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Cultura Spagnola 1

Modulo
Minesso
Giovedì 1 | 10 | 15

Siamo agli inizi 900, anni ’30, periodo in cui si va a definire il profilo della repubblica spagnola che emerge
dalla rivalità tra due parti.

La repubblica spagnola non viene proclamata né per referendum né per diretta abdicazione del re. Nasce
da elezioni che in un primo momento sono elezioni municipali: nell’aprile 1931 gli spagnoli sono chiamati a
eleggere i propri sindaci e consiglieri comunali (NON a scegliere tra monarchia e repubblica). Tra i candidati
ci sono molti consiglieri iscritti al partito socialista repubblicano, i quali vincono in modo schiacciante le
elezioni.
Prima di queste elezioni, all’inizio del 900 gli spagnoli hanno vissuto un clima politico difficile, ove all’ordine
del giorno vi erano doglie elettorali, elezioni truccate, un grande catechismo (=un grande potere dei
proprietari terrieri che compravano i voti). Quindi gli spagnoli perdono fiducia in questo strumento di
manifestazione del potere, perché capiscono che il voto o era truccato o veniva veicolato dai più potenti,
capiscono che questa monarchia che c’è è truccata.
Dal 1923 al 1930 il re ha convissuto con un dittatore, Primo de Rivera, che non ha saputo gestire bene la
situazione. Questo clima disordinato - monarchia debole, imbroglio elettorale, stanchezza nei confronti del
sistema politico e dittatura che ha lasciato conseguenze negative - ha portato alle elezioni alla vittoria
schiacciante dei repubblicani: a Madrid i consiglieri repubblicani triplicavano quelli monarchici, a Barcellona
li quadruplicavano. Come conseguenza diretta di questa vittoria, il re e i monarchici prendono atto del fatto
che il popolo spagnolo è stanco della monarchia. Il giorno seguente sul giornale dell’epoca Heraldo de
Madrid parla dell’accaduto come gran plebiscito (quelle che erano inizialmente semplici elezioni municipali
sono state considerate come un referendum a favore della repubblica).

La bandiera tricolore della seconda repubblica spagnola (ce ne era già stata un’altra in precedenza) viene
issata per la prima volta (quasi anticipando qualsiasi decisione governativa) in una cittadina dei paesi
baschi, Eibar : dal basso si proclama la repubblica ancora prima che il re decida cosa fare. La bandiera
monarchica inizia ad essere sostituita da quella repubblicana in sempre più cittadine. Addirittura si inizia a
rinominare le piazze (ancora una volta Eibar è stata la prima a rinominare la piazza in cui ha issato la
bandiera chiamandola piazza <della Repubblica>). Il 14 aprile la spagna inizia a prendere i colori della
repubblica.
Il 13 aprile il re Alfonso XIII si riunisce con l’ultimo consiglio dei ministri per decidere cosa fare. Dopo un
acceso dibattito - che vede da una parte il consiglio dei ministri dibattere sulla linea della resa e dall’altra un
gruppo di pochi che insieme al re vorrebbero continuare sulla linea monarchica e bloccare il fiorente
movimento repubblicano - si opta per l’abdicazione del re e, inoltre, si decide che il capo della guardia
civile, conte Romanones, dovrà consegnare le redini della nuova repubblica spagnola al comitato
rivoluzionario.

Il comitato rivoluzionario era formato da politici di diversa estrazione uniti dalla convinzione di voler
rovesciare la monarchia (in passato questi uomini avevano già cercato di rovesciare il potere monarchico,
come durante il colpo di stato del 1930, tentativo mal riuscito concluso con l’arresto da parte del re di gran
parte del comitato rivoluzionario, qualcuno era riuscito a scappare e qualcun altro era in esilio). Questi
uomini, nemici della monarchia, vengono incaricati di dirigere il “nuovo” stato.
Re Alfonso XIII si accorda per una fuga verso la Francia a causa della sconfitta, e rimarrà in esilio per anni.

Il nuovo governo è guidato da una coalizione di stampo repubblicano-socialista il cui presidente è Niceto
Alcalà Zamora.
La prima questione che devono affrontare i repubblicani è l’elaborazione di una nuova costituzione che
sancisca diritti e doveri dei cittadini spagnoli all’interno della repubblica.
La costituzione rende la Spagna un ‘faro’ all’interno dell’Europa, molti paesi la prenderanno a modello per
la sua caratteristica innovativa di avere una costituzione così avanzata, liberale, progressista.
Oltre alla costituzione la Spagna repubblicana ha altri problemi da affrontare:
Questione agraria: latifondismo al sud. È un problema che affligge la Spagna da secoli: il centro sud della
Spagna si configurava come territorio agricolo (non c’è ancora un’industria spagnola affermata e tarderà
molto ad avviarsi), pertanto si ha un’economia agraria fondata sul rendimento della campagna attraverso il
latifondismo. Questi latifondi immensi sono però in mano a pochi proprietari che non riescono a far
fruttare completamente questi terreni; altra gravante è la presenza di tantissimi contadini sfruttati che
chiedono più diritti.
Regolamentazione del lavoro in termini di sicurezza, salubrità, orari, salari, lavoro femminile (che iniziava
ad acquisire importanza). La repubblica, con la costituzione, deve elaborare soluzioni che favoriscano la
condizione dei lavoratori che iniziavano a far sentire il proprio dissenso rivendicando i propri diritti
attraverso scioperi. E una repubblica fondata sul lavoro non poteva ignorare gli scioperi.
Riforma militare. L’esercito spagnolo è sempre stato molto politicizzato, non si è mai limitato a svolgere
una funzione puramente difensiva dello stato, bensì, per tutto l’arco dell’800, esso è stato l’ago della
bilancia delle situazioni politiche: più volte ha fatto incursione nel parlamento influenzando in modo
nettamente rilevante la presa di certe decisioni (ha serve preservato i propri interessi agendo direttamente
sulla politica). Visti i precedenti, dunque, la repubblica vuole che l’esercito stia al di fuori delle questioni
politiche, che si presti e limiti al servizio dello stato, non che sia una minaccia per la sua stabilità.
Ridefinizione dei rapporti con la Chiesa. Fin da subito il governo repubblicano si confessa laico. La rep
vuole essere uno stato moderno e laico, dove anche la Chiesa – come l’esercito – non abbia più ingerenza
nella vita a differenza di quanto accadeva in passato.
Statuto di autonomia per la Catalogna. Già negli anni ’30 i catalani rivendicano con forza uno statuto di
autonomia, vogliono mettere per iscritto una serie di possibilità/privilegi per cui possono agire
indipendentemente dallo stato. La repubblica deve quantomeno prendere in considerazione lo statuto dei
catalani e, successivamente, anche quello proposto dai baschi.

La costituzione viene elaborata da las Cortes Constituyentes, un parlamento che si riunisce e cerca di
risolvere le questioni dello stato spagnolo.
La scelta de las cortes è affidata direttamente dal popolo spagnolo che, nel luglio del ’31, è chiamato alle
elezioni per scegliere chi saranno i parlamentari che redigeranno la costituzione. A queste elezioni si
presentano una notevole pluralità di partiti, tra i quali si ripropongono alcuni dei monarchici sconfitti
qualche mese prima (tra gli spagnoli c’è ancora un gruppo di nostalgici che vorrebbero immediatamente il
ritorno del re e della monarchia). La repubblica permette loro di partecipare tranquillamente alle elezioni,
non fa niente per ostacolarli perché vuole lasciare piena e libera al popolo spagnolo. Tra i vari partiti c’è
anche quello comunista che inizia il suo periodo di crescita e popolarità. La campagna elettorale è
intensissima, gli spagnoli per la prima volta si sentono fortemente coinvolti, protagonisti di una politica che
finora non li aveva ascoltati, e rispondono con grande presenza e confermano la scelta dell’aprile scorso: la
stessa coalizione (partito socialista-repubblicano) che aveva vinto le elezioni di aprile e aveva guidato il
governo provvisorio, vince nuovamente le elezioni di luglio come cortes costituyentes. Questo significa da
una parte che gli spagnoli hanno riconfermato di volere la repubblica, dall’altro che il governo ha la fiducia
piena del popolo. Las Corte elabora nel giro di pochi mesi la costituzione, che nel dicembre 1931 viene
approvata. Essa sanciva:

- Sovranità popolare: il potere emana dal popolo. Il popolo è sovrano e lo stato è al servizio del
popolo (concetto estremamente innovativo).
- Suffragio universale maschile e femminile: per la prima volta nella storia della Spagna le donne (al
di sopra dei 23 anni, come gli uomini) sono eleggibili e possono eleggere. Un’altra novità è che si
era elettori indipendentemente dal censo, quindi anche le classi meno abbienti possono ora
votare.
- Diritto al divorzio: nel matrimonio uomini e donne hanno stessi diritti, ed esso può essere sciolto in
caso di consenso da parte di entrambi i coniugi. Questa novità fa scandalizzare molti spagnoli
repubblicani che, sebbene a favore del nuovo governo, in quanto cattolici vedono questa
innovazione come anticlericale, pertanto ne sono contrariati appoggiati ovviamente dalla Chiesa
che si oppone. Altra novità importante e moderna è il fatto di garantire alla donna pari diritti
dell’uomo, perché fino a soli due anni prima la legge stabiliva che la donna adultera poteva essere
uccisa dal marito senza che questo incorresse in una pena.
- Diritto all’istruzione che viene sancita come laica, gratuita e obbligatoria: altro schiaffo alla Chiesa,
perché voleva dire togliere al clero il monopolio che aveva finora avuto sull’istruzione. La
costituzione dice che la scuola deve formare un cittadino,non un cattolico, indipendentemente
dall’orientamento religioso che il cittadino volesse prendere. Inoltre gli insegnanti non dovranno
essere preti, bensì anch’essi dovranno essere laici e nelle scuole non ci saranno più segni religiosi di
alcun tipo.
La repubblica investe moltissimo sull’istruzione, ha dovuto costruire nuove scuole per permettere a
tutta la popolazione di frequentarle e istruire insegnanti che fossero esclusivamente laici.
- Divisione dei poteri dello Stato: in quanto repubblica non ci può essere la concentrazione del potere
nelle mani di un’unica persona o di pochi, bensì ci devono essere degli organi incaricati di varie
funzioni che anche si controllino a vicenda.
>potere legislativo – affidato al parlamento, las Cortes
>potere esecutivo – affidato al Presidente repubblica, Jefe de Gobierno
>potere giudiziario – affidato ai tribunali

ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE SPAGNOLA


Artìculo 1. España es una República democrática de trabajadores de toda clase, que se organiza en régimen de
Libertad y de Justicia.
Los poderes de todos sus órganos emanan del pueblo.
La República constituye un Estado integral, compatible con la autonomía de los Municipios y las Regiones.
La bandera de la República española es roja, amarilla y morada.

Sin dal primo articolo insiste sul fatto che non c’è nessun valore aggiunto al censo, che un cittadino
spagnolo sia più o meno ricco poco importa, la repubblica appartiene a tutti i lavoratori spagnoli di tutte le
classi sociali, ed essa si organizza in un regime di libertà e giustizia, principi fondanti di questo stato.
Il potere è emanato dal popolo che in modo indiscriminato sceglie tutti gli organi che formeranno il
governo.
La repubblica costituisce uno stato integrale (quindi è uno); integralità che però è compatibile con
l’autonomia dei municipi e delle regioni, i quali hanno autonomia fintanto che questa non diventi un
ostacolo per la costituzione dello stato.
I colori della bandiera rispecchiano le caratteristiche della repubblica.

Artìculo 4.El castellano es el idioma oficial de la República.


Todo español tiene obligación de saberlo y derecho de usarlo, sin perjuicio de los derechos que las leyes del Estado
reconozcan a las lenguas de las provincias o regiones.
Salvo lo que se disponga en leyes especiales, a nadie se le podrá exigir el conocimiento ni el uso de ninguna lengua
regional.

Il castigliano è la lingua ufficiale, quindi tutti gli spagnoli devono obbligatoriamente saperlo e hanno il
diritto di usarlo, ma questo non deve ostacolare il diritto di usare le lingue regionali. Questo articolo genera
un problema di compatibilità tra lingue ufficiali.
La politica linguistica spagnola è molto diversa dalle altre, non ostacola la conoscenza ne l’uso di altre
lingue ma non pretende che queste altre lingue siano sapute da tutti. L’unico obbligo di conoscenza
riguarda il castigliano, la cui responsabilità di insegnamento – non è scritto nell’articolo ma è sottinteso –
spetta allo Stato. Questa conoscenza del castigliano è necessaria per tutti coloro che volessero un lavoro
pubblico.

Artìculo 11. Si una o varias provincias limítrofes, con características históricas, culturales y económicas, comunes,
acordaran organizarse en región autónoma para formar un núcleo político administrativo, dentro del Estado español,
presentarán su Estatuto con arreglo a lo establecido en el Artículo 12. (…)

Parla di come presentare lo statuto di autonomia: se alcune province che abbiano caratteristiche storico-
culturali comuni decidano di organizzarsi come nucleo autonomo devono chiedere il permesso allo stato
spagnolo presentandogli uno statuto.

Artìculo 12. Para la aprobación del Estatuto de la región autónoma se requieren las siguientes condiciones:
a) Que lo proponga la mayoría de sus Ayuntamientos o, cuando menos, aquellos cuyos Municipios comprendan las
dos terceras partes del Censo electoral de la región.
b) Que lo acepten, por el procedimiento que señale la ley Electoral, por lo menos las dos terceras partes de los
electores inscritos en el Censo de la región. Si el plebiscito fuere negativo, no podrá renovarse la propuesta de
autonomía hasta transcurridos cinco años.
c) Que lo aprueben las Cortes.
Los Estatutos regionales serán aprobados por el Congreso siempre que se ajusten al presente Título y no contengan, en
caso alguno, preceptos contrarios a la Constitución, y tampoco a las leyes orgánicas del Estado en las materias no
transmisibles al poder regional ….

Una regione per presentarsi come autonoma deve presentare uno statuto che sia stato prima richiesto
(raccolta firme) e approvato da almeno 2/3 degli elettori della provincia, poi può essere portato a las cortes
dello stato che valuta se lo statuto sia o meno compatibile con la costituzione. Se l’approvazione degli
elettori non c’è la provincia deve aspettare 5 anni prima di riproporlo agli elettori.

Artìculo 26. El Estado, las regiones, las provincias y los Municipios, no mantendrán, favorecerán, ni auxiliarán
económicamente a las Iglesias, Asociaciones e Instituciones religiosas.
Una ley especial regulará la total extinción, en un plazo máximo de dos años, del presupuesto del Clero

Questo articolo taglia completamente i ponti con la chiesa cattolica: lo stato, le regioni, le province e i
municipi non manterranno, favoriranno ne aiuteranno economicamente la chiesa ne le associazioni e
istituzioni religiose. Si danno 2 anni di tempo per estinguere completamente i fondi destinati al clero che
sono già stati erogati. Da lì a due anni non ci saranno più soldi dello stato indirizzati al clero.

Artìculo 43.La familia está bajo la salvaguardia especial del Estado. El matrimonio se funda en la igualdad de
derechos para ambos sexos, y podrá disolverse por mutuo disenso o a petición de cualquiera de los cónyuges, con
alegación en este caso de justa causa.

Il matrimonio si fonda sulla parità dei sessi e basta il mutuo consenso dei coniugi per divorziare. La richiesta
di scioglimento del matrimonio può essere fatta da un uomo come da una donna allegando ovviamente
una causa. Dall’articolo si capisce anche che il matrimonio è ora competenza dello stato, non più della
Chiesa.

Artìculo 48.El servicio de la cultura es atribución esencial del Estado, y lo prestará mediante instituciones educativas
enlazadas por el sistema de la escuela unificada.
La enseñanza primaria será gratuita y obligatoria.(…)

L’educazione è gratuita e obbligatoria e non è più monopolio del clero: lo stato è l’unico competente in
maniera di educazione.
Un’altra notevole novità è il sistema scolastico unificato (maschi e femmine insieme), dove, oltre a
condividere lo stesso spazio, uomini e donne ricevono le stesse nozioni (prima l’educazione era
differenziata in base ai sessi: quella maschile era più orientata a formare dei futuri lavoratori, quella
femminile era concentrata su materie più culturali – l’arte da adorno, qualche parola francese, il ricamo,
qualche nozione di musica – per formare le señoritas che fuori dalla scuola avevano il solo scopo di trovare
un marito, non si pensava alla donna come lavoratrice).

Questa costituzione molto avanzata e aperta per molti aspetti non è però sinonimo di una vita
perennemente positiva della repubblica. Sebbene la repubblica sia stata fortemente voluta dal popolo e si
sia instaurata in tempi brevi, sin da subito ha trovato dei nemici lungo il suo percorso. Dopo l’approvazione
della costituzione, la storia della costituzione si può dividere in tre fasi:

1) Primo biennio (1931-1933): biennio ‘riformista’ o ‘rojo’ in cui i rossi, cioè la coalizione repubblicano-
socialista presieduta da Manuel Azaña, promuovono diverse riforme per modernizzare il palese.
2) Secondo biennio (1933-1935): definito biennio ‘negro’ dalla sinistra; il governo non è più in mano ai
socialisti-repubblicani, bensì a Lerroux del Partido Republicano Radical, che, appoggiato dalla destra
cattolica (CEDA), di ispirazione fascista, si prodiga per rettificare le riforme del precedente biennio.
Si ha una vera e propria controriforma: tutti i passi avanti fatti nel primo biennio vengono cancellati
in questi anni.
Nel cuore di questo biennio, nel 1934, si verifica inoltre l’evento più grave del periodo
repubblicano: la rivoluzione nelle Asturie, soffocata dall’esercito e considerata l’episodio zero della
guerra civile.
3) Terza tappa (1936-1939): periodo più drammatico della repubblica che è qua in guerra. La
coalizione delle sinistre denominata Frente Popular che vince le elezioni del ’36 si ritrova costretta
a difendersi dai franchisti che, convinti dalle promesse di Franco, volevano ribaltare la Repubblica
per poi ridefinire lo stato. Così però non è stato: Franco, schiacciata la Repubblica, ha mantenuto
per se il potere allontanando anche i monarchici. Questi anni sono comunque considerati una
tappa della storia repubblicana perché in verità si vanno a formare due stati: quello repubblicano
che si difende e quello franchista (Franco non fa in tempo a fare una nuova costituzione, però si
regola come se fosse uno stato a sé, diverso da quello repubblicano).

BIENNIO RIFORMISTA 1931-1933


Manuel Azaña presidente del governo - Niceto Acalà Zamora presidente della repubblica.
Riforme promosse in questo biennio:
 lavoro – Il ministro del lavoro Largo Caballero è un socialista con un lungo passato da sindacalista,
caratteristiche che lo portano a favorire i lavoratori e i sindacati, i quali beneficiano notevolmente da
questo cambiamento. Da questo momento si decide che:
- il salario deve essere aumentato e deve essere stabilito un salario minimo per garantire un miglioramento
delle condizioni dei lavoratori
- l’orario di lavoro deve essere ridotto a 8 ore
- le vacanze devono essere retribuite
- impone un’assicurazione obbligatoria per gli infortuni sul lavoro a carico del datore di lavoro
Il problema di questa riforma è che se da una parte vede contenti lavoratori e sindacati, dall’altra vede
scontenti i datori di lavoro.
 campagna – Ley de bases de la Riforma agraria: ci sono latifondi che non vengono sfruttati, pochi
proprietari che possiedono tante e vaste terre e tanti contadini che soffrono la fame. Per risolvere questa
situazione la repubblica si propone lo scopo di sistemare i contadini senza terra, trasformando i jornaleros
(contadini che lavoravano saltuariamente per un padrone, mal pagati, spesso affamati) in piccoli
proprietari, permettendo loro di alternare il lavoro per il padrone al lavoro del proprio terreno per
soddisfare le esigenze della propria famiglia con i frutti di questi campi. Quest’idea buona è diventata legge,
il problema è che non è stata applicata con prontezza. La Repubblica si impegna ad usare i soldi pubblici per
comprare ai latifondisti i latifondi non sfruttati; più che di un acquisto, in realtà, si tratta di un vero e
proprio esproprio, perché la repubblica è disposta a dare poco denaro; è più un rimborso simbolico: l’idea è
che il latifondista che non riesce a far rendere tutte le sue terre sia disposto ad accettare una somma
minima lasciando liberamente i propri possedimenti. In realtà i latifondisti non hanno nessuna intenzione di
cedere le loro terre allo stato anche se queste non venivano poi coltivate. Alla fine i latifondisti si armano
per difendersi da chiunque cerchi di privarli dei loro possedimenti.
Dunque la lentezza del governo, le difficoltà incontrate e la resistenza dei proprietari determinano il
fallimento della riforma e, conseguentemente, il malcontento, la rabbia e la frustrazione dei contadini.
 scuola – lo stato si impegna a costruire scuole e assumere e formare insegnanti. La scuola è unificata,
mista e laica. Lo sforzo a livello economico da parte della repubblica è grandissimo. Gli investimenti sul
fronte dell’educazione aumentano del 50% nel biennio riformista rispetto al passato.

Mercoledì 07/10/2015

VERSO LA GUERRA CIVILE:

La costituzione repubblicana (vista precedentemente) viene definita liberale, progressista e avanzata.


Insieme alla costituzione, il primo biennio della repubblica è stato segnato da una serie di riforme. Per
esempio la riforma del lavoro che ha decisamente favorito i lavoratori perché ha assicurato una serie di
diritti inesplorati fino a que momento, come l'aumento del salario, le vacanze retribuite, le giornate
lavorative di 8 ore e una prima organizzazione tipo INPS (assicurazione e previdenza sociale). Anche la
scuola si riforma. La riforma agraria è stato un punto delicato per la repubblica: da una parte i propositi dei
repubblicani sono molto nobili, ma ingenui. Erchè l'idea di fondo di questa legge che andava a riformare
l'agricolutura spagnola era appunto quella di espropriare i latifondistidei loro terreni incolti per asseganrli ai
contadini, ed evitare questo proliferare di JORNALEROS, questi contadini senza terra, per creare una classe
di contadini piccolo-medio proprietari. Ma la repubblica ha sottovalutato la grandissima resistenza dei
latifondisti, anche se la repubblica era disposta ad assegnare una piccola quantità di denaro per acquistare
(anche se forzatamente) le terre. I latifondisti anzi si armano e oppongono una strenua resistenza. Le cose
prenderanno una piega drammatica.

RIFORMA SCUOLA: C'è un grandissimo sforzo da parte della repubblica nell'intervenire in questo settore, si
vuole creare una scuola laica, dove ragazzi e ragazze studino insieme, con piani di studio uniformati. Anche
nuova concezione della formazione femminile in previsione del lavoro.

FIFORMA MILITARE: anche questo è un punto molto importante perché nell'Ottocento l'esercito è stato
l'ago della bilancia della politica spagnola. L'esercito spagnolo non si è mai limitato a difendere lo Stato, ma
ha sempre scelto la via dell'INGERENZA. Spesso c'erano vere e proprie invasioni di manipoli di militari nel
Parlamento al fine di promuovere certe riforme e di accellerarne altre. Proprio per questo si vuole limitare
il suo potere, per i repubblicani l'esercito non doveva essere visto come una minaccia, ma come un
elemento di appoggio e stabilità. Idea nobile ma ingenua. Azana pensa di passare in rassegna l'esercito e di
testare l'effettiva fedeltà alla repubblica attraverso un GIURAMENTO. Viene introdotto l'obbligo di giurare
fedeltà alla repubblica. Ma cosa succedeva se un militare non si sentiva nel cuore e nell'anima di prestare
questo giuramento? La ripercussione non era particolarmente grave. La repubblica si impegnava a far
percepire a questi militari uno stipendio, una pensione, ma in cambio gli chiedeva di allontanarsi, di godersi
questa pensione negli arcipelaghi (Canarie e Baleari) o ancora meglio piu lontano in Marocco. L'intento era
quello di farli allontanare dai centri del potere (Madrid e Barcellona). Molti militari giurano in coscienza,
invece molti altri giurano il falso ( per non rinunciare alla loro vita in Spagna e ai loro privilegi). Ma un folto
gruppo di militari sceglie questo ''pensionamento''. Quindi si formano all'estero e negli arcipelaghi queste
intere legioni di miliati anti-repubblicani, che iniziano a tramare e cospirare, e a riunirsi periodicamente per
organizzare di rovesciare questo governo. La repubblica attua anche una serie di altre manovre per limitare
l'ingerenza dell'esercito. In particolare la chiusura di diverse accademie militari, perché secondo la
repubblica i miliatri erano troppi e ne bastavano meno per difendere lo Stato che al momento era in pace.
Inoltre si attua un vasto PREPENSIONAMENTO per sfoltire questo alto numero, soprattutto di ufficiali. E
poiché questo numero enorme di militari era un peso economico troppo grande per la repubblica, si decide
per il TAGLIO DEGLI STIPENDI (soprattutto nelle alte sfrere) e per la LIMITAZIONE DEGLI SCATTI DI
CARRIERA (che fino a quel momento erano stati abbastanza semplici).

RISULTATO: Notevole malcontento e forte tensione all'interno dell'esercito oltre che a questi fuochi di
cospirazionr in Marocco e negli arcipelaghi. NEMICI: Latifondisti e militari.

QUESTIONE RELIGIOSA: Molti repubblicani convinti erano anche cattolici, il fatto di essere repubblicano
non comportava automaticamente ad una renuncia alla religione. Però già fin dalle prime dichiarazioni la
repubblica si dichiarava moderna e LAICA. Questa laicità viene conseguita anche in maniera violenta. C'è un
articolo della Costituzione che parla del tagio netto di tutte le spese riguardanti la Chiesa nel giro di 2 anni e
di soppressione degli ordini religiosi (per esempio i Gesuiti che erano molto potenti). Qua si va a minare
qualcosa di molto profondo nella tradizione e nella cultura spagnola, si cambia faccia alla Spagna. Stato
laico che provvede a separare Chiesa e Stato (binomio che era prima inscindibile). Depauperamento della
Chiesa spagnola. Anche togliere l'educazione agli ordini religiosi, mettendo addirittura religione come
materia optativa è un duro colpo per la Chiesa. Ma non ci si riferisce solo al clero di per sé, queste manovre
offendono anche i civili cattolici, che non si sentono più rappresentati da questa repubblica. E' vero che c'è
libertà di culto, ogni religione ha pari dignità e rispetto, e ciò è molto moderno, nuovo e innovativo. Però la
Spagna è sempre stata conosciuta come Stato cattolico, con questa sinergia tra Stato e Chiesa, che adesso
viene a mancare. Questione dei simboli religiosi: la repubblica richiede di rimuovere qualsiasi tipo di
simbolo religioso dalle infrastrutture pubbliche (crocifissi, vangeli, opere d'arte ecc…) per garantire la
pluralità e il rispetto di tutte le religioni. Questione attuale anche oggi.

Togliere il crocifisso è come togliere togliere un pezzo della propria identità storica e cullturale. Inoltre il
matrimonio diventa CIVILE e nella Costituzione è presente il diritto di divorzio. Schiaffo morale per la
Chiesa. Ma come reagisce il Vaticano? Il Vaticano parla di CONCILIAZIONE, da Roma si parla di rispetto e
comprensione nei confronti di queste manovre del governo, non si arriva ad un J'ACCUSE o ad un invito alla
sommossa. Si tende ad accettare le decisioni prese da un governo legittimo ed eletto dal popolo. Però
anche se dall'alto del Vaticano la disposizione è di conciliazione e rispetto, molti non ci stanno, e parte del
clero reagisce. Si crea un'atmosfera di subbuglio, non si può parlare di una vera e propria cospirazione, ma i
vari concili che si riuniscono clandestinamete nelle varie parti di Spagna parlano di DEGENERAZIONE
MORALE. Inizia una vera e propria propaganda contro una repubblica che veniva definita ROJA, ma non più
rossa perché comunista o socialista, ma rossa perché diabolica. Questa idea del 'male' che si è impossessatp
della Spagna non a caso verrà riutilizzata da Franco, che avrà l'appoggio incondizionato del clero. Quella di
Franco non è solo una guerra contro i comunisti, ma è una guerra per liberare la Spagna dal demonio, dal
male. La sua propaganda si riempie di simboli iconografici. La propaganda franchista è interessantissima, i
vari pamphlet, volantini e manifesti usati da Franco per convincere il popolo a sollevarsi e rovesciare la
repubblica sono estremamente interessanti, e partono proprio da questa idea de ''il male è arrivato tra noi
e bisogna debellarlo''. Degenerazione e male progressivo dilaganti. Rivolto alla fascia più conservatrice e
tradizionale della popolazione. E non manca anche chi trail clero fa sentire la sua voce, esprimendo
indignazione verso la repubblica. In particolare il Cardinale Isidro Gomá y Tomás fa uscire una
pastorale (una lettera aperta su un giornale e su tutti i circuiti di divulgazione) in cui parla di un auspicato
ritorno del re. E allora non è più un semplice contrastare le riforme della repubblica sulla Chiesa, ma si va
oltre. Si vuole tornare ad un equilibrio precedente alla repubblica. La repubblica viene associata ad una
forma di disgrazia. Circola in maniera virale, se ne parla tantissimo ed ha un'enorme diffusione. Il cardinale
diventa il simbolo di un clero in rivolta. Ma il problema è che non è che si parla solo di questa pastorale, ma
si passa anche all'azione. La pastorale è un pretesto per accendere quegli animi che erano gia propensi ad
essere accesi. Una miccia per la Spagna che è una enorme polveriera. Aizza lo scontro tra monarchici e
repubblicani. Questo scontro è anticipatorio della guerra che verrà, ci saranno episodi davvero riprovevoli
da entrambe le parti, ma in questa fase soprattutto i repubblicani arriveranno addirittura a bruciare
conventi. Ad entrare con la forza nei monasteri, a compiere aberrazioni nei confronti delle monache.
Bersaglio pricipale è l'iconografia cristiana: moltissimi quadri ed opere d'arte vengono distrutti in questa
fase, e ancora di più durante la guerra civile. Il terreno si sta preparando per la Guerra Civile, la Spagna è
spaccata in due, fratello combatte contro fratello. Altra questione delicata è quella dell'indipendenza, e
questa questione riguarda la Catalogna, ma anche il Pais Vasco, dove ancora oggi si punta a questa vicenda
come ''origine di tutto''. I catalani puntano questo momento per spiegare perché non potranno mai andare
d'accordo con i madrileni. E' la prima vera volta in cui i catalani parlano di TRADIMENTO da parte della
Spagna. Noi sappiamo che la repubblica è stata proclamata nel 1931 con grande acclamazione da parte del
popolo, e prima che lo stesso re si rendesse conto di essere spacciato e di doversi affrettare a lasciare lo
Stato prima magari di subire qualche ripercussione, già dal popolo sventolava la bandiera tricolore
repubblicana. E anche in Catalogna non si aspetta una decisione dall'alto per proclamare la repubblica. Visti
i risultati delle elezioni amministrative, ecco che l'allora leader catalano FRANCESC MACIA, parlava già in
termini di repubblica catalana. E questo già significava disintegrare quello Stato che la Costituzione voleva
invece integrare. Per cui il giorno in cui si proclamava la repubblica i catalani già si stavano
autoproclamando come repubblica a sé stante. Magari si immaginava dentro uno stato federalista
spagnolo. Ecco perché 3 giorni dopo la proclamanzione della repubblica, una delegazione da Madrid di
emissari del governo spagnolo si precipitava per raggiungere la Catalogna ad iniziare un dialogo con Macià.
Con una trattativa non semplice, gli emissari da una parte e i catalani con Macià dall'altra, si mettono ad un
tavolo e cercano di capire cosa sarà la nuova repubblica spagnola e quale sarà il ruolo della Catalogna. Eil
risultato di questo tavolo di trattativa èun successo per i madrileni. Perchè questi emissari convincono
Macià che la strada della repubblica catalana e di un federalismo non era quella vincente. Madrid convince
Barcellona che è più opportuno ragionare in termini di una sola repubblica all'interno della quale ci possono
essere delle autonomie. Macià era il capo di un partito che si chiamava Esquerra Republicana (sinistra
repubblicana). Si convince che è meglio rientrare in seno alla repubblica spagnola e ''limitarsi'' ad essere il
capo della GENERALITAT (governo catalano). Ma c'è una grandissima differenza tra il fatto di avere un
governo proprio ma che fa sempre a capo a Madrid, ed essere una repubblica indipendente. I madrileni si
impegnano a considerare lo Statuto di Autonomia che la Catalogna avrebbe proposto al governo di Madrid.
I catalan fanno in frettissima a riunirsi nel monastero di Muria, per tirare giù quelli che saranno i punti
fondamentali dello Statuto. L'incontro con i madrileni era stato ad Aprile, e ad Agosto lo Statuto di Muria è
già approvato da una schiacciante maggioranza di catalani. L'iter di approvazione dello Statuto è questo,
ovvero di essere approvayo dalla maggioranza della popolazione, e cosi è stato. Approvato dal 95% della
popolazione con un 85% di aventi diritto al voto che vanno alle urne (compresi i non residenti che mandano
deleghe a casa pur di far sentire la loro voce). Viene presentato a Madrid e qui avviene il tradimento.
Madrid come aveva anticipato, avrebbe valutato lo Statuto, e cosi fa, c'erano però delle cose in questo
Statuto che secondo Madrid non erano conciliabili con la Costituzione che nel frattempo era stata
approvata. Per cui lo Statuto di Muria era anti-costituzionale per Madrid, e i madrileni, senza consultare i
catalani, iniziano a limare, modificare e cambiare qualche parola a questo Statuto in modo tale che uscisse
uno Statuto compatibile con la Costituzione. Questi aggiustamenti non sono andati a genio ai catalani. Il
dibattito politico è stato travagliatissimo, ci hanno messo più mesi ad aggiustare lo Statuto che a scriverlo.
C'erano all'interno del Parlamento politici che non lo volevano neanche prendere in considerazione, poi è
passata la linea del ''abbiamo preso l'impegno, quindi almeno valutiamo''. E in questo ''valutiamo'' c'era
tutta quella manovra di aggiustamento interno. E i nazionalisti catalani si sentono defraudati da ciò. Cosa
viene modificato? Viene tolta una parolina, l'AUTODETERMINAZIONE, e la SOVRANITA CATALANA. Dello
Statuto di Muria cosi presentato dai catalani, questa parola ricorreva molto spesso, la Soberanìa Catalana.
Per i madrileni questa parola non ci poteva stare, andava in contrasto con la Costituzione. La Soberanìa è
del Pueblo Espanol, non ci può essere una regione con una soberanìa diversa. E l'autodeterminazione è
stata considerata troppo federalista come concezione. Altra questione che viene sottratta ai catalani e che
li fa infuriare è quella delle IMPOSTE DIRETTE. Madrid sa che la Catalogna costituisce la parte
economicamente più attiva della Spagna, e che rinunciare all'imposizione fiscale sulla Catalogna sarebbe
stato gravissimo. Madrid non voleva rinunciare alle tasse che pagavano i catalani. Cosa che invece lo
Statuto di Muria prevedeva. Madrid non ci sta, le imposte dirette devono essere di loro competenza.
Madrid non vuole rinunciare a certe competenze interne di leggi che riguardano l'organizzazione sociale.
Un altro punto fondamentale è la questione della lingua: lo Statuto di Muria diceva che l'unica lingua
ufficiale della Catalogna era il Catalano. Mentre la Costituzione diceva che l'unica lingia che gli spagnoli
hanno il diritto e il dovere di imparare è il Castellano. Quindi si aggiunge un prefisso, il catalano è la lingua
CO-ufficiale col castellano. Con questo punto i catalani si sentono più traditi. Però in cambio, dallo Statuto,
anche quello modificato, emergeva che la Catalogna aveva PIENI POTERI riguardanti l'istruzione,
l'educazione. La possibilità di creare scuole elementari, medie, superiori e anche università in cui impartire
lezioni sia in catalano che castellano. Educazione bilingue. Nel complesso, nonostante le alte sfere di
autonomia della Catalogna, i catalano non hanno mai perdonato gli spagnoli. I Baschi provano a seguire
l'esempio della Catalogna, perché anche loro hanno province limitrofe che si sentono affini per tradizioni,
cultura e ligua, quindi perché non formare una Comunidad Autonoma con uno Statuto? Ci provano,
scrivono lo Statuto (a Navarra), e lo sottopongono all'approvazione popolare e anche in questo caso c'è
un'approvazione quasi unanime. Viene mandato al Parlamento di Madrid e si aspettano lo stesso
trattamento della Catalogna. Invece Madrid riceve lo Statuto e lo rimanda indietro al mittente senza
neanche considerarlo. Il motivo è che in questo Statuto i Baschi usavano le parole ''federalismo'' e
''repubblica basca''. E inoltre si dichiaravano ''STATO BASCO CONFESSIONALE'', ovvero uno Stato in cui la
religione ufficiale era il cristianesimo. E Madrid, dopo tutte le lotte fatte per creare una Spagna laica, non ci
sta. Non c'è margine di trattativa. Dopo queste vicende iniziò il problema del terrorismo (ETA).

La repubblica quindi ha diversi nemici: esercito, Chiesa, grandi proprietari e le masse.

In che senso le masse possono essere considerate nemiche della repubblica? Una parte di popolazione,
quella cattolica che si è sentita indignata per le manovre contro la Chiesa, una parte sono i contadini delusi
dalla non effettiva applicazione della riforma agraria. Ma anche catalani e baschi (presenza di sacche di
malcontento). Repubblica accerchiata. E anche le forze politiche non è che siano tutte d'accordo, ci sono
anche posizioni estremamente contrastanti all'interno del Parlamento. Per esempio c'è un partito che sta
crescendo in termini d'importanza e affiliazione, il PARTIDO REPUBLICANO RADICAL (aggettivo
repubblicano all'apparenza rassicurante), che si trova nelle forze di opposizione. Pur dichiarandosi
repubblicano è decisamente di destra. Molto critico nei confronti della coalizione socialista-comunista. E il
Partido Republicano Radical inizierà a dialogare con delle forze all'inizio extraparlamentari, che sono la
DESTRA CATTOLICA e non ultima la FALANJE. Quindi il Partido Republicano Radical pur essendo un partito
repubblicano in seno al Parlamento è l'unico capace di trattare con movimenti di estrema destra. C'è
un'altra minaccia costante per la Repubblica, che è il sindacato CONFEDERACION NACIONAL DE TRABAJO
(CNT), che sarà fondamentale in seguito durante la guerra civile. Sindacato anarchico, anche se in verità un
po' tutti i sindacati sono anarchici. Agita la piazza, promuove scioperi e tensioni, nonostante la repubblica si
è spesa molto a favore dei lavoratori. E' assolutamente critico nei confronti della repubblica per la non
realizzazione della riforma agraria, infatti promuove scioperi e rivolte in campagna per mostrare il
malcontento e far evolvere la situazione. Una destra sempre più forte e i militari esiliati sempre pronti ad
intervenire.

Agosto 1932: tentativo di colpo di stato militare, JOSE SANJURJO si mette a capo di questo gruppo di
militari che volevano rovesciare la repubblica ed istituire una dittatura provvisoria per poi lasciare spazio al
ritorno del re (militari filo-monarchici). Il colpo fallisce, Sanjurjo viene condannato a morte, poi graziato ed
esiliato a Lisbona, e dal Portogallo continua a tramare. E' una minaccia che la repubblica non riesce ad
estirpare.

*VIDEO SU CASASVIEJAS*

Passaggio dalla prima parte della repubblica alla seconda. In questo video abbiamo visto cosa succede a
Casasviejas. I contadini erano stanchi ed esasperati proprio per la lentezza dell'applicazione della legge
agraria. FAI= Federazione Anarchica Iberica. Gli anarchici aizzano questi contadini che passano all'azione, si
prendono la terra con la forza con un'iniziativa che viene dal basso. Questa sollevazione viene vista dal
governo come una sfida inaccettabile, non era disposto ad accettare che i contadini agissero in autonomia e
che soprattutto rispondessero alla chiamata degli anarchici. Per cui il governo repubblicano d Azana manda
una sezione della Guardia Civil per reprimere questa sollevazione di contadini. La repressione è esagerata,
abuso di repressione. Casasviejas era un paesino minuscolo, e non meritava questo sforzo di repressione.
Opinione pubblica si scandalizza. Azana si era sempre dichiarato vicino ai lavoratori sia in città che in
campagna, questa repressione è un gesto da destra, di una ferocia inaspettata per una repubblica cosi
social-popolare. L'opinione pubblica è talmente sconvolta da quello che succede a Casasviejas, di questo
modus operandi cosi feroce ed inaspettato, che vengono invocate nuove elezioni. A Casasviejas Azana si
gioca il suo governo. Non era accaduto con la questione catalana e aveva resistito attraverso la questione
religiosa, ma un abuso di repressione in un paesino minuscolo dell'Andalusia gli costa il posto e cade il suo
governo. Vengono indette nuove elezioni. Il governo di Azana si deve dimettere nel Settembre del 1933. A
Novembre già si vota per decidere chi sarà il nuovo governo che andrà a sostituire quello di Azana.

