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OSTERR. NATIONALBIBLIOTHEK

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DE I MIRACOLI
ET M A RAV G LI O SI E FFETTI
dalla natura prodotti.
L I B R I I I I I

sb I GI O VAN BATTIST A PORTA


Napolitano, nuouamente tradotti di La
tino in lingua uolgare, e con
molta fatica illuſtrati.
con Dv E T A vo LE, L' vN A DE'
capitoli, l'altra delle coſe piu notabili.
l . C O N PR I V IL E GIO,

IN VENET1A, Appreſſo Lodouico Auanzo,


M D L X I l.
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TAVOLA DE I CAPITOLI DE La
la ſapienza naturale del Libro primo, doue
a ſignifica la prima facciata, i
& b. la ſeconda, e e,
- i

che coſa ſia Magia Cap. 1. car.1.a


Delle caditioni, cheſi ricercano ad uno, che fa profeſa
ſione della ſapienza, o della inſtruttione del ſae
- piente è e cap. 2. 2.a
opinioni degli antichi circa le cauſe delle operationi
marauiglioſe cap. 3. 3.b
Donde naſcono le uirtù che ſonmanifeſte, o occul
a te - cap. 4. 4.b
che coſa ſianogliannelli di Platone, e la catenadi
EIomero i cap. 5. 6.h
De gli elementi,er delle lor uirtù cap. 6. 7.b
Della qualità deglielementi, e delle
rº,
loro operatio
cap. z. 8.b
Varie e naſcoſe proprietà, che naſcono dalla fore
ºla cap. 8. 9.a
Della amicitia, o inimicitia delle coſe, e come per
pº ſi poſſono eſperimentare le uirtù di eſe
c cap. 9. I2.4

come adunparticolare dalcielo gli ſono date infinite


e gran uirtù cap. 1 o 17.a
Delle uirtù delle coſe, leguali ſitruouano negli anima
liſolamente inuita loro cap. I 1. 17.b
che dopo la morte anchoreſtaqnalche uirtùnelli cor
pi o cap. 12. 18.a
Dellaſcambieuolcomuenienza delle coſe, o che alcua
4 2 fie
ne contutta la loro uſanza, alcune con una parte
operano. Cap. 13. 19.a
Della aſſomiglianza delle coſe, e chi per queſte poſa
fa, o debba inueſtigare le uirtù, o operarquel
le cap. 14. 19.b
Dal cielo,er dalle ſtelle naſce lauirtù, e molte coſe
quando uengono cap. 15. 21.a
Tutte le coſe ſimplici, ſi debbano adoprarene tempi
determinati, o medeſimamente ſi debbano prea
rare, --- --- - - cap. 16. 24.b
che ſi debbon conſiderare le regioni, e luoghi, doue
naſcono i ſemplici. cap. 17. 25 d .
Alcune proprietà di luoghi,o difonti,lequali poſſon
giouare al noſtro eſercitio. cap. 8. 26.a
che li ſemplici, iguali hanno ad entrare nelle noſtre
miſture, ſi debbono meſcolare, e comporre.
cap. . . 19. 28.a
Come ſi deue trouaril peſo della miſtura. ca.zo.29.a
Delle preparationi deſemplici. cap. 21. 3 oa

. CAPITOLI DEL LIBRO ,


s E c o N D o. -
Proemio a carte 31.a
I fiori,e i frutti, come ſi habbiano afar naſcere pria
mieri,e tardeuoli. cap. I. 32.a
Li cocomericº le zucche aſſaiper tempo. ca 3.33.a
Come perhauere i frutti,o fiori maturi ca 4.34 a
In che modo ſi faccia un fiore compoſto di diuerſi
cap,
cap. -- - a 36.a
nel perſico, e noceperſico, a farne uno meloa.
ne os º cap. 36.b 5.
Amandolo perſico 37.b
vn'altro modo anchora a fare, che la uite faccia il
è graſpo dell'utia, con gliacini che ſono bianchi, cr
- neri . a stº cap. 6. 37.5
come il frutto diuenti ſenza nocciolo ca7.38.b
Nell'uua chenaſca ſenza fiocini cap. 8. 39.a.
Quali frutti ſi faccino piu dolci,piu odoriferi, o piu
º groſſi. e - cap.9. - 41.a
A fare, che i fruttiuenghino apigliar tutte le figure.
è cap.. : IO. 44.4
A far cheifiori inſieme,erifrutti piglino diuerſico
º fori . , cap. II. 45.b
A far diuerſe ſorti di frutti, o di uini medicinali.
º cap. º 12, 47.6
A condire i frutti,e fiori cap. 8. 49a:
Modo da far diuerſe coſe da far fuoco, e battifuoa.
º con r cap, 9. 52.4
Diuerſe compoſitioni di fuochi cap.15. 53.5.
Miſtura,che arda ſotto acqua , 53.6
Come ſi poſſa fare,che una coſa naſcoſta nelle tenebre
riſplenda cap. 16 56.b
molti eſperimenti di lettere, e diuerſezifferedileta
stere,er diſcriuere cap. 17. 57.b
Dellelettere cheſi poſſonleggere all'oſcuro. 58.a
il modo di far lettere interpoſte al lume 58, a
A far lettere nella pelle, ouer ſopra qual ſi uoglia
membro della perſona, che mai ſileuarino, preſtaa.
. a 3 mente,
a mente 58.5
A fare un altro modo, che in un ſubito in qualſiuoai
- glia luogo appariranno lettere nere, e colori
te c8.5
A fare lettere in uno ouo,
fl0 ,
siasi
3 º
ai
59.5
De'conuiti, orde banchetti, preparatimarauiglio
ſamente , cap. 18. 6o.6
A fare che li conuiuanti non ſi embriachino per ilbe
a uertroppo, oueroſi ſentiſſero dolore,onocimento
v di stomaco,perhauer troppo mangiato 6o.b
De alcunieſperimenti mecanici cap. 19. 64.b
vn'ouo che aſcenda in aere cap.2o. 65.6
A fare che una candela abbruciſotto acqua,orcamia.
º mi cap.21. 66.a
vnuaſo che riuoltato tenga l'acqua ca22. 66.a
vn uaſo che ſpira uento 66.d
Degli ornamenti delle donne , cap. 23. 66.5
Il modo del tingere i capelli a 66.5
Afarche ipelinaſcano preſto 67.6
A mutare il colore degli occhi afanciulli 67.b
Aleuarleinfiammationi delleguancie 68.a
Afar ritornare il colore nel uolto 68.a
A farla faccia luſtra - 68.b
Aleuarelaforfora della faccia 68.bº
Afarenetti identi 69.a
Ad impedire che non creſcano le poppe 69a
Aleuarle grinze del corpo, che uengono dalparto
rire 69.5 .
A uclerconoſcere un uſo liſciato 69.b
- A trottar
Attouare un'altra acqua,che faunire la facciane,
ra . » - 69,5
De alcuni rimedi, che ſono appartenenti alle dona
me i cap. 2 4. Zoa
De alcuni ſtuppini, e delli loro inganni,in che modo
ſiuedano huomini con capo di cauallo,ouer de altri
animali a cap. 25. 71.a
Afar una camera colorita a 71.a
A uedere la caſa di colore d'argento, e alluminae
ta 71.5
Afar che una facciapareràmacilentisſima,o pallia
i da 7I.6
Afar che le perſone habbiano teſte di caualli, ouer di
aſini - . . . . 72.5 -

Afarcheognuno reſtigabbato dell'ua ca2621.a


Di molte eſperienze delle lampade cap.27. z3.a
Afare che uno accendendo una lampada habbia paua
i ra - - - 73.5
Se uuoi fare che le rane lanottehabbiano a ſtar quiea
i te 73.5
º che fa parere, che le ſtelle ſe ne uadinoaſpaſa
o 74.a
A far
ti
che glihuomini pareranno di forma di gigana
- - a 74.a
Delle arte con leguali ſi può ſchiuare le coſe ueleno
e , , cap. 28, z4.b.
Coſi a fare un huomo leproſo 75.6
Afar che le perſone facilmente eſcano di ſentimento,
che paiano pazzi 76.a
A fare ancouenire una perſonahetica 76.6
e a 4 Il
mmodo di cauartapietra detroſpo a 27.a
nei medicamenti che fanno dormire. cap.29. zza
De alcuni mirabili eſperimenti,delliqualinòſene poſa
º ſono ſaper le cauſeuere, neancho ſempre corriſpi
dono alla eſperienza. cap.3o. z 8.a.
Afarche una donna non poſſa orinare 28 b
Auoler fare che i conuiuanti ſtando a tauola,n5man
e pieranno. º 78.5.
Afarcheunformaronon poſſa metter il pane nel fora
fio, - 9.4
Aligaregli huomini, che non posſino strati
fia, 79.a
Atrouare un furto. 79.h
A far che i cani non abbaglino. º 79.5
Quando uorrai ſcacciare la tempeſta, ouer la grana
- dine. - -- - 79.5
A farche gli huomini ſiano tormentati da una lunga
inquietitudine di ſaltare. 8o.4
Afar che i teſticoli facciano rumore, di modo che paa
ia aperto. 8o.b
A far proua ſe una donna è caſta sob:
modo di uoler prouareſe una donnafoſſeuergine.
cap. e 31. 82.a.
; come uno dirà dormendo quello, che ha fatto ilgiore
mo, 82.ht
In che modo shabbiano da fare bellisſimi figliuoli
cap. º 32, 83.a
A far naſcere caualli, e pecore de ilariabili colori. A
83.b e
come ſi generano inoſtri, e dalla gran forza della
- - ; º - putre
i putrefattione. cap. 33. 84.b
A farnaſcere una gallina con quattro ale, e quattro
piedi - - º 85.a
A uoler fare un'animale meſchiato d'animali diuerſi.
85 a -

A coure oua ſenza gallina, 86.4


A frche un'animale che coltoccare auelenerà 86 a
capelli di donna meſtruata diuentano ſerpenti.
.86.b ,
proprietà della lira cap. 34. 88.a
lira fa ritornare il ſonno - 89.a
lira ſuonata come fa ſuonare un'altra 89.b.
come un ſordo ſentirà il ſuono della lira. 9o.a
A farſuonare lalira aluento. 9o 4
A far unirſognidiletteuoli faſtidioſi, ouer pauroſi.
cap. 3 5- 9 O.4
Rimedio alla faſcinatione. 95 a
è.. . . .. . . . s. - º

cAPI To LI DEL TERzo LIBRo.


Le coſe,Cap,
che ſiuogliono inſegnare.
i º I, 97.a - -
è -

Modo di calcinare. cap. 2, 99 a


A farſale di tartaro. º no a
Aè fare
1o2.che
a il.21
metallo
. non ſiafrangibile, e --
cap. 3. -

Come l'argento diuenga al peſodell'oro, cap. 4:


IO4, a -

Turture di metallo. cap. 5. 1o 5.5


el ferro & ſue medicine del principale ordine.
cap.
è cap. ’6 1osa
Atingere il ferro in color d'oro Io9.5
Del piombo, c ſue medicine del primo ordine.
- cap. 7 IIo h
Delitºgno,
tte
e delle ſue medicinecap.del primo
8.
ordi
I 1 1,6
Dell'oro delle ſue medicine del primo ordine.
cap. - - - - - - 9 112.5
Dell'argentouiuo,e
dine
delle ſuemedicine del primo orº
cap. Io i 13 b
congelatione di argentouiuocontoglio 114.6
Medicine delſecondo ordine cap.Io. I15.b
Medicine del terzo ordine cap.I2. I 16.b
Pugna di Febo,eo di Pithone. cap. I3. II8.a
interpretatione della fauola ſoprapoſta 119.a
Afardiueſſe
il/la
figure di corallo,cap.
e dipiupezzi
14.
farne
I 2I, di

Adincollare legioie rotte cap. I 5. 122.a


cidel criſtallo,et deluetro.
n 23.b ,
cap. 16.

Afalſificare legioie cap. 17. t24.a


Iacinto 124.5
Carbonchio, o rubino 124.6
A finger l'ambra - 124.6
A fargioie falſe 125.a
Compoſitioni di gioie, cap. 18, 125.6

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a cAP1To LI DEL QVART o
s- .
, L I B R o
- . a i - : : :
Proemio - s acar, 127,6
Auederle stelle di giorno cap. 1 128.a
Aueder le coſe nelproprio calore, benché ſianopera
coſe dal Sole, cap. 2. 129.a.
Alineare le imagini di qualunque coſa , 13o a
Aueder l'arco celeſte. cap.3. 13o. b
Auederle coſe moltiplicate cap.4, 131, a
Auederſi in un ſpecchio alla riuerſcia cap.5.
1z 1.b -,

A i; inun ſpecchio una coſa eſſer piu cap.6 ,


I 32.a . -

specchio daueder molte coſe cap.z. 132.6.


specchio da uedere, che uno uenga, et l'altro uada.
cap. 8. I33 e 4
Auedere in un ſpecchio ciò che ſi fa di lontano.
cap. 9. I33.4
A uedere in un ſpecchio quello che ti piacerà.
cap. I O, I 34.4
Auedere in un ſpecchio l'imaginereſtar per aria.
cap. 1 1. 134.b
Auedere in un ſpecchio una imaginependente in aria.
cap. 12. I 35.a
A uedere imagine pendente in ſpecchio tondo, etca
ºlato - cap. 13. 135.6
Imaginationi et operationi dello ſpecchio concauo.
cap. I 4. I36.4
Del pezzo di ſpecchio rettangolare, et d'altri ti
chi
v chi da fuoco. I capi i 15. 138.5
Ad accenderfuoco conuna guaſtada d'acqua. 137.5
Ad accenderfuoco colcriſtallo tondo. 15o.b
Auedere in un ſpecchio diuerſe imagini.ca.16.138.ai
Come ſi rilieui l'imagini fuori di un ſpecchio catato.
cap. e tººt, 17. 139.a,
A mettere agli ſpecchi la piaſtra. ºp.18. 139.6
Miſture & politure di ſpecchi, cap. 19, 14o 5.
Ligature naturalida portare al collo cazo razia
virtù delle gioie e le loro imagini ca21. 143ib,
virtù delle pietre. cap. 22; 1446.
Imagini del cielo,e de pianeti. cap.23. 146.a
magini che ſi debbon ſcolpirenelle gioie e nelle pie.
tre. cap. 2 4. * A 6.b
coſecheſi
- cap.
debbono eleggeri intagliarnellepire
- 2 5. i i47.6 -

- el - -
- Il fine della tauola delli capitoli. -
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TA V O LA D E L L E C O s E N o T A
bili compreſe nel libro della ſapienza matura- A
e le, a , ſignifica la prima faccia
r ta, o b, la ſeconda v .
. . .. . . -- -
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c i ,
º io, a i . . A
Abbate Illuſtre tra ſaui hi- ti 27.b
perborei , 1a Arqua ſi può attingere co'
A cacciare la forfora della raggi del Sole dalle ca
pelle 76 a uerme 66.a
al alterare lo ſtagno, o il Aequa che ſi muta in lofo.
“piombo too b 27a s .
Acate pietra uale al morſo Acqua che beuuta fa diuen
de ſcorpioni, o ſe l'huo- tar meri gli animali. 27.a
mo facodo,egrato. 144 b Acqua mortifera in terraci
Acate col ſuffumigio caccia ºa 27.b
la tempeſta, o ferma lo Acqua in Tracia,laquale an
empito de fiumi a 144 b co lauidoſi alcuno in quel
A cauare lo troppo ſpirito la l'uccide 27.b
dello ſtagno Io1. b Acqua d'argento 1 3 4 a
A cauare una barba di ar Acqua d'argento uiuo come
gento del cenabro.1 17.b ſi fa 99.a
A cauare oro, o argento A cuocere oui ſenza fuoco e
dal cenabro 1 17.b 64 a e
Acqua di lucciole , 56.b Aeliotropio portato dà buona
Acqua freddisſima di gior arma I 45 - a
no, & bogliente di not A fare uino di uari colori,
te, - , 62.b
Acqua che non ſi può tenere A fare acqua ſalſa, che ſia
ſe non in unghia di mu buona da bere 62.b
lo - 27.b A far parere morta un'oca
Acqua, che guariſce la pie usua - 63.a
tra e 27. A far parere unamorona ad
Acqua che imbriaca 27.b - un tempo fritta,aleſſa,cr
Acqua in chio, che fa impaz arroſtita a 63.a
zire a 7.b Afare de uno ouo ſia piu
Acqua,che fa perdere i den - piugride,chel capo d'hne
ºdo
º -.
T A V O L A
mò 43.b quoſi ' , 26.a
Afrigger peſci in padella di Alberi tra loro ſimili 26.a
Carta 64.b Alberi che bramano il mon
A far uolare un'huomo, 64.b te 26.a
A far tornare il colore all'ar Alberi che bramano la col
gento 1 o5.a tiuatione, o altri che lo
A far parere ogni coſa uer odiano 31.b
i de 7 I. a Alchimiſta ſauio, o qua
A farparer tutto nero 71.a i le I 2 O a 42
Afarparer tutto giallo. 71 .b Alihimiſta ſappia Aſtrolo -
A far parer tutto parte uer gia 12o.b
de parte nero 71.b Alchimiſti pochi arricchiſco
A fare ingrauidare le don no 12 o.
-
ne 7o.a Aldhimiſti habbiamo daſpen
A fare ſode le poppe fieuo dere 12o.b
li 69.b Alcune coſe operano per uir
A far parere gli huomini ſen tù di una ſua parte. 52.a
za capo 72.a Alcuni co'l ſolo toccar ſana
Afarparere l'huomo et al º no gli infermi. 94.4
stri animali col capo diuer Allettonio pietra ammorza
ſo 72.b la ſete I 44.4
Afarparere che ſi ueggano Aleſſare come ſi fa 3o.h
uue co ſuefrondi 73.a Aleſſandro, come diuenne
A far uaſo che ſpira uento. lui beato, udendo ſonare
66.b il piffare - 83.a
A far uenire infaſtidio il ui A uoler leuare le macchie
ogo 61.b delle perle 14 I 4
Afar che tre palizze muti A uoler leuare le grinxe, o
no luogo 65.b creſpe del corpo a 9.a
A fare una piaga con breue Ambra come ſi 124.h
toccamento. 75.a. la ſua Ambra fa uedere ſe la don
medicina 75.b - ma è uergine,ò nò. 82 b
A far bianca la faccia. 68.a Ametiſto uale alle embria
a far ritornare il color per che Xpe 145.a
duto 68.a Amicitia crºnimititia tra i
Agata pietra uale contra la pianeti 2.h
º embriachekga 143 a Amore come pergli occhi ſi
“Alberi ch'amano luochi ac ferma nel cuore 95.a
Anima
A
T A V O L A
Anima del mondo chiamata una ſeditione 89.a
mente 7. a A ſpinger l'appetito carna
Animali generati da diuer le 7 o, a
ſe ſpecie 85.b Auicenna chiama Dio da
Animali li naſcono ſo tore delle forme 6.a
uente diſpecie diuerſe in Auttori di proſpettiva.
Africa 85.b 128.b
Animali & herbe,che pati Auttori che ſcrivon circa le
ſcon dalla Luna , 1.a proprietà de luoghi 27.b
Anno produce il frutto non
l'oro 24 b R
Antichi ſanauano gli infer
mi co'l ſuono 89 a Balena amica di un picciol
Antichi contenderono ſopra peſce I 6. a
le uirtù manifeſte, o oc Baſilico con le maledittioni
culte 4b piu toſto naſce I I,a

Appio caccia le tarme 15. Battifuochi onde habbiamo


Appio piu calpeſtatogermo origine 52.a
lia 11.b Buda famoſo tra chiari Ba
Aquila uemuta al Dragone. biloni I, d

I4 a Bugloſſa giuta nel uino au


Argento come ſi fiſſa. 99.b mentali piaceri dell'ani
mo II. 4
Argento come ſi coloriſce in
oro I I 3. a
C e
Argento uiuo, come ſi con
ela I I3 a
Argento uiuo, come ſi caua Calamitta ha uirtù di pro
dallo ſtibio I O2,.d uare ſe la donna è cºſta.
Argento uiuo, come ſi caua 8o.b
dal piombo IO I ,a Calamitta ha molte proprie
1l Delfino amico dell'huo tà occulte 81.a
ngo 15.b Calamitta come herba.82.a
Ariſtotile chiama Dio matura Calamitta ſi muoue nell'ap
s uniuerſale 5.b parire o nel tramontare
Arroſtire perche ſi fa, 3o.b del Sole 82.4
Aſclepiade con una trombet Calamitta che caccia il fer
taſamaua i ſordi 89 a ro - 82, a
Aſclepiade con tanto archetò Calamitta onta co ser
T A v o L A”
de la ſua uirtù 82 a Caſtelli in Africa,doue non
Calamitta ſepara la uema aiuono ſerpenti 26 b
bianca dalla mera 8: a Catena d'Homero alla ralli
calamita ha nomi aſſai 81a gatione delle coſe inſie
ºme 7. a
Calendrino pietra fa uincer
le liti I 45 a Cauallo c'ha poſto i piede
Calcagno dell'auoltore mol nelle pedate del lupo co
lifica la podagra 2 o a. mincia a tremare i 3 4.
Caldo o freddo qualitadi Cauallo morduto dal lupo
attinte 8b diuenta uelocisſimo. I 3 a
Caldo di letame è ſimile al Cauſe concatenate ad opera
ca'do naturale 8 6.b re 5 e,

Colore, o ſapore, come ſi Cedri piu groſſi, come ſi fan


conſerua ne i frutti 49.b mo 4314,
Cane ſacrificato alla ſtella, Cedro come ſi fa migliore.
detta cane 24 a 41 a
Canna o felce s'uccidono Cefilo o lupo peſci nimi-,
inſieme I4 a
-
ci 4- 4 -

Canto acroamatico repudia Cenabro come ſi fiſſa. 117.a


to da Lacedemoni 89 b Cenabro in altro modo ſi fiſ
Cepolla germoglia calando ſa 117.b
da Luna 23 a Ceraſe seza nocciuolo. 38.b
Capelli di donna meſtruata Cercare del tutto la ragione,
diuentano ſerpenti 86 b è uno ſtruggere la ſcien
capra tirata per la barba Xa I7 a
cauſa, che le altre la mi Certege come uengono per
rano con marauiglia, o tempo 34 lo,
non mangiano 9.b Cerige tardeuole come ſi ſer
Capre uelenſe all'agricul 2larlo 3 6.a
tgara O. a
Cerui co'l ſuono ſi trattengo
Capre in Candia ſi medica mo, o ſi pigliano col can
no co'l dittamo le ferite to 88.b
uenemoſe 1 1.b ceruoſi medica con l'herba
Carbonchio, o rubino finto. cimara i 1. b.
124.b Che i conuiuanti non ſi em-.
Carciofolo ſenza ſpine 43 b briachino 6o. b,
Carmi mordute dal lupo, di criſtallo come ſi fa 124.a
uentan piu ſaporite. 13.b ciano pietra uale alla quarta,
Ǽ 084a
T A V O L A
toat 145.b andare in uiaggio 55.b
Cielo fermandoſi rouinereb Copoſitione d'acqua arden
be il tutto z I. ad te 56.a
Cigni ſi allettano con la cita Compoſitione di fiamma da
ra, o col canto 38.b gittare in alto 56.a
Clitenneſtra fu caſta, fin che Compoſitione a far parere
hebbe ſeco un ſonatore. l'huomo tutto infuocato.
C 38.b -

56.b
i" ggli albori,
iſtillanofuggon
ocomeri 14 b Concenti et numeri uaglio -
no nell'huomo 88. a
Cocomeri & altri frutti, co Concordia o diſcordia prin
me ſi fanno tardeuoli.35.a cipi delle coſe 4.b
cocomeri et l'olio mimici. 14b Corallo roſſo conforta lo ſto
Colligatione delle coſe natu maco, o il cuore 142.b
rali,come ſi fa 7.a Corde di budelle di lupo mai
Colombi ſaluatici ſi diffendo non s'accordano i 3.b
no collauro dagli animali Cornacchia nemica alla don
nociuli 15.b nola I4.4
Colombi et randaiulo amiciſ Cornacchie o ardeole ſi por
ſimi 13.b gono aiuto contra le uol
Colombi come non ſi partono pi i 5.b
dalle colombare 18.b Cornacchia o ciuetta guer
Color macilento, come ſi lie reggiano inſieme 14.a
sta 76.b Corni de caſtrati ſeminati a
Colori ſi tramutano uno nel pie degli alberi gli fannº
l'altro - 45.b preſto fruttificare 34.b
Come ſi caua la pietra del Corniola mollifica la colera.
roſpo 77.a I 45. a
Come l'argento creſca al peſo corpo tocco dalla ſaetta ri
dell'oro Io4, a pmane un corrotto I I. a

Compoſitione, che manderà coſe diuerſe, che ſplendono


fuori fiamma 53.b nelle tenebre 5 6.a
Compoſitione, che ſi accende Coſe che poliſcono 1 o 3.b
al Sole 45. a Coſe che fan dormire. 77.a
Compoſitione, che ſi ſpegne Coſe che fanno tornare ilſon
con l'oglio, ci s'accende mo 77.
con l'acqua 55.b Coſe die non laſciano abba
Compoſitione di fiaccole p iare i cani &i
oſe
T A V O L A
Diamate come ſi finge i37a
eoſe che non laſciano tempº,
ſtare 7 9.b Di due rami di Himera fiu
me, uno è ſalſo & l'altro
Coſe che fanno uiuere l'huo
mo inquieto 8o.a dolce 27.4
coſe he fanno ſconciare le Dio dà uirtù a gli Angeli,
donne 7 o.b etgli Angeli al cielo, 5.b
Coſe de fanno impazzir Dio con qual ordine ha crea
l'huomo 76.a to la i delle coſe.
Coſe chefanno
proſo, o il l'huomo le Dio5.bcome continua la genee
ſuo rimedio.
7 6.b ratione delle coſe s.b
Coſe che fanno naſcerli ani Diodiproduce cauando le coſe
ſeſteſſo 6.a
mali di uari colori. 63:º
Coſe, che tingono in roſſo. Dio con quai mezzi infor
ma le coſe 6.a
121.h.
Coſe che impediſcono il par: Diſſonanza crucia l'animo
torire 7 o.b dell'huomo 88.a

Coſe, che fanno diuentare Diuerſe cauſe,perche ſi gene


rano i moſtri 84.b
etico, o il ſuo rimedio.
76. a Diuerſi modi a couare gli
Coſe marauiglioſe onde ſonº oui ſenza gallina.
" 45 86, a
Diuerſità de ſemi cauſa i
-

Cocodrillo, et pantera nemi Moſtri 84.b


ci all'huomo I 3.4
Diuerſità del naſcere negli
D alberi muta la loro matu
ta 3l a

Donne belle, perche partori Donna, come ti dirà i ſuºi


ſecreti 2o.b
ſcon brutti figliuoli 34 a Donne hanno generato ro
Dardi d'amore ſono i ſguar
di da gliocchi degli aman ſpi, o altriſimili anima
li 87, a
tg
- 95. a
Diti di cane legati alla ſpal Donna che partori quattro
animali ſimili alle rame.
la ſanano la morditura di
cane rabbioſo 14.h 37.a
Deto picciolo di fanciullo di Dine salernitane, com'ucci
deuano tali moſtri per no
ſperſo,come non laſciatº, gli partorire - 87.a
grauidare 156.h. D.mma
T A V O L A
MDonna detta Alcipa,partorì Epitimo, purga la colera me
un'elefante 87.a ra s 1.b
Donna Serua partorì un ſer Ermenia Tebano guarì mol
pente 87.a ti Poeti da dolori di co
Donne menſtruoſe macchia ſcie, con le ſue melodie.
noi ſpecchi 92.b 89. a
Donne nodrite di ueleno. Eſperimento a prouocare il
ſonno 77.b
Drago o ſtella cometa, come Eunuchi & impotenti al coi
ſi compone 44.b to, ſono grasſi 25.b
E
F
Effetti diuerſi, come naſcono
da un miſto e 5. a Famiglie in Africa, che fa
Effetti uari cauſati da cele ſcinauano , oueramente
ſte influſſo 17. a loro ſtrigauamo parlando.
92.a
Effetti tutti uengono dalla - -a

forma 5.a Fanciulli ſi placano col ſuo


Elefante teme la uoce dei gio - 88.b
porcelletti, che lattano. Fanciullonato di huomo, or
13.b di capra 85.b
Elefante, ueduto l'Ariete Faſcinamento d'amore, o
ſi uiene a placare dalla d'odio 93 a
colora 13 b Faſcinamento d'amore,come
Elefante teme il montone. procede 93. a
- ) l 3 .b Eaſcinaméto d'odio, o d'in
Elefante, ſi medica man uidia regna, ſpecialmen
giando l'oliua ſaluatica. . te nelle uecchie 94 a
12.b Faſcinatione non ſi può fa
Elementi come s'accompa re ſenza triſto animo.
gnano 8.a 94 a
Blementi ſeme di tutte le Faſcinatione,o malie per uia
coſe , 8.a di coſe naturali 92.a
Elementi meſchiati ſon prin Fauola del Sole, o della cor
cipio materiale 8.a rottione 119.a
Empiaſtro a tingere l'argen Febo che coſa ſignifica agli
to in oro I 15 b e alchimiſti - l I9.a
b 2 Febo
T A V o L A
Febo è il fuoco 12o.b Forma dà forza alle altre
Febo & Pithone ſignifica le cauſe. 5. a. Cauſe nè di
due coſe principali i 19.b tutte le coſe 5.a
Perro come ſi disfa o colo Forma 6.4
riſce no9.b Formica a Luna uota non ſi
Ferro come ſi tinge in color affatica 22. b
d'oro 1 o 9, b Fragole ſi conferuano l'in
Fichi tardeuoli come ſi fan Mermo 35.b
gio- 35.b Frutti o fiori piu belli, cr
Fichi bianchi o neri,come ſi piu odoriferi 41.b
fanno - 38.b Frutto di mortelle ſenza fro
Fichi primatici ei piu matu cini - 4o b
rg 34 a Frutto come diuenti ſenza
Fichi come ſi caſeruano fre mocciuolo 39.d
- 5o a Fuoco che co l'acqua s'accen
rico a tutti gli alberi nemi de 27.a
co 16.b Fuoco che mai non ſi eſtin
rico che mangiato muoueil gue 112, a
corpo 43.b
Fenogreco & faua nemici. G te

14.b
Fiera humana, nata di uno Gagate pietra fa uedere ſe
olto 37.b la donna è uergine, è mò.
Figura della luna 143.a 82 a
Filo con ilquale ſia affocata Galli in che modo non can
una uipera di quanta uir tano 1 o.b
tù è 142.a Galline come ſi aſsicurano
Filoſofia che coſa uà ricercan dalla faina I 5.a
do 2 a Gallo pendente da un'albero
Chi deue eſſer cacciato dalla ſecco,diuenta frollo 9.b
Magia 3.a Gatto ha piacere dell'odore
Fiſatione d'argento uiuo. della ualeriana 17.a
I 15.a Gigli come ſi hanno conti
º muamente 34.4
Foglie e fiori di Rododaf
ne offendono tutti gli ani Gioie falſe, come ſi faccia
mali 1 5.a mo 125.a
Forma uſa le altre coſe per Gioie & altre coſe contra
iſromenti 5.a leſtrigarie 95.a
Giug
T A V O A
Giuggiole ſenKa necciuolo, ri annulla la ſcienza del
39. b -.
º legrandisſime operatio
ºg 24 a
Gli affetti mutano il colore
al corpo 94 a Ignorà Ka delle cauſe fate
ner le coſe per certe 3.b
H Ineſti diuerſi 36.a
Ineſto per impiaſtro 36.b
Herbe decolli ci monti piu In pietra come fa ueder l'ar
- uirtuoſe 25.b co celeſte 145.b
Herbe tra loro amiche. 16.b
Herbe tra lor nemiche. 14.h - - - L

Hermete famoſo tra ſaui E


gitti -a I, d
Lago nelgual ſi muta in pie
Herba lunare come produce tra ciò che ui ſi mette.
o perde la foglia 22 b 27sa i
Herbe che moſtrano l'equi Lampada congraſſo di lepre
nottio 23.h e che arda, rallegra le don
Herbe amatrici del Sole. - me 79.4
23. a Lapa o lenticchia nemica.
Hiena fa freneticare l'huo I 5.a
mo,co il cane r I.4
Lauro & fico non ſono dal
Hiena fa mirabili eſſetti, cielo ſaettati, I M ,e
1 I, a Legname quando ſi debbono
Hiena con l'ombrano laſcia tagliare 22.5
abbaiare i cani 1o a Legni per far la lira piu ſua
fiumana forma generata di 24e 9o, a
un'ouo I 35.a Legni de quali ſi batte fuo
Huomo come ſi fa loquace. Co. 52.a
2o.b º Leone mangiando una ſimia
Huomo come ſi fa luſſurio ſi libera dalla febre. 1 o.a
- ſo zo.b Lepre marine prouoca il uo
I mito a chi le mira, º fa
ſconciare le donne graui
Iacinto finto 124.b º de , 1 o.b
Iacinto uale contra l'aria cat Lettera che pareri non ſcrit
tiua I 43 a ta 58.a
Iaſpi fa l'huomo caſto. 145.b Lettera bianca in nero. 58.b
Ignora Ka delle coſe inferio Lettera naſcoſta come ſi uede
2 -- b 3 58. i
T A V o L A
58.b si Thurgia, diabolica.
Lettere ſopra la pelle dello I-
- huomo 58. Magia naturale, è una per
Lettere che ſubito appariſca fetta cognitione delle coſe
no nere, o colorite. 58.b naturali 1.h.
Eettere, che ſi ueggono nel
i" , o nel fuoco.
"
Magia è fine priucipa
priucipale della
1.b

5 9. Magia inſegna a far opere,


Lettere, che ſiano bianche. che paiono miracoli 1.b
59 a -
Magia perche fioriua in In
Lettere ſcritte in uno ouo. dia,o in Etiopia 1.b
59 b ºi miniſtra di natura -
Lettere che con tempo ſua 2
niſcono 6o. a Mago dee eſſer ricco 3.b
Lingue di ranocchi,et diro Mago è miniſtro non artefice
ſpo fanno parlare la don di natura 2«d
ma dormendo 83. a Mago ſia artefice, º dotto.
liſcia da far bianchi i capel 3, 4 -

liſa 66.b Mago de quali ſcienze deue


Liſcia di acque diuerſe per eſſer perito 2.b
biondare i capelli 67. a Magia che coſa inſegna 2.b
Lodola inimica alla uolpe. Mago come caua i ſecreti di
I4 a matura 7.a
Luna o ſue uirtù 21.b Mago dee conoſcere gli in
Lucerta amica dell'huomo. fluſſi celeſti 17.a
15.b Mago dee ſapere la proprie
Buogo o principio della gene tà delle terre, º delle
ratione 25.b acque 26.a
Lupo uedendo l'huomo gli Melo perſico,o noce perſico.
2009Ce I 3.4 37.a -

Melo ineſtato nel cedro pro


M durrà frutti tutto l'anno.
34 a -

e Macerare, come ſi habbia a


fare 5 3. a
ºi perſico come ſi fa.
3 7.
Magi ſapienti e filoſofi ſi Mandragora come piglia for
gnifica quell'iſteſo. 1.a ma humana , 4; b.
Magia di due ſorti I, 4
Maraniglia d'un toro feroce
IO, 4
T A V O L A
t 6, 4 Modo di uederle coſe dopº
Marte ha per nemici tutti i pie I 3 t.
pianeti 12.b Monte Epheſo toccato con te
Materia non è altutto piena da, ſi uengono a infiam
- di uirtù 5.a ºsare 27. 4
Matrice rouerſciata, cauſa Moſtri nati da coſe diuerſe.
che naſcono gli Moſtri. 87.b
84 b Morena, o cengro mimici.
Melegrane di garbe ſi fan I 4, a
no di mezzo ſapore 41.b Muſica placa ogni coſa uiuen
Melegrane & melecidonie te 88.a
come naſcono di colori di Muſica diuerſamente fatta,
uerſi 38.a cauſa nell'huomo diuerſi
Melodia dorica fa l'huomo effetti 88.b
prudente, o cºſto 89 a
Melodiafrigia ſuſcita guer-,
ra 89.a N
Melodia lidia accreſce l'inge
gno - 89.a Naſcere degli alberi diuer
Membro del lupo mangiato 0 31.b
arroſtito uiene a incitare Nibio, ci arpa uanno inſie
il coito 2 o, d me contra'l falcone. I 6.b
Meretrice attacca il ſuo ui Nicciuola o mandola ſen
tio a chi eſſa hauerà a toc za ſcorza 4o.a
care 19.a Noti tenere, e ſenza ſcor
Metallo come ſi cuoce. 1o1.a 2a 4o.a
Meſtruo di donna quali coſe Noce di Leuante fa addor
genera e4 b menttare 28,h
Miſtura come ſi fa 28.b
Mitridate auezzo al ueleno o -- -

non puote morire di quel


lo 1 o 3. a Occhio deſtro della donnola
Mcdo a fare udire un ſordo. libera da incanteſimi gli
9o, a occhi 2, Osa

Modo di procedere ter la ſo Occhio d'hucmo o dilupo,cau


miglianºa 2 o.b ſa de chi lo porta ſeco, ſia
Modo di ſtillare 97.b ben uoluto 2O.4

Modo di peſtare l'uua, 36.b occhio di lupo, et del baſili


b 4 ſco
T A V O L A
ſco quato uagliono. 17.b ſchio 16.5
Odor delle roſe ammazza Palma femina ſi conſola con
gli auoltori 9.b i fiori del maſchio 16.b
Oglio di mele, come ſi fa. Panni adoperati per un mor
98.b to, fanno l'huomo malen
oglio diterebintima, come ſi C021Cg 19.a
fa 98.b Panno di lana di pecora am
Oglio di ſolfo uale a metta mazzata dal lupo genera
re i denti 69.b pedocchi - 13 a
ogni coſa ſoda ha dentro ter Pantera ſi medica mangian
ra 8.a do ſterco dell'homo, i 1.h
ogni coſa uota ha dentro fuo Paſtori con la Kampogna fan
to 8.a no ripoſare il lor beſtiame
Ogni herba uiene piu lieta, 89.a ,
hauendo la ſquilla uici Pauoni, o colombi amici.
ºa 1 6.b 15. b
ombra della noce ad ogni co - Pelle di leone rode quella d
ſa nemica 14 h gli altri animali a 8.b
onice legate al collo fa ſo Pelle del lupo rode quella
gni malenconici 142. dell 'agnello 18.l
Opera miracoloſa di due ge Pelle ouer coſe di leone por
melli 17.4 tate addoſſo fa l'huomo ar
opio con le figlie creſpe, co dito 2o.la
me ſi fa 43.b Penne dell'aquila marciſco
Ordine degli elementi. 7.a no le altre penne 18.h
orfeo co'l ſuono placò huomi Per leuare macchie,o lettera
mi ferocisſimi 8 3.b del tutto 6 o, a

origine della forma quale è. Peruederle coſe alla rouer


6.a ſcia . 129.b.
orpimento come ſi affina. Peropomo, c fico nellapri
99,4 90 guerra 34.4
oro come ſi accreſce 1o5 a Perſecutori della Mag
I sa

P r
Perſiche, ſenza nocciuolo.
39. b
Perſico in Perſia uelenoſo.
Palmeraiaſi amaria b 26, a

Palma femina ama il ma-. Peſci nemici tra loro 14 a


- - Peſo
Tg A V, O L A
Peſo ſi truaua dalla compoſi 49.b r, -

tione, del tutto alle parti. Popoli che toccando col ſudo
28.b e re una perſona lo fanno
Pianeti amici, nemici tra marcire 2. o.
loro 12.b Principi diuerſi della natura
Piante come ſentono il corſo ſecondo uari filoſofi 4.a
celeſte 22.4 Preparationi de ſemplici,qua
Piante tra lor nemiche. 14.b li ſiano 29.b
Piedi della teſtudine uaglio Proceder degli antichi apro
no alle podagre 143.a uare la filoſofia 3.b
Pietreſi cauano d'animali ui Proprietà occulte, quali ſo
ui - 144 b 900 - 9. 4

Pietra eticelgata al braccio Proprietà occulte ſtanno na


ſiniſtro fa ritenere la crea ſcoſte nella maeſtà della
tura º 142.h mattira 9. a
Pietra del roſpo libera da o Proprietà occulte s'ammira
gni ueleno 77.a º no, ma non ſi ſanno. 9.h
Piombo come ſi tinge in oro. Pupille degatti creſcono, o
n 1o.b
. fonghi
o -
Piopa bianca, come produce
Pitagora come placò un gio
31.h
i calano con la Luna 23 a
Q.

uane furibondo 88.b Qualità, che uengono dagli


Pithone morto,cioè riſoluto. elementi 5. a
12 o.b Qualità, patienti humide &
Pitone è la minera dellaqua ſecco 3.h,
a

is le l'alchimiſto uuole caua Qualità elementari ſecon


re acqua,ouer altro licore. darie, 8.b
119.b Qualità elementari, quali
Pitone agli alchimiſti ſignifi a effetti cauſano 8.b.
i ca la corrottione I 19.a ualità elementari fanno
Piu donne faſcinatrici, che e un'affetto per natura, o
huomini,et perche 95.a un'altro accidentale 8.b
Platone chiama Dio anima Qualità terze, quali ſono.
del mondo 6.a 9.a ,
Polli temono l'ombra del mib Qualità quarte, quali ſono.
bio I4 a 9, a
Pomi, come ſi conſeruano, Qualità occulte uangono
e dalla
T A V O L A
dalla forma 9, a terie minerali 12o, a
Qualità degli elementi pro Remora peſce ritarda le ma
ducono, o ſtruggono le ui 1o.b
coſe 8.b Reubarbaro mitiga la colera
Quercia nemica all'oliuo,et ialla 11. b
alla noce - 14.b Rimedi diuerſi per far cade
re i peli 67. a
Rimedi per far parere una
R. faccia macilenta 71.b
Rimedi per leuare la forfo
Radici di ſparigi non laſcia ra dalla faccia 68.b
ingrauidare 142.b Rimedi all'amore 95. a

Radici di peonia al collo de' Rimedio al uino adacquato


fanciulli, gli conſerua dal 62.a
morbo comciale 142.b Rimedi è non laſciar creſcer
Radici quando ſi raccolgono le poppe 69.a
23.b Roſa ultima a fiorire da pri
70daliera 2
Ragno nemico al ſerpe,o al
roſpo I 3.b Roſa come ſi ha ogni meſe.
Ragno da tela bianca, come 34 a
ſana la quartana. 142.b Roſa come ſi fa primatica.
Rame, come ſi coloriſce in 34 a
oro I 13.a Roſa come ſi fagialla. 46.a
Rane ſecido Tilario pioue Roſe o gigli come ſi conſer
rono 87, a uano freſchi 49. a
Rane picueuano uerſo Dar Roſpo grandisſimo, come ſi
dania 87.a genera 87.a
Rane uedute mexzo forma Rupes uccello, che guardan
te 87,a do, ſana il morbo Regio,
Rana generata di ſputo con E I. a -

la poluere 87.b Ruta uicina al fico fa bella


Raniato Spagnuolo a ſuo pia pianta 17.a
cere generaua delle ra Ruta rubatà uienepiu bella.
33a. 87.b 11.b
Regione muta la natura del
le piante, o degli huo S
mini 2s.b
Regola del cauare dalle ma sacerdoti Egitti, perde
700mo
T A V O L A
non mangiauano cipolle. che grado ſia la Luna.
2 3. a 25. a
Sacerdoti Egitti, perche Seme humano corrotto gene
modriuano il cenocefalo. ra alcuni uermi negli in
23.b teſtini 87.t.
saffiro gioua al calore inter Serpenti temono l'ombra del
700 I 43.4 fraſſino I 5. a
Sole come genera, et corrom Serpente con la ſiniſtra ma
pe a 1.b noſi cauerà dalla cauer
sole è reggitore del tempo. ma, ma non con la deſtra.
2 1.b 1 o.h
Sole è cuore del cielo 21.b Serpente amico ſignifica la
sole e Luna ci dona ogni peſtilenza 119.b
uirtù 2 .b Simia o teſtudine mimici.
sale di Tartaro, come ſi ca 13.b
ºg Ior a
Smeraldo uale all'epipleſia,
Salicaria herba fa manſue 143. a
ti al giogo due animali. Smeraldo guardato gioua
- I I. a -

alla uiſta 1 45.b


salice uale a far ſterile una Smeraldo falſo 125.b
donna 2o b Socrate mori beuuto'l uele
Saliua d'huomo uccide i ſer no della cicuta 2 6.a
penti 13 a Segni diuerſi doue naſcono.
Saliua d'huomo digiuno uc 9o b.
cide lo ſcorpione 13. a Segni di onde procedono.
Saſſo grande in Aſia ſi muo o. b
ue con un dito 2 6.b si applicati alle coſe eſte
scarauaggio conoſce la ſta riori 9 I. a
gione delle ſtelle 23.a Sogni lieti da quali herbeſo
Scorpione, come ſi può am no cauſati 91 a
maXzare con le mani ſen Sogni lieti cauſati da urgué
Xa pericolo 15. a ti - 9 I. at
scorpione caminando ſopra Sogni lieti cauſati da i ſuc
l'aconito perde le forze. chi 9 Isa
I 5. a - -
Sogni ſpiaceuoli da quali ci
Secreti che operano per occul biſon cauſati 91.b
- ta proprietà 79. a Sogni triſti cauſati quaſi da
Selenite gioia dimoſtra in tutte le radici 91.b
--
Sogni
T A V O E A
Sogni triſti per quali occaſio 0,40 I4, di
ni uengono 91.b Talco come ſi calcina 98 b
sogni triſti cauſati da ſuffu Tarantola nemica al rame.
migi 91 b I4 a
sogni horribili dalle ſtrighe Terra è cauata dalla purga
ſono originati, co dai lor tione degli elementi. 7.b
unguenti 92.a Terra cadmia, come ſi fa roſ
Sorcio d'Indiapeſtifero al co a 1 I 1. di
codrillo I3 a Terra tra gli elementi fola
Sosſini che purgano, o fan immobile 7.b
mo dormire 48. Terre o altre coſe da fare
Soſſimo ſenza nocciuolo 39 b gli ſpecchi 141. a
Sparuieri con la lattuca difen Teſpione famoſo tra gimno
dono ſuoi figliuoli da gli ſofiſti ſaui 1. Al
animali netiui 15 Teſtudine ſi medica con l'o-
Specchi di due ſorti 14o.a rigano 11.b
Specchio, che gitta fuoco in Timoteo col canto infiamma
aria 136.b na,o acchetana Aleſſan
Spina di paſtinaca peſce, che dro 88. a
proprietà tiene 1 o.b Tinture de metalli, come ſi
stagno ſi raſſomiglia all'ar fanno 1o5.b
gento 1 1 1.b Topi come naſcono in Egit
Stagno comeſi disfa 112.a - to 87.b
Stagno, come ſi tramuta in Torpedo peſce per la canna
iombo I I2.a
faſtupire il peſcatore.Io.b
Stella caniculare oſſeruata Torpedo peſce auicinato al ca
dagli antichi 24.a po mitiga i dolori 1o.b
strigaméto piglia dalli occhi Tortore & papagalli s'ama
la ſua perfettione 92.b mo I 5.
Strighe c'haueano due pupil Traſmutatione tra gli eleme
le negli occhi 92 b ti, quale è facile, quale è
Suffumigi a ueder ſe la don iº v
-
- ,
7.b
na è uergine,ò nò 82 b a

Succo de cicuta era tena de


rei 26.a Vccelli amici 15.b
T Vccelli che ſi tramuta ugo in
un'altro 2 ed

Tafano maritimo nemico allo Vccelli marini ſi rie:


T A V O L A
il beccò con l'herba puli gine fa piu copioſo frut
caria I I, to I O. 4
Vccelli et herbe nemici. 15.b Vliuo ſterile diuenta fertile,
Veleni particulari, o uni auicimandoui unpale d'o-
uerſali 74.b liuaſtro 16.b
Veneno die conſuma a poco Vliuo o mortella ſi amano
a poco 76,b inſieme 16.b
Vento fa ſonar la lira. 98.a Volpe dormono uolontieri ci
Vetro finto 124.b i ſerpenti 15.b
Via da produrre un'animale Vua & melegrane come ſi
parte huomo, partegallo. conſeruano 5 o.b
37.b Vua con le grappe di colore
Vino che fa dormire 48.b bianco, et mero 38.a
Vipera battuta con cana di Vua & roſe tardeuole, come
uenta ſtupida 1o.b ſi hanno 35.b
Vipera come diuenta ſtupi
da 1 o.b X
Viſo liſciato come ſi conoſce. Xenocrate col ſuono degli or
69.b ganiſanò i Parti 89.a
Vite ama l'olmo, o la pio
pa 16. b. 2
vite ineſtata nell'oliuo. 36.b
Vite teriaca ſi fa in queſto Zamolei chiaro tra ſaui di
o 48.a Thracia a
vienefacciano due uol Zoroaſtro famoſo tra Perſi
te l'anno una 33.b filoſofi I. a
Vite, che fa ſtare uigilante. Zuccha ſenXa ſemi 4o a
48.4 -
Zucche, come ſi conſeruano
Vliuo nemico alle quercie, e freſche o uerdi 5o a
; 14.b Zucche o cocomeri, come
Vliuo piantato da mano uer º euacuano il corpo 48 b
a .

I 1 - 1 N E D E L 1 A r Av o L A.

a
——— ——————————— ——————————---------
- --

-
-------

-
|- --------------
DELLA SAPIENZA
NAT VRA LE DI GIOVAN
B A T TI ST A P O R T A,
N A P o L I T A N o.

L I B R O P R I M O,

che coſa ſia Magia. Cap. I.

O R FIR Io & Apuleio Platonici


il Illuſtri dicono, che tanto l'arte della
il Magia, quanto ilnome,futrouato da
Perſi; benche Suida ſia d'opinione,
cheli Maguceineſieno ſtati inuento
ri, o chiamano coloro Magi,quali i
latini chiamano ſapienti, i Greci Filoſofi, da quel primo,
che coſiuolſe eſſer cognominato qualfuPittagora, e gli
Indiani Gimnoſophiſti in lingua Greca, gli Egitti, ſacera
doti,i Cabaliſti,Profeti, i Babiloni, orgli Aſſiri, Caldei,
i Fiamenghi, Druidi, o Bardi, che ancoSemnotei ſi chia
mauano: finalmente la Magia è ſtata chiamata da diuerſi
diuerſamente, inuarijmodi. Etritrouiamo, che molti
in queſta profeſſione ſono ſtati eccellentiſſimi, i quali erano
dottiſsimi nella cognitione delle coſe naturali, come Zo
roaſtro figliuolo d'oromaſio appreſſo li perſi, in Roma,
Numa Pompilio, Teſpion appreſſo i gimnoſofiſti, Here
mete appreſſogli Egittiſ, Buda appreſſo i Babiloni, Zd
molſisappreſſo i Traci, o Abbare appreſſo gli Hiperbo
rei. Queſta magia e di due ſorti,una nefandiſſima, lagua:
- A le è
L I B R. O
le è piena di ſuperſtitioni, d'incantationi, e procede per
reuelatione di Demoni, laquale i Greci chiamano Thure
gian alla quale ognuno, o tutte le leggiſono contrarie,
e l'hanno in abominatione, come quella, che non moſtri ſe
non coſe apparenti,o ſenza ſtabilità alcuna, imaginatio=
ni, o deluſioni; l'altra Magia e naturale,laquale tutti rie
ueriſcono, o honorano, come coſa di tutte l'altre piu at
ta, o piudiletteuole alle perſone studioſe: laquale non
diconoeſſer altro, ſaluo che una conſumata cognitione del
le coſe naturali, o una perfetta filoſofia. Queſta hagra
uirtù,o piena di miſterioſi ſecreti,erne porge unaconz
templatione di coſe naſcoſte,le qualità, o le proprietà di
tutte le coſe della natura, come fine principaliſſimo della
uera filoſofia; & ci inſegna con aiuto delle coſe naturali,
applicate conueneuolmente, a far opere, lequali iluolgo
chiamamiracoli, perciocheſuperano l'intelletto humano.
onde non emarauiglia, ſe l'India, o l'Etiopia fioriuain
queſta ſcienzaſendoui quiui gran copia d'animali, d'her
be, di pietre, di molte altre coſe appartenenti a quella.
Voi dunque, che ſtudiate queſto mio libro, non habbiate
altro penſiero, ſe non che l'operationi della Magia natu
rale, ſono opere della natura, e queſta arte e ſuamini
ſtra, oſerua come uogliamo dire. Et ſe in alcun luogo per
cognitione naturale ſaprà che ui manchi qualche coſa per
uiadiuapori,di qualità, di numeri, ſi sforza atempi con
uenienti aiutarla, ſi coneſiuede nell'arte dell'Agricoltue
ra; percioche la natura e quella, che producel’herbe, or
le piante,o l'arte è quella che prepara i campi,o latere
ra, coſì la Magaud applicando le coſe inſieme, che ſi ri
sercato a produrre un'operatione della natura, peruia di
- - quelle -
P R I M O. 2
quelle. La ondedottiſſimamente diſſe Plotino, che la Mae
giaeraminiſtra dellanatura, e il Magominiſtro,o non
artefice. Ma qual'uffitiogliſi appartenga, lo dichiarerò
qui diſotto. - -

Delle conditioni, che ſi ricercano a uno, chefa proffione


della ſapienza, o della inſtruttione del ſaa
- piente. Cap. II.

“I--I orafa biſogno inſegnare, quello che debba ſape


H re,noſtra,e tenere a memoria il Mago in queſta opera
accioche bene ammaeſtrato, poſſamanda
readeffettol'opere marauiglioſe della natura. Già haba
biamo detto che queſta profeſſione, è la perfettiſſima para
te, e lapiunobile della filoſofia. Però ragioneuolmente
deſidererei, che chiunque uole eſercitarſi in queſta coſi
nobilprofeſsione, fuſſe conſumato nella cognitione delle
coſe, cioè, che egli fuſſe buon filoſofo, concioſia che la
filoſofiaua inueſtigando le cauſe delle coſe, i loro princi
pi/inſegna la natura degl’elementi, la loro conuenienza,
e diſcordia, dalla quale poi ne naſce l'origine delle coſe
miſte, la loro deſtruttione, la natura delle coſe che ſi fana
nosà nell'aria, come, comete, tuoni, grandini, neui, uene
ti, pioggie, o coſe ſimili, la ſalſedine del mare, donde
naſce il terremoto, la natura degli animali, de quadruº
pedi, di quelli che uolano per aria, di quelli d'acqua, e
finalmente di tutti gl'animali, etiandio delle piante, de
metalli, doueſigenerano, o ilor nomi in queſte coſe bi
ſogna eſſermolto conſumato, come beneuedrà colui, che
leggerà queſti miei ſcritti, percioche per la diuerſità de
A 2 f10/tti,
- L 1 B R o
nomi, per la ſomiglianza, e per eſſer dubbi, lungamente
in alcune opere miſono affaticato, che non ſarebbe coſa
piudiſconueneuoleacolui che uoleſſe operare, chenon ſae
peregli inſtromenti, conliquali s'opera. Parimente biſo
gna che egli ſappia dellamedicina, auengach'ellaè compa
gna a queſta,o quaſi ſorella: ſi come molti dicono, che la
medicina ueſtitaſi di queſto nome Magia è uenuta fra gli
huomini, orhauerglicoſi allettati, che ognuno deſideri
ſaperla;ſi che eſſa gli dà con effetto molto aiuto, perche
la medicina inſegnale miſtioni, i temperamenti, il modo di
comporre le coſe inſieme,ord applicarle. Di qui ſi cono
ſcefarci biſognolanotitiadeſempliciouogliamo dir dela
le piante, diligentemente,er minutamente conoſcerel'her
bed altre parti, o quelle del paeſe, e queſto è coſineceſ
ſario, che qui ſtà tuttal'importanza. Biſognaanco ſaper
delle Mathematiche,imperoche dal caldo delle ſtelle, dauae
rijnotide cieli, o conſtellationi,lequali inſegnata Aſtro
logia, molte coſe ſi ritrouano, lequali acquiſtano, e pera
dono lauirtù dell'operare, e quindiancorauengono mol
te proprietà,e occulteuirtù. La Magia contiene in ſe la
ſcienza della naturadegl'occhi, laqualſidomandaoptica.
come qualche uolta l'occhio, inganni nell'apparentie, nel
l'acqua di lontano, ne ſpecchi fatti di figura sferica,Gibe
boſi, Concaui, Piani, or formati in diuerſi modi: dalla
cui cognitione depende aſſai la Magia naturale; perche
bauendo queſta ſcienza conſiderate tutte le coſe, e eſae
minatele bene, la ſi preſe per adiutrici queſte, che già hab
biamo dette, e coluichenon sà di queſte, debba eſſerlea
uato, e mandatouia da queſta " , ne alcuno deb
ba eſſer chiamato Mago, ſe non è dotato di queſte. Sia il
sº - - - - Mago
P R I M O. 3
Mago,perdono della natura artefice, e molto pieno di
ſcienza, imperoche il ſapienteſenza l'arteficio, è puro ar
tefice ſenza ſcienza, ſeperauentura egli non ha un certo
naturale, per eſſercoſicongionte queſte due coſe, in uano
ſi affatica,o non conſeguiſce l'intento ſuo. Ma ſono alcu
niperfauore della natura coſi atti a queſte coſe, che ne
ſanno,o parche ſiano fatti apoſta da Dio per queſto me
ſtiero. Non dico già per queſto, che l'arte non poſſa puli
re,e nettar qualche coſa in loro, o quel che è buono no
ſi poſſa migliorare, o quelle coſe che ſono perfette non ſi
poſſano per qualche uia aſſottigliare, o correggere,guar
dandominutamente, o ponderando quelle coſe, che loro
con ragione efficace, a loro ſteſſi moſtrano che la coſa ſpeſa
ſo riueduta, fa l'operatione, e queſto l'ho uoluto dire, ac
ciocheſe l'ignorante singanna, non ne incolpi me, mapiu
toſto la ſua ignoranza, perche queſta non è debolezzadi
chi le inſegna, madicoluiche ne fa profeſsione. Imperoche
ſe queſte coſe anderanno in mano di perſone groſſe la fede
deroga alla ſcienza, e ne uiene che le coſe ſtimate per
fortuna, uengono ad effetto, ſendo loro ueriſſime,o pro
cedino a cauſe neceſſariſſime. Et coſi applicando idebiti
agenti aconueneuoli patienti opererai coſe marauiglioſe,
erſe coſe piu ſtupende anderai cercando,e deſideri eſſer
tenuto marauiglioſo, piglierai e imparerai la cognitio
ne della cauſa loro ſofficiente, percioche trouando la caus
ſaſi auiliſce l'auttorità, perche quella coſa è degna di mae
rauiglia, la cui cauſa e naſcoſta a chi la uede, e tantola
tiene perrara, e inſolita, quanto le cauſe ſono aſcoſe.
unauoltafuuno che ſpenſe la lucerna, e di nuovo acco
ſtandola alla pietra,o almuro l'accendea, e lo facea poi
l A 3 per
L I B R O
per una coſa marauiglioſa. Etallhorafini d'eſſere mara
uiglioſa, dice Galeno, quando trouorno ciòauuenire per
toccare ilſolfo. Et Efeſio dice che l miracolo quiuiſiſcuo
pre,doue parcheuenga. Sia ancora ricco, percioche con
gran difficultà operiamo, ſe le facultà non ſono a baſtan
za, perchebiſogna arricchire per potere attendere alla
filoſofia,o non attendere alla filoſofia perdiuentare ric
co. Non perdonial ſpendere, ma cerchi eſſer prodigo,o-
mentre che attentamente,o diligentemente cerca, con pa
tienzanon ſi ſdegni di ritornare indietro. Non gli ſiagra
ueildurarefatica, perche a glotioſi, o agl'ignoranti
non ſi manifeſtano i ſecreti della natura. La onde bene ſo
leua dire ſpeſſoEpicarmo, che i Deiuendeuano ogni coſa
a mortali, per prezzo di fatiche. Et ſe alla diſcrettione
non corriſponde l'effetto, ſappia che u è mancato qualche
coſa; perciochenonhabbiamo ſcritte queſte coſe arozzi,
cr a principianti, ma breuemente agl'ingenioſi, ora
gl'artefici.
opinioni degl'antichi circa le cauſe delle operationi
marauiglioſe. Cap. III.

O" ſpeſi effetti che uediamo della natura, di


maniera infiammarono gli animide filoſofi antia
chi alcercare le cauſe, che non poco ſi affaticaſa
fero, o singannaſſero, o haueſſero diuerſe opinioni,
lequali ho penſato innanzich'io uadapiu innanzi, di rac
contarle. Prima (per cominciar da gl'ultimi) tutti gli
Egittij, liquali, è coſa manifeſtachefurono i primi a cona
templare gli effetti del Cieli, o hebbero ardire di mia l
ſurarli,
p R I M o. 4
ſurarli, poi che per fauore, o benefitio d'una perpe,
tua ſerenità, habitatano nelle larghe pianure della cama
pagna, non eſſendo coſa interra, che per la ſua altezza
gli impediſſe la contemplatione dei cieli, uedendo le ſtela
le eterne, o ſempre d'una medeſima chiarezza, ogni lor
studio meſſero nella cognitione degl'influſſi delle ſtelle,
erſpauentando aſſaigliotioſi, la diſquiſitione delle cau
ſe, ogni coſa attribuirono al Cielo, e alle stelle; & che
diquiui ogni coſa ilfato conduceſſe, o influſſo, cioè l'ho
radelnaſcimento, la morte, o con le reuolutioni delleſtel
le produceuano mirabili effetti: laonde ſotto alcune hore
determinate, o tempi accommodati, con gl'aſpetti del
le stelle, cominciorono a prepararſi, o raccorſi tutte
le coſe: o ſenza andar piu innanzi, difendono la loro
opinione. Dopo, altri filoſofi determinorono ogni cºſa
uenire dagl’elementi, o gli deſtinorono per Prencipi
delle coſe, o per cauſa. Come fu Hippato Aretapona
tin, o Heraclito Pontico, il fuoco. Diogene Apollonia
te, o Anatimene, l'aria;Talete Mileſio, l'acqua; Heſloa
do la terra; Hippon, o Critia, iuapori di queſti elea
menti, alcuni l'attribuirono alle qualità: come Parme
nide, al freddo, o caldo, o la maggior parte del medici,
perilfreddo,caldo,humido,et ſecco quando s'uniſconoina
ſieme,et dalla uittoria di queſti diſſero eſſer la radice delle
coſe marauiglioſe,e tutti gl'eſperimenti, chemeſſero inna
zi, giudicorno cdporſi di queſti,o con queſti credono che
le cauſe ſi poſſanotrouare,et comporre. Aggiunſe Empea
docle agrigentino a queſti elementi, come non baſteuoli,la
concordia,ela diſcordia,e d'una coſa generarſi, o corróa .
perſi,l'altra, Zenone cittico aggiiſe alla materiaDio, de
. A 4 quali
- L I B R O
quali uno fece principio del patire, l'altro dell'operare.
ival'età di queſti filoſofimoderni, conſiderata bene la coa
ſa,giudicorno che queſta opinione non ſi poteua difendee
re; perche ſpeſſo operano effetti contrari alle qualità,er
oltre gli elementi, e le qualità, conietturorono eſſerui
qualche altra coſa. Platone & Ariſtotile, liqualitoccora
nolaſummità dellafiloſofia, o poſe:o termine al poter
filoſofare piu in alto, molte coſe trouorno dalle qualità
degli elementi, come le uirtù congenite alle forme loro ſu
ſtantiali, e coſì naturalmente una coſa, o accidental
mente un'altra, e molte altre poteſſero fare: come di
ſotto dichiarerò.
Dondenaſcano le uirtù manifeſte o occulte.
Cap. IIII.

G.battuto
habbiamouiſto che ciaſcuno degli antichi ha ci
ſopra le uirtù manifeſte o occulte delle
coſe: & ho penſato non far di meſtiero ilripren
derle, o ributtarle,ſendo ſtate confutate queſte opinioni
da Ariſtotile principe, o capo delli Peripatetici, ormae
ſtro di tutti. Ma hora, accioche piu chiaramenteſi mania
feſtinotutte le coſe, è coſa debitafar mentione di douena
ſcanoleuirtù, ilchenon pocogiouerànel trouare le nuor
ue, e nel comporre, accioche imparino a diſtinguere,
e ſeparare, accioche non peruertiſcano tutto l'ordine
della uerità. Concioſia coſa che daun corpo miſto iſteſo,
ſcaturiſcano uari, o diuerſi effetti,et che eſcano dauno,
è coſa manifeſta atutti, ſi come nel progreſſo dellacoſa, ſi
leggano molti eſempi, o uolendo dichiarare donde mae
ſcano,
P R I M O. -

ſcane, biſogna cominciare da piu alto principio. D'ogni


naturalſoſtanza,(chiamo io ſoſtanza quella coſa,che écia
poſta dell'uno, e dell'altro principio) la compoſitione
ſua,è di due principi,materia e forma, nonlaſſandopea
rò l'operationi delle qualità,lequali tauano naſcoſte negli
elementi, o inſieme fanno queſto numero ternario. Quan
dogli elementi entrano nella formatione di qualche miſto,
quello ſi ritiene alcune eccellenti qualità, dalle quali bene
che tutte concorrino al produrre l'effetto,nondimeno ſi di
ce eſſer peruenuto da quelle che ſono ſuperiori, e che
predominano, percioche a quelletali s'attribuiſcanoleuir
tù delle altre: percioche ſe egualmente tutte combatteſa
ſero, non ſi potrebbe conoſcere le loro uirtù, e le lorfor
ze,ne ancolamateria è altutto priuata di uirtù, non dico
quella prima che è ſemplice, della quale non fa mentione,
ma di quella che è germogliata dagl'elementi, e dalle lo
roſoſtanze, o maſsimamente da quelli due partibili, cioè
terra, o acqua, leguali Ariſtotile qualche uoltaſuol dia
mandare ſecondarie qualità, o effetti corporei, noi ope
rationi della materia,ouero uirtù;o per qualche altro noa
me, comerarità,denſità, aſprezza,mollitie,durezza foſſia
bile,che ſono poſte nel grembo della materia, tutte aſſolu
tamenteuengono dagli elementi. Meglio adunque hogiu
dicato, accioche non ſi confondino che gli effetti delle qua
lità uengano dalla temperatura, ouogliamo dire compleſa
ſione, o quelli della materia naſcere dalla compoſitione.
Malaforma ha tanta forza,che tutti gli effetti, che noiré
diamo, a ognuno è manifeſto che principalmente naſcano
da lei, o da quellahabbiano diuino principio, come piu
nobile, e ſuperiore a tutte le altre coſe: da perſe ſenza
- N attute
-
L I B R O -

aiuto da lei adopra quell'altre, come per ſuoi ſtromenti,


per iſpedire piu preſto,o con piu commoditàl'opra ſua.
Et colui che nonha l'animo applicato alla contemplatioe
ne, o che dalla materia ſi poſſa far ogni coſa ſendo che
per il mezzo di queſti, come per i ſtromenti ſi faccia
no lo scultore ſe nel far qualche opra uſa qualche ſtile,
o ſcalpello, egli non l'adopra, come a gente, ma come
coſa gioueuole a operar piu comodamente. Si truo
uano adunque in tutte le coſe tre cauſe efficienti, le
qualinonſtanno otioſe, ma tutte fanno qualche coſa, una
piu debolmente, l'altra con piu gagliardezza, ma piu
di tutte poi quella che fa il tutto, o la forma, che da
forza alle altre, o ſe la mancaſſe, l'altre rimarebbero
uane, o inutili, non eſſendo baſteuoli a pigliar il fauo=
rede cieli. Et bencheda per ſe ſteſſa non poſſa fare, che
anchol'altre non faccino ilor effetti,nondimeno ne ſicone
fondo inſieme, ne ſono fatte diuerſe, ma di maniera ſiria.
ſtringono inſieme, o ſi concatenano,chel'una ha biſogno
neceſſariamente dell'altra. Chi ſaprà con ſincera ragio-,
ne conoſcere queſto, non haurà alcun dubbio,ne confona
derà la ſcienza della uerità; Tal che quella uirtù, che
s'addimanda proprietà della coſa, non naſce dalla come
plesſione ma dallaforma,o come piu degna di tutte l'ala,
tre coſe, naſce in luogo conſimile o comueneuole. Duna
que dal primo cielo,dall'intelligenze, che altrimenti chia
miamo angeli, o finalmente da Dio, uiene l'origine
dellaforma, o delle proprietà, perche l'angelo da uir
tù al cielo, o Dio agli Angeli, coſì tutti inſieme produa
cano la forma,da cui germogliano le proprietà. Imperoa
che come dice Platone hauendo con l'omnipotenza della
: . ſua
P R I M O. 6

ſua diuinità, create le coſe con debito ordine i cieli, le


ſtelle, i principii delle coſe, quali per ſcambieuol loro mu
tationeſimarciuano, e ueniuano alfine, di poianchoa
ra i generi degli animati dellepiante, e delle coſe inania
mate, acciochenonfuſero di quella medeſima conditio
nede'cieli, chiamate aſe le uirtu de cieli, e degli elea
menti, deſignò ſecondo igradi, che le coſe inferiori ſera
uiſſero alleſuperiori, per una legge fatale, ci diede ad
ogni coſa la forma con il corſo delle stelle accompagnata
con leſue uirtu; o accioche non mancaſſe la continuage
neratione delle coſe, commandò a tutte che faceſſero illor
ſeme, o che aminodaſſero la lorformaalla materia pre
parata. Coſi dirai che le forme che ſono produttedal cie
lo ſono diuine, o celeſti, doue è l'eſemplare, o doue
conſiſte la cauſa nobiliſſima, la quale l'iſteſſo Prencipe de
filoſofi Platone, chiama anima del mondo, e ilgrande
Ariſtotile, uniuerſalnatura,o Auicenna, datordelle for
me. Pſſo adunque è che dà l'eſſer alle coſe, non già caa
uandole d'unacoſa caduca, o mortale, ma da ſemedeſia
mo, introducendole per il mezzo delle intelligentie, pria
mieramente quelle coſe che egli dà, dopo per gli elemena
ti, come per inſtrumenti, che diſpongano la materia, con
uariſ, & diuerſi aſpetti l'informa. Chi è adunque tan
toſtolto, o tanto mal fatto dalla natura, che ſe queſte
coſeuengano dagli elementi del cielo, dall'intelligentie,
e finalmente dal medeſimo Iddio, dica quella coſa eſſe
receleſte, che non participa di quella medeſima natura?
o in qualche modo non dia ſaggio di quella maeſtà diui
na, e hauendo tanta parentela con eſſo, faccia opere
delle quali non ſi poſſa penſaregiamaipiumaratiglioſe º
Las
L I B R. O
Laſcio molte ragioni, che perlonghezza ſariano tedioſe,
perche ſpartatamente, o piu diffuſamente le uirtù ho da
dichiarare.

Che coſa ſianoglanelli di Platone,e la catena


d'Homero. Cap. V.
Dunque queſta è combinatione,etcolliganza, que
Aprouidenza,
sto è il modo,o l'ordine, ilquale ſerue alla diuina
acciò che i coſe inferiori tutte
prima con un certo ordine procedano da Dio, e da lui
piglino poſſanza di operare; imperoche Dio, come dice
Macrobio, ilquale èprima cauſa, principe,e origine del
le coſe,della fecondità, della maeſtàſua, creò unamente et
di queſta produſſe un'anima,laquale partecipa la ragione,
laquale dà al Cielo, o a quelle fiammeggianti ſtelle, che
peggio ſi dice eſſere animate, di mente diuina, o in parte
dà il ſenſo,o lauirtù di creſcere alle coſe mortali. Quea
ſto ſteſſo intendendo Virgilio, chiama l'anima del mondo,
mente, quando dice. - -

Spiritus intusalit totam queminfuſa per Artus. ,


Mens agitatmolem,e magno ſe corporemiſcet .
- L'huomo adunque ſtando nelmezzo dell'uno, o dell'al
tro, non ſendo coſì nobile come il cielo, participe dellara
gione, per laquale merita d'eſſere ſopra di tutti gli altri
animali, ha inſelauirtùſenſitiua,dopogl'altri animali,co
me degenerandoda luin hanno ſolamente due, il ſentire,
e il creſcere. Magli arbori, perche non hanno, ne ragio
ne,ne ſenſo, hauendo ſolamente biſogno dell'uſo del crea,
ſcere, e per
poeſprime queſtaurtù diciamo, che uiuono, queſto doa
il Poeta. N - º

- Vnde
p R I M o. r
vndehominum pecudum genus,uitaguolantum.
Et que marmoreofert, monſtraſubequorepontus.
Naſcendo adunque da Dio lamente,e dallaméte l'ani
) ma,laquale dà lauita a tutte le coſe che ſeguitano, che la
piantaconuenga conglanimali bruti per lauirtùuegeta
tiua,il brutoconuenga con l'huomo peril ſenſo, l'huomo
congl'altri per l'intelletto,di maniera che dallaprima cau
fa, come un ligame dalcielo allecoſe baſſe ſteſo, con una
colligantiareciproca,e con una continuatione, chelauir
tù ſuperiore, ſpargendo i raggi, neuenga, & diſcenda a
queſte coſe qui giù, che ſe uno degl'eſtremi e ultimi è
tocco, e treni, muoua ancor l'altro. Ragioneuolmente
queſta colliganza e unione, anelli, oueramente catena la
chiameremo,e conuerrà agl'anelli di Platone, e alla ca
tena d'oro di Homero. Il quale come fonte,o origine d'oa
gni inuentione, ſotto la nuvola d'una fintione, la inſegnò
a ſapienti. Come Dio con la ſua prouidenza fece tutte
queſte coſe inferiori, o baſſe, con una inuiolabillegge di
natura, ſianogouernate dalle ſuperiori. Conoſcendo quee
ſte coſe ilMago, come l'agricoltore appoggia agl'olmi le
uiti, coſi laterra al cielo, ouero per parlar piu chiaro,
queſte coſe quà già baſſe, appoggia alle uirtù ſuperiori,
quindi cauaiſecreti, liqualiſtauamo al tutto rinchiuſi nel
grembo della natura, o come publico miniſtro, quelle coa
ſe che con aſſiduo ricercar,troua uere, accioche tutti le
metti in publico,ſi che infiammati di beniuolenza uerſo
l'artefice ſi sforzano laudare, o riuerire la ſua gran
potenza.
L I B R O

Degl’elementi, o delle loro uirtù. Cap, v1.


