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POLITECNICO DI TORINO

Facoltà d’ingegneria Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile

Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile Teoria e progetto delle costruzioni in c.a. e c.a.

Teoria e progetto delle costruzioni in c.a. e c.a. precompresso A.A. 2016-2017

PROGETTO EDIFICIO

Studenti:

Gianpaolo Piepoli, Racciatti Luca, Sorcinelli Giorgia

Indice

1. Descrizione dell’opera

3

2. Normativa di riferimento

3

3. Durabilità

3

3.1.

Classe di esposizione ambientale

3

3.2.

Copriferri

5

4. Materiali

5

4.1.

Calcestruzzo

5

4.2.

Acciaio

5

4.3.

Coefficienti parziali di sicurezza ϒ m

6

4.4.

Verifiche allo stato limite ultimo SLU

6

4.1.

Verifiche agli stati limite di esercizio

6

5. Azioni di progetto

6

5.1.

Classificazione delle azioni

6

5.2.

Combinazioni delle azioni

7

5.3.

Azioni verticali

7

5.3.1.

Azioni permanenti

7

5.3.2.

Azioni variabili

10

5.4.

Azioni orizzontali

12

5.4.1. Azione del vento

12

5.4.2. Azione sismica

14

5.4.3. Robustezza strutturale

16

6. Predimensionamento

17

5.5.

Solaio

17

5.6.

Trave

17

5.7.

Pilastri

18

5.8.

Controventi

18

7. Dimensionamento

20

7.1.

Solaio

20

7.1.1. Calcolo delle sollecitazioni allo SLU

20

7.1.2. Dimensionamento delle armature longitudinali

21

7.1.3. Verifiche allo SLU per flessione

21

7.1.4. Verifiche allo SLU per taglio

23

7.1.5. Verifiche allo SLE di limitazione delle tensioni

24

7.1.6. Verifiche allo SLE di fessurazione

25

7.1.7.

Verifiche allo SLE di deformazione

26

7.2.

Travi

28

7.2.1. Calcolo delle sollecitazioni allo SLU

28

7.2.2. Dimensionamento dell’armatura longitudinale

29

7.2.3. Dimensionamento dell’armatura trasversale

29

7.2.4. Verifiche allo SLU per flessione

30

7.2.5. Verifiche allo SLU per taglio

31

7.2.6. Verifiche allo SLE di limitazione delle tensioni

31

7.2.7. Verifiche allo SLE di fessurazione

32

7.2.8. Verifiche allo SLE di deformazione

33

7.3.

Pilastri

34

7.3.1 Calcolo delle sollecitazioni allo SLU

34

7.3.2 Dimensionamento dell’armatura longitudinale

34

7.3.3 Verifica allo SLU per pressoflessione

35

7.3.4 Dimensionamento dell’armatura trasversale

37

7.3.5 Verifica allo SLU per taglio

38

7.4.

Controventi

39

1.

Descrizione dell’opera

L’edificio in calcestruzzo armato, adibito a civile abitazione, è situato nell’area urbana della città

di Torino, ad un’altitudine di 239 m.s.l.m., in zona sismica 4 e possiede una vita nominale di

Vn=50 anni (in quanto rientrante nella categoria di opere ordinarie). L’edificio è costituito da 9 piani fuori terra e 1 piano interrato; la copertura è inclinata di 13,5°.

La

pianta è rettangolare, sprovvista di giunti di dilatazione, con simmetria trasversale.

La

superficie in pianta è di 42,56 m 2 ; l’altezza totale è di circa 28,8 m.

L'impalcato tipo è realizzato con un solaio in latero - cemento ed il solaio è ordito parallelamente

al lato maggiore dell'edificio ed è sostenuto da travate longitudinali. Gli elementi verticali sono

costituiti da pilastri in calcestruzzo armato. La struttura è controventata, per garantire

un’adeguata resistenza alla azioni orizzontali.

2. Normativa di riferimento

- NTC 2008

- UNI EN 206-1

- Eurocodice 2

- Eurocodice 8

3. Durabilità

La durabilità della struttura è influenzata dalla scelta della classe di calcestruzzo e dalla sua composizione e dalla protezione delle armature metalliche dagli agenti di degrado.

3.1. Classe di esposizione ambientale

Le classi di esposizione ambientale sono definite dalla norma UNI EN 206-1 (tabella 2.1). La struttura rientra nella classe di esposizione XC3, presentando calcestruzzo con superficie esterne riparate dalla pioggia o in interni con umidità da moderata ad alta.

Per le varie classi ambientali la UNI EN 206-1 prescrive una classe di calcestruzzo minima, un rapporto acqua/cemento massimo, un contenuto di cemento minimo e un contenuto minimo di aria per gli ambienti soggetti a gelo/disgelo.

XC3 / asciutto o permanentemente bagnato:

- a/cmax = 0,55

- dosaggio minimo di cemento (kg/m 3 ) = 320

- minima classe di resistenza: C25/30

- la classe minima con riferimento alla durabilità è C25/30

Classi di esposizione ambientale 4
Classi di esposizione ambientale 4
Classi di esposizione ambientale 4
Classi di esposizione ambientale 4
Classi di esposizione ambientale 4

Classi di esposizione ambientale

3.2.

Copriferri

Il copriferro viene dimensionato in funzione dell’aggressività dell’ambiente al fine di garantire un’adeguata protezione delle armature dalla corrosione e deve essere tale da assicurare una corretta trasmissione delle tensioni di aderenza tra acciaio e calcestruzzo garantendo un’adeguata resistenza al fuoco. Nel suo dimensionamento, bisogna tener conto della dimensione massima degli inerti impiegati. Il copriferro nominale viene calcolato come:

c = c + c

- è la tolleranza di posizionamento ed è assunta pari a 10 mm.

