia "riparazione" o" c?rrezione".
che narra la cacciata di Adamo ed Eva dal Gan Eden: "19 - Con il
sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla Seilmondotridimensionaleincuiviviamorappresentalavita
terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei, e in polvere cosciente, l'iperspazio corrisponde al nostro inconscio,: infatti per
ritornerai.20-AdamochiamòlamoglieEva,perchéellafulamadre accedervi bisogna imboccare sentieri inusuali, esplorare territori
di tutti i viventi. 21- Yhwh-Elohim fece ad Adamo e a sua moglie nuovi. Lo Tseruf è un metodo completo, che permette di compiere
delle tuniche di pelle e li vestì. 22- Yhwh-Elohim disse: Ecco, l'uomo quest'espansione multidirezionale. Le cinque vocalizzazioni base,
148 149
QABALAH ESTATICA E TSERUF J TRENTADUE SENTIERIl)Jll,(.AIAGGE:ZZA

nell'ordine indicato da Rabbi Abulafia, simboleggiano le cinque orme di squilibrio. È la pratica regolare dello Tse1
dimensioni dell'iperspazio. Chiaramente è molto difficile uscire i raggiungere una stabilità di fondo in questo se
dal nostro mondo ristretto con un semplice sforzo di volontà; così
come, di primo acchito, ci sembra impossibile agire al di fuori del LCUOREDIYAHO . ......)
nostro involucro di pelle. Ma se si considera più attentamente la i'Tetragramma i1ìi1', come dice il suo nome, è fortnlltO faqu~ttro
questione, si scopre che la parola trascende i limiti del corpo e ci ettere, ma He (i1) si ripete due volte; quindi in realtàn.eC:Onhene
porta dritti allo scopo, aiutandoci ad andare al di là delle forme · ltanto tre. Il SepherYetzirahbasa la sua esposizione unicamente
esteriori. Il pensiero ha 11npotere ancora maggiore, e in effetti ci ulle tre lettere ìi1' del Nome "Y aho", che figura anche ~ella Gnosi
schiude un campo d'azione immenso, che tuttavia, a partire da un alentiniana. Quest'ultima insegna che l'Eone Horosmte~rompe
certo momento, ci apparirà angusto, per il semplice fatto che ci ·,emanazione e l'espansione all'infinito degli enti ~ronu~cian~o il
accorgeremo di muoverci ancora all'interno di tre dimensioni - ome divino" Yaho":"Horosdisse Yahoper porre fine all ~l tenore
il corpo, la parola, la mente - mentre restano tuttora da esplorare i,pansione della Sophiainferiore" (Ireneo). Eppure spesso 11 Se'!1~er
alcune parti del nostro essere. Coloro che hanno già vissuto uno Yetzirah è stato visto come una reazione alla Gnosi, nello sp1r1to
sdoppiamento astrale hanno sicuramente fatto esperienza di una di Rabbi Akiva. Per la Qabalah le tre lettere Yod-Ffe-Vavsono la
nuova dimensione, e in realtà questa sfera alternativa non è poi struttura che racchiude le sei direzioni dello spazio, a loro volta
così lontana da noi. '.sigillate dal Nome "Yaho".
Le combinazioni di lettere ci permettono gradualmente di 'i In questo capitolo abbiamo già osservato che il numero ~ei
accedere a questi territori sconosciuti; esse sono strumenti che ci sentieri della Saggezza è perfettamente rappresentato dal termine
consentono di esplorare tutte le potenzialità dell'essere. Le lettere "lev" (:i'?),"cuore", la cui grafia è analoga a quella del nu:rnero 32
ebraiche sono il fil.oconduttore indispensabile per chi voglia fare {;i"'?). Ma in ebraico le due lettere Lamedé Bet, che compong~no sia
esperienza dei sentieri, in quanto al I.orointerno la luce subisce lo questo termine che questo numero, sono anche due ~re~~siz,~~1:!·
stesso processo di sviluppo che si verifica in noi. Al pari di noi, Bet(:i)introduce il complemento di stato in luogo e significa m ,
infatti, ogni lettera è avvolta in un involucro, non di pelle ma di i1, entro", nell'accezione specifica di "all'interno"· Analog~m~nte,
inchiostro, evocante il manifestarsi della luce di Yod a livello delle Lamed ('?) introduce il complemento di moto a luogo e ~igmfica
dita. Lo dimostra il fatto che il termine ebraico per "inchìostro", ;"a'.', "verso", "per", con l'idea di un movimento verso 1.este.rno.
11
dyo" (i'7), è una permutazione di "Yod" (1i'), nome della decima .,Quindi il termine "lev" (:i'?)illustra molto bene le due direzioni,
lettera dell'alfabeto ebraico, il cui pittogramma originario non a ·i,.,mterna e d esterna, m . cui. s1. esp 1·1cat an t o l' az i'onedelcuore ' qu"'nto
...._
caso raffigura un dito. Una lettera tracciata nell'inchiostro è una quella dei trentadue sentieri.
forza prigioniera di un ricettacolo limitato; modularla mediante , Nella Bibbia, l'impiego di queste due prep?sizio~i dava~ti al
una vocale equivale a liberarla e a permetterle di espandersi fino termine "cuore" è particolarmente significat1V~·,L espress1one
a raggiungere il pensiero e successivamente lo spirito. "belibo"(i:l?~), "nel suo cuore", designa per lo ?1~ un approccio
Le combinazioni di lettere consentono prima di esplorare in • impuro, derivante da un'intenzione del cuore hrrutata e ristretta;
maniera virtuale gli spazi sensibili interiori, e poi, a poco a poco, di inoltre evoca i complotti o la passione che soffoca e acceca. Essa
insediarvisi stabilmente, così da sperimentarli in modo autentico. ..·compare ad esempio· nel seguente versetto. . . "Esaù · prese
...·· a. oct1·are
È un processo difficile e di ampio respiro, che implica l'ingresso Giacobbe a motivo della benedizione che suo padre gh aveva
in un mondo totalmente ignoto alla nostra coscienzé\iper questo è dato; e disse in cuor suo: Si avvicinano i giorni del lult~) per mio
necessaria una lunga preparazione, per non cadere in pericolose padre; io ucciderò mio fratello Giacobbe" (Gen. 27:4J)i O 111questo:

150 151
QABALA/1 ESTA'J'lCAE TSERUF I TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

"Lo stolto dice in cuor suo: Dio non c'è! Sono corrotti, fanno cose 'ventare "Madre". Queste ultime considerazioni evidenziano
abominevoli: non c'è nessuno che faccia il bene" (Salmi 14:1). Per piccata polarità femminile della lettera He. ·
contro, l'espressione "el-libo" (iJ~-";,~), "verso il suo cuore"~ "al
suo cuore", rinvia a un'idea di purezza perché libera forze di tipo MAGIA DEI TRENTADUE NOMI
evolutivo. Nella Bibbia è quasi sempre Dio stesso a utilizzarla: e esistono settantadue nomi di tre lettere ciascuno, tratti da
"L'Eterno sentì un odore soave, e l'Eterno disse al suo cuore: Io •~ersetti dell'Esodo2s, così si conoscono trentadue appellativi
non maledirò più la terra a mot~vo dell'uomo, perché i disegni . gici, anch'essi di tre lettere ciascuno, ottenuti combin~ndo fra
del cuore dell'uomo sono malvagi fin dalla sua fanciullezza, né '..omediante acrostici tre versetti di trentadue lettere ciascuno,
colpirò più ogni essere vivente come ho fatto" (Gen. 8:21). · recisamente Salmi 32:7, Isaia 26:4 e Salmi 29:11.Il sistema è lo
1
È sorprendente notare che l'espressione "nel cuore" (J";,J)è sso utilizzato per la creazione dei settantadue nomi di cui sopra:
menzionata ben settantun volte, mentre "verso il cuore" (J";,-";,~) ntadue lettere di Salmi 32:7 si scrivono, come normalmente
compare solo diciassette volte. Inoltre, questi due numeri sono iene in ebraico, da destra a sinistra, e occupano il primo posto
l'uno l'inverso dell'altro, proprio come le due direzioni in cui si gnuna delle trentadue parole; le trentadue lettere di Isaia 26:4
muovono Lamed e Bet. crivono in senso inverso, ossia da sinistra a destra, occupando
condo posto, e per finire le trentadue lettere di Salmi 29:11, ~i
L'associazione delle tre lettere del Nome "Yaho" (1iÌ') alle · vo trascritte da destra a sinistra, si collocano al terzo posto m
due preposizioni (J-";,)illustra bene sia queste due direzioni, sia cuna dei trentadue nomi. Ogni lettera conserva le sue vocali
i tre livelli in cui si manifestano le lettere del Nome divino: ,·:rrendere possibile la pronuncia delle trentadue parole, peraltro
ve di senso, così ottenute, che vengono recitate come un mantra
·i-.,~·-Li Verso di me I ·,::1··- Bi In me 0

p scopo di scongiurare ogni pericolo.


lii? Lah Verso di lei Iii:J Bah In lei 1
mi32:7:
I ì'? Lo Verso di lui I. ì:J Bo In lui ~7.;1
::179'~:;i:;i,or;, '~l 'n~r:,,~~ '7 i!JQ :iIJ~
"Tu sei il mio rifugio! Tu mi proteggi dalle avversità, tu
mi circondi di canti di liberazione. Selah!".
Da tali considerazioni emerge che le lettere del Tetragramma 'a26:4:
corrispondono anche ai pronomi "io"('), "lei" (ii) e "lui" (1).Yod è
associata al mondo di Atziluth, cioè dell'emanazione, scaturito
:ti'~?i~,:i~ :11:i; ''.;i ::i:~,~r'7.~
:11:i':;i
:in~:;i
"Confidate in Yhwh per sempre, perché Yah, sì, Yhwh è la
dall' Ein-Sof E in effetti si dà il caso che" Ein" (r~ ), "Nulla", si possa roccia .dei secoli".
permutare in "Ani" (':i~),ossia "io". Yod simbq!~ggia la Sorgente - 'mi 29:11:
dell'esistenza, il cui primo atto consiste nel dire: "Io (Ani) sono",
nonché la figura del Padre creatore. He, in quanto seconda lettera
:tii,~:;i ,~~n,~
-;i-9;:11:i; ,~~7r"~:11:i;
1r::i:
"Yhwh dia forza al suo popolo! Yhwh benedica il suo popolo
del Tetragramma, costituisce la prima manifestazione della vita
con 1apace " .
nel mondo di Briah,e quindi rimanda sia alla figura della Madre,
sia al pronome "lei". Vav simboleggia il Figlio, "lui", il quale fa la La combinazione di questi tre versetti genera qu_anto segue:
sua comparsa nel mondo di Yetzirah. Infine, la quarta lettera del ,:r.:'JFJ"J8'~ 'ì18iii un~ .ì2:$0'7r ri'? ì,Vi 'lììtJ n'?o.10nil'I;l 'o~
Nome divino è ancora una He, che corrisponde sia al mondo di =nit97,n9 ~rr::J::J~ ,VJinno ~.128
)'~ t:J'i1:;J 11~ "J''?. :;J.ì]~::1'il~.~J'"J
Assiah sia alla figura della Figlia, capace a sua volta di dare la vita
ono i nomi degli "angeli della Qabalah" citati nel Sepher Razic/. Cfr. Capitolo VII
',T.].
152 153
11 '1'1,:,
'"'I''
il,,',,'

' !J
QABALAH ESTATICA E TSERUF I TRENTADUE SENTIERI DELLA SAGGEZZA

lii il,
11':
1
Le parole ottenute, una volta traslitterate, si pronunciano così:
"Ami Tayah Hamio Selah Tevau Raav Lirez Youlé MitsiaTsahem Rovo
1.12-Quarta: "Esh meMayim (Fuoco generato dalle Acque)". Egli ha
tracciato e scolpito nel Trono della sua Gloria i Serafini, gli Ofanim
Tihoye Tsité Rehane Niyé Ybeho Raiva Nekih Yedei Faav Leiré Tedek e gli tfayoth haQodesh, ossia gli angeli al suo servizio. Su questi tre
:ii Taaè Sehath Ovaa Behom Beio Nivava Yush Se'helLatho Habim". ha stabilito la sua dimora; come sta scritto: "Egli fa dei venti i suoi
Questa sequenza di trentadue vocaboli non costituisce solo messaggeri e delle fiamme i suoi servitori".
''il
' !111
una formula di protezione, ma anche un "Nome" cabbalistico, il Queste quattro particolari denominazioni della Ruach sono
cmi scopo è vivificare i trentadue sentieri della Saggezza. Spesso anche quattro formule in grado di vivificare i trentadue sentieri
questo e altri elementi simili, tipici della mistica cab balistica, sono ella Saggezza; in ebraico comprendono in tutto trentadue lettere.
stati erroneamente usati dagli occultisti in chiave angelologica o
teurgica. Ma l'intento degli studiosi della Qabalah è di tutt'altro
segno: nel creare combinazioni di questo tipo, si propongono di
Ruach Elohim Hayim ilJ'"n.!J'i1?t-f
n,,·-
--·-,·-·,····-···,-,,-,
favorire la circolazione dello Shefà,e di fornire gli strumenti per Ruach me Ruach 7 lettere
prepararsi meglio all'esperienza interiore. Tuttavia, ciò non toglie Mayim me Ruach ,·--·-·-- ·-·nì"11'J-lJ'i'J-
7 lettere
che possano essere utilizzate anche in senso magico, ma a partire --.--,-,1
, ,, !J'i'Ji'J
,.,.E-·s--h,-m,_,e,_M_,,,_a_,,.y,-,,-i,m,_,_,,
... ÌD~ 6 lettere
da presupposti ben diversi, e bisogna ammettere che una persona
inesperta può trovare molto difficile comprendere tutfo ciò. 32 lettere

I TRENTADUE SEGNI DELLA RUACH


Come si è detto, il Sepher Yetzirah descrive la creazione del mondo
ponendola in rapporto con "trentadue meravigliosi sentieri della
Saggezza". Questi sentieri sono i veicoli della Luce divina, che si
II
manifesta nella forma di un soffio" detto Ruach" (mi), termine
II

indicante al tempo stesso il vento, lo spirito (inteso come anima)


e il soffio vitale. Ma "Ruach" evoca anche le nozioni di "sollievo"
(nr:i) e di "spazio libero" (nn).
I versetti 9-12 del Capitolo 1 del Sepher Yetzirah descrivono
le quattro Sephirothfondamentali- a loro volta associate ai quattro
mondi - come quattro diverse forme di Ruach:
1.9 - Dieci Sephiroth nel nulla. Prima:" Ruach Elohim rfayim (Soffio
di Elohim vivente)", sia benedetto e glorificato il nome di Colui chl'
vive nei mondi. La voce, il soffio e la parola sono lo Spirito Santo.
1.10 - Seconda: "Ruach meRuach (Soffio gen~rato dal Soffio)". Egli
ha tracciato e scolpito le ventidue lettere fondamentali: tre madri,
sette doppie e dodici semplici, animate da un unico soffio.
1.11 - Terza: "Mayim meRuach (Acque generate dal Soffio)". Egli lt•
ha tracciate e scolpite nel Tohu-Bohu (la materia prima inanimah1
e vuota). Le ha tracciate come un pavimento. Le ha scolpite coml'
un muro. Le ha distese come un tetto.
154 155
CAPITOLO VII

HITBODEDUTH E HAZKARAH

L'Hitbodeduth è un ritiro spirituale finalizzato all'applicazione di


II
alcuni tipi di meditazione. Letteralmente il termirte Hitbodeduth"
(nnììJm) vuol dire "isolamento", ma il suo significato cambia a
seconda del contesto: in certi casi indica semplicemente un ritiro
spirituale effettuato in un luogo isolato, in altri una particolare
tecnica di concentrazione che permette di isolarsi dall'ambiente
per praticare la meditazione. Prima di accostarci al concetto di
11
Hitbodeduth" in chiave cab balistica, occorre precisare che nella
., letteratura midrashica il termine "hitboded" (ìììJm) è utilizzato
II
nel senso di separarsi", e spesso ha una valenza esclusivamente
filosofica e intellettuale.
Ma è solo nel XIII secolo, con Abraham Abulafia (1240-1291),
che l' Hitbodeduth diviene una forma di devozione cab balistica a se
stante. Esiste una relazione innegabile tra questa pratica mistica
. e la" Khalwa" dei sufi, anche se non è facile appurare in che modo
Abulafia abbia subìto il loro influsso; sappiamo che effettuò una
serie di viaggi in Oriente a partire dal 1260, ma tali spostamenti
II
ebbero luogo prima che egli scoprisse la sua chiamata" mistica.
Tuttavia è assodato che, nel periodo in cui viveva a Barcellona,
aveva un maestro <dinome Baruk Togarmi, ossia 11 1'orientale" o
"il turco". Inoltre, durante il suo soggiorno messinese entrò a far
parte di un circolo cabbalistico al cui interno si trovava un certo
Natan ben Sa'adyah Har'ar, anch'egli orientale.
Essenzialmente l'Hitbodeduth è una fase fondamentale della
pratica cabbalistica, che conduce all'incandescenza dell'estasi e
alla scoperta delle vie della santità a tutti i livelli dell'esistenza.
Sìtratta di una tecnica di meditazione completa, basata sui Nomi
divini e sulle lettere dell'alfabeto ebraico. A partire da Abulafia,

157
J<:TsnRUJ1
QA/li\J,AIJ /:S'/'ATIC'A HITBODEDUTH E HAZKARAH

!'
qui~di, H~tbod~du:hnon è più un puro e semplice ritiro, m.a una edisporre al raccoglim.enfo nell'amore e nel timore" (rìayé
pratica indissociabile dal lavoro sui Nomi di Dio. ~Olam haBa).
Abraham. Abulafia definisce questo lavoro Sod ha-Hazkarah"
II
Benché Abraham. Abulafia e i suoi scritti fossero stati messi
{i11:Jri1i1110), "segreto dell'evocazione", una denominazione che 'l'indice (ricordiamo che, verso la fine della sua vita, il rabbino
,,senza
. h. dubbio . il "Dhikr" sufi. "Hazkarah" (i11:Jri1)si gni·rica
,, ,, ricorda ..Barcellona ne aveva ottenuto l'esilio),. ciò non impedì ai suoi
ne tam.o , menz10ne", "evocazione", o, in un senso più ampio etodi di rimanere vivi all'interno della Qabalah e di esercitare
"_menzi?ne del Nome divino". Il concetto di "Hazkarah" è stat(; .forte influsso su di essa, in particolare sulla scuola di Safed.
n1:reso in sefuito da Rabbi Moses Cordovero (1522-1570): "Ecco il ià nel 1295, ossia quattro anni dopo la presunta data della sua
mistero dell Hazkarah.Nel momento in cui desideri meditare su , orte, apparve un libro intitolato Shaaré Tsedeq,che per molto
quest? Nome potente, adornati e isolati in un luogo particolare, po fu attribuito ad Abulafia, ma in realtà si deve a un autore
da cm .nessuno possa udire la tua voce. Purifica il tuo corpo e fa onimo, probabilmente JosephGikatilla, il quale si rifaceva agli
tua amm.a da tutte le preoccupazioni terrene e immagina che in .segnam.enti del maestro: "La fase iniziale del metodo consiste
quel momento la tua anima si appresti a lasciare il tuo corpo e nanzitutto nella purificazione del corpo in quanto tale, poiché
ad abbandonare questo mondo" (PardesRimonim). ··sfera corporea è simbolo delle realtà spirituali. Poi, in ordirle
L'f!~ zkarah si pot~ebbe anche definire "lo Yoga di Abraham endente, viene la purificazione delle posizioni fisiche e delle
1
Ab~lafi~ : questa pratica, infatti, implica una serie di gesti tecnici . dinazioni spirituali [... ]. Ecco perché si prescrive di praticare
abbinati al controllo del respiro e la pronuncia delle lettere sacre .Hitbodeduthin un luogo isolato, meglio ancora se si tratta di un
accom.pagnat~ da speciali movimenti della testa, tutti aspetti che Ogo in cui non si può sentire alcun rum.ore. Per prima cosa si
~err~nno,~nal~zzati ~ettagliatam.ente più avanti. Questo metodo ccom.anda di decorarlo con erbe fresche per rallegrare l'anima
nchi~d~ l im.piego d1 un luogo appropriato; di qui l'associazione egetativa, che in ogni uomo è unita a quella animale. Poi, al fine
~on 1Hztb~deduth,che Abraham. Abulafia descrive appunto così: ì rallegrare l'anima animale, che in ogni uomo è unita a quella
Preparati [alla meditazione] coltivando l'unificazione del cuore .:donale, si farà ricorso agli strumenti musicali o alla salmodia di
e la purificazione del corpo. Devi scegliere un luogo particolare e rsetti liturgici, per amore della Torc1h.Quindi si utilizzeranno
appartato, da cui la tua voce non possa essere udita da nessuno . vi.sualizzazione degli intelligibili e la contemplazione. Infine,
e.qui ritirati in completa solitudine e ricerca un assoluto hitboded i passerà alla pronuncia delle lettere che, se com.binate fra loro,
(isolamento). Dopodiché sieditiin questo luogo speciale, che può .ono prive di significato, al fine di distaccare e purificare l'anima
essere ~na stanza o una cella. E m.i raccomando, non rivelare ad da tutte le forme che le sono familiari" (ShaaréTsedeq).
alcuno Il tu~ segr.eto. Se puoi, pratica tale metodo di giorno, in una Fu la grande scuola cabbalistica di Safed a imprimere nuovi
casa [poco illuminata], m.a il momento più favorevole è la notte. svìluppi alla pratica dell'Hitbodeduth.Un discepolo di Ari, rabbi
Allo~tana ~al tuo spirito le vanità di questo mondo, perché sei in Eliezer Azikri (1533-1600), descrive appunto tale pratica nel suo
procinto d1 parlare con il tuo Creatore, di cui desideri conoscere Sepherha-r!aredim:"Egli si sottrarrà ai suoi studi un giorno alla
la Grandezza. settimana e si ritirerà in un luogo isolato e privo di uomini. E lì,
Avvolgiti nello scialle della preghiera, e poni sul tuo nell'intimità del suo rapporto con il Creatore, aderirà a Lui nella
c~po e sul t~o bracci~ i tefillim, perché devi essere pieno di ,:tneditazione come se fosse già alla Sua Presenza nel giorno del
riverenza nei confronti della Shekinah che ti riveste in questo ,giudizio, e lo implorerà con parole miti, come farebbe un servo
m.ome:11~0.Fa' in. mo~o che i tuoi indumenti siano puri e ,con i suoi padroni o un figlio con il padre [... ].D'altra parte, in
preferibilmente bianchi; questa precauzione ha il potere di molti scritti degli Antichi si legge che l' Hitbodeduth, la Perishuth
158
159
QABALAH ESTATICA E TSERUF HITBODEDUTH E HAZKARAH

(distacco) e la Devequth (adesione) erano praticati dai riassidim ormai mi sono chiuso in casa, e non smetto di recitare Yihudim.
(asceti medievali)2 9 d'Israele, i quali, nei loro ritiri, distoglievano Non passa un quarto d'ora senza che ne formuli uno, e di certo in
la mente dalle preoccupazioni di questo mondo e concentravano quei momenti sono in uno stato di grande purezza" (lggeroth).
la loro meditazione sul Signore dell'Universo. Il nostro maestro La pratica dell'Hitbodeduth ha il potere di calmare lo spirito
Rabbi Isaac [Luria] insegnava che ciò è mille volte più benefico per •e di placare l'agitazione interiore. Essa è quindi associata a due
l'anima dello studio. Di conseguenza, a seconda delle sue facoltà , fondamentali stati d'animo: la stabilità mentale (Yishuv haDaath,
e delle sue possibilità, l'uomo dovrebbe ritirarsi e dedicarsi alla . nD1i1:mli') e la confusione mentale (Bilbul haDaath, nD1i1?1:i1?:i).
meditazione solitaria un giorno alla settimana, o uno ogni due
Yishuv haDaath: letteralmente il termine significa" far sedere
settimane, o almeno uno al mese [... ]. Questo ci ricorda quanto
la conoscenza", ma in ambito mistico è inteso in riferimento alla
abbiamo appreso dalla Mishnah Berakoth: gli antichi riassidim si
nozione di" pace dello spirito". "Yishuv" deriva da "yeshuv", che
preparavano alla preghiera canonica meditando per un'ora, e in
.vuol dire "sedersi", "riposarsi" e, per estensione, "stabilirsi". Lo
tal modo orientavano i loro cuori a Dio. Secondo i commentatori,
stesso verbo ritorna nel seguente versetto del libro di Ester: "Il re
essi si concentravano spiritualmente sul Signore dell'Universo
Assuero era seduto sul suo trono" (Est 11:2), che nel Talmud viene
per timore e per amore, interrompendo gli studi per nove ore al
spiegato in questo modo: "Perché ci viene detto che era seduto?
giorno al fine di dedicarsi alla meditazione solitaria e all'adesione.
Per farci capire che in quel momento il suo spirito era in uno stato
Poi immaginavano che le luci della Shekinah fossero situate sulla
di totale serenità" (Megillah21a). Quindi nel lessico mistico il verbo
loro testa e fluttuassero tutt'intorno a loro mentre sedevano al
"yeshuv" esprime un'idea di stabilità e pienezza. Ciò ci conduce
centro di quella Presenza luminosa. Ho trovato dottrine simili
a precisare che l'Hitbodeduth, poiché permette di raggiungere lo
negli scritti degli antichi perushim (asceti)". (Sepher ha-riaredim).
stato di Yishuv haDaath, va prnticato da seduti, cioè in condizione
"Hitbodeduth" si può anche tradurre con "meditazione", ma di riposo; la stessa associazione concettuale e grafica è presente
è bene essere molto cauti nell'impiego di questo termine, perché tra il verbo "sheveth" (n:JìLi),
"sedersi", e il sostantivo "Shabbath"
ai giorni nostri la meditazione è prevalentemente intesa o come (n:iìli),"riposo". Per quanto riguarda "Daath", normalmente non
un'esperienza passiva, oppure come. una forma di rilassamento designa lo spirito, ma la conoscenza, ossia il frutto dell'azione
profondo, mentre l' Hitbodeduth è essenzialmente un momento di congiunta di tutte quelle facoltà - intellettive, intuitive, sensibili
devozione spirituale, che nella Qabalah assume una fisionomia e meditative - che concorrono a formare lo spirito.
piuttosto tecnica e talvolta un po' complessa. Questa particolare
Bilbul haDaath: è la confusione mentale, ossia il contrario
"meditazione" cab balistica sfrutta le combinazioni delle lettere
dello stato d'animo indicato come Yishuv haDaath. Si tratta di una
ebraiche e gli "Yihudim" (tt11n'), ovvero "unificazioni", dei Nomi
condizione di totale disordine e dispersione interiore in cui, dato
divi~i. Lo Yihud è una tecnica alquanto complicata, la cui origine
che le componenti essenziali dello spirito non sono più in grado
va ricercata nello Zohar, e in particolare nell'Idra Zuta, e consiste
di comunicare correttamente tra loro, la Kavanah si esaurisce, il
nell'operare appunto delle unificazioni, cioè delle combinazioni
che può condurre perfino alla perdita della fede. In genere, una
tra vari Nomi e attributi dell'Essere Supremo, per realizzare una
persona stressata o eccessivamente assorbita dalla sua .attività
"ascesa estatica" della Kavanah umana finalizzata all'incontro con
professionale si trova in stato di Bilbul haDaath.
Dio. Il Ramhal (Rabbi f=IayimLuzzatto, 1707-1746) era un cultore
dello Yihud, che praticava per gran parte della giornata: "Da anni Senza necessariamente addentrarsi nelle comples~e pratiche
dell'Hitbodeduth, chiunque puòfacilmente trasformare il Bilbul in
29
Yishuv. Ecco un metodo semplicissimo per farlo:
Allusione all'omonimo movimento mistico sorto in Germania nel Medioevo in ambito
ashkenazita, e sfociato nel più noto hassidismo del XVIII secolo [N.d.T.].
160 161
HITBODEDUTH E HAZKARAH
QABALAII ESTATICA B TS1lRUJ1

