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IL SOGNO AMERICANO

Il sogno americano si riferisce speranza e alla profonda convinzione che


ciascun uomo, qualunque siano le sue origini, possa con il duro lavoro, con la
fatica e con la determinazione riuscire a raggiungere il benessere economico e
una buona posizione sociale.
Per gli americani la ricerca della felicità è considerata uno dei diritti
inalienabili dell’uomo. Lo spirito americano consiste proprio in un inguaribile
ottimismo e nella convinzione che ogni obiettivo sia realizzabile con la
determinazione e con l’impegno.
L’America è stata in passato per molti, e forse in qualche modo lo è ancora
adesso, una sorta di “terra promessa”, un posto dove i sogni potevano
diventare realtà.
Proprio per questo nel tempo l’America ha conosciuto un flusso
d’immigrazione spaventoso e incontenibile.
Tantissimi sono partiti, anche dall’Italia, con la loro valigia di cartone,
convinti che in America li aspettasse un futuro florido e felice. Non sempre
però questo è avvenuto e gli immigrati si sono spesso trovati ad affrontare
ostacoli e difficoltà insuperabili.

L’isola di Ellis Island a fianco della Statua della Libertà ha simboleggiato


l’inizio del sogno americano per milioni di emigranti alla ricerca di una nuova
vita. In realtà questa struttura fu operativa a partire dal 1 gennaio 1892 fino
al novembre 1954 con un transito di oltre 12 milioni di persone. Negli Stati
Uniti che da poco avevano abolito la schiavitù si diceva che gli italiani non
erano bianchi, "ma nemmeno palesemente negri". In Australia, altra
destinazione, erano definiti "l'invasione delle pelle oliva". E poi ancora "una
razza inferiore" o una "stirpe di assassini, anarchici e mafiosi". E il
presidente Usa Richard Nixon intercettato nel 1973 fu il più chiaro di tutti.
Disse: "Non sono come noi. La differenza sta nell'odore diverso, nell'aspetto
diverso, nel modo di agire diverso. Il guaio é che non si riesce a trovarne uno
che sia onesto".
Gli immigrati che arrivano in Italia vivono le stesse condizioni che
un tempo hanno vissuto gli italiani stessi!

“Gli immigrati si prendono il lavoro e le case, mentre gli italiani non hanno
nulla! Il governo dovrebbe pensare prima agli italiani.”

Quante volte sentiamo queste frasi, sbandierate da televisione e stampa.


Per noi sarà pur il nostro passato, ma è il presente per molti paesi del mondo.
In paesi come il Pakistan e Nigeria vi sono uomini che lavorano trascinando e
sudando carichi pesanti come fossero animali da soma, lavorando in
condizioni simili a quelle che avevano vissuto gli italiani.

E se queste condizioni di povertà non fossero abbastanza, ci sono le guerre


civili che imbarbariscono la vita, in Nigeria come in Pakistan. Ci sono circa 4
milioni di rifugiati siriani che vivono nei campi in Turchia, Giordania, Libano,
Iraq ed Egitto. Alcune migliaia di loro attraversano il Mediterraneo verso
l’Italia o la Grecia su imbarcazioni di fortuna, cercano di attraversare la
Turchia e raggiungere i paesi dell’Europa, come l’Ungheria, che gli possano
permettere di arrivare in Germania, Austria, Svezia e altri paesi dell’Europa
del Nord. Anche loro scappano dalla povertà in cerca di una vita migliore;
molti fuggono dalla devastazione prodotta dalla guerra, come molti italiani
fecero in passato.

Quindi ricordate: quei migranti che vedete arrivare non sono i vostri nemici,
non sono venuti a rubarvi il lavoro o le case. Sono vittime della barbarie e
delle ingiustizie del sistema capitalista che ci circonda. I responsabili delle
loro difficoltà sono gli stessi che vi tagliano le pensioni, che aumentano i costi
dell’istruzione, che fanno tagli alla sanità. Quegli immigrati sono i vostri
alleati contro i padroni di tutti i paesi, e solo unendo i lavoratori di tutte le
etnie possiamo vincere.