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IL RITORNO DELLA POLITICA – SCUOLA DI FORMAZIONE A FRATTOCCHIE

1) COME RAPPRESENTARE I NON RAPPRESENTATI

Guido Salza– ricercatore presso l’Università di Torino

Matteo Cavallaro – ricercatore presso l’Université Paris XIII


Massimo Angelo Zanetti – docente presso l’Università della Valle d’Aosta

Modera: Floriana D’Elia

INTERVENTO DI Matteo Cavallaro:

Geografia elettorale: elementi di continuità col passato, il centro-sinistra resiste nelle zone
tradizionali del PartitoComunistraItaliano, Con il timone in mano alla dirigenza “renziana” il PD
perde elettorato soprattutto nelle aree proletarie e acquisendone però tra i laureati e gli anziani.
La lega vince nelle zone dov'è aumentato il divario sociale e le disuguaglianze e come di consuento
nel Nord.
I m5S sono più forti dove ci sono più disoccupati e dove c'è meno intervento pubblico e spesa
statale. Diseguaglianza e Divario sociale e rusting belt(zone a forte declino industriale) aumentano
la loro presenza.

INTERVENTO DI Massimo angelo Zanetti:

Le persone che non hanno una vera e propria appartenenza politica, i non rappresentati, sono un
elettorato molto mobile, volatile nelle sue scelte elettorali.
Il relatore presenta alcuni dati sulle preferenze di voto delle diverse categorie : 45-64 l'elettore del
PartitoDemocratico, i giovani votano e i laureati +Europa, liberieUguali vince tra i nostalgici, il 5s
tra i giovani, i verdi e i giovanissimi. Il Centro-sinistra lo votano gli istruiti, ma la lega li sta
recuperando. I meno istruiti votano M5S. gli operai tra la lega. Le casalinghe preferiscono Salvini.

INTERVENTO DI Guido Salza:

cosa pensa l’elettorato : priorità lavoro e stato sociale. alto titoli si correlano progressismo sono
economicamente conservatori, viceversa chi ha un basso titolo di studio
Silvio ha chiesto: come si rappresentano? “ditelo voi”.

Parere: Sono stati presentati dati già conosciuti, è mancata totalmente l’analisi del problema e
non è stata presentata alcuna soluzione.

2) SOCIETA' E POTERE NELL'ERA DIGITALE

Juan Carlos De Martín​– docente presso il Politecnico di Torino

Diego Ciulli​–public policy manager di Google Italia


Sergio Bellucci​– scrittore e giornalista

Stefano Simoncini​– ricercatore media digitali

Gabriele Giacomini​– filosofo, autore di Potere Digitale

Modera:Paolo Gerbaudo

INTERVENTO DI: Juan Carlos De Martin:

Tesi sulla tecnologia secondo cui la politica influenza lo sviluppo e l'adozione di nuove tecnologie.
In questo senso, il capitalismo concede immensa libertà agli operatori privati di introdurre senza
alcun controllo nuove tecnologie. Secondo lui, tale libertà andrebbe ridotta attraverso controlli da
effettuarsi ​ex ante​. La tesi pare assurda, non è chiaro in base da quali criteri andrebbe guidato, né in
che modo sarebbe possibile controllare l'operato di aziende che in genere si muovono su mercato
globali e non soltanto i terni

INTERVENTO DI Diego Ciullo:

Sostiene che Internet ha "democratizzato" l'informazione, nel senso che ha consentito ha chiunque
di produrre contenuti e metterli sul medium, cosa che prima era impossibile (a.e. televisione).
Sostiene inoltre che spesso i problemi di ​privacy ​legati ai grandi operatori informatici (a.e. Google,
Facebook) sono generati da scelte sbagliate da parte della politica. È il caso del nuovo regolamento
sul ​copyright a​ dottato dall'UE, il quale impone alla piattaforma un controllo continuo sui contenuti
pubblicati, facendo della piattaforma stessa un incaricato di pubblico servizio.

INTERVENTO DI Sergio Bellucci:

Sostiene che la tecnologia possa essere foriera di mutamenti positivi, in quanto essa consente di
interpretare e sfruttare a proprio vantaggio i "momenti Polanyi"

INTERVENTO DI Stefano Simoncini:

sostiene che la rete, da spazio libero che era, si sta sempre più riconfigurando (soprattutto a causa
dello "stack" delle grandi piattaforme) come uno spazio chiuso. Paragona questo processo alle
enclosures.​

INTERVENTO DI Gabriele Giacomini:

Sostiene che i ​social network​, pur espandendo la libertà di espressione e informazione in senso
orizzontale (tutti possono esprimere su un medium la propria opinione), l'ha danneggiata in senso
verticale (minore profondità e minor capacità di giungere a una sintesi). Questo è dovuto anche al
fatto che le piattaforme, cercando di rispondere ai gusti dell'utente, tenderanno a proporgli contenuti
affini al suo gusto, e dunque l'utente sarà privato di un contraddittorio alle sue posizioni, ciò che in
definitiva danneggia ​ogni​ posizione.