• sedersi in un luogo tranquillo: già questo semplice gesto


evoca la Yishuvah; prime parole rivolte da Dio ad Abramo, "Lekh Lekha", "Va'
• chiudere gli occhi e prendere coscienza del proprio rso te stesso" (Gen 12:1), riassumono perfettamente il senso della
corpo seduto; atica dell'Hitbodeduth: un momento particolare che il fedele
• pensare allo Shefa, la forza universale che ci anima e ci ncede a se stesso. È attraverso se stessi, .infatti, che si
circonda, e contemplarla mentalmente sotto forma di luce munica con Dio e con il suo universo. Per Rabbi Nahman di
bianca; reslavia I' Hitbodeduth è "una conversazione privata tra noi
• prendere coscienza di entrambe le mani; poi muoverle e tessi e il nostro Creatore" (Likuté Moharan).
sfregarle come per far circolare il sangue al loro interno, ma L'Hitbodeduth è il centro della pratica spirituale e costituisce
pensando che in tal modo lo Shefa comincerà a fluire sempre n criterio per valutare i progressi del credente nel suo cammino
più liberamente in esse; teriore. Come abbiamo già precisato in precedenza, il termine
• spingere verso il basso i piedi e sfregarli, pensando che itbodeduth" può indicare o un tipo di meditazione improntato
così la luce circolerà sempre meglio al loro interno; la. calma, o una. tecnica spirituale più attiva. In entrambi i casi,
• tornare a muovere le mani, come per stimolare di nuovo litamente la pratica dura circa un'ora: non a caso il periodo di
lo Shefa; 'mpo dedicato all'Hitbodeduth è detto "Shaah" (ill2ìQ), una parola
• in seguito massaggiarsi le gambe, sempre pensando alla e generalmente viene tradotta con "ora". Ma in realtà la Shaah
circolazione del flusso (Shefà) al loro interno; un arco di tempo piuttosto flessibile, al pari del giorno e della
• continuare nello stesso modo per tutte le parti del corpo, otte, la cui durata varia in funzione delle stagioni. Quindi essa
risalendo verso l'alto e ricaricandosi le mani tra una.sezione on è strettamente legata all'orologio, perché nella meditazione il
e l'altra; massaggiarsi le spalle, il collo, le mascelle, le mpo è veramente flessibile. In base al "clima" interiore di ogni
tempie ecc.; dividuo, alla sua peculiare "stagione" spirituale, un'ora potrà
• quindi prendere coscienza della respirazione, inspirando pparirgli un'eternità se in quel periodo è incline alla distrazione,
profondamente ed espirando lentamente e completamente; e:ntre gli sembrerà durare solo pochi secondi se è in una fase di
1
• pensare che l'inspirazione permette al flusso luminoso rofonda concentrazione.
di penetrare in tutto il corpo, e così facendo di stabilizzarlo, Il· termine "Shaah" si sposa perfettamente con la sfera della
calmarlo e purificarlo; editazione in quanto, in una diversa forma grafica (iU)ìli),è anche
• infine, immaginare che lo spirito circoli nel nostro corpo n verbo che significa" volgersi verso"," prestare attenzione a", e
proprio come il respiro, che si presenti anch'esso sotto forma he compare nel racconto biblico della vicenda di Caino: "Ma Egli
di luce bianca .e che la pace che pervade le nostre membra lo (Dio) non rivolse (Shaah) uno sguardo favorevole su Caino e sulla
calmi e lo stabilizzi. sua offerta" (Gen 4:5). La presenza del termine "Shaah" in questo
Questo metodo ha il duplice vantaggio di essere semplice ed versetto allude al fatto che Caino rappresenta la dispersione nella
efficace; può servire da introduzione sia all'Hitbodeduth, sia a un materia, che spinge ad allontanarsi da Dio. Se Caino "non presta
esercizio di visualizzazione come quèllo dei cerchi colorati che è .attenzione" a Dio, finisce per allontanarsi da se stesso, e quindi
stato descritto nel. Capitolo V. bio non può prestare attenzione a luL

162 163
ti l'Hl(UII
QAlll\l,AH l1S'l"l\'T'ICA
HITBODEDUTH E HAZKARAH

LA MISTICA DELLAROTAZIONE

"Volgersi" verso Dio o verso se stessi implica un moto rotatorio: A RUOTA DI GHEL - '7). .
infatti la pratica spirituale cabbalistica è fondata essenzialmente . . r.1Ghel ('?:i)h"
. ell' ambito della mistica cab ba Irstrca, è un particolare
"ruota" su
sulla rotazione, . . · · t, d I quale la preg rera
·.podi pratica spmtuale m vr,: u_be t ·a Tale pratica ha l'effetto
Questa rotazione mistica è illustrata dalla radice '?.:i(GZ),che d "sfera v1 ra on .
· stessa . . crean
l' o· una dumpnmer
.. . 1e 1·1·d1·namismo necessario. . per
evoca tutto ciò èhe si dispiega o si ripiega su di sé con un ritmo i fortrfrcare amma e_ 1 Ghel è fonte di gioia per lo spmto e
o un movimento leggero e ondulatorio: l'ampiezza e la rotondità
delle azioni e dei gesti, la rivoluzione circolare e sferica, ecc. Nella
aggiungere e e g11· occorre per espandersi in tutta la
_rerfe~rone.~
li procura lalad1stens1one
lingua ebraica, '?.:i(GZ)rimanda a tutto ciò che è rotondo, sferico o sua pienezza. . . · 1·
caratterizzato da una qualche forma di rotazione: basti pensare . . anno dalla ripetrzrone ere rea
Il Ghelassume vane form~: che: delle lettere dell'alfabeto
a termini come //gol" ('?.:i)t//biglia\ //galag" (.:i'?:i),
"chiacchierare"
di una formula sacra alla vaca rz~~::::seguito o rapidamente o
(far girare la parola)t "gilgul" ('?1.:i'?:i),
"moto circolare" (ma anche
secondo il metodo dello Tseruf, I t d na serie di movimenti ed
"trasmigrazione delle anime")t "galgal" ('?.:l'?.l),
"ruota", "gulgoleth" molto lentamente, e accomp~gna o a u
)t "cranio" ecc.
(n'?:i'?:i
esercizi di controllo del resprro. . .
La gematria di '?:iè 33 in mispar gadol e 6 in mispar katan. Tale .·. . . ali di Ghel - uno mtenore e uno
Esistono due hpr fondam_e~t . forme· nalel inul, etsah,
radice sembra aver in qualche modo accompagnato il cammino di esteriore - entrambi articolati m cmque . ' .
Gesù: non solo letteralmente //Galilea" (ebraico "Galil", ':,•'?:i)vuol tehilahe ynud.
dire "arrotolato'\ ma egli fu crocifisso sul Golgota (" Golgoltha",
~n'?:i'?:i),
il "luogo del cranio", all'età di trentatrè anni, e 33 è uno I DUE TIPI DI GHEL · ' ·t t
dei valori numerici di '?l Notiamo en passant che Gesù concluse h l . . - 'a'm '?:i:è la preghiera interiore, cr~e rec1 a/
• G e pntmt . fpo di pratrca non e e
il suo ciclo sulla croce e che anche l'alfabeto ebraico si conclude nell'intimo di noi stessi. In questo r I . ni Il
. . . 1 re ad alta voce le formu e e 1 suo . ,
con una croce: la lettera Tav (n). Quindi possiamo dire che Gesù bisogno d1 artrco a . Ghel nitsuni perche
completò la sua "rotazione" da Alef (~) a Tav (n)t come attesta lui Ghelpnimi è considerato supenore a.1 ulla Kavanah.
stesso quando afferma: "Io sono l'Alfa e l'Omega" (che in bocca
. l' l' Ima apre a COSCI
:a
ha effetti più pote~ti sulla conlcentr~zernoznae:risplendere
.
a un ebreo diventa: "Io sono l' Alef e il Tav"). Inoltre, il termine Esso nsveg 1a an '. lo dopo aver acquisito la
"golgoltha" (~n'?.:i'?:i),
"luogo del cranio", si può anche leggere l' Ma è bene pratrcar 1o so .
"GalgalTav Alef' (W11'?.:i'?:i)t
cioè //r.otazione da Tav adAlef', il che è p:~:~~anza del Ghelesteriore, da~i i ri~~hi di dispersione
estremamente significativo poiché illustra il passaggio dal piano mentale connessi alla "rottura_ dei :7as1 . . esteriore nel
della manifestazione allo stadio primordiale e divino incarnato da • Ghel nitsuni - ':lì~'n'?:i:è la pratica vrb~atona '. ti
Alef 1 1 f mule e i suom vanno pronuncia
corso della qua e e ~r . La ripetizione vocale
Letteralmente la radice '?:iha tre significati:// cumulo"," onda ad alta voce, o da s~h o ~ grup~o~ondo circostante, di
. " 1·re"
marina" e //onda" in senso fisico. Quindi "Gal" ('?:i)può indicare
sia un cumulo o un mucchio di pietre, sia il rotolìo dell'onda del
mare, sia la vibrazione di un'onda di tipo fisico.
ermette di armomzzars1 con rl
~urificarele vibrazi·~!t::i
l'aura e dr nparare r . .
-~~:;:,o::::
ccorre sperimentare
dal
Ghel esteriore a quello m~enore, o f o di Ghel:il

~
uello che potremmo considerar~ u~_terzo rp. " e nella
Ghel beinoni" (':lì:l'J'?:i),vale a drre mtermed10 '
164 >
165
HITBODEDUTH E HAZKARAH
QABALAH ESTATICA E TSERUF

fattispecie "mormorato". Esso consente di effettuare in incessantemente .elargite da un maestro al suo discepolo.
modo più controllato la discesa interiore, senza correre il Tali insegnamenti - in cui rientrano anche la lettura e lo
rischio di riaprire le "crepe" che solitamente minano la studio dei testi - a forza di essere ripetuti, finiscono per
nostra concentrazione. "ruotare" costantemente nell'inconscio dell'allievo. Ogni
maestro spirituale ha le sue frasi e/ o parole chiave, che
LE CINQUE FORME Dl GHEL INTERIOR~ O ESTERIORE risuonano in continuazione nella psiche dei discepoli, per
1. Ghel Halel '?'?n'?:.i:
è una pratica interiore o esteriore basata i quali le sue tecniche di meditazione predilette a lungo
sulla ripetizione di formule più o meno lunghe di lode a andare diventano una seconda natura, tanto da riaffiorare
Dio. Si può andare, ad esempio, da un'espressione come: in loro durante i sogni o le esperienze occulte. Di primo
"Benedetto sia tu, Adonai, Signore dell'universo, per la acchito, questa forma di Ghel potrebbe essere etichettata
tua fedeltà ... ecc.", alla sua forma ridotta: "Adonai melekn come esteriore, ma se a ispirarla è un maestro autentico,
naman" ("Adonai re fedele"), che, grazie al procedimento allora la sua azione si esplicherà anche in modo occulto o
della notarica, diviene, molto semplicemente, Amen (1a~). telepatico, e quindi a un livello decisamente interiore. Tra
La direzione della Kavanah resta la stessa ma, riducendo le manifestazioni di Ghel Etsah si possono altresì includere
il testo al minimo indispensabile, è più facile concentrarsi l' autosuggestione e il pensiero positivo.
interamente su di essa anziché sul senso delle parole. 4. Ghel Tehilah i1'?i1l1 '?t è la più interiore fra tutte le forme di
2. Ghel Inul '?ìn~'?t la ripetizione, in questo caso, verte su Ghel e suscita una potente attrazione nei confronti della
una richiesta o un auspicio volti a implorare guarigione, dimensione spirituale; è l'essenza stessa della Kavanah. In
protezione, prosperità, elevazione spirituale e così via. Ad tale stadio si utilizzano unicamente i metodi vocali dello
esempio, per purificare e proteggere un luogo, si può Tseruf con le modalità seguite da Abraham Abulafia; essi
recitare, mentalmente o ad alta voce, una formula lunga generano vari gradi di esaltazione che sfociano nell'estasi.
come: "Rendo grazie alle Forze divine ... ecc.", o una più 5. Ghel Yinud 11n' 1,:.,:anche questo Ghel è completamente
I breve, oppure semplicemente il Nome El Shaddai. Ecco un interiore, se si eccettuano alcune tecniche di respirazione
!,I altro esempio: per proteggersi in caso di assalti di origine e di rotazione della testa associate alle permutazioni. Ma
occulta, neutralizzare la carica negativa di un talismano i suoni emessi in questa fase restano comunque inudibili
o eliminare le vibrazioni impure presenti nel cibo, in un poiché è impossibile parlarne. Niente può sfiorare colui
oggetto, in un indumento ... insomma, ovunque, basta che sperimenta questo stato: egli è al di fuori dei vincoli
ripetere (mentalmente o ad alta voce) la parola "umiuh" del mondo di Assiah, è come "annientato", ma nel senso
(i1ì'~01).Tale pratica, supportata da una visualizzazione che è ritornato all'Ein (]'~) (in altre parole, ha completato
di natura luminosa all'interno dell'oggetto da purificare, il ciclo da Alef ad Alef).
ha il potere di produrre una vibrazione eccezionale nella ·· Tornando al termine" gal" ('?:.i), esso compare quindici volte
mente di chi la esegue. "Umiuh" è un nome cabbalistico nella Bibbia con il significato di "cumulo", un dato tutt'altro che
tratto dall' Amtanath Benyamin (34b), e più precisamente è anodino in quanto 15 è il valore numerico di "Yah" (il'), la parte
l'acrostico di un versetto del libro dei Numeri: ~~iJ.l.)i?iql:l) iniziale e superiore del Tetragramma. Per giunta, 15 è anche il
i1Ji1;-'?~i114'a
'?7.~r:i?J,
"Mosè pregò Yhwh e il fuoco si spense" valore numerico di" Guebahah" (i!i!J:.1),che vuol dire" altezza", e il
(Nm 11:2).
gal,cioè il cumulo, è ciò che ci aiuta a elevarci verso la f~)rmapiù
3. Ghel Etsah i!~.l.)'?t "etsah", 11 consiglio", "parere", in qu~sto alta del Nome di Dio. Il versetto biblico sul quale poggrn qut~sta
contesto rimanda alle indicazioni e alle raccomandazioni

166
QABALAH ESTATICA E TSERUF HITBODEDUTH E HAZKARAH

mistica dell'elevazione incarnata dalla radice "gal" ('?J)è Genesi Nella Bibbia la dottrina della reincarnazione è simboleggiata
31:48: "Làbano disse: Che questo 'gal' (cumulo) funga oggi da dalle vicende del passaggio del Mar Rosso e dell'attraversamento
testimone tra me e te!" Per questo gli diede il nome di Galaad". del deserto (in realtà, come vedremo, una sorta di rotazione) da
Qui "Galaad" (1.l.)'?))
designa un edificio innalzato per l'eternità, parte del popolo ebraico guidato da Mosè. Questi, come si legge
un monumento eretto per sempre, una testimonianza perenne. In .·nell'Esodo, quando conduce gli israeliti fuori dall'Egitto, prima di
ambitomistico, invece, lo stesso termine significa "ricordarsi di tutto fa attraversare loro le acque (in ebraico" Mayim", termine da
Dio e avvicinarsi a lui". Quindi, la pratica del "Ghel'' è ciò che ci cui prende il nome la lettera "Mem", o) del Mar Rosso. L'episodio
permette, grazie a un processo vibratorio e rotatorio, di erigere - date le connessioni di Mem non solo con l'acqua, ma anche con
quel saldo "cumulo" spirituale che ci consente di avvicinarci alla l'utero - rappresenta il passaggio attraverso il ventre materno. I
parte superiore del Tetragramma, corrispondente ad Atziluth e a tre versetti che narrano l'uscita dall'Egitto e l'attraversamento del
Briah. mare (Es 14:19-21) sono tutti formati da settantadue lettere. Da un
La lettera 1' Gimel " (J) ha una particolare connessione con la punto di vista puramente cabbalistico, essi vengono utilizzati per
radice'?): infatti il suo nome, scritto per esteso ('?m), comincia per ottenere i nomi dei settantadue "angeli della Qabalah" citati nel
:i e finisce per ':,. Quindi "Gimel" è un "gal" che racchiude al suo Sepher Raziel. E 72 è un numero molto importante, perché svolge
interno la lettera "Mem" (o), che rinvia alla gestazione. "Gimel", un ruolo cardine nel calcolo del tempo in uso nel mondo ebraico:
com'è noto, prende il nome dal termine "gamal" ('?m) indicante il il ciclo del grande giorno cosmico corrisponde a settantadue dei
cammello 1 simbolo di ricchezza e portatore di due "cumuli" ('?J) nostri anni, la Qabalah divide la sfera dello Zodiaco in settantadue
d'acqua (o) sulla schiena. Tali riserve sono al tempo stesso una settori di cinque gradi ciascuno, e 72 è anche il valore numerico
risorsa e un fardello, e comunque un" gal" costruito nel passato, del Tetragramma nella sua forma estesa: ' + i1' + ìi1' + i1ìi1'= 72
frutto di un lungo processo di "ruminazione" e maturazione: (10+15+21+26 = 72). E per finire, 72 è anche il valore numerico
non a caso" gamal" significa anche" maturare". La stessa radice dà di "gilgul" ('?1)'?)) che, come abbiamo visto, evoca la
altresì origine, in ebraico moderno, al termine" gimlauth" (miòm), , reincarnazione e la "rotazione delle incarnazioni" nella sfera (in
"assicurazione per la vecchiaia" (e al corradicale "gimlah", i1'?m, ebraico "Galgal") dell'esistenza. Tornando a Mosè, eglt anziché
ossia "pensione"). guidare il popolo attraverso il deserto lungo un percorso
rettilineo, lo fa girare in tondo, ossia gli fa compiere un" galuth"
Il cammello simboleggia anche la traversata del deserto della
(m'?:i), ennesimo termine derivante dalla radice '?:i e
vita; non sorprende quindi che la Qabalah abbia scelto la radice
generalmente tradotto con "esilio". In effetti l'anima incarnata,
"gl", e più precisamente la parola" gilgul" ('?1)'?)),per designare la
come la Presenza divina, è considerata in esilio nella materia.
trasmigrazione delle anime o la reincarnazione. In primo luogo,
Questo "galuth" dura in tutto quarant'anni, e 40 è anche il valore
però, occorre precisare che i cabbalisti sono divisi in proposito:
numerico di Mem (D),lettera evocante al terppo stesso l'acqua,
alcuni di loro parlano di resurrezione dei morti, altri direttamente
l'utero e la gestazione. Così, dall'unione di '?:ie di D si ottiene di
di reincarnazione. Con la sua struttura grafica, "gilgul" illustra
nuovo "gamal" ('?a:it termine che diviene il simbolo di una
molto bene il percorso circolare dell'anima che, mentre avanza
rotazione ('?:i)compiuta all'interno del ventre materno (a) al fine
nel deserto della vita, accumula risorse spirituali per il futuro, si
di maturare e arricchirsi interiormente in vista di una futura
costruisce la sua "assicurazione per la vecchiaia": un percorso in
elevazione.
cui le riserve immagazzinate, i "cumuli" che ci carichiamo sulla
schiena, col tempo diventano dei capitali.

168 169
CAPITOLO VIII

I FONDAMENTI DELLO TSERUF

La pratica dello" TserufhaOthioth" (nì'nì~i1 1n~) o à combinazione


delle lettere" può essere utilizzata in due modi diversi: o come
una speculazione di. tipo combinatorio sulle lettere dell'alfabeto
ebraico, o come un mezzo di purificazione del cuore basato sulla
capacità di astrarsi dalla propria coscienza per eliminare tutti gli
· ostacoli che ci impediscono di concentrarci sulle cose divine. In
entrambi i casi, la pratica dello Tseruf mira a farci penetrare in un
mondo situato al di là della dimensione umana, vale a dire nella
sfera dell'astrazione. D'altronde, in ebraico "pensiero astratto" si
dice "manshavahTserufah"(i1~11~i1~ìtjryQ). Gli Tserufim s'?no speciali
combinazioni di lettere realizzate non solo con l'inchiostro o con
la voce, ma anche con il pensiero e soprattutto con l'anima. Con
Abraham Abulafia le tecniche dello Tseruf hanno dato origine
alla "Qabalah profetica", che si fonda sulla disciplina del respiro,
sulla ripetizione dei Nomi divini e sulla vocalizzazione di lettere
opportunamente combinate fra loro.
Nella Qabalah lo Tseruf è al tempo stesso una mistica e una
tecnica basata in larga misura sul SepherYetzirah:"Portico segreto
dello Tserupo Abbiamo chiesto al saggio: 'Perché, ogni volta che
ti interroghiamo su un argomento, tu rispondi: La potenza dello
Tseruf è grande'? Ed egli ci ha detto: 'Voi sapete che Dio, tramite
lo Tseruf delle lettere del Suo Nome, ha creato tutte le cose. E il
nostro antenato, sia benedetta la sua memoria, grazie allo Tseruf
delle lettere che gli erano state insegnate [... ], riuscì a conseguire
l'unificazione totale e il potere di creare formazioni di ogni sorta.

30L'opera da cui è tratta la citazione, il Sepher Shearim (= Libro dei Portici) è concepita
come un insieme di "portici" (= portali) ognuno dei quali dà accesso n unn parte segreta
della dottrina cabbalistica. Di qui l'espressione "portico dello Tseruf" [N.d.T. J.
171
I FONDAMENTI DELLO TSERUF
QABALAH ESTATICA E TSERUF
. asi tecniche dello Tseruf sono formulate chiaramente e condivise
Giunse addirittura al punto di essere in grado di realizzare delle
forme perfette, vale a dire delle forme-pensiero. È per questo che ai fautori dei diversi orientamenti.
intitolò il suo splendido libro Sepher Yetzirah"' (Sepher Shearim). . Lo Tseruf è un insieme di pratiche derivate dalla "Temurah"'
·' h una parola o una
Il termine "Tseruf' (:in~) significa in pari tempo "riunione", 'arte di permutare le lettere c e compongono . ,
· d' · 'f' to diverso E un
··rase per ottenere altre parole o frasi i signi ica . · d
'~connessione", combinazione", raffinazione" e depurazione".
11 11 II
· · b · e non nguar a
rocedimento assai comune nella rmstica e raica . .
E quindi perfetto per descrivere la purificazione e l'affinamento
esclusivamente la Qabalah. Invece lo Tseruf è una tecnica usata m
interiore prodotti dalle combinazioni di lettere, che istituiscono
una serie di connessioni fra le varie parti della nostra coscienza. modo particolare dai cabbalisti.
L'espressione ebraica "Tserufei lashon" (ìììli",-'mì~), letteralmente Limitandoci a quelle che sono le linee generali ~el ~ist.ema, al
. · ti' · 'nCipali di Tseruf,
"combinazioni del linguaggio", vuol dire anche "locuzioni", e la al suo interno è possibile individuare sei pi pn .'
locuzione è una componente rilevante della mistica dello Tseruf che permettono di permutare e/ o combinare le lette~e t.ra loro m
· d' ·t i pnmi due non
Le quattro consonanti da cui è formata la parola "Tseruf' (:in~) si altrettanti modi. Fra i metodi e1encatl 1 segm o, . . .,
. . · · to sono prescnttl g1a dal
possono ulteriormente vocalizzare in "tsarof' (1i1::;),"orefice", o sono specificamente ca bb a 11Stlcim quan
, b gerito in questo stesso
in tsaruf' (111:§),puro". La radice di tutti questi termini è il verbo
II 11
Talmud (e anche il quarto sem ra essere sug
"tsaraf' (1tJ~),che ha tre significati: ·· testo).
1. fondere (detto dei metalli);
2. purificare, depurare; ArH-BAsH - W":J.n"~
3. mettere alla prova, saggiare, tentare. È un sistema di trasposizione delle lettere estremamente.diffuso,
La parolà "Tseruf' ricorre tre volte nella Bibbia, dov'è usata che si ottiene in questo modo:
essenzialmente nel senso di "purificare", "raffinare":
Salmi 12: 7(6): "kessef tsaruf balil" ?'7à{~
t')n~ t')Q~,"argento
raffinato in un crogiolo!!.
Geremia 6:29: "lashave tsraf tsarof' t')ì'1~ t')1~ ~lW?,
"tumultuosamente depurato e raffinato".
Daniele 11:35: "umin-hamassekilim ykashlu litserof' ·Nella tabella riportata qui sopra è possibile notare ~~e Alef si (~!,
t')ì'1~7 !J?ìp~:tr7'~f.?,'~::n~t "Alcuni degli uomini saggi . permuta in Tav (n) e Bet (J) in Shin (ìll):di qui il nome Ath-Bash .
cadranno per essere purificati e raffinati".
L'interpretazione dello Tseruf varia da cab balista a cab balista: AL-BAM - O":J.fl"~
alcuni vi scorgono essenzialmente una tecnica di decodifica o di Il metodo è basato sullo stesso principio del precedent.e, solo che
decrittazione dei testi sacri e la utilizzano come un mero esercizio in questo caso Alef (~) si permuta in Lamed ("ì), Bet (J) m Mem (i.J)
intellettuale; altri, in particolare la cerchia di Abraham Abulafia, ecc., nel modo seguente:
considerano lo TserufhaOthioth come una via per liberare l'anima
dai suoi vincoli prosaici e terreni. In questa concezione, la pratica
delle combinazioni di lettere esprime il ritmo della vita cosmict1
•r5· rc5··\rf ·\"Ff"l4-[f
[:i·
che, grazie ad essa, è possibile sperimentare con il corpo, la parola J 1°
rnrttf\i·rpr~·r·e5··r!)··1·0··1
e il pensiero. Benché le posizioni siano differenti, nella Qabalah le

172
QAJlA/,AHl!STAnCA E TSERUF
I FONDAMENTI DELLO TSERUF

AT-BAH - r1":l~"N
. AIQ-BAKAR - i"j?:Jj?""N
La tabella sottostante illustra un sistema fondato su comb' .- . Insieme all' Ath-Bash, è uno dei sistemi utilizzati più di frequente.
d' l ·1 · · maz1om
I e~tere I cm valore numerico complessivo è pari a 10, 100, 1000.
Era il procedimento preferito da Abraham Abulafia. Anche qui le
~asti no~are che 1):J~ totalizzano 10, a1,:,~100 e ntli•p 1000. Inoltre lettere si permutano a tre a tre, combinandosi in questo modo:
s~osservi ~he le tre lettere m.:,non hanno alcun corrispettivo e non
~~ent~anom alc_unacambi.nazione: fanno semplicemente da trait
un10n tra le d1vers~ pe~mutazioni. In questo sistema, cosa assai ,~·rn·r,-ri,·r,·
f" r
rara, anche le lettere fmah sono incluse nel computo num .
c.:
l · h enco,con [~fr~ ·r0 for,-
-r~ ··1:J...
va on vanno da 500 a 900. I valori ottenuti in senso verticale
sono pan a 10, 100 o 1000. r~· f1·1rf[IDr,··
Nel SepherRaziel (42b)viene citata una formula destinata ad
accompagnare un talismano che dovrebbe garantire "il successo
negli affari commerciali". Eccola:
::li1~,~
,op:::ioi1 ì:1010 ~n~ 1omo tJ1' ì:JQ:ir ìJ:ì =-p~ìJmo
Questo_m~to~o di trasposizione viene illustrato' qui a titolo "Sanmakar togef bakar zag manev yedam suzhassen thota sossabar
puramente 1~d1cativo, perché è usato assai di rado. hassevquessedadahav".
Apparentemente si tratta di una delle innumerevoli formule
AHESS-BETA - 37"~:JO"rIN intraducibili usate dai cabbalisti, ma nella Qabalah tutto è frutto
In questo sistema, le lettere si combinano a tre a tre e formano la di una scelta minuziosa. Applicando a questa formula il metodo
s:guente struttura: n tzm1a1 p1?i1~.:,1 El') .l.)t'.JJ
on~, che i cabbalisti "Aiq-bakar''(1.:i:i-p·~)(un'indicazione in tal senso è presente nella
na~s~mono nella frase innemonica "Ani nasselihemme ani shebatu formula stessa, che contiene al suo interno, in terza sede, proprio
?egif (tp:i 11'1.l.)Jtzì on 'J~). Le combinazioni sf ott
'.'.lSQDi1'1,.l.) la parola "bakar"),ci troviamo di fronte alla seguente frase:
m questo modo: engono Tl'Q' ni~ìì:i lììnì p,~ m:il'ì nQ~ ì:::ii '?l' :::i:Jì n'?~ 11,m

·rr~
rr··· r;;n
rn··· r1:
Che tradotta significa:" Avanza vittorioso sul tuo carro, per
la causa della verità, della clemenza e della giustizia, e assisterai
alle opere mirabili della tua destra". Ora, questa frase in realtà
ffi-r?···
•r·5··· f"S-~
r~~ ftò-· non è altro che Salmi 45:5, di cui si consiglia la recitazione per
·r,
•rib ·1p····r5rr~rr1rro· ottenere il successo.