- è il copriferro minimo, scelto in base a considerazioni sulla durabilità e sull’aderenza, pari a 25 mm.

Supponendo di utilizzare armature con diametro pari a 10 e 12 mm si ottiene tale valore da utilizzare in progetto: c = 35 mm.

4.

Materiali

4.1. Calcestruzzo

Il calcestruzzo utilizzato per i solai, le travi e i pilastri ha le caratteristiche indicate in tabella:

Classe di resistenza

C25/30

Resistenza a compressione cubica caratteristica R ck

30

N/mm 2

Resistenza a compressione cilindrica f ck

25

N/mm 2

Resistenza a compressione cilindrica di progetto f cd

16,67 N/mm 2

Resistenza media a trazione f ctm

2,57 N/mm 2

Resistenza a trazione caratteristica f ctk

1,197 N/mm 2

Resistenza a trazione di progetto f ctd

1,17 N/mm 2

Modulo elastico E cm

31500

N/mm 2

Coefficiente di sicurezza parziale γ c

1,5

Coefficiente per carichi di lunga durata α cc

1

Caratteristiche meccaniche del calcestruzzo impiegato

4.2. Acciaio

Si utilizza per le armature un acciaio laminato a caldo in barre controllato in stabilimento. caratteristiche sono descritte in tabella:

Le sue

Classe

B450C

Resistenza a trazione caratteristica f tk

540 N/mm 2

Tensione di snervamento caratteristica f yk

450 N/mm 2

Tensione di snervamento di progetto f yd

391

N/mm 2

Rapporto tra resistenza e tensione di snervamento

1,15<(f tk /f yk )k<1,35

Allungamento uniforme al carico massimo ε uk

75 ‰

Deformazione di snervamento di calcolo ε syd

1,96 ‰

Deformazione limite allo SLU ε ud

0,90 ε uk = 63 ‰

Coefficiente di sicurezza parziale γ c

1,15

Modulo elastico E s

200000

N/mm 2

Caratteristiche meccaniche dell’acciaio impiegato

4.3. Coefficienti parziali di sicurezza m

I coefficienti parziali di sicurezza associati ai materiali tengono in conto l’aleatorietà delle grandezze ad essi associate e le incertezze intrinseche al modello di calcolo utilizzato.

4.4.

Verifiche allo stato limite ultimo SLU

 
 

Calcestruzzo c

Acciaio s

 

Situazione persistente e transitoria

1,5

1,15

Situazione eccezionale

1

1

Coefficienti parziali di sicurezza dei materiali per verifiche allo SLU

4.1.

Verifiche agli stati limite di esercizio

 

Tutti i coefficienti dei materiali per le verifiche agli SLE sono assunti pari ad 1.

5. Azioni di progetto

Le NT definiscono come azione ogni causa o insieme di cause capace di indurre stati limite in una struttura. In genere per gli edifici si considerano azioni variabili di intensità convenzionale aventi la possibilità di variare la posizione.

5.1. Classificazione delle azioni

Le azioni sulle strutture possono essere:

- Dirette = forze concentrate, carichi distribuiti fissi o mobili;

- Indirette = spostamenti impressi, variazioni di temperatura e di umidità, ritiro, precompressione ;

- Degrado = legato all’aggressività dell’ambiente;

Vengono classificate in base alla loro variabilità nel tempo come:

- Permanenti (G) = agiscono per tutta la vita nominale della costruzione e la loro variazione di intensità nel tempo è così piccola e lenta da poterle considerare costanti nel tempo;

- Variabili (Q) = assumono valori istantanei che possono risultare sensibilmente diversi fra loro nel tempo. Possono essere di lunga e breve durata;

- Eccezionali (A) = dovute a eventi eccezionali (incendi, esplosioni, urti e impatti);

- Sismiche (AE) = derivanti dai terremoti;

5.2. Combinazioni delle azioni

Ai fini delle verifiche agli stati limite si definiscono le seguenti combinazioni delle azioni:

- Combinazione fondamentale, generalmente usata per gli stati limite ultimi (SLU):

γ ∙ G + γ ∙ G + γ ∙ Q + γ ∙ Ψ ! ∙ Q + ⋯

- Combinazione caratteristica (rara), generalmente impiegata per gli stati limite di esercizio (SLE) irreversibili:

G + G + Q + Ψ ! ∙ Q + ⋯

- Combinazione frequente, generalmente impiegata per gli stati limite di esercizio (SLE) reversibili:

G + G + Ψ ∙ Q + Ψ ∙ Q + ⋯

- Combinazione quasi permanente (SLE), termine:

generalmente impiegata per gli effetti a lungo

G + G + Ψ ∙ Q + Ψ ∙ Q + ⋯

Con:

γ = coefficiente parziale del peso proprio della struttura; γ = coefficiente parziale del peso proprio non strutturale; γ = coefficiente parziale delle azioni variabili; Ψ # = coefficienti di combinazioni relativi all’i-esima azione variabile; i valori dei fattori di combinazione ψ adottati in Italia dipendono dal tipo di azione considerata, dalla destinazione d’uso della struttura e dalla situazione di progetto.

5.3. Azioni verticali

5.3.1. Azioni permanenti

Rappresentano le azioni che agiscono durante la vita nominale dell’opera, le quali si considerano costanti nel tempo. Essi sono a loro volta distinti in:

- Permanenti strutturali G1: elementi di alleggerimento, travetti e soletta;

- Permanenti non strutturali G2: massetti, pavimenti, tramezzi, materiali di rivestimento.

Per le parti strutturali e non, le azioni permanenti sono valutate in base ai pesi specifici dei materiali di cui è composto il fabbricato e alla loro geometria.