NO Discussione,

Parere: Totale assenza di spazio di discussione. Cattivo utilizzo del tempo durante la conferenza
(gli ultimi 2 hanno parlato per soli 5 minuti non riuscendo, ovviamente, ad esporre in maniera
adeguata i loro interventi risultando incomprensibili)
3) CONTRO IL REGIONALISMO DIFFERENZIATO

Gianfranco Viesti (Docente presso l'Università di Bari)

Floriana Cerniglia (Docente presso l'Università Cattolica di Milano)

INTERVENTO DI: Floriana Cerniglia

inizia l'intervento parlando dell'ART 116 comma 3 (2001 RIFORMA TITOLO V) – riguardante le
autonomie regionali mai attuate(rif costituzionale)

Secondo la professoressa c'è un pericolo di una graduale secessione che accentuerebbe la


“mezzogiornificazione” italiana causata dalla moneta unica, nonché i divari tra nord e sud Italia

Parla di “legge vaga”, che pone solo delle linee essenziali e direttive, auspica una legge di
attuazione.

Il vuoto normativo sarebbe colmato dal principio di specialità (quello delle regioni a statuto
speciale). Secondo la professoressa questa interpretazione è un equivoca, non è questa la normativa
di competenza di questa legge

Breve Cronostoria del progetto di legge:


#1. Il governo Gentiloni sigla degli accordi preliminari nel 28/02/2018, in questi accordi si assimila
con l'accordo del titolo VIII, quindi si rilascia a trattazione bilaterale REGIONE-STATO

#2. Nel 20/02/2019 appaiono clandestinamente dei testi d'intese tra governo e le 3 regioni che
sarebbero dovuti rimanere non ufficiali.

8 MACROAMBITI CHE DOVREBBERO RIGUARDARE LA RIFORMA

1.Diritti
2.Paesaggio, beni culturali
3.Ambiente
4.Territorio
5.Acquee
6.Attività produttive
7.fisco e finanza
8.Porti Aeureoporti e infrastrutture

La corte costituzionale ha detto che abolire il residuo fiscale è illegittimo. (sentenza n.69 e 83/2016)

QUESTIONE RISORSE → si è pensato di procedere secondo un sistema di finanziamento avulso


da quello delle regioni di statuto ordinario. Esso risulta molto più simile a quello delle regioni a
statuto speciale(esse dovrebbero essere regioni a statuto differenziato!!)
auspica una legge quadro sulla materia. “bisogna uscire dalla logica di specialità, differenziazione
non è specialità → ne deriva che NO a commissioni paritetiche nel confronto REGIONE/STATO
INTERVENTO DEL PROFESSOR VIESTI – ECONOMIA APPLICATA UNIVERSITà DI BARI

illustrerà le criticità del percorso sull'autonomia differenziata:

non stiamo parlando di autonomie regionali, ma stiamo parlando di una differenziazione, ossia la
circostanza che alcune regioni facciano alcune politiche che invece in altre parti del paese
rimarranno di attribuzione statale.

Le esperienze internazionali sono rare. In particolare il caso Spagnolo, ma sottolinea come sia
preoccupante(visto il caso Catalunya che richiedeva lo stesso trattamento dei paesi Baschi)

Esempi di materie ad autonomia differenziata in Italia: Cultura in Toscana

La richiesta del Veneto nasce dalla vicinanza con Friuli e Trentino. (es. differenze qualitative ad
esempio nella materia istruzione)

sottolinea che il precedente potrebbe esser pericoloso! Dicendo che in coda ci sarebbero Piemonte e
Liguria, pronte a chiedere anche loro differenziazioni in alcune competenze.

CRITICITA':
1- enorme estensione delle materie , rischio frammentazione delle politiche industriali nazionali, la
discussione verte non tanto sulla sostenibilità finanziaria della riforma, ma sulle competenze,
tentando di inquadrarle dentro un quadro d'insieme funzionale a livello nazionale.

2- finanziaria – Veneto e Lombardia hanno sempre accoppiato la possibilità di ottenere molte più
risorse finanziare rispetto a prima. Nelle carte visionate dal prof effettivamente sembrerebbe ingente
lo spostamento di risorse.

- chiede il coinvolgimento del parlamento nella discussione sul tema, cosa che prima non era
avvenuta, isolando il parlamento ad un mero ruolo notarile -

-sulla questione finanziamenti anche lui sottolinea la complessità del tema e della ponderazione dei
finanziamenti da passare di competenza.

Con il “giusto” tempo e con una “buona” discussione, sostiene però che da un tentativo
para-secessionista si potrebbe arrivare ad un bell'ammodernamento dello stato. Dunque non esclude
che alcune autonomie potrebbero esser concesse a livello regionale in futuro e che il loro impatto
potrebbe risultare positivo se ben ponderato.