AB-GAD - ,,,,, :J"N


T: (Q)u~stosistema ~resenta una particolarità non trascurabile: Il sistema Ab-Gadè la più semplice ed efficace tra le varie tecniche
av n e stata _s~mphcemente scartata, per cui non è oggetto di vocali. È il metodo che utilizzeremo nel prosieguo del'libro per far
alcuna traspos1z10ne. vibrare le radici delle parole a livello del corpo. Questa foni:,.a di

174
175
QABALAH ESTATICA E TSERUF I FONDAMENTI DELLO TSERUF

Tseruf consiste, molto semplicemente, nel 'sostituire a una lettera


quella che la segue nell'alfabeto.
L'esempio più famoso di tale metodo è il Nome" Kuzu" (m:i),
che in realtà è la trasposizione del Tetragramma "Yhwh" (i1ìi1')in
base al sistema Ab-Gad. Sostituendo Yod con la lettera seguente si
ottiene Kaf, e, applicando lo stesso criterio, He diventa Vav e Vav
Zayn. Così "Yhwh" (i1ìi1')si trasforma in "Kuzu" (m:i).

Quindi, in questo sistema Alef non si scrive~' ma 'ì', He (ii) si


trasforma in n, Lamed ('?)in ìJ, 'Ayn in ìJ ecc. Secondo questo tipo
di codifica, la preghiera dello Shema Israel, il cui testo è:

Joseph Gikatilla dice: "Quando incontriamo il Tetragramma


'Yhwh' (i1ìi1'),dobbiamo interpretarlo come 'Yhwh enad' (in~ i1ìi1'), diventa:
'Dio è Uno': è questo il segreto della Merkavah. Nel movimento
della Merkavah,. 'Yhwh' è 'Kuzu'. E il segreto di 'Kuzu' è 'Yhwh ,,,.,,., ,,,,,.,., m1ì:J"ì" ,,,,,.,., ì:J"ì"1ilì" m:Jilì
enad'". Questo brano significa che "Yhwh" (i1ìi1',valore numerico ·
26) più "enad'' (in~, valore numerico 13) totalizzano 39, il valore
di "Kuzu" (mJ). Ora, 39 è il numero della trasformazione e della Così modificata, la preghiera risulta incomprensibile ai non
resurrezione; infatti è anche il valore di "Tal"('?~), "rugiada". addetti ai lavori. Se in un libro si incontra una formula codificata
in base a questo sistema, essa non dev'essere recitata, ma soltanto
TSIUR OTHIOTH - 111".i11~
11~ decrittata. Lo Tsiur othioth non viene utilizzato nelle preghiere o
Lo "Tsiur othioth", il cui nome significa "disegno di lettere", è un nelle invocazioni.
metodo di cifratura che soltanto agli iniziati è dato comprendere;
perfino un esperto ebraista non riesce a raccapezzarcisi.
Il principio è il seguente: nel simbolismo esoterico, ognuna delle
ventidue lettere è costituita da un assemblaggio grafico di altre
lettere. Ad esempiC>,la letter.a Alef (~) è simbolicamente formata
da due Yod (') separati da un Vav (ì) inclinato.

176 177
CAPITOLO IX

LE 231 PORTE DELLO SPIRITO

I fondamenti dello Tseruf poggiano sulle combinazioni di lettere,


prese a due a due. Tale concezione è attestata da quest'importante
versetto del Sepher Yetzirah: "Ventidue lettere fondamentali: Egli
le ha disposte come un cerchio simile a un muro con 231 porte. Il
cerchio oscilla avanti e indietro. Un segno illustra tutto ciò: come
nel bene niente è meglio della gioia, così nel male niente è peggio
della peste" (S.Y.2:4). Il termine usato in questo passo per indicare
il cerchio è "Galgal"('?J'?J),che significa anche "sfera", "ruota", "far
ruotare", ed è il raddoppiamento della radice '?J(Gimel-Lamed),di
cui ci siamo già occupati nel Capitolo VII: il fatto che Galgal" la
11

contenga due volte suggerisce l'idea di una ruota che gira in un


senso e nell'altro. La radice '?J è peraltro alla base della parola
11
Gilgul" ('?1J'?J),
che vuol dire "rotazione" e indica al tempo stesso
il ritmo della vita, del respiro, del pensiero e dell'anima. D'altro
canto, nella Qabalah il termine "Gilgul" designa il processo della
metempsicosi e/ o reincarnazione, in virtù del quale lo spirito si
combina di volta in volta con esperienze e corpi diversi, proprio
come avviene tra le lettere nell'ambito dello Tseruf Ecco perché si
può parlare di "Gilgulim" (rotazioni) sia a proposito delle anime
che delle Othioth, e perfino arrivare a dire che il primo fenomeno
non può esistere senza il secondo. Nella Qabalah l'incarnazione
di un'anima è vista come la com binazione di due aspetti della sua
natura, che si concretizzano nel mondo terreno allo stesso modo
in cui un pensiero si manifesta attraverso dei suoni.
Le 231 porte evocate nel versetto del SepherYetzirah rinviano
al numero delle connessioni che si possono creare tra le ventidue
lettere dell'alfabeto ebraico. Ora, 231.porte in un senso sommate
a 231 nell'altro fanno in tutto 462 porte, numero che rappresenta

179
LE 231 PORTE DELLO SPIRITO
QAHA/,/\/1 J:S'/'/\'f'IC:A/::TSERUF

la totalità delle combinazioni foniche che è possibile istituire tra Il diagramma riportato qui sopra è costituito da dieci ruot:,
ogni lettera e le altre ventuno: ossia, in cifre, 22 x 21 ==462. In un una delle quali raffigura una delle dieci Sephiroth,e mostra m
cerchio è facile calcolare il numero delle linee che collegano tra 'ntesi sia le Sephirothstesse, sia i ventidue canali che le collegano.
loro un determinato numero di punti. Chiamando L il numero uesta grande sfera, realizzata con estrema precisione, funge da
delle linee e p il numero dei punti, la formula di calcolo è: L ==p pporto alla meditazione nella pratica degli Tserufim.Inoltre, le
(p- 1)/2. Quindi, considerando le ventidue lettere come altrettanti ieci ruote sono abbinate a dieci cicli di lettere. Eccole in dettaglio:
punti, la formula diventa L ==22 (22 - 1)/ 2, il che vuol dire che nel
Prima ruota: Kether Seconda ruota: Chokmah
cerchio in questione le linee che collegano le lettere sono in tutto \'I M ::
'rl N ::
231. Per accertarsene basta prendere un righello e un compasso,
tracciare una circonferenza inframmezzata da ventidue punti in
corrispondenza delle posizioni delle ventidue lettere e collegare•
ciascun punto con gli altri ventuno. In questo modo si ottiene il
disegno sottostante, che è la rappresentazione grafica della trama
sonora delle ventidue lettere dell'alfabeto ebraico.

lo
JH~:J ~~:i~ :,1 pi., iii 01~: r.non ~

Sesta ruota: Tiphereth


\'I M .:J
,:i. .J

,;, lo '
foce .i:::,iliVCOl 1:l!~ lloni,o•nn.i?t:::,p:o,w.11:::,1~
Do• 1n.11•1ii ll?

181
180
QABAI,/\11ES'l'A'l'ICAE TSERUF
LE 231 PORTE DELLO SPIRITO
Settimaruota: Netzach
r, H .:, hi persegue l'obiettivo di costruire un Golem.Il Golemè un essere
ttaordinarioricavato da un ammasso di creta in cui il" creatore"
· onde la vita e l'intelligenza. I testi che descrivono tale processo
:teativo parlano di un rituale in cui il maestro anzitutto dispone
al centro di un cerchio un blocco di argilla che modella in forma
mana, poi, girandovi intorno in un senso, recita le combinazioni
di lettere riportate nelle griglie che si trovano alle pagine
seguenti. Scopo del rituale è animare il Golem,cioè dargli la vita.
Per distruggerlo, invece, bisogna recitare le stesse combinazioni
ma.alla rovescia e girando in senso inverso. Però questa creatura
.d'argilla può essere anche vista come il nostro alter ego allo stato
'
Faoe po:,ra1:Jr.ion~
DO$ !ìin:,:1·1::iill?
Nona ruota: Yesod
"
ìE:JDnn:nD'.::l:O'?o1.Jnp.:.,o•r,~
grezzo: l'uomo soggetto ai suoi sensi e alla materia, cioè, è un
individuo "rozzo", un Golem,che la pratica degli Tserufim affina
Decima ruota: Malkuth
N .:,
f\ H .:,
e purifica fino a trasformarlo in un autentico" essere vivente".
Le persone di lingua ebraica conoscono il termine "Golem"
'(ti'?J)
per lo più nel senso di" idiota". Esso fa la sua comparsa nel
lessico mistico a partire dal II secolo d.C, cioè in epoca tannaitica,
in contrapposizione a "nakham","saggio": "Ci sono sette segni che
distinguono il saggio (nakham)dallo sciocco (Golem).Lo hakham
non prende mai la parola in presenza di un uomo superiore a lui
per sapere; non interrompe mai il suo interlocutore; riflette prima
di parlare; pone sempre do~ande precise e risponde sempre in
modo pertinente; discute le questioni nell'ordine in cui vengono
poste; quando non capisce una cosa lo ammette; e infine, rende
Face
Dos "
n:i:ìp~:Jvorn?::Ponnn1JJ~
omaggio alla verità. Il Golem fa il contrario di tutto ciò" (Pirké
Avoth 5:10). In questa fase della mistica, quindi, il termine
"Golem" (che deriva da "Ghelem", "materia bruta") è sinonimo
È possibile notare che le ruote 1-3-5-7-9 sono doppie, ovvero di "ignorante". Secondo le indicazioni del PirkéAvoth, chiunque
corredate da ?ue stelle sovrapposte che segnalano l'esistenza di può definirsi un Golem se soddisfa questi criteri: pretende di
un lato anteriore · e d 1· uno· posteriore.
· Invece le ruote 2-4-6-8-lO insegnare a. qualcuno che ne sa più di lui; interrompe il suo
formano una ~r~gressione unica e continua. La pratica dei dieci interlocutore, parla senza riflettere; fa domande e dà risposte
Tserufim associati a tali sfere sarà spiegata nell'ultimo capitolo. prive di criterio; espone senza ordine logico, non ammette la
IL SAGGIO E IL GOLEM propria ignoranza e disprezza la verità. In questo caso, l'uso
delle tecniche di meditazione basate sullo Tseruf può affinarlo e
Gli Tseruifimche esaminere ·, · .
. d . . . . mo pm avanti sono m genere utilizzali trasformarlo in un saggio.
~n ~e duez1~m: un~ è q~ella della meditazione e dell'esperienza
Il passaggio dall'ignoranza alla saggezza è possibile perché
mteriore, ed e la ragion d essere di questo libro; l'altra è quella di
la gematriaci rivela che sul piano linguistico le due. nozioni sono
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183
Q!\ll!\/,!\11 /:S'/'i\'/'I< 'I\/: 'l'iill.lHII'
LE 231 PORTE DELLO SPIRITO

equivalenli: "Go/c111" (t:l'ì)), "ignorante" = "Chokmah", combinazioni di lettere simboleggiano l'ordine che egli è tenuto a
"saggezza" (ilr:i:::,n)
= 73. L'ignorante è colui che non ha ancon1 mettere nella sua vita, nelle sue emozioni, nei suoi pensieri e nella
saputo liberare la sua luce interiore: per questo la sua natura t• sua anima. Il Golemnon è il male, ma "nomergalmi" ('Q~~19n), la
una massa opaca e compatta, un mondo chiuso, come attesta "materia prima" necessaria per creare qualsiasi cosa. Dobbiamo
anche un corradicale di "Golem": "galam" (t:l7P),che vuol din• avere il coraggio di ammettere quanto segue: se la nostra anima
"piegato", "chiuso". Un riferimento al Golemè presente in Salmi non ha ancora raggiunto una purezza adamantina, significa che
139:16: "Quand'ero un Golem, i tuoi occhi mi hanno visto", eh(• siamo ancora, in maggiore o minor misura, dei Golem.
si può interpretare come segue: "Quand'ero un mondo
La duplice natura del Golem,che gli permette di trasformarsi
ril:iegato su se stesso, i tuoi occhi hanno potuto contemplare la
in saggio senza ricorrere a interventi esterni, ma semplicemente
mia massa compatta e impura". Il passaggio dalla condizione di riorganizzando la materia bruta di cui è composto, è evidenziata
Golema quella di saggio equivale al passaggio dalla materia allo peraltro dal finale del versetto del SepherYetzirah citato all'inizio
spirito.
del capitolo: "Un segno illustra tutto ciò: come nel bene niente è
Si noti che "Golem" (t:l'ì))contiene la radice Gimel-Lamed('ì)), meglio della gioia, così nel male niente è peggio della peste". Nel
per cui è inevitabilmente coinvolto nel movimento circolare che testo ebraico l'idea di" gioia" è espressa con" Oneg" (:i::ilì),
quella
essa esprime. Il Golem è un saggio in gestazione, come mostra la di "peste" con "Nega" (lìil), cioè con due termini aventi lo stesso
struttura stessa del termine: "Golem" è l'unione di "gol" ('ì)) e di valore numerico e formati dalle stesse lettere, ma disposte in una
"M em" (i'J), d ove " gol" evoca 1·1moto rotatorio e "Mem" il ritorno diversa sequenza. Quindi, basta combinare tre lettere in un certo
in se stessi, ossia iffun mondo chiuso, nonché il ventre materno. ordine per ottenere il concetto di "peste", ossia di infelicità della
Ciò spiega percl,_éal suo interno la rotazione di gol sia in stato di materia, e modificare lievemente tale ordine per evocare la gioia,
gestazione. Nell'utero (Mem), dov'è ancora in embrione (Golem), ossia la felicità dello spirito.
il potenziale di movimento (gol)tende a demoltiplicarsi e produce
una luce che riverbera su di sé. Dopo la nascita, invece, quando LE 231 PORTE DELLO TSERUF
può finalmente contemplare tale luce, gol diviene" galgal"('?J'?J),la Le 231 porte alludono all'episodio biblico in cui Giacobbe, dopo
ruota. Il saggio vive costantemente in stato di" gilgul" (rotazione), aver attraversato il fiume Iabbok e aver combattuto con l'angelo
per cui è perennemente puro, mentre il Golem, malgrado rechi in di Dio, ricevette il nome "Israele" (Israel,'ì~1tv').In primo luogo le
sé la potenzialità del moto circolare, a causa della sua massa non rive del fiume simboleggiano le lettere poste le une di fronte alle
può muoversi e quindi resta impuro. C'è un passo del Talmud che altre nel cerchio; inoltre il combattimento con l'angelo, che infine
dice: "La donna è un Golem, e si allea solo con colui che può fare si tramuta in unione armoniosa, è analogo al processo per cui le
di lei un ricettacolo" (Sanhedrin 22b). Ciò significa che la donna è un lettere prima si affrontano e poi si armonizzano nello Tseruf Ma
universo chiuso in cui è insito il movimento della vita, e che tale soprattutto, il termine "Israel" ('ì~1tv')si può anche leggere "Yesh
movimento può manifestarsi all'esterno solo grazie a un'alleanza. 231" ('ì~'ì tv'), cioè" ce ne sono 231". Le prime due lettere, infatti,
Analogamente, anche il Golemha bisogno dell'aiuto di un saggio formano l'espressione "Yesh" (tv'),"ce ne sono", e le ultime tre il
per riuscire a esprimere la sua luce. numero 231, che in ebraico si scrive appunto ';'~1.
. Il Golem è un essere dalla forma indefinita, del tutto incapace Il cerchio dalle 231 porte di cui parla il Sepher Yetzirah (2:4)è
d~ conoscere se stesso e privo di una vera identità, che deve pian assimilato dai cabbalisti allo spazio vuoto lasciato dallo Tsimsum,
piano trasformarsi,affirum,ie purificarsi (sono questi i significati di l' Ein-Sof, che viene definito anche" vuoto popolato da un suono",
fondo del verbo "tsaraf') mediante lo Tseruf In qualche modo le cioè il suono prodotto dalle 231 porte che vibrano all'unisono. Il
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LE 231 PORTE DELLO SPIRITO
QABALA/1 ESTATICAE TSERUF

Sepher Yetzirahcomincia così: "In trentadue meravigliosi sentieri ..ìi1') = 1 +?+6+5 = 17 e" enad" (in~)= 1 +8+4 = 13. DunJue, 221,~
della Saggezza ... " (nì~'?El ni:m:i tPntD1 crtli1?tli:i)
(1:1). Abbiamo già tteralmente il prodotto dell'Unità di Dio. Tornando .a rev~yah ,
trattato dei trentadue sentieri della Saggezza, che simboleggiano i termine figura anche nelle antiche versioni del SepherYetzirah,e
momenti iniziali della creazione, ma qui occorre fare un'ulteriore recisamente all'interno dei commenti relativi alla lettera Alef (~):
precisazione: il termine ebraico tradotto con "sentiero" è "nativ" tali contesti si traduce con "saturazione" e funge da elemento
(:m:i),il cui valore numerico è pari a 462, ossia alla cifra ottenuta i transizione tra Shin e Mem, così come, a livello della coscienza,
moltiplicando 21 per 22, che è anche il totale delle combinazioni 221 porte fungono da strumenti di co~ne~sione tra. Ch~kmahe
possibili, in un senso e nell'altro, tra le ventidue lettere. Il termine inah. In ambito mistico l'esperienza dell umo:1-eestatica e sres~o
"nativ" (:Pm)si può permutare in" tebin" (pn ), "conoscere", il chti escritta come un momento in cui ci si sente 1n,ondar~ dal~ oh~
significa che le 462 connessioni equivalgono in realtà a 231 porte ell' unzione", ed è direttamente corrèlata con 1uso d1 particolari
della Conoscenza che si aprono in un senso e nell'altro. È a questo ombinazioni di lettere. Per non appesantire ulteriormente questo
che allude il seguente versetto del libro di Giobbe: "E conoscere i udio, qui ci limiteremo a esporre i 231 Tserufimche si ottengono
sentieri della loro dimora" (Gb 38:20), che in ebraico si scrive: in':J ulla base di procedimenti razionali.
m::i'm.:t:in'Jt Tra l'altro "nativ", dopo l'iniziale Nun, contiene - in
ET A VOLE DEGLI TSERUFIM
senso inverso - il termine "Bet" (n':J), che designa sia l'omonima
lettera dell'alfabeto, iniziale di "Bereshit",sia la "dimora". Quindi ondamentalmente lo Tseruf consiste nel combinare ogni lettera
"nativ" (::i'm)al rovescio si può leggere tanto" Bet Nun" (:in':i), la on tutte le altre: prima Alef, poi Bete via di seguito fino a Tav.
"dimora di Nun", quanto "la dimora del 50", dal momento che iI Per determinare la composizione della tavola degli Tserufim
valore numerico di Nun è 50. E poiché la lettera Nun simboleggia (combinazioni di lettere), occorre cost~uire una tab:lla composta
anche laNeshamah (l'anima intesa come soffio vitale), termine di da ventidue colonne e ventuno nghe. La pnma colonna
cui costituisce l'iniziale, "nativ" al rovescio si può ulteriormente riporterà le combinazioni di Alef con tutte le altre lettere, da Bet
interpretare come "dimora dell'anima" o "della respirazione". I I a Tav· Ia seconda le combinazioni di Bet con tutte le altre lettere,
che potrebbe spiegare perché la respirazione occupa un posto da Gjmel ad Alef, e così via fino alla ventiduesima colonna, che
così importante nelle tecniche insegnate da Abraham Abulafia. ·riporterà le combinazioni di Tav con tutte le altre lettere, da Alef
In base ad alcune antiche letture del Sepher Yetzirah,le porte a Shin.
dello Tseruf non sarebbero 231, ma 221. Quest'interpretazione si La tabella contiene in tutto 462 combinazioni, divise in due
diffuse soprattutto attraverso gli insegnamenti di Rabbi Eleazar serie formate ognuna da 231 gruppi di due lettere. La prima ~erie
di Worms. I cabbalisti che seguirono la via tracciatà da Eleazar di include le .231 combinazioni di lettere fondate sulla sucçess10ne
Worms facevano notare che la scelta di questo numero è basata alfabetica da Alef a Kaf, la seconda le 231 combinazioni di lettere
su un passo del Talmud in cui si afferma che nel mondo futuro la basate sulla progressione alfabetica da Lamed a Tav.
coppa del re Davide conterrà 221 misure di vino. Tale indicazione
è a sua volta fondata su Salmi 23: "Tu cospargi di olio il mio capo
e il mio calice trabocca" (23:5). Infatti in ebraico "trabocca" si dice
"revayah" 0i'1i), termine il cui valore numerico è patì a 221. Ora,
221 è il prodotto di due speciali numeri primi: 17 e 13. Abbiamo
già segnalato che in mispargadol il valore dell'espressione" Yhwl1
enad" (in~ ini1'), "Dio è Uno", è uguale a 39, ma qui è importante
sottolineare che, in base al mispar qatan (piccolo valore), "Yhwh"
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QABALAHESTATICA E TSERUF LE231 PORTE DELLO SPIRITO

ttn m r, ;:, px YID11\V vo01 1tni,


::in Nrtl ni lt'p "Ili pll YV='IOVl OD l'
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1. 'lll !DMm n ", m ,.:il!l ::itt
tl!l ;, 1!0"li !OTn, tM \"I Ml i.'l lN
A partire dal modello riportato qui sopra, si possono creare
ln !Ili tti np !Ili ,!)
pvro91vec, 1!lCl'1,toit"Pt !OUY'I T"I il M.'l itt entiduè tavole. In questa, logicamente, il punto di partenza è la
i.n lrtl !l'1 ttpnt WSl'1)1 pc y1 11\0 )I', O!l l"CIO';,n ,r ., m.,m tl u i'IR ettera Alef, ma è possibile costruirne altre ventuno, aventi come
nnilt1 l"l ::ipMli nll ft'Vic pl yr::n1', v.:iti• 111cn ,, ,, ,i io,n1 t::i ,tt unto di partenza le altre ventun lettere.
,n l'1ltf,., lp ::ili Nll nvtic -u pc r, 9!l V' tl!OlM l'lT;, 1M ~ fi:llM!l tH
tn ,ii n, ,p lt 3 tt:V .noti) ,o p; y.:i9' Vl!:lon jt ci ;., ,, 'J t:1.'lnet
nn Tltl ,, Mp T$ 31) ::ivNtl l'll IVC ,, p:i r 9c j)M t)f TItl,"'I ,, 11 '!l 11H
·mnME',, ;, m 'ili .:iv::ioHl nc w,
'\:> j:l' rio qn VTo, ll1e, 1,J 1!l •tt 1
Partsufim" (w'm~,::i)è il plurale di" Partsuf' (=-r1~,a)che significa
•n ~ m Tp ,,, MD,v .10!Il Htl rb 1t1:i ~ piornqr v,cn 1, m ,::i Jt
1" 'I' lO"Il'lp '1 '8 Ml,!io ll !IC N', ri:i t" it:1 j:)Mft i:i,vn o, p o::i',te 'viso". Nella Qabalah, i Partsufim sono le facce esterne e interne
,n 1!11,., q, m TD ,vno ,no ;i,1, H!l n• W!O'VI pl f' 11)<"1 )1"1Cl j:l CM elle. Sephiroth,vale a dire l'essenza interiore ed esteriore di ogni
CM 1,t? r, 'P Cli Mii Tl,7i1:>l"ll ,o J', ::i.:iK' niot?M ,, pq•n q, 11a::qtt ephirah.Una parte della mistica tende ad/' antropomorfizzare"
1n crt ;, 1? "' !il!) nvr1:>" ne ,; l.:l :i• Nl!:lnn IZ'l "li pn y, ql V!lOH
on 'Il&'ti'l ,p it •uiv no u ,e n, "!!I l' !l!OHM nt IZ'\-,,, p"!f l 9::iVN io, attribuendogli forma umana e dando un nome sacro a ogni

i:iz, vwo, ti' et


,i,t
vnm' l"' cp '}S 'V 00 MHC '?] re ,, z ::into l"l' !Un,, pl p i:i1:1
iv •e tol ne t', i:, I'!' "!IO lM .!lt tti tl,'1 t,i "U p!lfH
embro del suo corpo. Nello Tseruf, ovviamente, non si cerca di
ntrare in contatto con la forma, ma con la sostanza. A tale scopo
yn Il\" V, Dp jll C!:l ',l,) 10 'l lOCn, ,:i ,, MIOin ll ::i, 11i, m ltll ,:i ptt

,n p!Iyi qp in Cll 1VDO 1,3 10 ,;


