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Università degli studi di Trieste

Facoltà di Scienze M.F.N.

Anno Accademico 2003/2004

Tesi di Laurea in Fisica

SILVIA KUNA BALLERO l'fS

Effetti della presenza di stelle


di Popolazione III
sull'evoluzione chimica
della Galassia

RELATORE: U-.·. . . ·.-


1 '' '·'""·· ., l.__
Prof. M.F. Matteucci
ad Anna L.
Indice

Introduzione l
Cos'è la Popolazione III? . . . . . . . . l
Caratteristiche delle stelle primordiali . 2
Masse tipiche . . . . . . . . . . 2
Caratteristiche evolutive . . . . 3
Perché si richiede la Popolazione III . 5
Stato dell'arte . . . . . . . . . . . . . 8

l L'evoluzione chimica della Galassia 11


1.1 Ingredienti principali dell'evoluzione chimica 11
L'T- Equazione di base dell'evoluzione chimica .. 12
1.3 Vincoli osservativi . . . . . . . . . . . . . . . 14
1.3.1 Osservazioni di abbondanze relative nel cilindro solare . 14
1.3.2 La distribuzione delle nane G . . . . . 15
1.3.3 Altre osservazioni per i dintorni solari . 17
1.4 Il modello a due infall .. 18
1.4.1 Ipotesi del modello 18
1.4.2 Nucleosintesi 19
1.4.3 Risultati . . . . . . 20

2 Effetti di IMF variabili nell'evoluzione chimica Galattica 29


2.1 I modelli . . . . . . . 30
2.1.1 Modello AlO . 30
2.1.2 Modello DIO . 30
2.1.3 Modelli HF 30
2.2 Risultati . . . . 31
2.3 Considerazioni. 35
2.4 Conclusioni .. 47

3 Prescrizioni per la fase di Popolazione III 49


3.1 Metallicità di transizione 49
3.2 IMF . . . . . 50
3.3 Nucleosintesi 50
3.3.1 HWW 50
3.3.2 UN .. 51
II INDICE

3.3.3 CL . 52
3.3.4 OEF 52

4 Risultati dei modelli con Popolazione III 61


4.1 Modelli con PCSNe . . . . . . . . . . . . . 61
4.1.1 Quantità calcolate a taal = 13.7 Gyr 63
4.1.2 Variazioni nelle abbondanze a t 0 . . 64
4.1.3 Evoluzione dei rapporti di abbondanze 65
4.1.4 La distribuzione delle nane G . . . . 81
4.2 Modelli senza PCSNe . . . . . . . . . . . . . 81
4.2.1 Quantità calcolate a taal = 13.7 Gyr 81
4.2.2 Variazioni nelle abbondanze a t 0 . . 84
4.2.3 Evoluzione dei rapporti di abbondanze 84
4.2.4 La distribuzione delle nane G 93
4.3 Altri risultati . . . . . . . . . . . . . . . . . . 95
4.3.1 Il rapporto C/0 . . . . . . . . . . . . . 95
4.3.2 Considerazioni sull'origine primaria dell'azoto 95

Conclusioni 101

Bibliografia 105
Introduzione

Cos'è la Popolazione III?


Nella letteratura non vi è una definizione univoca di cosa sia una stella di Popolazio-
ne III 1 ( "Popiii"). Ad esempio si può intendere come:

- Una stella di metallicità molto inferiore a quella degli ammassi globulari più vecchi
([Fe/ H] -3; nel qual caso il confine tra Popolazione Il e Popolazione III diventa
l'V

molto incerto) 2 ;

- Uh-a; mella nata dopo 106 - 107 anni dal Big Bang, indipendentemente dalla sua
metallicità;

- Una stella di composizione chimica primordiale, ovvero H, He, tracce di Li e nessun


elemento pesante, come previsto dalla teoria standard del Big Bang "caldo".

La definizione operativa che sarà usata in seguito è simile a quest'ultima, ovvero


per i miei intenti sarà considerata di Popolazione III una stella nata e vissuta nelle fasi
primordiali della Galassia, formatasi da un gas la cui metallicità non superi una certa
metallicità di transizione ZPopiii determinata da motivazioni fisiche.
1
Secondo la classificazione di Walter Baade (1944) le stelle in una galassia si possono dividere in
popolazioni a seconda delle loro caratteristiche chimiche e cinematiche, della loro distribuzione spaziale
e della loro età. Nella Galassia, la Popolazione I include stelle giovani e ricche di metalli associate alle
zone di formazione stellare attiva (es. bracci di spirale), identificate con il disco sottile; la Popolazione
II include invece stelle vecchie, caratterizzate da una distribuzione sferoidale e una bassa metallicità
(es. ammassi globulari), identificate con l'alone. La denominazione "Popolazione III" è estrapolata da
queste definizioni.
2
Si ricordi che si definisce come metallicità (Z) di una stella la sua frazione in massa composta da
metalli, ossia elementi più pesanti dell'elio; inoltre, detti A e B due elementi chimici e XA, XB le loro
frazioni in massa in una stella, si definisce la loro abbondanza relativa come:

(vedi anche §1.3). Si aggiunge il simbolo 0 in pedice a tutte le quantità misurate nel Sole. Spesso si
usa il rapporto [Fef H] come indice di metallicità.
2

Caratteristiche delle stelle primordiali


Masse tipiche
Una scala di massa significativa per capire il processo di formazione di strutture, ed in
particolare la formazione stellare, è la massa di Jeans M1 , definita come massa minima
di una nube in grado di collassare sotto l'effetto della propria autogravità; ossia, una
nube di gas in contrazione di massa M, temperatura T e densità p collassa se:
1 2

d -37rp
312
2.5RT) ( 4 )- /
M>M1 = (
/1

Vale a dire, M 1 ex: T 312 . La dipendenza della massa di Jeans "effettiva" può essere
anche più forte (M1 ex: T 2 ) in modelli che prendano in considerazione fenomeni di
turbolenza [67].
Diverse sono le ragioni che portano a suggerire che la massa caratteristica delle stelle
primordiali fosse più alta, ossia che la loro Funzione Iniziale di Massa (IMF, Initial
Mass Function, vale a dire la distribuzione statistica delle masse stellari; vedi §1.1) fosse
"top-heavy":

l. La temperatura dell'Universo scala col redshift come T ex: (l +z); ovvero, aumenta
se si vanno a considerare epoche precedenti, e quindi la massa di Jeans nelle prime
fasi dell'Universo dovrebbe essere maggiore.

2. A causa degli intensi campi di radiazione presenti nell'Universo primordiale (es.


raggi cosmici dalle supernovre, radiazione UV da stelle giovani, ecc.), quando il
tasso di formazione stellare per unità di volume era maggiore, è probabile che il
tasso di riscaldamento del gas fosse più alto. Anche i burst stellari, che possono
produrre una IMF localmente "top-heavy", possono essere stati più importanti nei
primi stadi evolutivi della Galassia.

3. Metalli e grani di polvere sono i raffreddanti più efficienti, e su di essi si basa il


processo formazione stellare in epoche recenti. Ovviamente, in un Universo privo
o comunque molto povero di metalli, il tasso di raffreddamento sarà fortemente
inibito e, a parità di tasso di riscaldamento, la temperatura delle nubi sarà più
alta.

4. L'assenza di metalli diminuisce la resistenza radiativa all'accrescimento di gas sulla


protostella; quindi, una protostella può accrescere più gas ed essere più massiccia
all'ingresso in sequenza principale3 .

In assenza dei meccanismi basati sui metalli, un contributo significativo al raffredda-


mento delle nubi può essere dato da una frazione anche piccola di idrogeno molecolare
(H2 e HD), grazie alle transizioni tra i suoi livelli roto-vibrazionali.
:tCon sequenza principale (main sequence) si intende la fase evolutiva più lunga della stella, in cui
nel nucleo di quest'ultima avviene la reazione 4H -t 4 H e.
Introduzione 3

Sono stati calcolati svariati modelli numerici che danno stime diverse sulla scala di
massa caratteristica Mc, ossia sull'ordine di grandezza delle nubi protostellari che avreb-
bero dato vita alle stelle di Popolazione III. Il valore di Mc dipende da innumerevoli
parametri e dalle assunzioni dei modelli; simulazioni idrodinamiche del collasso e della
frammentazione di nubi di gas suggeriscono 100M0 , fino a raggiungere addirit-
5
tura le 10 M0 [10], ma in condizioni particolari Mc può scendere fino a poche M0 [66];
o ancora, la IMF può essere bimodale [61].
Il meccanismo di raffreddamento mediante idrogeno molecolare viene superato da
quello basato sui metalli quando la metallicità del gas raggiunge una certo valore critico.
Gli studi effettuati hanno potuto però solo limitare l'intervallo di questo valore entro
qualche ordine di grandezza, -ZPoplii w-6 - w- 2 Z0[7], sotto l'ipotesi che i rapporti
f"V

tra le abbondanze dei vari elementi chimici siano solari. Quest'ipotesi è probabilmente
violata dai prodotti nucleosintetici delle prime supernovre [35, 36, 90]. Inoltre, una
diffusione poco efficiente del gas arricchito può aver prolungato la fase di Popolazione III
anche qualora localmente la metallicità di soglia sia stata superata (anche se i dati recenti
sembrano escludere un mixing inomogeneo). Si tratta dunque di un parametro molto
incerto.

Caratteristiche evolutive
Le stelle massicce (M 2: 10M0 ) di Popolazione I e II, durante la sequenza principale,
bruciano l'idrogeno in modo molto efficiente mendiante il ciclo CNO, che si avvale dei
nuclei "seme" di carbonio, azoto e ossigeno, già presenti nella stella alla sua formazione,
come catalizzatori della reazione 4H-t- 4 He; in questa fase, l'alto tasso di generazione di
energia nucleare induce la formazione di un nucleo interamente convettivo; dopodiché,
queste stelle evolvono attraverso i rimanenti bruciamenti idrostatici nucleari (He -+ C
-+ Ne-+ O -+ Si) fino ad esplodere come di tipo II (o come
tipo Ib se a causa della perdita di massa perdono l'inviluppo di idrogeno; questo può
succedere per M 30 .
I modelli evolutivi di stelle con metallicità Z = O mostrano degli aspetti peculiari
[94] soprattutto per le stelle massicce.
Per capire in cosa ciò consista, si tenga presente che il comportamento di una strut-
tura stellare dipende dall'equazione di stato, dall'opacità radiativa e dal meccanismo
di generazione dell'energia. Quest'ultimo risente fortemente della carenza di metalli,
perché le stelle massicce, solitamente potenziate dal ciclo CNO, in mancanza di questi
elementi devono bruciare idrogeno mediante la catena p - p, che ha una dipendenza
dalla temperatura molto più debole (Epp ex T\ mentre EcNo ex T 16.7, dove € è il tasso
di generazione di energia per unità di massa). Per cui, a parità di altre condizioni, per
sostenere il collasso gravitazionale la stella deve aumentare la sua temperatura interna,
contraendosi di più; alla ZAMS 4 , le stelle massicce di Popolazione III sono dunque più
compatte, evolvono a maggiori luminosità e temperature superficiali e, di conseguenza,
producono un maggior numero di fotoni energetici relativamente a stelle con Z =/=O.
La dipendenza più mite della catena p- p dalla temperatura fa anche sì che per le
4
ZAMS = Zero Age Main Sequence, ossia sequenza principale di età zero.
4

stelle massicce la regione dov'è prodotta l'energia sia più larga (fino all'SO% della massa
stellare) e che, essendo il flusso di energia minore, si sviluppi un nucleo convettivo di
dimensioni limitate (circa la metà rispetto alle stelle di Popolazione I e II).
Siccome la catena p- p non è sufficiente a mantenere la stella in completo equilibrio,
la contrazione procede fino all'innescarsi della reazione 3a, che produce carbonio. Per
stelle di massa M > 15 - 20M0 questo avviene pressoché simultaneamente all'inizio del
bruciamento dell'H e comunque, anche per stelle fino a 15M0 , il bruciamento dell'elio
avviene a qualche tempo durante la sequenza principale (mentre nelle stelle di metallicità
non nulla la produzione di carbonio avviene solo dopo l'esaurimento dell'idrogeno nel
nucleo centrale). Si calcola perciò che tutte le stelle massicce con Z = O hanno prodotto
carbonio durante il normale bruciamento idrostatico dell'idrogeno; quindi, una caratte-
ristica distintiva delle stelle di Popolazione III è di essere auto-arricchite in carbonio.
Effettivamente in molte stelle povere di metalli è possibile trovare sovrabbondanze di
carbonio; tuttavia l'interpretazione dei dati è incerta.
Quando l'abbondanza di 12 C raggiunge un certo valore critico Xc "" 10- 11 - 10- 10 ,
la generazione di energia nucleare passa al ciclo CNO; dopodiché l'evoluzione della stella
procede in modo essenzialmente simile ad una normale stella di Popolazione IL
Per le eventuali stelle piccole di Popolazione III, invece, l'evoluzione non differisce
molto da quella di una stella normale della stessa massa, dal momento che fino a 2M0
la produzione di energia nucleare è dovuta principalmente alla catena p - p.
Un'altra peculiarità sempre legata all'assenza di metalli è la minor perdita di mas-
sa durante la sequenza principale; si ricordi infatti che la perdita di massa nelle stelle
massicce è dovuta essenzialmente alla pressione di radiazione sui metalli contenuti nel-
l'inviluppo radiativo. Sebbene quello radiativo non sia il solo meccanismo di perdita di
massa, è stato dimostrato [47] che gli altri meccanismi sono poco efficienti (es. instabi-
lità pulsazionale, almeno per stelle fino a "" 500M0 ) oppure possono palesarsi solo per
una durata molto limitata (ad esempio, la stella può perdere massa per rotazione; ma
proprio a causa della perdita di massa diminuisce il momento angolare della stella, e
quindi la rotazione viene rallentata molto presto).
Una conseguenza di questo è che alcuni oggetti astrofisici "rari" hanno maggiori
possibilità di formarsi, più precisamente:
- Supernovce ovvero supernovre causate dall'accensione di C in un nucleo de-
genere di CO; questo evento avrebbe luogo per un ipotetico intervallo di masse
Mw < M < Mup' dove Mup è la massa massima per la formazione di un nucleo
degenere di CO e Mw è il limite per la formazione di una nana bianca di CO, corri-
spondente al limite di Chandrasekhar per il nucleo (Mch 1.44M0 ). Solitamente
la perdita di massa fa sì che il nucleo stellare rimanga sempre al di sotto del limite
di Chandrasekhar, dimodoché Mup::::; Mw, ma da unaparte le piccole dimensioni
del nucleo convettivo, dall'altra la ridotta perdita di massa possono alzare il valo-
re di Mup· Le SNe q esploderebbero per C-deflagration 5 producendo soprattutto
ferro; tuttavia il calcolo di Mv.p è incerto e legato al trattamento della convezione
nei modelli di evoluzione stellare e il range di masse per la formazione di questi
5 LaC-defiagration è un'esplosione del nucleo degenere di CO in cui l'onda d'urto si propaga a
velocità subsonica.
Introduzione 5

oggetti, se esistente, rimane estremamente ristretto, perciò non ce ne occuperemo


ulteriormente.

- Buchi neri; solitamente i forti venti stellari fanno perdere alle stelle di Wolf-
Rayet (di massa iniziale compresa tra "" 30 - 40 e 100M0 ) fino a 10-3 M 0 /yr;
durante la loro vita di qualche milione d'anni quindi queste la massa di queste
stelle cala drasticamente e di conseguenza è poco probabile che la massa del loro
remnant 6 superi il limite di Oppenheimer-Volkoff (M ::: 2M0 ) per la formazione
di un buco nero. Ovviamente, l'inibizione della perdita di massa fa aumentare
questa probabilità; infatti, nei calcoli nucleosintetici [90, 95] si assume spesso che
le stelle di zero metalli in questo intervallo di masse collassino in un buco nero
senza espulsione di elementi.

- Pair Creation Supernovte (PCSN); in stelle più massicce di 100M0 , per certi valori
dell'He-core una gran parte di energia gravitazionale va a creare coppie (e+e-),
portando l'indice adiabatico 1 (definito come il rapporto dei calori specifici ev/ep) al
di sotto di 4/3, e quindi ad un'instabilità che in definitiva conduce ad un'esplosione
super-energetica (con energie fino a 1053 erg) la quale distrugge completamente la
stella senza lasciare remnant. Queste esplosioni porterebbero ad un arricchimento
in ossigeno, elementi c/ e, a seconda dei calcoli sulla nucleosintesi, anche in ferro.
Anche in ques_to caso lQ. di massa inibisce il prodursi di simili esplosioni,
che infatti non sono mai state osservate.

Perché si richiede la Popolazione III


L'esistenza delle stelle di Popolazione III è stata originariamente postulata a causa del
problema delle nane G, ossia la discrepanza tra il numero di stelle povere di metalli
previste dai modelli di evoluzione Galattica e quelle effettivamente osservate nel disco
locale, quando ancora in questi modelli si ipo1izzava che tutte le componenti della Ga-
lassia (bulge, alone, disco spesso e disco sottile) si formassero per collasso dissipativo di
un'unica nube di gas. Anche se questo prob1ema è stato risolto mediante la formulazione
di modelli con accrescimento di gas extragalattico differenziato per le diverse componen-
ti Galattiche [15, 18], stelle con le caratteristiche della Popolazione III possono essere
- -41-tili nello spiegare o alleviare altre questioni:

l. Pre-arricchimento (Prompt Initial Enrichment, P.I.E.): a tutt'oggi non sono state


trovate stelle di metallicità primordiale (Z::: w-to- 10- 12 ). La stella più povera
di metalli finora individuata, HE0107-5240 [22], ha [Fe/ H] = -5.3, e il numero
di stelle con [Fe/ H] :S -3 è piuttosto scarso. Questo può significare che, se sono
esistite, le stelle di composizione chimica primordiale dovevano essere massicce, e
quindi non sono più in vita (si ricordi che il tempo di vita per le stelle massicce
6
Il remnant è il resto stellare, ossia la parte di stella che non viene restituita al mezzo interstellare
e quindi non contribuisce al suo arricchimento chimic-e.
7
Gli elementi a (0, Ne, Mg, S, Si, Ca) si formano _per addizione di una particella a su un nucleo
di Izc.
6

scala approssimativamente come tM ex: M- 3 ). Alla loro morte, hanno espulso


una significativa quantità di metalli (una sola supernova di 25M0 è sufficiente
ad arricchire una nube di gas primordiale di 106 M0 fino a [Fe/ H] -3.5 [72]).
Tuttavia, Prantzos [70] ha obbiettato che in un modello di evoluzione della Galassia
con accrescimento nelle prime fasi, in cui non sia adottata l'approssimazione di
riciclaggio istantaneo8 , la distribuzione in metallicità calcolata è tale che le stelle
con [Fe/ H] < -5 costituirebbero una frazione "" w- 5 del totale, e quindi la
probabilità di rivelarne altre (oltre a HE0107-5240) con una survey che copra
"' 10000 oggetti (come la recente "HK survey", studiata per rivelare oggetti di
bassa metallicità) è talmente bassa che non si può escludere di non trovarne affatto.
Inoltre, esiste la possibilità che le stelle povere di metalli finora individuate siano
autentiche stelle di prima generazione "inquinate" da auto-arricchimento (ossia,
gli elementi prodotti durante la vita della stella possono essere stati portati in
superficie da qualche meccanismo non noto di mescolamento convettivo) o da
accrescimento di gas interstellare prodotto da generazioni successive [22].

2. Reionizzazione: la grandezza usata abitualmente per caratterizzare l'assorbimento


di radiazione di una certa frequenza li da parte di un mezzo (nel nostro caso, il
mezzo intergalattico) è la profondità ottica. Tenendo conto degli effetti cosmologici,
in un Universo dominato da materia la profondità ottica fino ad un redshift z 9 è
definita come
C 1z avo(l+z)n(z)
Tvo(z) = Ho o (l+ z)(l + floz)l/2 dz
dove H 0 è la costante di Hubble al tempo attuale, a 11 è la sezione d'urto di as-
sorbimento alla frequenza li, n è la densità numerica di assorbi tori al redshift z
e 0 0 è il parametro di densità 10 dell'Universo attuale. Integrata sulla frequenza,
questa relazione dà la profondità ottica totale T. Se si vuole risalire alla densità
di elettroni fino ad un certo redshift, allora si deve utilizzare la sezione d'urto di
8Secondo quest'approssimazione le stelle con massa maggiore di IM0 muoiono istantaneamente,
mentre quelle con massa minore di IM0 vivono per sempre; viene ignorata così l'importanza dei tempi
di vita stellari nell'arricchimento chimico.
9
Si ricordi che il redshift z è definito come

dove a0 ed a(t) sono i fattori di scala dell'Universo rispettivamente al tempo presente e al tempo t.
n redshiftè dunque legato all'espansione dell'Universo, ed è correlato al tempo cosmico nel seguente
modo:
t= to(I + z)- 312

(per un Universo dominato dalla materia). Siccome oggetti astrofisici a diverse distanze sono osservati
a diverso redshift, z può essere usato come indicatore di distanza.
10
Si ricordi che

in cui Per= 2 x w- 29 grfcm 3 è la densità critica necessaria a chiudere l'Universo.


Introduzione 7

Thomson di scattering fotone-elettrone:

Da misure di profondità ottica di Thomson (re= 0.17±0.04), il mezzo intergalat-


tico risulta altamente re-ionizzato a redshift z 5-6, e sembra che le popolazioni
note di QSOs (quasars) e galassie in formazione non possano produrre un numero
sufficiente di fotoni ionizzanti. Modelli numerici di formazione di strutture pre-
vedono la formazione delle prime stelle di Popolazione III a un redshift z ;::: 20;
supponendo che il bulk della formazione stellare avvenga az 10, a causa dell'alta
f'V

temperatura superficiale di queste stelle, i loro fotoni possono ionizzare l'Universo


entro z 5 [72, 74, 81].
f'V

3. N primario: si assume generalmente che l'azoto nelle stelle sia prodotto dal ciclo
CNO da nuclei seme di carbonio preesistenti nel gas da cui si è formata la stella o,
in altre parole, che la produzione di azoto sia secondaria. Tuttavia i dati sperimen-
tali, benché incerti e con un largo scatter [82], indicano un andamento di [N/ Fe]
costante con [Fe/ H] alle basse metallicità. Una soluzione è data dall'ipotizzare
una produzione du N primario da parte delle stelle massicce di Popolazione III che,
mediante "dredge-up" (mescolamenti convettivi), possono portare azoto primario
in superficie per poi espellerlo durante le instabilità pulsazionali [10].

4. Anomalia dell'ossigeno, ovvero sovrabbondanza degli elementi a rispetto al ferro


in stelle povere di metalli e negli ammassi globulari della Galassia [4, 83]; essa
potrebbe essere spiegata ipotizzando una prima popolazione di stelle massicce o
supermassicce [51]. Tuttavia, l'introduzione di modelli senza approssimazione di
riciclaggio istantaneo (IRA) che tengano conto del ritardo temporale associato alle
SNe la per il rilascio del ferro ha spiegato questo problema in modo molto natu-
rale, e l'ipotesi che l'anomalia dell'ossigeno possa essere spiegata esclusivamente
con la Popolazione III è stata abbandonata (anche se, non essendo ancora stato
investigato l'effetto della Popolazione III in simili modelli, non è detto che essa non
possa aiutare a riprodurre nei dettagli l'evoluzione delle abbondanze chimiche).

