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Le particelle dell’atomo

Proprietà fondamentali della materia: massa e carica elettrica.


Atomo->dal greco “unità indivisibile”.

Indagini sulla natura della carica elettrica


Franklin: riconosce l’esistenza di elettricità positiva ed elettricità negativa.
Volta: invenzione della pila, collegamento tra forze chimiche ed elettriche.
Berzelius: primo a teorizzare che ogni atomo possieda entrambe le cariche.
Il tubo catodico e conducibilità elettrica nei gas (tubo di Crookes)
2 elettrodi con cariche opposte (anodo e catodo) collegati ad un generatore di differenza di
potenziale, si mette nel tubo un gas e la pressione viene ridotta fino a quando il gas comincia a
condurre corrente ed il tubo diventa luminoso. Con una pressione ancora di molto inferiore il tubo
non emetteva più luce ma c’era una luminosità diffusa, una fluorescenza->era provocata dai raggi
emessi dal catodo che colpivano il vetro.

Questi raggi vengono chiamati raggi catodici e si scopre che:


-si propagano in linea retta, Crookes mette una croce di malta sulla traiettoria, e sul vetro del tubo
si staglia l’ombra della croce.
-sono costituiti da qualcosa dotato di massa, Crookes mette un mulinello a pale sulla traiettoria e
gira, un’azione meccanica avviene solo se c’è massa
-sono dotati di carica negativa, esperimento di Thomson con deviazioni da piastre positive e
negative.
Le particelle che costituiscono il flusso, i raggi catodici vengono chiamate elettroni.
Goldstein, esperimento con catodo forato e forma raggi anodici, identifica i protoni, poi nominati
così da Rutherford.
Le particelle fondamentali dell’atomo
Sono elettrone (e-), protone (p+) e neutrone (n).
Protoni e neutroni vengono chiamati nucleoni.
Il modello atomico di Thomson: a panettone, la carica positiva occupa tutto lo spazio come una
nube, gli elettroni sono dispersi dentro in modo regolare.

Rutherford ed il suo modello atomico


Esperimento di Rutherford: spara particelle Alfa (nuclei positivi di elio, He2+) contro una lamina
d'oro.
I 3 risultati ottenuti:
1. Gran parte delle particelle supera la lamina senza deviazioni
2. Alcune sono deviate con diverse angoli
3. Poche sono respinte indietro con violenza
Le conclusioni tratte da Rutherford:
1. L’atomo è composto da un nucleo centrale in cui sono concentrate massa e carica positiva
dell’atomo.
2. Gli elettroni sono leggerissimi e occupano dello spazio intorno al nucleo.
3. Il diametro del nucleo è 100 000 volte più piccolo del diametro dell’atomo, c’è molto spazio
libero.
4. Gli elettroni carichi negativamente ruotano intorno al nucleo e sono in numero tale da bilanciare
la carica positiva del nucleo.
Il nuovo modello di Rutherford: gli elettroni ruotano attorno ad un nucleo carico positivamente. Ciò
che mancava nel suo modello erano i neutroni. Inoltre, il modello di Rutherford non fornisce ancora
alcun dettaglio sulla disposizione degli elettroni intorno al nucleo.
Il numero atomico (Z) è il numero di protoni nel nucleo di un atomo, se l’atomo è neutro, questo
sarà uguale al numero di elettroni.
Raggi X: radiazioni elettromagnetiche ad alto contenuto energetico.
Il numero di massa (A)= numero dei protoni (Z)+ numero di neutroni (n).
Nuclide: atomo di cui si conoscono Z e A
Isotopo: atomo dello stesso elemento avente le stesse proprietà chimiche ma massa diversa,
perché contiene un diverso numero di neutroni.
Idrogeno con A=1 prozio, A=2 deuterio (acqua pesante), A=3 trizio.
Ione: atomo con una o più cariche elettriche, positive o negative. Es. Se il cloro (Z=17) acquista un
elettrone diventa Cl-, quindi con 18 cariche negative, ma sempre 17 positive.
La massa atomica che si legge nella tavola periodica è relativa, è una massa media, tiene conto
quindi della percentuale di ogni isotopo nella miscela e fa una media ponderata. Es. Cloro35 75,5%
Cloro37 24,5% Massa atomica dell’elemento naturale cloro= 35,45.
Spettrometro di massa: strumento utilizzato per determinare le masse atomiche, fa calcolare la
percentuale di ogni isotopo in un campione.

Raggi alfa, molto pesanti, nuclei di elio 2 protoni, 2 neutroni.