,o
pn yr,9, VPOli l" Cl,! 'P 'tl m, n:i t• ,io ;,n "!T l' .:i., tti .l'llro:i"iH
m:i n• tlll ,n n, ,, m :i, "~ro ivtt
.si predispongono apposite griglie, basate ciascuna su particolari
combinazioni di lettere e volte a favorire la circolazione della luce
t1n"Ili p, yp 91 )IIDcv 10tu ,e ,, •:i IO' nlll m ,i n, ,n li :iJ H!lM di ogni Sephirahnella coscienza del cabbalista. La spiegazione di
tali griglie si può trovare nel Sepher Emekh haMelekh.Esse, come
quelle citate in precedenza, si usano sia per creare magicamente
Qui sotto troviamo un'altra impostazione della tabella, che, un Golem sia nell'ambito della meditazione. Il metodo utilizzato
letta in orizzontale, fa da supporto a specifiche vocalizzazioni. La
· per costruire le tabelle seguenti differisce da quello adottato per
pratica di questi Tserufim verrà illustrata nel Capitolo XL
le precedenti. Per creare una griglia a base Alef, anzitutto bisogna
riportare sulla prima riga l'intero alfabeto a partire da Alef; sulla
liN rti'N .,N pit IN I*
wn n::.,w::.,-,., p, y::.,ll!l
PN tlM 3M OH
v, ?N !lit 'N t:lN MN fN '1MMN "IM lN :lit seconda, la prima lettera resta Alef ma la progressione alfabetica
l:l.':I ,.::i C!I ?!I ::.,::.,'!I t:l!i l"l!I l!I 'l!I n::.,
"I!! l!I
.,!il' TI nl lrll "Il pl lll lll lU Cl prosegue con Gimel, e Bet segue Tav. Sulla terza riga, dopoAlefsi
p"I pttl pn n, 111"1 "l"I p"I lM 11, V'I
'lp ,, 'lltt1-rnr,,., wn ·,n rin m m
C"I li e, ,., :i, ..., m,n, r, ,,
llt:ll ?J !Il 'l lllJMl tJ il Ml "Il

31nc."'Im·cn ,n ::i."'I•ntll"I m m '11'1


rn
colloca Dalet, che apre una nuova sequenza alfabetica in cui Bete
ll'l llp 111,llW l.ln n, "'-n p, i, Ili VI C'l 1, e, ;, ::n., m,
m n Gimel si situano dopo Tav. E così via fino alla ventunesima riga,
V'l .VI' ,., Vii:'vn nr wt ,r pr
1111 'lt !lt i,r cr lt e, "1 :it "' 1:1r
m
cv cmet cp c'1ci, on nn m ,n rin in ain vn on ln cn ,n ::.,n ,,n:in dove la prima combinazione è Alef-Tav. In questo stesso modo è
xi lV 111 n lp r, "111ln l'\l\'l!i:'ro ltl\'l l:ll!Il,111)Clll ll!I tll!I ',ti !lD 'lii
'il\'l j:)1!1
Cl t)C tlll Cl) tl'l op n• w• .,, P' :r .t• li' e, J• e• ;, :i> possibile costruire tabelle a base Bet, Gimel ecc., fino a un totale di
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ventidue griglie. Le prime undici, da Alef a Kaf,corrispondono al
•.::i •', 'O 'l "O •v •D "I •p ,., 'lii''l"I MO11D "ltl pc IC lltl V0 et) lC
11
Partsufpenim" (w'~~i:i1~-:,~)o "viso anteriore" di ogni Sephirah(in
l!I• .IO.':>1:0,l!ltl IO) l!IC !O),!1111:)l\'l'lttop l\'l"'I!0111!On l"ll l!l'l "I) Pl 'lt1 Sll )Il Cl
m:i n• n.::i m ne m nc n, nll mr np n, n11 nn re ztD "IO po n:, co :,e questo caso si conta anche Daath):Kether, Chokmah,Binah, Daath,
'1M Tl\'l t• t.::, ti;, te U 1C tl,! li tt ip n '"' in ri31r,31i, pi -ri Il)!
" 'In ,1:0 ,. 'l!I ,, 'ID u ,e ,,, 'I& 'lt ,P ,, • '11'1 n.t 1111•1rq,1u.t
Chesed,Gevurah,Tiphereth,Netzach, Hod, Yesod,Malkuth; le ultime
m nt nn m:i I'!' n.::,n, nc nl rro l'll1M!l Mt l'lp M"I Mlt' nri rit ztt i-rpt ··undici, da Lameda Tav, ne formano il" Partsuf anor" (iin~ i:i1~-:,~) o
.,,, .,, "11 ,n -m. .,. ,:i "I? "IO "Il "!ti i, ,11 "lt ,p ,., -w ,n np wp,p
.l"I Jl'I :i, lt mm :i• ,1:, .r, .m ll Xl lV li lt :ip TI lit' Jl'1n'1iui "viso posteriore". In realtà la faccia anteriore di una Sephirahè la
::i, .::i, ::i., ;:n::n::in.::im ::.,• .:i.::,::.,; :m :u :m::iv!ISl .:,i ::ip::ii !lt:t!11"1 riltl
N!! N.l H"l M.'1 tt, Mf HM Ht:I K' lt!:I M', NZ3 Ml JfC MV K!l Ml ttpM"I Nllf M
sua dimensione interiore, quella posteriore la sua part~ esteriore.
Le due tabelle sottostanti mostrano a destra il lato anteriore
di ogni Sephirah,a sinistra quello posteriore. Così, la prima griglia

188 189
LE 231 PORTE DELLO SPIRITO
QA/IAI.All l:S'f'A't/C'AE TH!iRUII

illustra a destra il "Partsuf Kether panim" (iin~ im 11~');1) 0 "Vi. Nelle altre righe della ,colonna, il Tetragramma è. scritto per
interno di Kether", generato dalla lettera Alef, e a sinistra e volte in forma estesa, ma con ortografie differenti:
"Partsuf Kether anor" (iin~ in:, 11~-:,;i)o "Viso esterno di Ketha • Partsufim anteriori: nelle prime dieci righe i1ìi1' è scritto
derivato dalla lettera Lamed. Nella seconda tavola, basata su Bat 'i1 ì'ì 'i1 ìì' (valore numerico 72) e nelle ultime dieci righe
destra e Mem a sinistra, sono raffigurate le facce esterna e inteJ'I 'i1 1H7'i1 ìì' (valore numerico 63);
della Sephirah Chokmah.Continuando così, si ottengono le grigl • Partsufim posteriori: nelle prime dieci righe i1ìi1' è scritto
delle altre Sephiroth. ~i1 ::m~i1 ìì' (valore numerico 45) e nelle ultime dieci righe
i1i1ìì i1i1ìì' (valore numerico 52) .
. Ne~le_tabelle si possono leggere le lettere del Tetragramrn
scntt? s~am forma s_emplicesia per esteso, a sinistra nei PartSl(f/
anteno:1 e a de~tr~ 1~ quelli .posteriori. Nell'undicesima riga d Quindi, ci sono quattro modi di scrivere il Tetragramma in
Partsufim antenon s1 nota la prima parte del Tetragramma, Yc ma estesa che, riuniti, formano un Nome di trentanove lettere
He (il'), nell'undicesima di quelli posteriori la seconda, Vav-Hc (',) abbiamo già visto l'importanza del numero 39, che manifesta
1
nità di Dio). La somma dei valori numerici delle quattro gra~ie
.'

iì,ari a 72+63+45+52 = 232, che è anche il valore di "h~Berak'ah"


0os da KéU / &n Lw,wd Faee è KMer / &se Mèf
)li:li1), cioè "benedizione". Bisogna altresì notare che il numero
::,, mn n ni l:I. 11nIO'\ l;p 11; ti.I o, •1 ', l'llll"lj:>llll)IDlC!:>::i•r:int'll'IÌl::ll!l
'*
l:l::l'lilnt\11l::ll!ll'llll llll)IOJ',,
,, :in 111,pi 11!1031:1;:i>ton nn, :.2 rappresenta le 231 porte più una, quella dell' a~p.agamento~
lP :i> ton n m l:I. Nn 111,; llll rl, l.':ll'lllliçllll)!03Q\l::l'lllM!\"\'llt
ti.I o::i •1:1m ,., il :utl'llll liii p\l n !'l "13:itlll' pllll)lmD\l::i•liln nrnc :ella serenità d'animo. Osserviamo inoltre che 232 e il valore d1
)11:131:1 ::,,ionnmJ::iNnll"'lpllrb
ll)I tl) p;:i,io.m 'Il'! 1l::lltl'llll,Pn
Il
l

I
n, l.':I n11npliii vcix, ;:, 'C rn 'Ili:
,., il ::irllll'l pit IJ'g tll l:J?::,, !lll1 lll 'rel" ('?~,~), cioè "arcangelo, di "aruk'ah" (i1Jì1~ ), "guarigione",
llllJ)Dm::i•m nm J::i11nll"'!p':> Il • Il /'I'! J:I l'llll,P ltll )ltl li) ',::i 'lll nit
pt !Oli tll c::i 'lii mm il !IMl'llll "\?
n
! I
n
Ml '11'1"\l::iMll'"lpllll)lt»tl'>::i•!IIIC
ll:IM ll/'l'!l:ll'llll,Pllli>Vll.11:1'::i "lt
imedio", e soprattutto di "Yehi or" (1ì~ 'i1'), "Sia fatta la luce!".
,pill;tcm ::i•llll'I n mu11nll',
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MEDITAZIONE SULLE PORTE
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l::1 Nn!lt,"lpllll!llllt:l!l"ll:ll'll \"\;, , "I ltl ,::i 'l:l rn m il :in !1'1 p1 llV e1t generale, secondo la concezione di Abraham Abulafia, queste
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odulazioni vocali. Vedremo nei capitoli seguenti quah metodi
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vocalizzazione impiegare. Tuttavia, è possibile effettuare una
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Dos d1111
H"okhmah:/ Base Mem Rica de. H'oJmmah I Bue :&ld:t
editazione silenziosa basata sullo Tseruf, che può anche essere
'i:i•!!lmm 1J!INl'lll',P llll/llm •, •I Mll''lpllfl!llllr:i'l::t'lill'll'll'I"\)) ilizzata in preparazione alle tecniche vocali perché permette di
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eare uno spazio sonoro all'interno della mente.
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i; evti.I o',::i• m ,:i: '
lll)ltill:l?!l'lllnl Tale meditazione è ispirata a un versetto del Sepher Yetzirah:
p1 l):,ttll ',:, 'Il n1 '11'1'll!INrllti' ,e li 1'11 '11'1"IJlii'! 111,pll lll/ 010, ':J'lii.)
1Pll!ll1Cl!i;'M nnil!ltmlllO l l mnniml'!ll',Pltlll/lllO?:i •.:i Egli tracciò e scolpì ventidue lettere scaturite_d~ un !ohu-Bohu d~
i,iplll'PO.l !l'l:il'll'll'!'ll!IM!ltl Il l'I 'lilMl'll'l 'lHltllll"l~l!l/tlJP?:l!I
n111,pit1>Vti 1, ::i•tlnnn, l::illQ Il • :i•Mnm.lltntl' 'Dl/llm'>.:i go e d'argilla. Le tracciò come una sorta d1 giard1~0. Le,,scolp1
Mill"\~:tll!ltll',!)'l:)fflll'! 'll;m n, rr 'l'tl m '11'1il M i!li PI S'PCl.IC!1
me una sorta di muro. Le distese come una sorta d1 tetto (1:11).
:11uie- pu )11:l 1":i•m n n, m •, •I O :l'llll'll\l'lilll·l'll'~DJICJ!I
1:1 1111 111,p1 Il'} o, ,::i •e m '11'1
'll!IIIMIU~YIIVl:l'h.':1•1:11'11'11'11)
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DlD\I .:i•1:111nmlll11!1',pn11::i
p:Ul/tl!I
evidente che l'espressione "di fango e d'argilla" si riferisce allo
m .i:i 111'1 pll 11v tll ',:, 'IO nnc !'l n llDlt:l ':i:i 'I) nn., 1an r, ; I)!)
\i 'll :1111'11!1,Pl!lllCt, !l'lill'l 10
,, mr:i11n111,p1llVDl;::i'l:lne
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•l lllltilri,.::r11:1nnnillln!I'
111,1:1:ic,::i •1:1n1m,1Mll"lp::i
t::i atuto informe del Golem:in effetti questa meditazione consente
Ml '11'1il!llllntl''ij:lll!l))D3'!l'totl
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Il ~ll)ltllO':i!l'tal'lllll'llN!i!lli::i roprio di strutturare il caos della coscienza.
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;:iru,i,rtiì,lclt:l,::i'l:lm \1 ,, 11!1 Per poter effettuare bene questa pratica, occorre richiamare
la mente la ruota delle 231 connessioni tra le lettere presentata
191
190
QAllA/./\/1 l:S'l'ATICA E 'TSERUF
LE 231 PORTE DELLO SPIRITO

all'inizio del capitolo, dove il cerchio corrisponde alle parole: "Le • ) Poi spostare il pensiero su He, ma senza connetterla con
tracciò come una sorta di giardino" e rappresenta il campo della Dalet, e visualizzare una linea di luce che va daHe a Vav.
coscienza, mentre le lettere sono le porte aperte nel "muro", cioè • Continuare così fino alla connessione Shin-Tav.
le manifestazioni essenziali della luce dell'Ein-Sof, e le 231 linee
• Seconda fase: visualizzare una linea luminosa che unisce
che le connettono costituiscono quella "sorta di tetto" che rende
Alef a Gimel, senza interferire con la luce di Bet.
possibile il movimento armonioso della luce nell'ambito della
coscienza. • Quindi spostare il pensiero su Dalet,ma senza connetterla
conGimel.
È ovvio che non si possono visualizzare simultaneamente • Proseguire con le ulteriori fasi di quest'esercizio fino alla
tutte e 231 le connessioni, ragion per cui è necessario procedere ventunesima, sempre partendo da Alef
gradualmente.
L'ideale sarebbe procedere col Partsuf posteriore dopo aver
DESCRIZIONE DELLA MEDITAZIONE completato il Partsuf anteriore, nel qual caso bisogna riprendere
• Sedersi con la testa e la schiena erette (in direzione est), le combinazioni a partire da Lamed.A questo punto ci si potrebbe
respirare con calma e chiudere gli ocèhi. domandare: "Per quanto tempo si deve praticare e quante griglie
• Visualizzare tutt'attorno a sé un cerchio di luce, che di Tserufim occorre eseguire?". La risposta dipende dal grado di
simboleggia la sfera della nostra coscienza. . motivazione di ogni individuo e dal tempo di cui dispone. Una
• Quindi visualizzare le ventidue lettere che si dispongono ·persona abituata alle visualizzazioni può procedere piuttosto in
proprio intorno al cerchio (nella stessa posizione in cui si fretta, e quindi essere perfettamente in grado di completare tutte
trovano nel disegno). Alef (~) è di fronte a noi, Lamed (~) e due le griglie, quella anteriore e quella posteriore, nella stessa
dietro, perciò siamo attraversati dalla luce di "El" e,~). sessione. La soluzione migliore è scegliere ogni giorno una lettera
di partenza diversa ed effettuare l'intero ciclo in ventidue giorni
Per quest'eserciziosi può utilizzare il sistema di combinazioni
che si preferisce,ma è meglioservirsi di quellodei Partsufim, oppure, se si eseguono due griglie al giorno, in undici.
di cui ci avvarremoanche noi per questa spiegazione.(N.B.: le Le persone che trovano difficile questo tipo di meditazione
grafie del Tetragrammariportate nelle griglie di questo libro i primi giorni possono limitarsi a completare poche righe di una
in realtànon vengono mai usate). tabella, e continuare con le altre righe nei giorni seguenti.
L'esercizio consiste nel collegare tra loro le porte (cioè le Infine, quest'esercizio è stato presentato come un'esperienza
lettere) visualizzando una linea luminosa che trasporta la puramente mentale, ma le combinazioni di lettere su cui è basato
luce da una lettera ali' altra. Di tanto in tanto può essere possono anche essere vocalizzate.
utile aprire gli occhi per orientarsi guardando le tabelle,
ma è preferibile capire e memorizzare l'intero sistema, e
poi cercare di ricrearlo mentalmente. Teniamo presente
che stiamo lavorando sulla prima tabella.
• L'esercizio si articola in ventun tappe, che corrispondono
alle ventuno righe della tabella. La prima fase consiste
nel visualizzare una linea di luce che va da Alef a Bet.
• Successivamente spostare il pensiero su Gimel, ma senza
connetterla con Bet, quindi visualizzare una linea di luce
che collega Gimel a Dalet.
192
193
CAPITOLO X

LA QABALAH DELLA LINGUA

. Tradizionalmente si insegna che il mondo fu creato per mezzo


· di dieci Parole; quindi, per creare bisogna parlare. Isaac di Acco
· aveva individuato tre livelli all'interno della coscienza: l'Ein-Sof,
la Manshavahe il Dibbur, ovvero l'Infinito, il Pensiero e la Parola.
·Nella terminologia di Abraham Abulafia, la facoltà intellettiva del
singolo è detta "Dibbur penimi" ('mElit:ii) o "Parola interiore",
mentre la coscienza universale è il "Dibbur qadmon" (ìo-rp ,~:n) o
"Parola originaria". Tutto ciò che esiste è soggetto alla Parola, la
.., quale però vibra a diversi livelli: esiste una grande differenza tra
·. la parola grezza,/corrispondente allo stadio del Golem,vale a dire
unicamente materiale, e il canto dell'anima, mal' una come l'altro
obbediscono agli stessi princìpi. È dalla purificazione della parola
· materiale che si sprigiona la fulgida luce della Parola spirituale.
Mediante lo studio della gematria,delle permutazioni e delle
combinazioni di lettere, il cabbalista cerca di capire e di cogliere
imeccanismi che reggono la sfera cosmica e divina. Così facendo,
scopre il Verbo allo stato puro y il modo giusto per farlo vibrare,
.·.al fine di purificarsi e di accrescere la propria luce. Lo Tseruf è la
chiave fondamentale per accedere ai segreti della Parola, e la sua ·
pratica, benché contraddistinta da specifici tratti cabbalistici, può
e.ssere paragonata al Mantra-Yoga indù o a diversi esercizi sufi. ·
Le tavole delle combinazioni di lettere sono la trama t~cnica
' della manifestazione del Verbo, tuttavia si collocano su un piano
puramente speculativo. Per renderle attive bisogna farle vibrare,
e.a tale scopo deve entrare in scena la vibrazione sonora. Eleazar
, di Worms e Abraham Abulafia l'avevano capito pertettamente;
F.abbi Abulafia, in particolare, fondò la propria intera esperienza
sulle vibrazioni, che non concepiva solo come mezzi per ottenere

195
QABALAH ESTATICA E TSERUF LA QABALAH DELLA LINGUA

determinate modulazioni sonore: per lui lo scopo degli Tserufirn La Parola mistica è articolata in tre livelli, tanti quanti sono i
era soprattutto quello di impedire la dispersione mentale. Infatti, gradi dai quali, in base alla Qabalah, è composta l'anima: Nefesh
se ci si siede a meditare sforzandosi di concent;are l'attenzione su (ili~m,Ruach (crn) e Neshamah (i19~~).Questi tre gradi, riuniti dal
un punto, su un'idea oppure sul nulla, si scopre molto presto che loro c).Crosticonel sostantivo" Neran" (:ii:i),corrispondono all'atto,
arrivano mille pensieri molesti. Questi pensieri hanno l'effetto di alla parola e al pensiero. Anche ogni vocabolo si compone di tre
distrarci dai nostri obiettivi spirituali, e più proviamo a scacciarli, livelli, ugualmente associati ai tre gradi: le othioth (consonanti), le
più tornano ad assalirci in forze. E alla fine ci accorgiamo di aver nequdoth(vocali) e i tearnirn(accenti di cantillazione): "Gli accenti
trascorso tutto il tempo della nostra meditazione a lottare contro sono la Neshamah,le vocali la Ruach, le consonanti la Nefesh" (Tiqunei
di essi, che talvolta riescono perfino ad attirarci nella loro spirale Zohar 7b). Le consonanti corrispondono all'atto perché, in assenza
distruttiva. Questa lotta interiore a poco a poco logora lo Shefà,il delle vocali, possono scaturire solo da uno specifico atto, cioè la
flusso spirituale necessario per ogni esperienza meditativa. scrittura. La parola, a sua volta, può formarsi soltanto mediante
Abraham Abulafia comprese ben presto che, anziché lottare l'aggiunta delle vocali, e passa attraverso la Ruach, ossia il soffio
contro queste dinamiche mentali, era meglio alimentarle per poi . vitale; quindi, si può dire che le vocali vitalizzano le consonanti.
neutralizzarle. Tale procedimento è simile a quello seguito da un · Infine gli accenti di cantillazione corrispondono al pensiero e alla
domatore che, al momento di entrare nella gabbia dei leoni, per
11
KavanathhaLev" (I'intenzione del cuore) e sono da considerarsi
essere al sic;uro deve nutrire abbondantemente le belve, così da l'espressione della Neshamah. Essi ispirano sia il movimento che
non rischiare di diventare egli stesso un potenziale pasto. Colui l'orientamento delle vocali e delle consonanti, come pure la loro
che medita si trova nella stessa situazione del domatore, solo che propensione per tutto ciò che ha a che fare con il pensiero e con
nel suo caso il ruolo delle belve è svolto dai pensieri molesti, che l'intelligenza.
si aggirano nella sua mente" allo stato brado". Le dinamiche della LE CINQUE VOCALI DELLO TSERUF
speculazione mentale nascono dalla SephitahBinah;la complessità
delle combinazioni di lettere ha lo scopo di alimentarle, al fine di In realtà in ebraico le vocali non esistono: per scrivere una parola
permettere alle forze provenienti da Chokmahdi manifestarsi più si utilizzano solo le consonanti; le vocali acquistano consistenza
facilmente. Il cab balista che pratica abitualmente lo Tseruf scopre unicamente nell'aria, quando la parola viene pronunciata. Infatti
ben presto che, se Binahviene nutrita, dalla coscienza si distacca una consonante si scrive con l'inchiostro e una vocale conl' aria.
un" qualcosa" che si eleva al di sopra dell'agitazione dello spirito, Un tempo nessuna lingua semitica usava i suoni vocalici; quando
riceve liberamente il flusso dello Shefa e inizia a percepire quella sembrò imporsi la necessità di farlo (soprattutto per insegnare a
sfera posta al di là del tempo e dello spazio che Abraham Abulafia leggere ai bambini), fecero la loro comparsa numerosi sistemi di
chiamava" OlarnhaBa" (~~i1D~i.l)),cioè "mondo tuturo". Allora il trascrizione. In particolare, intorno al VII secolo d.C. fu introdotto
mistico sperimenta un'estasi indescrivibile perché, pur restando a Tiberiade il cosiddetto metodo della "punta tura", ma a partire
cosciente della sua esistenza nella dimensione materiale, comincia dal XII secolo fu adottato il sistema di Joseph Kimbi, che ammette
. parallelamente a vibrare in quella spirituale, e diviene un profeta cinque vocali lunghe e altrettante brevi. Eccone i segni, i nomi e i
poiché entra in contatto con il "mondo futuro". Ma al contempo rispettivi valori:
scopre in sé una duplice natura: da un lato è un uomo ordinario,
ancorato al ricordo del passato, dall'altro è appunto un profeta,
proiettato verso il futuro. L'estasi determina l'incontro di questl'
due parti del suo essere.

196 197
QAllALAH ESTATICA E TSERUF LA QABALAH DELLA LINGUA

nostra attenzione sulla scelta di Abraham Abulafia. Il numero 5


.. è estremamente interessante per vari motivi: anzitutto è presente
· nel sistema sefirotico (il SepherYetzirahdescrive le Sephirothcome
11
·. cinque opposte a cinque"); inoltre, lo Tseruf è basato su serie di
'· lettere prese a due a due che, vocalizzate, danno luogo a coppie
, in cui cinque suoni si contrappongono ad altri cinque. Per giunta,
il numero dei sentieri della Saggezza, 32, si ottiene elevando "2"
alla quinta potenza: ciò indica che le cinque vocali sono porte che
danno accesso alle cinque dimensioni dei sentieri della Saggezza.
Probabilmente Abraham Abulafia voleva riferirsi anche al Sepher
Yetzirah, che descrive i cinque livelli del linguaggio nel seguente
versetto: "Ventidue lettere fondamentali. Egli le ha incise con la
Oltre a queste dieci vocali, ne esistono altre quattro speciali:
voce, le ha scolpite con la Ruach, le ha fissate a livello della bocca
Io Sheva (~) - che in principio di parola o dopo una vocale lunga
in cinque punti: Alef, Heith, He e 'Ayn nella gola (gutturali); Gimel,
si pronuncia" e", ma dopo una vocale breve è muto - e gli Hatafim
Yod, Kaf e Qof nel palato (palatali); Dalet, Teith, Lamed, Nun e Tav
(~ = "a", ~ = "o" e !:S= "e"), tre suoni vocalici utilizzati solo con le sulla lingua (linguali); Zayn, Samek, Shin, Reish e Tsadi sui denti
consonanti gutturali.
(dentali); Bet, Vav, Mem e Pe sulle labbra (labiali)" (S.Y. 2:3).
Prima che venissero adottati dei segni ad hoc, per trascrivere
La scelta di Abraham Abulafia è caduta sulle cinque vocali
le vocali ci si serviva delle lettere iH-', che continuarono a essere
J=!.olam
(o), Qamats(a), Tsere (e), f=f.iriq
(i) e Qubuts o Shuruq (u):
usate anche in seguito e sono chiamate "vocali quiescenti". Esse
compaiono soprattutto nei libri più recenti della Bibbia, tra cui
Daniele, Ester e Cronache. ~-~-~-~--~
'•, • ,. T