SOLAIO PIANO TIPO

Il peso proprio del solaio in latero-cemento (peso proprio strutturale) è riportato in tabella.

 

Spessore

Area

Peso Specifico

Peso Proprio

 

[m]

[m 2 ]

[KN/m 3 ]

[KN/m 2 ]

Nervatura

0,05

0,086

25

2,15

Laterizio

0,18

0,144

18

1,0368

 

g K0

3,19

Peso proprio del solaio piano

  g K0 3,19 Peso proprio del solaio piano SOLAIO COPERTURA   Spessore Pesi Peso

SOLAIO COPERTURA

 

Spessore

Pesi

Peso

Specifici

Proprio

 

[m]

[KN/m3]

[KN/m2]

Solaio laterocementizio

0,24

6

4,22

Intonaco

0,02

20

0,4

Isolante

0,03

1

0,03

Muricci Ripartiti

-

-

2

Tavelloni

1,680896

0,4

0,672359

Cappa Cls

0,050427

25

1,260672

Tegole Marsigliesi

1,680896

0,5

0,840448

   

Totale

9,42

Peso proprio del solaio di copertura

Nella tabella a seguire vengono riportati i carichi riguardanti il peso della struttura portata.

 

Spessore

Area

Peso Specifico

Peso Proprio

 

[m]

[m 2 ]

[KN/m 3 ]

[KN/m 2 ]

Intonaco

0,015

 

- 18

0,27

Pavimento

0,015

 

- 30

0,45

Massetto

0,09

0,09

20

1,8

 

g K1

2,52

Peso della sovrastruttura

TRAMEZZI INTERNI

Il peso è considerato come carico uniformemente distribuito sull’unità di superficie. Le NTC 2008 (TAB. 3.1.I )indicano un calcolo di peso per unità di lunghezza con lunghezze atte a garantire un’adeguata ripartizione trasversale del carico: il peso della tramezzatura non deve essere portato solo dalla nervatura su cui è applicata, ma anche le nervature adiacenti devono fornire un contributo. Il peso viene definito nel seguente modo:

poi trasformato in:

2 %&

'

≤ ) ≤ 3 %&

'

kN

g = 1,20

m

Nella tabella seguente sono riportati i valori dei carichi riguardanti la muratura di ripartizione interna.

 

Spessore

Peso Specifico

Peso Proprio

 

[m]

[KN/m 3 ]

[KN/m 2 ]

Mattoni forati

0,08

 

6

0,48

Intonaco Interno

0,02

20

0,4

 

Totale

0,88

 

G

K3

2,53

 

g

K3

1,2

Peso dei tramezzi
Peso dei tramezzi
0,02 20 0,4   Totale 0,88   G K3 2,53   g K3 1,2 Peso dei
0,02 20 0,4   Totale 0,88   G K3 2,53   g K3 1,2 Peso dei

9

TAMPONAMENTI

Le murature non sono mai poggiate direttamente sulle nervature, ma vengono poste su travi principali o secondarie con armatura longitudinale e trasversale. Bisogna considerare che una quota è però occupata dai serramenti: occorre calcolare l’incidenza delle aperture sullo sviluppo complessivo dell’area. Generalmente si considera circa il 15% di incidenza: g 0 = (1 − α) ∙ h ∙ peso

 

Spessore

Peso Specifico

Peso Proprio

 

[m]

[KN/m 3 ]

[KN/m 2 ]

Mattoni forati

0,12

6

0,72

Mattoni Semipieni

0,12

10

1,2

Intonaco Interno

0,01

20

0,2

Intonaco Rustico

0,02

20

0,4

 

Totale

2,52

 

g K2

6,46

Peso dei tamponamenti
Peso dei tamponamenti
2,52   g K2 6,46 Peso dei tamponamenti 5.3.2. Azioni variabili Le azioni variabili dipendono dalla
2,52   g K2 6,46 Peso dei tamponamenti 5.3.2. Azioni variabili Le azioni variabili dipendono dalla

5.3.2. Azioni variabili

Le azioni variabili dipendono dalla destinazione d’uso dell’opera. I modelli di tali azioni sono:

- carichi uniformemente distribuiti qk [KN/m 2 ]

- carichi orizzontali lineari Hk[KN]

- carichi concentrati Qk [KN/m]

I valori dei carichi caratteristici e/o nominali da utilizzare nel progetto, ricavati dalle NT in funzione della categoria dell’edifico, sono riportati in tabella 5.7

Carichi di esercizio per le categorie di edifici residenziali I carichi verticali Qk formano oggetto

Carichi di esercizio per le categorie di edifici residenziali

I carichi verticali Qk formano oggetto di verifiche locali e non vanno sovrapposti ai

corrispondenti carichi verticali ripartiti; essi devono essere applicati su impronte di carico

appropriate all’utilizzo e alla forma dell’orizzontamento.

CARICO NEVE

L’intensità del carico di neve sulla copertura di un edificio dipende da una serie di fattori legati a variabili topografiche (zona geografica e quota sul livello del mare della costruzione, ventosità

del sito, presenza di edifici circostanti) e alla tipologia della copertura (inclinazione delle falde, rugosità della superficie, presenza di fonti di calore sotto la copertura ecc). L’azione statica si ottiene moltiplicando il carico di neve qs, considerato agente in proiezione orizzontale della copertura, per l’area ove esso è presente.

Il carico provocato dalla neve sulle coperture sarà calcolato mediante la seguente espressione:

Dove:

q ; = μ q ;0 C > C ?

