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“IL TRAMPOLINO ELASTICO”

PROF. MAURO VENTRIGLIA


Università Telematica Pegaso Il trampolino elastico

Indice

1 STORIA E ORIGINI ---------------------------------------------------------------------------------------------------------- 3


2 IL TRAMPOLINO ELASTICO DIVENTA DISCIPLINA SPORTIVA -------------------------------------------- 5
3 CARATTERISTICHE -------------------------------------------------------------------------------------------------------- 6
4 L’ATTREZZO ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ 7
5 ELEMENTI DELLA PRESTAZIONE ------------------------------------------------------------------------------------ 8
6 REGOLAMENTO ------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 9
7 CATEGORIE ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ 12
SITOGRAFIA ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 13

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)

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1 Storia e origini
Il Trampolino Elastico è la nuova disciplina della Federazione, riconosciuta solamente pochi

anni fa dal C.I.O. (Comitato Internazionale Olimpico).

Il trampolino elastico ha un’origine piuttosto singolare, secondo alcune ricerche si è scoperto

che nella tradizione esquimese esiste una festa tipica chiamata “Nalukataq” che potrebbe aver dato

vita alla prima idea di quest’attività ludica. Il Nalukataq è la celebrazione della caccia alla balena,

durante i festeggiamenti viene svolto un rito molto particolare: il rimbalzo su una coperta fatta di

pelle di foca; uomini e donne circondano la coperta e ne tengono i bordi fino a lanciarla in aria, una

sorta di tappeto elastico senza struttura. Questo potrebbe essere considerato un primo esempio di

trampolino che dimostra quanto sia antico questo divertimento. Altre tracce si possono trovare nella

cultura circense dove, soprattutto nei primi anni del XX° secolo, gli acrobati sfruttavano la rete di

protezione per i loro numeri (qui è nata anche la leggenda del trapezista francese ‘Du Trampolin’

che avrebbe dato il nome all’attrezzo).

In realtà il moderno trampolino elastico fu costruito nel 1936 da George Nissen e Larry

Griswold.

Nissen era un ginnasta statunitense che osservando i trapezisti maturò l’idea di progettare

uno strumento per migliorare le proprie performance atletiche. Insieme al suo coach Griswold,

costruì il primo prototipo di trampolino utilizzando mezzi di fortuna nel 1936. Successivamente,

durante un tour dimostrativo in Messico, sentirono chiamare il loro attrezzo trampolìn (trampolino

di lancio) dagli spettatori locali e decisero di utilizzare il nome anglicizzato ‘trampoline’ come

marchio di fabbrica per la società Griswold-Nissen Trampoline & Tumbling nel 1942.

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Inizialmente i trampolini vennero prodotti a scopo ricreativo anche se durante la Seconda

Guerra Mondiale, vennero utilizzati dall’Aviazione e dalla Marina statunitense come strumento per

la formazione dei piloti e dei navigatori. Negli anni della Guerra Fredda, poi, il trampolino elastico

venne adottato anche per la formazione degli astronauti sia americani che sovietici, per adeguare il

corpo alla perdita di gravità. Ecco perché esistono diversi studi condotti dalla Nasa che ci rivelano

gli effetti benefici del trampolino.

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2 Il trampolino elastico diventa


disciplina sportiva
Il primo campionato nazionale si è svolto negli stati Uniti nel 1948, mentre in Europa la

prima competizione è stata la Nissen Cup, tenutasi in Svizzera nel 1958. Nel 1980 si sono svolti sia

la prima Word Cup, a Bois-Colombe, in Francia, che il primo Campionato del Mondo a Londra. Al

1983 risale la fondazione della FITE (Federazione Italiana Trampolino Elastico), attiva dall’anno

successivo e nel 1998 il Comitato Olimpico Internazionale (C.I.O) ha accettato la F.I.T.E. come

federazione. Il Trampolino Elastico è diventato ufficialmente uno sport Olimpico dall’edizione di

Sidney del 2000.