Generalmente i segni di vocalizzazione vengono denominati


"nequdoth" (ni11p)),ovvero "punti". Ma in realtà "vocale" si dice
Il suono "u" può essere indicato o con Shuruq o con Qubuts:
,;tenuah" (i1.J?l'.11;1),
termine che alla lettera significa "movimento" o
nelle permutazioni semplici, generalmente si usa Qubuts, mentre
"circolazione", ed è decisamente appropriato in quanto le vocali
Shuruq compare soprattutto nelle vocalizzazioni che comportano
mettono "in moto" le parole. Il pensiero, infatti, di per sé è spesso
movimenti della testa.
astratto e illimifato, e come tale soggetto a un moto perpetuo; per
vocalizzarlo bisogna quindi confinarlo entro una gamma sonora HOLAM
accettabile, oppure lo si può "fermare" fissandolo sulla carta con Questa vocale fa sì che una consonante si vocalizzi in ,;o":-~ = O,
l' inchio;,tro sotto forma di.lettere. Sennonché il pensiero continua ·:3= Bo,-:i= Go ecc. Essa consiste in un punto situato nella parte in
a evolversi, mentre l'inchiostro non si muove, per cui sulla carta alto a sinistra della lettera, e simboleggia i sogni e le informazioni
le lettere sono morte. Le vocali hanno la funzione di risuscitarle, che l'inconscio ci dispensa progressivamente. "J=!.olam" dà origine
e quindi di rimetterle in moto, per mezzo della Ruach. al termine "nolmani"(•:i97in),"sognatore": non a caso deriva dalla
Dunque, per dare vita agli _Tserufimè necessario vocalizzarli; radice "nalom"(Cl78),che significa "essere sani, in buona salute",
a tale scopo, Eleazar di Worms ha selezionato sei vocali, mentre ma anche" sognare". Secondo il QenehBinah (34b), le tre lettere di
Abraham Abulafia si è limitato a cinque. Qui concentreremo la "nalom" sono la notaricadei nomi di tre angeli: f=f.aniel (1?~·Jn),
cioè
"G{azia divina", che veglia sul segno della Vergine e in particolar
198 199
QAHAU\/1 Wi'IWl'ICAETSERUF
LA QABALAH DELLA LINGUA

modo sui mesi di Elul e di Shevath ("Haniel" è anche il nome della ('?l'l:'::lì')
o "Bellezza divina", detto anche il "Principe della Legge";
ruota della Merkavah,a est del secondo Portico Celeste);. Lehodiel invocato contro l'istigazione al peccato, è il precettore di Sem.
('?l-l:'1i!'?),
ovvero "Gloria divina", e Mathaniel ('?l-1:':Jni'J),
cioè "Dono
divino", che viene evocato per allontanare le bestie feroci (ossia i HIRIQ
11
pensieri molesti). Inoltre, Mathaniel" è il nome del vento del sud Il nome di questa vocale viene dalla radice "naraq"(P'J"J)che vuol
che spira nella terza tequfah (stagione). dire "digrignare i denti", e da cui deriva anche il termine "nereq"
QAMATS (P'JrJ)che significa "cigolìo", "incisione", oppure "insetto". J=tiriq
vocalizza in "i" una consonante:~= I, :J = Bi, 1 = Gi ecc. Secondo
È la vocale "a", si scrive sotto la lettera ed è formata da un punto ' il QenehBinah,i nomi degli angeli sintetizzati nelle tre lettere della
P?sto sotto un trattino. Il trattino da solo rappresenta l'apertura parola sono: Hazqiel ('?l-1:•prn),
ovvero "Forza divina", che in base
d1 una porta; unito al punto, invece, ne evoca la chiusura. Inoltre
11 al Raziel viene invocato per fermare la grandine e la neve; Rehatiel
qamats"è un verbo che significa "prendere in mano"," stringere" ('?l-l:'t!li!1)
o "Canale divino", angelo del mese di Teveth e principe
o "afferrare". Questa vocale fa sì che una consonante si vocalizzi dei pianeti, e Qoratiel('?l-l:'t!l1p
), ossia "Particella divina".
m. " a " : ~ = A , ~ =Ba,~ = Ga ecc. Secondo il SepherRaziel, 11 Qamats"
è uno dei Nomi di Dio. Per il QenehBinah le tre lettere della parola QUBUTS
sono l'acrostico dei nomi di tre angeli: Qadmiel('?l-l:'i'J1p
), cioè "Dio Corrisponde alla "u" breve e viene dalla radice "qabats"(PR) che
eterno", che fa parte della schiera di Metatron ed è preposto alla significa "raccogliere con la mano", "assemblare" o "radunare";
seconda regione della terra; Malkiel ('?l-l:
0
J'?iJ),
ovvero "Re divino", da essa deriva anche il termine "qibuts" (f1:Jp), che designa quel
che veglia sul mese di Adar, è invocato per ottenere la pioggia e particolare "raggruppamento" che è il kibbutz. Dunque si tratta
domina sulle fiamme, e Tsuriel('?l-1:'11~), ossia "Roccia divina", che di una vocale che esprime un'idea di coesione e di sintesi. Qubuts
presiede al mese di Tishri e al segno della Bilancia, e ha dominio permette a una consonante di vocalizzarsi in u": ~ = U, :;:ì= Bu, .?
II

sui rettili. = Gu ecc. Il Qeneh Binah non le associa il nome di nessun angelo.
TSERE SHURUQ
Corrisponde alla vocale "e" e deriva dal termine "tsori" (''J:i)che Anch'essa, come Qubuts, corrisponde al suono "u", ma stavolta si
designa il balsamo, cioè un prodotto lenitivo, vale a dire che ha il tratta di una "u" lunga; le técniche vocali dello Tseruf utilizzano
potere di alleviare il dolore. Il suo nome può essere ricondotto alla indifferentemente l'una o l'altra. Il termine "shuruq" deriva dalla
II
radice tsarah" (i!"J~)che significa "pena" o miseria", ma che in
II
radice "sharaq",che significa al tempo s.tesso "tingere di rosso" e
aramaico assume il valore di "fendere". Data la sua forma (Tsere 11
fischiare". Ora, "fischiare" si può interpretare come "far ruotare
è composta da due puntini), si sarebbe tentati di scorgere in essa (francese: tourner)un suono", immagine che a sua volta rimanda
. il simbolo di una chiusura stretta; ma alla luce sia dell'accezione all'espressione ebraica" sam lishreqah"(i!j?"Jtq',tltq),ossia "volgere
aramaica che delle valenze "lenitive" insite nel suo nome, sembra (francese: tourner)in ridicolo". 31 Per il QenehBinah,le tre lettere di
evocare piuttosto una riapertura. Per il Qeneh Binah, le tre lettere "sharaq"sono la notaricadei nomi di tre angeli: Shamuel ('?Rlì1i'Jc:i) o
di "Tsere" sono l'acrostico dei nomi di tre angeli: Tsuriel ('?l-1:'11~), "Dio ascolta"; Ramie!('?l-l:'i'J1),
alias "Elevazione divina", uno degli
cioè "Roccia divina", la cui iniziale è contenuta nella notaricadella angeli caduti che si mescolarono agli uomini, e Qaniel('?l'l:':JP), cioè
v?cale precedente; Raziel ('?l'l:•ri)o "Segreto divino" - compagno "Dio geloso", preposto alle porte settentrionali delle nubi.
d1Metatron che presiede ai misteri, e maestro di Adamo - e Yofiel
31 Lahy gioca sul duplice senso del verbo tourner,che significa al tempo stesso "ruotare"
e "volgere", e si presta quindi ad associaziorti verbali intraducibili in italiano [N.d.T.].
200
201
QAllA/,A/-/ !,STATICA E TSEROF LA QAMLAH DELLA LINGUA

Le cinque vocali sono altresì associate ai cinque livelH


della pronuncia, alle dieci Sephiroth e alle cinque lettere finali.
Ecco una tabella che sintetizza queste correlazioni: I Bu Ghe Do Hi Vu Za Mi To -~ i'.!,J-~iJì ~ ~ ~
Ke Lo Mu No Sa I Pu Tsa i ;:; ~ :i) 9 'JR'?~.~
Tltq p

Con tale metodo è quindi possibile vocalizzare le griglie di


· combinazioni del capitolo precedente, oppure, pronunciandole,
dare vita alle connessioni create nella meditazione sulle porte.
, ILMETODO DI VOCALIZZAZIONE
Il metodo di Abraham Abulafia consiste nel vocalizzare le varie
combinazioni di lettere a partire da una trama sonora composta
da venticinque fonemi bivocalici. Proprio come le consonanti, le
Partendo da queste analogie, è possibile praticare una forma vocali si combinano tra loro secondo questa griglia:
di vocalizzazione molto semplice, che consiste nel far variare le
vocali in funzione dei gruppi fonetici. Ecco in che modo:

o 00 OA OE 01 OU xx ~·x?fX ic·x·x·x ·x
•..
A AO AA AE Al AU xx xx xx xx ·xx .X
..... T ;t T •• Y Y T ...

E EO EA EE El EU

Eli'Jì:l
I 10 IA IE Il IU ~?<>,q<?P.<~~ 'X).( J
·,, ',, ·,. '•.
u UO UA UE UI UU xx xx xx xx ·xx X
••• .... ,,,. ..... ... ... y .... ..... ·""·

Esiste un altro modo di procedere, che consiste nel recitare


l'alfabeto nel suo classico ordine, ma applicando le vocali in base Le combinazioni vocaliche così ottenute - oo, oa, oe, oi, ou;
alle corrispondenze fonetiche descritte nel SepherYetzirah.Questa ao, aa, ae, ai, au; eo, ea, ee, ei, eU:;io, ia, ie, ii, iu; uo, ua, ue, ui,
peculiare strategia fonologica apre numerose possibilità; ecco In uu - costituiscono la base sonora dello Tseruf Non solo la scelta
vocalizzazione dell'alfabeto:
delle vocali, ma anche l'ordine in cui sono disposte rispondono a
,criteri fissati da Abraham Abulafia. Le consonanti rappresentano
un livello di combinazioni, le vocali un altro: la pratica che ora ci
, accingiamo a esaminare si propone di fondere questi due livelli.
!,

11/' 202
J11I/ 203
QA/l/i/,AIJ J:S'l'ATICAli TSIJRUfl LA QABALAH DELLA LINGUA

Per illustrare il procedimento, prenderemo ad esempio le lettere 5. Permutare in senso AlefBet, a partire da Qubuts (quinta
Alef (~) e Bet (:i). riga della griglia):
Con due lettere ci sono soltanto due possibilità di UBo, UBa, UBe, UBi, UBu - ~~ ~~ ~~ ;i~ ·:3~
combinazioni, AlefBet (:i~) e Bet-Alef (~:i); però, associandovi le
Permutare in senso Bet-Alef, sempre a partire da Qubuts:
cinque vocali, si ottengono cinquanta possibili varianti. Ecco
come procedere: BuO, BuA, BuE, Bul, BuU - ~9~9~9~~ -~~
1. Cominciare con la radice AlefBet e vocalizzarla mediante In sintesi, l'esercizio consiste nel leggere questa griglia:
i punti-vocali della griglia riportata sopra, fino a ottenere:
OBo, OBa, Obe, Obi, Obu - :1~ :J·~'.3~:J·~·:J·~ '•, • •• T

Perm~tare le due lettere, trasformandò Alef Bet in Bet-Alef, e


vocalizzare la radice secondo la stessa trama sonora, ovvero
~empre in base alla prima riga della griglia riportata sopra,
m questa maniera:
BoO, BoA, BoE, Bol, BoU - ~-:J~-:J~-:Jt{:J-~-:J '•, • •• T

2. Permutare nuovamente le due lettere in senso Alef Bet e


vocalizzarle a partire da Qamats, cioè secondo la trama sonora
corrispondente alla seconda rigà della griglia riportata sopra, LA PRATICA DI BASE
nel seguente modo:
· Invece di lanciarsi in pratiche fondate su griglie di combinazioni
,,,..,. :J~ :J~
ABo, ABa, ABe, ABi, ABu - :;:J~ .. ,.,.,.:J~·:J~
.. complesse, o tentare di vocalizzare ogni volta l'intero alfabeto, è
Permutare la radice in senso Bet-Alef e vocalizzarla secondo meglio cominciare con l'esercizio quotidiano descritto di seguito.
la stessa trama sonora, sempre a partire da Qamats: Esso consiste nel lavorare ogni giorno su una lettera diversa,
BaO, BaA, BaE, BaI, BaU - ~:J ~:J ~:J ~:J -~:J preferibilmente seguendo il normale ordine alfabetico. Si tratta di
•,T'T'*TTT T
combinare la lettera prescelta con le tre lettere fondamentali del
3. Permutare le due lettere in senso AlefBet e vocalizzarle a Tetragramma: Yod-He-Vav, che sono tre semivocali. Siccome una
partire da Tsere (terza riga della griglia): lettera non può combinarsi con se stessa, il quinto giorno si salta
EBo, EBa, EBe, EBi, EBu - :J~ :J~ :J~ :J~·:J~ direttamente a !=feith.In questo modo l'esercizio dura diciannove
' ••• N •••• T •• ••

·giorni, e può essere ripetuto nello stesso ordine quaµ.te volte lo


Poi permutarle in senso Bet-Alef, sempre a partire da Tsere:
si desidera.
BeO, BeA, BeE, Bel, BeU - ~:J ~:J ~:J ~:J -~:J
'•, •• ' •• '" •• T •• ..
Il primo giorno si lavora sulla letteraAlef, combinandola con
4. Permutare in senso Alef Bet, ma a partire da !=firiq (quarta Yod, Vav e He. Se eseguito con concentrazione e .a ritmi tranquilli,
riga della griglia) l'esercizio dura solo quattro minuti, quindi ci sono due possibilità:
IBo, IBa, IBe, Ibi, Ibu - :J~ :J~ :J~ :J~
··....... ,. . ·:J~
.
o si ripetono le stesse combinazioni circa cinque volte, il che può
portare a praticare per una ventina di minuti in tutto, o si lavora
Permutare in senso Bet-Alef, sempre a partire da I=firiq:
su più lettere al giorno. Ecco le varie tappe dell'esercizio:
BiO, BiA, BiE, Bil, BiU - ~:J ~:J ~:J ~:J-~:J
~ ' • • .. • T • •

204 205
QAIIALAI I ES'/'A'/'ICAli TSBRUF
LA QABALAH DELLA LINGUA

1. sedersi con il viso rivolto a est, perché in ambito mistico


tale direzione è associata a Dio e denominata "Il Suo Volto";
2. chiudere gli occhi e respirare con calma e profondamente Passare allo Tseruf Alef-Vav:
(più avanti vedremo alcuni esercizi respirator1 che si possono
utilizza:re in questa fase);
3. pensare alla lettera Alef (o comunque alla lettera scelta),
rammentarne i significati simbolici e visualizzarne la forma;
4. se l'esercizio è troppo difficile da svolgere in assenza di
un supporto, scrivere su un foglio da tenere davanti a sé i
suoni corrispondenti alle combinazioni Alef-Yod, Alef-Vav e
Alef-He. Altrimenti iniziare direttamente le vocalizzazioni,
creandole mentalmente, ma pronunciandole ad alta voce.
5. Cominciare con lo Tseruf Alef-Yod:

OHe OHi
jHoE·-Hol
·--···-·-·-··
AHa AHe AHi

[H;A·rH~~--r
~;~--
"c-··········-··--""

206
207
QAIM/,A/11:8'/'A'l'ICA
/; TS11RUF
LA QABALAH DELLA LINGUA

Se si è scelto di esercitarsi solo sulla lettera Alel' ripetere · , tecnica: una volta compreso il principio su cui è fondata, ognuno
volte quest ,' Io d'1 com b'maz10ni,
· 1 pm
. , o c1c altrimenti passare' alla lettera ·•deve scoprire da sé quale radice di due lettere usare, ossia quale
successiva.
porta aprire, affinché lo Shefà possq circolare liberamente in lui o
I suoni possono essere ripetuti in tre modi: ,nella situazione prescelta; la conoscenza dell'ebraico è di grande
e A~
II ~!ta
v~ce: t_ale_metodo consente di purificare l'ambiente aiuto in questo senso. A titolo esemplificativo, qui ci limiteremo
ad applicarla a un ambito che riguarda tutti: la salute.
p~l~re ~evibrazioni del luogo in cui ci si trova; ciò fa sì che lo
Shef~ cir:~h meglio nelle membra e negli organi del nostro corpo. PER FAVORIRE LA SALUTE PROPRIA O DI ALTRI
La ripetizione ad alta voce influisce soprattutto sul mondo fisico.
.Esistono preghiere e salmi che vengono tradizionalmente recitati
M~rm_oran~oli: r~~ete;e i suoni in questo modo permette di per ottenere il ritorno alla salute per qualcun altro o per se stessi.
astrarsi _d~isensi ~ facih~~ 1 isolamento interiore in quanto aiuta a Altre pratiche cab balistiche passano per l'invocazione di specifici
sottrarsi_ ai rumori e agh influssi esterni; inoltre, purifica l'aura e campi angelici, la realizzazione di talismani e ulteriori atti magici.
le energie emotive.
Dal canto suo lo Tserufha anche il potere di amplificare un'azione
Mentalmente: qu~sta mo~alità di esecuzione è il livello più spirituale od occulta il cui esito, è opportuno precisarlo, dipende
al:~ dello Tser~f; favo:is_ce la discesa nella propria sfera interiore .·unicamente dalle intenzioni (buone o malvagie) di chi la compie.
e 1mgr~sso nei mondi situati al di là delle nostre tre dimensioni. In questo caso, possiamo ipotizzare che a spingerci ad agire sia il
La P~~!ica mentale prende _il ,nome di "Tseruf manshavti" ('G~t!jr:rr.'l desiderio di favorire la guarigione di una persona o il suo ritorno
i:i11~). Lo Tseruf mentale, eme eseguito all'interno del cuore cre·J in piena salute. Se la persona in questione è davanti a noi, è bene
una parola der,ivante ~a una combinazione di lettere pura~ent:) eseguire la pratica ad alta voce, ma se ciò sembra essere fonte di
mentale perche scaturita dalla sfera del pensiero" (Rabb' y f imbarazzo, si ricorrerà allo Tseruf mentale, come se sì trovasse in
I=ìamits). i asse un luogo distante.
VOCALIZZAZIONI ORIENTATE È importante avere l'atteggiamento giusto in questo tipo di
interventi: bisogna imparare a porsi come mediatori. Non siamo
~a pratica _dello ~~eruf esige continuità e grande forza di volonhì; noi, infatti, a curare gli altri con l'energia che emettiamo: la nostra
e necessario stabilire un piano di lavoro giornaliero e attenervisi. azione serve invece ad attirare e ad amplificare lo Shefà, l'energia
A poco a ~oco le rotazioni delle lettere ridesteranno le parti sopitL• .universale presente in ogni parte del creato. I suoni che andremo
della coscienza, favorendo l'apertura dei trentadue sentieri delJa a ripetere hanno il potere di favorire la libera circolazione dello
~a~g~zza. Ecco perché bisogna esercitarsi ripetutamente in tutti· 1• Shefa nel malato, ed è questo che gli restituirà la salute. Lo scopo
tipi d b' ' ' .
. .i com maz10m, così da non lasciare zone d'ombra a livello dello Shefà è soprattutto quello di colmare una lacuna; Rambam
i~t~riore: Questa pratica riveste un'importanza fondamentale ai (Maimonide) faceva osservare che in ebraico la persona su cui si
fmi del risveglio spirituale. '
invoca la guarigione celeste è detta "nolé" (n'?n),termine derivante
~~nz~ discostarsi dall'impostazione generale dello Tseruf, t\ dalla radice "nallal" ('?'?n ), che significa "cayità", "vuoto", oppure
possibile ~1correre alla vocalizzazione di specifiche combinazioni "che non e' è più". E poiché la natura ha orrore del vuoto, nel corpo
per favorir: la re~l~zzazione di un~intenzione o di un desiderio. A del "nolé" si crea un nuovo equilibrio, destinato a durare finché
tale ~copo, e suffic!ente utilizzare la radice ebraica di dueJetterl' dura la malattia. Peraltro "nol" ('?n)vuol dire "profanp" - cioè il
corrispo~denh~ all effetto che si vuole produrre. Naturalmenh•, contrario di "qadosh" (ili1p),"sacro", "santo", ma anche "vuoto".
no~ possiamo illustrare tutte le implicazioni di questa particolan, Vuoto di cosa? Vuoto di santità, risponde Rambam.

208
209
QABALAH ESTATICA E TSERUF
LA QABALAH DELLA LINGUA

In ebraico la natura, che è stata creata da Elohim, è indicata .. Questa combinazione esprime bene lo sviluppo delle forze
con il termine "teva" (.l.):JD),
derivante dalla radice" tava" (.!J:JD)
che della natura; si dice anche che conferisca il" pollice verde", ma in
significa "si è tuffato nelle acque più profonde'', "si è immerso": questo caso l'espressione va intesa in riferimento all'azione di un
in altre parole, nel corso della creazione la Presenza di Elohimsi è ;.guaritore che restituisce la vitalità al malato piuttosto che a quella
totalmente immersa nella natura, radicandosi in ogni cosa. Essere . di un giardiniere che cura i suoi fiori. Azione che diventa efficace
malati vuol quindi dire essere svuotati della propria componente ' specialmente se a rafforzare la combinazione interviene J=leth(n),
naturale ed esposti alla disarmonia.
; come in "poran" (ni::i) che significa" germogliamento".
In questo caso le vocalizzazioni dello Tserufsono finalizzate L'idea di energia vitale contenuta in "far" (1El)si ritrova nel
a riempire il vuoto e a compensare lo stato di carenza in cui versa ,termine "pera" (.l.)19),indicante una folta capigliatura che ricade
il malato. La radice da utilizzare a tale scopo è Reish-Pe (El1),per '. liberamente sulle spalle, simbolo di potenza e di forza.
le ragioni che ci accingiamo a esporre.
Ecco un modo molto semplice pèr ottenere la guarigione di
Ts_erufin senso Reish-Pe - :")1
una persona sulla base della radice Reish-Pe:
Reish-Peè la combinazione associata alla guarigione e a tutto ciò ;, se la persona è presente, provare a mettersi alla sua destra;
che contribuisce a ridare energia e vitalità agli esseri viventi. Essa :·in caso contrario, sistemarsi in un luogo tranquillo, respirare e a
aiuta a recuperare le forze, a ristabilirsi, in una parola, a guarire. ;questo punto visualizzarne l'immagine;
Il primo significato della radice si ricava dal termine "rafa" (~El1)
· avvolgere tale immagine di un flusso di luce in movimento,
che designa la guarigione, e più precisamente l'atto di assicurare
immaginando che si tratti dello Shefà, I' energia universale la cui
al malato una serie di cure fino alla guarigione. La combinazione
libera circolazione ha la facoltà di riarmonizzare ogni cosa;
Reish-Perappresenta la mediazione che interviene a restituire le
for,ze ai malati: non a caso "medico" si dice "rofé" (~Eli1),termine formulare la seguente affermazione: "Forza di luce, vi chiedo
in cui compare la lettera Vav, che svolge un ruolo di mediazione. .lagrazia di concedere il ritorno alla salute e una piena guarigione
a <Nome>, figlio di <Nome>";
Vi è un dato assolutamente sorprendente: se si unisce "raf'
(El1),"guarigione", a "oth" (ni~), "lettera", "segno", "prodigio", si poi cominciare lo Tseruf in entrambi i sensi.
ottiene" rifeoth"(ni~El1),cioè "rimedio". Ora, questo rimedio non Elì Elì
'•. . ÉJÌ
..
potrebbe consistere nella rotazione delle lettere? Infatti il termine
"rifeoth" si può interpretare così: "guarigione (" raf', =-]1)ottenuta
mediante l'unione (simboleggiata da Vav) delle ventidue lettere
("othioth", ni'ni~)", da Alef a Tav.
L'angelo Raphael(?~El1), il cui nome significa "Dio guarisce",
è la chiave di questa combinazione: non a caso la sua funzione è
guarire, risanare e riparare a tutti i livelli.
Tseruf in senso Pe-Resh - ,~
La combinazione "far" (1El)mostra da dove tragga il suo potere di
guarigione la radice" nt' (=-]1):iJprimo significato di "far", infatti,
è "toro", e il termine può essere anche utilizzato.nell'accezione di
"fecondatore".
210
211
QAIJAT,A///,S'T'ATICA
E TSERUF
LA QABALAH DELLA LINGUA

per conferire potere creativo alla parola. Insomma, si può trovare


Le pe:s?ne :he hanno familiarità con la lingua ebraica non una combinazione per ogni situazione.
avranno d1ff1coltaa trovare fonemi connessi alla guarigione e alla
forza. La scelta del senso nel quale iniziare le combinazioni indica
la direzione dell'intenzione e il motivo per cui si esegue lo Tseruf
~~este serie di vocalizzazioni vanno ripetute il più a lungo Ad èsempio, cominciando a permutare in senso Heith-Yod,come
poss~bi!e. A s:conda dell'entità della malattia, può essere talora nella griglia qui sopra, si agisce sulla vitalità e sul magnetismo in
cons1ghata un azione di gruppo. direzione interiore; se invece si dà il via alla pratica in senso Yod-
Lo studio del significato di tutte le combinazioni formate da Heith, si agisce ancora sulla vitalità e sul magnetismo, ma per fini
a ciascuno di scoprire in fretta lo Tserufche
due !ettere per.1=1-ett~rà esteriori, ossia per promuovere l'armonia intorno a sé. Scegliere
corns!xm~e pm e_ff1cacementea ogni situazione. Ad esempio, la le combinazioni giuste è relativamente facile.
con~h1~a~1o~et=Iezth- ~od può essere usata allo scopo di accrescere Grazie al suo duplice orientamento, uno Tserufdi due lettere
la v1tahta e 11magnetismo. Il procedimento è lo.stesso: può sostituire tante lunghe preghiere. Forse è questo che aveva in
, mente Rabbi Yeshuah quando ha. detto: "Pregando, non sprecate
parole" (Mt. 6:7).
LE VOCALI E IL CANTO DELL'ANIMA
Benché per la maggior parte dei cabbalisti esse siano importanti
in quanto fungono da supporto alla Ruach, le vocali sono ritenute
inferiori ai segni di cantillazione, che permettono di raggiungere
direttamente l'anima mediante il canto. La Qabalah insegna che
l'anima comprende cinque livelli di esistenza, corrispondenti alle
cinque dimensioni il cui si àccede attraverso i trentadue sentieri
della Saggezza: Nefesh (ìli:;i}),Ruach (r:rn),Neshamah(i1Q~~), Hayah
(i1:iJ)e Yenidah (i1T8~).Inoltre, tali livelli sono strettamente legati
alle cinque vocali dello Tseruf e alle cinque note musicali: perciò
gli antichi cabbalisti vedevano nel canto un mezzo per risvegliare
l'anima. Come si è detto, la mistica cabbalistica suddivide l'anima
in cinque parti, ma in genere ne vengono prese in considerazione
soltanto tre: Nefesh, Ruach e Neshamah.
, ?ppure si può utilizzare Kaf-t=Iethper incrementare la forza
~ ammo e la :olontà; Alef-Tet per potenziare un qtto magico; Bet- LANEFESH