Raggi beta, fasci di elettroni, non hanno massa rilevante e portano una carica negativa.
Raggi gamma, radiazioni elettromagnetiche, onde ad alta energia, sono i più penetranti.
L’atomo di idrogeno secondo Bohr:
-l’elettrone percorre solo determinate orbite circolari, chiamate orbite stazionarie senza emettere
o assorbire energia
-le orbite sono quantizzate, all’elettrone sono permesse solo certe orbite cui corrispondono
determinati valori di energia
-per passare da un’orbita ad un’altra di livello energetico più elevato l’elettrone assorbe un quanto
di energia
-quando un elettrone scende di livello energetico emette un fotone di una certa frequenza
-l’energia del fotone emesso o assorbito corrisponde alla differenza di energia tra le due orbite.
Bohr formula un’equazione per determinare il contenuto energetico di un elettrone.
De Broglie capisce che l’elettrone ha una doppia natura—si può considerare sia una particella sia
un’onda (corpuscolare ed ondulatoria),
Differenze tra particella ed onda: una particella è in un punto le onde no, se una particella si
muove si può individuare una traiettoria. 2 particelle si possono sommare invece 2 onde
interferiscono. Quando una particella incontra un ostacolo lo urta, un’onda lo evita.

Equazione di De Broglie: lunghezza d’onda (λ)=h/mv h=costante di Planck


A ciascun corpo in movimento (massa m velocità v) è associata una lunghezza d’onda ricavabile
con la soprascritta equazione.
Meccanica quantistica: descrive il comportamento di elettroni, fotoni… basandosi su leggi
statistiche. Non è in grado di descrivere le vicende nel tempo di un singolo oggetto, ma consente
di determinare la probabilità che in un determinato istante si verifichi un evento riguardante
quell’oggetto.B
Heisenberg capisce bisogna parlare di orbitale (non di orbita), che è uno spazio probabilistico in cui
c’è l’elettrone.
Principio di indeterminazione di Heisenberg: la precisione con cui si può misurare la posizione di
una particella in un dato istante è inversamente proporzionale alla precisione con cui si può
calcolare la quantità di moto (energia cinetica). Δ X x ΔV ≥h/4π x m
Questo principio ci dimostra che non si può mai conoscere contemporaneamente posizione e
velocità di una particella come l’elettrone.
La meccanica quantistica non permette di conoscere simultaneamente tutte le proprietà di un
sistema che ci interessano.
L’equazione d’onda
Onda stazionaria: onda che ha nodi e ventri inalterati nel corso di tutta li vibrazione, l’onda
associata ad un elettrone è stazionaria.
Schrödinger: Le onde stazionarie devono vibrare sempre con certe lunghezze d’onda, non qualsiasi
valore (0.5,1,1.5,2,2.5…) (No 0.7, 1.1 etc.)

Hψ = Eψ H = operatore dell’energia, tutti i termini che danno contributo all’energia


(per ogni elettrone 3 termini che descrivono l’energia cinetica (xyz), 1 energia potenziale
(attrazioni e repulsioni)).

Valore di psi (ψ) = dà la probabilità della posizione di un elettrone (x,y,z,t)


H = 3+1 He = 6+3 Li = 9+6 B = 15+15
Equazione di Schrödinger: dà tutte le funzioni d’onda (orbitali) che un elettrone può assumere (si
può risolvere solo per l’idrogeno, le altre per approssimazione.
Siccome la luce ha una certa lunghezza d’onda è impossibile vedere strutture più piccole della sua
lunghezza d’onda.
I microscopi elettronici usano fasci d’elettroni che hanno una lunghezza d’onda minore.
Numeri quantici: numero che specifica il valore di una proprietà dell’elettrone e contribuisce a
definire lo stato quantico dell’elettrone stesso (sono n,l,m).
n - 1,2,3,4,5… (numero quantico principale) n dà il livello
0 ≤ l ≤ n-1 (numero quantico secondario) (n = 1, l = 0 n = 2, l = 0,1…) l definisce le forme
degli orbitali (con probabilità) Gli orbitali con l = 0 sono sferici.
-l ≤ +l (numero quantico magnetico) m dà l’orientamento (palloncino asse x, y ,z)
Ms (numero quantico di spin) ½, -½ Lo spin si manifesta quando l’elettrone viene sottoposto
all’azione di un campo magnetico esterno disomogeneo.
Principio di Pauli: in ogni orbitale non ci possono essere più di due elettroni (con spin opposti)
n e l danno l’energia esatta dell’elettrone (n a grandi linee, l esattamente)
Esempio: N=1 l=0 m=0 1S
N=2 L=0,1 M=(l=0) 0, (l=1) -1,0,1 2s(l=0) 2px 2py 2pz
Regola di Hund: gli elettroni tendono ad occupare tutti gli orbitali con spin parallelo. Es. Azoto, Z=7
1S2 2S2 2px 2py 2pz
Es. Ferro Z=26 1S2 2S2 2px2 2py2 2pz2 3S2 3px2 3py2 3pz2 4S2 3d6
Es: Arsenico Z=33 1S2 2S2 2px2 2py2 2pz2 3S2 3px2 3py2 3pz2 4S2 3d10 4px1 4py1 4pz1
N=1 l=0 m=0
N=1,2 l=0,1 m= -1,0,1
N=1,2,3 l=0, 1, 2,m=-2,-1,0,1,2