In qui habbiamo detto delnaſcimento delle forme ſo
ſtantiali,e dell'ordine delle coſe. Hora biſognasfor
-º- zarſi inſegnare quelle coſe,chauengono per naſcoſta
proprietà, quelle che ſono contrarie, quelle che ſono ami
che,come perſomiglianza s'hanno da ſperimentare, o co
ſi tutte l'altre coſe che appartengono a queſta profeſsione.
Ma acciochenonperuertiamo l'ordine, cominciando dagli
elementi, i quali la natura ha fatti, primigenitori, o ſea
menza delle coſe, deſcenderemo, a poco a poco all'altre, le
quali ci parranche per l'opera noſtra, faccia biſognoſa
perle. Gl'elementiſemenza di tutte queſte coſe, o corpi
ſemplici. (Hora chiamiamole i baſtardi;perochemeſchia
ti con gl'altri ſi traſmutano dal piu al meno) queſti ſono
principio materiale del corpo naturale,et quaſi d'una pera
petua permutatione alterabili,ſempre ſono agitati, o di
modo ſono auiluppati dentro alle concauità del cielo, che
loro n'empiano tutto queſto mondo, quale ſotto la luna:
imperocheilfuocomondisſimo per non ſi laſciar uedere,
ſileuò in alto,o ſi eleſſe il luogo ſuperiore a tutti, ilquaa
le chiamano ethereo. vicino a queſto è l'elemento ſpirito,
ilquale chiamano aria, poco piugraue del fuoco, ſteſo in
una grandiſsima larghezza, atto a caminare per tutte le
coſe, ſi traſmuta alla ſua qualità, horaſi riſtrigne in nua
uole, horainnebbia, o ſi riſolue: dopo questo è l'aca
qua, poi quell'elemento quale è tolto fuor dalla purga
tione degl'altri elementi, unito inſieme, ilquale ſi chia
materra, inferiore atutti, grande, o duriſſima, inmo
- S do 2.
P R I M O. 8
do,che non poſſiamo toccar coſa ſoda,che nonuiſia détro
terra,o niuna coſa che ſia uota, che nonuiſta di fuoco.
Queſta è meſſa nel mezzo del mondo circondata da tutti,
o leiſola ſiſiede immobile; percioche gl'altri ſono moſa
ſi circolarmente dal moto del cielo. Tuttinondimenotanº
touicini l'uno all'altro, che ſi abbracciano l'uno con l'ala

ſ tro, o ſono contrari di qualità. Ma la natura ſaga


ce, con un modo stabile, e ſaldo, o con una maraui
glioſa commodità, ha fabricata queſta machina. Eſſena
doci in tutti due qualità, in alcuni comuenienza, o coma
pagnia, o in alcuni diſcordia: gliene diede una di queſte
;
º
due a ciaſcheduno che a qualſiuoglia, che s'accoſti, ne tro
ui una che gli ſia amica, o ſimile: come l'aria, o il fuo
co, l'uno caldo, o ſecco, o l'altro caldo, o humido;
perche il ſecco, o l'humido ſono contrari, nondimeno
s'accompagnano per la conuenienza del calore. Coſi later

ſ ra è ſecca, o fredda, o l'acqua fredda, e humida,


iquali benche per ilſecco, o per humido ſono inimici,ſi
uniſcono nondimeno per la compagnia del freddo, altria
menti ſarebbe difficile l'accompagnargli, o coſì il fuoco
a poco a poco, ſi conuerte nell'aria, per il caldo, e l'aria
per l'humido, nell'acqua; & queſta in terra, peril freda
; do, o la terra ſi congiunge al fuoco, per il ſecco, o in
queſto modo, con gran prouidenzacaminano. Indiconora
dine contrario, di nuono ſi traſmutano, o dell'uno ſi

ſ genera l'altro, nondimeno è facile il paſſaggio, quan


do fra di loro contengono in una qualità, come il fuo
co, o l'aria per la calidità, o doueſitrouaeſſereini
mici, per l'una, o per l'altra qualità, come fra i fuoco,
et l'acqua, e piu difficile la traſmutatione. Queſte coſe
- - - - adunque
\
- L I B R. O
adunque ſiano comefondamenti di tutti li corpimiſti, dalli
qualineuengano molte operationi.
Della qualità degl’elementi, o delle loro
operationi. Cap. VII.

O: quattro già detti corpi, hanno quattro qua


lità elementari, lequaliiſcambieuolmente fra di lo
rouanno, o tornano, dalle qualitutte le coſe,
che ſi generano, e ſi corrompono, ſono prodotte, o de
strutte: cioè, calidità, frigidità, humidità, o ſiccità,
e ſi chiamano prime, perche primieramente eſcano fuoa
ri,o da queſte ſcaturiſcono gl'altri effetti,delle quali due
ſono attiue, o due patienti; il caldo, freddo agenti,hu
mido o ſecco patienti: non che al tuttoſorgino,ma pera
che da quelle ſono conſeruate, o introdotte,ſon chiamaa
te ſecondarie, perche ſeruono alle prime, o ſecondaria
mente operano come mollificare,maturare, riſoluere, far
piuſottile, come quando qualche agentecaua il caldo non
purificato, o mentre che gli fa proua di renderlo come
modo alla ſua operatione, accioche ſi facciapiu purgato,
diuentaſottile, coſi il freddo conſerua, conſtringe, conge
la, ilſecco fa ſpeſſo, o eſaſpera, imperoche mentre che
glirodelhumido diſopraſuperficiale, quelle coſe che non
puo conſumare, l'induriſce: laonde la ſuperficie, o uo
gliamo dirla ſcorza diſopra, diuenta ſcabbioſa, perche
abbaſſata lauacuità, o inalzata la durezza, ne ſorge la
ruuidezza. Coſì l'humido agumenta, corrompe, el piu
delle uolte per propria natura faun'effetto, o acciden
talmente un altro; come della maturatione, riſtringimen
fo,
V
P R I M O. 9

to, ſcacciamento, o da queſti ſimili, latte, orina, mena


struo; eccita il ſudore, che da medici ſono chiamate tera
ze, qualità, in queſto modo ſeruenti alle ſeconde, come
quelle alle prime, e qualche uolta operano in alcun mem
bro, come fortificare il capo,giouar allerene, leguali ala
cunichiamano quarta qualità, di qui naſcono molti ſperia
menti, come ſpeſſo nell'operareſi uede: per finire il ra
gionamentoloro, non è stata coſa uana l'hauere attuertia
to, accioche non ſi poſſa deſiderarecoſa alcunache l'arte,
fice ammaeſtrato conoſca bene leforze, o la strada del
l'operare. - . .

varie naſcoſe proprietà chenaſcono dalla


forma. Cap. v1 11.
M olte ſono le proprietà occulte delle coſe, cruir
i ti loro,lequalinonuengono, come habbiamo det
“to, dalle qualità degl'elementi, ma dalla forma,
& quando uengono da lei, una picciola materia moſtra
; grandiſsimo effetto,laqualcoſa è contraria alla natura del
la materia, perche la forma per operare piu ſpeditamena
te, ha biſogno di piu gran materia, ſono occulte, perche
con demonſtrationi euidente non ſi poſſono ſapere. Et per
queſta cagione i ſaui determinorono, che a queſte shaueſſe
da porre un certo termine,dila dal quale non ſi poteſſe piu
caminare, eſſendo molte coſe nell'intimo della natura, che
ſono occulte, piene di uirtù, la cagione delle quali l'animo,
o l'intelletto noſtro non puo comprendere: percioche
ſtano naſcoſte nellamaeſtà,orgrauità della natura. La on
dela naturahauoluto piutoſto che queſte coſe ſimilian
B mirino,
L I B R. O
mirino, che ſi ſappino. onde Theofraſto diſſe, colui che
d'ogni coſa cerca la ragione, inſieme con la ragione dia
ſtrugge laſcienza. Ft Aleſſandro dice, che ſonomolte co
ſe, delle quali non ſene puo rendere ragione, che eccedoa
no lauirtù, o la capacità del noſtroingegno, ſolamente
dall'immortaliddio conoſciute, ilquale è padre o autto
reditutte le coſe, leguali ſecondo che ſuperano la natua
ra, & le forze degl'elementi, non ſi poſſono riſtringere
alle dimoſtrationi. In queſto modo trouate dagl'antichi
filoſofi, piu toſto pieni di marauiglia le laſſauano ſtare,
che ſi sforzaſſero darne ragione alcuna, non ſolamente ſi
ſono stupiti che egli habbia creati tutti gl'animali, iguali
ſono tutti diuerſi di figura, o di grandezza, ma anco
raſecondola uarietà delle ſpetie, a ciaſcuno hauergli dia
to una peculiare proprietà, per laquale dagl'altri fuſe
diuerſa dicoſtumi, o di operationi. Ne proporremo di
queſti molti eſempi, liqualiforſe ai lettori ſaranno ſollaz
zeuoli, o non gli ſpiaceranno: come che l feroce Toa
roligato a un arboreſecao, diuenta piaceuole, o ſi do
ma, o untoglilenare con olio roſato, girando una uol
ta a tondo, caſca,come dice Zoroaſtro, ilquale ſcriſſe
la Geoponica, che la cauò dedetti degl'antichi. Il Gala
lo diuentafrolo che ſtà appiccato all'iſteſſo arboro. Aria
ſtotile ha detto che con l'odore delle roſe ſiamazzano gli
auoltori, o gli ſcarabioni: ſe pigliarai la barba d'una
capra, o quella conle mani traſcinandola fuor delgreg
ge, tutto l'armento ſi ferma, o abbandonando il paſcoe
lo, tutterimangono attonite, ne mai laſſano di maraui
gliarſi, fino che colui che tira quella, non ſapendo la co
ſa, abbandona quella che egli tiraua, come dice Ariſto
- -.'. tile.
p R I M O, 1o
tile. Molti ſi ſono ingannati in quello che gli han detto
dell'herba Eringio. Imperoche i Greci la chiamano Arue
neo, o laconformità deluocabolo è stato cauſa dell'era
rore, percioche non corriſponde alla ſperienza. L'Hiea
ma quale animal ferociſſimo ſe la guardara l'huomo, ol
cane che dormino, stende il corpo ſuo lungo a quel del
l'huomo, o del cane, o ſe egli auanzarà di grandezza,
fafreneticare colui che dorme, o perche non ſi difena
da, gli mangia le mani, ma ſe di lunghezza ſarà auana
zata ſi mette in fuga, come dice Neſtore, nella ſua Paa
nacea. Se ancora l'Hienatiuiene ad aſſaltare, guarda non
lalaſſare uenire allaman deſtra, perche ti farà diuentare
stupido grandemente, o non haurai poſſanza piu di dia
fenderti, neti potraiaiutare. Et ſe l'aſſaltarai dalla maa
no ſiniſtra, l'animale diuentarà ſtupido, o l'amazzarai:
la ſua ombra fache i cani non poſſono gridare, laqual coſa
conoſcendola ſeguitandoli, corre per lo contrario della
stella, acciòche llume percotendogli addoſſo, faccia om
bra al corpo, laquale dia addoſſo a cani; o coſi cerca di
l fargli tacere, perche gli danno moleſtia abbaiando. Il
Leone ſi liberadalla febbre, col dargli da mangiare una
ſimia. Le capre, o li becchi, all'agricoltura ſono uenea
noſi,peroche alcune piante d'oliue, o uiti fanno diuenta
resterili,o coſì non ſenza cagione fu ordinato che a Libe
ro, inuentore dellauite, ſi ſacrificaſſe un becco, e a Mi
nerua,la capra,accioche fuſſe punitanel capo. L'oliua pre
ſa con la mano uergine, ci da mano uergine piantata fa
frutto in piu abbondanza; & ſe da unameretrice, diuen
ta sterile. Ilſerpe, o la uipera battuto con una canna
diuenta languido, ſe di nuoto il batterai, rauogliendoſi
B 2. fº l
- L I B R O
in ſefugge. Apuleio dice coſì, il ſerpente entrando ſotto
una cauerna,ſe con la mano ſiniſtra ſarà tiratofacilmente
ſi caua, ma ſe con la deſtra il uorrai cauare, non ſi puo.
Lauipera buttandogli adoſſo un ranuſcello di faggio,diz
uenta stupida. Le formiche,accioche il grano qual han rac
colto non germogli fuora, gli cauano la midolla. Lo Struz
zo con una uirtùocculta,digeriſce il ferro, o lo conuerti
ſce in nutrimento. I Galli fattogli un cerchio al collo di
farmenti, non cantano. Coſì laſtella marina ha tantauir
tù di digerire chella deuora le chiocciole intere. Il peſce
chiamato da Latini Remora, o Remiligo si picciolo pe
ſceaccoſtandoſi al timone della naue, fa fermare le naui
che hanno uento, inpoppa, cruannocon grandiſſima ue
locità, o ſoffino iuenti quanto gli piace la fa ſtare immo
bile, piu che ſe fuſe ligata da mille anchore, o da mille
farti. Il peſce da Latini chiamato Torpedo, ha tanta for
za difar reſtar ſtupido, che preſo dalla longa con la foſcia
na,o amo, o conla canna, toccando là imébri del peſcatoa
re, reſtano tutti indeboliti, c languidi; & tutti i peſci,
iquali egliuoglia, li fa diuentare coſi immobili, e ſe lima
gia, nondimeno meſſa appreſſo al capo mitiga i dolori, or
queſta coſa è comprobata dal teſtimonio di Ariſtotile, ela
tone, e Galeno, che l'hanno ſperimentata. Il teprema
rino infaſtidiſcetutti quelliche lo guardano, che facilmen
teli faueniruoglia di uomitare, o apporta gran dolore
alle donne grauide di farle ſconciare. Non è coſa in mare
piu da guardarſi, che dalla ſpina del peſce, chiamato da
Latini Paſtinaca, che ſe la ficcano in un arbore uerde, in
fatto ilfaſeccare, fa ſcoſſare i denti, o mitiga il dolore
di quelli, illauro, elfico, non ſono mai percoſſi dal tuoz
- tto »
P R I M o. I I

no, o da ſaetta, nelapelle deluitello marino,ne la pelle del


hiena, ne lauite bianca, per laqualcoſa linauiganti nemet
tono di queſte coſe alle uele, acciò non abbruccino dalla
ſaetta, olampi, di queſti ſi armaua ottauio Auguſto, del
Lauro, Tiberio Ceſare, ilquale lo portaua per corona,
per non eſſer percoſſo dal tuono; imperoche queſte coſe
non ſolamente ſon ſicure dalla percoſſa deltuono, e del
la ſaetta, ma hanno una natura di ributtare indietro il col
po del folgore;et Tarcone haueua circondata la caſa di ui
te bianche. Il corpo percoſſo dalla ſaettarimane incorrot
to; laondegl'antichihaueuano per coſtume dinon abbruc
ciare icorpi percoſſida tuoni, o da ſaetta, ne li ſepelliua
no, concioſa che non ſi putrefaccino: o coſì penſiamo
che ſiano degni di riprenſione quei Poeti,iquali cantorono
che Fetontefatto gouernatore del carro del Sole, percoſſo
dal Cieloſimarci nelle ualli. Dal guardo di quell'uccellet
to chiamato Rupes, ſi ſana il morbo regio. Tanta è la for
za dell'herbaſaliccaria, che poſta ſopra del giogo de duo
animali diſcordeuoli, li fa eſſer piaceuoli. L'herba bugloſe
ſa gettata neluino accreſce il piacere dell'animo, o nefa
stare allegri, che per queſta cagione è ſtata chiamata da
Latini, alle uolte, euphroſinum. Il baſilico, (come dice
Teofraſto) conle maledittioni, con le ingiurie, o con
l'adirarſi, in piugrancopia, o piupreſto naſce: donde
penſo che pigliaſſe origine quel lorprouerbio, che dice,
Ocimumſerito, e forſe perſioui alludeua, quando diſſe
in quel uerſo, -

Cun bene diſcinto cantaueritocyma Vrna.


Il medeſimolaruta, dicendogli ingiuriagligiouagra
d mente, anzicheſendorubbata,uiene piu bella, ſecoodo
- B 3 l'opia
L I B R. O
l'opinione degl'antichi. L'iſteſſo, l'Appio, quanto piuè
calpeſtato. Il diamante Indiano fa reſiſtenzaa molte cor
ſedure, o comegli è bagnato col ſangue del becco, die
mentatenero, e ſi ſpezza. Il Rheubarbaro non pura
gaſe non la colleragialla, chiamata bile. Lo rpittimo,
la collera nera chiamata atrabile, l'Agarico, la pituita.
Et non meno ci danno marauiglia, quelle medicine, lea
quali ſono state raccolte dagl'animali per diligenza de
medici : come il cane ſi purga prouocandoſi il uomito
per uia di certe herbe. Ellbi ſimile alla cicogna, tiene
netto l'Egitto dalla peſte, le capre in Candia,ſendo sta
te ferite da cacciatori, con le ſaette uenenoſe, uanno a
cercar m'herba che ſi chiama dittamo, che mangiando
ne guariſcono la piaga; & ſe la saetta è rimaſta dentro
la ferita, con quell'herba ſe la cauano. Gl'uccelli mari
ni, hauendo i becchi ulcerati,ſi medicano con un herba
chiamata pulicaria, laqualei Latini chiamano cunnila.
Lateſtudine hauendo mangiato il ſerpe, trouandoſi ame
malata, ſi guariſce col mangiare l'origano: & ſimile
mente hauendo a combattere con il ſerpe, ſi armadi quee
staherba. Gl'orſi, quando hanno mangiato il frutto del
lamandragora, caminano mangiando le formiche per non
morire. Il ceruio, quando troua hauer mangiato coſa
uenenoſa, mangia dell'herba cinara. L'elefante hauena
do mangiato il Camaleonte, ilquale stà fra le fronde aſcoe
ſo, o piglia il medeſimo colore, mangia dell'oliua ſale
uatica. La Panthera, hauendo mangiato carne auenea
nata da cacciatori, per non morire, ua a mangiare del
sterco dell'huomo. I colombi ſaluatichi, le corbarelle,
o imerli,ſi guariſcono con laurifolio, i colombi dome
itici,
– --

P R I M O. I 2,

stici, e igalli, mangiando dell'herba parietaria, che i


Latini chiamano belcina, ogn'anno finettano dalle bruta
tezze, o faſtidio del corpo. Le Rondini, hanno inſe
gnato, che la Celidonia è utiliſſima alla uiſta, perche
quando li rondinini hanno male agl'occhi, gli guariſcono
con quella, coſì quando ſi putrefa la terra, alcuni ani
mali ſi mutano da una natura in un'altra. Il bruco naz
ſcendogli l'ale, diuentapampanella. Il bruco che naſce
nelfico, diuenta lucciola, chiamata da Latini, cantari
des. L'idra, quando ſi ſeccano i paludi, doueuiue, di
uentaſerpente. Alcuni altri uengono a tranſmutarſiſee
condo i tempi, come lo Sparuiere, l'Vpupa, l'Eritaio,
quale Ariſtotile chiama Rubecula; ilfenicuro, nella ſta
te ſpeſſo ſi tramutano l'uno nell'altro. Il Beccafico, el
Caponero; percioche quello che è beccafico l'Autunno,
all'ultimo della uendemia, e l'inuernata, diuenta capo
nero. Coſì il grano nelgioglio, elgioglio diuenta gra
no; e diſeme diuentauena. Il ſeme del Baſilico feſſe
mina ſpeſſo (come dice Martiale)horadiuentaſerpillo,
erhora Naſturtio. Per teſtimonio ancora di Galeno,
ſeparandoilgrano diligentemente dal gioglio, cr
ſeminatolo in luoghi ſeparato, per conoſce
- re certamente la coſa, nelgrano ui
troua il gioglio: riferiſce
ancora molte altre coſe, -

nondimeno baſta
ſº hauer dette
queſte,
f,
f,
B 4 Della
L 'I B R O

Dellaamicitia,o inimicitiadelle coſe,e come per


queſte ſi poſſono ſperimentare le uirtù
d'eſſe, Cap. IX. -

Alle proprietà ancora occulte degl'animali, delle


piante, di tutte leſpette, ne naſce una certa pro
prietà, laquale i Greci chiamano Sympathia, or
Antipathia; laquale noi piu facilmente parlando la chia
maremo i oconuenienza, o diſconuenienza, ami
citia,e inimicitia, imperoche alcune coſe hanno un certo
confrontamento di natura inſieme, che pare che con una
amicitia ſiano colligate, o accompagnate: alcune altre
poi ſono coſi inimiche,chenò ſi compatiſcano, anzi sodia
nomirabilmente: e hanno un non sò che di horribile, or
atto a struggere, ilquale non ſi puo riſtringerea ragione,
nè probabile, né demoſtratiua: & meno è coſa da buono
prudente prouarle peruia di ragione, ſaluo che dire che
la naturas'è dilettata di queſto gran ſpettacolo, e non ſi
trouacoſa alcuna nell'ultimo della natura, che non habbia
qualche naſcoſta uirtù quiuipieno di ammiratione. Eme
pedocle diſſe, che tutte le coſefigenerauano,o ſi corrom
peuano per la diſcordia, o per l'amicitia: e quelle eſe
re ſemenza di tutte le coſe,o cheſono negl'elementi me
diante le qualità contrarie, o ſimili, le quali già diſopra
habbiamo detto, e finalmente " nel Cielo, come
Gioue, o Venere amano tutti i pianeti, eccetto Marte,
o Saturno; Venere è amica di Marte, alquale tutti gl'al
triſono inimici,u'è anco un'altra amicitia, o inimicitia,
per l'oppoſitione delle caſe, o delle eſaltationi, perche i
ſegni
P R I M O. 13
ſegni infradilorosodiano (o ſe amano) come diſſe Maa
nilione ſuoi uerſi. Et piu diffuſamente fiuede ne libri de
gl'Aſtrologi piu chiaramente poi ſi ſcorge negl'animali,
come l'huomo, elſerpe, iguali ſono coſi contrari di natua
rachelhuomo in fatto come uede ilſerpe,ſi ſbauenta, or
ſle donnegrauide ſcontrandolo, diſperdono. La ſaliuadela
l'huomoa digiuno,amazzalo ſcorpione. Il Cocodrillo del
'Nilo, o la Pantera, ſono inimici crudeliſsimi all'huomo,
che queſto ſel diuora, ma egli ha gran paura del Hiena. Il
Sorcio d'India è peſtifero al cocodrillo, quale dalla natura
glie stato dato per inimico, o mentre che egli ſtà al Sole
gli fa inganno, perciocheinuolandoſi nellapoluere,quan
do ilcocodrillo tiene la bocca apertaalSole per ſcaldarſi,
egli aſtutamete gli ſalta in bocca,o entrato neluentre,gli
rode gl'interiori, e come egli è morto ſe ne ſcappafuori
per la pancia. Ha nondimeno inimicitiaanco con la Falana

; ga, o ſpeſſo combattendo con l'Aſpido, reſta morto. Lo


ſguardo del lupo, è coſì nociuoall'huomo, che ſendoprie
ma uiſto dal Lupo, perde lauoce; & benche uoglia grida
i renonpuo; perche ſi trouarauco; o ſel Lupo s'accorge
eſſere uiſto innanzi, o ſcoperto, perde laferocità, o le
forze; donde è natoilprouerbio detto da Platone,il Lupo
º è nella fauola, e ſe egli mordera il cauallo, ilfa diuentare
uelociſſimo nel correre: o ſel cauallo a caſo metterà il
piede ſopra le pedate del Lupo, gli cominciano legambe a
indebolirſi, o quaſi a tremare, come dice Panfilo. Ha
inimicitiaanco mortale con l'agnello, ilquale n'ha tanta
paura, chefacendo una ueſte di lana d'agnello amazzato
dal lupo, quel pannofarà i pidocchi, o le carni che ſono
statei dallupo, diuentano piutenere, o piuſae
porte.
L I B R O
porite. Mettendo anconella ſtalla douehabitano le pee
core, la coda, e'l capo dellupo, di maniera le ſpauenta
che laſſano ſtare il mangiare, e chiamano ſoccorſo. Il
cane è nimico al lupo, o all'huomo amiciſsimo. Il cae
ualo medeſimamente, alquale i grifoni, e gl'orſi ſono
contrari. Il ragno ha inimicitia colroſpo, o colſere
pe, che uedendoli ſi cala giù per il ſuo filo, e lo punge
nellafronte, o l'amazza. Il leone piu generoſo de tutti
gl'animali, e ſpaventeuole a tutti; o ha paura del canto
del gallo, o maſſimamente del gallo bianco. La ſinia
ha in odio la teſtudine, e come la uedde fugge, o gri
da l'elefante piu grande di tutti gl'animali terreſtri, ha
grandiſſima paura della uocede porcelletti, che lattano:
ccme dice Zoroaſtro, ha continua pugna col dragone:
le galline, ci pollicini non lo temono, perche pigliano a
giuoco,quella ſua grandezza; & nondimeno temono l'om
bra del nibbio. L'elefante ancorateme l'ariete, che quanta
dogl e in collera,uiſtolo ſubito diuentanarſueto, e aba
baſſa l'orgoglio: con i quali i Romani meſſero in fugaleſa
ſercito di Pirro, Re de Pirotti, nel quale erano aſſai elea
fanti. Il Salo ha in odio l'aſino, o combatte con lui,
percicche accoſtandoſi agl'arbori, o ali ſpineti per
grattarſi, o permangiare di quelle frondi tenere, gua
sta inidi, o butta per terraluoua, accioche gl'uccellia
ni per timore caſchino del nido: & leicolbecco gli pºſe
ſa, & foraiguidareſchi,o gliele lacera, o gli punge il
naſo. Lo ſparuiere, e inimico a tutti i colombi, liqualigli
difende ilpandaiuolo: del quale lo ſparuierenetene aſſai;
o di queſto le colombe accorgendoſene, non ſi partono da
quelluogodoue egli habita. La cornacchia, e la ciuetta
ſempre

i
P R I M O. I di
ſempre hanno guerra inſieme, o ſi guaſtano i figli, ſitola
gono l'uoua,o le guaſtano, la ciuetta di notte, e la cor
macchia il giorno, alla ciuetta tutti gl'uccelletti gli uan da
torno, o la beccano. Alla cornacchia e nimica la donnola.
il nibbio alcoruo, ilquale ſendo piuueloce neluolare, or
piu gagliardo d'artigli,gli toglie la preda: coſì ancora ala
º
º lauolpe. Il medeſimo l'anitraa,legauie. La tarantola, al
ragno. Vna ſorte diſparuieri che ſi domanda ſmeriglio è
nimico alpipo. Il ceruo, all'auoltore. Il foro da Latini
chiamato anthus, al cauallo, all'aſino la coluta, percioche
mentre che dorme nella ſtalla, entrandoglinel naſoglime
pediſce il mangiare, l'ardeola, con l'aquila, lalodola con
lauolpe, l'aquila coldragone, e col ſcricciolo: o con lei
guerreggia lo ſparuiere notturno, e combattono tanto in
ſieme che ambis'amazzano. Ancoglanimali aquatili
s'odiano fra di loro, come il cefalo, e il peſce lupo, che
ſpeſſo illupotaglia la coda al cefalo. Il medeſimo fanno
la morena, e'l cengro. Le locuſte hanno in odio il polpo,
iquali s'abbracciano con le branche, e ſi amazzano.
v'è unouermicello in mare, ilquale ſi chiama tafano, ſia
mile alſcorpione, della grandezza del ragno, ilquale s'at
tacca ſotto la branca, o punge il tonno, o la xiphia, di
maniera che qualche uolta ſaltano per il gran dolore dena
tro de nauili: s'eſtende queſt'odio, e queſta amicitia
anco nelle piante. Conefra la querce, o l'oliua, che ſe
la quercenaſcenell'oliueto, o fugge, e rientra in dena
tro,e ſi ſecca; ors'ancoſi pianta appreſo la noce,fa di
biſogno che ol'una ol'altra ſi ſecchi, ouero una di loro ſtà
ſempre mezzo ſecca; o ancora ſi pianta l'oliuanel quere
cietto, uil ſale radici molto nociue, che fa ſeccare le
querci,
L I B R O

quercie, e l'ombra della noce, è inimica a tutte le coſe: a


tal che quelle che ella tocca, l'auelena ſubito, offende ana
cora con il gocciolare dellefrondi, perche l'humore ſi ſpin
ge per le frondi; peſtifero è l'odio dellabraſca, o della
uite, o è marauiglioſa lalor pugna: lauite quale ogni co
ſaauince, con liſuoi uiticci, tortuoſi, ſolo la braſca laſſa
stare, imperoche ſentendoſela da preſſo,fugge dall'altra
parte, come ſe qualch'uno l'ammoniſſe che gl'haueſſelini
mico appreſſo. Ogni poco di uino che ſi metta dentro la
pignattadoueshada cuocere, maiſi puo cuocere neſico
noſce piu ilſuo colore: & quell'herba con la quale ſi fa
ſcoſtare la lite, ſifaſeccare con l'origano, o pan porciz
no, che ſe ſiſeminano acanto,fadibiſogno che uno,ol'ala
troſiſ cchi: & beneſpeſſo ſi trouano ſecchiainbidui,coſì
arco lauite abborriſce il lauro: perche col ſuo odore la
fa piu trita, imperoche dicono, che l'adora, o l'alletta,
per ilche accoſtandoſi poi ilgermoglio a lui, ritorna indie
trofiggendo quell'odore, che gl è molto inimico. Mara
uiglioſa e ancola diſcordia della canna, o dellafelce, che
una anazza l'altra, concioſia che la radice dellafelceama
maccata, ributta laſpinafatta di canna ficcatagli dentro,
e chi deſidera che la canna aſſolutamente non naſca, face
ciaarare il campo con iluomere,circoudato di felce: mee
deſimamente lafelce tagliata con la canna mai rinaſcerà.
I cocomeri mirabilmente hanno in odio l'olio, di maniera
che fuggono indietro, doueſial olioſe ſifa pendere ſopra
l'olio, ſitorce come un hamo in unanotteſola: di piu, che
onte le radici, oigamboni con olio, in una notte ſe muor
re: la ondeſempre fuggono gl'arbori oleoſi, come quelli,
che ſtillanogomma, pece, oſimili liquori oleoſi. Dondeſi
dice
P R 1 M o I5
dice che la quercie porta, e pere,il platano,le pome,elmir
to, le melagrane: l'inneſto congl'arboriche gettano pece,
e col pino mai tiene. Il cauolo nano roſſo , chiamato da
. Latini orobanche,abbracciando quel legume, che i Latini
chiamano erum, l'amazza. Il fieno greco, e la faua che
naſce appreſſo alla radice di quello,diuenta uana et ſi muo
're: o nondimenoamanaſcergli appreſſo. Lalappa è ini
mica alla lenticchia. Lauenasterile, che Latini chiamano
Aegilops,ilgioglio, ſono inimicial grano, o all'orzo. Il
cece amazzatutte l'alt e herbe, o ſe ſteſſo: & preſto an
coamazza il triolo cece ſtrangolatutte l'herbe, che gliſo
no da preſſo: nondimeno il centone l'amazza,ſendo piu
poſſente di lui. I Serpenti fuggono l'ombra dello fraſſino
a talche circondando un campodifuoco attorno attorno,
piutoſto ſaltarà nel fuoco che egliuada all'ombra del fraſ
ſino. Lefoglie o fiori del Rododaplene, a tuttigl'anima
li quadrupedi è nociuo, o peſtilentiale, nondimeno gioua
all'huomo,contra il ſerpe. L'Elleboro,o la cicuta,all'huo
moſono peſſime,ornödimeno è coſa manifeſta che le pere
nici,o i torni ne mangiano, come afferma Lucretio. La
Ferla è gratiſſima all'aſino, a mangiare giomenti e agli
altri preſentata è uemeno: la onde quell'animale ſi ſacrifi
cauaal Dio Bacco, o alquale ancogliſi offeriualaferla.
Il ſcorpione ſe egli caminaſopra l'Aconito, perde la forza
del caminare. Si troua ancounherba nominata Coraſtis,
che maneggiando conle mani beneilſuo ſeme,ſi puo anco
ſenza pericolo alcuno amazzare con mano il Scorpione.
La Fainanon amazza quelle galline che ſotto l'ale hanno
un mazzo di ruta ſaluatica. La donnola hauendo a coma
battere col ſerpe, mangia prima di queſta herba. Il Leo
lle
L I B R O
ne,che calpeſta le foglie dell'elce, o paſſandouiſopra perde
la forza, il Lupoſe a caſo tocca la cipolla ſquilla, rimane
laſſo, o ſtanco, o per queſta cauſale Volpi ne mettono
alle buche doue dormano. Li Spiritelli ouogliamo dir Not
tole, fuggono il Platano, o però le Cicogne per difendee
re i figli da queſti animali, uimettono nel nido. L'Appio
ſcacciauiale tarme, onde che le Rondini ne mettono per
queſta cauſane loro nidi.Etli Colombiſaluatichi perſcac
ciaruia gli animali a lor nociui, ui mettono del Lauro. Li
sparuieri ui mettonola lattuca. L'Harpa, l'hedera. I Cor
bi,l'Aron,ouogliamo dire ſerpétaria minore. L'Vpupe,il
Capeluenere,le Cornacchie,l'herbenauermenaca.iltordo,
la Mortella.La Pernice, la canna l'Ardeola, il Caron.L'A
quila, il capeluenere. La lodola, la gramegna, Etlicigni
hauendo a partorire mettono ne'nidi l'agnocasto. Se tutte
queſte coſe per una contagione ſcambieuole, ſono infralo
roinimiche, come habbiamo detto,che è coſa piumirabile,
ſe noi uediamo molte coſe eſſere infradi loro molto bene e
uole, o amiche: con uno eccellentiſſimo ligame di natu
ra, ſi congiongono. Sel ſerpente all'huomo è inimico; la
lucerta amica,che pigliaſollazzo nel guardarlo, che la laſa
ſalaſua ſaliua:che coſa è piu amica all'huomo del cane: cr
infra gli animali acquatili piu del Delfino:ilguale se uiſto
inianorarſi dell'huomo, come dice Appione, che poco ina
nanziliſuoi tempi,a Naupatto,come recita Teofraſto,eſe
ſerueneſtati alcuni innamoratiſſimi, perhauerforſe uedua
ti nelle barchette, alcuni fanciullibelli diaſpetto, o pure
allito. Le Volpi dormanoamicheuolmente con i Serpenti,
i Pauoni amano le Colombe; i Merli amano li Tordi; le
Tortore i Papagalli; le Cornacchie & l'Ardeola, i quali
- inſieme
- P R I M O. I 6.

inſieme ſi danno aiuto contrale volpi, quali comunemente


odiato. Coſì il Golo & il Ledo. Il Gionco o la Lodola
finilmente, il Nibbio & l'Arpa contra il Falcone lor
ninico. Medeſimamente fra li peſci, che ſtanno incompa
gnia; fra la Balena,e uno peſciolino di grandezza, e di
figura d'ulio Gò, uegrandiſſima amità, che uolentieri il
detto peſciolino gli fa la ſcorta,orella lo ſeguita, perche
tiene granſperanza in lui: talche come egli ſi ferma, e -
ella ſiferma, o come camina,orella canina. Etnon ſi ſa
per qualcauſa gli faccia queſta ſeruitù. Coſi fra le piante
gi la viteama l'olmo,o la Pioppa, che parproprio che ſia
ri innamorata di loro, coſi uolentieri liſale ſopra con i ſuoi
li rami, o in queſti producano aſſai frutto, di maniera che
par che ſi maritino con eſſi; ilche non fanno con gli ala
tri arbori. Le palme samano calidiſſimamente, che una
deſidera l'altra, o di tal ſorte ſono innamorate, che ſe s.
ſtanno dappreſſo l'una o l'altra, ſi calano le cime per
toccarſi, o accoſtarſi inſieme. Narra Leontioper pae
role forſe degliantichi un piu infiammato amore, che di
forte deſiderano accompagnarſi, che la femina deſidera
tanto contentare il maſchio, che mai ſi quieta, perfino
che egli non ſente hauerlo conſolato del ſuo anore, ſtà
ſempre baſſaco, la cina,come uedoua, ne mai produce
il frutto, ſe non cheuegga hauerlo contentato, o ſe ala
l'ultimo non conſeguiſce il ſuo intento, ſi ſecca; laqual
coſa ſapendo gli agricoltori, ſempre ſi sforzano pianº
tarle accompagnate, o quandouoglion conſolare la fea
mina, ch'era ſtata già meſta per la priuatione delin ſchio,
gli mettono dei fioridel maſchio ſopra, o coſì lei tutta
conſolata comincia afarde frutti. Il frutto anchodellafe
- v. mlna,
L I B R O
mina, non puo durare tanto, che ſi maturi ſe non gli ſi get
taaddoſſo del fiore del maſchio peſto, con dellapoluereina
ſieme. Grande amore ſi uede ancofral'oliua, o la Mora
tella, (come riferiſce Androcio) che iramiſagliono ſor
pra dell'oliua, o ſi meſchiano inſieme, o leradici, l'una
o l'altrasauinchiano,ne altr'arboro appreſſo a lei ſi pia
ta; coſiilfico a tutti gl'altri arbori enmico, o nonmee
no ancora la Mortella, ſtà uolentieri in compagnia con il
melogranato, talche ſeſi piantano inſieme, fanno piu frut
to; o benchegl'arbori qualche uolta ſiano un poco lonta
ni, nondimeno con le radici ſi uanno atrouare, ma piu ſi
rallegrano di ſtare in compagnia, che inneſtando il melo
granato nella Mortella,fai melºgrani piu grati. E ſimil
mente gran beniuolenza fra la canna,o loſbaragio, la on
decollueueuolmente lo ſparagioſaluaticoſi ſeminanecan
neti, o piuuolentieri, o meglio quiuinaſce. L'Aman
dolo piantato ſolo fa manco frutto, in compagnia ne fa piu
gran copia, o piu preſto. Molti altri arbori diuentano
infertili, ſe dappreſſo non gli ſi pianta il maſchio, accio
chefattainſieme quaſi un'anicitia,o comuentione, produ
chinofrutto. L'Oltua sterile ſi fa produrre il frutto con
un palo d'oliuaſtra, o con un incalino. Fra le roſe, gigli,
o l'aglio ue un ſecreto conertio, che quantopiu da preſ
ſo queſti naſcano, perche ſi conſolano inſieme,tanto piu di
uentato belli, di maniera che i gigli, o le roſe rendono
piuſoaue odore. Tutte le coſe naſceranno piu allegramen
te, quando glihaueranno da preſolaſquilla, e uniuere
ſalmentegioua a tutte lherbe buone da mangiare, ſe uici
no a quelleſiſemina la ruchetta, come habbiamo da Fron
tone, i cocomeri amano l'acqua, ſi come odiano l'olio, che
ſtando
P R I M O, 1x

stando di lontano alquanto, tanto caminano che u'arriuia


no. La Ruta non fa mai piu bella pianta che quando glie
piantata ſotto l'ombra d'un fico. Il gatto grandemente ſi
dilettadell'odore della Valeriana maggiore, perche ſore

| tifica lauita, talche gli fu meſſo nome gattaria che la ca


uano, o lariuoltano ſpeſſo, coſì la nepitella. Ma baſtino
queſte che ho dette, perche ho detto aſſai.
Come a un particolare, dal cielogli ſono date infie
mite, e granuirtù. Cap. X

N Ondiſsime,
ſono priue le coſe particolari di uirtù, et gra
ma nelle operationi hanno gran potere,e
maggiori che non gliele porge la ſua ſpetie, per il
itatodelle ſtelle,o per occulta proprietà, dice Alberto,
ogni particolare che naſce ſotto ilſtato dell'aſcendente del
Cielo ſopra l'orizonte, chegl'aſtrologi chiamano Horoa
ſcopus,o ſottolinfluſſo del cielo, ne piglia una conuenea
uole proprietà,o marauiglioſa nell'operare,o una effia
caciagrandiſſima, nel patire, non ſpecifica e comune, ma
propria e peculiare: la onde a particolari ſi attribuiſcono
uari effetti, o diuerſe inclinattoni, dal uario, o diuere
ſo influſſo del cielo: lequalcoſe tutte biſogna cheil Mago
ſappia, accioche trouate molte ſtrade d'operare, ne pigli
la più commoda, e ſe ne ſerua, ſe qualche uoltafuſſe po
. uero. Habbiamo fatto il debito noſtro, quando habbiamo
dato laregola di trouare, inueſtigare, o di comporre,aca
cioche nella noſtra hiſtoria non ui ſi poſſa deſiderare co
ſa alcuna: ma ritorniamo al noſtro ragionamento, Ale
berto riferiſce, eſſere ſtati duogemelli, l'uno de quali ha
C tretti
L I B R O
ueua un lato che toccando con eſſo qualſiuoglia porta ſer
rata, infatto glis'apriua, e l'altro per l'oppoſito ſe toc
caua conun lato ogni coſa aperta ſerrata. Alcuni temono
delſguardo del gallo,altri del ſorcio, di maniera che ſi uen
gono meno, coſì alcuni hanno uirtù di ſanare le ſcrofole,
orglie stato datodal Cielo di ſanare diuerſe piaghe: &
quel che non ha mai potuto fare il cirugico, con glun
guenti, ne con medicina alcuna, ſolo con una poca diſala
uia daalcuuiſiriſana. Et non meno ſi debbono conſidera
re quelle proprietà che contengono a un particolare, che
quelle che conuengono a tutto il genere, o alla petie, co
me alle meretrici l'audatia, ouogliamo dire sfacciataggi
ne, a bordellieri la laſciuia, o dishonestà, a ladri lati
midità, o ſimilemolte altre paſſioni, lequali ſpeſſo ne li
bri ſi trouano ſcritte.
Della uirtù delle coſe,lequaliſi trouanonegl'animali
ſolamente in uita loro. Cap. X I.

SYIlequali
conuiene ſimilmenteguardare diligentemente alcue
ne operationi nobili, anzi di loro la maggior parte,
hanno gl'animali ſolamente in uita, e dopo
morte mancano, o di radopoſſono ſeruire. Glocchi del
Lupo, mentre che glie uiuo tolgono lauoce; la catoblefa,
elbaſiliſco,in fatto togliono lauitaall'huomo: ferma l'im
peto delle naui,il peſce Remora; lo ſtruzzo digeriſce ilfer
ro; ma quando ſono morti quelli animali non hanno piuta
li uirtù,perche come è manifeſto nonfanno coſa alcuna,
percioche lamuore, o ſi perde quando perdono lauita:
anzi ſe qualche parte di loro ſi deue pigliare, biſogna pi
gliarla
p R I M O, I8
gliarla quando ſono uiui. Et però giudico che non ſenza
cauſa, è ordinatone precetti della Magia, che ſe coſa alcu
na ſi puo ottenere dagl'animali, che ſi deue pigliare men
tre che ſono uiui, per eſſere meglio aſſai,e piugioueuole,
potendoſihauere; imperoche quando l'animal muore, la
uirtù aſſaiſi debilita, e diuenta languida. Auenga che
l'anima, come dice Alberto, gioua aſſai a quelle coſe che
ſigenerano nell'animale, o la morte le traſmuta, o naſ

|
º
ſimamente ſe la morte è naturale, perche gl humori ſi ſoa
no corrotti quando ſono uiui,aſſai diuerſamente operaro,
ci hanno le uirtù piu gagliarde. Queſta coſa s'oſſerua,
e ſi raccoglie da medici, e da tuttigl'altri che danno
opera a queſte coſe, ſe ſi debbono cauare le lingue dalle ra
l ne,la ſpina delpeſce paſtinaca,le pietre della teſta degl'ani
mali, ouero occhi, accioche a tempo operino non damora
ti, madauiui,iquali ſi gettino nell'acqua uiui, accioche
nonperdino la naturale uirtù, o diuenti languida, ma per
abbondanza d'eſa diuentino piu gagliardi all'operare, ne
fate mai altrimenti,ſi come in poche parole (per breuità)
ue la inſegnarò.

Che dopo morte anco reſta qualche uirtù


ne corpi. Cap. X l I. i
-- -
-

On meno ancora ne corpi morti ſi ſcorge, che


IN" qualche proprieta, coſì accompagna
te che non reſtano di fare operazioni, anzi al
le uolte piu gagliardamente. I lupi ſono tanto ſpauena
toſe alle pecore, che anco dopo morte gli portano gran
de odio, imperoche facendo un tamburro di pelle di lupo,
C 2 infra
e
L I B R O
infral'altre coſe ſentiraifra agnelliilſuono, perche ſendo
acquetate tutte le coſe che ſono ſonore, quel tamburo le fa
tutte ammatulire, ſimilmente fatto un tamburo di cuoio
dorſo, o dilupo, o battuto mette in fugai caualli, e ſe
delle budele di queſti animali ſe ne fanno corde, o ſi met
tono a una lira, oliuto, mais'accordano,anzi ſempre ſcor
dano. La pantera ha gran diſcordia col Hiena, onde che
facendoſi un'armatura di cuoio di Hiena, tutte le pantere
fuggono,nepatomo eſſer mai aſſaltate, o ſe attaccarai le
pelli di queſtianimali in unluogo all'incontro,tutti ipeli
della pelle dellapantera caſcaranno; la pelle del leone roa
de, e conſuma le pelle detutti gl'altri animali, quella del
luporode quella dell'agnello, o le penne di tutti gl'altri
uccelli,meſchiate conle penne dell'aquila,tutte ſi marciſco
no. Sodiano si grandemente l'aſino, o quell'uccelletto
chiamato Egitto, che ſidice che il ſangue di queſti animali
bencheſianomorti, non ſi puo maiunire, e meſchiare in
ieme. Amano i colombi tanto il randaiuolo, che ſe alcuno
(dice Columella)ſepellirà i figlidi queſto animale in una
pignatta di terra,o la coprirà bene ſerrata poi con il geſ
ſo, appiccandone quattro di queſte pignatte alliangoli del
la colombara cauſaranno un grande amore nelle colombe
uerſo dellacolombara, diſorteche mai l'abbandonaranno,
coſi amano l'amico loro anco dopo morte,l'herbe ancora
hanno diſimileopera ioni perche tagliate,o ſecche pera
dano, crquando lco ſonouiue faccino l'effetto. Ma tu
guardaraiben ..nonlaſſarti ingannare ſe deſideri ope
re-sº -
s . --
-
- - -
v - Della
P R I M O, I9

Dellaſcambieuol contenienza delle coſe,e che alcune


con tutta la loroſoſtanza,alcune con una parte
operano. Cap. XIII.

r- s Anno le coſe naturali, ancora alcune conuenienze,


H che ſcambieuolmente operano, delle quali auterti
; º º ſcegleſempi nell'altre coſe, o quelle uſarai.
vn'impudentiſſima, o sfacciata meretrice non ſolamena
tehaaudacia in ſemaella ha una uirtù che tutte quelle che
ella tocca, glifa eſſere ſimili a lei, talche colui che ſpeſſo
ſi guardanelſuo ſpecchio, ouero ſi ueſtirà delle ſue ſpo
glie, diuenta ſimile a lei sfacciato, o impudentiſsimo,
e nonſolamente il ferro toccatodalla calamita ſi laſſati
rare, maanco tira aſetutte l'altre coſe di ferro, e come
noi diremo un'anello che la calamita il tiri, anch'egli tira
ſeco molti altri anelli, che par proprio una catena che
penda, perche la virtù ſi traſporta dall'uno all'altro. Coſì
i panni corrottoſi che ſaranno stati adoperati ad eſequie
de'morti, fanno l huomo malinconico, l'iſteſſo ſi puo ue
dere nell'altre coſe. E coſa degna di conſideratione, che
le uirtù delle coſe alle uclte conſiſtono intutta la ſoſtan
za, alle uolte in una parte ferma(come habbiamo detto)
il peſce remora ferma la naue,non con una parte ſua ſola,
ma per uirtù di tutta la ſua ſoſtanza. Et di queſto ſe
ne legge ſpeſſo molti eſempi. Molte altre coſe opea
rano per uirtù d'una parte ſola, il Regolo, il Catobler
pa, o il Lupo con gl'occhi, le formiche fuggono l'ale
delle nottole, ma non già il cuore, nel capo. Et le Vpua
pe il medeſimo, o queſto in altri ſimilmente il trouerai.
C 3 M4
L I B : R. O
Mahoralloglio inſegnare come biſognioprrare per ſomi
glianza delle coſe.

Della ſomiglianza delle coſe, o chi per queſte


poſſa o debba inteſtigare le uirtù,
& operare. Cap. x II II.

Velle coſe che procedono dalla proprietà di tuta


ta la ſoſtanza, che già ho dette, che di loro ſi fa
*-s, comparatione con l'altre, ſi uede che o purcona
tengono in qualche amicitia, opurſono inimiche. Hora
dirò di quelle coſe che operano per uia di qualche ſomia
glianza. Neſi puo inſegnare principio, o fondamento piu
gioueuole, ne radice donde piu germoglino l'operationi
de marauiglioſi ſecreti. Coſì ui metterai una grandiſſi
ma diligenza, laquale ritrouoſcritta ne ſcritti degl'anti
chi, che loro hanno ſemprehauuta,come che quiui confeſa
ſalamaggiorparte del loro ſecreti. Acciò dunque tuima
pari nella compoſitione ad aſſimigliare le coſe inſieme.
Tutteleſpetie delle coſe, o ſimilmente tutte le quantità,
ſecondo la lor poſſanza, uediamo che cercano inclinare,
tirare,allettare, o conuertire nella ſuaſomiglianza, o
ſedi uirtù ſaranno piu gagliarde, queſto piu facilmente
ſuccederà. Come il fuoco muoue alfuoco, cioè per intro
duruiilfuoco, coſì l'acqua muoue qualche coſa per intro
duruila ſua natura. Et Atticennadice, che chi ſta aſſainel
ſale, hauerà ſapore d'humor falſi: o chi in coſa fetida,
d'humor fetidi, o chi pratticara con audace, o timido,
diuenta timido, o audace. Etſe qualche animale prattiz
carà con l'huomo, diuentara tutto domeſtico. De ſimili
alſat
P R I M O, 26

aſſai ne dicono i precetti demedici, come alcune parti del


corpo ſi rallegrano dellor ſimile, come il ceruello,delcera
uello. I denti,de denti: il polmone, del polmone. Il fegaa
to,delfegato. Ilceruello dell'huomo,odella gallina,è utile
alla memoria, o all'ingegno. Dell'iſteſo il teſtiro del caº
pofreſco, meſchiato nelle coſe da mangiare,gioua al mal
caduco. L'occhio deſtro della donnola,portato in un'anela
lo,libera dall'ammaliatione pergl'occhi,ſi come dirò. Et
chiporta un'occhio d'huomo, o di lupo,non è uiſto mal uo
lontieri. Et ſe la lorlingua, meno offende il dir degl'inuie
dioſi. Se mangiarai innanzi cena iluentricolo della gallia
a pocopoco cotto aiuta lo ſtomaco. Il cuor della ſimia,
ferma il polſo del cuore, o accreſce l'ardire, o l'audacia
del cuore. Il membro del lupo arroſtito tagliato, o man
giato incita al coito,ſe pur mancaſſero le forze. La pancia
della lepre.gioua all'ingrauidarla dònachefuſſe sterile,ſe
metterai il cuoio del calcagnodeſtro dell'auoltore,al deſtro
calcagno d'uno che habbia le podagra, oueroil ſiniſtro al
ſiniſtro, mollificail dolore: o finalmente ogni membro,
al membroſimile,fa gran giottamento. Et molte altre co
ſe impararai da medici ſimili, perche non è mia intentio
ne,far mentione particolare di tutte le coſe,che di già loe
ron hanno detto aſſai. Oltra di ciò ſi debbaraccorre con
diligenza, o conſiderare in qualcoſe ſi trouala qualità,
ouero ſopra abbondanza di uirtù, o non la comune.
Etancoauertire, ſe quella uirtù piu gagliarda, ſi tro
ua quiui piu che in altra coſa naturalmente, o per caſo, o
per arte, ottero per qualche cagione accidentale, come
la uirtù di ſcaldare, di frigidare, o di amore, o di auz
dacia, sterilità, fecondità, malinconia, leguacità, ottero
- C 4 qualche
L I B R O -

qualche altra coſa, che uoleſſimo fare. Etnon ſenza pro


poſito penſo che uolendo fare una donna sterile, che ſi deb
ba conſiderare un'animale sterile, o che ſia piu dotato
gagliardamente di queſta proprietà degl'altri sterili, co
operando quello piu facilmente operarà. Come la mula, la
cui orina, ilſudore, ilcuore, la matrice, lanatura, e i
teſticoli del mulo, meſsi aluentre, o mangiati, o beutiti, o
fatta qualche ſuffumigatione per la bocca reſpirando, co
tirando quelfumo, togliono la uirtù del partorire. Coſì il
ſaliceſeſi beue leſſato,fa il medeſimo, perche fa morire
tutte le biade. Medeſimamente un'huomo, o qualſiuoglia
animale, che mai ſia stato inferino, gioua a tutte le infera
mità, ſe uuoi fare un huomo audace, o temerario,fagli
portare addoſſo pelle dileone, o gl'occhi del gallo ancora,
o pur di leone, andarà pronto, o animoſofi agl'inimici,
che non gli farà paura. Se uuoi eſſer amato, cerca ani
mali che ſiano libidinoſi, o che amino caldamente, come le
paſſere, colombe, tortore, ci rondini o albora che ſpea
cialmente danno opera a quello, con arteſe pigliarai le par
tidoue piu efondata la libidine, come il ceruello, il cuore,
i teſticoli, la natura, la matrice, la ſperma. Menſtruo, o
pellicinadelfanciullo che naſce, o ſe uuoi far inganno a
donne, piglia i teſticoli, o ſperma, o ſe allhuomo, piglia
il menſtruo, la natura, o la matrice. Se deſideri far uno
loquace, daglilingue da mangiare, o da bere che ſiano, o di
rane, o d'anatre,doche,o d'altri animali cheſi uegga eſſea
redi tal proprietà di gridare, e far gran ſtrepito; lea
quali lingue, ſe le metterai al capo d'una donna che dora
ma, perchelanotte cicalanopiuuolontieri, la ti dirà i ſuoi
ſecreti, Et di molte altre coſe che apparterebbero piuto
P R I M O, 2i
te sto a ragionamento laſciuo, che utile. Come ſi debbino bea
ſtº ne accommodare o operare,di ſotto l'inſegnarò, quando
ſt .
piu amplamente trattarò di queſte coſe; hora dirò alcune
coſe dell'operationi de cieli.
gli
tri Dalcielo e dalle stelle naſce lauirtù, e molte coſe
it quando uengono. Cap. XV.
,0'
fi E ſo che facoſ manifeſta, che queſte coſe quì giù
gli
Pi coſe ſuperiori, o celeſti,co da quellana
*- turaceleſte, ſtillarſi una certa irtù,accioche le coſe
mutabili con una legge ferma, o continuo ordine, ſi cor
rompino, o ſi generino. La onde giudico che non ſenza
cagione, gli Egittijattribuiuano ogni coſa all'influſſo del
Cielo,uedendo queſte coſe tutte eſſergli ſottopoſte. Que
ſtolo conferma Tolomeo, ilquale ha isoluto conſtituire ora
dine,o regola aglinfiſsi, o dili ha hautoardire pre
dire molte coſe, o dice che queſto non ha biſogno di lunga
perſuaſione; ſimilmente che raffrenal'appetito di tutte le
coſe;gl'animati tutte le piante,pigliar tirtà di creſcere,
& ſminuire, peròalcuni di loro in alcuni tempi ſono piu
incerti, o piuttari. Ariſtotile mentre che gli ha confidea
rato che il mouimento de'cieli è cauſa di tutte queſte coſe
quà giù baſſe, e cheſſi fermaſſero infitto, il tutto ro
uinarebbe,dice che neceſſariamente fu di biſogno che quea
sto mondo quà giù baſſo fiſſe contiguo a quel mondo cele
ſte, accioche la uirtùſua da luihauſea eſſere geuernata.
Et conobbe che dal Sole si fondeua quagiù tanta tirtù,
chedinuouoleggiadramente diſſe, che per il camino, o
ritorno,che egli fa nel circolo Zodiaco,ſigenerano, e ſi
- - - C02 a
IL I B R. O
corromponole coſe,o ſi cauſano le ſtagionide'tempi.Pla
tonedice,chealcuni cerchi celeſti, ſono cauſa dellafecona
dità,o della ſterilità. Et il Sole egouernatore,o rettoa
rede tempi, el reggimento della uita. Onde lamblico,
fauorito della dottrina degl'Egittij dice, ciò che di buono
ſi troua, quello anco è nella uirtù,o potenzadel Sole. Et
ſe qualche coſa habbiamo pur dagl'altri, da lui ſi piglia la
perfettione. Heraclito, chiama il Sole fonte della luce cea
leſte. Orfeo lume della uita. Platonefuoco celeſte, animal
ſempiterno,ſtella animata grandiſsima, o giornale. Li
naturali il chiamano cuor del Cielo. Et Plotino riferiſce,
che’l Sole dagl'antichi fu adorato in luogo di Dio. Anco
la Luna opera si per la ſua uirtù propria,si per quella del
Soleſendo a noi piuuicina, o piu peculiare. Albumaſar
diſſe, che dal Sole, o dalla Luna ci è data ogni uirtù. Il
dottiſſimo Mercuriodiceua, che dopo Dio, il Sole, o la
Luna erano uita di tutte le coſe, la Luna prima ucrſonoi,
o alla terra uiciniſſima piu di tutte l'altre ſtelle, è padro
na delle coſe humide,o conciliatrice,o che hanno con eſ
ſolei tanta parentela, che tanto le coſe animate, quanto le
inanimate ſentono i ſuoi accreſcimenti, o ſminuitioni. Il
mare,i fiumi,creſcono,o mancano le onde horatoſto fut
tuano, o horaſimuoiono adagio. Ilfluſſo del mare, con
andare, o tornare, e agitato d'una continua, o perpe
tua permutatione. Et queſto non tutti l'hanno attribuito
alla Luna, che addoſſo ogni coſa inondi, o horagonfian
doſi ritorni indietro,e non ſiuede di doue altrimèti poſ
ſa accaſcare queſta coſa. Abbondantemente protocagli
animali, come ſuoi ſudditi, percioche (come dice Lucillo)
ſendopiena, tutriſce l'oſtriche,lericcie,iganbari,c tut
- p R I M o. 22

ti gl'altri animali ſimili perche di notte con un tiepido rag


gio, poſſano meglio digerire il cibo. Ma dall'altra banda
gl'animali gobbuti, o con le cornain forma di falce, da
tutte le partigli fa rimanere uuoti,o ſecchi. Questo iſteſ
ſo ſentono li cocomeri, le zucche, i peponi, e tutti queſti
fruttiche ſono acquoſi,che guido la Luna creſce, anco loa
ro creſcono, e quando laſcema,et loro ſimilmente, dimo
do che Atheneo dice, poterſiuedereſecondo che ſono meſ
ſialsole, o in contrario, grandiſsimo creſcimento, e dee
cremento. Le piante ancora non rifiutanoil ſtato del cie
lo ilche ben conoſcono gl'agricoltori,hauendolo ſpeſſo pro
uato nell'inneſtare. Imperoche creſcendo il legno, non fa i
fruttigroſſi,maſi bene quando illegoo e magro, o con la
granuirtù. Talchegl'accorti agricoltori giudicorono ef
ſer neceſſario alle piante il corſo dell'anno, il ſtato della
Luna; di modo che queſta parte grandemente appartiene
all'agricoltura. Mentre ancora che la Luna camina ſopra
iſegni del circolo Zodiaco terreſtri, gl'arbori in quel tem
po piantati piufortemente radicano,ſe lei ſarà ne ſegni
aerei,farà piu gran rami, con gran copia di fondi, or
creſcerà piu diſopraterra, che ſotto terra: tal che ſegno
piu chiaro ſe ne puouedere, che nel melogranato: ilquale
tanti anni produce frutti, quanti giorni ſono che la Luna
s'è partita dalla ſcurrezza, o uogliamo dir dalla uolta;
tal che quanti giorni ha la Luna, quando ſi pianta, tanti
anni fa frutto. Si dice anco che ſe la Luna è uuota, quana
do l'aglio ſi caua, perde l'odore. Tutti i legnami da edi
ficare, come traui, correnti, o ſimili, ſe ſi tagliano quana
do la Luna e tenera, che di nuoto prende il lume, han
no gran copia di umore, di maniera che marciſcono, e
f4rlatios
L I B R O s
tardano, onde Democrito da queſto precetto.ilquale non
diſpiace a Vitruuio, che meglio e tagliarlo quando la Lu
nacala, perche illegname e piu forte, o piu durabile. Di
piu, che uariando l'età, dimoſtrauari effetti, percioche
dalla congiuntionedel Sole, perfino che ſarà caniculare,
fa humido, o ſcalda, ma piu inhumidiſce,per ſegno che
l'humido tutte le coſe creſchino, o piglino l humido per
uirtù. Ma quando glie piena di lume,ha egualmente il cal
do,o l'humido: o queſto ilſentono gl'arborio le mine
re; quando poi laſcema che glie uemutamezza, è calda o
humida, ma piu calda che humida,perche participa piu del
lume, perilche ipeſci corrono ſopra le acque alla cima ,
nondimeno ue un'occultatepidità, perche ſparſa l’humidi
tà,o accreſciuto l'humore,ne naſce la putredine, permo
do che la riſolue intarme,o in marcia. Et quando dinuo
uofarà congiuntione col Sole,checominciarà ad apparire
ſenza lume, i Caldei filoſofi dicono che glie calda, o è in
piunobilſtato, ci dicono ancora eſſerci un'herba lunare,
laquale ha le foglie tonde di color celeſte, la quale conoſce i
giorni della luna,concioſia che creſcendo produce una fo
glia al giorno, o ſcemando la laſcia caſcare: piu ampia e
mente, o piu ſpeſſo, noilouediamo negl'animali domeſti
chi, o nelle piante, continuamente loſperimentiamo con
l'occhio. La formica animal piccoliſſimo ſente il corſo delle
ſtelle,e quando la Luna è uota, ceſſa dall'operatione, o
quando la Luna è piena, la notte s'affatica. Le fibre deſora
ci corriſpondono al giorno della Luna,che quandoglie pie
na,creſcono, o quando glie uota ſiminuiſcono. I capelli
toſati,o l'ugne tagliate dopo iluuoto della Luna naſcono
piu preſto, e innanzi, piutardi. Le pupille degl'occhi
- -, de
P R I M O. z3

de gatti, ancoloro conoſcono queſto corſo,chehora ſono


piu grandi, z hora piu picciole. Et chi diſcerne di que
sta coſafarne proua,ſia nell'iſteſo lume, percioche ilmag
gior grandementeſpegne il minore, poi fa piu eccellente o
debole. Ilſcarafaggio ci manifeſta la stagione delle ſtelle,
ilquale fa una palla di ſterco,o fatta unabuſa in terra in
uent'otto giorni la cuopre,o tanto tempo la tiene aſcoſa,
che la Luna circondi il cerchio Zodiaco, ritorniil uuoto,
o allhora aprendo quella palla, genera i figliuoli. La ci
polla (che è coſapiumarauiglioſa) leiſola fra l'herbeche
ſi mangiano, conoſcele contrarie permutationi delle ſtela
le, o ha contraria uirtù di creſcere, oſminuire, percio
che la ripiglia uita,o germoglia, quando la Luna ſi para
te,al contrario quando la Lunacreſce, ella ſminuiſce. Et
per queſtacauſa i ſacerdoti d'Egitto non la mangiauano.
Come ho detto da Plutarco, nel quartolibro di Heſiodo.
Vn genere di Titimalo,ilqualchiamano Helioſcopio,qua
ſi ſeguace del Sole,che ſempre uolta lefoglie uero il Sole,
la ſua ſiriſtrigne, chiudendo il fiore, moſtrando uncerto
deſio che uenga di nuouola mattina, acciò di nuouoſi leui.
Sonoanco molte herbe ſolari, come ilGiraſole, quando,
i
glie apparſo il Soleſempre il guarda, dimodo che maipar
che il giorno gli habbiamoſſa una minima foglia, poi per
una certa gran beniuolenza che gli ha col Sole, egli cala
le foglie in quella parteche l Sol ſicolca. Coſì anco fa la
maluai ſuoi fiori, o la cicoria. Il Lupino ancoguarda il
sole, quando ſi parte, di maniera che mai inniun luogotor
ce il gambo,o ogni giornoagl'agricoltorimoſtra che ho
raſia, benche ſianuuolo, come dimoſtratoridell'hora egli
da ſegno delluogo, doue il Sole habbia finito il ſuo i.
- - chio.
L I B R O
chio,Teofraſto dice,che nell'Eufrate,il fiore del Loto, non
ſolamente sapre, o ſerra, ma che anco naſconde il game
bo. Altra uolta moſtrarlo dal tramontar del Sole, ſino a
mezzanotte. Coſì l'oliua, ilſalice, il tiglio, l'ulmo, o la
pioppabianca,moſtranoil ſolſtitio, riuoltano le foglie, or
ſiueggono coperte d'una lattigine bianca, col dorſoriuola
tato l'inos, chiamato giglio azurro,il pulegio,bencheſia
noſenzaradice, ficcate in un legno uerde,fioriſcono, e
moſtrano l'Equinottio. Lagioia ſelenite, che è (come ſe
tu diceſſi ilſplendore del Sole) queſta pietracôtiene lima
gine della Luna, o la moſtra ogni giorno in che grado, o
numerola ſia di augumento,oſminuitione, ſi troua ancora
un'altra pietra,che ha una nuoletta, laquale aſembianza
del Sole,leuandoſi,o colcandoſi, gira. Si rallegra, il ci
nocefalo,huomo tanto feroce, o beſtiale, nelmaſcimento
della Luna,cheleuandoſi inpiedialza le mani al Cielo,per
tainteſta un'inſegna regale, o ha tal conuenienza conla
Luna,che nel ſuo congiugnere con la femina,perche ſi ſuol
diſporre,quando la nonſiuede tutta la notte,per eſſere in
ſcemo che gl'eſcura la Luna. Il maſchiononuoluederco
ſa niuna,ma mette iluoltoin terra per hauerla perſa, tuta
to meſto piange,o non mangia. Coſì anco la femina ſtà ma
linconica quella notte che non ſi uedela Luna, mai riuolta
glocchi, ſtà ſempre anch'ella come il maſchio afflitta, o
per la natura gettaſangue.Et però ſino a queſti tempino
ſtri,come habbiamo da orone Hieroglifici,ſinutriſcono
i cinocefalinell'Egitto da ſacerdoti, accioche daloroſi poſ
ſa ſapere il tempo della comuentione del Sole,o della Lua
na. La Stella Arturo qual è nella coda della figura di
Boote, ſalendo ſopral'Orizonte, cauſa le brinate, e le
pioggie,
- p R 1 M o. 24
pioggie. I caſi conoſcono l'apparitione della Stella Siria,
perche gli arrabbiano. Le uipere, o i ſerpi si ſuriano.
iſtagnifintiomouimento, i uini nelle camelie rivoltato, cº
nella terra ſiſentono grandiſſimi effetti. Il baſilico nel ſito
naſcimento diuentaſanoſo. Il coriandolo ſi ſecca,con di.
ce Teofraſto,ogn'anno. Diligentemente gl'antichi oſſre
ſuauamoilnaſcimento della Stellacane, o da quella (ccine
ſcriue Pontico) faceuanoconiettura, ſe l'anno doueugeſ
ſer buono ſano,ouero peſtilentiale: perciocheſe lan:ſcetta
un poco ſcura, caliginoſa, o nel cieloſi ſcorgeſſe una
"I
certacraſſezza,diceuano hauere a eſſere anno peſtilentita
le,maſe appariua chiara,o ſplendente, ſignificata il ciel
ſottile,benigno,propitio,o anno ſalutifero. Queſta Stel
la dimodo la temeuanogl'antichi, (comedice Columella)
che gli ſacrificauano un cane. L'antiuede et conoſce quel
la ſteſſa Stella una fiera,laqualegl'Egitti chiamano orin
gem,imperoche guardando iraggi del Sole,adora la Stela
fi
lacane. Hippocrate dice,che innanzi, e dopo le purga
tioni, ſono cattiue, che non ſi debba ſalaſciare, o Galeno
aſſegna molte coſe,che ſi debbano cdſiderare ne giornidea
cretoriſ,o oſſeruare neceſſariamente, o non meno anco
ranelleſemenze,nelle mietiture, o nel piantare degl'ar
bori. Forzati di ſapere lefigure delle Stelle grandi,ilpar
tire de ſegni celeſti, peruedereanco l'impreſſioni aeree,et
difuoconell'aria. Perche conſiderando queſte coſe conat
tentione d'animo, chi ſarà quello che non conoſca, che le
Stelle ſono cauſa di queſte coſe quà giù baſſe: leguali non
ſapendole, ſiuede che ſi perde la ſcienza di grandiſſime
operationiſecrete,
Tutte
L I B R. O

Tutte le coſe ſemplici, ſi debbono adoperare ne tempi


determinati, o medeſimamente ſi debbono
preparare. Cap. XVI.

Dino preparare
queſta cagione giudico, che tutte le coſe ſi debbo
a ſuoi tempi conuenienti, o determia
nati, perche ſi come il Cielo ne dà diuerſità de tempi
nell'anno,coſiancouà uariando le piante. Et la conditio=
nedell'anno,come ben dice Teofraſto,giouaaſſai al creſcea
re, o al nutrimento inſieme con latemperanza dell'aria.
Laonde non ſenza cagione ſi dice il prouerbio, che è l'ana
no che produce il frutto, o non loro, dimodoche le coſe
ſemplici che appartengono all'arte, ſono piu gagliarde
all'operare. Sapraiancora, che ſono alcune coſe cheluna
go tempo riſeruano la uirtù d operare, o alcune toſto
ſuaniſcono, come ognunopuo uedere. Et per decreto del
medici e ordinato, quello che d'ogni tempo ſi conſerua,or
quelle coſe che ſimilmente preſto rimangono inutili. Et
coſiſbeſe uolte accade, che quelli eſperimenti, che inſee
gnano gl'antichi, paiono falſi, e uari, uenendoci alle
mani molto uecchi, o maſſimamente quelli eſperimenti,
checonfeſſanonelle gioie, o nellepietre. Sono etiandio
le principali uirtù, nelle radici delle herbe,nelle foglie,or
ne fiori, ſe atempoconueneuole ſono colte, o prepara
te. Auenga che nell'autunno ſi debbono ſuellere tutte le
radici, che allora ſono ſucchioſe, altrimeti negl'altritem
pi perdono lauirtù,perche ſono piu ſecche,etallhora che
ſono le foglie moſcie, perdono lauirtù nella primauerai
fiori, perche in quel tempo naſcono, hanno gran copia
di
-
- -

p R I M O. 25
diuirà nellaiatele foglie, coſinelle altre coſe ſi debba
oſſeruare: Et a queſto è conforme l'opinione di Dioſcoria
de,ilqualedice,primamenteſi debbaporre curache a ſuoi
tempi conuenienti tutte le coſe ſi raccoglino, e ſi ripona
ghino,imperoche ſenza dubbio per queſta cagione,oleco
ſe hannopoca uirtù, o ſonouane, o non fanno operatioa
ne alcuna. Tal che ogni herba ſi debba corre quando il Cie
lo è ſereno, e coſi ſe non ſaranno raccolte al ſuo tempo,
non uarranno niente,o nonoperaranno; ſimilmente quaa
do ſaranno troppo uecchie.
Che ſi debba conſiderare le Regioni, o luoghi doue
naſcono i ſemplici. Cap. XVII.