5. Formazione delle galassie: le onde d'urto formate dall'esplosione di oggetti massivi


pregalattici possono dare inizio ad un processo in cui, in definitiva, da questi oggetti
possono originarsi galassie e strutture più grandi [10].

6. Contaminazione dell'IGM come appare dalle righe metalliche di assorbimento os-


servate nella foresta Lyman-a11 vista nella luce dei QSOs: studi delle regioni di
emissione nei quasar hanno hanno rivelato livelli di arricchimento solari o anche
più alti già ad alto redshift; questo, insieme alla presenza di polveri nei QSOs a
z 6, implica che una certa formazione stellare, con conseguente nucleosintesi,
f'V

11
Con l'espressione "foresta Lyman-a" ci si riferisce al'enorme numero di fitte righe di assorbimento
osservate nello spettro dei quasars, che sono gli oggetti più lontani (e quindi più antichi) osservati
nell'Universo.
8

doveva essere attiva in epoche remote. Modelli che considerino l'esistenza contem-
poranea ad alto redshift di stelle supermassicce e oggetti primordiali di più bassa
massa (l- 40M0 ) possono spiegare questi pattern di abbondanze (93].

7. Buchi neri massicci: i remnant massicci delle stelle di Popolazione III possono
"cadere" nelle buche di potenziale dei bulge galattici, dando luogo ai buchi neri
supermassicci che si osservano appunto nei centri delle galassie; si può ipotizza-
re che in epoche più remote questo meccanismo abbia creato gli AGN 12 . Inoltre
possono dare un contributo significativo alla materia oscura barionica che si trova
nel disco e nell'alone galattico, formando i cosiddetti MACHOs (Massive Com-
pact Halo Objects). Esperimenti di microlensing gravitazionale sembrano però
escludere che la materia oscura barionica sia di questo tipo [9].

8. 1-ray bursts: è stato ipotizzato che i 1-ray bursts (eventi di emissione particolar-
mente intensa di energia osservati nei raggi 'Y) siano originati dall'esplosione di
supernovre super-energetiche in epoche molto remote (z ,2: 50).

Stato dell'arte
L'evoluzione e nucleosintesi di stelle primordiali massicce e supermassicce è stata calco-
lata fin dai primi anni '80 [27, 64], ed è continuata anche recentemente [20, 21, 35, 36,
37, 90, 91]; studi simili sono stati effettuati anche per stelle di massa intermedia [80] e
bassa [23].
Sono stati altresì pubblicati numerosi articoli sulla struttura e sulle proprietà delle
stelle di zero metalli in sequenza principale (47, 94], e così pure sui loro effetti cosmologici
[10, 97], radiativi [12, 72, 81] e dinamici [94].
I lavori recenti si sono concentrati essenzialmente sui vincoli che possono porre le ab-
bondanze chimiche delle stelle povere di metalli, dell'IGM e degli oggetti ad alto redshift
sulle proprietà e sul numero delle stelle di Popolazione III [1, 90, 91, 78, 93], talora esa-
minando a tale scopo le implicazioni dei modelli di evoluzione chimica e chemodinamica
sulle caratteristiche plausibili di questi oggetti [65, 38, 74, 89] adottando il cosiddetto
"backward approach" (ossia, dalle osservazioni attuali si risale alle caratteristiche degli
oggetti che si vogliono studiare).
Il viceversa, ovvero lo studio dell'effetto della Popolazione III nell'evoluzione chimica
delle galassie è stato incorporato tempo fa, come già spiegato, all'interno del Modello
Semplice [51] per riprodurre l'andamento di [O/ Fe] vs. [Fe/ H] osservato nelle stelle
della Galassia, che oggi interpretiamo in modo diverso [56].
Molto recentemente sono state valutate le conseguenze dell'inserimento di una o più
generazioni di stelle massicce primordiali in un modello dettagliato di evoluzione chimica
e fotometrica di una tipica galassia ellittica [55], con la conclusione che se le stelle di
Popolazione III sono state un episodio fugace dell'evoluzione della galassia i loro effetti
12 Con
AGN (Active Galactic Nuclei) si ìnaica una classe di oggetti la cui natura non è ancora ben
chiara, caratterizzati da una elevatissima luminosità (fino a 10000 volte QUella di una galassia normale).
Una recente spiegazione è che i var1 tipi CliAGN siano buchi neri rapidamente ruotanti visti da diverse
angolazioni.
Introduzione 9

sono minimi e quindi la loro esistenza non può essere né confermata né smentita; in
caso contrario, i loro effetti sono visibili ma in contrasto con le proprietà osservative
principali delle ellittiche. Quindi, in sostanza, non ci sarebbe necessità di invocare la
loro esistenza.
Mi accingo ora, in questa tesi di laurea, ad introdurre per la prima volta una fase di
Popolazione III in un modello evolutivo dettagliato recente della Galassia ed a studiarne
le conseguenze. Il modello a cui faccio riferimento è quello di Chiappini, Matteucci &
Gratton (CMG97 [15]) che meglio riproduce le caratteristiche osservative della Galas-
sia. Nel Capitolo l si trova una descrizione delle equazioni fondamentali dell'evoluzione
chimica e del modello CMG97; nel capitolo 2 sarà investigato l'effetto qualitativo di una
IMF variabile (specificamente, "top-heavy" per le prime fasi) mediante l'uso della IMF
suggerita da Larson [44]; nel capitolo 3 saranno illustrate le prescrizioni nucleosinteti-
che e le altre scelte da me adottate per incorporare la Popolazione III nell'evoluzione
chimica Galattica; nel capitolo 4 saranno presentati e discussi i risultati dei modelli da
me costruiti; infine saranno tratte le conclusioni.
lO
Capitolo l

L'evoluzione chimica della Galassia

L'evoluzione chimica delle galassie tratta la variazione della composizione chimica del
gas e delle stelle che da esso si formano, nello spazio e nel tempo, come conseguenza della
formazione di stelle, della loro morte, dei processi di nucleosintesi stellare e di processi
dinamici nel gas. La prova principale dell'evoluzione chimica è l'osservazione che stelle di
diversa età hanno diversa composizione chimica; più precisamente, la concentrazione di
metalli cresce nel tempo, indicando un progressivo arricchimento del mezzo interstellare.

1.1 Ingredienti principali dell'evoluzione chimica


I parametri fondamentali da cui dipende l'evoluzione chimica di una galassia sono:
- Condizioni iniziali (massa di gas al tempo iniziale, composizione chimica iniziale,
etc.) che variano a seconda del tipo di galassia.
- Funzione di nascita stellare B(m, t), ovvero il numero di stelle formatesi nell'inter-
vallo di massa [m, m+ dm] e nell'intervallo di tempo [t, t+ dt]; solitamente viene
parametrizzata in modo da disaccoppiare la dipendenza temporale da quella dalla
massa, ossia:
B(m, t) = V;(t)cp(m)
dove V;(t) è il tasso di formazione stellare (SFR) e cp(m) è la funzione di massa
iniziale {IMF).
- Nucleosintesi stellare, che definisce il modo in cui il gas viene processato all'interno
delle stelle e restituito al mezzo interstellare, e quindi determina l'arricchimento in
metalli del gas; a tale proposito si definiscono gli yields stellari. Lo yield stellare
per una specie i è la frazione in massa di una stella di massa m che è stata
trasformata in elemento i ed espulsa:
(Mej)i
Pim =
m
Gli yields derivano da dettagliati calcoli di evoluzione stellare e nucleosintesi che
ci forniscono le quantità di ogni elemento chimico prodotta ed espulsa da stelle di
tutte le masse.
12 1.2 Equazione di base dell'evoluzione chimica

- Flussi di gas (entranti/uscenti dalla galassia o attraverso la galassia) e la relativa


composizione chimica.

1.2 Equazione di base dell'evoluzione chimica


Nel seguito, non parlerò dei modelli analitici e mi riferirò direttamente al modello nu-
merico, che ignora l'IRA (Istantaneous Recycling Approximation) 1 e tiene conto del
contributo di supernovre di tipo la (assumendo il modello W7 di nana bianca di CO +
gigante rossa [62]) e di tipo II, novre, accrescimento e venti galattici.
L'equazione fondamentale sulla base della quale è possibile sviluppare modelli nu-
merici di evoluzione chimica è:

dove:
- Gi = XiG, G = CTgas/CTtot dove CTgas è la densità superficiale di massa del gas e CTtot
è la densità totale di materia che include i contributi di stelle vive, gas e remnant
(si trascura nella componente di disco la materia oscura non barionica), alla quale
sono normalizzate tutte le quantità calcolate;

- ML e Mu sono la massa stellare minima e massima (generalmente 0.08M0 e 80M0 );


- Qmii è una matrice che contiene tutte le informazioni sulla nucleosintesi stellare,
ovvero è la frazione di massa (processata o meno), inizialmente sotto forma di
elemento j-esimo, restituita al mezzo stella di mqasa m sotto
forma di elemento i-esimo;

- r m è il tempo di vita della stella di massa m;


1Si ricordi che secondo l'IRA le stelle con massa maggiore di 1M muoiono istantaneamente, mentre
0
quelle con massa minore di 1M0 vivono per sempre; con questa approssimazione, viene completamente
trascurato il contributo all'arricchimento chimico in elementi che vengono prodotti su tempi scala lunghi,
come per esempio il ferro, principalmente prodotto dalle SNe la su tempi scala di"" l Gyr.
Capitolo l. L'evoluzione chimica della Galassia 13

- tlt è il ritardo temporale con cui si manifestano gli outburst di nova. Le novre, così
come le supernovre la, sono originate da sistemi binari in cui su una nana bianca
viene accresciuta materia da parte di una compagna meno massiccia e quindi meno
evoluta (tipicamente, essa si trova in sequenza principale o nello stadio gigante).
Le novre differiscono dalle SNe la perché mentre in quest'ultimo caso il tasso di
accrescimento è tale da indurre l'esplosione della stella e la sua distruzione totale,
nel caso delle novre si hanno esplosioni periodiche che però sono di portata più
limitata e non distruggono la stella. tlt è dunque il tempo che intercorre tra la
formazione della nana bianca e il primo outburst di nova [24], determinato dai
tempi evolutivi della stella più piccola;
- n è il numero di outbursts che si verificano nella vita di una nova, tipicamente 104 ;
- A ed o: sono parametri, di solito liberi, che rappresentano la frazione di sistemi
binari con caratteristiche adatte a creare rispettivamente SNe la e novre [24, 54];

- MBm e MBM sono rispettivamente la massa totale minima e massima permesse


per sistemi binari (MB = m 1 + m 2 ) che possono dare origine alle supernovre la
(tipicamente 3M0 e 16M0 ), mentre m 2 è la massa della secondaria (ovvero la più
piccola) del sistema binario;

- f (J-l) è la funzione di distribuzione di massa della secondarìa J-l = __!?!L_+ ,


ml m2
determi-
nata osservativamente, ed assume preferenzialmente valori rv l;

- !t(t) e W( t) sono il tasso di infall (accrescimento) e di outfl.ow (vento); XiF e Xiw


sono le abbondanze dell'elemento i-esimo rispettivamente nel gas che viene accre-
sciuto e in quello espulso dalla galassia; nel primo caso le XiF sono completamente
indipendenti dalle abbondanze del mezzo interstellare, nel secondo in caso invece
le Xiw coincidono con esse.

Tassi di esplosione di novre e supernovre in funzione del tempo


I tassi di esplosione delle supernovre sono semplici da definire.
Per le supernovre II:

(1.2)

Mentre per le supernovre la:

RsNia =A L::M 10(m) f(M)?/J(t- Tm)dMl dm (1.3)

avendo in mente il modello di singola degenere [33, 54]. Qui l'integrale è fatto conside-
rando il sistema binario come un'unica stella di massa compresa tra MBm e MBM.
Infine, per le novre:

(1.4)
14 1.3 Vincoli osservativi

dove !:::.t è stato definito in precedenza (equaz. 1.1). In altri termini il rate di formazione
dei sistemi di novre è una frazione a del rate di formazione delle nane bianche; per otte-
nere il rate di esplosioni di novre bisogna moltiplicare Rnovre per il numero n di outbusts.

1.3 Vincoli osservativi


Per risolvere l'evoluzione chimica di una galassia occorre un numero di vincoli osservativi
che sia uguale o possibilmente superiore al numero di parametri con cui la modelliamo.
Riferendomi alla Via Lattea, questi vincoli sono dati da:

l. Osservazioni di abbondanze solari;

2. La distribuzione delle nane G in funzione della metallicità;

3. I tassi di esplosione di SNe I e II al tempo presente;

4. L'evoluzione delle abbondanze relative per gli elementi più comuni;

5. Densità superficiali di gas, stelle, remnant e densità superficiale totale al tempo


presente;

6. Flusso di gas al tempo presente;


7. SFR al tempo presente;

8. Profili radiali di SFR e densità;

9. Gradienti di abbondanze nel disco.


I modelli che calcolerò riguarderanno esclusivamente i dintorni solari, per cui gli
ultimi due vincoli non saranno presi in esame.
In precedenza si usava anche la relazione età-metallicità, ma i dati recenti mostrano
uno scatter considerevole e questa relazione non è più usata come vincolo stringen-
te. Tuttavia può essere utile perché, qualora non venisse riprodotta da un particolare
modello, questo sarebbe senz'altro da rigettare (vedi §2.2).

Osservazioni di abbondanze relative nel cilindro solare


Si ricordi che l'abbondanza relativa (al Sole) di due elementi A e B è definita come:

dove XA e XB sono le abbondanze in massa di due elementi. Ne consegue [A/ B]0 =O.
Normalmente il Fe viene utilizzato per indicare il contenuto metallico stellare, seb-
bene questo sia in prevalenza dovuto all'ossigeno; ciò perché il Fe domina nell'eccesso
ultravioletto che si usa come indicatore di metallicità. Si trova che in generale le stelle
povere di metalli mostrano una sovrabbondanza di elementi a (0, Mg, Si, Ca, Ti ... )
relativamente alFe, cioè [a/Fe] >O. La figura 1.1 mostra come, per [Fe/H] ;S -1,
Capitolo l. L'evoluzione chimica della Galassia 15

[a/ Fe] sia costante e positivo, dopodiché cala fino a raggiungere il valore solare quan-
do [Fe/ H] = O. Più complicato è il comportamento di elementi come 12 C e 14 N, per
cui le abbondanze sembrano essere pressoché solari su tutto l'intervallo di metallicità
osservato; i dati però sono molto più incerti (vedi sempre figura 1.1).
In questa sede sarà presa in esame solo l'evoluzione delle abbondanze di alcuni ele-
menti a (0, Mg, Si), di Fe, C ed N. I dati che useremo sono presi dalla compilazione di
Chiappini et al. [14] e sono stati integrati alle basse metallicità dai dati più recenti di
Cayrel et al. [11] per O, Mg, Si e di Spite et al. [82] per C ed N.
Le tabelle 1.1 e 1.2 mostrano le abbondanze assolute e relative alla formazione del
sistema solare.

Elem. Misura Ref


H 0.709 [3]
He 0.25 [3]
o 6.2E-3 [39]
c 3.0E-3 [3]
N 1.1E-3 [3]
Fe 1.26E-3 [34]
Mg 5.1E-4 [3]
Si 7.1E-4 [3]
z8 0.019 [3]
Tabella 1.1: Abbondanze solari in massa.

Rapporto Misura Ref


[Fe/H] -2.752 [34]
[O/H] -2.056 [39]
[C/H] -2.365 [3]
[N/H] -2.801 [3]
[Mg/H] -3.135 [3]
[Si/H] -3.003 [3]
[0/Fe] 0.696 [39, 34]
[C/Fe] 0.387 [3, 34]
[N/Fe] 0.049 [3, 34]
[Mg/Fe] -0.328 [3, 34]
[Si/Fe] -0.251 [3, 34]

Tabella 1.2: Abbondanze in numero a t 8 . Si consideri qui [A/ B] = log(XA/ Xs) 8 .

1.3.2 La distribuzione delle nane G


Le nane G, ossia le stelle i cui tempi di vita sono uguali o superiori all'età della Galassia,
sono molto importanti perché tracciano la storia di formazione stellare del disco locale,
e quindi la loro distribuzione in metallicità rappresenta uno dei vincoli fondamentali. I
16 1.3 Vincoli osservativi

2 2

........, 1 ,......., 1
Q)
Q) • _, c
l'<.. 8 el' 8 c tll l'<..
......... l 11 !P '5 c .........
!JD
o
'--' 18 • cc :s
o ..........
o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

2 2

........, 1 ........, 1
Q) Q)
l'<.. l'<..
......... .........
u
'--'
z
o o
'--'

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 1.1: Osservazioni del rapporto [X/ Fe]; nei pannelli superiori, due elementi a
rappresentativi (O e Mg); nei pannelli inferiori C ed N. I dati più recenti alle basse
metallicità [11, 82] sono indicati con pallini neri.
Capitolo l. L'evoluzione chimica della Galassia 17

dati riportati in figura 1.2 sono stati derivati da Wyse & Gilmore [96] e Rocha-Pinto &
Maciel [73] usando fotometria uvby e valori aggiornati di parallasse; mostrano un picco
pronunciato attorno a [Fej H] = -0.2.

Rocha-Pinto & Maciel 1996 ...... ':.

0.2 t- Wyse & Gilmore 1995 -

0.15 1- -
3
.s
z
'
z
0.1 t-
--i·····:
l -
......l .....: l
j-- l
..... i--:l l
. . l
l l_..:
r·····
0.05 - -
l-Ì
l
l
l
..... ·l
.....• ;- - - - - - ;_ - L. •••.:
o __
-1 -0.5 o 0.5
[Fe/H]

Figura 1.2: Distribuzione in metallicità delle nane G nei dintorni solari.

1.3.3 Altre osservazioni per i dintorni solari


Gli altri dati osservativi per i dintorni solari sono riportati in tabella 1.3. '11 0 e sono
rispettivamente il tasso di formazione stellare ed il tasso di infall (accrescimento di gas
extragalattico) attuali; a 9 , a*, a*,rem, <Ytot sono rispettivamente le densità superficiali di
gas, stelle, stelle e remnant e la densità superficiale totale al tempo presente; e RsNII è
il tasso di esplosione di supernovre di tipo II per unità di superficie al tempo presente.
18 1.4 Il modello a due infall

Quantità Misura Ref.


Wo (M0 pc- 2Gyr- 1) 2+ 5 [71]
!ro (M0pc- 2Gyr- 1) 0.3 + 1.5 [69]
J 9 ( M 0 pc- 2 ) 7 [25]
J * (M0pc-2) 35 ± 5 [31]
J*,rem(M0pc- 2) 43 ± 5 [57]
Jtot (M0pc- 2) 51± 6 [75]
RsNII (pc- 2 Gyr- 1 ) 0.02 [85]

Tabella 1.3: Vincoli osservativi a t= te (età della Galassia).

1.4 Il modello a due infall


Il "modello di base" a cui farò riferimento sin d'ora è sostanzialmente il modello a due
infall di Chiappini et al. (CMG97 [15]).
Nel modello a due infall l'evoluzione dell'alone e quella del disco Galattico sono
del tutto disaccoppiate; le due componenti si formano da due episodi di accrescimento
separati. Durante il primo episodio si formano l'alone e il disco spesso, e durante il
secondo, ritardato rispetto al primo, si forma il disco sottile. Il secondo accrescimento
ha inizio pressappoco alla fine della fase di alone/disco spesso, e in questo modo il
gas da cui si forma la componente di disco sottile proviene principalmente da fonti
extragalattiche.

1.4.1 Ipotesi del.modello


Il disco Galattico è approssimato con anelli concentrici di spessore 2 kpc senza inter-
scambio di gas. Le equazioni di evoluzione contengono solo un termine di infall (e nessun
outflow), definito come:
dG·(r t) X·Fe-tf-rH X·Fe-(t-tmax)/-rv(r)
!r = l ' = A(r) l + --:----:-- (1.5)
dt Jtot(r, te) Jtot(r, te)
in cui Jtot è la densità superficiale totale (stelle, gas e remnant), Ts = l Gyr è il tempo
scala per la formazione dell'alone interno, tmax = l Gyr è il tempo in cui l'accrescimento
sul disco è massimo, e rv(r) è il tempo scala per la formazione del disco sottile, che varia
con la distanza galattocentrica (formazione "inside-out"):

rv(r)(Gyr) = l.03r(kpc)- 1.24 (1.6)

vale a dire circa 7 Gyr al raggio solare, ponendo R 0 = 8 kpc [18]. Le quantità A(r) e
sono derivate dalla condizione di riprodurre l'attuale densità superficiale di massa
rispettivamente nell'alone e nel disco sottile.
Il tasso di formazione stellare adottato è:
se CJ9 (r, t) > Clthr (1.7)
se J 9 ( r, t) :S r7thr
Capitolo l. L'evoluzione chimica della Galassia 19

in cui k1 = 0.5, k2 = 1.5; ii = l Gyr- 1 è l'efficienza di formazione stellare, e athr =


7M 0 pc- 2 è una soglia di densità al di sotto della quale la formazione stellare si annulla.
La ragione fisica per l'adozione di questa soglia è correlata alla stabilità gravitazionale
del gas che, al di sotto di una certa densità critica, è stabile rispetto a condensazioni di
densità, e di conseguenza la formazione stellare è impedita. Osservativamente l'esistenza
di athr è confermata dai lavori di Kennicutt [42].
La IMF è costante nello spazio e nel tempo [17] e parametrizzata con una espressione
simile a quella suggerita da Scalo, ma a due pendenze invece di tre:

cp(m) = 1.35 per 0.1M0 0.6M0


em-(l+x)
con x = { l. 7 per 0.6M0 m 80M0 (1.8)

La condizione di normalizzazione della IMF è:

1BO <p(m)dm = 1°·


6
el m- 2·35 dm + e2 {BO m- 2·7 dm= l (1.9)
0.1 0.1 lo.6
da cui si ricava il valore di eb e2 imponendo per continuità che:
e1 x o.6- 2·35 = e2 x o.6- 2·7
Con riferimento all'equazione l. l si adottano i valori A= 0.05, a= 0.0115, tlt =l Gyr.
La composizione chimica del gas accresciuto è primordiale con X= 0.759, Y = 0.241 e
frazioni minori di D, 3 He e 7 Li. Si pone te = 13.7 Gyr.
Si adotta infine l' Instantaneous Mixing Approximation (IMA), secondo la quale il
gas è considerato chimicamente omogeneo ad ogni istante. Questa approssimazione è
certamente buona per [Fe/ H] -3. Per metallicità inferiori, i dati recenti, ottenuti
con strumenti di elevata precisione (ad esempio, lo spettrografo UVES) hanno smentito
l'esistenza di uno spread quale appariva dalle misure di abbondanze relative in lavori più
datati, per quasi tutti gli elementi chimici, ad eccezione di alcuni elementi-s (Ba, Sr) 2 ;
in virtù di queste discordanze residue l'ipotesi di arricchimento disomogeneo a basse
metallicità è tuttora avanzata da alcuni autori. In ogni caso, i modelli con IMA sono
in grado di riprodurre l'andamento medio anche per questi elementi, che comunque non
sono oggetto del mio studio.