A_ynper realizzare un desiderio; Gimel-Daletper avere fortuna· La Nefesh è l'involucro delle facoltà fisiche e mentali assegnate a
Gzmel-~et per chiarirsi le idee; Gimel-Lamedper essere in grado di ogni uomo durante il suo soggiorno sulla terra. Essa comprende
percepire_ la ?res~n~a di _un_asorgente; He-Samekper raggiungere la sfera dei pensieri, dei sentimenti, delle emozioni,. dei desideri
la pace_e 11s:lenz10 mtenon; Zayn-Gimel per creare un involucro e degli istinti: quindi, la Nefesh è l"'io", l'ego. Il termine "Nefesh"
I
protettivo d1 natura occulta; Zayn-Kafper purificarsi, Lamed-'Ayn (ili~})significa "anima", "vita", "respirazione" e, benché rinvii a un
mondo caratterizzato da un'intensa attività interiore, deriva dal
verbo "nafash" (ili~))che vuol dire" riposarsi"," riprendere fiato".
212
213
QA/JA/,A/1Wi'l'A'l'ICAli TSIJIWF
LA QABALAH DELLA LINGUA
È interessante constatare che, permutando le lettere di "Nefesh",
si ottiene "nashaf' (~~)) che significa "soffiare", "esalare". ,.nell'arco dei sei giorni della settimana, mentre il pu~to c_entra~e
'rinvia al settimo giorno, dedicato al riposo e alla med1taz10ne, m
Si può dunque concludere che la Nefesh è un'esalazione del 'cui tali forze èmotive trovano coesione.
soffio dell'anima, la sua manifestazione all'esterno che si compie
mediante il canale della Ruach..Essa è continuamente soggetta al hR~rn .
turbinìo dei pensieri, dei sentimenti e delle emozioni, e questo fa L tteralmente "Ruach" significa "vento", e rimanda ~ qualcosa d1
sì che aspiri perennemente alla pace, cioè a tornare alla sua vera ,, e . di aereo Più che un rivestimento dell' amma, la Ruach
spazioso e · . t 1 Neshamahe
natura. La Nefesh è la superficie di riferimento delle forze interiori, è lo s azio in cui avviene lo sca~bio energetI~o ~a a . e
e meditare su di essa aiuta a ritrovare il contatto con la realtà, il la NeJsh, cioè tra le forze vitali corrispond_enh ali ego su~en:;la
che permette di conquistare la serenità. quelle dell'ego inferiore. La Ruach svolge il ruolo ~1 una va . t
LaNefesh è la sfera della psicologia-non a caso "Nafshi"..,(t/.J~'J) , d' f o" in quanto permette di alleviare la press101:e esercita a
significa "spirituale" o "psicologico" - e in particolare è il mondo d~~eofor;e operanti all'interno dell'anima, idea che r~tor~a anche
r. (nìì)
11 11

dell'affettività, in ebraico" nafshiyuth" (m'ì.(J~)),


cioè delle relazioni nel termine ravan
• _. , che vuol dire "essere alleviato ·
che gli uomini intrattengono con ciò che li circonda. Essa funge N 11'ambito della meditazione la Ruach riveste ~na ~otevo~:
da interfaccia tra i due lati opposti della nostra natura: il nostro, import:nza, in quanto costituisce lo spazio di libertà mt_enore pm
infatti, è un "io" duplice, e tale dualità scatena le forze passionali . . . 11'agitazione del mondo, ed è relativamente f~cile entrare
e i conflitti interiori, mentre la padronanza e la riunificazione di ~~~:~t:tto ton essa. Le tecniche di respirazione sono dir~t~amente
questi due aspetti arrecano pace e serenità. La conoscenza di tali 1 t con la Ruach perché per i cabbalisti respiro e spmt.o _sono
corre a e . . · Ilo spinto
meccanismi d permette di prendere coscienza del fatto che, ogni indissociabili; quindi, armonizzare il respiro giova a .
volta che abbiamo di fronte una persona, anche se essa possiede , Nelle pratiche fondate sulla respirazione, l'aria circ~stant~ e
un solo corpo fisico, nella sua psiche sono presenti e operanti due onni resente simboleggia la Nefesh, mentre la Ruach c?rns~on e
aspetti antagonistici, per cui è imperativo appurare con quale dei
due stiamo comunicando. ai co~dotti respiratori, e la Neshamah.al sistema r;sprrat~n~:;~
o insieme. Le funzioni di mediazione e d1 sc~m IO svo :
L'espressione "farsi il sangue cattivo" va intesa nel senso di :ach inducono ad associarla al mondo_di Yetzirah.Il particolar:
"contaminare la Nefesh", perché tradizionalmente si ritiene che statuto della Ruach, che si colloca in pos1z1one mterm~d1a t~~-~u
il sangue sia il veicolo della Nefesh, come attesta questo versetto: dimensioni, emerge dalla prima occorrenza del ter~me 1:;a:o ;~
"Poiché la Nefesh di ogni carne è il suo sangue, che è in essa" (Lv della Genesi: "La terra en1.Tohu e Bohu:le t:nebre ncopn "
17:14). Quindi la Nefesh è il supporto dei fluidi vitali, e si potrebbe . faccia dell'abisso, e la Ruach di Elohim aleggiava ~ulle ~cqu~ (Gen.
paragonare al corpo eterico degli occultisti. 1 ·2 La Ruach è il mezzo che permette all'uomo d1porsi al d~ sopra
La Nefesh dipende principalmente dal mondo diAssiah; se si . .ciJi turbinìo delle forze operanti nei sei gior1:i d~lla creazione (o
esclude il corpo fisico, è il veicolo più basso che l'anima possieda. della settimana), al fine di unificare la propna esrntenza.
Il mondo di Assiah rappresenta il compimento della creazione nel
LANESHAMAH ..
settimo giorno; per questo sta scritto: "E il settimo giorno cessò di
lavorare e si riposò" (Es. 31:17). Il termine tradotto con "riposarsi" Mediante i loro nomi, i livelli dell' an~~a r~velano.di ess:re si::~!
è il verbo ebraico "nafash", che rimanda a una quiete conquistata . 1 abilicomeI'aria."Neshamah denvadalverbo_ na~ "
grazie all'equilibrio interiore, raffigurabile con un esagramma in etl:P\~s irare" e dal sostantivo "neshem" (Cl~~), IJsoffio vitale ·
(Ino-.1), , p
tre 1 e mo olt s'1·m1·1e
al termine ebraico "neshin,a.
, h" (i11.J'ìLl:J),
che
· 'te
cui le sei punte evocano l'agitazione generata dalle forze emotive
214 indica la respirazione.
• • Ora , il primo atto della vita umana cons1s
215
QAl3ALAH ESTATICA E TSERUF
LA QABALAH DELLA LINGUA

appunto nel ricevere, e poi inspirare, un "soffio" che ci immette


1 h li è stata assegnata. Fara, t u tto questo solo se è puro.
nell'esistenza. Se ne può dedurre che la Neshamahcorrisponde alla
,,,,Questo
ettera c,e 11
: meto
g d o d e11e 221 porte" (citato da Moshe Idel in Il Golem).32
.
prima He del Tetragramma - che incarna l'evoluzione del soffio
divino - in quanto rappresenta l'inspirazione, la Ruach a Vav in , Quando si praticano le vocalizzazioni dello Tseruf,le ene~g1~
quanto svolge un ruolo di mediazione e la Nefesh alla seconda He . . ano tra loro a livello della Neshamah,qumd1
delle lettere s1combm . . d · nte la Ruach e infine
in quanto simboleggia l'espirazione. 11 sfera sensibile e voca 1e me ia
, passano_ne ~ . . d"ffondono
,
1 nella Nefesh. Grazie allo Tseruf, la
L'associazione tra Neshamah e inspirazione delle forze vitali 1 loro v1braz1om s1 J' d 1 d d"
~eshamah attira 1~ Shefà, ossia l'energia univers~le,_ a mon o 1
trae origine da questo versetto: Yhwh Elohim formò l'uomo dalla
11

. h, e Io conv oglia ali' interno delle forze v1tah. . .