Parere: Buona conferenza con alcuni elementi normativi e giuridici interessanti. Spazio per
qualche sprazzo di “propagandina”. Problemi con il collegamento del professore in collegamento
Skype da Bari che ne ha compromesso in parte l'esposizione.

4) LAVORO, RITORNO AL XIX SECOLO

Pasquale Tridico​– presidente dell’INPS

Alessandro Somma​– docente presso l’Università di Ferrara


Alessandra Pelliccia​– segretaria generale della Filcams Cgil di Roma e del Lazio

Modera:Domenico De Blasio

INTERVENTO DI Pasquale Tridico:

Discorso che illustrava in un primo tempo il crollo della produttività in Italia, imputabile, anziché
alle solite cause, a un indebolimento del sindacato e una debolezza dei redditi, che a sua volta crea
una crisi di innovazione, domanda e produttività. Nello specifico, un mercato del lavoro
caratterizzato da salari bassi e elevata flessibilità genera nelle aziende la tendenza a ritagliare il
proprio margine di ricavo proprio sul costo del lavoro, disincentivando parallelamente gli
investimenti in innovazione e ricerca. Tale modello è proprio dell'Italia e dei paesi dell'Est Europa
In secondo luogo affrontava la politica giallo-verde (reddito di cittadinanza e decreto dignità), per
dimostrare la controtendenza, in termini di reddito e consumi, di tali provvedimenti rispetto ai 20
anni precedenti.

INTERVENTO DI Alessandra Pelliccia:

Sindacalista FILMCAMS-CIGL. Ha descritto brevemente la situazione in cui versa il mercato del


lavoro nel settore turistico-alberghiero, domandando più supporto da parte dello Stato.
L'unica proposta non basata necessariamente sull'intervento pubblico era quello di un'estensione
della contrattazione di secondo livello al fine di sindacalizzare quanti più lavoratori possibile.

INTERVENTO DI Alfredo Somma:

Docente keynesiano che sosteneva come il mondo del lavoro, da un punto di vista giuslavoristico,
stia rapidamente tornando ai livelli del XIX sec., in particolare con l'introduzione di soluzioni
contrattuali sempre più flessibili e individuali. Invoca quindi la necessità di un intervento pubblico.

Parere: l'analisi di Tridico è largamente condivisibile, ma tralascia il problema del perchè vi sia
stata negli anni 80-90 un'inversione di tendenza nel mondo del lavoro. Somma è condivisibile
quando parla di arretramento delle tutele anun livello ottocentesco, trascurabile quando propone
come soluzione solo e unicamente l'intervento pubblico. A occhio e croce (e questo è l'aspetto più
svilente) ciò vale anche per la sindacalista.

5) ENERGIA OLTRE L'ERA DEL PETROLIO

Riccardo Mastini – ricercatore presso l’Università Autonoma di Barcellona

Grazia Pagnotta – docente presso Roma Tre

Giovanni Battista Zorzoli – presidente di ISES Italia

Modera: Silvia Pennazzi

Evito di riportare il Panel, conferenza Fanatico Ambientalista, nel primo intervento viene
sottolineato come tutte le energie e forme di approvigionamento energetico siano dannose → si
conclude con una previsione profetica per cui avremmo 3-4 secoli di vita ancora; sembra che
velatamente si consigli l'estinzione dell'umanità perchè non recuperabile.

Il secondo intervento elogiava il fotovoltaico e le auto elettriche, con un approccio semplicistico da


un punto di vista economico e di politica energetica a livello statale. Faceva chiaramente
propaganda giocando sui dati senza risultare convincente.

Il terzo intervento di un ragazzotto che chiaramente non sapeva di cosa stesse parlando, attribuiva
tutte le responsabilità alle grandi Corporation Globali e auspicava una “Rivoluzione Ecologista
Proletaria Socialista”. Continua facendo riferimento a Greta Thunberg e Alexandra Ocasio Cortez.
Conclude parlando del progetto di Green New Deal, sorvola su ogni contenuto attuativo
continuando l'intervento senza dire nulla. Tutte parole vuote.

Panel a tratti imbarazzante e forse non solo a tratti, sottolineo come non vi sia stata UNA proposta
ma solo terrorismo ecologista, con tanto di immagini dell'Amazzonia in fiamme. Sbigottiti e
insoddisfatti i presenti che hanno fatto interventi piccati. A quando pare questa tanto millantata
sensibilità al tema non c'è, o almeno non se tale questione viene trattata in maniera così superficiale
e caricaturale.

Parere: Imbarazzato. Non solo io.

