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LA CARICA ELETTRICA E LE ITERAZIONI FRA I CORPI

L’elettrostatica è la scienza che studia l’equilibrio della carica dei corpi. Un corpo che ha acquisito la
capacità di attirare a sé corpi leggeri è detto elettrizzato. Questo fenomeno era già conosciuto in antichità,
nell’antica Grecia, infatti i greci si resero conto che l’ambra (resina fossile) strofinata con una pelle di
animale era in grado di attrarre copi leggeri. Il termine elettricità infatti deriva dal greco elektron che
significa ambra. Questo tipo di elettrizzazione avviene per strofinamento.
In seguito ad un esperimento Benjamin Franklin si rese conto che esistevano due tipi di cariche una
positiva e l’altra negativa, e che due cariche dello stesso segno si respingevano, mentre due cariche dello
stesso segno si attraevano.

Anche i corpi elettricamente neutri, cioè non elettrizzati contengono particelle che interagiscono tra loro
con forze repulsive e attrattive. Nel nucleo centrale dell’atomo (frazione più piccola di un elemento) sono
contenuti i protoni (+) e i neutroni (carica neutra), mentre lungo gli orbitali ruotano gli elettroni (-). Il
numero degli elettroni è pari a quello dei protoni per mantenere in equilibrio il sistema. La massa degli
elettroni è molto più piccola rispetto a quella dei protoni e neutroni che comunque hanno dimensioni
microscopiche. La quantità di carica posseduta da un protone e un elettrone, detta carica elementare (e) è
la stessa, cioè 1,602 x 10-19 C, a cambiare è soltanto il segno. Un atomo può perdere e acquistare elettroni.
Se perde elettroni diventa uno ione positivo, se invece acquista elettroni diventa uno ione negativo. Un
oggetto si elettrizza quando acquista o perde elettroni. Solo gli elettroni possono essere trasferiti. Essi
prendono il nome di elettroni di conduzione. La carica elettrica non si crea e non si distrugge.

CONDUTTORI E ISOLANTI
Sono detti conduttori quei materiali che permettono il passaggio di elettroni.
Sono detti isolanti o dielettrici quei materiali che non permettono il passaggio di elettroni. Negli isolanti gli
elettroni hanno una posizione fissa, mentre nei conduttori sono liberi di muoversi. Essi si spostano con
facilità da un atomo all’altro nel conduttore. L’elettrizzazione per contatto può avvenire solo tra
conduttori. Questo tipo di elettrizzazione consiste nel passaggio degli elettroni da un corpo all’altro. Ad
esempio mettendo a contatto un corpo carico elettricamente (una bacchetta), ad un corpo neutro (una
sfera) possiamo notare che la bacchetta cede alcuni elettroni alla sfera caricandola negativamente e
dunque trasmette ad essa la carica dello stesso segno; pertanto i due corpi si respingono.

L’elettroscopio inventato da Bennett nel 1786 è uno strumento che permette di stabilire se e in che misura
un oggetto sia elettrizzato. Esso è costituito da una barra metallica che termina, a un’estremità, con un
pomello e, all’altra, con due foglioline metalliche. Portando a contatto con il pomello un oggetto metallico
elettrizzato, la carica elettrica, tramite la barra si trasmette alle foglioline. Esercitando una carica dello
stesso segno queste divergono perché si respingono, maggiore è la carica maggiore è la distanza fra le
foglioline. Questo fenomeno prende il nome di induzione elettrostatica. Essa consiste nella redistribuzione
della carica all’interno dell’oggetto.

Il nucleo è carico positivamente, mentre attorno ad esso ruota una nube di elettroni di carica negativa nel
caso in cui sull’atomo agisca una forza elettrica in grado di ionizzarlo, cioè di rimuovere uno o più elettroni.
La nube elettronica tende a spostarsi e con essa anche il nucleo, creando così un dipolo elettrico perché
non vi è più equilibrio elettrostatico, bensì da un lato è concentrata la carica positiva e dall’altra quella
negativa. Gli atomi di tutti i materiali dielettrici si deformano in questo modo. Questo fenomeno è detto
polarizzazione per deformazione.

Alcune molecole di forma asimmetrica costituiscono dei dipoli elettrici anche quando non sono soggette ad
alcuna forza elettrica. Questo accade ad esempio nelle molecole polari (H2o), in cui l’atomo di ossigeno
attrae più elettroni rispetto ai due atomi di idrogeno. Un materiale dielettrico costituito da molecole polari
è detto dielettrico polare. Normalmente nei dielettrici polari i dipoli polari sono orientati in maniera
disordinata, ma quando il dielettrico risente di una forza elettrica esercitata da un corpo carico i dipoli
tendono ad allinearsi l’uno con l’altro. In questo caso il dielettrico ha subito una polarizzazione per
orientamento.

LA LEGGE DI COULOMB
Fu Coulomb nel 1785 a determinare la legge che esprime la forza fra due cariche puntiformi che ciascuna
delle due esercita sull’altra, la quale può essere sia attrattiva che repulsiva, servendosi della bilancia di
torsione da lui stesso ideata. Grazie alla bilancia di torsione si rese conto che due sferette, poste ad una
certa distanza e aventi entrambe carica positiva si respingevano provocando la torsione del filo. Inoltre si
accorse che al dimezzare della distanza la forza aumentava al quadrato e che a parità di distanza, la forza è
direttamente proporzionale al valore assoluto di entrambe le cariche e dunque al loro prodotto. Nel SI
l’intensità di corrente è misurata in ampere. La quantità di corrente, invece, è una grandezza derivata e la
sua unità di misura è il coulomb (1C= 6,242 X 1018).
F= k x q1 x q2 q 1= F x r 2 r = √ k x q1 x q2
-------- -------- ----------
r2 k x q2 F
Queste cariche interagiscono tra loro nel vuoto o nell’aria (in acqua la forza diminuisce di 80 volte)
pertanto la costante di proporzionalità nel SI assume il valore di K= 8,988 x 109 N x m2
-----

C2
La costante dielettrica del vuoto è k = 1
-------
4∏∑0
Utilizzando la costante dielettrica del vuoto abbiamo: F=|q1 x q2 |
-------------

4∏∑0r2

Sia la forza elettrica sia la forza gravitazionale sono inversamente proporzionali al quadrato della stanza,
inoltre come l’intensità della prima è direttamente proporzionale al prodotto fra le due cariche, la seconda
è direttamente proporzionale al prodotto fra le masse.

La forza elettrica con cui due più corpi interagiscono tra loro è la risultate della somma vettoriale delle
forze che le particelle esercitano le une sulle altre. In questo consiste il principio di sovrapposizione se
abbiamo più cariche puntiformi.