Peſſo accade,che coloro errano, che ſprezzano nelpi


Sluogo,
gliare l'herbe, metalli, o altre coſe ſimili, il ſito del
ma pigliano quelle coſe che gli uengono alle
maniſenza conſideratione alcuna, ſe alcuno deſidera cona
ſeguire l'effetto integramente, non è di pocogiouamento
il conſiderare loſtato del cielo, e illuogo proprio. Inta
perocheſi come i luoghi ha diuerſe temperie,coſi parimea
l te puo operare diuerſità nelle piante. Anzi che alle uolte
ſi cauſa tantadiuerſità nelle piante circa le loro uirtù, che
non ſolamente i principianti in queſta ſcienza singanna
no,maanco nel cercare le loro uirtù, i medici che ſono poe
co eſercitati nella filoſofiasauiluppano. Di queſta coſa
nefanentione Platone. Dotòlanaturamaturamente i luo
ghidella terra di diuerſeuirtù, accioche in loro s'impria
meſſero diuerſe proprietà,come nelle piante, o nell'altre
coſe, ſecondo che ſi conucniua al loro genere, Simile a
º D queſta
L I B R. O
queſta è la ſentenza di Porfirio. Ilgualdice, che l luogo è
principio della generatione,ſi come è il padre. E chiaro
anco per l'auttorità di Dioſcoride, che importa pure aſe
ſai,ſe i luoghi doue naſconoſono montuoſi, o colline, o
eſpoſti auenti freddi, o ſecchi, perche in queſti luoghi
l'herbe ſonopiuuirtuoſe, o di uirtùpiugagliarda. L'op
poſito quelle che naſcononelle paludi acquoſe,doue non ui
diail Sole, remotida uenti, degenerano, o ſono di poca
uirtù. Et in Acaiaappreſſo Gabina u'è una certa ſorte di
uiti, il uino delle quali fa perdere, coſì riferiſce Teofra
ſto, e quando le cagne hauranno mangiata quell'uua, è di
neceſſità che ſperdino, o purnelguſtarla non ha diuerſo
ſapore dall'altre uue, coſì il uino ha il medeſimo ſapore de
gl'altri, o non ſolamente la regione muta lanatura delle
piante, ma ancora i coſtumi degl'huomini, e la forma.
Chi è quello che non uegga che i popoli d'Aſia, o quelli di
Libia ſono timidi, o pauroſi? L'oppoſito di quelli d'Eu
ropa, guerrieri d'animo ualoroſi, magnanimi, º indu
ſtrioſi: i popoli di Scotiaeffeminati, Eunuchi o impoten
ti al coito, loro hanno un'aſpetto graſſo, carchi di carne,
o gl'altri macilenti, o ſnelli? Non ſolamente in queſte
ragioni ſi fa uariatione, ma etiandio nelleparti delle regio
ni, come riferiſce Hippocratenellibro dell'aria, dell'aca
que, & de luoghi. Queſto medeſimo ancomi pare che lo
conſentino Platone, o Galeno. Donde ſe queſti da quelli
ſi conoſcono tanto diuerſi, per cauſa delle regioni, e non
hanno le medeſime uirtù, ſi debbono pigliarda quelluogo,
doueſiuede che hanno piuuirtù,perche no operano eguale
mente quelle che ſtanno uerſo il Settentrione, o l'Auſtro,
e quelle di Leunte, o di Ponente, il Pino, l'Albero,e i
Teree
P R I M O. 26

Terebintouoglionoilmonte. ll Platanofiumi, la Pioppa,


il Salice, l'Elce, i Fraſsini, l'Acero, el Nocciuolo amano
luoghiacquoſi, paduloſi, luoghi ombroſi,le fonti, o ſaſſi.
Et benche in altri luoghi maſchino, nondimeno non coſi,co
me in queſti, o di quell'iſteſauirtù, perche altroueopea
raranno piu debolmente, ſecondo quella diſpoſitionedella
natura qual'ama naſcere piu quà,che là. Il ſugo della cicu
ta, appreſſogl'Atenieſi eraueneno. Et perpublico editto
era ordinato in pena derei. Ilqual pigliandoloSocrate,ſu
bitomori: nondimeno quà a noi ſi piglia con minorpena,
e le beſtie la mangiano. Et in Perſia dicono naſceruiuno
arboro peſtifero, che fa i fruttiuenenoſi, iguali chiunque
;
l
limangia ſubito muore: per laqualcoſa, ſolamente que
stifrutti operauano per dar ſupplitio. Et pure da Re tra
ſportati in Egitto, ſpogliati di quella malignità di Perſia,
produce frutti buoni damangiare, o diletteuoli, quali
noi chiamiamo perſiche. Columella ſopra di ciò ne faale
cuni ſuoi uerſi,
Alcune proprietà di luoghi, o di fonti, iguali
poſſono giouare al noſtro eſercitio.
Cap. XVIII.

L inA diuerſi
diuerſità ancora delluogo, opera, e conferiſce
effetti delle coſe, imperoche illuogo dela
la terra, o delle acque contiene in ſemolti miraco
li, liquali biſogna che il Mago ſappia bene. Auuenga che
"
ſpeſſeuolteuediamo,che alcune operano per cauſa del
ſito, o fare miracoli per l'inclinatione del Cielo, o per
l'impeto del Sole,o per la ſuauicinanza, o lontananza.
- D 2 Con
L I B R. O
concioſia coſa che ſe una terra dall'altra non fuſſe diffe
rente,non ſolamente in Siria,o in Arabia nelle canne, ne'
giunchi, o nelle herbeſi trouarebberoglodori, o gl'ar
bori odoriferi, non darebbono il pepe, nelamirra, ma in
ogni luogo ſi generarebbero queſte coſe. Dalle proprietà
ancora dellefontane, ſi raccolgono certe proprietà, lequa
li altrimenti non ſi potrebbero fare, ſe non che l'humore
terreſtre con la ſua proprietà di ſapori, meſchiato nelle
radici dellaterra, nutriſce la materia, per laquale pullu
lando fuori, habbia il ſapore proprio a quelluogo. E una
città in Africa chiamata Zama, lontano dalla quale uenti
miglia, u'è un caſtello chiamato Semue, o eſſendo Africa
madre, o nutricedelle beſtie, o maſſimamente deſer
penti, ne campi, e nelle poſſeſſioni di quel caſtello, non
ue ne naſce alcuna, etſeui ſe ne porta alcuna,infatto muo
re; o quella terra portata altrouefaliſteſſo effetto. Nel
lago grande di Tarquino in Italia,ui ſono datorno boſchi,
iquali ſono agitati dauenti, o fanno figura triangola
re,qualche uolta circolare, mai quadrangolare. Nel tera
ritorio Ciſpadano,in quella parte che ſi domanda Monſtea
rax,è unaſpetie digrano,ilqual chiamano Siligine,che al
la terzaſementadiuétagrano. In Arpaſacaſtello d'Aſia,
è un ſaſſo horrendo,o grandiſsimo,che con un ditoſimuo
ue, o ſe uno lo uuole ſpignere con tutto il corpo, non lo
puomuouere. Sono ancoraalcune terre che hannograna
diſſime fiamme difuoco, come in Sicilia il monte d'Etna,
ilquale ſpeſſeuoltegettafiate di fuoco. Et in Faſelideilmö
te chimera, del quale dice Cteſia, che con l'acqua saccena
de, o con la terra ſi ſpegne. Etnella campagna Megaloa
politana, o ne paſcoli ſottopoſti ad Arcia, ſe caſca un
Cara
p R I M O. 22
carbone ardela terra. Coſi in LiciaimontiEfeſi, toccati
con legno d'un'arboro che ſi chiama tedasinfiamano,etle
pietre,c larenaardedentro dell'acqua; talche ſe alcuno
con un baſtone di quell'arborotira i ſolchi, ſi dice che fa i
riuolidifuoco. Et delle acque ancora ſi raccontano coſe
non minori di queſte; imperoche mentre che le caminano
per le uiſcere della terra, paſſano per le minere dell'allu»
me, dellapece,delſolfo, o perſimili altre minere,o mee
talli. Hora entrando in corpod'un'animale,infatto l'eſte
nuano,e lo diſtruggono, e poi qualcheuolta ſanano le
infermità. Sono ancora molti generi d'acqua, leguali non
hanno pocheproprietà. In Siciliau è un fiume chiamato
Himera, ilquale ſi parte indui rami, o quella parte che
corre all'incontrod'Etna, è marauiglioſamente dolce, cr
quello che corre per il Sale, ha ſapore ſalſo. Fra Mazaca,
e Tuaua città di Cappadocia e un certo lago, nel quale
mettendoui dentro una canna,o un legno,a poco a poco dia
uentapietra,o quello ch'è dentro dell'acquanon ſimuta.
Nella città di Hieropolidi là dal fiume Meandro u'è un'ac
qua,laquale ſitraſmuta in lofo; di manierache quelli che
fanno i condottid'acqua, ne edificano i ripari interiper ri
tenere l'acqua. Sonoin Boetia ifiumi Cefiſos, o Melas,
ne quali altempo chele pecore debbono partorire,beuena
do continuamente deli, ben che ſia bianca generano inale
cuniluoghi i figlidicolorefoſco, o in altri luoghi di colo
reterreſtre.Coſi del fiume Peneo in Theſſaglia, e di Aſta
te fiume di Ponto, beuendone le pecore diuentano nere. Ci
ſonoanco alcune ſorti d'acque mortifere, leguali perma,
lignità della terra, tirano a ſe un ſugo uenenoſo, come a
Terracina quellafonte, che ſi domandauailfonte Nettun-.
- . D 3 11i0,
L I B R. O -

mio,che chinebeueuareſtauamorto, per ilcheſi dice, che


gl'antichi lo ſerrarono. EtinTracia il lago Cycros, del
uale non ſolamente chi ne beue muore, maetiandio chiui
ſi . In Arcadiauiſono alcuni humorifirigidiſſimi, che
colano da ſaſſi in quella regione chiamata Nonacrij,laqual
acquaſi chiama Stidos Hydo,laqualeneuaſo di rame, ne
d'argento lapuo ritenere, ma ſi ſtrugge, o ſi guaſta, er
non è coſa che quell'acqua la poſſa ritenere, ſaluo che l'un
3hia del mulo, della quale ſifamentione da Antipatio,che
d'Aſola fu portata in quella Prouincia, doue era Aleſſan
dro,e da lui con quell'acqua eſſer ſtato autenemato il Re.
Nella campagna di Faliſco, che è quella parte di Toſca
na,doue e monte Fiaſcone, in quel di Romanella uia Cam
pana,nel territorio di Corneto, ue un lago nel quale ſora
ge unfonte, nella quale ſiueggonoeſſa di ſerpe, di lucera
tole,d'aſpidi, e di " animali,che uolendoli cauare, non
ſitrouacoſaniuna. Medeſimamente ſono alcune uene di
fonti acetoſi,o forti, come in Lyncesto in Macedonia, co
a Tiano in Italica in campagna Virena, di là da Capua,
o in altri aſsai luoghi, lequali hanno uirtù di guarire la
pietra. E una fonte in Pafogonia, del quale coloro che ne
beuono anchorſenza uino, diuentano briachi. Nell'Iſola
di Chio è una fonte, della quale coloro che ne betono per
inaduertenza diuentano pazzi, e i ſenſidiuentano come
dipietra.In Suſau'è una fonticella, dellaquale chine bea
ue perde i denti, l'acqua del Nilo è tanto feconda, che da
quella lezolle della terra diuentano animate. In Ethiopia
ſorge unfonte, ilqualuerſo del mezzo giorno di modo è
freddo che non ſi puo beuere,o come poi uiene la mezza
notte; bolle di maniera che non ſi puo toccare. oltra:
- di
p R I M O. 28
di queſto ne ſono molti altri, delle quali ne fa mentione
ouidio. Altre ſono leproprietà de luoghi, o de'fonti;
lequalichileuuol ſapere legga Teofraſto,Timeo Posſido
nio, Egeſia, Herodoto, Ariſtide, Metiodoro, liquali con
gran diligenza, e lungo ſtudio hanno cercate le proprie
tà,c l'hanno ſcritte,o quindi poi da Plinio, o Solino
e con molte hiſtorie dette.

che i ſemplici quali hanno a entrarenelle noſtre


miſtureſidebbono meſcolare,o com
porre. Cap. XIX.

Ogiudicato già far di biſogno inſegnare le compo


IIſitioni, o le miſture de ſemplici, accioche dopo
che li studioſi haueranno imparato ad inuestigare
gl'effetti della natura, o tutte le coſe apparecchiare,eſa
ſerieperfare uenire ad effetto quelle coſe marauiglioſe,et
imparino ancora la regola del comporre, laquale ueggo
grandemente eſſer oſſeruata da medici. Perche ſpeſſo non
habbiamo biſogno d'un'effettoſolo, ma di due, o di tre.
Ft coſì biſogna uſare la miſtura del ſemplici per cauarfuo
ri il deſiderato,o cercato effetto, o a queſto effettogiu
dico eſſer stata trouata. Imperoche ſpeſſo accade che
qualche uolta debolmente operano, ma io accioche piupre
ſto, o meglio operino le fogliofortificare con molti aiuti.
Et ſe per il contrario troppo preſto gl'operaſſe, contema
perare, o mollificare la uirtù: ſpeſſiſſime tolte accade,
che uolido noiferire un membro determinato,ol capo, ol
cuore ola ueſcica, ui accòpagniamo alcune coſe, accioche
drittamente pungano, e feriſcano quel che noi uogliano,
D 4 donde
L I B R O
dondeaccade che alle uolte ui accompagniamo coſe cona
trarie; ſeguitiamo adunque il principiato ragionamento.
Quandotu cominciarai qualche opera, conſiderarai pri
ma quello che principalmente hai nella intentione,o nel
lamente, alquale tu indrizzi,o ordini la miſtura, o qual
ſemplice, fermiamo labaſe, o il fondamento della compo
ſitione, dalla quale dipende la compoſitione, o ua di tanta
quantità quanto debbono eſſere l'attioni dalla forma mate
riale. Imperoche hauendo a operare ricercano la debita
quantità, l'altre coſe ui ſi debbono aggiugnere come coad
iutrici,o condimenti, o cheſenza loro non ſi operareb
becoſi facilmente, o accioche non operino,ne piu preſto,
nepiutardi. Coſì ſi deue meſchiarelacoſa odorifera, con -

lafetida, el dolce con l'amaro, per cauſa dell'odore, e del


ſapore. Auuenga che ſi debba dareamara, orfetidalami
stura, laqual da alcuni ſi ributta, o da quella fuggono i
ſpiritianimali, e l'abhorriſcono di modo, che poi neſuca
cede danno allauirtù quando gle preſo. A queſto modo le
partigroſſe, e dure per dilettare, ſi accommodano con
le ſottili, o con le tenere. Accaſca alle uolte che le parti
ètanto picciole, che innanzichel corpo lariſcaldi, ſi con
ſumi dal calore del corpo, allora ui aggiugniamo una
maſſa, perche non interrompendo l'operatione,dà contiene
uolnutrimento al calore, accioche non ſi conſumi piu pre
sto del biſognolamateria, o ſia atta all'operatione. Se
per eſempio uogliamo pigliare gl'uccelli addormentati,
queſto lo poſſiamo fare con la noce di Leuante, laquale ha
queſtauirtù di fare addormentare ſtordiſce, e pergrae
uezza del ceruello gli fa dormire graueméte, queſta ſi met
te perfondamento, o baſe della miſtura, e accioche con
pite
P R I M O. 29 V

piuuiuacità poſſa operare, ui aggiugniamo oppio o feca


cia di uino. Se ſonodure, e uogliamo farle tenere, accioa
che piu commodamentele mangino, come i legumi, o coſe
ſimili, come diremo nel ragionamento delle preparationi,
con queſte anco iueſchiamo gl'uccelli. Per laqual coſa ſi
debbono diſſoluere col ſugo dellamandragora, o della cia
cuta, opur colficle del bue; & accioche non ſiano ama
re,glimeſcolaremomele,formaggio, ouerfarina, accio
che la coſa ſia piugiotta, con queſto bagnino i legumi, o
dianglieli a mangiare, imperoche quandol hauranno man
giate, caſcano in terra addormentate, e non hanno ardie
re di pigliare il uolo, talche commodamente ſi pigliano
con le mani, e queſto dico, che anco nelle altre coſe ſi
debba oſſeruare.
Come ſi debbatrouare il peſo della miſtura.
Cap. XX.

I debbagrandemente conſiderare ancora di pigliare


la giuſta proportione della miſtura, o trouare la de
bita commenſuratione de peſi, perche la bontà delle
operationi conſiſtenella proportione, o debita armonia,
altrimenti le miſture non produrranno quell'effetto che el
le promettono, ſe ogni coſa non ha compiutamente il ſuo
numero, o peſo, onde che trouiamo che gl'antichi,tana
to nelle miſture, quanto nell'uſo delle coſeſemplici, ſepa
ratamente hannouſata la debita quantità, non far duna
quemiſtura alcuna ſenza debita ſcelta, o debito peſo,
perche non riuſcirà, o queſto lo ſcriuo con l'eſperienza.
Adunque tu che dai opera a queſte coſe prima trouailpe
O
L I B R O
ſo della medicina ſemplice quanto comporta la coſa, ſecon
dolaimaginatione di queſto effetto che tu cerchi di fare.
Et in te ſteſſo imaginati quel medicamento di tutte quelle
coſe che lo compogono, riſguardando in che proportione
ſtia con tuttalacompoſitione, perche nel tutto ui debba
eſſere quella proportione laquale ſi troua nelle parti, or
ſe tutrouarai eſſerui poſta alcuna coſapiu del douere, lea
uane quello che ti par ſuperfluo. Et coſì anteuiſto il peſo,
per il fondamento della miſtura ſi conſtituiſca, o tanto
stia fondamento degl'altri peſi, o da quello tanto ſe ne
leui, quanto fa di biſogno,per cagione degl'altri, o che
corriſponda allaſua debita proportione,ſendo biſogno che
u'entrinella medicina piu coſe, o queſto ſi debba trouare
per il giuditio di colui che opera. Coſi della miſtura non
dare mai piu che comporti la proportione, ancor che nella
uirtù fuſſe ſemplice, ma computati tutti i gradi, non deb
ba eſſere maggiore nella quantità,che nella uirtù,permo
do che gli habbia diuerſa qualità perche quella coſa non
uis'aggiugne per creſcere proportione, ma perche cà piu
facilità ſpediſca l'opera. Ancora ſi debba auuertire dili
gentemente del modo nelle miſture, o nelle medicine, ua=
riari peſi, o la proportione, ſi coneſiuariale Regioni,
o i Climi,perche operando hanno diuerſa uirtù, che là
piu gagliardamente, o quà piu debolmente, come già
habbiamo detto di ſopra. Compartiſce, o conſidera
molto bene prudentemente, e ſecondo la operatione de
ſemplici, ſi debba mutare il peſo, leuando, aggiungen
do, e con la prontezza del tuo ingegno accommodando,
accioche operino quello che cerchiamo. Queſto con ot
timaragione in queſta mia opera ho diligentemente ſcrit
- to,
P R I M O. 3o
to, deſcriuendo i peſi per le parti, o non ſenzagiuditio,
accioche piufacilmente ſi poſſa intendere, perche forſe la
diuerſità de nomi de peſi, igualiuediamo dagl'altrieſſe
restati oſſeruati, impedirebbero l'artefice dall'operatio=
ne. Etaccioche ciaſcuno uſi la cercata o deſiderata qua
tità. Et queſti ſteſſiuediamo batterli uſati cornelio Celſo,
però coſì piuaccommodatamente a tutti s'eſatisfatto.
Delle preparationi de ſemplici.
- Cap. X X I.

là habbiamo inſegnatoa comporre, c trottare il


peſo,ci reſta a dire d'alcune preparationi de ſema
Sº plici leguali ſono molto al propoſito,e neceſſario
all'arte, e di maggiore artifitio aſſaidi tutte l'altre coſe.
Che operationi non conſiſtano ſolamente ne ſemplici, ma
nelle loro preparationi, ſenza lequali, o poco o niente ope
raranno: adunque i ſemplici ſiſogliono preparare con aſe
ſai artifitio,accioche all'uſo ſiano piu commodio piu ate
ti. Quelle coſe che piu di tutte l'altre ciucngono in uſo,
ſono queſte, maturare, putrefare, macerare, liſſare, ab
brucciare. Ridurre in calcina, in cenere, diſtillare, diſe
ſeccare, e altre ſimili. Imperoche albora maceriamo
qualche coſa, quando uigettiamo qualche humore, accio
che la coſa tanto dentro quanto fuori ſi bagni,o ſi macea
ri, o come habbiamo detto, ſe ne poſſa cauare la parte
piu ſottile, o ſi laſci la piu terreſtre, o groſſa, e che i
cercato humore, il riceua dentro. Leſiamo, quando non
poſſiamo tirar qualche ſugo, perche leſſando il tiriamo dal
centro della coſa, alla parte ſuperficiale, quando che no ſi
puo
- L I B R. O
puofare con la maceratione, o con l'infuſione, e quela
la nondimeno riſolue i uapori ſottili, coſì uſiamo l'abbruc
ciare, l'arroſtire, o l'incalcinare, per leuare dalle parti
ognihumore, e humidità, ilcheſi fa quando l'habbiamo
ridutto in calcina, accioche piu facilmente ſi riſoluino, o
ſi conucrtino in liquore, o ſi meſcolino con l'altre coſe.
Coſì arroſtiamo, quando lacoſa non ſipuoamaccare, ace
cioche ſe ne faccia poluere, hauendo cura che la coſa non
s'abbrucci, o abbrucciata poiperdalauirtù, o s'amola
liſe, per aſſottigliare i ſemplici, o altre coſe che ſi ſtilla
no, accioche ſe ne caui acqua di piugagliarda uirtù, che
piu facilmente, o gagliardamente operi. Et perche
noi cerchiamo lepartipiu ſottili del medicamento, ributa
tandole piu groſſe, leguali al noſtro penſiero nuocono,
ſimilmente l'iſteſſo ſi debba intendere dell'altre
operationi. Queſte coſe ho giudicato eſſe
remolto utili, o neceſſarie alla no
ſtraopera, ſe alcuno deſidera
piu diffuſamenteſapere
ne, legga i libri
de medi
ci:
però mutiamo ra
gionamento.
r

3I
D E L L A SA PI E NZ A
N A TV RA LE DI GIOVAN
B A T T I ST A P O R T A
N A P O L I T A N O ,

L I B R O S E C O N D O,

Il Proemio.

| I No a qui habbiamo ragionato del


le cauſe, o delle loro attioni nel pri
mo libro, o forſe piu del douere.
Horamai adunquemipare tempo di
Nº, ºi cominciare le operationi,lequaliſpeſ
Egºill li ſo habbiamo promeſſe. Ma prima
inſegniamo le mostruoſe tranſmutationi delle piante per,
cioche l'agricoltura ha dimolti nobili eſperimenti,o dia
letteuoli. Et innanziche parli del modo difarli, ho di biſo
gno diragionar prima d'alcune coſe, coſì generalmente.
La natura ne moſtra molte ſtrade, per lequali facilmente
poſsiamo conſeguire l'intento noſtro, ſapendo noi certa
mente, che con facilità le piante ſimutano in una natura
aliena, o eſſer ſottopoſte a uariemutationi. Di quà però
facendo principio, dico che alcune piante uiuono per la
coltiuatione, o uogliono eſſere coltiuate; alcune altre
non uogliono, anzi l'odiano, talche ſe alcuno le coltiuarà
diuentano peggiori, o medeſimamente alcune non coltia
uandole inſaluatichiſcono. L'Abete coltiuatodiueta peg
giore, o li ſaluatichi con la coltiuatione diuentano do
meſtichi,
L I B R O
meſtichi,comelauite non coltivata,diuenta l'imbruſca, e'l
Serpillonepitella: ſimilmente dando letame a quello che
uuol eſſer potato, o poterai quella che non uuoldelletame,
oltra di queſto ſarà di biſogno ſe ſaprai ilnaſcimento (co
me impararai da Teofraſto,o dagl'altri) che alcuniſono
atti a naſcereperuia diſeme, alcuni da per loro, altriper
radice, per trapiantare,di rami,di tronco,di legno minuza
zato in pezzi piccioli: imperoche la ſcorza della pioppa
bianca, amaccata, ſotterrata in un ſolco con letame, tutte
l'anno dà defonghi buoni da mangiare. Vergilio ancora
nella Georgica, inſegna il loro naſcimento. Ma ſe tu uor
rai far naſcere per uia di ſeme, quello chenaſce per uia di
ramo,o di radice,o quella che per inneſto, quello che per
uia dimarcia, darà frutti ſtrauaganti, c uedrai che ſono
uenutifrutti fuori dell'ordine della naturaſua. Già ſapa
piamo che lfico ſifa peruia d'inneſto di ſtecca, onde ſe lo
uorrai farnaſcere con inneſtarlo al mezzo fico; uedrai
cheſarà diuerſo, non ſendol'inneſto conueniente, tal che
inneſtatilifichineri, ſaranno ifrutti bianchi, o lebian
che nere,ouero non ne farà di ſorte alcunaſe non fico ſale
uatico. Dicono ancora che dell'ultanerane naſce labiana
ca,laqual chiamano Capneia, o la pioppabianca ſitraſe
muta in nera, ouero un'arboro di buona ſorte, mai ſarà
coſì perfetto. La mandola dolce, ſe ſi pianta per ilſeme,
diuenta amara,dura,e di ſapore baſtardo, coſìnel melogra
natoda dolci, neuengono igarbi, quando naſce per uia di
germoglio. Si troua in Candia una ſorte di cipolle, (co
me dice Teofraſto) che ſeminata per uia di ſeme, diuenta
radice, trapiantata poi diuenta cauolo, e ha ſapor dolce.
Et queſto e contrario a tutte l'altre,perche tutte le trapia
- tate
S E C O N D O. 32
tate piu preſto naſcono, o uengono aperfettione. Lera
peſe ſi trapiantanorare, diuentano femine, ma ſi ſpeſe,
tutti dicono che naſcono maſchi. Et del frutto del Laua
ro, o della Mortella che è roſſo, è manifeſto che diuena
ta nero. Ne ſarà fuor di propoſito conſiderare la benignia
tà de Cieli, lemutationi ancora de tempi, accioche ne
tempi a lor conueneuoli, piupreſto, o piu tardi ſi piantia
no. La ſemenza delle zucche, o de cocomeri ſe ſono piu
freſchi, generano piutardi, o ſe ſaranno piuuecchi, naa
ſcono piupreſto. L'oppioſimilmente el Naſturtio,naſco
no piu preſto delſeme uecchio, che del giouane. del ſeme
della braſca, quando gl'è inuecchiato aſſa, dicono che ne
naſce la rapa,coſi ſcambieuolmente delſeme della rapauec
chio, la braſca. Il ſeme della Tifepeſta, ſi ſuol mutare in
grano, ſeminandola, non il primo anno, ma il terzo. Se
adunque adacquarai quelle piante che hanno in odio laca
qua faranno diuerſità; le melagraneſi fanno garbe, ana
naffiandole ſpeſſo, percioche la ſiccità a queſti, gli dà la
dolcezza, e l'abbondanza del fruttificare. Coſi parimen
te mutando gl'alimenti, (come dice Teofraſto) ſi mana
cano i generi delle piante. L'iſteſſo con mutare la terra,
& la ragione è queſta, che tale quale gle il princi
pio, tale è poi quello che uiene dal principio.
Coſi a farle primatice, o tardiuole,
inſegnaremo ilmodo,o che le
ſiano maggiori, etmara
uiglioſe. Baſta ad
z. eſſo hauermo
--- strato il
- mod •
ta - , Ifiori,
L 1 B R o
Ifiori, o frutti, come shabbiano a far naſcere
primaticci,e tardiuoli. Cap. I.
L ta'Artequella,ſempre
imitatrice della natura, mentre che la ſegui
fa coſe piu degne. Onde il Mago
come una ſeconda natura, ueſtitoſidi quell'habito
con le ragioni ſenſate,o con le conietture dell'animo, pen
ſando quello che lei con una naſcoſtamaeſtà opera,conua
rijinganni,o coperta ognicoſa uelando: & perche sà an
co che col preparamento degl'huomini molte coſe naſcoa
no, o chela naturafauoreggia inaſcimenti inſoliti, cr
produce un frutto ſtrauagante,ſenza il quale al tuttolone
garebbe. Coſi per forza impediſce l'opera, lafatornare
indietro, e quella che bauea a operaretardi, la sfora
za a produrre per tempo, o aſuo beneplacito, o per
lauirtù, laquale da cieligle ſtata data; conoſcendo an
cora per la diuerſità de tempi, o per il calordel cielo
cauſato dal continuogirare ifiori de fruttifaruariamen
to,inſieme con tutte le altre coſe che naſcono,o che ſiueg
gononel mondo,cheſi gli piacerà ritardarle, o affrettara
le,accioche ſiano piu chiare,lo poſſa fare con il debito ſpar
timento, commenſuratione de'tempi, o permutare lauer
nata nella primauera, o nell'eſtate; o ne riporta anco
giouamento non picciolo,lo inneſtamento, e aqueſte coa
ſe molto ci aiuta. Onde ſe ti piace fare uenire piu per tem
poi fiori, o frutti. -
Sceglie il fiore qual tuuuoi, imperoche quel che cona
uiene auno, conuiene a tutti, piglia la roſa per eſempio,
e anticipato iltempo, circa il fine di ottobre, piantala
inº
-
S E C O N D O. 33
in terra, fra due uºſi di terra, o fa che la terra ſia cria
uellata,bagnata, o meſcolata con letame, tanto che ſiate
nera, due uolte il giorno daragli l'acqua calda. Et ſe gl'è
uento, ouero piouerà troppo, portala dentro in caſa alco
perto,o non la laſſare la notte al ſereno: poi quando ſaa
ranno ceſſatele brinate,o i tridori,et che l'aere ſarà piu
temperato,mettela al Sole; quando ſarà iltempo che prin

. cipiarà la primauera, o che cominciaranno a uſcir fuori


le primefoglie, gettaui ſopra dell'acqua un poco piu cale
da, perche lagode di produrre tardi, quanto per propria
natura. Et coſìfarà i fiori prima a tutti gl'altri fiori, che
ſuoleſſere l'ultima a fiorire, frafiori di primauera oltra
di queſto ſi debba conſiderare, che la germogliatione de
fiori, quando gl'eun inuernata piaceuole, ſuoleſſere aſſai
piu preſta, e maſsimamente quando ſeguita una primaa
uera che non ſia ſtrinoſa, o fredda,con neue (come di ciò
ne ragiona Teofraſto)ſendo che la uirtù di generare, o
l'humore fecondo,ſiaduna inſieme alcune uolte da ſe ſteſa
ſo, altre uolte per cagione di quell'humore raccoltoui del
tempo paſſato,ilquale u'è rimaſo prima nel fiorire dell'alta
no paſſato.
Il modo d'hauere i cocomeri, e le zucche aſſai
per tempo. Cap. I l.

I miNnanzi che cominci la primauera, ſeminarai quei ſee


loro,come già ho detto di ſopra, o come comincia
rà a riſcaldare l'aria, che ceſſaranno i freddi, metteli a
l'aria,o adacqualeſpeſſo, poifatte le buche in terra, rom
piiluaſo,o cuoprela ſino alla cima,tanto che a puntopa
B reggº
L I B R -O
reggila terra, e ſe glileuarai quelle cime che uengono
uiauelocemente, farà piu preſto il frutto. Negl'orti non
farà troppo ſicuramente i frutti per cauſa del tempo che
alle olte e freddo, però biſogna metterle al coperto, or
commodamente ſeminate in cocci di camera,o meſſe alco
perto,o in luoghiſolatile difenderai dal freddo. Quaſi
nell'iſteſſo modo, ogni giorno erano portati a Tiberio Cea
ſare i cocomeri, quali tanto deſideraua. Ne ſi deue pen
ſare che per altra cagione,a Pozuolo,e Procida, naſcono i
frutticoſiabuonhora, percioche il calore che è ſotto la
terra in quel paeſe,fomentagl'arbori,ſendoui le ſolfatua
re, coſi aſſai piu preſto poſſono produrre. Et per nonat
tediar piu, queſt'iſteſſo dico che ſi faccia nelle altre. Ma
con piu ageuole o diuerſo artifitio, poſsiamo nella pria
maucrafare naſcere l'ulta. -

Se noi ueggiamo nella primauera (come è manifeſto)


che il ceriegio fai ſuoi frutti, alboranoipoſſiamo hauer
luua, ſe non ci mancarà il modo,comepoſſiamo raccorre
da ſcritti di Tarentino, o di Panfilo. Quando del cea
riegio ceſſa la gomma, che non ne getta piu, accioche non
ſi putrefaccia, o non inuerminiſca, fa leuare dall'arboe
rouna certa lanugine, qual ha datorno, perchenocerebe
be aſſai all'inneſto. Habbia l'inneſto ilqual chiamano Em
phylliſmo, perche di queſta ſorte piglia piu preſto; dopo
allarga la ſcorza, o mette un conio ſottile, o gagliare
do, fra i legno, o la ſcorza, ma pian piano, con la mano
leggera, acciochenois of ndalafaſcia della ſcorza, e
meſſo qui ilconio, mettauiſi lamarza aguzzata bene di
uui nerafertile, o ſileghi: o coſì laprimauera al tem
poch: i ceriegio produce il ſuo frutto, farà anco luita
- - - - per
S E C O N D O. 34
per eſſere forzato a dar ancor nutrimento a quel tronco,
inneſtatoui: l'iſteſſo ancora farai nel Pero, o nel Melo.
coſi ancoi fichi,iqualiuègono nell'Autunno gli faremo ue
nire nella Primauera, o facciamo anco che le uiti nell'Au
tunno facciano due uolte il frutto, o coſì d'ogni tempo
babbiamo i frutti, come inſegna Didimo. Se il meloloina
neſtaremo nel cedro,ſendo arbor fertile, per tutto l'anno
nhauerai, ſi come i cedri, alcuni piu preſto, o piutardi,
o nel medeſimo ſarà delle mele,o de cedri. Nota queſto
ancora,che tal coſa ſuccedeſolamente in quei arbori,iqua
ii ſonomolto humidi,o fertili, maneſecchi, o pocofee
condi, non ſi conſeguiſce il deſiderio. Sono molte coſe che
giouano a queſte, -
-

Come ſi hanno d'hauerei frutti, e fiori piumaa


turi, Cap. III.
-

I viantaraitaroſa, dopo la uendemmia la inneſtarai,


- o la potarai,º ogni meſe ſenza metterui tempo in
º mezzo hauerai roſe fiorite, come ha inſegnato Dia
dimo. 1gigli,accioche continuamente a queſto modo fiorie
ſchino, pianta le cipolle,alcune d'altezza di dodici diti,al
cune di dieci, alcuned'otto,o di quattro, la Cinara ancora
piantaſiſbeſo, che ſpeſſo darà il frutto. Ifichi haueremo
primaticci,o piumaturi, ſegli darai del sterco de'colom
bi, e gli ungerai conloglio,e col pepe,orgioua a que
ito il tagliar lapelle diſopra leggiermente, perche putre
facédoſi i grani del fico,ſi generano certi animaletti, igua
liuanno amangiare quiui, o col morſicare il frutto gli
| fanno aprirla bocca,efannochº Sole penetra piu facil
E 2 figlitº
ſ
L I B R O
mente dentro,ſorbendo ancora quell'humore,qualeſcefuo
ri, o entrandoui dentro l'aria fanno che ſimaturano piu
preſto. Guero biſogna ſcorticar il piede del fico, perche
gleſcie fuori perquiui un humore,talche l'altro piu facile
mente ſi cuoce. Medeſimamente ſotterrando alle radici de
gl'arbori,corni di caſtrati, ſeminandoui appreſſo laſcilla,
farà fruttipiu preſto. Il ceragiofa le cieregie innanzi il
tempo, quando gli ſi mette la calcina al piede. Ma l'intela
letto humano hahauutoardire ſpeculare per modo le coſe
naturali, fatta poi l'arte induſtrioſa per uia della ſperiena
za, non ſgomentandoſi manifeſtarle piu intime coſe, che
prende ardire non ſolamente acelerare gl'effetti,maanco
ragli baſta l'animo produrre il petroſillo, che infral'herbe
non ſi trouail piutardo, oreccellente d'eſo, percioche il
quinquageſimogiorno ouero il quadrageſimo ſuole uſcire
fuori,ſi come Teofraſto,ogl'altri teſtificano, ilqualchia
mano Appiohortolano. Qua biſogna eſſere ſollecito, or
diligente operatore percheogni piccioloerrore che ſi coa
metta,e gettata l'opra. Habbiailſeme d'un anno, o nel
ſpuntare della itate,mettelo nell'aceto, laſciauelo ſtare un
poco, in un luogo tiepido, dopo meſcola con la terraſottia
le meſchiandouidella cenere fatta degamboni delle faue,
dopoche lhauerai sbrufita conun poco d'acqua arzente,
parecchie uolte cuopre un pano, acciò che lealor non ſuae
miſchiuia, o coſì dopo poco ſpatio di tempo, e dopo po
chehore diſsipara la terra,letta il panno bagnato,che ſi slo
garà il gambo, o darà a chiuedegran marauiglia.
Etſimilmente liſteſo de cocomeriauuerra, ſe il ſeme
ſuo,ouerode meloni,lo metterai laſtate, quando il ſeme è
freſco, dentro del ſanguºdellhuomo ſano, che ſia buono
maturo,
S, E C O N D O. 35
maturo, et ſia di color roſſo percioche gl'è piu caldo il ſuo
ſangue, o piu gagliardo:mutalo ſpeſſo che non ſi marcia
ſca, che biſogna che ſi conſerui buono ſenza marcire,laſſa
ucloſtare per una ſettimana, poi piglia ilſeme coſì come lo
casi del ſangue, o fatte le buche in terra che ſia fertile,
e beneſholuerizata,maguarda che non ſi mettariuolta
ti,orſe gli metteraiſopra un poco di calcinauiua, non gli
' nocerà niente, dopo bagna con l'acqua calda, o arzente,
che uedrai uſcirefuori il gambo: cuopre con panni accio
che non ſuaniſchi il calore, che'luedrai andare ſtorcinane
doſi, ſe non uimette qualche coſa che ui ſi poſſa appog
giare, e louedrai creſcere in una grandezza monſtruo
ſa, benche queſto preſto lamorrà, concioſia che quellepia
te che producono coſìinnanzi altempo, ſono piu deboli,
perche non poſſono lungo tempo ſofferire quell'impeto,er
quellauiolenza fattagli. Giàhabbiamo detto in che modo
ſi faccino i frutti innanzi al tempo, hora biſogna dire coe
meſi faccino tardiuoli,ilche biſogna impararlo daſuoi cò
trari, perche ſe primaturiſcaldaui,horabiſogna raffred
dare, o per piu piena cognitionene metterò alcuni eſem
piqui diſotto.
Seuogliamo fare i cocomeri, e tutti i frutti tardiuoli
piu del ſolito, noiſappiamo che i fruttigrandemente temo
no le coſe fredde, onde che nella state ſi ſemina con illeta
me, o coſì fanno reſiſtenza al freddo. Altrimenti ancora
poſſono durare le coſe aſſai ſemina quello che uuoi appreſ
ſo al pozzo,e quei frutti che uengono alſuo tempo, met
teli nel pozzo, o cuoprili diſopra, accioche il Sole, o i
uentinon glidiſſecchino, gligiouano di modo iuaporiche
eſcono dall'acqua, che tempo aſſai ſimanterranno quel coa
- E 3 lor
-- L I B R. O
loruerde, ouero in un luogoalletamato,orſolatio,douette
uucifeminare, ſe hanno de'roui, o delle ferle; dopol'equi
nottio dell'Autunno, tagliali terra terra, crſcauali, poi
con un stecco dentro, fra il midollo ficcatoui delletame,er
quisimetterui dentro il ſeme de cocomeri,neuediamona
ſcere i frutti, iguali il freddo non puo offendere. Il medeſi
mo le fragole che mangiamo l'eſtateſe le deſideriamo l'ina
uerno, quando le ſono bianche, innanzi che ſiano mature,
mettele con le foglie nellecanne dentro,o poi coprile bee
ne, con letamegraſſo, o ſepelliſcele. Se poi deſideri che
le diuentino roſſe, mettele al Sole. Se uuoi tutto l'anno
hauerede cedri, oſſeruaquelcoſtume, che peculiarmente
s'oſſeruain Aſiria, o anco in molti altri luoghi, quando
ſarà iltempo di conferirli, taglia una parte della pianta,
o conun coltello tagliaquelle cimette, e una parte laſe
ſane,o in quella parte che hauerai rimeſſa la uirtù di pro
durre,neprodurrà degl'altri frutti, liquali come ſaranno
groſſi, potrai corre quegl'altri, e coſì prouocareun'ala
tronaſcimento decedri. Ma ſe deſideri fare che un fico
faccia i fichi piutardi aſſaidel ſolito,quando ſaranno pic
cioliſcuotelitutti, tal che l'arboro faccia degl'altri, che
differiſce a maturare ſino all'inuerno, purchegl'habbitan
to tempo da potergenerardegl'altri. A queſt'iſteſſo mo
dopoſsiamo hauere l'ulta tardi, o le roſe (imparato dal
Fiorentino) ſe tu hai inneſtatala uitecon ilceriegio, co
me diſopra dicemo. Horafa che la roſa ſiainneſtata nella
ſcorza del melo, perche creſcendo dentro quella ſcorza
aliena, darà la roſa, quando quell'arboro ſuol dare i frut
ti. Hauerà anco la roſa un odore ſuauiſſimo, o nara
tiglioſo.
Se
S E C O N D O. 36
se deſideriamo le ceriegie tardiuole, al tempo delle
uendemmie, inneſtate nel ceriegio amarino, e ſe queſto
lo farai, tre o quattro uolte, darà ilceriegio i ſuoi frut
titardiuoli maſe prima ſarano le ceriegie troppo agre,
a queſto modo diuentaranno piu ſuaui, e coſì diuerſi fiori,
e tutti li poſsiamo dareadiuerſi tempi: queſte coſe uſale
a modo tuo.

In che modo ſi faccia un fiore compoſtode


diuerſi. Cap. I I II.

IN leEllemonſtruoſe compoſitioni della natura, ct nel


ſue traſmutationi, non procediamo permiglior
uia dell'inneſto queſta l'habbiamo lodata aſſai, cr
aſſai diuerſamente oltra di ciò l'habbiamo a lodare. Dopo
che la natura per la colliganza di molte, e diuerſe coſe
inſieme, ne fa un riſtretto indiſſolubile,o dia occaſione di
marauigliarſi, benche alcunopenſarà che gl'inneſti ſiano
faticoſi, e impoſſibili (perche sò non hauer a mancare,
che ſi ridino di queſte coſe) ſia l'effetto un'alleggerimen
to della fatica,o l'inneſti quaſi impoſſibili emendati, con
una cura diligentiſſima, etnon ti laſſarriuoltare dalle pa
role del rozzo agricoltore, in quelle coſe che moſtra l'eſpe
rienza;e conſidera quel che dagl'antichi è ſtato ſcritto,co
me dell'inneſtare il fico nel platano, e nel moro. Il moro
anco nel caſtagno, e nel terebinto. Similmente il moro
nella pioppabianca, doue falemore bianche; le caſtagne
nella noce, o nella querce. Il melogranato ſi diletta di uaa
rijinneſti, o con ogni arboro fa amicitia. il ceriegio
col perſico,o colterebinto, e coſi ilterebinto,ei perſii
E 4 CO
L 1 B R o -

col ceragio. Il melocotogno con l'oſsiacanto. Lauitenela


l'oliuo, ondeſi chiama Leoſtafilo, laquale uua, Fiorentino
nell'undecimo della Georgica di Vergilio,dice hauerlauia
ſta da Mario Maſſimo, e hauerlaguſtata,o che gli pare
ue proprio guſtare un'acino d’utta, inſieme con dell'oliua.
La Mortella con il Salice, dicono eſſerſiinneſtata, o haa
ueranco fatto i meligranati, c molti altri aſſai piu diffi
cili, iquali laſciamo stare per nontediare con la lunghez
za del dire. Finalmente Columella e di queſta opinione,che
ogn'arboro ſi poſſa inneſtare con l'altro. Di qui naſce la
compoſitione di tutti i frutti. Di qui ſi puo dare frutti di
uerſi, o frondi. Onde vergilio nella Georgica. -
Mirataſ, nouas fondese non ſua toma.
Et permodo è poſſente, che egli trouò un nuouo modo
d'inneſto,ch è quello del perſico, e del noce, ilquale non
uiddero mai inoſtri antichi, ne mai lo penſarono.
- -

- .

Del Perſico, o del Noceperſico, a farne un


Melo. Cap. V.

O" lo farai con l'inneſto, ilqual chiamano gli


agricoltoriempiaſtro, come che pigliando unrae
modiperſico, o di noceperſicogiouani, e fere
tili, che moſtrinoſegno diuenir belli, o per ſpatio di duo
diti, ſegnare da torno a torno, talche l'occhio dell'arboro
ſia nel mezzo o coſì leuarai con un coltello bene acuta
to, la ſcorza dagl'arbori piano e deſtramente, accioche
non offendi i legni queſte fandele per mezzo, accioche adu
nate, o ſtrette inſieme, poſsino incalorire, o fa di modo
che non ſi urgga il luogo del taglio, ma paia che un'occhio
entrº
S E C O N D O. 7
entri nell'altro, da quella parte dell'arboro che è piuneta
ta, crſiuede piu allegro,tagliando tutti gl'altri rami,ace
cioche non toglino il nutrimento all'inneſto, ma tutto uada
quiui. Apri la ſcorza, cracciòche l ferro non feriſca il
legno,circondalaſecondo la grandezza dell'occhio,o aca
commodala bene che ſia una parte diligentemente parreg
giata con l'altra, lega bene da torno,accioche nongli fac
cia danno, biſogna ancora datorno metterui delloto, faa
ſciandolo con qualche coſa, o coprendolo, accioche la
pioggia non lo sbatta uia. Coſi fra i germogli, che ſaran
no di natura participeuoli,d'una o dell'altra pianta,iqua
limai arborin hanno produttofutti ſimili perche ſarà
Meloperſico,o Noceperſico, o hauerà colore che rap,
preſentarà luno, e l'altro. Similmente i meligrani da
unaparte moſtrano dolci, o dall'altra agri. Coſì Diofaa
ne inſegna a farlemeliperi. Anco lemele s'inneſtano con
i cotogni, che ucgono frutti belliſſimi iguali gli Athenieſi
chiamauano Melimela, come ſcriue Diofane. Et meſcolati
con diuerſe ſorte i citromeli a limoni, c meli dolci, con
gl'agri, o mezzo dolci, con mezzo agri. I perſichiroſi,
o bianchi, ſono uenuti per queſta strada. Et non ce ne
dobbiamo marauigliare,ſendo che ogniuiuente, s'accopia
con l'altro uiuente, o maſſimamente quelli che conuena
gono nell'iſteſſo genere, ſi come duo fiumi che ſorgono dal
l'iſteſſo fonte. Naſce ancounmelo per la diligenza del
l'inneſto, ilquale di fuori parrà ſimile al Perſico, e den
trohaſapore diamandola, ilquale poſſiamo giuſtamente
chiamare amandolo.

Dele
L I B R O

Dell'amandolo perſico.
piglia una marza di perſico, laquale l'inneſtarai con
un'amandolo dolce, dopo inneſtato dinuouo l'inneſtarai ala
l'altro,e farai queſto, tre o quattrouolte, chedarà un frut
to qual'hauerà il nocciolo dentro dolce, Vna perſona inge
nioſa potrà farne aſſai di queſte compoſitioni: baſtahauer
inſegnata la strada.
vn'altro modo ancora, a fare che la uitefaccia il
graſpo dell'uua, conglacini bianchi, or
neri. Cap. VI.

Emche lo poſſiamo fare con ilmodo ſopraditto, nia


B dimeno per ſatisfare a deſideroſi di ſapere, ne inſea
degl'alt Pigliat magliuo
giarò ri. re, o quattro li,
quanti uuoi di due ſeſorte,o colori, igualili trignerai
tutti inſieme, ma che ſiano facili a far preſa, o creſcere,
e come gl'hauratligati stretti, metteli dentro in un ca
mene,ouero in un corno di caſtrato, o ſoprauanzino dal
l'una, o dall'altra parte, poi metteli ſotto i ſarmenti, er
ſepelliſceliin una foſſa alletamata, e tanto che faccino i
germogli annaffiali, o paſſati duo anni, o tre, come ſarà
fatto un'unione di tutti inſieme che ſaranno incaloriti,rom
peIl canone,ſe il cornogia semarcito, in quelluogo doue
ſono incalo iti, taglia conuna ſeghetta, poi metteui ſopra
della terra ſpoluerizata, che cuopra il tronco trediti; or
quando cominciarà a fare le cime,ogermogli laſſaneun ſo
lo, gl'altri taglialiuia, accioche gl'altri non poſſino rice=
-
tiere
S E C O N D O. 38
uere nutriméto,alihorane pullulaunauite, laquale dà ulta
di diuerſi colori. Ho penſato inſegnarne ancoun modo piu
facile,pigliato dalla dottrina di Didimo, pigliadui ſarmen
ti,unbianco,o l'altro nero,quido ſi potano le uiti,fendeli
per mezzo, però con cura che non ſi perda niente dellamia
dolla,e coſì congiongeli inſieme, per modo che un'occhio
dell'uno ſi accoſti, confondi con l'altro, talche ſene faca
cia di due un ſolo, dopo legaliſtretti, o metteuida torno
del loto,o per tre o quattro giorni adacqualaſpeſo tana
to che ne naſca un germoglio, dal quale ne naſcerà l'uua
chehaurà acini bianchi, o neri. Et ſe i magliuoli non ſi
incalmeranno coſì facilmente, ottero ſeſarà una pianta che
non uogliastare in un'altro tronco,farai l'inneſto piu cau
tamente a queſto modo. Dell'arboro che noi uogliamopia
gliare la marza, conduciamo un ramo a quella pianta che
noi uogliamo far l'inneſto, o quel luogo donde è stato
tagliato ilramo dell'uno, ci dell'altro arboro, ſi accoma
moda, o ſi rade con un falcino, o ſi aſſottiglia bene, ac
cioche poſſa poi entrare nellafeſſura dell'altro,et da quela
la parte cheguarda uerſo il Cielo, habbia la ſcorza accom
pagnata, o parreggiata, che l'altraſcorza, o quel raa
mo che inneſtarà,faccia che ſia dritto uerſo il cielo, er
paſſato l'anno, douegliuedi che gl'habbino fatto preſa, fa
glia e ſepara l'uno dall'altro, o coſì il ratto tagliatopi
gliaraſcorza dell'arboro, con cui è inneſtato.
In queſto modo le melogranate, o le melecidonie na
ſcono di diuerſi colori, e molte altre, che è ſuperfluo
dirle. Ma attuertiſci che leuerghe dure, biſogna anace
carie con il maglio, percioche coſì amaccatepiuſacilmella
te pigliano,
Eſord
L I B R O
Horauoglio inſegnar il modo a fari fichiegualméte di
color biaco,enero,ilquall’inſegnò Leontio,béche diſopra
nho inſegnato un'altro, tuti eleggerai il piucommodo, il
qual modo gl'antichilimpararono dallamonachia, lagua
le naſcondendo i ſeminelle feſſure degl'arbori, quiui na
ſceuano; o non ſolamente un'arboro nell'altro maetiana
dioſiſonouiſti i frutti diſcolorati, piglia adunque i grani
del fico bianco,et del nero o in un pannolino,ouero in un
foglio di carta legali bene, ſcriueui ſopra, o quando ſale
rà iltempo trapiantali, o uedrai che naſceranno i fichi
di duo colori, che il frutto da una parte ſarà bianco, or
dall'altra nero, quelle coſe che ho detto una uolta mi pare
u.rofaticoſe. Ma paſſato poi il tempo poſſiamo con piu
inneſtifarne copia quanto uogliamo, talche non ne manz,
carà mai piu. Già da perſeſteſſo ciaſcheduno potrà coma
porre, percheleſpette delle compoſitioni ſono quaſi finie
te, e non ſi potrebbero ſcriuere, o anco lo ſcriuerlo
ſarebbe ſuperfluo. - 2 -

- - - -
º

Come il frutto diuenti ſenza nocciolo. cap. VII.


-

E hano
Detto antico defiloſofi maſſimamente di quelli che
da li predetti dell'agricoltura ſe nell'ineſtar,
ouero con le marze o pur con le radici uiue, ne ca
uarai la midolla,o con un netta orecchie d'oſſo,o pur con
un coltello ptr d'oſſo,naſcerà ilfrutto ſenzaoſſo, o ſene
za nocciolo, percioche quellamidolla e che nutriſce l'oſſo
nocciolo. Quelli d'Arcadia oppugnano queſta opinione,
e dicono queſti tali che ogni arboro,ſendogli cauata in
parte la miaola utile, ma ſe gliſicaita tutta, non ſolamente
mOft
S E C O N D O. 39
nonfarà fiutti ſenza nocciolo,mamorirà l'arboro, o fa
rà di biſogno che ſi ſecchi: moſſi da queſta ragione, che
ſendo quella partehumidiſſima, o molto uitale, perche il
nutrimento che uiene dalla terra traſcorre perquiui quan
dogle diſperſoper tutte le parti dell'arboro, percioche
ogni alimento ſi riceue peruiade ſpiritinaturali che cami
mano per la midolla del tronco: queſto il moſtra la mate
ria, la quale non è midolla che ſi torce,o diuenta come un
cerchio, fino che ſi ſecca al tutto. Et per queſto hanno
ſempregl'antichitemuto nel toccarlamidolla. Ma noiſe
guitandola dottrina di Teofraſto, o laſperienza che ci
muoue, ci pare che ſi poſſafare, o lo poſsiamo uſare con
moltogiouamento, che ſe ti piace lo poſſi uſare come dice
Democrito.

Nell'uua che naſca ſenza fioccini. Cap. VIII.


-

Iglialauite, ouero un capodiuite,ilquale lo giudi


P caraigiuſtamente in quella parte doueſi debba ſot
terrare, o con una pietrapicciolina l'aprirai nel
lacima,dopo conun ſtile d'oſſone cauarai tuttala midolla,
in quella parte che ſi debba ſotterrare, ouero quanto ſi poſ
ſa ſopra di quel che eſce fuori, dopo legata con una uinia
ne, o con unfoglio ſepelliſſela in una foſſa fatta in terra,
graſſa, dopo di queſto legala a una canna, accioche non ſi
poſſa torcere, coſì ſe ne fa una conuentione come prima,
e ſarà meglio ſe quanto ſarà ſcauato il ramo della uite,
ui cacciarai dentro della cipolla ſquilla,percioche come un
uiluppo li congiugne,tiene banido,o fuoriſce con il ſuo
calore,come utili ineſto. Quaſi illeſo ſuccederà ancora, ſe
nel
L I B R O
nell'inneſtar lamarzaſileuarà tutta la midolla. Ciò anco
potrai oſſeruareſedeſideri hauer le ceriegie ſenza noc
ciolo,taglia un'arbtſcello tenero,o cauagli la midollata
gliandolo per mezzo,riuniſci poi le parti, o con loto, er
letame bagnalo tanto che facciapreſa, o hauerai l'inten
to. Etſe ti rincreſce l'aſpettare perla lunghezza deltem
po,quandoſarà uſcitofuori il germoglio che ſarà d'unan
no,inneſtalo con un'altro ceriegio. -

Poſſiamo aco fireleperſiche ſenza nocciolo con un


nuouo modo d'inneſtare, biſogna inneſtare il perſico in un
Salice in luogo che ti corga l'acqua,altrimenti biſogna aiu
tarlocon adacquarlo ſpeſſo,acctoche il legno ingroſſi, or
poſſa dar nutrimento, ora ſe, o aii inneſti che gl'hauee
rà. Il Saliceſiagroſſo un braccio, nelmezzoſia bucato con
un triuello, poi tagliali tutti i rami, laſſandogli ſolamente
il ramo del perſico, poi per il buco del tronco introdurre
mo il ramo del perſico,ſerrando bene cò del loto,o lega
tolo con delegami stretto. Dopo che ſarà paſſato l'anno
che gli haueranno fatta preſa inſieme, accioche di duo ar
bori ſe ne faccia un ſolo, quanto ſoprattanza ſopra il buco
fatto, o ſopra la congiuntione ſi taglia, accioche quiui
non uiuada nutrimento, ma ſi faccia ritornare indietro,
o accio nonſi aggraui l'arboro dallamoltitudine de'ra
mi. Oueroficcato un capo del Salice in terra aguiſa d'ar
co, o quando gli haueranno fatta la preſa,ſi taglia il
perſico, ſi trapianta gli saccreſcedella terra,coſi il per
ſico maritato con il Salice con gran contento ſuo, produ
ce ifrutti ſenza nocciolo, l'iſteſſo auiene del ſuſino, del
giuggiolo, o de tutti gl'altri frutti, o pomi. Altromo
do inſegna Africano, bucando il tronco dell'arboro da
- - - -- - baſſo,
S E C O N D O, 4O
baſſo, o meſſoui dentro un conio, ouero un palo, per
modo che ſi ſpicchi la midolla, acciòſi poſſa ſeccare. Con
un modo poco diſſimigliante aqueſto, haueremo la zucca
ſenza ſemi, come ſi puo cauare da Quintilio, dopo che
ſarà nata la pianta dellezucche, o de meloni, o che la
ſarà creſciuta, o fattalongazappatala terra,ſottera
riſi, o laſciſistare ſolamente fuori la cima, o quana
doſarà fatta grande, di nuouofarliſleſſo per ſino a tre
uolte, buttandoui ſempre dell'acqua, o coſì quando gli
hauerà fatto le radici l'altre cime che ſono ſopra la terz
ra, ogni giorno troncale per il mezzo, tal che l'ultimo
darà il frutto ſenza ſemi, coſì ancora puoi fare liſteſo,
ſe per tre giorni, o pocopiu, macerarai il ſeme nell'olio
ſiſamino.
Di quà ancos'impara come ſi poſſa hauerle nocitenea
re,o ſenzaſcorza,come dice Africano. Pigliare unanoa
cefatta, e da ogni parte rompergli il guſcio, per modo
che non ſi guaſti punto la midolla dentro, oltra di queſto
cauarquellegnettochetramezza fra la midolla della no
ce, che la ſpartiſce in quattro parti , o coſì inuoltarla, o
nellalana, o pur in un foglio, accioche non la mangino le
formiche, in queſto modo l'arboro che naſcerà di queſta,
fa le noci tenere. Ouerofa a queſto modo, nel luogo doa
ue uuoi piantare la noce, farai una foſſa, o metteui den
tro terra bene ſpoluerizata, poi gettati del ſeme della
ferla, quando ſarà nata, o creſciuta aprila, o den
trolamidolladella ferla, naſcondeuila midolla della nos
ceignuda, e coſì hauerai i frutti come li deſideri. Per
queſta iſteſauiapoſſiamo hauerela molluſca, ouero noci
tarenterie, lequali ſi ſpezzano facilmente con le mani.
- Queſta
L I B R O
Queſta per un'anno adacqua con la liſcia, mettegli della
cenere al piede, come dice Damegeron. Et bucando ana
col'arboro intutto, farà delle noci tenere, o delle due
re. Coſì della nocciola, o della mandola, innanzi che
fioriſchino. Zappato prima datorno alle radici, perale
cuni giorni gettagli dell'acqua calda, o coſì hauerai li
frutti con la ſcorza tenera, come riferiſce Africano,ſi
fanelprimo modo ſopradetto, accioche gl'habbialanoce
ſenza ſcorza dura; o finalmente non ſolamente di que
ſti, ma di tutti i frutti che hannoil guſcio duro.
Poſsiamo ancora far che la mortellafaccia il fruttoſen
z'acquefrocinitti dentro. Zapparaiduo palmi da torno
a torno alla pianta in circolo,o annaffiala ſpeſſo con l'ace
quatiepida nell'inuerno, imperoche Teofraſto dice, che a
caſo è ſtato trouato. Auuenga che naſcendo una pianta
di mortella abbandonata, appreſſo a un bagno, faceuai
frutti ſenza frocini, o da queſta pigliauano i ſemi, or
gli ſeminauano, o in queſto in Athene cominciò a eſſere
ui queſta ſorte di Mirto. Et queſto ſteſſo dice che acca
de della Melauernina. Non mi par douer di tacere il dete
to d'Africano, per fare il Melogranato ſenza grani. La
qualcoſa ſuccede cauando queſta parte della midol
la chiara, come diceuano della uite,piantana
doui appreſſo un legno, o dopo il
tempo ſeccarai quella parte
della pianta che ſopra
uanza, o darà il
frutto ſenza
grani.

Quali
S E C O N D O, 41

Qualifiutti ſi faccino piu dolci piuodoriferi,


e piu groſsi, Cap. IX.

l
Cſi
ſta
- Si alcuni Arbori, leguali per ſºrgifeſſa la ſcora
za,oper eſſerlitroncato qualche ramo, infatto per il
calore dell'aria o eſtrinſeco ſi ſeccano: percioche
diſcendendo il baſſo alla corrottione ſi marciſcano, e in
fatto diuentano ſecchi, ſono poi alcuni altri iguali ſoffri
ſcano non ſolamente chegli ſia feſſa la ſcorza,d'eſſerbue
ſa fati ma eſſendo primapoco fertili diuentano fertiliſſimi,
comeil Melogranato, l'Amandolo,il Melo, liquali uſiamo
ſta aſſai, auenga che queſti quando ſono feriti, fanno i fruta
li ti migliori,o piuſoaui, percioche pigliano a punto tana
tonotrimento quanto gli baſta, el ſuperfluologettano
ſl uia per i pori, in quel modo o uia, che alle uolte uediaa
monegli animaliſpeſſo è quello, che gli reſta piufacilmen
te il digeriſcano, talche fanno i frutti piu dolci,piuſapoa
riti,o piu belliſſimi. Concioſia che uiuendo d'una ſottile
ta congiontione, facilmente ſe conglutinano inſieme lepare
LA ti diſtratte, o ſpartite. Quindi ne ſono innanzimola
tieſperimenti.
si come a fare l'Amandole,er i Cedri piu dolci,benche
ſi tiene, che l'Amandola amara ſia piuſana; nondimeno la
ſi ſprezza,o faſsi dolce. Etſe quella che è un poco amaa
ralauuoi farepiu dolce,impara da Africano. Fa che la
radice per quattro dita d'attorno attorno ſia zappata, e
ricalzata, poi lapiubaſſa parte della pianta dell'arbero,
bucala con la Treuella,coſi del continuo gettarà quell'hua
moreſuo crudo,et in queſto modo fale Amandole piu dolº
F Cl
-
- L I B R O
ci,o le fa piu preſto. A queſto modo haueremo il Cedro
miglior damangiare, ſe quella medolla di mezzo per la
ſua aggredine non ſipuo mangiare, bucaglilaradice con
la triuella,o fa che l bucoſia torto, o mentre che stilla
quell'humore cattiuo, e che l'haurà gettato alquanto ſpa
tio di tempo i pomi ſono già formati,allhoraſerrail buco
colloto,ò con la creta. Ouero taglia ilpiugroſſogermol
lo, o eſcaualo per l'altezzad un palmo, o quiui mette
dentro delmele,poi ſerra con lo strame,e coprilo cò una
coppa, o con qualche coſa per difenderlo dal Sole, et dal
l'acqua. Quando che la piantahauràſucchiatotuttolme=
le, di nuouomettiuene dell'altro, o alla radice uigettarai
dell'orina, o ſolamente leuando quellibocciuoli da quella
parte,che uimettiilmele, altre laſcialeſtare, o coſì ha
uerai i Cedri dolci. - - - -- - - - -

Si poſſano etiando, come dice Paxano,fare lemela


granate di mezzo ſapore,ſe per auentura fuſero troppo
agre. Farai una foſſa intorno all'arbero, dipoiſcopertele
radici,bagnale con ſterco di porco, o d'huomo, inſieme
con l'orina uecchia. Ouero innanzi chegli habbia ſatti i
fiori, diſcalciatogli prima le radici, gli darai dell'acqua
bogliente, o coſì ſaranno le melagranate di ſapore piu
diletteuole. Da Anatolios impara afare che le pomehab
biano il ſapore piu dolce col bagnare,con aſſiduità le radi
ci della pianta con l'orina,ſterco di capra,o con la feccia
deluinouecchio. Coſì ancho farai il pero piu dolce, o
molto piugrande, o queſto ce l'inſegna Diofane, bucan
do a terra il tronco,e dentro del buco ui metterai un co
mio di querce, ouer di faggio, Et coſi lo ſepelliraimet
tendomi della terra ſopra,
º - E:
S E C O N D O. 42
Et ſe gli piaceſſe fare i fiori o frutti piu ſoaui, cr
piu odoriferi, comemeloni, cocomeri, carciofoli,cedri, or
peri,o altri ſimili,lo inſegna Fiorentino,s alcuni frutti o
fiori non correſpondono nel ſapore, o nell'odore alla ua
ghezza,che di fuori moſtrano,ettu deſideri che gli habbia
la corriſpondenza l'odore,et il ſapore,al colore,o allafie
gura.Già habbiamo detto,come ſi poſſa fare, quando ſono
grandi,hora innanziches inneſtino, uogliamo inſegnare il
modo. Biſogna prima macerare il ſeme, ouero i grani per
tregiorni,dentro del moſto, ouer ſapa meſchiata con latte
di pecora,o acqua, nellaquale uiſia liquefatto del zucca
ro,ilche gliantichi lodauano piu, o poimettergli al Sole,
coſì li frutti ſaranno piu ſoaui. se ancho cercherai che
fieno piu odoriferi, metti lifemi dentro dell'olio nardino,
acqua roſa,acquanellaquale ſia disfatto muſchio,e zibet
to,o dopo che li hauerai alquanto bagnati, come ſaranno
aſciutti, ſeminali che naſceranno i frutti, iguali daranno
un'odoremarauiglioſo. Maſe stiacciarai la punta del ſea
me, ui taranno poco tempo. Et ſeuuoi iluino,ouerl'uua
odorifera, laqualcoſa l'ho trouata inſegnata da Paxamo.
Taglia quel ramo della uite,che uuoi ſotterrare, e penſa
tu quell'odore,ilquale uuoi che gli habbialauua,o mace
ra alquanto quella uite dentro dell'acqua, nellaquale ſia
quell'odore, o coſì uenirà a fare l'uua, che haurà quello
odore,che ti piace. Setuuorrai anchofare odorifero quel
fiore, che uolgarmente chiamiamo Indico, che ſi bello &
ſi uago fa il medeſimo. Farà ancholiſteſo effetto, ſe ad
ogni marcia, che utioi piantare, o inneſtare uimetterai del
muſchio,et coſifarà i frutti muſchiati: in queſto modo ſpeſ
ſouediamole pereniſcate,quali chiamiamo moſcatellese
-- F 2 deſideri
L I B R. O
deſiderihauere quella roſa,laquale per la grà copia di fo.
glie ſi chiama cento foglie, che ſia odoriferiſsima,inneſta
ta in un Roſaio moſcatello, di cui le roſe ſono tanto odoria
fere & ſoaui, ſpeſſo rinouando l'inneſto, o coſì non meno
diodore, che di bellezza ſarà diletteuole. Cercando pari
mente la latuca piu odorifera, ſemina ilſuo ſeme meſchia
to con il ſeme del cedro. Et Varrone dice che ſe noi quan.
douogliano ſeminare i carciofoli,ſcauaremo le laurele,
ouogliamo dir quelli frutti del Lauro, o dentro ficcana
doli ſapranno dodore di Lauro. Ho già inſegnato a fare
li frutti odoriferi. Hora mi reſta l'inſegnare ad aggrana
dire li frutti.
Seuuoi fare,o maſsimamentele melegranate maggio
ri,ſotterra alla radice dell'arbero una pignatta di terra,
piena d'acqua,nellaquale uimetterai un ramo conun fiore
accompagnato, che ſia in modo,che non ſi ſpicchi, perciò
ſarà buono ligarlo stretto, metterai la pignatta in terra
o la coprirai d'attorno al ramo, accioche li ſpiriti non
eſalino. Coſì finiti lifrutti del tempo paſſato, per l'auea
nire darà frutti d'una grandezza marauiglioſa,con una
ſcorza groſſiſsima. Percioche quell'humore,ilquale il Sole
o l'ariagli ſoleuanotogliere,la pignatta il riſerua,o lo
riſtrigne, liquali poi andando ſu per l'arbero,i frutti in
groſſano,o ſi fanno maggiori. Con il medeſimo modo poſa
ſiamo fare creſcere gli acinidella melagrana,che pareran
no coſa stupenda. Pianta un melagrano preſſoad un core
gniolo,o biſſarai con latreuella il troncoſuo, o dentro
a quelbuſometteui quellapianta del melagrano, o quan
dogli haurà finito tre meſi, ſradicalo, o ſegarai il cor
gniolo,appreſſo a quel buſo,douegli emeſſa la pianta, ace
- cioche
S E C O N D O. 43
cioche non toglia il ſucco & il notrimento a quel ſuo fore
ſtiero compagno, ouero che non gliene toccaſſe piu parte
a lui,che all'inneſto; coſì farà le melagrane,che hauerana
no gli acini, groſſi come corgniolo, d'un ſapore molto
raro, orſuatiſsimo. -

Se uuoi li Cedri piugroſſi, taglia lamaccha de rami,


malaſciauene qualcheduno,o quanto piu rari uene laſcia
rai, tantopiu faranno i fruttigroſſi, quelli che rimarrana
no. Et anchoraſeuuoi le zucche grosſisſime, piglia quei
ſemi della pancia, e piantaliriuoltati, ſe lauuci ſottile
pigliali dal capo, ſe le uuoilarghe, pigliale dal fondo, o
queſto lo inſegna Columella nei ſuoiuerſi.
Da Quintilio s'impara a fare li Cocomeri con poca
acqua, quando ſi fa la buca, nellaquale ſi uuole mettere il
ſeme,empie la metà dellabuca di paglia,odiſermenti, poi
metteuila terra appreſſo, ſenza dargli acqua. In queſto
modo l'oppio, la ruchetta,e il porro,o queſti ſimili, fan
no un gran ceſto, o le foglie larghisſime, come c'inſegna
Sotione. Se nel ſeminare noi metteremo iſemi dentro di
quelle pallottine del terco della capra, ouero le rivolta
remo in tre deti di carta, e li metteremo in una foſſa ina
ſieme con del letame.
Et ancho è coſa uagaauedere lalatucadidiuerſe ſorti
d'herbe,ciò lo posſiamo fare, tagliando uia le foglie, che
l'ha appreſſo la radice, o ad ognigrado uimettiamo del
ſeme del baſilico,dellaruchetta,del naſtortio, e di ſimili,
poi la ſepelliamo colletame, naſcerà il ceſto della lattica
incoronato di tutte quell'herbe, dellequali ui habbiamo
meſſo il ſeme. Queſto iſteſſo lo puoi fare coſì pigliare una
paliottina, due, otre quante ti piace di ſterco pecorino, o
F 3 caprino,
L I B R O
caprino,e uotatole metteui dentro del ſeme del baſilico
co della lattuca. Oltra di ciò metti quella pallotta in una
foſſa, un poco cupa con delletame graſſo, coſi di ſopra ne
andarai gettando,etſpeſſo adacqua: a queſto modo germo
glierà fuori la lattuca,chehatirà il ſapore di tutti, et tutti
ancho con ella quei ſemi naſceranno. Etfe a ciaſcheduna
pallottola ui ſi metterà ſpartatamente ciaſcunoſeme, o
ſeminino inuoltati in uno foglio di carta, o in una pezza
di lino, faranno l'iſteſſo: faremo anchora a queſto modo la
lattuca,chehaurà gran ceſto,largo & baſſo, come ne inſea
gnaFiorentino. Se quandola radiceſarà un poco creſciu
ta,la ſcorticaremo,o la circondaremo di letame,tagliana
dogliſempre la cima delgermollo, che uorrebbe slongarſi,
ponendoui oltra di ciò un pezzo dipietra, ounagola per
modo chelauenga a tenere baſſa,coſì farà la lattuca crea
ſpa e larga Et ſe la deſideriamo di piudiletteuole ſapore,
l'inſegna Ariſtoſeno cireneo, filoſofo de piaceri, nellibro
di Ateneo ilquale attendendo molto al ſtudio della gola, la
ſera bagnauale lattuche con il latte, e gliene dauaingrà
copia, ſeuorrai che l'oppio faccia le foglie creſpe,ſota
terrerai il ſuo ſeme, ilquale ſia stato prima rotto in una
pila,con un palo di ſalice, e ſenza ſcorza, che ſiainuolto
in una pezza di pannolino. Il medeſimo anchora potremo
fare,e ſia ſeminato come ſiuoglia, quando che ſarà na
to, stringerlo con uno cilindro,accioche non uenghi a crea
ſcere. Il porro ſe lo pungeremo con una ſpina, o con una
canna aguzzata, mettendoui dentro ſeme di cocomeri,ouer
pur di Rape,quel ſemeſi uiene a incorporare con il detto
porro,o fallo diuentare piu groſſo.
Sifarà anchoilcarciolo ſenza ſpine,come dicevarro
ne, ſe
S E C O N D O. 4.
ne, ſe noiammacheremo le cime del ſeme, quel che uoglia
mo ſeminare, con una pietra. Oueramente shaueremo a
ſpartire la lattuca, o che in ciaſcheduna parteui meta
tiamo dentro del ſeme, coſinaſceranno ſenzahauere ſpia
me. Il perſicoanchora farà le perſiche groſſe, per iſpatio
di tre giorni, ſe quandoglie fiorito l'arbero, glidarai al
piede tre ſeſterci di lattedi capra.
A fare che i frutti, quando creſcano, piglino tutte
le figure. Cap. X.