6) MIGRAZIONI: OLTRE BUONISMO E CATTIVISMO

Goffredo Buccini– giornalista del Corriere della Sera

Stefano Allievi– docente presso l’Università di Padova

Francesco Sylos Labini– redattore e fondatore di Roars

Flavia Cerino– Avvocato A.S.G. Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione

Modera:Marco Adorni

INTERVENTO DI Stefano Allevi:

si è smesso a livello politico di voler regolare i processi migratori. Il mondo si divide tra chi può
girare liberamente e chi no.
Si vanno riducendo gli spazi di migrazione legali. Cosi ora è illegale. Ci vuole piu immigrazione
legale ma più sicurezza per limitare i costi sociali e economici.
Il relatore sostiene la questione relativa al deficit demografico, ma ci vuole piu natalità in italia.
Siamo in deficit di forza lavoro, ci sono lavori che gli italiani non vogliono fare.
Dal pubblico interviene parlando non di deficit ma di livello di salari. Il salario minimo è
fondamentale per aumentare l'offerta di lavoro.
Corsi di formazione obbligatoria per migliorare la gestione dell'informazione.
La paura di nuovi arrivi irregolari aumenta il malcontento, considera l’aumento dell’immigrazione
irregolare come una minaccia per la stabilità del paese.
Propone come soluzione maggiori permessi per quanto riguarda l’immigrazione via aereo, questo
ha benefici sociali economici e per quanto riguarda la sicurezza.

INTERVENTO DI Francesco Sylos Labini:


Emigranti italiani oggi. Dall'italia vanno via, in maggioranza, soggetti istruiti ed entrano invece,
soggetti poco istruiti. Trend negativi su occupazione e qualità del lavoro, bassi investimenti in
capitale umano. Il MIUR viene descritto come un covo di liberisti sostenuti da lobbisti, truccano le
invalsi. Meritocrazia molto poca. Servono investimenti nell'istruzione e in capitale umano.

INTERVENTO DI Flavia Cerino:

Sostiene che l'italia deve dare asilo a chi non gode delle libertà fondamentali. L'Italia sta ignorando
il diritto di asilo in contrasto con la normativa internazionale.

INTERVENTO DI Rinaldis:

Mimmo Lucano e il governo giallo-verde è social-fascista.

Parere:

7) GLOBALIZZAZIONE E DE-GLOBALIZZAZIONE

Alfredo D’Attorre– politico e docente presso Università di Salerno

Monica Di Sisto– giornalista e attivista

Paolo Borioni– docente presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Modera:Paolo Cornetti

INTERVENTO DI Alfredo D’Attorre:

Schifo l'americanizzazione, schifo neoliberismo, sostiene che il credere che si sia di fronte alla “fine
della storia” sia una cazzata cazzata (alludendo credo al noto testo “Fine della Storia – Francis
Fukuyama).
La sinistra è alleata del grande capitale. COLLASSO GLOBALIZZAZIONE, nuovo multipolarismo
globale emergente Russi-Cina-ecc,.
Come ripensare la Ue e la Sinistra. Cita Mauro Magatti, ma non resta che riformare. Lo stato è
importante per la comunicazione e interfaccia positiva tra stati.
Nostalgico di Bretton Woods. Auspica un pluralismo e multilateralismo identitario e solidale.

INTERVENTO DI Paolo Borioni:

Si parlava di classi. Analisi classica su globalizzazione, dopo bretton wood si fa deregulation e si


internazionalizza il capitale.

Parere:
8) PER UN FEMMINISMO DI POPOLO

Anna Cavaliere– docente presso l’Università di Salerno

Melinda Di Matteo–attivista La città delle Donne rete nazionale

Floriana D’Elia– Patria e Costituzione

Modera:Marcello Gisondi

INTERVENTO DI Anna Cavaliere:

Critica del femminismo lean-in, che propone modelli di donne vincenti, che sono tuttavia
caricaturali in quanto ignora completamente il fatto che le donne non sono una classe, ma un gruppo
eterogeneo al suo interno. Bisogna quindi tornare a un femminismo che guardi alle esigenze della
maggioranza delle donne, tenendo conto dei problemi che esse hanno.

INTERVENTO DI Melinda Di Matteo:

Femminicidio, quote rosa e tutto il baraccone della retorica veterofemminista più indigesta.
Propone il Rojava come modello avanzato di femminismo (ma tralascia ogni nota circa il contesto).
Da notare come le donne curde abbiano ottenute conquiste sul piano pubblico innanzitutto perchè
tuttora ARMATE, e in secondo luogo perché partecipi CONTRO L'ISIS nel ruolo di milizie armate.

Interessante anche l'intervento di una che ha detto che non si possono “rompere le scatole” su ogni
cosa sennò ci alieniamo il consenso e facciamo male alla causa.

Parere: le posizioni della prof.ssa Cavaliere sono sostanzialmente in linea con le nostre: il
femminismo diventa parte della lotta di classe. Tuttavia, le donne potrebbero fare rivendicazioni
parzialmente diverse dagli uomini, in quanto parzialmente differenti sono le loro esigenze (a.e.
problema dei figli e dei lavori di cura). In questo senso il femminismo sopravviverebbe
unicamente come specificità di rivendicazioni delle donne rispetto agli uomini. Il secondo
intervento era semplicemente grottesco, tanto da suscitare il dissenso delle stesse femministe
presenti.