Il panorama che vede le elezioni del '33 si può definire variegato, perché la repubblica non aveva limiti alle
forze politiche che potevano presentarsi. Ed ecco che a concorrere alle elezioni del '33 troviamo un partito
di destra, cattolico, appoggiato dalla Chiesa, che prendeva la denominazione di CEDA (Confederación
Española de Derechas Autónomas) con a capo JOSE MARIA GIL-ROBLES
Appoggiato dalla Chiesa ha un significato molto importante, concretamente, il prete dal pulpito
poteva mandare un messaggio politico durante la predica. La CEDA ha avuto quindi una grande
sponsorizzazione da parte del clero, ma perché la campagna eletttorale della CEDA era
principalmente una proposta di cancellare tutto quello che la repubblica aveva fatto di male nei
confronti della Chiesa. Alle elezioni non manca un partito monarchico, perché comunque non sono
pochi i promotori del ritotno del re, il partito si chiama RENOVACION ESPANOLA. Curioso il
termine 'rinnovamento' in un partito che sostanzialmente vuole un ritorno al passato con la
monarchia. E infine c'è anche la pericolosissima FALANJE di ANTONIO PRIMO DE RIVERA.
E' un neo-partito, nato in fretta e furia proprio per presentarsi alle elezioni del '33, e questa
nascita cosi alla spicciolata ha fatto in modo che non avesse neanche la possibilità di farsi una
grande propaganda, e infatti non avrà dei grandi risultati in queste elezioni, pero fanno in tempo a
costituirsi e ad essere presenti in questo momento storico. E' un partito che si dichiara
ufficilamente fascista, e Antonio Primo de Rivera cerca di fare della Falanje una imitazione del
partito fascista italiano. E poi il Partido Republicano Radical è sicuramente la voce piu importante
dei partiti di destra.Questi sono i partiti che si sono presentati alle elezioni e che appartengono
diciamo all'ala di destra. Mentre dal punto di vista della sinistra non ci sono novità: i socialisti, i
comunisti e la Izquierda Republicana. Fondamentalmente la coalizione che era già al governo.
La vittoria va a LERROUX, leader del Partido Republicano Liberal, con appoggio della CEDA.
Ed è evidentemente l'inizio di una nuova fase che si apre per la repubblica spagnola. La seconda
fase è tutta un congelare e cancellare ciò che si era fatto nella fase precedente. Viene congelata la
riforma agraria, congelata la riforma militare, la CEDA (come aveva annunciato in campagna
elettorale) promuove una riconciliazione con la Chiesa. Questa nuova coalizione si impegna a
lottare contro nazionalismi periferici, cioè di disincentivare le autonomie (Catalogna, Pais Vasco,
Galizia…). CEDA e Lerroux sono per uno Stato davvero integrale, senza nuove concessioni.
Tutto questo tra l'altro in un contesto di crisi economica che colpisce fortemente anche la Spagna,
e un'ascesa dei totalitarismi in tutta Europa che in qualche anno coinvolgerà anche la Spagna

Giovedì 08-10-15

Dedicheremo una parte di questa lezione alla presentazione dei registi in programma, un paio di nomi, da
cui torniamo al 900 spagnolo e ci avvicineremo sempre più alla guerra civile. La scelta, appunto, di questi
registi è stata dettata dalla facilità nel reperire i materiali. Oggi vi parlerò di Iciaír Bollaín e di Fernando Luis
de Aranoa vi presento questi due registi, a livello di tematiche trattate, ovviamente noi affronteremo il
cinema un po’ come un testo narrativo, parleremo delle tematiche, di come questi registi le
rappresentano, come presentano i personaggi in scena senza entrare troppo nel tecnicismo.
Iciaír Bollaín, abbiamo già accennato al suo debutto come attrice, la sua carriera è segnata da una lunga
gavetta per poi passare, fare un salto, dietro la macchina da presa; ma per sua stessa dichiarazione
l’esperienza come attrice è stata determinante anche per il suo modo di fare cinema poi, come regista.
Il suo debutto da attrice, avviene in età giovanissima quasi una bambina viene notata per la sua
naturalezza, spontaneità. Sicuramente il punto più alto della sua carriera come attrice e anche l’esperienza
più significativa è stata l’incontro con il regista Loachche le ha insegnato “a fare cinema”.
Il cinema di Loach vedremo è molto naturale, infatti egli sceglie di non truccare i suoi attori e addirittura per
dare un maggior senso di naturalezza, di vicinanza dell’attore con il personaggio sceglie di non fornire
l’intero copione all’attore ma di fornirglielo scena per scena in modo tale che le reazioni, le emozioni siano
effettivamente naturali. Questo influirà molto sulla regista Iciaír Bollaínche trarrà spunto da quello che è
stato il suo “maestro”. Realismo sociale è la categoria a cui possiamo ascrivere quasi la totalità delle sue
pellicole, un realismo che la porta a documentarsi molto su questa tematica. Normalmente le tematiche
che va a trattare sono di un grande impatto sociale. Realismo, quindi osservazione della realtà, studio del
fenomeno che tratta e un interesse per la società e certe dinamiche sociali sia nel micro che nel macro.
Vedremo che spazierà dalla famiglia a dinamiche che riguardano il paese intero, si passa quindi dal contesto
famigliare, chiuso, per passare poi a parlare della colonizzazione in Bolivia. Si tratta di un realismo sociale
che vedremo già in Flores de otro mundo. Questo film tratta della vita di sei personaggi, tre uomini e tre
donne in contrasto sociale, tutti personaggi estremamente soli, che con modi diversi cercano di reagire a
questa solitudine. L’originalità di questo film è il fatto che si parta da un fatto reale, da qualcosa successo
per davvero, in questo caso la regista ha saputo di una tradizione di un paesino della Castiglia che si
caratterizza per un’alta concentrazione di maschi single e la poca concentrazione di donne. Questi maschi
hanno dato vita ad un qualcosa che è diventata poi una specie di festa tradizionale, una volta all’anno
hanno invitato tramite passaparola o propaganda delle donne single che venissero, tramite bus messi a
disposizione, e socializzassero con loro. Iciaír Bollaín prende spunto da questa tradizione e mette in scena il
film. La pellicola si aprirà proprio con una specie di sbarco, dagli autobus sbarcano queste numerose donne
accorse per conoscere gli scapoli del paese. All’inizio del film l’attenzione si concentra principalmente su
due donne, una domenicana e una basca, successivamente però arriverà anche su una terza donna.
Naturalmente queste tre donne arrivate in questo paesino iniziano a legarsi con tre uomini, quello che
segna questi rapporti è il bisogno reciproco. Ma da buona realista com’è, Iciaír Bollaín, darà una grande
importanza anche a quello che è l’ambiente. L’ambiente in cui si muovono i personaggi e le sollecitazioni
che arrivano da questo ambiente determinano in qualche modo lo sviluppo di questi rapporti. Per esempio
la donna domenicana, Patricia instaurerà il rapporto con un uomo di nome Damian ma intorno all’ambiente
c’è il problema della suocera, perché egli convive con la madre che però non vede di buon occhio la
relazione con una donna straniera, la quale tra l’altro ha già un marito alle spalle e non è ancora
ufficialmente divorziata; quindi Damian viene sommerso dalle complicazioni burocratiche oltre ad avere la
madre contro, Patricia sarà molto preoccupata per quanto riguarda il permesso di soggiorno, e i documenti
per il divorzio.

Marie Rosie, un’altra donna che arriva dai paesi baschi, non ha determinati problemi che invece affliggono
le altre donne che erano sulla carovana. Il rapporto che instaura con Alfonso è segnato dall’uguaglianza,
non c’è differenza sociale ne economica. È l’unico rapporto equilibrato ma c’è il problema della distanza,
essi conducono una vita agiata nei proprio paesi e quindi non riescono a trovare un accordo su dove andare
a vivere, per cui la scelta di abbandonare la propria città o il proprio lavoro è una scelta che nessuno dei
due vuole affrontare. La regista si dimostra anche vicino alla problematica della violenza, una delle tre
coppie affrontate è molto vicino a questa problematica. Milady, una ragazza cubana, giovane senza figli, il
cui unico interesse sembra essere quello di divertirsi. Carmelo la convincerà a lasciare l’Havana e a
trasferirsi a vivere da lui, ma egli arriverà anche a picchiarla e la tratterà come un trofeo. La violenza sulla
donna, più approfonditamente sarà affrontata in “Te doy mis ojos” del 2003, ma sarà affrontata con molto
tatto, Iciaír Bollaín ha infatti la capacità di creare personaggi sospesi nel senso che non ci sono mai buoni o
cattivi nelle sue storie. Anche il cattivo di questa storia presenta una personalità complessa a cui ella si
accosta con una particolare delicatezza. L’apertura del film è una fuga, la fuga di Pilar che cerca di fuggire
da quest’ambiente violento e chiede aiuto alla sorella. Interessante anche la dinamica dei rapporti che si
creano tra le donne di questo film, una è la vittima ma dietro questa si instaurano una rete di rapporti: la
sorella, la madre, le colleghe, la comunicazione, la solidarietà. A volte anche l’incapacità di comunicare è
qualcosa di interessante, infatti Pilar non riuscirà mai ad avere con la sorella una comunicazione reale,
basata sulla comprensione reciproca perché la sorella è quella che la strappa dal marito violento ma è
anche quella che la giudica. Quando Pilar decide di tornare dal marito nonostante tutto, la sorella si
scandalizza perché non capisce il perché quindi la sorella rappresenterà una figura di chiusura. In un primo
momento quando Pilar fugge sembra che abbia tutte le risorse per ricostruirsi una vita lontana dal marito,
si trova un lavoro e allaccia un buon rapporto con le sue colleghe, è una guida turistica in un museo della
città di Toledo, Toledo emerge per tutte le sue bellezze ma è una città anche legata al passato, chiusa dove
il tempo sembra non essere passato si respira quindi l’asfissia di questa città chiusa. Importante è anche il
rapporto metasemiotico tra il film e le opere d’arte che la protagonista commenta, perché mentre ci spiega
le opere in realtà ci sta parlando di sé. Pilar però cade nella tentazione di tornare dal marito che promette
di cambiare e di andare in terapia e torna. Antonio, fa tanti sforzi per essere una persona migliore, per
cercare di evitare che questi episodi di violenza accadano ancora, episodi che lo portano anche ad umiliare
Pilar. Una delle scene più forti del film è quando Antonio umilierà Pilar sul balcone, invitando i vicini ad
osservare il corpo della moglie nuda come massimo segno di degradazione nei suoi confronti. La cosa
impressionante di questo film è che noi non assistiamo a colpi, è più una violenza psicologica
costantemente suggerita, e suggerire un clima così teso e violento senza neanche una scena di violenza è
una delle cose migliori a cui possiamo assistere. Interessante è che alla fine, la vera solidarietà viene
proprio dalle colleghe di lavoro e non nella famiglia. Le colleghe la aiuteranno ancora una volta a lasciare il
marito, ma in realtà il finale è un finale aperto quindi non sappiamo se il suo allontanamento sarà definitivo
oppure tornerà un’altra volta dal marito. Iciaír Bollaín ha dichiarato che il film non riguarda solo i
protagonisti Pilar e Antonio ma comprende anche la madre di Pilar, la quale è unicamente preoccupata per
l’opinione che il paese avrà della figlia, per il fatto che lascerà il marito. La madre avrebbe preferito che
Pilar accettasse in silenzio, d’altra parte anche la madre era stata vittima di violenza e non aveva mai osato
denunciare il marito. Protagonista del film sarà anche la storia di una città come Toledo, che aggiunge con
il suo splendore artistico e storico un dimensione in più. Iciaír Bollaín, si è documentata per realizzare
questo film, addirittura ha anche assistito a terapie di gruppo per aiutare questi uomini violenti. È come se
questo film fosse nato con la volontà di rispondere ad alcune domande che sono sorte alla regista durante
la sua documentazione. Per esempio perché le donne maltrattate riescono a stare in media dieci anni con
dei compagni violenti? Il maltrattatore non è soltanto il malvagio, il pazzo si approfondisce il perché ha
certe reazione e si segue anche il suo sforzo per migliorare.

Un’altra domanda a cui Iciaír Bollaín non riesce a rispondere ma che si è porta durante i suoi studi è se la
terapia può effettivamente funzionare, se esiste una possibilità per guarire.

[Trailer Film – Te doy mis ojos]

Il suo progetto più ambizioso è più complesso sarà “también la lluvia”, non sarà Iciaír Bollaín a scrivere la
sceneggiatura ma la affiderà al suo compagno (Paul Laverty) il quale è anche un collaboratore di Louch.
Iciaír Bollaín e Laverty sono stati colpiti da una notizia che hanno seguito da vicino: la guerra dell’acqua
boliviana, nel 2000 infatti il presidente boliviano firmò un contratto, con una multinazionale, attraverso il
quale l’acqua veniva privatizzata. Particolarmente colpiti sono gli indigeni. Il film prenderà il titolo da
questo avvenimento letteralmente: ci vogliono fare pagare anche la pioggia. Da qui iniziano a manifestarsi
grande proteste, soprattutto nella terza città più grande del paese, Cochabamaba scoppia una vera e
propria rivolta. Queste rivolte sono state risolte con la repressione più dura, con la legge marziale e con la
morte di un ragazzino di 17 anni quindi il governo arriverà a recedere il contratto con la multinazionale.
Iciaír Bollaín si avvicina a questo evento per dare vita ad un film estremamente interessante, sicuramente
sarà nuovamente un “cinema sociale” quindi si tratterà di una tematica sociale ma si inserisce anche nel
sottogenere del film nel film, perché Tambíen la lluvia è la storia di un film che si deve ancora realizzare.
Iciaír Bollaín immagina un giovane regista spagnolo che arriva in Bolivia con tutta la sua troupe, però a
Sebastian, il regista, non interessa la guerra dell’acqua ma bensì girare un film sulla conquista del’America.
Perché in Bolivia? Perché lì ci sono tantissimi indigeni che possono essere sfruttati come comparse. L’inizio
di questo film, sia quello reale che quello di Sebastian si baserà sul “casting” quindi vedremo file di indigeni
per ottenere anche solo una piccola parte nel film. Dopo la scelta dei personaggi, subito all’inizio delle
riprese del film sulla conquista dell’America, scoppia la rivolta dell’acqua. Vedremo che il protagonista
scelto da Sebastian per il suo film è proprio il leader della rivolta. Tambíen la lluvia propende per tutti quelli
che prima avevano resistito alla colonizzazione e ora stavano lottando contro la privatizzazione dell’acqua,
anche in questo caso non c’è una netta distinzione fra buoni e cattivi, tutte le figure sono estremamente
complesse, presentano diverse sfaccettature, per esempio il sindaco della città si fa portatore della logica
del Fondo Monetario Internazionale, però lo spettatore capisce che non è motivato solo dal guadagno o
dalla voglia di ricchezza ma ha anche una certa considerazione per il suo popolo. Anche la troupe spagnola
riceve un trattamento ambiguo da parte della regista, Sebastian per esempio all’inizio viene presentato
come un personaggio negativo unicamente concentrato sul suo film, sembra totalmente indifferente a
quello che in realtà sta succedendo, ma vedremo durante il film che in realtà Sebastian non è un regista
narcisista, unicamente interessato alla sua opera, vedremo che in realtà attraverso il suo film vorrà anche
lui mandare un messaggio di resistenza. Ci sono anche altri personaggi che si mostrano sensibili alla
questione boliviana, però anche questi sono personaggi duplici (esempio: la troupe era li per sfruttare gli
indigeni). Iciaír Bollaín in questo film sembra chiedersi se realmente questo colonialismo è finito, se
realizzare un film su l’arrivo di Cristofero Colombo significa parlare di un passato completamente lontano
oppure se questa questione è sempre aperta. Il colonialismo è semplicemente mutato di forma. Gli europei
continuano ad avere questo sguardo paternalistico nei confronti delle ex colonie? Le risposte sono aperte. Il
progetto del film è stato molto complesso, è costato sei milioni di euro, ha avuto 4000 comparse di cui 300
indigene. Iciaír Bollaín ha dato prova con questo film di essere una regista capace di cimentarsi in un
progetto importante. Il film è stato poi candidato agli oscar, ha avuto una menzione d’onore nella Berlinale
(festa del cinema di Berlino). Uno dei migliori film a allo ecologico. Fernando Luis de Aranoa è un altro
regista, con altre tematiche, anche con lui parleremo di un cinema realista, vicino a tematiche sociali. La sua
dimensione è quella della famiglia, del quartiere e delle relazioni che si instaurano in piccoli spazi.
È madrileno, si forma nell’ambiente del cortometraggio, ha gravitato anche nel mondo televisivo. Si rivelerà
importante l’incontro con il produttore Elias querejeta, incontrando un produttore che è pronto ad
investire su di lui del denaro farà si che nel 1997 realizzerà il suo primo lungometraggio. Nel 96, con l’opera
del nome Familia vincerà il premio Goya come miglior regista debuttante.

[prima scena di Familia]

Nel giorno del suo 55 anno Santiago si sveglia circondato dall’amore di tutta la sua famiglia, per esempio
suo figlio più piccolo gli offre un regalo dicendogli “te quiero” ma vedremo che il padre reagirà insultandolo
dicendogli che il regalo non è di suo gradimento. Questa non è l’unica cosa strana che succede durante il
film, il giorno del compleanno è tutt’altro che perfetto. Gli altri due figli, adolescenti, hanno un rapporto
fisico che va al di là dell’amore fraterno. Santiago sembrerà molto vicino alla cognata assisteremo quindi a
strane dinamiche di coppia. Arriverà anche un’altra donna che a causa di un guasto alla macchina si fermerà
e si intratterrà con la famiglia. Santiago è un uomo solitario che ha pagato per queste comparse, per far
finta che siano la sua famiglia, per cui quando si lamenta del figlio è perché aveva chiesto alla agenzia, che
gli aveva procurato gli attori, un figlio magro e senza occhiali ma essa non aveva provveduto a quanto
chiesto quindi Santiago aveva tutto il diritto di lamentarsi quando si troverà un figlio con gli occhiali e
grasso. Ci sono proprio due piani di questa vicenda, una parte quella del copione scritto da Santiago che
vorrebbe proprio che il suo compleanno andasse in un certo modo, dall’altra c’è il piano della realtà, perché
è inevitabile che a questi attori succedano cose non scritte nel copione.

Nel 2012 Paolo genovese girerà il remake di Familia.

Nel 1998 Alanoa esce con Barrio una pellicola estremamente delicata ma forte allo stesso tempo. Il tema
tratta dell’adolescenza, si stratta di tre ragazzi della periferia di Madrid (barrio  quartiere periferico)
questi ragazzi hanno un sogno, quello di andare al mare ma purtroppo Madrid si trova molto lontana da
esso e i ragazzi vivono in contesti famigliari che non si possono permettere di andare in vacanza. Tutti e tre i
ragazzi vivono in famiglie difficili e in famiglie dove c’è totale assenza di comunicazione. Alanoa segue le
vicende con un ironia che a volte è un po’ crudele e a volte è più tenera. I 3 ragazzi iniziano a fare delle
ragazzate, rubano dei trofei in un negozio senza aver vinto nulla e cose del genere. Un giorno Rai, uno dei
tre ragazzi, attraverso un concorso con le merendine vince una moto d’acqua che però è costretto a
parcheggiarla lontano dal mare perché non ha possibilità di andarci. Manu è un ragazzino che vive
aspettando la chiamata da parte del fratello, il padre gli aveva raccontato che il fratello era un importante
uomo d’affari ma in realtà sarà solo un tossicodipendente. Manu sarà quello che più si da da fare dei tre, si
fa assumere in una pizzeria ma non ha una moto, per farsi assumere finge di averla. Quindi consegnerà le
pizze a piedi ma le pizze arriveranno sempre troppo fredde. Un’altra immagine molto potente è quella del
ponte, dove passeggiano in attesa di un stimolo di qualcosa che li scuoti. Questo rappresenta un po’ il loro
passaggio dall’infanzia all’età adulta. I tre ragazzi hanno dei pensieri fissi come il sesso e il denaro. Gli
elementi principali di questo film sono: fratellanza, disperazione, allegria, impotenza. L’altro film è Los lunes
al sol, è una storia di disoccupazione, cinque uomini che hanno perso il lavoro e che devono affrontare
questa difficile situazione. Il problema è che la loro identità di uomini si associa alla loro identità di
lavoratori e quindi la disoccupazione coincide con una crisi d’identità. La loro amicizia è un po’ la tematica
di tutto il film. “starsene un lunedì al sole” significa non avere un posto dove stare. Alanoa ha dichiarato che
per questo film si è ispirato ad eventi realmente accaduti in Francia negli anni 90. Il titolo coincide con uno
dei movimenti che aveva citato il sindacalismo francese.

[video youtube, colonna sonora]

Princesas, film del 2015. Caye è una prostituta, protagonista del film che si lamenta che le straniere portano
via il lavoro. Inizialmente Caye (che si prostituisce per pagarsi un’operazione al seno) sarà in conflitto con
un’altra prostituta chiamata Zulema che invece si prostituisce per poter portare suo figlio in Spagna e dargli
una nuova vita. Successivamente fra le due nascerà una grande solidarietà e Caye pagherà a Zulema il
viaggio di ritorno verso il suo paese quindi rinuncerà alla sua operazione e darà tutti i soldi all’amica.

La convivenza fra Lerroux e la CEDA non è del tutto facile, in questa prima fase del 33 si limita a stare nel
parlamento quindi non troveremo nessun ministro cedista, i ministri in maggioranza appartengono al
partito radicale repubblicano. La CEDA e Lerroux optano tutte le contromanovre che avevamo già visto
come: il congelamento della riforma agraria, di quella militare, vedremo una riconciliazione con la chiesa e
una lotta con i nazionalismi periferici. I socialisti, sono i grandi sconfitti delle elezioni del 33, chiamano alla
mobilitazione di massa. Essi sono guidati da Largo Cabballero, sindacalista che era stato anche ministro del
lavoro. Questi socialisti minacciano di fare esplodere la rivoluzione se Lerroux avesse concesso ai cedisti di
entrare nel governo. Lerroux incurante di queste minacce che arrivavano dai socialisti accetta (nel ottobre
del 34) l’entrata di 3 ministri cedisti nel governo. Questa mossa viene letta come una deriva fascista in
Spagna ed effettivamente la sinistra chiama alla mobilitazione contro il fascismo, questa mobilitazione non
è più solo un’agitazione che si muove solo per attirare l’attenzione del governo ma diventa una vera e
propria manifestazione contro il fascismo, non si voleva il modello di altri paesi. La mobilitazione viene
abbracciata in più parti della Spagna, ad esempio Barcellona aderisce completamente a questa rivoluzione
e in prima linea fra i manifestanti troviamo Lluis Companys, leader di Esquerra Republicana, la sua adesione
allo sciopero lo porterà in carcere. In generale lo sciopero a Barcellona è stato stroncato nel sangue. La
zona che resiste di più allo sciopero è l’Asturia, troviamo minatori socialisti e comunisti, anarchici che
assaltano le caserme, le fabbriche di armi. La protesta è su più fronti, minatori quindi una categoria esposta
e gli anarchici mossi da un protesta prettamente politica. Il governo chiama i rinforzi, la Legiòn, un esercito
fortissimo creato da Franco che viene mandato nelle Asturie proprio per stroncare questa protesta. Il
bilancio è proprio un vero e proprio bollettino di guerra quasi 1300 morti e 30000 arresti. Per mantenere
l’ordine sociale la destra indurisce la sua politica, per evitare episodi analoghi a quello delle Asturie, il primo
segnale forte che manda è sospendere lo statuto di Catalogna. La convivenza fra i due partiti, la CEDA e il
Partido Republicano Radiacal diventa sempre più difficile, Franco in questo contesto inizia la sua scesa egli
viene richiamato e nominato Capo di Stato maggiore. Lo stesso Lerroux si trova quasi impotente di fronte a
queste manovre operate dalla CEDA. Lerroux viene poi coinvolto in uno scandalo di gioco d’azzardo, viene
accusato di corruzione e quindi abbandonerà il governo. Si indicono nuove elezione, quelle del 36, questa
volta la sinistra si presenta estremamente unita e compatta (Izquierda Republicana, PSOE, PCE, POUM,
ERC), dall’altra parte la destra non è così unita (CEDA, RENOVACION ESPAÑOLA – FALANGE – PNV). Vince la
sinistra, quindi con queste elezioni si pensa che possa tornare la Repubblica, Azana ne viene nominato
presidente. Egli ripristina lo statuto catalano, cerca di allontanare nuovamente i generali sospetti, vengono
creati due nuovi statuti di autonomia la Galizia e i Paesi Baschi vedremo però, che avranno durata molto
breve. Ormai lo scontro è segnato, nelle città si respira un clima di violenza inaudita, all’ordine del giorno si
hanno scontri tra socialisti e falangisti, si sente che la repubblica non è destinata a durare. Avanza la
cospirazione verso il governo, Emilio Mola ne è a capo e il 17 luglio del 1936 inizierà la guerra civile. L’Idea
iniziale non era quella della Guerra Civile, in realtà l’idea era quella di fare un’insurrezione in più punti della
Spagna, più punti che si sarebbero sollevati contemporaneamente al fine di rovesciare la istituzione
repubblicane.

Mercoledì 14-10-2015

Guerra civile spagnola

Abbiamo compreso che la seconda fase della repubblica è stata una fase travagliata, è stato un rapido
degenerare verso lo scopo della guerra civile. Ricordiamo che la seconda fase della repubblica è stata
inaugurata nell’anno del 33, che è stata caratterizzata dalla vittoria di questo partito repubblicano radical
Lerroux, che però aveva delle frequentazioni pericolose. Lerroux aveva stretto un’alleanza con questa
federacion espanola dei derechos autonoma, che a sua volta flirtava con il neonato partito fascista.
Abbiamo visto come le manovre destinate da questo governo del centro destra sono state in realtà un
cancellare di tutto quello che si era fatto precedentemente. Abbiamo anche visto come i socialisti, sempre
più radicali, minacciavano di far scoppiare la revolucion nel caso in cui il governo, quindi il consiglio dei
ministri, si fosse aperto alla CEDA. Questo perché l’ingresso di ministri di area cedista veniva detto da tutta
l’area di sinistra come un vero e proprio avvento del fascismo in Spagna. Puntualmente nell’ottobre del 34
il governo si apre a tre personalità politiche, che facevano parte proprio di questo partito, che in realtà non
era un vero e proprio partito fascista, però l’aerea era quella. Come annunciato, la sinistra chiama allo
sciopero. In realtà più che uno sciopero è una specie di revolucion almeno in alcune zone della Spagna.
Questa chiamata alla mobilitazione da parte dei rossi, dei bolcheviques ha una risposta massiccia nelle
principali città della Spagna. Barcellona risponde con la mobilitazione dei suoi esponenti principali: Lluis
Companys era il presidente del governo catalano. Barcellona era in sciopero, risponde alla mobilitazione
della sinistra e in prima linea c’è anche la generalità della personalità del suo presidente che viene arrestato
proprio per questa adesione a uno sciopero che si configura come protesta massiccia nei confronti del
governo di Lerroux.

Non è solamente Barcellona la città che si mobilita e risponde alla chiamata dei bolcheviques, abbiamo
visto che nelle Asturie, la mobilitazione vede una sinergie di forze che vanno dai minatori in piazza per
protestare contro condizioni di lavoro estremamente complesse, ma a fianco dei minatori troviamo i
socialisti, i comunisti, gli anarchici. Nelle Asturie questo sciopero/mobilitazione diventa una vera e propria
rivoluzione con un assalto alle armi presenti in modo massiccio nel territorio, con cui minatori, socialisti,
comunisti e anarchici assaltano le fabbriche di armi e rispondo armati ai tentativi della guardia civil di
sedare lo sciopero. Abbiamo visto come, dal momento che la guardia civil è incapace di sedare questa
rivolta e di riappacificare gli animi delle Asturie, venivano chiamati i rinforzi: la Legion, il corpo militare di
Francisco Franco, interviene ed è una carneficina (1300 morti, 3000 arresti). E’ vero che la mobilitazione
delle Asturie rientra, ma questa strage è l’episodio zero di quella guerra che sarebbe scoppiata.

Abbiamo anche visto come il governo di destra indurisce la propria politica. La catalogna, che aveva osato
sfidare il governo con la partecipazione allo sciopero, subisce un castigo: sospensione statuto catalano.
Tutta quella sfera di autonomia, di possibilità garantite dalla statuto viene congelata.

Nonostante questo tentativo di tenere le redini, la coalizione del partito Lerroux con la CEDA non funziona,
poiché la CEDA aveva delle volontà chiaramente antirepubblicane, Lerroux e il suo partito no, per cui
lerroux guarda sempre con diffidenza i suoi alleati. Lerroux diventa impotente nel momento in cui la CEDA
fa la mossa di richiamare i militari, assegnando loro posizioni di tutto rispetto all’interno dell’esercito. Si sta
tramando una cospirazione antirepubblicana in seno stesso al governo. Se Francisco Franco fosse stato
nominato apo di stato maggiore, era un segnale in questa direzione: la repubblica stava tremando. Lerroux
screditato, impotente e inefficace, viene coinvolto in uno scandalo di corruzione che fa traballare la sua
poltrona, al punto che il suo partito cade nell’oblio e viene eliminato. Nel momento in cui Lerroux rinuncia,
si va a nuove elezioni, e quindi si ha la terza fase della repubblica: la repubblica in guerra.

Abbiamo visto nelle elezioni del 36, che la sinistra si presenta fortemente compatta, è un fronte popolare
che unisce diverse bandiere (Izquierda Republicana, PSOE, PCE, POUM, ERC, confederacion nacional del
trabajo)

Dall’altra parte, nel blocco di destra, si ripropone la CEDA, la falange, e questo partito socialista basco.
Perché i baschi si trovano in questo insediamento? L’’abbiamo visto che la rottura con i baschi si è prodotta
nelle prime fasi della repubblica, i baschi si sono visti rifiutati dalla repubblica, e come segno di dissenso
nasce e cresce questo partito che si colloca in un area totalmente diversa.
Le elezioni del 36 danno la vittoria al frente popular. Il conosciuto Azaňa, che è stato presidente del
consiglio nel primo biennio di repubblica viene nominato presidente della repubblica. Le misure sono le
solite, quello che aveva lasciato Lerroux, viene riproposto da questo nuovo governo del frente popular

 Ristabilito statuto catalano


 Allontanamento da Madrid dei generali sospetti
 Nuovi statuti di autonomia (Galizia e Paesi Baschi approvati nel 36 ma mai entrati in vigore, per
causa della guerra civile)
Il clima di violenza e di forte polarizzazione tra falangisti da una parte, e socialisti dall’altra si respira in ogni
città della spagna. Nelle principali città ci sono delle vere e proprie contrapposizioni di oriente, veri atti di
guerriglia, gli squadroni fascisti che si contrappongono a queste ande di socialisti, comunisti.

La cospirazione vera e propria con a capo Emilio Mola ha un giorno di inizio: 17 luglio 36

L’idea di Mola era ben diversa da come poi si è manifestata: al segnale lanciato da mola in più punti della
spagna, quei militari che avevano aderito a questa cospirazione in modo clandestino,
contemporaneamente si sarebbero sollevati assaltando le situazioni repubblicane. L’idea era di rovesciare
le situazioni repubblicane in più punti della Spagna per poi convergere su Madrid e occupare il Parlamento.

Cosi non è stato, quello che si immaginavano i cospiratori come un blitz, che sarebbe durato massimo un
mese, il tempo appunto di convergere su Madrid, è diventata una guerra lunga e sanguinosa di 3 anni.
Questo perché i cospiratori, Mola compreso, avevano sottovalutato la resistenza del popolo. Il “no pasaran”
fu scandito durante tutta la guerra dai madrileni. La poca lungimiranza di Mola gli è costata molto in termini
di credibilità. Se fino al 36 Mola era la stella, presto la stella di Mola si offusca e si accende quella di
Francisco Franco, che dopo pochi mesi dallo scoppio della guerra civile viene nominato “generalisimo”.

L’idea di Francisco era quella di continuare la crociata iniziata dai re cattolici, e la sua reconquista riguarda i
rojos (socialisti,comunisti… ) che lui considera il male incarnato che ha in qualche modo preso possesso
della spagna

Come si sviluppa la guerra civile

Il golpe di stato inizia nel luglio del 36, ma non tutta la spagna risponde

Gli arcipelaghi fin da subito cadano nelle mani di queste forze falangiste, così come i posti spagnoli del
Marocco (Melilla), parte del nord (galizia, castilla) e la parte occidentale. Dove non ha successo il golpe
permane la repubblica. IL GOLPE FALLISCE NELLE ASTURIE, CANTABRIA, PAESI BASCHI, CATALOGNA,
MURCIA, PARTE ORIENTALE ANDALUCIA

Le città principali, Madrid e Barcellona, insieme a Valencia rimarranno fedeli alla repubblica

A Madrid succede una cosa interessante, proprio per permettere la difesa della città, le armi vengono
consegnate agli operai (milizie). A difendere la repubblica non è un vero e proprio esercito, perché il vero
esercito aderisce al golpe, per cui la repubblica si deve difendere con le forze operaie, i miliziani. Il fatto che
non ci sia un esercito sarà una gran debolezza, proprio perché la milizia operai mancava in termini di
disciplina e poi d organizzazione generale

Anche a Barcellona si organizza la difesa della città, la guardia civil aiuta nella difesa della repubblica e
collabora con la federacion nacional del trabajo.

Visione cartina (guarda su ariel)

L’avanzata dei fascisti è molto incisiva, in due anni ¾ della Spagna è caduta sotto i fascisti.

A partire dal 36 la spagna è divisa in due zone, addirittura si parla delle due Spagne:
 Nacional: zona nazionalista, con l’esercito preparato, con una gerarchia e disciplina. Costituzione di
uno stato autoritario e militarizzato in cui non c’erano libertà. Alleanza con la chiesa cattolica
 Repubblicana: nessun esercito ma disponeva della Armada (flotta) e dell’Aviazione. Potere nelle
mani di comitati operai (disorganizzazione, mancanza di autorità e scontri interni che indeboliscono
ancora di più la spagna repubblicana). Vocazione anticlericale (ad eccezione del Pais
Vasco)conventi dati alle fiamme, chiese saccheggiate.
Violenze e repressioni si hanno in ugual misura da entrambe le parti. C’è una guerra e la violenza va da sé,
ma c’è un vero e proprio accanimenti che porta a spazzare via i nemici, e sono molte le vittime, illustri, che
cadano da entrambe le parti. Sul fronte repubblicano: Lorca, colpito dai falangisti per la sua omosessualità,
cerca rifugio a casa di amici falangisti ed è li che viene scovato. Sul fronte nacional: J.A. Primo de Rivera

Stiamo parlando di migliaia di morti assassinati (150.000), non di morti sul fronte. I repubblicani si scagliano
contro la chiesa. Da parte dei fascisti la repressione è gestita dal potere militare: i rojos subiscono dei
processi, ma sono giudicati in massa, e la conclusione è sempre la pena di morte

Come reagisce l’Europa

E potenze europee capiscano bene che questa guerra tutta spagnola altro non è che una anticipazione di un
conflitto mondiale. Non possono stare a guardare, devono decidere cosa fare. La risposta delle potenze
europee non è uguale dal punto di vista dei paesi fascisti, le potenze democratiche hanno una risposta
completamente diversa

 Germania e Italia decidono di osservare e intervenire in modo importante a favore dei golpisti, che
vedono come futuri alleati. Hitler aiuterà Franco con gli aerei, mentre mussolini manderà un buon
numero di italiana a combattere in Aragona.
 La Russia è l’unico paese che interviene a favore della repubblica. La Russia invia armi, che aiuta la
repubblica e il suo pessimo armamento.
 Francia e Inghilterra pur sposando la causa repubblicana, non intervengono in nessun modo
 Grazie all’aiuto di Hitler, Franco riesce a passare dal Marocco all’Andalucia
Nel momento in cui franco è nella penisola, la sua strategia di guerra è molto chiara: arrivare diretto a
Madrid e impossessarsi del governo. Già nell’ottobre del 36, i golpisti sono alle porte di madri, si scatena la
prima battaglia: i repubblicani sembrano spacciati, perché fuori da Madrid c’è un esercito fortissimo e
organizzato, ma così non è. La battaglia di Madrid segna uno degli episodi più interessanti della resistenza
della Spagna repubblicana, nella Madrid assediata dai golpisti, tutti si mobilitano: uomini, donne, bambini.
Quello che campeggia in tutta la città sono striscioni “No Pasaran”. A contribuire a questa resistenza arriva
anche un rinforzo costituito dalle brigate internazionali (un corpo di volontari che arrivano in spagna, per
combattere una guerra a favore della repubblica). Queste brigate mobilitate in vari paesi, arrivano in
spagna per difendere un ideale democratico. 60 paesi diversi che contribuiscono a questa difesa.

Nel frattempo, mentre Madrid si difende, si prendere la decisione di spostare il governo, e quindi di
portarlo a Valencia, poiché era la zona di grande produzione agricola, per cui il fatto di spostarsi li poteva
assicurare in quale modo approvvigionamenti costanti e assicurarsi una possibilità di movimento grazie al
porto. Quello che si voleva evitare era l’accerchiamento del governo.

La battaglia che sembrava essere quella diretta, fallisce. I fascisti, Franco, non riescono a prendere Madrid. I
golpisti subiscono delle sconfitte piuttosto significate nei dintorni di Madrid. Per esempio la battaglia di
Jarama e la battaglia di Guadalajara dove sono caduti non pochi italiani. Queste battaglie hanno segnato il
trionfo della resistenza almeno nella prima parte. Per cui franco cambia strategia: allunga i tempi, attacca le
zone più deboli per poi ritornare su Madrid, passando prima da Barcellona: “campagna del nord”. Si apre il
fronte del nord, proprio perché Madrid non cade, e con aerei tedeschi, Franco bombarda in modo
massiccio e esagerato la città di Guernica. In questa campagna del nord vediamo impegnato Mola, ormai
personaggio secondario, che esce di scena, un incidente aereo lo fa cadere proprio nel Pais Vasco e la
strada di Franco diventa assolutamente aperta, non ha più rivali che ostacolano il suo potere. A questo
punto i repubblicani che perdono il nord, concentrano gli sforzi nella difesa dell’Aragona, terra di mezzo tra
Madrid e Barcellona. La difesa di Aragona diventa il punto principale della strategia dei repubblicani. Tutti
gli sforzi si concentrano li, non far passare i fascisti al di la dell’Ebro. La battaglia dell’Ebro è la più
importante e cruenta di tutte le battaglie della guerra civili. 100.000 morti. L’esisto della battaglia è una
vittoria schiacciante dei nazionalisti, e qui che Franco inizia la guerra, sbaragliata la resistenza e quindi
passato l’Ebro, franco può dirigersi verso Barcellona. L’anno dopo, nel 39, i nazionalisti prendono
Barcellona. La caduta Barcellona comporta un ulteriore problema: i franchisti arrivano alla barriera e
possono opporsi all’esodo dei repubblicani in fuga, per una questione di sopravvivenza fisica e morale. Da
qui la scelta di molti intellettuali di uscire dal paese per cercare di sopravvivere. Molti di loro ci riusciranno.
Paesi come Messico, Colombia, Cile saranno paesi ospitanti. Quello che succede al territorio francese, è
una vera e proprio emergenza umana, perché la Francia si vede arrivare una massa di profughi. Nascono in
territorio francesi dei campi di concentramento in cui si cercava di assicurare a questi spagnoli in fuga delle
condizioni di vita adatti alla sopravvivenza. Interessante come gli spagnoli si trovavano a vivere al di la del
confine, nascono all’interno di questi campi di concentramenti dei gruppi di teatro, di lettura. Si ha quindi
una resistenza non solo dal punto di vista fisico ma anche morale.

Cade Barcellona, Madrid e Valencia sono isolate, rimangono solo loro. La fine è imminente. Valencia è la
prima a cadere e poi nel 39 ingresso trino

Cosa succede al governo

Problemi:

La zona repubblicana deve capire cosa fare. Il governo Negrin era convinto che era importante comunque
continuare a resistere perché prestissimo sarebbe scoppiata la guerra mondiale, e in quel contesto, i paesi
indifferenti erano costretti a intervenire. Questa linea non passa perche c’è tempo per un colpo di stato
interno nella repubblica, ad opera del colonello Casado, che spazza via il governo Negrin e negozia la
sconfitta con Franco. Meglio non resistere

Aprile del 39: fine della guerra, ma non quella personalissima di Franco però non finisce, perché sarà
impegnato a schiacciare quelli che per lui saranno i nemici.

Conseguenze

La guerra fu terribile ha portato 630 mila morti, una decimazione per quanto riguarda la popolazione
spagnola. Anche la geografia della spagna è in parte segnata dalla conseguenza di questa guerra. Guerra
terribile per quella lacerazione nazionale ma anche familiare: ci sono state famiglie, fratelli, divisi e costretti
a combattere su due fronti diversi: spaccatura interna

All’estero la guerra civile è diventata una specie di mito, un pò come se vista da fuori in quegli anni si fosse
combattuta una guerra tra il bene (democrazia, libertà, progresso) e il male (costituito dal fascismo).
Sicuramente quello che è successo nella spagna è stata una prova della seconda guerra mondiale, dove la
spagna rimane neutrale. Franco prova a intervenire nella seconda guerra mondiale, però la sua richiesta è
stata considerata eccessiva e venne rifiutata: la Spagna avrebbe aiutato la Germania, al cambio di un aiuto
da parte della Germania in Marocco. Hitler avrebbe dovuto appoggiare la spagna in Marocco, in modo tale
che i francesi diminuissero il loro protettorato in Marocco. Addirittura Franco sperava che Hitler scacciasse
tutti i francesi dal Marocco, in modo che tutto il territorio marocchino fosse sotto la mano spagnola.

L’accordo salta, Franco nonostante il mancato accordo, decide di mandare lo stesso parte dell’esercito in
aiuto alla Germania sul fronte della Russia. Scoppia la guerra mondiale. La spagna è al margine.

Sfumature due spagne


Zona repubblicana: questi comitati di operai molti spesso avevano sia una idea comune, però
ideologicamente c’erano differenze importanti, alcuni operai aderivano all’idea del poum e quindi si
puntava all’abolizione della proprietà privata. Si contrappongono due modelli:

- Una parte dei repubblicani sosteneva che bisogna fare la revolucion e la guerra nello stesso tempo
- L’altra linea invece sosteneva prima la guerra, e poi la revolucion
Questi due fronti arrivano a scontrarsi fisicamente l’uno con gli altri: una guerra dentro una guerra.
Anarchici e comunisti si scontrano proprio a Barcellona nel 37.

Mercoledì 21-10-15

Terra e Libertà

Abbiamo seguito le peripezie di David, un disoccupato inglese che è giunto in Spagna convinto di entrare
nelle brigate internazionali, in realtà non entra immediatamente in queste brigate ma va a combattere sul
fronte di Aragona con le milizie del POUM. Abbiamo sentito le critiche feroci che il POUM, incarnato in
questi miliziani, muove al comunismo, allo stalinismo, accusando Stalin di essere traditore della
popolazione. La milizia che fa capo al PUOM e in cui si trova David non risponde agli ordini del governo
comunista. Rifiuta di entrare nell’esercito popular, continua a comportarsi come milizia quando invece il
governo repubblicano cerca di centralizzare gli sforzi e bandire le milizie. David si trova catapultato in
questa diatriba interna e non capisce perché si perde di vista il nemico (Franco) e ci si perde in queste lotte
interne. Esce per un periodo dalla milizia per integrarsi con le brigate internazionali. Viene mandato dal
governo a lottare contro gli anarchici (ancora una volta in nemico non è Franco ma sono i Repubblicani).
David si vede coinvolto nell’episodio di Barcellona. Questa è la svolta che lo fa rientrare nella milizia del
POUM. Il problema è che non arrivano i rifornimenti di armi e il POUM non solo è isolato ma arriva ad esser
bandito, i suoi capi arrestati, la sua stampa censurata. David e i suoi compagni difendono la posizione ormai
inevitabilmente perduta in attesa di rinforzi. Il comandante di questa milizia è costantemente in contatto
con la divisione centrale che gli da l’ordine di resistere e mantenere la posizione in attesa dei rifornimenti,
nonostante le gravi condizioni di David e i suoi compagni ce vorrebbero lasciare la posizione indifendibile.
Ma il loro capo accetta le direttive del governo e impone a tutti di resistere e continuare a combattere.