@ A = carico neve sulla copertura

B è = coefficiente di forma sulla copertura, funzione dell’inclinazione della falda e della tipologia

di copertura

@ AC = valore caratteristico di riferimento del carico neve al suolo [KN/m 2 ], valutato per un periodo

di ritorno di 50 anni

D E = coefficiente di esposizione variabile tra 0,8 e 1,2: in assenza di indicazioni specifiche si assume Ce = 1,0 D F = coefficiente termico In assenza di dati specifici o in presenza di sottotetto non riscaldato si assume Ct = 1,0

Si ipotizza che il carico agisca in direzione verticale e lo si riferisce alla proiezione orizzontale

della superficie della copertura. Tutte le località del Nord Italia (escluse quelle della regione Liguria) a quota minore di 1500 m

sono classificate dalle NT nella zona geografica I alpina.

qsk [kN/m²]

μi

Ce

Ct

qs [kN/m²]

1,5

0,8

1

1

1,2

Valore del carico neve agente sulla copertura

5.4.

Azioni orizzontali

5.4.1. Azione del vento

La procedura di calcolo dell’azione del vento consente di determinare su ogni superficie investita dal vento:

Pressione del vento: per unità di superficie agente perpendicolarmente alla superficie stessa Azione tangenziale del vento La pressione del vento è data dall’espressione:

p G = q H c c I c

con:

q H è la pressione cinetica di riferimento

dove

q H =

1

2 ρv H

v

H è la velocità di riferimento del vento in m/s

ρ

è la densità dell’aria assunta convenzionalmente costante e pari a 1,25 Kg/m3

c

è il coefficiente di esposizione

C (z) =

C (z) = c (z ) dove

k M c ? ln(z/z ! )Q7 + c ? ln(z/z ! )S

per z > z

per z < z

k M , z ! , z in funzione della categoria di esposizione del sito dove sorge la costruzione

c

? è il coefficiente di topografia che in assenza di specifiche viene assunto pari ad 1

c

I = coefficiente di forma, funzione della tipologia e della geometria della costruzione rispetto

alla direzione del vento

c = coefficiente dinamico con cui si tiene conto degli effetti riduttivi associati alla non

contemporaneità delle massime pressioni locali e degli effetti amplificati dovuti alle vibrazioni

strutturali; in mancanza di indicazioni viene preso pari ad 1

L’azione tangente per unità di superficie parallela alla direzione del vento è data dall’espressione:

p G = q H c c G

con:

q H , c come definiti in

c G = coefficiente d’attrito, funzione della scabrezza della superficie sulla quale il vento esercita l’azione tangente. Nel caso in questione sono stati calcolati i valori dei diversi coefficienti sopra riportati considerando che Torino si trova in zona 1 e presenta categoria di esposizione pari a 5. Occorre poi trasformare il carico in forza concentrata da applicare ad ogni piano. Come schema si assume il semplice appoggio, per cui metà azione è trasferita sull’impalcato superiore e metà su quello inferiore. Il vento agisce su un parallelepipedo che inscrive la pianta dell’edificio: le due rette d’azione, secondo la direzione X e secondo la direzione Y, sono applicate a metà dei due lati del rettangolo. In tal caso le dimensioni dell’edificio sono:

precedenza

- larghezza in direzione x = 25,1 m

- lunghezza in direzione y = 21,7 m

Sono state calcolate la pressione normale P(x) e P(y) per le due direzioni per ogni h di influenza; la stessa cosa è stata fatta per l’azione tangenziale del vento Pf(x) e Pf(y). Le due azioni normale e tangenziale sono state combinate per ottenere la pressione toltale del vento. Si riportano in tabella 5.2 i calcoli effettuati.

 

Vento da sinistra

 
 

Sopravento

Sottovento

 

h

profondità

forza [KN]

forza

influenza(m)

(m)

[KN]

 

1 3,1

21,6

38,695

-23,217

 

2 3,1

21,6

38,695

-23,217

 

3 3,1

21,6

38,695

-23,217

4 3,1

 

21,6

38,695

-23,217

 

5 3,1

21,6

42,066

-25,239

 

6 3,1

21,6

45,407

-27,244

 

7 3,1

21,6

48,303

-28,982

 

8 3,1

21,6

50,866

-30,519

9 (abitabile)

1,4

21,6

24,011

-14,406

COPERTURA

2,6

21,6

22,576

-13,546

     

388,009

-232,806

Valore Forza totale =620.815 kN

 

Vento da destra

 
 

Sopravento

Sottovento

 

h

profondità

forza [KN]

forza

influenza(m)

(m)

[KN]

 

1 3,1

21,6

-23,217

38,695

 

2 3,1

21,6

-23,217

38,695

 

3 3,1

21,6

-23,217

38,695

 

4 3,1

21,6

-23,217

38,695

 

5 3,1

21,6

-25,239

42,066

 

6 3,1

21,6

-27,244

45,407

 

7 3,1

21,6

-28,982

48,303

 

8 3,1

21,6

-30,519

50,866

9 (abitabile)

1,4

21,6

-14,406

24,011

COPERTURA

2,6

21,6

-13,546

22,576

 

-232,806

388,009

Valore Forza totale =620.815 kN

 

Vento da sinistra

 
 

Sopravento

Sottovento

 

h

profondità (m)

forza [KN]

forza

influenza(m)

[KN]

1

3,1

25

44,786

-26,872

2

3,1

25

44,786

-26,872

3

3,1

25

44,786

-26,872

4

3,1

25

44,786

-26,872

5

3,1

25

48,687

-29,212

6

3,1

25

52,554

-31,533

7

3,1

25

55,907

-33,544

8

3,1

25

58,872

-35,323

9

1,4

25

27,790

-16,674

 

422,955

-253,773

 

Valore Forza totale =676.728 kN

 
 

Vento da destra

 
 

Sopravento

Sottovento

 

h

 

profondità (m)

forza [KN]

forza [KN]

influenza(m)

