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IV.

5 - APPLICAZIONI ALLE ODE


Per risolvere eq. differenziali ordinarie con la trasformata di Fourier si segue lo schema seguente:
1. Si impongono condizioni sulla funzione incognita che rendano leciti i passaggi successivi.
2. Si trasforma l’equazione differenziale ottenendo un’equazione algebrica.
3. Si ricava la trasformata della soluzione.
4. Si antitrasforma quello che si è ottenuto per trovare la funzione incognita.
5. Si verificano che le ipotesi fatte al punto 1 siano rispettate dalla soluzione trovata.
Esempi:
x uc( x)  u ( x) e  x H ( x), x  \
Si chiede che la funzione u sia integrabile e assolutamente continua: u  L1 ˆ AC . Ciò garanti-
sce in particolare la possibilità di trasformare l’equazione e antitrasformare il risultato ottenuto.
1 1 1 ª 1 x º
 >uc( x)  u ( x)@  ª¬e  x H ( x) º¼ ; i[ uˆ  uˆ ; uˆ (1  i[ ) ; uˆ  «  e »
1  i[ 1  i[ 1 [ 2
¬ 2 ¼
1 x
La soluzione è quindi u ( x)  e , che si vede rispetta le condizioni poste all’inizio.
2
Si noti che quella trovata non è in generale la sola soluzione dell’equazione di partenza, ma è
l’unica soluzione che sta in L1 ˆ AC .
1
x uc( x) 2
, x\
1 x
La soluzione generale di questa equazione si trova immediatamente ed è u ( x) arctan x  c . Si
vede facilmente come essa non stia né in L1 né L2 per alcun valore di c. Infatti, se si suppone
che la soluzione stia in uno di questi due spazi, trasformando si ottiene:
f 1
ª 1 º S e
[
 L Ÿ u  L
 >u c( x) @  «
[

; i[ ˆ
u S e ; uˆ .
¬1  x ¼ i[  L Ÿ u  L
2 2
x x
x 2u cc( x)  e u ( x) e sign x, x  \
Si chiede che u  L1 u, uc  AC . Trasformando l’equazione si ottiene:
ª d x º
 ª¬ 2ucc( x)  e sign x º¼ ;  2[ 2uˆ   ª¬ e º¼  >u ( x) @  « e » ;
u ( x) º¼  ª¬ e
x x x

¬ dx ¼
2 2 i[
2[ 2uˆ  ˆ
u i[ ; ˆ
u
1 [ 2 1 [ 2 [ 4  [ 2 1
Utilizzando la formula di inversione e i metodi di analisi complessa, si ottiene che:
3
1 § x·  x
u ( x) sin ¨ ¸ e 2
, che si vede rispettare le condizioni richieste in precedenza.
3 ©2¹
IV.6 - L’EQUAZIONE DELLA CORDA VIBRANTE
Quello che segue è un esempio di applicazione della trasformata di Fourier ad un’equazione alle de-
rivate parziali, in particolare all’equazione delle onde:
utt 'u con u u ( x, t ), x  \ N , t  \

Il caso monodimensionale N = 1 è quello della corda vibrante e si considera il problema di Cauchy:


­u xx utt
°
( ) ®u ( x, 0) M ( x) , che si può scomporre nei due problemi separati:
°u ( x, 0) \ ( x)
¯ t
­vxx vtt ­ wxx wtt
° °
(1) ®v( x, 0) M ( x) e (2) ® w( x, 0) 0
°v ( x, 0) 0 ° w ( x, 0) \ ( x)
¯ t ¯ t
poiché per la linearità dell’equazione, basta sommare le soluzione di (1) e (2) per ottenere la solu-
zione di ( ) .
Si cominci dunque con il problema (1). Per risolvere l’equazione, si considera t come un parametro
e si applica la trasformata di Fourier alla variabile spaziale.

ª w2 º
 > vxx ( x, t ) @ ([ )  « 2 v( x, t ) » ([ ) [ 2 vˆ([ , t )
¬ wx ¼
2 2 2
w (i )
w w
 > vtt ( x, t ) @ ([ ) ³ vtt ( x, t )e i[ x dx ³ 2 v( x, t )e  i[ x dx 2 ³ v ( x , t ) e  i[ x
dx 2
vˆ([ , t )
\ \ wt wt \ wt
dove nel passaggio (i) si richiede a v ( x, t ) delle condizioni che verranno verificate a posteriori.
Si ottiene dunque la seguente equazione differenziale ordinaria, dove però ora la variabile è t, men-
tre ȟ è considerato un parametro:
vˆtt ([ , t ) [ 2 v([ , t ) , la cui soluzione generale è vˆ([ , t ) c1 ([ )ei[ t  c2 ([ )e i[ t .

Le costanti (dipendenti però da ȟ) devono essere determinate in base alle condizioni iniziali, anche
loro trasformate:
­vˆ([ , 0) Mˆ ([ ) ­°c1 ([ )  c2 ([ ) Mˆ ([ ) 1
® Ÿ ® Ÿ c ([ ) c ([ ) Mˆ ([ )
°¯> c1 ([ )  c2 ([ ) @ i[ 0
1 2
¯vˆt ([ , 0) 0 2
1 1
La soluzione particolare è dunque: vˆ([ , t )  >M ( x  t )  M ( x  t ) @ .
Mˆ ([ ) ª¬ei[ t  e i[ t º¼
2 2
1
Il problema considerato ha quindi la seguente soluzione: v( x, t ) >M ( x  t )  M ( x  t )@ .
2
La risoluzione del problema (2) ricalca quella appena fatta fino alla risoluzione dell’equazione dif-
ferenziale ordinaria. In questo caso risulta più utile esprimere la soluzione generale di quest’ultima
tramite seno e coseno: wˆ ([ , t ) c1 ([ )sin([ t )  c2 ([ ) cos([ t )

Imponendo le condizioni iniziali (come prima anch’esse trasformate) si ottiene:


­ wˆ ([ , 0) 0 ­c2 ([ ) 0 ­°c1 ([ ) [ 1\ˆ ([ )
® Ÿ ® Ÿ ®
¯ wˆ t ([ , 0) \ˆ ([ ) ¯c1 ([ )[ \ˆ ([ ) °¯c2 ([ ) 0

sin([ t )
Da qui si ricava quindi che wˆ ([ , t ) \ˆ ([ ) , che antitrasformando diventa:
[
1 ª sin([ t ) º 1 1 § x y· 1 x t
w( x, t ) \ ( x)  «
[ » \ ( x) 2 F ( 1,1) x t 2 ³\
\ ( y ) F ( 1,1) ¨
t
¸ dy
2 ³x t
\ ( y )dy .
¬ ¼ © ¹
La soluzione del problema della corda vibrante ( ) da cui si era partiti è quindi:
1 1 x t
u ( x, t ) >M ( x  t )  M ( x  t ) @ ³x t \ ( y)dy (formula di D’Alambert)

2 2
Tutti i passaggi fatti, e in particolare l’uguaglianza (i), sono validi se M  C 2 e \  C1 .