Visione dell’ultima parte del film

Abbiamo visto come il nemico principale del POUM sia un nemico interno. L’esercito popular arrivato alla
fine anzi che portare gli attesi rinforzi in realtà è venuto a portare la notizia dello scioglimento della milizia e
alcuni dei suoi membri accusati di cospirazione coi fascisti.

Terra e libertà è un film del 1995. Ken Loach si è ispirato ad una realtà storica ma in alcuni punti ha
manipolato questi eventi con una semplificazione eccessiva o con un’errata interpretazione. In Spagna
l’uscita di questo film risale alla fine del ’95. Originariamente il film è in inglese con ampie parti in spagnolo
e catalano. Una curiosità che ci dice qualcosa sul modo di fare cinema di Ken Loach riguarda il fatto che
ogni personaggio straniero è incarnato da un attore della stessa nazionalità del personaggio. Anche qui,
come d’abitudine, Ken Loach lavora con attori poco conosciuti, spesso non professionisti (eccetto la
Bollaìn). Quello che Ken Loach cerca, e che è poi la lezione appresa da Icìar Bollaìn, è il realismo. È un
realismo che potremmo definire sociale. Ci sono alcuni stratagemmi a cui il regista ricorre per aggiungere
questo effetto di realismo come non truccare gli attori e non consegnare agli attori il copione dell’intera
sceneggiatura: ogni attore riceve il copione delle scene che si gireranno in quella giornata, quindi non sanno
qual è lo sviluppo del loro personaggio e della storia. Ken Loach, e poi Icìar Bollaìn preferiscono limitare la
conoscenza dell’attore così che le sue emozioni e le sue reazioni siano più autentiche possibili. Il budget con
cui è stato realizzato questo film, che ha dietro di sé una produzione internazionale spagnola, inglese e
tedesca che ha stanziato un budget estremamente limitato.

Ken Loach approcciandosi alla guerra civile si interessa di un aspetto limitato ma estremamente
significativo di questo conflitto durato tre anni. Si interessa a questa rivoluzione che vede la partecipazione
degli anarchici che collaborano con il PUOM e che viene schiacciata dal partito comunista spagnolo (partito
maggioritario nel governo).

Tutto il film è un flashback raccontato dalla nipote nel momento in cui apprende la notizia della morte del
nonno e aprendo e rileggendo le sue lettere ricostruisce la sua storia.

Un aspetto interessante riguarda il momento in cui la milizia in cui David si trova a combattere quasi per
caso (incontra sul treno un miliziano diretto al fronte e decide di accompagnarlo, dimenticandosi delle
brigate internazionali che erano il suo obiettivo primario). Ad un certo questa milizia si trova a votare (come
sempre tutte le decisioni vengono discusse e approvate solo su votazione per maggioranza) se entrare o no
nell’esercito popular . In uno dei numerosi dibattiti che vediamo nel film i miliziani si trovano a dover
prendere questa scelta. Che cos’è l’esercito popular? Era l’esercito voluto dal governo di Valencia, un
esercito “de verdad”, con la divisa, una gerarchia e tutta quella disciplina propria dell’esercito. Il governo di
Valencia ha voluto istituire questo esercito a partire dal ’37-’38 per centralizzare gli sforzi, dal momento che
lo sforzo delle milizie era estremamente disorganizzato, così da creare un esercito in grado di opporsi a
quello franchista, che era un esercito estremamente gerarchico e disciplinato. L’ejercito popular
comportava la progressiva sparizione delle milizie che dovevano essere sciolte. Non potevano convivere le
due cose. Però notiamo che nell’ejercito popular le donne non potevano combattere, al contrario di quanto
accadeva nelle milizie. Nonostante ciò le donne accettano le imposizioni del governo di Valencia di
abbandonare le armi e rimanere al fronte solo in funzione di supporto. Dunque questo dibattito è cruciale.
Il fatto che la milizia in cui stava David ha deciso di non entrare a far parte dell’ejercito popular ha
comportato che non gli pervenissero ulteriori aiuti, armi, rinforzi etc. Sappiamo infatti che David non è
stato ferito dal fuoco nemico ma da un’arma obsoleta.

Il film assomiglia molto ad un romanzo di George Orwell omaggio alla Catalogna. Spesso si incontra questa
lettura, cioè che questo film liberamente tratto da Omaggio alla Catalogna, che però non è del tutto
corretta. Ci sono delle somiglianze (anche Orwell aveva conosciuto l’esperienza della guerra civile, era stato
ferito da un’arma obsoleta come David ed era andato via disgustato come David dalla guerra di Spagna
lasciandosi alle spalle queste lotte sul fronte repubblicano). In realtà però questo film s basa sulla vita di un
giovane inglese con idee comuniste che è l’alter ego di David.
Ci sono delle incongruenze, delle manipolazioni, dei punti in cui molti critici, molti ex combattenti e persone
che hanno vissuto da vicino questa guerra non possono accettare, arrivando a dire che questo film non
rappresenta realisticamente questo aspetto della guerra civile. Ad esempio:

• David si imbarca in modo avventuroso e viaggia in solitario da Liverpool a Marsiglia nonostante non
ami il mare, ma Ken Loach sembra dire che i volontari che sentono la chiamata della lotta contro il
fascismo arrivino in spagna con mezzi di fortuna organizzandosi autonomamente e affidandosi al
caso e alla sorte. In realtà non era così e i volontari qualora avessero deciso di partecipare a questa
guerra che rappresentava la lotta contro il fascismo, nel momento in cui arrivavano in Spagna
disponevano di un’organizzazione molto ben strutturata affine al partito comunista che offriva tutti
i mezzi necessari per arrivare a Girona. Per cui la rappresentazione di Ken Loach è poco credibile
sotto questo punto di vista.

• Un’altra incongruenza molto criticata riguarda l’accoglienza che David ha appena arrivato in
Spagna. Sul treno lo vediamo sbandierare la sua tessera del partito comunista inglese ed è accolto
con giubilo dagli anarchici. Addirittura il controllore del treno anarchico (d’altra parte la compagnia
dei treni era stata presa dagli anarchici che quindi la controllavano) lo abbraccia, lo ringrazia e non
gli fa pagare il biglietto. In realtà gli anarchici e il POUM, che sono un binomio molto unito, hanno
accettato con molte reticenze i volontari comunisti. Gli anarchici, infatti, criticavano la linea
comunista e lo stalinismo. Il fatto che arrivassero forza era certo utile però che queste
sbandierassero il loro comunismo non era così ben visto. Dunque quest’accoglienza così calorosa è
poco credibile. Gli anarchici volevano armi non uomini.

• Ken Loach prova a mettere in scena i fatti di Barcellona del maggio del ’37 ma lo fa in maniera
sbrigativa e poco realistica. Il fatto che David, che ormai fa parte delle brigate internazionali, venga
mandato lì a sparare contro gli anarchici per liberare un edificio è poco credibile.

In realtà dall’inizio della guerra la Catalogna e quindi Barcellona era rimasta sotto il controllo delle milizie
anarchiche in mano al FAI (Federazione anarchici iberici) e dalla CNT (sindacato anarchico). Gli anarchici
poco andavano d’accordo con socialisti e comunisti. In questo clima di tensione crescente anarchici e social-
comunisti non possono evidentemente coesistere al governo. Tant’è che gli anarchici abbandonano il
governo della generalità, lasciandolo completamente in mano ai social.comunisti ma continuano a essere
armati ed organizzati in pattuglie (patrullas de control). Dunque abbiamo da una parte il governo della
generalità sotto il controllo social-comunista e dall’altra questi gruppi di anarchici che continuano la loro
guerra indipendentemente dal governo. La generalità social-comunista è costantemente in contatto con il
governo che è stato trasferito a Valencia. Si cercano accordi, si cerca di capire quale deve essere la linea di
difesa. Quindi la generalità catalana dialoga e collabora con il governo valenciano. Le patrullas de control
anarchiche, invece, non accettano nessuna forma di governo che non sia l’autodeterminazione delle milizie
senza fare capo a nessun governo. Si crea dunque un problema di gestione della resistenza. Gli anarchici
per mandare un segnale di dissidenza nei confronti del governo ( sia quello della Generalità che quello di
Valencia) occupano l’edificio della telefonica di Barcellona da cui passavano e si smistavano tutte le
comunicazioni. Occupando questo edificio sono in grado di controllare le chiamate. Gli anarchici hanno
impedito le comunicazioni tra i due governi, creando un muro che impedisse questo scambio di
informazioni importante per il coordinamento. Di qui la decisione del governo Catalano di scacciare gli
anarchici anche usando la violenza pur di liberare la centrale telefonica e ripristinare le comunicazioni. In
tutto questo Franco sta, nel frattempo, facendo la sua marcia trionfale quasi indisturbato a causa degli
scontri interni sul fronte repubblicano. Il 2 maggio del ’37 la polizia (guardia de asalto. Era un corpo di
polizia armato che rispondeva agli ordini della generalità) viene inviata per questo compito. Questa
operazioni diventa una vera e propria guerriglia. La situazione dopo l’irruzione nella centrale si fa sempre
più calda fino ad arrivare alle barricate. Gli assalti reciproci durano fino al 7 maggio. La guardia catalana da
sola, però, non è capace di ripristinare la normalità e sedare questa sommossa anarchica. Devono arrivare
rinforzi. Immaginiamo la difficoltà, in contesto di guerra, per Madrid e Valencia di doversi mobilitare per
inviare armi, uomini e risorse non per combattere il nemico esterno ma per risolvere un problema interno.
Le due città comunque inviano dei rinforzi per sedare la rivolta e arrestare gli anarchici.

Concludiamo il discorso su Terra e Libertà con questa riflessione: non manca un certo manicheismo da
parte di Ken Loach. Da una parte ci sono i “cattivi” della storia cioè i comunisti. Coloro che hanno
schiacciato la vera rivoluzione del popolo. Dall’altra ci sono i “buoni” anarchici che aderiscono al POUM e
che non solo danno la vita in trincea ma vengono poi beffati e arrestati con l’accusa di cospirazione con il
fascismo. È vero però che dobbiamo riconoscergli il merito di aver illustrato un aspetto di questo conflitto
estremamente controverso e ancora tabù. A testimonianza di questa opposizione comunista a quello che si
racconta in questo film ricordiamo il fatto che Santiago Carrillo ( leader del PCE all’epoca dell’uscita del film)
è entrato in polemica feroce con Ken Loach.

Durante la guerra civile ci fu un esodo massiccio dei repubblicani che avevano intuito la dura vita che li
aspettava nel caso fossero rimasti. Questo esodo passava dai Pirenei (frontiera francese). Con la caduta di
Barcellona i franchisti hanno potuto controllare questo confine con conseguenze drammatiche per coloro
che volevano fuggire.

Intervento studentessa francese in erasmus sull’influenza spagnola in Francia dovuta a questo esodo.

C’è una regione chiamata la catalogna francese la cui capitale è Montpellier. La cultura spagnola è molto
presente in questa regione e sono rimaste molte eredità culturali. Molti furono anche gli intellettuali esiliati.
Luis Buñuel (regista spagnolo del ‘900) si esiliò in Messico. Suo figlio e suo nipote sono nati in Francia.
Marina Ginestra era una ragazza di 17 anni all’epoca del franchismo. La sua foto scattata a Barcellona nel
’36 ha fatto il giro del mondo diventando un simbolo della guerra civile. Lei era nata da genitori catalani in
Francia. Quando aveva 10 anni i genitori sono tornati in spagna. Quando Gli spagnoli arrivarono, la Francia
li mise nei campi e sottovalutò la situazione. Molti morirono a causa delle dure condizioni e dell’inverno
freddo di quegli anni (’38-’39).

C’è una fase in cui il franchismo si ammorbidisce e permette il passaggio, ma questo accadrà solo in una
fase molto avanzata della dittatura. Franco, infatti, all’inizio del suo “regno senza corona” chiuderà
ermeticamente le frontiere completamente e dai Pirenei non passeranno né uomini né idee. In particolare
ci si riferisce a quelle idee che Franco considerava pericolose e che quindi non dovevano assolutamente
arrivare in Spagna. Di qui la censura, l’impoverimento culturale ecc. Franco credeva che qualsiasi cosa
passasse dai Pirenei, soprattutto a livello ideologico, poteva essere pericoloso. Questo fino agli anni ’50.

Franco si comporta un monarca e il suo “regno” dura dal ’36 (anche se la guerra finisce nel ’39 la sua
influenza e il suo peso politico sono già importanti prima) al ’75. Franco è un personaggio che ha sorpreso
tutti. È un uomo taciturno, distante, atipico come spagnolo. Ma è sorprendente la capacità con cui ha
trasferito la sua durezza militare nell’esercizio politico. Ha dimostrato una brama di potere e una capacità di
manipolazione sorprendente. La sua ascesa è dovuta, in primo luogo, alle sue capacità militari. Era infatti un
ottimo stratega a capo della potente Legiòn. Ma che oltre a queste abilità avesse la capacità di governare è
stata una sorpresa anche per i suoi sostenitori. Aveva un’abilità camaleontica nel senso che era un grande
manipolatore che inganna, manipola e tradisce tutti.

• Inganna i monarchici che lo avevano sostenuto all’inizio della guerra civile con la convinzione
(alimentata dallo stesso Franco) che, una volta schiacciato il nemico repubblicano, Franco avrebbe
favorito il ritorno del re che nel frattempo era in esilio. I monarchici sentono ingannati nel
momento in cui, finita la guerra, Franco si impossessa del potere ma non mantiene le promesse
fatte e non mostra alcuna intenzione di richiamare il re dall’esilio.

• Non esita nemmeno ad ingannare e tradire i suoi stessi sostenitori. Infatti ad un certo punto
Franco capirà che strategicamente è meglio “lavare” la sua immagine a livello internazionale e
ammorbidire i tratti troppi fascisti del suo governo. Difatti dopo la fine della Seconda Guerra
Mondiale i suoi alleati fascisti non sono più tali e l’unico interlocutore sono gli stati uniti. Quindi
capisce che non è più opportuno mostrarsi troppo fascista e non esita a destituire e addirittura
arrestare i falangisti suoi sostenitori che non recepiscono allo stesso modo questo bisogno di
cambiamento. Arriverò addirittura ad arrestare suo cognato che è un franchista convinto.

• Franco è un manipolatore anche nei confronti della Chiesa che era stata sua sostenitrice fin
dall’inizio della guerra civile. Ma franco in questa sua brama di potere arriverà a scontrarsi con la
Chiesa che addirittura minaccerà di scomunicarlo perché non accetterà idee diverse dall’idea
imposta da lui stesso nemmeno in ambito ecclesiastico. In particolare, Franco inizierà una battaglia
nei confronti della chiesa Cattolica Basca che ad un certo punto si farà sostenitrice della lingua,
della cultura e dell’identità Basca. Franco che non concepiva, né tantomeno riconosceva lingue
diverse dal Castellano (la stessa legge impediva di parlare lingue diverse dal castellano) arriverà a
minacciare di arrestare il vescovo che si era esposto in questa difesa della lingua Basca.

• Ricordiamo anche la manipolazione culturale di Franco per veicolare lì immagine di una Spagna
unitaria. Si preoccupava di come dare ad una Spagna plurale, eterogenea, fatta di tante identità
un’unica cultura e di come trasmetterla all’estero per far si che sia una attrazione turistica.

Franco è una persona che alterna l’austerità più cupa ad un grande sfoggio di sfarzo nelle sue uscite
pubbliche. Si dice che quanto erano sfarzose queste uscite quanto era austera e quasi monacale la sua vita
privata. È un personaggio politico che, da dittatore quale è, non accetta nessuna forma di consiglio. Ad un
certo punto accetta di essere affiancato da una sorta di Parlamento (Cortes). In realtà era un’assemblea
molto ristretta scelta da lui personalmente tra i suoi fedelissimi. Ma quello che non accetterà mai è di farsi
consigliare sulla gestione dello stato. Spesso gli si dice di farsi da parte e di lasciare spazio prima ad un
monarca e poi ad un governo di transizione ma lui rimarrà sempre sordo di fronte a queste richieste. Anche
negli anni ’60, quando Franco continua a firmare condanne a morte, i suoi collaboratori più stretti gli
consigliano più moderazione perché una Spagna che siede in certi organismi internazionali non può
permettersi di comportarsi come negli anni precedenti quando era isolata. Ma neanche in questo caso
accetterà i consigli e questo gli costerà non poco in termini di credibilità politica.

Un elemento che caratterizza questo “regno senza corona” è la volontà di vendetta contro i vinti. Franco
non si sente appagato con la fine della guerra civile e considererà per tutta la sua vita i repubblicani nemici
da eliminare. Questa vendetta, quindi, continuerà per molti anni dopo la fine della Guerra Civile e le
condanne a morte colpiranno i suoi nemici fino alla fine della sua vita.

Già durante la guerra civile Franco si era rivelato un leader indiscusso nella sua Spagna e nel tempo si
manterrà coerente con la sua linea politica iniziale. Per esempio l’autarchia: già nel ’37, nella sua Spagna
Franco aveva imposto il Servicio Nacional De Trigo, cioè un approvvigionamento di pane alla popolazione
regolato dall’alto. Possiamo capire che un paese in guerra possa utilizzare questa misura tesa a
razionalizzare le scarse risorse in maniera accurata ed equa, ma questa idea dell’intervento dello stato sarà
una misura che Franco userà anche una volta finita la guerra e quindi terminata l’emergenza. La politica
economica per cui la Spagna deve bastare a se stessa e non deve importare nulla sarà perseguita per tutti
gli anni ’40 con conseguenze disastrose, infatti questi sono anni di fame, miseria e carestia.

Franco dimostra già nel ’38, in piena guerra, che non ama il pluralismo ideologico. La Ley de Prensa colpisce
gli organi di stampa imbavagliandoli. Già durante la guerra Franco impone una censura che sarà poi un
tratto distintivo di tutti 40 anni del suo governo. Una censura nei confronti soprattutto nei giornali ma, in
generale nei confronti di tutti i mezzi di comunicazione (cinema, libri etc).

Un’altra manovra chiarificatrice della sua idea di stato e che attua già in tempo di guerra è il “fuero del
trabajo” che pone fine a tutte le libertà sindacali. La seconda repubblica è caratterizzata da un grande
fermento dell’attività sindacale, ma con Franco questo cessa. Franco istituirà un sindacato unico controllato
dal governo e quindi imbrigliato e imbavagliato. Questo sindacato si preoccuperà di difendere sia i
lavoratori che i capitalisti quindi un sindacato poco efficace.

Un altro tratto distintivo del governo franchista è la riconciliazione con la chiesa Cattolica. uno dei motivi
scatenanti della guerra era anche la volontà di fermare i rossi e quindi la distruzione della cultura spagnola
che si fondava ance sulla sua chiesa. La chiesa cattolica è Chiesa di stato e la nazione si fonda in accordo e
armonia con la chiesa cattolica. Il nazional-cattolicesimo è quello che si impone nella Spagna di Franco.

Fondamenti ideologici

Il Franchismo è un fascismo particolare, che ha delle particolarità.

• Un punto chiave dell’ideologia franchista è l’essere coesi, aderire e sottostare in maniera assoluta
alla figura di Franco. Tutto il potere si concentra nelle sue mani. (adhesion inquebrantable)

• L’anticomunismo verrà enfatizzato soprattutto a partire dalla guerra Fredda. Il fatto di essere da
sempre anticomunista sarà fondamentale nel momento in cui Franco dovrà stabilire un accordo
con gli USA.

• Altri tratti fondamentali sono l’antiparlamentarismo e l’antiliberalismo. Franco non crede nel libero
mercato e infatti lo stato interviene in modo massiciio sulla vita economica. Questo almeno fino
agli anni ’60, fino a che si rende conto che la sua politica economica sta trascinando la spagna verso
la rovina e cambierà qualcosa. Da lì il boom economico in Spagna.

• L’unione tra “trono e altare”, quindi fra stato e chiesa ha come conseguenza immediata
l’imposizione ferrea della morale cattolica che diventa una vera e propria ossessione. (ad esempio,
in pieni anni ’60 le donne spagnole dovevano andare in spiaggia con ginocchia e gomiti coperti). Per
una Spagna rimasta chiusa, anacronistica, legata ad un passato ormai scomparso nel resto
d’Europa, le nuove tendenze e i nuovi costumi che si andavano imponendo costituiranno uno
shock.
• Per Franco è molto importante anche dell’unità della Spagna che è una e indivisibile. Franco risolva
il problema dell’eterogeneità delle lingue e delle culture spagnola imponendo il Castigliano come
unica lingua e la cultura scelta come cultura nazionale è quella Andalusa. Si assiste ad una
”andalusizzazione” dell’intera penisola, con il proliferare del flamenco e del folklore tipico
andaluso. Questa è anche la cultura promossa all’estera per attrarre il turismo. Ma queste
imposizioni non piacciono al resto delle regioni che non si sentono rappresentate.

Giovedì 22-10-15

FERNANDO TRUEBA
Uno dei registi più grossi, di Madrid e questo dato biografico non è secondario perché proprio La
sua prima pellicola, il suo primo lungometraggio è ambientata a Madrid e Madrid è praticamente la
protagonista. "Opera prima" porta nel suo titolo" opera" il nome di un quartiere di Madrid in cui è
ambientata la storia. Non solo nato a Madrid, ma profondamente legato a questa città. Non è la
Madrid della movida, di Almodovar, ma è comunque una Madrid molto fresca, molto vivace, molto
viva. Interessante è che Trueba, oltre a essere un attore, regista, è anche un cinematografico, il
suo approccio al cinema è di natura professionale. Il suo primo lungometraggio risale al 1980 con
appunto "opera prima", uno dei film più acclamati degli anni 80, in cui debutta come cineasta. Negli
anni 80 il maestro del cinema era Almodovar, il personaggio più acclamato che con i suoi film,
lungometraggi, era capace di creare eventi che segnavano la storia di quel periodo in Spagna.
Trueba esce con questo primo lungometraggio e si fa notare. Interessante è capire la posizione di
Trueba nel momento in cui realizza questo primo lungometraggio. La prima affermazione ci fa
capire la natura di "opera prima". Il regista dice che "opera prima" è nata come una barzelletta, una
storiella senza troppe pretese. Fernando Colomo, produttore così importante per Trueba e non
solo perché con le sue finanze ha permesso ha molti registi di farsi conoscere, spinge verso il
cinema realista. Trueba che risponde a Colomo dicendo che la sua opera prima sarebbe stata la
storia di un personaggio che avrebbe un flirt con sua cugina e che vive a Opera e così è stato. Una
storiella, dalla trama leggera che viene "difesa" da Trueba, che afferma che si può partire da uno
scherzo quando ci si approccia a una commedia. "Opera prima" è comunque una commedia
romantica, un genere in cui si specializza. Questo protagonista maschio che ha un flirt con sua
cugina. Lui Si è appena separato e incontra, dopo anni, in una metropolitana a Opera, sua cugina.
Tra i due inizia una intensa storia d amore non senza ostacoli. Violetta è una hippy che condivide il
suo appartamento con un amico, vuole suonare violino senza talento, i suoi ritmi di vita, essendo
anche lei più giovane di mattias, mettono a prova la loro relazione. Mattias adulto, insofferente,
poco regolato. Tutto mettere a dura prova la loro relazione. Tutto il film è incentrato in questa storia
d amore tra alti e bassi. È uno spaccato di vita. Poche settimane nella vita di questi personaggi.
Molto fresco, frizzante. Non c è la movida che si può vedere plasmata da Almodovar, Ma
ritroviamo la stessa freschezza di quella Madrid che rispondeva in quegli anni a tutte le
sollecitazioni date dagli artisti, non solo di cinema. La Madrid non poteva che essere madrilena,
perché Madrid in quel momento era capace di rispondere alla voglia di tanti giovani di lasciare un
segno nella storia. Interessante è il suono in presa diretta. Il suono non è solo la musica ma anche
i rumori di fondo che contribuiscono a dare voce, al di là della colonna sonora. Il suono in presa
diretta contribuisce all effetto di vitalità, di freschezza. Non aveva altro scopo, dice Trueba, se non
quello di raccontare una storia, divertendo i suoi ascoltatori. Si astiene in questo prodotto a
insegnare qualcosa. Se parte di questa cultura aveva lo scopo si di intrattenere ma di insegnare
qualcosa T afferma che per lui non era così. Non c è nessun tipo di considerazione morale, Anche
del fatto che siano due cugini o del fattore del l'età. Non c è nessuna dottrina, nessuna morale.
Divertire si insegnare no. Andiamo avanti con gli anni, siamo nel 1992 e Trueba realizza uno dei
film più apprezzati del cinema spagnolo: " belle époque". Una commedia. Lo sfondo di questa
commedia è la seconda repubblica. Interessante come un momento storico così importante per la
Spagna venga plasmato. Il fatto che sia una Commedia piena di calore e allegria, si capisce da
subito fin dai titoli di testa, già essi sono scanditi da una musica leggera e le sovra impressioni che
ci indicano dove siamo e quando si svolgono l azione. Le sovra impressioni ci indicano che il
giovane soldato ha disertato, dopo la sollevazione del 1930 anti monarchica e qui ha inizio la
storia. Il giovane soldato cerca di nascondersi e questo disertore aveva cercato di passare
inosservato. Siamo nel Febbraio del 1931, T in realtà non ci vuole dare indicazioni di un posto
preciso, ma al sua intenzione di creare il clima di interperie che si respirava in Spagna alla vigilia
della seconda repubblica. Il bel disertore è Fernando e si capisce da subito che il suo disertare
deriva dal fatto che è un radicale, magari non convito, però ha delle simpatie repubblicane.
Quando è iniziata la sollevazione anti monarchica lui diciamo che doveva combattere per questa
spinta, ma Trovandosi in questa situazione da soldato contrario a ciò di cui doveva combattere, ha
preferito disertare. Il primo episodio è paradossale, il disertore che nasconde le sue simpatie
repubblicane si trova davanti a una coppia di guardie civil. Proprio perché non riesce a tacere al
grido "viva la repubblica" viene ammanettato; i repubblicani sono ancora perseguiti. Però succede
qualcosa di strano. Prima di tutti questi due della guardia civil sono imparentati tra di loro, sono un
suocero e il suo genero, e mentre ammanettano e iniziano a camminare insieme a Fernando, il
disertore, scoppia una diatriba tra queste due guardie civil, perché il più anziano, che in realtà era
molto più aperto di mente, molto più tollerante rispetto al genero, decide improvvisamente che
questo disertore doveva essere liberato, anche se arrestato pochi minuti prima. Questo perché,
dice l anziano,"la repubblica sta per arrivare". Per cui era inutile arrestare quel ragazzo tanto da lì
a breve l avrebbero comunque lasciato perché era dalla parte dei prossimi vincitori. Il genero però
non ci sta, nonostante il suocero che era più anziano e sicuramente più esperto e lungimirante, ma
questa giovane guardia civil era un monarchico convinto e non ci sta a lasciar andare un disertore
e per di più repubblicano. Per cui cita il rispetto della divisa che porta, è l onore che non può
essere macchiata da questo gesto(liberare un repubblicano), e arriva a sparare contro il suocero e
si suicida successivamente. Fernando ancora ammanettato da una parte, si trova con due guardie
civil morte in un campo e deve trovare una via di uscita a questa avventura. Fernando trova rifugio
a casa di un vecchio pittore, anche lui repubblicano, Manolo, impersonato da Fernando Fernán
Gómez. Fernando e Manolo condividono idee progressiste e discussioni su letteratura, cultura,
arti. Fernando era stato seminarista, talento in cucina, reclutato come soldato successivamente ha
sviluppato questa coscienza repubblicana. Manolo, in una posizione particolare: ha una moglie di
cui è ancora profondamente innamorato, lei cantante lirica che però era in turne con il suo amante,
ha quattro figlie che vivono a Madrid. Interessante è la Profonda amicizia che nasce tra i due
personaggi. Fernando non può vivere per sempre a casa di Manolo e quando si tratta di salutarsi,
Fernando in stazione che deve prendere il treno, succede qualcosa(VIDEO) :perde il treno
"casualmente", perché arrivano le quattro belle figlie da Madrid. Quattro belle figlie che arrivano
tutte assieme da Madrid. Fernando perde il treno e torna a casa di Manolo a vivere. Manolo ha un
aria burbera ma prova affetto per Fernando, lo tratta come se fosse il suo figlio maschio che non
ha mai avuto. Si assiste alle Le avventure amorose di Fernando con tutte e quattro le sorelle. Sono
Le donne che prendono l iniziativa, lo seducono e lo fanno innamorare e poi lo abbandonano. Lo
seducono e lo abbandonano. Fernando ci sta anche male e soffrirà tantissimo. Pensa a suicidarsi,
a tornare al seminario. Poi si riprende e si innamora di una delle sorelle. La più piccola delle figlie
si innamora veramente di lui e soffre a vedere come le altre sorelle lo trattano. Interessante è
questo clima di euforia, libertà che respirano i personaggi, è proprio di quel paesino e della Spagna
in quegli anni. La repubblica porta con se questa voglia di euforia e libertà. Trueba mostra le
speranze, le illusioni di un micro cosmo ma che possono essere ampliate in tutta la Spagna. Sono
le donne autonome che prendono iniziativa e che sono l elemento forte della vicenda. Anche La
madre, cantante lirica,senza particolare talento che va in turné con il suo amante, il suo impresario
che la sponsorizza, pallido e poco virile. La madre torna e parla con le figlie(Video). L educazione
è tutt altro che convenzionale. Nella seconda repubblica anche l educazione delle donne sembra
essere più aperta. Il clima è un vero canto per un paradiso perduto, un tempo che è passato in un
luogo, la Spagna, in cui tutto è possibile. Sono tanti i temi che vengono trattati,
sesso,omosessualità, adulterio e il tutto con una prospettiva non convenzionale, non tradizionale.
Nel 1998 "la niña de tus ojos": uno dei film più premiati della storia del cinema spagnolo tante
categorie in cui ha avuto la nomination ,ben 18 e di queste 18, 7 ha vinto la statuetta. Trueba si
ispira a fatti reali. gli anni dopo la guerra civile, a guerra finita. C è un antecedente reale: durante la
guerra civile le risorse per fare cinema non c'era, la Spagna franchista aveva la necessità di fare
cinema di propaganda per giustificare la sua crociata. Franco Come fa senza mezzi tecnici? Si
avvale di co produzioni, cioè di cercare collaborazioni di paesi esteri che potessero mettere le
"finanze"e mancanze che mancavano alla Spagna. Quale Miglior alleato se non la la Germania. A
Berlino si hanno tantissime coproduzioni. La Spagna franchista da vita a queste co produzioni.
Molto spesso le Truppe spagnole che approdano a Berlino per realizzare questi film di
propaganda. A Berlino si Realizzavano anche i più importanti film della propaganda nazista. Non
c era bisogno solo di film di propaganda, ma anche c era bisogno di film che avvicinassero il
pubblico a cose diverse dalla propaganda con prodotti cinematografici approvati dalla censura del
regime,come film di intrattenimento. Franco che mette la cultura andalusa come cultura spagnola,
e a dare sostanza a questo arriva anche al cinema , mettendo in scena storie ambientate in
Andalusia, che hanno come protagonista il ballo andaluso. Trueba si interessa a una di queste
produzioni. Siamo nel 38 è una troupe spagnola si reca a Berlino. Il capitano di questa troupe è un
regista, abbastanza vecchio, volgare, che parte per la Germania insieme ai suoi attori, tecnici. L
accoglienza da parte dei tedeschi è delle più clamorose, molto calda. vengono tributati questi attori
e attrici spagnolo. Obiettivo è quello di realizzare una doppia versione di questo dramma andaluso,
sia spagnolo che tedesco. Questo dramma si chiamava proprio" la niña de tus ojos". Uno in
particolare di questi tedeschi che si avvicina alla troupe spagnola è il ministro della propaganda.
Lui è estremamente interessato alla buona uscita del film e soprattutto all uscita dell' attrice
principale che era Penelope cruz. Diverse difficoltà che incontra questa produzione ispano-
tedesca: problema linguistico,nessuno parlava tedesco e c era bisogno di un interprete, per poter
comunicare; trovare comparse tedesche che sembrano andaluse, e quindi ricorrono agli ebrei,
gitani deportati. Ebrei e gitani diventano reclutati con la forza, come comparse del film. Un 'altra
difficoltà che rischia di mandare in aria questa produzione sono le invidie, i contrasti, all interno
della produzione spagnola. In particolare le invidie per l attrice principale, Macarena. Ma altre
difficoltà come un' Attrice alcolizzata, un attore maschio perseguitato da un tedesco maschio
omosessuale. A tutte le difficoltà sembra però che ci sia una soluzione. Macarena aveva una
relazione con un regista spagnolo a sua volta sposato, le dinamiche dei personaggi sono piuttosto
complesse.Non può tornare in Spagna e rinunciare alle sofferenze, violenze perché suo papà è
nelle carceri franchista accusato di essere anarchico, con poche speranze di sopravvivenza. La
vita del padre dipende dalla resistenza di Macarena. Macarena cercherà di lasciare tutto e tornare
in Spagna ma proprio non potrà farlo. Macarena finirà per innamorarsi di un ebreo russo deportato.
Macarena che in un primo momento sembrava frivola, impegnata al suo successo personale,
crescerà durante il film, cambierà pur di proteggere e preservare la vita a questo ebreo deportato.
C è una critica al film: quando dice che questo film verrà ricordato per la sua grazia,commedia ma
con l orrore molto cinico del franchismo, orrore del franchismo, nazismo. C è un confine molto
sottile tra le due cose. Rimane comunque come genere quello della commedia, anche se affonda
di più in un contesto politico e sociale pieno di ombre però non smette di essere una commedia.
Intuiamo il dramma di questi deportati che vengono reclutati a forza come comparse, ma dando
vita anche a degli avvenimenti tragicomici, esempio come Macarena riuscirà a portare in salvo il
suo amato ebreo.

MONTXO ARMENDÁRIZ
Viene da Navarra e Il suo arrivo e il suo interesse nei confronti del cinema non è stata la sua prima
vocazione, infatti lui nasce come insegnante di elettronica. Colleziona diverse esperienze nel
mondo del cortometraggio e nel documentario per poi specializzarsi nel lungometraggio. La sua
credibilità, riconoscimento, la stima Cresce progressivamente fino a che uno dei suoi film viene
scelto per rappresentare la Spagna. 1990 -" las cartas de Alou". Questo film ha un merito e Il suo
merito é quello di essere stato il primo film a trattare del tema del l'immigrazione in Spagna.Il primo
film a fare interviste a un immigrato e a trattare il dramma dell immigrazione. Il protagonista scelto
da Armendáriz è un senegalese,Alou, che entra in Spagna da clandestino, con condizioni precarie,
deve lavorare per sopravvivere e lo obbliga a lavorare in condizioni disperate non avendo il
permesso di soggiorno. Delicato nei toni e nelle lettere( già dal titolo). Si capisco i sentimenti, il
dramma che vive questo senegalese. Si vive il dramma di Alou attraverso le lettere che invia alla
sua famiglia. Una storia di integrazione difficile che poi non si può parlare di integrazione piena. il
tentativo c e ma la distanza cultuale che si percepisce è tale da non permettersi di integrasi in
questa società. La distanza culturale si percepisce anche nei confronti di una donna che si
interesserà a lui . Lo osserviamo muoversi nella penisola, dalla costa a Madrid, inizia a occuparsi
di vendita, finisce a Barcellona per lavorare nel artigianato. Troverà in questo artigiano, suo capo,
proprio il suo aguzzino che peggiorerà la sua condizione. Viene arrestato, espulso ma ci riprova e
torna una seconda volta in Spagna. Il film è un film di denuncia. Si assiste a un viaggio interiore di
crescita, scoperta, lui cresce come uomo, come individuo. Interessante è il discorso sulla lingua.
Lui conosce la lingua. Il fatto di comunicare con maggiore scioltezza con gli spagnoli potrebbe
sembrare un passo in più verso l integrazione ma invece no. Il fatto di capire la lingua, fa sì che lui
capisca anche il disprezzo verso di lui e verso gli immigrati. Il parlare lo spagnolo contribuisce a
farlo sentire ancora più isolato. Anche l amore, approcciarsi a una donna interessata a lui, in
questo contesto sembra davvero impossibile. 1995 "Historias del Krone". non è un film candidato
all Oscar ma viene definito comunque trionfante, insieme al romanzo in cui si ispira e si basa. Lo
scrittore del romanzo,Mañas, è anche il co sceneggiatore del film. Non sempre c'è un rapporto
intersemiotico tra letteratura e cinema. Molto spesso gli autori delle opere letterarie rifiutano la
trasformazione cinematografica. Qui c'è la Collaborazione tra cineasta e scrittore. Lo scrittore ha
voluto riadattare la sua opera per il cinema, cambiando radicalmente alcuni aspetti. Sia il romanzo
che il film parlano di giovani che vivono nella notte e che si muovono in un contesto di droga,
sesso, alcol , che vivono situazioni distorte e sono giovani che hanno come puniti di riferimento il
cinema, ma al loro volta un cinema violento, pornografico. Paragonato a "Arancia meccanica".
Sembra che per questi ragazzi, questi film, i contenuti audiovisivi sembrano l unica cosa che basta
nella loro vita. Sono caduti i valori, le istituzioni, i discorsi politici. I ragazzi hanno una vera e
propria sofferenza nei confronti dei telegiornali, li guardavano solo in presenza di stragi e tragedie.
L anno in cui si ambienta questa storia è un anno fondamentale per la Spagna: 1992,anno
trionfante per la Spagna perché succedono tre eventi fondamentali e è sotto i riflettori
internazionali: Expo a Sivilla, olimpiadi a Barcellona e città mondiale della cultura assegnata a
Madrid. Sono ragazzi di buona famiglia,hijos, non sono bande di giovani marginali o
poveri,disperati. In un contesto anche borghese, i genitori imprenditori, con la domestica esempio
Carlos. Non manca di sottolineare come qualsiasi movimento, gesto sia relazionato o entra in
connessione con un film a cui piacciono a loro, che hanno visto. Vivono come i film di cui si
nutrono. Vanno al concerto dei nirvana esagerando con le canne prima di entrare. Tutto per questi
giovani deve essere spettacolare, holliwoodiano, portato all estremo. Ricerca di emozioni che
arriva fino al limite. Estremamente egoisti, disorientati,molto nichilisti, fissati sulla morte(unica
certezza). C è una grande distanza tra libro e film, nonostante Mañas sia co sceneggiatore. In
cosa notiamo questa distanza? Il film sembra essere più edulcorato, il libro sembra essere più
sporco dei contenuti, a volte irritante. La cosa più interessante da notare è che Carlos nel film
matura, arriva ad assumersi almeno una responsabilità, ad avere un valore di coscienza, guarda l
orrore con una certa sensibilità, nel libro no, "rifiuta" le disgrazie che gli accadono e che anche
accadono agli amici, voltando le spalle a tutti. Il film che viene scelto per rappresentare la Spagna
agli Oscar:1996 " Secretos del corazón". Cadidato agli Oscar perché pellicola poetica e di
sentimento. Non c'è un effetto speciale, tutto molto intimo, molto giocato sulla psicologia dei
personaggi. Per la solidità della sceneggiatura e la capacità di Armendáriz di raccontare la storia
si può inserire nelle grandi produzioni e può competere con i grandi film holliwoodiani. siamo negli
anni 50. Armendáriz si interessa a una cosa meno violenta ma forse più penetrante della violenza
in Spagna, il clima di perbenismo borghese. Il punto di vista è quello di un bambino che vive col
fratello in città e le zie, zitelle, una rigida l altra più amorevole ma alcolizzata. Il protagonista è javi
che vive da solo perché la madre, non si sa bene come, ma vive in un paese di montagna a
Navarra, torna nei suoi luoghi natali. Javi ha perso il papà per un incidente, non chiaro, con una
pistola. Iniziano Le vacanze della scuola e fanno sì che javi raggiunga la madre e qui inizia la vera
e propria formazione del ragazzo. La sua formazione coincide con la scoperta dei segreti di
famiglia. Gli adulti hanno sempre qualcosa da nascondere. J si lancerà allo scoperta di questi
segreti, bugie, falsità del mondo degli adulti. Oggetto fondamentale di questi film: la poltrona, in cui
era anche stato trovato il padre morto. Parte della scoperta di J parte da questa poltrona.Javi ha il
terrore nei confronti di questo oggetto in quanto macchiato ancora del sangue del padre, e riuscirà
a vincere questa paura sedendosi sopra. Sedendosi sopra sente dei lamenti, il fratello gli dice che
sono i fantasmi del padre che è tornato, ma in realtà nella stanza affianco sta succedendo
qualcosa e i lamenti sono di tutt'altra natura. Armendáriz ha la capacità di creare ambienti in cui c
è sempre un seguito, luoghi misteriosi: casa abbandonata che i fratelli spiano dalla finestra, casa
dei vicini che apparentemente sembra pieno di vita ma in realtà c è un dramma sotto. La
maturazione di Javi passa attraverso la scoperta di questi segreti. Javi scopre la sessualità e
scopre la forza per superare le sue paure (es passare sopra un ponticello).