- M ſpeſſo
Olte coſe a caſo ſi ueggono ſenza penſarui,come
uediamo i Cedri,cheper cauſa derami, de
buchi, o di qualche coſa naſcoſta, hanno diuerſe
figure, imagini, liquali dagli ingenioſi con non picciola
fatica,poisaccreſcano colfarne ſpeſſo la proua, e ſimet
tano in uſo. Et perche molti non ſanno la cauſa, gli pare
che ſia coſamiracoloſa, o penſano che ſianato coſi fuori
del corſo,et ordine della natura. Imperoche s'accomodarai
uaſi di terra,afrutti che creſcano,gagliardaméte, empio
no quado ſono nella giouentù,quella ſtampa ofarma, qual
gli accomodi, o pigliaranno quella forma o figura che li
piace, e ſe ui ſaranno meſſi colori diuerſi o macinati in
queiusſi, gli danno quelcolorecomeſerhauſſero danatu
ra. La onde ſpeſſo seuiſto nelle Griſomole,un capo d'huo
uo con i denti bianchi,con leguancieuermiglie, coglioca
chi neri, talchehauendo laſciata tuttalauerdura,ſeguita l
capo dell'huomo. Ma di quaſi manifeſta il modo ch'inſegna
Africano,percioche ſetu deſideri che li fingaun capohu
mano,di cauallo,o diqualſiuoglia altro animale,farai una
F 4 forrta
L -I B R O
formatahtogrande,quantoglie il frutto,quandoglie mar
turo,er questa forma formala di creta,o di geſſo tenero,
o laſciala poi ſeccareun poco, quando uuoiformare l'o-
pra, poi fende la detta forma,con un stile ſottile, perpo
terne cauare l'eſempio, ola figura, e poi commodamente
ſi poſſa congiongere; & ſela impronta ſarà di legname,
ſia ſcauata dentro,erſeglie di creta, quando l'hauraiſece
cata, e che i frutti creſcano gagliardamente, aprº quel
luogo che ci poſſaentrare dentroil pomo, ſerrapoi quelle
forme di terra,o legalogagliardamente con una uimena,
accioche quando creſce il frutto la forma non ſi apriſſe;
coſi haurai il frutto di quella figura che deſideri, quando
ſaranno uenute allaperfettione, che ſaranno maturi. Et
queſta coſa aſſai rieſce nelle zucche, nelle pere, o ne po
mi codogni. Come ancho diceua Democrito nei Cedri,nel
le melagrane.Trouo anchonegli ſcritti di Quintilio,che
ſe noi ſcauaremo una canna feſſa per lo lungo frali nodi,
e quiuidentro ui cacciaremo i cocomeri,o le zucche lun
ghe,empiranno la canna, perche creſceranno ſecondo quel
la lunghezza. Etſe metterai una zucca tenera, infra duoi
piatti che ſiano grandi uerrà di figura piana, larga, o
tonda: & finalmente pigliarà quella figura, che ha la
forza a pigliare. Se la metterai in una guaina, che ſi
poſſa torcere, dapoi che quella ſarà sfiorita,farà una
figura d'un ſerpente.
A questo modo alle mele, gliposſiamo imprimere dia
uerſi delineamenti, deſcriuendo quei ſegni ouer quelle lie
nee che ti piace, con un stiletto,ſopra della ſcorza, o d'una
melagrana,o d'una melacotogna, poi ne caueraiuna forma
congeſſo intenento, con l'acqua, et in quella racchiuderaui
- dentro
S E C O N D O. 45
dentro lepome, quando ſono picciole,che quando ſarà cre
ſciute per modo che poſſa empire quella forma, ui uedrai
drento quelle linee lequalituui hauerai impreſe. Et ſe
alcuno deſidera diſegnare qualche coſa in un fico, ſcriua
có un ſtild'oſſo,òdi legno nel occhio del fico,ò purin uno
di quei primi frutti quando ſono teneri nel principio, che
l'arboroglicomincia a produrre, o coſì quando poi ſaa
rà creſciuto,hauerà quei ſtesſi ſegni che tuui imprime
ſti. Altrimenni l'inſegna Democrito ſcriuédo nell'occhio
di quelfico qualuuoi coſì haurai il fico ſcritto.
Quindi impariamo a fare,che la mandola naſca con
quelle linee,che altriuiſcriue, il che medeſimamente l'ina
ſegna Democrito,macera due o tre giorni lamandola,oue
ro il nocciolo di qualche altro frutto, come inſegna Demo
crito,apri con deſtrezza il guſcio, o guarda di non maz
culare l'anima drento, o ſcriueuiſopra ciò cheti piace,
mafa che quello ſcritto ſia un poco beneſcolpito drento,
da poi queſto ſerralo in un foglio di carta ouero in un pà
nolino,con delloto,meſchiato con letame,o quella piana
tandola darà lifrutti, che haueranno tutto quello ſcritto
che ſcriueſti in quella Et ſecondo che dice Africano quea
ſto ſteſſo ſuccederà negli altrifrutti.
Ma mireſta a dire della mandragora, come shabbia
a fingere,che ſpeſſoſiuende dagl'ingannatori,o da quea
ſti che fanno profesſione di indouini alle donnicciuole.
Pigliarai una radice grande di Brionia, nella qualecò uno
ſtile acuto, imprimeui una figura di donna è d'huomo,
con i testicoli: come uedrai che ſarà finita, i luoghi de'
pelibuſali, con lo ſtile, e quiui naſcondeui del miglio,
o qualche altra coſa, che facendoleradici, uada ri o
L I B R. O
do aſſomigliandoſi apeli, poi cauata una foſſa cortametº
teuela dentro, laſciala star tanto quanto che gli haurà
fatta una ſcorza,o haurà gettate " quelle radicine,
che ſuolfare lamandragora,
A far che i fiori inſieme, o li frutti piglino diuere
ſi colori. Capitolo XI.

Ella congiontione meſcolata e confuſa de fiori,


o de colori, nelle loro trasformationi di ma
niera dilettano le diuerſità de colori, che no ſi può
preſentare agli occhi noſtri coſa piudiletteuole. Hora il
colore uermiglio, ſitraſmuta nell'azurro, bora il bianco
nellutco,iluerdenelpauonazzo, o con la diuerſità deco
lori,ne dilettano,o nella contemplatione de quali la mena
temarauiglioſamente gioiſce dentro, per modo che uede
non poter aggiugnere alla capacità di quelli. Acciò aduna
que posſiamo far queſto benchel'iſteſſa coſa ſi poſſa fare
per molte strade,come per inneſti, adacquamenti, o ſimi
li, dellequali dagli antichi molte ne ſono state ſcritte &
inſegnate: oltra di queſto molte altre ue n'ho aggiòte,che
interamente non ſono ſtate penſate da altri.
Primainſegnarò il modo dell'inneſto, come la roſa er
gelſomino, perche il fiore della gineſtra, fratutti gli altri
fiori,è il piu giallo,noi cerchiauo d'aſſomigliarla alla roe
ſa,o al gelſomino: o non ſi potendo accompagnare per
uia di marcia,o d'infogliamento, perciò piantiamo la roſa,
appreſo la gineſtra, e la trapiantiamo con quella terra,
nellaquale gli ha fatte le radici, auenga che piu uolontieri
uanno innalzi, eſſendo nel ſeno della madre, che in quel
della
s E c o N D o. 46
della matrigna. Oltra di ciò con una triuella buchiaa
mo lapianta, o come habbiamo purgato quella piaga che
gli habbiamo fatta,ui inneſtamo la roſa da ogni parte taa
gliata,uimettiamo delloto,etlalegamo, Etſubito che glie
forzata daltronco che creſce, la ſepariamo dalla radice,
tagliando il tronco ſopra l'inneſto: o in queſto modo la
roſa diuentarà gialla,coſi noi habbiamo nelle noſtre parti,
ilgelſomino di bellisſimo color giallo. Ilgualneporge dilet
tatione, o ſe può fare con ogni ſorte di colore, alquale
egli ſia accomodato.
Et quaſi a queſto modo ſimile, ſi fa pigliare il colore
azzurro alla bettonica coronaria laqualmolti per il ſoaue
ſuo odore la chiamiamo garofano. Et adeſſo non mi par
conueneuole diſputare, ſe queſto fiore.ilquale di odore non
è punto inferiore alla roſa, ſiastato conoſciuto dagli ana
tichi. Ma perche conil modo o eſempio predetto,ad ala
cuni parrrebbe difficile,coſihauri l'intento ſuo, tagliamo
appreſſo la radice, la indiuia ſaluatica che ſia uecchia,
graſſa o lunga piu d'un dito groſſo, dipoi tendiamola
per mezzo per ficcarui dentro il germollodelfiore, poi
leghiamo con una uimine, mettendola in terra con del lia
tame,coſi farà il fiore che ſarà ſimile al fiore campeſe,er
nonſi potrà uedere coſa piuuaga. Coſì toccando qualche
fiore di color bianco nella radice della carota naſcerà con
il color roſſo,con un poco di pauonazzo. Queſto medeſi
mo fiore è la roſa, ſe ſi ſuffumigarà con il ſolfore mo
strarà di uari o diuerſi colori. Hora uediamo un pcco ,
ſi poſſiamo fare la roſauerde, azzurra, e di colore che
ſiagiallo. Lo faremo in questo modo,fendiamo il game
to del fiore preſo allaradice,et parimente tutti ſuoira
mI
L I B R O
miempiendo drento di colore, ſe la uogliamouerde meta
tiamoui deluerderame ſe di color azurro, empiamo d'in
dico, o pur di lapislazzali,ſegiallo, di zaffarano: ma
auertiſce prima di farne poluere. Sopratutto guarda di
nonui mettere orpimento o coſe ſimili perche farebbe ſec
care la pianta,dopo dagli delletame, o lega bene che fa
rà il fiore diquel colore che gli hauerai meſſo. Poſſiamo
altrimenti anchora con l'adacquare fare questo iſteſo, ſe
pianterai i fiori in un uºſo con della terra buona critella
ta, e duouolte il giorno l'adacquarai con dell'acqua coa,
lorita di quel colore, il guale tu deſideri: la notte poina
ſconderlo dai freddi,o dal fereno, o come ſarà il sole
tiepido o temperato,nettelo alſcoperto, o laſcialo sta
requiui, l'acqua uuol eſſere colorita da coſe non nociue,
come deſiderando il color roſſo,fa con le more delle ſiepi,
che fa le mani nere,ſeccale all'ombra quando le ſono matu
re, o con queſte coloriſcil'acqua. Se deſideri colore gial
lo fa con queſtomedeſimo: ma che non ſienomature, sia
milmente negli altri, che hauerai, il fiore ſecondo quel
colore, che ſaprai deſiderare. Etſelouogliamo di piu coa
lori, facciamo acque didiuerſi colori, o in diuerſitempi
adacquiamo la pianta, che ſecondo che gli darail'acque co
lorite, coſì hauerai il fiore. Ancolo poſſiamo fare in quel
medeſimo modo che inſegnano de frutti. Biſogna tagliare
diuerſi occhi dipiante, o quelle ſpartirper mezzo, er
inestarle in qualche ſcorzafendendolaper mezzo, o aca
comodarui un'impiastro, ilquale habbi preparato conuea
neuole a quel ineſto. -

Coſì ancoa farigigli roſſi, come ha inſegnato ilFioa


rentiio; aprendo diligentemente le cipolleſue, or ri l
S E C O N D O.

ſi metta abbondaza del cinabro,ouero qualche altra coſa,


chegli dia queſto colore: ma ſia diligente di non amacca
rele cipolle, poi cuoprele con della terra graſſa alletta
mata, o coſì hauerai gigliroſsi, ſecondo che Anatolio,
o gli altri antichi inſegnano. Nel meſe di Luglio quali
do ſolo fioriti bene, coglie dieci, ouer dodeci giboncelli,
legati in mazzo,attaccagli poi al funo, che quei gamboni
getteranno fuora alcuni nodi ignudi a ſomiglianza delle
cipolle. Nel meſe di Febraio, quando ſarà il tempo di
piantare, macera quelli gamboni con della feccia delui
no nero, o come haueranno preſo il colore roſſo, pianº
tali nelle foſſitelle in abbondanza dandogli dellamedeſima
feccia, che quando apriranno, fioriranno roſi. Gia a me
pare d'hatter inſegnato ilmododi colorire i fiori: Hora
parlerò de frutti.
Et prima come inſegnail Fiorentino a far che le pone
perlineſtouenghinoroſe. se noi ineſtaremo una marcia
di pomo cedro, ouero di pero in uno moro, ouogliamo dir
in un gelſoroſſo, haueremo i frutti roſſi. A queſto modo
è coſa manifeſta,cheſono uenute le pome Rodiane: ma ſe
ancholeuuoi piu roſſe, imparaloda Democrito, ilquale
uuole, che appreſſo la pianta,ſi pianti delleroſe, il mea
deſimoinſegna in un'altro modo, pigliaraiun'oſſo di pera
ſico, il quale ſia ſtato ſette giorni ſotterra, poi metteui
dentro del cinabro macinato, e ſtemperato, di nuouo
poi ſotteralo o coſi farai delle perſiche roſſe. Etſe ana
cora deſideri d'hauerle in altro modo colorite, mettile in
un'altro colore. Seuoi fare le more bianche, ineſtale nela
lapioppabianca, ouero fa che ſi leghino inſieme un'oca
chio del moro, o della pioppa, che hauerai poi le more
bianche,
- L 1 B R o
bianche, comeinſegna Beritio. A queſto modo facciano
l'uuamoſcatella nera, inneſtandola con una ulte nera,che
ancho quel colore aſſaici diletta,comel ſapore. Coſì ſipoſe
ſano fare le mele appie, nere, inteſtandole con un'arbero,
ilqualegli dia quel colore. Dice ancho Beritio che le me
le, o ogni ſorte de poni diuentaranno alquanto roſe ſe
noi gli daremo ogni giorno della noſtra orina al piede. Faa
remo ſimilmentele melagrane piu roſſe, ſe ogni giornogli
daremo aſſai acqua, miſchiata con liſcia, queſto lo inſegna
Diofane. A queſto modo ſi fanno gli acini delmelagrano
bianchi,meſcolando inſieme dellacreta,o la quarta pare
te digeſſo,dandoglielo alla radice: o queſto biſogna farlo
perſpatto di tre anni.
Poſſiamo anchora in altro modo, bencheglie aſſai ſcom
modo,nondimeno lo dirò,perche ſi raccoglte da Beritio:bi
ſognaligare i rami quando ſono carchi di frutti ad un palo
ficcato alla pianta dell'arbero, o appreſſo ui ſi mettino
deuaſi pieni d'acqua, mouendolo di qua o di là, quando
che l Sole del mezzogiorno ui batte, che ha gran forza,
accioche reuerberino i raggi, o inſieme liuapori, cheſca
no dall'acqua, o percuotuto nepomi, per modo che gli
togliano il colore roſſo.
A fare diuerſe ſorte di frutti, o diuini medicina
- Capitolo X I l.

Giliuiniantichi ſi ſono aſſai affaticati nell'acconciare


in diuerſi modi,o per accomodargli all'uſo
loro: & certamente con ragione, percioche non è
coſa migliore della comodità: o queſto ſi uede perche
nelli
m -

S E C O N D O. A8
n li loro ſcritti, ſe ne troua fatta grandiſsima memoria:
con quanta curioſità, o marauiglia, o con facilità lo
faceuano, dellequali ne fa mentione Teofraſto. Come in
Heraclia d'Arcadia ſi failuino, ilquale fagli huomini
pazzi, o le donne sterili: ſimile a quello, di cui parla
Ateneonelterritorio Trecenſe. Da Traſone ſi impara a
fareiluino che fa dormire. Se ne fa poi d'un'altra ſorte,
ilqualebeuendolo, ne fa ſtare uigilanti, trouerai diuerſe
conditure di uini appreſſo gli agricoltori, c i Medici,
che non è difficilcoſa il ſaperli fare, e maſſimamente a
coloro checonoſcano le uirtù delleherbe,operatido poiſea
condo la proprietà deiluoghi, o con giudico, o penſo
che ſia coſa utiliſſima il dargli a coloro che temano le me
dicine,o l'hanno infaſtidio.
Parliamo prima della uitetheriaca,laquale ſi fa a que
ſtomodo,inneſtando una uite ouerun magliuolo, come dice
Fiorentino. Il quale appreſſo quattro diti,la radice,ſca
uato dalla parte di ſotto, cauatogli la midolla, o in quel
ſcambio uiſimetta dell'helebero, o stretto con una uimi
ne piantato in terra,farà poi l'ulta, laquale faeuacuare il
corpo,o èſolutiua. Oueramente deſiderando che piuga
gliardamente faccia euacuare quella medeſima uite molto
bene imbriacata di medicina ſolutiua, piantandogli apa
preſſo delle cipolle ſquille: & ſpeſſo ſpeſſo gli darai di
quella infuſione,tanto che lapigli quella uirtù. Ma ſe uora
raiche naſchino dolcisſime da per loro le uue, atal che il
ſº uinouenghi ad eſſerdolcisſimo, come lo inſegna Palladio:
pigliarai leuiti che uorrai piantare, lequali farai stare in
infuſione in un uºſo, mezzo pieno di bellande o uiolate, o
!
roſate,o come uorrai tu,poi disfaraiinſieme della terra, a
- modo i
L I B R O
modo di far liſcia,ſino atanto che gli occhi comincino a
gettar fuora bocciolettinuoui,alhora pianta quelle uiti in
qualluoco ti piace nel modo che ſi piantano lealtre uiti,
e darà l'Vua come deſideri.
Ilfico, che mangiandolo muoueil corpo lo puoi fare
col mettere alle radici dell'eleboro,meſchiato,o tritatoa
lo con la lattucamarina, farà i frutti con queſta proprie
tà.E da ſapere anchora, che piuuolte traſpiantate queſte
piate cò queſte medicine acconcie perdano,ouerogli sin
deboliſcela uirtù,però tu dinuouo daragli quell'infuſio
me. I cocomeri,e le zucce,grandemente euacuano il cora
po,ſe tre giorni inanzi che tu ſemini i lor ſemi, per duo
giorni,le terrai a molleneſughi ſopra detti.
A queſto modo haueremoleſuſine che purgaranno,or
faranno dormire:buca con uno triuelo unoramo, è pure
tutta lapianta,da poi empie il buſo di ſcamonea, è diop
pio,oltra di questoſerra bene con della carta, o con della
ſcorza,o laſſa stare, che quando ſaranno maturi i frut
ti faranno queſti effeti di purgare il corpo,o difar dor
mire,o ſe pure queſto lodeſideri piu preſto, tiene in in
fuſiore per ſbatio d'un giorno, i fichiſecchi, e l'ulta paſe
ſa neluino, opure nell'acqua, tanto che gonfino,
drento dellaquale prima uihauerai liquefat
to lo ſcamonio o dell'Opio. Etſe pur
ti pare che ſienotroppo ama
rimeſcolaui qualcheco
ſadolce:baſta ques
ſto circa li ui
ni conci. .
S E C O N; D O. 49
- - . . . - s .
. A condire i frutti,erifiori. Cap. 8.
E TANTA la forzadell'inſtabilità del calor celea
ſte,che tutte quelle coſe, che gli circonda, e che ſi tro
uain queſtomondoſenſibile, biſogna che uenghino alfi
ne, né mai ceſſino di rinouarſi. Ma non per questo di
manierasacciecano le menti degli huomini, orſiauilup.
pano i ſenſi, che non fughino molte coſe noue. Se aduna
que habbiamoabelliti i frutti, d'unagrata figura, d'un
ſoaue ſapore,o d'un uago colore, accioche non coſito
ſtoſi perda laloro gloria, e il moto del cielo non gli
facciamarcire, a queſto modo farai, che duraranno con
tra ilcaldo, o la ſtate: laquale per una certa ſomiglian
za che gli ha con il calornaturale, l'alletta, o lo tira
a ſe facendolo ſuanire fuore: coſì faſeccare ilfrutto, or
ilfiore. A questo modo uigiuoua aſſai il ſito del luogo.
Faadunque che le feneſtre ſtieno aperte uerſo il ſettena
trione,o ſerra quelle che ſono uerſo Auſtro: percio
che da queluento diuentano grinzute, o uizze: ma fa
che lefeneſtrehabbino le pareti da ſerrare,accioche il
uento troppo gagliardo,non le faceſſe poi diuentarmara
cie. Hora inſegnaremo il modo di accommodare i Fioe
ri, o i frutti, o primieramente da Anatolio, o da
gli altriſcrittori.
A conſeruare le roſe, origigli, che ſtienofreſchi,
o coloriti, coglinſi le roſe, o gli altri fiori, non nel
tempo,che ſi cogliano, che ſono ben fioriti: ma quando
cominciano ad aparirefuora, affonda il taglio, drento
della pece disfatta, poi mettile in una canna, o quiui
G bene
L I B R. O
bene impegolati, ſotterandoli al luogo aprico, accioche
non poſſa bagnare Ouerotenderai una cannauerde dren
to della quale uinaſconderai laroſa,o qual ſiuoglia fio
re:ma procurerai che le parti poi della canna, ſi congion
ghino bene inſieme, coſiuedrai l'effetto. A fareche gigli
ſtieno ſempre in quella medeſima ſtagione, nella quale tu
l'hai naſcoſti,o colti,fa a queſtomodo. Quando ſono ſer
rati,innanzi che gli aprino,ſpiccali, o cuopreli con le
canne ben ſerrate, che non ſpirino: naſcondeli,oſerbaa
li coſi,aprendoli poi quando tifaranno dibioſgno opue
re in un altromodo, fa fare un uaſo di quercia, ilqua
le empirallo di fioriinnanzi, che ſieno aperti, fachel
uaſo ſtia ben coperto, che non poſſa ſpirare: però ime
pegolalo,acctochenonui poſſa penetrare l'acqua, etmet
tilodrento d'un pozzo o d'una ciſterna, ouero in acque
correnti,accio non ſi putrefaccino, che quiuiſi conſeruee
ranno uerdi,et quando uuoi che Fioriſchino ficca il pie
de del fiore in una mela, opure bagnala con aceto, mo
strandolo al Sole.
Hora inſegniamo in che modo durino aſſaile mele, câ
il lorobelcolore,co ſapore.Coglie le pere,le mele,e po
me Cotogne malmature. Ma non pigliare coſe moſtoſe,
o tutti quei frutti che cogli,coglielicon le loro frondi:
ma auertiſce che non ſieno troppo malmature,o chenò
ſienomaculate,nemeno tropponi aleggiati, doppoque
ſto, quelli rami, che hai tagliati,o pur quei gambi, intie
gneli nella pece calda,toccandoli leggiermente, º poco,
che di quiuipigliarebbeno principio a putrefarſi,dipoi
inuoltarli della canapa, ouer della ſtoppa:oltra di queſto
ongeli da torno atorno, con della cera bogliente, af
- - vi º
s E c o N D o. 5o
fondali nel mele, o coſì laſciali ſtare coperti dal mele,
ma fa che l'uno non tocchi l'altro, farali star coperti,
che luaſo ſia impegolato, che non poſſa ſpirare, che gli
hauerai tutto l'annouerdi. Eta queſto modo potrai ana
chonelmele, conſeruare ogni frutto. A conſeruare i
Fichifreſchi, l'inſegna Affricano. PiglialeZucche frea
ſche,cruerdi, tagliandoli leponte di ſopra, o di ſote
to;poi ſcauale drento, quiuinelluoghoſcauato metteui
i Fichi in ciaſcheduna, mafa che il buſoſi poſſa riſerra
re, con l'isteſſo pezzo della Zuccha; doppo di queſto,at
taccale all'ombra in luogo, chenonui diacalordi fuoco
nèfumo. Dasolioni s'impara a condire le Pome, quando
le ſono freſche, col fargli una coperta con dellacreta,
e ſifanno iuaſidi geſſo disfatto; o come ſarà quella
croſtaaſciuttabene, coſì le conſeruerai aſſaitempo, or
quando tuteneuuoiſeruire, lauale bene con dell'acqua
dolce. -

In queſto modo anchora potrai hauere l'uua, che


non ſi guaſterà, ſe ogni graſpoilmetterai in uno uaſo
di terra benſerrato,buſato nel fondo, poi meſſogli ſo
pra una tegola, la defenderai dall'acqua: ma auertiſce
chefra di loro iuaſi non ſi percuotino, o dal tronco ſirà
pino però accommodali di modo che non ſi poſino ſbata
tere. A queſto modo peſtarai deluctro, o uiluppataui
drento,poi ſeppellitelaſi conſerualongo tempo. Molte
coſe anchoranelle botteccelle impegolate, o intentenel
moſto ſi poſſano conſeruare,o anco a queſto modo come
ſerueraiiramidellamortella con i frutti ſopra; i rami
con i fichi ſopradrento della morca. - a
Etſe uuoi che i frutti ſtieno ſopra dell'arborolongo
G 2 tempo,
- -- L I B R. O º
tempo faragliaſtorzereiramicelli, accioche non gli cor
galhumore, che gli farebbe maturare coſi ſi conſerue
ranno belliſenza guaſtarſi, e il Sole non gli farà offe
ſaalcuna, in questo modo ſpecialmente ſi conſeruanole
melangrane. In un'altro modo conſeruiamo le Sorbe, et
le Pere, cogliele coſì un poco che le cominciano a farſi,
però che ancoſieno dure, e mettete drento deuaſi di
terra, cuopreli bene, etfarai bene impegolare il uoſo al
coperchio: oltra di ciò, metteliin una foſſa fonda duo
piedi, con la bocca all'ingiù, poicuopre di terra, e'
calcabenisſimo conipiedi, in un luogo che l'acquapoſº
ſaſcorrere.
Maſeuorrai contentare l'ua,et le melangrane, piº
glialuua, duraccia, la qualnonſiamaculata, ma fa che
non ſia acerba, nè ancotroppo matura, etſet e qualche
acino, che ſiamarcio, leualo, immergela drento dell'ac
quabogliente, poi mettilo all'ombra, et quiui l'attacca:
però auuertiſcinon laſciare un auertimento di Columel
ia,che inſegna, chetula debbi far corre, quando la lº
naſcema, dopo la quartahora, quando gli ha preſo il
sole, permodo che nonſia rugiadoſa. A ucler far conº
ſeruareluuanellauite, come inſegna Rºſitio: fauna
foſſacupa quanto gli è grande un huomo in luºgº ombro
ſo,et che poſſa ſcorrere l'acqua, mettendoui nel fondo
dellarena, acciocheglihabbipiuuirtù di conſervare,
poi ficcaui delle canne, ma fa chelafoſa ſtia appreſſo
la uite: oltradiciò continuamente ſtorce le ulti, procº
rando di non guaſtare i graſpolidellua,mafa che perº
dolino, etſtieno ſoſpeſi al pedagnolo delleuite, periºdº
«benontocchino terra, etcuopre con taſcello ſolare,º-
a , » . - cioche
S E C O N D o, 51
ciochequininonui poſſa entrare il freddo, etcofiſicona
“ſeruatutto l'anno, inſino alla Primauera. Ponendo fine
a queſte coſe, reſta inſegnareafare ſeccare gli arbori,
laqualcoſa la poſſiamo fare a queſto modo, ſpicchiando
º gli la ſcorza da torno a tornei percioche ogni arboro
ſcorticato, et leuatagli uialaſcorza ſi ſecca, ma alcu
snipiutardi, alcuni piutoſto. Come il tiglio, etlaquer
ce, piupreſto, etgli arbori piu deboli, ſi ſeccano piu
tardi : gli importaaſſai anchora ſecondo, che tempo
dell'anno ſi faccia questo: percioche il Marzo, et il
s Febraio, in fatto muoiano: ma nell'Inuerno gli arboa
ri piu robuſti, piu tardi ſi ſeccano. E ben uero, che
al ſuuero biſogna leuarglila ſcorza, acciochenon di
uenti peggiore - - a

coſì alle paſtinache marine, ſi fa ſeccare la ſpina, che


gli hanno nella primaſcorza. Et un pannomenſtruoſo
meſſo alle radici, masſimamente a una noce (come dice
s Democrito) ha queſta uirtu di far ſeccare. ll Platano
anchoraaſciuto a torno a torno muore: per queſta cae
“gione fu tenuta per coſamarauiglioſa che quella d'Alea
do,et in Filippia, che eſſendogli aſciutta la ſcorza dinuo
'uorimendicaſſe,etrifaceſſe la ſcorza:laondel'Auruſpi
ce,ouogliamo dire colui che auguraua,allhora comandò,
che faceſſero ſacrifitio, et teneſſero inueneratione, et
in cuſtodia quell'arboro; perciochegli era un augurio
buono. Horami reſtaa raccontare una proprietà dela
l'herbauerbaſco: quando la mattina apre il fiore, ſe ſi
ſcuote leggiermente la pianta, ifiori ſi ſeccano, etcaa
“ſcano a poco a poco, etnon è ſtato chi conſiderandolo,
che non creda che ſia per qualche incanteſimo, che facile
- G 3 mente 4
- L I B R o
mente ſi puo ingannare in questa coſa: dicendo qualche
parola inutile, per dare apparenza alla coſa, che foſſe
fattaperuia d'incanto. Datutte queste coſe, chehab
biamo raccolte, e ragionato, ho conoſciuto un'arboro
chiamato bonlando, horti deliciarum: percioche gli è
d'una grandezza, o d'una groſſezza aſſai bellaaucde
re, che piantata in un uaſo, commedo, ccn della terra
graſſa, o titame: accioche, si per la graſſezza delter
reno, si per la natura fertile dell'arboro, lagual daua
gran nutrimento, poteſſe piu ageuolmente mantenere gli
sinesti,era di tre rami, nell'unode'quali ucrainestata la
uite,o faceual'una ſenzai uinacciuoli di piu colori, or
medicinale: talche gli hauea il ſapore buono, e la uire
tù di purgare il corpo. Il ſecondo ramo faceuale perſia
che, perhauereineſtato ilperſico, e il noce "ſen
za nocciuoli: o ſe egli faceua qualche frutto colmoca
ciolo, quel che u'eradrento era dolce, come l'amando
da: ilquale qualche uolta haueua ſomiglianza d'huomo,
qualche uolta d'altro animale. Il ſecondo faceuale ceru
gie ſenza nocciolo, alcune agre, o altre dolci, faceua
anchorale pome dorate con la ſcorza, uestito di fron
di o diroſe, orfaceuai frutti d'una grandezza stupen
da, o nel tempodell'inuernata, ueniuano piu dolci, cr
piu odoriferi, produceua queſti arborti fruttifuor del
tempo debito, o piu del doueregli conſeruaua,o ſcam
bieuolmente tutto l'anno dauaifrutti, percioche ſempre
leuica inuoui,etiuecchi e era coſì bella coſa auedere,
che non ſi uiddemailapiu bella . Di queſta n'ho detto a
bastanza,e ſommislongato piu del douerenel parlare,
delle qualcoſe alcune n'ho tolte dagli antichi, accomana
dana
S E c O N D O 52
dandole al tempo, cralluogo, e quelle che erano mol
te uolte iſperimentate: oltra di questo ue ne ho aggiun
te alcune ingenioſe,e ancoutili.
Medeafare dimerſe coſe da far fuoco, erbata
tifuochi. Cap. 9.

n 1 ce vitrouio che acaſo è ſucceſſo alleuolte che


diuerſi arbori, e ſpeſi agitati da uenti, o dalla teme
peranza, con gagliardo impeto percotendoſi inſieme,
rarefacendoſi le parti, hanno buttato fuoco, donde poi
s'accendeua una granfiamma, e un gran fuoco: talche
i contadini ſpauriti ſcamparono di quelluogo: poi ſpen
tala fiamma ritornati auedere, uiddero che quindi ne
naſceua una gran commodità algenere humano: coſì ha
preſo origene la conſuetudine, di quà ſimilmente l'ha
preſol'arte della militiane ſuoi biſogni, quando ſono i
ſoldati attendati alla campagna, e ha conſiderato come
ſi poſinofare i battifuochi, e molte coſe atte afar fuo
co, quando ſempre non haueſſeno commodità di pietre
focaie. Etinſegnorono qualſorte dilegne fuſſerobuo
ne d'adoperare. E benche latreuella, nel legno ficcato,
qualche uolta gettafuoco, nondimeno da una coſa, che
habbi lauirtù di farlo, o dall'altro che habbia uirtù id
riceuere, quell'operatione, penſarono che ſi debbia fa
re, che uno di queſti ſia tenero, o l'altro parimen
te forte. Né moſtrano l'eſempio quelle coſe, che ſo
no grandemente calide, come il lauro, o quella qua
lità di Rouo bianco, da latini chiamato Rhamna: l'ela
sce, o il tiglio.
G 4 Queſti
: L I B R o
Queſti ſono legni, che col batterefanno fuoco, Mea
neſtoro ci aggiugne ancoilmoro in queſto luoco, e sim
magina, che per laſuadurezza, riuolti il taglio dell'a-
ſcia: di tutte queſte coſe fanno una treuella, che alla
percoſſafaccia piugranreſiſtenza, e con piugagliare
dezza faccia l'effetto, o illuogo, ouero il legno doue
debbaentrare ilfanno di coſa tenera come diedera,fer
la, uiteſaluatiche,e coſe ſimili, che fieno ben ſecche,
che in tutto ſia deſiccata ogni humidità. In ſomma
uelle coſe tanto ſono peggiori a questo effetto, quanto
fi nate in luoghi ombroſi, o naſcoſti dal sole.
“E coſi piu comodamente farai l'effetto, e penſo che
non importi nulla, ſe percoterai lauro cò lauro,oedera
ſpogliata conferla. Et quel che è miglior ſtrupiccierai
bene con una fune con uelocità, e come comincierà a
far il fumo, in fatto ui gettarai ſopra del ſolfo peſto
minuto, ouero qualche altra coſa calida, laquale tulha
uerai preparata difongo ſecco. A queſto officio da far
fuoco, ne non ſono buone le coſe olioſe, graſſe, e aſe
ſai materiali, leguali biſogna ſchiuarle. Ma eſſendo,
che la mente humanarare uolte s'acquetinelle coſe ri
trouate, ma ſempre cerchi con piugrande induſtria co
ſe nuoue, è ſtato trouato dall'ingegno dell'huomo una
pietra, che con qual ſi ucglia coſahumida fa fuoco:
e queſto è il modo di farla. Piglia la pietra calami
tà, o mettila in una pignatta, o pur in un vaſo ſimile,
inſieme con della calcina uiua, o fa che ſia coperto
dalla calcina, ma ſarebbe meglio ſe tu uiponeſi del
ia ſcammonea in tanta quantità quanta gli elacalcina,
o quando haueraiempito il uaſo,ſerragli bene la boc
, - a º C3
S E C o N D o 53
ca,con della creta da fareuaſi, poi mettila in una forna
ce tanto che ſia ben cotta. Cauata di quella pignatta, la
metterai in un'altra, e di nuouo ſerrala con la creta, co
me quell'altra, o rimettila un'altrauolta nella fornace,
e queſto lo faraitante uolte, che tu uegga, che ſia dia
; uentata bianca,ben bene, la farai peſtare,e quando farà
dibiſogno con l'acqua,o con la ſaliua bagnala,che uedrai
che leuarà la fiamma,o come l'hai ſpenta mettila in un
luogo caldo perſeruirtene al tuo biſogno.
e Sitruouaanco un'altromodoa far queſto i pigliarai

| ſolforeuiuo,& ſalnitro,tanto dell'uno quanto dell'altro,


il doppiopiudicanfora, e mettile con la calcinanuoua,
e tutte queſte coſe peſtarai in un mortaro, tanto ſottili,
che l'ariale porti apenauia, poi tutte inſieme le legarai
in una pezza dipannolino strette molto bene, erraca
chiudele in un uaſo di terra, ſerrato concreta dauaſi,er
lafarai ſeccare al Sole, poi lametterai in una fornace di
uaſse quando il uaſo ſarà cotto,cauala, nellaqual coſa
biſogna hauerui una gran cura,percioche diuentano due
ri come pietre,e coſi cauates adoprano. Altrimenti ſi
può fare quell'iſteſſo. Pigliare della pietra calamitta,o
calcinauiua, o quattro uolte tanto di ſalnitroben pura
gato, altrettanta canfora, ſolforeuiuo, che mai habbia
uedutofuoco,eroglio diraſa di terebinto,feccia di uino
aſſodata, laqualda qui innanzi chiamaremo ſempre tara
" taro. Tutte queſte coſe uogliono eſſer peſtate inſieme, a
in un molinello,ouer in qualch'altro luogo, poi ben ſtace
ciate,o quelche non è bentrito, dinuouoſi metta ape
ſtare, o ſtacciare, oltra di queſto, hauere preparata
dell'acqua ardente fatta di uino, et gettaruene dentro
talità,
º º . L I B R o º -

tanta,che ſoprauanzi lepolueri,poi metterale in un uaſo


diuetro ben ſerrato,che non poſſa punto ſpirare, e ſot
terralo nelletame per due o tre meſi, e ogni dieci gior
mi rimuouandolo perfinoa tato,che s'aſſomigli alla ſchiu
ma o graſſo del mele, o che non moſtri ſegno alcuno di
diuiſione. Dapoi bolla con fuoco di carbone bene acceſo,
tanto che uada uia et ſi aſciughi tuttalhumidità, che ſec
cata al tutto ſi congieli come una pietra dura.Come ue
drai queſto,rompiiluaſo, e di nuouo tutta quella com
poſitione uigettaraiſopra dell'acquaouer deluino,quela
lo che ti piace leggiermente,che tuuedraiuſcire fuor la
fiamma. Et è queſtomodo ſopratutti glialtri buono, che
non ſi truouailpiumºgliore.
In che modo anchora ſi poſſa accendere il fuoco con
gli ſpecchi in un'altro modo, lo diremo di ſotto, quando
trattaremo delli ſpecchi.

- Diuerſe compoſitioni de fuochi. Cap. Xv.


N uaghezza
on è daſprezzare, come coſa inutile e di poca
t a uedere la compoſitione de fuochi
artificiali, laquale non è troppo diuerſa da ſo
pradetti, de qualinoi raccontaremo alcuni ſperimenti,
iquali benche fieno maneggiati da perſoneuolgari, e
ignoranti, hanno nondimeno dell'igneſtoſo aſſai, nè mi
rincreſcerà dire.
Miſtura, che arda ſotto l'acqua. . -

Queſta compoſitioneè di molte ſorti, e coſi io dirò


di quelle,ch'eſſendo piu facili a prepararſi,con piu pree
ſtezza fanno l'effetto, Pigliaraidellapoluere d'artiglie
- rlag
S E C o N D o. 34
ria, percioche queſta entra in tutte le miſture di queſta
effetto come fondamento d'ogni coſa, aggiungerai il ter
zo di ſcamoneo,la quarta parte di oglio commune,la ſea
ſta parte di ſolfore,o meſcolerai bene: di tutte queſte
coſe meſchiate inſieme pigliano l'iſperimento, ilquale ſe
gli operapiù gagliardamente,chenon uorrieno, ci aggiò
gano della ſcamonea, o del ſolfo, o ſeglie piu tardo,
che non deſiderano, all'hora u'aggiongano dellapoluere.
Queſta miſtura,tuol'eſſerinuolta in pannidi lino, etfat
tone auiluppi piu stretti, cheſia posſibile; e ancho poi
l inuoltati con la fune, e con ligami, biſogna gettargli
dentro dellapece bogliente: oltra di ciò la fanno poi di
nuouo ſeccare, e di nuouoriuolgendoli di stracci lini,
licuoprano di pece per difendergli dall'acqua, o accio
chela forza del fuoco non lo ſpezzi. Ma dapoi che ſono
ben coperte con queſti panni, o pece, biſogna buſargli
d'un buco picciolino, o metteruidentro delfuoco, come
l'incominciano ad ardere, aſpettano coſiun poco, o poi
ilgittano in acqua, ilqualnon ſi laſcia ſpegnere dall'ace
qua, o horauiene in cimadell'acqua, hora uà alfondo
girando. Et non mi ſpiacerebbe, ſe ui s'aggiungeſſe del
petriolo; percioche glie molto attrattiuo del fuoco, er
ui ſi getta, come fa la calamitta al ferro; queſtoliquore
arde grandemente nell'acqua,laqualcoſa gli artefici l'ha
no tolta dalla natura. Etnomui ſi può dare neſſun'altra
ragione de bagno, che continuamente bogliano, eccetto
che dentro gli ſia qualcheduna di queſte minere, che are
da,lequaliſiuengono a nutrire dell'acqua, o la fanno
bollire. Speſſeuoltegli inſtromenti da guerra sempia
no di queſte compoſitioni, e poi gittano alcune palle in
alto,
L 1 B R o
º alto, doue ſi rompano, lequali ſi fanno in queſto modo.
nuoltano questa poliere nella toppa, etla cuoprano di
“quella miſtura,laquale habbiamo detto e l'attaccano be
ne inſieme: poi empiano l'artiglierie dipoluere, di palle
medeſimamente coperte di quella miſtura, coſì datouifuo
sco,le palle negli aſſalti denimici,uanno perl'aria acceſe
di fuoco. Alcuni iniſcambiodi oglio uimettono del graſ
ſo di porco, o di ocha,ſolfouiuo,oglio di ſolfo, o di
quellagoma chiamata Hapta da Latini. Del ſalnitro
i ben purgato,acqua ardente raſa di terebinto,peceliquia
dauernice,laqual tutti ſogliono chiamare uerniceliquie
i da,oglio dirosſidoui, et qualche uolta per farla conge
lare inſieme,uimeſcolano dellaſegatura di lauro. Et tut
te queſte coſe ſerrate in un uaſo diuetro mettele ſotto il
(letame perduo meſi,oper tre,ogni ottogiorni mutando
gli ſempre illetame, et meſcolando, cauata di quiui la
compoſitione, ſe gli darai del fuoco, non ceſſa mai d'arde
re:perfino che non è conſumata tutta, né per gettaruiſo
pra dell'acqua ſi ſpegne,anzi che piu infuoca. Nondimeno
gettandoui delloto della terrapoluere, et breuemente ſi
ſpegne con tutte le coſe calide etſe il getti in un corſalet
to, a una rottura,o un'armatura in fatto l'infuoca,talche l

gli è forza,o diſarmarſi, o abbruciarſi; un'altrone inſea


gnaro, ilquale di gagliarda operatiotte. Piglia raſa di
terebinto,pece liquida, uernice liquida,poi dellapeceine
cenſo,etcanfora equalmente di tutte, il terzo, et la metà
della terza parte di ſolfoutuo,di ſalnitrobenbrugiato il
doppio,tre uolte tanto di acquaardente,etaltrettanto di
oglio petriolo, maaggiongeui un poco di fior di carbon
'di ſalice, queſte coſe le componerai inſieme, et nefarai
s pallotte,
S E C O N; D. O 55
th, pallotte,ouero empiene delle pignatte: queſta miſturaab.
ſi i bruciadi maniera,che ſi perde iltépo auolerla ſpegnere.
fo! Fra queſte ſenetruoua un'altra, laquale il Sole può
accendere masſimamenteilmezzogiorno,quido chegli
ha forza grande che gli èſotto la canicula,etciònò pro
uieneſe non dalla compoſitione delle coſe. Queſta la deb
bi prepararcò diligenza.Pigliadellacanfora, di poiſola
fouiuo,raſa di terebinto,oglio di ginepro, o rosſido
ui,pece liquida,ſcamoneaſpoluerizata, ſalititro, o di
tutte queſtecoſe il doppio piu. Acqua ardente,arſenico,
et un poco di feccia di uino, queſte coſe ben peſte, etme
ſcolate inſieme,le metterai in un naſo diuetro,ilqualbiſo
gna, che ſtia ſerrato perduimeſi ſottol letame, ſempre
rinouandogli illetame, etmeſcolando, et da quel uſo ſe
ne caui l'acqua (come inſegnaremo) et questa ſi impasti,
ouero con lanoſtra poluere, o con sterco de colombi, et
leggiermente tacciato, accioche pigli la forma d'un bole
lo,coſi copri con un legno, o qualche altra coſa atta ad
abbruciare,etcoſila itate, quando il Sole è gagliardo ſi
accende, tutte queſte coſe ſono attribuite a Marco Grac
co. Il terco di colombohagra forza d'abbruciare.Dice
Galeno,che in Miſia,laquale è una parte dell'Aſia a que
ſto modo una caſa eſſerſi abbruciata, u era ſtato gettato
del terco di colombo,ethaueauna fineſtra per modo che
i legnami di questa caſa, poco tempo innanzi erano stati
onti,con latermentina coſì l'eſtate ſendoſi quelletamebe
neſcaldato per il raggio del Sole, cominciòad infiamare
latermentina, etla fineſtra della caſa per eſſer ancho le -4
parieti onte di termentina, talche il fuoco ſi cominciò
attaccare altetto, coſì in un'iſtante per tutto s'acceſe la
- - . a caſa
L I B R O
caſa di fuoco, perhauer quel tercotanta gran forza di
abbruciare. Oltradi queſto afare (facendo di biſogno)
il fuoco,ilqualfi ſpegne con oglio, e con acqua s'accen
de, primamente ſi debbano conſiderare quelle che facile
mente nell'acqua s'accendon da ſe ſtesſi, come la calcina
niua,er la canfora, la onde comporrai inſieme petriolo,
cera,e ſolfo, farai il fuoco, come gligettaraiquell'ace
qua ſopra accenderà, o gittandoui dell'oglio, o dello
to, ſubito ſi ſpegne:ma bagnandolo poicò l'acqua dinuo
uoſi raccende,o fa maggior fuoco. Tito Liuio racconº
ta,che alcune uecchie nelli lorfuochihauendo acceſe al
cune fiaccole di queſta miſtura paſſormoil Teuere, che a
quelli che uedeuano queſta coſa,pareuagran miracolo.
Di quà ſi fanno le fiaccole per gli uiaggi,lequali non
le ſpegne il uento,come ſono acceſe.Etfasſia queſtomoa
do,coprire le fiaccole, e di cera, o di ſolfo, leguali il
uento non ha forza di ſpegnerle. Per condurre un eſſere
cito, o per alcunialtri biſogni adoprano queſto, fanno
bollire dentro del ſalnitro,o dell'acqua,lo ſtuppino, er
e comegli è aſciutto, il bagnano con acqua ardente,cr
inſieme del ſofo, dipoi di queſta miſtura nefanno le cane
dele. Cioè diſolfo,canfora,raſa di terebinto per la metà,
il doppio di ſcamonea,o tre uoltealtretanto di cera, or
neuengono a far quattro candele, leguali le compongoº
noinſieme, e nelmezzo uigittano del ſolfo uiuo, er
queſta fa piureſiſtenza agli uenti, o alla tempeſta di
tutte l'altre. Se tu inueitirai una candela di neue, come
ſogliono fare i fanciulli, e l'accenderai,uederai che la
fiamua abbruciarà nel mezzo dellaneue.
Ma a fare l'acqua ardente,che facilmente s'accenda,
pigliarai
s E c o N D o. 56
pigliarai uinouecchio che ſia grande,oltra di ciò uigita
tarai dentro calcinauiua,or tartaro,ſolfouiuo, lambica
coniuaſi, o tromenti degli alchimiſti (cone t'hauerò
a inſegnare)queſta ardemarauiglioſamente, nè mai finta
rà d'abbruciare, perfino che non è conſumata tutta, oue
rouene laſciarà poca,o ſela metterai in un piatto, o in
qualche uaſo, c'habbia labocca larga, e mettendouila
fiamma di ſubito piglia il fuoco, ſe la gittarai nel muro,
ouer la notte dalla feneſtra,uedrai l'aria piena di ſcintila
le di fuoco arde ancho tenendola in mano, neſcottatrop
po. Ma auertiſce queſto, che stillandola piuuolte,arderà
ſempre manco; percioche l'acqua ardente fa l'oppoſito
dell'aceto. Et ſetuuuoi che ſiameno flegmatica, ponerai
alla bocca de uaſi doueſistillaunaſpongia bagnata nela
l'oglio,laqualnon laſciapaſſare la flegma. -

Se uorraigittare la fiamma in alto,o dalontano ſi fa


commodamente conlaſcamonea,incenſo,e masſimamet
te con raſadipino. Perciocheſi produce la fiamma, la ſi
leua in alto, o di lontanolagetta,orſe frali deti terrai
una candela,ernella palma dellamano,haurailapoluere
peſta, quando la getterai in alto saccederà lapoluere dal
la fiamma della candela. -

Et ſe deſideri diffender qualche coſa,acciònons aba


bruci,conſidera quelle coſe,che ſono aſſai frigide, o fan
noreſiſtenza al fuoco,che ſonſottili, et per la continua
tione della lorſostanza, no ſi laſciano uincere dal fuoco,
come lapietra amianto, laqual chiamano allunedipruta
na,calcina ſpenta,chiara douo ſucco d'aclea,fatta porci
na,ſeme di pulicare, queste coſe ſi meſcolano con ſucchi,
titochabbito forma d’unguento,dipoi tongerai le mani
- e che
2 , i I B R O º
cheterrai il fuoco, ſenza ſcotarſi, non però di maniera,
che lo poſſamaneggiare alla ſicura.Dellapietra amiante
ſi fa una touaglia, cheſſendo inſudiciata, o gettandola
nel fuoco la diuentera bianca.
Se uuoi parertutto infuocato, ti ongerai con queſta
mistura ſopradetta, o laſciala aſciugare,dapoi gettati
ſopra del ſolfo, ſottilmente peſtato, sbroffandoui ſopra
dell'acqua ardente,dellaqual di ſopra ho fatto mentione,
metteui fuoco,cheper un poco tarai ſicuro, che non ti
ſcoterà la poluered'Arcobuſo, laquale farà negli inſtro
menti da guerra,opre marauiglioſe, ſifa a queſto modo,
Piglia di quellapoluere commune, o metteuila duodee
cima parte d'argentouiuo, altrettanto dimarcheſita, or
di ſcamonea, etpesta bene, di questapoluere empiendone
le artiglierie, datogli fuoco, le ſpezza con grandisſimo
bombo, et ammazzamolte perſone, etper l'oppoſito, ſe
in questa poluere d'Arcobuſo, ui meſcolarai della carta
abbruciata,oueroil doppio diſeme di fieno comune,che
farà il medeſimoeffetto, meſcoladouelo ben trito, permo
do che ſminuiſca lagagliardezza, che nonfa coſì grande
fiamma,nè tanto bombo. Et con questapoluere, uno inge
gnoſo potrà imaginare eſperienze marauiglioſe.
- Come ſi poſſa fare, che una coſa naſcoſta nelle te
- nebre riſplenda. Cap. XVI.

T V che uieni con grandisſimo deſiderio aleggere le


coſe,leguali la natura liberale con tanta liberali
tà,ha dato ad uſo del genere humano, benche le
fienonaſcoste,etche cerca difenderle dalle tenebre. La
- si qual
S E C O N D O 57
qualcoſanon è da ſprezzare da qui, tu ingegnoſo cerca
quelle coſe,lequaliti poſſano far conſeguire queſto deſia
derio,o ſono aſſai,lequali la notte ſi poſſonuedere, dela
lequaline raccontamolte Ariſtotile,o molte la eſperien
za. Come alcuni animali delgenere degli inſetti, liquali
uolgarmente chiamiamo lucciole ſono defonghi decapi,
pi e delle ſquamme depeſci,come del peſce trichiafreſco,
0ſ
che altrimenti ſi domandano horingi. Similmente il niba
" Il
bio,l'ungie delli pettiniſplendono di fuoco,in bocca a chi
limangia: coſì gli occhi delupi,o de gatti. Truouaſi
ancho in Germania uno uccello, le cui penne ſplendono co
meilfuoco, leguali con il ſuo ſplendore, inſegnano laſtra
da ai paſſaggieri per quelle campagne, quando ſono dub
bioſi delle strade. Coſì anchora fa mentione Aeliano de
gliſpondili,de generi depeſcioroſtacei,o d'oſtreche,et
di molte coſe marauiglioſe dimare, e di terra: allequali
gliè ſtato meſſo nome dal ſplendore, che fanno ſpeſſo pro
uediamo,che nell'acqua del mare sbattutaci le mani,ui ſi
uede alcune ſcintille,che paiano difuoco:Ioſeffo dice,che
nella ualle, laquale s'addimandaBaraas,u'è un luogo, che
ſplende diſplendore di fuoco. Coſì Nittegro,ilqualmola
to ammiraua Democrito. Anchora le radice della querce
ſecchiſſima,o marcia,la notte moſtra un colore d'argen
to. Il carbonchio la notte falune, e finalmente ſono
molte coſe per teſtimonianza degliantichi ſcrittori, le
quali la notte fanno lume.Ma ſecondo l'ordine inſegnarà
l a cauare un liquore, mediante il guale poi ſi poſſahauere
piu chiarolume,accioche ſi poſſauedere la notte,
Le eſempio, le lucciole di notte fra tutti gli altri
aſſai, balume di fuoco, noi ne ſpicchiano la coda, pre
H curandol
e » i L I B :R O -
curandol bene, che con quella partelucente,non ti riman
ga coſa alcunadinero, poi macinarle in una pietra dipor
fido per quindici giorni, oltradiciò tenerli ſotto lletaz,
me in un uaſo diuetro, o ſarebbe meglio, che non tocº
caſſero dalle bande, ma steſſero appiccate. Finiti quelli
quindici giorni, mettere il uaſo nel forno, ouernell’ac
qua del bagno calda. Coſì poi accomodato un recipiente,
che riceuala diſtillatione,laquale lametterai in una palla
di criſtallo chiariſſima,e polita, o queſta farà poi lu
me a quell'aria, cheglie d'intorno: per tal modo,che poz
traileggere lettere maiuſcole, purche non ſia offuſcato
da un lume molto piu grande. Similmente a queſt'acqua
ſe ne può fare di quelle ſquamme di peſci, laquale ſi fa a
queſtomedeſimo modo, o non ſi ſaporre differenza tra
queſta o quella, - -

Molti iperimenti di lettere,e diuerſezifferedilettes


re,o diſcriuere. - Cap. X VI I. 1. -

I E figure di ſcorzeddie lettere, legali uolgare


, mente chiamiamo ziffere, ſono dedue ſorti, una
º- uiſibile,l'altrainuiſibile. La prima ha un tudiº
degno da perſe. La ſeconda delle naſcoſte, dellequali ſi
come richiede queſto luogo,alcune neuoglio raccontare,
lequali ſaranno a utilità, e giouamento dei grandi
dPrincipi,e d'altri,iquali cercano ſaperle. Di queſtette
metteremo alcuni eſempi,nò ſolamente dicendo di quela
le,cheſi ſanno, quanto di quelle, che di quiui poſſano caº
uarſi,ilche lo conoſceranno coloro i quali aggiongeranno
qualche coſa con artificio,acciò tieno ſecrete percioche
i , - - - andando
S E C OiN D O. 58
andando in mano deuolgari sauilerebbono, perche allo
raſono più care,o pretioſe, quando ſtanno impetto dele
le perſone ſecrete. Ma diciamo ritornando a propoſito,
di quelle che ſono già note, o diuolgate. -

e Dellelettere,che ſi poſſano leggere all'oſcuro.


se alcuno deſidera auiſare qualche coſa ad altri na
ſcoſtamente con astutia, che ſolamente quello ſcritto ſi
poſſaleggerla notte: ſcriuerai con quel licore detto di
ſopra, politamente in carta, o farai che la carta pigli
bene quellicore con diligenza, che l giorno parerà, che
non ſia ſcritta. Ma ſe queſto modo non ti pareſe ſicu
ro,tu potrai pigliar queſt'altro. - “,

s Il modo di far lettere interpoſte al lume. .


Queſta è una coperta da ſcriuere, laqual neſſuno ſe
“laimaginarebbe, nè come l'altre coſi facilmente ſi può
ſcoprir colfuoco, ſcriuendo con un colore bianco, come
con la biacca,che ſia temperata,con la gomma,ouero al
tra coſa ſimile,cioè che ſia dell'isteſſo colore della carta,
permodo che non ui ſi poſſa porre differenza, acciò non
foſſe imaginato il ſecreto di qualche dono. Queſta lette
ra poſta all'incontro d'una stella, o d'un lume di cadela,o
lucerna, ſi può leggere, perche quella coſa con laquale
hai ſcritto, non laſcia trapaſſare illume,etcoſi ſi diſcerar
ne lafigura delle lettere. . . . .
o pureſi uogliamo che le lettere paiano bianche,den
troun eſempio nero, ſe ne truoua un modo piu ſecreto,
pigliando colore giallo,o chiaradouo che ſia bene sbat
tutaio è fatto queſto colore, come inchioſtro liquido da
ſcriuere,o con queſto ſcriuerai. Come poi ſarà ſeccotin
gela carta,con colornero. Et quando tu uorrai leggere
, H 2. quelle
L I B R O -

quelle lettere, raſchia conun coltello leggiermente, er


con diligenza, tanto che tu poſſa ſcoprire quel nero, che
tuu'hai gittato ſopra,che moſtraranno biache le lettere.
Coſi deſiderando uedere le lettere naſcoſte, quelle,
che ſi ueggono fanno coperte, lo potrai fare pigliando
dell'acqua ardente, a bagnando la carta,tanto chel foa
glioſiabene inzuppato d'acqua, poi ſopraui ſcriuerai,
come le lettere ſi aſciugaranno ſinaſcono, dipoi gettarai
dellapaglia, che ſia ſtata nell'aceto, o quelle coſe,chab
biamo aſcriuere, ſcriuiamole nelli ſpatij, che ſono fra
quelliuerſi, che primahabbiamo ſcritti, oltra di ciò
cuoceraigli acini dell'agreſto neluino bianco,con ilquale
bagnarai una ſpongia, o quando uorrai bagnare con la
ſi leggiermente quel ſcritto, coſiſinaſconde, cr
ioffuſca il colore nero, ilqual famigliarmente adopriae
mo. Et quelprimo, che già non ſiuedeuaincomincia ad
apparire. -

A farlettere nella pelle, ouero ſopra qualſiuoglia


membro della perſona,chemai ſileuaranno: preſtamen
tepigliaraidelle cantarelle, e metteleperſpatio d'uno
giorno naturale dentro dell'acqua forte, o pure acqua
da ſpartire oro,dipoi con un stile al propoſito faraiquela
le lettere, che piutipiacerà in quel membro, che uorrai
per eſempio nel braccio, incontinente per lo ſgrafia
mento la carnegonfia, eſſendo bagnata con quell'acqua,
e fa delle ueſiche, coſi per forza di quell'acqua ſeme
pre la carne ritiene quelli ſegni, per eſſer stata ulcerata
dalla predetta acqua, - .

A fare in un'altro modo, che in un ſubito, in qualſi


moglialuogo appariſchino lettere reati
. - i - - lO!
S E C O N D o 59
ſtoilpotrai fare coſi piglia dell'aceto,odellorina,erci
quelle forma nelle mani naſcoſtamente,o pure in qualche
altra coſa, come ſaranno aſciutte, che le non ſi ueggano
piu,erſe uuoi che di nuouoſi poſinouedere,ui fregarai
ſopra della foliggine,o pure di quel colore,che fanno le
tentorie,cioè di quella caligine, che quelle lettere diuene
taranno fortemente nere. Ma ſe le uorrai fare bianche,
ſcriuerai nella carta con il latte del fico, come le ſono
aſciutte,e' uigetteraiſopra delfiore di cenere di carbo
ne,e fregaraibene,chediuentaranno bianche.
In queſto modo posſiamo fare lettere, che ſi ueggono
nell'acqua,oalfuoco, o ſcriuere negli ſpati de uerſi,
o nelle congiontioni delle ſillabe. Farai che unalettee
ra,laqualtuſcriuerai a qualche tuoamico,habbia delſpa
tio aſſai, per modo tale, che lui ſi penſi, che ſieno ſtate
poſtele parole ſenza ordine, e ſcioccamente, o pure
non ne intenderà niente,ouer con gran difficultà biſogna
ſcriuere conſucco di cipolla, o di cedro, ouero di frutti,
che ſieno fortemente agri, dilimone anchora, che come
tumoſtri quel ſcritto al fuoco, ſubito ſi ſcopre. Et è ala
quanto piu ingegnoſo lo ſcriuere con acqua allumata,
che quandouorrai leggere biſogna metterla dentro nele
l'acqua,che altrimenti non ſiuede lo ſcritto.
fMa ſe tuuuoi cheſianobianche le lettere, piglia del
litargirio,et peſtalo, pigliando unuaſo di terra,doue ſia
dell'acqua,nellaqualmeſcola dell'aceto, etfallo cuocere,
colalo,etconſerualo. Oltra di ciò ſcriui col ſucco del lia
mone cedrato,che mentre che ſi aſciugaloſcritto, ſi nae
ſcódeslaonde poi bagnando co quellicore c'hai còſeruae
to, leuedraidiuentare bianche. Anchora ſe tu bagnarai
- H 3 le
ra -» r: L I B R o -

le poppe delle donne, e le mani con quel perfetto licore


ſudaranno latte,orſe anchora ſcriuerai con il graſſo di
becco in una pietra,le non ſi uedranno; perciò bagnando
con quell'acqua infatto ſi cominciano a uedere le lettere,
che pareranno ſcolpite. Ma ſe conſumata che haurai l'ac
qua,uorrai che le lettere diuentino nere per ſpedirla piu
preſto peſtarai della galla, o del calcinaccioſottilmenº
te, poi ſpargi quellapoluere ſopra della carta, o ſtrofia
ma con un panno, accioche piu ſi attacchialla carta, or
aggiongeui della uernice da ſcriuere, o quando gliſarà
dibiſogno, ſcriui con acqua,o con ſaliua, cruedrai le let
tere, et ſimilea queſte neuengono molte altreaſtutie, cr
fraudi,lequali ſarebbe troppo in lungo il raccontarle.
A fare lettere in un'ouo, coſiccl’inſegna Affricano:
Pigliarai allume,dell'aceto,o peſtalo bene,etcon quello
ſcriuerai nellaguſcia,ciò che ti piace: poi l'aſciugarai al
sole,quando glie bengagliardo, e mettelo o nella ſaa
lamuora,o purenell'aceto,per ſbatio di tre ouerquattro
giorni, come glie aſciutto,cuocelo, o quando ſarà ſodo,
ſpoglialo dalla ſcorza,che tuui trouerai nella chiaraſo
dale lettere ſcritte.Meſouuiene anchoun'altromodo co
prilouo di cera,poi ſopra con un ſtile uifarai quelle let
re,o figure,che ti piace,et quelle ſegnature bene aperte,
empiele diquell'acqua ſopradetta,o laſcial ſtare per un
giorno ininfuſione nell'aceto. Et quando leuarai lacera
ſcorticarai ancho quella prima ſcorza, che tu leggerai
inella chiarad'otto quelle lettere,cheuihauerai fatte.
Horaleggerai queſto modo da fare le lettere che alli
giornideterminati le euaniſchino, ſi ſpenghinoie in
qual modo l'ha fatto penſare la necesſità. rsi dele
--
-i º i
- - acqtſ 1
s Erc o N D o 6o
" da ſpartire,o metteui dentro dell'aceto,in quan
tità di tre uolte, tanto quanto peſa l'acqua. Aggiongiui
anchora della pece liquida, raſa di terebinto, o fuliga
gine,acciocheſia piunero; dipoi coprirai iluaſo, o lo
macinarai molto bene nella pietra di porfido,o ſcriuea
rai con quello,o uedrai che lelettere dimano in mano,
ſi ſbigneranno Etnon mi è parſo coſa datacere queſta,
come dimolta importanza, e capo del tutto, che ſpeſſo
ne faccia ſperienza, percioche ſelungo tempo sia nella
carta,erſi conſerua,biſogna metteruiunpoco piu d'ace
“qua forte, o ſe ſarai diligente, non ui rimanerà ſotto
ſegno alcuno. A queſto ſimilemodo ne puoihauere un'al
tro iſperimento; pigliaraidel boraſo, ſalearmoniaco er
(allumeugualmente,ogni coſa peſtarai inſieme,o mettea
rai in unuaſo di terra: prepararai anchora della liſcia
forte, fatta della calcina,dipoi metterai una pezza di
lino alla boccad'un uaſo,or colala. Oltradi ciò lo farai
bollireun poco, o meſcolarai inſieme coninchioſtro,er
poi che le lettere ſaranno ſtate coſi alquanto, andaranno
uia, e ſi ſpigneranno, queſtolicorelouenirai a ſerbare
per tuo uſo. . G . . . . .

Se tu uuoileuare macchie, oſcicellare lettere del tut


to; pigliaraicalcinaccio e del ſalnitro e fanne acqua,
con laqualbagnarai le lettere, che ſi ſpigneranno. Altria
menti con il ſale al caldo, o ſolfone farai pallottine pic
ciole, o fregale ſopra, che rodarà dimaniera, che non
“gliene rimarrà ſegno alcuno. Inſegnaremo dipciamoa
irarelettere al tondo della Luna, quando uorremo par
lare a qualche perſona aſſediata,o incarcerata, queſte le
“habbiamo ſcritte coſìcorſiuamente. º
..: - - H 4 De
L I B R o
De conuiti, e de banchetti, preparati marauie
glioſamente. Cap. XVIII.

Hgoloſi
Auetta penſato tacere queſte coſe, e laſciarle a
a cuochi, o ſimilgente, come coſe indea
gne delle orecchie ben purgate. Ma ce le metterà
per ſatisfare ad ogni ſorte di gente. Ad alcuni quelle
ſaranno piu gratedi tutte l'altre coſe,c'ho ſcritte;pere
ciò leſcriuo ſommamente per non infaſtidire i lettori e
A fare, che l'eonuiuante non ſi ebriachi per il bee
uer troppo,oueroſi ſentiſſe dolore, o nocimento diſtoma
co,perhauer troppo mangiato. - -

Pigliarainelprincipio della cena, o del paſto,quattro


ouer cinque cime di cauoli, ilquale è contra la crapola,
rimette la forza deluino,e ti farà per modo, che pare
rà,chenonhabbia mangiato nulla, obeuuto: perciocheil
uino o il cauolo,ſonmolto contrari. Di qua Androcide
huomo dottisſimogiudicò eſſergioueuole,e douerſima
giare, quando altrui haueal'infirmità dellaebriachezza.
Et non laſciarò il detto di Neſtore nel ſuo Alesſicepo,ila
quale chiamalabraſica,lagrima diLicurgo:ilquale dice,
che quando Baccoglihebbe fattoriuerenza,et entrò nel
mare, Ligurgouenendo amorte, hauergettatouna lae
grima, dellaqual dice eſſernata la braſica;& per queſto
diceano eſſer inimicitia, fra iluino,el cauolo. Et Ariſto
tile dice,che queſto naſce percheglihailſuccodolce, or
purgatiuo. La onde Plutarconella Simpoſia ci dice, che
ſono dolci, c ſeuiſi meſcola il uino, ſcaccia la ebria
chezza. Accade qualche uolta, che per il catarro “:
S E C O N D O. 61
la testa caſca nel gargallozzo l'ugola, e mettendo ſoa
pra lateſta del ſugo, che l cauolo crudo latira al ſuo luoa
go, anchorahauirtù di reſistere al Vino; percioche ſe
ſi ſeminanella uigna, farà il vino piu picciolo.Peròapa
preſſo gli Egitti, o Sibariti era coſa ſolenne innanzia
tutte all'altre coſe, pigliare la cambracotta. Alcuni
hanno uſato farlo coniluaſo Ametuſtino,che è d'unagio
ia,percheſapeuano che " beuereaſſai, ſenzate
ma di embriachezza. Coſì racconta Ateneo. Ma ſe uuoi
anco altrimenti fuggire la forza del Vino, o maſſimaa
mente del vino picciolo: perciocheſi ſente piu preſto
l'embriachezza abeuere troppo uino picciolo, che à bea
uere del grande. Affricano inſegna, che hauendo tua
beuere aſſai, mangia innanzi tre, o quattro Mandole da
mare, che leuaranno la forza al Vino. Plutarco che
roneonarra, chefu un medico appreſſo Druſo, figliuoa
lo di Tiberio Ceſare,ilquale mangiando due, o ſeimana
dole amare,atauola ſuperata tutti nel beuere, laqualco
ſaeſſendo ſcoperta, o leuatogli uiale mandole amare,
non poteuaniente combattereabeuere, che ſubito gli bi
ſognauaarrenderſi. Teofraſto ancodice, che uno, che
uuol combattere abeuere, pigli della farina di pomice,
che ſempre uencera, o ſe non ſiempie di uino tutto,
non mai gli farà male. E dice che Endemodurò di beuea
reſinouentitre, o entrando poi nel bagno, non hauere
rebuttato niente, et in oltre hauere cenato, come ſe non
baueſſe beuutoniente, o queſto per laforza di quella
Farinadeſeccatiua, laquale gettandola ſimilmente in un
uaſo di vino che boglia, infatto fa ceſſareil bollire del
Vino. Gli antichi ancora faceuano per ſchifare il dana
s. 110
, L I B R o
no del vino,certe ghirlande di fiori, e le portauano in
testa,come ne accenna Ouidio, e Martiale. Di ciò ne
danno la ragione, perche con la molta frigidità rinfre
ſca il Craneo, che poſſa ſpegnere la gagliardezza del
vino. la ondeleggiamo, che Dioniſio determinò che i
quelliche mangiatano, glifuſſe data una corona diede
ra, laquale con la naturalſua uirtù, rebuttaſſe la forza
del Vino,percioche quella gagliardamente combatte con
º tra l'impeto della embriachezza, o fa i pori della testa
piu aperti.Se troua ancora un'altro modo inſegnato daa
gli antichi da ſcacciare la crapola,mangiare nelfine dela
la cena della lattuga,perhauer leiuna naturale, orga
“gliarda frigidità,o noi adeſſo l'uſiamo nel principio del
la cena, per procurare l'appetito, ſi come dice Martia
le. Dioſcoride par che la chiami Acrepula, percioche
· la defende dalla embriachezza. Ma poi che noi parlia
modeluino,uediam come shabbia da fare,che uno dedia
to al vino gli habbia a farfaſtidio, per modo che eglini
nebeua. - - -

Si trouano alcuni, iguali per modo gli offende iluia


no, che quando ne beuano niente fuori del douere gli fa
i danno, caſcano in infirmità, e talhorſe ne
muoiano,ſe adunque deſideri farglielouenire infaſtidio,
ſendo lontano quelfonte d'Arcadia chiamato clitorio,il
qualefauenir in odioiluino.Mettetre, o quattro angui
le drento deluino,tito che le ſi muoiano,di queluino dan
i ne dabeuer acolui che ne coſì ingordo, che l'infaſtidirà
grandemente, et per ſempre l'haurà in odio, che nonne
uorrà piu beuere,o pure pochisſimo. Ateneo ha ſcritto
ancora,chelbarbone di Mare ſoffocato neluino,ſe infat
- to
S E C o N D O. 62
toſi mangia ha poſſanza d'impedire il coito,et ſe da una
donna ſarà mangiato, mai piu farà figliuoli. Forſe gli
piacerà ad un'altro modo,ilquale lo inſegnalarcasſicoa
meſcriue Filoſtratonella uita di Apollonioguarda doue
una ciuettafa il nido,o piglia le ſue oue, o leſale,cr
dalle amangiare ad uno fanciullo, ilquale per il tempo,
cheuerrà ſempre haurà in odio luino, similmentel'ace
qua che eſce della uite tagliata, benutaneaſai, fa l'huo
moſobrioſi come ha inſegnato Democrito. Ma a ſapere
ſe il uino ha drento dell'acqua,lo imparerai da Democri
to, o dal Fiorentinogettaui drento,omele, opere ſale
uatiche,ſele staranno a galla,è ſegno che gliè puro, ma
ſe le uanno al fondo, glie adacquato. Dall'eſperienza
di Solione, alcuni mettano nella botte paglia, canna,o un
ſcermento onto con oglio, o ſe quando ſi cauafuori
ui faranno appiccate delle gocciole, quelle ſonod'ace
qua, altrimenti non ui ſe ne uede, gettaneſimilmente del
la calcina, che ſe la fa aprire, è ſegno che luino è ada
acquato, o ſe la uniſce inſieme, è ſegno che glie puro,
coſì a bagnarui drento un pannolino, oltra di queſta ſe
ne trouanoaſſai. -

i Maſeti ſpiaceſſe iluino adacquato, eccoil modo di


acauarla,habbia preparato una tazza di hedera, metteni
drento il uino, o ſe ui ſarà drento dell'acqua a poco a
pocolaſtillarà fuori.Et circa questaueggo che gli anti
chi,co imoderni ſono ſtati di contraria opinione, percio
che l'eſperienza et la ragione ſono in contrario. Attenga
che ſendo il legno tutto cauernoſo,et pieno di buchi l'ac
quacheſottiliſſima piu che tutti gl'altri humori (come
i dice Ariſtotile) uſcirà fuora. Si troua ancho un'altro
º - - 1710
- L I B R O ? -

modo da cauarne l'acqua, gettando drento della botte


delicci,o pennelli di Cotone,ode lino, leguali diſopra
uanzino di fuore alla botte,et da quelli ſi tira fuore l'ace
qua, coſì ancogettandoui drento una ſpogna, la tirarà
piuacqua che Vino.
A queſto modo con proceſſo di tempo, farai il Vino,
ilqualehaurà diuerſiodori, piglia acqua ardente, nella
quale uimetterai quelle herbe, delle quali tu uorai,che
gli habbia odoreiluino, perche quell'acqua tirarà a ſe
uell'odore; poi colala, et come glie bene purgata dalla
i" , laſciala ripoſare, o meſcola con il uino, che l
farà odoriferiſſimo.
Hora inſegniamo il modo di fare, che l'acqua ſalſa
ſia buona di beuere, il quale l'inſegna Ariſtotile,fora
mando un uaſo di cera uoto, gettandolo in Mare, l'ace
qua, che entra quiui drento per i pori della cera, è
buonaabeuere. ilmedeſimo con un uaſo di terra,nuouo
ſerratogli molto bene la bocca, o l'acqua che penetra
drento diuenta dolce.
Sifaanco in un'altro modo piu preſto, etancoin piu
abondanza. Piglia del ſabbione di fiume, et gettalo nella
acquaſalſa,laſcialaſtare un poco di tempo, etmettegli
un pannolino ſopra della bocca d'unuaſo, douelàſicoli
l'acqua che a poco a poco, laſalaſalſedine. Molte altre
coſe per eſſer uili le taccio. -

Horauoglio dire ſe gli è poſſibile di far parere un'


ſochauiua,chela ſia ſtatacotta. Perciocheſpeſſeuolte a
banchetti deprencipi, glihagranforza lo ſpronato ap
petito,etgoloſità. Piglia queſt'ordine, habbia un'Ani
tra, o un'ocha, opure qualche altro animale, che habbia
- gran
s E c o N D o. 63
granuiuacità, benche infra questi,locha è ilpiu forte,
le teſta laſagli,elcollo tuttopelato, circondale bene con
il fuoco da ogni parte, però non tanto ſtretto, che ilfue
molo ſoffochi,et che il fuoco non l'arroſtiſca troppo pre
ſto, neanco tanto di lontano, che non gli facciaeffetto
niſſuno. Et habbiaſimilmente delle tazzette,o pignatela
le piene di acqua,drento meſcolatouidelmele o del ſa
le piatti anco,pieni di meleleſſate, et bentrite in un ta
gliere, onge poi ben bene in ogniparte con del graſſo,
ſtrutto,etcon lardo, acciocheſia miglior da mangiare,
et ancoſi poſſa cuocerepiufacilmente, dagli del fuoco,
ma non affrettare, et come uedraiche comincia a bolli
re, allhorailfuocogliud datorno, et laſtregne. A ques
ſtomodo egli beuendo di quell'acqua, che ſtà nelle taza
zette, etnelle pignatte, ſi raffrena, et ſi riſtregne, rina
freſcandoſi il cuore,etl’altre membra. Etperuirtù dela
la medicinadatagli,allarga iluentricolo, ilforbiſce,et ſi
uolta,et dà poi cheglie benſcaldato, et abronzato di fuo
reſi cuocenogli interiori, continuamente cd una ſpogna
bagnali il ceruello,etilcuore,etcometuiluedi comincia
rea fare delle pazzie,etsbatterſi perche alhoragliman
calhumidità del cuore, ſubito leualo dalfuoco,etmettia

i lo dinanzi alli conuitanti, che mentre che lo mangiaranº


no ſempre gridarà pernodo che parrà prima mangiaa
to che motto.
Non è ancobrutta coſa da uedere, una morenaa un'
iſteſſo tempofritta,leſſa,etarroſtita. Laqualcoſalafae
rai in queſto modo, primieramente ſcorticata, con un
panno,mettila in un itidione,et quelle parti che uuoifrig
gere, etleſſare tre o quattro tolte linuoſtarai in pezze
; e
- di lino
- L I B R O º º
di lino ſottile, nell'uno di queſti gettatoui drentodelpe
pe, nell'altro delpetroſello, Zafrano,Menta, Finocchio,
o uuepaſſole trite con acqua, o ſale, ouero fa che ſi
bagnino nell'intingolo fritte nell'oglio,fa cheſieno uolte
alfuoco, ſempre bagnandole con un mazzetto di origa
no, o come una parte ſarà quaſi arroſtita,leuala,et dal
laa mangiare a coluiuanti, che glie una uiuanda mol
to delicata. , i

Ma ſe uoi far che un'otto ſia piu grande, che la


teſta d'ulihuomo, ſi troua un'arteficio, ilquale non ſi
può conoſcere da una coſa naturale. Cauarai dieci, o
piu chiare, o rosſi, ſepara l'uno dall'altro, i roſſi mea
ſcolati leggiermente, e mettili drento una ueſiga, or
nefarai una palla tonda, con ligarla,laqual mettirai drè
to una pignatta piena d'acqua,etquando uedi, che comin
cia a bollire,per modo chela gonfia aſſai cheſarà aſſoda
tacauala, et aggiugneui le chiare, ma fa che quel giallo
ſtia nel mezzo, o di nuouo laſcial cuocere, coſì l'haa
uerai ſenza ſcorza, laquale biſogna fingere in queſto
modo. Piglia delle guſcie d'oua bianche, o peſtale
ſottiliſſimamente, che ſienopoluere, che l'arialatoglia
a penauia,laſciala ſtar nell'acetoforte,tanto che diuenti
tenera,percioche mettendo l'otto drento dell'aceto fora
te, la ſcorza ſi disfa, o diueliuta tenera, per modo
che facilmente lopuoi mettere perla bocca d’ana inghia
itara, o come ue l hai meſſo gettati dell'acqua chiara,
che tu louedrai ritornato alla ſua ſolita durezza, che è
coſa da farmarauigliare. Leſcorze adunque che ſonodi
uentate come unguento,conun periello, e tu le uà tenden
doſopra dell'ouo qual ha fatto che come lo bagnarai cà
i l'acqua
S E CO N D O 64
l'acqua chiara, diuenterà duro, allora hauerai, unouo
uero, o naturale. , - - --

- Seuuoifrigere peſſi drento della carta,fauna freſſoa


ra di carta, drento dellaqualemetteui oglio,o peſci,o.
mettila ſopra de carboniaceſi:mafache non faccinofia
ma,non t'increſca il metterla a modo di ſopra peſo, che,
uesto non ti nocera niente. Se tu uuoi che la carne taa
gliata di nuouoſi uniſca inſieme. Piglia della radice her
ba, che ſi chiama conſolidamaggiore, o piglia di quel
le che di fuoriſono nere, o drento bianche, dapoicuo
cele inſieme con quella carne tagliata, che ſubito sata,
taccaranno inſieme i pezzi, per modo che non ſi uederà
doueſiaſtatatagliata. Etanco ha queſta medeſimauire
º tù una pietra chiamata Serafito, laquale riuniſce inſie
me grandemente, il medeſimo ancho ſidice dell'holeſteo.
se metterai un pezzo d'acciaio infocato, drento a un
; polaſtro pelato, o netto drento, cuoprendolo, ace
cioche il caldo non ſbiri fuori, ſi cuocera, benchegli
dia cattiuo odore: nondimeno gli è buono da mangia
re. A queſto modo potrai anchomangiare un pippione
ſenza oſſa, ſe tuhauendolobeniſsimo nettato drento,ei
pelato di fuori, lo laſarai ſtar per ſpatio d'un giora
no naturale, in infuſione in buoniſſimo aceto, ma che
ſia pieno di ſpeciarie, ben lauato, leſſalo, oueroara
roſtiſcelo, che l'oſſa ſono uenute atal modo che poi man
giarle. L'oua parimente ſi poſſano ancocuocere ſenza
fuoco, mettendole nellacalcina uiua, e bagnarle. Se
deſiderihauerela carne delGallo frolla,e tenera,trone
catogli il collo,attaccalo aun ramo di fico, che duen
ierà tenerisſimo : laquale coſa fu trouata dal cuoco
-- - - di
L I B R O
di Ariſtione.ilqualehauendo meſſo a cuocere un gallo,ile
quale era ſtato ſacrificato a Hercole, o attaccato poi a
un fico,uedendo che coſì toſto erauenuto frollo, et te
nero fece prouad un'altro piu duro, ſe per attaccarlo al
fico, ſi preſto s'inteneriua, et trouò che riuſciua, Piglian
do le corde da leuto, et tagliandole minute,etgettarle ſo
pralacarne cotta, parrà che laſiauerminoſa, etilſana
gue dellepre cotto, etfattone poluere ſpargendoloſoa
prala carne, la farà parere ſanguinoſa:per modo che
ſchifandola, la gettaraiuia. Molte altre coſe ci ſono,
lequali le laſcio alligoloſi: baſta hauerne ragionato co
pioſamente inſino a qui,
D'alcuni ſperimenti meccanici. Cap. 19.
SoN o certi iſperimenti di ſottilità d'ingegno, dea
gni di non eſſerſprezzati ſeparati da ogni meſtura,iqua
li penſiamo, cheſaranno grati alli ingenioſi. Si troua
un'arteficio, ilquale appreſo d'alcuni ſi chiama Drago
uolante,oueroſtellacomata, ilquale ſi compone in queſto
modo;far un quadrangolo di baſtoncelli di canna ſotti
le che di lunghezza ſia con lalarghezza, inproportione
ſeſquialtera, ouogliamo dire, che lalunghezza ſia una
uolta, o mezzapiu della larghezza, e dalle partigli
farai due diametri, nella interſecatione, poi di questi
biſogna poi legarui una funicella della ſteſſa quantità,
erſi congionga con le due altre teste della macchia, or
coſì ſicuopra di carta,ouero con un panno ſottile, acciò
non habbiatroppo peſo. Dapoi andare inun monte alto,
ottero in una torre, quando ſono iuenti equali, che non
contraſtano,
S E C O N D O 65
li contraſtano, percioche non ſieno troppo gagliardi, acciò
gi non ſi guaſtaſſe la machina, neancho ſia coſì poco uento,
t"
ri
che non la poſſileuare in alto, oltra di ciò che non camini
diritto, ma torto,laqualcoſa la farà la fune tirata da un
i capo, o dall'altro la coda lunga, laqual biſogna farla
ri medeſimamente difune: i fogli di carta ſieno ben ligati
lo pertutto, coſi gagliardamente ſpingendola dargli l'anda
ſi re. Eta queſto modo uolando, come glie un poco inalza
ſia
to,ui mettano ſopra una lanterna, che parcheſia una coa
dº meta. Alcuni ui mettono un raggio di carta,o di polue
ſ"
re d'arcobuſo, ilqual quando ſi fermanell'aria, ſi mette
peruia d'una cordella ingegnata con un'annello,della cor
da acceſa, o ſubito tagliando il uelo, gli dà fuoco, or
con gran bombola machina ua in molti pezzi, o cade
in terra, alcuni legano un gatto,e un cagnuolo, perche
ſi ſenta per l'ariagagnolare.Di quà un che habbia inge
ſº
no, pigliarà i principi in chemodo l'huomo anchor posſi
uolare, attaccandoſil'alegrandiallegombita,o alpeta
to; ma biſogna, che da pueritiaſi aſſuefaccia amenarle,
ſempre in luoghi un pocopiu alti,di mano in mano. Ilche
s'appreſſo dalcuni foſſe coſa marauiglioſa, o molto
incredibile, riguardino a quello, che ſi legge d'hauer
fatto Archita Pitagorico, o che molti Greci huomini
elegantisſimi l'hannoſcritto,o medeſimamente Fauoria
no Filoſofo, auttore delle coſe degli Antichi: da Archia
ta fu fatto con grandisſimo ingegno un ſimulacro d'una
colomba,che uolaua, ilquale era in queſto modo: ſoſpeſo
itaua,valuento uguale, º dal uento è ſpinto, che ene
tratta dentro della machina,orſimoueua. A queſto moa
; doposſiamo fare,
- - I Vti
L I B R O

Vnouo che aſcenda nell'aria.


