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Elettrotecnica e Nome

Elettronica Applicata
Allievi Ingegneri Aerospaziali Cognome
Prof. A. P. Morando – a.a. 2009/2010
Appello del 28 giugno 2010 Matricola

AVVERTENZE
Il tema proposto prevede lo svolgimento di una parte scritta e di una parte orale.
La parte scritta è composta da due esercizi, entrambi obbligatori e strutturati in modo che la valutazione com-
plessiva massima di tale parte sia pari a 15/30. I punteggi ottenibili a seguito dello svolgimento di diversi quesiti
proposti è riportato nella “Tabella di autovalutazione” di pag. 2. È fatto d’obbligo riportare in tale tabella i valori
numerici ottenuti e corredati dalle opportune unità di misura del sistema MKS, pena l’annullamento dell’esercizio.
La parte orale richiede lo svolgimento di due dei tre quesiti proposti. Anche per la parte orale la valutazione
massima è pari a 15/30. Non verranno valutati eventuali svolgimenti aggiuntivi: lo svolgimento di tutte e tre le do-
mande non è consentito.
La valutazione finale risulterà pari alla somma delle due distinte valutazioni.

PARTE SCRITTA

Esercizio n.° 1
La rete di Fig. 1, in regime stazionario, è così caratteriz-
zata:
⎧ E = 18 V N = 100
⎪ A = 12 A δ = 1 mm
⎪⎪
⎨C = 1 µ F Afe = 100 cm
2

⎪R = 6 Ω µ → ∞
⎪ 1 fe

⎪⎩ R2 = 8 Ω t* = 3 µ s
In essa l’interruttore S è aperto da un tempo infinito. De- Fig. 1.
terminare (la chiusura di S avviene all’istante t = 0 s):
• L’energia w(t*) accumulata all’istante t* dai bipoli dinamici presenti;
• La potenza p(t*) erogata dal generatore di tensione all’istante t*.

Esercizio n.° 2
La rete trifase di Fig. 2, in regime alternato sinusoidale di frequenza
f=1/T=50 Hz, è così caratterizzata:
⎧V f = 120 V Z o = (11 + j20 ) Ω
⎪ 1
⎪V f2 = 140 V R=0 Ω

⎨V f3 = 100 V L = 2 µH

⎪ Z 1 = ( 7 + j9 ) Ω C = 8 µF
⎪ Z = 4 − j5 Ω
⎩ 2 ( ) f = 50 Hz

Determinare:
• La potenza complessa AΣ* ; Fig. 2.
• L’energia WC accumulata nel condensatore di capacità C
all’istante t = T/4.

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PARTE ORALE

Quesito 1: con riferimento ad un cilindro circolare retto, omogeneo ed isotropo, di altezza l ed area di base A, dedurre
operativamente le leggi I=G⋅V e J=σ⋅E e formalizzare la relazione G=σ⋅A/l, essendo σ la conducibilità elettrica del ma-
teriale di cui il cilindro è costituito.

Quesito 2: con riferimento ad un processo induttivo identificato dalla induttanza L, formalizzare, relativamente alla cir-
colazione di una corrente i(t) nell’intervallo [0-T], il bilancio energetico e mostrare che il lavoro elaborato non dipende
dalla legge i(t) ed è pertanto accumulato sotto forma di energia; dedurre l’espressione di tale energia.

Quesito 3: illustrare, riportando dettagliatamente tutti i passaggi matematici, il funzionamento dell’amplificatore ope-
razionale in configurazione invertente (adottare il modello ideale per quanto riguarda l’amplificatore).

Tabella di autovalutazione della parte scritta


Si raccomanda agli Allievi di riportare sia i risultati numerici assieme alle corrispondenti unità di misura del siste-
ma MKS. Verranno considerate totalmente non valide le risposte non corrispondenti a tale richiesta.

Esercizio Domanda Risposta Autovalutazione

w(t*) 9,0468 J 4 punti


1
p(t*) −285,4185 W 3 punti

AΣ* 3,8879x102 + j2,1541x102 VA 4 punti


2
WC(T/4) 0 J 4 punti

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Risoluzione della parte scritta

Esercizio 1
Il condensatore C è in parallelo al generatore di tensione E, pertanto vc(t)=E=18 V per ogni istante di tempo.
Su tale componente non si ha quindi alcun transitorio. L’energia accumulata nel campo elettrostatico risulta:
1
Wε = Cvc 2 = 1.6200x10-4 J (1)
2
All’istante t=0- il circuito è a regime; l’avvolgimento della struttura magnetica si presenta come un corto-
circuito in parallelo al resistore R2, mentre l’interruttore S è aperto. Pertanto l’intera corrente del generatore
A fluisce nel corto-circuito rappresentativo dell’avvolgimento (Figura 1).