1.4.2 Nucleosintesi
Le prescrizioni nucleosintetiche sono le seguenti:
- Per le stelle di massa piccola e intermedia (0.8M0 M 8M0 ) gli yields sono
presi da van den Hoek & Groenewegen [92] e sono funzione della metallicità iniziale.
Queste stelle producono He, un po' di 12 C, 14 N, 13 C ed elementi-s pesanti.
- Per le SNe la si adottano le prescrizioni di Thielemann et al. [86], che sono una
versione aggiornata del modello W7; queste supernovre producono principalmente
ferro e tracce di elementi più leggeri.
2
llicordiamo che gli elementi-se gli elementi-r sono elementi pesanti prodotti per cattura neutronica
rispettivamente lenta e rapida relativamente al decadimento (3.
20 1.4 Il modello a due infall

- È inclusa la nucleosintesi esplosiva dagli outburst di nova da José ed Hernanz [41];


le novre possono contribuire alla produzione di 15 N, 13 C, 17 0 e 7 Li.

- Gli yields per le stelle massicce, che danno luogo alle SNe di tipo II, sono quelli di
Woosley & Weaver [95] per la metallicità solare, estrapolati fino a 100M0 . Queste
stelle sono responsabili della produzione degli elementi a, degli elementi-r, degli
elementi-s leggeri e di parte del ferro (sebbene in quantità molto minori rispetto
alle SNe la).

1.4.3 Risultati
La tabella 1.4 presenta i risultati del "best model" (A) di CMG97 confrontati con i
valori osservativi della tabella 1.3 per i dintorni solari. Come si può notare, l'accordo
con le osservazioni è molto buono.
La tabelle 1.5 e 1.6 presentano invece rispettivamente le abbondanze in massa e
i rapporti di abbondanze previsti dal modello al tempo della formazione del Sole, a
confronto coi valori osservati. Considerate le incertezze nella determinazione di queste
quantità, il modello si può considerare in accordo entro un fattore 2 con i dati. 12 C e
24
Mg sono gli unici due elementi che si discostano significativamente dai dati; si ritiene
che il problema risieda negli yield adottati.
La figura 1.3 mostra l'andamento temporale dello SFR al raggio solare. Si noti
come l'imposizione di una densità di soglia per l'innesco della formazione stellare crei
uno "iato" tra la fase di alone/ disco spesso e quella di disco sottile; inoltre, si nota
un compo•tamento intermittente nella "coda" del grafico: questo perché dopo l'arresto
della formazione stellare, le stelle continuano comunque a morire e restituiscono gas al
mezzo interstellare, dimodoché ad un certo punto torni ad essere a 9 > f7thr· Questo
andamento fa sì che si stabilisca una quantità quasi costante di gas negli ultimi miliardi
di anni, la cui densità superficiale è simile a f7thr·
La figura 1.4 mostra l'evoluzione temporale dei tassi di supernovre di tipo la e di
tipo II previsti dal modello; si può notare come il rate di SNe II sia essenzialmente
proporzionale al tasso di formazione stellare. In particolare, al contrario--del tasso di
SNe la {che dipende dalla morte di stelle di massa relativamente piccola, che hanno
dato origine a nane bianche di CO), si annulla durante lo iato della SFR, e questo ha
conseguenze significative per l'evoluzione chimica, come vedremo.
In figura 1.5 è illustrata la distribuzione di nane G calcolata dal modello. L'accordo
con i dati è molto buono; in particolare, sono riprodotti sia il picco a [Fe/ H] :::: -0.2 che
la scarsità di nane G con [Fe/ H] ;S -l. Per riprodurre le osservazioni è determinante
la scelta di un tempo scala alto per la formazione dei dintorni solari.
Infine, in figura 1.6 sono mostrate la relazione età-metallicità e l'evoluzione di varie
abbondanze relative ([a/ Fe], [C/ Fe], [N/ Fe]) dove per metallicità si intende [Fe/ H],
per i dintorni solari. Solitamente si preferisce graficare il comportamento dei rapporti
di abbondanze perché questi sono meno sensibili ai parametri del modello e dipendono
essenzialmente dalle prescrizioni nucleosintetiche.
Capitolo l. L'evoluzione chimica della Galassia 21

Quantità Best model Misura Ref.


'li o (M0pc 2Gyr 1 ) 2.6 2+5 [71]
S:o (M0 pc- 2Gyr- 1) 1.02 0.3 + 1.5 [69]
ag (M0pc-2) 7.1 7 [25]
a* (M0pc-2) 35.4 35 ± 5 [31]
a*,rem (M0pC )
2 42.9 43 ± 5 [57]
atot (M0pc- )2 50.0 51 ±6 [75]
RsNII (pc- 2Gyr- 1 ) 0.014 0.02 [85]

Tabella 1.4: Quantità previste dal Modello A e osservate a R0 a t= ta (vedi tab. 1.3).

Elem. Best model Misura Re f.


H 0.73 0.709 [3]
He 0.25 0.275 [3]
o 5.33E-3 6.2E-3 [39]
c 1.64E-3 3.0E-3 [3]
N 1.1E-3 [3]
Fe 1.09E-3 1.26E-3 [34]
Mg 2.54E-4 5.1E-4 [3]
Si 8.27E-4 7.1E-4 [3]
z0 0.013 0.019 [3]

Tabella 1.5: Abbondanze solari in massa.

Rapporto Best model Misura Re f.


[Fej H] -2.830 -2.752 [3, 34]
[0/H] -2.140 -2.056 [3]
[C/H] -2.651 -2.365 [3]
[N/H] -2.887 -2.801 [3]
[MgjH] -3.463 -3.135 [3]
[Si/ H] -2.950 -3.003 [3]
[0/Fe] 0.690 0.696 [34, 39]
[C/Fe] 0.180 0.387 [3, 34]
[N/Fe] -0.056 0.049 [3, 34]
[MgjFe] -0.632 -0.328 [3, 34]
[Si/ Fe] -0.119 -0.251 [3, 34]

Tabella 1.6: Abbondanze relative (vedi tabella 1.2).


22 1.4 Il modello a due infall

- l
lo.
>.
d
CII
l
o
0..
0
........ 4

o 5 10
t (Gyr)

Figura 1.3: Evoluzione del tasso di formazione stellare in funzione del tempo a nel
modello CMG97.
Capitolo l. L'evoluzione chimica della Galassia 23

0.004

f'o.ooa
CJ

. ....__ l

80.002
%
m
"
...,
Q)

ctl
0.001

o 5 10
t (Gyr)

0.04

-
"1CJ' 0.03
"j'
1-.
>.
.s 0.02
...,Q)

ctl
0.01

o 5 10
t (Gyr)

Figura 1.4: Evoluzione del tasso di esplosione di supernovre a R 0 : SNe la (grafico


superiore) e SNe II (grafico inferiore) nel modello CMG97.
24 1.4 Il modello a due infall

0.2

0.15
3
.9
z
'-..
z l

,--
l
0.1
.••..1.. •.•

.. ....
: ,--:l
l
r·····
0.05

-1 -0.5 o 0.5
(Fe/H]

Figura 1.5: Distribuzione delle nane G nei dintorni solari prevista dal "best model"
di CMG97 (linea continua) a confronto con le osservazioni di Rocha-Pinto & Maciel
[73](istogramma tratteggiato) e Wyse & Gilmore [96] (istogramma punteggiato).
Capitolo l. L'evoluzione chimica della Galassia 25

0.5

,.--,
::r::
o
.........
Q)

'--' -0.5

-1
5 10 -4 -3 -2 -1 o
age (Gyr) [Fe/H]

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

-1

-2
-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 1.6: Relazione età-metallicità e rapporti di abbondanze per O, Mg, Si, C ed N


come previsti dal modello CM G a confronto con le osservazioni. I dati per la relazione
età-metallicità sono di Edvardsson et al. [26]. Gli altri dati sono di Chiappini et al. [14]
e riferimenti al suo interno (quadratini vuoti), integrati alle basse metallicità dai dati di
Spite et al. [82] per C, N e di Cayrel et al. [11] per gli elementi a.
26 1.4 Il modello a due infall

I plot delle abbondanze sono stati normalizzati ai valori solari indicati nella tabella
1.6 in modo da farli passare per il punto (0,0) che corrisponde al valore solare. Dato lo
spread dei dati e le incertezze relative agli errori di misura, l'accordo si può considerare
buono ad eccezione di Mg ed N.
Per quanto concerne Mg, è stato recentemente sviluppato da François et al. (29] un
modello più complesso in cui si raggiunge un buon accordo tra previsioni e dati speri-
mentali apportando alcune correzioni ad hoc agli yield di Woosley & Weaver (95]: in
particolare, l'accordo è migliorato adottando gli yields di Woosley & Weaver in funzione
della metallicità solo per l'ossigeno, aumentando di un fattore 7 la quantità di ma-
f"oJ

gnesio prodotta dalle stelle tra 11 e 20M0 e diminuendola di un fattore 2 per stelle di
f"oJ

massa maggiore. Non è tuttavi('). ancora chiaro come ottenere queste variazioni in modo
fisicamente giustificato.
Riguardo al palese disaccordo tra i dati e l'andamento di N a basse metallicità, se
si escludono correzioni non-LTE il cui effetto è comunque incerto, il problema permane
a meno di assumere una produzione di azoto primaria in epoche precedenti (vedremo
infatti come la Popolazione III in certi casi possa riprodurre i dati dell'azoto a basse
metallicità). Anche la rotazione può aumentare lo yield di N, in modo dipendente dalla
metallicità (58].
Ciò detto, questo modello predtee due importanti fenomeni: il crescere di (O/ Fe]
vs [Fe/ H] per metallicità decrescenti (la cosiddetta "anomalia dell'ossigeno") e la di-
scontinuità ("gap") che si riscontra nell'andamento di (Fe/0] vs. [0/H] attorno a
[O/ H] rv -0.3, caratteristiche condivise anche dagli altri elementi a; infatti, un com-
portamento simile a quello dell'ossigeno (osservato da Gratton et al. [32]) è stato notato
da Fu.hrmann [30] per il magnesio. Il gap è evidente nei dati se si considera il grafico in
figura 1.7, ed è ben riprodotto da modelli (come questo) che prevedano uno iato di non
più di l Gyr nella formazione stellare tra la fase di alone/disco spesso e la formazione
del disco sottile (in questo caso, lo iato è causato dall'imposizione di una densità di
soglia per lo SFR).
Il comportamento di (a/ Fe] vs. [Fe/ H] si spiega molto naturalmente una volta che
si tenga conto dei tempi di vita di quelli che sono i maggiori produttori di ossigeno (ed
elementi a) e ferro, vale a dire le supernovre rispettivamente di tipo II e di tipo la.
Le prime hanno progenitori massicci, i cui tempi di vita vanno dal milione alle decine
di milioni di anni, quindi contribuiscono fin da subito all'arricchimento in O, Mg, Si,
ecc; invece le SNe la banno progenitori di massa piccola o intermedia, i cui tempi di
vita vanno dalle decine di milioni di anni fino a parecchi miliardi di anni. Sebbene
le prime supernovre di tipo la comincino ad esplodere dopo 30 M yr, il bulk delle
f"oJ

esplosioni e quindi dell'arricchimento in ferro arriva dopo circa l Gyr, che corrisponde
a [Fe/H] f"oJ-1 [54]. Ciò causa il calo del rapporto (a/Fe]. Il comportamento parti-
colare dei rapporti di abbondanze è anche dovuto all'aver ipotizzato una certa storia
di formazione stellare; uno SFR più intenso avrebbe causato un maggior arricchimento
in ferro fin da subito ad opera delle SNe II (che producono anch'esse ferro ma di un
fattore circa 10 di meno rispetto alle SNe la); di conseguenza, alla comparsa delle prime
SNe la, l'abbondanza di ferro sarebbe già molto alta e il contributo di queste supernovre
sarebbe meno significativo. In definitiva, il plateau osservato alle basse metallicità si
Capitolo l. L'evoluzione chimica della Galassia 27

0.4

0.2
c
c c
c

:prf c
o c

,....., C CCJ
o c cc 8 c cc c
'-...
(l)
c co 8
li. 00
'--'

-0.2 D
c
D
c o
c
o o
o
o
-0.4 o
o o

8
D D
o
D
o
c cc
-0.6 D

D
c

-2 -1.5 -1 -0.5 o -o.5


[O/H]

Figura 1.7: La relazione [Fe/0] vs. [0/ H] nei dintorni solari. I dati sono di Gratton et
al. [32] e la linea continua è la previsione del modello CMG97.
28 1.4 Il modello a due infall

estenderebbe per un intervallo di [Fe/ H] molto maggiore. Questo è ciò si osserva, ad


esempio, nel bulge Galattico [52].
Infatti, come si vede dalla figura 1.4, mentre le SNe II cessano di esplodere durante
lo iato, le SNe la continuano a contribuire, causando un aumento di [Fe/a] a [a/ H]
costante. Questo effetto è accentuato dalla forte diluizione delle abbondanze assolute
che si ha alla fine della fase di alone, al momento del massimo accrescimento sul disco.
Capitolo 2

Effetti di IMF variabili


nell'evoluzione chimica Galattica

Di solito, tra tutti i parametri che è possibile variare nei modelli di evoluzione chimica,
si preferisce non modificare la funzione iniziale di massa, perché è quello dagli effetti più
marcati e si assume generalmente che sia costante nello spazio e nel tempo.
Tuttavia, in alternativa ai modelli con accrescimento di gas, è possibile ottenere
un arricchimento iniziale con una IMF variabile nel tempo, che favorisca la formazione
di stelle massicce nella Galassia primordiale (come ho spiegato nell'Introduzione). In
generale, è interessante vedere come si comportano le quantità previste dai modelli di
evoluzione chimica con l'introduzione di una IMF simile. Questo è ciò che mi accingo a
fare nel presente capitolo.
A tale proposito, ci sono molte parametrizzazioni della IMF che possano dare adito
ad una variazione in funzione del tempo o di altre quantità (temperatura, densità,
dispersione di velocità) che a loro volta variano col tempo (13, 44, 67]; la variabilità
può essere inclusa nell'esponente, nella massa inferiore e/o superiore che delimitano
l'intervallo di masse stellari, e nella massa caratteristica Mc, ossia, in quelle distribuzioni
iniziali di massa che presentino un picco (come quella di Chabrier [13] o Larson [44]),
la massa alla quale si ha il massimo della distribuzione, o in altre parole, la massa "più
probabile" (vedi equaz. 2.1).
In realtà sono stati già calcolati modelli di evoluzione chimica galattica in cui si è
tentato di riprodurre questo tipo di pre-arricchimento (48] e in cui si è investigato l'effetto
generale di una IMF variabile [17]; col risultato che, per non dare risultati in visibile
contrasto coi dati osservativi, le IMF accettabili sono quelle che variano in modo molto
blando e comunque l'accordo con le osservazioni sperimentali resta migliore per i modelli
con IMF costante. Thttavia, in questo capitolo introdurrò variazioni piuttosto drastiche
per illustrare euristicamente quali sono gli effetti di funzioni iniziali di massa variabili,
più precisamente IMFs che abbiano prodotto più stelle massicce nelle fasi iniziali di vita
della Galassia rispetto al momento presente ("top-heavy''). Inoltre, esplorerò l'effetto
della variazione ipotizzata da Hernandez & Ferrara [38), di cui par1erò aéttagfiatamente
in seguito (§2.1).
30 2 .l I modelli

2.1 I modelli
Il modello di base resta sempre il CMG97; in esso introdurrò una IMF del tipo suggerito
da Larson (44], di questa forma:

_dcp.:.._(:._m_:_)
dlogm
ex: (l + _m_)
Mc
-x
(2.1)

dove la variabilità è inclusa in Mc. Il valore x = 1.8 rende questa IMF simile, alle
alte masse, a quella di Chabrier [13], che riproduce bene i dintorni solari, ed è quindi
stato adottato per tutti i modelli tranne che per il modello HFI (vedi più avanti). Per il
resto, i limiti inferiore e superiore della IMF restano 0.08 e 80M0 , e tutto il resto rimane
invariato.
Sono stati calcolati modelli con diversi valori di Mc attuale, ed è stata scelta quella
che riproduceva meglio le abbondanze attuali. Alla fine, ho adottato le variazioni di Mc
che descriverò nei paragrafi seguenti.

2.1.1 Modello AlO


La sigla che indica il modello sta per "Alone-lO": infatti, in questo modello si assume
che la massa caratteristica sia uguale a 10M0 per tutta la fase di alone (la cui durata si
assume essere l Gyr) e diventi 0.35M0 una volta passata questa fase:

per t::::; lGyr


Mc={ (2.2)
per t> lGyr

2.1.2 Modello DIO


La sigla significa "Decrescente-lO". In questo modello si assume che Mc decresca li-
nearmente da un valore di 10M0 a t= O ad un valore di 0.35M0 a t = l Gyr, e che
dopo resti costante e uguale a quest'ultimo valore. È una variazione più blanda (sebbene
sempre piuttosto grossolana) rispetto a quella del modello AlO, e mi aspetto dei risultati
leggermente più simili a quelli del modello CMG97.

(10 - 9.65t)M0 per t::::; lGyr


Mc={ 0.35M0 per t> lGyr
(2.3)
dove t è espresso in Gyr.

2.1.3 Modelli HF
HF sta per "Hernandez-Ferrara". Questi due modelli si ispirano infatti all'articolo di
Hernandez & Ferrara (2001 (38]), nel quale i due autori hanno esplorato le previsioni
del modello gerarchico 1 di formazione delle galassie sul numero e sulle metallicità delle
1 li
cosiddetto "clustering gerarchico" è un meccanismo di formazione delle galassie secondo il quale
le strutture più grandi derivano dalla fusione di strutture più -piccole, e deriva direttamente dalle
caratteristiche della materia oscura "fredda" che, ricordiamo, è il candidato favorito per la· materia
oscura non barionica costituente il "'70% della densità dell'Universo.
Capitolo 2. Effetti di IMF variabili nell'evoluzione chimica Galattica 31

stelle di Popolazione III, e mediante un primo confronto coi dati osservativi, assumendo
una IMF di Larson, hanno concluso che la massa caratteristica delle stelle primordiali
doveva crescere col redshift fino a stabilizzarsi su un valore costante di circa 10M0 per
z 9. Riferendomi alla figura 6 del loro articolo, che presenta l'evoluzione di Mc in
funzione della metallicità, ho estrapolato il seguente andamento di Mc vs. Z:

10M0 per z l z0 :::; w-3.92


13M0 per w-3.92 < z l z0 :::; w-3.77
14M0 per w-3.77 < z l z0 :::; w-3.58

llM0 per w-3.58 < z l z0 :::; w-3.38


Mc= 6.5M0 per w-3.38 < z l z0 :::; w-2.9 (2.4)
2.5M0 per w-2.9 < z l z0 :::; w-2.55

0.8M0 per w-2.55 < z l z0 :::; w-2.2


0.35M0 per Z l Z 0 > 10-2·2 nel modello I
0.50M0 per Z l Z 0 > 10-2·2 nel modello II
Il motivo per cui ho considerato due modelli è il seguente: la IMF suggerita dagli
autori nel loro lavoro è precisamente:

dcp(m) ex:
dlogm
(l+ m )
Mc
-1.35
(2.5)

dove Mc al tempo presente è 0.35M0 . Thttavia, ho verificato che, con la stessa variazione
di Mc, un accordo migliore con le osservazioni al tempo presente si ottiene se per ZIZ0 >
w- 2·2 si pone Mc = 0.50M0 e, come negli altri modelli, x = 1.8. Quindi, presenterò i
risultati ottenuti sia col modello "originale" (HFI) sia col modello "modificato" (HFII).

2.2 Risultati
La tabella 2.1 presenta le quantità calcolate da tutti i modelli qui considerati confrontate
con i valori osservativi e quelli del modello CMG97 presentati nella tabella 1.4 per i
dintorni solari. Le discrepanze si hanno per i modelli AlO e D lO che producono entrambi
una densità stellare eccessiva, e per il modello Hl che prevede un numero troppo alto
di supernovre di tipo II. Questo si può spiegare a causa dell'esponente piuttosto basso
(x= -1.35) della IMF proposta da Hernandez & Ferrara, relativamente a quello delle
IMF che solitamente si adottano per i dintorni solari (Scalo, Chabrier), il quale causa
la produzione di troppi progenitori di SNe II.
Le tabelle 2.2 e 2.3 presentano invece rispettivamente le abbondanze in massa e i
rapporti di abbondanze previsti dai modelli a t 0 (tempo della formazione del Sistema
Solare), a confronto con le osservazioni. Come si può vedere, ad eccezione del modello
HFI, i valori calcolati sono compatibili entro un fattore 2 con quelli osservati e quindi di
per sé accettabili. L'eccessiva produzione di metalli rispetto ai dati osservati da parte
del modello HFI si può spiegare sempre in base àll'esponente scelto, che favorisce la
formazione di troppe stelle massicce.
32 2.2 Risultati

0.1 1 10 100

Figura 2.1: IMF nella fase di alone (linea sottile) e nella fase di disco (linea spessa) per
il modello AlO.
Capitolo 2. Effetti di IMF variabili nell'evoluzione chimica Galattica 33

0.1

E
-o
Ql)

"d
..........
.........
E
'9: 0.01
"d

0.001

0.1 1 10 100

Figura 2.2: IMF nella fase di alone a intervalli di 20 Myr (linee sottili) e nella fase di
disco (linea spessa).
34 2.2 Risultati

1 1 1
s s s
CD
o
:a
0.1
- CD
o 0.1
-
CD
o

--E
0.1

-s
'"O '"O
-....... -....... -.......