Capitolo XX.

PIGLIA il guſcio dell'ouo ſtretto, e empilodirugia


da del meſe di Maggio,perche gli altri tempi dell'anno,
lanon ſi truoua. Etnelmezzogiorno mettilo al Sole,
che l'inalzarà in alto, et ſe difficilmente s'inalzaſſe,mete
teuio un baſtone, o una tauola, che come cominciarà ad
eleuarſi,ſalirà piugagliardamente. Ci reſta da dire anco
una coſa ſpaſeuole, ma ingegnoſa, a fare che tre pole
cineſenzatoccarle da per loromutino luogo, per modo,
che a uno che non ſa la coſa gli dà gran marauiglia.
Piglia tre police di carta un poco lunghette,e fa che
l'una ſuperi l'altra egualmente, cioè che la terza ſuperi
la ſeconda, la prima quanto la ſeconda, e fa che da una
teſta ſiano tutte eguali, che tu uedrai, che le mutanoſito,
e luogo,che la piu lungastarà nel mezzo, o la prima
nell'ultimo,o coſiuariaranno quandole uoltarai:laqual
coſa molti penſano,che ſia fatta dalli Demoni, ma naſce,
che nelfine delriuoltare rimane lapiu lunga, e quelle
delle parti,dallequali ella naſce nelriuoltare rimangano.
Alcuni errauano penſando, che naſceſſe dalla uirtù d'ala
cune parole,coſidauano con queſte riſpoſta a tutte le co
ſe,che gli eranodimandate comeſe foſſe stato un'oraco
lo, perche ſe mutallatio ſito haucuato buono augurio al
trimenti diceuanohattere la coſa ad eſſersfortunata, o
nonuoljero mai laſciare la fede loro, per la ragione, -
per la eſperienza, hauendo fatto l'habito a crea e ſi
traoua ancouti altro artificio, - - --

º , A
S E C O N D O 66

A fare, che una candelaabbruciſott'acqua.


& camini. Cap. XXI.

si fa con queſte arti, che quitidirò: habbiaunuaſo


lungo,che tengaaſſai buona miſura, ſerralocò un legno,
nelqualitia appoggiata la candela,che brucia, etuoltato
iluaſo,il lumepercuota nel fondo, coſimettilo tutto nela
l'acqua, ma fa che non ui entriacqua,ch'eſſendo piena di
aria,andaràaſſaitépo, ſecodo la capacità deluaſo:un al
troanconon inferiore a queſto cenemarauiglioſo.
Vnuaſo, che riuoltato tenghi l'acqua.
Capitolo X X II.

IL o yA L farai in queſto modo: fa un uaſo con il


collo lunghisſimo,et quanto ch'è piu lungo,piu é mirabia
le, o farallo diuetro chiaro, acciò poſſauedere ſalire
l'acqua:queſto empielo d'acqua,che bolla, et quando ſarà
tutto ben caldo(o ſe tipare mettiglidel fuoco al fondo
ſubito,accioche non ſi raffreddi)fa che con la boccaria
uoltata,tocchi l'acqua, o uedrai tutta l'acqua, o quanta
ne può tenere latiraaſe. A queſto modo gli inueſtigatori
delliſecreti della natura dicano, che con i raggi del Sole
ſi può attinger l'acqua ne'montidelle cauerne, la onde
ſi fa poi la fontana. Et di qui ne naſcono artifici non pic
cioli, nelle meccaniche ſpirituali, come tratta Girolamo,
lequali laſciamolo a dire in un altro luoco,come fuori di
queſto propoſito. Ilſimile anco è raccontato da Vitruuio
delnaſcimento dei uenti,benche horaeuenuta in uſo fa
migliare. Coſì ancounuaſo,cheſpirauento.
I 2 Si
L I B R. O
si può fare in queſto modo, facendo una palla auen
todirame,laqualſiatonda,o uota, o nella pancia hab
bia un bucopicciolisſimo, per il ſualſimettelacqua, o
ſe foſſe difficile, adopra l'eſperimentoſopradetto, ſe ac
coſtandoſi al fuoco fiſcalda: o non hauendo altro ſpira
colo, di quiui manda fuori un gran ſoffio, ma un poco
humido,o craſſo. Hora ragioniamo d'alcune altre coſe:
una fune, che auolgendoſelaalla mano la ſi tagli da per
lei,o ſi rompa con un leggiertratto di braccio, o ſen
za quello difficilmente ſi poſſarompere. Coſi una parte
alzata percoſſa un poco,oueroun pezzo di marmore, ſi
ſpezza in molte parti, o ſi rompano anco le pietre de
fiumi. Vn pomo con un leggier colpo, ſe con la teſta il
percoterai in un coltello,ouer un poco poco lo taglierai.
Se cercarai nell'orzo uitrouarai una reſtarella nera di
uena ſaluatica,laquale è torta, ſimile al piede della locu
ſta, ſe lalegarai nella carta con cera,o lasbroffarai leg
giermente co l'acqua, come ſentirà la detta acqua ſi tore
cierà,come una corda da lira, o la carta ſi dirizza,
De gli ornamenti delle donne.
Cap. XXIII.

Anno d'attornoalcuni eſperimenti fra gli altri


grandisſimamente deſiderati; liquali moltogio
uano allo abbellire,o ornare le donne; noi pere
che non ſiano cercati altroue, gli habbiamo uolontaria
mente qui,e prima.
Ilincao del tinger li capelli.
A fargli neri, biondi, dorati: o finalincute di qual
- Colore
S E C O N D O, 62
colore li piaceràgialli, o uogliamo dir biondi, ſi fanno
con ilmele oglio,e rosſi d'ouo,anchola liſcia di cenere
diuiti fa l'iſteſo, di paglia d'orzo, diſcorza di liquirie
tia, di ſegatura di Boſſo, o delle ſue foglie zaffarano,
e comino,lauandoſi ſpeſſo diuentano gialli bene, che pa
reranno di colordoro,et diuentaranno rarisſimi,facene
dola liſcia con ſcorza di fico, galle, palme, o roue ape
preſſo, e di ſimili altri legni. In queſto modo tingerai la
barba,o i capelli, ſeperauentura a qualcheduno inca
nutiſcato, ſpuma d'argento,et rame abbruciato: & mee
ſcolarai queſte coſe nella liſcia forte, per la quarta parte
dipiu come cominciaa bollire, con fuoco lento,lauati,er
come ſono aſciutti,lauati con l'acqua calda. A queſto mo
do ſi fanno mere le ciglia, songano fregando bene con
oglio di galla,lequali le triterai con un poco diſale armo
niaco, e poi le meſcolarai con aceto, nelqual fa che ui
ſieno bollite dentro ſcorzo di roue, o dimoro: onge
rai poi le ciglia,o laſcia star coſì la notte,cº la mattina
lauati con acqua freſca. Ma perche ſpeſſe uolte accade,
cheilluogo diuenta bruttisſimo: percioche ui naſcono
troppo peli,oueroueneſono,che non rimangono ſpelati,
pigliarai queſtionguenti.
Conlequali ongendoli ſubito caſcanoli peli, e re
ſtano lungo tempo le parti coſipolite,chenonuinaſcano
piu, ongeli con queſta ontione, e decottione commune,
mettendoui dentro calcina.uiua, e il terzo di oropimen
to,e liſcia forte, o mentre che ſi cuoce,fanne la pro
ua con una piuma. Columelladice, che ſi debbe cuocere
una ranocchia di quelle liuide,détronell'acqua, infinche
ſcema per la terza parte, o con queſta ongerai il cora
I 3 po,
, L I B R O
po,uolendo leitare di qualche parte li peli vene ſono
infinite come l'hedera, acqua che gettano le uiti tagliate,
laquale come gomma, channo la proprietà dell'onguen
to,ma quello come aſſaicomodo tiſatisfarà.Etſe deſidea
riche mai piurinaſchino,ongi benbene quelle parti per
late con queſta ontione, che gli leuarai tutte le radici,co
me dell'oua, ſucco di faua porcina, ſucco di cicuta, ſeme
di pulicare, e ſangue di pipiſtrello, o di teſtuggine.
Alcuni fanno con una laſtra d'oroinfuocata, fregandola
preſto preſto ſopra il luogo, che uogliamo pelare: accio
che non ue ne rimanga ſegno, ne mai piuuengano quiui
peli,ouer lanuggine. - s;
Afar che i pelinaſcano preſtamente,
Piglia delle ceneri d'appio abbruciato, con sterco di
ſorcio ongendo doueuuoiconoglio roſato,che naſcerane
noi peli, ſinonella palma della mano, a queſte ui potrai
ageuolmente,et comodamente aggionger cenere di noce
cuole, caſtagne dattolo,et altrecoſe tali perche da tutte
queſte coſe ſi diſtruggela uirtù del naſcere, ouer naſca
nopiumorbidi,o ſottili: la onde Auguſto uſaua abruz
stinare le gambe,con una noce acceſadi fuoco, mediante
laquale haueſſero a rinaſcere i peli piu ſottili.
Maſe deſideri mutare il colore degli
i occhia fanciulli, r .

In queſto modo il potrai fare: con la cenere dellira


mi del nocciuolo, o con l'oglio, ongeli laparte dinanzi
della teſta,che frequentata uedrai, che i fanciulli mutino
il colore degli occhi. Sono molti eſperimenti da fare gli
occhi bianchi,o azzurri che diuentino neri. Ma queſte
coſe laſciamo andare,ſendo che l'occhio ageuolméte pea
- - riclita,
S E C O N D O 68
riclita,et non faccino l'eſperienza,laqualnoi cerchiamo.
Hora in queſto modo potrai leuare l'in
fiammatione delle guancie.
Masſimamente alle donne, quando gli hanno illortem
po,ongerai il luoco con la biacca,o poluere di faue,mee
ſcolatacon aceto,ouer rosſidoui,o conmele.
. Sono alcune stillationi,ouero acque.
che fanno la facciabianca, come midolla dipane ina
auppala in ſicio di capra, poi diſtillata, con laqualetila
uarai la faccia, che marauiglioſamente la fabianca, or
falapelle lucidisſima.Etnonmaneogiouailſteio d'aſina,
percioche tendelapelle,la poliſce, e lafa morbidisſi
ma.Et perciò non ſenza ragione Pompeia,Sabina moglie
!! di Nerone,menauaſeupreſeco cinquecento aſine, o ſi
ſbagnaua dentro dellattedell'Aſine. Dapoi che ſarà dia
uentato coſibianco. -

Potrai far ritornare neluolto il colore. º

Farai una liſcia,laquale mai ſi ſcopre,o beffeggerai


ciaſcheduno,con dire, che uſi un grande artificio, percio
che con l'acqua chiara farai leguancie che ſaranno roſe
ſ ſe,che durarà quel colore aſſaisſimo tempo, quel luoce
che tu bagnarai con l'acqua freſca, o quanto piubagna
rai fregando poi con un panno, tanto maggiormente di
uentarà rubicoudo. Cauarai dell'acquadel cardamomo,
ilqualequeſti ſalta in banche chiamano grana di paradia
ſo, di garofani, ſegaturadi uerzino, e ſimilmente acz
qua ardente stillata in piu uolte. Dapoi che la ſarà
stataun pezzo al fuoco lento, pure nel letame marcio,

i
"
sbagnarai ſpeſſo con quell'acqua la faccia, o come co
mincia a fare operatione, ſe molto tempo farai bollie
I 4 re
- L I B R. O
rel'orticanell'acqua, ſpeſſo lauandoti con quell'acqua,
ti farà le carni in tutto colorite, continuando a lauarti.
A queſto modo farai i labrirosſi: pigliarai allume,grae
na,ſegatura di uerzino,etmeſcolarai nell'acqua:bagna
te queſte coſe conacquafaralleaſciugare al Sole,o con
queſte bagna della bambagia, con laquale fregarai le gin
giue,o lelabbra. Maſe alcuno cerca delle acque lo ue
derà qui diſotto. -

Per farla faccialuſtra.


Pigliaraichiara d'ouo,cuocendole,et faralle dure: di
queſte ne stillarai acqua,bonisſima d'adoprare:o il me
deſimofiore di roſmarino,et difaue, ſucco di limone.Ma
queſt'acqua è piu eccellente di tutte,etritrouata con una
gran diligenza. Piglia del talco,etfannepoluereſottile,
mettendola in unapignatta, et metteuimolte chiocciole,
et copri la pignatta, accioche le non fuggano; percioche
non hauendo da mangiare, mangiano quel talco, et lo cuo
cano: come poi uedrai che l'hanmangiato tutto amacca
le, e mettele in un uaſo di uetro,stillale, et conſerua l'ac
quaperla faccia mettipoi la feccia, cheui rimane per
tre notti al ſereno,et di nuouorimettile a diſtillare, cae
uarai poi loglio, che non ſi può hauerela piu eccellente
coſaperli capelli.
Aleuare la forfora della faccia.
Le donnepotranno far così, piglinofele diuacca,o di
boue,di capra,etdibecco, laqualmeſcolino con poluere
di uetro,etongano la faccia, che lapurgagrandemente,
etlafabella. Il ſucco delladracontealeuatuttele mac
chie,etmasſime quelle, che fanno brutta la bocca. Hora
inſegnaremo alcune coſe particolari, -

A far
S E C O N D O. 69
Afar nettii denti. -

Quelle coſe anticamente cauate delle guſcie delle por


pore, e buccine abbruciate erano ottime, hora presio
le potrai uſare, con pigliare mollica di pane abbruciata,
poluereſottiliſſima di penne,di coralliroſſi ſeppia, cioè
di quella ſcorza dura, corno di ceruo, e di altre coſe
ſimili, che ognun di queſtifa polito. Coſì con i granelli
digrana, fregando con pezze di ſcarlato. Bencheilme
glio di tutte queſte coſe è loglio diſolfo, perciochefa
netto,e leua tutte le macchie, ſipuo fare ancora con la
acqua ſtilata dell'allume con del ſale.
Poſſiamo anchora impedire, che non crea
ſcano le poppe.
Peſtala cicuta,fanne un impiaſtro al petto delle fan
ciulleuergini, con aceto che per modo ſtregnerà lauire
tù, che non gli laſſarà creſciere le poppe, o queſto
maſſimamente, quando le ſono uergini: benchefaanco
rache non habbino latte all'altre. A queſto modo una
donna hauendoletenere,o ficuoli, lepotrà rifare ſode,
pigliare della greta bianca, chiara d’ouo,galleuerdefre
ſche, maſtice,incenſo, ogni coſa pesto, metterlo inacea
to caldo, con ilquale ſi bagnino le poppe,laſile ſtare coſi
tutta la notte, o ſe per auentura con haurà fatta oa
peratione a compimento, di nuouo fa il medeſimo. A
queſto giouano ancora l'oſſa della Neſpola, di Sora
be che non ſiano acerbe, prune ſaluatiche, buccia di
melogranato, Balauſti, Noci acerbe, Pine, Pere ſal
uatiche,e anco piantaggine, facendo bollire tutte quea
ite coſe in aceto, ci metterle alle poppe, ouero alcu
ne di queſte, a
A queſto
L I B R. O
A queſto modo potrai leuarelegrinze del corpo,
cheuengano per il partorire.
Fabollire pure aſſai nell'acqua, Sorbe acerbe, or
meſcolaui drento della chiara douo, o fa che non gli
manchi l'acqua, nellaquale uiſia disfatta la gomma ara
bica, drento di quella acqua bagnauiun pannolino,ilqua
le poi lo accommodarai aluentre. Ouero pigliacorno
di ceruio abbruciato, Pietra amianto, ſal Armoniaco,
Mirra,Elibano,Maſtice ſpoluerizata, impasta ognico
ſa con ilmele, che leua ogni creſpa. ſe uorraifare,che
unuolto liſciato diuenti pallido.
Auolere conoſcere un uſo liſciato.
Piglia del zafferano, o maſticalo, poi accoſtati
quanto puoi, parlando parlando alla donna, che l fiato
tuo limacchiarà il uolto, eſſendo liſciato, glielo fagial
lo,ma ſe non è liſciato non glifa coſaniſſuna.
Si troua un'altra acqua chefala faccia nera,laqua
le ſpeſe uolte inganna le donne. Piglia dei guſci dino
ce, o di quel tenerume di drento, qual non ſi mangia,
e delle galle,dellequali coſe ne cauarai acqua chiariſt
ma allambico, con laquale lauandoti, o le mani, o luola
toglifa diuentarenere a poco a poco per modo che par
rai un moro. Et ſe uorrai farglitornare la ſua ſolita
bianchezza, ſtilla inſieme dell'aceto, o ſucco
di limone meſcolato con ſcamonea, .
o con quell'acqualauadoue - ,
era fatto nero,
et loleua
. - tlia. - - - - -

- - : 3

- - D'al
S E C O N D O. 7o
D'alcuniremedi appartenenti alle donne.
Cap. 24.

se Gv 1r AN o alcuni ſperimenti, doppo quelli,


che ho dette di ſopra,molto da eſſere deſiderati, concio
ſiache ſpeſſo accaſcano, o uengano a uopo, benchea
preſo d'alcuni parranno pocohoneſti, o indegni d'eſe
ſer ſcritti: cerchi coſtui ampiamente i libri del medici,
che uedra che ne ſon pieni, di queſte coſe, queſto capito
lo re da questa utilità, che ſe quelli appreſſo d'alcuni
parranno dubbioſi, queſti l'habbiamo ſcritti, o ſcelti
con l'eſperienza in mano. - -

All'incontro potrai anco ſinorzare l'appetito luſita


rioſo in queſto modo: mangia dellaruta,o della canfoa
ra, che queſte coſe hanno forza di conſumare quelli ſpie
riti, chefanno commonere lauirgaper modo che parrà
Eunuco, quellherbachiamata Agnocaſto, talche impe
diſce, o ſmorza l'appetiti carnali, che ometterla in let
to, o ſibeua, oſimangi, aſciugatutto il ſemetalche le
matrone d'Atene, tendeuano le foglie nei loro lettiana
co la lattuga, laquale ſi mangia continuamente, ha fora
za di ſpegnere tali appetiti. Et questo l'hannouoluto in
ferirei Poeti nelle loro fauole,quando che Callimaco can
tò ne'ſuoiuerſi, che Adonide hauendo mangiatola lat
tuga,eſſer stato ammazzatodal porcocignale,o che da
Venere fu naſcoſto ſotto lalattuga: percioche Venea
re per la lattuga perde la uirtu, come dice Ateneo,
o gli huomini perdano la forza di uſare. Gioua ad
ingrauidare, la matrice della lepre dandola a mane
giare alla donna, o pure la tienga alla pancia, ma
dipoi
L I B R O -

di poi che gliè ingrauidata, biſogna che da tutte quee


ſte coſe ſi guardi; percioche poſſano ſconciare il parto.
Mangiare della menta, laquale meſſa alla natura dopoil
coito, tollela uirtual ſeme, o ancora meſſa con latte
mai lolaſſarà appigliare, benche uimettail caglio, anzi
che ſe ſi metta alle poppedell'animale, mai quellattesa
piglierà. Ilzafferano ha grandisſima forza di rimuouea
re la poſſanza di partorire. La cocitura del ſalcio bea
uendola a digiuno, mai piu potrà partorire, perche fa
ſterile,concioſa che la ſalice, preſtisſimo perde il ſuo
ſeme, o piu toſto ſi traſmuta in ragno che ſi maturi.
La onde Homerola chiama frugiperda. L'iſteſſo fa l'oa
gna,della mula l'orina, el ſudore, l'acqua doueifabri
ſpegnano il ferro, o tutte queſte coſe biſogna farle
doppo che la donna haurà hauito il ſuo tempo. Ma fra |
tutte quelle coſe ilſaltare ha piu forza di tutte,e maſa
ſimamente gli fa danno, quando ſi sbatterà, o mouca
rà aſſai doppo l'hauere uſato, percicche non poſſendo
retenere il ſeme datogli dall'huomo, eſce fuora ſenza
uirtù, o diuenta acqua, che forſe prima sera conge
lato. Come di queſta meretrice dellaquale ne fa mentto
ne Hippocrate, laquale per non ritenere il ſeme, or
non far figliuoli, accioche non perdeſſe la ſua bellezza,
s'abbaſſaua ſino a terra, coſì facea uſcire fuore
il ſeme, percioche faceua perforza apria
re la matrice. Liſoperſtitioſiſi han
no attribuito alla uirtù del nu
meroſettenario foraſ
ſe pittagoria
zando.
S E C O N D O. 7I

De alcuni ſtoppini, e delli loro inganni, in che modo ſi


uegghinohuomini con capo di cauallo, o
d'altri animali. Cap.25.

Ho penſato longo tempo, ſe gli antichi ſapeuano


queſti ſecreti, e ſe ſono uere quelle coſe,che ſi dicono ſo
pra di ciò, e che gli ingannatori promettono.onde non
mi ſon poco rallegrato, quando io ho trouato, che molti
º delli antichiu’hanno hauuto il penſiero. Maſsimamente
Anaſſilao,ſidiamo fede a Plinio, emiſono molto affatie
cato atrouarqueſte coſe, per dare perfettione aquesta
mia hiſtoria, ne ſarà fuora di propoſitofarne mentione,
e inſegnarle, accomodandole alla iſperienza, o quello
che uuoloperare, prima ſi aſſuefaccia a queſte,o apo
coa pocofarà delle altre. E prima inſegnarò come ſipoſ
ſa uedere ogni coſa.
Et una camera colorita.
Ma penſo che ſi debba beneauertire queſto dileuare
tutti li lumi,accioche non impediſca illume, il quale eſce
; dalla lampada, che fa parere il colore, talche l'inganno
ſia uano,ſeſarà di giorno, ſerriſinolefeneſtre, accioche
entrandoui qualche ſpiraglio, non ne guaſti il diſegno.
A uedere ogni coſauerde,farai in queſtomodo. Habbia
una lampada di uetro tuttauerde chiariſsima, e quel che
in queſtacoſa è molto gioueuole,glie il fare l'olio che ſia
meſchiato con uerderame & animali che ſi nutricano di
humidità,e peſtare ogni coſa inſieme, e cauarne un liquo
reuerde, lo ſtoppino medeſimamente di telauerde,ò pu
reprepararlo di Gioſippioonto, e fare arder dentro di
quella
L I B R. O
quella lampada, che quellume doue percotera,farà pare
re ogni coſauerde, perſino iuolti degli huomini. Se hai
fantaſia diuedere ogni coſanera, meſcola in tutte le co
ſeche hanno da bruciare dell'inchioſtro, e dellafoliggie
ne, ma meglio di tutteglie quell'inchioſtro, che ſi caua -

delle ſeppie; percioche meſſo nelle lucerne, e facendole


abbrucciare, fa la fiammanegra.A queſto modo ſi dice,
che Anaſsilao ingannaua e giuocaua, che ſpeſſe uolte ala
l'inchioſtro della ſeppia, faceua diuentare coloro che gli
ſtauano datornomori neri. Pigliando delle coſe gialle,
comel'orpimento,zaffarano,e ſcorze di Lupini,meſcola
con dell'olio, e dentro accende una funicella,in una lama
padadiuetroguallo,che ogni coſauedrai giallo. Se deſia
deriuedere le coſe in parte uerdi gialle, e nere, meſcola
ogni coſa in questo modo ſi come inſegnò Simeone ſeti,
ſe unointegnera lo ſtoppino di ſtoppa,nell'inchioſtro del
laſeppia,e neluerderame,ſiuedranno gli huominicirco,
ſtanti parte uerdi, parteneri, per lamiſtione delle coſe.
A uedere la caſa di colore d'argento, o alluminata.
Taglia alle lucertole nere la coda,eſcegliene quell'ac
qualucida,la quale eſce di quella tagliatura,habbine buo
na quantità, con queſta bagnaunſtoppinofatto è di fos
gli di carta, è pure di gineſtra, o hauendo commodità
meſcolaui dell'olio,che uedrai ogni coſa colorita d'argen
to. L'iſteſofarainelle altre coſe, ſeguitando queſto stia
le. Horaſeguito d'inſegnare l'altre coſe, per non trata
tenere troppo i deſideroſi di ſapere.
A fare che una faccia paiamacilentiſſima, e pallida.
In queſto modo facilmente pallida hauerail'intento,
piglia un uſo diuetro piugrande d'unatazza,nel quale
º- - - - gli
S E C O N D o, 72

ui meſcolerai deluinopiuuecchio che potrai trouare, è


tu piglia deluino greco, metteui dentro un pugno diale,
emettela ſopra li carboniacceſi,che non faccinofianma
acciochenon ſi rompeſſe iluaſo, che infatto cominciera
abollire,mettiui poiuna candela,chela ſiaccendera, ſpe
gneglialtri lumi,che uederai che faraparere il uolto de
circoſtanti ſi brutto, che l'uno farà paura all'altro. Lo
iſteſſo accadenelle focine,doue ſi fanno le campane e coa
ſedi metallo, che per modoſiuede ogni coſa coperta di
colore ſpauentoſo, che a uederele habbiacoſi pallide,ne
fagran marauiglia, maſſimamétechehora paiono roſſe,
hora lucide, e poi nere. Accende anchora del ſofo in ne
zoalli circoſtanti, che farà queſto ſteſſo piu gagliardaa
mente. A queſtomodo anchora Anaſſilao ingannaua, ſi
come trouiamo ſcritto, che egli pigliaua ſolfomeſcolato
con calcinanuoua, mettendouiſotto di carboni, o con
queſte coſe, faceua pallidi i conuiuanti. Queſta coſa ſpeſ
ſe uolte e interuenuta a me caminando per la campagna
de Napoli la notte nelle colline di pozzuolo, doue ſema
pre arde e la ſolfatura, che quel fuoco faceua i uolti
coſi pallidi. A queſto modo ſi potrebbe fare parere li
circoſtanti ſenza capo. - -

Pigliaorpimento bene poluerizato, mettelo a bollia


re in una pignattanuoua,condellolio, e fa bollire, è non
ſarà fuor di propoſito meſcolarli del ſolfo, coprendo be
nela pignatta, che leolore non ſtanſcauta, poi mette
quellolioin una lucerna la quale l'accenderai, e quellua
ne fra prereleperſone ſenza teſta,eſenzani ſtru
filandoſigliocchi con le dita quando s'accende la lucera
"iº ſºlo a poco a poco ilcomincierai auedere, si
-
M4
L I B R O
Ma ſe uuoi fare parere che le perſone habbino teſte di
- caualli, è d'aſini. -

Tupigliuna difficile impreſa,nondimeno ſuperi la di


ligenza la difficultà della coſa. Taglialateſta, a un ca
uallo, oueroa un'aſino uiuo,acciochenon ſialauirtù dea
bole,o habbia una pignattatanto grande, chela uiena
tri, empilad'olio e di graſſo di porco, per modo che la
ſia coperta,ſerra la bocca della pignatta, e ſerrala con
un loto forte,daragli il fuoco lento,acciochebollapiano,
per modo che l'olio, poſſa baſtare per tempo di tregiora
mia bollire,e la carne leſſata,ſia disfatta che la uada per
l'olio, eglioſi ſiano rimaſti nudi, li quali peſtati in un
mortaio, e quellapolueremeſcolala con quell'olio, con il
qualeongiil capodelli circoſtanti: ſimilmente nelle lam
pademetteui quell'olio, emetteuinelmezo alcune funi
celle diſtoppa,ne troppo di lontano, neanco troppo apa
preſſo,ma ſecondo il biſogno,che tuuedrai che liparran
nole perſone nel uolto moſtruoſe. Da queſto impara a
comporre moltecoſe, perciochemi pare hauerdetto aſ
ſai,ſeſarà diligente, o accorto colui chelegge queſte.
L'olio cauato della teſta d'un huomo, tagliata di freſco,
fa parere gli animali con il capo humano:in queſto modo
potrai faruedere gli animali con diuerſe forte di teſte,
ſela caſa ſarà illuminata con queſti lucignoli, e con que
ſtiolifila qualcoſa tienlaamente, percioche dagli anti
chi,erano tenuti perſecreti enon ſi poſſono coſì facilmè
te cauare dalle loro parole. Anaſsilao inſegna in un'ala
tromodo e bene, ſi piglia della ſperma del cauallo,emet
telainuna lampada, o in piuche ſiano nuoue,con liſtop
pini o accendendole ſi rappreſentano le teſte degli huo
millil,
S E CO N D O 73
mini, in forma di capodicauallo, liſteſo ancho ſi dice
dell'Aſino. Coſì quella ſperma de porci, quando uanno
inamore,ochemontano, facendonefare lume con quele
lo,fa il medeſimo effetto,coſiadongere la faccia de'cir
coſtanti con quellaſperma,parerà che gli habbinolafac
cia degli animali, delliquali era quell'ontione: ſimile a
queſto modo potraiuedere una camera piena d'uua.
In chemodoogn'unreſtigabbato dell'uua
è Capitolo X XVI. , i
- - - - i

Q yAN D o l'uua comincia a sfiorire, accomoda


un uaſo pieno d'oglio,puro,o netto ſotto, per modo che
l ui posſimetter dentro il graſbo con le foglie, fermalo,
accioche l uento non lo ſquaſſi di quà e di là, fa che
gli dia il Sole, con un coperchio ingeſſato, e una pelle
di ſopra,ma laſciatoui un buco, per ilqualuiſi poſſa met
tere unpezzuolo,etlaſcialofare.Quando poi l'ultaſaa
rà ben matura, ſi ſpremecóun pannolino, o quellico
re, chaurai ſpremuto, ſi conſerua nell'oglio, mettilo
alcuni giorni al Sole, con queſto facendolume, ogni coſa
li parrà pieno d'uua,o difrondi,orli parrà eſſer tutto
circondato dagli arbori, di tempo che forſe gli arbori
non hanno frondi, queſto puoi fare ancho negli altri frut
ti,che penſo,chepoſſino fare l'iſteſſo effetto.
l Dimolteeſperienze dellelampade, i se
- Cap. XXVII.
R e st A, che dica alcune eſperienze di lampade,
ºlibriche non ſiano coſpiacenolia urdere: nondi
; K Il CIO
- “ L I B R. O
meno per non laſciare coſa alcuna,ho penſato parlarne.
tlche non ſarà uano,ne inutile,
- A fare,che uno accendendo una lampada
- - º hauerà paura.
Fa un ſtoppino di pannolino, e nel mezzouinette
rai una ſcorza di ſerpe,et leggiermente ui accomoderai
ſaltrito,e dallo a qualche perſona che l'accenda,cauae
to dell'oglio, percioche ſentendo la fiamma, il ſale comin
cia a fare ſtrepito la pelle della ſerpeſi torce quando ſi
cuoce,per modo che fa paura a fanciulli,coſi ſi faraico
la pelle di cane,odilupo; di lupo, o d'agnello accendena
dolo con oglio, ſpauriſcano, percioche dice Alberto,che
ancoritengonlaproprietà della naturalmaliuolenza.»
. Se uuoi fare,chelerane la notte stiano quiete.
º Alberto dice,che un toppino fatto del graſſo di dele
fino,cera fatta bianca al Sole,o meſſo in una lampada,
e acceſa alla riua depaduli,che di ſubito tutte le rane
s’acquetano. Ma Affricano l'inſegna pin naturalmente,
e con piu certezza, ilqual dice, che ſi può fare conogni
lucerna meſſa alla riua dellagume ſubito un poco gri
dano,ma ſubito sacquetano, Soglionol'ingannatori fare
un buco ad un muro,etmetterui una rana,poi lacuopra
no con la carta,nellaqualuipingono un coruo, et di fuoe
riaccendono una fiaccola, o una torcia,ouermettendoui
il fuoco, la rana comincia a gridare, o fa lauoce d'un
coruo,e coſì fanno che un coruo dipinto gridarà. .
Si fa anchora un lucignuolo, ilqualſiringendola
manos'abbruci, o come sapreſi ſpigne. .
Cauarai dell'acqua della canfora, coi uaſi di uetro de
gli alchimiſti,ttaccomodaliſpiracolicollotoſecido che
- - biſogna,
S E (C O N o O, 74
".
biſogna accioche la non ſe ne uadi infumo,con queſt'aca
qua,bagnata la palma della mano, tutta dalla parte di dé
tro, che ſtringendo il pugno ſopra lafiamma,gagliardaa
mente abbrucia, e aprendolo, manca il lume. -

i sifaancho a queſto modo un lume, che fa parere,


- che le stelle uadino a ſpaſſo.
- Sono alcuni che abbruciano una teſtuggine, o la cene
taurea,che guardando le stelle per il fumo della fiamma,
ueggano che le uanno aſpaſſo,orcheſimuouano daluoa
goaluogo:er quello non interuiene ſolo per queſto fu
mo,ma per ogni altro di qualſiuoglia altra coſa, ma qui
toſarà piucraſſo il fumo,farà meglio quell'apparenza,
per modo che s'ingannalauiſta, ilchels alcuno deſidera
uedere piumarauiglioſamente,naſconda il fuoco,che co
lui,che guarda le ſtelle, non il uegga, etiraggi,che paſa
: ſano dallacoſauiſibile, all'occhio, ſi ſpezzino, di quà una
fi perſona ingegnoſa potrà cauar molte coſe, cheingana
nolauiſta,lequali anchole può cauarene'libri degli oſa
fici, cioè di coloro, chetrattano la ſcienza degli occhi,
Piglia un'altra coſa ſimilea queſta.
i Afarparereglihuomini di forma di giganti.
Alcuni fanno col graſſo deldelfino una ſpecie di ſola
mo,laquale gli Arabi chiamano alcachegni orfanno che
ſi macerinell’onguento, o ne fanno paſtelletti,poi l'ab
4 bruciano col tercouaccino,cioè con quella fiammalena
ta,e coſigli huomini,che ſtanno per diametro a quella,
paiano grandiſſimi; ilche meglio appariſce, ſe coloro,
che guardano, ſtanno in luogo baſſo, o coloro, che ſono
guardati in luogo alto,accioche il raggio,ilquale arriua
alla teſta dell'huomo, percuota ancho le grondaie del
e . K 2. letto,
- L i B R O ,
letto,erſiguardino ſottolmedeſimo angolo, etpaia del
laifteſſa altezza.laqualcoſa ſi aiutaci la groſſezza del
mezzo.coliſpeſſe uoltela notteuicino all'altra ſotto il
lume della Luna,o pure quando gli è ſotto qualche nugo
la,accadene boſchi,douegli animali olupi, ſuperino l al
tezza de'monti,orpaianofantaſmi. Etgli huomini che
caminano, a paſſeggieriſotto una debolluce par che con
i piedi tocchino la terra, e col capole ſtelle, masſima
mente nel ſalire de monti,o quando ſono d'appreſſopa
re cheſiano ancho lontanoun miglio.bauendo anchopau
raperſino chel Sole ha illuminatoil tutto. Vn giorno
per paſſaruiailtépo, haueuodeterminato caminare per
mare,o era la mattina a buon horainnanzi,che ſi faceſe
ſe chiaro illume coſì oſcuro,fece che lamia ſtatura, lae
quale nonera anchotantograde quantaquellad'un huo
moparue ad alcuni marinari una ſtatura d'un gigante,
percheioero inuu luogo un poco alto, e il gouernato
re della barca, perche non uoleua portare coſi gran per
ſo, ſi fece il ſegno della croce,o milaſciò,erio gridae
uo,e lo chiamauo,penſando poi alla cauſa parte miſez
ce colera, o partemene preſipiacere.
. . . . . .t -

e Dell'arte conlaqualſipuò ſchifareilueneno.


Capitolo XXV I l I. ,
º - - -
v

- PER ſeguitare ilnoſtro primo intento, ſarà conue


neuole inſegnare quelli rimedi, con liqualificurano i ue
neni, eſſendo che alle uolte ſogliono gli empi darne de
coſimaligni, che fanno caſcare altrui in una incultabile
morte. Di qui ciaſcuno potrà imparare a guardarſene,
« . . percioche
s E C o N D o 7;
percioche queſti miei rimedi gli leuano ogniuirtù, er
forza, e quei che ſcriuo ho trouato con la cotidiana
eſperienza. Ne trattarò di quelli alcuni, liquali benche
non ſiano uani:nondimeno non faranno operatione, ſe no
ſono maneggiati da mani cheſappino, e ſogliono fare
gran danno a coloro, che li fanno. La Natura ha fatto
ueneni uniuerſali,et particolari.Il Pardalian che ammaz
zalipardi,o le pantere,ilqualueneno Teofraſto chias
ma Thelifonori, alcuni deuulgari la chiamano Scorpio
ne per la ſimiglianza dellaradice allo Scorpione:laqua
le toccandolol'ammazza:l'herba Licottomon,o Cinote
tonon,ammazzali cani,o i lupi. Etancho è coſa mani
feſtaa tutti, chedando mangiare la noce metella a un car
ne, ſubito l'ammazza. Ma laſciamo andar queſte coſe
ueniamo al propoſito noſtro, quelli che cercano fare una
piaga con breue toccare, e preſto. La fanno peſsima,
in queſtomodo. Pigliano una di quelle rane, che uiuono
nelle ſiepi, frale ſpine e la percuotano con una bacchet
tanelle ſpalle,queſta tanto ſarà piuoffenſiua, quado l'ha
bitarà in luoghi piu oſcuri, o frigidi, comene canneti,
queſta la mettono in un ſacchetto, con tanto ſale quanto
empirebbe una noce Indiana,et biſogna sbatterla di quà
e di là non gli laſciar hauerepoſa, perfino atanto,che
ellamuora, e conſeruano poi il ſale, quale ha preſa la
uirtù della rana,laquale alcuni la chiamano buffone.oue
ro fanno coſi ſepelliſcono larana nelſale,e la tengono
per mezzo meſe nelletame, pigliano poi quel ſale, o lo

; disfanno,quando louogliono dare, ilquale eſſendo man


giatoſi ſpande per leparti interiori, auenena il ſangue,
etin breue tempo ſi muore: opur quelſale il fanno diſa
r K 3 fare
L 1 e R o º
farein qualche luogo humido,e bagnando un panno c5
quell'acqua,conilgual ſitocchi la carneignuda, fa una
piagapeſſima,e crudelisſima. Nondimeno queſta ſarà
la medicina di queſtoueneno.
Piglia delle foglie dell'hiperico,ouogliamo direher
baſan Giouanni, innanzi che fioriſca, tante quante ne
puoi tenere nelle mani, e mettile nell'oglio uecchio al
sole per una ſettimana, poi laſcialastare in acqua calda
di bagno per ſpatio d'un giorno, faralla oltra di queſto
ſpremere altorcolo,e quel ſuccomettilo in quell'iſteſſo
uaſo,uſandoui grandisſima diligenza, e quando poi la
berbahaurà fatti i fiori meſcola queſte tre coſe,et qua
dolo metterai al fuoco,che bollirà gettaui dentro cento
ſcorpioni,una uipera, una di quelle rane ſopradetteſene
zalateſta, e ſenza le gambe,et queſto al tempodelsol
in Leone, leualo dal fuoco,o euopri bene il uaſo, etfa
che ſia ſerrato bene,mettilo per quindici giorni al sole,
aggiongendoui della radice di gentiana,dittamobianco,
dell'una o dell'altra ariſtolochia, e dell'herbatormen
tilla, o delreubarbaro,bolo armeno preparatoun poco
dipoluere di finiraldo, e ſotterrailuaſo per ſpatio di
tre meſi nelletame. Ma fachenonui manchi il doppio
di triaca. oltra di queſto, faraicolare queſte coſe, cr
conſeruale in unuaſo di piombo,colquale unguentoongi
il cuore, i polſi, le parti delpetto, le ſpalle,etcoſicó tale
ontione, il morſo di qualſiſia animaluenenoſo è uano.
A fare un huomo leproſo. -

si poſſono faruenire gli huomini leproſi con l'orina


dellileproſi,con lecantaride,con ſudorehumano, benche
il modo di oprar queſte coſe no ci paiaconueneuol ſcria
- uerlo
S E C O N D o 26
uerlo per eſſer queſte coſe impie. , e
- Inſegnaremonondimeno il modo di curarle.
i Piglia il pane caldo quando ch'eſce del forno, ilquale
metteraiad inzuppare nel ſucco d'endiuia, di lupoli, ºr
d'aſſenzo,con altrettanto aceto, o ſolfoſtato in infuſio
ne nell'aceto poi laterza parte di ſucco d'eupatorio, di
ruta capraria, o carne diuipera,tagliata apezzetti del
pari,la duodecima parte d'ariſtolochiatonda, la ſeſta di
ſcorza di cedro,la meta di ſeme di cedro, altrettanto di
teriaca,un poco di elleboro, o di ſcamonea: meſcolarai
bene ogni coſa inſieme, e mettilo al fuocotanto che ſe
ne uadiuial'humidità,e ſerbaloaldibiſogno. Pigliane
quandouorrai adoprarlo per tre di continui,ets alcuna
coſa di bruttura rimaneſſe nellapelle, habbia graſſo di
uipera la meta di ſeuodi becco,la quarta parte di graſſo
d'orſo,altrettanto d'oglio di cappari la ſeſta parte di ſol
fouiuo,quattrouolte tanto diliehene,meſcola dell'aceto,
e cuocilotanto che uenghiſpumoſo. Dipoi con la cera
nefaraionguento, orongaſi un giorno ſì e l'altrono,
tanto che caſchi quella forfora,o roccia delle puſtule, a
A fare che le perſone faſcilmente uſciranno di
ſentimento, che paiono pazzi, i
si può fare con il uino dentroui della mandragora,
ſpumadicamello, menſtruo di donne, ceruello di gatto,
d'orſo,dicane, e altre coſeſimili: quando leſonoben
preparate,lequali tolgono l'intelletto, orfanno impaze
zire perciò biſogna ſapereilmodo ilqual non ſi contie-.
ne ſcriuerlo(come habbiamodetto) accioche non impa
rino,neſi dia campo alle perſone maligne di operare coa
ſe tali in mala parte. -

- R 4 A fare
rs: il I B R. O
A fare ancho uenire una perſonahetica. -
Il famocon piombo conuertito inpoluere,o in calcia
na,con biacca,litargirio,uerderame, et altre coſe prepa
rate. Maaliberarda queſta infermità iutrodottaperſia
milſtrada ſi fa queſta medicina -

Quando che ſi ſcopre il male, farà ſubito la decottio


necommune diligoritio,et dentro metterai un poco di
poluere di ſcamonea, et labeuera, et in un tratto ſarai
guarito;etſeilueneno haurà caninato innanzi, farai a
queſto modo. Pigliadelſterco di colombo, ſcorzedoua,
la quarta parte di pepe, un poco d'incenſo, il doppio di
liſcia, fatta di cenere di ſermenti, queſte coſe mettele a
lambicare ne uaſi diuetro delli alchimiſti, etcauanelac
qua pigliane per patio di ſette giorni un buon bichiere,
ſegli è il primo meſe: etſeglie il ſecondo pigliane undi
ci; ma se il terzo,quatordici perſino al ſeſto che gli ſbe
gneilueneno,il color macilente il leuaraia queſto modo,
Piglia dell'acqua dell'herba perſonatta, meſcoladouiden
trode pignuoli,ogni giorno innanzi mangiare,pigliane:
un poco per inſino che ſarai guarito.
Alcuni ſi sforzano con fomenti, et con ingannidare
la morte,come con ſterco humano, et torace, facendone
ilſuffumigio in una camera, dalquale in queſto modo ce
ne posſiamo liberare. Piglia una cipollabianca, laquale l

uotaralla,acciò poſſa riceuerelepolueri, metteui dentro al


aprile redigaricoiipolare ſerali, si
gala con un filo, accioche la non sapra, poi mettela in
una pignatta, etmeſcolaui dentro dell'agreſta cò la meta
d'aceto, la ſeſta parte di acqua, terco d'un giouane roſa
ſo, altretanto di roſmarino coronaio, ſerrala re:
g . --- - ne
S E C O N D O. 27
bene con loto, et mettelanel forno caldo perſpatio dela
la quarta parte dungiorno: dopo questo innanzi che ſi
raffreddi; mettilo nel letame per ſpatiodicinque meſi,
Finito queſto tempo caualo, etcolalo con un panno di lie
no, ſe ne pigliarai un poco conmaluagia,ſarailiberato
perſpatio di tre giorni, maſe in fatto pigli queſta media
cina,perche tu hai preſo il ueneno,baſtarà pigliarne una
uolta ſola. . . . º i

- Fanno ancho molti altriueneni, con un roſpo, et una


aſpido,etfanno un ucleno, che perſpatio d'un meſe ame
mazza,a poco a poco conſumando la uita. -

Il modo di cauarla pietra del roſpo, la quale libera


da ogni ueneno. Biſogna pigliare un roſpo uecchio, et
groſſo,etmetterlo al Sole caldisſimo di eſtate, baccheta
tarlo qualche uolta, accioche egli s'infiammi d'ira,ma bi
ſognametterlo in una coſa concaua, come in un baccino,

; in un panno roſſo,ilquale ſiabuſatonel mezzo percioche


ripoſandoſi quandoglie stato tormentato dalle battitua
re,egligetta per bocca quella pietra, laquale egli l'ha in
teſta: queſta per quel buſo caſca giù nel baccino, onde
biſogna accomodare per modo,che la poſſa caſcare, al
trimentiglie coſi inuidioſo quell'animale, che ſe non gli
foſſe leuata,dinuouoſelainghiottirebbe,etauertiſciche
pare un'oſſonero,et lungo,et in parte concauo.Ilqualeſi
conoſce a queſto modo. Mettiglielo dinanzi,coſi un poco
lontano dal roſpo,che tuuedrai ch'eglifa forza d'andare
a pigliarlo,etuorrebbe segli poteſſe ſaltare per torlo,
De medicamenti che fanno dormire. ca. xxix.
Fra i ſecretian ho uno appreſo alcuni iſpe
º- rimenti,
º, IL I B R O
rimenti, che fanno dormire, e ſono molto apprezzati
da coloro che uanno cercando ſapere le uirtù delle coſe,
per mollificare alcuni dolori per uia del ſonno. Adeſſo
ogn'uno gli adopra in mala parte, ch'aggrauati dal trop
pomangiare, o dal troppo beuere, s'addormitanograe
uemente:di queſta adunque alcuni ne inſegnarò agli ina
gegnoſi,lequali miſono parſipiuuicini alla uerità,accio
che posſino ſaperli,o ſappino componerli. Primiera
mente biſogna conſiderarquelle coſe, che fanno dormia
re,come papauero, fauaporcina,noce metella, mandra
gora, o ſimilialtre coſe, o ſe poſſono ſtringer con l'oe
dore, come Storace, moſco, e con altri odori meſcolati
inſieme,caſo che ſi habbino da dare amangiare, gli farà
liquidi, o grasſi,ſicheposſinomandare fumialateſta.
A far ritornare il ſonno.
Piglia oppio freſco,capi d'aglio ſenza ſcorza,et ſtila
lali ne uaſi di uetro: queſt'acquameſcolata con le altre
coſeda mangiare,tanta quanto entra in un guſcio di no
ce,che diſubito i uapori aſcendono alla teſta, e comine
ciarai a dormire. L'iſteſſo effetto farà l'acqua della mae
dragora,cauataper uiadell'acqua calda de bagni.Vn'al
troancho ſe ne può fare degli eſperimenti peril ſonno:
prepara oppio eletto, con noce metella, tanto dell'una
quanto dell'altra, ſeme di faua porcinanera, farallidiſ
fare nel ſucco della lattuca: ſarà anche meglio laſciare
itare l'acqua ſotto illetame,poi diſtillarla per uia di lam
bico,e come poi comincia a bollire,cauane l'acqua, gr.
ſerbalafeccia,farallaſeccare alla cenere calda,tito che,
dluentipoluere, o paſſalaper ſtaccio, con laqualpolues
retu farai liſcia, orfa che per uiadifuocoficòſumino
. . tutti
- - -- S E C o N DO. 28
tutti ſiuapori, quel che rimanenel fondo, meſcolalo di
nuouo con l'acqua chaiſaluata,laqualdaraiamàgiare, o
bere,non tanta quanto quella di ſopra,ma meno: etauer
tiſci di non darla ſe non fagran biſogno. Ouer biſognaa
doti pigliaacqua di mandragora,oppio,etſeme di papaa
uero con aglio lequali meſcola con coſe, che uadino alla
teſta in tanta quantità, che ſia una faua,che glie à baſta e
za. A queſto modo anchoſì faunpomo,che fa dormire.
º Pigliaoppio, mandragora, ſucco di cicuta, ſeme di
faua porcina, feccia di uino, e aggiongeui un poco di
muſchio: ne farai pillole in tanta grandezza, quato caa
piſcono in un pugno,odorandole ſpeſſo, che le fanno ada
dormentare. Et coloro che deſiderano farlo adhore dee
terminate s'affaticano in uano perche le complesſioni de
glihuomini ſono diuerſe. Et per torgli la forza troppo
gagliarda,che qualche uolta potrebbe offendere baſta ci
aceto buono,bagnare le tempie,oteſticoli e l'aceto dia
ſtillato anchoſerebbe meglio,che li farà deſtillare.
Dalaimirabili ſperimenti alquainenſen
poſſono ſapere le cauſe uere,nè anchoſem
- pre corriſpondono all'eſperienza.
s Capitolo X X X. . .

º EI orimenti,
penſato eſſer mio debito, ſcriuer molti eſpea
º liquali cireſtano, che ſono mirabili, i
" & tanto ſeranno piu marauia
glioſi, quanto che di queſte non ſe ne poſſino ſaper le cau
ſe, per laqualcoſa ſoncerto, che io da alcuni ignoratelli

; ſerò calonniato, Auuenga che quaſi pare che non ſiano


- posſibili
L I B R o
posſibili, non coſi facilmente, ſe ne uegga l'eſperiena
za.io l'eſporrò, ſecondo che l'ho lette, e l'hannodette
gli antichi: ma molte coſe ci ho aggionte, accioche hab
bino alquanto di uerità. Ma accioche alcuno non penſaſ
ſe d'hauere a dar fede alle mie parole, deſiderarei, ilche
ſarebbe piugioucuole a coſtoro che queſtitalipigliaſſe
ro queſto aſſunto di farne tante uolte la proua,che neuee
deſſero l'eſperienza, Rauolgino lecoſe dette di qua, or
idilà,le accomodarai all'uſo. Porgano l'orecchie intente
a coloro che ne ſono inueſtigatori, che trouaranno coſe
maggiori, e piu difficili a crederſi, e poi ucceranno
che ho detto lauerità. . .a
A fare che una donna non poſſaorinare,
Nella coda del peſce paſtinaca,ſitruoua una ſpina,
dellaqual non ſi truota coſa in mare, piu pericoloſa, ſi
come ſcruono gli autori. Laqual fa opere marauiglio
ſe; fra l'altre ha queſta proprietà, ſe uiponimente,doue
ſarà la terra bagnata,o tenera,anchonell'orto,o piſci
unauecchia, ſubito ui ficcarai quella ſpina in terra, er
ficcala tutta ſottoterra, che tanto tempo ſtarà dinò po
ter orinare,quantotu starai a cauarla. Stà alcunigiorni
o cauala,che diſubitopſarà. In queſto modo igioua
ni qualche uolta, fanno che le uccchiena poſſano piſcia
re, quando elle gli fanno qualche diſpetto.
Auoler fare, che li conuiuanti eſſendo
º a tauola,non mangiaranno
Farai a queſto modo, benche non è coſi uera; nondi
menonon laſciarò didirla. Habbia unaco, con ilquale
ſia stato cucitaunaueſte d'un morto, e cò quello ſpeſſe
uolteſiastatoponto un morto innazicena, ficcalo ſotto
º º - la
s E c o N D o. 79
la menſa, che fa che i conuiuanti non poſſano mangiare,
e piutoſto gli faccia faſtidio, che altrimenti: o come
un poco gli haurai burlati,lo cauarai. Non laſciarò ana
cho quello,che dice il Fiorentino nelle ſuegeorgiche, il
che la eſperienza ancho non l'ha in tutto moſtrato falſo,
per queſta cauſanò l'ho ſprezzato a ſcriuerlo.Se uorrai
che le donne non mangino, pigliaraidel baſilico,concio
ſia che ſpeſſe uoltehabbiamouiſto, che glie tanto inimia,
co alla donna che ſe alcuno ne mette ſotto lauiuanda una º
pianta con la radice,o con lefoglie, ladonna nonha ara.
; dire di toccare il piatto, o ſe lo toccarà, maluolontteri,
ſe non è leuato uia il baſilico.
A far che un Fornaro non poſſa mettere
il pane nel forno.
: In queſta proua ſe ti piace,habbia un laccio d'uno in
piccato per ladro, con ilquale ligaunaparte della pala,
che informail pane, che quando ilfornarouorrà mettere
; il pane nel forno, andarà con la palain quà,o in là,per
modo che non trouarà la bocca del forno. Etſe ue lamet
º te, la pala uſcirà del manico,ch'è coſa miracoloſa, ma non
è ancho troppo uero.
Ma ſarà piumarauiglioſa coſa a ligargli huo
mini,che non poſſino uſar con donne. - -

Alberto magno nel libro degli animali, dice che la


uerga del lupo annodatain nome di due perſone, gli liga,
permodo,che diuentano Eunuchi,ſino che la ſi ſcioglie
rà, laqualcoſa ancho è pocouera.
Coſiſogliono qualche uolta le donne rallee

ſ º
-

-
grarſi grandemente.
Accendendo una lapada colgraſſo dellepre, (trete
terla
- TL I B R O
terla inmezzo alle donne, non gia che le faccia ſaltare,
ma ſtanno allegre.Queſto però nonſuccede ſempre.
- A trouare un furto.
Sitrouauna pietra,laquale ſi chiama Aetie, laquale
è come pregna, percioche quando ſi ſquaſſa ſuona quel
la pietrapicciola che ha drento, ſchiacciando adunque
queſta pietra, o ladiaamangiare con pane cotto ſotto
la cenere, a colui che ha rubbato, coluinonilpuo man
giare perciochefa dibiſogno, che egli ſiaffoghi, ouero
che ſi conoſca il ladro, concioſia che non la puoina
ghiottire. -

Afar che caninon abbaino. -

cauaauncaneuiuo,ilqualeſianero,un occhio,ilqua
le portandoloteco,quando paſſarai, o ti accoſtarai agli
altri cani non ti abbaiaranno,laqualcoſauien forſe per
l'odore di quell'occhio. Meglio ſarà portare,et piu ſicu
ro,l'occhio di lupo,olcuore.Questoancoraſi dice della
lingua della Hiena portata in mano, che non ſolamente
fa,che caninon abbaiono,maanco ſipuo andare ſicuriſa
ſimo daloro. . - - - -

Quando uorrai ſcacciare la tempeſta, ouer


la grandine.
Dice Filoſtrato, ſe gettandomi adiacere, mi ſarà
moſtrato un ſpecchio la grandine paſſaràuia. Ma Pal
ladio dice che con la pelle dell'Hiena, di coccodrillo,
di uitello marino, portandolo da torno alla poſſesſio
ne, ouerattaccarla in qualche luogo alla poſſesſione,
quandouedicheglie uicina la tempeſta non ui caſcarà
grandine. Se anchora portarai una teſtuggine d'acqua
nellaman deſtra rouerſcia, caminando per lauigna, et
ritora
- S E C O N D O 8o
ritornando medeſimamente per la ſtrada, mettendola in
terra a quel modo ſupina,et con le zolle diterra la circó
darai per modo che lanon ſi poſſa riuoltare,ma rimanz
ga all'inuerſcia,nonlaſſarà caſcare la tempeſta. Queſto
l'habbiamo cauto da detti degli antichi maquando ſiee
noridiculoſe,et puerili(dico queſto conlor "
ne)lelaſſo giudicare agl'ingenioſi. Piunaturalmente il
poſſano fare le campane,con illorſonare, o pur le botte
dell'artiglieria, percioche rompano con quel strepitola
ria,etrompano le nugole, laqual coſamolti penſano che
ſi debbi fare anco altempo della peſte,accioche le nugo
le troppo lente nonſi fermino. Democrito dice,che paſe
ſano uiaituoni,et queſte coſe,pigliando, il collo del Coa
maleonte,o abbruſciarlo con il legno della querce. Et
anco queſt'iſteſſo, ſe abbruſciaremo il polmone di queſto
animale, nella cima de tetti. Aulo Gelio, le reputa per
coſe uane,et ridiculoſe,etgiudica che Plinio glielo haba
bia a poſto,piutoſto che quell'eccellente filoſofo,habbia
ſcritta talpazzia.
A fare che glihuomini, ſieno tormentati, da una
longa inquietudinedi ſaltare.
O pure iro altri ſi
milieffetti,in queſto modo potrà ſuccedere,con cauſena
turali.Etaccioche queſto ſperimento ſiapiu chiaro, pia,
rò prima come a Taranto in Puglia ſi trouaun'animale,
il quale ſi domanda Tarantola, o ue ne è in tanta coa
pia, che ſono pochi che poſſino fuggire di non eſſermor
ti daſ"llmorſo di queſto è peggiore di quel
;
f
lo della Veſpa, le perſone che ſono morſe, ſono tore
mentati da uarii, o diuerſi afflitti, alcuni ſempre
i , -- Cantalio,
- L I B R O
cantano, alcuni piangono,o chi frenetica,mala piu par
te quaſi ſempre ſalta, Limetitori ſpeſſo ſono morſicati,
per non ſaperlinganno di quell'animale. Coloro che ſoa
no ponti con i canti, o coninſtromenti muſicali, ſigua
riſcano, queſti animali ſtanno in alcuni buchi dei campi,
liquali potrai pigliare a queſto modo,fiſchiar con una
foglia di canna, imitando il ſuono della moſca,che come
quell'animale ſente quella uoce, ſubito eſce fuori, perche
neuiue di dette moſche.Comelhaurai preſa fannepolue
re, o pigliane quanto potrai con due dita, o meſcola
bene con altre polucri, accioche nonoffenda colui, alqua
le lauuoi dare percheglieueneno,comelhaurà forbita,
ſubitamente cominciarà aſaltare,o ballare, o masſi
“mamente ſe ui ſaranno ſuoni,che lo incitino. -

A fare, che li teſticoli faccinoromore,


per modo che paia aperto. . -.
Quando tu uedrai, che una perſona s'accoſtarà al
fuoco,mettinel fuoco del ſambucouerde,o del fico ad
abbruciare, che per modo gli faranno gridare il corpo,
o tirare depetti, che gli farà dibiſogno il partirſi.
Ciò forſe prouiene da quel uento, ilquale gettano le lea
gna ſimile a quella uentoſità,chel'offende. -

a e
A far prouaſe una donna è caſta.
Farai a questo modo, la calamittaha questa proprie
tà in dimostrare la castità della donna, o io l'ho lungo
tipo diligentemente oſſeruata,o hollouiſto per eſperie
za. Metti questacalamitta ſotto i capo delladonna quà
do dorme, che ſeglie cata,ella abbraccia dolcemente il
marito, caſo che nò, la ſi sbatte delletto, come ſe la ne
foſſe ſpinta con mano. Ma poi che ſiamo uemuti a ragio
- namento
S E C O N D O. 8I
namento di queſta pietra, laquale è molto famoſa,ho fat
to propoſito di dirne quelle iſperienze che neſon fatte.
Lucretio dice, che questa pietrapiglia il nome dama
gneſia però in Latinola chiamano Magnes. Alcuni al
tri la chiamano Heraclior, di quella città Heraclia. Et
altri hyderirin, percioche la tira il ferro,o lo tira a ſe
per modo, che alcuni hanno opinione, per alcune parole
di Anaxagora,che facendone coprire un tetto, o una ſof
fitta,farà stare il ferro in aria, di quaſi legge, che Di
mocrate Architettore in Aleſſandria nhauea comincia
to a coprirne il tempio,accioche la ſua ſtatua ſteſſe in ae
ria. Dicano anchoi Greci,che neltempio di Serapide in
Aleſſandria, nellauoltaci e della calamitta, laqualete
neua una statua ſoſpeſa in aria, perche gli haueua nella
teſta del ferro.Etnon ſolamente lei tira ilferro a ſe, ma
da uirtù,o la ſparge, che quel che è tirato,anco tiri un
ri
altro,come mettendo diecianelli, l'uno tira l'altro, per
modo che parrà una catena. Haancotanta uirtù nel ti
rare,che non ſolamente tiratoccando, maanco di lontaa
no,o di quanaſcano molti inganni, che alle donne è fat
to,ouedere muouerſi una bacchetta di ferla, o unaima
gine di cera in una caraffa,che da riſpoſta alli dubbi per
alfabeto,ouero una barchetta di cera, in una tazza gran
de piena d'acqua, che ua a ſpaſſo per l'acqua remando,
fingendo l'arte del Idromantia, o quante coſe marauia
glioſe ſono aſcoſte nel grembo della natura. Ha ancho
una uirtù piu nobile, che di queſta facendo un quattri
no,laſſandolo caſcare dritto, ſempre uainuerſo il meri
diano. Et con commodità di queſta, ſi ſolcano i mari,
perche moſtra la ſtrada ſempre del meridiano. Inoſtri
Le antichi
- - 1 I BR o -

antichi nauigauano ilgiorno con attendere al Sole, la


notte alle ſtelle, percioche non ſapeuano altra coſa con
laquale haueſſero a indrizzareillorcamino. Sono molti
che ſi sforzano dare la ragione di queſta proprietà, or
dicono chelſerroſi laſſatirare, percioche la calamita è
molto ſuperiore al'orſaceleſte, riſpetto all'ordine per
modo che non laſſa ſcendere aterra, o perche il moto
circolarefugge lauiolenza, laqualcoſa non la puo conº
ſequire ſe non coneſſere ſtipite del mondo, in modo tale
che per neſſuna parte, il moto del cielo declina. Coſi
della parte della calamita, toccato il ferro dirizzane
dolo alla parte Boreale, o ſe alcuneparti nella pietra
ſono contrarie diſito, coſiilferro quiui toccalo, e in
dirizzato inuerſo oſtro. Ma biſogna eſſere auertito,
perciocheſe con l'iſperimento non " la uera linea
dall'oſtro all'Aquilone, quanto piulaſi allontanarà da
quella,tantopiupenderà all'Oriente,ouero all'Occiden
te. L'habbiamo ancouiſta muouere nell'apparire, e
nel calar del Sole, la onde toccando il ferrola parte
Boreale, ſe lametterai alla parte d’oſtro, andarai uer=
" oſtro, e coſi per l'oppoſito,di quà ſi ſcioglie il dub
io, ſe ilferro toccato dalla calamita, ſi muoueuerſo le a
parti della coda dell'orſo celeſte,o pure per quella par
te che ſi muouetuttalamacchina del mondo. Etforſe di
quanaſce quello, che da molti ſcrittori è ſtato detto,
che l ferro toccato dalla parte doſtro, ſpigne uerſo
la parte Boreale, come ſe fuſſero due pietre nel modo
della Zeamede, lagual Plinio dice, che naſce in Ethio
pia, in un Monte non troppo lontano da quello,nel qua
le naſce la calamita, che quella pietra ſcaccia il ferro.
- . - M4.
, sEcoN D o - 82 ,
Ma mi pare che piutoſtosaffaticano aſcriuere coſe ma
rauiglioſe,cheuere:concioſia che neſſuno habbiaueduto
queſta coſa.Eanco dubbioſo appreſſo di tutti, che uuol
dire che queſta calamita moſtra a Marinariilmezo del
cielo per una lineaindrizzata al Leuante,et poinon dia
rizzi la Naue per quella parte, ma per il circulo che gli
sta lontano del pari? Queſta calamita, ontacon l'Aglio
perde lauirtu, laqual coſa ſi uede periſperienza nella
boſſoladanauigare,perciocheimarinari,che hannoman
giato,o Aglio,o cipolle,nonuiſi laſſano accoſtare aguar
darui perche dicano che laſi imbriaca.Io acaſon hotro
uato un bello ſperimento, che la ſepara la renabianca -
dalla nera, ouer forſe d'un'altra differenza notabile, or
forſe queſto è ſtato dagli antichi oſſeruato, che la ca
lamitatiraa ſe il ferro, larena, l'oglio, o ogni coſa ,
ri
tirarebbe aſe.
Modo di conoſcere ſe una donnaſiauergine,ouer
uiolata CapºzXXI.
L'a Nrica età di queſta coſa ne halaſſati alcu
niiſperimenti, alcuni altri queſta piumodernanhatro
uati, iguali ſono aſſai piu facili,et per modo marauiglio
ſichegli huomini hauendogli uiſti, ſono sforzati piuto
sto a negareil ſenſo,etconfeſſare d'eſſer pazzi, che gli
habhino ardire di confirmare la uerità.Ma coloro chan,
no deſiderio di ſapere queſte coſe, et che ſe ne dilettano,
piglino queſta regola,et imparino queſto ſperimento.
Piglia quella pietra chiamata gagata,dellaquale ſene
fai paternoſtri,ouogliamo dirle corone, quali opriamo
- L 2 a dire
- L 1 B R O
adire le nostre orationi, hauendo della raſura,oſegatua
ra,o pure pestar l'iſteſſa preda in un mortaio, poi paſſar
la perſtaccio,per modo che ſia poluere ſottiliſſima,dalle
queſtapoluere abeuere,o in acqua, o in uino, ſe infatto
l'orina, per modo che non la poſſa ritenere, è ſegno che
glièſtataſuerginata, ma ſe lei ſarà uergine, la puo ritee
nere,o nonfa queſto effetto. Queſto isteſoſcuopre
con pigliare del chriſtallo, ilqualei latini chiamano fuce
cinum,oueroelectrum,ſe ne faraipoluere,et lo darai bea
uere a digiuno,cheſeglie uiolata, infatto la facrinare.
Poſſiamo piu ſpeditamente di queſta coſa farne i peri
mento con ſoffomigio.
Piglia ſeme di porcellana,ouerofoglie dilappanage
giore,ouuoi dire lipatto, ſpargelaſopra le braci info
cate, fa che quel fumo aſcenda alle parti aſcoſe della
donna,che infattoorinarà,e non lapuo tenere permo
do alcuno ſe ella èconuenutacon huomo,e ſe ella è uer
gine, quel fumo non gli fa niente, et ritiene l'orina, or
coſi ſi conoſcelauerginità. Se alcunouoleſſe perſpaſſo
non ſolamente fare orinarele donne, ma anco farle core
rompere, Piglia del legno Agalloco,o uuoi dire xilaloe,
crſegalo, o quella ſegatura gettala ſoprade carboniº
acceſi, che la bruci,orfacciafumo, e gettauene pure
aſſai per modo che l fummo poſſa ſalire alla natura della
donna,chelagetterà il ſeme largamete. Ma ſe ancouuoi
fare in un'altra,o piumirabile opera. -

Cheuna dica dormendo tutto quello cha


fatto il giorno.
Queſta coſa ancola inſegnaua Democrito.laquale ha
piuforza nelle donne che con gli huomini, eſſendo loro
- piu
s E c o N D o 83
piu pronte alla chiacchiera. La notte nel piubeldormie
re,quando che dormegrädemente, habbia lingue di Rae
nocchie di pantano, coſì ancolingue d'Anatre ſaluatia
che, o di Roſpo. Queſte metteleſopra il pettoſuo in
quella parte doue batte il cuore, laſſauele ſtare un poco
dopo domandagli ciò che utloiſapere, ma non t'increſca
ilridomandargliene,caſo che infatto non ti riſpondeſſe.
Percioche facilmente, la cominciarà a parlare, ci dirà
tutti i ſuoi ſecreti, e ſempre ti riſponderà la uerità.
Alcuni hanno detto che ſi fa concertiuerſi, ma glie la
uirtù naturale che opera, che mirabilcoſa è queſta, che
peruirtu di una coſa ſimile dica ſpontaneamente quello,
che ſendoſuegliatanò è poſſibile che mai lo confesſiºna
auertiſce di parlargli con piaceuolezze,
indenotoshuttini fare tifni fia
gliuoli. Cap. XXXII, -

E molto grande la forza della imaginationeſſa,


per modo che non laposſiamo in tutto ſapere. Quando
le donne ſon grauide,hauendo deſiderio d'una coſa,quela
la imaginatione altera gli ſpiritiinteriori per modo che
quella coſa deſiderata, e fiſſa nella imaginatiuaſi dia
pinge nel parto,auenga che gliſpiriti muouano il ſan
gue,il quale opera nelle carni tenerisſimedella creatura,
e quiui le ſculpiſce, coſì in perpetuouirimane quel ſe
gno.Per queſta cagione, i contemplatori delle coſe, han
no cercato in che modo l'animas imagini, e penſi, cr
masſimamente nelle attioni principali, come è nell'atto
delcorſo. Perchehauendo l'huomo molto ueloce laimaa
L 3 ginae
- º L I B R. O º
ginatiua,la prontezza dell'animo, o lauarietà dell'ina
gegno, ſi fannouarie imagininellamente,e però nellhuo
moſono piu differente, che in tutti gl'altri animali,auen
ga chegli altri hauendo l'anima immobile,a loroglie da
togenerare piu ſimile nelſuogenere.
. A fare che le pecore, oi cauallinaſcano di
- . uarii colori colorati.
i Piglia delle uerghe di perſico, o dipioppo,o pur di
mandolo,lequaliſipoſino ſcorticare. Queste biſogna
polirle bene,laſciando alcuni ſpati con la ſcorza, per mo
do che ſieno trauiſate, depinte, et di bianco & dinero,
metterleappreſſo l'acquedoue uanno a bere le pecore,
ne paſcoli,e nella ſtalla, che quando ſaranno montate,
quell'atto,uedendo quelle uemirà di colori partoriranno
anco gli Agnelli con quellauarietà. Coſì ſi legge nelle
ſcritture ſacre hauere fatto lacob. Ha gran forza quea
ſta coſa ne caualli,percioche coloro che hanno questa cu
ra, quando hanno fatte montare le caualle da iſtalloni,in
fatto le mettano in luogo,doue ſia belle tapezzarie, pan
nicoloriti di diuerſi colori, di maniera,che in queſtomo
dole cauale fanno i caualli,di piu ſorte di colori colori
ti Inſegna ancoAbſirtho afare coſì. La opra la caualla
di quel colore che deſideri che naſchiilcauallo, cheſe

ſicondoè laquel coloreparturi ilpolledro colorito,et que
cagione che il cauallo che monta la caualla,ſi laſ
a empire il cenſoda di quel colore, o con quella im
preſſione opera. - -

Coſianco poſſiamo hauere i Pauoni biane


a chi,et gli altri polli. . - .