 

1

3,1

 

25

-26,872

44,786

2

3,1

 

25

-26,872

44,786

3

3,1

 

25

-26,872

44,786

4

3,1

 

25

-26,872

44,786

5

3,1

 

25

-29,212

48,687

6

3,1

 

25

-31,533

52,554

7

3,1

 

25

-33,544

55,907

8

3,1

 

25

-35,323

58,872

9

1,4

 

25

-16,674

27,790

 

-253,773

422,955

Valore Forza totale =676.728 kN

5.4.2. Azione sismica

Azione del vento

Relativamente all’azione sismica A da prendere in considerazione in un’ apposita situazione di progetto sismica, essa viene schematizzata applicando, non contemporaneamente, in due direzioni ortogonali un sistema di forze orizzontali sismiche di intensità di intensità proporzionale alle masse presenti ai vai piani dell’edificio. Si considerano le masse associate ai seguenti carichi gravitazionali:

G 0 + T Ψ Q 0

Dove Ψ è il coefficiente di combinazione dell’azione variabile Qk, che tiene conto della ridotta probabilità che tutti i carichi variabili siano presenti sull’intera struttura in presenza del sisma.

Ad ogni piano i la la forza orizzontale sismica Fi è definita dalla seguente espressione:

con:

Fh

= SD(T1)Wʎ/g

Fi

= forza da applicare al piano i

Wj = peso delle masse al piano j

Wi = peso delle masse al piano i

F = F V (z W )/ TXz # W Y Z

W

= peso complessivo della struttura

Zi

= altezza del piano i rispetto alle fondazioni

zj

= altezza del piano j rispetto alle fondazioni

- SD(T1) e l’ordinata dello spettro di risposta di progetto (SLU); per la zona 4 vale 0,07 g:

quindi nel nostro caso Fh = 0,07 W ʎ

- ʎ coefficiente pari a 1 per l’edificio in questione

- g accelerazione di gravità

Nel il progetto sono state calcolate le azioni sismiche ad ogni piano, ricordando che la h di interpiano è pari a 2,70 m.

piano, ricordando che la h di interpiano è pari a 2,70 m. Distribuzione delle forze sismiche

Distribuzione delle forze sismiche ai diversi piani

Peso Piano Tipo

g

Acc

Area

W [kN]

Solaio

6,91

2,00

406,31

3618,92

Balconi

7,50

4,00

70,14

806,61

Muratura Esterna

2,52

-

398,18

1003,42

 

Totale

5428,96

Piani

Forze sismiche[kN]

1

84,45

2

168,90

3

253,35

4

337,80

5

422,25

6

506,70

7

591,15

8

675,60

Forze sismiche ai diversi piani

5.4.3.

Robustezza strutturale

La struttura deve possedere una sufficiente robustezza strutturale rispetto alle azioni eccezionali, intesa come capacità di evitare danni sproporzionati rispetto all’entità delle cause innescanti quali incendi, esplosioni o urti. Nella fase di progetto si tiene conto di essa aggiungendo delle azioni convenzionali consistenti nel 1% dei carichi gravitazionali. Nel caso in esame, avendo un carico gravitazionale medio a piano pari a 5428,96 KN, il carico aggiuntivo dovuto alla robustezza sarà di 54,29 KN.

6.

Predimensionamento

5.5.

Solaio

Il criterio del predimensionamento dei solai si basa sul rispetto dello SLE per deformazione, verificando che la freccia massima sia minore o uguale 1/250 (1/500 per elementi fragili) della luce, calcolo da effettuare con la combinazione di carico quasi-permanente (situazione di progetto persistente-transitoria). L’Eurocodice 2 consente l’utilizzo di un metodo semplificato (cautelativo) che consiste nell’andare a controllare che la snellezza delle nervature di solaio non superino opportuni valori massimi (non devono essere troppo snelli). I valori di snellezza limite sono riportati in tabella in funzione del quantitativo di armatura e diversi schemi di vincolo.

del quantitativo di armatura e diversi schemi di vincolo. Dall’analisi del solaio si ricava d> 0,22

Dall’analisi del solaio si ricava d> 0,22 m. L’altezza finale del solaio sarà comprensiva dell’altezza utile, del copriferro e delle armature longitudinali (semidiametro). Le dimensioni finali della sezione di solaio risultano:

- B = 600 mm

- H =230 mm

5.6.

Trave

Per il predimensionamento della trave si procede analogamente a quanto fatto per il solaio, con l’accortezza di assumere un valore di ro pari all’1%, e quindi di assumere il valore medio tra quelli presenti nelle due colonne in funzione del sistema strutturale. Si utilizzano travi ribassate di spessore 500 [mm] ed altezza 300 [mm], dunque:

- B = 500 mm

- H = 300 mm

5.7.

Pilastri

I limiti geometrici prescritti dalla normativa italiana DM2008, per pilastri in zona 4, sono:

- rapporto tra la dimensione maggiore e minore del pilastro non inferiore a 0,3;

- dimensione minima della sezione superiore a 250mm.

Considerando il pilastro come colonna isolata e trascurando gli effetti del secondo ordine, si calcola la forza assiale di semplice compressione considerando i carichi per piano agenti sulle aree di competenza di ciascun pilastro, in corrispondenza dei punti di annullamento del taglio. In corrispondenza del pilastro il valore massimo dello sforzo normale è dato da:

&[\, ']^ = (1,3_% + 1,5@%) ∙ `a

con:

Aj: area di competenza del pilastro j-esimo al piano considerato.

L’area minima richiesta per la sezione è calcolata come:

` =

&[\

b ∙ c \

è assunto pari ad 1 per i pilastri interni e pari a 0,70 per i pilastri di bordo.