-
80.01
........
'"O
.0.01

0.001 '"O
0.01

0.001

0.1 1 10 100 0.1 1 10 100 0.1 1 10 100


m(M 0 ) m(M0 ) m(M0 )

1 1 1
E
CD
s
CD
E
CD
..9 0.1 o 0.1 o 0.1
:a :a
-E
'"O
-.......
-. -.......
-. -.......
0.01 0.01 0.01
E
........
'"O 0.001 '"O
E
........
0.001
-'"O 0.001

0.1 1 10 100 0.1 1 10 100 0.1 1 10 100


m(M 0 ) m(M0 ) m(M0 )

1
E
CD
E
CD
o 0.1 o 0.1
:a :a
--s
-.......
0.01 -s
-.......

........
0.01

'"O 0.001 '"O 0.001

0.1 1 10 100 0.1 1 10 100


m(M0 ) m(M0 )

Figura 2.3: Evoluzione della IMF nei modelli HF: modello I (linea punteggiata-
tratteggiata) e modello II (linea continua)
Capitolo 2. Effetti di IMF variabili nell'evoluzione chimica Galattica 35

Questo mostra come si debba tener presente che il confronto con le sole abbondanze
non è di per sé sufficiente a testare la bontà di un modello. Vedremo infatti come si
comportano i modelli con gli altri vincoli.
La figura 2.4 mostra la relazione età-metallicità, mentre le figure dalla 2.5 alla 2.9
riportano l'evoluzione dei rapporti di abbondanze relative al Sole.
Le figure 2.10 e 2.11 mostrano l'evoluzione del tasso di supernovre di tipo la e II
rispettivamente. Per i modelli AlO e DlO c'è un picco pronunciato anche per le SNe
la, il cui centro è posto, come prevedibile, a circa l Gyr dall'inizio della formazione
stellare: questo perché avendo scelto Mc= 10M0 quale massa più probabile a formarsi,
le masse al di sotto di 8M0 si formano in numero maggiore che nel caso normale. Questo
picco non si vede negli altri modelli perché, sebbene i valori di Mc siano simili a quello
scelto nei modelli AlO e DlO (e anzi per 10- 3·38 < Z/Z0 10- 2·9 si ha Mc= 6.5M0 ,
che cade proprio nell'intervallo di masse che danno origine alle nane bianche di CO),
la fase di lMF "top-heavy" è estremamente limitata (la metallicità Z = 10- 2·2 Z 0 , alla
quale Mc assume il valore attuale, è raggiunta in circa 230 M yr in entrambi i modelli
HF, mentre in AlO e DlO la IMF "top-heavy" dura l Gyr) e perciò questa fase non
lascia quasi traccia nel rate di SN e la. Il picco corrisponde alla "cuspide" nella relazione
età-metallicità (fig. 2.4) e al "ginocchio" nei grafici [X/ Fe] vs. [Fe/ H] (figg. 2.5 + 2.8).
Per quanto riguarda le SN e II, si noti la preponderanza del tasso di eventi nel modello
HFI: ciò mostra come RsNII dipenda fortemente dall'esponente della IMF. In questo
modello è prevista la formazione di un numero talmente alto di progenitori di SNe
II che l'andamento del tasso di esplosioni diventa in qualche modo indipendente dallo
SFR contemporaneo e non mostra le tipiche oscillazioni che si vedono, negli altri casi,
alle epoche recenti. Per il resto, nei modelli AlO e DlO c'è un picco estremamente
pronunciato nella fase di alone, come prevedibile, con la differenza che nel modello AlO
il rate è talmente alto che continuano ad esplodere SNe II anche durante lo iato della
SFR, che così in questo plot non si presenta, mentre invece è visibile, sebbene stretto,
nel modello DlO.
Infine, la figura 2.12 mostra la distribuzione in metallicità delle nane G per i dintorni
solari. In generale si vede che una IMF variabile col tempo, come quelle da me esplorate,
produce risultati che contrastano maggiormente coi dati osservati vi relativamente ad una
IMF costante. Il modello HFII è l'unico ad esibire un marginale accordo coi dati.

2. 3 Considerazioni
È evidente che nessuno dei modelli proposti può portare miglioramentig!?bali per quanto
riguarda l'accordo coi vincoli osservativi.
Ad esempio il modello HFI può produrre un andamento di [Mg/Fe] più vicino ai
dati sperimentali, ma per altri elementi il confronto con le osservazioni dà risultati deci-
samente peggiori; né il modello AlO né il DIO riproducono le osservazioni, neppure per
la relazione età-metallicità che pure ha uno spread tale da permettere ampie variazioni.
Questo è prevedibile, dal momento che, come già accennato, si tratta di modelli euristici;
come pure è prevedibile che il modello DlO, che prevede una variazione leggermente più
blanda, dia risultati più vicini a quelli del modello CMG97.
36 2.3 Considerazioni

Quantità AlO D lO HFI HFII CMG97 Misura Re f.


Wo (M0pc- 2Gyr- 1 ) 3.1 3.1 3.8 3.1 2.6 2-;-5 [71]
:!o (M0pc- 2 Gyr- 1 ) 1.06 1.06 1.06 1.06 1.02 0.3-;- 1.5 [69]
a9 (M0pc- 2 ) 7.0 7.0 8.1 7.0 7.1 7 [25]
a* (M0pc- 2 ) 43.3 41.7 35.6 38.5 35.4 35±5 [31]
2
a*,rem (M0pc- ) 44.8 44.8 43.7 44.8 42.9 43±5 [57]
2
<7tot (M0pc- ) 51.8 51.8 51.8 51.8 50.0 51 ±6 [75]
RsNII (pc- 2 Gyr- 1 ) 0.018 0.013 0.056 0.019 0.014 0.02 [85]
Tabella 2.1: Quantità previste dal Modello A e osservate e t= ta, tempo attuale
(vedi tabella 1.3 per la definizione delle quantità).

Elem. AlO D lO HFI HFII CMG97 Misura Ref.


H 0.71 0.72 0.66 0.71 0.73 0.709 [3]
He 0.26 0.26 0.28 0.27 0.25 0.275 [3]
o l.OlE-2 9.07E-3 2.94E-2 1.06E-2 5.33E-3 6.2E-3 [39]
c 2.63E-3 2.32E-3 5.07E-3 2.87E-3 1.64E-3 3.0E-3 [3]
N 2.15E-3 1.81E-3 6.19E-3 2.08E-3 9.56E-4 l.lE-3 [3]
Fe 1.43E-3 1.35E-3 2.97E-3 1.62E-3 1.09E-3 1.26E-3 [34]
Mg 4.15E-4 3.55E-3 1.37E-3 4.12E-4 2.54E-4 5.1E-4 [3]
Si 9.95E-4 8.95E-4 2.65E-3 1.05E-3 8.27E-4 7.1E-4 [3]
z0 0.021 0.018 0.059 0.021 0.013 0.019 [3]
Tabella 2.2: Abbondanze solari in massa.

Rapporto AlO DlO HFI HFII CMG97 Misura Re f.


[Fe/H] -2.697 -2.724 -2.349 -2.642 -2.830 -2.752 [34]
[0/H] -1.848 -1.898 -1.353 -1.828 -2.140 -2.056 [39]
[C/H] -2.393 -2.489 -2.116 -2.393 -2.651 -2.365 [3]
[N/H] -2.521 -2.521 -2.030 -2.533 -2.887 -2.801 [3]
[Mg/H] -3.236 -3.236 -2.685 -3.237 -3.463 -3.135 [3]
[Si/ H] -2.856 -2.856 -2.398 -2.829 -2.950 -3.003 [3]
[0/Fe] 0.849 0.826 0.995 0.814 0.690 0.696 [39, 34]
[C/Fe] 0.216 0.235 0.232 0.249 0.180 0.387 [3, 34]
[N/Fe] 0.177 0.127 0.319 0.109 -0.056 0.049 [3, 34]
[Mg/Fe] -0.539 -0.581 -0.336 -0.595 -0.632 -0.328 [3, 34]
[Si/Fe] -0.159 -0.159 -0.049 -0.187 -0.119 -0.251 [3, 34]

Tabella 2.3: Abbondanze relative al tempo della formazione del Sole (vedi tabella 1.2
per la definizione).
Capitolo 2. Effetti di IMF variabili nell'evoluzione chimica Galattica 37

0.5 0.5

o o

-0.5 -0.5

* *
-1 -1
5 10 5 10
age (Gyr) age (Gyr)

0.5 0.5

... 'Il 'Il

.........,
o 'Il

.........,
o
'Il

:t :t
--....... 'Il --....... 'Il
Q) Q)
J;.., J;..,
.......... .........
'Il 'Il
-0.5 * -0.5 *
t
11
'Il 'Il

11
·:· 11
t
11
'Il 'Il

.....11
**l
'Il
li'*
HFI HFil 'Il •i
l
-1 -1
5 10 5 10
age (Gyr) age (Gyr)

Figura 2.4: Relazione età-metallicità nei modelli con IMF variabile (linea punteggiata-
tratteggiata) confrontata con quella del modello CMG97 (linea continua). Dati di
Edvardsson et al. [26]
38 2.3 Considerazioni

'
2 2 ' 010
''
' ' ......
,.......,
Q)
1 ,......., 1 ......
Q)
l'r.. l'r..

"o
'--'
o
"o
'--'
o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 2.5: Evoluzione del rapporto [0/Fe] nei modelli con IMF variabile (linea
punteggiata-tratteggiata) confrontata con quella prevista dal modello CMG97 (linea con-
tinua). Dati di Chiappini et al. [14] ( quadratini vuoti) integrati alle basse metallicità
dai dati di Cayrel et al. [11] (pallini neri).
Capitolo 2. Effetti di IMF variabili nell'evoluzione chimica Galattica 39

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 2.6: Stesso della figura 2.5, per [Mg/Fe].


40 2.3 Considerazioni

2 2

,......, 1 ,........, 1
Q) Q)
1:<-. 1:<-.
.........
...... .........
Cf)
,__, m
o o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

2 2

,......, 1 ,......, 1
Q) Q)
1:<-. 1:<-.
......... .........
......
m
..._. ..._.
Cf)

o o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 2.7: Stesso della figura 2.5, per [Si/ Fe].


Capitolo 2. Effetti di IMF variabili nell'evoluzione chimica Galattica 41

2 \ A10 2
\
\
\
\
,.......,
Q)
1 .... o
o
,.......,
Q)
1

"u
.........
o
"u o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

2 2

,......., 1 ,......., 1
Q) Q)

"u o
"u o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 2.8: Evoluzione del rapporto [C/ Fe] nei modelli con IMF variabile (linea
punteggiata-tratteggiata) confrontata con quella prevista dal modello CMG97 (linea con-
tinua). Dati di Chiappini et al. [14] ( quadratini vuoti) integrati alle basse metallicità
dai dati di Spite et al. [82] (pallini neri).
42 2.3 Considerazioni

1 c 1 c

o
.• _,. • • _• _,. • • c
c

r--1
Q)
...-,
Q)
o
P<.. P<..
......... .........
z
........ • z
'--' •
-1 -1

-2 -2

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

1 c 1 c
HFil

_• _,. • • _• _,. cc c c

r--1
Q)
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[Fe/H] [Fe/H]

Figura 2.9: Stesso della figura 2.8, per [N/Fe].


Capitolo 2. Effetti di IMF variabili nell'evoluzione chimica Galattica 43

0.006 0.006

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Cl:l
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o 5 10 15 o 5 10 15
t (Gyr) t (Gyr)

Figura 2.10: Evoluzione del tasso di supernovre di tipo la per i modelli con IMF varia-
bile (linea punteggiata-tratteggiata) confrontata con quella prevista dal modello CMG97
(linea continua). A è il valore scelto per la frazione di sistemi binari presenti nella IMF
che evolvono in SNe la, come definito nell'equazione 1.1.
44 2.3 Considerazioni

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o 5 10 o 5 10
t (Gyr) t (Gyr)

Figura 2.11: Stesso della figura 2.10 per le supernovre di tipo II. Il picco nella fase
di alone è stato tagliato per i modelli AlO e DlO per questioni puramente grafiche,
essendo talmente elevato che mostrarlo interamente avrebbe seriamente compromesso la
visibilità del resto del grafico.
Capitolo 2. Effetti di IMF variabili nell'evoluzione chimica Galattica 45

0.25 0.25

0.2 0.2

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0.15
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z 0.1 z 0.1

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0.25 0.25

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z 0.1 z 0.1

0.05 0.05

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-1 -0.5 o 0.5 -l -0.5 o 0.5
(Fe/H] (Fe/H]

Figura 2.12: Distribuzione delle nane G in metallicità nei dintorni solari per il modello
CMG97 (linea continua) e i modelli con IMF variabile (linea tratteggiata-punteggiata).
Sono riportati i dati di Wyse & Gilmore (istogramma tratteggiato) e Rocha-Pinto &
Maciel ( istogramma punteggiato).
46 2.3 Considerazioni

Il modello HFII, che è stato sviluppato sulla stessa base del modello HFI ma con una
scelta di Mc ed x che riproducessero le abbondanze solari, dà risultati che mostrano
un accordo simile a quello del modello CMG97 con i vincoli fin qui considerati, ma
non è in grado di riprodurre i dati [2] per [C/0] alle metallicità intermedie (attorno
ad [O/H] rv -1) come mostra la figura 2.13, anche se sembra seguire l'andamento dei
dati alle basse metallicità (la cui validità è tuttavia ancora da verificare, come dirò in
seguito).

0.5

HFil

o
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-3 -2 -1 o
[O/H]

Figura 2.13: Evoluzione temporale del rapporto [C/0] per il modello CMG97 (linea
continua) e per il modello HFII (linea tratteggiata-punteggiata) a confronto coi dati di
Akerman et al. [2]
Capitolo 2. Effetti di IMF variabili nell'evoluzione chimica Galattica 47

2.4 Conclusioni
In definitiva, gli effetti generali di una IMF "top-heavy" nelle fasi primordiali sono i
seguenti:

- Viene aumentata in generale la produzione di metalli;

- L'evoluzione dei rapporti [X/ Fe] mostra una pendenza maggiore verso le basse
metallicità, ovvero si producono alte sovrabbondanze di elementi a rispetto al
ferro, in disaccordo con le osservazioni;

- Il picco della distribuzione delle nane G si stringe, si innalza e sposta verso


metallicità più alte, anche qui in disaccordo con le osservazioni;

- Aumentano le esplosioni di supernovre di tipo II.

A seconda della particolare IMF utilizzata possono poi aumentare le esplosioni di SN e


la, e l'evoluzione temporale dei rapporti di abbondanze varia in ragione degli yield adot-
tati. Ad esempio si puo' facilmente dedurre dalle figure 2.8 e 2.9 che per la nucleosintesi
adottata le stelle di massa "' 10M0 producono molto carbonio e poco azoto.
Va sottolineato che per i modelli qui presentati non ho incluso una nucleosintesi
primordiale; gli yields adottati sono quelli standard (gli stessi del modello CMG97) per
tutto l'intervallo di metallicità.

Per quanto riguarda la variazione della IMF suggerita da Hernandez & Ferrara,
abbiamo visto che essa è in netto contrasto con molti dei dati osservativi. Calibrando
adeguatamente i parametri del modello si può migliorare l'accordo tra dati e risultati,
che comunque (con questa nucleosintesi e per questo intervallo di masse) resta migliore
mantenendo una IMF costante, a meno di variazioni talmente blande da non essere
rileva bili.
48 2.4 Conclusioni
Capitolo 3

Prescrizioni per la fase di


Popolazione· III

In questo capitolo mi occuperò di modellizzare la Popolazione III, che implica una va-
riazione della IMF non continua ma limitata nel tempo, di cui investigherò gli effetti nel
prossimo capitolo. In particolare assumerò che le stelle di Popolazione III (più massicce
delle successive stelle di Popolazione II e I) si formino solo fino al raggiungimento di una
metallicità di transizione (Z P opi II).
Terrò dunque conto di:

- Una metallicità di transizione ZPopni;

- Una nucleosintesi per le stelle di composizione chimica primordiale;

- Un intervallo di masse per le stelle di Popolazione III.

3.1 Metallicità di transizione


L'adozione di una metallicità di transizione, che segni il passaggio dalla fase di formazio-
ne stellare "primordiale" a quella "attuale", in modo fisicamente giustificato, è tutt'altro
che semplice, dal momento che, come ho spiegato nell'introduzione, i valori plausibili
per ZPoplli sono compresi in un intervallo piuttosto ampio. Perciò è stata considerata
come un parametro libero al quale ho fatto assumere valori tra 10-4 Z 8 e 0.1Z8 . Il
limite inferiore di questo intervallo è collegato alla risoluzione temporale del modello
numerico di evoluzione chimica Galattica; l'adozione di un valore più basso darebbe
comunque lo stesso risultato perché, non appena muoiono le prime stelle (dopo poche
decine di migliaia di anni dall'inizio della formazione stellare), la metallicità del mezzo
interstellare supera 10-4 Z 8 . Ciò è in ogni caso realistico perché bastano poche esplosioni
di supernova (come vedremo meglio in seguito) per arricchire in modo significativo il
mezzo interstellare. Il valore di 0.1Z8 invece, poiché è superiore al massimo valore plau-
sibile calcolato per ZPoplli ("' 10- 2 Z 8 (61]), viene utilizzato a scopo prevalentemente
investigativo.
50 3.2 IMF

3.2 IMF
Anche il range di masse su cui si estende la formazione stellare primordiale e la forma
stessa della IMF sono oggetto di discussione. Sono stati da me calcolati modelli con
diversi range di masse ma soltanto alcuni dei risultati saranno presentati in questa sede.
Qui di seguito saranno esposti modelli ove la Popolazione III non includa stelle di massa
bassa e intermedia (ossia ML 10M0 ).
La IMF adottata per la Popolazione III resta quella definita all'equazione 1.8, ma la
pendenza è unica, dal momento che il cambio di pendenza avviene a 0.6M0 , al di fuori
dei range di masse considerati:

<p(m) = xm-(l+x) (3.1)


con x= 1.7; la normalizzazione si scrive:

Mu cp(m)dm =X 1Mu m- Mu
(LL
-l
27
· dm= l ::::} X= (3.2)
1ML ML
m-2.7 dm)

da cui si ricava X per ogni scelta di ML e Mu. Ulteriori precisazioni sul range di masse
saranno fatte in seguito, nella descrizione dei vari tipi di nucleosintesi adottate.

3. 3 N ucleosintesi
Esiste una letteratura cospicua di yield calcolati a varie metallicità anche più alta di
quella solare. Tuttavia per i modelli di Popiii ho assunto, in modo semplificato, che
fino al raggiungimento di ZPopiii gli yield siano quelli calcolati per Z =O, dopodiché si
passa direttamente agli yield calcolati per Z0 . Per quanto riguarda questi ultimi, sono
stati mantenuti gli stessi usati nel modello CMG97; invece per la fase primordiale ho
preso in considerazione i lavori dei seguenti autori:
- Woosley & Weaver + Heger & Woosley [36, 95], d'ora in poi HWW;
- Umeda & Nomoto [90], d'ora in poi UN;
- Chieffi & Limongi [20, 21], d'ora in poi CL;
., Ober, El Eid & Fricke [27, 64], d'ora in poi OEF.

3.3.1 HWW
Sono stati combinati due set di yield, il primo (Woosley & Weaver) per le stelle da
12 a 40M0 , il secondo (Heger & Woosley) per le stelle supermassicce (140- 260M0)
che esplodono come PCSNe (Pair Creation Supernovre 1 ), seguendo i suggerimenti degli
1 Si
ricordi che le Pair Creation Supernovre sono esplosioni molto energetiche di supernova i cui
progenitori hanno sviluppato una particolare instabilità nel nucleo (vedi l'Introduzione, pag. 5 per una
descrizione più dettagliata); queste esplosioni portano alla distruzione totale della stella senza lasciare
remnant.
Capitolo 3. Prescrizioni per la fase di Popolazione III 51

stessi autori secondo i quali le abbondanze a [Fe/ H] 2:: -3 non possono essere riprodotte
solo con le esplosioni di PCSN. Gli autori assumono inoltre che tra 40 e 140M0 e al
di sopra delle 260M0 , in assenza di rotazione, le stelle collassino direttamente in un
buco nero, con varie modalità, ma comunque senza produrre arricchimento in elementi
pesanti. Dato che questa ipotesi non ha un riscontro diretto certo, l'ho considerata
valida per M > 260M0 , mentre nel range di masse intermedio ho preso in esame sia il
caso in cui vi sia formazione di buchi neri (Pim = O per ogni elemento, 40 < m/M0 <
140), sia il caso in cui non vi sia (interpolando linearmente gli yield tra 40 e 140M0 ).
Gli yield del ferro da parte delle PCSNe secondo Heger & Woosley sono molto alti
rispetto a quelli calcolati da altri autori. Questo dovrebbe avere importanti conseguenze
sull'andamento delle abbondanze [X/ Fe] con la metallicità, soprattutto nella fase di
alone Galattico. L'evoluzione pre-supernova è calcolata a massa costante; Heger et al.
[35] hanno verificato che le instabilità vibrazionali, legate all'effetto destabilizzante delle
reazioni nucleari avanzate nelle regioni centrali delle stelle supermassicce, sono poco
efficaci nella struttura delle stelle prive di metalli, e quindi le pulsazioni nell'inviluppo
di questi oggetti rimangono di ampiezza finita almeno fino a 500M0 . Si trascurano
quindi gli yield da perdita di massa.

3.3.2 UN
Questi autori hanno calcolato l'evoluzione e la nucleosintesi di stelle di Popolazione III
per masse comprese nell'intervallo 13 - 30M0 e per PCSNe da 150 a 270M0 ; confron-
tando le abbondanze degli elementi del picco del ferro nelle stelle povere di metalli con
quelle prodotte dall'esplosione delle PCSNe hanno concluso che queste ultime non pos-
sono riprodurre il pattern di abbondanze osservato. Si tratta di un risultato basato
unicamente su un semplice confronto tra le proporzioni degli elementi prodotti e osser-
vati, nell'ipotesi che le abbondanze delle stelle più povere di metalli si siano formate dal
gas arricchito da un'unica esplosione di supernova da un progenitore di Popolazione III;
perciò non può essere considerato un risultato indiscutibile. Nel dubbio, ho considerato
sia dei modelli ove le PCSNe siano presenti, sia dei modelli dove siano assenti troncan-
do opportunamente la IMF (a 270M0 per i modelli con PCSNe, a 80M0 altrimenti).
Anche in questo caso l'evoluzione è a massa costante, non c'è rotazione e non vengono
presi in considerazione yield da perdita di massa. Sono state utilizzate le tabelle di
yield calcolate per E 51 = l, quindi per il momento non è stato investigato il cosiddetto
"hypernova scenario" proposto dagli autori (questo scenario ha conseguenze soprattutto
su [Zn/Fe], che in questa sede non viene considerato). Umeda & Nomoto ipotizzano
la formazione di buchi neri, tra 30 e 150M0 , ma non escludono che comunque ci pos-
sa essere un'esplosione di supernova accompagnata dalla formazione di un buco nero;
quindi, considerate tutte queste incertezze, come per Heger & Woosley ho esaminato ·
l'effetto di due set di yield, uno con formazione di buchi neri (Pim =O per ogni elemento,
30 < m/M0 < 150), e uno senza (interpolazione lineare degli yield).

Per le nucleosintesi di HWW e UN, ci sarebbe la possibilità di estendere la IMF ben


al di sopra del limite superiore per la formazione di progenitori di PCSNe, dal momento
che la letteratura sulla formazione stellare primordiale prevede anche la formazione di
52 3.3 Nucleosintesi

stelle fino a svariate centinaia di M0 . Secondo le assunzioni fatte, questo causerebbe la


creazione di un gran numero di buchi neri supermassicci. Tuttavia è stato dimostrato
che se i progenitori di PCSNe non costituiscono una frazione significativa delle stelle
che si formano, si rientra nel cosiddetto "star formati an conundrum": la maggior parte
dei metalli è inglobata nei buchi neri e il gas non viene arricchito, per cui la Galassia
rimarrebbe indefinitamente al di sotto della metallicità di transizione - cosa che non è
osservata. Perciò in questa sede ho scelto Mu coincidente con la massa massima per le
PCSNe sia per UN che per HWW.