- Biſogna coprire ipollari, odoueglihabitano, di coa


-
- , e ' r
-
! lore
- e -
secoN Do 84
lore bianco come fare imbiancare tutta la ſtanza,e co
prire di lenzuoli bianchi,etfar chequelle ſtanze habbia
no picciolo cancello, che non ueggano altro colore, che
bianco,o che non poſſano uſcirefuori, che couando la
femina l'oua in quella stanza, tutti quelli uccelli, che
naſcieranno ſaranno bianchi, e queſto medeſimo poi
fare negli altri. - -

Afarche le donne faccino bei figliuoli. .


; Empedoclefu di queſta opinione, che la donna con la
uiſta formauailfigliuolo,perciocheſpeſſe uolte le donne
hanno amate le imagini,et le ſtatue ſomiglianti alle qua
li hanno poi fatti i figliuoli, come ſi troua ſcritto, che
molteuolte le donne belliſſime etnobili, hanno partori
tofigliuoli negrier rosſi. Cercando lacauſa gli huo
minitrouorono, che nelle parti delle ſtanzeu erano dele.
le pitture,lequali le donne guardauanofiſamente,quana
douſauano con i mariti, delle quali glie ſe ne imprime
uano le imagini nella mente, o però poi generauanoi
figliuoli a quelle ſomiglianti. Talche quel che è acca
ſcato ad altri, giudico, che ſi debba tenere a memoria,
che giouarà aſſai,o l'ho amolte perſone detto, che ten
gano nelle lorcamere figure belle, oſieno di ſcultura, o
pur dipinte, accioche le donne quando uſano conima
riti, ueggendo quelle belle imagini, deſiderino quele
; la bellezza, o coſi faccino i figliuoli belli: laqualco
ſagguerà aſſai. Etuna donna ſentendo queſto, che
ho ſcritto una uolta da me, ſi fece fare un bellisſimo fan
ciulo di marmo, o meſſelo in camera ſua, percioche
deſiderauahauerne un bello: coſì uſando poi la ſi ingraa
uidò, e fece un figliuolo tutto aſſomigliato a quello di
- L 4 filarmo
L I B R O
marmo, bianco e delicato, come quello. con que
ſto, che nonuſino modi ſtrauaganti, o per lato, oale
trimodi ſimplici.
Come ſi generino i moſtri, etdella forza grande
º alla putrefattione. Cap.XXXIIi.
No N ſipuo dare piufacilmodo difare le coſe mo
ſtruoſe, di quello che ho dato di ſopra,che ſe neſſuno di
ciò ne fuſſe deſideroſon'ho moſtrate molte ſtrade. Dea
mocritofu d'openione, chenaſceſſero per la diuerſamea
ſtura deſemi che in un luogo raccolti s'uniſcano, e le
loruirtuoperido formano diuerſi membri come un huo
mo con due teſte, o gli animali con molti membri. Bena
che Empedocleha dettomeglio di tutti, ci ha tocco il
ſegno della coſa: percioche lui diſſe che la generatione
demoſtri,ueniua dalla ſouerchiaquantità, o mancamena
to del ſeme,o dall'agente, o per la diſtributione in piu
parti del ſeme, o per la impregnatione. Stratone dice
ua,che queſto naſceua, dall'accreſcimento diminutione,
traſportamento, oueroperiluento. Ma alcuni medici
l'hanno attribuito alla matrice, laquale ſpeſſe uolte piea
nadiuentoſ rinuerſcia. Laſagacenaturanella forma
tione degli animali primieramentetornalemebra prina
" del reſtante della materia hora piu parcamen
te,talhorapiu abondantemente opera, ſecondo che gli
accade. Coſi ſtretta dalla penuria,oſouerchiata dal
troppo, la ceſſa dall'operatione.La ondefailpartomo
ſtruoſo,il che ben ſpeſoſiuede nell'arte, bora animali
ſtroppiati, con un occhio, zoppi, qualche ucltahafatto
. - - troppo,
s EcoN D o 85
troppo come negli Ermafroditi, con quattr'occhi, con
quattro braccia, altretanti piedi. Coſi la natura aiuta
quelle coſe che comincia l'arte, o glida la perfettione.
Ti darò adunque a te defioſo di ueder de moſtri alcuni
principi, purche tu ti imagini coſe che ſieno posſibili a
generarſi, per iquali la natura aiutarà il tuo deſiderio,
e nehauraiſollazzo, e uedrai naſcere coſe, lequali
non le penſoſtimai. Et primamente come ſi habbia afae
re per uia di materia ſoperchia. -

che una gallinanaſca con quattroale, e ,


; uattro piedi. -

La qualcoſa l'inſegna Aristotile sceglie quelle oua,


lequali tuuedi,che habbiano due rosſi, le quali ſogliono
fare le galline piu feconde, queſte le potrai conoſcere
; dalla lorgrandezza, o pure ſperarle al sole. Mettele a
couare ſotto lagallina, che tuuedrai che i pollicini igua
li naſceranno, hauranno quattroale, o quattro piedi,
ma biſogna auertire, che fra un roſſo, o l'altro, uiſia
una certa pellecina, laquale gli ſpartiſca l'uno dall'ala
tro, e che la chiara, ſia tutta unita inſieme, perche ſe
la ſi romperà la membrana, naſcieranno due pollicini,
ſenza parti ſuperflue. coſi ancoſipuo fare naſcere un
ſerpe con duo capi,er ogn'altro animale, che naſce d’oa
ua perche i moſtri piu facilmente ſi generano di quegli
animali,che partoriſcano molti figliuoli,che nei piu per
fetti, che ne fanno un ſolo, perche quiui ſi troua piu
facil generatione, coſi altrimenti poſſiamo fare ge
nerare. - -

vn'animale meſchiato di diuerſi animali.


il che facilmente ſuccederà, come ho º de utti.
L. I B . R. O -
frutti farai in queſto modo, cercherai animali che fac
cino molti figliuoli a un parto,o che ſono luſſurioſi,cr
procurarai che uſino inſieme, con queſto,che ſiano d'una
iſteſſagrandezza, di tempo atto a poter generare, coſi
da queſta commiſtione d'animali,liqualiſiano di due ſpes
cie,ne naſce un Moſtro di uaria natura. Percioche dallue
po,o dal cane,naſce la fiera,laqualſi ſuol chiamar Cro
cuta.Et Ariſtotile inſegna il mododi generarla. La Leo
neſſa uſa con i pardi, dallaquale poi naſcono i Leoni rozz
zi, ſenza luba,ouogliam dire ſenza quelli peli nelleſtal
le,moſcati,o di diuerſi colori, come dice Filoſtrato. I
lupi uſano anchora conle pantere, coſì naſcepoi un'ani
mal di due ſpecie, ilquale chiamato Toe,che con la pelle
moſtra d'eſſer pantera, e con la faccia lupo:ſi come
ideſcrius Cipriano. Coſi con lauolpe iltigro,ſimmia,
Leone,ouer altri, donde ſi ſuol dirſpeſſo. Aliquidnoui
ſemperafert Africa,che per la penuria d'acqua in quel
la parte,diuerſe ſorte d'animali di litani paeſi ſon sfor
zati a congregarſi in un medeſimo luogo,doue uſano in
ſime orſigenerano tanteuarietà di Moſtri, liquali ſi
truouano nell'Africa. Ho anchora letto in Aeliano, che
asibari fu un paſtore ch'eranominato cratiri, ilquale
hauendo una capretta belliſsima, laquale incominciando
auenire il tempo ſuo di eſſer montata, ſe ne innamorò
grandisſimamente, o uſaua con eſſa, o lagouernaua
con molta diligenza o amore: Di queſta capra nacque
un fanciullino, ilquale con le gambe ſi aſſomigliaua al
la madre, o con iluolto al padre. Medeſimanente in tal
modo naſcerà un polo didiuerſe ſorti, fa che un colom
bomaſchio uſi con la gallina, che tederai un pollo bel
'. - -- - - - lisſimo
s e c o N D o. 86
stiſſimo dauedere. L'iſteſſo interuerrà delle pernici, fa
igiani pauoni galline, d'altre ſimili. Ma afarli naſce
re caſo che non cifoſſe la chioccia. . .
A couar l'oua ſenza gallina. -

come inſegna Democrito, ſotterra l'oua ſottolster


codigallina, o di colombi,ilqualſia benpeſto, perciò aca
comodali in modo,che non ſirompino,fa che laparte piu
groſſaſtiauolta all'inſu, o ogni quattro o cinque hore
rinuouailletame, o uoltale, accioche ugualmete ſiſcala
dinoper ogni banda; come poi ſon paſſatiuenti giorni,
cheuedrai che i pulcini cominciano col becco a percuoa
tere il guſcio,ſtà a ſentireſepiolano; percioche ſpeſſe
uolte gli accade, che per la durezza della ſcorza, non la
poſſono rompere:rompeletu,piglialagallina e faglie
li couare. Queſto lo puoi fare ancho in un'altro modo
piacendoti: ſotterrarai l'ouanel letame caldo, ogni ſei
giorni ue ne metterai dinuouo, accioche non s'inuecchi,
riuoltaliſempre per inſino a tanto,che naſcono i pulcini.
“Coſi ancho nel forno tepido. Chi deſidera conoſcere di
iqualouo naſcerà femina,omaſchio.Ariſtildice,or Aui
cenna lo conferma, dell'ouotondo ne naſce il maſchio,er
di quelli che ſon lunghi,la femina: percioche nei maſchi
lauirtù dell'ouo opera ineguale,et tà unita,ma nell'ouo
lungo, la dirtù in alcunaparte per la lunghezza ſi ſcoſta
aſſai dal centro et coſi è diſunita,etil calore sta disfatto,
Ma dico,che ancho queſto, ſi puòfare con l'arti
..., ficio un animale, ilqualconlauiſta,o
, con il ſuo toccare auelena.
Come un Regolo, ma bene ti riguardarai tu, che utioi
fare queſto, che tu non faccia contro di te,ſi come facile
c . , mente
- L I B R O .
mente giudico ſuccederà ſi infatto che quella peſtifera
materia,eſce fuore, con uiolenza dell'aria auelenata am
mazzerà la madre;mette dell'ouabuone acouare, in co
ſadoueu habbia disfatto arſenico,oueneno di ſerpenti,
e altri ueneni, o laſauetiſtare per alquanti giorni,
che piugagliardamente opera di drentoſeue lo mettez
raibene, ci accommodatamente: procura poi dimet
terli ſotto la chioccia, ma non gli sbattere con le mani,
accio non ſi perda la uirtù. Etnon haurai maggiore oce
caſione di fare diuerſe ſorti dimoſtri,che per uia dello
ua.Etlipartidelle galline,ben ſpeſſo ne fanno. Et però
Leontiodice, che ſi debba mettere qualche lamina di
ferro,o capi di chiodi Ramuſcellidilauro, in quel luo
go,douefanno il modo, accioche non faccino partimone
ſtruoſi. Commodamente poſſiamo adoperare illetame,
percioche il calore ſuo è ſimile al calore naturale, or
ha in ſe una uirtù, da non ſprezzarla, di putrefare ata
ta a fare naſcere coſe molto mirabili, concioſa chedale
la putredinene naſcano tanto ſorti di animali, e chi,
conſidera bene queſta coſa, ne cauerà granprincipio a
molti ſecreti.
Perciochei capelli d'una donna che habbiailſuo
Etſiconuertiſcano in alcuniuermicelli,chiliſeppela
liſce nel letame: etimbreuetempo naſcano, anco il ſane
gue menſtruoſo genera i Roſpi: percioche facilmente ſi
corrompe, e ſi traſmuta, et ſpeſe uolte le donne con
queſto, et con il ſeme humano, hanno generati Roſpi,
lucerte,et altri ſimili animali onde leggiamo che le don
ne Salernitane nel principio della loro grauidezza con
- ſlumano,
S E C O N D o. 32
ſtumano,quando la creaturahada pigliaruita d'ammaz
zare queſto animale,col ſugo di Opio, etdiporri: cona
cioſia che una donna moſtrando eſſere grauida fuordela
l'opinione di ogn'uno,incambio di generare un figliuolo,
partori quattro animaliſimili alle Rane: & ſpeſſo per
queſta cagione,ancoſperdano,etcredo che di queſtimon
ſtruoſi parti, non ſia altra cauſa di questa, che ho detta.
Ancora della corrottione del ſeme humano, ſi generano
alcuniuermine gli intestini.Alcippa generò un Elefana,
te, cruna Serua al principio della guerra de' Marſici
partori un serpente. Coſìanco delle cetole della coda,
d'un cauallo, gettate nell'acqua, ſe ne generano animaa
li. Il Baſilico peſto fra due pietre,o meſſo all'humido al
sole generali scorpioni,benche Galeno dica che non ſia
uero: et lapoluere di Anatia abbruciataconſeruandola
in luogo humido fra due piatti,etſotterrata genera un
Roſpo grandiſſimo. Piu facilmente ſi puo generare la
Rana riguardando al ſuo naſcimento, parlo di quelle
che naſcano la inſtate dellapoluere, e dell'acqua quana
dogli è coſi gran caldo, o ancoperleuare qualche uol
tai uenti lapoluere,etmeſchiarla con l'acqua la traſmu
tain Rana,et qualche uolta in pietre,ettilario dice che
una uolta piobbero le Rane;et Heraclide lembouerſo la
Dardania dice,che ſucceſſe ilmedeſimo, o in tanta coa
pia, che s'empirno le caſe,o le ſtrade, et Eliano andana
do da Napoli a Pozuolo, uidde tante Rane,che con una
parteandauanorettando, etanco con i piedi,ſi moueua
no,et l'ultima partenon era ancofinita di formarſi; rea
ſtaua ſimile a quel loto del quale ſi generato per modo,
una parte uiucua, l'altra parte era terra ſenza ſpirito.
- . Dice
- i L I B R o º
DiceMacrobio, che in Egitto della terra, o della bria
nata,naſcono i ſorci,o in altriluoghilerane,ſerpenti,
e altri ſimili animali: talche concludendo diciamo, che
lageneratione di queſti è molto facile. Vnauolta ſpue
tando uno in terra diſubito s'ingenerò una rana;Damaa
tospagnuolo ad ogni ſuo beneplacitogenerauaunagra
copia di rane. Coſì laſperma di uerro,cheſia ſanguino
ſo al modo già detto,quado il Sole e nelprincipio di caa
pricorno, ſatollandoli benedilatte, etdi moliche di paa
ne, quando ſonoafeme.pigliando quella ſpregna, laqual
chiamano Apria (che la medeſima coſa di quell'hipone
ne del cauallo,ilguale ha nella fronte, quando egli naſce)
neſſo in un uºſodiuetro, che ſia ſerrato bene, che l ca
iorenonposſifunire,o ſotterarlo poi ſotto il letame,
e coſì cauandolo hauere uno albarello di piombo, or
conſeruare quello. Ets alcuno piu curioſamente neuore
rà uedere la eſperienza di produrre una mandragora
grandisſima in queſto modo. Truouocheshebbe a inge
nerare una fiera humana, ch'eranata d'uno ouo, che da
uulgari fu chiamata quella feneratitia. Se alcunouorrà
farne pigliarà ſperma dell'huomo, etmetterla dentro di
an'ouo, o lo ferr bene,acciochequel calore prolificaz
tiuo,non ſi uenghia perdere, che ſi uederà, che di quello
ouo naſcerà un animale, che parte ſarà come huomo, o
in parte comegalo. Et Autcenna queſto l'afferma ana
chora. Etſe di ciò mi ucrrà l'occaſione, ne dirò altroue,
o piu diffuſamente, baſti bora hauere dimoſtrato quel
lo, che ſi può fare. Laſcio anchora andare piumaggior
coſe,lequali appreſo della plebe,non hauranno punto di
fede,o perciò baſtino queſte. .
Della
s E c o N D o 88

Della lira, o d'alcune ſue marauiglioſe


proprietà. Cap. XXXIIII.

EſatoA la raccont
lira alcune ſue proprietà, leguali ho pena
arle bene, cheio non ſiain dubbio,
- che appreſo d'alcuni ignoranti, e grosſi, non
haueranno fede, o s'alcun di loro reputa queſte coſe:
mie perpazzie, ſo nondimeno che alle perſone letterae
te,o uirtuoſe,gli piaceranno 5 o ancho atutti coloro,

;
º
che uanno contemplandole uirtù della natura, io ſo che
non ſcriuocoſe,che non le ſappino. Et è coſa certa,che i
concenti,o i numeri poſſano nell'huomo,o non è tanto
cuore aſpro, o crudele,che con armonia, o canti, che
ſoglionplacare l'animo,non s'addolciſca. Etall’oppoſto,
quando ſono diſſonanti, o non conſertati, egli non ſi
º; crucij o reſtringa. Muſeo diſſe che luerſo alimortali
èuna dolce coſa. Et dalli platonici ſitruoua ſcritto, che
ſ;
con la muſica ſi placa ogni coſauiuente,o ſe ne ueggon
molti effetti. Nella guerra i tamburi con i lor ſuoni,ina
nimiſcono a combattere, o ſueglianocoloro, che ſono
timidi, ſimili a queſti, dagli antichiſenetruoua molti.
Timoteomuſico ad ogni ſuo beneplacito, colcanto Fri
gio,infiammauasi l'animo d'Aleſſandro, che tutto fiero
correua alle armi. Et quandouoleua altrimeti con altro
cantare,lo faceua tutto piaceuole, o benigno, che dalle
armi lo facettauenire alliſolazzi,o a conuiti Plutarco
dice,che ſentendo egli Antigenida,cheſonaua di pffaro
quei canti che chiamano Arnati, dimodo eſſerſi infiama
to, che ſaltando con le armi meſſe le mani a coloro, i
L I B R O
gliſedeuanoappreſſo. Cicerone racconta di Pittagora,
cheſendo un giouane Taurominitano briaco,etinnamoa
rato d'una meretrice, onde che uoleua abbruciarlacas
ſa del fuoriuale,doue era quella donna,eſſendo ſtato egli
prouocato dal frigio,cominciòa ſonare col ſpondeo, cr
coſì lo placò,et lo fece piaceuole. L'iſteſſo diceua che ſe
igiouani ſpinti dal ſuono degli inſtrumenti dolci ſi met
tano afare qualche coſauitioſa,ſonando canto ſpondeo
ſi ritirano da quell'errore: percioche con la grauità
del ſuono, et della muſica ſi ſmorza quella loro laſciuia,
o sfrenataggine. Empedocle ritrouandoſi, che colui,che
lo alloggiata in caſa, era ingiuriato dauno, col canto
gli fecepaſſare la collera. Teofrastoperleuare i trauaa
gli dell'animo trouò alcuni ſuoni muſicali. Agamenone
partendoſi della patria per andare a Troia, dubitando,
la ſua Clitemneſtra non gli manteneſſela fede, gli laſà
un ſonatore di citara,il quale con il ſuonola incitaua ala
la continentia, et alla pudicitia; atal che Egiſto non la
puote mai godere perſino, che non ammazzò ilſonatoa
re. OrfeoTracio,fece con il ſuonare ſuo glianimi depo
poliferociſſimi,o aſpricomeſasſi, tutti piaceuoli. As
rione ſi fece amici con il ſuono, i Delfini, che non hane
no ragione per modo che eſſendo ſommerſo, logettoro
no allitto. Il ſuono placa l'animo de fanciullini piccioli,
che quando ſono nelle cune, o che piangono ſubito che
ſentano cantare, s'acquietano. La onde Criſippo dedicò
unuerſo proprio alle balie. Strabone dice, che gli Ele
fanti,sallettano col tamburo,i Cerui ſi trattengano con
iſuoni, e col cantare ſi pigliano. I cigni ſi allettano
con la citara,etcolcanto. Gli uccelletti ſi pigliano “:
pe s R co N D o 89
la Sampogna. I paſtorianco con lalorSampogna quans
; do l'armento ha mangiato, lo fanno ripoſare. Anzi che
gli antichiſanauano le infirmità, che è coſa piumaraui:
glioſa,ſi come ſi legge nelle hiſtorie. Terpando, o Ae
rione Metomenco,ſanarono con queſti, infirmità granº
diſine.Aſclepiade medico, con una tromba ſanauaiſor
di,o col cantoacquetò laſeditione del popolo. Erme

|
ſº
nia Tebano, guari molti Boeti, iguali haueuanodolori
nelle coſcie,con le melodie. Xenocrateſanò colſuono de
gli organi, i parti. Talete Cretenſe, con la cetera,man
dò uiala peſte, orfanò leuene degli ammalati. Coſigli
antichi adiuerſi effetti trouarono diuerſe melodie, come
la Doricafalhuono prudente, caſto, o dotto. La Frie
gia,ſuſcitaguerra,e infiamma, il che ancoſalaTibia,
e però Ariſtoſeno nellefabule, quello che nonpotefae
re con la Dorica, lo fece con Armonia,figia, che quiui
ſiconueniua.La lidia acuiſſe l'ingegno a coloro che per
natura ſono groſſi, ora coloro che hanno deſiderio delle
coſe terrene, gli fauenire deſio di coſe celeſti. Coſi dice
ºº Ariſt nelle politiche. Non ſi legge che appreſſo i Lace
demoni fu una uoltarepudiato il canto Acromatico per
º ciochefaceuale perſone che l'aſcoltattano troppo effer
minate,o laſciue: talchenon mi pare fuoradi ragione,
ſianco queſto ſi poſſa fare con una ſemplice lira, o ce -
tara: laqualcoſa quando ſi fa poi con arte,e con inge
gno,è piumiracoloſa,etnon è chi lo poſſa negare ,
- a Lalirafaritornare ilſonno. - - -

si dice, e da molti è ſtato ſperimentato, che con una


dolce, e ſoaue armonia, ſi puo fare, faccioſi adunque
in queſto modo. Prepara una materia dilegnipiudolci,
- , - M & piu
». L I B R o -

e piu ſoaui, acciochefaccia il ſuono piu graue, come


d'abeto o di hedera,et dell'una ſifaccia la parte diſo
pra,dell'altro la parte di ſotto: le corde ſi debbano fare
dilini,o di ſerpenti,ma o degli inteſtini, o dellapelle,
che tocca lamedolladelloſpino,laquallacauerai in que
ſto modo in un fiume corrente,col capo fuor dell'acqua,
et che tutto il reſtanteſimarciſca,coſi accomodale, che
ne faccia corda,etaccommodalinſtromento,il quale co
me lo ſonarai, farà unſuono amenisſimo,etfauenire un
ſonnoſoauisſimo agli aſcoltanti, per modo anchor che
non uogliano, s'addormentaranno. Et queſta coſa non
debba daremarauiglia, concioſa che i Pittagorici ſi di
cehauerlo uſato che quandouoleuano fare paſſare uia
nel ſonno molti faſtidi, uſauano alcune cantilene.lequa
li concitattano adormire ſoauemente. Et come ſi ſue
gliauano, infatto leuandoſidelletto,faceuano con alcu
ni altri canti,uenire un ſtupore, da leuare il ſonno per
poterefare qualche loro officio. Dice Eolio che gli ace
caſcò queſta coſa. Et un'altra coſa ancora mirabile,che
ilſuo ſuonofauenire quiui preſente il Ragno: percio
che mentre, che ſente quel ſuono, biſogna che fugga:
queſto donde proceda lo laſcio giudicare a coloro, che
credano queſta coſa. -

Piglia queſt'altro ſperimento,una lira che èſonata,


farà ſonare un'altra dell'iſteſſo ſuono.
Accordale ambedue,in un medeſimo tuono,ſeſona
rai una di quelle gagliardamente, rimbomba nell'al
tra, o ſuona di ſuonograue: però con una debita die
ſtanza Etſe queſta coſa non ſi conoſceſſe apertamente,
metteui ſopra una paglia, che la uedrairimolere. Dice
- . ) -- - Siſeto
, s E c o N b o. 9o
suetonio tranquillo nell hiſtoriede giuochi, che nell'ina -

uernata alcune corde ſuonano per eſſere percoſſe dalle


dita, alcune altre ſuonano da per loro. Di quà potrà
qualcheduno che non ſa ſuonare l'inſtromenti accordare
la lira, ſe eſſendo tutte due uniteinſieme,ſe una ſiſona
rà l'altra nò,col tirare,er allentare, perfino cheuedrà
che la corda di quella,chenon è ſonata,ſimouerà, o fa
rà l'iſteſſo tuono. v - .

Etſe uuoi che unſordo ſentail ſuono della lira.


;
º
chiudeli bene le orecchie, per modo che non ſenta il
ſuono in modo alcuno, allora pglia il corpo della lira
ſtretto con i denti un'altrola ſuoni,che nel ceruello ſen
stirà un ſuono dolcisſimo,e forſe piuſoaue.Et non ſolo
apigliarla con i denti,maancho con un'haſta lunga, la
; qual tocchi la lira per quella chiaramente ſi ſente il ſuoa
no,o potrà dire,chenàſente per l'udito, ma pilguſto.
º cirimane queſto da dire,a far ſuonare la
º - citarra,o la lira aluento. -
Fa in queſto modo, quando glie grandisſimo uento
: metti l'iſtromento all'incontro, che gli percuota dentro
ituento che quando ſoffia ſuona leggiermente, o corre
; per tutte le canne ancodell'iſtromento, ſeglie di canna,
talche ne ſentiraiun ſoauisſimo concento. s a

e - - - ,

Afruenire ſegni diletttuoli, faſtidioſi,


& pauroſi. Cap. XXXV.
- . ,

- - I; cibo per la digeſtione ſi uiene a riſoluere in uaa


lpori, laqual coſa ſi debba tenere per certa, o ſi
viarciſce,ete coſa conueneuole,ch'aggiògendouila calie
Mi 2 dità,
- o L I B R O
dità, diuentaleggiero, o la natura delle coſe leggieri
è di ſalire però s'inalza, e ſale al ceruello peruia del
leuene, ilquale è ſempre per natura freddo, o accade
quiui, come nel mondo grande, nelquale ſi generano le
brinate, l'altre coſe fredde, peròſi fa humido, o dia
uenta nugoloſo, coſì con un ſcambieuol ritorno,ingoma
bra gli inteſtini, o ua al cuore, primoalbergo deſenſi:
infraquesto mezzo empie la teſta,lafagrauoſa,che dia
uenta tutto ſonnacchioſo, cheſe nellaprima parte della
notte accade eſſere piu addormentato,l'imagini deſcene
dendo per ſcontrarſi nelle altre, ſi rompano, per modo,
che paiano quelle imagini moſtruoſe.Etſenellahora del
la mattina, di poi che ſarà fatta piu la digeſtione, er
che l ſangue piu puro ſarà ſeparato da quell'altro piu
groſſo, e che ſi ſarà refreddato appariſcanouiſioni piu
ghiare, o piugrate. Però non è parſo fuor di ragione,
che trouandoſi lauirtu languida per eſſere troppo pie
ma per iltroppo beuere, o dallanatura ſi inalzano i
uapori del cibo, e da quelli neuenga poi nel ſonno,l'al
legrezza diuerſe infiammationi, un ſoperchio sbatterſi,
il uedere incendi, grandini, tenebre, putredini,laqual
coſa procedano dalla collera nera,et dalla gialla, inſieme
conl'humorefreddo, o putrido, Coſi dice Hippocra
te,o Galeno,che ſe ſogniamo uedere ammazzare quale
cheduno, che queſtouiene dalla abondanza del ſangue,
anzi che da queſto ſe ne puo cauarel'inditio,della come
pleſione o della temperie.La onde coloro che mangia
nocibi uentoſi, per cauſa di quelli,ſogniamo coſe mo
ſtruoſe;ſe cibi ſottili,pocoſogna,o ha ſogni allegri,er
grati. Coſi applicando perdifuore le coſe ſemplici, ree
- - - - portano
s E c o N D o. 91
portano le apparentie brutte, al principalſentimento:
percioche dice Galeno che l'arterie de noſtri corpi,tira
noaſe, ogni coſa, mentre che del continuoſi slargano,
coſì potremofare di ſognare quelle coſe che uogliamo;
permodo che non ſolamente in ſogno, ma ancouoglian
doſtaremo allegri. Ecco il modo da fare uenire i ſogni
grati e allegri. - - -

Alfine della cena, quandouogliamo andare a dormia


re mangiamo dell'herbahyppogloſſa, e della citraggia
ne,c herbeſimili a queste che quando ſaremo adormen
tati,uediamo inſogno mille belle imagini,allegre uerdua
re,campagne, arbori, fioriterra tuttauerdeggiante,co
perta di belle ombre, che gli pareguardar di torno inz
torno,o ogni coſa uede allegra,ouerofa a queſto modo,
engeti le tempielaſera con ilſucco d'Apio, che ſimana
gia,difrondi nuoue di pioppa,d'acorouulgare, di ſolae
nohortonſe, or Aconito: biſognaanco bagnarſi con
questi ſughi il collo, le mani o tutti quei luoghi, doue
ſiueggano bene leuene. Giotta ancoongere il fegato,
percioche il ſangue canina, ſuaporando al fegato, er
dalfegato alcuore,coſi ſcambieuolmente, col ritornare,
e con l'andare ſitengano iuapori, i quali rappreſenta
nol imagini,con quelli ſteſſi colori.
Ma ſe noi cerchiamo ſogni brutti,efaſtidioſi.
Mangiamo delle faue,perche le ſono ſecche, e uena
toſe, e però dalli Pittagorici ſono in abominatione;
percioche partoriſcano queſti ſogni. Molti autori mi
ricordo d'hauerletti,iquali danno queſto precetto.Guar
daratti delle faue,o quaſi tutti i legumi. I fagiuoli,or
maſſimamente quelli che ſi ſeminano negli orti:le lentia
º M 3 chie,
“ e - L I B R “O -
chie,perche ſuegliano gli humori groſſi, e malinconi
ci,aglio, cipolle,porri,cauolo,rauani,e finalmente quaſi
tutte le radici. Infra queſti il uino,o fra quelli che fan
no humori ſpirituoſi infiammatrici, calidi, mordificati
ui,etnociui,et fanno ſogni ſtrani faſtidioſi, anſioſi,ete
nebroſi. Coſì ſi ſogna eſſere portato per aria,ti parrà
paſſare fiumi.pelaghi, molte città abruſciare morte di
huomini,malignità di tempeſta,giorni nugoloſi, caſcare
brinate,etgrandini,oſcura il Sole l'aria diuentare come
neltempo dell'inuerio, talche ogni coſati parrà ſpauen
toſa. Coſì ancoongendo quelleparti predette, con della
foliggine,etcon ogni coſa adusta,aceto(ilquale ce louo
gliano,perche diapoſſanzaalle coſe di penetrare dren
to)ſognaraifuoco, abrucciamenti, tuoni, c ogni coſa
tenebroſa,o oſcura Etuoglioanco inſegnare un'altra
coſa cheſarà utile illeuarlo a memoria.Se uogliano far
l'iſteſſo con ſoffomigio,e in altromodo.
Coſiloſogliamofare ſpeſſo, pigliando il calcagno
d'un huomo morto di freſco, o fattone poluere,aggio
gnendoui un poco di calamita,et meſcolata inſieme, get
tandola ſopra i carboni acceſi, per modo che l fumo uaa
da per tutta la ſtanza,et ſia abondante farai che quelli,
che dormano quiui,uedranno ſognibruttiſſimi,et gli fa
rai repreſentare imagini orribili. Similmente anchora,
mettendo al capo d'uno che dorme il cuore d'una Simia,
ilquale gli ſia ſtato cauato di freſco, eſſendo uina, colui
che dorme non uedrà inſogno altro,chefiere,o gli par
rà eſſere sbranato daloro dimaniera chegli parra har
uere grandisſima paura. Queſto ſteſſo lo farà,la pietra
oniches, portataal collo. -

v º i -º Di qua
S E c o N D o 92
Diquànaſce l'origine di quelli unguenti, igualifan
mole streghe, nelle quali bencheui mettino molte ſoper
ſtitioni,nondimeno fanno quegli effetti di fargli parere

. eſſere portate per aria, e ſentireſuoni,canti,giouani,


belliſſimi per uirtu di coſe naturali:ma per non fomen
tare lacurioſità deglihuomini, o degli empii,che ado
perarebbemo queſte coſe in malaparte,tacieremo quelle
cópoſitioni che ſimili maluagiefeminelle, iſtigate dal
; demonio o da sfrenate uoglie adoperano.
similmente delle affaſcinationi, ouogliamo dire dal
tremalie, lequaliſogliono uſare i maliardi, poſto che
molte ne faccino, per uia di incanteſimi, arte magica,
demoniaca, e negromantia, ancomolte uolte per mez
zo dellecoſe naturali, ne ſono ſtatifatti aſſai, come nel
tempo antico, ſi legge da ſigono, o Mefrodoro, che
in Africa erano alcune fameglie, leguali con lauoce,
e con la linguaaffaſcinauano, che ſilodauano un bel
cauallo,un'arboro,o un fanciullo,in fatto l'auelenauano
ci gli faceuanomorire:coſì ancoafferma Solino: rife
riſce anco l'iſteſſo ſigono d'alcuni, che haueuano due
popille negli occhi,iquali cò lo ſguardo affaſcinauano,
maſsimamente guardando una coſa aſſai fiſſamente, or
incolora.Apollonide ſcriue d'alcunefemine che ſonoa
queſtomodo in Scotia,lequali le chiamano Bitlie. Filare
coraccontad un'altra ſorte,che ſono in pòto detibii, et
molti altri di queſta ſteſſa natura, o che molti in un
occhiou hanno due popille, e nell'altro u'è un'imagia
ne di cauallo,o di queſti ancho ne fa mentione Didie
mo, Damone ſcriue d'alcuni poco diſſimili a queſti,iqua
li ſono in Ethiopia, che collorſudore toccado una pera
A M 4 ſona,
º -
L i 5 R 6 º º
ſona la fanno marcire. Et delle donne è coſa manifeſta,
che tutte quelle affaſcinano, leguali hanno due popille.
piqueteneſerieancho Cicerone, coſì Plutarco, e
Filarco d'alcunegenti,lequali habitano nel Ponto de Pa
lefebri liqualinon ſolamente affaſcinano fanciullini,or
teneri di età, ma ancho quelli che ſono d'età matura,er
robuſti, o li fanno caſcare ammalati, permodo che gli
fanno conſumare e marcire, anzi non ſolo quelli, che
continuamente praticano con eſsi loro ma quelli che ſo
no paſſaggieri,o peregrini,coſi ſono dinatura peſtife
ri. L'affaſcinamento benche aſſaiuolte ſi faccia per il
contratto, o colmeſcolarſi: nondimeno con gli occhi
piglia la ſua perfettione: percoche eſcono dagli occhi
dell'affaſcinatore alcuni ſpiritiuelenoſi,liqualiuannoſi
no alcuore, per modo che tutto l'affaſcinato sauelena.
A queſto modo interuiene, che un giouanebianco, cali
do, ſanguigno,o dolce di ſangue, giouiale, getta dagli
occhi ſpirititali, liqualiuengano dal cuore, e dalle piu
pureparti delſangue, eſſendo ſottili,o leggieri, ne
aengono agli occhi, e ſi gettano fuori perche ſono piu
oroſi, e piu chiari di tutte l'altre parti,del corpo ine
ieme,coniquali eſce una certa uirtù focoſa, che guara
dando coloro,che hanno pocauiſta, e che hanno gli oce
chi infiammati,ſon forzati a patire di quel maled hauer
gli occhi rosſi. Eta queſta foggia ancho le donne, quan
dol hanno il loro tempo,macchiano gli ſpecchi, ſimilmen
te illupo,lauoce, e il Regulo,toglie lauita cò lo ſguar
do Ariſtotile dice che ſi macchia lo ſpecchio dalle dona
ne menſtruoſe, percioche quelli ſpiriti auelenati, liquali
ºſton agliocchi delladona percossione ſpecchio per
eſſer
-
S E C o N D o E3

eſſer corpo polito, ſi raccolgono inſieme,e condenſame


i doſi fanno quella nugolettaſopra lo ſpecchio:atalcheni
può piu rappreſentarle imagini delle coſe, e queſto lo
fa poi facilmente lo ſpecchio; percioche glie di acciaio,
| che aſſoda, e che ritiene, epolito, che fa molto piu uni
rele parti; ilche non fanno poi l'altre coſe; di queſto ſe
ne può pigliare l'eſperienza,che alitando neluetrofred
do, ſi uede che quell'aria,cheui batte ſopra per eſſer hu
smida percotendo in quel corpo denſo e chiaro,et fred
do, ſubito soffuſca,etficuopre,come di rugiada,perche

;
f" º
dalla ſua freddezza, durezza, e chiarezza, quell'aria
s'è conuertita in acqua. Coſì interuiene(tornando al pro
poſito)dell'affaſcinamento,quelliſpiriti,ch'eſcano dagli
occhi dell'affaſcinatore, meſcolandoſi col ſangue dell'afa
faſcinato,l'alterano,e sapeſtano, e coluis'inferma,et
iperfino che non ſi cura quel ueleno, ſempre lo fa ſtare
infermo, tanto che lo conducealle uolte alla morte. Et
debbi ſapere, che appreſſo gliauttori, ſitruoua due ſor
ti d'affaſcinatione uno d'amore,o l'altro d'odio, e ine
ti uidia, se uno dal deſiderio d'una coſa bella ſarà fatto
i prigione, perbenche di lontano figettano per gli occhi,
ſi piglialueleno perche l'imagine della beltà,ſtà nel cuo
re dell'amante,infiama quei ſpiriti,et le moſtraneluolto
inollaſciapoſare,affligendolo; et come dice Lucretio, il
ſangue dicolui che preſo, ſi trasforma nellanatura,er
nel ſangue della coſa amata. Ma ſe ſarà affaſcinameto di
maliuoleza, od'inuidia queſta è molto nociua, e queſta
ſi truouanelle uecchie, e di queſto non può uno affas
ſcinare ſe egli non ha triſto animo, dalgualene ſia anco
cauſata l'alteratione del corpo, concioſia cheº
v etto
-- L I B R O º 3
fetto dell'animo,offende anco il corpo, e non ſolamente
muta il proprio, ma fa come alieno;o è queſto tanto tem
po,quanto dura lodio. Non è manifeſta coſa,che l'auari
tia,l'amore,lamalinconia,o gli habiti mutano il colore,
L'inuidia nonfa diuentare il corpo pallidiſſimo? Il deſi
derio qual ha una donna grauida, non fa che nel fanciula
lo ſempre ſi uede la ſimilitudine della coſa deſiderata
coſi quando gli occhi pieni d'inuidia guardano una per
“ſona con deſiderio tutto acceſo di nuocere, gli gettano
un'ardore inteſtino, che gli offendano tutti coloro, che
gli ſono d'attorno: et maſſimamente le perſone delicate,
e belle; per modo che il raggio, che ſorge dagli occhi
di quell'inuidioſo, penetraperſino al cuore, e è cauſa
di quella macilenza: maſsimamente ſe ſono colerici, cr
ſanguigni, perche per uia depori, e per la ſottigliez
za degli humori, facilmente ſipiglia il morbo. Et non
ſolamente per queſta paſſione ilcorpo diuenta tale: ma è
poſſibile, che nel corpo humanoui ſitruoui ilueleno,il
che l'afferma Auicenna. Alcuni ſono di queſta natura,la
qualcoſa debbe apparere marauiglioſa, che ſi ſia uiſto,
che con l'arte ſi poſſa fare. Ad Aleſſandrogli fu manda
ta unafanciulla bellisſima dalla Regina degli Indiani,
nutrita di ueleno di ſerpenti, comeriferiſce Ariſtotile,et
Auicenna per teſtimoniaza di Rufo.Et Galeno dice,che
fu una donna,laqual mangi l'hioſchamo, ſenza nuocere
gli. Alcune ilueleno, allaquale non gli ſi accoſtata ne
ancho una gallinadalla frequente uſanza, ſi come hanno
ſcritto gli antichi: Mitridate Re di Ponto, ſi aſſuefece
per modo alueleno, che a lui nongli noceuapunto, ſi che
uolendoſi auelenare,per non s'arrender prigione a Ros
º . mani,
S E C O N D O. 94
mani, pigliandoilueleno,nonglifece danno alcuno. Coſi
ancho ſono alcuni huomini, iguali ſolamente coltoccare,
ſanano alcune infermità, alcuni mangiano dei ragni,or
l'oleandro, non curano ancho i morſi deſerpi, o ana
choloro non diuentano uelenoſi,che ogni coſa, che tocca
no,o che ſpirano,auelenano gli arbori, gli huomini,her
“be,o quaſiogni coſa:ancho in molti luoghi,doue stanno
gli animali uelenoſi,ſiuede eſſerſi ſeccate le campagne
de frumenti, e tutte le ricolte di quei campi; o que
ſtonon per altra cagione, che per la via degli occhi, da
quali ſorgano fuora quegli ſpiritiuelenoſi. Non ſi ue
de, che le donne ne giorni del menſtruo fanno ſeccare i
cocomeri,o i poponi, o guardandoli d'appreſſo, ouer
toccandoli. Et i fanciulli, piu ſicuramente non poſſono
eſſer toccati dagli huomini, che dalle donne. Concioſia
che piu donne aſſai trouarai affaſcinatrici, chehuomini,
eſſendo loro aſſai piu diſtemperate dei maſcoli, piene di
triſti humori, o di malenconia, dalliquali ne uengono
quando bollano, uapori tutti infettati. Similmente per
queſta ſtrada dell'affaſcinamento, ſono stati uſati molti
a molti eſperimenti, per farſi amare dalle perſone,che
ſonoinnamorate, non ſolamente per uia d'arte del Demo
nio, o con ſuperſtitioni, ma ancho per mezzo di coſe
naturali,lequali hanno queſta uirtù di inclinare aſſai,ale
l'eſſere amato lequali le laſciamo da parte per non eſſer
conueneuolcoſa dare queſta occaſione alle perſone, di uo
ler oprare queſte eſperienze in qualche mala parte. Han
no detto ancho iPoeti,o i ſapienti, che in queſto effeta
to, lo ſguardo ci ha grandiſſima uirtù, percioche da un
fiſſo ſguardo dell'amante, e della coſa amata, ne f,ce,
- L I B R O ?
ſce un certo affaſcinamento che l'amante per gli occhi ſi
laſſa imprimere nel cuore, l'idea della coſa amata, laſua
le ha una uirtu di cruciarlo, o tirarlo a lei con deſidea
ſiderioardentisſimo,coſi gli occhi ſpirano alcuniſpiriti,
iqualiuengano dal cuore ſottilisſimi, infiammati da quel
calore deteuore, doues e impreſſa l'imagine, che hanno
gradiſſima forza di commouere,et alterare la coſaguar
data, eſſendo l'occhiofeneſtra dell'animo, aiutato dalla
fiſſa imaginatione, per modotale che puohauerauirtù,
di legare ſcambieuolmente la coſa amata,etinfiammata,
Muſeo fu di opinione che l'occhio getta i principi, ori
fondamenti dell'amore.Et Diogenianouuole, che l'amoa
renaſcadalſguardo, o però una coſa non conoſciuta
non ſi puoamare.Et Iuuenalereferiſce per una coſami
ºracoloſa d'ungiouane che s'era innamorato d'una fanciul
la,laquale non l'haueuamaiueduta. Percioche il chiaro
ſguardo con il ſuopercuotere ſpinge laperſona mirata
a quell'iſteſſa paſſione, e saletta all'amare. Gli altri
membri, non ſono cauſa ma incitano che eſſendo bella la
º

perſona,per quella uaghezza,e bellezza allettato l'oc


chio ſi trattiene almirare, e coſì mentre chelafitrat
tiene, collocchiola feriſce con lo ſguardo. Et quindicu
pido (dicano i poeti) getta i ſuo dardi, che hauendoli
tratti dagli occhi, uolano negli occhi della coſa guare
data, o amata, penetrando al cuore la cominciano ad
infiammare. Coſì dice Apuleio coteſti tuoi occhi per
uta demiei ſono entrati nelle piu intime parti dell'amia
ma, et del cuor mio, etfannosi, che ſento nel cuore un
ardentiſſima fiamma. Et queſtoche habbiamo detto,ſe
ad alcuno parrà marauiglioſo, conſideri imali, iguali
- - per
S E C O N D O. 9e

per contagione ſi pigliano, come la rogna, il dolorde,


gli occhi,la peſte,parlando,o toccando alcuno, chehaba;
biaſimilmale.Etſe queſto è ueroperche non ſara posſa
bile,che s'attacchi la contagione, e l'infermità d'un oa,
re, laquale è una peſte ſopratutti gli altri maligrausſ
ma. Anzi ſi trouaſcritto, che non ſolamente ſi puo per
ueſta ſtrada affaſcinare altrui,ma ancoſe ſteſſo. Come
i; leggedi quello Eutelio, ilqualeguardandoſi nell'aca ,
que,o negli ſpecchi,gli ripercoteuano adoſſo quei ſpie,
riti,liqualiuſciuano da lui auelenati, o coſì diede peſa
ſione a ſe ſteſſo, tanto gli pareua eſſerbello,che affaſcini
doſi ſe ſteſſo perſe quel bel colore,et quella bella effigie,
chaueua.Coſi alle uolte i fanciulli,s'affaſcinano lorſteſa,
ſi,eti padri dicono eſſerne ſtati cauſa gli affaſcinatori.
Maborapiglia il rimedio all'affaſcinatione.
Gli antichiprudentiſsimi, hanno inſegnato molti ria
medij,tu farai in queſto modo, non guardare, accioche
è nonl'affrontinogliocchituoi con quelli d'altri, et leuati
apoco apoco fuggilotio, attendiali negotif,sſorzati
diſudare aſſai cauartiſangue. Etſeſarà affaſcinamento
d'inuidioſo,lo conoſcerai a queſto modo,perderà ilcolo
recondifficultà alzagliocchi, ſempre gli abbaſſa, ſpeſa
ſoſoſpira, perche il cuore ſi ſtringe dalla doglia, che gli
ha dentro, o non ſi uede ſegno d'alcun male.A liberarſi
da queſto affaſcinamento perchel'aria ècontaminata da
quelli ſuoi ſpiritiuelenoſi, biſogna fardelli ſuffumigi
odoriferi, liquali purificano l'aria, bagnandoſi con ace
queodorifere,hauere garofani,cinanomo, albe, moſco,
e ambra. Et perciò l'antica conſuetudine è ſtata con
ſeruata ſino a noſtri tempi, e le donne l'oſſeruano,ue
dendo
- L I B R O º º
dendo che i fanciullini habbiano patito queſto affaſcinae
mento per ſanarli, li ſuffumicano con l'incenſo, o l'ine
uoltano, acciocheſi conſeruino in quell'aria odorifera,et
purgata.Tengonſi per cacciare queſto male al collo,que
ſte pietre. Iacinto, ſaffiro, carbonchio,l'aliſſo attaccato
in caſa,o rouo bianco. Dioſcoride è d'opinione, chaſ
ſaigioui il nardo cretico. Porti un'anello d'ogna, o d'ae
ſino ſaluatico, o di domeſtico ſatirion, ruta, laqualcoſa
l'approua Ariſtotile, tutte queſte coſe ripercuotano la
uirtù che uelenoſa. Io ho ſcritte quellecoſe,che ſono
piuueriſimili, raccolte dagli eſperimenti, liquali ſono
eſſer molti dubbi, e pertanto le ho meſſe in questo ſe
condo Libro. -

- - - - --

IL F 1 N E D E L s Ee
CoN D o L I B R o,

i
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º º s .
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96

L I B R O T E R z o
i Di G1ov A NBA T TIsTA
Porta Napolitano intorno alla
Magia Naturale. . -

P R O E M I O.

il E N T R E, che ci affatichiamo
º di conoſcere a pienoi uari effetti
- delle coſe, ſiamogiòti a quegli eſpe
rimenti, che uulgarmente chimiciſi
chiamano; iguali recano molto gua
E dagno:intorno a cui non ſolo ſtà la
piu parte de mortali, ma per la ineſtinguibilſetedi lui,
cruciaſi ancora l'uniuerſo mòdo: onde ſiamo sforzati di
incominciare a dirne alcune coſe. Queſto inuero non è
da eſſer ſprezzato, madeſideratoaudamente, maſſime
da color che dannoopera alla filoſofia, etcercano co di
ligenza i ſecretidella natura. Percioche trouerano mola
te coſe degne di ammiratione, le quali all'uſo noſtro ſono
moltoneceſſarie, mentre che uedrano molte traſmutatio
ni, che recheranno lor grande allegrezza;traſmutationi
dico non di que metalli, che di lungo patio ſono diſtati,
ma di quelli,che ſon congionti, etuicin, o diſcordano
per certi accidenti.Ilche molti filoſofi di gradisſima aut.
torità non ſi ſon uergognatidi cofeſſare,ſi come uedrée
mo anchora nelle altre coſe naturali, che dicemmo con la
nana ſperanza del guadagno, ſotto l'eſca, o le carez
ze del continouo piacere, che da lui cauano;ſi met
- - -- - tono
L I B R o
tono a queſta impreſa huomini tanto materiali,erroza
zi,chenouſenza gran uergogna di queſto ſecolo ſiano
eſperimentati,etrendono odioſi ad ognuno gli amatori
di queſt'arte.Perche mentre che ſi affaticano nelprepaa
rar loro ſofiſtico,come quelli,che non ſanno niun prine
cipio di queſte coſe,hauendo conſumato i lorobeni, un
noinruina,e con la uana ſperanza dell'oro ſono beffati,
Bene adunque diſſe Demetrio Falereo, quello ueramen
te,che pigliardoueuano, preſo non hanno, ma quello,
che poſſedeuano hanno perduto,coſi la trasformatione,
cheaſpettanone metalli in ſe steſsi eſperimentano. On
denon ritrouando altra conſolatione,ſi sforzano con
fraudo fittitie di ingannare gli altri, o di farli con
pagniloro, in queſto modo la fede di una coſa buona
conuertono in uſo cattiuo, ſi come ueggiamo ſpeſſe
uolte accadere alle coſe grandi. Etha dimaniera il deſia
derio dell'arte,o dei guadagno accreſciuto i libri, e le
bugie che quaſi niente altro ſi uegga. Ma beniſsimofece
Dioclitiano per lo cui comandamento tutti furono aba
bruciati,o conuerſi in cenere. Hor tu che deſideri di
uedere qualche coſa,ſappi queſto, che in tutte le coſe la
naturainitarnóſi puote.I principi de metalli debbon'
eſſerbe conoſciuti,etſe ricerchitrasformarli, o tingerli
a pieno, ſcioglieline primi elementi, leti sforzardifar
º quelle coſe, che poterſi in alcun modo fare non ſi conce
ſce. Noi porremo qui alcune coſe,che in queſti uedereſi
ono: nè poca faticahabbianohauuto nel fare l'eſpe
rienza. Gli eſempi di queſti impararai perfettamente.
Quinon promettiamo monti di oro, né quell'honorata
pietrade filoſofi,che gli huomini penſano,laquale è ſtaa
ta, C0ſl
T E R Z o, 97
con tanta diligenza cercata, e perauentura da alcuni
trouata; né l'oro, ch’eſſendo dagli huomini beuuto, gli
renda liberi dalla morte: percioche è neceſſario, che in
queſto mutabile, e alterabil mondo tutte le coſe ſiano
ſoggette alle mutationiHora il prometter coſe tali eglie
in tutto coſa temeraria, e di niunaconſideratione. Non
neghiamo però poterſi far coſe utili a diffendere, ora
prolungare laſanità del corpo humano.
Queſte ſono le coſe, che uogliamo inſe
gnare. Capitolo I.

M1 è paruto di mettere inprima certe operationi,


che a caſo nell'opera ſi leggono,accioche quelle coſe,che
ſono inſegnate, procedano ordinatamente, e non ſiano
cercate altroue. Et benche queſte coſe ſiano operate al
tramente da alcuni, orpaiano loro imposſibili, entrano
tuttauia nell'opera noſtra, o con eſſe loro ſiamoſoliti di
fare diuerſi effetti. Perciò ſe non le ſaprai,difficilmente
conſeguirai il tuo uoto. Hor perchein tutta queſt'ope
ra facciamo mentione della diſtillatione, ouero del uaſo
atto alle diſtillationi; queſto luogo parerà opportuno ad
inſegnare ciò. Egli è ritrouamento di alcuni moderni,
il tirar fuoril'acqua da tutte le coſe accioche habbiamo
acqua pura ſenzaterra. Ilche nondimeno far ſi puote,
percioche tuuedi,che l'acqua diſtillatanon ſoprabbonda
difeccie, onde piu preſtantementemolte coſe ſiliberano
dalla putrefattione, o noibeuiamo,quidone habbiamo
biſogno. Nel principio apparecchiamo un uaſodi tera
ra: ma egli è migliore diuetro concauogonfioaguiſa di
N lifi.i
- - L I B R O
una palla,ouerpiutoſto aguzzato,come unpero. Ha il
collo lungo,a cui ſi accomodauncoperchio diuetro,ac,
cioche poſte ſotto le bragie,la coſa ſiſolui in uapori ſota
tili, o riempi tutti i luoghiuacui, & uadinoin alto.
Queſta groſſezza piena di uapore,quando tocca ilfrede
do del coperchio, e luetro gli corre allo incontro con le
fue eſtremità mutaſi in ruggiada: dipoi ſcorrendo per
gli archi del coperchio, ſi conuerte in acqua,o aperto
un certo canale, ch'a queſto appartiene per larghi riuo
li corre in giù,o dal ſottopoſto ricettacolo è riceuuta in
gocciole. Queſto dagli alchimiſti è chiamato diſtillario,
ouero a lambico. Hora accioche l'odore del molto fumo
non offenda i beuitori, pongono l'iſtromento in unuaſo
pieno di acqua bogliente, o ſi cauaacquapiuſottile, or
lo chiamano un bagno.Tu cauarai ancora acqua ſottiliſa
ſima, ſe tu accomoderai queſti uaſi di uetro in qualche
altro uºſo concauo di terra, dimaniera che ſopraſtiano
di fuori i colli. - -

Dipoi pongono ſotto un caldaro pieno di acqua bola


lente,accioche per la forza del fumo, che ſaliſce,et non
paſſa in altro luogo, ingegnoſamente ſi caui dalle coſe
l'acqua,che è tra quelle, che ſi poſſon bere,lapiupreſtana
te. Alcuni legano in una olla uota queſto uaſo di uetro,
che non tocca da niuna banda deilati, o li troppano la
bocca, laſciatoli ſolamente un buſo, per ilquale il collo
ſopraſtia di fuori. In queſta maniera diuenendo affuoca
talolla, o ſcaldando l'aere, ſcioglie in uapori le coſe,
che ſono neluſo. Tra queſti modi eleggi tuilpiu co
modo. Et baſtihauer raccontato queſte coſe unaſoluol
ta. Solo oltra acciò molti, o quaſi infiniti uºſi, che ſi
- - poſſono
T E R Z O. 98
poſſono uſare. Ma ſogliono putrefare, e macerare la
coſa, eſſendo diſubidiente,o contumace alla distillatio
ne, hor conletane di cauallo, ilqualſiaſempre dellomea

.
i
deſmo calore,rinouellando ogni quintogiorno, hor l'op
pongono al Sole, con l'aiuto di uno ſpecchio concauo: cr
coſi anchor noi ſpeſe uolte habbiamo cauata fuori l'ace
qua,hor ſepellendo nelle graſpe, o nelle cenere, ouer ne
carboni acceſi di ginepro; percioche eſſendo legno dena
ſo,etmolto ſpeſſo,dura eſtremamente eſſendo acceſo. Ma
: aeniamohora alle operationi, o inſegnamo prima, come
ſi cauioglio di talco.
;
º
Queſto pare amolti coſa difficile, o quaſi imposſi
bile.Tunondimeno in queſto modo l'apparecchierai,quà
dofarà meſtieri. Metterai dentro in un ſacchetto iltalco
con alcuni di queſasſi piccioli,chenellito ſi trouano, et
che neifiumi ſiueggono pertutto, siano tanto eſagitae
ti, che ſi riducain poliere ſottilisſima: ouero farai ciò
perfettamente con qualche altra tua arte:percioche coſi
ſogliono far tutti. pipoi l'accomoderaiin una olla non
cotta,dimolta groſſezza,o fortezza poſto ſopralope
ra un coperchio, guarnito con cerchi di ferro, o con
creta di quella ſorte, che ciaſcun uaſaio ſuole adopera
re. Quando l'hauerai lauato, metterallo a ſeccare al Sos
le,dipoicollocherallo in una fornace di pietre,doue ſono
fiamme ardentisſime,ollero altroue,pure che ui ſiauio
; lentisſimo fuoco.
Quando che la fornace non arderà piu, cauerallo
fuori, o frangerai iluaſo,ſe tu conoſci quello eſſer bee
nisſimo ridotto in calcina.Altrimente non ti rincreſca di
. fare ilmedeſimo un'altra fiata. Quando che la calcina
- - N 2 ſarà
L I B R O
ſarà diuenuta perfettamentebianca, la farai minuta in
pezzi,o meſcolarai con porfido, o accomoderalla in
un'altro ſacchetto, in un marmore,oueroin un luogo hu
midiſſimo,ouero in un pozzo profondo, ouero in una cia
ſterna. Laſcieralla stare coſì lungamente, e per trop
pahumidità uedrai ſpargerſi fuori molte gocciuole di
oglio. Seruerallo,o porrallo in un uoſo diuetro.ilqua
le è uſato dagli alchimiſtinella eſtrattione degli olei,or
delle acque. In queſto modo per la forza del fuoco haue
rai il deſiatolicore, perciochetantopiu ageuolmente,et
piutoſto il talco ſi riduce in acqua,quanto piu perfetta
mente,et piu lungamente è abbruciato, e ridotto in cal
cina:eſſendo che le partiridotte incalcha,erpiuſotti
liperlo fuoco,ſimeſchiano con le acque, e in acqua ſi
COllllertono. -

Horloglio degli oui farai coſi.


Poſta ſopra l fuoco una padella,ouero un'altro uaſo
largo,uigettarai bozzedouimeſchiandoſempre,etſo
uente battendo,accioche nonſiabbrucino. Quando ſa
ranno ridotti in poluere, con un torcolo cauarai fuori
l'oglio, o cauatoſerualo in un uaſo di boſſo: oueroleſe
ſandogli li farai duri,o in queſto modo cauaraifuori il
licore, ma nelle incenſue miſture farai coſi. Meſcolarai
inſieme molti roſsi d'oui, con la metà del ſolfo uiuo, er
liporrai al fuoco in unapadella. Quandouedrai nuov
tare per la lor ſuperficie certa eluuie,ouero alcuna coſa,
che pareoglio,ſeruala,percioche quella ſarà l'oglio rie
cercato. L'oglio della gomma terebintina, e del mele
farai come gli altri, ponendola in un uſo ſopra un pic
ciol fuoco, percioche il fuoco grande fa
a- -
dai , e 9°
Cntr0
T E R Z O. 99
dentrouiſiapprende, Maincominciamohorauna fati
coſa operatione, e inſegnamo in che maniera ſipoſſica
uare l'acqua dell'argento uiuo.
Farai cosi, apparecchierai un uſo di terra coluene
tre rotondo, e groſſo, o col collo un poco aguzzato,
accioche alla parte accomodata delcapoſi posſiaccomo
dare un coperchio di uetro. Dipoi porrai della creta ine
torno agli ſhiramenti,accioche l'argento uiuoſparendo
inaure ſottile non poſſireſpirare. Sottoporrai poſcia
all'aperto canaletto un uaſo, accioche egli pigli illicore.
Faraicheluaſo ſia penetrabile da un lato,per ilqual lar
gentouiuopoſieſſer riceuuto Farai ancora che egli die
uenga tutto affuocato, o eſſendo diuenuto così, con
unapirta,o con qualche altro intromento ui porraiden
tro l'argentouiuo, e diſubito ui inducerai la creta,di
modo che ſia pare alla parte adattata. Quando bauerà
intonato grandemente,o fatto ſtrepito per forza ſiri
ſolue in uapore,ora poco a poco diuenendo graſſo, ſcor .
renelſottopoſtouaſo. .
Capitolo I I
R asra, che inſegniamo in chemodo ſi debba afa
finare o ridurre in calcina, lequal coſeueggiamo eſſere
in tutto neceſſarie alle noſtre operationi, o ſeguire in
un certo modo quelle, c'habbiamo poſto di ſopra. Hor
narriamole breuiſſimamente, e prima come ſi debba
affinare l'orpimento.

| º
Accioche con la ſimilitudine di queſto ſi imparinole
altre
-
-
coſe. Percioche ueggiamo alcunauolta,che le coſe
N 3 ſi cora
l I e R o
ſicorrompono, fannoſinere, e s'imbrattano: e quea
ſto auuiene ſecondo la lor diuerſità:percioche alcuna uol
ta ciò ſi fa per le lor parti terree, in queſto modo le fa
remonette:ne peraltro ſi può far queſto, che con l'affia
natione,uolando uiale parti ſottili. Onde parerà piu pe
netrabile,o piu lucido, o per queſto ſi libera dall'ab
bruciamento. Sia prima egli tirato,e fatto ſottile,quà
toſi puote, e ponilo dentro in una pignatta, ſpargen
doui oglio, il ſuale non manco di un dodrante ſopraſtia,
meſchiando ſempre con un baſtone, accioche non s'attac
chi al fondo. Quando ſarà ſeccato,tritalo anchora,or
farai ſimilmente con aceto, o con liſcia forte. Vltimae
mente la poluere con tartaro,o calcinauiua, ouerraſe
ſature di metallo ſia ſerrato in unuaſo di uetro, lungo,
e pieno de'uolti, ilquale non ſia empito fino alla cima,
mafino al mezo. Sia il uentre di fuori guarnito benedi
fango, mettilo poi al Sole, o laſcialo ſtar coſi, finche
ſarà ſeccato, ci posſireſiſtere al fuoco, Accomodalo in
un barrile. Non gli chiudere la bocca, accioche eſſendo
chiuſo lo ſpirito, non ſi strangoli, ſoſpirando l'aurari
ſtretta. Sia ſotto l fondo del uaſo un picciol fuoco,
dipoi a poco a poco in ſei hore creſcendo, ultimamente ſi
afuochi, e per la forza del fuoco la parte fuggitiua
uadine'uolti deluaſo, e iui ſtia ammaſſato in argento
bianco. Rompi iluaſo,e tiralo fuori, ſaluandolo per i
biſogni. Auuiene ilmedeſimo nel diſcendere,percioche
piu ageuolmente ua precipitando. Ma ſeſaranno corpi
graui, ſiano aggiunti ad altri corpipiuleggieri, accio
che con maggiore ageuolezza aſcendino. Habbiamo in
ſegnato il modo di affinare, ilqual modo uſerai in tutte
º - le
T E R Z C. 1oo
e altre coſe:percioche tra ſe non molto diſcordano. Ma
fetuuuoi mutarel'argento, ouer qualcheduna altra coſa
in calcina, farai così,
Diraſature d'argento, e d'argento uiuo triplicato
faraiuno ammollamento. Dipoiinſale comune con por
fido polliſci molto. Quando cheſaprai eſſer peruenuto a
perfetta unione.ponilo in un torto uaſo diuetro, accio
che piu ageuolmente aſcenda. Ponilopoi ſopra il fuoco
perlo cui uigore l'argento uiuo per li colli delle fiſtole
“ſcorranel ricettacolo. Quello che rimane nel fondo del
uaſo,fregalo con acqua dolce, ſpargendouene poi ancora
dinuouo finche non ſi uegga niunueſtigio d'humor ſala
ſo, o habbia laſciato ciaſcuna amaritudine. Quando
uenirà fuori deluaſo l'acquaueramente dolce, ſarà fata
taallhoralacalcina. Ma ſi può fare in un'altro modo.
scioglierai l'argento con acqua forte, ſi come fanno i
fabbri dell'oro, o meſcolauiacqua di fontana, laquale
habbia conſumato il ſale commune, coſiuedrai l'argento
giacere nelle infine parti deluaſo, con pennicelli ſuccia
l'acqua o in una pignatta mettiloſopra carboni arden
ti,togliuia,o con acqua dolce rimuoui la ſalſedine. Ila
che di nuouo farai ſempre, finche uedrai eſſerſi tutta
partita, e il modo dellauare ſia quello che diſoprahab
biamoinſegnato. Muterai l'argento in calcina, o cera,
e coſì farai, le raſature dell'argentoneſchiate con ara
gentouiuo affinato ſiano ripoſte in un accomodatouaſo
diuetro, o poſte ſoprabragie ardenti, e laforza del
fuocoſcacci l'argento uiuo,o ritrouerai fiſſo nell'infie,
ma parte del uaſo l'argento come cera, atto alle gomme,
o fiaſaluato in unaboſſitella. Ma ſe uogliamo mutare,
- N 4 in
-
L I B R. O
in calcina il piombo, e il tagno,biſogna far cosi.
sialiquefatto lo ſtagno in qualche uºſo, e gettato
inſaleſottiliſſimo,uoltando con iſcorza di coriloiaccio
che le parti che ſi attaccano, ſi ſeparino, e ingranelli
proſſimi al miglioſi mutino.
oueramente eſſendo liquefatto, pergli stretti buſi
del criuello gettato in acqua fredda, e figurerai quaſi
certiuermetti,di nuouo biſogna farlo ſpeſſo, fin che lo
uedraiſottiliſſimo, dipoiſommergerai la poluere inac
tuabogliente, mutando,grcolando l'acqua fintanto che
clauinto il ſale,uenga fuori ueramente dolce, e tutto
thumor ſalſo ſi ſarà partito. Mettila poi in una pignat
ta,er naſcondila in una fornace di mattoni, cuerodite:
traripertregiorni che poſciatrourai lo ſtagno eſſerſi
tutto mutato incalcina:oueramente in un'altra maniera,
accioche faccia la permutatione degramelli, e coſi in
ſegna Geber sia liquefatto in una coppa aperta di am
piabocca rodendola ſuperficie º ferrorampinato, di
maniera che ſi tolgauialaſuperficialeotenna ſcorticati,
doſempre,fin che tuttoſarà mutato in cenere, ouero in
eresi mette in una pignatta,e coſi in una fornace,
eraperto lo ſtropaglioſiua
tato in calcina bianca. auedere,e fin che è tramu
ouer altramente, si liqueface il piombo in una copº
diterra, ampla, orguarnita di fango,uerſando per
un quarto di giorno con qualche ſtromento diferro, cd,
ninnarinoustione, fincheſimutiinpoluºre. Gettato in
unapignattao poniloperungiornº ſoprafuoco forte
direuerberatione,e lo ritrouerai biancheggiare, manº
dato fuori per un ſedazzo e poi ſalualo.
- : V. Reſta,
-
T E R Z O, 1 ol

Reſta, che inſegniamo anchora a cuocere il metallo,


ilqual damolti e inſegnato, ma il metallo, che ſi chiama
ſtibio,inniun luogo, chioſappi è inſegnato Farai liquia
doilmetallo neluaſo ſolito, con uguali portioni di stibio
inſieme liquefatte , ſopraggiongerui altrettanto di stia
bio,ergettalo ſopra marmore piano:accioche diuenghi
frigido nella ſuperficie ſua,o piu acconciamente ſirée
di in lamele.Cauarai poſcia due lati, accioche commodae
menteſi poſsino accomodare le lame.Quando le hauerai
accomodate, ſia coprito con un'altro, e con legami di
ferro,o nelle fiſſure ſia riempito di fango. Quando ſa
rà ſeccato,ponilo in una fornace di uetrari,er laſciato
uistare per tutt'una ſettimana, accioche perfettamente
ſi abbruci. Caualo poi fuori, o ſalualoa biſogni.
Poſſiamo ancora cauare l'argentouiuo del piombo,in

queſta maniera siano le ſottiliſſime raſature del piom
bo gettate nell'acqua ardente, che non ſopra abbondi di
ſchiuma,eſſendoui aggionte un poco di tartaro,c diſae
le ouertanto, che agguagli la meta,o ſtia l'acqua ſopra
il piombo un quarto tropperai poi la bocca del uao,et
- lo ſommergerai ſotto il letame per un meſe, poi caualo
fuori, ci ponilo in un uaſo storto che ſia di uetro accio
che aſcendendo molto non ſi affatichi. Siaui poſto ſotto
il fuoco,cruedrai l'argentouiuomutato in gocciole ſtil
lare acqua. Quando queſti ſegni appariranno, accre
ſciutoilfuoco,lo riceuerai -

º In queſto modo ſi fa ſale di tartaro.