Dittatura di Franco: castigliano come unica lingua della nazione e questo è qualcosa che Franco fa
e che mette per iscritto attraverso una serie di legge che colpiscono coloro che parlavano una
lingua diversa dal castigliano. A Questa operazione del castigliano corrisponde una formazione
culturale. La cultura andalusa viene elevata. La Spagna, che fino ad allora era plurale, non aveva
una cultura comune, era fatta da istanze diverse, ha voluto (Franco) scegliere una cultura che
rappresentasse la nazione. La cultura andalusa è quella prescelta. Il flamenco attecchiva poco nei
paesi baschi, Franco cercava in tutti i modi di arricchire questa cultura. L idea era che tutta la
penisola si popolasse di questi tipi di luoghi e si alimentassero della stessa cultura. Caduto Franco
c è stato un vero rifiuto per questa forma di cultura e folclore e si assiste Alla grande rinascita delle
espressioni culturali delle altre regioni. Ultimo punto è che Franco annichila ogni forma di
opposizione, si accanisce a volte con una violenza accanita nei confronti degli oppositori. Episodio
preciso quando negli anni 60condanna un giovane catalano, neanche coinvolto direttamente dei
fatti di cui si accusava, alla garrotta, la pena di morta più assurda, dolorosa. Altri eventi che si
possono segnalare, così come manipola la cultura spagnola e manipola anche la storia della
Spagna , le leggi storiche. Lui Si configura come erede diretto dei re cattolici, si fa nuovo paladino
di una nuova riconquista. Altro punto chiave della dittatura è il militarismo, soprattuto in una prima
parte, per tutta la sua dittatura i simboli militari saranno perennemente presente. I militari saranno
sempre presente nella sua dittatura. Anche se In una parte si associa il militarismo ai simboli
fascisti e successivamente no, quando viene attentato il fascismo, sarà comunque sempre
importante la incidenza dei militari. I tratti franchisti saranno attenuati dopo il 1945. Chi appoggiava
il franchismo?? Oligarchia latifondista, e quella piccola elitè di oligarchia finanziaria, capitalisti sia
in campagna che in città,che beneficiavano della politica interventista economica di Franco. I
proprietari terrieri avevano avuto brutte esperienze con la repubblica per cui con Avvento di Franco
costituisce una sorta di salvezza per loro perché il suo governo si occupava di intervenire nella
politica economica a vantaggio di queste classi. Anche i ceti medi rurali si fanno per lo più
sostenitori di questa dittatura, influenzati dalla religione cattolica, coloro che avevano visto lo
scollegamento tra la chiesa e la repubblica, come qualcosa di negativo, pericoloso e il fatto che
Franco proponesse una conciliazione con la chiesa cattolica e il nazional cattolicesimo, costituisce
una sorta di conforto per questi ceti che sposavano questo tipo di politica. Non appoggiavano la
dittatura i ceti medi urbani e gli operai. Non riuscì mai ad accattivarsi le simpatie degli operai, basti
vedere come ha spazzato via i sindacati. Si assiste per tanti anni al silenzio della opposizione
perché in realtà Non c era la forza, energia degli oppostosi di manifestare questo dissenso, il
terrore delle repressione, la miseria che era seguita alla guerra civile ha fatto sì che anche gli
operai tacessero per tanti anni. Da punto di vista politico Franco lotta per un unico partito che si
chiama era movimento nacional, mentre tutto gli altri partiti vengono aboliti, sciolti e perseguiti.
Qualsiasi forma di associazionismo politico veniva fortemente perseguita. Chi faceva parte del
movimento nacional? I falangisti, i carlisti. Il movimento nacional convoglia diverse anime, anche
se Franco si sforza a far passare L idea di un movimento forte, unito, coeso, presentano delle
dissidio interno, anche se si guardano bene a litigare tra di loro.È importante capire che si che un
movimento nacional ma anche istanze diverse. I falangisti controllano tutti, la vita del paese a
livello politico e sociale, sono i capi del frente de la joventud, Organizzavano attività sportive,
ludiche sempre nell ottica del indottrinamento dei giovani. Insieme alla scuola e il doposcuola si
crescevano dei perfetti franchisti. La educazione torna a essere separata. Nasce La seccion
feminina per quanto riguarda le donne, si tratta di formare buone moglii proprie del partito, donna
sposa, madre. Anche il sindacato così poco efficiente, organizacion sindacal, viene nominato. Nel
movimento nacional c erano i militari, cattolici e monarchi. I cattolici, provenienti dal opus dei, da
cui provengono molti dirigenti della dittatura. A partire dagli anni 60 ci sarà un distanziamento tra
chiesa e Franco che arriverà a una vera e propria rottura. I monarchici sono stati i primi grandi
traditi da Franco, e infatti collaboreranno con lui solo per i primi anni.
Mercoledì 28-10-15

La lezione di oggi è dedicata all’introduzione di ai diversi approcci ai film. Questi strumenti per
l’approfondimento e l’analisi dei film . le slides di oggi saranno un come ci si può approcciare ad un film,e
cosa si può sottolineare nel momento in cui andiamo a vedere per la seconda o terza volta il film.

I registi li abbiamo già introdotti,parliamo di analisi : cosa osservare quando ci approcciamo ad un film?

Cosa si intende per analisi filmica? È innanzitutto una serie di operazioni,che noi mettiamo in campo ed
operiamo ,ovviamente non alla prima visione,e il loro proposito è quello di scomporre il film per poi
ricomporlo,esse ci portano a sezionare il film,a suddividerlo,per poi ricomporlo con un proposito ben
definito che è quello di identificare le sue componenti,i movimenti ,la dinamica,per capire e interpretare.

SCOMPORRE E RICOMPORRE : ci sono più approcci,noi possiamo considerarne 2 (macroapprocci):

1) Considerare il film come fatto cinematografico


2) Considerare il film come fatto filmico
C’è una differenza sostanziale che adesso andremo a vedere
Per l’approfondimento propongo una strada ibrida,propendendo piu per il secondo.
Il primo vuol dire questo : è ovvio che il film che noi andiamo a vedere è il risultato di un lavoro di
equipe,nasce come idea poi si trasforma nella sceneggiatura,poi c’è tutta la truope,attori e tecnici
che permettono la realizzazione di questo film. Tutto questo è ovviamente immerso in un contesto
determinato,luogo,periodo,momento,e questo momento noi possiamo considerare la società,la
politica,delle caratteristiche in particolare,e condizioni economiche che in qualche modo possono
determinare il film,il prodotto. Il fatto cinematografico intende il film come fenomeno percettivo e
sociale,un po come se questo film ci parlasse,almeno in parte ,della società dell’economia della
politica ,tutto quello che ha contribuito a realizzarlo. Ci sono una serie di discipline che aiutano
questo tipo di analisi,che è una analisi che non può prescindere dalla sociologia,economia politica
ecc e dalla storia del cinema anche. (ispirarsi a modelli)
Il film come fatto cinematografico significa insistere sull’aspetto percettivo e sociale del film ,cosa ci
dice sulla società e sulla percezione della società di chi ha realizzato il film .
Fondamentale in questo tipo di approccio ed analisi è il CONTESTO,gli elementi sia esterni che
interni,in particolare tutti quegli oggetti esterni che contribuiscono alla realizzazione di questo
oggetto concreto che è il film.
Ecco perché nella considerazione di tutti questi elementi,risulta importante realizzare una scheda
tecnico artistica. Cos’è e cosa vuol dire?
Innanzitutto chi l’ha diretto,il luogo di produzione,o eventualmente la casa di produzione. Il luogo
determinante per il film.
Inoltre chi ha partecipato dentro e fuori,ovviamente non è possibile elencare tutti,normalmente si
elencano quelli principali,invece poi si parla di montatore e sceneggiatore e in alcuni casi a chi è
stato affidato il costume.
Una scheda tecnica completa potrebbe indicare anche le caratteristiche fisiche del supporto. Ma
non è il proposito di questo corso.
Andiamo a vedere un modello di scheda tecnica: anno titolo in lingua originale e tradotto,per
esempio alcuni film di almodovar rimangono invariati senza essere tradotti.
La sceneggiatura ,il produttore esecutivo,la casa di produzione,poi fotografia scenografia
,montaggio,a chi è affidato il suono,a chi le musiche,i costumi e poi vediamo gli interpreti che
vengono indicati con nome e cognome dell’attore,e semplicemente il nome del personaggio che
interpreta.quando non abbiamo il nome spesso comprare il nome della figura nel film,o il ruolo
“dottore “ es. questa scheda serve come esempio.
Adesso parliamo del secondo approccio,quello che secondo me è più opportuno utilizzare per
questo tipo di lavoro ,che vi consiglio di utilizzare : quello di considerare IL FILM COME FATTO
FILMICO –cosa significa? Considerarlo un testo,come se fosse un romanzo,quindi più che
considerare il contesto e tutti quegli elementi esterni che hanno contribuito andiamo al
ocntenuto,non vuol dire solo la trama,ci concentriamo sull’interno più che sull’esterno. dobbiamo
considerare come una traccia che scorre davanti a noi in cui si intrecciano immagini in sequenza,e
poi non meno importanti sono i suoni,quindi suoni e immagini ci scorrono davanti e danno vita ad
un discorso .
Consideriamo le immagini i suoni e la sequenza del discorso,e l’interazione tra di loro. Poi ci sono gli
elementi essenziali che vediamo .oggetto di questa analisi sono tutti quegli elementi che
costituiscono un testo,quindi film come un testo. (dividere un testo in paragrafi, ci insegnano che
una sequenza che può essere scomposta da piccoli ) possiamo attuare qualcosa di simile anche al
nostro film,proprio perché lo vediamo come un testo e individuare i paragrafi che definiremo
:SEQUENZE,unità filmiche con carattere distintivo e mettendole in ordine,il regista ci racconta la
storia quindi dobbiamo avere l’occhio allenato e capire quando il regista mette un punto e va a
capo,infatti ci sono segni di interpunzione che ci aiutano a capire quando si passa da un discorso
all’altro.
Come facciamo a rintracciarle? Andiamo a vedere questi segni,non serve vederlo una prima
volta,una visione piu attenta,una seconda e terza ci permetterà di riconoscere questi momenti in
cui si passa da una sequenza all’altra.
I raccordi : quali sono i più comuni? Le dissolvenze ,ci sono 3 tipi :
- La prima è quella in nero,in entrata e in uscita. In entrata un puntino di allarga,invece in uscita
l’immagine si riduce progressivamente con un puntino sempre piu piccola.
- Incrociata : quella che fa si che l’ultima immagine della sequenza A lasci spazio alla sequenza
B,come una sovrapposizione. Si incrociano le due sequenze per poi lasciare spazio all’altra.
- - lo stacco netto è un altro raccordo : un’immagine lascia spazio all’altra.
Allenare l’occhio a capire queste sequenze cei permette di avere le nostre unità per analizzare il
film.
Abbamo individuato le nostre sequenze,adesso nelle sequenze vediamo le componenti
narrative ,di tipo :
- Tecnico : in questa sfera inseriamo il tipo di inquadratura,gli effetti speciali,luce ecc tutti quegli
aspetti affidati ai tecnici ( in questi aspetti io nn insisterei nell’approfondimento ,solo se avete
competenze)
- - semantico : in questa sfera inseriamo quelle legate ai personaggi,azione tempo e spazio.
(come le analisi letterarie) .in tutti questi elementi possiamo notare cosa che ci servono per
dare senso ed interpretare.
- I personaggi : cosa consideriamo? Il ruolo che essi hanno all’interno della storia ed il ruolo che
viene assegnato che è estremamente legato ai rapporti che questi hanno tra loro.
Osservare ed analizzare le dinamiche tra personaggi va fatto. Naturalmente nel discorso e
narrazione della storia,i personaggi subiscono delle trasformazioni ed evoluzioni e lo spettatore
non sa l’intimità dei personaggi,lo spettatore li capta attraverso manifestazione esterna,è la
sensibilità dello spettatore che decifra tutto e ricostruisce. L’empatia.

I segni che dobbiamo interpretare : sicuramente l’espressione del volto,il ritmo con cui i
personaggi si muovono,alcuni personaggi non parlano ma esprimono tanto.
La scena del gazpacho (donne sull’orlo di una crisi di nervi) : prepara questo per il suo amante
che è fuggito,e sperando che lui passi di li,ma ci mette il sonnifero e leggiamo i suoi pensieri
dalle sue azioni.sta facendo un filtro d’amore.
Sono tanti i segni che possiamo cogliere.
Insomma,dobbiamo analizzare come i personaggi di caratterizzano.
In questa caratterizzazione può avere un ruolo importante anche il trucco e parrucco,a volte la
loro assenza ci può parlare (boiain non trucca per cercare il realismo),a volte invece il trucco
traduce simbolicamente il personaggio : classe e status sociale o anche stato d’animo .

Lo spazio : è il secondo elemento di analisi,può essere un luogo solo ma anche più di uno.
(cinema da camera un solo posto per es.) bisogna vedere s elo spazio è reale o fittizio,ma anche
cogliere se questo spazio reale contiene in se elementi concreti che ci permettono di orientarci
in questa città,se il regista ha voluto da segnali della città espliciti. Differenza tra Almodovar e
fellini : sono sullo stesso piano? No, in quanto allo spazio con fellini possiamo vedere benissimo
roma ma la madrid di Almodovar rimane sempre indefinita,anche se si sa che è madrid,lo
skyline è fittizio. Nessuno scorcio. Luogo reale rappresentato in modo fittizio.
Naturalmente possiamo vedere se è verso l’interno o l’esterno l’ambientazione
privilegiata,dobbiamo cogliere la distribuzione degli spazi anche.
Molti elementi possiamo cogliere dell’ambiente : es. ambiente reale interno (appartamento di
madrid) ma ci possono essere anche ulteriori spunti anche,non finisce li. È borghese? Povero?
Esempio. Ci sono magari elementi molto ricorrenti che ci fanno pensare che quel determinato
elemento abbia un simbolo o significato importante per la storia.
Es. Leon de aranoa : barrio (adolescenti che si ritrovano sempre sul ponte,che torna spesso
nelle sequenze,evidentemente non è casuale) oppure un oggetto : la moto d’acqua
parcheggiata per strada per non farsela rubare (scena del film). -- moto d’acqua nella
periferia di madrid (simbolo di una non adeguazione).

Suggerimento: dividere in sequenze e poi usare una griglia per annotare gli elementi che
notiamo nell’analisi del film.
Il regista vuole dirci dove siamo? Vuole darci spunti? E se non ce li da perché? Dobbiamo
analizzarlo.
Si potrebbero considerare gli espedienti con cui vengono sottolineati i dettagli dei personaggi
magari,piuttosto che il mondo che con uno zoom poi ci dice dove siamo. Sono esempi.

Abbiamo visto i personaggi,lo spazio e naturalmente sottoliniamo anche qualcosa sul tempo.
Tempo : il discorso viene raccontato con una sequenza abbiamo detto,quando di ambienta la
storia narrata? È chiara? C’è un anno preciso? Magari se c’è l’anno spesso può essere un
riferimento ad un evento particolare .
In che momento del giorno avvengono? Può essere interessante soprattutto se c’è una
predilezione netta (de la iglesia per esempio predilige il buio e la notte,è fondamentale) .
Ci sono degli espedienti per rompere la normale sequenza : momenti in cui la storia si
interrompe e c’è un racconto del passato : IL FLASHBACK espediente molto usato,a volte è
inserito nella narrazione con finalità precise.
( labirinti di passione di Almodovar es. matrimonio tra ninfomane e gay ,una storia del primo
Almodovar ,c’è un flashback in cui la ninfomane che si ricorda del momento in cui in una
spiaggia aveva visto una cosa che l’aveva traumatizzata e l’aveva resa cosi).

Come si chiama invece il salto in avanti? Il flash forward : nel momento in cui viene usato è
molto significativo,ci annuncia qualcosa del futuro.
E poi l’ellissi,un personaggio bambino poi subito adolescente e poi adulto in cui non ci viene
detto nulla del passaggio,ilquale viene sintetizzato e saltato.
Il rallenty : azione con tempo piu lento rispetto al tempo reale,di solito è significativa .
L’AZIONE FILMICA : cosa avviene? Noi sappiamo benissimo che una delle prerogative è quella di
raccontare azioni che avvengono in simultanea,come rendere questa simultaneità sullo
schermo? Preoccupa il regista e sceneggiatore. Possiamo avere un campo abbastanza profondo
per far visualizzare allo spettatore questo,quanto piu il campo è profondo piu ci saranno
personaggi e un campo molto meno profondo non consente questo.
La simultaneità si risolve con la profondità di campo .a volte il regista può decidere che la
simultaneità deve essere resa non con campo profondo,ma rendendo una simultaneità
unendo azioni in spazi diversi,uniti artificialmente e diviso lo schermo a metà. Classica
situazione della telefonata con due scene con una riga.
Altra possibilità è quella di indicare la simultaneità nel montaggio attraverso una
sovraimpressione che ci dice “nello stesso momento…” e cose del genere.
Oppure un altro accorgimento è raccordare e rinuire le azioni e usare un evento che le unisca
(es. scoppio di una bamba un suono forte , stesso suono in entrambe le sequenze quindi
succedono nello stesso momento).
Altrimenti c’è la sequenza normale di montaggio ABABABAB (prima si racconta a poi b e cosi via
e lo spettatore poi capisce).
Il suono : uno degli elementi costituitivi del film,i dialoghi monologhi la musica,suoni naturali o
artificiali lo sono. La parola è un fattore costitutivo dell’immagine,identifica il
personaggio,andiamo a vedere cosa dicono e come lo dicono.
Possiamo capire la sua provenienza per esempio (ochos apellidos bascos),la parola qui è
importantissima.
Analizzare la parola è importante per capire meglio i personaggi.
La musica : può essere interessante,in amenaba è fondamentale per esempio. ( è regista ma
anche compositore) ,immaginiamo in the others quanto è importante la musica,tutti gli
scricchiolii ecc
DISTINZIONE DI SUONI : IN E OFF ,il suono in è un suono diegetico,che centra con la storia che
contribuisce a raccontare la storia,un suono che ci parla di un evento con conseguenze. (es.
bomba che esplode).
Il suono off è diegetico ma non sappiamo da dove proviene,la fonte non è esplicita e non
inquadrata (in the others è pieno di suoni off)
Il suono over : diegetico interno e costituisce la rappresentazione verbale dei pensieri dei
personaggi (donne sull’orlo di una crisi di nervi,la protagonista sdraiata ma sentiamo i suoi
pensieri) il cinema americano degli anni 50 aveva dei pensieri fantastici che venivano
raccontati.
Il suono non diegetico è quando c’è una musica esterna che non riguarda la storia,come per
esempio la musica che chiude le scene o accompagnare una scena.
Ultima parte sul franchismo : le fasi della dittatura franchista
Questa dittatura non è stata tutta uguale,una dittatura degli anni 40 dura non è la stessa degli
anni 60. Le pene di morte dell’ultimo franchismo sono molte di piu della fase precedente,per
cui la dittatura viene divisa in fasi ma ciò non vuol dire che sia meno dura.
Ci sono 3 fasi : 1) fino al 45 : fase pseudo fascista (per alcuni non era propriamente fascista)
2)fase centrale : 45-metà anni 50 è il consolidamento del potere,finita la guerra,franco per
uscire da uno stato di emergenza,si impegna per fingere una certa liberalità e guadagnare
consensi per far si che la sua gestione dello stato venisse legittimata
3) Invece l’ultima fase : metà anni 50 fino alla morte nel 75’ : un boom di sviluppo
dell’economia spagnola,un ritmo di crescita incredibile. A noi interessa non tanto per i numeri
di affari ma per quanto la società spagnola si trasforma,negli anni 60 un paese diversissimo e i
registi come Almodovar registrano questi cambiamenti proprio attraverso il cinema .
“ que he hecho para meretar esto “

Anni 40 sono gli anni della fame,franco conduce il paese alla penuria piu totale non solo
economica,una forte autarchia,non si poteva importare nulla da fuori e lo stato regolava tutto :
i prezzi,i generi di prima necessità,le eccedenze eccc addirittura l’approvvigionamento,quanto
cibo spettava al popolo. Tutto deciso dallo stato. Immaginiamo il mercato nero…
Un altro aspetto che segna questa prima fase,è LA VIOLENZA ,LA REPRESSIONE VIOLENTA,uno
strumento emanato fu : la ley de responsabilidades politicas --- legittima questa violenza
Cosa dice questa legge aberrante? Si parla di liberazione della spagna,il governo considera
opportuno emanare questa legge che serve per purificare le colpe,e quelli che hanno forgiato la
sovversione rossa. Solo con questa espiazione,con carcere ecc era possibile secondo franco che
gli spagnoli che hanno salvato il paese e gli altri possano cominciare a convivere in questa
spagna nuova,salvata. E poi si parla chiaramente del proposito delle sanzioni molto dure,per
purificarli a tal punto da non tornare a simpatizzare per il comunismo rosso. Solo cosi si può
convivere insieme in spagna.
Una legge retroattiva perché vuole punire per una cosa successa in passato.
Accusa di ribellione colore che hanno appoggiato un governo legittimo.
Con questa legge franco si sente autorizzato a fare un EPURAZIONE DI MASSA.
Si parla di 250 fucilazioni al giorno a madrid negli anni 40 , 150 a Barcellona, dati
esorbitanti,prigionieri nel 40 270.000 diventano troppi tantissimi con bastano i posti in
carcere,dove interviene la chiesa ad EVANGELIZZARE i colpevoli.
La falange cresce in pochi anni in modo esponenziale,nel 36 pochi membri .
Tutti quelli sospettati di avere a che fare con i rossi venivano puniti,questo depauperamento
dura fino agli anni 60,basti pensare all’università spagnola che ne risente tantissimo.

Giovedì 29-10-15

La prima fase del franchismo è segnata dalla FAME (anos del hambre) che porta alla carestia;
dall’AUTARCHIA che Franco cerca di imporre al Paese e dalla VIOLENZA legittimata dal potere, una vera e
propria strage ed epurazione. E’ una violenza che inizia prima della guerra, che continua e che non finisce
nel 39 ma prosegue, dietro questi numeri di morti ci sono numerosi defunti che non hanno conosciuto una
degna sepoltura. Viene costruito un mausoleo voluto da Franco per seppellire i caduti del franchismo, ma
che Franco non era riuscito a riempire perché molte vedove non avevano accettato di trasferire i resti dei
mariti, dei figli da dove si trovavano a questo mausoleo. Franco allora decide di riempirlo con i resti dei
repubblicani, trasformandolo così in una fossa comune, tuttavia i corpi dei repubblicani a differenza di
quelli dei franchisti sono stati trasportati senza chiedere il consenso ai familiari. Nel 2007/2008 con l’era di
Zapatero è iniziato il processo della memoria storica. La “Ley de la memoria historica” è una legge voluta da
Zapatero che permette alle famiglie dei caduti repubblicani di esumare i resti per dare loro degna
sepoltura. E’ stato un momento molto drammatico della storia spagnola, molti infatti vedevano questa
riapertura come una riapertura delle ferite e un modo per ripiombare in un contesto pericoloso.

Nella prima fase le carceri si popolano e la chiesa è pronta a portare al loro interno il vangelo per redimere
questi peccatori, i rojos, che hanno rischiato di distruggere la civiltà spagnola. Tutti confluiscono nella
Falanje, l’unico partito che permetteva di avere credibilità, di agire e fare carriera nell’amministrazione. Dal
punto di vista della politica estera la prima fase è segnata da una vicinanza di Franco con l’asse roma -
berlino. Nonostante la Spagna rimanga neutrale durante la Seconda Guerra Mondiale, Franco prova a
suggellare questo accordo con l’alleato Hitler, ma l’accordo fallisce a causa delle richieste troppo grandi di
Franco riguardanti il Marocco.

La seconda fase è caratterizzata dalla volontà di imporsi non solo col terrore e con la repressione ma Franco
cerca di crearsi un’immagine di dittatore liberale pronto a concedere una certa forma di libertà agli
spagnoli, nella speranza di trovare nuovi alleati. In realtà si tratta di un inganno, di fatto i provvedimenti
adottati mostrano il contrario. E’ il caso di diverse leggi, tra cui:

-LEY CONSTITUTIVAS DE LAS CORTES dove Franco sembra volersi affiancare ad un parlamento e un gruppo
di politici che vengono votati, ma è una farsa poiché non c’è nessuna intenzione di far tornare gli spagnoli al
voto. In realtà sono un’assemblea scelta da Franco tra i suoi fedelissimi (parenti e amici). Nella pratica non
cambia niente.

-LEY DEL FUERO DE LOS ESPANOLES riguardante la costituzione di questo nuovo stato. Fuero significa
diritto, quando il Pais Basco rivendica la sua autonomia si rimonta a quei fueros, quei diritti che aveva nel
medioevo. Franco falsa un po’ la storia e riprende questa parola, e questa idea di diritti e doveri degli
spagnoli, una specie di carta costituzionale dove si parla molto più di doveri che di diritti, rivolgendosi a
tutti gli spagnoli.

-LEY DEL REFERENDUM NACIONAL sembra dare la possibilità di convocare da parte del popolo referendum
e plebisciti, in realtà il clima oppressivo e attento dello Sato ha reso nulla questa legge.

-LEY DE LA SUCESION DE LA JEFATURA DEL ESTADO legge che ha fatto infuriare il re esiliato in Svizzera Juan
de Borbon. Si tratta di una legge di successione, cosa succederà dopo Franco. Ciò ha fatto credere che
volesse farsi da parte e lasciare spazio al monarca o a un governo di transizione, in realtà l’unica cosa che
suggerisce è che in un futuro non identificato, potrebbe considerare di lasciare il poter al figlio di Juan de
Borbon che era ancora piccolo, a patto che quest’ultimo si fosse educato in Spagna secondo i principi del
movimento nacional e dei fedelissimi del regime. Franco vuole vedere una spagna nelle mani di un re
capace di continuare la sua politica, dal momento che la sua più grande paura era quella di vederla nelle
mani dei liberali. Questa legge del 46 non ha immediata applicazione ma verrà formalizzata solo nel 69
anno in cui Juan Carlos avrebbe terminato gli studi. Di fatti solo nel 75 con la morte di Franco la legge
entrerà in vigore.

Dal punto di vista della politica estera la Spagna è segnata da una serie di rifiuti ed esclusioni, le sue
richieste di entrare negli organismi internazionali vengono rifiutate. La spagna non viene accettata nell’ONU
in quanto potenza non democratica. Viene esclusa anche dal piano Marshall, per la ricostruzione di gran
parte dell’Europa, non riuscendo a collaborare con gli Usa. Franco capisce che se non vuole rimanere
isolato deve convincere le potenze occidentali che è cambiato, continua con la pulizia della sua immagine e
destituisce e incarcera il cognato.

La terza fase è segnata da un grande sviluppo economico. Boom economico frutto di un cambiamento di
rotta: si abbandona l’anarchia a favore di un’apertura verso il mercato internazionale, grazie all’ingresso dei
membri di un’associazione cattolica facoltosa che aiuta Franco a elaborare una serie di riforme per
permettere una ricrescita economica della Spagna. Almeno in questa fase (anni 60) accetta di essere
aiutato nella gestione economica dello Stato, tuttavia accetta aiuto solo da cattolici. Questi membri sono
esperti di economia, questa fase di ripresa economica è chiamata tecnocratica, sono attenti alla politica
internazionale. I cambiamenti che apportano sono:
-liberalizzazione dell’economia: lo Stato non interviene in tutte le questioni economiche ma fa si che il
mercato si regoli da solo. I prezzi iniziano a essere concorrenziali e le cose migliorano.

-Aprono la spagna al capitale straniero permettendo gli investimenti dei capitalisti stranieri. La spagna era
un territorio molto fertile e faceva gola a molti. La manodopera a basso costo, acausa dell’assenza dei
sindacati, dava grandi possibilità di produrre. Tra i primi investitori ci sono gli Usa e la Svizzera, seguiti da
Inghilterra, Germania e Francia.

-Promozione del turismo: una volta aperte le frontiere, la Spagna si apre ai turisti. Andare in spagna
significava fare un tuffo nel passato, era un paese anacronistico in cui si viveva come tanti anni prima in
Europa. Per questo molti turisti hanno visitato la Spagna, questo esotismo attirava molto.

I tassi di crescita sono impressionanti, negli anni 60 quella della Spagna è la seconda economia. Nel 73 si ha
un arresto di questa crescita a causa della crisi petrolifera. La Spagna diventa un paese capitalistico, ma
gran parte del capitale era straniero. Questa industrializzazione massiccia ha portato all’esodo rurale, si
produceva e nascevano industrie ma non ovunque in Spagna, ciò avveniva soprattutto a Madrid Barcellona
e nel pais Vasco (centro nord) mentre il sud continuava a essere più agricolo e povero. Le possibilità di
lavoro e di vita nuova si avevano in città, quindi la campagna si svuota. Ciò porta a una riduzione della
disoccupazione e il tenore di vita aumenta ma non in modo omogeneo; ci sono regioni che crescono in
termini di ricchezza a scapito di zone che implodono. C’è stato un tentativo di rendere questo sviluppo
omogeneo da parte dei tecnocrati attraverso la creazione di poli di sviluppo in tutta la spagna facendo si
che non si fossero delle zone povere, ma questi poli non funzionano poiché i capitalisti stranieri investivano
dove era più vantaggioso. Migliorano le condizioni di vita in generale e aumentano le possibilità di
mantenere i figli e permettere ai neonati di uscire dalla fase critica (anni 40 dominati da una mortalità
infantile altissima). Franco aiuta economicamente le famiglie numerose e aumentano le donne che entrano
nel mondo del lavoro disponendo di risorse proprie. La società è sommersa dalle sollecitazioni che arrivano
dal consumismo: la tv, l’automobile, il telefono (beni che diventano accessibili). Nascono nuovi abitudini, gli
sforzi del franchismo di mantenere una certa rigidità vengono resi vani.

Finisce l’isolamento internazionale e la spagna riesce a farsi accettare. Franco riesce a fare diversi accordi:

-con gli stati Uniti nel 53: denaro in cambio di basi militari in spagna come possibile alleato nella guerra
fredda per tenere sotto controllo la Russia.

-con la Chiesa nel 53: viene firmato un concordato e ribadita la vicinanza della Chiesa con questo regime. Si
tratta di un appoggio reale e anche politico. La religione cattolica è religione di stato, l’educazione è
competenza della Chiesa, ma Franco limita a sé la possibilità di scegliere i propri vescovi in modo da
assicurarsi che la chiesa continui ad appoggiarlo.

-nel 55 entra nell’ONU

Queste novità creano fermento. Dal 59 al 75 succedono delle cose che preoccupano Franco. Quello che non
si può regolare dall’altro, infatti, è la condotta dei giovani preti, che la vedono in un altro modo e non sono
disposti ad accettare questo accordo, quindi dal basso la chiesa inizierà a distaccarsi. Un altro problema
viene dal fronte basco: nel 58 nasce un’organizzazione terroristica e clandestina, l’ETA che rivendica la
patria basca e la libertà, iniziano a essere un’organizzazione con una gerarchia e delle regole precise e da li
a poco metterà a segno i suoi primi colpi. Nasce una nuova classe di lavoratori che inizia ad agitarsi e pur
non avendo un sindacato di riferimento si registrano tantissimi scioperi di denuncia. Dopo tanti anni di
silenzio da parte dell’opposizione questo è segno di grande cambiamento.

(Visione del documentario sulla transizione, capitolo 4) (Si tratta di 10 capitoli in cui viene analizzato ogni
aspetto della transizione, disponibile su radio televisione spagnola).
Nei suoi ultimi anni Franco risulta debole, affetto da Parkinson, vede il suo entourage dividersi in due
tendenze rispetto a quello che succederà dopo la sua morte. Si immaginava il futuro della spagna secondo
due possibilità:

- Gli APERTURISTAS volevano una spagna sempre più aperta in senso democratico e parlamentare,
era opportuno procedere con piccole riforme per garantire un futuro alla spagna agganciato alla
contemporaneità.
- I BUNKER erano più chiusi e reazionari si opponevano a ogni tipo di riforma, il dopo Franco doveva
procedere sulla stessa linea senza concedere niente ai socialisti e sindacalisti, una sorta di
continuità nella chiusura.

Franco incapace di gestire da solo la situazione si affida all’arcivescovo Luis Carrero Blanco che nomina
primo ministro, diventando il suo braccio destro. Arias Navarro invece viene nominato ministro degli
interni. Franco entra ed esce dagli ospedali. Blanco ha grandi responsabilità.

(Visione capitolo 1 documentario)

Blanco muore in un attentato, l’attenzione quel giorno non era su di lui ma si spostata verso un processo
che stava iniziando che attirò l’attenzione internazionale, per tutti coloro che hanno preso parola era una
vergogna che in un paese europeo si iniziasse un processo contro chi aveva incitato azioni di sindacalismo.
In occasione di uno dei numerosi scioperi di quegli anni erano stati arrestati numerosi partecipanti accusati
di sindacalismo ed era iniziato il processo 1001(numero degli imputati), che voleva essere un segno della
forza del franchismo. Tutti guardavano verso il palazzo di giustizia dove sarebbero arrivati gli imputati e
nessuno si preoccupava di Blanco che è vittima del primo attentato dell’ETA e anche il più importante.
Franco si fa vedere piangere durante i funerali di Blanco, è un colpo duro per lui. L’ETA aveva lo scopo di
colpire personalità politiche o militari. Navarro succede a Blanco come primo ministro. Il suo governo
doveva gestire l’ordine pubblico a causa degli scioperi e degli atti violenti di ETA. Un altro problema è la crisi
economica dovuta alla crisi petrolifera che ha toccato molti paesi. Per quanto riguarda la politica dello
stato, Navarro si pone a metà tra i due schieramenti; per simpatia e ideologia è bunker ma dialoga con gli
aperturistas e considera possibili riforme. I partiti e i sindacati sono illegali, le potenze occidentali premono
sulla spagna che non si decide a cambiare la situazione. Navarro conferma di essere un abile oratore, e nel
discorso di investitura promette che si occuperà dei governi locali, e delle autonomie. Parla di sindacati; è
tempo di una nuova legge sindacale, ma non specifica se di lì a breve questi saranno riammessi. Anche sui
partiti non si sbilancia ma promette una legge che li avrebbe regolamentati. Si alimentano le speranze degli
aperturistas, ma la politica di Navarro è stata da una parte inefficace (accusato da Juan Carlos qualche anno
dopo); promette di democratizzare la Spagna, ma di fatto mette in opera azioni violente per accontentare i
bunker. Infatti condanna a morte il cantante Salvador Puig di soli 26 anni, in circostanze oscure. Navarro
prevede la condanna a morte per coloro che si macchiavano di crimini inerenti al terrorismo o alla
sovversione politica, in particolare erano attivi i FRAP, un gruppo che si faceva notare con azioni di
guerriglia.

Mercoledì 04-11-15

Lasciando finalmente a quello che aveva dedicato in precedenza il suo successore, Juan Carlos. E come la
transizione, il passaggio dalla dittatura alla democrazia si verifichi attraverso una serie di passi che sono
molto....
La transizione si caratterizza con dei passaggi molto lenti fino ad arrivare....
La transizione e quella movida fortemente legata non è stata una rottura della politica e della societa come
magari si aspettavano i giovani e le opposizioni in esilio. In realtà Juan Carlos che divento il pilota di questo
cambiamento agisce con molta prudenza.
Il dittatore,, Generalisimo, il 20 novembre 1975 muore Con la sua morte si chiude un periodo molto lungo
della storia di spagna, pare che questa morte sia stata annunciata e ufficializzata giorni dopo la morte
effettiva, quindi che questo 20 novembre non sia la data reale però questa data coincide con la morte del
fondatore della falange Jose Antonio Primo di Andrea.
Quando la Spagna si trovava in pieno lutto, lutto nazionale per salutare questa figura cosi importante, il 22
Novembre, giorni dopo viene incoronato Juan cCarlos borbon, nel momento in cui viene incoronato ed
eredita tutti i poteri diventa il regnante con più potere in Europa. E’ l incognita per tutti, Franco aveva
voluto che lui fosse istruito in spagna all insegna dei principi della falange, infatti juan carlos ha studiato nell
accademia militare con tutor falangista, ma era un re che dimostrava una certa apertura. Era un re formato
seondo i principi della falange ma era un re che aveva dato segnali di apertura, aperturista. Il 22 novembre
quando viene incoronato è un incognita perchè non si sapeva se avrebbe seguito la linea politica di Ftanco
oppure una linea più aperturista.
Decide di mantenere nella posizione di primo ministro Arias navarro
Il discorso di Juan Carlos (prima uscita ufficiale di questo giovane re) è abbastanza significativo, misurato e
ogni parola studiata ad Hoc.
In questo discorso di investitura da una parte cita suo padre, il quale era in esilio in quanto acerrimo
nemico di Franco e dall altra giura di rispettare le leggi fondamentali del comunismo.
Per cui gia vediamo la prima uscita di Juan Carlos...
Significativa è l affermazione quando annuncia che il 22 di novembre ci sarebbe stata una nuova tappa per
la Spagna lui sarebbe stato il re di tutti gli spagnoli.
Questo re sarebbe in grado agire nel rispetto di tutti gli spagnoli.

(video discorso Juan Carlos)


https://www.youtube.com/watch?v=1RRwRSGI79M

“Hoy comienza una nueva etapa de la historia de Espana, se inicia la paz el trabajo y la prosperidad fruto
del esfuerzo comun. La monarqua mantendrá relación con el Pueblo. “

Questo discorso conteneva segnali di apertura e continuità quindi ha confermato il grande enigmaChe
avrebbe fatto? Sicuramente Juan Carlos si sarebbe mosso con estrema prudenza. Mantiene Arias Navarro
come primo ministro
El consejo de Reyno era un assamble, una specie di senato. In questa composizione del consejo del reyno
erano presenti anche esponenti che non volevano una monarchia liberale.
La prudenza che mantiene in questi primi giorni di governo lasciano spazione a un disincanto “desincanto”
una disillusione ossia una voglia di non preoccuparsi delle questioni politiche che Viene sentita da molti
giovani, proprio questa prudenza, questi passi troppo moderati, vengono vissuti dalla gioventu come un
inefficacia politica una mancanza di forza da questo nuovo governo, di questa nuova spagna. I fatto che i
giovano traducano le loro inquietudini in movimenti artistico che è fortemente apolitico, non abbracci
nessuna bandiera è il risultato di questo momento I giovani della movida non abbracciano nessuna politica
non si sentono ne progressisti ne abbracciano la sinistra dell opposizione. PASOTISMO e DESENCANTO
Molto spesso vengono citati per indicare questi fenomeni.
Questa idea dell’inefficacia inizia a diffondersi non solo tra la gioventu.
Sono sopratutto gli oppositori rimasti in esilio i quali si uniscono e lanciano dei segnali forti a Juan Carlos
affinche si effettivamente un pilota del cambiamento e in modo che sia un re più coraggioso. Juan carlos
sembra accogliere questa proposta dell’opposizione in esilio.
Ma trova il coraggio di esprimersi liberamente solo Quando si trova a Washington nel 1976 durante il suo
discorso al congresso esce allo scoperto, rivela tutti i suoi progettidi democrazia e di liberalizzazione e si
rivela un re liberale disposto a condurre la Spagna verso la democrazia.
Sempre negli Stati Uniti trova il coraggio di sconfessare l’operato di Arias Navarro.
In aprile del ‘76 esce l’intervista di Juan Carlos dove denifisce Arias Navarro “desastre sin paliativos”.
Ovviamente lanotizia, l’affermazione arriva in Spagna e Arias Navarro non può fare altro che porre le
dimissioni quindi esce di scena e il re deve decidere chi prendera il suo posto. Nella scelta di questo primo
ministro deve ricadere su un nome che gli viene consegnato in una terna, Juan cerca in tutti i modi che il
suo preferito ci fossein quella terna difatti riesce che ci sia un giovane di Adolfo Suarez. La scelta ricade su
di lui, Adolfo era gia stato un componento di spicco della falange. La sua giovane eta lo rendeva agli occhi di
Juan Carlos adatto, anche se questa scelta non convince, non veniva visto come una personalita abbastanza
significativa per tenere quella posizione.
Adolfo Suarez non si fa scoraggiare da questa sfiducia ma si rimbocca le maniche per smantellare l operato
franchista senza degenerare in lotte ma con molta moderazione.
Nel 75 Adolfo Suarez indossava la camicia frachista invece quando venne nominato primo ministro faceva
discorsi da democrata. Sarà bravissimo a mettere tutti d’accordo, la sua cordialita, modus operandi di
Suarez per convincere las cortes che erano parte franchisti a fare dei passi verso la democrazia. Queste sue
trattative non si svolgevano in parlamento ma bensi al di fuori  al ristorante al bar.
Uno dei suoi primi successi è quello di far passare la riforma politica, denominata “La reforma” fu la base
del cambiamento epocale. In cosa consiste? Adolfo Suarez elabora questa riforma che prevede una riforma
del codice penale in modo tale che cessi la fantomatica censura franchista. Il re approva che la legge si
modifichi e ci sia la libertà di espressione in Spagna.
Poi Adolfo Suarez decide di legalizzare tutti i partiti politici permettendo un pluralismo che mancava in
Spagna.
TRANNE Il partito comunista spagnolo, questo è uno scotto che Adolfo deve pagare per mantenere l
esercito unito. L esercito non voleva sentir parlare di legalizzare il partito populista spagnolo perchè fu il
principale colpevole della guerra.
Va avanti con le sue riforme e passa questa nuova veste della politica spagnola per cui si decide e si
approva che la sovranita torna al popolo. Si forma una Spagna in cui la sovranità è del popolo, questa
sovranita si manifesta col suffragio universale e un un mandato che pò durare solo 4 anni Si ripristina la
corte...si stabilisce che ogni volta che si vorra mettere mano alla costituzione non sara una persona sola
come in passato ma il parlamento. Suarez fu bravissimo a far accettare la reforma a tutti come nuova
ottica.
La legge viene sottoposta a referendum perchè era importante capire se gli spagnoli appoggiano questa
nuova legge, difatti gli spagnoli accettano la riforma.
Adolfo Suarez con questo grande SI continua.
Gli spagnoli sono vicini a questo nuovo governo e questo nuovo re, ma in questo clima positivo ci sono
anche degli scontenti per motivi diversi che si manifestano anche in modo violento.
Da una parte ci sono i nostalgici, forze di estrema destra che vedono questi cambiamenti con disgusto e
preoccupazione.
Las guerrillas(mormora)
Iniziano con delle vere e proprie azioni di guerriglia dall’altra parte invece ci sono altre forze di estrema
destra sempre con la guerrilla che manifestano dissenzo nei confronti di passi che vengono considerati
troppo lenti. A questo di possono collegare gli attentati dell ETA. C’è un forte rischio di colpo di stato e di
destituzioone di Suarez e del Re. Ma ancora una volta è il popolo in qualche modo a manifestare un
intenzione a continuare ciò che si sta facendo; manifestare da una parte a favore della pace sociale e dall
altra per confermare la transizione che stava portando verso la democrazia.
Nel aprile 77 adolfo Suarez forte con tutto questo consenso decide che è il caso di rompere l’accordo che
aveva fatto con l’esercito e di ammettere anche il partito comunista spagnolo tra il ventaglio di partiti che
erano stati legalizzato. Questo perchè erano vicine le elezioni.
Il partito comunista però per essere legalizzato doveva rinunciare ad alcuni suoi ideali e riconoscere il RE.
Poteva essere legalizzato dunque solo se avesse riconosciuto il Re, la bandiera e la nazione.. Suarez si
accerta di non legalizzare un partito pericoloso. Il nuovo partito comunista con questi compromessi viene
legalizato.
Il grido di amnistia e liberta che accompagnva tutte le manifestazioni popolari hanno efficacia, tutti i campi
di concentramento in cui c erano i prigionieri politici del franchismo vengono liberati. Il 15 giugno 77
avvengono le prime lezioni democratiche dopo tanti anni.
Nel 36 era stata l ultima volta che c erano state.
Il partito comunista ebbe pochissimo tempo per organizzare la campagna elettorale.
In queste lezioni una miriade di partiti si presentano, c’è un vasto pluralismo politico. Una campagna
elettorale intensa ma non accesa, tutti i politici coinvolti fecero un accordo comune, tacito ma comune di
mantenere una certa moderazione e rispetto degli altri fu una campagna politica dai toni molto moderati
non ci furono attacchi ne riferimenti al passato, pacificazione del consenso. Era una nuova tappa segnata
anche dalla novita della campagna elettoralemoderazione e rispetto. Nel 77 le elezioni si svolgono
senzaz che nessuno avesse un ruolo
Il risultato delle elezioni segna l ennesimo trionfo di Adolfo Suarez, per le elezioni aveva fondato un partito
per l occasione, che aveva definito democratico. Lui non aveva una base politica ma a lui serviva un partito
per candidarsi in esso c’erano moderati che lo sostenevano in questa candidatura. La vera stella di questo
partito era Adolfo Suarez. Il secondo partito socialista di Felipe Gonzales, comunista viene superato da
quello di Adolfo, vuoi perche avevano poco tempo per organizzare.
Il Governo ha due grandi sfide ossia 1- di elaborare una nuova costituzione 2- quella di contenere, se non
risolvere, il terrorismo.