Atzilut .
polvere della terra, soffiò nelle sue narici una Neshamah vitale, e
l'uomo divenne un Hayah (==esserevivente)" (Gen 2:7). Il passo in Questo 1.1ve11o dell'anima corrisponde al mondo . ,N Bnah,
d1 h cioè
h ·
questione allude anche al processo di fabbricazione di un Golem: . Il apporto tra creazione e es ama SI
il mondo della creazione._ "Cr , d1"ceYhwh Che ha creato i cieli e
infatti, una volta data forma ali' ammasso di argilla, il cab balista · · questo versetto. osi '
deve ripetere una serie di Tserufim per insufflare la vita nella sua
creatura. ~h:
~~~ov;. m_ gati Che ha disteso la terra con ciò che essa produce,
h~sd~~ato,la Neshamah a coloro che la popolano e la Ruach a
quanti camminano su di essa" (Is. 42:5).
Da un punto di vista più propriamente spirituale, il versetto
si può anche intendere nel senso che la vitalità inspirata tramite LAHAYAH
la pratica dello Tseruf permette al mistico di diventare un Hayah, . .f · "nfluenzano direttamente la
ossia un individuo completo, capace di vivere in tutti e quattro i ,,I ~re livelli dell~:~::n~:s~:t!u~ng;~~~ superiori, J=Iayah
e Yenidah,
mondi. Ma bisogna tenere presente che le tecniche cabbalistiche vita umana,~ .
che entrano m scena so o ne I llo Olam haBa, il mondo futuro. .
finalizzate alla crescita spirituale o alla ,realizzazione di un Golem
In ebraico . "Hayah"
. I.1 termine n (i1'n)
, , vuol dire "vivere" o,,r,più h
sono esattamente le stesse: soltanto l'intenzione che le sottende è·
. " . te" È sorprendente rilevare come la Ne;es ,
diversa. Il commento al SepherYetzirah di Rabbi Eleazar di Worms prec1sament~, vi.ven . · nda alla quiete, rappresenti un liv~llo
mostra chiaramente che si tratta di pratiche identiche: "Prenderà che etimologicamente nma · · mentre la f=layahil ,
della terra vergine in un luogo montuoso che nessuno abbia mai dell'anima inferiore e perennemente ag1tat0 , d" , . '.
. . . h "
significa anc e vivo 0. ,, "vivace" ' è una 1mens1. one 1n
arato. Impasterà la polvere con acqua viva e creerà un Golem.Poi CUI· nome d" 1 seren.ità Ciò indica principalmente
· · aspetta 1 trovare a ·
comincerà a combinare le lettere delle 221 porte - membro dopo
\ '

CUI c1 s1 . . no dominate dalla passività in quanto


membro, facendo corrispondere a ogni membro la giusta lettera che le sfere supenon no~ ~od lla volontà. La J=Iayah è situata nella
menzionata nel Sepher Yetzirah. Per prima cosa dovrà combinare dipendono dal rdatslon, c1ode~ Atziluth dove comincia la nozione
tra loro le lettere dell'alfabeto; poi unirà Alef a Patari,Tsere,f=liriq, te più bassa e mon ° ' 1 11 ·
par t 1 vita nel suo stadio inizia e, que o m
Qamats e Shuruq. E ogni volta combinerà una lettera del Nome del. tempo, e rapprese~fa
. , ancora mani es tata·
a , 1·tre livelli inferiori corrispondono
, ·1
[divino l con le vocali e con tutte le lettere dell'alfabeto [a partire
da Yod]:ai, poi [a]i,quindi [ae i]i e infine ai. In seguito combinerà
c~~:~~ s::di di evoluzione del soffio divino, me~tre l_aJ=Iaya~ èI
principio
ai g e la presenza v1ven· te che precede ogni estrmsecaz1one
Alef con Vav;poi, allo stesso modo, Alef con He in tutte le varianti.
di tale soffio.
Quindi passerà a Bet e poi a Gimel, associando a ogni membro la

__________ d_tt_t_o~daEleazar di WormH (22'1nnzid1(•2:)I), dr.


Per il diverso computo delle porte a o a
32 f"
Capitolo IX, paragrafo "Le 231 porte dello Tseru . .
216
217
QABALAH ESTATICA E TSERUF

LAYEHIDAH

IIYenidah"(il"TrJ;) significa "Unità" e deriva dall'aggettivo "yanid"


che vuol dire" solo", "unico", "isolato". Questo piano dell'anima
corrisponde alla parte superiore del mondo di Atziluth, in cui non
CAPITOLO Xl
c'è traccia dell'esistenza del tempo. In questo stadio viene meno
la distinzione tra Creatore e creatura: resta soltanto l'Uno, e non
vi è più posto per la dualità; la molteplicità del créato si è ormai LO TSERUF DEI NOMI
ridotta all'Unità. L'involucro dell'anima è la Luce dell' Ein-Sof alJo
stato più puro. Il termine "Yenidah" compare una sola volta nella
Bibbia, nel seguente versetto: "Iefte tornò a casa sua, a Mispa. Ed Nel capitolo precedente abbiamo illustrato gli aspetti ba~ilar~ e~
ecco uscirgli incontro la figlia con tamburelli e danze. Era la sua essenziali della pratica dello Tseruf, ossia le diverse combmaz1oru
unica figlia (Yenidah)"(Gdc 11:34). I tamburelli e le danze alludono che si possono ottenere a partire da due lettere.
al livello di esistenza più elevato delle lettere: esse, infatti, fanno Ma è possibile procedere anche con più di due le~t~re, il che
parte del piano fisico quando vengono tracciate con l'inchiostro, ··può complicare enormemente le cose oppure semphficarl:. La
di quello sensibile quando vengono vocalizzate e infine, complicazione. deriva dal fatto che biso.gna i~parare a c?~bi~are
quando vengono cantate, accedono al grado più alto di quello · più lettere con una più vasta gamma cli :7ocah~1~semplif1caz10ne
. spirituale. Il nome :'Iefte" vuol dire "egli libererà": in effetti, dal fatto che si utilizzano nomi fissi, nei quali s1per~~ta~o sol~
quando l'anima ritorna alla sua vera dimora dove regna l'Unità, • le vocali. Qui ci limiteremo a esporre le linee ess~n~1~h di questi
sperimenta una liberazione. Infine, il significato etimologico di Tserufim, perché le possibilità sono virtualmente 1~imte; ognun~
"Mispa", "torre di osservazione", evoca un luogo che p~rmette deve riuscire ad adattare questi esercizi alle sue esigenze, o farsi
di porsi al di sopra di tutte le cose. consigliare dal suo rabbi.
Essendo i gradi inferiori dell'anima soggetti allo spazio e al · Lo Tserufa due lettere offre Hvantaggio di p~estarsi ~ due sole
tempo, c'è sempre un aspetto della loro esistenza che è occultato possibilità di combinazione, il che rende fa pratlc~ :elativament~
dagli altri. È un po' come accade in una foresta, dove gli alberi si semplice. Niente impedisce di operare co.n tr~ o pm lettere, ~a 11
nascondono a vicenda: per contemplarli tutti nella loro interezza ·•numero di combinazioni possibili cresce m misura esponenziale.
bisogna collocarsi al di sopra della foresta, cioè salire su una torre U Sepher Yetzirah allude a tale fenomeno i1: questi termini: "Due
di guardia. Questo punto d'osservazione supremo è la Yenidah. pietre costruiscono 2 case. Tre pietre c?strmscon~ 6 case. Quattro
pietre costruiscono 24 case. Cinque pietre costrmsco.no 120 case.
Sei pietre costruiscono 720 case. Sette pietre costrmsco~o s_.04~
case" (S.Y. 4:16). Le pietre sono le lettere e le case le combmaz10m.
' con due lettere si formano 2 combinazioni, con tre lettere 6 ecc. Il
passo del SepherYetzirah si può sintetizzare in questo modo:
lxl=l
lx2=2
lx2x3=6
1 X 2 X 3 x4 = 24
1 X 2 X 3 X 4 X 5 = 120
219
218
QA IJ11/,A 7'1('A lì' TsERUF
111\'S'l>l
Lo TSERUF DEI NOMI
1 X 2 X 3 X 4 X 5 X 6 = 720
20 2.432.902.008.176.640.000 54
1 X 2 X 3 X 4 X 5 X 6 X 7 = 5.040
21 51.090.942.171.709.440.000 63
.È facile calcol.are le possibilità di combinazione offerte dalle 22 1.124.000.727.777.607.680.000 72
venh~~e lettere: s1 tratta di una cifra veramente astronomica. In
effetti, il totale delle combinazioni che si possono ottenere da u
tale ~uantità di lettere ammonta a 1.124.000.727.777.607.680
pr~hc~n:i-ent~il.numero delle stelle osservabili in tutto l'univ~rso;
o: Questa tabella induce alcune riflessioni per quanto riguarda
i risultati della somma delle cifre che compongono i numeri delle
q~mdt ~1 puo dtre che esista un nome formato dalla combinazione varie combinazioni, talora denominata "somma teosofica" (5040
d1 ventidue lettere per ogni stella, e l'affermazione secondo cui il = 5+0+4+0 = 9). A partire dalle combinazioni a sei lettere, si tratta
mondo fu creato con le lettere dell'alfabeto corrisponde a verità sempre di cifre appartenenti alla tabellina del 9, una caratteristica
In q~alche modo, ogni stella emette la vibrazione di un nome di comune a tutti i numeri implicati nelle strutture del tempo, dello
ventidu~ lett~re: sono forse questi i suoni che vengono captati dai spazio e della vita. Il pentagramma, che simboleggia l'armonia e
~oderrn ~ad10telescopi. La pratica dello Tseruf ci permette quindi ·r equilibrio tra le forze, comprende solo angoli di ampiezza pari
d1 comunicare con la nostra anima e con l'intero universo. a un multiplo di 9. Osservando la colonna dei numeri ridotti33, è
stupefacente constatare che quello equivalente alle combinazioni
Ecco la scala dei valori corrispondenti alle combinazioni tra
le lettere, da 1 a 22: a ventidue lettere è 72. La Qabalah è ricca di insegnamenti relativi
a tale numero: si pensi anzitutto ai nomi dei settantadue "angeli
della Qabalah" tratti dall'Esodo e al Nome divino in settantadue
lettere da Numero di Somma delle cifre del
lettere.34
combinare combinazioni possibili numero delle combinazioni Il numero 72 è direttamente legato ai cicli della vita umana e
1 1 di quella dell'universo. In primo luogo, il ritmo medio del cuore è
1
2 2 2 di settantadue pulsazioni al minuto, e attualmente la durata .della.
3 6 6 vita media di un uomo è di settantadue anni. Inoltre, il "Grande
4 24
5
6 anno platonico!!, cioè la. durata della precessione degli equinozi,
120 2
6 è pari a 25.920 anni terrestri, numero appartenente alla tabellina
720 9
7 5.040 del 9. Tale periodo si può paragonare a una gigantesca pulsazione
9
40.320 cosmica nell'arco della quale il punto equinoziale prosegue il suo
9
9 362.880 percorso sulla linea dell'eclittica per ritrovarsi, 25.920 anni dopo,
27
10 3.628.800 nello stesso identico posto. Questa colossale rotazione temporale
27
11 39.916.800 e letterale è nota ai cabbalisti con il nome di" Rota" (~~iì), termine
36
12 479.001.600 il cui valore numerico è pari a quello di "arieh" (i1'ì~), "leone", e
27
13 6.227.020.800 di "irah" (i1~ì'), "timore", ossia 216, il prodotto di 3 x 72. Ora, 72
27
14 87.178.291.200 45 e 216 sono anche i valori dei nomi di due Sephiroth:"Chesed" (ion)
15 1.307.674.368.000
16 e "Gevurah" (i111:D). Ricordiamo poi che i nomi delle settantadue
2.092.278.988.000
17 forze occulte tratti dal libro dell'Esodo sono tutti co~posti da tre
355.687.428.096.000
18 6.402.373.705.728.000
19 121.645.100.408.832.000 33 Per numeri (o valori) ridotti si intendono le somme teosofiche cita te prima [N.d.T.].
34 Vedi George Lahy, Il SepherYetzirah,Venexia, Roma 2006, pp. 105 sgg.
220
221
QAl!,l/,1l// lì'S1'A11L'1/
li' TSliRUF
LO TSERUF DEI NOMI
lettere, ognuna delle quali manifesta un grado dell'anima: Nel'esh
Ruach, Neshamah35. J' , tre lettere offre un vantaggio non trascurabile, perché l'ebraico è
una lingua composta da radici trilittere. Nello Tseruf si potranno
Un Grande Anno Cosmico è composto da 360 giorni cos . . utilizzare tutte quelle che fanno da fondamento alla lingua sacra.
ognuno dei quali corrisponde a uno dei gradi in cui e' dd~~c1, Con tre lettere non abbiamo più 231 porte, ma 1540, numero che
il Cere h'IO d e11'ecl'ittica.
· Quindi un grande oiorno cosm. SU , lVISO .
72 (25 920/360) d . . . o~ 1co e pan a per Abraham Abulafia racchiude il segreto delle settanta lingue
. . e1 nostn anru terrestri: ecco perché trovare tale primordiali della terra: infatti, se ognuna di queste lingue avesse
~ut{;el~oiorrelato_ co~ le possibili combinazioni di tutte le lettere .avuto ventidue lettere, insieme ne avrebbero totalizzate 70 x 22 ==
e a a eto ebraico e particolarmente importante. 1540. Inoltre le 1540 porte, essendo formate da tre lettere ciascuna,
T Come abbiamo già osservato nei capitoli precedenti, anche il . si aprono in sei direzioni (lx2x3 = 6), il che ci dà un totale di 9.240 ·
etragram~a m~,co~pare molto spesso in associazione a queste combinazioni possibili.
1

macrocombmaz10ni. E ampiamente noto che il valore . L'ordine delle combinazioni a tre lettere è indiçato dal Sepher
della · . . · numenco
+ . scom\os1z10ne pIYamidale del Tetragramma - y (') + YH (ir') Yetzirah in riferimento alle lettere del Tetragramma: "Egli scelse
Y~W (1ir) + ?HWH (i11iP),ossia 10+15+21 +26 - è pari a 72. tre lettere tra le semplici nel mistero delle tre madri: Alef, Mem e
Abbiamo altres1 const~tato, e~aminando i Partsufim nel Capitolo Shin. Quindi le fissò nel suo Grande Nome e còn esse sigillò le sei
~Xl che 72, 63 e 45 sono 1valon numerici di tre espansioni grafiche estremità. Sigillò il Sopra, lo orientò verso l'alto e lo fissò con
e Tetragramma, cioè di tre forme ottenute scrivendo per esteso YHW (1i1').Sigillò il Sotto, lo orientò verso il basso e lo fissò con
le 1ettere che compongono il Nome divino·
HYW (1"i1). ·sigillò l'Est, lo orientò in avanti e lo fissò con (i1'1).
YVD + HY + VYV + HY _ 'i1 ì'ì 'i1 1ì; = 72 Sigillò l'Ovest, lo orientò all'indietro e lo fissò con WHY ('i11).
YVD + HY + VA V + HY _ 'i1 ì~ì 'i1 1ì' = 63 Sigillò il Sud, lo orientò a destra e lo fissò con YWH (i11').Sigillò
YVD + HA + VA V + HA _ ~i1 ì~ì ~i1 11., = 45 il Nord, lo orientò a sinistra e lo fissò con HWY ('1i1)"(S.Y. 1:13). Il
versetto indica sia il senso in cui eseguire le combinazioni, sia la
. ~u~ti e t_r~questi numeri compaiono nella colonna dei valori
' postura fisica da assumere durante la pratica: quando si prega o
ndotti, m ~UI figura anche il numero 54, che può corrispondere a
questa scnttura del Tetragramma: si medita, bisogna tenere il viso rivolto verso est e dare le spalle
all'ovest, così da avere il sud a destra e il nord a sinistra. L'ordine
YVD + HAH + VV + HAH - i1~i1ìì i1~i1 1ì" = 54 delle combinazioni appena descritto è applicabile a tutte le radici
Nell' d' · · · trilittere; il modo più semplice di procedere è trasformare le tre
, :1-n ices1ma nga della tabella Il valore ridotto è 36, cioè
1~1:1-etad1 72, che compare alla ventiduesima riga. Il numero 36 lettere in numeri:
s1 nca~a anche dal Tetragramma, utilizzando la mispar atan del
suo svilu:ppo piramidale: y (') + YH (ir') + YHW (1ir')} YHWH
(ii1i1'),ossia 1 +6+12+17 = 36.
Lo TSERUF A TRE LETTERE

Lo Tseruf"f:uòes~ere praticato anche con tre lettere, sulla base del


metodo d1 vocalizzazione illustrato nel Capitolo X C, . h' d
molt · , tt . . 10 ne re e
a pm a enz1one e concentrazione; per contro, lavorare con

;2:edi George Lahy, Les 72 Puissances de la Kabbale.Éditions Lahy, Roquevaire 1999.

223
QABALAH ESTATICA E TSERUF Lo TSERUF DEI NOMI

IL METODO DI VOCALIZZAZIONE A TRE LETTERE Sempre seguendo lo schema di questo metodo combinatorio,
Il procedimento è identico a quello seguito con le.vocalizzazioni si può quindi passare a combinazioni con quattro lettere o più.
a due lettere, solo che in questo caso alle tre consonanti vengono LA VOCALIZZAZIONE DEI NOMI DI POTERE
abbinati gruppi di tre vocali. La trama sonora non è più:
oo, oa,oe, ai, ou, Esiste un altro modo di procedere, utilizzato in particolare per i
ma, per la prima serie: cosiddetti "Nomi di potere". Finora abbiamo combinato tra loro
ooo,ooa,ooe,ooi, oou, oao,oaa,oae,oai, oau, le consonanti e le vocali, ma è anche possibile lasciare la radice 0
oeo,oea,oee,oei, oeu, la parola così com'è, senza permutarne le consonanti, e limitarsi
aio, aia,aie, oii, oiu, ad aggiungere le combinazioni sonore relative alle vocali. Questo
ouo, oua, oue, oui, ouu. sistema si applica solo a termini o nomi particolari, che in genere
terminano con una delle cinque lettere finali. Sono detti "Nomi
Se vocalizzando due lettere si formano 50 combinazioni, con
di potere" perché possiedono poteri speciali. Il più conosciuto è
tre se ne ottengono 750, per cui ogni esercizio è molto più lungo.
di sicuro Amen" (ìa~),ampiamente utilizzato dalle tre religioni
II

Ecco la griglia delle combinazioni tra le tre lettere fondamentali


monoteistiche: i cristiani lo ripetono spesso nel corso della messa;
del Tetragramma:
i musulmani durante la preghiera, nella forma" Amin"; presso gli
ebrei, che lo usano nella liturgia, esistono più pronunce: si va da
··"Amen", "Emen" alla variante ashkenazita e yemenita "Omen". Si
noti che la struttura della parola non cambia mai; tuttavia essa
viene modulata in modo diverso, cioè cambiano le vocalizzazioni.
In questo caso lo Tseruf segue il criterio di non combinare tra loro
le consonanti del Nome, ma solo le vocali che le accompagnano,
in questa maniera:

Omon

Amon·.

Emon

Imon

Umon\

La tabella riportata qui sopra mostra i venticinque Tserufim


che si ottengono con cinque vocali, tra cui anche" Amen"," Emen",
"Omen" e "Amin". Queste vocalizzazioni consentono di estrarre
tutta la forza del Nome, facendolo vibrare nelle cinque dimensioni
:sonore e nelle cinque parti dell'anima. Per eseguire correttamente
questo Tseruf in primo luogo bisogna pensare ai benefici effetti
224 225
LO TSERUF DEI NOMI
Q1//IAl.l1/I ilSTATICA E TSERUF

esercitati su di noi dal Nome "Amen", che ci aiuta a rinnovare la la luce celeste viene a illuminare le acque torbide c~e rista~nano
nostra fedeltà ali' alleanza divina. La Nun finale si può paragonare nel profondo della nostra coscienza, trasformando il fango moro
a una colonna di luce che crea un legame tra il mondo superiore spirituale. Per consentire al Nome" Mayim" di esp_r!mere ~utta la
e quello inferiore, e che possiamo assimilare alla nostra colonna sua forza, si ytilizza una pratica identica a quella gia descritta per
vertebrale. Quindi è bene visualizzare una colonna di luce che va , "Amen":
dalla nostra testa ai nostri piedi; durante la pratica si deve sentire
la Nun finale vibrare fin sotto la pianta dei piedi. Questa presa di
coscienza della nostra connessione con la sfera celeste ha il potere
di ridestare in noi le forze quiescenti e le qualità latenti.
In questo tipo di esercizio è importante la respirazione: per
prima cosa bisogna prendere perfettamente coscienza del proprio
respiro, poi inspirare completamente ed effettuare la prima serie
di combinazioni in fase di espirazione. La Nun finale dev'essere
accentuata e vibrare simultaneamente nella fronte, nella nuca, nel
Il livello vibratorio di "Mayim" è molto diverso da q1:1ellodi
torace e nella pianta dei piedi. L'inspirazione va eseguita in modo
"A:nen" perché la sua Mem finale agisce maggior~en~e all'interno
corretto dopo ogni serie, prendendo anche due o tre respiri per
del cranio. Non a caso, tra gli effetti di tale pratica v1 sono anche
volta se occorre. La durata della pratica varia in funzione di chi la
la chiarezza mentale e lo sviluppo della memoria.
effettua: si può procedere molto rapidamente o molto lentamente.
Recitare questa griglia una volta sola è salutare, ma insufficiente: Per ottenere la calma interiore, la serenità e la q~iete,m_entale,
bisogna continuare a ripeterla per almeno cinque minuti o più. ·, oppure per favorire la pace e l'armonia nel mondo, s1pu~ npeter;
1

, lo stesso esercizio con le tre lettere radicali della parola shalom


Il Nome di potere "Amen" è universalmente noto e si applica
praticamente a tutte le situazioni, ma non è il solo a trarre profitto (t:J'?tv):
da questa tecnica: anzi, le possibilità di scelta sono immense. Ad
esempio il termine "Hayim" (t:Jin),"vita", può essere vocalizzato
in modo analogo per stimolare la forza vitale e favorire la presa di
coscienza dei vari livelli d'esistenza. Sono molte le parole chiave
della mistica che traggono vantaggio da quest'utilizzazione, ma
qui ne potremo fornire solo alcuni esempi.
Una pratica interessante è quella basata sul termine" Mayim"
(t:JiiJ),
cioè" acque", che occupa un posto importante nei commenti
mistici ed è dotato di poteri magici particolari. In ebraico si tratta
di una parola palindroma, ossia che si legge in entrambi i sensi,
a indicare che, come il blu dell'acqua rispecchia quello del cielo, Lo TSERUF DEL TETRAGRAMMA
così il mondo inferiore è il riflesso di quello superiore. "Mayim" Il sistema di vocalizzazione elaborato da Abraham _Abu~afiano~
possiede il potere purificatore delle acque e rende possibile una è il solo a essere utilizzato dai cabbalisti. Num~r~s1 altn metodi,
sorta di alchimia spirituale, in grado di spazzare via i difetti che infatti, rivestono un forte interesse ai loro occhi: il Tetragramma
si sono accumulati sul fondo della nostra anima. Grazie ad esso,
227
226
QABALAH ESTATICA E TSERUF Lo TSERUflDE/ NOMI

stesso ha le sue specifiche vocalizzazioni in ambito èabbalistico. due volte la lettera He, il che si verifica anche nel Nome "Ehyeh"
Ciò potrebbe urtare quei religiosi per i quali il Nome divino non (i1'i1~).
può essere pronunciato - tradizionalmente, solo il Cohen Gadol (il Tradizionalmente, le dodici combinazioni del Tetragramma
Sommo Sacerdote del Tempio) godeva di questo privilegio - ma sono associate ai segni dello Zodiaco, ai mesi dell'anno, alle tribù
la Qabalah giustifica tali pratiche con una libera interpretazione d'Israele, ad alcune parti del corpo umano e a determinate facoltà.
di questo passo dell'Esodo: È piuttosto facile far corrispondere le qualità delle dodici lettere
Xìp:'itp~r,~ il1il7ili?,?x·t;,':;J XW/?1,ry-t;,~
il1il7tl1pti~
xìpi:, x·t;, semplici elencate nel Sepher Yetzirah ai dodici segni zodiacali. Per
: l'\11Zi't;,
: T
1b1Vtil'\
- : "•"
quanto riguarda l'ordine delle tribù, non è quello citato nel libro
Passo che troppo spesso è stato tradotto: "Non pronuncerai dell'Esodo (1:2-5), bensì rispecchia il loro ordine di marcia durante
invano il nome di Yhwh, tuo Dio, perché Yhwh non lascerà certo l'avanzata nel deserto: in tale frangente, esse erano suddivise in
impunito chi usa il suo nome invano" (Es 20:7). Una traduzione più quattro accampamenti, ognuno di tre tribù, orientati nell~ quattro
precisa potrebbe essere: "Non innalzerai il Nome di YHWH, tuo direzioni dello spazio a partire da est. Ora, se si ha l'est di fronte,
Dio, per vanità, perché YHWH non purificherà chi innalza il suo ruotando verso destra si arriva prima a sud, poi a ovest e infine a
Nome invano". nord. Quindi l'ordine delle tribù evidenzia una rotazione in senso
evolutivo ed espansivo.
Il versetto dunque non proibisce di pronunciare il Nome di
Dio, ma mette in guardia contro un uso volgare di tale Nome. Il La serie delle combinazioni del Tetragramma ha come punto
termine "lashave" (~)tq?),generalmente tradotto "invano", ha in di partenza il Tetragramma stesso; le prime tre iniziano per Yod,
realtà un significato più ampio: vuol dire anche "per vanità" o" a le tre successive per He, seguite da tre che cominciano per Vav e
vuoto". Quindi il comandamento insegna che il Nome di Dio non da tre con iniziale He. Quindi, ripetendo le combinazioni relative
dev'essere pronunciato per un nonnulla o in un contesto vuoto di ai dodici mesi con le vocalizzazioni che vedremo più avanti, nel
intenzioni: il Tetragramma, infatti, è un segreto universale. Ora, giro di un anno si arriverà a pronunciare il Grande Nome di Dio.
quando un iniziato riceve una chiave segreta non deve rivelarla; Ecco una tabella che sintetizza le correlazioni tra le permutazioni,
se la sua vanità lo porta a farlo, la chiave perde la propria forza, i segni zodiacali e le tribù:
ed egli si ritrova in mano una scatola vuota. Per contro, ha tutto
il diritto di utilizzare il suo segreto in ambito iniziatico: non solo Lettere Mesi Segni Permntazioni Tribù d'Israele e
Qnalità
semplici ebraici zodiacali del Tetragramma Accampamenti
esso non perderà la propria forza, ma tale forza sarà decuplicata.
Lo stesso vale per il Nome YHWH: coloro che lo ripetono per un ,
l'! Nissan
Iyar
Ariete
Toro
YHWH l'l'll'I' Giuda
YHHW m• • lssakarnssac(b)ar
Est
Parola
Pensiero
T Sivan Gemelli YWHH m,• Zebulon/Zabulon Locomozione
nonnulla o lo usano per avvalorare un giuramento si ritrovano in
mano quattro lettere di una parola vuota di significato, pertanto l"f Tammuz Cancro HWHY 'lTll'I Reuben/Ruben Vista
non possono più beneficiare del grande potere purificatore insito t, Av Leone M Simeone Sud
HWYH l'T'1l'T Udito
• Elul Vergine HHWY 'll'Tl'T Gad Azione
nel Nome di Dio.
';I Tishri Bilancia WHYH il'l'T1 Efraim Copula
Nell'ambito della preghiera e della pratica spirituale le varie l Heshvan Scorpione WHHY •nm i Manasse Ovest Olfatto
forme di tale Nome sono perfettamente pronunciabili; tra l'altro, tJ Kìslev Sagittario WYHH ilil'1 Beniamino Sonno
ne esistono diverse vocalizzazioni. Qui, però, ci concentreremo di p Tevet Capricorno HYHW 1il'i1 Dan Collerà
preferenza sulle combinazioni del Tetragramma i11i1', che non dà ! Shevat Acquario HYWH l'T1'11 :, Ashcr/Ascr Nord Gusto
luogo a ventiquattro permutazioni come tutte le parole di quattro i' Adar Pesci HHYW l'l"ll'T Naflali Riso
lettere, ma solo a dodici. Ciò è dovuto al fatto che in esso compare
228 229
LO TSERUF DEI NOMI
(}AIJA/,,11/
11,~'l'ATICi/
/ì' TSiiRUF

Ecco le voca.lizzazioni del Tetragramma YHWH e quelle dd


Nome" Ehyeh"(iW'f~)in base al SepherOr haLevanah(per i mesi dd
calendario civile, la cosa più semplice da fare è attenersi alle da te
iniziali e finali dei segni dello Zodiaco): Le lettere conservano le loro vocali nelle combinazioni.
PER NEUTRALIZZARE GLI INFLUSSI NEFASTI DEGLI ASTRI
·•Se una carta celeste contiene cattivi presagi per ~n dato period~,
YHWH EHYEH MESI SEPHIROTH
l'importante è non arrendersi alla sorte: la preghiera e la !avana '.'
lJ,'ll!Yihaveha ÌJ.~ Ihaveha Nissan Chesed infatti, possono facilmente neutralizzare questo_gener~ d1mfluss1.
.TiJiJ.'
Yihahave .'ti~ lhahave Iyar Gevurah ,.S . reannuncia un periodo sfavorevole sotto il profilo ast:ale, è
ìjt'f~'Yeuhaha ijij~~ Eyhaha Sivan Tiphereth e s1p 11'· . . d. ese
•. consigliabile recitare la preghiera che segue~ 1~1z~~ I ogni m
.tt1iJ Hevehoyi ~i!~O Heyehoi Tammuz Netzach
. astrologico oppure tutti i giorni. Tale preghiera e gia ~~ta a ~oloro
iJ1i) Hauyiha ~~ Hayiha Av Hod
·,m
,., . •,, Huhivayi ~.~ Huhiyai Elul Yesod ·. che hanno l'abitudine di recitare le benedizioni tr~d1z1onah, solo
che in questo caso il Tetragramma viene pronuncia.to ~econdo la
tr;n., Vahoyaha
Uhahai
~n: Yahoaha
Yihahae
Tishri
Heshvan
Chesed
Gevurah ' permutazione e la vocalizzazione del mese astrologico m corso. Il
,'i::tiJ1 NifiT'
I ""' ,.. •

ryry:, Vayohaha tri:t~· Yaohaha Kislev Tiphereth testo è il seguente:


~ ..,.- Hayihuve .~iJ Haihuy
1iri1 Tevet Netzach n'tv~i:J
. .. .. ì1tv.µq
.. .. ì1W.JJ ì1ìì1'ì1D~1 11~
. tJ?il'iJ1~9 j'iJ1?t:S
1
h
,,, .. Haivehu
iii"iT l"Mitì'T Haeyeho Shevat Hod
1'iliì Hiheiva
t ~ i ~

Hiheeya Adar Yesod Baruk'h atha (corrispondente forma d~l} etragramma Yhw )
11
.. ~ t .. -'~i'.I
Eloheinu melek'h haolamossehMa' ase Bereshit .
"Sii lodato, tu, Yhwh, nostro Dio e Re dell'Universo, Autore
Così, ogni mese zodiacale corrisponde alla pronuncia di um1 dell'Opera della Creazione".
forma del Tetragramma, pronuncia che, abbinata alla preghiern, Questa preghiera, che va ripetuta più volte, si può 1:tili~zare
ha il potere di neutralizzare gli influssi astrali funesti previsti pt•r anche quando si vede un lampo, una stella cadente, o s1 assiste a
quel mese, rendendolo propizio. Perciò, ogni volta che all'interno qualunque altro fenomeno celeste.
di una preghiera qualsiasi o di una formula particolare si incontra
il Tetragramma, bisogna pronunciarlo in base al segno zodiacal(•
nel quale ci si trova. Ad esempio, il Nome in quarantadue lettcn•
citato nel Sepher Yetzirah, che abbiamo esaminato nel Capitolo IV,
assume una forma diversa a seconda del mese: così, sotto il segno
del Leone, Yah YHWH Tsevaoth,Elohi ecc. diventerà Yah Hauyi/111
Tsevaoth, Elohi ecc.
La scelta delle vocali da utilizzare per queste combinazioni
si effettua a partire da frasi della Bibbia la cui notaricaequivale n
una delle permutazioni del Nome YHWH. Ad esempio la prima
vocalizzazione del Tetragramma si ricava dal seguente versetto:
"Gioiscano i cieli ed esulti la terra!" (1 Cr 16:31), le cui roshei tevotlt
in ebraico formano proprio il Tetragramma YHWH:
231
230
CAPITOLO XII

RESPIRAZIONE E MOVIMENTI

Il controllo del respiro occupa un posto significativo nella pratica


dello Tserut e la respirazione deve accompagnare correttamente
la pronuncia delle lettere. Infatti non solo i movimenti corporei, e
ovviamente respiratori, dipendono interamente dalla qualità del
respiro, ma la vocalizzazione è di fatto impossibile senza di esso.
Perciò le tecniche dello Tseruf assegnano un ruolo importante alla
· respirazione consapevole, che è il modo migliore per comunicare
con l'anima. Abbiamo già visto (Capitolo X) che i nomi dei gradi
dell'anima sono direttamente legati ai concetti di soffio vitale e di
respirazione. Basti pensare che in ebraico "respirazione" si dice
"neshimah" (i1Q'ìP~), termine la cui grafia è quasi identica a quella
di "Neshamah" - che designa l'anima in quanto soffio vitale - e il
cui valore numerico è 405 come quello di "shenayim" (Cl'jili),"due".
Ciò allude da un lato alla struttura duale della respirazione, che
si compone di inspirazione ed espirazione, dall'altro alla duplice
natura, fisica e spirituale a un tempoì del respiro.

LOSHEFÀ
Nella respirazione consapevole, l'aria non è l'unico nutrimento
sottile a entrare in gioco: il respiro trasporta anche una sostanza
spirituale detta" Shefà" (.l)~ìç),
termine che nella Qabalah significa
"emanazione", "effluvio", ma il cui primo senso è" abbondanza",
"profusione". Lo Shefà è un flusso spirituale che circola dentro e
il).torno a ognuno di noi, riempiendo e unificando l'intero creato.
Poiché i trentadue sentieri della Saggezza sono altrettanti veicoli
di tale flusso universale, realizzare uno di essi equivale ad aprire
una valvola e a liberarlo. Quando l'universo è unificato, lo Shefà

233
Q,;I/W,tl/1 ll'S'/'A'l'/c'AH TSERUF
RESPIRAZIONE E MOVIMENTI

abbonda ovunque e in ogni cosa, ma la "rottura dei vasi" che ha


dell'aria è evocato dal termine "afah" (il;Jl$ ), "cuocere", composto
fatto,seguito alla creazione ha prodotto dei vuoti nei quali esso 0
dalle tre lettere Alef-Pe-He. Inoltre, il digramma Alef-Pe rimanda
non e presente, o lo è in minima quantità. E come nell'uomo alla
all'aria fresca che penetra attraverso il naso (" af'), e quello Pe-He
formazione di un vuoto si associa uno stato di malessere,così tali
all'aria calda respirata che esce dalla bocca (" Pe"). Anche lo Shefà
vuoti possono essere definiti zone malate del tessuto cosmico.
subisce la stessa trasformazione: quando viene assorbito, è molto
~o Shefà s:ol.ge un ruolo essenziale nell'universo, in quanto sottile e leggero, e un chiaroveggente è in grado di scorgere il suo
fa da mtermediano e da collante tra il corpo fisico e quelli sottili. colore bianco e puro, con lievissime venature azzurrine. Ma una
In ~uesto senso si può identificare con la Vav del Tetragramma, in volta all'interno del corpo, la sua vitalità irradia tutte le cellule a
cm le due He simboleggiano rispettivamente il respiro spirituale tal punto che quando esce è logorato, cioè molto più pesante e più
e quello corporeo, unificati appunto dallo Shefà, il filo sÒttile che lento, e il suo colore tenue appare leggermente ocra. Ma lo Shefà
c?lleg~ sia il mondo terreno con quello celeste, sia tutti gli esseri ha il potere di autorigenerarsi attraverso il movimento, il che gli
viventi tra loro. Se le dieci Sephiroth sono altrettanti ricettacoli di permette di ritrovare assai rapidamente la propria carica vitale.
~nergie vi tali il cui ruolo è canalizzare in maggiore o minor misura
L'aria non è l'unico veicolo dello Shefà;il cibo ne contiene in
Il flusso.dello Shefà,quest'ultimo incarna la totalità del patrimonio
maggiore o minor misura, la luce solare ne è ricca e certe foreste
energetico presente nel cosmo, e il respiro è la sua manifestazione
sono delle autentiche riserve di Shefà. Anche la mente si nutre di
esteriore. A livello umano, lo Shefà è l'insieme delle forze latenti
tale sostanza: i pensieri evolutivi, ad esempio, sono colmi di Shefà
sepolte nel profondo della psiche; chi riesce a controllarlo, arriva
puro, mentre quelli involutivi sono figli dello Shefà,viziato, ossia
al controllo mentale: infatti non si può dominare la mente senza
agire sullo Shefà. · attinto dal "lato sinistro" o "dall'altro lato". Quindi, una persona
che coltiva cattivi pensieri, consuma cibi poveri di Shefà e respira
La sede dello Shèfà è la Sephirah Tiphereth e, per estensione, male, oscilla pericolosamente verso il lato sinistro, che la Qabalah
la Vav del Tetragramma e il cuore dell'uomo. Ma in realtà esso è definisce "vuoto di santità".
presente ovunque, perfino là dove la mente non può arrivare. Il
Il termine" Shefà" compare una sola volta nella Bibbia, e cioè
respiro, il calore, la luce, il magnetismo sono tutte manifestazioni
in questo versetto: "Poiché essi succhieranno (si nutriranno del)
esteriori dello Shefà.Quando respiriamo, senza rendercene conto
lo Shefà del mare e i tesori nascosti nella sabbia" (Dt 33:19). Il mare
insieme all'aria assorbiamo Shefà,e anche il cibo che consumiamo
simboleggia l'unione delle acque e dei cieli, di cui riflette il colore;
è impregnato di questa forza. Prendere coscienza dei flussi vitali
lo Shefà nutre l'anima come il seno materno nutre il bambino. In
cir~c?lantiattraverso il naso e la bocca è essenziale nell'esperienza
sostanza, questo cibo universale permette a ciascuno di scoprire
spmt~al~. Le stesse vocalizzazioni dello Tseruf hanno lo scopo di
le scintille di santità sepolte nella sabbia della sua coscienza.
favonre Il co~tr?llo dello Shefà:nella prima fase, infatti, si inspira
col naso, e poi s1emettono i suoni espirando con la bocca. Questa NESHIMAH, LA RESPIRAZIONE
stretta r.elazione tra naso e bocca è evidenziata dalla lettera Pe (::i), Quando il mistico dice" soffio"36,di sicuro intende "Shefà". Rabbi
che, scntta per esteso, è composta o da Pe e Alef (~::i),o da Pe e He Nali.man di Breslavia soleva dire: "La vitalità dell'uomo coincide
21::i),1:ttere che forma~o le parole "Pe" (m:i),"bocca", e "af' (:i~), con il soffio: se questo viene meno, è la vita stessa a venir meno"