Biſogna eleggere, feccia di uin uecchio, in un nuoa
uo teſto ſia abbruciata in gran fuoco, fin che ſi aba
bruciaffatto. La pruoua del uero º
era
i
º L I B R O -

che diuenga bianca di bianchezza deria, e paia abbra


ſciare la linguanel toccarla. Queſto ſcioglierai con ace
qua calda, o ſia colato con lo ſtromento accommodar
to, & la nuo, a pignattamandifuori tutto il uapore.
Quello, che reſtanelfondo, è il ſale, che nelleopere no
tre ſiamo ſoliti di uſare. -
Oueramente in un'altro modo caueraifuori, piu ae
bondantemente l'argentouiuo del piombo con maggiore
ageuolezza. Sia il fondo di una pignatta pieno de buſi
ſpeſsi o piccioli, c entri un'altra pignatta, o con te
nace fango riempiraile fiſſure, sia ſepellita in una foſſa
brieue,et della ſteſſa capacità,conculcata con piedi da oa
gni parte la terra, empi la pignatta uota finoal mezzo
di calcina uiua, che non habbia eſperimentato mai l'ace
qua,di poi lima il ricercato piombo, et sfratumatoſottil
mente diſſeminalo. Riempila nouamente di calcinauiua,
accioche nel mezo ſi collochi il piobo, et ſpargeuiſopra
orina difanciullo, coſì poſtoui il coperchio, etſtreppato
ogni buſo fa ſotto di lei gran fuoco, et da ogni parte la
ſepelirai,etſtia coſì per un giorno,percioche per la fore
za del fuoco ardentisſimo caſca per gli aperti buſi del
fondo l'argentouiuo nel ſottopoſto uaſo. Ne diſſimile
mente poſſiamo cauare dello ſtagno il troppo ſpirito,
quando uogliamo 5 percioche la limata ſegatura dello
stagno con ugual peſo di ſalnitro ſi pone in una pignat
ta, ſopra di cui accomoderaiſette, ouero molto pi
gnatte forate, o ſtroppa bene i forami con fango, di
ſopra ui accommoderai un uaſo di uetro con la bocca
rouerſciata, ouero con un canale aperto, con una padela
la ſottopoſta i dipoi fagli fuoco, o udirai il romore
- - - dello
T E R z o. 1o2
dello ſtagno affocato.volafuori lo ſpirito infumo,etto
trouerai congiontoneuolti delle pignatte, o nel fondo

; deluaſo diuetro. Non perder troppo tempo in limare


lo ſtagno, nelliquefatto ſtagno ſia ſommerſa la metadi
argentouiuo,etſiapestato in un mortaio in un trattolo
ſpirito uola in alto,et hai l'argentouiuofiſſo, se forerai
lo ſiromento di terra da una parte,piu commodamente a
poco a pocoue lo porrai drento,et poi lo chiuderai. Coſì
ancora lo poſſiamo cauare dello ſtibio, che dagli unguen
e tariiè chiamato antimonio. Sottilisſimamente alle mole
manuali egli ſiſottopone, etſitrita di poi una pignatta
nuoua poſta ſopra carboni acceſi tutta roſſeggi, dentro
º a cui a poco a poco porrailoſtibio, dico tato di tartaro,
f
ſiſ - quattro uolte,ettanto di ſalnitro, et quando s'inalza il
fumo,metteui di ſopra un coperchio, accioche deſcenden
doilfumo non uoli fuori, ultimamente leualo, et gettaui
un'altrofinche tutta la poluereſi abbruſci nel fuoco, po
ſcia ſtia coſi alquanto leuata dal fuoco, laſciala rifredda
sreet leuaui le fecie, cheſono di ſopra,et ritrouerai l'ara
“gentouiuo poſto nel fondo, ilquale i chimiſti chiamano
regulo,etraſsimiglia al piombo,nel quale egli facilmenº
teſi traſmuta,perciocheſe un pocopiu(come dice Dioa
ſcoride)ſi abbruſcia. Mytaſi in piombo,
cap. III.
cERT E coſe anchoraneceſſarie a quelle, che doba
biamo dire,ci è paruto di ſoggiugnere, percioche nel
fingere, e corrompere imetalli ſpeſe uolte accadono,
accioche l'operatore a quegli inſtrutto ſi appropinqui,
- In queſto
L I B R. O
in queſto modo piu belli, e perfetti ſaranno ueduti.
Hora inſegnaremo prima aleuare, come ſi potrà il fran
gibile. Ridurrai in calcina, e naſconderai ſotto lleta
me. Poſcia farai, che quando nel fuoco ſarà affuocato,
ſi reſtinguino, ouerliquefattiſi gettino, doue ſia acqua
ardente,o ſpeſe uolte purgata, con gommaterebinti
na,con oglio di eſſa,con cera,conſeuo, con euforbio, con
incenſo, con horaſo fittitio, che uſano i fabbri dell'oro,
faccioche diano la celerità ſpargendo, o alla ſaldatura
dell'oro, percioche' non ſarà atto il metallo, sbattendo,
perche ſpeſe ſiate i corpi ontuoſiſogliono molto molli
ficare: ſea tutti queſti,ouero a certi ſottomeſſo il licore
ordiniamo in paſtelli, e quando il metalloper la forza
de folli cede al fuoco, getteremo dentro Oueramente
aguiſa di fango queſti diuengonografi, o come ſi ren
dono fangoſi, ponerai il metallo nel fuoco, accioche ne
carboni acceſi diuenga affuocato,o tolto fuori ſia re
ſtinto,o laſcialo cosiunamezaboranell’acqua.ouera
mente per canaletti ſiano onti,e gettati dentro,etpera
deranno molta fragilità, con il cui aiuto cedono al mare
tello,o di lui ſi eſtendono, o di ſubito che ſon toccati,
ſaltano in molte parti. Ma ſe uorrai ridurre i metalli in
un corpo,percioche mutati in calcina,di nuouo non s'ag
giongono con leggiero artificio, habbiamo pºſato douer
eſſer coſa conueniente d'inſegnarlo, eſſendo che ſpeſſe fia
te nelle noſtre operationi biſogna ciò fare. Queſte ſono
le coſe, c'hanno cotalforzatilboraſo,il tartaro, l'alume,
i rosſi degli oui,il ſale commune, l'ammoniaco, il ſalnie
stro,e quello che chiamano ſapone:cò tutte queſte coſe,
guer con alcune di loro fingiamo certi globi piccioli,et in
- - un uºſo
T E R z o. 1o;
un uaſo appertinente alla liquefattione,douenel fuoco ſi
liquefanno le calcine, ſi gettano o ritornano nello ſtato
primiero, quando hauerai ben conoſciuto queſto, cauali
fuori. Queſto nondimeno è degno di conſideratione ſe
ſarà calcina d'oro, coni rosſi degli oui, o coſe ſimili,
col chiaro dell'ouo, & coltartarol'argento. Et la fece
cia dell'oglio, maſſimamente in queſto preuale,ciò dalla
reduttione de corpi non ſia defraudato di politezza di
colore,marendinopiu polito.Horami pare di douer rac
contare in che guiſa alcuno posſitirare, come dicono gli
ignoranti alchimiſti,incatennailpiunobile metallo: per
cioche penſano con inganni di allicere,er cauarfuori le
parti poſte nel mezo,er l'interne parti conſtare de ſuoe
lipiuuili. Ma ſono lontani dallauerità, perche nellaſua
perficie ſolamente ſono le parti piu rimeſſe,o alquanto
l'argentouiuos induce fuori, perciocherodendo conſu
mano tutte le coſe,ch'entrano nella medicina, ſono laſcia
te piu dure,lepoliſcono o biancheggiano: addotti per
auentura dalla fede degli antichi danari, dentro a quali
ueggono il metallopuro,o di fuori l'argento ſemplice.
Ma queſtiueramente ſon stati ſaldati,o battuticò mar.
telli, o finalmente ſtampati. Ilche nondimeno è coſa in
tutto difficile,da farcon ſimile artificio,ne giudico, che
ſiposſi fare. Horle coſe,che poliſcono, ſono queſte. Il
ſal commune.lalume,ilcalcanto, il ſolutuo, o per loro
ſolamente laruggine, o ilſale ammoniaco.Quando uo
gliono mandare ad effetto l'opera,riduconoparte di loa
ro in poluere, o con alcun uaſo di metallo tralaſciano,
indotto attorno attorno la creta, o poſtoui di ſopra un
coperchio, con uno ſpirane picciolo penetrabile, acco
modano
L I B R O ,
nodano ad un fuoco lento, o permettono eſſer abbrue
ſciate, o non moleſtare il fuoco con folli, accioche il
metallo non ſi liquefaccia. Quando le poluere ſono
abbruſciate,il che dal fumo conoſcono,aperto unoſtrop
pagliato,uanno a uedere. Ma il metallo ſi accende nel
fuoco finche diuenga affocato, e poi coſì affocato in
quelle limmergono.Ouero altramente. L'accommodano
inacetofin che diuengalordo, o quando l'opera intore
moontahauraiinuoltane panni di lino,poſto in una pia
gnatta piena d'aceto, lungamente ſia cocendo conſumaa
to,cauatolo fuori lo porrai in orina, et laſcerai, che egli
boliſca insale,etacetofinchenò uiſia piuniuna bruttu
ra,et ſiano annullate le ſporche macchie del medicamena
ti.Et ſe non lo trouerai bianchisſimo, farai la medeſima
cpera un'altrauolta, finche manderai ad effetto la coſa.
oueramente coſì in un'altro modo procedi da douero.
Laſcia, che l'opra bulliſca in una pignatta d'acqua con
ſale,alume,o tartaro. Quando tutta laſuperficie ſarà
diuenuta bianca, laſciera coſi un poco,dipoi bulliſcano
per trehore con uguali portioni di ſolfo,ſalnitro,o ſa
lº,tanto che ſtianellor mezo, ne tocchi inniuno lato del
uºſo,Caueraifuori etfregherai con Sabione, finche l'a-
cerbità del ſolfoſiſarà partita ultimamente come prima
bulliſca di nuouo,et in queſto modo diuienbianca, tanto
che dalfuoco ſi difenda,neſia ripreſa come uitioſa,la rie
trouerai utile ſefarete,come ſi deuefare,o uiallegree
rete,ſeinuoſtra pernicie non le ſarete. -

Cap.
T E R z o 1 o4

*- Cap. -
I I I I.
sP Esse uolte appreſſo de chiniſti, o di quelli,
che danno opera a cotale ſtudio, ſi ricerca in che modo
ſia posſibile,che l'argento creſca al peſo dell'oro, et cia
ſcun metallo ſuperi il ſuo deuuto peſo. Noi habbiamo tol
to queſta impreſa d'inſegnar qui quelle coſe,che con gra
diloro sforzi,o ſpeſe ſi fanno. Ageuole,o parcamena
te facciano, piglino la regola dell'operare, o quindi ca.
uino chiaramente cio, che gli altri celano, aſcondendo i
miſterii de ſuoi precetti con inuogli di fauoſe, o con
adombratione di figure. Gli uoglio pregare, che l'uſino
; ſolamente, eſſendo neceſſario. Adunque incominciamo
coſi. Alcuni in ſale e intesti antiquitengono l'argena
to ridotto al fuoco in lame ſottili, accioche lo liberino
; dalla humidità, o le parti che adducono il peſo, diurn
ghino ſpeſſe. Ma in queſto modo piu eſpeditamente fa
rai il medeſimo. L'argento ridotto in lamette ſottili con
cinabrio,o argento uiuo affinato, ſpargono a uicenda
in un uaſo reſiſtente al fuoco e di ſopra guarnito di fan
go,et di legami,accioche non ſuſpiri laforza circondato
de carboni per la metà d'ungiorno naturale ſia tenuto,
o le lane frangili cauate fuori mettono dentro in un
adueolo di cenere,che difuoco biancheggia, et in piombo
liquefatto,et egregiamente per forza col fiato de folli il
piombo, che ua al fondo ſcacciano all'eſtremità del recet
tacolo, accioche ſecorauni le brutture,et laſci l'argento
purgato. La qualprobatione ſuole eſſer chiamata da
tutti fittitia, percheindi ſipurghi ogni fittione. E ſe
- 1, Oli
L I B R O
non lo trouaraimoltograue,dinuouofala medeſimaope
ra, fin che agguagli il peſo dell'oro." anchora
in un'altro modo accreſcere l'argento coſi. Si ſparge in
un lauello aceto forte, che tilli ingoccie,lo stibioſpez
zato, o il piombo con la linaricercate ſi peſtino, e ſi
parino. Quello che non trapaſſa, ſi mette di nuouo in un
mortaio, ſi peſta, accioche in queſta maniera piu ſot
tilmente ſi cruelli. Loponerai in aceto diſtillato, et poi
ſia naſcoſo in letame, fintanto cheuedraiſciolto ogni co
ſa. Oltre di ciò metterai iluaſo al fuoco, o ſpeſe uolte
dentro eſtingui l'opera. Oueramente cauarai l'acqua,or
ſarà quel medeſimo. Conſolfo,come inſegna Geber, rea
ducendo in calcina, o in corpo acquiſtarà molto di pee
ſo. Se tu deſiderarai che loro creſca aſſaiſſimo. Se in un
uaſo ſarà formato,ouero in altro. Se la grandezza non
corriſponde alpeſo, fregherai con le mani, e col diticò
l'argento liquido, finche beui quello, e finiſca il ricera
catopeſo,attaccandoſi alla ſuperficie: dipoi preparerai
liſcia forte diſolfouiuo,o di calcinauiua,e con l'oro
mettila in una pignatta, che habbia gran bocca, e poſte
ſotto bronzelieui. Fintanto continuamente bolliſca, che
tu loueggahauere il ſuo colore,o coſì lo cauerai fuori.
Oueramentedi bozze d'oui, nell'oro litargirio aſciuga
l'acqua con gran fuoco,o in lui eſtinguerai loro affuo
cato. Ma ſe uorrai,che ciaſcuna coſa creſca,hai in quee
ſto modo un'altra coſa ottima.
Se tu farai, come ſi debbe fare, renderai abaſtanza
graue loro, con niuno impedimento d'intaglio, ouer di
forma. Saranondimeno diligente, di antichi mattoni,di
ſalerosſiſſimo, che ſi uende quaſi per tutto, or i
tºsilºta
T E R z o. 1o
tiſſimapoluere di calcanto ſia preparata, et ſpargiin un'
atto uaſo. Poluereggierail'argento, con acquaforte,oue
ro di calcina ouero con alcuno leggiero artificio. Dipoi
ſpargendo a uicenda l'oro conlapoluere l'accomoderai,
& al contrario empirai iluaſo, o lo chiuderai. L'acco
moderai poſcia alfuoco per la terza parte del giorno,nè
moleſterai il fuoco con lo ſpirito de folli. Tiralouia, or
con la poluere ſolaſenza calcina d'argento farainuouaa
mente, o coſì lo empirai.
se l'oroperderà il colore,coſi lo farai ritornare.
Conſalnitro,ſale ammoniaco,calcanto, e poluere di
matonelli,con orinafa una miſtura,er copri l'oro,ponen
dolo ſopra un lento fuoco. Si ſuole ancorafare in un'ala
tra maniera. Farai che bolliſca con aceto ſale ammonia
co,ruggine,e tartaro, finchericuperi il perduto colo
res'egli eſplendidiſſimo,o deſideri,cheſiapiu rimeſſo
puoi rimediarli,laſciando ch'egli bagnato ciorinaſopra
d'una lama affuocata ſi raffreddi.Abbrucierai inguiſail
calcanto,ch'egli diuenghi ardentiſſimo poſto in unuaſo,
ci circondato da carboni, ſia cottofinche in colore fio
rentiſsimo,e ardentiſſimo ſimuti. Lo cauerai fuori,et
naſconderai,non uſandolo in malaparte. Poſſiamo con
raſature di metalloin un'altro modo capirel'opera, che
finiſſe la permutatione dell'argento,et piglierà purtrop
po peſo.Etfaſialtrimenti,eſtingueraiinoglio imattoni
antichi,afuocati, poi triterai,et meſchierai con argento
uiuo, e col marmo ancor poliraio in un uaſo di uetro
porrai al fuoco. Cauaſifuori l'oglio,cò l'inſtintione,dele
laqualopraaſfuocata creſce di peſo. Ma in un'altra guiſa
o piu perfettamente ſi accreſcerà l'oro; ſe il
- - Q
ºri
de
- L I B R o
del metallo ſia liquefatto con l'argento, dipoi ſia ridotto
in lame ſottili e picciolette.Prepareraifra queſto mea
zo la poluere di feccie di acquaforte, cioè di ſalnitro,
e calcanto, o in un forte uaſo atto allaliquefattione
lalamella,lapoluere, dipoi ui ſia accomodato l'oro, che
ſi dette accreſcere,et con ordine contrario empirai ilua
ſo: finalmente guarnirai la bocca col fango, e mettea
rai infuocolento per la metà del giorno,caua fuori, fae
cendo di nuouo il medeſimo ſempre, fin che ſarà peruea
ntito allo ſtabile peſo. Già noi habbiamo inſegnato ad aca
creſcere ilpeſo, accioche l'intaglio, ouer la forma della
coſa non habbia impedimento alcuno. Mahoraci reſta,
in che modo ſipoſi diminuirel'argento, ouer loro ſena
zail danno della forma,o dell'intaglio.
Sogliono molti con acqua forte, macon gonfiamene
ti,o depreſsioni rendere l'opra ſcabroſa, Hor farai
coſì,ſpargerai l'opra con poluere diſolfo, attorno attor
nouinouerai una candela, oueramente abbrucieraiſota
tolopra,apoco a poco ardendoſi conſuma, col martello
getta nella parte autlerſa,o laſuperficie caderà,di quel
la ſteſſa quantità,cheuorrai,ſi come uſarai ilſolfo. ,
» . i
Capitolo V,

- A cc 1o che non conturbiamo l'ordine del ſeria


uere,ſiamo per inſegnare alcune tinturede metalli, poi
che ci pare di hauere abaſtanza ragionato delle lor pre
parationi,o habbiamo deliberato d'inſegnare ſecondo
gli ordini,non tanto perche la coſa coſi richiede, quanto
perche trouiamo eſſer ſtato dagli antichi filoſofi ciò
- . e oſſeruato,
E R z c. I O6
eſſeruato,e tutti gli altri hauerciò ſeguito, corrobora
doſi l'uſo, accioche ciaſcun ritenghi gli eſperiméti ſuoi,
iquali quanti che ſiano,danoi non ſaràno laſciati da par
te. Quiui prima s'inſegnano quelle coſe, che colorano i
corpide metalli, imbellettano, e corrompono, leguali
non ſempre, ma a poco a poco ſpariſcono,neſono eſpoſte
a tutti gli eſammi,non da eſſer deſiderate,maneanco in
tutto ſprezzate. Et perche pochiſono quei libri, iguali
di cotal coſa abbondino,o ſiano pieni,o molte coſe ſoa
no attorno portate, noi ſcriueremoſolamente quelle coa
fe, che piuageuolmente ſi preparino, ci ſiueggono piu
belle:di maniera che con lo " diletteuol for
ma ſubito ingannino gli occhi di una nobile cenſura, né
diſcernino,ſe ſianouere,o falſe, ſiano nondimeno hauua
te in quel prezzo,che ſaranno. Ma richiedono mani di
un'artefice ottimo, Horquelli, che s'ingannano con tale
eſperienza, dinandino conſiglio agli ottimi artefici,or
non s'inganneranno. Biancheggiano il metallo, ſpecial
mente arſenico,argentouiuo, ſchiuma d'argento,che i
Greci chiamano lithargirion,piritis,calamitta, argento
uiuo affinato,tartaro,ſale ammoniaco, ſalcommune,che
gli Arabi chiamanoalchali, ſalnitro,o alume.Se ſciola
to illiquore di tutti, ouero d'alcuni ilmetallo infiamma
to ſia eſtinto,ouer liquefatto ſia ſommerſo. Oueramente
ridotto in lamelle ſottili,con quelli ridotti in poluere,po
ſto ſcambieuolmente in un uaſo, ſiatenuto coſì lunga
mente ſopra il fuoco, accioche egli diuenghi tale, che

;
.
fcorra, ouero eſſendo il metallo, ſparſo molto piu aba
i bondantemente in un pezzo (o uieterai che uenga in
poluere,accioche per la forza del fuoco non ſi conſumi,
O 2 Cy”
L U B R o
e non imbratti il metallo) ſempre indipiglia maralda
glioſa bianchezza,dimaniera che pare argéto puro. Ho
raaccioche tu impari un'altra occaſione di coporre, in
ſegneremo qui alcuni eſempi. Percioche ſi fa piu ageuole
lauia all'intelletto per la pratica: e perciò quello, che
dal parlare è ſtato deſcritto,ſiaaſignato dall'operatio
ne.Diuenghi bianca una pignatta ſoprauiui carboni. Vi
porrai dentro ilpiombo, o quando per la forza delfuo
colouedrai liquefatto, una terza parte d'arſenico, che
riſplende aguiſa di criſtallo,uiſpargerai, ridotta in pol
uere a poco apoco, mentre che ſi abbrucia, era ſimilitu
dinedioglioſcorre per la ſuperficie,et alcune partiabe
bruciate uolino per il fumo, laſcia coſi finche ui reſtano
alcune reliquie di eſtinti carboni. Spezza dipoi iluaſo,
o l'olio congiontonella ſuperficie di lui poſto,o lacee
nere ſia cadutauia. Peſteraio nel metallo ſparſo tripli
cato il peſo a poco agitterai, er biancheggierai. Nè
nuoce, ſe un poco piuuene foſſe poſto. Ma ſe lo deſideri
argentoſo, di modo che riceui bianchezza grande, con
una maſſettadi metallo farai liquido l'argento, gettalo
dentro o finalmente caualo fuori,accioche egli ſtia po
comel fuoco, altrimenti ſuiniſce il he in queſte coſe è
degno di conſideratione. Percioche ſe più lungamente
stanno nel fuoco di quello, che farà meſtieri iſpirano il
colore e iſpirate per forzadiuengono languide,dima
niera che ritornano nello ſtato primiero.Adunque quan
tomanco potrai ſiano tenute nel fuoco, coſiſihauerà lo
argento bianco,o finto in un altro modo: Se di raſatue
redi metallo,o d'argentouiuo faraiuna compoſitione,
poſta in un uºſo di uetro, nel fuoco ſpariſca l'argento
-- - - ult/O,
T E R Z o. 1o7
uiuo,rimane il metallo bianco. se farà meſtieri,farai
il medeſimo piuuolte. Se triteraiinſieme ſale ammoniaco
e ſcorzidoui, e indicatierai fuori l'acqua il metallo
afuocato eſtinto in quella pigliabianchezza marauiglio
fa.Haueremo anchora un'altra coſa conl'orpimento, or
ºnon impoſſibile da operare,orſe contempo macchienea
re imbratteranno, ſi sforzeremo di nettare e ,

Egli ſia orpimento ottimo, che ſi aprain ſquamme,


e ſi poſisfendere,e riſplenda di colore aureo, tre
e quattro uolte l'affinerai con limata ſegatura dimea
tallo, ſparſoui tartaro,o con lui di pari peſofaraiana
chora diſcendere, accioche continuamente riſplenda,er
ſplendidiſſimo duri sciolgaſi l'argento con acquaforte,
laqualnonhabbiniente di ſchiuma, o in un uaſo bollen
teſtaſeccata,empiendolo ſette uolte, oueromanco, Mea
;
º
ſcolainſieme, o poliſeicon pietraporfirite, ſpargendo
in gocciole oglio di tartaro,ouerodiſale ammoniacofiſa
ſo.Quando poiuedrai il Sole ardentiſſimo,ue lo porrai,
e ſiaſeccato, dinuouoſiaui aggiuntodell'oglio, e di
uenga ſecco,tanto che finiſca ilpeſo dell'argento. Coſì lo
naſconderainunuaſo diuetro, e metterai ſotto l lea
tame, fintanto,che ſi ſciolga. Quando ſarà ſciolto, ſia
congiunto, o ſopra dilui ſiano gettate diece,oueroot
to parti di metallo, e grandemente biancheggi. ci è
un'altra coſa. Se l'argentouiuocauatofuori dell'antia
monio, di colore di piombo, ilquale tutti chiamano re
gulo, getterai ſopra ilmetallo, egli biancheggierà il
metallo & molto. Il modo del cauare è già manifeſto.
Horhauremo una eſperienza alle ſopradette,ſimile, er
grandisſimamente biancheggiail metallo. Triterai con
Q 3 pore
- L I B R o -

porfido,arſenico ſale,tartaro, ſpargendo ſpeſe fate con


aceto diſtillato. Metterai al Sole ardente, o ſeccherai.
Dinuouoſi bagni,e ſecchi ancora. Dipoicoprirai con
un uaſo,co laforzadelfuoco affini. Nel collo deluaſo,
e ne uolti congiunto ſiattacchi. Ilche auuerrà in dode
ci hore immantinente confuoco ſi facci liquido il fittitio
calcantho. Percioche non rifiuta la liquefattione. In cui
ſia ſommerſo la metà d'argentouiuo. Meſcolerai con un
baſtone; Tiratofuori, fregherai fermamente con pora
phyrite. Sparſoui aceto di ſopra ſia conquaſſato,neman
chiorpimento affinato, come dicemmo. Poſcial'argento
con acquaforte ſi ſciolga,e in cenere calde mandi fuo
ri il uapore,laſciata la terza parte. Dinotteſia ſalude
to in luoco humido aggiogneui altrotanto di acqua ara
dente, o ſi diſciolga ſotto l letame. Allora triterai, er
all'oglio del tartaroaggiugneraitreuolte tanto, e nel
ſole diuenga arido, oueramentein un fornettoalume di
Lucerna. Molte uolte rinnouerai con acquaardente, er
di ugual peſo, con acqua di argentoſia meſcolata. Eſſen
douiſeccatala miſturaal Sole porrai in un luoco calido,
accioche non ſi ſcelga, una parte dellaquale ſopra uenti
di metallo repurgato, ouero trentadi metallo ridotto in
calcina,dara un'ottimo Pſeudogyro, ilquale allo appren
"de
lo ſi peſta.
dentiſenza aſperita cede,o ſotto il martela
- 1 -
Horcoſfaremo il medeſimo dell'ottone, ſimile all'oa
romanemico, percioche non puo egli in niunmodo ima
mitarlo,ſi come penſa il rozzo uolgo. Ma facilmentelo
renderai bianco in queſto modo. Per un giorno boliſcae
no le lame di ottone in aceto, o con uguale portione di
- A è - - argento
T E R Z o, I o8
argentouiuo,confale,tartato ſparſaui dentro acqua. In
una pignattanuoualaſciabollire,miſchiando ſempre con
un baſtone.laqual pignatta non ſia di ferro, oueramente
di altro metallo. Ilcheſideuegrandiſſimamente ſchifa
re: percioche imbratta all'horalamistura, di maniera
“che piglia troppo di quello. Deue eſſer cotta fintanto,
chehabbi preſo bianchezza e fragilità a baſtanza.
Cauafuori l'argento uiuo,e raffreddato ſalualo ai bia
ſogni. Horponi le lamelle in un uoſo, che al fuocoreſta
ſterpoſi,conarſenico, e tartaro ſparſi dentro a uicen
da finche harraiempito il uſo: gli chiuderai la bocca,
e riempirai lefiſſure con fango tenace, accioche non
rutteggi lo ſpirito: percioche quando cotali poluere,
ouero alcuna coſa ſotile entra dentro, biſogna porui di
ſopra un legame, o delfango, accioche aſcendendo il fu

; mononuſciſca fuori,laſciando il metallo non tocco,per


cieche nuoce molto. Volta la bocca deluaſo ingiu,aca
cioche uolandone mancofuori, habbia effetti piu forti.
Perunhora ſopra bronzeardenti affocato ſiabbruſci.
; Si corroboriil fuoco, o dopoi circondato il uaſo di
carboni, laſcialo poi ſtar coſì peraltre trehore. Cae
uate poi che harrai le lamelle fuori, le triterai in un
mortaio,percioche ſi frangono ageuolmente,o nel fuoa
co liquefatte gettate ſopra tre parti di metallo, o ſubia
to prenderanno una bianchezza illuſtre. Lapoluere ana
cora della calamita biancheggia il metallo. Ma ſe rie
cerchi un'altra coſa piuottima, porrai in unuaſopeſi
; ueramente pari di arſenicofittitio,e di ſalnitro. Etfa
che ſiachiuſa beniſſimo la bocca deluaſo,di maniera che
non reſpiri, poi ſia abbruſciato ſopra carboni acceſi, e
; - - O
º
4 ridotto
L 1 B R o
ridotto inpoluere: la cui metà ſia meſcolata con pora
tioni pare d'argento uiuo affinato, etcon un pochetto di
tartaro ridotto in calcina. Hor quando per la forza de
folli,et de il metallo liquefattonel fuoco, ſi getta uia la
poluere, etmoueſi con un baſtone, fin che ſia purgato.
se conoſceraieſſer ciòfatto,gettauiailreſtate della pol
uere, et con argentouiuoaffinato ſopra quattro uolte
tanto di metallo laſcierairafreddare,et diueniràbianco.
ma ſe cerchi di ridurre il metallo, ouero il cupro d'ara
gento, ſi come ſogliono cercare ſpeſſe uolte i fanciulli,
eti ceretani:qneſto è il modo di fare, che preſtoiuaſi pi
gliano la bianchezza dell'argento sale ammonico, alua
me, etſalnitro di peſo pare ſiano meſchiati,et con un po
co di ſegatura di argentocolta con la lima. Gli porrai
alfuoco,acciochebolliſcano,o quando haaraiceſſato di
fumare,imbrattaticonpoluere,ouero bagnati con laſa
liua della bocca,a poco a poco aggiunta, fregheraico di
ti,cruedrai imitare il colore di argento. Ma è un'altro
modo difar piu ſplendidamente. vmpochetto di argen
to ſia ſciolto con acqua forte. Sommergerai tanto di
tartaro, o di ſale ammoniaco, finche immiti il graſſu
medell'oglio,poſcia ordinali in cerchietti, e ſi ſecchie
no. In queſto modo il metallo,ouero un'altra ſimil ſor
te eſſendo ſpeſſo fregato coditi, e fregolato con lo
ſputo, parerà di argento. Ilmedeſimo auiene con l'ara
gentouiuo, o ſi biancheggerà marauiglioſamente.
Queſte coſe inargentate ſiano faluate,acciochenonhaba
bino qualche danno da coſe forti, ſi comeda orina, ec
cettuando ſuco di limoni,o ſimil altre coſe. Percioche
ageuolmente perdono il colore, coſì ancora, ſe iltallo
t - -
mea
T E R Z o. 1o9
º tallo è ſciolto con acqua forte,ilferro ancora, chetocca
le raſature di lui, ſi tinge in colore di metallo. Coſì il
; medeſimo in oro, argento. Eti metalli in diuerſimo
di coloreremo,etfregheremo. Di maniera poſsiamo mac
chiare l'argento coltatto,che macchiatoſi prezzi. Ti
menerai per le mani argentouiuo affinato.Dopoimaneg
giando l'argento ouero i danari d'argento di manieragli

; macchierai,chepareranno ueramente eſſer di niun prez


zo.oltra di ciò non laſcieremo da parte queſta coſa, la
quale è principalmente nel colorare i metalli, ch'eſſi
ſpeſe uolte ſiano nettati, lauati, et purgati di ogni im
; mondezza,et ſaranno piu illuſtri, ſi come il metallo eſtin
to in aceto, ridotto in calcina con ſale, accioche ſiano
leuateuia le parti macchiate, fintanto che apparino le
macchie di quelle,et ſiano meſchiate profondamente. Sia
; il fondo deluaſo pieno di forami, et per quelli diſcenda
illiquefatto metallo,accioche l'immonditie,et ſporchez
ze laſci di ſopra,et non ui reſtimacchia. Saranno tanto
piu prestanti, quanto manco di ſpurcitia ſarà in loro.

|
!
Diſotto egli ſcorra puro, di cui tuttauia biſogna ſene
pre raccordarſi

Cap.
-

Delferro,etdelle medicineſue del primo ordine,


VI, -

sE con D o iluoſtro ordine biſogna dire delle me


dicine del ferro, et di queſto li ſapienti Indiani n hanno
fatto gran conto, concioſia che in ſe ha del buono, etfae
cilmente ſitraſmuta in metallo piunobile,da alcuni,per
che maluolétieri al fuoco ſi liquefa,ethaparte aſſaii
v reſtri,
r

r - : L I B R O
i restri, io dico che auolere disfare e colorirlo, non eſſena
i do troppolontano dalle medicine del rame, biſognapriº
manettarlo dalla rugine, o dalla ſcorza, e però quante
uolte ſi cuoce,tante uoltegetta della ſchiuma. Speſſe uol
i te con la liſcia forte, o con aceto ſpegneraileuerghe,
nellequali coſe ui bolla dentro ſal commune, e allume,
º perſino che diuenganoleuerghe bianche, e leſue raſure
ie peſtarainel mortaro, mutando ſempre il ſale perſino
che non resiponto nero, queſte uerghe le farai bianche
: in queſto modo, fa un impiastro d'argento uiuo & di
piombo, peſtalo e metti quella poliere in uafo di terra
inſieme con le uerghe,ſerra ilusſo, o metteui del loto,
accicche non ſpiri, o falloſtare al fuoco, per un gior
ºro che ſi disfarà, percioche quell'impiaſtro farà che ſi
i difara e diuentarà bianco. Dinuouo poi ſaranno lami
nette,e un'altra uoltafarai come l'hai comenzo, e quatte
douedrai che glie diuentato bianco, a tal che ancouada
per ilfondo del uaſo come il piombo, metteui del pirite,
Arſenico, e di tutto quello che habbiamo nel rame, ſi
anco u'aggiugnerai una parte d'argento, tanto piugli
aſſomigliarà, o non ſi puo ſeparare ſenza grandiſſima
induſtria.

Ategnere il ferro incolordoro.


Lo poſſiamo fare in queſto modo. Per queſta cagio
neil Zaffrano è chiamato Crocum in latino, perchete
gne di color giallo. Il ferro lo fa beniſsimo questo, pia
glia una pignatta di terra, nellaquale metteui le lamine
di ferro con del ſolfouiuo, ſerrala beniſſimo con loto, e
mettila
T E R Z o. y Io
mettila alfuoco,poicattalo che ui trouaraidentro che ſi
potranno rompere con le mani,peſtalo, o mettilo in un
uaſo,che habbiala bocca larga,nelquale ui metteraiacea
to agro,mettilo al Sole quando glie nellacanicula, o ſe
- non è anco diuenuto roſſo, dinuouometiloal sole, oue
ro in un bagno d'acqua bogliente e laſcialo ſtareſino che
diuentarà roſſo, e ſarallo tante uolte,ſino che l ferroſi
riſoluitutto, el'humidouada tutto in uapore per il uaſo
diuetro,e lapoluere che è nel fondo ſopra l'argento,oue
ro qualche altra coſa bianca gettandouela dentro, parrà -
di color d'oro.Ma ſe deſidererai mutare il ferro in rame,
per modo che non ui rimanga niente della natura delfer
ro: coll'allume & inchioſtro delli tentori ſi puotegnea
R re. Si diceche nel monte Carpato di ongariati è un poe
zo dentro il caſtello Sinolenitio,nelquale l'acquaſi ſpara
º geintrecanali,o cheil ferro gettato quiui dentro,di
º uentarame, eſe li pezzi ſaranno ſottili diuentano loto,
t il quale meſſo alfuoco,ecotto,diuenta rame. Gettarai la
ti coſa da fonderſi in un uoſo diferro, quando gliè ben roe
º uente,e cominciara aſtruggerſi,gettarauui pure aſſai di
s ſolfouiuo,a poco,apoco,leualo,ogettalo inuerghe,e tri
tiſi, perche facilmente ſi puo rompere, oltra di queſto
ſtruggilo nell'acqua fatta di ſalnitro,e di allume, faralla
bollire colla cenere calda, tanto che la ſeneuada in fu
mo, & quella poluere che rimane riducela in corpo,
º Ethauraicio chedeſideri, º
s

;
» , - Del
L 1 B R o
º

papiente, e allenti ineddprimo


ordine. cap. v II.
sARE E BE coſa difficile traſmutare il piombo in
piunobil metallo; nondimeno ha queſta comodità, che
º ageuolmenteſitinge in roſſo,oueros indora, ma al tutto
farlo diuentare oro, ſarebbe difficile, e forſe impoſſi
bile,perciochemolto è lontano dalla nobiltà, o eccellen
za dell'oro. Per moſtrare adunque il modo di tingerlo,pi
glia quel piombo che gli piace,o innanzi che faccia co
ſa alcuna laualo bene, auuenga che gli ha aſſai parti ter
reſtri, o come l'haurai lauato,coſi ageuolmente potrai
tingere il piombo in color d'oro. --

Macinerai rame abbruciato in una pila di pietra,poi


paſſalo ſottilisſimamente, il medeſimo fa del uetro cri
ſtallino,dipoi empirai un uſo di terra da fondere, di pia
ſtre di piombo l'una ſopra l'altra, coperte con quella pol
uere,o per ogni parte tocchi ilrame abbruciato,dara
gliapoco a pocofuoco, e poi con ilfolo ſoffiando, fa
rallo struggere, quandoſarà un pocoraffreddato,lez
uerai quella ſchiuma: e queſtolo faraitreouer quat
trouolte,o uedraicheſi colorirà:oltra di ciò habbiter
ra cadmia peſtataſottilmente, o dellaterra roſſa,delle
tue paſſiole, fichi uecchi, o dattili, tenderali in un ua
ſo,aggiungendoui della radice di ancipreſſo, ouero della
curcuma, ſpargendo ſcambieuolmente ſopra le laſtre
mezzo colorite, o le coprirai: farainondimeno cheui
ſia un buco ſottile, per tanto tempo gli darai il fuoco
lento, inſino che ſarà aſciutta tutta l’humidità. Dipoi
i ſoffiando
T, E R : Z o, III

ſoffiando col folo, lo farai truggere, e getterallo in


uerga.Queſta coſa non compatiſce la compagnia dell'o.
ro. La terra cadmia a queſto modo ſi fa roſſa,gettali ſo
praalle limature del ferro, quando nellauezzoſonoina
fuocate del ſale ammoniaco, meſcolali, o gettali in una
pila,e peſtali. Dipoi quattro uolteleuagli il fuoco, ul
timamente getterallineluaſo,mettendoui ſopra dell'ace
tostillato fortisſimo, ſepeliſſelo per un meſe nelletame,
ne cauerai l'aceto, o con queſte feccie inzupparerai la
terra cadmia, che la diuenterà roſſa. Queſto l'uſarai
nelle altre coſe. Truouaſi anchoraun'altromodo di tin
gere. Piglierai tanta limatura di ferro, come diſopra
habbiamo detto,habbi del zafferano, o mettene tanto
dell'uno quanto dell'altro in mortaro di bronzo,ſolfo,
pietrahematide, tanto dell'uno quanto dell'altro, i duo
terzi di orpimento, o ſeſtaparte di terra cadmia fatta
roſa: tutte queſte peſtale bene inſieme, o in un uaſoat
tomettele al fuoco,tanto che l'humido eſaliuia: poiſcal
dato,grinfuocato bene, quella uirtù ſublimi ciaſchedu
nacoſa. Vna parte dellaquale, ne conuerteria quattro
diplombo in color d'oro. Ma egli ha tanta amicitia con
il tagno,che ageuolmente posſiamo conuertire il piom
bo in ſtagno.
- Laqualcoſa ſuccede con una ſemplice lauanda. Pera
cioche mentre che ſpeſſe uolte ſi laua, acciocheuadauia
queſta parte terreſtre, uediamo traſmutare in ſtagno.
Auuenga che quell'argentouiuo, con ilquale ſi riduceua
in una ſoſtanza pura, o non fecolenta ſempre rimane
nel piombo,ouerpure unaparte. La onde facilmente ui
intrometterà quello ſtridore,orconuertirasſi in ſtagno,
Del
i IL I B R O
: s . - , º

Del tagno,o delle ſue medicine del primo


-, ordine. Cap. VIII.
TRvovAst ancho un'altra ſpecie di piòbo bianca,
laqual chiamano ſtagno, percheglie poco differente: tal
che ſpeſſo ſi conuertiſce in piombo, o il piombo inſtaa
gno:nondimeno e metallo piu perfetto del piombo.
i s'aſſomiglia moltoall'argento, o maſſimamente nel
colore, ſi compongono inſieme per propria natura, lo
stagno ha talcolore, che egli fa anchogli altri corpibia
chi,magli rompe, e fallifragili, eccetto il piombo,che
chi con arte li faneſchiare inſiemenon fa acquiſto dipo.
ca opera: sforziamoci adunque conogni sforzo, andare
inirando l'argento laqual coſa facilmente ſi conſeguirà,
felici leuiamo quelle coſe, cheindeboliſcono,or intutto
lettiamo lo ſtridore, cioè la ſordidezza del ſuono, la lia:
uidezza, o latenerezza. Percioche non ſi disfà prima,
infuocato ma accoſtandoſi al fuoco,faunfluſſouelociſa
ſino gli danno queſte coſe,lequalinonſi poſſono incorpo
rare,ma come con coſe acceſſorie il poſſiamo ſpogliare,
e primieramente inſegnarò a leuare lo ſtridore dello
siagno o la tenerezza ſua, -

Non ci mancano coloro, che dicono, che queſta coſa


ſi può fare con le ceneri con la calcina, ogli, e acque
diſtillate, ſpegnendolo quando glieliquefatto, e con il
farlobollire:ma piu perfettamente,e piu comodamen
retene ſpedirai. Quando lo stagno ſarà liquefatto get
taui dentro dell'argento uiuo, leualo e accomodalo in
una boccia di uetro,che habbia il corpo tondo,o il col.
º - lo lungo
- T E.R Z. O, I I2

lotango,o torto, farallo infuocare al fuoco, e la ſua


uirtù uadafoblimando, l'argento uiuoſaglia per il collo
deluaſo,o a poco a poco stilli tanto, che in tutto ſi ci a
ſumi chenel fondo ui rimane lo ſtagno: farai queſto tre,
ouer quattro uolte, tanto che a guiſa di Diaccio, non fac
cia alcuno stridore. Ma in un'altro modo anchoralofa
rai meglio: lo redurrai in calcina, come t'ho inſegnato,
accioche ſpinga queſta ſoſtanza fuggitiua dell'argento
uiuo,che non è fiſſa, oueropiu preſto cauſa, chel ſolfo:
cheſe dopo la prima, otter l'altra rauolta nonſuccederà
l'effetto,ritornauilaterza che riducendolo in corpo con
le coſe debitehaurai l'intento, coſì s'induriſce,permo.
do chelouedrai primarouentato,o infuocato, che egli
ſi disfaccia:concioſia che il fuoco conſuma l'humido dele

ſ
;
l'argentouiuo, ilquale era cauſa del disfarſi coſì facila
mente,e a queſto modo poſſiamo indurare tutti i corpi
teneri,che posſino stare al fuoco: benche queſto piu chia
ramente nel tagno,che negli altri ſi eſperimenta. Ma ſe
uorrai leuarla ſordità del tagno.
Percioche le coſe tenere per lor natura ſono ſorde:
-

auuenga che cedanoalla durezza delcorpo nelqualpera


cuotano,ma accompagnato con gli altri metalli, diuenta
piu duro,o piu ſonoro. Ma quiuistarà il fatto, per
cioche egli non uno stare incompagnia di neſſun'altro,
ſe non del piombo, o coſì tutti gli uiene a fare fra
gili. Ma lo farai con queſta tale arte Farallo disfare,

|
º
o con acquaforte,l'aprirai bene,coſi l'argento ben purº
gato, meſcolalo con il piombo, º con il signo dentro
dell'acqua,dipoi faraicheluaſo bolliſcaalfuoco,et per
uia del gran caldo, l'acqua reſoiata intapori ſi º"
- - - ghi
-
L I B R O
ghi tutta,cauaralo e metteralo in un altro uaſo, metten
doui dentro un poco di acqua forte medeſimamente, per
fintanto che ſiueggachel ſi ſono unite inſieme. Ouero
l'une l'altro di calcinaſi riduchino in acqua, e ſi meſco
lino,percioche come dicano gli alchimiſti, ſi uniſcano gli
ſpiriti o li corpi.Etſigli accaſcachemachi la ſua chia
rezza, disfarallo al fuoco e gettarallo nel cadiminosa
queſto modo l'hauerai dolce, ſonoro, chiaro, o bianco
perfettamente. Si potra ancora meſcolare con l'argento
e con gli altri lo ſtagno, per uia de l'argento uiuo; la
qualopinione ueggo che è ſtata tenuta ancoda gli altri,
e fanno un bell'argentofalſo, è uogliamo dire alchimia.
Meſcolano ancho lo ſtagno disfatto cò argentouiuo, l'ar
gento e tengalo aſſai al fuoco,lo cauano, e coſì fragile lo
inuoltano in una palla di creta da uaſi, e perſpatio di un
giorno lo tengano alfuoco, è uero nelle cenere calde fae.
cilmente anchora. Conuertire lo ſtagno in piombo.
Potraciaſcuno, reducendolo ſpeſe uolte in calcina,
maſsimamente ſe quando lo riduce gli darà il fuoco con-.
ueneuole, percioche laſſando lo ſtridore ageuolmente ſi
traſmuta in piombo. -

Dell'oro e dell'argento, e delle medicine loro del -

primo ordine. Cap. IX.

NoN e alcuno che operi queſte coſe con l'oro,eſſen


do egli metallo nobiliſſimo anzi che tutti ſi sforzano imi
tarlo, errare uolte anchora anticamente ſi meſcolaua.
Talche ſeioſcriueſsi qualchemedicina dell'oro, non poa
trei dire ſe non quelloche gia è ſtato detto, Nondimeno,
- mi
T E R z o. 113
mi sforzarò imitarlo a queſto modo con l'argento, et tin
ger l'argento dicolor d'oro. -

lo potremo far coſi,preparerai primieramente dela


la liſcia forte: metteraidella calcina in una pignatta, il
fondo dellaqualſiafatto debuchi ſpeſſi, o picciolitetſo
praui eſtenderaiun pannolino, ouerouna tegola. Dipoi
ui metteraia poco a pocolapoluere,o l'acqua calda: a
talche la coli per quellibuchi in una catina monda, cr
netta,queſto lo farai dinuono,accioche diuenti forte. In
queſtaui metterai dentro dell'alabaſtro,ouer tibiotrito
tanto ſottile, chel'aria lo porti uia laſciarallo poi bollire
al fuoco lento: percioche quando bollirà,l'acquadiuena
tarà roſſa. Dipoi la ſpremirai con una pezzalina, inun
uaſo netto, o nelle ceneri, che ui ſon reſtate dinuouo,
metteui della liſcia, e farallo stare ſopra lebragie un
poco, inſino che l'acqua non paia piuroſa, quella liſcia
faralla bollire al fuoco,ſino che l'acqua ſi conſumi, or
quella poluere,che ui reſta, poi che la ſarà aſciutta, mea
ſcola con oglio di tartaro,et diſſoluela inſieme, e ſpara
gela ſopra le piaſtrelle fatte d'oro, o d'argento tanto
l'uno quanto l'altro, dentro d'unuaſo da fondere, cuoa
prele co carboni un poco, e queſto rifarallo tante uolte
l che tu uegga, che le piglino il color perfetto di oro. A
ueſto modo darai il colore d'oro al rame abbruciato, ſe
i" acqua forte di calcanto, ſalnitro, alume,cinabrio,
e uerderame,dentro laquale s'allarghi bene il rame aba
bruciato, riducendoloin corpo, haurà il color d'oro. Si
fa ancho di colore turchino, gettando l'argento ſpeſſoſo
pral'argento,o mettendolo al fuoco.
P Delf
L I B R O
- -

. Dell'argentouiuo, e delle ſue medicine delprie ,


mo ordine. Cap. X.

N o N mi pare hormai fuor di tempo di cominciare


le operationi dell'argentouiuo,e le ſuecongelationi,ile
quale gia penſaua, che non ſipoteſſe mai congelare: ma
nondimeno ne inſegnarò alcune,lequali dipoi l'ho troua
teuere,ſiſogliono far,perche legiouano, e prima la
congelatione dell'argento uiuo con odore. . . . .
De metalli, maſsimamente del piombo, ilqualuuole
eſſerpurgato, o ſeparato dalla ſchiuma,o ſuperfluie
tà,coſi poi liquefatto gettarlo in una foſſa, o come in
cominciarà arafreddarſi,hauendoui ficcata dentro una
puntadi legno, e leuatola, mettiuidentro l'argentoui,
uo,chel ſi congelarà,macinalo poi nel piletto: er dinuo
uo ſpeſſo farai a queſto modo,come tuhaurai duro ſpeſe
uolte lo ſtruggerai, gettandolo nell'acquachiara, tante
uolte rifarai queſto, ſino a tanto che ſia ſaldo, o stia al
martello.Et queſto non penſare,che ſia coſa uana.
-. Se ne fa ancoun'altra congelatione dell'argento uiuo
con la celata diferro,ouero in una catina,gettandoui con
eſſo dell'acqua, con laquale i fabriſpingono il ferro ru
uido, mettendoui appreſſo il doppio piudi ſale ammonia
co,calcanto, o diuerderame, facendolo bollire col fuo
cogagliardo,meſcolandolo ſemprecò una meſcola difer
ro. Ma ſe per il bollireſi conſumaſſe l'acqua, mettauiſe
ne dell'altra, acciochenon ſi fermi di bollire, coſì per la
quartaparte d'un giorno l'haurai congelato. Dipoi in
una borſadi lino,ouer di corame truptccialo bene con le
filalil
- T E R Z O 114
mani ſtrettamente accioche ſudi fuori, quelche u'è ria
maſto dentro. Di nuouo liquefacendola ſi congeli, tanto
che ſi faccia tutto perfetto,e coſimetterlo dipoi in un
uaſo di terra netto, con acqua di fontana, cauando fuori
quelle immonditie, che u erano rimaſte, leguali rimette
le in quell'iſteſſa catina, e le meſcolerai, o le fonderai
tanto che l'habbianetto,eº bianco, mettalo poi perfbaa
tio di tre notti al ſereno,che egli diuenta durisſimo. Ma
. a tingere quel medeſimo argentouiuo congelato in co
lore d'oro. ,

Selouorrai fare, rompelo in pezzuoli, e inſieme


ſi con la terra cadmia, mettilo in un uaſo da fondere, or
empirai iluaſo, mafra queſta miſtura nel mezzo uineta
ºg terai una curcuma fatta di uue paſole, di radici di cie
fil preſſo, o di ſcheggie beniſsimo amacchiateinſieme, or
inuoltate, come il uºſo e pieno tu lo ſerraraimolto bee
º ne con loto, o lo metterai a ſeccare al Sole,oueramente
al fuoco lento, che farà quell'opra, come la farebbe il
Sole,o metteralla dipoi al fuoco, che bollaper ſeihore,
º e ches'infiammi di fuoco: dipoi con il folo aa ſoffiana
do,acciochel fuoco pigli piuforza, e ſi ſtrugga, coa
ne glieinſtrutto farallo freddare,ſepellito ſotto i cara
boni,a queſto modo trouerai loro colorito, e ſplendie
diſſimo. A fare altrimenticongelarel'argento uiuo con
i peli di rame. -
Lo poſſiamo fiſſare, ſe facciamo due mezze palle,
chel'unaentrinell'altra, e ſi chiudino bene, che le non
poſinoſpirare: dentroui metterai l'argento uiuo cria
ſtallino,et arſenico tanto dell'uno quanto dell'altro,et del
tartaropºſti bene, etpaſſati per ſtaccio, oltra di queſto
P 2 quel
L I B R o
quella commiſura della palla ſerralabenecon illoto,ac
cioche non reſpiri: coſi le laſcieraiaſciugare, e mettila
ſopra i carboni, etuelalaſcierai ſtare per la quarta par
te d'un giorno, facendo che i carboni ſtiano bene acceſi,
talche all'ultimo diuenti ogni coſa infuocato poi la caue
rai,e aprirai la palla, douetutroueraich'ogni coſa s'è
attaccato aluaſo di rame,batti con un martello, e ſpie
calo,struggelo, orgettalo,che tuuedrai che darà un bel
color d'argento, e con gran difficultà ſarà conoſciuto.
Et ſe louuoi meſcolare con il rame, quadolhaurai strut
to, meſcolato con tre uolte tanto di rame,medeſimamente
liquefatto, che parrà un argento belliſſimo bianco, e ſi
potrà battere con il martello. ouero un altro modo, pi
gliarai una pignatta di terra, ſopra la quale ui metterai
un coperchio di rame, e acceſo il fuoco detrotrouerai,
mettendouil'argento uiuo, chemarauiglioſamente ui ſi
congela. Altri lo fanno di ferro,d'acciaio,d'argento,er
finalmente d'oro,o uſano diuerſimodi, ilche ligiouerà
in alcune con hauerlo ſaputo.
Si fa anchora congelatione dell'argento
uiuo con loglio.
Laqual fanno a queſto modo, o è molto ingegnoſa,
ſi uiene a formare un uoſo d'argento, arſenico roſſo, or
dottone in forma di una tazza, laquale habbia un co
perchio che la cuopra,o ſerrimolto bene,accioche non
ſpiri,e empiralla poi d'argentouiuo, e coſì laſerra
rai benisſimo con illoto, dipoila farai stare ſoſpeſa, nel
modo, che ſi ſoglion uſare in tal'arte in una pignatta pie
nadoglio primieramente hauendo onta quella tazza di
fuori con chiara doui, ouer di ragia di pino, o di poi
- - - -
º
T E R Z o. 115
la farai bollire per ſpatio d'un mezogiorno naturale,
che ſaranno(come dire)dodicihore,cauerallo, creſpria
melocò un pezzo di corame,accioche ſeue ne foſſe quale
che parte che non foſſe congelata,tu poſſadinuouofa
re in queſto modo,et fiſſarla.Etſeiluaſo tardaſſe a con
gelare,ua ſcandigliando quanto peſo di ottone, o dare
ſenico,iluaſo habbia perſo che dal peſo lo potiamo ſeme
prerendere, o coſì l'adoprerai. L'ordine ricerca che io
inſegni alcune fiſſationi eſſendo che ſempre dopo le con
gelationi, ſeguono le fiſſationi,lequali alcunauolta piu,
& alcunauolta neno,ritengono dalle parti.
onde la fiſſatione dell'argentouino congelato ua a
queſto modo,ne ſenza ragione. Piglia unuaſo di terra,
che reſiſta al fuoco, e nel fondo uiſpargera delle ras
ſtiature del ſambuco, calcandole bene con le mani, craca
comodandole, poi farai un ſuolo diuetro criſtallino maa
cinato nel plello, paſſalo per taccio, poi un altro dipe
pe,gengero,e cinamomo. Coſiuimetterai quell'argena
tocongelato, dipoiempirai ilusſo di quelle ſteſſe coſe,
nell'iſteſſo modo,ma con ordine contrario,cioè che quello
chehaueui meſſo nel fondo, lometterai in cima,o meta
teui il coperchio, ſerrandolo bene con il loto, ci mettea
rallo al Sole dimezzogiorno, acciò diuenti bianco. Coſi
riuerſciailuaſo, mettendouiſotto de carboni acceſi,acz
eioche prima s'infuochi dalla parte di ſopra, per ſpatio
d'un hora,dopodiſotto chelſ trugga, che troueraiara
gento puro.Etſeuireſta qualche coſa,che non ſi ſiacome
gelata,ſuaniſce uia. Etfra tutte l'altre, lequali habbia
eſperimentate,queſta riuſci benisſimo,laqual potrai ado
prare intutti, perche lo fiſſa in ogni corpo, nelquale ſia
P i coſia
- IL I B R o
congelato. rruouaſi anchora un'altra fiſſatione d'argena
touiuo, laqual non è meno utile di queſta ſopradetta,che
ſe tipiacerà la potrai uſare. Peſtaſalnitro,e tartaro,
e nefarai poluere: ui metterai fuoco dentro,cheleuan
do la fianna ſi abbrucia, ciò che ui rimane lo farai con
uertire in acqua, e l'humidità ſi uadauia, con una fiam
ma di fuoco picciola, e ilſale che uirimane,meſcolalo
con boraſo abbruciato(perches'abbrucia,come l'alume)
pertreuolte tanto, il doppio di ſale d'alcali, queſto cons
gelato,mettilo inun uaſo duro,daragli il fuoco ſopra,et
poi d'attorno, finalmente nel fondo, di ſeihore in ſei boa
re,che dentrouitrouerai alcune parti di congelato.
e nºtº

Delle medicine del ſecondo ordine.


Cap. X I. i . . . .
º - - sº , ,
a An e s so diròlemedicine dell'ordine di mezzo,
lequalichiamo quelle, cheſſendo meſſe ſopra qualche cor
poimperfetto l'alteranoſi che poco manca, chenò hab
bino ogni perfettione e ſono poco differenti,etcofiſua
perano le medicine delprimo ordine lequaliſon ſuperaa
te da quelle del maggiore, e poco ci manca, che non are
riuino a quelle. Ma perchele ſono difficiliſſime, o con
difficoltà grande ſitruouano,ion'ho ſcritto pochisſime,
percioche pochenhoprouate. -
Et prima a tingerl'argentodi colordoro.
S'inſegna la tintura tanto perfetta, che parrà ueraa
mente oro. Farai un impiaſtro di limatura d'oro, con il
terzo piu d'argentouiuo, o faralla con fuoco, facen
dola infuocare al fuocodi carboni dentro un uoſo di ue
tro,
T E R z o. I 16
tro, fino a tanto che ſuaniſcauia quella parte dell'argen
touiuo, che ſupera l'argento:dopo peſtarai inſieme ſale
ammoniaco, ſolfouiuo, di tanto peſo quantogliel'argen
to: & oltra di queſto, in un uaſo di uetro per due bore
le metteraial fuoco di carboni acceſi, perſino che la for
zadelſale ammoniaco, e del ſolfouiuo ſublimil'argen
touiuo,& s'attacchial collo del uaſo,rompi poi iluaſo,
& ſerba l'argento tinto di color d'oro,e in fatto pree
para queſt'acqua. Calcanto Romano, col doppio piu di
stillatura di calcanto roſſo Cipriotto, laqual chiamano
caparoſa, ma fa che ſia della buona perch ogni coſa di
pende da queſta. Medeſimamente tre uoletanto di ſalnie
tro,la terza parte di uerderame, con la ſeſta parte di cia
- nabro,dallequal coſene cauerai l'acqua con gli inſtromé
ti diuetro, dellaqualne piglierai due parti, o dentro
perfpatio d'un giorno naturale uifarai bollire quell’are
gento conſeruato.Dipoi accreſcendoui ilfuoco della de
ſtillatione, farai conſumare tutta l'acqua, e quello che
rimane nel fondo accomodalo in un uaſo conueniente da
fondere inſieme con calcina di boraſo,ſerrando la bocca
bene con loto,o dagli il fuoco da fondere,chaurailin
tento, percioche l'argètopermodoſitinge,che mai pera
derà quel colore:etbechelometti al fuoco,duero a qual
ſiuogliacimento poco o niente lo perderà. A queſt'altro
modo l'argento moſtrarà il colore d'oro perfettamente:
Biſogna ricordarſi dello antimonio fatto dirame abbrua
ciato,et liquefatto con la metà dell'argento, che dimo
ſtrarà color perfettisſimo d'oro, quanto giamai ueder
ſi poſſa, se lo meſcolerai con il detto oro, moſtraràmi
gliore per modo che ancho ſtarà a qualche cimento. Al
P 4 trimenti
L I B R. O
trimenti anchora ſi fa benisſimo ſemeſcolerai la congea
latione,laqual dicemmo che ſi faceuacon una celata, con
laterzaparte d'argento, trouerai l'argento colorito di
oro, liquefacendolo con altrettanto oro in una pignatta,
nellaqualui metteraiaceto fortisſimo,o la farai bollire
per la quarta parte d'un giorno, che l colore tantopiuſi
augumentarà,c queſto lo potrai mettere alla prouaul
tima dell'oro,cioè diſal commune,poluere di pareti, ag
giontoui del calcanto,e pigliando dell'oro in queſto mo
do purgato, o lo augumenterai,uedrai che ſtà ſaldo, et
queſto non ſolamente entra nel ſecondo, ma ancho nel ter
zo ordine.

Delle medicine del terzo ordine,


Cap. X II.

SAR A tempo homai certamente, che io cominci a


dar principioal ragionamento delle medicine del terzo
ordine, percheioſo hauer molto trattenuto gli animi di
coloro, che deſiderauano legger queſte, poſcia che dal
principio del libro loro non hanno deſiderato altro, di
maniera ſono auiluppati d'attorno al guadagno detda
nari. Horaſi manifeſtano i piu profondi ſecreti dellana
tura, però appreſſo coloro, iguali deſiderano il danaro.
Benche alcune altre medicine del terzo ordinehabbi ina
ſegnate, leguali ho preſe dagli antichi non hauendone
adeſſo moltacomodità, le differirò ad un altro tempo ad
inſegnarle. Molti ſono liquali hanno eſperimentatimol
ti eſperimenti, dei quali ne ſcriuerò quegli, che mipar
ranno piu di guadagno,e piu eſpediti. a :

Et di
- “I E R Z O. I 17
E di queſti primamente afaſſare il cinabro.
chi cerca far queſto,biſogna che faccia a queſto moe
do: ſpezzi il cinabro in pezzi grandi come nicciuole
in unuaſodiuetro,che ſiatanto grande che poſſa tenere
treuolte tanto dell'iſteſo,oueroanco piugrandesinuolta
le nel loto,meſſe lontana l'una dall'altra, e laſciale ſecca
re,e caſo che tu uedeſi,chele non fuſſero ben aſciutte,bi
ſogna che di nuouole rimetti al Sole,dipoi ſotteralonela
dº la cenere, e daragli tanto il fuoco lento, perſino che tu
uegga che ſia uemuto, come piomboliquefatto, e uſa
d ogni diligenza,che uenga a quel modo. Dapoi piglia il
doppio di piombo,e come lhai benpurgato, tara piu ſal
do al cemento, ſarà piugraue, e di piuuirtù, e quanto
piutu adopererai ilfuocopiu lento, tanto meglio farai
l'opera. A queſto modo ſi dalo ſpirito dell'argento, e quel
lo,che l'haueſſe perſo, gli ſi faritornare, lo faraibollire
con argentouiuo ſublimato,con aceto diſtillato, dapoiri
meſcolerai l'argentouiuo e dentroun uaſo di uetroſtore
to, infuocato al fuoco, l'argentouiuoſene uada corrente
doperiluaſo, e caſchi nel recipienteteſe conſeruitutro
uerai(ſe ſaprai fare) ch'egli ha perſo poco peſo,
In un'altro modo,e piu preſto, e con piu guadagnolo
potrai fare,rompendo il cinabro in particelle grandi,co
me dadi, lequalimetterai dentro d'un ſacchetto di panne
lino,il quale l'accommoderai in una pignatta,che non toc
chi da niunaparte, poi empiladi liſciuagagliardiſſima,
fatta con allume il doppio di tartaro, quattro uolte tane
to di calcinauiua e cenere fortiſſima ſi come ſi ſuolfare,
laſcialo bollire per patio di un giorno,poi caualo,e farai
lo bollire dentro dell'oglio, e con grandiſſima
v
" giga
L I B R o
laſciarauelo ſtar quiui dentro ungiorno, e una notte:
oltra di queſto caua dell'oglio quelle parti del cinabro,
ongele con la chiara d’ouo, o inuoltale nella limatura di
argento,cheſia per la terza parte, le quali tenderai nel
fondo di un uaſo atto, o comodo ilqualſiaben ſerrato
concreta da fare uaſi,metterallo al fuoco per tre giorni,
cuerfarallo creſcertanto,ch'egli ceda al fuoco, e quaſi
ſi liquefaccia, allboracaualo & purgalo cò l'ultima pro
ua dell'argento,c conducelo al ſuo eſſer naturale. Al
trimenti anchora ilpoſſiamo fiſſare,mettidolo in un uaa
ſo di terra tondo,chiuſo per ogni banda; ma quel buco,
per ilqualſi mette il cinabro uuol'eſſer piccolo,e dipoi
ſerrato:ongelo oltra di ciò con la colla fattaci la chiara
d'ouo,accioche per la forza del fuoco non ſi rouiſca, lo
metterai al fuoco a poco a poco creſcendolo con la ſega
tura di legno, ſino che tuuedrai,ch'egli harà preſo il coa
lore: lauora adagio perch altrimenti ogni coſa andarà in
ruina: e queſto trouerai ſpeſſo comandato da filoſofi,
ma queſto modo ricerca piugrande opera
Né ſenza utilità, altrimenti ſi può fiſſare, ſpargena
do il rame abbruciato in una pignatta di terratcon que
ſto perciò, che prima uiſia ſparſo del calcanto, e come
gliepiena ſi ſerri con loto di calcina forte, e per tre
giorni ſimetta in una fornace diuetri: leualo che l’are
gento ritenirà il rame, o ſequeſte coſe bene le conſide
rerai,non farai poco guadagno:percioche queſto è il mea
glio di tutte le eſperienze, che ſi faccino nell'arte, queſta
è ſtata trouata per la diligenza degli ingegnoſi, pereſse
pio d'undi queſti, che fanno onguenti,erontioni,ilguale
cercando di fare il cinabro,a caſo trouò chels era con
- uertito
T E R z o. n 18
uertito in argento con piuutilità ſi fiſſa, ſelcinabrioſi
fa con l'arte, e con la piu parte di ſolfo,che non ſiatan
to facilead abbruciarſi.
sarà anchoracoſa ſpaſeuole,ſe ad alcuno piaceſſeſa
re queſto del cinabro fiſſo cauarne una barba d'argento,
accomodandolo nell'iſteſſo uoſo, dandogli il fuoco lento
ſotto, che tu uedrai l'argento anchoraſpirituoſo, ſenza
hauer parte dipiombo, come una barba con molte bar
bicine ſottili, come ſe gli foſſe ſtata cauata d'una ſelua,
che non ſi può ueder piu bella coſa nella piu diletteuole.
si cerca dagli alchimiſti non ſolamente di fiſſare il
cinabro,maancho di cauar l'oro dell'argento.
º Etnon ſe ne caua tanto poco, che nºi rifacciale ſpea
fe,e non ſi guadagniaſai il modo difarlo è queſto Pie
glia la limatura di ferro ſottile, e mettila in unuaſo da
fondere,che fa ſodo,e la farai tanto infuocare al fuoco
che ſi disfaccia:poi ſpargeui ſopra del boraſo,chadopra
mogliorefici a ſaldare loro,con alquato d'arſenico roſa
ſo, a poco a poco, fatto ciò mettiuiſopra argéto, quanto
e lalimatura,purgalo poi benisſimo,hauendo preparato
un uaſoforte,et leuateleſporcitie,etimóditie, gettalo
nell'acqua da ſpartire l'oro, ch'egliſene uaalfondo del
uaſo: raccoglielo che fra molti e molti non ho trouato
il piu uero,nè il piu faticoſo:ernò perdonare afatiche,
lauora con diligenza,accioche non t'affatichi inuano.
-

- º -

Dellapugna di Febo, e di Pitone. Ca. XIII.