Andiamo a vedere come tutto questo si traduce in movimento culturale.


Cosa possiamo dire? La movida è stato un movimento di creazione, grande effervescenza e molto
spontaneo, underground. Non c’è stata una scuola.
Quelli della movida sì, avevano seguito esempi stranieri, ma c era stata una grande liberta di proporre dal
punto di vista artistico e vitale delle modalita che hanno rinnovato ma senza che ci fosse una scuola. A
differenza dell’avanguardia non c’è un programma, manifesti un programma.
Per questo possiamo definire che il discorso della movida è molto fluttuante. Nel discorso che usciva tra
passato e presente non dobbiamo immaginare giovani che vogliono rompere assolutamente le tradizioni
del passato. Non è cosi in quanto hanno uno sguardo molto attento verso il passato e da esso attingono
molte cose.Ma sicuramente da questo passato vengono proposte delle idee nuove. Il presente è la
dimensione in cui si muovono principalmente.
Ma passato e presente sono le dimensioni in cui si muovono.
Non è strutturato non c’è un modello, teorie, vale tutto e non c’è pericolo di essere esclusi e non accettati.
Per tutte le avanguardia hanno dei luoghi, anche la movida le ha non sono le scuole o le accademie le quali
disdegnano ma bensi sono dei luoghi meno strutturati  la strada. Luoghi per confrontarsi, sperimentare,
scambiarsi idee.
Alaska è una delle grandi esponenti della movida, aveva la possibilita economica di pagarsi i viaggi a Londa
e quando tornava distribuiva dischi, diceva quali erano le novità.
Alaska era anche una musicista.
Effettivamente la movida rinnova i costumi, i look dela gioventu spagnola e non c’è una manifestazione
artistica che coinvolga la questione politica.
Perchè la movida è fortemente legata alla fine della dittatura? Perchp la fine della dittature si traducono
una serie di liberta che permettono questo manifestarsi.
Durante la dittatura non si poteva fare una politica apolitica ma solo una cultura di regime, non esisteva
una separazione tra cultura e politica. Prima della dittatura la cultura era molto spesso legata alla politica
invece ora c’è la possibilita di lasciare un segno senza abbracciare alcuna ideologia politica.
Con la scomparsa del dittatore scompare anche la legge terribile che bandiva molte cose considerate illegali
perchè minaccia sociali. Una cosa che bandiva sopratutto il regime franchista era l’omosessualità perchè
era illegale in quanto minnacciava la pace sociale, questo viene meno con la morte della dittatura. La
movida ha tra i suoi integranti un gruppo di omosessuali.
Sempre con la fine della dittatura è tollerato usare le droghe, infatti diventa uno dei simboli della movida,
una moda. Adirittura si dice che il termine movida abbia a che fare con la droga. Con movida si intendeva
quel bar o locale dove si riusciva a farsi uno spinello ma anche altre droghe pesanti. Aids infatti poi
diventera un epidemia che si difondera tra molti, un altro fenomeno che nascera poi sara anche il
contrabbando. La movida è un fenomeno culturale, Madrilena si dice che questa è la vera movida. Molti di
questi giovani partecipanti della movida sono di Madrid ma molto spesso fili di immigrati. Molto spesso
questi giovani vivevano in famiglie di immigrati che odiavano la citta perchè costretti a viverci per lavoro. I
giovani della movida si fanno portavoce di un ritrovato amore per questa città questo amore si manifesta
anche in contesti cinematografici e musicali.
Siamo a Madrid e qui succede uno degli eventi chiavi di questa avanguardia, fenomeno  Amy Warror
visita Madrid perchè era stato invitato da un gallerista Bejante che aveva creato nel 1981 una galleria d’arte
all’interno di un garage. Questa galleria è uno dei luoghi simbolo e uno dei luoghi più vicino all idea di
Warror il quale era un mito per i giovani della movida. L’idea era quella di mescolare l’alta cultura con
l’underground. Bejante aveva l idea di riunire nella sua galleria tutti gli artisti coinvolti in questo processi di
rinnovamento non bisognava per forza essere giovanissimi e trasgressivi ma era necessario avere come
requisito la voglia di farsi trasportare da questa novità, processo che prendeva luogo in questa città. E
ovviamente era necessario saper recepire le influenze straniere. Nel 1082 arriva Warhol nella galleria di
Bejante. Quello che si amava del modello Warhol era il carattere cosi rock e la capacità di rendere l’arte
spettacolare. La multidisciplinarietà perchè erano artisti con diverse specialità. In particolare quello che si
riconosce come modello della nuova arte in qualche modo viene limitato anche se in un contesto diverso
dal contesto spagnolo. La pop art riversa nell arte l idea che l’uomo sia una merce, la mercificazione
dell’uomo moderno. Gli spagnoli giovani lo riconoscevano.

[un video sulla movida ]

Non era u movimento politico il punto focale era trasgredire desencanto cosa che dice anche la voce
narrante.
Il fatto che la pop art insista molto con la pubblicità. Gli artisti della pop art hanno un approccio industriale.
Produzione seriale, industriale e pubblicità. Perchè infatti molti di loro erano designer, lavoravano come
consulenti delle agenzie di pubblicita quindi sta proprio nella loro formazione.
Agli spagnoli piace molto la pubblicità la quale era diventata martellante verso gli spagnoli.
Tutto questo ci porta al consumismo in cui siamo immersi. C’è una grande passione che condividono gli
spagnoli con gli esponenti della pop art per il fumetto. C’è una cerca sfiducia nella comunicazione scritta
non si registrano grandi racconti e romanzi della movida, non c’è una letteratura propria della movida ma
c’è solamente una letteratura che racconta la movida esternamente.
Poi anche il cinema che è mischiato con la pubblicità. Ovviamente anche la tv è cruciale.
Certi artisti della pop art sono riconoscibilissimi.
Due pittori i COSTUS che hanno fatto parte della movida e che hanno contribuito al suo sviluppo NAYA E
CARRERO. Costus fue una pareja profesional y sentimental de artistas plásticos, compuesta por Enrique
Naya Igueravid) y Juan José Carrero Galofré
Costituiscono una coppia sia artistica che sentimentale.
Riescono a trasformare il loro appartamento in un vero e proprio luogo pubblico, uno dei luoghi della
movida assieme alla galleria del garage, nei quali si riunivano vari esponenti della movida tra cui Alaska.
Perchè COSTUS? I due avevano dei problemi economici inizialmentee quindi non riuscirono ad avere un
riconoscimento subit e col tempo lavorando come sarti cucivano cuscini quindi riescono a racimolare
qualcosa, costureras  da qui COSTUS.

(video dedicato ai costus) https://www.youtube.com/watch?v=6O6xLTUUf84

Dal punto di vista umano i costus hanno dipinto la maggior parte dei dischi della movide, hanno affrescato
la via lattea che era un locale. Sono stati i primi a difendere la causa di genere, discriminazione. Uno di loro
è morto per aids e il compagno ha resistito un mese senza di lui e poi ha deciso di suicidarsi.

Giovedì 5-11-15

Non bisogna fare una recensione cinematografica; spesso succede di imbattersi in recensioni per
avere informazione del film, che da un lato sono utili perché danno un inquadramento generale, ma
dall’altro lato falliscono in quello che è il nostro obiettivo, ossia quello di criticarlo teoricamente
con funzione scientifica-oggettiva.
La critica si divide in due parti:
1) giornalistica/letteraria che pertiene alla recensione ed ha uno scopo ed una funzione
estetica e soggettiva. In questo caso colui che critica è una persona esperta della disciplina,
si presuppone che abbia visto tanti film ed esprime un giudizio di valore estetico. Lo fa in
modo breve, gli articoli sono ridotti, non ci fa vedere com’è l’analisi filmica, sia per
mancanza di tempo che di modo. Spesso il suo giudizio non è corretto, può dire quello che
vuole poiché le recensioni molte volte sono lette dalla gente comune, che non si intende di
cinema. Questo tipo di critica quindi si può usare, ma come punto di partenza.
2) teorica con funzione oggettiva che concerne l’analisi filmica.

Il primo passo da fare è quello di scomporre il testo filmico, in parti che sono collegate da loro da
una grammatica filmica. Queste unità possono essere suddivise in:
- episodi = macrounità che possiamo far coincidere come il primo e il secondo tempo di un
film
- Le sequenze = sottounità
- Le scene = che può contenere un avvenimento che contiene due o tre fotogrammi.

Il secondo punto è quello di delimitare il campo di analisi. Bisogna chiedersi: cosa ci devo fare
con questo film? Lo devo studiare dal punto di vista filmico (per come è strutturato) ,profilmico
(elementi che stanno al di fuori dalla telecamera) o dal punto di vista della produzione (come mai
quel film abbia avuto successo in quel periodo)?
Il terzo punto è segmentare, dividere in diverse parti il film, accorgerci dei vari codici (espressivi,
sonori, recitativi) e procedere in un modo sistematico. Esempio: si vuole analizzare il film dal punto
di vista dei movimenti di macchina? Vediamo il film e lo analizziamo dal punto di vista di questi
movimenti; si vuole analizzarlo dal punto di vista della luce o del colore? Facciamo la stessa cosa e
così via.
Il quarto ed ultimo punto è una nuova visione, con un occhio diverso, che mira a ricompattare il
film.

Nella lezione precedente si è parlato di un approccio narrativo che è quello meno tecnico e che può
avvicinare il film all’ambito letterario (l’aspetto più semplice per chi non sa tutto di cinema).
L’aspetto narrativo collegato al problema dello sguardo cinematografico mette in campo una
nozione nuova che è quello del punto di vista.

Primo punto di vista: sguardo oggettivo cioè una presa visione distanziata dell’oggetto in questione.
La telecamera riprende ma non ha la funzione di entrare dentro, è autoreferenziale, ossia fine a se
stessa. Viene detto anche telecamera impassibile.
Secondo punto di vista: sguardo soggettivo, “come percepire”. La telecamera viene usata dal punto
di vista espressivo cioè rientra con prepotenza per trasmettere il punto di vista del regista o per far
identificare lo spettatore con il punto di vista del protagonista. Ci sono tanti modi di rendere la
telecamera espressiva, per esempio: con marcature audio visive (usare in maniera non richiesta il
suono, l’uso dei colori, la manipolazione del montaggio) oppure un altro modo è la soggettiva che è
usare l’occhio dello spettatore al posto del personaggio, la telecamera guarda con gli occhi del
personaggio (tipico nel thriller) modo molto efficace per esprimere qualcosa di molto forte.
Terzo punto di vista: Riguarda il conoscere: il regista segna dei messaggi funzionali alla
comprensione e all’identificazione quindi può trasmettere un sapere diretto o indiretto attraverso i
personaggi. A seconda di come viene distribuito questo sapere, la trama risulta più intellegibile o
meno intellegibile. Ci sono avvenimenti voluti dal regista nel rendere inefficace la trama, per poi
risolverla a metà film. Esempio: “Parla con lei” di Almodovar inizia con questa trama confusa, ci
sono due personaggi che per il momento non si sa cosa facciano o quale sia il rapporto tra i due e
questa risoluzione avviene verso la metà del film.
Abbiamo una polarizzazione quando il sapere del film si sofferma su tre elementi: spettatore,
enunciatore, personaggio. Quando è concentrato sullo spettatore abbiamo un sapere che è più sullo
spettatore che sul personaggio quindi noi sappiamo di più rispetto a quello che sa il protagonista.
Questo sapere è tipico dell’effetto suspense, sappiamo cosa succederà al protagonista a breve, però
sappiamo anche che il protagonista non sa quello che dovrà accadere.
Quando invece è sull’enunciatore, è il regista che detiene il sapere e siamo dipendenti dalla
narrazione: vogliamo capire come va a finire, siamo indotti a proseguire; questa polarizzazione
culmina nell’effetto sorpresa, ci può essere una conclusione spiazzante. E’ una figura astratta che si
differenzia dalla voce fuori campo (di solito con la presenza di un narratore esterno ai fatti
all’interno del film).
Quando la polarizzazione è invece sul personaggio c’è una perfetta corrispondenza tra spettatore e
personaggio, si ha quindi un’identificazione piena, tipica dei film sentimentali, si vive con il
protagonista, si piange con lui.
C’è anche un quarto punto di vista, che individua l’ideologia del regista, ci dice come la pensa sia
attraverso il conoscere che il percepire. Spesso è difficile capire da che parte sta il regista, ci sono
altri casi dove il film può essere talmente ermetico che si scopre che il punto di vista ideologico
richiede uno studio diverso, bisogna avere delle referenze in più.
In relazione a quest’ultimo modo abbiamo due tipi di narrazione:
- una narrazione classica perché si rifà allo stile classico hollywoodiano, lineare, intellegibile,
centrata sull’azione regolata da rigidi rapporti causa effetto, una cosa si succede all’altra,
vengono prese delle scelte stilistiche che mirano alla conclusione della trama, cioè a portare
al compimento finale con un senso, che può essere negativo o positivo, che si ritrova nel
cinema di genere.
- Una narrazione moderna, chiamata debole, abbiamo una perdita della centralità dell’azione,
il tempo è incerto, c’è una narrazione che gira per cerchi concentrici, c’è un’azione
sfuggente, le scelte espressive non sono motivate ma bensì mirate a confondere.
Portate agli estremi va verso il cinema sperimentale, molto ermetico, ci vogliono più chiavi
di lettura.

Pratica: Film “Parla con lei”


Primo spezzone (43:35)
Zoom sul volto di alicia (come se volesse entrare nei pensieri), flashback
c’è un espediente di musica diegetica, dovrebbe essere quella usata nel balletto ma il regista la fa
diventare extradiegetica, subito dopo vediamo lo sguardo di Beniño e capiamo che quello che noi
stavamo vedendo in realtà è una soggettiva, perché è Beniño che stava spiando dalla finestra di casa
sua i vetri della scuola di danza. Soggettiva di nuovo, il regista cerca di mangiare con gli occhi
Alicia, stacco, dissolvenza di chiusura e dissolvenza di apertura, ritorno alla finestra, soggettiva
sulla strada, ripresa dall’alto, raccordo di sguardo su Beniño, ritorno su Alicia finché c’è il
particolare del portafoglio e Beniño rincorre questa ragazza.
Ancora soggettiva, Alice che saluta e lo sguardo di Beniño
Andando più avanti, Lui sta prendendo un appuntamento la scena dovrebbe concludersi con il dare
i propri dati, ma in realtà c’è stato un taglio temporale e la scena successiva parte con Beniño che
schiaccia il citofono e si ritrova dallo psichiatra.

“Tutto su mia madre” (12:00)


Inclinazione di camera, punto di vista del protagonista, quasi a voler disegnare la traiettoria della
caduta. Il regista fa scoppiare il caos non nel momento dell’urto ma dopo; il parabrezza si rompe
con tranquillità, si sentono i passi della madre
Nel cinema ci sono moltissimi stereotipi ma cos’è lo stereotipo? Affonda le radici nell’antropologia
e nella sociologia, è un oggetto, un’immagine condivisa che viene riconosciuta da un determinato
gruppo di persone.
Può avere due usi: quello realistico, cerca di trasporre lo stereotipo della realtà con il limite che
anche lo stereotipo reale non è mai confacente al cento per cento alle regole, perché c’è sempre un
pregiudizio, c’è sempre uno scarto rispetto alla norma, tipo l’iconografia dell’italiano all’estero, ed
uno fittizio, culmina nel suo estremismo massimo nella caricatura: parte dalla realtà ma tenta a
svincolare da questa e raggiungere un carattere autonomo. Quando diventa autonomo abbiamo lo
stereotipo filmico.
Esempio: Fantozzi è uno stereotipo reale ma tuttavia non esiste nella realtà una persona che si
comporta come lui. E’ talmente potente come stereotipo che non è possibile scambiarlo, Fantozzi
può farlo solo Paolo villaggio.
Ciò che caratterizza lo stereotipo sono tre elementi: la fissità (essere ripetitivo), la standardizzazione
e la derealizzazione (l’allontanarsi dalla realtà)
Sia il cinema di genere che il cinema d’autore si appropriano degli stereotipi.
Il cinema di genere si preoccupa del mercato e delle reazioni emotive del pubblico che possono
essere positive, negative, con la caratteristica che deve essere un cliché, una ripetizione
Nel cinema d’autore lo stereotipo viene preso sia dalla realtà che dal cinema di genere, viene
decostruito e ristrutturato attraverso la trasfigurazione.
Questo tipo di cinema nasce in Francia, fa riferimento a un tipo di cinema artistico in cui l’autore
esprime la propria visione del mondo, la propria polemica.
Esempio: Almodovar si appropria dello stereotipo in due modi: scimmiottando il noir americano e
appropriandosi di altri linguaggi (come il linguaggio televisivo). Nei suoi film c’è sempre qualcuno
che lavora nel mondo dello spettacolo. Crea un valore alternativo dello stereotipo. Non vuole
assicurare lo spettatore ma spiazzarlo, provocandolo. Utilizza l’ironia.

Mercoledì 11-11-15

La movida (periodo che va da Juan Carlos e il governo Suarez), è un’avanguardia che non ha un leader
definito, non ha figure di riferimento ma ha tanti artisti che ne fanno parte, molto spesso
inconsapevolmente. La cosa più curiosa della movida è che i protagonisti che l’hanno resa possibile e quindi
gli artisti, intervistati dopo tanti anni prendono le distanze da questo movimento dicendo che in realtà la
movida non esiste. La movida non ha nessun tipo di manifesto, cosa che invece avevano le avanguardie
storiche (manifesto dove si inquadravano le caratteristiche del movimento e cosa si doveva fare per farne
parte). Possiamo quindi definire la movida un’avanguardia per la capacità di rinnovamento che ha portato
al mondo artistico, culturale per la Spagna di quegli anni. La Movida è stata una vera e propria rivoluzione
anche dal punto di vista dei costumi, dell’atteggiamento vitale, come porsi, l’approccio alle droghe,
l’approccio al sesso. Dal punto di vista artistico c’è un gran apprezzamento nei confronti della Pop Art e
della figura di Warhol che ha visitato Madrid proprio agli inizi degli anni 80.

[accenno ai Costus e alla lezione precedente]

La Postmodernità è fortemente legata alla Movida, questo era stato intuito anche in piena fase di
svolgimento della Movida. In particolare i redattori della Luna di Madrid, che è stato una rivista, un
giornaletto in formato molto ridotto che circolava nella Madrid di quegli anni, era come se fosse un
catalogo di tutti gli avvenimenti culturali o artistici che si svolgevano nella città ma non si limitava a questo.
È stato un periodico in cui si è anche discusso di quello che stava diventando Madrid in quegli anni, senza
usare il termine Movida ma i redattori di questo periodico erano consapevoli che qualcosa stava
succedendo e che Madrid stava diventando un faro di radiazione culturale anche all’estero. All’estero si
capiva che a Madrid stava succedendo qualcosa e si voleva assistere a questo fenomeno che qualcuno l’ha
definito carnevale urbano. Ecco che i redattori della Luna, consapevoli di questo fermento, hanno intitolato
il loro primo numero, “Madrid 1984, la postmodernità?”, già si chiedevano in che rapporti si poteva
collocare la Movida di Madrid con la postmodernità, questo concetto che ha fatto parlare tanto i critici a
partire dagli anni 70.

Il legame forte è che Madrid è stata proclamata capitale della postmodernità da illustri filosofi, tra cui
Gianni Vattimo che si è interessato alla postmodernità e anche lui ha visto questo vincolo forte.
l’Almodovar soprattutto il primo, i cui film erano cartoline di questa movida, quindi un almodovar che ha
documentato una generazione [titoli dei due film], anche lui entrava a pieno titolo in questa
postmodernità.

Andiamo a vedere alcune definizioni di filosofi per capire meglio la postmodernità, il primo è Remo
Ceserani che ha scritto un volume sulla postmodernità volume che era accessibile a tutti, in questo volume
lui insiste sul concetto che una delle caratteristiche della postmodernità è il fatto che manchi di profondità,
nel senso che l’uomo postmoderno, è un uomo che predilige la piattezza filosofica, è un uomo che predilige
la superficie delle cose, manca una profondità visiva e interpretativa cioè lo sguardo verso le cose si ferma
allo strato più esterno. Questo però non è solo uno svantaggio, non significa che l’uomo postmoderno e
quindi l’arte postmoderna sia povera, ma al contrario l’idea che l’oggetto non sia affascinante per dei
segreti che nasconde al suo interno ma per come si mostra nella sua superficie costituisce una ricchezza
che si vede anche nell’arte perché questa piattezza filosofico consente di guardare alle cose con uno
sguardo nuovo e uno sguardo ricco.

Il fatto che ci sia questa piattezza filosofica significa che lo sguardo è posto sulla realtà più immediata ma
anche imminente. Il fatto che interessi solo l’oggi ha delle conseguenze visibilissime in tutti i prodotti
postmoderni, non significa che il passato è completamente assente ma viene rivisto con questo nuovo
scopo: c’è un vitalismo teso verso il presente, i giovani della movida madrilena sono immersi in questo
vitalismo. Il fatto che non ci si preoccupa del domani ma quello che davvero interessa è lasciare un segno
nell’oggi, nell’esserci. Il passato è in alcuni casi taciuto ma in alcuni casi liberamente rivisitato, nel primo
caso quello del passato taciuto si colloca Almodovar, egli non ha mai accennato a Franco, quindi al passato
della Spagna. Lui ha ribadito dicendo che semplicemente il non parlare di Franco era già una posizione in
politica tanto quanto affrontarlo apertamente. Un passato rivisitato, invece, riguarda Alex de la Iglesia in
“balada triste de trompeta” il quale torna a parlare della guerra civile in maniera grottesca con due
pagliacci che si danno la caccia per tutto il film. Il passato sicuramente interessa come una serie di
fotogrammi a cui attingere, è quello che sicuramente fa De la Iglesia. Il passato come serbatoio d’immagine,
tanti fotogrammi del passato che possono essere accostati liberamente, l’idea che manchi una continuità
non ci sia una linea è profondamente il postmoderno.

Lyotard con il suo volume la condizione postmoderna ha cercato di caratterizzare questa condizione, la
postmodernità è una condizione, una strategia rappresentativa difficilmente viene rappresentata come una
filosofia o un movimento. Secondo Lyotard la condizione postmoderna è caratterizzata da frammentazione
e relativizzazione, quest’idea che il senso unitario della realtà vada in pezzi e il risultato di queste schegge è
come se avessero frammentato la realtà, non c’è più un’unitarietà, noi possiamo apprezzare solo schegge di
questa realtà, non c’è più disposizione e volontà di credere in sistemi che possono essere sistemi filosofici,
la storia, non si crede più neanche nelle leggi del mercato, nell’economia, nella politica. La religione è il più
grande sistema unitario che viene meno. L’illuminismo e Marxismo secondo Lyotard vanno in pezzi.
L’Illuminismo e la sua ragione che rischiariva le tenebre è un qualcosa in cui la postmodernità non crede più
e il marxismo con la legittimazione del sapere che portava alle lotte di classe con la dittatura del
proletariato è qualcosa su cui l’uomo postmoderno non fa più affidamento.

Non c’è una data d’inizio della postmodernità però sicuramente è una condizione che si sviluppa nel 20
secolo e Lyotard con le sue riflessioni la riconduce agli anni 70.

Fredric Jameson è un altro dei critici che ha tentato di definire la postmodernità dandone i tratti essenziali,
con la postmodernità in pillole. Secondo Jameson ci sono due tratti fondamentali della postmodernità il
primo è il Pastiche quindi ibridare, mescolare tutto, volontà di scardinare tutti i punti di riferimento. Il
secondo tratto è la schizofrenia. L’isteria lascia spazio alla schizofrenia ovvero la riproduzione seriale della
psiche, come se la psiche si adattasse a questo nuovo modo di produrre le cose, ecco che anche l’io assume
molteplici forme. La psiche umana si adatta a questa nuova modalità di riproduzione seriale e quindi si
frammenta anche l’io arrivando a questa condizione di schizofrenia. Anche Ceserani torna su questo
concetto, la condizione postmoderna è una condizione schizofrenica. Molteplicità o serialità questa idea di
riproduzione uguale a sé stessa e proiezione di nuovi punti di vista.

i prodotti postmoderni sono caratterizzati dalla violazione della gerarchia tra alta e bassa cultura, non c’è
neanche sacro e profano [Almodovar mette in scena un altare con Marylin Monroe e Elvis]. I generi si
mescolano e si ibridano, Labirinto di passione ha qualche tratto di una fiaba, poi ha qualche tratto della
commedia sentimentale ma Almodovar volutamente mescola stili diversi per produrre qualcosa che
difficilmente può essere classificato. Un altro elemento che caratterizza i prodotti post moderni è
l’ammiccare continuamente alla cultura popolare e agli elementi di consumo di massa [riferimento “tutto
su mia madre” Almodovar]. Si può dire anche che Almodovar è anticlericale ovvero che beffeggia
l’iconografia cristiana. Lui ha sempre affermato che non è anticlericale, ma è cattolico, cristiano. I suoi
attacchi visivi nei confronti dell’iconografia cattolica non sono dettati dalla volontà di trasgressione o
provocazione ma è interessato alla religione perché è un bacino serbatoio di immagini, è interessato
all’aspetto decorativo. L’aspetto della religiosità Kitsch, costituisce per lui un serbatoio a cui attingere.

La Movida è un discorso anche musicale, la Madrid degli anni 80 ha vissuto un’epoca di splendore anche da
questo punto di vista, si è quindi assistito a questo proliferare di Band che non hanno avuto lunga vita ma
sono comunque riuscite a lasciare un segno significativo in questo periodo. Una delle protagoniste
indiscusse del panorama della movida madrilena è “Alaska” stando alle parole di questa band possiamo
dire che la musica della movida madrilena era divisa in due correnti: 1) quelli che si tingevano i capelli,
quindi tutti quei gruppi con creste e capelli colorati che già dal look rivelavano questa attitudine punk,
ispirandosi ai modelli punk londinesi. Naturalmente questa corrente rappresentava una rottura rispetto al
rock progressista che rappresentava la matrice principale prima di questa rivoluzione. 2) quelli che non si
tingevano i capelli quindi un po' più moderati, tradizionali. quello che animava di più questi musicisti era lo
spirito dilettantistico, non troviamo grandi talenti musicali. La stessa Alaska che inizia giovanissima a far
parte di band diverse non sapeva suonare, tutti gli artisti non si preoccupano di formarsi dal punto di vista
musicale, l’importante non era saper fare ma era provarci lo stesso. I musicisti immersi in questo fermento
erano nati dal desiderio di modernità, modernizzare il paese era un po' il must, l’unica forse regola della
movida. La Spagna era stata legata ad un passato anacronistico, aveva perso il filo della storia fino a quel
momento, era un paese che era rimasto chiuso dovuto al suo dittatore. Naturalmente essendo stati
arretrati tutti i nuovi artisti vogliono recuperare il tempo perduto, quindi si ispirano a modelli ovviamente
provenienti da fuori. Un aspetto sicuramente unico che riguarda soltanto la movida e quindi mai più
rivissuto dalla Spagna, è questo panorama di discografie indipendenti disposte a scommettere su questi
emergenti, invece le grandi case discografiche non erano viste di buon occhio perché considerate
disponibili solo ad investire su “i consacrati o quelli che non modernizzavano come le band underground”.
[video Alaska – www.rtve.es ]

[video Nacha Pop]

i Nacha pop facevano parte del gruppo più tradizionale di quelli che non si tingevano i capelli, sono stati
uno dei gruppi più ascoltati nel periodo movida.

La vita media di un gruppo della movida è di circa 3 anni, nel momento in cui venivano notati, avevano
spazi in alcuni programmi e la loro fama cresceva, iniziavano le divergenze all’interno del gruppo e
morivano.

Alaska viene introdotta al mondo punk giovanissima, a 11 anni grazie alla sua famiglia abbiente, fa un
viaggio a Londra dove al suo ritorno porterà un mix che va dagli ACDC quindi un rock più duro ai al punk,
surf dei Sex Pistols, i Ramones che sarà lei a presentare nel suo circolo. Decide di fondare un suo gruppo
con il nome di Kaka de Luxe, il suo gruppo aveva una grande capacità di promuoversi (magliette pronte
ancora prima di esibirsi), Alaska era abilissima in questo quindi prima ancora che il gruppo nascesse e si
chiamasse così avevano già dei fans. Lei si comportava da vera e propria superstar, lei trattava con i media
ed era la portavoce del gruppo. Il gruppo si scioglie dopo 2 anni, ma Alaska non si dà per vinta e il gruppo
con nuovi innesti diventa “Alaska y los Pegamoides” (Anna curra alle tastiere), il gruppo viene subito notato
e vengono messi in contatto con una grande casa discografica (il nemico delle band underground) infatti
solo lei e Anna Curra entravano nella casa discografica mente i maschi rimanevano fuori in segno di
protesta. Tutti si organizzano ad avere altro tranne Alaska, vediamo i maschi che inizieranno a comporre di
nascosto e poi diventeranno i Paralis Permanente. Nell’ 82 il gruppo si scioglie e Alaska inizia ad avere un
periodo buio della sua vita dovuto a questo tradimento dei componenti del suo gruppo, dopo questo
periodo di buio si rianima e entra a far parte dei Dinarama, qui diventa un personaggio sempre più
popolare, presente sulle riviste finché non viene scelta come conduttrice di un programma di animazione
per bambini. [difficile pensarla come conduttrice].

(salto indietro) parlare di movida e di avanguardia significa anche parlare di mezzi di comunicazione, la
televisione, infatti, ha contribuito in maniera fondamentale a far conoscere la movida al di fuori dei confini
della capitale ma anche al di fuori dei confini nazionali. La televisione e i programmi dedicati alla movida
l’hanno aiutata a consolidarsi. Uno dei programmi più importanti vicino a questo ambiente è stato “La Bola
de Cristal” che si configurava come programma per l’infanzia, mandato in onda il sabato mattina quindi
appositamente per i bambini. La prima particolarità era che era diviso in tre parti fondamentali la prima
dedicata ai bambini, la seconda per i pre-adolescenti e la terza per gli adulti. La Bola de Cristal era sì un
programma per l’infanzia ma era considerato un programma intelligente, c’erano spazi di riflessione, si
consigliavano letterature interessanti o c’erano esibizioni musicali ma tutto accompagnato da slogan
distruttivi ma che invitavano alla riflessione del pubblico.

[Slogan – vedi slides]

[video su gli “non sono riuscita a capire il nome”]

C’è stato un altro programma che è stato fondamentale, “La Edad de oro” è un programma prettamente
settimanale prettamente musicale col fine di proporre il meglio della programmazione musicale di quel
momento con esibizioni live, in diretta. Gli ospiti sono stati ospiti principalmente spagnoli ma anche
internazionali come Lou Reed quindi c’è un grande investimento dietro questo programma. La cosa
interessante di questo programma è che il pubblico andava nello studio televisivo come se andasse in
discoteca, si beveva birra e non lo si nascondeva alla telecamera. L’altra particolarità è che la conduttrice di
questo programma, Paloma Chamorro, era un’artista, veniva dal mondo dell’arte, quindi non aveva una
grande esperienza musicale ma aveva saputo dimostrare ottime capacità di conduzione, aveva saputo
circondarsi da validi collaboratori, a lei si deve l’ideazione, il fatto di essere l’anima di questo programma
che ha fortemente voluto finché la televisione spagnola gliel’ha permesso.

[foto della conduttrice]

Il programma andava benissimo ma è durato solo 2 anni dall’83 all’85, perché è successo qualcosa che ha
fatto sì che la televisione spagnola non se la sentisse più di continuare a trasmettere questo programma
perché in quanto avviene un episodio considerato blasfemo, un gruppo si è esibito con un crocifisso con
una testa di maiale, la cosa ha suscitato grandissime polemiche. Quindi nell’85, in pieno apogeo viene
interrotta. Dobbiamo però riconoscere i meriti a Paloma Chamorro perché ha fatto sì che si potesse
conoscere tutta la cultura della strada.

[video, la edad de oro]

Mercoledì 18-11-15

Visione parte iniziale di Pepi, luci e Bom.

Iniziava così il primo lungometraggio di Pedro Almodovar, era il 1979/1980 perché questo primo film ha
avuto una gestazione molto lunga, perché innanzitutto la premessa è che Almodovar viene dalla periferia.
Almodovar cresce in estremadura, nasce in realtà in Castiglia ma si trasferisce da piccolissimo in
estremadura, che abbiamo citato più volte come estrema periferia del regno, depressa, più povera, e li
trascorre la sua infanzia e prima adolescenza che lui ricorda essere popolata da donne. La madre, le sorelle,
la nonna, l’unica presenza maschile è quella del fratello che sarà inseparabile per tutta la sua vita, per la sua
carriera. Con il fratello fonda anche una casa di produzione cinematografica dal titolo molto eloquente “EL
DESEO” che da un certo sarà la casa di produzione dei film di Almodovar.

Quindi almodovar scrive, produce e sceneggia i suoi film. La decisione di creare questa casa di produzione è
nata dal fato di avere non pochi problemi con i produttori, perché molto spesso doveva scendere a patti e
trovare dei compromessi in alcuni casi il produttore per finanziare il film di Almodovar ha chiesto in cambio
la partecipazione di un’attrice piuttosto che un’altra. Queste ingerenze nel lavoro dell’artista almodovar
non le sopportava, per lui arte e vita si fondono. Molto spesso nei film di almodovar non si capisce dove
finisce la finzione e “dove inizia la vita reale”. I personaggi sono spesso uomini che vivono su e giù dal
palcoscenico e rappresentano sempre un ruolo, anche quando non sanno recitare.

Tornando alla biografia, questa adolescenza è segnata dall’infanzia e adolescenza priva del padre, padre
che era sempre assente per lavoro e questa assenza è qualcosa che ricorda come molto significativa per la
sua formazione e nella costruzione del suo immaginario, la totalità della cinematografia almodovariana è
segnata dall’assenza del padre, i padri non si vedono dallo schermo eppure sono presenti come una specie
di oscuro centrismo gravitazionale, nel senso che molte volte questi padri che noi non vediamo mai sullo
schermo determinano la vita dei figli, dei personaggi dei figli e molto spesso questa influenza dei padri
assenti è nefasta, è estremamente negativa. Per cui non che sia stato 1 mostro però sicuramente crescere
senza un padre ha segnato la sua vita e lo sviluppo del suo immaginario e poi diventato un artista questi
padri li ha sempre immaginati così, esterni ma profondamente negativi ed esterni.

Madrid per almodovar fino all’età di 16 anni era la meta, la città dove tutto poteva accadere, si poteva
andare al cinema, o meglio si potevano vedere le opere prime, i film in estremadura dove era cresciuto
arrivavano molto tardi, lui lo sentiva questo ambiente così povero. Giovanissimo all’età di 16 anni appunto
decide di abbandonare gli studi, di abbandonare la famiglia, di abbandonare l’estremadura e trasferirsi in
città con l’idea di voler fare cinema, il problema è che la escuela del cine de Madrid era stata chiusa da
Franco, era stata chiusa perché tendenzialmente sovversiva. Per cui non potendo iscriversi alla scuola di
cinema, Almodovar prende le mosse del mondo del cinema da dilettanti. Si cimenta nella produzione di
cortometraggi, frequenta l’ambiente del teatro di avanguardia e proprio in questo ambiente e in particolare
frequentando la compagnia de los goliardos conosce carmen maura che noi abbiamo visto nelle primissime
scene di Pepi ed è protagonista di tantissimi altri suoi film.

Carmen maura è la musa ispiratrice di almodovar per eccellenza. A un certo punto carmen maura lascia il
posto a Penelope Cruz e le due figure finiscono poi per sovrapporsi. Carmen maura è un personaggio, già
all’epoca de los goliardos, da una forte personalità nel mondo del teatro e in generale nella cultura
spagnola, viene in qualche modo dalla movida pur non essendo particolarmente trasgressiva nè nel suo
look, nè nella sua quotidianità e l’amicizia con almodovar si traduce rapidamente in un sodalizio artistico.
Quando carmen maura legge la sceneggiatura di Pepi luci e bom y las otras cichas del monton che nasceva
come cortometraggio, come uno dei tanti cortometraggi di almodovar si illumina e dice no questo merita 1
trattamentto diverso, può diventare una sceneggiatura per un lungometraggio. Il problema erano i fondi, il
problema era trovare un produttore che finanziasse questo esperimento abbastanza delirante e almodovar
con carmen maura decidono di fare da se. Decidono di fare una colletta, chiedere fondi e soldi agli amici,
collaboratori e ai tanti artisti della movida e iniziare a girare questo lungpmetraggio senza il sostegno di
nessuna casa di produzione. Le riprese vanno per le lunghe anche perché sia gli attori che i tecnici
impegnati nella realizzazione di questo film hanno altri lavori. Lo stesso almodovar per mantenersi nella
capitale, costosa per le sue tasche, si trova un lavoro normalissimo, impiegato nella compagnia telefonica,
un lavoro da modesto impiegato che lo impegna 8 ore al giorno ma che gli lasciava i weekend liberi per
dedicarsi a quella che era la sua passione.

Con tutte queste difficoltà le riprese durante il fine settimana, l’assenza di fondi e le riprese a casa di amici
iniziano le riprese di pepi luci e bom. A un certo punto di fronte all’impossibilità di terminare questo film si
rivolgono a una casa di produzione che da il denaro necessario per portarlo a termine e così la lunga
gestazione finisce nell’80. Per questo pepi luci e bom si colloca tra il 79 e l’80 ed è un lungometraggio che
suscita grande interesse. Nell’ambito dei cortometraggi almodovar era la stella assoluta, tutti i suoi
cortometraggi erano accolti dal pubblico con grande interesse, con forte partecipazione, io vi ho già detto
che almodovar era un bravissimo promotore di se stesso ed era capace di trasformare le sue prime in una
festa. Per altro lui grande mattatore, era capace di animare questa proiezione facendo tutto, facendo
partire la colonna sonora con lo stereo, doppiando e dando voce ai personaggi laddove ce ne fosse stato
bisogno, è grande protagonista.

FASI DI ALMODOVAR

Lo stesso interesse suscitato dai cortometraggi lo suscita in pepi luci e bom e qui inizia la carriera nel
mondo del cinema di almodovar. Una carriera che vi dicevo vede diverse fasi. Questa questione delle fasi
può essere criticabile e soggettiva però ci sono 4 fasi distinte. Qui ve ne presento 3 perché la quarta va oltre
il nostro obiettivo, però ve la posso accennare:

 PRIMA FASE è quella degli esordi. Abbiamo visto che il 79 segna l’esordio del lungometraggio e
questa prima fase che possiamo definire una fase caotica, alluvionale, trasgressiva, il primo
Almodovar. Possiamo darla conclusa nell’87 che è l’anno di uscita di “la ley del deseo” che dal
nostro punto di vista segna una svolta presso una fase successiva. Ma cosa caratterizza questa fase
dei primi anni 80? Il fatto che i film che si collocano in questa fase, i film di madrid, i film della
movida sono segnati da trame improbabili e popolati da personaggi che sono esattamente
l’opposto rispetto alla rispettabilità borghese. Se i canoni borghesi avevano imposto 1 certo tipo di
rispettabilità e di decenza ecco che almodovar ribalta completamente questa decenza e
rispettabilità. In questi primi film i personaggi sono quelli che sappiamo, prostitute, travestiti, i
punk che popolano la scena della movida madrilena, piuttosto che suore perverse, drograte,
sadiche, lesbiche. Questi film segnano quest’apertura per gli anni in cui siamo, Franco era morto da
poco e troviamo per protagonista del primissimo film una coppia lesbica sadomasochista. Per cui
rottura totale, personaggi completamente ribaltati. Siamo di fronte al mondo alla rovescia, un vero
e proprio carnevale urbano in cui tutti i valori vengono completamente decontestualizzati, non ci
dobbiamo immaginare questa prima fase come un mondo privo di valori, no è privo di regole, è un
mondo che si muove in piena anomia, ma soprattutto quello che rifiuta almodovar è la legge del
padre, la legge patriarcale. Siamo di fronte a un momento in cui i ruoli patriarcali vengono 1 po’
ridefiniti e almodovar riinterpreta un po’ a modo suo questo ribaltamento dei ruoli sessuali,
prendendo il must della tradizione patriarcale e facendola andare in 1000 pezzi.