. nas.o . Ora, come abbiamo detto, durante le pratiche vocali l'aria (LikutéMoharan1:8). La vita fu infusa nell'uomo quando Dio" soffiò
msp1rata passa per il naso e quella espirata per la bocca. Si tratta
di un'operazione alchemica che trasforma l'aria fresca (quella che
entra) in aria calda (quella che esce); questo processo di "cottura" 36 La frase gioca sul doppio senso di souffl.e,che significa sia "soffio (vitale)" che
"respiro". Per non appesantire la traduzione, si è preferito lasciare ora "soffio" ora
234 "respiro" [N.d.T.].
235
RESPIRAZIONE E MOVIMENTI
C}tUIAl,AJI
ICS'1117'1CA
lì TSHRUF

nelle sue narici un alito vitale" (Gen. 2:7): in tal modo, infatti, fece
BAREGO · 1·
penetrare in lui lo Shefà.È compito nostro preservare o ripristinare . . . tono in un movimento c1c ico
la qualità originaria del movimento dello Shefa,cioè quella che lo L'inspirazione e l' esp1raz10ne cons1s . bb r f
'. viceversa, che 1 ca a is 1
dall'esterno verso l mterno e "G " (iJ) in
caratterizzava quando fu insufflato nell' Adam: "Finché avrò fiato, . "B r'' (1:i) nella sua direzione esterna e o
e il soffio di Dio sarà nelle mie narici" (Gb 27:3). Il modo migliore chiamano a . . del Sepher
uella interna. Tale processo è descritto m un passo. ni
di riuscirci è realizzare il controllo del respiro tramite opportune q . h h Sh th· "Ed è una cosa ben nota a tutti che og
tecniche di respirazione guidata. È facile notare che l'andamento
del respiro segue quello dei pensieri e delle emozioni, e che una
e:;:~
"'."1aft::azi:ne n~so si traduce in un'aspirazione, .dell'aria da~
msp. ·1d . , dall'esterno (Bar) verso 1 mterno (Go),
cattiva respirazione può influire su molteplici comportamenti. Se fuori verso 1 entro, c10e . . , nione di , Bar' e , Go'
ad esempio l'agitazione fisica accelera il respiro, e la tensione ne il segreto linguistico che l11~:1:~1;:~o (~~dalità) di Gevurah e
riduce considerevolmente l'ampiezza, il rilassamento, invèce, ci dimostra la vera natura e , omo sarà chiamato
della sua essenza,37 in virtù della quale 1 u .
porta a respirare più lentamente e più profondamente. La cattiva , , ssia 'Guibor' (1iJJ), in base alla forza con _cm
respirazione provoca una sorta di inquinamento interno e offusca fo~:;ne o ia le sue inclinazioni" (citato da Moshe ldt:1 in .L'esp~~zenza
lo spirito, ma basta respirare a fondo per rimediare a tutto ciò. pa gg L'ins irazione procede in direz10ne Bar-
mistica in AbrahamAbula~a). . P . . "Go-Bar'' (i:Ji1). Questo
Se la qualità del respiro può influire sui processi spirituali e G " (in:J) l'espirazione m direzione '.
psicologici, il suo controllo ci rende padroni di essi. La neshimah o . , . t che va dall'esterno verso 1 mterno e
duplice mov1men o, . ,. · e
(letteralmente: '' respirazione") è la più importante delle tecniche . l'azione dello specchio che riceve un immagm
volte a padroneggiare lo Shefà e i ritmi vitali, ed è fondamentale v1cev~rsa, evoca data Tale analogia è confermata anche dalla
non escluderla dalle pratiche spirituali. Una buona neshimahpuò e la rimanda roves . . d. "Bar-Go" (iJ-iJ) è 211 come quello
gematria:il valore numerico 1
essere considerata sinonimo di rinnovamento perenne, in quanto
d i. " n.,, ('~i)
..· ' "specchio". .
dischiude continuamente dinanzi a noi le porte del mondo futuro. . d . h. l'una nei. co nf ron t1
Anche le due narici agiscono a specc 1 1 . L
Invece una cattiva respirazione non è in grado di espellere l'aria 1 d r natura de respiro. a
viziata e i residui di Shefà consumati, e ciò indebolisce il corpo e del l'altra e illustrano molto· bene ,
a up ice
1 M. h lo aMetatron; aria e
l' .
chiude le "finestre" dello spirito. Avere il respiro troppo corto ci n.arice destra corrisponde all angeho f ic ae ·1mondo spirituale.
I Shefache essa inspira hanno a c e are con 1 .
rende inclini al pessimismo, alla depressione e alla negligenza, e o. de dal lato destro dell'edificio sefirotico - q~ello assoc1~to
favorisce l'accentuazione dei nostri difetti. D ipen l' t l'espansione La narice
La respirazione completa si articola in tre fasi: inspirazione, alla Oen:ienza - e raÌ:pres:: a~F:~;:i~ ~abriel o a Sa~dalfon,e il
sinistra, mvece, corrisp~n do materiale. Dipende
espirazione e ritenzione. Per comprendere correttamente l'intero flusso in essa circolante e connesso ~o1m~n, . - e
processo, si deve ricorrere alla nozione di "vaso", in ebraico "keli" dal lato sinistro dell'edificio sefirot1co - c1oe quell~ del R1?ore 11
(''?J),termine molto importante perché è lo stesso usato da Isaac t la dominazione e la restrizione. Che io sappia, ne a
Luria per designare i ricettacoli (Kelim) destinati ad accogliere la ~r::1~:~:n esistono tecniche di respirazione alh~r~ata deltto
Luce dell' Ein-Sof alcuni dei quali si frantumarono nel momento di quelle usate nello yoga. Tuttavia, le diverse quaht~ energe ict e
in cui Essa fu emanata. Quindi, un Keli è un ricettacolo in grado di , r ione molto 1nteressan e,
delle due narici~~ pre~tano a u7 ap~i~~a~estra e nell'espirare con
contenere sia l'Ein-Sof Aur che lo Shefà:nel corpo umano, questo
che consiste nell inspirare con a ~a . irituale e favorire
"vaso" è rappresentato dal sistema respiratorio. "Dalle sue narici quella sinistra se si vuole potenziare la sfera sp
esce un fumo, come da un vaso (pentola) che bolle" (Gb 41:12).
37 La SephirahGevurahè associata alla forza [N.d.T.].
237
236
RESPIRAZIONE E MOVIMENTI

QA1w,,,,111i:,·r,1m.·,-1
fì'TSl!IHJF
prima durasse il doppio della seconda. Ad esempio, se inentre si
l'espansione
d' , della coscienza.
· ' se invece si pre fensce
. sviluppare la inspira si ha il tempo di contare fino a quattro, quando si espir.a
1mens1one rnateriaJe, bisogna inspirare con la n . . . bisogna arrivare a contare fino a otto. L'inspirazione va effettuata
espirare con la destra. ance sm1stra ed
in modo dinamico, l'espirazione in maniera çalma e distesa: il Keli
SHIFAH, L'INSPIRAZIONE infatti deve svuotarsi come un vaso pieno d'acqua, cioè dall'alto
verso il basso, ossia in ordine inverso rispetto all'inspirazione. In
?uando il Keli (sistema respiratorio) si riemp1·e com d fase di espirazione l'aria viziata lascia prima il livello clavicolare,
1 1· ·d · l' · · d . , e acca e con
l 1qm I, ana SI epos1ta prima in fondo al vaso e poi risale fi poi quello intercostale e infine quello diaframmatico. Sulle prime
a collo. Abraham Abulafia aveva scritto· "Perch' 11 no
l'i(n)spirazione si diffonde nell'Adam haSalem ( e ne a Qabalah però ciò non è sempre evidente, perché per natura molte persone
mome t . . . uomo sereno) nel tendono a fare il contrario.
l'' n? md~m ra?gmnge la prima ondata. Allora costui scorge
~mmagme I un giovane e di uno cheikh termine arabo HAFSSAQAH, LA RITENZIONE
d~re 'vecchio': si tratta di Metatron; con l~i vi è anch c~e vuol
La ritenzione, o la pausa, può essere di due tipi: nel primo l'aria
d.1nome 'rienock'" (J=Iayé haOlamhaBa). e un g10v:ane
rimane all'interno del Keli,nel secondo viene espulsa all'esterno.
L'inspirazione si articola in tre fasi o livelli: Il primo tipo di ritenzione si effettua a polmoni pieni, dopo aver
L~vello diaframmat~co: il diaframma è un muscolo a forma inspirato a fondo. È importante, in questa fase, non permettere ai
d1 cupola tre livelli del sistema respiratorio (diaframma, torace, clavicole)
deter · che separa Il torace dall'addome· , la sua con trazione
.
di rilassarsi: essi devono restare perfettamente aperti. Di norma,
. mrna un aumento del volume dei polmoni la . t
mferior · · · d' , cui par e nelle persone in piena salute la ritenzione deve durare il doppio
. e s1 riempie aria, mentre la regione addominale si
go~.fia. Questa fase equivale al riempimento di un te d I dell'inspirazione. Ma è bene essere cauti e adattare queste regole
Kelz. rzo e alle caratteristiche personali di ciascuno. La ritenzione a polmoni
pieni dà il tempo allo Shefà di diffondersi in tutto l'organismo, e
Livello ~ntercostale: perché l'aria inspirata possa arrivare a
all'aria di ossigenare il sangue. È anche possibile che questo tipo
questo h:ello, occorre che la gabbia toracica si dilati e che le
di esercizio dia luogo a fenomeni di iperossigenazione, il che può
costo!: s~sollevino. A tale scopo, è necessario che il busto si
essere piacevole per alcuni, ma alquanto sgradevole per altri. In
raddnzz1 e che la colonna vertebrale.sia ben allineata
questo caso, bisogna respirare lentamente e "bruciare" l'ossigeno
~ivello clavicolare: è il livello al quale di solito respi;ano le facendo alcuni movimenti. Questo genere di problema scompare
onne 11:c11:te.
Per far entrare in azione la parte superiore dei rapidamente con l'abitudine alla pratica.
polmom, bisogna aprire leggermente le spalle.
La ritenzione" a vuoto" è quella che ha luogo dopo che è stata
Perché tu,t~ele fasi dell'inspirazione siano eseguite in modo completamente espulsa l'aria. Non si pratica in modo sistematico
corretto, e importante mantenere I'addom nf' . e va utilizzata con cautela. Ma soprattutto si raccomanda di non
lavor 1· Il · e go 10mentre s1
a a ive o mtercostale e non chiudere la gabbi' t . indugiarvi troppo a lungo: se l'espirazione è durata otto tempi, ad
uand ·· . . a orac1ca
q o s1 msp1ra a 1ivello delle clavicole. esempio, la ritenzione a polmoni vuoti non deve protrarsi per più
NESHIFAH, L'ESPIRAZIONE di uno.
In Abraham Abulafia questa pratica non consiste in una vera
È impor~ant~,esp~rare profondamente: meno aria viziata resta nei
e propria ritenzione, quanto piuttosto in una pausa eseguita dopo
polmom e pm ana pura entrerà nell'organismo L' es . .
eseguita · ' I t · piraz10ne va l'espirazione, durante la quale l'aria può circolare liberamente e
pm en amente dell'inspirazione: l'ideale sarebbe che la
239
238
- RESPIRAZIONE E MOVIMENTI
QABALAH E~TA'l'ICA A'TSlìRUF

senza sforzi all'interno del Keli. Le persone che trovano difficoltà dita protese verso l'alto sono in tutto sei, un: allusione ~i s~i
nell'effettuare una ritenzione completa potranno eventualmente giorni della creazione. Questo gesto va e~egmt? mentre I ana
sostituirla con questo momento di riposo. penetra nei tre livelli dell'apparato respira tono.
II

In tutte le tecniche che seguiranno, è fondamentale respirare Il gesto di Alef: più conosciuto come gesto propiziatorio",
lentamente. si effettua, come il precedente, alzando e aprendo entrambe
le mani, con le dita ben divaricate, e poi piegando l'indice e
IL SOFFIO E LE TRE MADRI l'anulare. È essenziale tenere il pollice, il medio e il mignolo
Le tre fasi della respirazione corrispondono alle tre lettere madri perfettamente tesi e puntati verso il cielo. Questo gesto rivela
11
del Sepher Yetzirah: Mem è calma, Shin è agitata, Alefle sostiene l'equilibrio esistente tra la dualità insita nel mondo terreno e
oscillando tra le due" (S.Y. 6:1). L'agitazione di Shin corrisponde al l'armonia dei tre in uno" propria del mondo celeste. Anche
II

dinamismo dell'inspirazione, la calma di Mem alla distensione che qui le mani protendono ver.so I' ~lto sei. d~ta in tutto. Quest~
si accompagna all'espirazione e l'equilibrio di Alef a quello creato gesto si esegue durante la ntenz10ne, sia mterna (a polmom
dalla ritenzione o dalla pausa. Un altro passo del Sepher Yetzirah pieni) che esterna (a polmoni vuoti).
ci fornisce un'ulteriore indicazione: "Tre madri: Alef, Mem e Shin. II gesto di Mem: è il più semplice dei tre, i~atti ~oi:i-sistenel
Nell'uomo il fuoco, l'acqua e l'aria. La testa è creata dal fuoco, il portare il pollice sul palmo della mano e ~01 n_elnp1egare su
ventre dall'acqua, il petto dall'aria èhe oscilla tra i due" (S.Y. 3:4). di esso le altre quattro dita. In tal modo s1 ottiene un pugno
Durante l'inspirazione (Shin), l'aria sale dal ventre verso la testa; chiuso con il pollice rivolto all'interno, gesto che simboleggia
durante la ritenzione (Alef) rimane all'interno del petto, e infine, al tempo stesso la chiusura della Mem finale, la gestazione e
durante l'espirazione, si registra il movimento inverso, cioè dalla l'isolamento dal mondo circostante.
testa verso il vèntre. Ecco perché, alla fine di ogni espirazione, il Il gesto di Shin apre l'aura per permettere alle forz~ esterne
ventre dev'essere leggermente retratto. di penetrare, quello di Alef le stabilizza e infine quello d1 Mem I~
Per accompagnare la respirazione si possono utilizzare alcuni espelle e richiude l'aura. Quest'ultimo gesto è anche noto a certi
gesti delle mani che corrispondono simbolicamente alle tre lettere occultisti, che lo usano per addensare la loro aura e sottrarsi agli
madri. Tali gesti amplificano gli effetti del processo respiratorio influssi esterni.
e aiutano a controllare meglio il flusso dello Shefà. Vanno eseguiti
in concomitanza con la respirazione, con le mani aperte (i palmi
rivolti in avanti) all'altezza delle spalle e i gomiti liberi.
Il gesto di Shin: consiste nel sollevare e aprire entrambe le
mani, tenendo le dita separate, e poi nel piegare il mignolo e
portare su di esso il pollice, posizionando la prima falange di
quest'ultimo sulla prima del mignolo. Questo gesto delinea
i tre rami visibili della lettera Shin, mentre il mignolo piegato
rappresenta il quarto ramo perduto nell'infinito. Il pollice e
il mignolo uniti, inoltre, descrivono il cerchio dell'infinito su
cui poggiano i tre rami. L'insieme di questi elementi concorre
a tratteggiare un gesto di "captazione" in cui le mani, simili
ad antenne aperte, hanno la funzione di ricevere lo Shefa. Le - I tre gesti -
e
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240
RESPIRAZIONE E MOVIMENTI
QABALAH ESTATICA E TSBRUF

· perché è importante liberare bene e~tra~b: le narici; ~nfatt~non


IL RITMO· bisogna dimenticare queste parole d1 Isaia: . ~es~ate d1 confidar~
Abraham Abulafia fa riferimento a un ritmo di diciotto respiri al nell'uomo nelle cui narici non vi è che un soffio: m quale conto s1
minuto: "In primo luogo, bisogna pronunciare ogni consonante può tenere?" (Is 2:22). . .
del Nome con devozione, in tono uniforme e melodioso e con la • Sedersi in posizione comoda, con la schiena e la testa ben.
vocalizzazione c.he si addice a ogni lettera, a un ritmo di diciotto erette e il viso preferibilmente rivolto verso est.
respiri fino alla fine della prima serie" (t=layéhaOlam haBa).Si tratta di Per un istante, prendere coscienza del proprio respiro.

un riferimento al ritmo ideale che accomuna.l'uomo all'universo • Svuotare completamente i polmoni.
e alla.vita: non a caso il valore numerico di "!=!ai"('n), "vita", è 18. Inspirare abbassando il diaframma e go~iando appena
Tenuto conto che il Grande Anno Cosmico equivale a 25.920 dei
• l'addome. Continuate dilatando la parte mediana del torace,
nostri anni terrestri, un giorno cosmico è pari a 72 anni, un'ora a poi divaricare le costole senza forzare. A~rire leg~erme~te le
1080 giorni e un minuto a 18 giorni. Inoltre il calendario ebraico spalle per riempire la parte superiore dei polmom. Nel~ arco
suddivide la giornata di ventiquattr'ore in 25.920 parti (nalakim), di tutto il processo, contare mentalmente quattr~ te~p1..
perciò un'ora equivale a 1080 parti e un minuto a 18.Nell'uomo 0 (Facoltativo)Simultaneamente, durante 1 msp1raz1one
la frequenza cardiaca ideale è di 72 pulsazioni al minuto: a questo fare il gesto di Shin. ..
ritmo, cioè, il cuore non è né troppo calmo né troppo agitato. Per Mantenere l'addome e i polmoni aperti e trattenere l'aria
sintonizzarsi su tale frequenza basta posizionare accanto a sé un

per sedici tempi (o per meno, se non si è a~ituati a f~rlo).
metronomo regolato su questa velocità, oppure una fonte di luce 0 (Facoltativo)Simultaneamente, fare il gesto d1Alef
che lampeggia a questo ritmo, e il cuore si sincronizza subito con Espirare abbassando leggermente le ~palle e poi: a poco
l'uno o con l'altra. È facile allora effettuare diciotto respiri (nove • a poco, le costole. Contrarre le pareti dell addome e marcare
inspirazioni e nove espirazioni) al minuto: in questo modo, ogni lievissimamente il ventre. L'espirazione deve durare almeno
inspirazione corrisponderà a una "paI'te" in senso ebraico, ossia otto tempi se si vuol espellere completamente l'aria.
a 3,33 secondi. A questo ritmo, si eseguono 1080 respiri all'ora e · (Facoltativo)Simultaneamente, fare il gesto di Mem.
0
25.920 al giorno, il che significa che si è in perfetta armonia con le Dopo l'espirazione, eseguire una breve ritenzione (di non
frequenze cosmiche. Inoltre, respirando così, il numero di battiti •
più di un tempo) a polmoni vuoti. . . . .
cardiaci entro i quali il sangue completa il suo percorso circolare (Facoltativo)Anche a questo punto msenre 11 gesto d1
0
all'interno del corpo è pari a 28, il che ci riporta alle ventotto case Alef (dal momento che la ritenzione du~a soltanto un
lunari, alle ventotto falangi ecc. tempo, si tratterà di un gesto molto rapido).
LA RESPlRAZIONE COMPLETA Ripetere l'intero ciclo almeno cinque volte, o anche di più se
Ora illustreremo in dettaglio la respirazione completa, indicando si possiede già un po' di pratica.,
anche dove inserire i gesti, sebbene in questo caso essi non siano
RESPIRAZIONE CON IL CONTROLLO DELLO SHEFÀ
obbligatori. L'ideale sarebbe praticare all'alba o al tramonto, ma
è meglio farlo a un'ora qualunque piuttosto che non farlo affatto. . Si tratta della stessa respirazione completa appena descritta, a cu~
Tuttavia è bene evitare questi complessi esercizi respiratori prima aggiungeremo una visualizzazione dello Shefa volta a per~etterc1
di coricarsi, perché poi potrebbe essere difficile addormentarsi. di assorbirne consapevolmente il flusso ed eventualmente, m caso
di malattia, di dirigerlo su un organo debole. Prima di pass~re a .
Quando ci si limita a respirare senza praticare lo Tseruf, tanto
quest'esercizio, però, è bene accertarsi di aver assimilato appieno
l'inspirazione quanto l'espirazione si effettuano con il naso. Ecco
243
242
QABALAH ESTATICA li' TSERUF
RESPIRAZIONE E MOVIMENTI

il processo respiratorio precedente: infatti, come abbiamo detto da effettuare, nell'intervallo tra due lettere, un'unica lunghissima
si tratta della stessa pratica, ma arricchita da ulteriori dettagli. ' inspirazione, e prolungarla quanto più gli è possibile; dopodiché
• Sedersi in posizione comoda, con la schiena e la testa ben si riposerà per il tempo di un respiro normale. Dovrà procedere
erette e il viso preferibilmente rivolto verso est. così per ciascuna lettera, in maniera tale che ognuna di esse duri
• Per un istante, prendere coscienza del proprio respiro . il tempo di due respiri: uno è quello che si trattiene al momento
• Svuotare completamente i polmoni. di pronunciare la lettera vocalizzata, l'altro è quello effettuato al
• Inspirare fino in fondo facendo il gesto di Shin e, mentre momento della pausa tra una lettera e l'altra" (MafteanhaShemoth,in
l'aria penetra, visualizzare una luce bianca e pura, lievemente M. Idel, L'esperienzamistica cit.). Questo metodo permette di lavorare
a~zurrognola: lo Shefa. Sia l'aria che lo Shefa hanno origine a con i Nomi divini e le loro diverse vocalizzazioni in modo simile
circa 30 cm dal naso. La luce dello Shefà scende, in un primo à quello usato nel capitolo precedente per le dodici permutazioni
tempo, fino a circa 8 cm al di sotto dell'ombelico. del Tetragramma; questa pratica, tuttavia, presuppone l'impiego
•. . Eseguire la ritenzione e simultaneamente il gesto di Alef di un'unica lettera. Illustreremo l'esercizio con la vocalizzazione
Visualizzare la luce pura dello Shefache prima si diffonde in tutte del Tetragramma associata alla SephirahChesed(vedi Capitolo V),
le çellule del nostro corpo e poi travalica i confini del corpo stesso che si pronuncia YéHeVéHe.
ossia iJ.)i}.;,
fino a illuminare l'aura. • Sedersi in posizione comoda, con la schiena e la testa ben
•. Ef~ett~are un: espirazione completa, associandole il gesto erette e il viso preferibilmente rivolto verso est.
di Mem, e insieme all aria espulsa visualizzare una luce ocra, che • Per un istante, prendere coscienza del proprio respiro.
simboleggia lo Shefàconsumato il cui flusso porta via con sé tutte • Svuotare completamente i polmoni.
le energie negative. · • Inspirare fino in fondo (il ritmo respiratorio è quello della
• Eseguire una ritenzione breve, accompagnata dal gesto di respirazione completa).
Alef
• Praticare una.ritenzione a polmoni pieni (tale ritenzione
• Ripetere il ciclo almeno cinque volte. è facoltativa) .
P~r agire su un problema di salute, conviene dirigere la luce • Esalare completamente l'aria dalla bocca pronunciando:
pura dello Shefa sull'organo o sulla parte interessati. -~- Yé ... ; il suono deve durare il tempo dell'espirazione.
• Fare una piccola pausa, che corrisponde a una ritenzione
NESHIMAH E TSERUF
a polmoni vuoti.
Naturalmente, la respiraziorie,occupa un posto importante nelle • Inspirare di nuovo fino in fondo.
voca_lizzazioni dello Tseruf, poiché è impossibile eseguirle senza • Eseguire una ritenzione.
respirare. La regola generale prescrive di inspirare con il naso, a • Espirare pronunciando: iJ - He ...
bocca c~iusa, e di pronunciare i suoni durante l'espirazione (per • Effettuare un'inspirazione.
forza di cose, con la bocca). Adesso analizzeremo tre metodi che
• Eseguire una ritenzione.
associano la respirazione allo Tseruf
• Espirare pronunciando:.) - Vé...
PRIMO METODO • Fare una pausa.
~sso_consi~te nel vocalizzare un'unica lettera a ogni espirazione: • Effettuare un'inspirazione.
_Eghdovra prendere separatamente ciascuna delle lettere, e poi • Eseguire una ritenzione.
rimodellarla in base ai movimenti della sua respirazione, in modo • Espirare pronunciando: iJ - He...
• Fare una pausa.
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QABALAH ESTATICA E TSERUF
RESPIRAZIONE E MOVIMENTI

SECONDO METODO
. TERZO METODO
È .identico al precedente, eccettuato l'aspetto dei suoni: in fase di Benché simile al precedente, è molto più difficile perché implica
espirazione, invece di modularne uno solo, bisogna pronunciare l'espirazione dinamica, che consiste nell'espellere violentemente
una combinazione di lettere vocalizzate in cinque modi. A titolo l'aria quando si pronunciano le combinazioni. L'inspirazione e le
.di esempio, useremo lo Tseruf Alef Yod, combinato e vocalizzato ritenzioni si effettuano in modo analogo a quanto previsto dalla
come al solito.
respirazione completa; soltanto la fase espiratoria necessita di µna
• Svuotare completamente i polmoni. , trattazione più dettagliata. Dopo aver inspirato e trattenuto l'aria,
• Inspirare fino in fondo. bisogna buttarla fuori a se.atti a partire dal ventre come se questo
• Praticare una ritenzione a polmoni pieni (tale ritenzione fosse il mantice di un fabbro e si svuotasse con cinque forti spinte
è facoltativa). · consecutive (tra una spinta e l'altra .non bisogna inspirare). Come
• Esalare completamente l'aria dalla bocca pronunciando: esempio useremo ancora la combinazione Alef- Yod. Per eseguire
-~~ :·~.;·~:·~..,.~
- OYo OYa OYe OYi Oyu. la prima serie - OYo OYa OYe OYi Oyu - dovremo espellere per
• Fare una piccola pausa, che corrisponde a una ritenzione cinque volte l'aria con altrettanti "colpi di mantice".
a polmoni vuoti. \ In questo metodo le consonanti non vengono vocalizzate con
• Effettuare un'inspirazione. l'aiuto delle corde vocali, ma modulando il flusso d'aria che esce
• Eseguire una ritenzione. dalla bocca. La prima spinta si ottiene contraendo violentemente
• Espirare pronunciando: ~..,~..,~..,t-S"·~, - YoO YoA y oE y ol l'addome (il ventre rientra leggermente e si irrigidisce, senza più
YoU riaprirsi), il che provoca una brusca risalita dell'aria verso !'.alto.
• Fare unà. pausa. La prima combinazione (OYo) fuoriesce insieme all'aria espulsa.
• Effettuare un'inspirazione. Più precisamente, la prima lettera della combinazione(~ - O) viene
• Eseguire una ritenzione. emessa senza sforzo quando si prende coscienza dell'addome, ed
è immediatamente seguita dalla seconda 0 - Yo), proiettata con
• Espirare pronunciando: -~~ '~ .;~:~ '!$ - A Yo A Ya AYe A Yi
AYu forza verso l'alto dalla contrazione del ventre. La" O" passa dalla
• Fare una pausa. bocca senza attriti, mentre la "Yo" urta contro la gola e il palato,
• Effettuare un'inspirazione. facendo sussultare le spalle. A questa combinazione si aggancia
subito quella successiva: anche qui la "O" viene pronunciata con
• Eseguire una ritenzione.
dolcezza e la "Ya" con violenza, ma il ventre rientra un po' di più.
• Espirare pronunciando:·~: ~: ~; ~; ~; - YaO y aA y aE y al Si comincia l'espirazione con l'addome convesso e la si conclude
YaU
con l'addome incavato.
• Fare una pausa.
In questa tecnica i gesti sono molto importanti: l'inspirazione
. Q~esto Tseruf è assolutamente identico alle pratiche descritte dev'essere accompagnata dal gesto di Shin, che va eseguito con le
nei capitoli precedenti; l'unica vera differenza sta nel fatto che, al mani ben aperte all'altezza delle spalle, la ritenzione da quello di
momento delle vocalizzazioni, deve entrare in gioco il controllo Alef, dove le mani sono alla stessa altezza che nel gesto di Shin, e
del respiro. L'esempio riportato qui sopra illustra unicamente le l'espirazione da quello di Mem, che la modifica profondamente,
pri11:e due serie, in un senso e nell'altro, ma l'esercizio completo in quanto le mani aiutano a espellere l'aria. Prima délla fine della
consiste nella vocalizzazione di tutte le cinque serie in entrambi ritenzione, infatti, bisogna iniziare a spostare le mani chiuse (con
i sensi.
i pollici rientrati) verso il ventre, affinché si trovino in posizione
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QABALAH ESTATICA E TSERUF
RESPIRAZIONE E MOVIMENTI

al principio dell'espirazione. La mano destra si posa sull'addome, capo cercano di riprodurre le forme dei punti-vocali: ad esempio,
sotto il diaframma, con la "gobba" del pollice rivolta verso l'alto, dal momento che !=folamè costituita da un punto in alto a sinistra
e la sinistra. sotto di essa, a diretto contatto con il ventre. Le mani della lettera, quando si pronuncia la "o" la testa si protende verso
così posizionate contribuiscono a espellere l'aria, esercitando una l'alto. Abraham Abulafia illustra tale aspetto nel suo Sepher!=fayé
pressione a ogni contrazione. haOlam haBa: Quando inizi a vocalizzare una consonante, metti
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• Svuotare completamente i polmoni. contemporaneamente in moto i tuoi pensieri e la tua testa. Attiva
• Inspirare fino in fondo facendo il gesto di Shin. i tuoi pensieri raffigurandoti la lettera mentalmente, poiché essa
• Praticare la ritenzione a polmoni pieni accompagnandola è di natura interiore mentre la tua testa è di natura fisica, e quindi
con il gesto di Alef esteriore. Muovi il capo disegnando la vocale che rende possibile
• Prima della fine della ritenzione, cominciare a portare le la vocalizzazione della consonante che stai pronunciando. Ecco,
mani, con i pugni chiusi, sul ventre. in dettaglio, i movimenti da associare alle vocali. Devi sapere che
• Espellere l'aria con cinque" colpi di mantice" consecutivi, !=folamè la prima vocale. Quando la pronunci per accompagnare
pronunciando:-~-~ :~ ,·~:·~~-~ - OYo OYa OYe OYi Oyu. una Yod o una Qof, all'inizio non muovere la testa né a destra, né a
• Fare una piccola pausa ed eseguire il gesto di Alef sinistra, né in alto, né in basso, ma tienila in posizione orizzontale
• Inspirare fino in fondo facendo il gesto di Shin. · a imitazione di una bilancia in perfetto equilibrio, come se stessi
• Praticare la ritenzione a polmoni pieni accompagnandola parlando con un uomo della tua statura che si trova di fronte a te.
con il gesto di Alef Poi, quando prolunghi la vocale associata alla consonante, volgi
la testa verso il cielo. Chiudi gli occhi, apri la bocca perché le tue
• Prima della fine della ritenzione, cominciare a portare le
mani, con i pugni chiusi, sµl ventre. parole siano illuminate e libera la gola da tutta la saliva perché
questa non deve ostacolare la vocalizzazione. Il movimento verso
• Espellere Yaria con cinque "colpi di mantice" consecutivi,
l'alto della testa dovrà durare quanto l'espirazione, affinché essa
pronunciando:~'~~~~~-,-~~ - YoO YoA YoE YoI YoU.
proceda di pari passo con il respiro. Se il suono non è terminato
• Fare una piccola pausa ed eseguire il gesto di Alef
con l'espirazione, tieni la testa rivolta verso l'alto finché non si è
• Continuare così fino all'ultima serie. concluso. Tra una consonante e l'altra, sei autorizzato a fare una
Questo metodo richiede alcune precauzioni, perché nei primi pausa per prepararti [alla vocalizzazione successiva], respirando
tempi può provocare un' iperossigenazione del cervello e un certo per un tempo pari a tre delle espirazioni eseguite nell'esercizio.
affaticamento. Le persone di costituzione debole o con problemi In seguito, qu,;i.ndopronunci la vocale Qamats, volgi la testa verso
di pressione arteriosa dovranno quindi astenersene. Con questo la spalla sinistra e vocalizza la consonante in tono melodioso. Poi
sistema si possono vocalizzare tutte le combinazioni a due lettere, ruota la testa da sinistra verso destra, imitando il grafismo della
tuttavia è bene evitare di praticarlo troppo a lungo; perfino i più vocale. Quindi riporta la testa verso est (= in avanti). Infine,
esperti raramente vi si dedicano per più di dieci minuti, un tempo devi inclinare lievemente la testa verso .il basso con un
che per la maggior parte della gente è già eccessivo. movimento che corrisponde al punto situato sotto il trattino di
MOVIMENTI E TSERUF Qamats. Tutto ciò, come ho già spiegato, dev'essere fatto in
un'unica espirazione".
Nella pratica dello Tseruf entra in gioco un altro aspetto rilevante:
i movimenti rotatori. Si tratta soprattutto di movimenti della testa Nel passo appena citato del Sepher!=fayéhaOlamhaBaAbulafia
che accompagnano la recitazione delle combinazioni, variando in descrive il movimento di Qamats dicendo che va da sinistra verso
funzione delle vocali associate alle consonanti. Le oscillazioni del destra. Ma in un altro libro, il Sepher Or haSekel, si contraddice in
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RESPIRAZIONE E MOVIMENTI
Q1t1JALAHb'STAT!CAE TSERUF
in questione consisterà nell'alzare la testa come quando si guarda
quanto attribuisce a Qamats un movimento da destra a sinistra, e
il cielo. All'inizio la testa dev'essere perfettamente allineata con il
a Tsereuno da sinistra a destra: "Quando vocalizzi [una lettera]
suo asse, poi, mentre si pronuncia il suono "o" con la lettera a cui
· con Tsere,devi muovere la testa da sinistra verso destra, quando
si accompagna, cioè durante l'espirazione, essa deve sollevarsi. A
lo fai con Qamats,invece, da destra verso sinistra". Negli esercizi
questa vocale sono associate due sole consonanti: Yod e Qof.
che seguiranno, ci atterremo alle indicazioni dell' Or haSekel.
Movimento di Oamats (a): Qamats è rappresentata da un segno
È chiaro che Abraham Abulafia ha tratto questi esercizi dal
scr.itto sotto la lettera, composto da un trattino con un punto al di
patrimonio mistico del sufismo, in virtù dei contatti avuti con tale
sotto. Il suo movimento consiste nel partire con la testa in asse e
movi~ent~: p:atiche di questo tipo, infatti, sono attestate pi;esso
poi nel volgerla verso destra a simboleggiare il trattino. Quando
maestri sufi d1 gran lunga anteriori a lui. La conferma ci viene da
il suono è terminato, bisogna ritornare con la testa in asse come in
questo passo di Junyad, un mistico sufi vissuto a Babilonia nel IX
partenza e muoverla leggermente verso il basso a imitazione del
se~ol~: "~iedi a_ga~~e incrociate, stendi le mani sulle ginocchia e
punto. A questa vocale sono associate dieci consonanti..
chmd1 gh occh1. Inizia la tua invocazione dal lato destro, avendo
cura di estirpare dal tuo cuore, che si trova nella parte sinistra del Movimento di Tsere (e): questa vocale è costituita da due puntini
~uo petto, tutto ciò che è estraneo [alla preghiera]. Nel momento orizzontali posti sotto la lettera. Il movimento corrispondente si
m cui pronunci il termine 'la', prolunga il respiro fino a emettere articola in due fasi: prima bisogna ruotare la testa come quando
~ di sopra della tua spalla destra, in tono negativo, il vocabolo si vuol guardare a sinistra, poi riportarla sull'asse di partenza. Le
'zlahd. Quindi, al di sopra della tua spalla sinistra, in direzione consonanti vocalizzate con Tsere sono sette.
del cuore, pronuncia ìn tono affermativo le parole 'illa Allah', da Movimento di rfiriq (i): rfiriq è composta da un semplice puntino
cui avrai bandito con forza tutto ciò che è estraneo a Lui al fine di posto sotto la lettera. Il suo movimento è esattamente l'opposto di
fondare su di esse la luce della [tua] invocazione". Ma Abraham quello di rfolam, e consiste nel chinare la testa verso il basso come
Abulafia non si è limitato a riprendere tali esercizi: li ha ebraizzati in un cenno di saluto. Solo Gimel e Shin si vocalizzano con rfiriq.
e ha dato loro una ragion d'essere all'interno della Qabalah. Movimento di Shuruq (u): questa vocale è formata da tre puntini
I MOVIMENTI disposti in diagonale sotto la lettera e il suo movimento consiste
nel portare avanti la testa in senso orizzontale senza chinarla, in
Quando si praticano queste modulazioni sonore, bisogna tenere
modo tale che il collo disegni una diagonale. Nun è l'unica lettera
la testa perfettamente in asse, inspirare assimilando la forma delle
che si pronuncia così38.
letter~ 1:er ~osi~ionarle idealmente all'altezza del