Piani

N ed,max

A pil

B

H

A reale

[KN]

[cm

2 ]

[cm]

[cm]

[cm]

Piano 0

2399,52

1327,19

50

50

2500

Piano 1

2172,09

1201,40

50

50

2500

Piano 2

1944,67

1075,61

50

50

2500

Piano 3

1717,24

949,82

45

45

2025

Piano 4

1489,82

824,03

45

45

2025

Piano 5

1262,40

698,24

40

40

1600

Piano 6

1034,97

572,45

40

40

1600

Piano 7

807,55

446,66

40

40

1600

Piano 8

580,12

320,87

30

30

900

Copertura

352,70

195,08

30

30

900

Dimensioni dei pilastri per ogni piano dell’edificio

5.8. Controventi

La struttura in esame è controventata, ovvero possiede rigidezza flessionale e a taglio elevate, dimensionata in modo da trascurare gli effetti del 2° ordine nell’analisi globale.

I telai, di conseguenza, possono essere considerati a nodi fissi.

Il trasferimento delle forze orizzontali in fondazione è affidato al sistema di controvento, costituito da muri in calcestruzzo armato.

Le situazioni di carico prese in considerazione per il dimensionamento del controvento sono le seguenti:

- Vento a cui viene aggiunto l’1% dei carichi verticali per tener conto del requisito di robustezza strutturale.

- Sismica per zona 4.

Per procedere al dimensionamento è necessario tenere conto del fatto che i controventi sono individuati dai vani ascensore e dai setti in cls. Inoltre, si assume che la struttura sia a nodi fissi, ovvero che gli effetti del secondo ordine siano trascurabili nell’analisi globale, poiché incremento

di

meno del 10% gli effetti delle azioni calcolate con la teoria del prim’ordine.

E’

necessario verificare le seguenti relazioni:

con:

E p

dove γ p =1,3

= > qr

s qt

T

T

d e,f

d e,n

h

iE

j

k

A

k A +

1,6 ∙ m e ∙ %

h iE j

k

A

k A +

1,6 ∙ m e ∙ %

L = altezza dell’edificio al di sopra del vincolo flessionale, funzione della configurazione del

piano interrato: si tratta di uno scatolare infinitamente rigido in cui l’incastro si trova subito sopra

il piano interrato. L’edificio è schematizzabile come una mensola per cui il taglio è trasferito a

livello terreno e lo sforzo normale e il momento sono trasferiti in fondazione

F u> = A Iwxpw? ∙ (∑ g 0 ∙ n ; ∙ γ z ) + (∑ q 0 ∙ n ; ∙ γ { ∙ α | ) + peso murature + peso pilastri + peso setti

x,

y = assi locali d’inerzia

Si

sono calcolati così i momenti d’inerzia in modo che rispettassero la condizione limite.

 

FV,Ed

L

Ic,x

Ic,y

 

[kN]

[m]

[mm4]

[mm4]

79357,84

26,20

5,061

18,225

Momenti d’inerzia nelle due direzioni

In

base ai setti presenti si calcola la differenza con la somma dei loro momenti d’inerzia.

7.

Dimensionamento

7.1.

Solaio

7.1.1. Calcolo delle sollecitazioni allo SLU

Viene preso in esame il solaio interpiano tipo. Come si può vedere in figura, lo schema statico utilizzato per il calcolo è quello di una trave continua su più appoggi.

il calcolo è quello di una trave continua su più appoggi. Schema statico trave Per la

Schema statico trave

Per la combinazione di carico SLU vengono utilizzati i seguenti coefficienti:

- γg1 = 1,3 per i carichi permanenti strutturali;

- γg2 = 1,5 per i carichi permanenti non strutturali;

- γq = 1,5 per i carichi variabili.

Nelle figure seguenti sono riportati i diagrammi degli inviluppi di momento e taglio.

Z X 01 ,96 0-1 , , 84 4-1 80 ,0 57 8- , 94
Z
X
01 ,96
0-1 , , 84
4-1
80
,0 57
8- , 94
9 , 55

Diagramma di momento del travetto di solaio (combinazione SLU)

Z X -11 , 58 61 , 00 4-1 , 98 9 , 87-14 ,
Z
X
-11 , 58
61 , 00 4-1
, 98
9 , 87-14
, 67
01 ,80

Diagramma di taglio del travetto di solaio (combinazione SLU)

7.1.2.

Dimensionamento delle armature longitudinali

Il dimensionamento dell’armatura longitudinale è svolto nelle sezioni con momenti sollecitanti negativi e positivi massimi. Il progetto è svolto ponendosi nella condizione limite:

M = M É

Si valuta il momento adimensionale:

μ =

M

Ñ

b ∙ d ∙ f p

ed entrando nella tabella di Montoya si può ricavare ω 0 , la percentuale meccanica di armatura per armatura semplice in zona tesa. Noto il valore di tale parametro si ottiene l’area di armatura strettamente necessaria:

A ;,M { =

ω ! ∙ b ∙ d ∙ f p

f â

Agli incastri di estremità è assunto un valore di momento flettente pari al 20% del momento flettente massimo presente in campata.

I calcoli sono stati ripetuti utilizzando le equazioni di equilibrio ed è stata ovviamente constata congruenza nei risultati.