 SECONDA FASE segnata dalla proiezione internazionale, diciamo che la sua carriera rispetta un po’
la sua biografia, dalla periferia al centro, dall’estremadura alla capitale è il percorso che ha
compiuto il regista, dall’underground a diventare star internazionale addirittura riconosciuta come
Almodovar’s touch, capace di dare l’imprinting, uno stile personale a qualsiasi cosa è quello che
succede nel suo cinema. Per cui dalla fine, anzi seconda metà degli anni 80 e per tutti gli anni 90
almodovar diventa in tutta la spagna il regista su cui contare, il regista di prestigio, il regista che fa
parlare anche al di fuori dei confini del cinema spagnolo. E il governo della spagna, diciamo le
istituzioni non solo si interessano ma appoggiano questo cinema perché è 1 immagine vincente che
serve proiettare al di fuori perché almodovar rappresentava questa spagna che ormai era
definitivamente uscita dalla glaciazione franchista, la spagna rappresentata da almodovar era una
spagna moderna o quantomeno una spagna che rincorreva la modernità, che bruciava le tappe per
raggiungere una modernità che oramai c’era già negli altri paesi europei. Questo bruciare le tappe
e rincorrere la modernità, mettersi al passo con la cultura degli altri paesi occidentali è quello che il
governo spagnolo vuole fare ed il cinema di almodovar è perfetto per rappresentare questo tipo di
spagna. Lo sfondo cui si sviluppano questi personaggi e queste storie è quello che noi abbiamo già
definito è la postmodernità e gli elementi che noi abbiamo già indicato come caratteristici della
postmodernità prevale anche nel cinema di almodovar, ma l’abbiamo visto anche in 2 minuti di
pepi luci e bom, l’abbiamo visto con l allusione al poster di superman. La postmodernità questo
stile e strategia rappresentativa di mescolanza tipica di questa fase ma non solo anche nella prima e
nella terza. Una cosa che caratterizza tutto il cinema almodovariano che lo percorre poi dall’inizio
alla fine, non solo all’interno della seconda fase è questa centralità che hanno l’eros ed il corpo.
Vede l’erotismo e la sessualità ed il corpo come elementi chiave del suo discorso. Interessante la
corporeità perché almodovar è capace di rappresentare il corpo non platonicamente di un
fantasma, il corpo è estremamente fisico, anche se vogliamo basso, rappresentato nei suoi bisogni,
nelle sue necessità, nelle sue pulsioni, però almodovar pur rappresentando il corpo in tutta la sua
dimensione materiale non prende la deriva di un materialismo nichilista. Cioè è vero che per
almodovar noi siamo il nostro corpo ma è anche vero che per almodovar il corpo è interessante nel
momento in cui nasconde, cioè custodisce qualcosa di più e non è un caso che nella terza fase
almodovar vada a collocarsi in una dimensione, in una terra di confine tra vita e non vita, il suo
interesse per esempio per lo stato di coma o il suo interesse per l’espianto degli organi, per gli
incroci che sono resi possibili dall’espianto degli organi, stanno proprio a significare questo, che è
vero che il corpo è uno dei fuochi del discorso di almodovar ma cerca sempre in qualche modo
l’oltre, l’anima, lo spirito. Questa plasmobilità della condizione corporea è interessante e rimanda
sempre ad 1 altra dimensione. In questo senso è molto cattolico, le radici sono quelle, sono quelle
dell’incarnazione, è vero che c’è il verbo ed il corpo, è l’almodovar clericale che mette in scena
delle suore. visione che non è mai nichilista e materialista. Cosa cambia tra la prima e la seconda
fase? Con la legge del desiderio che fa da spartiacque, nella seconda fase ritroviamo diciamo delle
geometrie e noi abbiamo intitolato il capitolo del libro con la geometria delle passioni perché in
qualche modo il cambiamento dalla prima alla seconda fase riguarda l’universo, universo di
almodovar che continua ad essere fedele a se stesso ma i personaggi non sono più delle schegge
impazzite come nella prima fase, quella carica completamente alluvionale del primo film si
riconfigura in una certa geometria. I personaggi continuano ad essere poco rispettabili per certi
versi o comunque sui generis però le loro trame, nel senso delle loro vicende, i loro scambi sono
sicuramente più generici, è come se seguissero in qualche modo un percorso che è 1 po’ il loro
destino. Molto spesso il destino dei personaggi è determinato da eros, però a differenza della prima
fase nella seconda noi siamo capaci di disegnare e capire le traiettorie dei personaggi, nella prima
no, quello che conta è questa decostruzione completamente pulsionale.

 TERZA FASE è quella del sublime (todo sobre mi madre e habla con ella) copre gli anni che vanno
dal 99 al 2000 ed è 1 fase che è ancora diversa qualitativamente dalle altre 2. È l’apice della
produzione almodovariana. Fase del sublime perché chi ha definito il sublime ha sempre parlato di
un effetti di suggestione che viene da 1 elevazione dal basso ed è 1 po’ quello che fa almodovar con
questo film parte con una materia bassa che è fatta di corpo, di sangue, di droga, di prostituzione,
di travestitismo, riesce a creare questa specie di vertice ascensionale che non è il bello secondo la
visione classica, non è il bellum,bonum,verum, non è equilibrio, è tutto il contrario dell’equilibrio. In
questo vortice lo spettatore trova una suggestione che è sublime. È evidente che in questa fase
l’interesse di almodovar si concentra e torna ancora 1 volta ad esplorare il corpo, proprio in questa
sua dimensione di plasmaticità. Il corpi di almodovar non sono mai fissi, sono sempre modificati
grazie alle pratiche chirurgiche, tanti travestiti rappresentano questo corpo che si plasma tutte le
volte che è necessario fino ad arrivare allo splendido monologo teatrale in cui almodovar tutti i kg
di silicone che si è messo addosso per trasformarsi da uomo a donna e dice son tutti soldi spesi
bene perché mi hanno permesso di avvicinarmi all’immagine reale che ho di me stesso. Se la
chirurgia ci permette di trasformare il nostro corpo per avvicinarci al nostro ideale, questa è la
nostra autenticità in fondo. È questo il messaggio di almodovar, non importa quanta plastica
abbiamo ma questa ci può servire per arrivare all’autenticità. Questo gioco di incroci di destini che
ha tratteggiato todo sobre mi madre, il cuore di esteban viene trapiantato in 1 altra persona e la
madre va dietro come una spia a questo cuore come se in qualche modo queste vite fossero
collegate. Oppure in habla con ella dove i protagonisti sono in coma.

 C’è una quarta fase se vogliamo, quella più recente dove almodovar è caduto 1 po’ nella tentazione
del manierismo, si è rinchiuso 1 po’ su se stesso. Ci sono molte autocitazioni nella quarta fase,
penso a labirinto de pasion e agli abbracci spezzati, è come se avesse 1 po’ esaurito lo slancio
creativo, forse è anche il fatto di essere incasellato come classico del cinema, grande maestro, è
stato 1 po’ controproducente e abbiamo notato questo ripiegarsi, questo attingere a se stesso,
attingere al proprio serbatoio di immagini che si legano. Penso agli abbracci spezzati dove si torna a
donne sull’orlo di una crisi di nervi e almodovar immagina un suo film rivisitato in 1 altro suo film e
in quel contesto carmen maura si sovrappone a penelope cruz in una specie di passaggio di
consegna.

Vediamo questa prima fase.

Pepi luci e bom


Tipico di questo film come abbiamo visto di tutta la fase almodovariana è questo giocare con i valori della
tradizione, ma non solo. In generale tutto quello che ha 1 valore consacrato, tutto quello che è assunto a
sistema, valore di riferimento, almodovar lo ricontestualizza. Ama giocare con questi valori, toglierli dal
contesto cui appartengono e collocarli in 1 nuovo che crea di certo shock e spaesamento nello spettatore.
Pepi è disposta a concedersi al poliziotto pur di non finire nei guai ma si concede in 1 forma 1 po’
particolare perché lei ha in mente un qualcosa, lei è vergine e quindi valore tradizionale e chiede al
poliziotto se può trovare 1 alternativa perché questa verginità le serve non per arrivare illibata al
matrimonio ma per metterla all’asta, ha pensato che un buon business per lei e per campare sarebbe stato
quello di vendere la verginità al miglior offerente. Per cui il poliziotto la violenterà, manda in frantumi
questo progetto e da li inizia il film che si svolge e la vicenda principale è la vendetta di pepi su di lui che è
stato brutale e le ha rovinato il progetto di vita. Al di la della trama improbabile e paradossale, c’è questo
giocare col valore tradizionale cattolico della verginità ma non solamente la verginità. Ne troviamo altri,
come il femminismo, la liberazione della donna che è 1 valore moderno, la spagna lo stava scoprendo, cosa
fa almodovar? Mette in scena una storia di emancipazione femminile, perché pepi x vendicarsi pensa bene
di avvicinare luci (moglie del poliziotto) che è una donna completamente sottomessa, classica 40enne
casalinga, sciatta che dipende in tutto dal marito e pepi pensa che una vendetta abbastanza sadica nei
confronti dell’uomo sia quella di sottrargli la moglie, cioè di liberare questa donna dalle grinfie del marito.
Poliziotto se sopporterebbe molto male il vedere la propria donna liberarsi ed emanciparsi. Pepi riesce nel
suo intento perché attira la donna in casa sua con la scusa di lezioni di maglia, poco credibile e pepi pensa
di invitare bom una punk di 16 anni che è nella realtà Alaska che arriva nella casa durante la lezione di
maglia e luci ne rimane affascinata. Con una pratica sessuale abbastanza perversa inizia la storia tra queste
2 ragazze, luci e bom. Bom è una sadica che si porta luci al guinzaglio e luci da sfogo a tutte le sue
perversioni.

Emancipazione femminile potrebbe sembrare da una parte perché luci torna dal marito poliziotto e gli dice
non ti voglio più ma almodovar gioca fino alla fine con questa idea della liberazione femminile perché
quando il poliziotto arriva all’esasperazione non ce la fa più di vedere sua moglie in giro con una punk
finisce per picchiarla così selvaggiamente da ridurla in fin di vita e in questo momento luci riconosce nel
marito violento e brutale l’amore perché è l’unico che può soddisfare il suo estremo sadismo. Solo dopo
questo luci ripudia bom e torna col marito. Siamo in un mondo completamente ribaltato. È un gioco se
vogliamo.

Femminismo, verginità, democrazia sono i bersagli di questa ridicolizzazione di almodovar. C’è una scena
del film dove alcuni uomini fanno la gara per il loro membro genitale e la scena si chiama erecciones
generales e qui almodovar fa il verso alle elecciones generales, infatti nel 77 c’erano state le elezioni
generali, gli spagnoli erano tornati al voto.

Di fondo a tutta questa estetica c’è una cultura di massa con giornali e pubblicità.

Visione di una scena di pepi luci e bom. A un certo punto pepi decide che vuol fare la pubblicitaria e realizza
uno spot pubblicitario su delle mutandine, il suo slogan è ponte bragas (mettiti le mutandine). Qui
almodovar fagicita il mondo della pubblicità. Lui sarà sempre attratto dal mondo della pubblicità, anche nei
suoi film più seri.

Un’ultima riflessione sul film riguarda la concezione del cinema, che risulta già così esplicita nel primo film e
rimarrà sempre tale. Ha questa idea, in qualche modo pepi, dico luci ma è pepi, come warhol in questo film,
gira dei documentari tra gli amici, ma pepi che è in questo senso alter ego del regista, ha una concezione
completamente diversa su come si devono fare questi documentari rispetto a warhol, perché lui quando
pizzava la telecamera diceva ai suoi amici fate finta che la macchina da presa non ci sia, siate naturali,
mentre pepi dice una cosa molto diversa alle sue amiche, dice è vero che io voglio girare un documentario
sulla vostra vita però è necessario che perché siate voi stesse e la gente capisca chi siete, è necessario che
recitiate, dovete esasperare fino all’eccesso, all’artificio il vostro personaggio perché nel cinema tutto è
falso e artificiale, qui non esiste la naturalità, non esiste secondo pepi e quindi almodovar il far finta che la
macchina da presa non ci sia, bisogna esagerare l’artificio. Per almodovar il cinema è rappresentazione, è
l’artificio della rappresentazione che lo affascina dal primo all’ultimo dei suoi lungometraggi. Pepi istruisce
le altre dicendo che non devono stare fisse davanti alla telecamera, non è sufficiente essere loro stesse per
emergere come personaggi, devono recitare, recitare una parte, il loro stesso personaggio se vogliono dare
vita al cinema ci dice pepi. Nel cinema tutto è falso, poi come vi dicevo vita e cinema si confondono però
nel cinema tutto è artificio. È questa estetica della teatralità dell’artificio enfatizzato, dell’eccesso della
rappresentazione che tra l’altro sono tratti post moderni, sarà 1 tratto comune a tutta la produzione
almodovariana.

Nel cinema niente è vero, persino la pioggia, infatti c’è bisogno di una canna dell’acqua.

Concludiamo con le parole di almodovar che sono molto significative rispetto alla creazione del suo
immaginario. Lui stesso parla dei suoi lungometraggi come prodotti eclettici che si collocano a fine secolo e
dice che a fine secolo qualsiasi fine secolo in particolare fine 900 non è tempo di inventarsi niente di nuovo,
quello che fa 1 artista è prendere quello che già esiste e mescolarlo, è un momento in cui bisogna essere
eclettici, prendere e mischiare quello che già esiste. Tutti gli stili sono possibili. Poi riflette sulla sua
mancata educazione accademica e dice non c’è dubbio, io non ho mai avuto 1 educazione accademica, non
ho mai frequentato una scuola di cinema, sono rimasto sempre indisciplinato e libero, non voglio dire che
io sia più originale ma sicuramente sono meno ortodosso. Inoltre dice che i personaggi a cui è
maggiormente interessato sono quelli ma quelle che rappresentano o rasentano lo stato di crisi, ama i
personaggi a cui può succedere di tutto, i personaggi che sono sempre sull’orlo di una crisi quelli ideali per
raccontare una storia.

LABIRINTO DI PASSIONI

Un’accenno al secondo lungometraggio di almodovar, documento per eccellenza della movida. Difficile
come tutti i prodotti post moderni definire che cosa sia questo film a livello di genere perché sembra 1
favola, o meglio una fiaba comica, attinge a tutto, un universo di generi letterari e cinematografici e ha
anche qualcosa del romanzo rosa, della spy story. L’intreccio è poco credibile anche in questo caso, ma
quello che interessava ad almodovar è quello di rappresentare 1 momento, una generazione. Infatti ha
chiamato a raccolta tutti i personaggi che contavano in quel momento nella movida. Ha voluto che tutti i
suoi amici ci fossero. Fiaba comica nel momento in cui i 2 protagonisti cercano il sesso e trovano l’amore.
Fiaba anche perché i personaggi trovano l’amore grazie ad aiutanti, ognuno ha la propria fata e non
mancano gli antagonisti che possono essere sia interiori che esteriori.

Almodovar non ama la riduzione semplicistica della psicologia, per cui se c’è un bersaglio della sua critica è
la psicologia e la psichiatria.

Film interessante per la rappresentazione di madrid. Già in pepi luci e bom noi vediamo qualcosa della
madrid di quegli anni, ma qui mette in scena quella che per anni era stata la meta sognata, quella città che
lui istesso ha definito la città impazzita. La madrid almodovariana a differenza della roma felliniana è
difficile da mappare geograficamente, almodovar è interessato a cogliere quel momento. Rappresenta
l’atteggiamento vitale della madrid degli anni 80 e lui chiarisce su cos’è stata la movida, non un movimento
politico, ma aveva una postura politica nel momento in cui hanno deciso che la loro vita fosse frivola, il più
superficiale possibile, che fosse completamente improntata al piacere. In questa scelta di rottura rispetto al
passato secondo almodovar è stata 1 scelta politica anche se dietro non vi era nessuna bandiera di alcun
movimento.

L’avversione rispetto la psicologia è molto evidente in questo film.


L’unico confidente di almodovar è stato il fratello Augustin. Almodovar ritiene che sia fondamentale per
un’artista il saper improvvisare, se pensiamo alla dedica di todo sobre mi madre dove dice “a tutte le
donne, a tutte le attrici, a tutte quelle che non sono attrici ma sono capaci ad improvvisare”.

La madre era l’unica del quartiere di estremadura a saper leggere, si ricorda che le vicine andavano a casa
loro per chiedere che la madre leggesse le lettere che venivano inviate dai figli e dai mariti lontani. E si
ricorda che molto spesso le lettere erano rudi, di servizio e queste donne si aspettavano di sentire di più da
queste lettere per cui la madre di almodovar inventava, ricamava sopra queste lettere per allietare queste
donne e far sentire loro quello che si aspettavano. Questa capacità di mentire e di improvvisare è qualcosa
che ha sempre apprezzato e che ha visto in azione da sua madre.

Giovedì 19-11-15

Il neorealismo spagnolo nasce come riflesso e ispirazione del neorealismo italiano. I neorealisti spagnoli
sono stati dei registi, degli intellettuali che in qualche modo hanno sfidato il franchismo, perché nell’anno
55 si sono riuniti i registi che amavano il neorealismo italiano dando vita alle conversazioni
cinematografiche di Salamanca. Queste conversazioni sono state spunto di incontro dei registi intellettuali
con oggetto principale: il cinema. Che tipo di cinema si poteva fare in una spugna chiusa nella mossa della
censura? Questi intellettuali reclamavano un cinema più libero, diverso dal genere posto dal franchismo
(melodramma musicale e cinema folcloristico). Un cinema che è espressione del momento in cui stavano
vivendo. Le conversazioni cinematografiche di Salamanca sono rimaste un bel programma sulla carta, in
realtà qualcuno poi di questi intellettuali è passato poi alla pratica, dando vita a produzioni neorealistiche,
che non hanno superato le censure. Il neorealismo spagnolo è segnalato come cinema di protesta. A tutta
questa corrente neorealista spunta Almodovar

È molto presente l’influenza italiana, in tutti quei film che trattano proprio della condizione del proletariato.

C’è sicuramente una novità, ovvero l’attenzione alla tematica sociale. Questa riflessione sulla condizione
della condizione sociale serve ad Almodovar per rispiegare la sua concezione assolutamente pessimista
della condizione umana. La tematica sociale al servizio dell’espressione di una visione concreta della
produzione umana che per Almodovar è umanità prettamente denominata dalla voglia del possesso.

E’ un esperimento questo film. Il regista osserva sotto una lente di ingrandimento: una famiglia, 5 persone
che si muovono negli angusti spazi di un appartamentino in uno di questi palazzoni della periferia di
Madrid. Per cui chiude i personaggi in uno spazio ristretto e ne osserva le dinamiche, i comportamenti, gli
atteggiamenti. Questi personaggi che danno vita alla storia rappresentano una vera e propria generazione,
la generazione che ha lasciato la campagna, per trasferirsi in citta: migrazione rurale. In particolare gli spazi
del film si muovono dall’interno all’esterno. L’interno appunto rappresentato da questo appartamento e
l’esterno è una Madrid della periferia, con non una bella vista. Gli spazi sono angusti e non meno asfissianti
sono i rapporti che legano queste cinque persone dettati dall’egoismo, dalla mancanza del denaro. Non
tornano i conti di questa famiglia, le spese da affrontare sono troppe, per cui questo bisogno di denaro
continuamente è una specie di ritornello, addirittura anche l’animale che arriverà in famiglia, si chiamerà
proprio denaro. Lo spazio si muove tra l’interno angusto e l’esterno, la periferia di Madrid con i palazzoni e
non a caso un praticello di campagna, dove la nonne e il nipote passeggiano, ricordando soprattutto la
campagna da cui è venuta. Il personaggio della nonna è particolarmente significativo, si contraddistingue
per taccagneria, lei ha una dispensa privata, tenuta sotto chiave dove lei conserva un dolce tipico e bottiglia
di acqua minerale. Per cui taccagneria e nostalgia gradi che la contraddistinguono, anche la nonna
rappresenta una generazione, perché è giunta a Madrid come molti anziani, ma ha sempre rimpianto il
paese di provenienza. Gloria lavora duramente, è una domestica e il marito è un taxista, il bilancio non
quadra e questa mancanza di indipendenza da parte di Gloria, la rende vittima di questo quadretto
familiare. La vediamo svolgere la sua vita quotidiana con un’espressione che è costantemente frustata,
vittima senza desiderio. Un personaggio ambiguo, si contraddistingue appunto per la sua mancanza di
desiderio.

In questo problema familiare legato al denaro, contribuiscono i figli con attività illegali, il figlio maggiore
spaccia droga e il più piccolo si prostituisce. Sarà la stessa madre ad affittare il figlio a un dentista pedofilo.
La generazione che viene rappresentata è completamente sradicata, e curiosamente anche il figlio
adolescente è un ragazzo che condivide con la nonna il desiderio di allontanarsi dalla capitale. L’unico che
invece decide di rimanere convinto della sua scelta è il figlio più piccolo. Gloria si contraddistingue per una
frustrazione costante, frustrazione anche sessuale, ma è anche una vittima che contribuisce allo stato di
vittima nel momento in cui non manifesta nessun desiderio di riscatto. Tutti i personaggi coltivano desideri

Esempi:

figlio più grande e nonna che vogliono tornare al paese, l’adolescente che spaccia droga, mette da parte
tutti i guadagni per tornare al paese

il marito, Antonio, viene ucciso dalla moglie. Lui rivuole la sua donna amata tedesca, incontrata in gioventù,
e ad un certo punto sembra che questa donna arrivi a Madrid.

La vicina che sogna di sfondare nel mondo dello spettacolo

Gloria invece no, è unicamente stimolata dagli oggetti, dai prodotti visti nelle pubblicità. E pur di avere un
arricciacapelli lascia in custodia al dentista pedofilo il figlio minore, ricavandone così i soldi necessari per
l’acquisto. Possiamo definirla come un personaggio che vive alla merce degli altri. Almodovar è
particolarmente abile in questo film a mettere in scena il ribaltamento della prospettiva tra oggetto-
soggetto. Non capiamo più chi è la persona e quali sono le cose, più di una soggettiva è vedere Gloria
inquadrata dagli elettrodomestici della casa dove si muove, Gloria ripresa dall’interno del cestello di una
lavatrice.

(ha fatto vedere una parte del film)

Per quanto riguarda l’altra frustrazione di Gloria, il desiderio erotico in questo film è presente, anche qui la
disponibilità di denaro sembra l’elemento fondamentale. Gloria soddisfa le voglia del marito, perché sa che
solo così potrà avere il denaro necessario per comprare le sue cose. E’ un eros che si configura come
prettamente maschile, un eros violento. Sono molti i rimandi al fallo, in particolare i bastoni.

Il film si apre con Gloria che fa le pulizie in una palestra ed è in corso un allenamento con dei bastoni, Gloria
si accoppierà sotto la doccia con uno di questi atleti, ma ancora una volta scoprirà che l’uomo in questione
è impotente. La nonna in questa piccola campagna non fa altro che raccogliere bastoni e portarli a casa.

In qualche modo è un film che mette in scena un tentativo di conservazione dell’ordine patriarcale, Antonio
cerca di imporre la sua legge e di tramandarla ai figli. E’ vero che Antonio è simbolo di questo eros, però a
modo suo è un uomo che interpreta il ruolo del pater familias, è un uomo che cerca di tramandare il suo
ordine. In particolare rispetto al figlio, il modo che trova Antonio per passare questa legge è di insegnargli a
imitare tutte le firme e tutte le calligrafie. Antonio è bravissimo in questo, lui stesso è stata un falsario, per
cui questa trasmissione della calligrafia è paradossalmente il modo che ha Antonio di mantenere l’ordine
patriarcale. Questo ordine patriarcale rapidamente si sgretola, Antonio viene ucciso dalla moglie. La
ribellione di Gloria, con l’uccisione del marito, sembra aprire un nuovo spazio di autonomia per la
protagonista, si ritrova da sola senza dover accudire a tutti gli altri, eppure si rende conto di essere in piena
solitudine. Con il marito morto, la nonna e il figlio ritornati in paese, la vediamo ritornare a casa e
apprendere che non ha più nulla, si affaccia alla finestra e tentativo di suicidio. Il ritorno del figlio minore in
qualche modo la salva. Questo ritorno del figlio minore, il ragazzino che prende le redini della famiglia,
sembra quasi suggerire che sebbene il patriarcato sia andato in frantumi, non c’è un alternativa per questa
donna, è di nuovo un uomo a ornare e impressionarla. Questa idea della mancanza di alternativa, richiama
un altro film di Almodovar che è “Légami”. In Légami Almodavor sembra suggerire un alternativa a quello
che è il fidanzamento tradizionale. Assistiamo ad Antonio Banderas nei panni di uno psicopatico che bussa
alla porta di una pornostar, che aveva già conosciuto e di cui era già innamorato, dare un pugno in faccia,
sequestrandola e sperando che prima o poi lei si innamori di lui. C’è una scena estremamente significativa,
Banderas sposta questa sua reclusa da un appartamento a un altro, mentre lei è ancora legata, la solleva
come fanno gli sposi prima di varcare la porta di casa, però le corde penzolano dal suo corpo. Quello che si
vede è un fidanzamento fuori dagli schemi, perché poi alla fine i due si comporteranno come sue fidanzati
normali. Quando finalmente la protagonista verrà liberata anziché riconquistare la propria autonomia,
andrà a cercare Banderas per costruire un rapporto.

Almodavor sfida i rapporti questi rapporti tradizionali, sembra voler proporre rapporti alternativi, ma alla
fine rientra sempre.

(visione di una parte del film legata al sesso prostituzione domestica, la donna che si concede al marito )

Un accenno alle canzoni scelte da Almodovar. Tutti i testi che noi sentiamo nel film ci dicono qualcosa della
storia. I testi citati veicolano un messaggio che si avvicinano alla trama della storia.

(visione di un'altra parte)

Almodovar mette in scena la lotta tra EROS e MORTE, EROS e THANATOS, scegliendo il corpo come campo
di battaglia. In questa fase Almodovar è capace di richiamare le altre arti, il suo cinema diventa una specie
di arte nell'arte. Anche se è vero che rimane fedele a se stesso, e continua a parlarci di corpo, di desiderio,
di morte, lo fa sicuramente con mezzi tecnici diversi, con una consapevolezza diversa, essendo capace di
coinvolgere nel suo discorso anche teatro, danza, il cinema nel cinema, la musica ecc, tutte le arti al servizio
del messaggio che vuole veicolare.

Almodovar è consapevole che il corpo è un NODO DI SANGUE, un nodo che è sicuramente molto materiale,
ma non è mai solo quello. Il corpo è il verbo, e il verbo si incarna. Esplorazione tra questo confine tra corpo
e anima, verbo e sua incarnazione. Cinema molto ambizioso, va a mettere la macchina da presa in un
territorio molto difficile da esplorare. Il suo cinema è comunque fortemente legato alla cultura cattolica, in
questa visione di corpo e anima.

*legge le slides sul confronto tra 'todo sobre mi madre' e 'hablo con ella' parola per parola*

Scelta di Manuela (todo sobre mi madre) di seguire il cuore strapiantato di suo figlio indica un confine
sfumato tra concezione di vita/morte.

'Hablo con ella' parla di due donne in coma, di una delle quali si innamora un infermiere, altro confine
sottile tra vita/morte.
ARCHETIPI FONDAMENTALI:

-desiderio

-morte

-seduzione

-maschile e femminile (che sono ruoli costantemente ribaltati, Almodovar gioca da sempre con questo
ribaltamento dei ruoli tradizionali, ad esempio in 'hablo con ella' una delle due donne è una torera, e la
vediamo scendere in arena ed essere incornata da toro, è un personaggio sensuale ma anche una figura
molto mascolina a causa del lavoro che fa)

TODO SOBRE MI MADRE:

titolo: tutto su mia madre

gia dal titolo Almodovar ci fa capire che vuole descrivere un universo matricentrico, in cui il femminile e il
materno assumono una domensione assoluta, la madre è il tutto. Il tutto in cui annientarsi, in cui fondersi.

Il titolo è anche ripreso dal titolo di un film, 'ALL ABOUT EVE', 'tutto su Eva', che noi vediamo all'interno del
film, quando Manuela ed Esteban stanno cenando, accendono la televisione e sta passando questo film,
ovviamente non è un caso.

Le donne e il teatro sono protagoniste tanto di 'all about Eve' quanto di 'todo sobre mi madre'.

'All about Eve' racconta di una attrice di teatro di nome Margot nel pieno della sua carriera, che riceve
improvvisamente la visita di una fan: Eva. Eva si presenta come il tipo di fan spaventata, quasi timorosa di
parlare con il suo idolo, dichiara di avere visto tutti gli spettacoli di Margot, e Margot decide di assumerla
come segretaria.

(In 'todo sobre mi madre' questo film viene citato piu volte oltre alla scena della cena, a Manuela viene
detto 'sei come Eva!'.)

Margot però dopo averla assunta, scopre che quella della ragazzina sprovveduta di Eva era solo una recita,
in realtà è solo un mostro d'ambizione che vuole sostituire Margot come attrice, sedurre il fidanzato di
Margot e rubarle le amicizie. Margot pero è sostenuta dal fidanzato e da alcuni amici fidatissimi, che si
renderanno conto durante la storia di quanto sia pericolosa Eva, e riescono a neutralizzarla.

Oltre al fatto di avere protagoniste femminili, Almodovar vuole richiamare l'attenzione sulla dimensione
teatrale, donne che recitano, donne che salgono su un palco.

Almodovar in questo film punta tutto sulla madre, e fa emergere per la prima volta una vena
assolutamente tragica. Questa vena tragico-drammatica che nei precedenti film era rimasta coperta, qui
emerge con tutta la sua potenza. Almodovar risulta essere in grado di reggere il peso di un film
drammatico.

*visione delle prime scene di 'todo sobre mi madre*

I titoli di testa si confondono, si sovrappongono con questo reparto di terapia intensiva, il luogo che
Almodovar sceglie come inizio di questa storia. Manuela come lavoro fa la coordinatrice di questa sezione
di trapianto degli organi, la vediamo consultare la lista incrociata di donatori e possibili riceventi. Idea
dell'incrocio. Zoom, primo piano su questa sacca di plasma che spilla le gocce, siamo alla fine di una vita,
ma quando questa vita finisce, potrà salvare la vita ad un'altra persona.

Abbiamo visto in questa parte anche come il viso di Manuela esprima tutta la freddezza della sua
professione, sembra quasi che il dramma della morte che si consuma davanti a lei non la tocchi.

Contrasto tra la asetticità della clinica e la scena successiva, che ci porta in casa di Manuela, con colori
sgargianti (rosso, giallo ecc), ambiente pieno di calore, molto vitale. Manuela che prepara la cena è una
scena molto normale, domestica. Ma questo rapporto particolare tra Manuela e il figlio si intuisce gia dalla
prima sequenza insieme. (senso del dialogo che viene perso nella traduzione italiana):

MANUELA: “Mangia! Come puoi farti una carriera se non metti su un po di massa? ('hacerte una carrera' in
spagnolo vuol dire 'prostituirsi')”

ESTEBAN: “Non c'è bisogno di mettere su massa per prostituirsi, ma c'è bisogno di un buono strumento
(buen rabo), ma tu saresti capace di prostituirti per me?”

MANUELA (accarezzando la guancia di suo figlio che rivela tutta la carnalità che c'è nel loro rapporto dice:
“Sarei capace di fare qualsiasi cosa per te”

Abbiamo visto Esteban prendere appunti, sta scrivendo un romanzo, che confessa essere proprio su sua
madre. Il fatto che Esteban prenda sempre appunti osservando Manuela lascia un pò perplessa la
protagonista. Esteban sta per compiere 17 anni, il giorno dopo sarà il suo compleanno, quindi sta per
entrare nel mondo degli adulti. Per cui Manuela capisce che questo suo scrivere un romanzo su di lei è una
forma di staccarsi da lei, di oggettivizzare questo rapporto, di rendersi indipendente, e Manuela
probabilmente non è pronta per questo. Per cui Esteban sta vivendo un momento delicato, di transizione.
Per i suoi 17 anni Manuela gli fa un regalo: un romanzo di Truman Capote. E Manuela legge proprio l'incipit
di questo romanzo a Esteban, ed è lui che gli chiede di farlo come quando era bambino. Per cui questo
passaggio verso l'età adulta non è cosi semplice, è complicato staccarsi dall'utero materno. Il passaggio che
Manuela legge di questo romanzo è molto duro, perché Capote in questo passo dice che
fondamentalmente la scrittura non è un passatempo, ma è una cosa che riduce in schiavitù, lega, rende
dipendente lo scrittore. Almodovar cerca di farci capire che Esteban si sta staccando dalla dipendenza della
madre, verso un'altra dipendenza, quella della scrittura.

La scena successiva ci riporta a teatro, e qui vediamo rappresentato 'Un tram chiamato desiderio'.

Manuela ammette che questa pièce teatrale ha segnato la sua vita. Ed effetivamente c'è l'identificazione
con il personaggio della protagonista Stella.

'Un tram chiamato desiderio' racconta di una famiglia spezzata, una famiglia che subisce un
allontanamento, in particolare di due sorelle, perché una delle due lascia questa famiglia agiata e ricca, per
sposarsi con un immigrato polacco abbastanza gretto e abbastanza brutale. Stella evidentemente parla a
manuela della sua stessa situazione. Anche Manuela da giovane ha lasciato tutto, ha lasciato la sua città
natale e la sua famiglia per sposarsi con una persona che poi si rivelerà essere come il marito di Stella,
brutale e aggressivo.

Per cui c'è una identificazione totale. Ancora una volta Almodovar sceglie una pièce che ci racconta
qualcosa di più della storia. Cosi Manuela guardando questa rappresentazione rimane sconvolta, da una
parte le ricorda la sua giovinezza, dall'altra si identifica con una delle protagoniste. E rivela una cosa
importante al figlio Esteban uscendo dal teatro, non solo che lei era stata protagonista di questo dramma,
ma co-protagonista era stato il padre, nel ruolo di Kowalski. Per cui questa pièce ha un significato
particolare anche per Esteban, il cui desiderio più grande è sapere qualcosa del padre. Tutte le fotografie
che Esteban trova a casa sono tagliate a metà, per cui Esteban chiede esplicitamente a sua madre come
regalo di compleanno quello di sapere tutto del padre. E la madre gli fa questa promessa di raccontargli
tutta la verità una volta tornati a casa. Succede però qualcosa. Esteban viene magnetizzato dallo sguardo
dell'attrice, che esce dal teatro, si infila su una macchina, parte a grande velocità, mentre lancia dal
finestrino posteriore questo sguardo assolutamente magnetico. Questo scatena un'attrazione
incontrollabile per Esteban, che si stacca dalla madre e rincorre questo donna, questo sguardo, e finisce per
essere investito.

Tutta la scena dell'investimento, dell'incidente, è una citazione letteraria. Almodovar prende questa
sequenza da un film da un regista che ama molto, 'la sera della prima' di John Cassavetes. Nella quale una
grande attrice, una volta uscita da teatro, viene seguita da una giovane ammiratrice che viene investita.
Anche in questo film, come in Almodovar, c'è questo finestrino dell'auto che fa da barriera. Nel film di
Cassavetes però la trama di svilupperà in altro modo, perché l'ammiratrice diventerà un fantasma che
perseguiterà l'attrice per tutto il film. Almodovar decide invece di non fare un ghost story, e e sceglie per
raccontare la morte di Esteban quel punto di vista che ci ha illustrato il collega lo volta scorsa (*non c'ero
quindi mi spiace non lo so*) che ci fa intendere che l'ultima cosa che Esteban vede prima di morire è
proprio la madre. Quindi possiamo dire che effettivamente Esteban si è staccato dalla madre, ma non nel
modo che avevamo ipotizzato all'inizio, ovvero scrivendo un romanzo su di lei, bensì è subentrata una forza
ancora più potente della madre, ovvero quella dell'attrice, della maschera. Huma rapprenta il teatro, la
maschera dell'attrice che sa essere in qualche modo colei che ci attira in un cerchio magico, che può anche
essere quello della morte. Lo sguardo che Huma lancia su Esteban lo porta appunto a staccarsi dal lato della
madre e ad annientarsi. In questa figura femminile che è ancora più dominatrice.

Mercoledì 25-11-15

"Todo sobre mi madre" di Pedro Almodovar


Abbiamo Introdotto questo film partendo dalle riflessioni sul titolo. Già la prima sequenza del film è
pervasa da correnti drammatiche, in particolare incentrata in questo rapporto tra madre e figlio.
Manuela la madre, là si vede passare tra la clinica, dove fa la infermiera e assiste al dramma della
morte agendo in maniera molto fredda e con personalità, per poi passare a casa, con colori caldi
tipici di almodovar. Il figlio Esteban, nodo cruciale della prima sequenza, sta vivendo un passaggio
importante, dall adolescenza all età adulta. Manuela al suo compleanno gli regala un libro sulla
scrittura perché Sembra che il destino di esteban sia di allontanarsi dalla madre attraverso l
oggettivazione del romanzo. Prende appunti sulla madre, sembra intenzionato a Scrive un
romanzo sulla madre e Manuela non sembra apprezzarlo perché percepisce il distacco con il figlio.
Il distacco non avviene attraverso il romanzo ma attraverso un incidente. Già le prime scene ci
portano a teatro. Il rapporto tra vita e teatro e la dimensione teatrale è un altra cifra essenziale di
questo film. Se almodovar cita "all about Eve", la citazione è molto significativa. Questo film
propone una visione del femminile in relazione al teatro. Film che giocano su questa dimensione.
Propone una visione delle donne che recitano, donne che mentono. Il primo inter testo è questo
film che gioca tutto tra la dimensione sospesa di camerino e palcoscenico. Manuela sembra
comportarsi come Eva la protagonista di" all about Eve", quando si infila nel camerino di huma e
recita una parte che inizialmente non era stata assegnata. Il secondo Inter testo riguarda "un tram
chiamato desiderio". Manuela e esteban sono a teatro, la sera del compleanno di Esteban,
Esteban apprezza la rappresentazione che va in scena ma Manuela la vive con Patos, commuove,
questo perché rivedendo e rivivendo" un tram chiamato desiderio", ripercorre un momento della
propria giovinezza quando questa stessa parte, l aveva interpretata a fianco del suo ex marito
esteban diventato Lola e dall altro latro, Manuela si identifica con stella, una delle protagoniste,
che si stacca dalla sua famiglia per sposarsi con un uomo, rude, bruto, immigrato polacco che non
si rivela all altezza della sue aspettative. La stessa vicenda che è toccata a Manuela, che ha
lasciato la sua famiglia, e si è trovata a vivere nella condizione di sposa di un uomo che
progressivamente si sta per trasformare in donna. La chiave di questa partecipazione la spiega lei
stessa al figlio uscita da teatro. Racconta a Esteban che, la parte del kowalski era stato
interpretato da suo padre. Esteban chiede da questo punto di suo padre e vuole sapere tutto su di
lui, di ricostruire il pezzo della sua vita mancante. Tutte le foto sono tagliate, manca le foto del
padre.Manuela fa la ripromessa di iniziargli a raccontare tutto di questo padre assente. Questo non
succederà mai poiché Estebn nel tentativo di avere questo autografo da HUma , stella del teatro,
inseguendola sotto la poggia, insegue la sua macchina che parte abbastanza velocemente. Quello
che abbiamo aggiunto è una citazione letteraria. Almodovar ama citare l amato Hitchcock. Anche s
in alcuni casi ne fa anche la parodia. Almodovar per rappresentare la morte di Esteban, investito
da un auto nel tentativo di avere l autografo, Insegue la sua stella di teatro preferita. tutta la scena
della morte di Esteban è una citazione quasi letterale di una sequenza di "la sera della prima" di
cassavetes. Anche in questa storia, come in questo film, Il vetro del finestrino fa da barriera tra la
stella e la fan. Esteban si trova anche in cassavetes con la morte della fan. Il punto focale è
collocato allo sguardo che huma lancia dall auto al ragazzo sotto la pioggia. la morte è causata si
dalla morte, ma ciò che porta Esteban a staccarsi è proprio lo sguardo, uno sguardo a cui non può
sottrarsi. Esteban si stacca dalla madre perché attratto da una figura femminile ancora più potente,
ancore più seducente. Il momento della morte è l ultimo momento in cui il ragazzo guarderà la
mamma con uno sguardo esterno. Manuela sembra agire e compiere delle azioni proprio come
quelle che erano state immaginate da Esteban e scritte come appunti sul suo quadernino. Manuela
accorre urlante come una eroina della tragedia greca, ripresa da una prospettiva capovolta ed
obliqua. È l ultimo momento in cui il ragazzo guarda dall esterno la madre: quel momento coincide
con la morte. Dopo la morte troviamo uno dei più grandi capovolgimenti di questo film, porta
Manuela a tornare nella clinica e a interpretare un ruolo diverso a cui era abituata. Se era lei la
coordinatrice delle unità dei trapianti che doveva comunicare alle famiglie la possibilità di espianto
degli organi, questa volta è a lei comunicano la morte celebrale del figlio e a lei comunicano la
possibilità del espianto degli organi, ancora una volta lancia un urlo straziante. Seguiamo, insieme
a Manuela, vestita di scuro come se fosse una spia, il cuore di Esteban che viene trapiantando nel
corpo di un adulto. Manuela insegue il corpo di suo figlio. centra molto la "Bontà degli sconosciuti"
a cui tante volte si riferisce Huma. A mette in bocca questa frase anche a Huma Rojo reale, non
personaggio. Huma si troverà a chiedere un favore a Manuela e proporrà questa battuta: " ho
sempre creduto nella bontà degli sconosciuti". Huma sembra non avere una dimensione al di fuori
del palcoscenico, non ha una vita come donna, è unicamente attrice. La sua condanna è quella di
rappresentare sempre una parte, un personaggio e almodovar e ce lo fa intuire. Le donne, prima
vengono rappresentate come lavoratrici e poi il secondo step è quello di vedere queste donne nel
caldo di una dimensione domestica,privata, tutte tranne huma. A lei è negata questa dimensione
domestica privata, non la vediamo nemmeno mai in una stanza d albergo nella sua intimità. È
sempre solo maschera, personaggio. Gioco di incrocio di destini fa parte di una dimensione molto
teatrale che Almodovar cerca di mettere dall inizio alla fine del film. Siamo in mezzo a una
dinamica molto teatrale, fatta da una inversione di ruoli e peripezie nella seconda parte del film si
vanno ulteriormente infittendo. Manuela, sceglie di lasciare Madrid, vuole ritrovare Lola, il suo ex
marito. Il momento in cui Manuela decide di lasciare la sua vita di Madrid per andare a Barcellona
dietro le tracce di esteban, Lola. Questa scena è il punto di passaggio dalla tragedia alla
commedia. Manuela sta entrando in un tunnel di pazzia perché il dolore che ha vissuto la sta
portando alla pazzia. Lei ricorda di avere fatto lo stesso tragitto ma al contrario, da Barcellona a
Madrid, quando era scappata da uno ex marito con in grembo il bambino. L immagine di un'Arteria
nella quale scorre il sangue, di cui sentiamo le palpitazioni nel sincopato procedere del convoglio
sui binari. Alla fine del tunnel si vede un punto luminoso che indica un ritorno alla vita. Manuela è
pronta a tornare alla vita. Questa sensazione di calore rappresentata dal sangue che scorre delle
vene è rappresentata anche nella scena seguente quando Manuela si fa accompagnare da un taxi,
passa dalla sagrada familia, riflessa anche nel finestrino, e poi il taxi arriva in una specie di girone
dantesco dove prostitute si concedono. Anche qui Nonostante la materia bassa, il sublime di
queste prostitute, transessuali, l atmosfera di questo calore non viene smentita. Si riapre alla
speranza, a una nuova possibilità. Manuela tornerà a vivere grazie al teatro. Proprio a Barcellona
che Avrà il coraggio di salire sul palcoscenico nel ruolo di stella e di saldare i conti col proprio
passato. In questa Barcellona bassa, fatta di trans, prostitute, c e il momento in cui M ritrova
agrado, un personaggio fondamentale nella sua storia. Il film va verso la commedia, si infittiscono
le peripezie e la trama si snoda in una maniera tipicamente almodovariana. Si assiste a
improbabile intrecci, coincidenze che sono poco credibili ma che sullo schermo funziona. Manuela
si immerge in questa Barcellona e con agrado riscopre il suo mondo della gioventù, il suo passato,
fatto di mondo basso caratterizzato della prostituzione. Agrado personaggio con connotato
decisamente positivo. Troviamo tanti punti in comune tra agrado e il personaggio del infermiere di
"hable con ella". Personaggio che si dedica agli altri con una interpretazione non convenzionale
della virtù cristiana della carità. Per agrado sembra paradossale perché è una prostituta, ma il suo
modo di praticare la prostituzione è volto alla generosità. E lo stesso infermiere svolge il suo lavoro
con lo stesso spirito di carità cristiana. Due personaggi che con molta ambiguità e molti lati oscuri,
incarnano anche l aspetto di porsi al servizio degli altri. Caratterizzata Agrado per la spontanea
generosità con la quale si apre agli altri e alla sua prostituzione. Il modo in cui attua la prostituzione
è in modo caritevole, generoso. Con lo spirito di carità cristiana, decorsi al servizio degli altri. Il suo
stesso nome agrado "cercato per tutta la vita di rendere gradevole la vita degli altri". Agrado nel
suo monologo va elencando tutti le parte ricostruite nel suo corpo, eppure, tipicamente
almodovariani, in questo esasperare l artificio, agrado trova la autenticità. In questo monologo
vincola un messaggio molto importante che Il corpo, nonostante sia rifatto, ha permesso di
avvicinarsi all immagine che lei ha del suo corpo, la sua immagine ideale. Agrado ha trovato la sua
autenticità attraverso l artificio. Una delle immagini più potenti del film si svolge verso la fine, una
delle scene conclusive. Grande Capacità di almodovar di coordinare i lavori tecnici, la fotografia,
colori che rendono così potenti le immagini. Lola che è stata cercata per tutto il film, appare. non
poteva che comparire in un cimitero, mentre si celebra la morte di suor rosa. Lola viene inquadrata
dal basso, nelle scale. Ci appare una immagine di un morto che cammina, ma non privo di
bellezza. In questi suo incedere avvertiamo tutta la forza negativa che risplende. Ci sono molte
cose che accomunano Lola e huma. Non possiamo dire che sono personaggi negativi. Lola è
capace di fagocitare,di portare alla distruzione tutti i mal capitati che finiscono nel suo raggio di
azione( es suor rosa, e anche Manuela aveva rischiato) è un seduttore seriale, un abisso di
egoismo bulimico e annichilente. Le affinità che uniscono e la potenza seduttrice che sprigionano
entrambe , questa potenza seduttrice trovano la massima espressione proprio a teatro. Lola aveva
partecipato a delle compagnie ma il teatro in Lola è la vita stessa dal momento in cui Interpreta
questa femminilità che non gli appartiene. Il teatro è una dimensione comune a entrambe, Lola
aveva sedotto Manuela a teatro, era lì che era iniziata la loro storia e a teatro Huma ha portato via
alla stessa Manuela suo figlio. Visione, dimensione ambivalente del teatro, può essere letto con
questa funzione ambivalente: che da una parte può salvare la vita, ci permette di travestirci,
recitare, sdoppiarci, attraverso il teatro si può ritornare a vivere, come ha fatto Manuela. Agrado
vive una vita autentica grazie alla recitazione di un personaggio che è quello del travestito; Il teatro
è anche la dimensione della finzione, della messa in scena, della maschera che ci attira al suo
cerchio magico chiedendo in cambio niente se non l anima. Il teatro si configura come pulsione di
morte, incartanti da HUma e Lola. Il film si conclude a teatro. Manuela torna a fare visita alle sue
amiche che stanno per mettere in scena uno spettacolo, non è più "un tram chiamato desiderio",
ma un omaggio a García lorca. Con almodovar, Entrambi grandi registi di donne, omosessuali e
interessati alla maternità. Assistiamo a delle prove e il pezzo che si riesce a vedere riguarda la
maternità. Huma interpreta una madre che ha perso il suo figlio che mette le mani nel sangue di
suo figlio per poi leccarsele e dice che non gli fa schifo il sangue di suo figlio. Scena finale: siamo
nel camerino della attrice, agrado lavora come assistente di Huma, Manuela è andata a trovale
perché vuole dare loro una bellissima notizia. Il figlio che ha adottato ha neutralizzato il virus dell
aids e non è malato. Ultima immagine è inquietante, riservato a huma, sguardo assassino, fatale,
sguardo gettato su uno spettatore con una battuta finale "ci rivedremo". In una prima battuta
questo "ci rivedremo" sembra rivolto a agrado e Manuela che sono nel camerino, ma è molto più
evidente che questo Sguardo e battuta come una sorta di minaccia, una frase carica di ambiguità,
sembra suggerisci almodovar che questa frase riguardi la madre, la madre regina della notte,
madre capace di annullare e annientare e che rubare la scena alla madre della nutrice, quella della
cura, la madre del giorno, dispensatrice di vita. Sembra prevalere l aspetto scuro, notturno. Il
tragico circolo tra materno e seduttivo è pronto a ripartire le ferite sulla carne del uomo.