3.3.3 CL
Anche in questo caso sono stati combinati due set di yield, entrambi calcolati da Chieffi
& Limongi per Z = 0: uno per le stelle da 13 a 35M0 e uno per le stelle di 50 e 80M0 .
Non avendo trovato calcoli degli stessi autori per masse più grandi, ho limitato il range
di masse da 10 a 80M0 per i modelli calcolati con questa nucleosintesi. La caratteristi-
ca peculiare del codice con cui sono stati calcolati questi yield è il rate della reazione
12
C(a, r) 16 0, che si assume essere particolarmente basso; ciò porta ad una sovrappro-
duzione di 12 C rispetto a 16 0 relativamente agli altri tipi di nucleosintesi. Questa scelta
è giustificata da una parte dalla grande incertezza nella determinazione della sezione
d'urto di questa reazione, che rende possibile una certa arbitrarietà; dall'altra, dal con-
fronto con la composizione chimica superficiale di una stella "media", che rappresenti
le stelle con [Fe/ H] ;S -3.3, sotto l'ipotesi che queste abbondanze siano determinate
dall'esplosione di poche supernovre primordiali. Per ogni massa sono calcolati vari set in
funzione del mass-cut 2 (e quindi della quantità di ferro espulsa), che in questo modo è
fissato; ho scelto gli yield associati al mass-cut più basso (e quindi alla maggior quantità
di ferro prodotta), in modo da investigare il caso di massimo arricchimento. Non si pre-
vede formazione di buchi neri; sebbene non indicato esplicitamente dagli autori, anche
in questo caso si considera che la perdita di massa e la rotazione siano trascurabili.

3.3.4 OEF
Questi sono stati i primi yield calcolati per le stelle massicce di zero metalli, e in quanto
tali sono i più obsoleti (risalgono ai primi anni '80). Essi non considerano affatto la
formazione di stelle al di sotto di 80M0 e prevedono in particolare, al contrario di
quanto affermato finora, una perdita di massa efficiente durante il bruciamento di H
ed He (che comunque non arricchisce significativamente in metalli) e lo sviluppo di un
nucleo di CO molto ampio. Nei loro modelli, le stelle fino a 108M0 subiscono perdita di
massa esplosiva, mentre quelle di massa superiore vanno incontro a instabilità di coppia
ed esplodono non lasciando remnant. Queste stelle producono soprattutto ossigeno e
non producono ferro; una verifica preliminare mostra che l'evoluzione delle abbondanze
relative al ferro, anche imponendo una bassa metallicità di transizione, è del tutto in
2
Si definisce mass-cut il raggio o, equivalentemente, la massa all'interno del raggio che segna il
confine tra la pallt&..ài·11tellfl. che viene espulsa e la parte che finisce nel remnant (stella di neutroni o
buco nero) in una esplosione di supernova II. È una quantità molto incerta e quasi sempre si lascia
come parametro libero nei calcoli nucleosin'te'tid.
Capitolo 3. Prescrizioni per la fase di Popolazione III 53

contrasto con le evidenze osservative per qualsiasi elemento (vedi fig. 3.1); perciò, gli
yield di Ober et al. non saranno presi ulteriormente in considerazione.

Le figure 3.2 e 3.3 mostrano la dipendenza degli yield di Fe, O, Mg, Si, C, N dalla
massa, senza e con formazione di buchi neri rispettivamente.
È evidente la sovrapproduzione di ferro per gli yields di HWW fino a "' 120M0 e
per M 200M0 , rispetto agli altri yields. La "buca" attorno a "' 20M0 è correlata
all'esplosione di supernovre "deboli" per stelle di quella massa, che espellono pochi
elementi e lasciano un grosso remnant. L'altra buca a 130M0 è una peculiarità del ferro
per gli yield di HWW e non si riscontra per gli altri elementi.
Tratti notevoli degli yield-di CL sono la maggior produzione di carbonio, come ci si
aspetta, e l'altissima produzione di azoto per stelle tra 20 e 40M0 , che poi cala drasti-
camente; occorre ricordare però che in una IMF di tipo Scalo le stelle meno massicce
hanno un maggior peso rispetto a quelle di massa maggiore. Questo, come vedremo,
avrà delle conseguenze interessanti.
La figura 3.4 mostra la relazione tra massa iniziale e massa del remnant, senza e
con formazione di buchi neri. Per quanto riguarda quest'ultimo caso, sebbene gli autori
indichino la possibilità che, per certi valori delle masse, la formazione di un buco nero
sia accompagnata dall'espulsione di una certa quantità di alcuni elementi leggeri (fino
ad 26 Al), in mancanza di indicazioni più precise, ho posto tutti gli yield uguali a zero
e ipotizzato che tutta la massa della stella vada in remnant (Mrem/Mi = 1), com'è
evidente dalla figura. Si noti il picco isolato in Mrem attorno a 20M0 , corrispondente
alla "buca" negli yield di HWW di cui ho parlato poc'anzi.
Infine, la figura 3.5 illustra la relazione tra massa iniziale e massa dell'Re-core. Essa
non varia, che si formino o meno buchi neri. Inoltre, tale relazione è la stessa per tutti
i tipi di yield fino a 80M0 (e per HWW e UN è la stessa fino a 100M0 ).

La relazione tra massa iniziale e massa dell'Re-core è, volendo, un retaggio del pas-
sato, quando gli stadi evolutivi stellari avanzati erano calcolati come l'evoluzione di un
nucleo nudo di He (ed effettivamente è nel nucleo di He che avviene la sintesi di tut-
ti gli elementi pesanti), trascurando gli eventuali effetti dell'inviluppo e della shell di
idrogeno che si accende dopo l'esaurimento di H al centro (la quale veniva considerata
solo nel bilancio della produzione di energia e non nella nucleosintesi). Ovviamente era
indispensabile stabilire una relazione Mi - MHeCore per sapere a quale massa iniziale
corrispondesse l'evoluzione del nucleo di elio. Oggi non sarebbe più necessario, tuttavia
per semplicità alcuni autori continuano a calcolare l'evoluzione dei nuclei nudi di He (è
ciò che fanno, ad esempio, Heger & Woosley).

La tabella 3.1 riassume i modelli che saranno qui esposti (e i cui risultati saranno
discussi) e le loro caratteristiche.
La prima lettera individua il tipo di nucleosintesi adottata; il numero indica l'espo-
nente di ZPopiii (ad esempio, per C3, ZPopiii = 2 x 10- 3 = 0.1Z0 ); la lettera seguente,
ove specificata, rappresenta il range di masse utilizzato (ad esempio, il modello U4P
include anche le stelle massicce e quelle supermassicce che danno luogo alle PCSNe,
mentre il modello U4M solo le stelle massicce fino a 80M0 ); infine, la presenza di uno
54 3.3 Nucleosintesi

2 2

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Figura 3.1: Evoluzione delle abbondanze relative al ferro per C, O, Mg e Si con gli yield
di Ober et al., ZPopiii = 10-4 Z 0 . Si nota l'ampia discordanza coi dati a basse metallicità
[11, 82]. Il grafico di [N/ Fe] (l'unico per il quale un simile andamento avrebbe forse
giovato) non è incluso perché per Ober et al. le stelle di Popiii non producono nemmeno
azoto, e pertanto l'andamento di [N/ Fe] resta pressoché invariato.
Capitolo 3. Prescrizioni per la fase di Popolazione III 55

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M/M0 M/M0

Figura 3.2: Yields (ovvero, masse prodotte sotto forma di un dato elemento, espresse in
M0 ) dei vari elementi senza formazione di buchi neri; per ottenere gli yields HWW tra
40 e 140M0 ho interpolato tra la 40M0 di Woosley & Weaver e la 140M0 di Heger &
Woosley; per ottenere invece gli yields UN tra 30 e 150M0 ho interpolato tra la 30 e la
150M0 di Umeda & Nomoto. In figura sono dunque rappresentati gli yields di CL (linea
continua, fino a 80M0 ), HWW (linea punteggiata, fino a 260M0 ), UN (linea tratteggiata,
fino a 270M0 ).
56 3.3 Nucleosintesi

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Figura 3.3: Stesso della figura precedente, ma con formazione di buchi neri nei range di
masse 40 -140M0 e 30 -150M0 per HWW e UN rispettivamente. Non sono inclusi gli
yield di CL.
Capitolo 3. Prescrizioni per la fase di Popolazione III 57

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::a -
0.4 r- l .. ',
l \
l \
0.2 r-
.···. l '
-
\
::-:: . \
.... -..................... :
l l 'J
o
50 100 150

Figura 3.4: Relazione massa iniziale-massa del remnant. Le curve hanno lo stesso
significato dei grafici precedenti.
58 3.3 Nucleosintesi

,..
l \
l \
\
l
\
l \
0.55 l \
l \
l \
l \
l \
l \

,,
\
l
,..---\ l \
0.5 ..............
(·.. \ l
i ··.. \ l
-··
\
i ··.. \ / .. ··
..o
.......... i ·. \
l ··... _ .. -'(/
..
<.>
l
:x: l
::E 0.45 l
l
l

0.4

0.35

o 100 200

Figura 3.5: Relazione massa iniziale - massa del nucleo di elio. Le curve hanno lo stesso
significato dei grafici precedenti.
Capitolo 3. Prescrizioni per la fase di Popolazione III 59

Modello yields BH range masse range BH ZPopiii


C3 CL no 10- 80M0 0.1Z0
C4 CL no 10- 80M0 10-2z0
C5 CL no 10- 80M0 10-3z0
C6 CL no 10- 80M0 w-4z0
H3P HWW no 10- 270M0 - 0.1Z0
H4P HWW no 10- 270M0 - 10-2z0
H5P HWW no 10- 270M0 - 10-2z0
H6P HWW no 10- 270M0 - 10-4z0
H3PO HWW sì 10- 270M0 40 -140M0 0.1Z0
H4PO HWW SI' 10- 270M0 40 -140M0 10-2z0
H5PO HWW sì 10- 270M0 40 -140M0 10-3z0
H6PO HWW sì 10- 270M0 40 -140M0 w-4z0
U3P UN no 10- 270M0 - 0.1Z0
U4P UN no 10- 270M0 - 10-2z0
U5P UN no 10- 270M0 - w-3 z0
U6P UN no 10- 270M0 - w-4z0
U3PO UN sì 10- 270M0 30 -150M0 0.1Z0
U4PO UN sì 10- 270M0 30 -150M0 10-2z0
U5PO UN SI' 10- 270M0 30 -150M0 10-3z0
U6PO UN sì 10- 270M0 30 -150M0 10-4z0
U3M UN no 10- 80M0 0.1Z0
U4M UN no 10- 80M0 10-2z0
U5M UN no 10- 80M0 10-3z0
U6M UN no 10- 80M0 w-4z0
U3MO UN SI' 10- 80M0 30 -150M0 0.1Z0
U4MO UN sì 10- 80M0 30 -150M0 10-2z0
U5MO UN sì 10- 80M0 30 -150M0 10-3z0
U6MO UN SI' 10- 80M0 30 -150M0 10-4z0

Tabella 3.1: Definizione dei modelli di Popiii: nella prima colonna sono riportati i nomi
dei modelli; nella seconda la nucleosintesi adottata; la terza colonna indica se è stata
considerata o meno la formazione di buchi neri; la quarta colonna mostra il range di
masse considerato; la quinta l'eventuale range di formazione di buchi neri e la sesta la
metallicità critica per la formazione delle Popiii.
60 3.3 N ucleosintesi

zero alla fine indica che per quel modello si considera la formazione di buchi neri in un
range di masse intermedio.
Nel seguito, saranno indicati con il nome collettivo di "modelli C" i modelli da C3 a
C6; i "modelli HP" sono quelli da H3P a H6P, i "modelli HPO" quelli da H3PO a H4PO,
e così via.
Capitolo 4

Risultati dei modelli con


Popolazione· III

Per sviluppare questi modelli è stata utilizzata una versione ottimizzata del codice con
cui è stato calcolato il modello CMG97. Le differenze tra i risultati ottenuti con i due
codici non sono di rilievo e sono comunque minori degli errori numerici di troncamento.
In figura 4.1 è mostrato l'andamento del rate di supernovre di tipo II nella fase di
alone Galattico per i modelli HP, per varie ZPopiii (per gli altri modelli tale grafico è
del tutto in distinguibile da questo). Si nota il picco localizzato alla fase di Popolazione
III (troncato per motivi puramente grafici), che però è già impercettibile per ZPopiii =
10-3 Z 0 . Questo era prevedibile in virtù delle considerazioni fatte nel cap. 2, e tenendo
conto che la fase di Popolazione III è molto breve (come vedremo in seguito, essa dura
non più di 20 milioni di anni dall'inizio della formazione stellare) e, ovviamente, è tanto
più breve quanto più è bassa ZPopiii· Tuttavia, questo picco nell'esplosione di SNe II
è il principale responsabile delle differenze che saranno riscontrate nell'evoluzione delle
abbondanze e nella distribuzione delle nane G.
Dopo il picco, i modelli con Poplll restituiscono un andamento del tasso di SNeii
identico a quello previsto dal modello CMG97.

Ho raggruppato i risultati dei vari modelli a seconda che l'intervallo di masse della
loro IMF includesse o meno il range di possibile formazione di progenitori di Pair Crea-
tion Supernovre. Nel primo caso la IMF si estende da 10M0 fino a 260M0 (yields di
HWW) o 270M0 (yields di UN); nel secondo caso la IMF va da 10 a 80M0 .
I grafici relativi al tasso di formazione stellare, al rate di SNe la, e alla relazione
età-metallicità non compaiono perché per nessuna di queste quantità vi sono variazioni
percepibili rispetto al modello CMG97.

4.1 Modelli con PCSNe


Questa sezione include la discussione dei risultati dei modelli HP, HPO, UP e UPO definiti
precedentemente.
Sono esposti innanzitutto, nelle tabelle 4.1+4.4, gli stessi valori presentati alle tabelle
62 4.1 Modelli con PCSNe

0.2 0.2

--r;,
l

e,
0.15
ZPoplll = o. l z0
--r;,
l

e,
0.15
ZPoplll = 1Q-2 Ze

"'lC) "'lC)
o.
.......... o.
..........
......
...... 0.1 ::::::
0.1
Q) Q)
zm. zm.
Q) Q)
...... 0.05 ...... 0.05
o:s o:s
0:: 0::

o o
o 0.2 0.4 0.6 0.8 1 1.2 o 0.2 0.4 0.6 0.8 1 1.2
t (Gyr) t (Gyr)

0.2 0.2

-r;,
l

e,
0.15
ZPoplll = 1Q-3 z0
-r;,
e,
l
0.15
No Poplll

N N
l l
C) C)
o. o.

-
.......... .........
......
...... 0.1 ...... 0.1
Q) Q)
zm. zm.
Q) Q)
...... 0.05 ...... 0.05
o:s «l
0:: 0::

o o
o 0.2 0.4 0.6 0.8 1 1.2 o 0.2 0.4 0.6 0.8 1 1.2
t (Gyr) t (Gyr)

Figura 4.1: Rate di SNeii nella fase di alone Galattico a diverse metallicità di transizione
per una IMF "top-heavy".
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 63

l. l+ 1.3 per tutti questi modelli, confrontati con i dati osservativi e con i risultati del
modello CMG97, di cui richiamo qui di seguito brevemente il significato e dei quali
riporto la fonte dei dati:

l. 'W 0 è il tasso di formazione stellare al tempo presente, misurato da Rana [71];


2. J"0 è il tasso di infall (accrescimento di gas extragalattico) al tempo presente,
misurata da Portinari et al. [69];

3. a 9 è la densità superficiale di gas al tempo presente, misurata da Dickey [25];

4. a* è la densità superficiale di stelle al tempo presente, misurata da Gilmore &


Wyse [31]; ·
5. a*,rem èla densità superficiale di stelle e remnant al tempo presente, misurata da
Méra et al. [57];

6. è la densità superficiale totale (gas


atot + stelle + remnant) al tempo presente,
misurata da Sackett [75];

7. RsNII è il tasso di supernovre di tipo II al tempo presente, misurato da Tamman


et al. [85];

8. Le Xi sono le abbondanze solari (ovvero, del gas interstellare al tempo t 0 della


formazione del Sole)dei vari elementi. I dati provengono da Anders & Grevesse
[3] eccetto che per il ferro (Grevesse & Sauval [34]) e per l'ossigeno (per il quale
è stato adottato il recente valore di Holweger [39], che risolve una lunga diatriba
sull'abbondanza dell'ossigeno nel Sole e sulla sua presunta discrepanza con i valori
misurati nel mezzo interstellare circostante);

9. Limitatamente a queste tabelle, si considera [A/ B] = log(XA/ XB) 0 , ovvero il lo-


garitmo del rapporto delle abbondanze previste al tempo della formazione del Sole,
ottenuto dai valori di cui al punto precedente. A questi valori sono normalizzati
tutti i grafici che rappresentano l'evoluzione dei rapporti di abbondanze, in modo
da passare per il punto (0,0) che rappresenta il Sole.

4.1.1 Quantità calcolate a taal = 13.7 Gyr


Si vede immediatamente che i valori descritti nei punti l + 7 non subiscono nessuna
variazione rispetto al modello CMG97, per nessun tipo di modello considerato. Quindi
l'accordo limitatamente a queste quantità resta ottimo, ma ciò dice poco sulla bontà
dei modelli in sé, dal momento che i valori in questione derivano perlopiù da ipotesi
che sono state mantenute per la costruzione dei modelli di Popiii. Ad esempio, il tasso
di infall attuale J"0 deriva dalla particolare parametrizzazione di J"(r, t) e dall'età della
Galassia, e né la parametrizzazione né il valore adottato per taal sono stati modificati;
oppure, Wo al tempo attuale è direttamente correlato al valore di a 9 che, a sua volta,
come ho detto in precedenza negli ultimi miliardi di anni è regolato dall'imposizione di
una densità di soglia athn il cui valore non è stato variato in questi modelli; e così via.
64 4.1 Modelli con PCSNe

Soprattutto, si consideri che la fase di Popolazione III è limitata a pochi M yr di durata,


dopodiché la storia di formazione stellare torna ad essere quella del modello CMG97.
Si noti anche che nei dintorni solari (ovvero nel volume cilindrico, centrato nel Sole, di
raggio l kpc) è sufficiente un numero molto esiguo di supernovre di tipo II per arricchire
il ga.S al di là di ZPopiiJ, quando questa metallicità è bassa; per ZPoplll = w- 4z0,
occorrono solo 2 - 3 SNe II per terminare la fase di Popiii, e questo risultato è
f'o.l

indipendente dalla IMF adottata (come vedremo, anche per i modelli senza PCSNe, ad
eccezione dei modelli UM) e dall'ipotesi di formazione di buchi neri. In quest'ultimo
z
caso, per ZPopiii > w- 4 0 occorre un numero maggiore di SNe II per terminare la
fase di Popolazione III, perché esplodono meno supernovre per intervallo di tempo (gran
parte dei loro progenitori va in buco nero); quindi, c'è più tempo durante il quale viene
accresciuto gas extragalattico, fenomeno che tende ad abbassare la metallicità del gas
interstellare.

4.1.2 Variazioni nelle abbondanze a t 0


Le abbondanze calcolate a t 0 = 9.2 miliardi di anni (ovvero 4.5 miliardi di anni fa, che è
il tempo a cui si è formato il Sistema Solare) restano entro lo stesso ordine di grandezza
rispetto al modello CMG97. Questo è prevedibile tenendo a mente ancora una volta
la fugacità della fase di Popiii. All'interno di uno stesso gruppo di modelli (ad es. i
modelli HP) i valori calcolati delle abbondanze non variano apprezzabilmente, quindi si
possono fare delle considerazioni collettive per ogni gruppo.

Modelli HP (yields di HWW, IMi · · iR1 il · h Il senza formazione di buchi


neri): diminuiscono le abbondanze previste per Mg e Si, e aumenta l'abbondanza
di Fe. Sebbene l'aumento di Fe migliori leggermente l'accordo tra quantità previ-
ste e osservate, in generale tutti i rapporti di abbondanze solari rispetto al ferro
vengono abbassati, in contrasto con le osservazioni; variazioni significative si han-
no, ovviamente, per [M gf Fe] e [Si/ Fe]. Nel primo caso peggiora ulteriormente
l'accordo coi dati osservativi, nel secondo vi è un leggero miglioramento (che però
non può considerarsi significativo).
Modelli HPO (come sopra, ma con formazione di buchi neri): le abbondanze previste
da questi modelli sono del tutto identiche a quelle previste dal modello CMG97 ad
eccezione di Mg e Si, che vengono sottoprodotti (specialmente Mg). Il rapporto
[M gf Fe] è il più basso tra quelli calcolati con la Popolazione III.
Semplici considerazioni fatte sulle abbondanze solari prodotte dai modelli HP e HPO
confermano le ipotesi di François et al. [29], cioè che già negli yields di Woosley & Weaver
il magnesio è sottoprodotto; in questo caso la situazione peggiora. Lo stesso vale per
Si, mentre a quanto pare l'abbondanza attuale di O, C ed N è piuttosto insensibile
all'ipotesi o meno di formazione di buchi neri. Tuttavia, conclusioni più sicure devono
attendere l'esame dell'evoluzione delle abbondanze, come vedremo in seguito.

Modelli UP (yields di UN, IMF che include le PCSNe, senza formazione di buchi neri):
anche in questi modelli risultano variazioni in Mg e Fe; stavolta però l'abbondanza
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 65

prevista per Mg aumenta e quella per Fe diminuisce. Questo dà un valore di


[M g/ F e] in ottimo accordo con le osservazioni, e tale accordo è migliorato anche
per [C, N/ Fe], mentre peggiora (sebbene in modo non significativo) per [O, Si/ Fe],
nonché per [Fe/ H].

Modelli UPO (come sopra, ma con formazione di buchi neri): In questi modelli si
hanno variazioni delle abbondanze di Mg e Si simili a quelle viste nei modelli HP,
con in più un'ulteriore sottoproduzione di Fe rispetto ai modelli UP.

Tutto ciò è dovuto al fatto che gli yields di UN prevedono la produzione di poco
ferro, e che la maggior produzione di questo elemento si ha per stelle di "' 30M0 1 . Ciò
è confermato dai grafici che illustrano gli yields (vedi figg. 3.2 e 3.3). In questi grafici si
vede anche che fino a"' 150M0 (quindi nell'intervallo di masse che, con la IMF adottata,
ha maggior peso) gli yields di Mg e Si a metallicità nulla sono decisamente maggiori per
UN rispetto a HWW.