9) GLI SQUILIBRI DELLA MONETA UNICA

Luca Fantacci​–docente presso l’Università Bocconi di Milano

Andrea Del Monaco​– esperto fondi strutturali europei

Modera:Paolo Ortelli

I 10 anni di crisi hanno fatto emergere gli squilibri dell’euro. Nei 10 anni tra l’introduzione della
moneta unica e la crisi i titoli europei sono diventati appetibili anche all’estero, questo ha aumentato
i flussi di capitale dal centro verso la periferia.

I paesi che hanno un deficit devono finanziarlo, flussi da centro e periferia, i paesi della periferia
sono stati incentivati dalla moneta a chiedere prestiti. Centro di paesi forti e competitivi che
finanziano i paesi della periferia. Target 2 esito intervento sistematico della Bce per ovviare alla
fuga di capitale. I finanziamenti si trasformano in saldi negativi per i paesi indebitati. Divisione
marcata paesi in surplus e paesi in deficit.

Il trattato di Roma ha stabilito che l’Europa doveva essere un luogo dove si muovevano beni e
servizi ma i capitali solo per far muovere il resto. Non erano previsti questi flussi di capitali. La
Germania in cambio della moneta unica ha ottenuto la riunificazione e la libertà di movimento dei
capitali. I mercati hanno enorme potere politico, votano costantemente, dando un prezzo ai titoli di
stato.

10) VIE D'USCITA DALLA LUNGA CRISI ECONOMICA

Massimo D’Antoni​– docente all’Università di Siena

Antonella Stirati​– docente presso l’Università di Roma Tre

Simone Gasperin​– ricercatore presso UCL di Londra

Modera:Matteo Bortolon

INTERVENTO DI Massimo D'Antoni:

Il tasso di cambio risulta importante, l'economia italiana si basava su un cambio debole per
competitività.

La Germania ha la tendenza a rivalutare, L'Italia a svalutare. Che secondo il prof sono le stesse
cose. In un sistema di cambi fissi di trattiene i costi - investimenti e dumping salariale - vince.

Sul lato domanda non si determina il tasso di crescita? Non ha un effetto permanente? Bisogna
guarda l'offerta. → il legame tra domanda e produttività ce. L'adesione ad un impianto istituzionale
come Mastricht determina mercato unico, moneta unica e altri vincoli. Ciò ha avuto degli effetti su
alcuni elementi strutturali: L'idea era di creare un vincolo esterno che avrebbe stimolato riforme
migliori → ma il professore sostiene che con ciò si sono limitati punti di forza della nostra
economica

1)privatizzazioni (es.Telecom) che hanno determinato caduta degli investimenti. es. Autostrade →
UE favorisce le privatizzazioni, determinato dalle procedure d'infrazione e per rientrare nei
parametri per l'adesione della moneta unica.

2)riforme mercato del lavoro

3)l'adesione ai paramentri della politica fiscale di mastricht

INTERVENTO DELLA professoressa Antonella Stirati →

mostra vari grafici sulla produttività

-il mancato aumento della domanda aggregata ha avuto un ruolo importante nel determinare scarsa
crescita

-ci dobbiamo preoccupare dell'andamento di PIL e produttività? Si, l'Italia è un paese manifatturiero
e non può non esserlo. Bisogna conservare la manifattura e la competitività.

-il quadro è complesso: l'Italia sul piano delle esportazioni tiene fino al 2007/2008, e le manteniamo
nonostante le questioni Cina-Russia ecc.. il quadro quindi è meno tremendo

-PA: ci sono efficienze ma attenzione a non accettare un quadro del paese svilente che non
corrisponde alla realtà. In Ricerca e Sanità, l'Italia ha livelli altissimi a fronte delle poche risorse
impiegate.
Ci fossero le opportunità, pianificazione e risorse sicuramente non ci mancherebbe il capitale
umano(Know-How).

-La visione tradizionale è +produttività/+PIL.


Ma in condizioni di piena occupazione, se aumenta la produttività diminuisce l'occupazione.
La crescita della domanda(consumi+spesa pubblica+bilancia commerciale) fa crescere PIL,
produzione con conseguente stimolo della produttività. Inizio di circuiti virtuosi(anni 50-60)

nel ciclo economico la produttività cambia con la domanda perchè le imprese non cambiano
immediatamente la quantità di lavoro in base alla nuova produzione richiesta, in particolare nei
settori manifatturieri l'imprenditore non licenzia subito aspetta che i livelli di nuova produzione di
consolidino. Tutto ciò fa si che la produttività cambi. Quando vi sono fasi di recessione la
produttività del lavoro diminuisce perchè diminuisce la sua intensità.