VIDEO
1-Il viaggio di Manuela che da Madrid va a Barcellona in treno;
http://youtu.be/6mPPmazIzcA
http://youtu.be/6mPPmazIzcA

2-Monologo di Agrado a teatro


http://youtu.be/iBh2PGBDn1Q
http://youtu.be/iBh2PGBDn1Q

3-Scena finale: Lola arriva al cimitero e parla con Manuela

4-Scena finale in camerino tra Huma, Agrado, Manuela

5-Omaggio a Lorca
http://youtu.be/Bz8xTJ2hcms
http://youtu.be/Bz8xTJ2hcms
(I riferimenti alla maternità sono molto espliciti. Importante il concetto di corpo sia per almodovar
sia per lorca, "astuccio prezioso che si può rompere").

Le elezioni del 1977 sono state vinte da Suarez con UDC, ma in realtà le ha vinte Adolfo Suarez.
Las cortes che sono state elette diventano cortes costituyentes, a poche settimane dalle elezioni
del 1977. una delle grandi sfide della Spagna democratica. La Spagna si configurava democratica
e pluripartitico e quindi bisognava elaborare una costituzione. L' ultima costituzione, carta, era una
farsa di Franco, " fuero de Los españoles", che consisteva in un insieme di doveri dei cittadini. Non
si mettono tutte le cortes a elaborare la costituzione, ma ha dei padri scelti,La commissione
costituzionale. saranno sette deputati scelti per elaborare questa nuova carta costituzionale. In
questi sette c'è un grande escluso. 3 uomini del UDC, il partito vincitore di Suarez, 1
rappresentante del PCE, che aveva rischiato di non essere ammesso alle elezioni, non solo
partecipa alle elezioni, anche se con scarsi risultati, ma ha un esponete viene anche inglobato tra
questa commissione, 1 rappresentante del PSOE,1 rappresentante tra i catalanisti,per difesa della
autonomia catalana e delle autonomie,1 uomo di azione popolare, centro destra moderato. tra i
grandi esclusi: Non è citato nessun basco e neanche un generico rappresentante degli interessi
baschi. Hanno incaricato un catalanista, già impegnato nella discesa della autonomia della
Catalogna, di occuparsi anche dei paesi baschi. I baschi si sono inferociti in quanto esclusi da
questo processo. Grande dissenso da parte del PNV. Si è sentito defraudato, messo da parte in un
momento così importante quale la scrittura della costituzione. L'Eta crescerà molto dopo questo
errore politico delle cortes. La maggior parte della popolazione naturalmente non è terrorista però
questo senso di distacco ha pervaso per anni l intera popolazione. I sette padri costituenti si
mettono a lavoro, utilizzando sempre una parola chiave: il consenso. L idea era che la stesura
degli articoli dalla costituzione dovesse essere tale da creare questo consenso. Non doveva
essere una costituzione di partito, doveva essere una costituzione che accontentasse tutti e che
permettesse a tutti gli spagnoli di vivere in pace, ricostruire questa nuova Spagna. Evitare
contrapposizioni accese, aspre e si voleva evitare di riaprire vecchie ferite. Un'altra delle
caratteristiche della costituzione molto visibile è la delicatezza dei toni, volti a favorire questo
consenso, conciliazione. L altra faccia del consenso è l oblio, la dimenticanza del passato.
Talmente tanto attenta a non accendere i toni che si dimostra a volte ambigua. O se non ambiguo,
A volte non si risolve le questione, le rimanda ad altre sedi come il caso delle autonomia. Nella
costituzione del 78 si dice che si apre la possibilità alle regioni, province di costituirsi come
comunità autonome ma si rimanda a specifiche leggi, quindi fuori dalla costituzione, la
organizzazione pratica di questo processo e anche specifiche leggi, il rapporto tra comunità e stato
centrale. Nella costituzione questo tema così delicato, cruciato che conformerà la Spagna plurale
di oggi sarà trattato in modo molto delicato. I sette forniscono al parlamento una bozza che non
viene accettata, anzi, vengo richiesti più di mille emendamenti dai parlamentari. La prima bozza
non è stata particolarmente apprezzata. Occuparsi di 1000emendamenti per la commissione dei
sette voleva dire un gran lavoro, un Gran lavoro di consenso, accordi. Tutto questo trattare nelle
sedi costituzionale e anche non, si arriva al ottobre del 78 quando camera e senato approvano la
costituzione.
Non viene avviato alcun tipo di processo nei confronti degli ex capi, politici di spicco dell'era del
franchismo. La non rottura, la continuità porta proprio questo. Si voleva scordare il passato senza
nessuna percussione, non ci sono state lacerazioni, destituzioni. Tanti hanno voluto avere un
risarcimento. la giurisdizione del risarcimento è molto attuale, però è rimasta una cosa che in
Spagna non è stata considerata. L unica cosa era stata fatta da Zapatero ai famigliari di coloro che
volevano riaprire le fosse comuni per trovare i corpi dei loro parenti e dare loro una degna
sepoltura. C è una campagna molto forte per il recupero della memoria.
Come viene vista la figura di Franco? Ci sono ancora dei nostalgici. nel 81 c è un tentativo di colpo
di stato che vorrebbe riportare la Spagna a prima di Suarez e prima di questa deriva,secondo loro.
Per la Spagna un drappello di militari, le teste sono tre,irrompono nel parlamento, dichiarando lo
stato di guerra di Valencia, mobilitando i catramati e Agiscono dilaniando l appoggio del re, dicono
che agiscono con L appoggio del re. Ovviamente il re Juan Carlos non sapeva nulla e ordina ai
cospiratori di rientrare nel ordine e l'obbedienza del re e della costituzione che era stata approvata.
Non tutti erano convinti fosse la strada giusta quella della democrazia. Alcuni erano convinti che il
futuro della Spagna dovesse essere ancora una dittatura o un governo militare. Non era totale la
adesione a questi spazi alla democrazia o alla modernità.

Giovedì 26-11-15

Las Cortes elette, dopo poche settimane, diventano Cortes Costituyentes.


Viene eletta una commissione costituzionale che sceglie i sette deputati chiamati
“padri della costituzione” che vengono scelti appositamente per scrivere la
Costituzione spagnola. Di questi, tre provengono dal partito vincitore,uno è
comunista, uno socialista, uno esponente dell’area catalanista e uno di
“acciónpopular”.
Possiamo notare come il grande escluso sia il País Vasco che si ritrova senza alcun
rappresentante che fosse direttamente interessato alla tutela degli interessi dei
baschi. Non potendo essere lasciato totalmente senza rappresentazione, l’incarico di
occuparsi degli interessi del País Vasco fu affidato al deputato catalanista.Ciò,
ovviamente, comportò una reazione furiosa da parte dei baschi, appoggiati dal PNV
( PartidoNacionalista Vasco) e un generale scontento.
I sette “padri costituenti” basarono la loro azione su di una parola chiave che li
accomunava tutti: CONSENSO. Infatti, in primo luogo, la stesura degli articoli della
costituzione doveva creare consenso, ossia, non doveva essere espressione dei
singoli interessi, ma doveva accontentare tutti e permettere a tutti di vivere in pace
nella nuova Spagna.
Si voleva anche evitare aspre contrapposizioni e le divisioni. Per questa ragione una
delle caratteristiche della Costituzione è la delicatezza dei toni che aveva l’obiettivo di
non essere eccessivamente schierata da una parte piuttosto che da un’altra ma che
spesso risulta ambigua.
Dopo la stesura della prima bozza la Costituzione fu rinviata ai sette padri, con la
richiesta di più di 1000 emendamenti da parte dei Parlamentari.
Raggiungere accordi tra le parti risultò difficile ma alla fine nell’ottobre 1978 Camera
e Senato approvano la Costituzione, consenso che venne poi confermato dal popolo,
quando alle elezioni fu approvata con una maggioranza dell’87%.A questo
referendum si astiene in segno di protesta il Pais Vasco, sentendosi messo da parte.
PREAMBOLO:
La costituzione prevede, prima dei vari articoli, un preambolo la cui scrittura è stata
affidata al letterato socialista, all’epoca era sindaco di Madrid e sostenitore della
movida, Enrique TiernoGalvàn. In questo preambolo egli scrive “La Nacion española,
deseando establecer la justicia, la libertad y la seguiridad y promover el bien por
cuantos la integran, en uso de su soberania, proclama su voluntad de: Garantir la
convivenza democratica dentro de la Costitucióny de las leyes, segun un orden
económico y social justo;Consolidar un Estado de Derecho que asegure el imperio de
la ley como expresión de la voluntad popular.”
Si accetta l’autonomia delle comunità senza però perdere di vista che la Spagna
continua ad essere una e indivisibile e che tutte le comunità devono crescere allo
stesso livello; ciò comporta che se una comunità è meno favorita in questa
espansione, o più debole, per il principio di giustizia quelle più forti dovrebbero
aiutarla.
“La costituzione deve proteggere tutti gli spagnoli e i popoli della spagna
nell’esercizio dei diritti umani, nonché le loro cultura, tradizioni, lingue e istituzioni”.
Secondo questo principio ogni cultura e folklore regionale ha uguale peso e viene
tutelato e valorizzato in ugual modo, a differenza di quanto era accaduto sotto
Franco.
Alla fine si cita la “collaborazioneper il rafforzamento delle relazioni pacifiche e di una
fruttuosa cooperazione tra tutti i popoli della terra”.
CONTENUTO:
Il primo contenuto della Costituzione è che la Spagna è uno Stato sociale e
democratico di diritto. La sovranità appartiene al popolo. La forma politica è la
monarchia parlamentare.
Si citano il diritto a vita, la libertà ideologica e religiosa, l’integrità fisica, il diritto al
lavoro e il diritto di disporre di un’abitazione degna.
Il re è capo dello Stato ma con potere puramente formale, mentre i poteri reali
spettano a Parlamento e Senato; la Cortes ha due camere ed ha potere legislativo; il
Consiglio dei ministri ha potere esecutivo, si occupa di politica interna ed estera; il
potere giudiziario affidato a giudici e magistrati. Al tribunale costituzionale è affidato
il ruolo di controllo sulle decisioni dei parlamenti delle varie comunità che non
devono violinare la Costituzione.
L’Art 2 si preoccupa di coniugare unità dello Stato e autonomie regionali. Riconosce
pari dignità alle lingue locali. Anche rispetto alle bandiere c’è tutela e rispetto (le
varie istituzioni possono sventolare la bandiera dell’autonomia, affiancata
ovviamente a quella nazionale). Di fronte a questi diritti i catalani sono molto
soddisfatti, al contrario i Baschi no in quanto volevano il diritto alla secessione, una
vera e propria indipendenza.
La costituzione usa un linguaggio tenue e moderato, a volte anche ambiguo, senza
risolvere le questioni: si dice che verranno indicate le vie legali affinché alcune regioni
(dotate di particolari requisiti) possano chiedere di costituirsi come Comunità
autonome con i propri Statuti (che devono essere approvati da la cortes generale).
Non indica, come si nota, ad esempio quali siano effettivamente i requisiti necessari.
Tra ’79 – ’83 si costituiscono le attuali 17 Comunità, ciascuna con una propria
assemblea legislativa e un proprio governo, con possibilità di emanare leggi, a patto
che non siano in contrasto con costituzione.
Quello che veniva detto nel preambolo viene specificato poi nel contenuto:per
esempio si ripete il principio di solidarietà ed equilibrio economico tra le regioni
autonome, a sottolinearne l’importanza.
QUESTIONE BASCA
I Baschi ovviamente non erano soddisfatti; dopo l’approvazione della costituzione e la
conferma di Suarez al governo si scatena una vera e propria problematica, quella
della questiona basca. I baschi rivendicavano la secessione, ma non solo; chiesero a
Suarez anche un’amnistia per prigionieri politici. Rivendicano la possibilità di rivedere
chi aveva lottato per l’autonomia del Pais Basco che erano stati incarcerati, ma
Suarez non accetta.
Richiedono anche che determinati privilegi fiscali venissero ripristinati e questa volta
Suarez non si nega completamente, ma agisce con lentezza, promettendo e, alla fine,
non mantiene gli impegni presi. La strategia usata è quella di una non chiusura
definitiva ma di rallentare i processi. Di fatto, Suarez non vuole negoziare con ETA.
Si apre così il territorio di scontro tra lo Stato Spagnolo e il Pais Basco.
Nel ’79 si torna a votare: Suarez è rieletto con il suo partito UCD, anche se risulta
poco credibile, essendo soggetto a vari scandali.
Alle sue spalle ci sono due partiti che continuano a essere significativi: partito
comunista e socialista. Nel partito socialista è di spicco la figura del giovane politico
Felipe Gonzalez, che diventerà l’uomo politico più amato in Spagna. PSOE quindi
abbandona la linea marxista e si configura come sinistra moderata, mettendo in
discussione la leadership di Gonzalez.
Il Partito comunista invece non è così abile nel ridefinirsi, non rinuncia al suo essere
partito “mobilizator de masas”. Mantiene il suo carattere rivoluzionario, ma cerca
comunque rapporti con l’UCD.
In queste elezioni, a differenza della grande mobilitazione in termini di votanti delle
elezioni precedenti, già segnaliamo un astensionismo significativo in quanto 1/3 degli
aventi diritto al voto non vota. La ragione di questo fatto è da ricercarsi
probabilmente nel desencanto degli spagnoli.Dietro questo termine si celano varie
interpretazioni; potrebbe essere una delusione per la mancata partecipazione ma
anche un’eredità fascista…
Queste elezioni segnano la fine di questo primo momento di pacatezza e
conciliazione, aprendo presto le strade a un momento di deterioramento politico, nel
quale il dibattito politico torna ad accendersi.
In contemporanea ci fu una brutale campagna di ETA accompagnata da molte e
drammatichestragi.
A questo clima di inquietudine si aggiunge l’esercito, un’inquietudine dei circoli
militari che sono nostalgici di Franco e molti erano convinti che il Paese stesse
andando alla deriva. Alcuni cioè leggono il processo di transizione come un passo
indietro.
Generale Mellado, alleato di Suarez e difensore delle riforme, diventa
vicepresiedentee ministero della difesa.
Finisce quindi l’era del consenso, di concilazione; il PSOE si fa violento nei toni e
rifioriscono i partiti più disgreganti e centrifughi (PNV che difende la causa
secessionista basca e Convergencia y Union di Jordi Pujol).
Anche il partito che aveva retto le file (UCD) crolla; tenuto insieme con difficoltà da
Suarez, per via dei dissensi tra i militanti stessi, va alla deriva comportando la fine del
governo stesso. A gennaio del 1981 il presidente Suarez si dimette, spinto anche
dall’idea che imilitari cospirassero di nuovo per rovesciare le sorti della Spagna.
Quindi lui dà le dimissioni con la speranza di favorire un cambiamento in seno a UCD
e che ciò potesse calmare le acque ed evitare il golpe militare.
Ma così non fu; il 23 febbraio 1981, nel passaggio di potere al nuovo presidente,il
colonnello Tejero irruppe armato nelle Cortes e sequestra i deputati dicendo che la
sua insurrezione antiparlamentare era voluta dal re, cosa falsa.
Tejero non è l’unico cospiratore che agisce il 23 febbraio: mentre irrompeva nel
Parlamento, a Valencia il generale Milans del Bosch mobilita i carri armati per
imporre lo stato di emergenza, sospendendo costituzione, diritti e libertà, invocando
ancora una volta il nome del re che invece era all’oscuro di tutto.
Il terzo cospiratore era il generale Armanda, che però pensava che dopo il golpe lo
Stato dovesse passare ad un governo con forte presenza di militari e con una
costituzione diversa da quella approvata.
L’appoggio dei militari però non era unanime in quanto molti restarono fedeli ai
valori della democrazia.Mellado affronta Tejero in un corpo a corpo.
Il re intanto, sentendosi chiamato in causa, agisce repentinamente. Appena
informato, manda una comunicazione ufficiale ai militari dicendo di tornare all’ordine
non solo alla sua figura (egli era comunque capo dell’esercito) ma soprattutto ordine
e obbedienza alla costituzione.
Il re comunica personalmente agli spagnoli la sua estraneità e il fatto che si sta
impegnando nel negoziare, fatto molto apprezzato dagli spagnoli, che riconobbero
ancora di più il ruolo e l’autorità del re.
Tejero, che fu affrontato in un corpo a corpo da Mellado, e golpisti vennero
condannati a 30 anni di galera, che furono negoziati con un buon esito.
AMENABAR

Amenabar ha definito il suo cinema “un cinema di domande, non di risposte”. In


effetti sembra che con ogni suo film voglia sollevare delle domande, questioni a cui
non riusciamo a trovare risposte. Riesce a dar vita a pellicole in cui ci sono vari punti
di vista; magari intuiamo il suo punto di vista ma non otteniamo una risposta
definitiva, lasciando al contrario spazio ad ulteriori interrogativi.
Alejandro Amenabar nasce nel 1972 a Santiago de Chile. La famiglia si trasferisce in
Spagna (a Madrid, per la precisione) per il golpe di Pinochet che rovesciò il governo
legittimo chileno dando inizio ad una feroce dittatura.
Nel 1990 si iscrive alla Facultad de Imagen y Sonido (la facoltà di cinema che vediamo
nel film “Tesis”). Non terminerà i suoi studi perché un professore glielo impedirà
bocciandolo all’esame di pratica
Inizia a realizzare cortometraggi (Luna e Himenoptero) ottenendo un grande successo
e iniziando a farsi conoscere; è un perfezionista dalla forma.
Una volta abbandonata l’università medita la sua vendetta; scegli di ambientare Tesis
proprio all’interno dell’università e far fare la parte del cattivo ad un professore.
Nei suoi film più noti (“Tesis”, “Abrelosojos” e “The others”) ci sono dei punti chiave
che vengono riproposti: tutti i protagonisti ricercano la verità ponendosi delle
domande, e le verità a cui approdano sono spesso dolorose, svelando la falsità del
mondo in cui vivono.
Angela, la prima protagonista del suo primo film (Tesis), è una tesista che studia per
dare risposta ai suoi quesiti, destinata a scoprire una verità particolarmente dolorosa.

Mercoledì 2-12-15

AMENABAR

Il cinema di Amenabar è un cinema di domande. I suoi personaggi esplorano, indagano, si fanno domande,
arrivando a scoprire delle dure verità, ovvero che il mondo e le persone che li circondano sono false.

TESIS

Tesis è il suo primo lungometraggio, realizzato quando aveva 24 anni. Incontra il produttore Louis, che
scommette su di lui e altri artisti attraverso dei finanziamenti. Louis fu un mecenate per molti artisti che
volevano passare al lungometraggio (Amenabar ebbe una grande carriera da cortometrista). Questo film
vinse 7 Goya tra cui miglior film e sceneggiatura che firma in collaborazione con il suo compagno di
università Mateo Gil, ma successivamente i due si separeranno. Firma anche la musica dei suoi film, è
musicista, ha molte abilità, ma risulta discreto nella sua vita privata.

Tesis è un thriller, un genere che considera semplice perché matematico. Per lui fare un thriller è una
scommessa poco rischiosa perché è un genere in cui combinando bene gli ingredienti il risultato e l’effetto
voluti sono sicuri. Sceglie di confrontarsi con una realtà che conosceva bene cioè quella della Facoltà, in
particolare la facoltà di cinema di Madrid. Ci sono spazi che sono riconoscibili e ripercorribili da chiunque,
ma aggiunge anche altri spazi inventati tra cui passaggi segreti, corridoi, sotterranei, labirinti in cui
assistiamo a dei veri e propri blackout. E’ un grande manipolatore, gioca molto sul contrasto buio e luce (In
The Others la luce è un simbolo a cui la protagonista si oppone).

E’ un grande gioco meta cinematografico, in cui i protagonisti sono ragazzi universitari e la violenza nel
cinema e negli audiovisivi è al centro delle loro attenzioni. Non è il film più riuscito a livello di trama, ma la
trama è a servizio dell’idea che Amenabar voleva mostrare. La protagonista Angela è attratta dalla violenza
e lo vediamo già dalla prima scena: un treno che si ferma improvvisamente perché un uomo si è suicidato
buttandosi sotto i binari. La folla si divide in due chi vuole vedere e chi si rifiuta di vedere. Questo è proprio
il punto fondamentale del film. Anche lo spettatore è un voyer: ha la possibilità di sfogare le sue passioni
più basse grazie al cinema. Tutto ruota attorno a questo desiderio di osservare e rifiuto di vedere. Angela
sembra attratta dalla violenza ma poi viene spinta via senza riuscire a vedere l’orrore sui binari, tutto è
concentrato nei suoi occhi. Non c’è una coralità nel cinema di Amenabar, la responsabilità della storia
ricade su un solo sguardo. Angela è una ricercatrice, si fa delle domande, fa ricerche sulla violenza per la
sua tesi, ma ha un atteggiamento snobistico, vuole cercare senza sporcarsi le mani, delega agli altri questo
compito tra cui il suo bonario professore che l’aiuta a procurarsi materiali forti negli archivi segreti della
biblioteca dell’Università. Il professore viene trovato morto proprio in università, dopo aver visto un film.
Un film può uccidere? Domanda cruciale. Prima dell’arrivo di chiunque altro Angela e l’amico
Chemariescono a impossessarsi della cassetta assassina. Vorrebbe vederla ma non riesce, Amenabar non ci
fa vedere nulla della cassetta, ma solo delle immagini attraverso le reazioni di Angela. Angela scopre che
protagonista della cassetta, suo malgrado, era una ragazza della facoltà scomparsa, torturata e uccisa nel
video. Allo sguardo dello spettatore è concesso il minimo. I due scoprono una rete di snuffmovies
all’interno dell’Università. Un elemento chiave nel film è una videocamera che permette loro di scoprire chi
sta facendo questo tipo di film. Scopre che l’assassino è il ragazzo da cui è attratta, Bosco. Vi è un contrasto
tra Chema e Bosco, spesso nel cinema di Amenabar si costituiscono triangoli amorosi. Chema è un nerd
rozzo, amante del metal, film horror e pornografia, Bosco è un giovane di buona famiglia di bell’aspetto e
insospettabile. Chema è attratto da Angela e lei da Bosco. Fin da subito Bosco è presentato come colpevole,
ma si costruisce una presunta colpevolezza intorno a Chema. Questo triangolo viene mediato attraverso la
videocamera e lo schermo (punto in comune con Almodovar). Angela bacia l’immagine di Bosco in TV,
Chema spia e registra di nascosto la ragazza. La scoperta della verità arriverà quasi a costare la vita a
Angela, salvata in extremis da Chema. La violenza è solo suggerita, mai mostrata apertamente. Questo è il
miglior modo per Amenabar di parlare di cinema. E’ un film nel film, c’è una continua presenza di
telecamere e videoriproduttori. Emblematica la scena finale in un ospedale: i degenti dell’ospedale lasciano
tutte le loro occupazioni in attesa delle immagini del TG che la giornalista annuncia essere particolarmente
crude, ma quando si sta per consumare l’orrore Amenabar sceglie di non guardare. Nel dialogo tra Angela e
il professor Castro, i due parlano della tesi di Angela e Castro pensa che la violenza non può essere
censurata, poichè innata. Il regista deve arrivare a capire cosa vuole lo spettatore. La scena finale mostra
come tanta televisione ha disabituato alla lettura. Amenabar mostra abilità nelle scene di tensione e nel
maneggio dell’ironia. E’ un film ispirato dalla lettura del libro «La imagenpornográfica y
otrasperversionesópticas» di Roman Gubern e la notizia di una bambina svedese caduta in una rete di snuff
in Svezia nel 1993. Amenabar vuole che i protagonisti siano giovani menti che il cinema lo studiavano, vuole
mostrare gli impegni, le passioni, le folle derive di chi il cinema, un giorno, avrebbe voluto farlo. C’è un
appello al voyerismo: il presupposto è che chi guarda cinema è un voyer mascherato, il suo consumo di
immagini è legale e accettato dai costumi sociali. In molti degli incipit dei suoi film (The Others, Mare
dentro) vuole far immergere lo spettatore nel buio della sala(presupposto per godersi il film) e staccarsi
dalle preoccupazioni. Lo snuff movie è la stortura più estrema del cinema, varca una linea di non ritorno,
abbatte le barriere ideologiche. La coppia Angela /Chema rappresenta i due poli, le due categorie a cui si
rivolge il film: ambizioni intellettuali, alte, ma che si nutre di materia propria delle visioni sconsigliate.
Paradiso e inferno che si contrappongono come nel loro primo incontro. Il discorso metacinematografico
pervade pressoché tutti i dialoghi, ci sono molti simboli. Angela, disgustata dalla collezione di film di
Chema, chiede: «Ma c’è davvero qualcuno che guarda questa roba?» «Tu, per esempio» Risponde Chema.
Il professor Castro, prima di essere smascherato istruisce la sua tesista Angela: «La violenza è comunque
una cosa innata nell’animo di tutti, il regista deve riuscire a capire quello che il pubblico vuole». Lo snuff
movie è un prodotto audiovisivo senza etica e senza estetica.Lo spettatore può dare sfogo alle sue pulsioni
inibite.

THE OTHERS

Vi è uno stacco netto rispetto a Tesis, è il primo film inglese, è un thriller. C’è un legame con la coppia Tom
Cruise, Nicole Kidman. Amenabar non voleva Nicole come protagonista ma lei lo convince grazie alla sua
grande candidatura. La produzione americana voleva girare negli USA ma Amenabar non voleva. Amenabar
riesce a ottenere che la casa sia in Cantabria e i professionisti spagnoli. Il cast è stato concordato con i
produttori. C’è una scena che non si inserisce bene nel film, il ritorno a casa del marito voluto dalla
produzione americana attratta dalle scene d’amore. Fu una concessione di Amenabar. Ambientato negli
anni 40 nell’isola di Jersey durante la guerra. Il marito è partito per il fronte. Casa inquietante immersa
nella nebbia. Grace è una madre rigida e severa è molto protettiva con i suoi due figli che soffrono di una
malattia grave: non possono vedere la luce del sole. Grace è quasi sempre in possesso del suo self control,
sa cosa insegnare ai figli, la Bibbia è il punto di riferimento. Solo alla fine è dubitante, non sa più dare
risposte ai figli, cadono le certezze. Amenabar fa una polemica anticattolica e antidogmatica. Rifiuta i dogmi
e lancia messaggi anticristiani nei suoi film. Le certezze della vita vengono distrutte. L’ambientazione è
scura. La madre non vuole che filtri la verità più che la luce. Amenabar ama i personaggi che si fanno
domande. La madre abbraccia una verità dogmatica e non si pone domande. L’arrivo di tre domestici, un
uomo e una donna anziani e una giovane muta coincide con strani fenomeni in casa, ma Grace cerca di non
perdere il controllo. I bambini continuano la loro vita «normale» educati dalla madre che ha sempre una
risposta per tutto, non ha dubbi solo certezze. La figlia è in contatto con presenze e la domestica è l’unica
che la comprende. La madre la punisce facendole leggere la Bibbia. Rifiuta di credere nel sovrannaturale.
Grace sta per perdere il suo self control (scena pianoforte). Il pianoforte che suona in una stanza chiusa la
convince ad andare in cerca del prete, ma tornerà con il marito, freddo distante, non riesce a perdonarla
non sappiamo di cosa e dopo una notte insieme riparte inspiegabilmente. Continuano a verificarsi strani
fenomeni, si convince che ci siano strane presenze (scena figlia posseduta dalla vecchia). Una mattina le
tende sono sparite, Grace caccia i domestici(scena in cui i figli trovano le tombe dei domestici). L’obiettivo
era creare un film di terrore diverso. Lo spettatore non doveva essere inquietato da effetti speciali o
sangue, ma da un clima di tensione continua e incessante. Amenabar fa un omaggio alle paure infantili, la
voce fuori campo all’inizio si riferisce allo spettatore che deve regredire. Il film trae origine da un viaggio in
Chile che Amenabar fa con il fratello e che risveglia in lui i ricordi di legami familiari stretti e di una casa
molto antica in cui assistette a una seduta spiritica con la famiglia. Di questa esperienza fa tesoro e a 18
anni scrive una novella che fu il germe per la sceneggiatura di The others. Il film inizia come una fiaba e
affonda le radici nell’infanzia. Ma oltre che autobiografiche le fonti di ispirazione sono anche letterarie: le
storie gotiche di fine 800 e soprattutto Giro di vite di Henry James, di cui il film è un libero adattamento.
Amenabar chiede allo spettatore che regredisca allo stato di bambino, pronti a viaggiare con la fantasia e a
tornare a quel momento in cui ogni scricchiolio faceva paura. Da lì la domanda della voce off a inizio film
«Allora bambini, siete seduti comodi?» Non mancano riferimenti ad Hitchock. La casa isolata che rimanda a
Psycho e la «somiglianza» tra le protagoniste femminili.Grace Kelly era la musa di Hitchock. Il nome, la
capigliatura, l’estetica della Kidman richiamano la principessa di Monaco e in questo vi è un omaggio
dichiarato.
Mercoledì 9-12-15

Il viaggio di Amenabar in Cile lo colpisce moltissimo. Trova un senso di prossimità, frontiere più
malleabili e molto più aperte rispetto alla cultura occidentale. Questo è quello che piaceva al
regista e questo è quello che l’ha talmente soggiogato da non voler più tornare in Spagna. Dai suoi
viaggi in Cile ha sviluppato un forte attaccamento, un amore per questa terra per cui, ogni volta, il
ritorno in Spagna era faticoso. Questa esperienza ha dato vita ad una novella e da questa novella
viene sviluppato il film The others. Un film che affonda le radici fin dall’infanzia del regista. The
others non solo si nutre di morti autobiografiche ma porta uno spunto letterario molto
importante. L’autore si è ispirato alle storie paurose e di fantasmi raccontate intorno ad un fuoco,
ed ha voluto ricostruire tramite l’ambientazione un’ atmosfera rarefatta. Il film inizia come una
fiaba, con una voce off che invita lo spettatore a lasciarsi andare. Hitchcock è il modello di
ispirazione, quest’ultimo con “Una finestra sul pontile” mette in scena una persona che non si può
muovere e che veicola tutto il film con lo sguardo, ma la situazione di immobilità si ispira allo
spettatore al cinema. A questa idea dello spettatore immobile che guarda tornerà anche
Amenabar con “Mare Dentro”, (storia di una persona paralitica che ha chiesto il diritto
all’eutanasia); e anche lì l’incipit del film in qualche modo avvicina lo spettatore alla situazione del
protagonista. In the others c’è un invito a tornare allo stato di bambino, a lasciare la logica e le
strutture che imbrigliano la fantasia e l’immaginazione, lasciarsi andare e ritornare a quando un
minimo scricchiolio ci faceva paura. E’ proprio questo che la voce fuoricampo ci invita a fare, ci
chiama bambini ci dice: “siete seduti comodi?”; un invito caldo, non sembra inquietante ma
semplicemente è un invito ad intraprendere questo viaggio insieme. Molti sono i riferimenti quindi
ad Hitchcock, c’è una forte somiglianza tra Nicole Kidman che interpreta il personaggio di Grace,
non è un caso che abbia lo stesso nome di Grace Kelly che è stata protagonista dei film di
Hitchcock. Amenabar ha cercato proprio una somiglianza con la principessa di Monaco, un po’
come Almodovar ha chiesto a Penelope Cruz di ricordare Sofia Loren, un’assonanza molto ben
riuscita.
Ci sono stati dei compromessi che il regista ha dovuto affrontare con la produzione americana,
soprattutto in termini di cast. Accetta la Kidman, nel ruolo di protagonista con qualche riserva
superata, ma per gli altri ruoli difende la scelta di volere attori poco conosciuti, così come ha difeso
la scelta di girare tutto in Spagna, e dopo una serie di sopralluoghi e ricerche trova la casa del film,
quadrata e chiusa come la mente di Grace, la protagonista. C’è molto di simbolico
nell’ambientazione, casa chiusa come la mente di Grace che per più di tre quarti del film non si
vuole aprire, non vuole accettare questa luce della verità; è una casa che nel suo aspetto esteriore
ci appare immersa nella nebbia e in quello interiore troviamo stanze sempre buie fredde e
inquietanti che ci ricordano le ambientazioni sinistre e sepolcrali. L’ idea che vuole trasmettere è
che la luce della verità può diventare pericolosa per chi non la vuole vedere. Grace è convinta che
questa luce uccida, ed è talmente importante la luce da diventare un vero e proprio personaggio,
inquietante tanto quanto queste presenze che agitano la vita della famiglia. La luce è capace di
spezzare l’oscurantismo che sembra essere una vera e propria battaglia del regista. Egli in tutti i
film mette in ridicolo i personaggi che non si vogliono aprire a questa luce e non mettono in
discussione le verità. Il messaggio è un vero e proprio schiaffo, che in più momenti della sua
cinematografia, dà nei confronti di queste persone chiuse. Veicola un messaggio anticattolico. E’ la
stessa cosa che fa in Agorà dove metterà in scena una filosofa pagana, molto aperta, molto
disponibile al dialogo, ma finisce martire proprio perché troppo liberale in una società che stava
diventando fanatica.
Finalmente Grace scopre che la verità non uccide nessuno e che la luce che entra dalla finestra
non fa uscire le piaghe sui suoi figli, è in questo momento che il personaggio si realizza e le sue
certezze crollano. Solo quando la luce entra minacciandoli e capisce che in realtà non è una
minaccia, a quel punto può dichiararsi ignorante, non ha più verità. E quando i bambini chiedono
di quel limbo a cui lei faceva riferimento finalmente dice: “non so più neanche se esiste, l’unica
certezza è che siamo in questa casa”.

“Mare dentro”
Il film è basato sulla storia vera di Ramon Sampedro, si continua a parlare di morte, presenza
ossessiva di tutti i film di Amenabar. E’ una storia sulla morte , ci sono molte domande e poche
risposte. Interessante il confronto tra The others e Mare dentro, entrambi parlano di morte ma da
due punti di vista opposti. Il primo ci portava nel lato oscuro, al di là della barriera, abbiamo dei
morti che volevano continuare a vivere. Nel secondo invece abbiamo la visione della morte dal
punto di vista della vita, siamo nella luce, Ramon Sampedro vive ed è un personaggio luminoso,
carismatico, vitale, capace di attirare a sé passioni amori e donne, però vuole morire. Due visioni
opposte.
Dal punto di vista cinematografico segna un taglio netto di Amenabar che per la prima volta
rinuncia al thriller e decide di avventurarsi in un’altra strada. Seppur diverso nell’aspetto rimane lo
stesso nella sostanza. Ramon Sampedro era un marinaio, pieno di voglia di avventura , di
conoscere il mondo, si imbarca a 19 anni per fare il giro del mondo. A 25 anni, su uno scoglio
pronto a tuffarsi, distratto da una bella ragazza, non considera la profondità dell’acqua e fa un
tuffo straziato che gli causa una paralisi dal collo in giù. Inizia la sua nuova vita, l’amore familiare è
presente, lo asseconda, però nonostante queste attenzioni, sviluppa questa convinzione che una
vita vissuta così non è virtuosa e intraprende una battaglia legale per il riconoscimento
dell’eutanasia che in Spagna non c’è. Grazie alla sua capacità oratoria, fa diventare questa
battaglia un caso a livello nazionale. Ci sono persone che lo sostengono e lo criticano, la Chiesa va
contro. Lui nel frattempo coltiva diverse forme di arte e si rivela uno scrittore molto delicato,
pubblica nel 96 un libro fatto di lettere che rivolge alle istituzioni rivendicando questa battaglia.
Non sono solo delle invettive, c’è la sua sofferenza, c’è il suo attaccamento alla vita, che non può
più vivere, che lo spinge a desiderare di morire. E poi c’è un’altra pubblicazione postuma, nel 98
esce il libro Ramon, ci dice che è riuscito a morire, escogita un piano per avvelenarsi, non lo può
fare da solo e coinvolge tutti gli amici, ognuno dei quali compie un piccolo gesto. E’ stato studiato
nei minimi dettagli, perché sapeva che ci sarebbero state delle indagini, ma nessuno di questi
amici per l’azione che aveva fatto doveva essere accusato. Nessuno era passibile di denuncia, tutti
sanno di essere innocenti. Questo libro è rimasto privato, però ci sono una serie di interviste e
immagini che ci permettono di entrare in questo mondo.
Amenabar non ha voluto fare un documentario pur attenendosi alla storia vera. In una scena del
film, il protagonista riceve la visita di un prete paraplegico che lo vuole convincere che sta
sbagliando tutto (scena inventata dal regista). Questo stesso prete aveva fatto un’apparizione in tv
dicendo che era venuto a sapere della storia di Ramon Sampedro e che era rimasto scioccato e
dice che probabilmente manca l’amore di famiglia, quando in realtà non è così. Arriva con la sua
carrozzina ingombrante rispetto a quella che era la casa umile di Ramon.
E’ uno dei passaggi più significativi del film, è molto difficile comprenderlo per via dell’accento
gallego. E’ normale che la chiesa continua a sviluppare questo terrore della morte. E’ stato molto
criticato perché secondo alcuni ha preso una posizione molto forte. Resta comunque un film molto
riuscito.
Amenebar non ha voluto (pur essendosi documentato) inserire il materiale reale, ha voluto creare
una distanza. La storia che viene fuori si ispira su una storia reale ma è anche altro. Il film inizia con
una serie esercizi di riscaldamento di Ramon, in particolare un esercizio di rilassamento e ancora
una volta il personaggio principale si prenderà la responsabilità di essere messo in relazione con lo
spettatore. Anche lo spettatore è in questa situazione di immobilità per cui Amenabar torna ad
invitare lo spettatore ad immergersi completamente nel film e ricorda che durante tutta la sua
durata, lo spettatore sarà nella stessa situazione del protagonista. Ramon sdraiato, spettatore
seduto = stessa situazione.
E’ innegabile che Ramon è il polo di attrazione per tutto il film, ci sono tanti personaggi, ma il vero
responsabile della vicenda è Ramon. Una cosa che non notiamo mai però e l’oscuramento di
questa persona, non c’è mai la perdita della speranza. E’ il fulcro della narrazione, tutto il tempo è
scandito da questo personaggio. Capiamo tutto l’umorismo e la creatività della vita di questo
personaggio che nonostante tutte queste caratteristiche positive era l’unico suo obiettivo. E la morte è
rappresentata qui come parte della vita.