( )
iL 0−

Figura 1

In formule:
( )
iL 0 − = A = 12 A (2)

A regime l’avvolgimento risulta ancora un corto-circuito ma questa volta l’interruttore S è chiuso. Scrivendo
legge delle tensioni alla maglia m (Figura 2), si ha:
E
iL ( ∞ ) R1 − E = 0 ⇒ iL ( ∞ ) = = 3A (3)
R1

iE ( ∞ )
iL ( ∞ )

Figura 2

Per il calcolo della costante di tempo è necessario il calcolo della resistenza di Thévenin (Figura 3). Si ottiene:
R1 R2
Rth = = 3.43 Ω (4)
R1 + R2

Inoltre è necessario il calcolo dell’induttanza L. Tale grandezza vale:


N2
L= (5)
ϑeq

dove la riluttanza, dovuta all’unico traferro, risulta:


1 δ
ϑeq = = 7.9577x104 H −1 (6)
µ0 Afe
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Rth

Figura 3

quindi:
N2
L= = 0.1257 H (7)
ϑeq

La costante di tempo risulta allora:


L
τ= = 0.0367 s (8)
Rth

L’espressione temporale della corrente nell’induttore risulta:

( ( ) )
t

iL ( t ) = iL 0− − iL ( ∞ ) e τ
+ iL ( ∞ ) (9)

la quale valutata all’istante t* porta a scrivere:


( )
iL t * = 11.9993 A (10)

L’energia magnetica è allora:


1
( )
2
Wµ = Li t * = 9.0467 J (11)
2
mentre l’energia totale risulta:
Wtot = Wε + Wµ = 9.0468 J (12)
Per calcolare la potenza erogata dal generatore E all’istante t* è necessario conoscere la corrente iE nel gene-
ratore E nello stesso istante (dato che è necessaria la potenza erogata devono essere utilizzate le convenzioni
dei generatori). La corrente iE(t) è una variabile di rete. All'istante 0+ l'induttore può essere sostituito da un
generatore di corrente di valore iL ( 0− ) , come mostrato in Figura 4.

( )
iE 0+
( )
iL 0−

Figura 4

Trasformando in generatore reale di tensione il generatore reale di corrente ( iL ( 0− ) in parallelo a R2), si ottie-
ne il circuito di Figura 5, dal quale, applicando la legge delle tensioni alla maglia m, si ottiene la corrente
i1(0+):
E − R2 iL ( 0− )
i1 ( 0 +
)= = -3.8571 A (13)
R1 + R2

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R2
m
( )
i1 0+

( )
iE 0+
R2 iL 0− ( )

Figura 5

Dalla legge delle correnti al nodo si ottiene:


iE ( 0+ ) = i1 ( 0+ ) − A = -15.8571 A (14)

Per il calcolo di iE ( 0+ ) si fa riferimento al circuito di Figura 2. Si ha:

iE ( ∞ ) = iL ( ∞ ) − A = −9 A (15)
L'andamento temporale di iE ( t ) è allora:

( ( ) )
t

iE ( t ) = iE 0+ − iE ( ∞ ) e τ
+ iE ( ∞ ) (16)

Valutando la precedente equazione in t*, si ottiene:


( )
iE t * = -15.8566A (17)

Mentre la potenza erogata dal generatore E nello stesso istante risulta:


pE ( t * ) = EiE ( t * ) = −285.4185 W (18)

Esercizio 2
In termini fasoriali, le sorgenti possono essere così espresse:
V f 1 = V f 1 = 120 V , V f 2 = jV f 2 = j140 V , V f 3 = −V f 3 = −100 V (19)
La resistenza R è nulla, dunque può essere sostituita da un corto-circuito; il condensatore C è direttamente
collegato sui fili di linea, dunque la tensione tra i due centri stella (Figura 6) può essere calcolata mediante il
corollario di Millmann:
Vf 1 Vf 2 Vf 3
+ +
Z1 Z2 ZL
V0 '0 = = 99.9954 + j0.0018 V (20)
1 1 1 1
+ + +
Z1 Z 2 Z L Z 0

Dove Z L = jω L = j 6.2832x10-4 Ω .
La corrente I1 vale allora:
V f 1 − V0 '0
I1 = = 1.0770 - j1.3850 A (21)
Z1

Ed analogamente:
V f 2 − V0 '0
I2 = = 3.9031 + j4.8784 A (22)
Z2

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V f 3 − V0 '0
IL = = -2.8689 - j7.3320 A (23)
ZL

La corrente nel condensatore C vale:


V13 V1 − V3
IC = = = j 0.0503A (24)
ZC ZC

Ora possono essere calcolate le correnti che fluiscono nei generatori di tensione. Tramite le equazioni delle
correnti ai nodi, si ottiene:
I f 1 = I1 + I C = 1.0770 - j1.3348 A (25)
I f 2 = I2 (26)
I f 3 = I L − I C = -2.8689 - j7.3822 A (27)
Dal bilancio delle potenze alla superficie indicata, si può affermare che la totale potenza complessa erogata
dai generatori di tensione è pari a AΣ* . Pertanto:
AΣ* = V f 1 I f 1 + V f 2 I f 2 + V f 3 I f 3 = 3.8879x102 +j2.1541x102 VA (28)
La tensione sul condensatore C, nel dominio del tempo, è esprimibile dalla seguente relazione:
v13 ( t ) = 2 Re {V13 e jωt } = 2 ⋅ 20 ⋅ cos ( 314.1593t ) (29)

Valutando la precedente tensione all’istante T/4 si ha:


v13 (T / 4 ) = 0 (30)
A cui corrisponde l’energia dielettrica:
1
wε (T / 4 ) = Cv132 = 0 (31)
2

I f1 I1
0' V0 '0
If2 I2
IC
IL

If3

V13

Figura 6

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