4.1.3 Evoluzione dei rapporti di abbondanze


Le figure dalla 4.2 alla 4.11 mostrano l'evoluzione dei rapporti di abbondanze [X/ Fe]
vs. [Fe/ H], come indicato, per i modelli che includono le Pair Creation Supernovre.
Come ci si aspetta, gli effetti dell'introduzione della fase di Popolazione III sono tanto
più marcati quanto più è alta la metallicità di transizione ZPopiii·
Una prima visione dei grafici illustra subito che nessuno dei modelli in cui si è posto
ZPopiii = 0.1Z0 fornisce risultati minimamente accettabili per alcun elemento, se si fa
eccezione per [O/ Fe] nei modelli H3PO e U3PO. Peraltro, anche in questo caso dai plot
sembra emergere una decrescita netta del rapporto [O/ Fe] alle basse metallicità, che
non è supportata dalle osservazioni.

Vediamo di studiare l'evoluzione di [X/ Fe] vs. [Fe/ H] tralasciando momentanea-


mente l'analisi dell'azoto.
Nei modelli senza formazione di buchi neri, in generale gli andamenti mostrano un
"ginocchio" che si sposta a più alti valori di [Fe/ H] per maggiori ZPopiii· Tale cambio
di pendenza corrisponde al raggiungimento della metallicità di transizione e quindi alla
fine della fase di Popolazione III; prima del cambio di pendenza, la sintesi del ferro è
dominata dalle stelle di Popolazione III che muoiono come supernovre di tipo II su tempi
scala brevi, quindi non si manifesta alcun effetto di time-delay come quello associato
alle SNe la (che invece si vede nell'andamento previsto dal modello CMG97). A seconda
del rapporto di produzione 2 tra questi elementi e il ferro nelle stelle di Popiii, ne risulta
un andamento "piatto" nel caso in cui tale rapporto non vari molto da una massa
all'altra, crescente nel caso in cui aumenti al diminuire della massa e decrescente nel
1
Infatti, avendo interpolato tra 30 e 150M0 , in questo intervallo di masse gli yields sono determinati
essenzialmente dagli yields delle stelle di 30M0 .
2
Con "rapporto di produzione" tra due elementi intendo, in pratica, il rapporto tra gli yields di
questi elementi a una data massa.
66 4.1 Modelli con PCSNe

Model CMG97 H3P H4P H5P H6P oss


@ taal:
Wo (M0pc 2Gyr 1) 2.6 2.6 2.6 2.6 2.6 2-5
g.-o (M0pc- 2Gyr- 1) 1.02 1.02 1.02 1.02 1.02 0.3-1.5
CJg (M0pc-2) 7.1 7.1 7.1 7.1 7.1 7
CJ* (M0pc-2) 35.4 35.4 35.4 35.4 35.4 35±5
2
CJ*,rem (M0pc- ) 42.9 42.9 42.9 42.9 42.9 43±5
2
C1tot (M0pc- ) 50.0 50.0 50.0 50.0 50.0 51 ±6
RsNn (Gyr- 1pc- 2) 0.014 0.014 0.014 0.014 0.014 0.02
@ t0:
Xi:
H 0.736 0.736 0.736 0.736 0.736 0.71
He 0.252 0.252 0.252 0.252 0.252 0.275
c 1.64E-3 1.64E-3 1.66E-3 1.66E-3 1.66E-3 3.0E-3
N 9.56E-4 9.56E-4 9.56E-4 9.56E-4 9.56E-4 l.lE-3
o 5.33E-3 5.34E-3 5.33E-3 5.33E-3 5.33E-3 6.2E-3
Mg 2.54E-4 2.28E-4 2.27E-4 2.27E-4 2.27E-4 5.1E-4
Si 8.27E-4 · 5.32E-4 5.30E-4 5.30E-4 5.30E-4 7.1E-4
Fe 1.09E-3 1.14E-3 1.14E-3 1.14E-3 1.14E-3 1.26E-3
z0 0.0117 0.0115 0.0115 0.0115 0.0115 0.0189
Abbondanze rei.:
[Fe/ H] -2.830 -2.810 -2.810 -2.810 -2.811 -2.752
[C/H] -2.651 -2.653 -2.648 -2.647 -2.647 -2.365
[Mg/H] -3.463 -3.510 -3.511 -3.511 -3.511 -3.135
[N/H] -2.887 -2.886 -2.886 -2.886 -2.886 -2.801
[0/H] -2.140 -2.139 -2.140 -2.140 -2.140 -2.056
[Si/ H] -2.950 -3.141 -3.143 -3.143 -3.143 -3.003
[C/Fe] 0.180 0.157 0.163 0.163 0.163 0.387
[Mg/Fe] -0.632 -0.700 -0.701 -0.701 -0.701 -0.328
[N/ Fe] -0.056 -0.077 -0.076 -0.076 -0.076 0.049
[0/Fe] 0.690 0.671 0.670 0.670 0.671 0.696
[Si/Fe] -0.119 -0.331 -0.332 -0.332 -0.332 -0.251
tl.tPopiii (Myr) 10 4 3 2
SN# 2500 80 8 3

Tabella 4.1: Risultati per i modelli HP nei dintorni solari confrontati con quelli del
modello CMG97 e con le osservazioni. Il significato delle varie quantità è spiegato nel
testo (§4.1). Si riportano anche la durata tl.tPopiii della fase di Popolazione III (a
partire dall'inizio della formazione stellare, attiva a partire da 280 M yr) e il numero
. Sf;l# (app:wssimativo) di SNe II esplose in questa fase (vedi testo anche per le fonti dei
dati).
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 67

Mo del CMG97 H3PO H4PO H5PO H6PO oss


@ taal:
Wo (M0pc 2 Gyr 1) 2.6 2.6 2.6 2.6 2.6 2-5
s:'o (M0pc- 2 Gyr- 1 ) 1.02 1.02 1.02 1.02 1.02 0.3-1.5
(jg (M0pc- 2) 7.1 7.1 7.1 7.1 7.1 7
(j* (M0pc-2) 35.4 35.4 35.4 35.4 35.4 35 ± 5
2
(J'*,rem (M0pc- ) 42.9 42.9 42.9 42.9 42.9 43± 5
(J'tot (M0pC )
2 50.0 50.0 50.0 50.0 50.0 51± 6
RsNII (Gyr- 1 pc 2 ) 0.014 0.014 0.014 0.014 0.014 0.02
@ t0:
Xi:
H 0.736 0.736 0.736 0.736 0.736 0.71
He 0.252 0.252 0.252 0.252 0.252 0.275
c 1.64E-3 1.65E-3 1.66E-3 1.67E-3 1.67E-3 3.0E-3
N 9.56E-4 9.57E-4 9.56E-4 9.56E-4 9.56E-4 l.lE-3
o 5.33E-3 5.34E-3 5.33E-3 5.33E-3 5.33E-3 6.2E-3
Mg 2.54E-4 1.68E-4 1.67E-4 1.67E-4 1.67E-4 5.1E-4
Si 8.27E-4 4.91E-4 4.88E-4 4.88E-4 4.88E-4 7.1E-4
Fe 1.09E-3 1.09E-3 · 1.09E-3 1.09E-3 1.09E-3 1.26E-3
z0 0.0117 0.0113 0.0113 0.0113 0.0113 0.0189
Abbondanze rei.:
[Fej H] -2.830 -2.829 -2.830 -2.830 -2.830 -2.752
[C/H] -2.651 -2.651 -2.646 -2.645 -2.645 -2.365
[MgjH] -3.463 -3.643 -3.645 -3.645 -3.645 -3.135
[N/H] -2.887 -2.886 -2.886 -2.886 -2.886 -2.801
[O/H] -2.140 -2.139 '-2.140 -2.140 -2.140 -2.056
[Si/ H] -2.950 -3.176 -3.178 -3.179 -3.178 -3.003
[C/Fe] 0.180 0.178 0.184 0.185 0.185 0.387
-0.632 -0.814 -0.815 -0.815 -0.815 -0.328
[N/ Fe] -0.056 -0.057 -0.056 -0.056 -0.056 0.049
[0/Fe] 0.690 0.690 0.690 0.690 0.690 0.696
[Si/ Fe] -0.119 -0.347 -0.348 -0.349 -0.349 -0.251
(Myr) 17 5 3 2
SN# 5500 200 15 2

Tabella 4.2: Stessi risultati della tabella 4.1 per i modelli HPO.
68 4.1 Modelli con PCSNe

Model CMG97 U3P U4P U5P U6P oss


@ taaz:
Wo (M0pc- 2Gyr- 1) 2.6 2.6 2.6 2.6 2.6 2-5
1'o (M0 pc- 2Gyr- 1 ) 1.02 1.02 1.02 1.02 1.02 0.3-1.5
ag (M0pc-2) 7.1 7.1 7.1 7.1 7.1 7
a* (M0pc-2) 35.4 35.4 35.4 35.4 35.4 35±5
a*,rem (M0pc- 2) 42.9 42.9 42.9 42.9 42.9 43±5
2
O"tot ( M0pc- ) 50.0 50.0 50.0 50.0 50.0 51 ±6
RsNII (Gyr- 1pc- 2 ) 0.014 0.014 0.014 0.014 0.014 0.02
@ t0:
Xi:
H 0.736 0.736 0.736 0.736 0.736 0.71
He 0.252 0.252 0.252 0.252 0.252 0.275
c 1.64E-3 1.63E-3 1.65E-3 1.65E-3 1.65E-3 3.0E-3
N 9.56E-4 9.56E-4 9.56E-4 9.56E-4 9.56E-4 l.lE-3
o 5.33E-3 5.34E-3 5.33E-3 5.33E-3 5.33E-3 6.2E-3
Mg 2.54E-4 3.82E-4 3.81E-4 3.80E-4 3.80E-4 5.1E-4
Si 8.27E-4 8.16E-4 8.13E-4 8.13E-4 8.13E-4 7.1E-4
Fe 1.09E-3 9.34E-4 9.31E-4 9.31E-4 9.31E-4 1.26E-3
z0 0.0117 0.0117 0.0117 0.0117 0.0117 0.0189
Abbondanze rei.:
[Fe/ H] -2.830 -2.897 -2.898 -2.898 -2.898 -2.752
[C/H] -2.651 -2.655 -2.650 -2.650 -2.650 -2.365
[Mg/H] -3.463 -3.285 -3.286 -3.287 -3.287 -3.135
[N/H] -2.887 -2.886 -2.887 -2.887 -2.887 -2.801
[0/H] -2.140 -2.139 -2.140 -2.140 -2.140 -2.056
[Si/ H] -2.950 -2.955 -2.957 -2.957 -2.957 -3.003
[C/Fe] 0.180 0.242 0.248 0.248 0.248 0.387
[Mg/Fe] -0.632 -0.389 -0.389 -0.389 -0.389 -0.328
[N/Fe] -0.056 0.010 0.011 0.011 0.011 0.049
[0/Fe] 0.690 0.757 0.757 0.757 0.757 0.696
[Si/ Fe] -0.119 -0.058 -0.059 -0.059 -0.059 -0.251
D..tPopiii (Myr) lO 4 3 2
SN# 2000 80 8 3

Tabella 4.3: Stessi risultati della tabella 4.1 per i modelli UP.
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 69

Mo del CMG97 U3PO U4PO U5PO U6PO oss


@ taal:
Wo (M0pc 2Gyr- 1 ) 2.6 2.6 2.6 2.6 2.6 2-5
(M0pc- 2 Gyr- 1 ) 1.02 1.02 1.02 1.02 1.02 0.3-1.5
(j 9 (M0pc- 2) 7.1 7.1 7.1 7.1 7.1 7
(j* (M0pc-2) 35.4 35.4 35.4 35.4 35.4 35±5
2
(j*,rem (M0pc- ) 42.9 42.9 42.9 42.9 42.9 43±5
2
(jtot (M0pc- ) 50.0 50.0 50.0 50.0 50.0 51± 6
RsNII (Gyr- 1 pC 2 ) 0.014 0.014 0.014 0.014 0.014 0.02
@ t0:
Xi:
H 0.736 0.736 0.736 0.736 0.736 0.71
He 0.252 0.252 0.252 0.252 0.252 0.275
c 1.64E-3 1.65E-3 1.67E-3 1.67E-3 1.67E-3 3.0E-3
N 9.56E-4 9.57E-4 9.57E-4 9.57E-4 9.57E-4 l.lE-3
o 5.33E-3 5.34E-3 5.33E-3 5.33E-3 5.33E-3 6.2E-3
Mg 2.54E-4 2.14E-4 2.13E-4 2.13E-4 2.13E-4 5.1E-4
Si 8.27E-4 5.66E-4 5.64E-4 5.63E-4 5.63E-4 7.1E-4
Fe 1.09E-3 9.02E-4 9.01E-4 9.00E-4 9.01E-4 1.26E-3
z0 0.0117 0.0113 0.0113 0.0113 0.0113 0.0189
Abbondanze rel.:
[Fe/H] -2.830 -2.912 -2.912 -2.913 -2.913 -2.752
[C/H] -2.651 -2.650 -2.645 -2.647 -2.647 -2.365
[Mg/H] -3.463 -3.537 -3.539 -3.539 -3.539 -3.135
[N/H] -2.887 -2.886 -2.886 -2.886 -2.886 -2.801
[0/H] -2.140 -2.139 -2.140 -2.140 -2.140 -2.056
[Si/H] -2.950 -3.114 -3.116 -3.115 -3.115 -3.003
[C/Fe] 0.180 0.262 0.267 0.268 0.268 0.387
[MgfFe] -0.632 -0.625 -0.626 -0.626 -0.626 -0.328
[N/ Fe] -0.056 0.026 0.026 0.026 0.026 0.049
[0/Fe] 0.690 0.773 0.772 0.772 0.772 0.696
[Si/ Fe] -0.119 -0.202 -0.203 -0.204 -0.204 -0.251
fltPoplll (Myr) 19 6 3 2
SN# 5000 250 7 2

Tabella 4.4: Stessi risultati della tabella 4.1 per i modelli UPO.
70 4.1 Modelli con PCSNe

caso contrario 3 ; questo fino al raggiungimento della metallicità critica. In pratica, tutti
gli andamenti illustrati possono essere spiegati mediante un esame attento degli yields
relativi alle masse che stanno morendo alla metallicità considerata (figg. 3.2, 3.3).
Questo vale fino al raggiungimento della metallicità critica; dopodiché, la forma-
zione stellare passa al modo "normale" e i plot tendono ad avvicinarsi a quello del
modello CMG97.
Anche quando è prevista la formazione di buchi neri si evidenzia una discontinuità
nell'evoluzione delle abbondanze relative al ferro, che si presenta al raggiungimento di
ZPopiii· In questo caso, si può vedere che in generale alle basse metallicità [X/ Fe] resta
pressoché costante o comunque si appiattisce rispetto al caso senza formazione di buchi
neri. Questo perché le stelle che muoiono a quelle metallicità collassano direttamente
in un buco nero e non danno contributo all'arricchimento chimico, cosicché il rapporto
di produzione resta costante. Ciò evidenzia in ogni caso l'effetto non trascurabile delle
masse comprese tra 40 e 140M0 nell'evoluzione delle abbondanze.
La presenza di questa discontinuità nella pendenza non si riscontra nei dati, per
nessun elemento e a nessuna metallicità e quindi fa sì che l'accordo con i dati resti
migliore per la maggior parte degli elementi nei modelli senza Popolazione III.

L'azoto (figg. 4.10, 4.11) mostra un comportamento più complesso; innanzitutto,


l'andamento pressoché costante che si nota soprattutto quando la metallicità di transi-
zione è maggiore di 10- 2 Z 0 è dovuto al tipo di produzione di azoto da parte delle stelle
di Popolazione III, che è primaria, cioè l'azoto è prodotto a partire da H, He e non da
nuclei seme pesanti già presenti nella stella (e, ovviamente, non potrebbe essere altri-
menti), e' quindi indipendente dalla metallicità. Inoltre, il rapporto di produzione di N
rispetto aFe è costante al variare della massa. Dopodiché al raggiungimento di ZPopiii
la produzione di azoto diventa principalmente secondaria (ciclo CN/CNO) e quindi au-
menta con la metallicità. Con gli yields di UN, invece, il rapporto di produzione di N
rispetto aFe si abbassa al decrescere della massa, quindi il plot mostra un andamento
decrescente per tutta la fase di Popiii.
Nei grafici, soprattutto se ZPopiii 5 10- 3 Z 0 (sia che si formino buchi neri, sia che
non si formino) spicca uno "scalino" che consta di una parte rapidamente crescente a
partire da [Fe/ H] corrispondente a ZPopiii, e di un piccolo "plateau". Dopo il plateau,
riprende il normale andamento secondario. Il motivo è che alle metallicità corrispondenti
al plateau iniziano a morire le stelle di massa intermedia, che producono azoto primario
mediante il cosiddetto "hot bottom burning"; ciò, se si tiene conto che gli yields per le
stelle di massa piccola e intermedia non sono omogenei con quelli per le stelle massicce
(i primi sono di van den Hoek & Groenewegen [92], i secondi di Woosley & Weaver [95]),
produce la discontinuità osservata. Il fenomeno non è quindi dovuto all'introduzione di
una fase di Popolazione III, ma evidentemente questa ne esaspera le caratteristiche.
Se si escludono i modelli con yields UN e ZPopiii 10- 2 z0 , il grafico di [N/Fe]
vs. [Fe/ H] per i modelli che includano la Popolazione III è in generale più vicino alle
osservazioni rispetto a quello calcolato dalmodello CMG97, anche se siamo ben lungi dal
Si ricordi infatti che àl tempo T m muore la massa m, e T m (il tempo di vita delle stelle) è una
3

funzione decrescente della massa stellare, per cui col crescere del tempo (e della metallicità) cominciano
a morire stelle di massa sempre più piccola.
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 71

,......,1
Q)

"'-..
o
..........
o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

ZPoplll = lo-z z0
2 2

,......,1
Q)

"'-..
o
o

-1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.2: Evoluzione del rapporto [O/ Fe] nel modello CMG97 (linea continua) e nei
modelli Poplll con yields di HWW nel range di masse 10 - 260M0 (linea punteggiata)
e UN nel range di masse 10- 270M0 (linea tratteggiata-punteggiata), senza formazione
di buchi neri, per varie metallicità di transizione, a confronto coi dati sperimentali di
Chiappini et al. [14] integmti alle basse metallicità dai dati di Cayrel et al. [11].
72 4.1 Modelli con PCSNe

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

2 ZPoplll = 1Q-2 Ze
2

..-.1
Q)
P<..
...........
tll)

..... o

-1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.3: Evoluzione del rapporto [Mg / Fe] nelle stesse condizioni del grafico prece-
dente, stesse fonti dei dati, con yields di HWW nel range di masse 10 260M0 (linea
punteggiata) e UN nel range di masse 10 270M0 (linea tratteggiata-punteggiata), senza
formazione di buchi neri, per varie metallicità di transizione.
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 73

2 2

,......,
Q)
1 ,......, 1
Q)

"""
'-.. """
'-..
r/5 r/5
o o
'--'

00 00

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

2 ZPoplll = 1Q-2 ze ZPoplll = 0.1 Ze


2

,......,
Q)
1 ,......, 1
Q)

""" """
'-..
......
m m
..........
'--'
o 00
o o
o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.4: Evoluzione del rapporto [Si/ Fe] nelle stesse condizioni del grafico prece-
dente, stesse fonti dei dati, con yields di HWW nel range di masse 10 - 260M0 (linea
punteggiata) e UN nel range di masse 10- 270M0 (linea tratteggiata-punteggiata), senza
formazione di buchi neri, per varie metallicità di transizione.
74 4.1 Modelli con PCSNe

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

2
ZPoplll= 1Q-2 z0 2

,......, 1 • o ,......, 1
v o v
li. li.
........ ..........
u u
o
L......l L......l

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.5: Evoluzione del rapporto [C/ Fe] nelle stesse condizioni del grafico precedente,
stesse fonti dei dati, ad eccezione dei dati alle basse metallicità che sono di Spite et al.
[82]: yields di HWW nel range di masse 10- 260M0 (linea punteggiata) e UN nel range
di masse 10- 270M0 (linea tratteggiata-punteggiata), senza formazione di buchi neri,
per varie metallicità di transizione.
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 75

2 2

,.....,1 ,.....,1
<11 <11

"o o
"o
'--'
o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

ZPoplll = 10-2 Z0 ZPoplll = 0.1 Ze


2 2

,......., 1 ,....., 1
<11 <11

"o
'--'
o
"o o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.6: Evoluzione del rapporto [O/ Fe] nel modello CMG97 (linea continua) e nei
modelli Popiii con yields di HWW nel range di masse 10 - 260M0 (linea punteggiata)
e UN nel range di masse 10 - 270M0 (linea tratteggiata-punteggiata) e formazione di
buchi neri rispettivamente negli intervalli 40 < M/M0 < 140 e 30 < M/M0 < 150, a
confronto coi dati sperimentali di Cayrel et aL [llJ
76 4.1 Modelli con PCSNe

2 2

,......., 1 ,......., 1
Q) Q)

""'
..........
bD ""'
..........
bD
::::!1 ::::!1
........ ........
o o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

ZPoplll = 10-2 z0 ZPoplll = 0.1 z0


2 2

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.7: Evoluzione del rapporto [Mgj Fe] nelle stesse condizioni del grafico preceden-
te, stesse fonti dei dati, con yields di HWW nel range di masse 10- 260M0 (linea punteg-
giata) e UN nel range di masse 10- 270M0 (linea tratteggiata-punteggiata) e formazione
di buchi neri rispettivamente negli intervalli 40 < M/M0 < 140 e 30 < M/M0 < 150.
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 77

2 2

,.........,
Q)
1 ,........., 1
Q)
ç... ç...
.......... .
..........
m
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.....
........
o o cc

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

ZPoplll= l o-z z0 ZPoplll = 0.1 Z0


2 2

,........,
Q)
1
ç...

rn
........
o c c

-1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.8: Evoluzione del rapporto [Si/ Fe] nelle stesse condizioni del grafico preceden-
te, stesse fonti dei dati, con yields di HWW nel range di masse 10- 260M0 (linea punteg-
giata) e UN nel range di masse 10- 270M0 (linea tratteggiata-punteggiata) e formazione
di buchi neri rispettivamente negli intervalli 40 < M/M0 < 140 e 30 < M/M0 < 150.
78 4.1 Modelli con PCSNe

2 2

,....., 1 ,......, 1
Q) Q)
r.... t::..
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u
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o
"'u
'--'
o

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-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

ZPoplll = 1o-2 z0
2 2

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Q)
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"'
u
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o
"'
u
'--'
o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.9: Evoluzione del rapporto [C/ Fe] nelle stesse condizioni del grafico precedente,
stesse fonti dei dati, ad eccezione dei dati alle basse metallicità che sono di Spite et al.
[82], con yields di HWW nel range di masse 10- 260M0 (linea punteggiata) e UN nel
range di masse 10 - 270M0 (linea tratteggiata-punteggiata) e formazione di buchi neri
rispettivamente negli intervalli 40 < M/M0 < 140 e 30 < M/M0 < 150.
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 79

c
1 1

o o
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-2 -2

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-4 -4
-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

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-4 -4
-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.10: Evoluzione del rapporto [N/Fe] nelle stesse condizioni della figura 4.5,
stesse fonti dei dati: yields di HWW nel range di masse 10- 260M0 (linea punteggiata)
e UN nel range di masse 10- 270M0 (linea tratteggiata-punteggiata), senza formazione
di buchi neri.
80 4.1 Modelli con PCSNe

c
1 1 c
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-4 -4
-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] (Fe/H]

1 1

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-1
..........
z
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-2 -2

-3 -3

-4 -4
-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.11: Evoluzione del rapporto (N/ Fe] nelle stesse condizioni della figura 4.9, stes-
se fonti dei dati, con yields di HWW nel range di masse 10- 260M0 (linea punteggiata)
e UN nel range di masse 10 - 270M0 (linea tratteggiata-punteggiata) e formazione di
buchi neri rispettivamente negli intervalli 40 < M/M0 < 140 e 30 < M/M0 < 150.
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 81

poter dire che vi è accordo tra modelli e dati. Questo comunque sembra poter suggerire
che una produzione primaria di azoto da parte delle stelle massicce primordiali possa
aiutare a risolvere il disaccordo tra calcoli e osservazioni a basse metallicità per questo
elemento. Tornerò a discutere di questo aspetto più avanti.