Ramon, il Ramon vero e di amenabar, difendono queste posizione sulla morte cioè una cosa su cui
possiamo decidere e scegliere, come potremmo decidere ogni azione della nostra giornata. Amenabar ha
saputo ricreare magistralmente nella sceneggiatura questa idealità costante vita-morte, tutti i personaggi
che si avvicinano a ramon si dividono in due categorie: chi si si ascrive alla vita a tutti i costi e chi invece
entra piu in consonanza con ramon rispetto in questo ideale della morte come scelta. Vediamo dei
personaggi che dicono di voler aiutare, ma vogliono aiutare a vivere. Normalmente ramon sempre con
grande dolcezza saprà allontanare questo aiuto che in realtà non gli serve, chi lo aiuterà davvero sarà una
donna, che si avvicina a lui convinta che riuscirà a fargli cambiare idea, conoscendolo e innamorandosi di lui
sarà un personaggio chiave perché si collocherà dalla parte della morte, l’unico aiuto che si puo dare a
ramon e fargli raggiungere questo sogno.

Abbiamo lasciato Carlos nella sua investitura e dobbiamo segnalare un altro sovrano (?), una figura
abbastanza irrilevante se non che riesce a ottenere due importanti decisioni. Carlvo sapeva, approva,
innanzitutto la NATO che è un dato estremamente significativo, lui sapeva che nonostante l’opposizione
corporale, la spagna non voleva che entrasse in questo patto atlantico che significava sudditanza ..(?)
(minuto 51:36 circa fino a 52:00)… La Spagna, la volontà del popolo e del partito socialista, non vuole
aderire a questo patto perché significava appunto fondamentalmente rimettere la propria politica estera
alla volontà degli stati uniti. Nonostante questa opposizione Calvo Sotelo convinto che questa fosse la
strada giusta, convinto che la spagna fosse sempre piu integrata, la spagna entra nella NATO. Il partito
socialista indignata, promette che se vincerà anche le prossime elezione promette di indire un referendum
sulla abolizione di questa decisione, cioè Felipe Gonzalez leader del PESOE inizia una propaganda dicendo
che questo governo li ha trascinati alla nato e gli garantirà un referendum che gli farà ottenere questa
abolizione. Nel regno brevissimo di Carlos venne instaurata la legge sul divorzio, il divorzio diventa legge in
spagna e il dissenso è rabbioso sia da parte del clero e sia degli stessi centristi.

Felipe Gonzalez riesce a vincere le elezione nel 82, è un vero e proprio trionfo di questo giovane leader che
ha presentato un programma politico molto semplice, ‘El cambio’, che è stato lo slogan del regno di Felipe
Gonzalez, il quale durò più di un decennio (dall 82 al 96) con momenti di apogeo è stato il politico più
amato della storia della Spagna. Lo slogan ‘el cambio’ simbolo di un cambiamento radicale della Spagna
ebbe un grande successo e infatti l’elettorato lo ha premiato. Da segnalare che l’ucd esce di scena
completamente, mentre la destra moderata diventa un alleanza popolare, un’alternativa però molto
lontana e poco credibile rispetto al pesoe. Qual è il cambiamento proposto? Bisognava risanare l’economia,
quindi con el cambio, l’economia veniva risanata, le vecchie industrie obsolete andavano chiuse, il piano
per risanare l’economia doveva essere estremamente rigido e diviso in tappe brevi. Gli anni di felipe
gonzalez sono segnati da ETA, le incursione di eta, una campagna di 100 morti. Eta non era un blocco
unitario, era divisa in frange(?), e Felipe Gonzalez instaurò una politica nella quale trattava con loro, ma
unicamente con coloro che volevano reinserirsi nella società civile, c’era un programma di reinserimento,
con agevolazioni sulla ricerca sul lavoro per esempio ecc.. Felipe ha imposto questo tipo di politica.
Una delle grandi preoccupazioni dei socialisti fin dall’inizio è quella di evitare un rischio golpista. Dopo il
passaggio al parlamento di Felipe, Dalla parte dell’esercito c’era un aria nostalgica, Felipe gonzalez e il
ministro della difesa e anche il vice presidente che gonzalez si è scelto, Alfonso Guerra, hanno saputo
creare delle leggi e delle manovre per ridurre il piu possibile questo rischio golpista. Per cui l’esercito è
stato totalmente riformato. Il pretenzionamento hanno fatto uscire i piu anziano, che erano piu legati al
franchismo, cosi l’esercito era stato ridotto e riformato essendo piu efficiente.

Con qualche polemica, sciopero, si arriva alla riforma dell’istruzione. I socialisti approvano questa riforma,
per cui l’insegnamento è gratuito e obbligatorio fino a 17 anni. Un’altra della grandi conquiste socialiste,
vista da un certo punto di vista, perché ogni conquista ha sempre qualcosa da pagare, un lato oscuro, pero
Gonzalez l’ha fatta passare come una di queste per riportare la spagna grande potenza economica europea,
per cui il piano di risollevamento economico che era di per se gia rigido, si è ulteriormente inasprito perché
a questo punto la cee dettava i passi da seguire dato che dava i finanziamenti e di conseguenza qualcosa in
cambio. Da una parte certamente è positivo ma dall’altro la gente hanno patito questi ‘passi’ rigidi del
piano di risanamento economico, c’è stato un momento in cui hanno manifestato in maniera
impressionante, tanto che Almodovar seppur non interessandosi di politica, in un suo film ha voluto fare
vedere i medici in protesta perché tutti in quel tempo hanno protestato in piazza chi per un motivo chi per
un altro, perché Felipe andava troppo veloce in questo risanamento.

Cosa succede rispetto alla NATO?? Gonzalez nell’82, fece entrare la spagna nella NATO come detto in
precedenza, nonostante il disaccordo del popolo, però il governo capendo meglio certi meccanismi
internazionali si rendono conto che entrarci non è stata la migliore delle idee, quindi si crea una confusione
all’interno del suo partito, tanto che uno dei suoi fedeli gli ricorda che uno dei punti fondamentali era stato
l’uscita dalla nato e gonzalez prova a sentire lui e lo destituisce. Felipe dice ai suoi elettori che ha cambiato
idea dicendo che sarebbe meglio restare e il referendum che aveva promesso di farà lo stesso ma devono
votare per il SI (rimanere nella NATO), se votano di NO lui si dimette lasciando il potere alla destra che
sembra tutt’altro che un buon partito, è stato piu o meno un ricatto ai suoi lettori. Chi è andato a votare ha
votato SI, ci sono state tantissime astensioni, ma la spagna è rimasta nella NATO. Quello che poteva essere
un’inclinatura della figura di Felipe, si rivelò tutt’altro. Gonzalez è stato talmente abile a fare passare questi
SI come acclamazione popolare, ne usci quindi piu vittorioso e sempre piu leader indiscusso del partito.
Nell’86 vincerà ancora il PESOE alla elezioni, queste vittorie sono maggioranza assoluta, quindi i socialisti
hanno potuto governare in totale autonomia, mentre i partiti di opposizione o rimanevano nell posizioni
degli anni precedenti o perdevano elettori quindi c’era un trionfo ogni volta. Felipe dall 86 all 89 investe
molto in opere pubbliche, autostrade, treni. La spagna si trasforma, inizia ad avere una rete autostradale
efficiente e moderna, e delle ferrovie sempre piu funzionanti fino ad arrivare ai treni ad alta velocità.
Investe tantissimi anche in servizi, educazione, scuola, università, quest’ultima riceve una linfa(?)
importantissima, in questi anni fece aumentare investimenti sulla ricerca, ma anche sul salario, i professori
sia universitari che secondari, i prof spagnoli sono molto ben pagati proprio perche sono riusciti anche con i
sindacati in questo senso si sono mossi in modo fermo ed efficace ad essere equiparati ai funzionari
pubblici e di prima fascia e di avere uno stipendio alto. Parte di questi investimenti è andato anche al
cinema, lo stato ha investito tanto sui giovani cineasti negli anni 90 soprattutto, ecco perché negli anni 90 il
cinema costituisce una vera e propria politica a causa appunto dei festival e delle sovvenzioni che lo stato
dava soprattutto ai giovani registi che volevano fare lungometraggi.

L’88 è ancora una battuta d’arresto per felipe, vede che tutti i settori sono in sciopero, mobilitazione che
non si era mai vista e che non si sia piu vista dato il numero delle persone scioperanti, e motivazione dello
sciopero, e qualcosa nella sua politica è cambiata; ha allentato un po il processo di liberazione cosi rapido.
Si arriva rapidamente al 92, che è la grande fiesta. Si ricorda cosi, perché si sono verificati grandissimi eventi
in contemporanea e tutto è andato benissimo, e soprattutto eta non ha potuto disturbare in alcun modo
questi accadimenti che sono stati: EXPO di Siviglia, Giochi Olimpici di Barcellona e Madrid capitale della
cultura. Per cui nel 92 tutti i riflettori erano puntati sulla Spagna, come narra il film la Historias del Kronen,
dove i giovani aprivano la tv e al telegiornale si parlava solo di questo boom spagnolo. La spagna in questi
anni ha dimostrato di essere un paese moderno, lontanissimo dalla vecchia dittatura. Eta è stata
neutralizzata sono riusciti a renderla innocua nel 92, perché la polizia spagnola ha stretto una
collaborazione molto forte con quella francese e questa collaborazione ha permesso di arrestare tutto
l’esecutivo di eta.

Gli anni 90 però, soprattutto dalla metà in poi, vengono caratterizzati da un arresto della crescita, una vera
e propria crisi internazionale, è vero che il governo investiva ma dall’altra parte non riusciva ad instaurare
una politica economica davvero all’altezza, in particolare non si usciva dal problema devastante che era
quello della disoccupazione, si continuava a perdere posti di lavoro e nonostante gli sforzi del governo di
abbassare l’inflazione e di rendere piu alto il potere di acquisto il problema è che non c’era lavoro quindi il
malessere si faceva notare e Felipe e la sua squadra di economisti non erano in grado di risolvere tutto
questo, per cui la politica economica che non si rivela all’altezza e le cifre all’epoca facevano paura ma
adesso sono relativamente basse rispetto agli anni 2000, però negli anni 90 il tasso di disoccupazione er
elevato e rappresentava una vera a propria voragine, un buco nero. C’è un’altra cosa che succede agli inizi
degli anni 90, il pesoe non è piu capace di dare un’immagine di se e dei suoi membri come partito della
trasparenza, mentre l’ucd era stato travolto da scandali e corruzioni e anche gli altri partiti oltre loro, i
socialisti no, erano gli incorruttibili, fino a quando anche loro furono soggetti a scandali per esempio
usarono denaro pubblico per scopi personali, cose che comunque non ci sorprendono ma che a quel tempo
fecero scalpore. Ma quello che piu a sconvolto l’opinione pubblica e che fece perdere la fiducia al pesoe e a
Felipe Gonzalez, tanto che poi si andrà verso il partito di destra, fu uno scandalo gravissimo legato al GAL,
gruppo antiterrorismo felipe …..(? 1:15:54 circa). La guerra susia, la guerra sporca, che ha fatto inorridire gli
spagnoli, era un accordo tra il governo e dei mercenari autodenominatisi GAL, che sostanzialmente erano
pagati dal governo per uccidere Etarra e …. (?), il governo era ossessionato dall’idea di fare piazza pulita di
eta, facendo il modo che essa non disturbasse la grande marcia spagnola che è arrivata persino ad
assoldare delle persone, dei paramilitari pagati dallo stato per scovare e uccidere etarra tra spagna e
francia. Quando questa scoperta dei gal è venuta fuori, è stato uno scandalo senza precedenti per quanti
riguarda il socialismo; ma nei primi anni 90 non si sapeva molto, è stato poi nella seconda metà degli anni
90 cosa c’era dietro questo gal e le scoperte sono state davvero inquietanti. Il giudice Pasal Garçòn (non ho
idea di come si scrive ma si pronuncia cosi !!),è il giudice delle cause piu importanti ed è anche quello che
portò avanti questa causa.

Giovedì 10-12-15

Grande affermazione personale sopratutto di Felipe Gonzalez nell’anno 1992.


Ma è anche vero che l’ultima fase socialista è stata segnata da vari problemi come la disocupazione che
cresceva e diventava abbastanza preoccupante all’epoca; poi lo scandalo legato alla guerra sucia
(guerra sporca).
La guerra che il governo condusse assoldando dei mercenari per scovare ed eliminare i? Che si
nascondevano in Spagna e in francia questo non è stato visto bene dalla prima repubblica e sopratutto
dall’elettorato socialista e in generale il raffreddamento...

Domanda ragazza: Visto che c’era questa collaborazione con la Francia è stato uno scandalo solo della
Francia o solo del Governo Spagnolo?
E’ stato principalmente legato al Governo spagnolo. Certo che la polizia francese si era alleata al 100% con
quella spagnola quindi efettivamente il dubbio rispetto a se i francesi sapessero o no di questo non si sa.
Fatto sta la francia non aveva risposto in nessun modo.
E’ stato uno scandalo che è uscito poco a poco nella seconda metà degli anni 90 dopo intercettazioni e
documenti scottanti erano emersi ma ormai Felipe Gonzales non era più un politico di riferimento quindi è
andata un po’ cosi. Però sicuramente le prime scoperte, i primi documenti sicuramente hanno gelato
l’entusiasmo dell’elettorato e la credibilità del PSOE è franata.
Nonostante c’è stato tempo per un ulteriore legislatura con una maggioranza che a questo punto è più
risicata quindi non più assoluta.
In effetti la destra che era stata la grande assente dalla seconda metà degli anni 80 si era riorganizzata con
un nuovo leader Aznar che guidava questa nuova forza di destra.
Nel 1996 le elezioni che Felipe Gonzales è costretto ad anticipare perchè travolto da una serie di difficoltà:
economiche, scandali (corruzione su dirigenti socialisti). Nel 96 le urne decretano la vittoria del PP di Aznar
(destra). La figura di Aznar molto ben descritta nel libro che studierete.
La gestione economiche dello stato è sstato innegabilmente capace. La politica economica condotta da
Aznar è stata un successo ma dall’altra parte Aznar è stata una figura controversa per la sua gestione del
terrorismo. Nel senso che da uomo di destra se pur moderato aveva un idea della spagna come nazione
unita. Assolutamente contrario a concedere ulteriori autonomie alle varie nazionalità delle comunità
autonome e poi era ossessionato col paese Vasco.
Vediamo la sua visione politica:
Economicamente la Spagna sotto la guida di Aznar funziona. Con una serie di manovre riesce a portar fuori
la Spagna dalla crisi economica che era stata cosi preoccupante. Si riduce il deficit pubblico. Aznar e il suo
partito popular puntano a una privatizzazione dell’economia quindi l’economia privata di riattiva e molti
settori che fino a quel momento erano stati proprietà dello stato diventano privati.
Naturalmente la Spagna ormai deve seguire i dettami dell’europa in quanto fa parte dell’unione europea
inoltre ci si avviava anche verso la diffusione della moneta unica. Tutta la fase preparatoria all’euro è stata
molto difficile per i paesi che avevano aderito all’UE. Perchè per rientrare al sistema della moneta unica
dovevano seguire delle direttive come ridurre il debito pubblico e diminuire l’inflazione e tutti i paesi hanno
preso delle misure imponenti per rientrare in questi parametri per essere ammessi.
Sotto la guida di Aznar si fanno questi passi per raggiungere gli obbiettivi prefissati. Non senza sacrifici
ovviamente. La classe operaia sopratutto ma la Spagna riesce comunque a ridurre il deficit, la
disocupazione ecc riuscendo a rientrare nei parametri. Il cambio peseta euro è stato molto penalizzante ma
comunque fu un successo dal punto di vista economico essere riusciti a rispettare il trattato di Mastrich. Fu
un successo a favore di Aznar.
L’UE aiutava i paesi che avevano bisogno di essere riattivate. Aznar era stato molto abile nel captare fondi.
Aznar contrariamente a Gonzales, la politica estera che delinea il suo partito è quella di allearsi pienamente
con gli Americani quindi questa curvatura filoamericana porta Aznar a prendere decisioni non molto
apprezzate perchè la Spagna faceva parte della NATO e i conflitti a cui prendeva parte gli USA finivano per
coinvolgere anche la Spagna come la guerra in IRAQ.
La concezione della spagna è quella si una Spagna unita, fortemente centralista. Aznar Non era molto
incline a concedere autonomie e spazio di azione alle varie comunita autonome che si erano configurate
precedentemente tuttavia per mantenere la sua maggioranza e mantenere una stabilità governativa è stato
costretto spesso a concedere spazzi alle autonomie (Cataluna, Pais Vasco, Andalucia)
Ma ciò non cambiava la sua concezione della Spagna lo faceva sempre presente durante i suoi discorsi
pubblici. Qualsiasi forma di manifestazione violenta che andasse a minare questa concezione della Spagna
doveva essere soffocata, bloccata.
ETA non gradisce l’operato di Aznar e non gradisce le sue uscite pubbliche che molte volte andava a
sconfessare e condannare l’operato di questa organizzazione. Ma un agguato di ETA nel 1997 scosse
l’opinione pubblica spagnola. Eta colpi un consigliere politico molto giovane del PP in una località del Pais
Vasco. L’uccisione di questo consigliere accese gli animi. L’opinione pubblica reagi fortemente con
manifestazioni contro la violenza e il terrorismo. Aznar tenta di trattare e ad affrontare direttamente e
politicamente la questione cercando delle trattative le quali falliscono miseramente perchè l’apertura di
Aznar non era molto tale in quanto lui chiedeva proprio la resa incondizionata degli ostili.
La conclusione del suo mandato che succede? Quale fu l errore più clamoroso della gestione di Aznar? Nel
2001 l’11 settembre cambio il mondo.
Aznar è stato capace nel far confluire un problema internazionale quale il terrorismo( islamico), in una
questione spagnola ossia il terrorismo basco.
E’ come se avesse attirato l’attenzione del mondo sulla questione del terrorismo vasco mettendola in
realzione con il terrorismo internazionale.
Secondo Aznar il terrorismo vasco non era altro che una propagine di un terrorismo molto più esteso.
“C’è un terrorismo internazionale e noi in spagna abbiamo questa minaccia analoga che si chiama ETA”
Questo fondamentalmente per avere aiuti dalle potenze straniere per combattere la sua personalissima
guerra contro l’ETA. La sua personalissima guerra lo porta anche a dichiarare illegale uno dei paritti del Pais
Vasco che secondo Aznar erano in contatto con l’ETA. AHD un partito che era stato considerato partito
legittimo come partito nazionalista vasco e profondamente cattolico viene dichiarato illegale.
Il patto strettissimo che Aznar strette con gli Stati Uniti lo porta a disattendere la volonta popolare e inviare
truppe spagnole a combattere in Iraq. QUI INIZIA IL SUO DECLINO POLITICO.
La popolazione non ci sta non solo i socialisti e uomini di sinistra marciarono contro ma anche L’elettorato
del PP non accetta questa sua decisione.
Inoltre fu disastrosa la sua gestione dell attentato terroristico che colpisce la Spagna nel 2004.
11 Marzo 2004 (11M). Il suo spagnolismo tradizionalista lo penalizza.
Succede che nella linea ferroviaria che lega la periferia con la capitale quindi Madrid, vennero messe delle
bombe da Al Qaeda e causarono 101 morti e tantissimi feriti. Quello che Aznar cerca di mostrare
all’opinione pubblica che si avvicinava al voto, tra l’altro le elezioni erano vicine. Cerca di convincere che
quelle bombe fossero state messe dall’ETA e che effettivamente leta costituva la principale minaccia del
popolo spagnolo in realtà tutto faceva ipotizzare e supporre che quelle bombe non fossero state messe
dall’ETA infatti ETA immediatamente sconfesso la paternità a questi attentati dichiarandosi estranei. Poi la
tipologia di attentato non era propria dell ETA in quanto nelle vicinanze del posto fu trovato un corano.
Quindi era chiaro che quelle bombre erano state messe da Al Qaeda e che quell’attentato fosse stato a
causa della partecipazione della Spagna alla guerra in IRAQ. Aznar sostenne la sua tesi ma successivamente
sorsero delle intercetazioni telefoniche in cui Aznar chiedeva agli ambasciatori di tutto il mondo di
mantenere la tesi che quell’attentato avesse la firma di ETA. Nonostante la stampa internazionale parlasse
di attentato di matrice islamiche Aznar continuava e difatti la stampa filo popular, affiliata al governo,
contrariamente a tutta la stampa internazionale continuava a mettere dei titoli che richiamavano alla
colpevolezza di ETA. Una manipolazione della stampa e dell’opinione pubblica, nessuno avrebbe
scommesso in Zapatero prima del 11M. Fino a quel momento era considerato il candidato debole, se non ci
fosse stato l’attentato Aznar avrebbe rivinto le elezioni perchè l’alternativa socialista di Zapatero non era
credibile. Non tanto l’attentato in se ma per lo più la gestione di esso lo penalizzo fortemente. Questo
tentativo di convincere tutti che la sua guerra contro l’ETA era legittima non è stato sicuramente efficace
dal punto di vista politico.
Inaspettatamente inizia l’era Zapatero con una serie di misure, che troverete sul libro.
Andiamo a conoscerlo...
MA prima di conoscerlo, conosciamo Alex de la Iglesia, guardiamo i primi minuti della Comunità così poi
passeremo alle riflessioni su Alex. La comunidad è una commedia, film di grande successo che ha molte
caratteristiche del cinema di Alex. (parte il film) http://pepecine.com/peliculas-online/547039-la-
comunidad#_

Già questo inizio è estremamente significativo. Vediamo un gatto che inizia a rosicchiare, un cadavere e poi
i titoli di testa che sono significativi. La serializzazione è importante questi teschi che si ripetono uguali a se
stessi. Tutto questo fa parte dell’immaginario di Alex e ne troviamo tanti nelle sue pellicole.La comunidad
sembra essere apparentemente un thrille in verità E’ una commedia, un humor nero che caratterizza lo stile
di de la Iglesia assieme a una forte esperpentizzizazione,https://it.wikipedia.org/wiki/Esperpento
Esperpento una corrente letteraria artistica della letteratura spagnola. Alex riprendere questa idea
dell’esperpento che ha radici molto antiche, viene della fine dell 800, traducentola nel cinema.
Alex de la Iglesia è Vasco, famiglia padre catedratico e madre pittrice quinid proviene da una famiglia di alta
cuttura. Numerosi libri del padre e dipinti della madre. Il padre costringeva i figli ad andare al cinema.
Cultura molto alta ma accanto a questo c’era la forte presenza della cultura popolare con i fumetti, i giochi
in scatola, riviste. Lui ricorda proprio una vita segnata da questi aspetti. La sua casa era proprio un circolo
culturale con le frequentazioni molto rispettabili con amici letterati del padre e artisti della madre.
Lui è l’ultimo di 5 fratelli e tutti i fratelli hanno delle passioni artistiche e letterali. Una famiglia di artisti che
però non disdegnava la cultura bassa. Gli studi universitari, lui non si forma in ambito cinematografico ma
bensì in filosofia. Nello stesso momento peròsi avvicina al cinema passando attraverso la sua passione del
disegno perchè difatti lui oltre a disegnare fumetti disegnava le story board ossia riproduceva in disegno le
sceneggiature. A un certo punto si sente aturo da fare il salto e imbracciare la cinepresa.
Il fatto che si nato e cresciuto nel pais vasco non è un fatto irrilevante è un pais vasco che vede crescere
alex de la iglesia immerso nella violenza. Ha sempre manisfestato un disinteresse dinanzi alla questione
vasca, il nazionalismo ecc. Però sicuramente lui no dimentica il rumore degli spari della polizia, gli agguati di
ETA, il clima di tensione costante lo ricorda sempre nelle sue interviste ed è anche qualcosa che confluisce
sempre nel suo cinema.
Per tutti gli anni della transizione e gli ultimi anni del Franchismo quello che lui vive e ricorda sempre è la
tensione costante.
Sicuramente nella comunidad c’è una fortissima violenza, anche se molto contenuta, la violenza non si vede
ma il clima è quello. La volonta di questi personaggi di scannarsi difatti la comunidad è un condominio fatto
di persone pronte a uccidere il vicino pur di impossesarsi di qualcosa. La conversazione di Carmen con il
marito è molto rilevante perchè la presenza del denaro e la violenza che si crea attorno a questo tema.
Quindi gli attentati dell ETA e gli scontri contro la polizia lo hanno segnato molto più della morte di Franco.
Quando una giornalista gli chiese cosa ricordasse del momento della morte di Franco e i momenti che
avevano segnato i primi passi della transizione rispose che lui non ricordava molto ma ricordava
chiaramente gli spari e le tensioni.
Passione per i fumetti, abilità nel disegno che l ‘ha portato a creare e vendere da giovanissimo.
Il fumetto è un tratto distintivo del suo cinema. Ci sono film che sembrano essere la trasposizione filmica di
un fumetto ma in generale troviamo sempre un riferimento a quest’arte che è una passione che lui non ha
mai abbandonato. Dal siegno passa al cinema con una breve incursione in tv. Lui diventa ?? in un
programma televisivo, non disdegna questo mezzo di comunicazione anzi lo contempla.
Influenzato dalla tv, dai fumetti e dalla cultura popolare è tutto un denominatore comune del suo cinema
oltre a un senso dell’umorismo agrodolce, on manca una punta di acidità.
Tutte le sue commedie non sono delle commedie in cui si ride a crepapelle ma sono commedie segnate da
questo senso della negrura, punta di acidita, punta di malvagita che lui riconosce nei suoi personaggi. Lo
dichiara apertamente “l’umorismo è crudeltà, ogni risata ha dietro un gesto di crudentà”. Molti dei suoi
personaggi sono crudeli, lo sono sicuramente i protagonisti della comunità e i pagliacci di Balada triste de
trompeta.
Questi personaggi crudeli e malvagi poi fanno ridere, danno origine alle commedie. Ma poi quello che fa
ridere è in fondo il gesto di Crudeltà.
Il suo cinema poi è sengato dall’ESPERPENTO, esso letterariamente nasce alla fine del 800 con un opera di
teatro di Valle Inclan  “Luces de Bohemia”, la vita che facevano gli intellettuali di fine 800 tra bordelli,
caffè, squattrinati con la voglia di vivere una vita piena di emozioni e bellezza nonostante le condizioni
economiche non fossero il massimo. Cosa ha pensato Valle Inclan nel momento in cui ha scritto Luces de
Bohemia e in cui ha creato l’esperpento? Valle Inclan rifletteva a fine 800 sulla condizione della Spagna
siamo nel 1798 la Spagna ha perso le sue colonie, è un paese ridicolo, a detta degli intelettuali che
ragionavano sulla condizione spagnola di fine 800. E’ un paese periferico, incolto e incivile. Valle Inclan
arriva a formulare questa riflessione teorica che è alla base dell’espertento  il senso tragico della vita
spagnola di può confluire solo con un estetica sistematicamente deformata. Dietro allo sperpento c’è la
deformazione della realtà. La tragedia classica non ha senso di esistere in Spagna secondo Valle. Perchè la
spagna di fine 800 non è una terra degna di ospitare IL RE?. La Spagna di fine 800 merita di ospitare dei
personaggi grotteschi deformati dei veri e propri fantocci. Deformazione sistematica della realtà: questo stà
alla base dell’esperpento. Tutti i suoi personaggi sono deformati. Passano attraverso uno specchio concavo
CHE è UNA CLASSICA IMMAGINE DELL’ESPERPENTO.
Un serie di specchi concavi erano collocati in una via di Madrid, nel callejon del Gato, a Valle Inclan piaceva
passeggiarci e amava vedersi riflesso in questo specchio concavo il quale può deformare la figura. Lo scopo
era quello di fermare il passante e fargli fare una risata. Lui passeggiava e vedendo la sua immagine riflessa
formulava ulteriormente l’esperpento  in fondo la deformazione della realtà non è che passare il
personaggio attraverso uno specchio concavo e difatti lui dice che gli eroi della tragedia classica quando
arrivano a Madrid non possono che andare al callejon del gatto e specchiarsi perchè la realtà che abbiamo
è questa, grottesca e deformata.
Lo sperpento come lo riconosciamo? Che caratteristiche ha? E quali sono le opere che possono essere
classificate in Esperpento?
Inanzitutto sono opere grottesche, il grottesco è la forma di espressone che unisce tutte le tipologie di
esperpento. I personaggi vengono degradati, la degradazione dei personaggi è totale, i personaggi
diventano cose, oggetti si disumanizzano a tal punto che non riusciamo più a differenziare l’umano dalla
cosa. Questo mi fa ricordare la Carmen Maura di “Cosa ho fatto io per meritarmi questo” che quando si
vedeva riflessa nella lavatrice o nel forno, qui c’è molto di esperpento. Almodovar è sperpentico in alcuni
momenti però il regista che porta l esperpento ai massimi livelli è De la Iglesia. Almodovar e Alex hanno
delle grandi affinità tant’ è vero che è stato Almodovar a scoprire Alex, è stato lui a produrre il primo film di
de la iglesia e colui che gli ha permesso di farsi conoscere nel grande schermo. Metterli a confronto è molto
interessante, durante l’esame sarebbe interessante parlarne.
L’esperpento arriva a ridicolizzare i personaggi a disumanizzarli e addirittura ad animalizzarli. Vi ricordate il
gatto del primo fotogramma? E’ un procedimento tipico dell’esperpento il far evdere tanti animali. Luces di
Bohemia di Valle inclan ad ogni personaggio si associa un animale. O perchè ogni personaggio ha un
animale oppure perchè richiamano a certe caratteristiche di alcuni animali. L’animalizzazione è tipica
del’esperpento.
Nel caso della comunidad non possiamo non accostare all’immagine dei personaggi che fanno parte di
questo condominio a degli scarafaggi, che noi vediamo nel film. Julia entra in queta casa inaspettatamente
bellissima in quanto il condominio faceva presagire ad un appartamento orrendo invece è bellissimo e
moderno. Però a un certo punto Julia che decide di vivere li perchè preferisce stare li che a casa sua, si
trova sul materasso ad acqua e dal tetto, soffitto piove una cascata di scarafaggi che la fanno salatare in
aria. Non lascerà la casa ma decide di rimanerci ormai invasa dagli scarafaggi. Non è l’unico animale che
vediamo nel film. Julia dopo aver fallito di approcciare sessualmente il marito guarda la tv e si imbatte in un
documentario i cui c’erano degli avvoltoi, uccelli predatori che mangiano i cadaveri. Non è un riferimento
casuale in quanto c’è un forte riferimento ai componenti della comunidad. Tutto questo fa parte della
degradazione del personaggio. Inolte Fa parte dello sperpento in procedimento di rendere il linguaggio
colloquale in linguaggio letterario. De la iglesia nella comunità non lo farà molto ma lo farà molto di più in
??? li proprio il linguaggio è molto forte e volgare.
L’ultima teorizzazione che ha fatto Valle Inclan sull’esperpento è che ci sono tre modi per osservare un
personaggio. Un autore può inginocchiarsi davanti al suo personaggio, quello che fa Omero dinanzi ai suoi
eori. Se un autore si inginocchia davanti al suo personaggio esso diventa grande, eroico, virtuoso ma questo
è una modalità che a Valle Inclan non interessa. L’esperpento non è inginocchiarsi davanti al personaggio.
Poi un altra modalità è quello di guardare negli occhi i personaggi. Quello che fa Shakespeare ossia non li
considera di più o di meno da lui. L’esperpento non è di guardare negli occhi il personaggio ma di guardarlo
dall’alto come se fosse una visione aliena. Valle inclan aveva sorvolato un campo di battaglia durante la
prima guerra mondiale ne era uscito sconvolto ma suggestionato, fece riflessioni perchè dall’alto i
combattenti che morivano per una causa gli sembravano dei fantocci. E’ per questo che guardando i
personaggi dall’alto non c’è spazio per l’eroismo e la tragedia c’è spazio solo per il grottesco. Questo fa de
la Iglesia. In un film del 92 Accion Mutante, qui de La iglesia spiega il suo senso dell’umorismo e ci dimostra
come il suo umorismo sa essere nero e antisolenne che si abbatte contro le istituzioni. A lui piace usare il
suo humor per smaltellare ogni tipo di autorità e istituzione. Quindi polizia, religione, mezzi di
comunicazione manipolatori. De la Iglesia di inventa una storia assurda, grottesca. Si immagina un
commando di guerriglieri composto da personaggi particolari. Ognuno di loro ha una deformità(fisica,
mentale). Il comune denominatore del commando è l fatto di non essere integrato nella società proprio
perchè hanno questà deformità, bruttezza. Sono personaggi emarginati che decidono di unirsi e abbattersi
contro i centri del potere. Alex vede la società come una società che si autocompiace. I bersagli sono le
palestre dove la gente di scolpisce per seguire i canoni di bellezza imposti dalla società. Le ragazze da
copertina, modelle con ossessione della dieta. In generale il commando si abbatte conro l’estetica del cool,
dell’essere figo, alla moda.
I temi centrali di questo film sono l’oppressione, l’esclusione. I deformi incarnano questa idea
dell’esclusione e oppressione e lui nei suoi film fa vedere la reazione di questi esclusi dinanzi alla società.
I personaggi della comunidad che desiderano avere più denaro, una casa bella ecc riagiscono in maniera
violenta. La comunidad è un film del 2000. Che ci riporta in un condominio al centro di Madrid. A differenza
di altre pellicole de la Iglesia concentra il suo discorso in uno spazio limitato. Quando un regista si concentra
in uno spazio ristretto per lo spettatore è un occasione di apprezzare meglio il suo linguaggio.
Alex ci presenta un intimità soffocata, in un ambiente desolato antico degradato in cui irrompe la
modernità. L appartamento che apre Julia è moderno in un contesto tutt’altro che moderno. Julia
rappresenta la modernità però si inserisce in un contesto opposto perchè tipo tutte le altre donne sono
sciatte rispetto a lei. La vicenda ruota tutto intorno al denaro. Il cadavere che abbiamo visto nella prima
scena era di un anziano che aveva avuto la fortuna di vincere la schedina del totocalcio. L’anziano ha fatto
giusto in tempo di riscuotere l ingente somma ma poi si è dovuto murare vivo nel suo appartamento perchè
i condomini l’avrabbero sbranato nel momento in cui fosse uscito dal suo appartamento. L’anziano aveva
paura dei vicini che erano pronti a imposessarsi del suo bottino.
Ci troviamo all’interno di questa comunità fatta di persone ambiziose, in cui il possesso e il denaro conta
più di qualsiasi cosa. Tutti vogliono qualcosa ognuno ha un desiderio e motivazione che sembra legittimo.
De la Iglesia ci passa questa idea che nella società di adesso tutto è più importante delle relazioni umane.
Torna su questo tema con un capolavoro “La chispa de la vida” mette in scena un uomo che scivola in un
teatro romano scoperto sotto le fondamenta di un albergo, scivola e si infilza con un ferro. Per tutto il film
vediamo questo personaggio infilzato, sa che gli rimane poco da vivere ma pensa di vendere l ‘esclusiva
della sua morte al maggior offerente. E’ la stessa vittima a fommentare questo spettacolo in quanto era
disoccupato e aveva bisogno di soldi. Tutto ha un presso, tutto è più importante dalle relazioni umane.
Nella comunità con tutta naturalità tutti i personaggi sono pronti a uccidere e alex de la iglesia ci mostra
questi personaggi pronti a fare questi gesti senza nessun rimorso e senza pudore. Sono pronti a giustificare
i loro istinti bassi.
Torniamo al concetto che abbiamo espresso de la Iglesia torna a una visione darwiniana il più forte sbrana il
più debole, i personaggi impersonano questo. Sono dei topi che vivono in questo posto e pronti a lottare e
attaccare con ferocia l’organismo invasore in questo caso Julia.
Vi propongo una riflessione sul titolo “la comunidad” polisemia di questo termine che in spagnolo e’ sia
condominio che un termina per indicare vicinanza. Termine che nasce in ambito cristiano.
Questa umanità messa ins cena da de la Iglesia ha dei valori comuni ma diversi dai valori cristiani. Questi
valori condivisi è l ‘avere il possesso del denaro, il tutto alimentato da un reciproco odio.
Altra riflessione che ci rimanda ad Almodovar in “que he echo yo...” riguarda il vecchio e il nuovo. La città
Madrid di divide in vecchio e nuovo. Gli esterni della città rimandano a questo vediamo i grattacielo e poi
case storiche e antiche. Quello che ci communica de la iglesia è che non c’è nessuna differenza tra vecchio e
nuovo come faceva Almodovar.
L’umanità nasce cos’, marchiata da questa bassezza morale, la non solidarietà e quinid non dobbiamo
imputarla al progresso.
Julia che sembra rappresentare il nuovo, si troverà anche lei disposta ad uccidere per la valigia. Nonostante
per tutto il film lei critichi l atteggiamento dei vicini lei non è diversa da loro.
Qui possiamo trovare un elenco delle caratteristiche di questo film.
Humor nero, figure grottesche deformate, riferimento a mass media, estetica luci e di ombre, presenza del
fumetto che determina prospettive e modelli del suo cinema.
Vi faccio vedere l’inizio di Balada triste de Trompeta. Uno dei migliori film sulla guerra civile.
Guardiamo i titoli di testa che sono molto importanti e interessanti. Guardate cosa si inventa de la iglesia
per trattare di un tema così delicato come la transizione e la guerra civile.
http://gnula.nu/terror/ver-balada-triste-de-trompeta-2010-online/

Balada triste de trompeta  con le immagini rimanda ai suo realismo. I titoli di testa sono uno degli
emblemi del cinema postmoderno. Abbiamo visto scorrere una serie di immagini di Hitler, Mussolini e
Franco affianco a personaggi della cultura popolare. E altri che in modo arbitrario venivano accostati. Il
passato viene visto come un immaginario accostabile.
Cosa ha voluto fare de la Iglesia con Balada triste de trompeta, inanzitutto raccontarci una storia. Lui è
capace di portarci poche immagini della guerra civile. Uno spettacolo arrivano dei militari della repubblica
per reclutarli nell’esercito della repubblica. Qui i cattivi sono questi militari dela repubblica. Clown reclutati
a forza per combattere fino alla morte. Uno di loro viene imprigionato e poi messo a lavorare al Valle de los
Caidos un mausoleo voluto da Franco, costruzione durata 20 anni. Doveva essere un grande mausoleo in
onore dei caduti franchisti il problema è che Franco non riuscì a riempire questo con i resti dei franchisti.
Perchè appunto molte famiglie si erano rifiutate. Poi quindi non riuscendo a riempirlo, prese senza
permesso dalle fosse comuni i corpi dei repubblicani e li mise li. All’interno del Valle morirono tantissimi
repubblicani, perchè furono loro a costruirlo. Vediamo il protagonista iniziale imprigionato li. Molti
lavoratori non ha più visto la luce del sole perchè morti di stenti o uccisi. Nel 2007 “la ley recuperacion
historica2 di Zapatero dice che a partire del vigore della leggere il Valle smettera di essere un monumento
storico. Quindi fu proibito di riunirsi in ricordo di Franco nei pressi di questo monumento. Questa le fu
estremamente criticata perchè le famiglie volevano che si aprisse il Valle per poter riavere i resti ma questo
fu negato. La ley oltre a stabilire la fine del Valle come simbolo politico ha anche proibito la ricerca dei
corpi. Storia che ci colloca nella guerra civile e poi alla transizione. Storia poi di questo bambino che era
figlio del pagliaccio, diventa un pagliaccio Triste. Trova un pagliaccio Tonto che si comporta come un
dittatore. Alex de la Iglesia è capace di farci vedere Francisco Franco clemente. Per il resto il paggliaccio
triste è il primo mostro che decide di perdere l’umanità per rendersi uguale al nemico, al despota. Il
pagliaccio triste decide di deformarsi con un ferro rovente in faccia per dimostrare che non sente più dolore
ed è pronto a sostenere la battaglia con il suo nemico.
Alex de la Iglesia ci sembra dire qualcosa di molto forte e condiviso dalla società spagnola ossia che non
c’era stata una vera pacificazione e unificazione. La spagna in realta sono ancora due spagna pronte a darsi
la caccia reciprocamente alla prima occasione. Ci sembra dire che la generazione sotto Franco non può
ridere con la risata del bambino, ingennuita e purezza ma può ridere solo all’interno di una situazione di
vendetta. Iglesia ci dice che la transizione è fallita.
Ci vediamo all’esame.