Se aumenta la domanda succede che aumentano gli investimenti. fattore principale: l'andamento
della domanda aggregata che determina gli investimenti aggregati.

Quando l'economia cresce, il lavoro si sposta da settori poco dinamici a settori più dinamici. (es. da
settore Agricolo a settore Industriale durante le rivoluzioni industriali)

in Italia una crescita di esportazioni e spesa pubblica attiverebbe un moltiplicatore(vedi


Moltiplicatore di Khan).

Effetti sulla domanda: 1-avanzi primari da Amato in poi. 2-Peggioramento della distribuzione dei
redditi(+ precarietà). 3-Anni 90 → inizio cambi fissi, processo di integrazione alla moneta unica.

Le buone imprese ben collocate sui mercati d'esportazione, agganciano mercati in crescita. Mentre
quelle rivolte al mercato interno soffrono. Questo fa capire il quadro che sembrerebbe altrimenti
contradditorio.

INTERVENTO DEL Professore Gasperin – esperto del ruolo dello stato nell'economia

intervento su Sovranità Industriale e tecnologica.

Capacità di un sistema economico di produrre beni ad alto contenuto di conoscenza

Produzione di beni implica manifattura → manifattura importante(ha l'80% della ricerca e sviluppo
italiano) 2a manifattura europea data da componente molto forte di micro e nanoimprese a basso
contenuto di conoscenza. E molto diverso produrre aeroplani farmaci ecc.. aerospaziale chimico
farmaceutivo elettronica e informati e automobilistico e meccatronica.

Materie prime → il più importante è l'acciaio. Necessaria una produzione domestica di alta qualità.
Dev'esser vicino ai mercati di sbocco causa difficoltà dei trasporti.

Fattore energia: importante!

Infrastrutture: necessario e fondamentale. Trasporti terra-mare + reti energetiche. + reti


telecomunicazione.

Quest'elenco di attività può esser realizzato solo a livello di ampia impresa. Nei paesi moderni solo
le imprese oligopolistiche sono il motore del progresso tecnologico e dell'attività economica.

Avere questi tipi d'impresa e fondamentale. Fuori dai discorsi concorrenziali ma all'interno di un
quadro strategico. La competizione non è ideale ma tecnologica. Ad esempio il Giappone ha un
sistema complesso bancario e di conglomerati (Zaibatsu) che finanziano questo tipo d'imprese e
ricerche.

Germania → sistema di protocoperative. es. Siemens, Bosch

Italia. '48 paese semi industriale(45% occupati nell'agricolo). Siamo dipendenti dall'estero e non
abbiamo imprese competitive. Forte dipendenza nell'acciaio con tecnologia ad alto forno(la
migliore). Energia → costretti ad importare carbone e petrolio

anni '80 → paese diverso: elementi → economia mista di capitalismo regolato, IRI, Acciaio
Meccanica elettronica. ENI energia
Sistema bancario a controllo pubblico. Sia commerciali che d'investimento.
Sistema di tassazione progressivo.
Nel '91 → agricoltura addetti al 7% industria '31 → pil pro capite(misura rozza) ottimo anche
commisurato al potere d'acquisto.

IRI al 7o posto tra i conglomerati


poi Fiat. ENI 21o.. gruppo STET (poi TELECOM) 6o gruppo mondiale.
ESTIMICROELECTRONICS.
MonteEdison → disastri ma campione nazionale della chimica. Grazie anche alla ricerca nella
plastica.
Olivetti → anni 70 problemi geopolitici
Ansaldo
ENEL
ILVA(grossi poteri industriali, ma anni 80 3o produttore di acciaio al mondo)

Oggi: arretramento industria e del manifatturiero, strutturale ma anche no.


PIL pro capite in decadimento
Classifica Fortune: EXOR 19o (ma con comparti USA) componente italiana 1/3
51o Generali poi Enel e ENI poi nulla.
Cuore oligopolistico impoverito
Telecom male
Chimica scomparsa
Farmaceutica mai decollata
Olivetti da 70k dipendenti a 400
Fiat in declino (produciamo meno della metà delle vettore che vengono prodotte in spagna)

rimane LEONARDO, MICROELECTRONICS, FINCANTIERI


ENI scorporata
ENEL che ha dovuto vendere siti produttivi per andare sotto il 50% di quote di mercato
ILVA privatizzata e venduta a differenti produtto quando si andava verso una concentrazione nelle
altri parti del mondo

dipendenti dal trasporto merci su gomma

Sud-> tagliato fuori dai mercati di sbocco

→ problemi: Abbandonare i settori di punta, congelare gli investimenti e abbandonare una politica
industriale.