Attualmente la Federazione Ginnastica d’Italia, chiamata anche con l’acronimo F.G.D.I. o

F.G.I. e conosciuta anche come Federginnastica, è l’organo che controlla e organizza le

competizioni di ginnastica in Italia tra cui: la ginnastica artistica, ritmica, generale, aerobica, fitness,

twirling e trampolino elastico. Con sede a Roma, è affiliata alla Federazione Internazionale di

Ginnastica e all’Unione Europea di Ginnastica ed è riconosciuta dal C.O.N.I.

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3 Caratteristiche
Gli esercizi di questa disciplina composti da salti, doppi e tripli, raggruppati e tesi con

rotazioni attorno all’asse longitudinale, vengono eseguiti ad un’altezza che arriva anche ad 8 metri.

Precisione e controllo del corpo sono requisiti essenziali per una buona performance. Il Trampolino

è usato anche come attrezzo propedeutico per l’addestramento di base per tutti gli sport che

contengono elementi acrobatici.

Le categorie del Trampolino sono:

il singolo, maschile e femminile, ed il sincro.

Sport altamente acrobatico e coreografico, il trampolino elastico vede i ginnasti “volare” e

rimbalzare su di un tappeto elastico eseguendo movimenti in attitudine di volo ed a parecchi metri

d’altezza dal suolo. In pratica il trampolino aiuta, a qualsiasi livello, a vincere la forza di gravità

indipendentemente dal proprio peso, stimolando al contempo la capacità di equilibrio e di ritmo.

L’orientamento spaziale del proprio corpo assume un ruolo decisivo durante la fase di atterraggio e

nelle rotazioni attorno ai diversi assi corporei.

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4 L’attrezzo
L’attrezzo del trampolino elastico è costituito da una rete elastica avente dimensioni di 2,20

m per 4,20 m. La rete è agganciata mediante 116 molle ad un telaio metallico, posto all’altezza di

1,20 m da terra. Ai lati sono presenti delle protezioni (alte 20 cm e lunghe 2 m). Per la sicurezza

dell’atleta è necessaria un’area di sicurezza di 65,10 m e l’altezza del luogo di gara o di

allenamento deve essere almeno di 8 m. Gli esercizi sono principalmente salti doppi e tripli,

raggruppati o tesi, spesso anche avvitati.

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5 Elementi della prestazione


Gli elementi della prestazione:

Capacità coordinative: la capacità di equilibrio, di ritmizzazione, di timing, di

differenziazione e di orientamento spaziale.

Capacità condizionali: forza elastica, mobilità, resistenza e reattività.

Capacità tattico-mentali: uno dei nemici principali che si manifesta facilmente è

l’affaticamento del sistema nervoso centrale; attenzione e concentrazione sono

fondamentali per avere sempre sotto controllo ogni movimento. Ciascun elemento

tecnico è caratterizzato da evoluzioni acrobatiche con rotazioni simultanee sui vari assi

corporei.

Il Trampolino elastico prevede sia competizioni individuali che di tipo sincronizzato. Queste

ultime prevedono la partecipazione di due atleti che si esibiscono contemporaneamente su

trampolini diversi dove, oltre al fattore acrobatico e l’aspetto coreografico, viene valutata la

sincronizzazione dei movimenti.

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6 Regolamento
Le competizioni di Trampolino Elastico prevedono 3 esercizi di 10 elementi ciascuno. Un

esercizio al trampolino è caratterizzato dall’altezza, da salti continui e ritmici con arrivo in piedi, di

pancia, di schiena o seduto, senza esitazioni o “candele” intermedie.

Un esercizio al Trampolino deve essere costruito in modo da mostrare una varietà di

“evoluzioni”, in avanti e indietro, con o senza avvitamenti. L’esercizio deve dimostrare buon

controllo intersegmentario, forma, esecuzione, altezza e mantenimento della stessa.