Sezioni

MEd

Mlim

µ

ω0

As,req

As,des

A’s

As

[-]

[KNm]

[KNm]

[-]

[-]

[mm

2 ]

[mm

2 ]

[-]

 

Incastro

2,19

83,87

0,01

0,045

32,58

78,54

1ø10

2ø10

Campata 1

10,96

83,87

0,04

0,045

162,92

157,08

-

2ø10

Appoggio 1

-10,84

83,87

0,19

0,213

154,23

157,08

2ø10

2ø10

Campata 2

-5,29

16,77

0,09

0,095

68,79

78,54

2ø10

2ø10

Appoggio 2

-8,94

83,87

0,16

0,176

127,44

157,08

2ø10

2ø10

Campata 3

9,55

83,87

0,03

0,045

162,92

157,08

-

2ø10

Incastro

-1,91

83,87

0,01

0,045

32,58

78,54

1ø10

2ø10

Armatura a flessione nelle diverse sezioni del travetto di solaio

7.1.3. Verifiche allo SLU per flessione

Dopo aver calcolato le aree d’armatura, occorre calcolare il momento resistente nelle diverse sezioni e verificare che sia maggiore del momento flettente sollecitante:

ä ã > ä

Si osserva che tutte le sezioni risultano verificate.

Sezioni

MRd

MEd

x/d

[-]

[KNm]

[KNm]

[-]

Incastro

5,80

2,19

0,13

Campata 1

12,02

10,96

0,05

Appoggio 1

10,92

-10,84

0,27

Campata 2

5,80

-5,29

0,13

Appoggio 2

10,92

-8,94

0,27

Campata 3

12,02

9,55

0,05

Incastro

6,04

-1,91

0,13

Verifiche del travetto di solaio allo SLU per flessione semplice

Vengono di seguito riportate le verifiche a flessione condotte nelle varie sezioni del solaio.Si è deciso di eseguire le verifiche in corrispondenza degli appoggi sfruttando la sezione a T, andando così a favore di sicurezza.

 

Incastro

A SO

[mm 2 ]

28,59

A S,eff

[mm 2 ]

78,54

M Rd

[kN m]

12,59

M ed

[kN]

2,19

x u, reale [mm]

16,00

Verifica della sezione di incastro del solaio

 

Campata 1

A SO

[mm 2 ]

28,59

A S,eff

[mm 2 ]

157,08

M Rd

[kN m]

12,0

M ed

[kN]

10,96

x u, reale [mm]

10,72

Verifica della sezione di campata 1 del solaio

 

Appoggio 1

A

SO

155,72

A

S,eff

157,08

M

Rd

12,59

M

ed

10,84

x u, reale

16,00

Verifica della sezione di appoggio 1 del solaio

 

Campata 2

A SO

[mm 2 ]

71,19

A S,eff

[mm 2 ]

78,54

M Rd

[kN m]

12,59

M ed

[kN]

5,29

x u, reale [mm]

16,00

Verifica della sezione di campata 2 del solaio

 

Appoggio 2

A SO

[mm 2 ]

125,39

A S,eff

[mm 2 ]

157,08

M Rd

[kN m]

12,94

M ed

[kN]

8,94

x u, reale [mm]

20,10

Verifica della sezione di appoggio 2 del solaio

 

Campata 3

A SO

[mm 2 ]

24,84

A S,eff

[mm 2 ]

157,08

M Rd

[kN m]

12,02

M ed

[kN]

9,55

x u, reale [mm]

10,72

Verifica della sezione di campata 3 del solaio

 

Incastro

A SO

[mm 2 ]

24,84

A S,eff

[mm 2 ]

78,54

M Rd

[kN m]

7,41

M ed

[kN]

1,91

x u, reale [mm]

16,00

Verifica della sezione di incastro del solaio

7.1.4. Verifiche allo SLU per taglio

Il travetto di solaio è uno degli elementi che non richiedono armatura a taglio e per cui può essere completamente omessa l’armatura trasversale anche minima. Le verifiche da effettuare sono principalmente tre, innanzitutto occorre verificare che il taglio sollecitante sia minore della resistenza a taglio lato calcestruzzo:

essendo:

ç é E ç ã ,e

V É ,p = QC É ,p ∙ k ∙ (100ρ x ∙ f p0 ) /ê + k ∙ σ pI S ∙ b í ∙ d

con:

-

C É ,p =

!, ì

s

q

è la tensione tangenziale resistente di base

- ρ x =

| îï

H ñ

In ogni caso 0,02; è la percentuale di armatura longitudinale tesa della sezione

- σ pI prende in conto l’effetto favorevole della precompressione; in tal caso il termine è nullo

- k = 1 + ó200/d in ogni caso 2; è un fattore di scala che considera la minore efficacia dell’ingranamento degli inerti al crescere dell’altezza utile della sezione d

Tale valore di resistenza deve essere superiore ad un valore minimo pari a:

V É ,p, = Q0,035 ∙ k ê/ ∙ f p0

/ + k ∙ σ pI S ∙ b í ∙ d

Inoltre occorre verificare che:

con:

V é > < V É ,

é

V É , wô = 0,5 ∙ b í ∙ d ∙ f p

Infine bisogna controllare che l’armatura longitudinale sia sufficiente a garantire l’equilibrio al nodo:

 

çö\ ≤ `õ ∙ cú\

 

Pilastro

Ved

V'ed

VRdc,min

VRdc

VRd,max

As·fyd

[-]

[kN]

[kN]

[kN]

[kN]

[kN]

[kN]

1

11,58

10,54

13,5

31,6

112,52

61,83

2

16,05

14,52

13,5

31,6

112,52

61,83

3

14,67

13,14

13,5

31,6

112,52

61,83

4

10,8

9,27

13,5

31,6

112,52

61,83

Verifiche del travetto di solaio allo SLU per taglio

Le verifiche risultano soddisfatte.