Proposte:
1) creare campioni nazionali in settori dove siamo specializzati → Impiantistica
2) meccanica → emilia romanga nel particolare
3) forzare i vantaggi comparati → investimenti in strutture e ricerca dove sono necessari.
4) Ricerca pubblica integrata
5) stato nell'economia industriale → deliberizzazione con monopolio pubblico per alcuni
settori. L'unico attore nazionale che gestisce alcune politiche di prezzo genererebbe introiti
in alcuni settori industriali esposti alla competizione.
6) Forzare interrelazioni industriali.

Attrarre capitali è essenziale più abbassare gli oneri a queste imprese leader. Ce un problema di
compatibilità con un aspetto della regolamentazione europea → la quasi totale limitazione degli
aiuti di stati. In Europa infatti la proprietà pubblica è legittima finchè opera come un privato.
Riguardo le vicende privatizzazione tutto inizio con il codice civile italiano era incompatibile con la
legislazione sulla concorrenza.

-la flessibilizzazione del mercato del lavoro ha abbassato la produttività, sul rapporto
lavoratore/impresa non incentiva conoscenza e apprendimento dato invece da un rapporto di lavoro
potenzialmente di lungo periodo ha un effetto negativo sulla produttività.
Nota privatizzione: ha fatto crescere i prezzi e le tariffe dei servizi erogati(elettricità e autostrade)

11) IL NUOVO MOVIMENTO CLIMATICO

Grazia Pagnotta– docente presso l’Università di Roma Tre

Sergio Gentili– politico e scrittore

Grazia Francescato– politica e attivista ambientalista

Modera:Carlotta Giovannucci

NESSUN PRESENTE.

12) FILOSOFIA DELLA NUOVA POLITICA


Guido Cappelli– docente presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale

Geminello Preterossi– docente presso l’Università di Salerno

Francesco Marchesi– ricercatore presso la Scuola Normale Superiore di Pisa

Modera:Marcello Gisondi

INTERVENTO DI Francesco Marchesi:

L'unico spunto non analitico. Tutti parlano del “momento Polanyi”, si dovrebbe interrogarsi sugli
altri momenti. Ma perchè nei “momento Polanyi” non succede nulla spesso e volentieri?

INTERVENTO DI Geminello Preterossi:

Pensiero contorto, ma la cosa positiva era che era l'unico a percepire il razionalismo. Lo intuiva ma
non lo afferrava.

INTERVENTO DI Guido Capelli:

Abbiamo sentito poco, è l'unico che ha detto che il popolo deve avere un potere suo, e ha detto che
la violenza può essere sensata o apprezzabile.

13) LA NUOVA POLITICA IN GIRO PER IL MONDO

David Broder– redattore Jacobin Italia

Lenny Benbara– direttore Le Vent Se Léve

Rosa Fioravante– ricercatrice

Modera:Samuele Mazzolini

14) LA METAMORFOSI DEI PARTITI

Antonio Floridia​– dirigente della regione Toscana

Fabrizio Barca​– economista e politico, coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità

Paolo Gerbaudo​– docente presso il King’s College di Londra

Modera:Tommaso Nencioni

l'oggi: siamo in presenza di un addio a forme di partito 900esche. Risulta invece sempre più
importante la figura di leader.

dal piano empirico ad un piano normativo → ossia le cose vanno così e non posso che esser così →
abbandono sulla ricerca di forme partitiche funzionali → grave errore politico
deterioramento della democrazia in italiana via via che i modelli partitici si sono spenti a favore di
partiti padronali/personali. → risposte: ritorno ai principi: accettiamo la democrazia come ​“mercato
elettorale”​ (J.A. Schumpeter)?

I partiti devono saper costruire un discorso pubblico e devono saper formare un idea alternativa
ideologica e di visione della società.

Il PD pensa di essere un partito post ideologico, un partito non regge solo sulle cose da fare, è
necessario un collante ideologico per rendere costruttivi le divergenze d'opinione.

Tre livelli di costruzione di un partito: 1- ideologia, critica e idea di società


2- vaste aree programmatiche
3- territorio

mancano spazi di confronti e sviluppo di energie intellettuali. Aspetti dei partiti 900eschi come la
funzione pedagogico-dottrinarie è difficilmente riproponibile.

Costruzione e elaborazione collettiva sono le direzioni da perseguire.

Apprendimento collettivo → produrre ed elaborare opere pubbliche tramite saperi diffusi nella
società, non si può più pensare di includere tramire ideali.

Apprendimento collettivo → un partito serve se sa creare sapere e conoscenza collettiva.

la costruzione di alleanze politiche-popolari ha portato ottimi risultati. Oggi il problema è


che non esiste più un nucleo forte di classe operaia. Il partito deve avere interessi chiari e
deve saper aggregare.

Formazione e selezione del ceto politico → oggi si fa solo selezione e non formazione(nemmeno
sul campo).

Bisogna creare una connessione chiara tra partecipazione-discussione-decisione → la sconnessione


distrugge la partecipazione.

Rousseau → è una procedura deliberativa con assenza di dialogo collettivo. Niente mito
partecipazionistico, ma bisogna creare una realistica relazione tra partito e attivista.