4.1.4 La distribuzione delle nane G


Nelle figure 4.12 e 4.13 è presentata la distribuzione delle nane G nei dintorni solari in
funzione della metallicità.
Si può vedere che globalmente, anche se la distribuzione nei modelli con Popiii ha
un aspetto più irregolare, l'accordo con i dati resta buono, con un massimo attorno a
[Fej H] "' -0.2 dex. Le variazioni per i vari valori di ZPopiii sono minime.
Per i modelli HP (senza formazione di buchi neri) il picco è leggermente più alto e
allargato fino a [Fej H] "' -0.1 dex, mentre per i modelli HPO la distribuzione delle
nane G diventa molto simile a quella prevista dal modello CMG97.
Per i modelli UP il grafico resta di poco al di sotto di quello "standard", mentre invece
il picco si abbassa sensibilmente e si allarga fino a metallicità minori ([Fej H] "' -0.3
dex) quando è prevista la formazione di buchi neri (modelli UPO). Il massimo secondario
dei modelli UP e UPO attorno a [Fe/ H] "' -0.7 è dovuto a motivi puramente numerici.
A parte queste piccole differenze, è chiaro che la fase di Popolazione III non ha
una grossa incidenza sulla distribuzione di nane G nei dintorni solari. Essa infatti è
determinata principalmente dalla scelta di un tempo scala lungo per l'accrescimento
di gas extragalattico nei dintorni solari (15], tempo scala che è stato mantenuto per la
costruzione dei modelli con Popolazione III.

4.2 Modelli senza PCSNe


In questa sezione presenterò e discuterò i risultati dei modelli C, UM e UMO definiti
precedentemente. Ancora una volta, nelle tabelle 4.5-74.7 ho riportato i valori di cui
alle tabelle 1.1-71.3 per questi modelli, confrontati con i dati osservativi e con i risultati
del modello CMG97 (si veda il §4.1 per la loro definizione).

4.2.1 Quantità calcolate a taaz = 13.7 Gyr


Anche in questo caso i valori calcolati a toal subiscono variazioni rispetto al modello
CMG97. La lievissima discrepanza (rv l - 2%) tra i valori di :!0 e CY* (e correlati)
previsti dai modelli C e quelli del modello CMG97 è dovuta ad una differenza nella
risoluzione dei passi temporali nei modelli C rispetto agli altri modelli.
Si può vedere, confrontando questi risultati con quelli delle tabelle 4.1 -7 4.4, che la
durata della fase di Popiii è indipendente dalle assunzioni sulla IMF quando la metal-
licità di transizione è bassa (ZPopiii ::=; 10-3 Z0 ), così come il numero di supernovre di
tipo II esplose durante la fase stessa. Quando ZPopiii è più alta, le differenze nel tasso
di eslosioni di supernovre si fanno sentire e ovviamente i modelli senza PCSNe hanno
una fase di Popolazione III più lunga (sebbene di poco).
82 4.2 Modelli senza PCSNe

0.25 0.25

0.2 0.2

3 0.15 :3 0.15
3 3
z
...........
z
...........
z 0.1 z 0.1

0.05 0.05

o o
-1 -0.5 o 0.5 -1 -0.5 o 0.5
[Fe/H] [Fe/H]

0.25 0.25

0.2 0.2

3 0.15 :3o 0.15


z 3
...........
z
...........
z 0.1 z 0.1

0.05 0.05

o o
-1 -0.5 o 0.5 -1 -0.5 o 0.5
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.12: Distribuzione delle nane G nel modello CMG97 (linea spessa continua)
e nei modelli Popiii con IMF </>(M) <X M-1. 7 , yields di HWW nel range di masse
10 - 260M0 (linea spessa tratteggiata) e UN nel range di masse 10 - 270M0 (linea
spessa punteggiata), senza formazione di buchi neri; per varie metallicità di transizione.
I risultati sono confrontati coi dati sperimentali di Wyse & Gilmore (1995) (istogramma
punteggiato) e Rocha-Pinto & Maciel (1996) (istogramma tratteggiato).
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 83

0.25 0.25

0.2 0.2

3o 0.15 3 0.15
.3
..........
z
..........
z 0.1 z 0.1

0.05 0.05

o o
-1 -0.5 o 0.5 -1 -0.5 o 0.5
[Fe/H] [Fe/H]

0.25 0.25
ZPopni = 0.1 z0
0.2 0.2

3o 0.15 3o 0.15
z
..........
z
..........
z 0.1 z 0.1

0.05 0.05

o o
-1 -0.5 o 0.5 -1 -0.5 o 0.5
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.13: Come nella figura precedente, ma con formazione di buchi neri per 40 <
M/M0 < 140 nel caso di yields HWW e per 30 < M/M0 < 150 nel caso di yields UN.
I grafici hanno lo stesso significato del grafico precedente.
84 4.2 Modelli senza PCSN e

Una eccezione a quanto affermato sopra è costituita dai modelli UMO (yields di
Umeda & Nomoto, IMF da 10 a 80M0 , con formazione di buchi neri per M> 30M0 ),
per i quali la maggior parte dei possibili progenitori di supernova (le stelle da 30M0 in
su) collassano direttamente in un buco nero. Per questi modelli la fase di Popolazione
III dura circa il doppio rispetto ai corrispondenti modelli UM senza formazione di buchi
neri, e devono esplodere molte più supernovre anche per valori bassi di ZPopiii·

4.2.2 Variazioni nelle abbondanze a t 0


Si trova anche qui che gli unici elementi tra quelli in esame a mostrare delle variazioni
(sempre entro lo stesso ordine di grandezza rispetto al modello CMG97) sono magnesio,
silicio e ferro. Vediamo di analizzarle brevemente per ogni gruppo di modelli:

Modelli UM, UMO (yields di UN, IMF da 10 a 80M0 , rispettivamente senza e con
formazione di buchi neri): le variazioni delle abbondanze solari di Fe, Mg e Si sono
praticamente le stesse che ho illustrato per i modelli UP, UPO (per cui rimando
al §4.1.2).

Ciò indica lo scarso peso delle Pair Creation Supernovre (con una funzione iniziale di
massa come quella adottata) sulle abbondanze a t 0 ; perché abbiano maggior influenza
si deve ipotizzare per le fasi primordiali una IMF di sole PCSNe, oppure una IMF di
minor pendenza. Thttavia, prima di trarre conclusioni definitive riguardanti l'influenza
delle PCSNe, occorre un'analisi dell'evoluzione delle abbondanze relative.

Modelli C (yields di CL, IMF da 10 a 80M0 , senza formazione di buchi neri): in


questi modelli l'abbondanza del ferro prevista alla formazione del Sistema Solare
è la più bassa in assoluto fra i casi considerati (e in effetti gli yields di CL per
il Fe sono complessivamente i più bassi tra quelli esaminati). Questo, combinato
con l'innalzamento del valore di Mg previsto, dà un rapporto [M gl Fe] in buon
accordo con le osservazioni, e migliora anche [Si, N, C l F e], ma peggiora [O l F e]
e [FeiH].

L'abbondanza del carbonio prevista a t 0 non cambia nemmeno con gli yields di CL,
anche se sono quelli che in assoluto producono più carbonio; questo è semplicemente
perché il 12 C viene formato soprattutto dalle masse intermedie e piccole.
Al contrario di quanto visto al cap. 2, nessuno dei modelli con Popolazione III
predice un valore di Z solare più alto di quello previsto dal modello CMG97; non è
comunque lecito aspettarsi grandi variazioni, data la brevità della fase di Popiii, e la
piccola diminuzione (;S 3%) di Z0 che si osserva in alcuni modelli è del tutto compatibile
con le incertezze numeriche del modello.

4.2.3 Evoluzione dei rapporti di abbondanze


Le figure dalla 4.14 alla 4.19 illustrano l'evoluzione dei rapporti di abbondanze
vs. [Fel H] per i modelli che non includono le Paìr Creation Supernovre. An<!he qm,
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 85

Mo del CMG97 U3M U4M U5M U6M oss


@ taaz:
Wo (M0 pc 2Gyr 1 ) 2.6 2.6 2.6 2.6 2.6 2-5
:lo (M0pc- 2 Gyr- 1 ) 1.02 1.02 1.02 1.02 1.02 0.3-1.5
O"g (M0pc-2) 7.1 7.1 7.1 7.1 7.1 7
O"* (M0pc-2) 35.4 35.4 35.4 35.4 35.4 35 ± 5
O"*,rem (M0pc- )
2 42.9 42.9 42.9 42.9 42.9 43±5
2
O"tot ( M0pc- ) 50.0 50.0 50.0 50.0 50.0 51± 6
RsNII (Gyr- 1pc- 2 ) 0.014 0.013 0.013 0.014 0.013 0.02
@ t0:
Xi:
H 0.736 0.736 0.736 0.736 0.736 0.71
He 0.252 0.252 0.252 0.252 0.252 0.275
c 1.64E-3 1.63E-3 1.65E-3 1.65E-3 1.65E-3 3.0E-3
N 9.56E-4 9.56E-4 9.56E-4 9.56E-4 9.56E-4 l.lE-3
o 5.33E-3 5.34E-3 5.33E-3 5.33E-3 5.33E-3 6.2E-3
Mg 2.54E-4 3.82E-4 3.81E-4 3.80E-4 3.80E-4 5.1E-4
Si 8.27E-4 8.16E-4 8.13E-4 8.13E-4 8.13E-4 7.1E-4
Fe 1.09E-3 9.34E-4 9.31E-4 9.31E-4 9.31E-4 1.26E-3
z0 0.0117 0.0117 0.0117 0.0117 0.0117 0.0189
Abbondanze rel.:
[Fe/H] -2.830 -2.897 -2.898 -2.898 -2.898 -2.752
[C/H] -2.651 -2.655 -2.650 -2.650 -2.650 -2.365
[Mg/H] -3.463 -3.285 -3.286 -3.287 -3.287 -·3.135
[N/H] -2.887 -2.886 -2.887 -2.887 -2.887 -2.801
[0/H] -2.140 -2.139 -2.140 -2.140 -2.140 -2.056
[Si/ H] -2.950 -2.956 -2.957 -2.957 -2.957 -3.003
[C/Fe] 0.180 0.242 0.247 0.248 0.248 0.387
[MgfFe] -0.632 -0.388 -0.389 -0.389 -0.389 -0.328
[N/Fe] -0.056 0.011 0.011 0.011 0.011 0.049
[0/Fe] 0.690 0.758 0.757 0.758 0.758 0.696
[Si/Fe] -0.119 -0.059 -0.059 -0.059 -0.059 -0.251
D.tPoplll (Myr) 13 4 3 2
SN# 4000 150 13 2

Tabella 4.5: Risultati per i modelli UM nei dintorni solari confrontati con quelli del
modello CMG97 e con le osservazioni. Si rimanda al §4.1 per il significato dei vari
termini e per la fonte dei dati. Sono riportate anche la durata D.tPopiii della fase di
Popolazione III a partire dall'inizio della formazione stellare (attiva a partire da 280
Myr) e il numero approssimato SN# di supernovre di tipo II esplose in questa fase.
86 4.2 Modelli senza PCSNe

Model CMG97 U3MO U4MO U5MO U6MO oss


@ taal:
Wo (M0 pc- 2Gyr 1) 2.6 2.6 2.6 2.6 2.6 2-5
3-"o (M0pc- 2Gyr- 1) 1.02 1.02 1.02 1.02 1.02 0.3-1.5
ug (M0 pc- 2) 7.1 7.1 7.1 7.1 7.1 7
u* (M0pc-2) 35.4 35.4 35.4 35.4 35.4 35±5
2
u*,rem (M0 pc- ) 42.9 42.9 42.9 42.9 42.9 43±5
Utot (M0pc- )
2 50.0 50.0 50.0 50.0 50.0 51± 6
RsNII (Gyr- 1pc- 2 ) 0.014 0.014 0.014 0.014 0.014 0.02
@ t0:
Xi:
H 0.736 0.736 0.736 0.736 0.736 0.71
He 0.252 0.252 0.252 0.252 0.252 0.275
c 1.64E-3 1.65E-3 1.67E-3 1.67E-3 1.67E-3 3.0E-3
N 9.56E-4 9.58E-4 9.57E-4 9.57E-4 9.57E-4 1.1E-3
o 5.33E-3 5.35E-3 5.33E-3 5.33E-3 5.33E-3 6.2E-3
Mg 2.54E-4 2.14E-4 2.13E-4 2.13E-4 2.13E-4 5.1E-4
Si 8.27E-4 5.65E-4 5.63E-4 5.63E-4 5.63E-4 7.1E-4
Fe 1.09E-3 9.01E-4 9.01E-4 9.01E-4 9.01E-4 1.26E-3
z0 0.0117 0.0113 0.0113 0.0113 0.0113 0.0189
Abbondanze rei.:
[Fe/ H] -2.830 -2.912 -2.913 -2.913 -2.913 -2.752
[C/H] -2.651 -2.650 -2.645 -2.645 -2.645 -2.365
[Mg/H] -3.463 -3.537 -3.539 -3.539 -3.539 -3.135
[N/H] -2.887 -2.886 -2.886 -2.886 -2.886 -2.801
[0/H] -2.140 -2.139 -2.140 -2.140 -2.140 -2.056
[Si/ H] -2.950 -3.115 -3.116 -3.116 -3.116 -3.003
[C/Fe] 0.180 0.263 0.268 0.268 0.268 0.387
[Mg/Fe] -0.632 -0.624 -0.626 -0.626 -0.626 -0.328
[N/Fe] -0.056 0.027 0.026 0.026 0.026 0.049
[0/Fe] 0.690 0.773 0.772 0.772 0.772 0.696
[Si/ Fe] -0.119 -0.203 -0.204 -0.204 -0.204 -0.251
tl.tPoplii (Myr) 25 8 6 5
SN# 10000 400 90 20

Tabella 4.6: Stessi risultati della tabella 4.5 per i modelli UMO.
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 87

Model CMG97 C3 C4 C5 C6 oss


@ taal:
Wo (M0pc- 2 Gyr- 1) 2.6 2.6 2.6 2.6 2.6 2-5
s='o (M0 pc 2 Gyr- 1 ) 1.02 1.04 1.04 1.04 1.04 0.3-1.5
2 7.1
0'9 (M0pc ) 7.1 7.1 7.1 7.1 7
O'* (M0pc-2) 35.4 35.8 35.8 35.8 35.8 35±5
0'*,rem (M0pc- )
2 42.9 43.3 43.3 43.3 43.3 43±5
O'tot (M0pc- )
2 50.0 50.4 50.4 50.4 50.4 51±6
RsNII (Gyr- 1pc- 2 ) 0.014 0.014 0.014 0.014 0.014 0.02
@ t0:
Xi:
H 0.736 0.736 0.736 0.736 0.736 0.71
He 0.252 0.252 0.252 0.252 0.252 0.275
c 1.64E-3 1.64E-3 1.66E-3 1.66E-3 1.66E-3 2.9E-3
N 9.56E-4 9.55E-4 9.55E-4 9.55E-4 9.55E-4 1.1E-3
o 5.33E-3 5.33E-3 5.33E-3 5.33E-3 5.32E-3 6.2E-3
Mg 2.54E-4 3.48E-4 3.47E-4 3.47E-4 3.47E-4 5.1E-4
Si 8.27E-4 6.10E-4 6.10E-4 6.10E-4 6.10E-4 7.1E-4
Fe 1.09E-3 8.94E-4 8.93E-4 8.94E-4 8.94E-4 1.26E-3
z0 0.0117 0.0114 0.0114 0.0114 0.0114 0.0189
Abbondanze rel.:
[Fe/ H] -2.830 -2.916 -2.916 -2.916 -2.916 -2.752
[C/H] -2.651 -2.652 -2.647 -2.646 -2.646 -2.365
[Mg/H] -3.463 -3.325 -3.327 -3.327 -3.327 -3.135
[N/H] -2.887 -2.887 -2.887 -2.887 -2.887 -2.801
[0/H] -2.140 -2.140 -2.141 -2.141 -2.141 -2.056
[Si/ H] -2.950 -3.084 -3.084 -3.084 -3.084 -3.003
[C/Fe] 0.180 0.264 0.269 0.270 0.270 0.387
[Mg/Fe] -0.632 -0.410 -0.411 -0.411 -0.411 -0.328
[N/Fe] -0.056 0.029 0.029 0.029 0.029 0.049
[0/Fe] 0.690 0.776 0.776 0.775 0.775 0.696
[Si/ Fe] -0.119 -0.168 -0.168 -0.168 -0.168 -0.251
t::..tPopiii (Myr) 15 4 2 l
SN# 4970 220 13 2

Tabella 4.7: Stessi risultati della tabella 4.5 per i modelli C.


88 4.2 Modelli senza PCSNe

gli effetti della Popolazione III sono tanto più drammatici quant'o più ZPopiii è alta, e
nessuno dei modelli con ZPopiii = 0.1Z0 è in grado di riprodurre le osservazioni, se si
fa eccezione per [N/ Fe] vs. [Fe/ H] col modello C3, che però fornisce risultati del tutto
inverosimili per qualsiasi altro elemento.
Il disaccordo dei dati con gli andamenti previsti dal modello C non è limitato al caso
in cui ZPopiii = 0.1Z0 ; ad eccezione dell'azoto (che, nuovamente, discuterò a parte),
tutti i grafici mostrano una pendenza eccessiva verso le basse metallicità, che è sicura-
mente da imputare agli yields del ferro che sono troppo bassi per le stelle massicce (e
questo nonostante io abbia scelto sempre il mass-cut più alto, che garantisce la mas-
sima produzione di ferro). Combinato con la scelta di un rate basso per la reazione
12
C (a, 'Y) 16 0, come ho spiegato in precedenza, questo restituisce un grafico di [C/ F e]
vs. [F e/ H] la cui pendenza, anche per i valori più bassi di Z Popii[, è paragonabile e
quella ottenuta adottando gli yields di Ober et al. [64] (vedi fig. 3.1) che, ricordiamo,
non prevedono alcuna produzione di ferro.
Nell'evoluzione dei rapporti di abbondanze, al contrario di quando visto per le abbon-
danze in massa a t 0 , l'effetto delle PCSNe (o meglio, della loro mancanza) è piuttosto
evidente. Il troncamento della IMF a 80M0 risulta in generale in un peggioramento
dell'accordo con i dati.
Si vedono le stesse caratteristiche di cui ho parlato nel caso con le PCSNe: la di-
scontinuità a [Fe/ H] corrispondente a ZPopiii che indica la fine della produzione di Fe
da parte di stelle di vita breve; l'andamento crescente o decrescente dei grafici alle bas-
se metallicità a seconda della variazione dei rapporti di produzione rispetto al ferro; e
l'appiattimento dei grafici nel modello UMO, in cui si formano buchi neri per M > 30M0 .
Ad esempio, fra gli yields di CL, quello del ferro cresce sensibilmente al decresce-
re della massa, mentre tutti gli altri, ad eccezione di N, tendono a diminuire; questo
contribuisce a creare l'alta pendenza dei grafici di [C, M g, O, Si/ Fe] nei modelli C.
·Lo stesso, per i modelli UM, gli yields degli elementi considerati tendono a decrescere
con la massa stellare, mentre quello di Fe resta costante; ciò causa l'andamento crescente
verso le metallicità più basse, sebbene con pendenza minore rispetto ai modelli C. Le
PCSNe con gli yields di UN producono Fe in quantita 100 volte maggiore rispetto
i"'.J

alle SNe II, il che determina i valori più alti di [X/ Fe] a bassi [Fe/ H] quando la IMF è
troncata in modo da escludere le PCSN e, in netto contrasto con le osservazioni.
I modelli che più si avvicinano i dati tra quelli considerati in questa sezione sono gli
UMO con ZPopiii = 10-4 Z0 , che tuttavia da una parte presentano delle gibbosità non
osservate nell'evoluzione delle abbondanze, dall'altra non riescono a riprodurre i dati di
[a/ Fe] in modo soddisfacente. Si può dunque concludere anche qui che per C, Mg, O e
Si l'accordo coi dati resta migliore per il modello CMG97.