Durante le fasi di qualificazione si eseguono 2 esercizi; il primo comprende requisiti

speciali, il secondo è un esercizio libero.

Nelle fasi finali si esegue un esercizio libero. Nelle gare internazionali i ginnasti (coppie, nel

caso di competizioni di sincronizzato) con i migliori 8 punteggi delle qualificazioni vanno in finale.

L’ordine di partenza della finale si definisce in base al punteggio di qualificazione: il ginnasta con il

voto più basso partirà per primo.

Gare a squadre

Una squadra è composta da un minimo di 3 ad un massimo di 4 atleti per gara (gara

maschile o femminile). Ogni atleta della squadra presenterà 2 esercizi in qualificazione e 1 in finale.

Sistema di Punteggio

Il punteggio di ogni squadra per ogni esercizio sarà dato dalla somma dei 3 punteggi più alti

ottenuti dai componenti della squadra in ogni esercizio.

Gare di sincronizzato

Una coppia di sincronizzato è formata da due ginnaste o due ginnasti; ciascuno di loro può

gareggiare solo in una coppia. La gara prevede una fase di qualificazione e una finale. I componenti

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di una coppia devono eseguire lo stesso elemento nello stesso momento e devono partire rivolti

nella stessa direzione. Non è, invece, necessario che eseguano gli avvitamenti nella stessa direzione.

Esercizi

Ogni esercizio è composto di 10 elementi. Il primo esercizio comprende sia elementi liberi

che requisiti speciali. L’ordine in cui gli elementi sono eseguiti è a discrezione del ginnasta. Per

questo esercizio si considera solo il punteggio dell’esecuzione. Il secondo esercizio e quello della

finale sono esercizi liberi in cui al punteggio dell’esecuzione si somma il valore della difficoltà

ottenendo così il punteggio totale.

Posizioni richieste durante un elemento

In tutte le posizioni (ad eccezione del salto carpiato divaricato) i piedi e le gambe devono

essere uniti e le punte dei piedi tese. Secondo le richieste dell’elemento, il corpo dovrà essere

raggruppato, carpiato o teso.

Nelle posizioni raggruppata e carpiata le cosce devono essere vicine al busto, salvo che nelle

fasi di avvitamento dei salti multipli.

Nella posizione raggruppata, le mani devono essere posizionate sotto le ginocchia, salvo che

nelle fasi di avvitamento dei salti multipli.

Le braccia devono essere tenute il più possibile tese e/o aderenti al corpo.

I requisiti minimi per definire le posizioni

Posizione Tesa: l’angolo tra busto e cosce deve essere superiore a 135°.

Posizione Carpiata: l’angolo tra il busto e le cosce deve essere minore o uguale a 135° e

l’angolo tra cosce e gambe deve essere maggiore di 135°.

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Posizione Raggruppata: l’angolo tra il busto e le cosce deve essere minore o uguale a 135° e

l’angolo tra cosce e gambe deve essere minore o uguale a 135°.

Nei salti multipli con avvitamento, le posizioni raggruppata e carpiata possono essere modificate

durante l’avvitamento.

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7 Categorie
ALLIEVI ETA’ PROGRAMMA TECNICO

3^ fascia 8-9 anni obbligatorio

2^ fascia 10 anni obbligatorio

1^ fascia 11-12 anni obbligatorio

JUNIORES ETA’ PROGRAMMA TECNICO

Nazionale 2^ fascia 13-14 anni Internazionale o nazionale

Nazionale 1^ fascia 15-16 anni Internazionale o nazionale

SENIORES ETA’ PROGRAMMA TECNICO

Nazionale 17 anni e > Internazionale o nazionale

(Cfr. A. Carlucci)

L’età d’inizio è a 8 anni compiuti, poi è da ritenere con anni da compiere o compiuti nell’anno.

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Sitografia
www.wikipedia.org

www.trampolinepundit.com

www.ministryofair.com

www.jumpkingnews.wordpress.com

www.federginnastica.it

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