INTERVENTO DI FABRIZIO BARCA

Flash 1968 – 9 tratti della forma organizzativa che tuteli i subalterni

-aggregazione attorno a principi


-lettura della fase storica di sofferenza dei subalterni
-diffusa articolazione territoriale, che si adatti ad un paese disomogeneo come il nostro
-offrire a livello territoriale e nazionale come il luogo nel quale ha senso perdere tempo
-avere un centro di competenza forti, cavalcando la modernità
-totale dichiarata separazione dallo stato(il partito non è lo stato neanche quando governano i suoi)
-regole e meccanismi per il reclutamento-selezione-formazione dei quadri che utilizzi la
rete(internet)
-organo di leadership controllata
-processi deliberativi seri e pensati

frammentazione sociale è un imbecillità, il conflitto di classe si che è diverso, ma non vi è


distinzione nel rapporto capitale-lavoratore, cambia solo la sua manifestazione. Ma risulta vero che
è più difficile organizzare le classi.

Organizzazioni di cittadinanza attiva → volte a mettere in opera solidarietà e manutenzione e


creazione di beni comuni attraverso l'esercizio di potere. E non riconoscono allo stato il ruolo di
unico esercente del potere.

INTERVENTO DI PAOLO GERBAUDO

temi chiave: qualsiasi forza sociale ha il potere come questione centrale.


Ritorno della politica e della sovranità.
Ritorno del partito.

Si parla di partito perchè effettivamente sono usciti nuovi partiti politici. (partito pirata, m5s,
podemos, france unice) → che hanno avuto un effetto pesante sulla società

elogio a democrazie digitali. Non vanno associate solo ai 5stelle.


Emersione quindi di un nuovo tipo di partito perchè ce adozione di una nuova logica organizzativa
data dalla piattaforma digitale.

i partiti americani si sostengono tramite donazioni.... (EH???)

piattaforme creano conseguenze politiche molto forti, attraverso cui si gestiscono decisioni membri
e direzione.

conclusione → superare ma emulare i partiti politici digitali

15) LE PERIFERIE AL CENTRO

Daniele Leppe– avvocato e attivista

Federico Bonadonna– urbanista

Salvatore Monni– docente presso l’Università di Roma Tre

Veronica Pujia– sindacalista SICET

Modera:Laura Pinzauti

INTERVENTO DI Federico Bonadonna:

un attivista di “Mapparoma” progetto che vuole mappare la città per individuarne le aree più
critiche. I nuclei familiari stanno in periferia, le meno numerose in centro. A Roma il reddito non è
un elemento caratterizzante nella distribuzione. Il reddito in periferia è 1/3 e 1/8 l'istruzione. In
centro stanno gli anziani, disparità di genere.
In periferia mancano i servizi e mancano gli asili, la lega vince in periferia

INTERVENTO DI Veronica Pujia:

Popolazione esclusa da altre aree per costi affitti. Lei difende gli sfrattati o contro gli stratti. Città
come merce, parti intere sono da speculazione, quartiere a forte presenza di immigrati e anche
degrado urbano, abusivismo e cittadinanza invisibile. Pur essendo vicino al centro molti non sono
mai stati in piazza duomo, ,alto tasso senza tetto e in coabitazione, forte ghettizzazione.
Da tre anni c'è riqualificazione e solo abbattimento stabili vecchi. Niente case popolari.
Le politiche liberali hanno trasformato le case popolari in ghetti,, ma queste persone vorrebbero
contare di più anche politicamente (LA CASETTA VERDE)

INTERVENTO DI Salvatore Monni:

per difendere le periferie bisogna attuare la costituzione. Forte problematica: chi occupa un
immobile non può chiedere residenza e dunque sono invisibili (neppure gli allacci), la gente viene
sbattuta in periferia

INTERVENTO DI Daniele Leppe:

ha parlato di cose interessanti più degli altri. Le periferie sono molto popolate ma politicamente
segregate, no stato presente, ha descritto Tor Pignattara come coacerco di tutti i bubboni urbani (cei,
senzatetto, immigrati, poveri e degrado edilizo e assenza di servizi, campi rom),
CASALBRUCIATO. Paura della povertà e degli altri poveri, conflitto sociale, accoglienza dei rom
solo fuori del raccordo anulare, dentro zero.
Problema di speculazione edilizia, appartamenti sfitti e campi rom che andrebbero chiusi perchè
centri di gravità di degrado violenza ecc.
I rom non sono voluti perchè svalutano i prezzi delle case intorno. Ci vuole piano edilizio con
redistribuzione delle case sfitte.

RIFLESSIONI SUL PROGETTO POLITICO ​“Patria e Costituzione”(​ ​PeC)​ ,


SULL'ASSEMBLEA COSTITUENTE E SULL'ESPERIENZA FORMATIVA
DELLA SCUOLA A FRATTOCCHIE