Vediamo ora l'evoluzione dell'azoto (fig. 4.19). Nei modelli UM e UMO, come nei
modelli visti in precedenza, si ha il plateau fino a [Fe/ H] corrispondente a ZPopiih
determinato dalla produzione primaria di azoto; dopodiché, all'inizio della produzione
secondaria, [N/ Fe] sale fino alla discontinuità dovuta all'inizio di produzione di azoto
primario da parte delle stelle di massa intermedia, fino a raggiungere un andamento
puramente secondario.
Nei modelli con yields di CL, invece, il "bump" avviene in piena fase di Popolazione
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 89

2 2

,......., 1 ,......., 1
(l) (l)

"'"'
-........
o "'o"'
-........
'---'
o o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

2 2 ' z
·,.Pop!Il = 0.1 z0
'.
'·":"· ......
..... ... ....,..
,.......,
Q)
1 ,.......,
Q)
1

-o--·""·· .,
c c .... .....
"'o"'
-........ "'o"'
-........
'---'
o o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.14: Evoluzione del rapporto [O j Fe] nel modello CMG97 (linea continua) e nei
modelli Popiii con IMF cf>(M) ex: M-1. 7 per varie metallicità di transizione, nel range
di masse 10- 80M0 , yields di UN (linea punteggiata, senza formazione di buchi neri;
linea tratteggiata, con formazione di buchi neri da 30 a80M0 ) e CL (linea tratteggiata-
punteggiata), a confronto coi dati sperimentali raccolti da Chiappini et al. [14] integrati
alle basse metallicità dai dati di Cayrel et al. [11].
90 4.2 Modelli senza PCSN e

2 2

.--. 1 .--. 1
Q) Q)
r.. r..
.......... ..........
biJ biJ
::a
........ ::a
........
o o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.15: Evoluzione del rapporto [Mg/Fe] nelle stesse condizioni del grafico pre-
cedente, stesse fonti dei dati; yields di UN (linea punteggiata, senza formazione di bu-
chi neri; linea tratteggiata, con formazione di buchi neri da 30 a80M0 ) e CL (linea
tratteggiata-punteggiata.
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 91

2 2

..........
Q)
1 .......... 1
Q)

""""......m
.........
o
"m
"""
.........
cc
o cc

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fa/H] [Fe/H]

2 ZPopll! = lo-z Ze
2
ZPop!Jl = o.1 Z0

..........
Q)
1 .......... 1
Q)
rz..
""" :;..
"......
m
.........
o
m
.........
o
c D
c
c

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.16: Evoluzione del rapporto [Si/ Fe] nelle stesse condizioni del grafico prece-
dente, stesse fonti dei dati; yields di UN (linea punteggiata, senza formazione di bu-
chi neri; linea tratteggiata, con formazione di buchi neri da 30 a80M0 ) e CL (linea
tratteggiata-punteggiata).
92 4.2 Modelli senza PCSNe

2 2

,........, 1 ,........, 1
Q) Q)
r:.. r:..
.......... ..........
u u
.......
o o

-1 -1

-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.17: Evoluzione del rapporto [C/ Fe] nelle stesse condizioni del grafico preceden-
te, stesse fonti dei dati eccetto alle basse metallicità, per le quali i dati sono di Spite et al.
[82]; yields di UN (linea punteggiata, senza formazione di buchi neri; linea tratteggiata,
con formazione di buchi neri da 30 a80M0 ) e CL (linea tratteggiata-punteggiata).
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 93

III ed è direttamente legato alle caratteristiche degli yields in questione, illustrati in


figura 3.2. Ho già fatto notare il picco allargato per l'azoto tra 20 e 40M0 ; lo yield
aumenta, da 50 a 30M0 , di un fattore 105 , mentre nello stesso intervallo di masse lo
yield del Fe aumenta solo di un fattore 100, quindi il rapporto di produzione guadagna
un fattore 103 (vedi fig. 4.18)

0.1

0.01

z
'ti
al
;;:: 0.0001

IO-•

IO-•

20 40 60 80
M/M"

Figura 4.18: Rapporto di produzione di N relativo aFe con gli yields di CL.

Di conseguenza, quando muoiono stelle di 50M0 (il che avviene pochi milioni di anni
dopo l'inizio della formazione stellare), il grafico di [N/Fe] vs. [Fe/H] incomincia a
salire, finché non muoiono le stelle di 30M0 . In tutti i modelli con ZPopiii 10- 2 Z 0 ,
la metallicità di transizione viene raggiunta prima della morte delle stelle di 30M0 ,
quindi si osserva solo la fase di salita; nel modello C3 invece, la fase di salita dura
fino a [Fe/ H] "' -3, dopodiché vi è un breve plateau e l'andamento di [N/ Fe] diventa
decrescente fino a [Fe/ H] "' -1.5, quando termina la fase di Popolazione III.
Si nota che il grafico del modello C3 (yields di CL, ZPoplli = 0.1Z0 ) riproduce i dati
per [N/ F e] meglio di tutti i modelli visti finora; ma per gli altri elementi nessuno dei mo-
delli C fornisce risultati realistici, tanto meno il modello C3. Questi dati per l'azoto coi
modelli C sono stati analizzati in quanto recente oggetto di discussione (cfr. più avanti).

4.2.4 La distribuzione delle nane G


Anche in questo caso, la distribuzione delle nane G in funzione della metallicità è più
frastagliata che nel modello CMG97, ma riproduce in modo accettabile le distribu-
94 4.2 Modelli senza PCSN e

1 ZPoplll = t0-40 Z
c 0 1 ZPoplll = 1Q-3cz0
c
cc 0 c

,..._,
o ,..._,
o
Q) Q)
r:.... r:....
......... .........
3 -1 3 -1

-2 -2

-3 -3
-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H] [Fe/H]

1Q-2DZ0 =: 0.1 Z
D 0
ZPoplH =: ZPoplll
1 D 1
c
CC D

,......,
o ,..._,
o
Q) Q)
r:.... r:....
......... .........
3 -1
l
l
.
3 -1
l
.·······i·
. .. ··....::" l ········;..... rl •
l
le
l
! ·····...,. :'
-2 l
-2 l
l l

-3 -3
-4 -3 -2 -1 o -4 -3 -2 -1 o
[Fe/H]

Figura 4.19: Evoluzione del rapporto [N/ Fe] nelle stesse condizioni della figura 4.17,
stesse fonti dei dati; yields di UN (linea punteggiata, senza formazione di buchi neri;
linea tratteggiata, con formazione di buchi neri da 30 a80M0 ) e CL (linea tratteggiata-
punteggiata).
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 95

zioni osservate. Nei modelli C e nel modello UMO, il picco è allargato ed abbassato.
Questo è senz'altro correlato alla poca produzione di ferro negli yields di CL e UN con
formazione di buchi neri.

4.3 Altri risultati


Oltre ai grafici e alle tabelle esaminate finora per ogni modello preso in considerazione,
vale la pena di considerare qualche altro risultato: il confronto coi dati recenti per [CIO]
e con soluzioni alternative sulla formazione primaria dell'azoto.

4.3.1 Il rapporto C/0


Il motivo principale per cui sono stati presi in esame gli yields di CL è che, recentemente,
sono stati pubblicati i dati di Akerman et al. [2] per il rapporto [Cl O] vs. [O l H] alle
metallicità basse e intermedie. Gli autori hanno trovato che [CIO] sembra aumentare
verso le basse metallicità, e hanno fatto notare che se si adottano gli yields di CL con
una IMF che includa solo stelle massicce {10 - 80M0 ), questa combinazione sembra
l'unica che possa riprodurre i dati ossevativi.
Nelle figure 4.21 e 4.22 sono illustrate le evoluzioni del rapporto [Cl O] per tutti i tipi
di yield esaminati in questa sede, per i valori di Z Popii 1 per i quali i plot si avvicinano
maggiormente ai dati di Akerman et al.; tutti i modelli predicono un andamento prati-
camente piatto di [CIO] alle basse metallicità, ad eccezione del modello C6 (yields di
CL, ZPopiii = 10-4 Z 0 , fig. 4.22), che contiene le stesse ipotesi del modello analizzato da
Akerman et al.: in tal caso, [CIO] aumenta al diminuire di [O l H]. L'effetto è causato
dal basso rate della reazione 12 C(a, 1') 16 0 al termine del bruciamento di He nel nucleo di
stelle prive di metalli. Il fit coi dati è migliore nei modelli con Popiii rispetto al CMG97,
e nel modello C6 è molto buono. Tuttavia, gli stessi Akerman et al. hanno ammesso
che alle basse metallicità non sono state prese in considerazione, nella derivazione del-
le abbondanze stellari, possibili correzioni non-LTE 4 , dipendenti dalla metallicità, che
tenderebbero ad abbassare i valori di [CIO], e non hanno escluso l'eventualità che il
trend apparente di [CIO] vs. [O l H] sia un artefatto dovuto alla scarsità dei dati a di-
. sposizione. Del resto, proprio a causa del rate scelto per la reazione 12 C(a, 1') 16 0, come
ho mostrato in fig. 4.17, i modelli con questi yields non sono assolutamente in grado di
riprodurre le osservazioni di [Cl Fe] vs. [Fel H]. Inoltre, è stato dimostrato (Chiappini,
comunicazione privata) che adottando gli yields di Woosley & Weaver dipendenti dalla
metallicità per l'ossigeno (come suggerito da François et al. [29] per migliorare l'accor-
do di [O l Fe] vs. [Fel H] coi dati), [CIO] si alza alle basse metallicità come avviene
adottando gli yields di CL. Pertanto non esiste un'unica soluzione al problema.

4.3.2 Considerazioni sull'origine primaria dell'azoto


Un altro risultato per cui è stata invocata la necessità della Popolazione III, e più
specificamentè l'adozione degli yields di CL, è la necessità di produrre azoto prima-
4Non-Linear Thermal Equilibrium.
96 4.3 Altri risultati

0.25 0.25

0.2 0.2

z
.
3o 0.15
z
.
3o 0.15
......... .........
z 0.1 z 0.1

0.05 0.05

o o
-1 -0.5 o 0.5 -1 -0.5 o 0.5
[Fe/H] [Fe/H]
0.25 0.25

0.2 0.2

3 0.15 3 0.15
2 2
z z
......... .........
z 0.1 z 0.1

0.05 0.05

o o
-1 -0.5 o 0.5 -1 -0.5 o 0.5
[Fe/H] [Fe/H]

Figura 4.20: Distribuzione delle nane G nel modello CMG97 (linea spessa continua) e nei
modelli Popiii nel range di masse 10- 80M0 con yields di UN (linea punteggiata, senza
formazione di buchi neri; linea tratteggiata, con formazione di buchi neri da 30 a80M0 )
e CL (linea tratteggiata-punteggiata), per varie metallicità di transizione. I risultati sono
confrontati coi dati sperimentali di Wyse & Gilmore (1995) (linea punteggiata sottile) e
Rocha-Pinto & Maciel (1996) (linea tratteggiata sottile).
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 97

0.5

o

_____ :_

. :• •
-0.5 ·--. ·-·. ·- --- .... --::"-:-P- _ _ _ ..-
••• • •• • • •
• • •

(a)
-1
-3 -2 -1 o
[O/H]
0.5

o
• •
• •
• ••
• • •• •
-0.5 ••• • •• • • •
• • ••
(b)
-1
-3 -2 -1 o
[O/H]

Figura 4.21: Evoluzione di [C/ O] per alcuni casi, con le metallicità di transizione ripor-
tate, a confronto coi dati di Akerman et al. [2] (a) Modello CMG97 (linea continua)
e modelli Popiii con yield di HWW (10- 260M0 ), con formazione di buchi neri (li-
nea punteggiata) o senza (linea tratteggiata). (h) Come sopra ma con yield di UN
(10- 270M0 ).
98 4.3 Altri risultati

0.5

o

-0.5 • •

(c)
-1
-3 -2 -1 o
[O/H]
0.5

o -·-·-·-...... .....
,......., .......
.......
o
..........
C,)
........
••
-0.5 ••• • •• • • •
• • •

(d)
-1
-3 -2 -1 o
[O/H]

Figura 4.22: Come nella figura precedente, stessa fonte dei dati. (c) Modello CMG97
(linea continua) e modelli Popiii con yield di UN (lO- 80M0 ), con formazione di buchi
neri (linea punteggiata) o senza (linea tratteggiata). (d) Come sopra ma con yield di CL,
stesso intervallo di masse; questa figura sembra meglio riprodurre il trend (apparente)
di [C/0].
Capitolo 4. Risultati dei modelli con Popolazione III 99

zPoplll = 10-4 Z0
c
c
o
c c c c

• • •
.-o 'f1"- ---===---
c c
o
•• ••••• •
0
c "
c c c
• 'b
" 00 "S'"
• c0 '5 "
_,.. - --.. , • • • c c aD o c c
"' ,.,... "'- · e D O c COm:JC CIJ
/ .....
....... CIIICIIIl
/
?,Ho,.
c
o

' ..... /
ccV
' ..................
c

-4 -3 -2 -1 o
[Fe/H]

o
Primary N
" c

• • • "
c
c "
c c
• • ••• •• "
--
-- ...... ____ ... • • 'b

• • •

"

-4 -3 -2 -1 o
[Fe/H]

Figura 4.23: Evoluzione del rapporto [N/ Fe] vs. [Fe/ H] a confronto dei dati raccolti
da Chiappini et al. [14] integrati alle basse metallicità dai dati di Spite et al. (cerchi
pieni); assieme all'andamento previsto dal modello CMG97 (linea continua), nel grafico
superiore è riportato il modello con yield CL e ZPopiii = w- 4 z 0 già visto in fig. 4.19,
mentre nel grafico inferiore è riportato l'andamento ottenuto imponendo che l'azoto sia
primario, come da Matteucci (1986).
100 4.3 Altri risultati

rio alle basse metallicità. Infatti, l'andamento secondario del modello CMG, per cui
[N/ Fe] "' [Fe/ H], si allontana progressivamente dalle osservazioni che segnalano un
[N/ Fe] pressoché solare a tutte le metallicità, e i nuovi dati di Spite et al. [82] confer-
mano questo trend alle metallicità più basse. La figura 4.23 mette a confronto il grafico
di [N/ Fe] vs. [Fe/ H] previsto dal modello C6 con quello, euristico, ottenuto da Mat-
teucci [50] assumendo che le stelle massicce di tutte le metallicità contribuiscano con
una quantità costante (0.065M0 ) di 14 N. Come si vede, con questa ipotesi si ottiene,
prevedibilmente, un accordo eccellente coi dati, sebbene sia stata assunta ad hoc. Invece,
se si assumono gli yields di CL, vi è un "avvallamento" a [Fe/ H] "' -2.2 che non si
osserva affatto.
La rotazione in funzione della metallicità può aumentare la produzione primaria di
azoto, come hanno mostrato Meynet & Maeder [58], i quali hanno calcolato l'evoluzione
stellare con rotazione in funzione della metallicità ed hanno mostrato che, a basse me-
tallicità (fino a Z = 10-5 ) nei modelli di stelle ruotanti la produzione di azoto primario
può essere aumentata fino a 3 ordini di grandezza rispetto a stelle non ruotanti. Tutta-
via, gli yield di azoto calcolati da Meynet & Maeder non sono sufficienti a riprodurre le
osservazioni [16].
Sebbene il trend osservato sia incompatibile con una produzione secondaria dell'azoto
nella protogalassia, è chiaro che la produzione primaria necessaria per mettere d'accordo
dati e previsioni dev'essere di un tipo diverso rispetto a quello generato dalle stelle di
Popolazione III.
Conclusioni

Nella mia tesi di laurea, ho esaminato gli effetti che si ottengono sull'evoluzione chimica
della Galassia (più precisamente, dei dintorni solari), assumendo che la funzione iniziale
di massa delle stelle primordiali fosse "top-heavy", ossia che nelle prime fasi dell'universo
la formazione di stelle massicce fosse più frequente rispetto all'epoca attuale.
In questa sede, ho analizzato gli effetti dei vari modelli costruiti su vari vincoli
osservativi: la relazione età-metallicità, i tassi di supernovre, la distribuzione delle nane
G nei dintorni solari con la metallicità e l'evoluzione dei rapporti di abbondanze [X/ Fe]
vs. [Fej HJ per C, Mg, N, O, Si, utilizzando come confronto per quest'ultimo vincolo,
alle basse metallicità, i dati più recenti di Cayrel et al. [11] per gli elementi a e di Spite
et al. [82] per C ed N.
Ho costruito dei modelli inserendo nel modello a due infall di Chiappini et al.
(CMG97 [15]) la IMF proposta da Larson [44] per esplorare gli effetti di massima di
una IMF variabile, e in quest'ambito ho analizzato i risultati che avrebbe una variazione
come quella ipotizzata nel lavoro di Hernandez & Ferrara [38] sull'origine cosmologica
delle stelle di alone più povere di metalli.
Sempre utilizzando il modello CMG97 come base, ho costruito vari modelli in cui una
fase di Popolazione III è stata modellizzata utilizzando una funzione iniziale di massa
come quella proposta da Scalo [76] ma troncata in basso a 10M0 e ad una sola pendenza.
Ho tenuto conto di vari intervalli di masse per la IMF delle stelle primordiali, di diversi
tipi di nucleosintesi (Chieffi & Limongi [20, 21], Umeda & Nomoto [90], Heger & Woosley
[36] e Woosley & Weaver [95]) e di una metallicità di transizione ZPopiii (alla quale la
formazione stellare e la nucleosintesi passano alle modalità "attuali"). Nell'ambito di
questi modelli, sono state valutate le differenze che si manifestano a seconda che si
consideri la presenza delle Pair Creation Supernovre e la creazione di buchi neri in un
intervallo di masse da 30/40 a 140/150M0 (a seconda dei modelli).
Dall'analisi dei risultati traggo le seguenti conclusioni:

- La variazione della IMF proposta da Hernà.ndez & Ferrara, al fine di riprodurre


il numero osservato di stelle di bassa metallicità nell'Alone Galattico, nell'ambito
di -un modello geùitm -. . . .azione delle galassie, dà risultati che sono in
disaccordo con quasi tutte le osservazioni. Sebbene aggiustando alcuni parametri
il disaccordo possa essere mitigato, un modello con IMF costante nel tempo resta la
soluzione migliore per riprodurre l'accordo coi dati. Conclusioni analoghe valgono
per altri modelli che utilizzano la IMF di Larson.
102

- Nei modelli con Popiii, l'evoluzione delle abbondanze relative in funzione di [Fe/ H}
produce un accordo coi dati peggiore che nei modelli senza Popiii (se si esclude
l'azoto). L'accordo coi dati peggiora tanto maggiormente quanto più è alta la
metallicità di transizione, ovvero quanto più è lunga la fase di Popiii.

- Fra le abbondanze previste al tempo della formazione del Sole, variazioni sensibili
si hanno solo per Mg, Si e Fe. I modelli con formazione di buchi neri peggiorano
in generale l'accordo per Fe e Mg. Nei modelli senza formazione di buchi neri,
migliora l'accordo tra l'abbondanza prevista e quella calcolata di Mg, mentre peg-
giora quella per Fe, ad eccezione per i modelli con yields di Heger & Woosley e
Woosley & Weaver, per i quali avviene il contrario.

- Gli yields di Chieffi & Limongi, che non considerano le Pair Creation Supernovre, a
causa della poca produzione di ferro e dell'alta variazione dei rapporti di produzio-
ne tra i diversi elementi e il ferro al variare della massa, forniscono un'evoluzione
delle abbondanze relative che non è in accordo con nessuno degli insiemi di dati
osservativi qui presentati, ad eccezione dei dati relativi a [C/0] e [N/ Fe]; questi
yields infatti sono stati chiamati in causa per spiegare l'andamento dei dati recenti ·-.
di Akerman et al. [2] per [C /0] vs. [O/ H], che riescono a riprodurre molto bene
a causa della scelta di un rate basso per la reazione 12 C(a, 1') 16 0, ma (tenendo
peraltro conto che i dati di Akerman et al. alle basse metallicità sono incerti) per
lo stesso motivo danno un andamento di [C/ Fe] vs. [Fej.H] del tutto errato.

- In generale tutti i modelli con Popiii migliorano l'accordo con l'andamento dei
dati per [C/0], ma da una parte esistono ancora notevoli incertezze in questi dati,
dall'altra, se dovessero confermarsi corretti, esistono comunque altre soluzioni, che
non coinvolgono una IMF variabile e che possono riprodurli.
- I modelli con Popiii (soprattutto quelli con yields di Chieffi & Limongi) miglio-
rano l'accordo coi dati anche per l'evoluzione di [N/ Fe] alle basse metallicità, ma
prevedono delle discontinuità non supportate dalle osservazioni alle metallicità in-
termedie. Lo stesso accordo con le osservazioni lo si può ottenere senza gli yields di
Popolazione III, ma ipotizzando che le stella massicce povere di metalli producano
N primario attraverso mixing indotto dalla rotazione.
- Nei modelli in cui la IMF è troncata in modo da escludere le Pair Creation Su-
pernovre, con gli yields considerati, l'accordo coi dati per le abbondanze al tempo
della formazione del Sole non varia, mentre peggiora sensibilmente quello relativo
all'evoluzione dei rapporti di abbondanze.
- La distribuzione delle nane G è riprodotta in modo accettabile da tutti i modelli
con Popolazione III; ciò essenzialmente dipende dall'aver imposto un tempo scala
alto per la formazione dei dintorni solari.

In generale, se si fa eccezione per qualche caso isolato per cui comunque esistono
delle soluzioni alternative efficaci, nessuno dei modelli di Popolazione Ili ha restituito
un accordo coi dati globalmente migliore del modello CMG97.
Conclusioni 103

Tuttavia, altre ipotesi non esplorate qui potrebbero potrebbero portare a risultati
leggermente diversi; benché si sia qui dimostrato che una fase più rapida di Popolazione
III non possa lasciare traccia nell'evoluzione chimica della Galassia.
Nell'ambito di future indagini può essere adottato un diverso tipo di IMF: una sua
diversa forma funzionale, una diversa pendenza e un diverso range di masse che può
includere anche le stelle di massa piccola oppure, viceversa, prevedere solo la formazione
di progenitori di Pair Creation Supernovre.
104

Dato che questo traguardo per me ha un'importanza particolare, ne approfitto per ringraziare tutti
coloro che mi hanno aiutata a crescere, volenti o nolenti. Grazie ad Enrico ed Anna che sono stati come
un padre e una madre per me; a Libertà e Dero, i miei insostituibili modelli di onestà; alla prof.ssa
Matteucci, che ha saputo dapprima instillarmi l'entusiasmo per questa materia e poi frenarlo quanto
basta prima che mi portasse chissà dove; a Cristina per le interessanti discussioni, e ai professori del
DAUT per la loro disponibilità; ai dottorandi che pazientemente hanno dato ascolto alle mie magagne;
a quei professori dell'Università di Genova che hanno avuto piacere di aiutarmi e trasmettermi quello
che sanno (in particolare i prof. Petrolini, Massa, Gracco, Arezzo); al prof. Bruzzone perché è colpa
sua se sono qui; alla prof.ssa Longo per la gentilezza e la comprensione. Grazie agli amici di Genova,
è difficile estrarre dei nomi perché sono tutti unici: Alf che mi ha installato quasi ogni cosa su questo
computer; Andy che mi è stato vicino in un momento particolarmente disgraziato, Abe, Trazza, Giulia,
Gigi che sono troppo avanti, Ubbe per una miriade di cose, tra cui quelle che ci ho messo un po' per
capire (meglio tardi che mai), Nasca, Stefano, Odino, tutti coloro che erano in Sardegna. Grazie ai
Serrani, ai Moroncelli, ai Pirisi, agli ·zii Casagni più Giordana (e qui se inizio non finisco più), alle zie
Mameli, ai cugini di campagna, ad Alberto {il primo scienziato che io abbia conosciuto). Grazie allo
sconfinato popolo di usenet, tutti quanti, quelli di Trieste, di Free.It., IDL, TN, in particolare a Rosalba
perché chiunque almeno una volta nella vita dovrebbe conoscere una persona così, a Luca, a Satya, e
a Grifo, ma forse non per quello che pensa lui. Grazie a Valentina e ad Andrea, e a tutti i posti che
abbiamo visto insieme. Grazie agli amici di liceo, soprattutto a Tommy, a Walter perché un ingegnere
di solito non è così, a Max, Marcello e Andrea.
Sono tentata di non ringraziare Lucio, perché è quello che si aspettano tutti. In fondo è solo venuto
(per caso o intenzionalmente) a ripescarmi in ogni luogo e situazione e a dimostrarmi che si può essere
grandi anche nel proprio piccolo. Ma comunque lo devo ringraziare per tutti i passaggi in moto che mi
ha dato, e perché ancora adesso permane una certa incredulità.
Infine, grazie a Faber, e alla Genova che mi ha fatto conoscere.
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