7.1.5. Verifiche allo SLE di limitazione delle tensioni

Per evitare l’insorgere di fessure longitudinali, l’EC2 prescrive che le tensioni massime nel calcestruzzo e nell’acciaio siano inferiori ai valori limite di seguito riportati:

-

- < 0,45 ∙ f p0

-

σ p < 0,6 ∙ f p0

σ

p

σ ; < 0,8 ∙ f â0

per la combinazione di carico caratteristica-rara

per la combinazione quasi permanente

per la combinazione caratteristica-rara

Le tensioni nel calcestruzzo e nell’acciaio sono state determinate attraverso la formula di Navier:

ü e =

ä

° ,f

∙ ú

ü A = k ∙

ä

° ,f

∙ ú

Si è trovata la posizione dell’asse neutro X attraverso l’annullamento del momento statico della sezione per poter calcolare il momento d’inerzia della sezione parzializzata omogeneizzata. Y indica la distanza dall’asse neutro della fibra considerata: si utilizzeranno i valori della distanza dell’armatura tesa dall’asse neutro per il calcolo delle tensioni nell’acciaio e, per il calcestruzzo, quelli della distanza della fibra più esterna, essendo sottoposta a deformazione maggiore e dunque a tensioni più elevate.

Sezioni

M

EK,QP

M

EK,CA

σ

c,QP

σ

c,QP,lim

σ

c,CA

σ

c,CA,lim

σ

S,CA

σ

S,QP

σ' S,CA

σ' S,QP

σ' S,CA,lim

 

[kNm]

[kNm]

[Mpa]

[Mpa]

[Mpa]

[Mpa]

[Mpa]

[Mpa]

[Mpa]

[Mpa]

[Mpa]

Campata 1

5,8

7,88

2,58

11,25

3,51

15,00

75,59

55,63

9,89

7,28

360

Appoggio 2

5,6

7,71

2,50

11,25

3,44

15,00

73,96

53,72

9,68

7,03

360

Campata 2

2,2

3,50

0,98

11,25

1,56

15,00

33,57

21,10

4,39

2,76

360

Appoggio 3

4,47

6,27

1,99

11,25

2,79

15,00

60,14

42,88

7,87

5,61

360

Campata 3

5,02

6,85

2,24

11,25

3,05

15,00

65,71

48,15

8,60

6,30

360

Verifica di limitazione delle tensioni nelle sezioni del travetto di solaio

7.1.6. Verifiche allo SLE di fessurazione

Occorre limitare l’ampiezza delle fessure per non compromettere la funzionalità, la durabilità e l’estetica della struttura. La verifica può essere svolta attraverso due metodi:

- Il calcolo analitico dell’ampiezza delle fessure;

- L’EC2 consente di utilizzare un metodo semplificato con valori limite di apertura delle fessure wmax [mm], in funzione della combinazione di carico e della classe di esposizione ambientale, a cui corrispondono valori massimi di diametro delle barre e di interferro.

Si è optato per il calcolo diretto dell’ampiezza di progetto delle fessure:

¢ C = õ £, §f ( A e )

con:

 

õ £, §f = % ê + % ∙ % ∙ % ®® = distanza massima fra le fessure

-

c = copri ferro dell’armatura longitudinale

-

k1 = coefficiente che tiene conto delle proprietà di aderenza dell’armatura (=0,8 per barre ad aderenza migliorata; =1,6 per barre lisce)

-

k2 = coefficiente che tiene conto della distribuzione delle deformazioni (=0,5 per flessione; =1,0 per trazione pura)

-

k3 = 3,4

-

k4 = 0,425

-

ε ; è la deformazione media dell’armatura, tenendo conto delle deformazioni impresse e dell’effetto di “tension stiffening”

-

ε p è la deformazione media del calcestruzzo fra le fessure

La differenza fra le due deformazioni medie può essere calcolata come segue:

A − • e =

ü A, §f − % F ∙ (1 + ™ ∙ ß ®® ) ∙ c eF

ß

m A

con:

- % F = fattore dipendente dalla durata del carico (=0,6 per carichi di breve durata; =0,4 per carichi di lunga durata)

-

> î

qr

α =

>

-

ß ®® = ´ ¨ Æ∙´ Ø

´

dove A p, GG è l’area efficace di cls teso attorno all’armatura ordinaria o a

quella di precompressione, di altezza h p, GG

Sezione

sr,max

σs,max

εsm-εcm

wk

wk,lim

 

[mm]

[Mpa]

[-]

[mm]

[mm]

Campata 1

137,99

116,14

0,0004

0,05

0,2

Appoggio 1

255,56

-

-

-

0,2

Campata 2

190,90

52,34

-0,0001

-0,02

0,2

Appoggio 2

255,56

-

-

-

0,2

Campata 3

137,99

100,96

0,0003

0,04

0,2

Calcolo dell’ampiezza delle fessure e verifica

I wk limite sono 0,3 mm in combinazione frequente quindi le verifiche risultano soddisfatte.

7.1.7. Verifiche allo SLE di deformazione

La funzionalità della struttura va garantita stabilendo adeguati valori limite di deformazione. In generale si ha che l’aspetto e la funzionalità della struttura possono essere compromessi se l’inflessione di una trave, piastra o sbalzo soggetti a carichi quasi permanenti risulta maggiore di 1/250 della luce.

Per gli elementi portati, quali tramezzi, muri, infissi, serramenti) l’inflessione non deve superare 1/500 della luce. L’EC2 propone per la verifica di deformabilità il calcolo del rapporto luce/altezza utile, da confrontare con i valori limite suggeriti.

Nel caso del solaio si utilizza la formula:

l

( d ) ! = K ∙ Q11 + 1,5 ∙ óf p0 ρ !

) ! = K ∙ Q11 + 1,5 ∙ ó f p 0 ∙ ρ !

ρ

+ 3,2 ∙ óf p0 ∙ ( ρ ! ρ
+ 3,2 ∙ óf p0 ∙ ( ρ !
ρ