LE vasi dal ſuo luogo quel gran ſerpéte Piton,di
ſi brutto,etſpauentoſo aſpetto,con le ſquame ſplenditi,
s. Cºg
che con il ſuo gran uenenone minaccia, cinto d'unagran
copia di ſpine, il quale è fra tutti gli altri (che la madre
terra produce) il piu peſtifero, qui ci gioua aſſai il ſito
delluogo,atal che di qua dipende il tutto: Queſto tira
colpi in alto, con la forza dell'aria putrefatta, piuuene
moſa d'una uipera,e come haurà ammazzato l'inimicoſia
gettato nelle tenebre,o infatto che ſara acquetato, ac
cioche perla uirtù deluapore riſuegliandoſi, gettando
fuoriunfiato peſtifero egli non ammazzi gli aſtanti La
onde ſaragioueuole, che ſicuoprino il capo con ueſiche,
. purchegli baſti, ma ſarebbecoſa piu ſicura, che ſi abban
donaſſero queſti guerrieri. Coſì Febo ſaettandolo apo
co apoco con le ſueſaette ammazzi queſto gran ſerpene
te, elo percuoteraperſino alfine, tanto ch'egli habbia
unoto il carcaſſo,orilueneno ſia uſcito fuori, ma con que
ſto,che non gli manchi laclemenza del Cielo, che gli ſia
benigno, ma ſi raffreni la malignità ſua, con una longa
tempeſta di pioggia,ne caui il deſiderato humore,etrate
tenga quel maligno, che muore con l'abbondanza dell'hu
midità. A queſto modo ſi trattengalaguerradi Febo, e
di Pithone per la quarta parte d'un giorno, ouero un po
copiu.laqualcoſagiudico che gl’importi poco, purche
ne riporti uittoria. A queſto modo hauendogli cauate le
"uiſcere,egli interiori,ammazzato l'inimico,cauatogli, e
conſumato tutto ilueneno,ceſſi l'ira di Febo,eſe piu an
coreſuſcitaſſe, gli ſi tagli la ſtrada di alzarlateſta,e tan
to battagli,che guerreggiando muora. Allora Febo inco
ronatodifrondi,e digirlande,porti ilpremio dellauitto
ria; e non dica ingiuria allaſciuofanciullo, e ſara certo
di hauer fatto abaſtanza. Ma non mi è dubbio alcuno,
che
T E R z o. Iv9
che ſono pochiſſimi, i quali ſiano fauoreggiati dal giuſto
. Gioue,o poi chene ſaran degni. Se l'accutezza dell'in
gegno arriua al ſenſo naſcoſto, nondimeno gliefacile, e
chiaro fra tutti glialtri aueri figliuoli della dottrina.
Houoluto ſolo questauolta,burlare in queſte coſe diime
portanza. - a

Interpretatione del traslatore, ſopralafauola


antepoſta dall'autore.
E molto miſterioſa la guerra di Febo di Pithoneintro:
dotta dall'auttore per Regola degli alchimiſti. Laquale
non ſolamente aloro,maa tutti i medici è neceſſaria, per
cioche non ſolamente abbraccia quelli eſſercici, matutte
le attioni della natura, leguali ſi fanno per un'artificioſa
applicatione degli agenti naturali a ſuoi debiti,econue
nienti ſuggetti,da torno a quali loro operano. Per eſſea
re dunque coſì miſterioſa,edotta,mi è parſo conueneuole

|
ſ
darne qualche poco dilume alli lettori, maſſimaméte che
i uolgari, non poſſanoarriuare al ſenſo naſcoſto, che in
quella ſi contiene. Però è da ſapere, che queſta guerra,
laquale dico io che è una Regola data da queſto auttore
agli alchimiſti, cruna guerra della natura, laqualegia
fuuelata da Poeti in queſte due coſe,Febo,e Piton: l'uno
de quali(come ben ſanno i dotti) e la uirtu del sole,l'al
troè la putredine, laquale naſce dallahumidità, che con
la ſouerchiauirtù ſopra il calornaturale lo ſoffoca, er
accennando queſto i poeti,fingano che quel gran ſerpena
te Pithon,nacque doppo il diluuioaltempo di Deucalio
ne,e Pirra, moſtrando che da quelle acque s'era cauſata
"
quella gran putredine.laquale ammazzata, e conſuma
ta da Febo con i ſuoi dardi: cioé da raggi delSole, e dal
e - calore
- - n. I 5 R O -
calore ſuo,ilquale a poco a poco landò conſumando.Di.,
rò ancho un'altro punto,che toccano quiui i Poeti,quane
do che dipingono la putredine ſotto quel ſerpente, che
accennano come la natura quando può, con la forza del
calor celeſte, cauando delle coſe cattiue quel meglio, che
ella poſſa,traſmuta in animali, introducendouiſpirito,et
uita;accioche non offenda tanto i uluenti, e le operatio
ni delle coſe piu perfette. Li dotti queſte coſe le fanno,a
gli ſtudioſi, o ingegnoſi baſti laccennarleialli uulgari
non ſarò piu tedioſo:percioche ſettuttouoleſi dichiara
reſaria piu lunga queſta dichiaratione, chetutta l'opra.
Ma perauentura quel ſerpente poetico ſignificaua
una peſte, laqualſucceſſe al diluio delle acque i percio
che eſſendoſi putrefatta l'aria per i uaporigroſsi, etin
digeſti uſciti dalla terra bagnata dalle acque, cauſaua
quella intemperie. La onde per la uirtù del sole, laqual
riſolue & aſciuga co la ſua caldezza, fu diſtrutta
la peſte,o moſtrata ſotto l fauoloſo Pitone, Qa
io non m'inganno) e il ſenſo principale di quella fauola.
L'auttore nondimeno per dare una regola agli alchimi
ſti, ſe ne ſerue in un'altro modo,a guiſa di buon ſapiente,
che dagli aniuerſali, si diſcendere a particolari.Inten
de adunque per Pitone, o per Fcbo le due coſe principa
li,cheualino in talmeſtiero, lequalitanto nelle opere naa
turali quantoarteficialiſi debbon prima trouare: cioè il
ſuggetto, o uogliamo dire la materia, e l'agente, uno
de quali biſogna che ricetta l'operatione, e l'altro opea
ri. L'alchimiſta, o qualſiuogliaſapiente, non è quello
che opera: ma quello che applica le coſe, che hanno uirtù
doprare qualche effetto a quel ſuggetto, ouer materia,
nellaquale
T E R Z O. I 2O

nellaquale egli è atto ad operare. Breuemente dico,chal


propoſito Pitone è quella miſtura,quella minera,o quella
compoſitione, dellaquale l'alchimiſtauuol cauare, o aca
qua,ooglio,olicore,o argento,o oro,ouer qualſi uoglia
coſa,che gli faccia al ſuo propoſito,lequalcoſebiſogna,
che lecauiperuirtù di Febo, cioè del fuoco: percioche
queſto è l'iſtrométo della naturale,ilqual digeriſce quele
le materie,dellequali l'alchimiſtauuol cauare qualche co
ſasper eſempio ſia l'oro,non diròadeſſo l'arteficiodella
natura,o meno le digeſtioni, nè anchoin che modo ogni
coſaimperfettaſia ordinata al piu perfetto. La natura
de metalli, delle minere, perche queſto ſarebbe trop
polungo, ſe anchoperche gli dotti le ſanno. -, e

. La regoladunque, qual dà,glie queſta, che primahab

; bino la materia, o la minera preparata, o ordinata, ace


comodandola in luogocoueniente: perche biſogna hauer
ſtanze,tempo,etluogo, che ſia anchoº" all'eſſer
citio, però dice l'auttore,che quaſi tutta l'opra dipende
di quà. Biſogna il medeſimo cercare di leuargli ilueneno
et la forza grande, ch'egli ha quella materia: accioche
bauendogli tolta ogni gagliardezza, non poſſa offendere
coloro che quiui s'affaticano d'attorno per modo che fa e
ceſſe danno,et foſſe gettato l'oglio,e'l ſonno. Perciò cona
ſiglia,cheſi coprino il capo con le ueſice,cioè che ſiguar .
dino bene:et forſe uuol dire,che glihabbino il modo, da
ſpendere peraſſi, ſopragiòge che ſarebbe coſa piu ſicu
ratllaſciarſtare queſti guerreggiatori, cioè o non stare
in quella tiza,opur che nò simpiacciaſſero di queſt'ar
te; ſe uogliamo interpretare il ſenſo amodo di fuola.
Coſi Febo che è il fuoco, a poco a poco col ſuo calore,
4 - uada
- L i B R O
nada purificando quella materia, e uuole che lo percuota
tanto,che gli uoti il carcaſſo, cioè che delcontinuo non
manchi il fuoco,perſino che ſiamorto il ſerpente Pithos
ne, cioè che ſia riſoluto in quel metallo che tu deſideri.
Ma ſe la benignità,efauor del cielo il quale influiſca con
la ſua uirtù,talche accenna che allo Alchimiſtagli biſoa
gna ſapere dell'aſtrologia, accioche ſappia il tempo pro
pitio. E perche queſta guerra debba eſſerlonga,concio
ſia coſa che, quanto le coſe ſono piunobili, tanto piu han
dibiſogno di longhe operationi,accioche ſi conduchino al
fine. Dice che biſogna trattenere queſta guerra, con del
le acque,oogli,o altri liquori, i quali ſiano al propoſito,
accioche perlaguerra ſi trattenga, per la quarta parte
d'ungiorno, ma utiol dir per tanto,quanto ricerca l'ope
ra,pero dice,onero un poco piu,benche artificioſamente
diſſe,qer la quarta parte. Ma laſciamo andarla proprie
tà de numeri, baſti che guerreggitanto Febo, che reſti
uincitore,perche come glie uincitore ha condotto ilfuo
colopra alla perfettione,ſi come per il contrario, quan
do l'opera non ua bene, egli reſta perditore, perche glie
piu gagliardalauirtu del Pithone, cioè della materia,
che di Febo,ſe gia non procede per altra cauſa. Confora
ta poi l'Alchimiſta che quel fanciullo, che è nato, cioè
quel parto il qual naſce da queſta guerra,o ſia oro, o are
gento per eſſer piccolo e poco, non lo ingiurij percioche
paia poco ſolo gli baſti che gli ha fatto aſſai, e hahauu
ta vittoria. Conclude ultimamente che in queſte coſe bi
ſogna pregar Dio della buona ſorte percioche ſono po
chi, quelli(dice egli) i quali ſaranno fauoriti da Gioue,
come ben ſi uede quanti pochi ne arricchiſchino, e che la
mandino
'T E R Z O, I2I
mandino ad effetto. Sia detto aſſai per leuolgari della
fauola intromeſſa dall'auttore di Febo, o Pitone della
guerra. Si ſarebbepotutoanchoaccennare dellealtre
fauole,che gli ha toccate, ma com'ho detto i dottile ſane
no,o l'ignoranti breuemente,o rozzamente dichiara
te,per ogni modo non l'intenderebbono. e

A dar diuerſe forme al corallo,e di molti pezzi


-
farne unſolo. Cap. X I I I I. -
-
-

s P Es se uolte accade fingere diuerſigarbi dico


rallo,o alle uolte delle tauolette ſe ne faccinomolte for
me cruarie figure per farneuaſi,er altre coſe ſimili di
l pezzi, che uagliono pure aſſai,perciò darò il modo di po
terlo comodamente fare perche ſono molti chedeſideraa
noſa per queſte compoſitioni, e ſappia che ſe tu ci uſea.
rai diligenza,ſarà poco differete dal corallo marittimo.
Peſtarai de pezzuoli,o raſchiature di coralli buoni, or
fini in un mortaio,o ne farai poluere ſottiliſsima,tanto
che a pena non ſi poſsitoccare,o ſe ne uadi per aria.Et.
per leuarne ogni ſporcitia metti a disfare ilſal d'alcali,
in un uaſo largo pieno d'acqua, o come uhaurai meſſe
le poluere, stropicciale con le mani, o rimeſcolate bene
gagliardamente, come poi ſi ſaranno poſate al fondo, o
tu getta uiaquell'acqua, o daragliene dell'altra, e di
nuouo rimeſcolaſino che ogni bruttura ſi ſia leuata.Ol
tra di queſto gettando uia quell'acqua, ue ne metterai
dell'altra,cheſia in piu gran qualità di quella prima, or
incomincierai a maneggiare quelle polueri adagioadaa
gio, ſino a tanto che i ſale ſileuiuia, et che l'acqua non
Q ſia
- - L I B R O
fia punto ſalata,come tuuedrai chelſale eleuatouia,met
tele in un caldaroinſieme cà le coſe, che tingono gagliar
damente roſſo: accioche ſiano piu facili a colorire, come
cinabrio, ſangue di drago,minio,hematide,bolo armeno,
ſinopia,o uogliamo dire terra roſſa grana, ſandala, bir
raſile,radici di robbia, o altre coſe ſimili, mettendoui
gran copia di ſucco di limone, ilqualbiſogna prima ha
uerlo preparato, o hauerlopurgato con i uaſi degli al
chimiſti,cuociogni coſa inſieme, tanto che tuuegga, che
gli habbino qualche poco d'humore,cò una meſcola ſpeſe
ſo rimeſcolando, accioche ſi meſcolino inſieme le coſe. Di
poi lemetterai in un uaſo diuetro, con l'altro ſucco, aca
cioche la ſua agredine ſileuiuia, ci fa che luaſo habbia
il collo lungo,el corpo largo, fa ancho che gli habbia un
buco nel mezzo, che quaſi tocchila miſtura, meſcolando
bene il uaſo: dipoi laſotterrerai nelletame,et mutaralllo
ſpeſſo,tanto che ſi disfaccino: laqualcoſa a queſto ſegno
ſegnola potrai conoſcere, che tuuedrai ognigiorno ca
lardelle gocciole d'oglio roſſiſſimo, come uedrai poi che
comincia agettarne aſſai,abbaſſa il uaſo,cheloglioſi co
li, ſerbalo,orpiglia la miſtura, laqual ſi può maneggiar
con le mani,o uogliamo dire quella paſta. Ma prima on
gite le mani con lardo,ouer altro graſſo,perches attacca
forte alle mani per modo che apena ſi può ſpiccare: for
marai quel uaſo, che tuuuoi,ouer un ramo, ſecondo che
ti piace,o hauendolo coſì abozzato,mettilo al Sole cala
do, ma guardalo dal uento,or dalla poluere, o pure per
ſicurezza lo ſotterrerai nelletane, ongendolo ſempre ci
quell'oglio chaiſerbato,perche gli dà quel colore roſſo,
& apoco a poco indurandoſi ritorna ſodo come prima;
- - e 7°
v
- f E R z o, 122
e ha quel medeſimo ſuono, illuſtro glielo darai colpoa
lirlo,ouer brunirlo leggiermente.
.- - i.

| In qual modo lo reſtitueremo al ſuo naturale eſſere a

-
ad incollare inſieme le gioie rotte,o le
perle. º a Cap. XV,
-

. . . a

N o N ſi debba metter minore cura nelle perle piea


tre pretioſe,che nelle altre coſe o queſto maſſimamente
ſi conuiene alle donne;percioche le lorgioielequali pore
º tano alcollo grandi e di molto ualore, ſono come incia
tamenti a fare innamorare igiouani.Perſeguitare adune
º que il noſtro intento. A fare che le non ſi macchino in
ſº queſto modo, le potrai fare chiare, e luminoſe, mettile
ai perſe in una ſacchettina,conpoluere diſmiro, di pomia
ri ci, o oſſo di ſeppia, e dentro nell'acqua ſtroppiciale
g con le mani & come uedrai che leſono polite, aſciugale,
i ci faranne poluere,come ho detto già diſopra de coral
º ti,o ſi diſſoluinonelſucco dellimone, o accomodandoli
ſ atcollounuaſo diuetro, per ſbatio d'un giorno perfor
º za d'acqua forte gagliarda,e buona, ſi faccia in modo
che ſi poſſano maneggiare. Meglio è adunque ſotterrare
le nelletame, e ognicinque giornimutarglielo, tanto
- che le ſianodisfatte, o che tu uegga che diſopra ui ſia
un licore come oglio,ouergraſſo, caualo diligentemente,
o per il buco del corpo deluaſo,ouer con un cucchiarino
d'argento. Dipoi piglia quella poluere che u'è dentro,et
maneggiando la formarai in palline tonde, o informa di
perle,o ſe nonſai fare altrimenti prepara delle stampe
d'argento,o d'altro inetallo indorato. Etſe uorrai che le
Q 2 ſieno
- - L I B R O -

ſieno bucate,bucarale con una ſetola di porco, ouer con


un'aco, ſempre ongendole con l'oglio già da tecauato:
poi legale con un filo,et farai che le pendino dentro d'un
uaſo di uetro, o ſerralo, ilquale lo metterai al Sole per
alquanti giorni, accioche ſi ſecchino; maguardachele,
non tocchino le parti deluaſo in modo alcuno, guardale
dalla poluere,accioche le non foſſero macchiate.Quado
uedrai che le ſono dure, tufarai una paſta di farina di
miglio,o d'orzo ue le inuolterai dentro, mettendole poi
a cuocere nel forno,o pure le darai a mangiare ai colom
bi,percioche gli habbino purgato il corpo,oſieno digiua
ni,comelhaurà inghiottite laſciale ſtare un poco, e poi
le cauerai del corpo, ammazzando il colombo, o purtia
randole fuori per hauerle legate prima con un filo. Poe
trai anchofarle bollirenel latte di fico, chaurai la perla
pretioſiſſima. Etſe ti piaceſſe altrimenti,dopo che l'ha
uerai disfatte nel ſucco di limone,ouero in acqua forte,
lauarallein acqua chiara,o in acqua diſtillata, hauendoti
benlauate primale mani,accioche non le inſudici, coſì le
impaſtarai con latte difico, o acqua di chioccioleſtilla
te in un bagno, che bolla,ouero con chiara d’ouo: o ha
uendone fatte le pallottine tonde la bucarai, o faraico
ſeruare, lauandole ſempre con l'acqua inargentata, º
meſcolandole. L'acqua d'argento la farai a queſto modo.
Farai aprire l'argeto ben purgatodicato dell'acqua for
teet la farai bollire al fuoco di carboni leggiermente,
tanto che la torni per terzo. Diſubito leuarailuaſo dal
fuoco,etlaſcialo stare, e dipoi lo metterai per una ſola
notte al ſereno, tanto cheſi uenghi a congelare, etchetta
truout l'argento in pezzi, come pezzetticriſtallini, ile
quale
ºf E R Z C. 123
quale lauarai molto bene con l'acquadifontana,accioche
paiano piu chiari. Poi li metterai dentro un uoſo diue
tro,et le laſciarai disfareſotto illetame putrefatto,nela
- # ui metterai quelle perle,che tu hai fatte,etuelelaa
ciarai ſtare per un poco di tempo,che tu le trouarailu
ſtre,et ſplendenti come argento. Truouaſi ancho un'ara
tificio,con ilqualſileuale macchie dalle perle, et fra aſe
aisſimi altri queſto l'ho trouato facile, et eccelletisſimo.
ſDelmeſe di Maggio piglia quella rugiadalaquale è ca
duta ſopra le lattuche, nellaquale ui gettarai le perle,or
ue le laſciarai tarperſpatio d'un giorno: fregale molto
bene,chetuuedrai che la perlauerrà chiarisſima,et bel
la. Et queſto non è ſtato trouato ſenzacagione, perche
naſcano di rugiada. Percioche ad un debito tépo dell'ane
nonel tempo di partorire hanno granſete della rugiada
come dellor marito, et quando ogni Luna caſca quella
gran ſpruzza di rugiada,con una certa auidità tirano il
deſiderato humore,a queſto modo s'ingrauidano,etſiuen
gono a ingenerare,et fanno le perle di colore della ſagia
na, percioche ſe larugiada è purisſima,et netta,lepietre
ſono bianche, et molto luſtre, ma ſe ella ſarà torbida, le
ſaranno roſſe,et pallide.Et alcuni altri ſono,cheleuengo
no a fare falſe in queſtomodo, pigliano gli occhi del pe
ſci bennetti,et li tengono nell'aceto fortisſimo, perſino
a tanto che diuentino teneri,coſi di quelli fingono le pera
le et le laſciano diuentar dure:ma perche le ſono pallide
in queſto modo che ho detto potrai hauerele perle, che
r ſaranno bellisſime, et bianchisſime; groſſe, luſtranti, et
molto peſanti,
QL 3 Delle
- - - L I B R o
º
- -
Delle operationi del criſtallo,o del ºrina
priamo nel falſare le gemme. Cap. XVI.
D E B B o hormai cominciare il ragionamento della
compoſitione delle pietre pretioſe,dellequalineuiengri
demente lodata l'antica età,o non è inganno (dice Pli
nio)piu di guadagno di queſto. Et di queſta manierail
deſio deldanaro ha ſuegliato gli animi dell'huomo, che
benſpeſſo quelli che ſon pratichi, o ne fannoprofeſſio
ne di conoſcerle a pena ſe ne poſſono difendere. Alcuni
ſono che fanno coluetro,alcuni altri col criſtallo,et con
altrecoſe conuenienti,accioche le paiano naturali. io di
rò con qualcoſa ſi poſino imitare. Ma dirò primieramen
te alcune coſe,lequali ſonmolto neceſſarie a queſta ſimi,
le impreſa, e principalmente a fare, che il criſtallo ſi
poſſa fondere. -

– Non è di poco impedimento la ritardanza del liques


farlo, perche nò potremo formare quello che uogliamo:
nondimeno cominciaraiin queſto modo, peſta il criſtallo,
e taccialo, per modo che ſia poluere ſottiliſſima, con
la metà di ſaldi tartaro, o d'acqua formarai le pallot
tine;poi lemetterai inuaſo di terra cruda fortiſſimo, po
nendolo dentro una fornaceper tutta unanotte, ma farai
che non ſi liquefaccia; dipoifarallo liquefare in un uoſo
comodo, procurandoperciò, chenon ui ſiauna minima
bruttura perche altrimenti ſi conoſce, che gliefalſo. Et
ſe ui metterai un poco piu diſale,ſi liquefarà piu teſio.
Il ſale già è manifeſto,ch alcuni altriſogliono preparare
il criſtallo in un'altro modo, accioche piu facilmente ſi
e - . liquefaccia,
T E R Z o. 124
liquefaccia, che ſia piu comodo all'opera. Pigliano uno
scuchiaro di ferro grande, e lo circondano di loto, or
º hauédo ſpezzato il criſtallo.ilmettono al fuoco, quiui,et
i dentroſin che s'infuochi, poi li ſpingono dentro l'oglio
di tartaro,o queſto rifanno piuuolte, poi peſtano dena
a troun mortaio di bronzo, accioche lapoluere piu agea
uolmente ſi liquefaccia. -

ſ
gi
si fa anchora per falſare le gioie iluetrofinto,quea
ſto preparano conchiara d'ouo, laqualcoſa alcuni la fan
no con l'arena di alcunifiumi o cenere,ouer alcune her
be,o tu farai coſi. Pigliaraiaſſai chiare d'ouo, e inſie
mele sbatterai, di queſte empiene una uefica,la metterai
dentro d'unapignatta d'acqua,che bolla, o ue la farai
cuocere aſſai tempo, dipoi caualac faraiche per molti
i giorni soſciughiin luogo,chenonuiſiapoluerepercio
che quando l'opranò riluce,glie uituperata,a queſto mio
dodiuenta duro come pietra,o ccme uetro. Ma ſe tu
deſideri dargli colore, faralo bollire nelle acque colori
te.Se auoi il color ditopatio fa disſarnell’acquailzeffa
aranciſe uuoi il carbonchio, ſegatura di uerzino,a queſto
modo darai il colore alle altre. Et ſe non peſano come il
uetro,ouer come le gemme, meſcolauicolori graui,come
il cinabro, argento aiuo pur aſſai, che a queſto modo per
ſarà come il uetro, benche non ſarà coſì duro, per modo
che lpoſſa reſiſtere alliſcalpelli,ne alla lima.
come indiuerſi modi, ſi fanno falſe le gioie.
; Cap. X VII.

INNANzi ch'io inſegni le compoſitioni particolar


-
- - - L ( B R O
e ridi tutte le gemme, mi è parſo metterne primieramente
alcuni eſperimenti, accioche da queſticiaſcuno ne poſſa
raccorre quelle coſe,lequali appartengono all'arte di fa
ſificarle,percioche da tutte queſte ſe ne caua una regola
da comporle, accioche per l'eſempio d'una soſſerui in
tutte lealtre, piglino l'eſperienza dellanatura, delle ſua
li queſta in prima miuiene alle mani,
r, Il giacinto, - -

Etnon ſarà troppo diſſimile daluero,et di queſto bi


ſogna,che tenericordi ſempre, metti il piombo dentro
d'una pignatta dura di terra,et lametterai in una forma
ce di uetrari,et gliela laſciarai ſtare perun meſe,etmez
zo,a queſto modouedrai, che imitando il colore del ue
tro,et del giacinto naturalisſimo,ettene gloriarai aſſai,
che non ſi conoſce,che ſia artificiale, et queſta shaper
la prima di tutte l'altre.
Ma ſe uorrai fingere il carbonchio, o
ouero il rubino.
Il potrai fingere a queſto modo per burlare, percio
che ſono frangibili,etfacilmente ſi ſpezzano. Pigliarai
l'orpimento trito,etmettilo in una caraffa tonda, metten
dola accomodatamente al fuoco,che al collo di queſta tu
trouarailirubini bellisſimi,rosſi, etfiammeggianti, che
gettano raggi di colore uermiglio.
A queſto modo fingerai l'ambra.
Mettendo la maſtice liquida percolatorio in una pie
gnatta, cheſianetta bene dalle brutture, acciò la ſia piu
chiara. Oltre poi uimeſcolarai dentro un poco di ra
dice di curcuma, etformarai quelle coſe,che piu tipia
ce: ſimilmétemettendo il criſtallo liquefatto nel tartaro
i - - di uino
T E R Z O. 125
diuino bianco, e tenerlo in unuaſo, alqualſiaſerrata
molto bene la bocca, per ſpatio d'ungiorno naturale al
fuoco. n. n

- Coſi ancoraſi faccino legioie falſe.


Primieramente il criſtallo,brilli, o altre pietre di poa
coualore leimbruniſcano alla ruota hauédole bene quaa
drate le faccie,opure dandogli altra forma, che li piace.
Dopo queſto preparano il colore. Lo ſmeraldo coluerde
rame.Ilcarbonchio col uerzino, e col cinabroil ſaffiro
con l'azurro. Il griſolito con l'oro meſcolatoui l'orpimen
to: & per non indebolire la chiarezza uaggiongono, o
l'ongano con maſtice,ouergomma: poi mettine le gioie
ſparſe in una piaſtra al fuoco lento, e diuentano quaſi
come coda, permodo che a penanò ſi può ſpiccare, º ſe
perauentura diuentano troppo roſſegli dano piu acqua,
e ſi è poco u'aggiongono del colore, acciocheſieno piu
uaghe. Etſe accomodano ſotto i quadretti delle piaſtre,
& quandoglie accomodatanell’annello, delle parti che
la tocca,nè quelli canti dell’annello non ſi conoſce la tintu
ra per laqualtutti ſi conoſcono ſe le ſono falſe,né da mol
ti è conoſciuto la falſità,co per il uariar di queſto colo
remarauiglioſamente ſimutail colore della gioia. Ma ſe
li piaceſſeilſaffiro traſmutarlo in diamante, -

Quando tu trouarai il ſaffiro di colore sbiancato,


che quaſi paia bianco, ſotterralo nella limatura di fera
ro, o dentro dunuaſo da fondere, e quando per uia
di fuoco gagliardiſsimo ſarà bene infuocato, accioche
non ſi liquefaccia.guardaui ſpeſſo, e non lo laſciar ſtar
piu del douere al fuoco. Come uedrai che gli ha preſo il
colore perfettamente, e che ſiamutato aſſaii colordi
diamante,
L I B R O
Diamante,caualo,et mettelo all'opera che ti biſogna.
Mauolendo fingere il Cameo,piglia il modo.Habbia
di quelle Nicchia picciole pur aſſai, et pºſtale, ma fa che
ſieno di quelle picciole,lequali adoperano le donne per le
ſciarſi, queste le mettarai drento del ſucco di limone ben
netto ilquale ſotterrarai per dieci giorninelletame, er
hauendo ben lauita queſta meſtura, la macinerai in una
pietra di porfido, con lachiara douo, o farai quella fi
gura che ti piace: poi la farai aſciugare, che la potrai
mettere in un anello come ti piacerà a te. -
-

Alcune compoſitioni di gioie, cap. 1s.


M E TT ER o qui adeſſo alcune compoſitioni di gio
ie lequali in molti luoghi ſi fanno,ceſo che mai li faceſſe
ºro di biſogno. -

- Et prima come ſi finga il Diamante.


- Preparacriſtalloboniſſimo, ilquale biſogna metterlo
in una pignatta alla fornace de uetri per una notte : poi
º ſpegnaralo drento dell'acqua oltra di ciò lo pestarai mi
nutisſimo, meſcolandolo con del ſale di tartaro,coſi ne fa
rai pilloline, o metterale al fuoco gagliardisſimo per
ulanotte, procurando che le sinfuochino, ma che non
ſi liquefaccino. Dopo cauale, e mettele in un uaſo piu
duro alfuoco, laſſandole stare per duo giorni che ſarà
diamante perfetto. - -

Medeſimamente il smeraldo.
si finge coſi,piglia il rame buono, o farallo abbru
ciare al fuoco pertre giorni, caualo poi, e peſtato in
un mortaio,ſtacciandolo. Di nuouo, oltra di ciò in un
altro
T E R. Z C. - I 26

º altro uaſomettilo alla fornace,accioch'egli habbia ilfuo


counpoco piu lento, et laſciauilo stareper quattro gior
ni,con il doppio di arena,dellaqualſi fa il tetro, o den
tro d'un uoſo duro ſi metta al fuoco piu lento per ſbatio
d'un mezzogiorno, che uelo trouarai bellisſimo dauede
reo diletteuole all'occhio conſimile arteficio, quaſi ſi
failſafiro.
Di queſta pietra,è ageuollatintura, pigliandopolue
re diuetro, e terra azurra, laquale inta ſtride iuaſi
la chiamanoz fa, per la metà della poluºre, mettendola
nella fornaceintinuaſo fortisſimo perſpatio di tre gior
ni,o è fatto l'effetto.
A far quella ſpecie di carbonchio,che ſi chia
mail rubtro,o i granati,
Facciamo in queſto modo,acciocle dia quel bel color
roſſo o allegro, dandoli il color di grana per tutto,che
ſe lo facciamo puro, e delicato, ha una chiarezza, cr
riſplendenza uiuacisſima.MIetteſi adunque il criſtallo de
trodun uºſo da fondere gagliardo a liquefarſi,allafore
nace, nel tailaimettiamo un poco di minio, laſciandolo
itare per ſbatio d'un giorno, l'altro giorno caualo, etla
ſcialofreddare i poi pºſtalonelmortato tacciandolo o
aggiungendoti un poco di rame,ridotto in calcia,rimet
tendolo di nuoto al fuoco, o quando è liquefatto, l'ag
giungiamo di nuoto un poco di queſta poluerc. Tieni al
fuoco per tre giorni il taglio liquefatto, o quella grat
tura che ſarà alidatauia,accioche quella briti:ranch ui
stia ſopramºſcelaloiſione, perſpitio d'un giorno nata
rale,rimenalo con un ferro, ſenza mai ceſſare, per inſi
no che ſarà abbronzato, o coſi tutti ſaranno colori
- tl piu
L I B R. O -

ti piu,o meno come piacerà ate.


- Seuuoi comporre il Topazio.
Piglia di quella rena che gia ho detta,cò laquale met
tarai quattro uolte tanto di ſtagno abruſciato mettedole
in un uaſo duro di terra, alla fornace, chabbia il fuoco
lento,laſſandoueloſtare per ſpatio d'un giorno che mai
gli machi il fuoco,perche quella renauolentieriſifonde.
Ma a fare il Criſolito,
Habbia criſtallo liquefatto,et metetui drento ſei uol
te piu di ſterco di ferro,ottero di quella bollitura:meſco
lando beneinſieme, e drento d'unuaſo fortiſsimo per tre
giorni, farallo ſtare al fuoco. Coſì ancora quella ſpette di
ſmeraldo cheſi domanda Praſio. - -

Farai liquefare il cristallo alquale ui aggiugnerai la


duodecimaparte di ferro o di rame redotti in calcina
due uolte, o per ungiorno artificiale terralo alfuoco,
remeſchiandoſempre con unauerga di ferro rozza ſen
zamai fermare,che uerrà ſimilealſmeraldo,etſelo uuoi
di colorepiu bianco, meſcolaui la ſeſtaparte di calcina,
di piombo,e di ſtagno,dopo queſto meſcola, etmettelo al
fuocoperungiorno naturale, chinfattolettato dal fuo
coiluſo,quando ſi ſarà aſſodato ui trouarai il Praſio.
A questo modo faraiil Calcedonio.
Metti nel criſtallo liquefatto un poco di quellaterra,
laquale dicemo nelSaffiro, meſcolando con una uerga di
ferro, tanto che ſi ſia ben incorporato, laſſandolo stare
perungiorno,aggiognendoui drento altro tanto peſo di
calcina d'argento,meſcolandobene, et peraltro tanto tè
porimetterlo al fuoco.
se deſideri quella pietra che uolgarmente ſi “i il
- malto
T E R Z O. 127
ſmalto bianco. Fa coſì, meſcola cenere di piombo con il
doppio di polueredi cristallino,faranepillolette metten
dole per una notte al fuoco cheſia lento; ma guarda che
queſta menſtura non ſi attacchi al uºſo,però meſcolala
con una meſcola di ferro,etua creſcendo il fuoco da liz
quefare,chehaurai l'intento. Ma ſe uuoi che in una para
teſia bianco, etnell'altrachiaro, piglia della dettater
ra,col doppio di uetro,et conl'acqua fanne pallottole,et
perſbatio d'una notte gli darai ilfuoco drento di unua
ſocommodo, et qualche uoltameſcolando con unauerga
diferro: in queſto modo hauerai lo ſmalto, che in alcune
a parti è chiaro,et traſparente, o in alcune bianco. Ma
ſelo uuoi uerde, con ilquale ſiſoglionofare le coperte al
a le pietre,otroppo che l'hai fatto bianco, meſcolaui della
a terra azzurra, etfallodisfare, et perſpatio d'unanotte
º con unauerga diferro,meſcola ſempre. Ad eſempio di
. queſti con il tuo proprio ingegno potraifarne degli ala -
, riCome che l'aſpide, con la poliere di mattone antico,
a ſe louuoi di colore latticino,con la calcina, o col geſſo.
i Nondimenotutte queſte gioieſe perauenturahaueſſero
º colore ſnorto,o qualche nugoletta,biſognache gli haba
i bianodeglianguliaſai,accioche per forza di quelli, o
per la ripercuſsione s'ingagliardiſcapiu il colore. Quea
f ſte coſe m'è parſo di ſcruere, appartenenti allearte del
l'alchimia,et delle gioie. Resta adeſſo, che io dica degli
i ſpecchi, delle ſculture delle gioie, laqual coſa s'ha da
º fare in queſto altro libro.
- a
ſ

º
-

L I BR O Q V A R TO
D I GI O VAN B A T TI ST A
Porta Napolitano della ſapientia
Naturale.

P R o E M 1 o.
- - -

5HE N so hoggimai d'eſſere uenuto al


il fine di tutta queſta mia opera, come
haurò dette alcune ſperienze,lequa
li appartengano alla uiſta,et mire
ſ( ſtano da dire, perciochemi pare ſof
3 ºl fitientemente hauer dichiarate quel
le lequali appartengono all'alchimia, laonde i principan
ti poſſano hauer notitia de principii, ſì come lo ricerca
etiaidio queſto luogo. Concioſa coſa che è una certa per
te della Geometria, laquale ſi chiama perſpettiua, che ap
partiene agli occhi, donde ne naſcono molti marauiglio
ſi ſperimenti, talche alle uolte moſtra le imagini di fuora
uia, ci hora non rappreſenta coſa alcuna, or qualche
uolta poi le traſporta altroue, similmente per guarda
renelſpecchio, o piu dritto,o piu torto,le immagini pa
iono con il capo diſotto, o con i piedidi ſopra, et mole
ſte altre coſe,lequali ſi manifeſtano di ſotto piu diffuſa
mente. Nondimeno queſto haida ſapere,che ſe haiafaa
re qualche diuerſità laſaſtare il piano, che ſempre ue
drai la coſa diuerſa dal uero, mi par fuor di propoſito,il
rendere la ragione di queſte coſe, eſſendo che quella ſcia
enzaſti faccia apieno e molti altri l'habbino moſtra
- - - to,
Q v A R T o. 128
to Etſealcunole deſideraſſe, legga Archimede Siracu
ſano,o l'Optica, o Catoptica d'Euclide. Tolomeo Via,
tellione, o gli altri,dalliqualine toglio molte coſe, or
molte altre ne aggiugnerò, lequali me le ſono immagie,
nate, o penſate da me ſteſſo, accioche poſſa,chiunque
uorrà accreſcerleaſſai,ſi come ſi puo fare in tutte l'iſpe
rienze. Vltimamente dirò in che modo ſi formino gli
ſpecchi, o l'apparentied eſi,acciochenonpaia che hab
bia laſſata coſa alcuna, o ſi poſſa da queſta mia hiſtoria
deſiderare piu, dirò delle ligature naturali,ouero delle
coſe, cheſi portano ligate al collo, delle gioie, delle fie
gure, che ui ſi debbono ſculpire delle loro uirtu,o per

; non infaſtidire con troppa longhezza gli animi, ſaa


rà ragioneuole coſa di cominciare a dire le operationi
loro.

1nche modo ſi poſſa di giorno uedere le stelle.

ſ Cap.
-,
I.

C1 A scRE Dv N o sà, che un lume picciolo ſi


troua offuſcato dal maggiore eſſendogli appreſſo, come
mettendo una fiaccola,o una fiamma al Sole, uedrai che
perdano il lume. Però il giorno per lo grande ſplendore

; del Sole,le ſtelle non ſi poſſonouedere,benche quanto ala


la loro natura tanto il giorno, quanto la notte faccino lu
me,accio dunque che le poſſiamo uedere.Ilgiorno quan
do che per l'ecliſſi del sole che ſi oſcuraper modo dimez
zogiorno parche ſianotte, eſiueggano le ſtelle,ſi come
al tempo ſuo: recitache gli accadde Teucidide, or ana
co molte uolte è ſucceſſo anoſtri tempi. Et gli occhi
- - noſtri
-
L I B R o
noſtri non ſolaméte ſitruouano offuſcati dal troppo ſºli
dore,maetiandioſitruouano offeſi. Come ſi leggedeſl
dati di xenofonte, o di Dioniſio tiranno di sicilia, il
qual gli acciecaua, hauendoglitenuti dentro le prigioni
oſcure,con mettergli ad una luce gagliardiſſima percio
che l'occhio noſtro non può ſoffrire il gran ſpledor della
luce del sole,ma toſtosindeboliſce. Laonde biſogna che
uolendo guardare qualche coſa ſplendente, che ci mettia
mola mano alle ciglia,o pur qualche difenſorio. Di qui
ſi truoua il modo di poterle uedere, ſi come inſegnano
Galeno,o Filoppono. Biſogna diſcendere in un pozzo
cupidiſſimo,accioche per una diſtiza grande, et tenebro
ſa egli habbia a guardare il cielo,ilquale ſia ſereno,ſiche
ſenza detrimento dell'occhio, di chiaro poſſa uedere le
stelle. Percioche le molte tenebre lequali ſono qui ditro, l
a guiſa della notte uniſcono lauiſta, che dal lume ſparſo
nell'aria, non ſi diſperga, nètimettere a far queſta pro
ua,ſel Sole ſarà nel meridiano: o quanto piu ſarà fonº
dato il pozzo,tanto piu facile leuedrai,o piutoſto:er
quantomen fondato,tato piutardo,etcò piu difficulti,
A tal che entrando in una cauerna oſcurauedrai una can
dela acceſa, che farà lume,becheſia meſſa al sole: maque
ſto non ſi può far diſubito: perciochellume del soleil
qualgia occupa l'impediſce coſitruouo che ſi ſono ingi
nati molti huomini d'auttorità, ſicome ricordomi hauer
letto, rodito dire, che ſi poſero a far queſta proua,no
procurando ciò che t'ho adeſſo auertito Etancho in que
ſto, che penſano poter uedere le ſtelle co un ſpecchio po
ſto nell'acqua:percioche percotédo i raggi del Sole nel
la ſuperficie dell'acqua,percuotano poi ilſº dia
ſtorto,
Q v A R T O. I 29
ſtorto,e da quella ſteſſa ſuperficie, ſi riuerberano agli
occhi di colui che uimiradebitamente, e rappreſenta
no la figura del Sole:mai raggi liqualicoſi per indiſlora
topercuotano l'acqua,quindiſpezzati percuotano poi il
ſpecchio,o lauiſta,e parrà dell'iſteſſa figura,euermia
nore,per cagione della refrattione delmezzo piu denſo,
e penſarai diueder la ſtella, che ſeguita il Sole, lagual
coſa ſi può uedere chiaramente nella ſcienza ottica. La
onde molti penſano, che quella ſtella ſia Mercurio,ancoa
rache poco ſtia lotana dal Sole, e ueggono,cheſempre
il ſeguita. Alcuni nell'eſtate s'affaticano peruoleruedea
relacanicula. Ma cerca ilſuo interuallo, ſe tuuuoi cre
dere all'eſperienza piu che alla ragione, nell'equinottiaa
le:benchenontrouardi ſempre l'iſteſſa diſtantia: percio
chehora piu uicina, horapiu lontana trouarai la ſtella:
nondimeno ſempre il pecchio moſtra l'iſteſſa diſtantia,ſe
tumetterai lo ſpecchio nel medeſimo modo. Ma non nea
gano già,che a queſto modo ſi può uedere, non ſolamente
ilSole,che horaſileui,ethoraſi colchi: maetiandio qui
doglie nel meridiano, o con piu facilità. Oltra di ciò
anchoglie l'eccliſſi deluminari: percioche eſſendogli oc
chi noſtri deboli non poſſono ſopportare la luce del Sole,
laqualcoſa potrai fare ancho con un panno nero, che ſia
bucato d'un bucopicciolino. . .
In che modo ſi poſi uederele coſe col proprio cor
lore, bencheil Sole gli percuotaſopra. .
Cap. I I. . - - , -

s e alcuno deſideraſſe queſto, ſerri tuttifineſtre


, R ſerrando
L 'I B R o )
ferrando tutti li ſpiragli,accioche entrado in caſa qual
che pocodilumenon gli guaſti l'opra,o una ſolamente
ne bucaraicon latriuella,ma faraichel buco habbiafigu
rapiramidale tonda,delquale la baſe ſia uerſo il Sole, or
il connio uerſo la stanza. All'incontro ui metterai lena
zuoli bianchi,ofogli, accioche ogni coſa ſia poi illumina
to dal Sole,che tu uedrai gli huomini, che caminano per
la piazza, come antipodi,o quelle coſe, che ſono deſtre
tiparranno ſiniſtre,e ti parrà ogni coſa allarouerſcia,
e quanto piu ſono lontani dal bucoparranno maggiori.
Et quanto piu ſono uicini tanto minori, nondimeno auer
tiſci,chebiſogna aſpettare un poco,perche non coſi toſto
appariſcono le imagini, perche la coſa ſimile gagliarda
fa con il ſenſo inſieme, una grandiſſima ſenſatione, e fa
queſto effetto, che non ſolamente offendino il ſenſo, ma
etiandio quando ſi ſon partiti dall'opera,anchoui riman
gono per un poco di tempo le ſpecie. Laqualcoſa ſi può
uedere per eſperienza,che caminando al sole,uoltandoci
poi alle tenebre,ancho habbiamo negli occhi quel ſplen
dore,per modo chenon uediamo punto,o con gran diffia
cultà. Ma quando poi è paſſatauia,poſſiamo uedere bene.
Mahoradirò quello,c'ho ſemprètaciuto, nè mai
º penſai di dirlo, ſe noi deſideriamo uea
dereogni coſa con iſuoi co- i
- lori propri.
metteragliall'incontro un ſpecchio,ilquale non
bia a diſunire,mapiutoſto adunare:ilguale tanto l'andea
rai accoſtando,o slontanando; perſino che tu conoſce
rai,cheſiaperuenutalaimagine alla ſua propria quan
tità o ſetuuiguarderai fiſſamente uedrai, e cono
. . . - ſcerai
Q vs A R T o. I3o
ſcerai igeſtiſimoti,leueſtimenta degli huomini. Il cielo
ſereno,di colore azurro,gliuccelli che uolino perl'arta,
cheuenendo alla uerità,ti rallegreraiaſſai: e quanto le
coſe ſaranno piuuicine alfpecchio, piu leuedrai al con
trario,o ſe le allontanerai dal centro, le uedraimaggio
ri,dritte,e piu,come ſtanno propriamete, accioche piu
chiaramente ſi poſiuedere, fa che il soleuenghia pera
cuotere nel uolto, e ſe non uorrai queſto, drizzando
lo ſpecchio,talche riſplenda: ma in una debita diſtanza,
tantouariando il ſito, perſino che tuuegga poteruede
reiluero.Di quà è noto ai filoſofi, o a medici, doue ſi
facciatauſione, cioè in che parte dell'occhio, ci ſi ſcio
glie ildubbiodell'intromiſſione tato diſputato, ne queſta
coſa ſi poteua conpiu artificio dimoſtrare: auuenga che
s'intromette l'imagine per la pupilla a ſembianza d'una
fineſtra,er la parte piccola della sfera grande ſuppliſce
in luogo delſpecchio, che ſe alcuno miſurarà la diſtantia
suedrà che la uiſta ſi fanel centro. Laqualcoſa sò che
piacerà aſſai agli ingegnoſi. -
Di qui naſce, che ciaſcuno, ilqualnon ſappia l'arte,
º della pittura,potrà conun ſtilelineare l'imaa ,
ginediqual ſi uogliacoſa. .
Purchergliuoglia imparare a dare i colori; queſta
coſa ad uno che ſappia dell'arte gli ſarà molto facile,
quando che l'imagine percotera,o in un foglio, ouero in
una tauola, o ſe il soleueniſſea mancare, lo può fare
, con qualchedun altro lume Etmolte altre coſe neuengo
no a ſuccedere, lequali non le poſſoio raccontare, maſe
ſimamente ſe ſarà diligentiſsimo colui che maneggiarà
queſte coſe. Quindi anchora ſi può pigliare il modo
R. 2. di
. L 1 e R o
di narrare qualche coſa di naſcoſto, a qualcheduno, che
ſia conſapevole della coſa, ſe foſſe ſerrato in prigione, et
ſi poſſon di quapigliare i principit, da imaginarſi digrà
di inganni,orſe la diſtantia ſaragrande, ſuppliſce tucà
lagrandezza del ſpecchio. Coloro che ſiuantanohauera
lo fatto non te hanno "ſe non baie,e ciancie, o,
non penſo,che alcuno ſino adeſſo l'habbia trouato a
e º vs rus! - -,
- --- indendoſirsi ucdere l'arcoceleſte, a
Cap. III. erai º
-
S1 può fare in molti modi,nondimeno piu comodatº
mente con il criſtallo,opur con la gioiairis, facendou
figuraeſangolare, che coſi l'hanno chiamata i noſtri ana
tichi,laqualſinetta ai raggi del Sole, e l'ombra della
partediſopra dellettopercuota il piano, etmoſtrii co-, l
loridell'arcoceleſte, che a queſto modoſiuede di ſei cana
toni, o ſe non moſtraſſe, faralla di figura triangolare,
chehabbia lalunghezzaditre palmi, o la larghezza di
tre palmi,ola larghezza di due deti,er dipoi branirallo,
alla ruota,e accomodalo. Quando cercarai adunque
aedere l'arcoceleſte,piglia il criſtallino, e accomoderai
gli occhialla lunghezza,cheſetuguarderai per la ſuper
ficie di ſotto ogni coſa uedrai colorita di color pauonaz
zo,uerde,azurro,er giallo. Etſe per la ſuperficie diſo
pra,uedrai mutare il ſito dellicolori,ca queſto il uedrai
piu chiaroche l Sole,or non è coſa da ſprezzare, che ſe
guarderainegli ortigliuedrai che ti parranno tutti co
perti di tapeti,difiori,gli huomini ingirlandati, che ſem
brano angeli, che caminino, le ueſtimente loro adornate
- de nea
Q v A R T o. 13 1
de medeſimi colori. Et ſeguardarai per le bande della
targhezza dalle parti, utdraili colori: e ſe di ſopra,
monuedrai niente colorito,o ſiuedrà colui che guarda,
che parrà che gli habbia quattro occhi, o per cagione
dellaconuerſità degli occhi, ogni coſaparrà che penda,
e ſe gli offuſcherà con creta una ſuperficie,uedrà coſe
dequalia raccontarle piutoſto ti faſtidirebbono, che ti
deſſero ſpaſſo alcuno. Potiamo ancho medeſimamente ue
dere l'arco celeſte, ſe noi mettiamo un fpecchio dentro
d'un uſo pieno d'acqua, che guardando poi nella faccia
del muro,uedrà riſplendere i colori dell'arco celeſte, cr
ancho aſſai piubelli. Altrimenti habbia un uoſo di uetro
polito,º tondo;empielo d'acqua,o mettelo al Sole, che
percoſſo da raggi.ilfplendore, che riuerbererà in alcun
luogopiano, ſarà informa dell'arco celeſte. Coſimetten
doancho l'acqua al sole,all'incontro d'una ſuperficie nea
ra,uedrà che fa l'arco celeſte:laqualcoſa ſpeſſo accade a
coloro, cheueggiono, per il moto delle acque,nellequali
uipercnotenoiraggi del Sole. Ilmedeſimo ancora ſi uea
de d'attorno alla lucerna quando ſoffia Atſtro, et queſto
aſſimamente
- e - r
da coloro,
o-
cheehanno gliocchi humidi.
- - - - -

In che modo ſi poſſono uedere le coſe moltiplia


- - -
cate. cap. 1 1 1 1. - -

-. - s - , .. e sº

F R A gli altri giuochi, liqualiuanno d'attorno è


moirofolizzeuclei occhiale, e infra l'altreè chigan
naio lauitaro ſi può trouarela piu migliore, che per
uia del mezzo, ilquale eſſendo tiarabile,coſi anchoratut
te le coſe ſi lariano Farallo adunque del piaſodouetro,
- s . R 3 e 3°
1: LI B R o
e del più groſſo, accioche piu ageuolmente ſi poſiuole
tare, o l'accomodaraich'egli habbiapiufaceie, orpi
angoli ditantinumeri quantiuogliamo numerarlacoſa,
hauendo perciò cura, che gli angoli nel mezzo habbino
la meta, laquale ſia comueneuole alla gagliardezza della
uiſta,accioche la uiſtaſi diparta, e non poſſi uederela
coſa,com'ella ſtà ueramente. Ethauendoli fatti conque
ſte diuerſe faccie,faraglieli mettere agli occhi, che ſe
guardarà qualcheduno d'appreſſo parrà un'Argo tutto
pieno d'occhio ſe guardaremo il naſo,ci parrà che ſia
tutto naſo,ſimilmente delle mani;per modo che non pare
rà un huomo, ma quel Briareo, finto da Poeti Etſeli
occorrerà guardar danari,uno ti parrà che fieno aſſai, a
talche non lo potrai toccar con la mano: percioche non
ſaprai qualſiail uero, o ſarà meglio darne con quello,
che riceuer danari.Etſe guarderai unagalea dilontano,
parrà che ſia un'armata, o uno ſoldato, tiparrà uno
eſercito, e coſi delle altre coſe, un huomo che ti parrà
che gli habbia due faccie e due corpi.
r. -

Afar uedere con un ſpecchio,chelcapo ſia in giù,


o i piedi in sù. Cap. V.
- - -- : i
s E alcuno deſidera uedere con i ſpecchi piani le
perſone con i piedi insù, el capo in giù; benche queſto
propriamente faccinoiſpecchi concaui, nondimeno anº
cho con i piani il poſsiamo fare in queſto modo. Farai
che due ſpecchi piani per la loro lunghezza s'accoſtino
inſieme, per modo che non ſi poſſino muouerediquà,or
dilà, o farai che faccino l'angolo retto. Dapoi che
, e l'haurai
Q v A R T o, 132
fhaurai accomodato bene per la congiontione della luna
ghezza, mettiamoli alla faccia, per modo che in un ſpeca
chioſiuegga la metà, e nell'altro il reſtante della facº
cia. Allboracà ilſpecchio,dalla parte ſiniſtra guarderai
da una bandaper il dritto, che tuuedrai torcereil capo,
quando che per la lor lunghezza ſpartiranno la faccia,
che guardi in due parti.Etrappreſenterà queſta imagi
ne,di cui capo a baſſo, cripiedi all'insù appariranno,
Etſe il ſpecchio ſarà largo, moſtrarà l'huomo tutto al
la rouerſcia. Et queſto procede dalla refleſſione dell'u-
no e dell'altro. . . . . . ..
- : : . -

vn ſpecchio fatto di piani, nelquale una coſa ſi


tº e
º
urgga eſſer piu. e
cap. VI -. º

g . A antichità prudentiſſima,trouò un ſpecchiofat


tº di piani colgualmettendogli dinanzi una coſa moſtra
“beſinopia, e ne dà piu imagini,ſicome ſi raccoglie
dalliſcritti di Tolomeo.ilqualſicompone a queſto modº
Preparerai in una tauolapiana, o pur in un altro luogº
º un mezzo cerchio, ilquaſtomparterai ſecondº
ilmºnero delle imagini in parti equali con i ponti,ºº
queſti ponti tendiui ſotto le corde ettagliane i cerchiº
º Pºidrizzaui dentro ſpecchipiani, et parallelidelº
la ſteſſa altezza, fermandoli e incollandoli bene, per
º che tieno ſaldi che non ſpoſinoleuare, erque
i ſºnº congionti perla lunghezza in quella pin ſu.
perficie - Dipoi farai mettere l'occhio di colui, che ui
3uarderà al centro del cerchio , accioche ugualmente
egli guardi per tutte le parti, che in ciaſcuna parte del
R 4 ſpec
r:v .O L' I B R o
ſpecchio aiuedrà la ſua faccia, fatte ancho in forma di
cerchio, e ſpeſe uolte informa di balli, cuer di teatro,
Et per queſta cauſa queſto ſpecchio ſi chiama teatrale:
percioche partendoſi le linee dal centro, perpendicolare
nente,caſcano ſopra la loro ſuperficie,er ſi riflettanoin
lor ſteſſe, e in queſto modo rappreſentano agli occhi le
imagini,ciaſcheduna moſtrandola fua,e coſi uoltando a
lo perdiaerſi nodi,et ſiti, guardando ne moſtrano ancho
diuerſi ſitidelle imagini e sei
- . e . . .. a

A comporre un ſpecchio da ueder molte º


coſe. cap. v 1 I. º sº -

s 1 compone un ſpecchio, ilquale ſi chiamapolita


ton, cioè dauedere molte coſe; perciocheaprendolo,er
cercadolo, moſtra d'un ſoldito piu diuerſeimagini. Que
ſto farai adunque atalmodo; Drizzadue ſpecchi d'aca
ciale,o di criſtallo rettangolari ſopra una ſteſſa baſe, or
fieno di proportione hemiolia,cioè, che unofauna udlta,
ermezza piu grande dell'altro, o di qualche altra proa
portione,o suniſchino inſieme dalle parti della lighez
za,a guiſa d'un libro,che sapre,o ſerra,delliquali ſe ne
fa avenetiapuraſſai,che preſentadogli a queſto un uol
to, nell'una o nell'altra imagine uedrai piu bocche, er
queſto quanto piu ſtretto il terraiet che l'angolo ſiami
nore,ſarà piugrande l'imagine,o piu che terrai aper
to, ſarà piu debole,o piccola l'imagine,et di minor nu
mero;et coſì moſtrandogli un dito non uedrai ſenò diti,
cr le coſe che ſon deſtre,le uedraideſtre,et le ſiniſtre,ſia
niſtre,ilche è contrario alla natura de iſpecchi,et queſto
, - º naſC e
- ,
Q v A R T o. I33
naſce dallaſcabieuolrifleſſione,et dalripercuotere delle
linee,doue ne naſce la permutationedelle imagini.
-

-
A comporre un ſpecchio dei piani, nel ſualſiuegga che
e unouenga,o l'altro ſi parta. Cap. VIII.
- va a si e - e
i Po TRA I ageuolmente in queſto modo che dirò,
comporre un ſpecchio nel gualſiuegga una perſona ue
nire,o l'altra partirſi, piglia due ſpecchi piani, o fa
che la lunghezza loro, ſia con la larghezza in proportio
ne doppia,oueroſeſquialtera, cioè una uolta,o mezza
piu la lunghezza della larghezza,e queſto per piu coa
modità, percioche la proportione qui importa poco, o
fa che ſieno d'utiſteſſa lunghezza, liquali abbaſſandoſi
ſopra un ſteſſo stile,suniſchio inſieme, o ſi poſino ſoa
pra un piano perpendicolarmente. La onde i ſpecchi fiſsi
ſi muouino ſopra un latoriobile. Coſì non è dubbio alcua
no, che in uno di quelli tedrai uefire, e nell'altro para
tirſi o quanto piu quello saticinarà, tantopiu l'altro
s'allontanara,o coſì ſi ucdrà che nell'ulouicile,o nele
l'altro che ſi parte.
Afar che con iſpecchi pianiſiuegga quello, che ſi fida
- lontano, e in altri luoghi. Cap. I X.
- CH 1 uorrà ſecuramente, etnaſcoſtamente, potrà
ſenza ſoſpitione alcuna, uedere quelle coſe, che ſi fanno
indiuerſi luoghi, chealtrimenti ſenza queſti ſpecchi nò
potrebbe; ma biſogna eſſer diligente nel ſituare i ſpecie
chi. Accomoderai in camera,o altroue,dotte che ſi poſi
uedere, et dalla parte uerſo la feneſtra accomoderai il
i ſpecchio
l I e R o
ſpecchio, che ſia uolto uerſo la tua faccia, e fa che ſi
ben diritto, e ſe faceſſe dibiſognoficcarlo in un mattone
da ogni parte mouendolo o abbaſſandolo, per ſino che
gli dial imagine di quel luogo, che tu deſideri, la qual
coſa lapotrai conſeguire con accoſtarui gli occhi slonta
nate, e ſe foſſe difficile fa così, il Dioptra che è quel:
l'iſtromento il quale, adopra per miſurare l’altezze con
il quale non ti ingannerai, ilquale lo dirizzerai ſopra
la linea perpendicolarmente, che ſega l'angolo, che tu
uederai quelle coſe che ſi fannoin quel luogo e chiara
mente, e queſto ſuccedera in dinerſi luoghi diqui pros
uiene, cheſe non torna commodo con uno ſpecchio, po
traiuedere l'iſteſo in piu,oueroſe per la troppa distan
tia ſi perda la coſa uiſibile, è per cauſa delle maraglie,
ò di mouimenti, impediſca, accommoderaui un ſpecchio
ſopra per l'altro uerſo di ſopra la linea indirizzata, la
quale ſpartiſce l'angolo retto, altrimenti maifara l'opez
ratione, che tu uederai illuogo che deſideri, percioche
uno moſtrando l'immagini all'altro, molte uclte repercoſ
fa l'immagine, ſe ne ua all'occhio, o ucdera quelle coſe
che impediuano, prima quando l'immagine ſi preſentaua
all'occhio per linea retta, e coſi la coſa uiſibile non ſi è
impedita da luoghi, è muri, o ſarà facile a farlo, coſi
ſpeſe uclte se uſato traſportare l'immagini. Ma ſe al
trimenti deſidereraiuedere qualche coſagrande,e è in
molta altezza, per modo che l'occhiononui poſſa arriua
re. Metterai inſieme due ſpecchiperlalonghezza, come
gia ho detto, e uno di quelli ſpoſa ſopra un legno, è ſo
pra un mattone, facendo che ſtia in alto, acciochehabbia
la coſa preſente dinanzi. L'altra fa che ſtia attaccato a
- - lllla
Q v A R T o. 134
unafune,accioche commodamente ſi poſſa muouere,quan
doti piacerà, e quando tuuederai che farà angulohoa
raacuto,horaottuſo,ſecondo che faràdi biſogno alue
dere, tanto che la linea del ſecodo ſpecchio s'interrompa
nelmezzo, e gli angoli dall'incidentia cauſati ſieno pa
ri. E deſiderando uedere coſe che ſono aſſai in alto, inale
za, eſe le coſe baſſe, abbaſſa, perſino che ſi interrompa
alla uiſta,che alhora la uederai, e ſe in mano haurai un'al
troſpecchio guardado in quello piuageuolmeteuedrai.
-

º come ſi compongaunſpecchio, nel quale ſiuegge e non


rappreſenti ſe non quello che ti piacerà.
- - - - - Cap. X.
s1 compone ancho in queſto modo un ſpecchio, che
:
º
guardandoui dentro egli nonuegga la ſua immagine, cr
uegga quella d'altri. Neanchoſì uedrà per tuttele ban
de. Ferma un ſpecchio piano in un mattone dirizzato
ſopra un piano perpendicolarmente, o s'inchini ſopra
una manifeſtaportione del Angolo, con la teſta, dirim
petto al quale, ſpezza un mattone ſotto la quantità di
qualche pittura o tatua, la quale metterai ſecondo la
portione della quantità, queſta la cuoprirai, accio
che non ſia ueduta da colui, che guarda nel ſpecchio,
che la coſa dara piu marauiglia, e fa che non ui poſſa
andare, che lo ſpecchio nel luogo ſuo romperà l'ima
magine, per modo che ſi percoteranno ſcambieuol -
mente per lo ſpecchio, la uiſta e la coſa uiſibile, equie
ui metterai l'occhio, il qualluogo lo trouerai in quel mo

| do che di ſopra ho inſegnato, caminando adunque colui


che guardanon uedrane la ſua immagine, ne altro mai.
- E quando,
- - - oL I B R oo
Et quando gli ſarà all'incontro,etgiongerà al luoco des
putato, uedrà l'imagine della pittura, otteroaltra imagi
nellaqualcoſa in altro luoco non la può uedere,
v. ,
In che modo ſi componga un ſpecchio piano, con ilquale
tu uegga l'imagineuolar per l'aria. Cap. XI.
a º
Q vs sto ſarà un ſpecchio di minor compoſitio
ne,et di piu piacere, ilquale eſſendo diſteſo in terra fa
uedere gli buonini, che paiono che uelano per l'aria,ilche
ti parerà un miracolo. Se alcuno uol fare queſte ſarà
facilcoſa, congiorgi inſieme due legni,lequali inivando
la figura giorno test ſieno fiſſati per ogni parte, fa che
faccino un angolo,che gli habbino la figura del triango-.
ioorthogonale,et iſochele,fermalo et poi in ciaſchedun
piede un ſpecchio grande, che del pari tieto all'incatro,
et igitalmente stia lontano dall'angolo, uno di queſti ſe
raid haibi a stare agiacere, et nel mezzo di queſti stia
colui che guida, ma che litia un poco in luogo alto da
terra: accieche più agevolmente nell'andare.etnei uomie
reuegga la forma del calcagno; imperocheſibitamente -
su draſe si ponerai alla linea retta, che attrauerſa l'ane
golo,etſaugainsitelontano dall'Orizonte. A queſto
niego quei pecchio che moſtra l'imagini, le ripercuote
nei ci o eco i che guarda muona lenari,ct i piedi,
inquin befa negli uccelli auolare, coſi in un di
quei er ..aedrà ſe medeſimiouclare, per modo eſse
ſi apre in gita, per che non ſia nel luogo, nelquale
egli impediſca la riſione, percioche ſe altrimente fa
ceſsinoiti derebbe nulla.
- -
A fare
Q v AR T o. 135

A fare che con un ſpecchio di figura cilindria,cioè luna


ga,etcauato, nelqual guardandoti uegga l'ima
gine d'un'altra coſa pendente in aria.
i Cap. X I I.

HA queſta proprietà il ſpecchio fatto in figura coe,


lonnare,o caualo,anchora che ſia mezzo cilindro, che
gli importerà poco,che eſſendo poſto in una camera o in
qualchedun altro che gli moſtra l'imagine della coſa che
ſarà pendente nell'aria:laqualcoſa ſe ſei deſideroſo di uo
lerla uedere, lo preparerai a queſto modo, Habbia una
parte d'un ſpecchio di figura cilindrica,o togliamo dire
colonnare, laquale poſerai nel mezzo della caſa, ſopra,
una tauola,ouertrepiede, che sia diritto, e fa che pere
pendicolarmente percuota nel ſolaro. Dipoi metterai
l'occhio ad un buco, ilqual ſia poco lontano dal ſpecchio,
maauertirai bene, che ſtia fermo, accioche quello non
uadihor quà,o horlà. oltra di ciò farai rompere il
muro, ouer la pareteall'incontro dei ſpecchio,a modo di
una feneſtra,laquale habbia figura piramidale, e den=
troſia il connio,o fuori la baſe, come ſi ſuol fare, met
tiui qualche imagine, ouer qualche figura, laqual non ſi
poſſauedere con l'occhio:con queſte pure che ſi poſifae,
relareuerberatione dal ſpecchio per tal modo che quel
la pittura, laquale era fuori, non ſi poteua urdere, ſi
uegga nel lecchio pendente in aria liqualcoſa non uez.
drai ſenzagran marauiglia. Queſto lofa ancholoſpeca,
chio comuelſo, di figura piramidale, accomodandolo in
queſto modo, che rappreſenti l'iſteſa in gine.
A fare
- L I B R o .

Afar che con un ſpecchio tondo, e cauato,ſi poſſiamº


chouedere un'imagine pendente in aria. Ca.xIII.
si può ancho meglio uedere in aria l'imagine della
iſteſſa coſa reuerberata in un ſpecchio d'altra figura,che
cilindra come di figura sferica,e concaua, & piumie
rabile in un pezzoſuo: percioche dal ſpecchio ſiuedrà
da lungt,percheſiuede nel centro della sfera. Queſto lo
metterai in un luogo oſcuro, et quando tu ſarai lontano
un poco da quello,tuuedrai il caporiuoltato, tu allora
guarda con gli occhi fiſſi nel centro, perſino che l'imagi
ne arriui agli occhi tuoi,oltral ſpecchio l'imagine rifleſ
ſanell’aria,mente moſſa, pur che iraggi degli occhira
uoltituuegga anchor melſpecchio l'imagine di quiui poi
facendoſi piuuicino ſi fa maggiore,talche par che ſi toc
chicon mano. Etſe ſarà il pezzo delſpecchio grande,nò
ſarà chi non ſi marauigli, percioche facendoſi d'appreſa
ſo, ha ſpauento, egli parrà che ſiſcontri naſo con naſo,
cr percoterſi inſieme, e salcuno col pugnale in mano
l'aſſaltara,gli parrà che medeſimamente quell'altro uen
ga alla uolta ſua,eſſergli ferite le mani, acciochef faccia
indietro: & segli menarà un pugno gli parrà che glie,
neſia tirato un altro; atal che ſi ritirerà indietro per
temenza. Ma acciochepiu ageuolmente tu poſsi conoſce
re il centro,uſa queſtaregola, accioche non ti parti dalla
Matematica, Piglia un arco di carta,o di cera & uiti,
rarai dall'una e l'altra banda una corda, e perpendi
colarmente il diuiderai in due modi, che nel trauerſarſi
delle linee,cioè doues attrauerſano inſieme,ui trouerai il
Centro:
Q v A R T o. 136
centro:laqualcoſa ſipuò conoſcere in tutte le coſe con
caue, ſono ancho molte eſperienze degli ſpecchi conca
ui,lequali l'inſegnano di ſotto. -,

a Le imaginationi, cºoperationidelſpecchio,
a concallo, ºcup, i X I l I 1.
- si .

“Qy AND o ſarà trouato il centro del mezzo cer


chio, ſarà facilcoſa a conoſcertutte le diuerſità;auurne,
ga che da quello tutte piglino regola: uolendo adunque,
uedere il capo alla rouerſcia, hauerai il capo fuor del
cetrodelſpecchio, che di ſubito tuuedrai il capo ingiu,
er ipiedi all'insù. Seil mezzo cerchio non ſarà intero,
maſarà ſolamente un pezzo, dentro ui potrai piu age
uolmente accomodare il capo, nelqual tuuedrai unaface,
cia grande d'un Bacco, o moſtrarà un dito,groſſo come
un braccio: queſtiſpecchi fece Hoſtio,come dice Seneca,
accioche moſtraſſero l'imagini piu grandi del dottere, ila
qualfumolto libidinoſo, facendo i ſpecchi in queſta for
ma, ſiuoleuapigliarſpaſſo peruedere i ſuoi membri coſì
groſſi, quando egli commetteua quel uition findisſimo
i di ſodomia Malaſciando da parte queſte coſe ſi uedran
noquiui le coſe,che ſono deſtre,che parranno ſiniſtre,or
allungando il capo a poco a poco la faccia ſi fa piugraº
de, quando egli ſara uicino al centro uedra due uolti, et
quattro occhi: quelli che ſi uedranno mouédoin una pare
te il ſpecchio oueranente lateſta; percioche per la pic
colezzadelſpecchio, non ſi poſſonuedere inſieme. Qua
do l'occhio ſaranel centronò uedra ſenò ſe ſteſſo, et paſ
ſato quello, uedra radoppiati i uolti, et due capirina
A s -, uerſciati,
-
5 - e L I E R O
uerſciati; pur che la linea tirata per il centro, percuota
l'interuallo degli occhi vedrannoſi ancho tutte le coſe
muouere in parte contraria. Colui che guardamiri con
ſguardo fiſſo, per aſsioculari dupplicate, accioche poſi
uedere ogni coſa radoppiata, come anchoſpeſſo, accaſca
con laragione, che una ſteſſa coſa in piu modi pare che ſi
raddoppi. Coſì ancora metti a giacere, o interra,ouero
in una tauola, un ſpecchio, orfa che tieno ugualmente
lontane due bocche, una stretta crl'altra larga, che ſi
uedrà una faccia molto contrafatta. Fra l'altre coſe, que
ſto ſpecchio ha queſto di buono,che còeſſo ſi getta il fuo
coin alto, o fa grande arſione, o chi deſidera uolerne
farla proua,mettail ſpecchio ai raggi del Sole, etmeta
ta qualche coſa atta ad abbruciarſi, o eſca, o fuſtano ria
ſcontro al centro, ilquallotrouarai conl'accoſtarti, or
diſcoſtarti,o lomoſtra ancho ilconnio della luce,che di
ſubito accende la fiamma: & ſe continuarai molto, può
liquefare il piombo, o il tagno, benchemi ricordo ha
uer letto chaliquefatto l'oro,o l'argento. Etſel pez
zo ſarà maggiore,in piugrà diſtantia accederà ilfuoco.
Del pezzo di ſpecchio rettangolare, o d'altri ſpecch
da far fuoco. Cap. X V.
M o LT E uclte ho detto,chel ſpecchio ha gran for
zanell'abbruciare, hora ſarà tempo, che inſegni a fare
un ſpecchio, ilqualgetti il fuoco in alto, poi che ne ho
fattamentione, ilquale per teſtimonianza di Galeno, e
dimoltaltriè fatto da Archimede, etcon eſſo abbruciò
le galere degli ſuoi inimici: percioche queſta parte
coſì gagliardiſſimamente uniſce li raggi inſieme, che
COrs
Q_v A RT o. 137
con molta forza getta fuoco: accioche ideſideroſiſapa
pino il modo di comporre queſto ſpecchio, ſcriuila rego
la sia manifeſta la diſtanza, nellaqualuuoi accendere il
fuoco, poi farai una piramide tonda radoppiata, o al
diametro rettangola,e ladirizzarai, ma per comodità
faralladi cera poi ne tagliarai una portione ugualmente
diſtante,o ſi chiamarà rettangola,ouerparabolica:or
ſe la taglierai uerſo lapontanellantigonio,hauerai l'hi
perbole: e ſe uerſo la baſe, nell'antigoniohaurai l'elipa
ſini, ma noi cerchianola parabola: nondimeno farai che
la portioneſiaminore, accioche piu facilmente ſi poſi
cauarlo ſpecchio, e la coſa paiapiu miracoloſa, della
tagliata portione, ne diſegnerat una formanella ſuperfi
cie d'una tauola piana, ouero in una laminadiferro, coe
me inſegnarödiſotto,dipoiper la ſommità,et per ilmez
zo della baſe, ficcati un legno,e eſcauarai alcunamate
ria d'acciaio o diferro,o di altra miſtura,dellaqualpria
man hauraifatta la ſtampa, queſto ſpecchio di tal ſorte,
i
ſichiama parabola,che ſecondo la propoſta diſtanza,con
uioléza poſto al Sole, che la ſua aſiaſta dirimpetto al So
le abbruciarà: a talche percotendo i raggi nel ſpecchio
in perpendiculare,inſieme raccolti fanno una reuerbera
tione, o suniſcano inſieme,ſichediuentano un raggio
ſolo, il quale abbruciamolto, e per queſto non trouafra
le altre partiniſſuna,chepiulontano,e compiugagliar
dezzagetti fuoco,che la parabola. Altrimentiſifanno
l
moltiſpechi,iquali accendono,etnon ſenza grade infiam
matione, come di molti piani uniti inſieme, auuenga che
d'unſolo farnon ſi potria,ſi come e manifeſto per rigio
ne Geometrica. Farai adunque un ſpecchio da far fuoco,
S di
- - L I B R o º
di pezzi piani farai un corposferico ſcauato,di qual ſi
uogliamateria, e inſieme farai che nella ſoperficie ca
uataſitocchino inſieme, a talche nonui rimanga uacuo,
crſieno i pezzi delli ſpecchi heſagoni, quadrangolani,
ouertrigoni,o ſarà aſſai migliore, che i raggi ſinome
rino di molte ſoperficie.Coſimeſſo al sole inuerſo ilcena
troiaccende il fuoco. Diceua Attenio,chelfuocos'accen
deuadi ſette ſpecchiheſagoniligati inſieme, orfattone
uno,er queſta coſa all'eſperienza non rieſce, ſe non s'ab
baſſa un poco, atalche per la rifleſſione di tutti s'accen
dal fuoco. Etnonniego io,che ancho non ſi poſſa accena
dere ilfuoco con aſſai ſpecchigibboſi, facendoſi che mol
tiraggi ſecos'uniſcano, nondimeno è impoſſibile d'uno
ſolo, e queſta compoſitionenon ſi faria ſenza gra diffi
culta. Si può ancofarliſteſo,peruiadella compoſitione
d'aſſai ſpecchi concaui, e per interſecamennto di quela
li ma ancho queſta ſarebbe gran difficultà di colui,chel
componeſſe: biche queſti farebbon l'effetto piu efficace
mente, o l'iſteſo anchora per l'interſecationi di molti
ſpecchi piramidali.ilcheſarebbe bello dauedere.
Ad accendere il fuoco con una guaſtada
- piena d'acqua. -

Meſſa al sole,cheſiatonda, o di uetro, che quando


ſi mette diritta al sole, e dalla parte di adietro, diritto
alla linea del uoſo, laqual paſſa per il centro, mettiui
qualche coſa faciliſsima ad abbruciarſi, doue i raggi
paſſando iraccoglino inſieme: ilche con qualche coſa
luminoſa ſi conoſce, che di ſubito uimette fuoco, con
3rammarauiglia di coloro,che urggono, per uedere che
dall'acqua eſce il fuoco, -, -
Col
Q v A R T o. 138
col criſtallo tondo anchora.
s'accendel fuoco, ouer con una palla tondabene: o
pure ſelſi preparaunuetropiano,come un'occhiale,er
per un poco diſpatio meſſo al sole,queſto per la parte di
dietro raccogliendo i raggi,fafuoco, o tanto andarai
auicinando, o slontanando quell'eſca, per inſino che tu
troui il cono deiraggi,o quiuilaſciandola un pocofer
mare s'accende ilfuoco; & molto ci marauigliaremo ſe
ſarà un pezzo grande di palla. I Medicinſegnano quel
le coſe,che s'adoprerà nel corpo, che non ſi può adoprar
coſapiu utile d'una palla di criſtallomeſſaal Sole.
A fare un ſpecchio, nelqual ſi ueggon molte
diuerſità d'imagini caxVI. -
HoR A misforzarò còporre un ſpecchio, nel quale
appariranno diuerſe imagini: & benche tale poſitione
ſia difficile:nondimeno ricòpenſeràladiuerſita dell'ima
gini,lequali uiſiueggon la fatica,tal che noi ci porremo
acomporlo. Piglia un cerchio, ſia grande,opicciolo,ſea
condo che tuuorrai lo ſpecchio, o di quà, o di là, ne
taglierai dal cerchio dueportioni,una gran quantità del
pentagono,e l'altrahecagona,come manifeſto nelle ma
thematice.Et dipoi ſcaual'arco del pentagono in unatas
uola,o ferro, di modo che dentroui quadri bene,ſiche
paia che ſia cauato di quiui;& dal lato contrarioui ſarà
il lato dell'eſagono, o la ſua quantità ſi riceua in una
tauola conteſſa, che a ſembianza di quello stia rileuato
l'arco, Dipoi pigliarai una piaſtra di cera, o di piombo
d'unaconteneuol ſolidezza,laqual per la larghezza ſua
peril'arco dell'heſagono, e per la lunghezza l'uno cr
- S 2 l'altro,
- L 1 B R O
l'altro:e coſi oltra di ciò ſitorcalalamina, che la poſi
accomodar bene nel legno ſcauato: acciochenò ui riman
ganiſſuna feſſura, e la ſuperficie conſeruata ſi metta
uiui ſecondo la ſua larghezza: ſi che la concauità non
i in contraria forma conuerſa:ma la lamina riceualue
na, o l'altra parte ſenza impedimento alcuno, e coſì
preparata la forma, ſi faccia lo ſpecchio d'acciaio, o di
qualche altramiſtura,come inſegnarò: che quando ſarà
ben polito,moſtrarà molte diuerſità d'imagini. Primale
coſe deſtreſi uedranno deſtre;& le ſiniſtre,ſiniſtre:bene
cheiſpecchiſogliono hauer communemente queſta pro
prietà, dimoſtrare il deſtro ſiniſtro, el ſiniſtro deſtro,
Maſelportarai all'indietrouedrail imagine, che uerrà
innanzi, e ſe ti accoſterai alla parte conuerſa, ſi uedrà
l'imagine piubrutta, o quanto piu l'accoſterai,tato piu
diuenterà brutta, ortantopius aſſomiglierà a un capo
dicauallo; o ſe ancho abbaſſerai lo ſpecchio, anch'ella
s'inchinerà che uariando ancholoſpecchio in diuerſimo
di, uedrai medeſimamente molte diuerſità, hora il capo
all'ingiù,o i piedi all'insù; o finalmente uedrai molte
coſe, legualinon fadibiſogno, che adeſſo io le dica. Impe
rochemeſſo ſopra una coſa che ſiuolti, che egli poſsimo
ſtrare l'una,et l'altraparte,colui che uiguarderà,uedrà
ogni coſa. Si compone ancho un ſpecchio,nelgualſi poſ
ſonuedere tutte quell'imagini,cheſiueggono in tutti gli
altri, piu bocche,horamaggiori, hora minori,hora dea
ſtre,horaſiniſtre, queſtepiuuicine, quelle piu lontane,et
in eguale, ſe ſi mette in un luogo, che da un lato ſia ſia
nuoſo, dall'altra concauo,etnel mezzo piano,uiſiuedrà
gran diuerſità d'ingini. Mettendo la bocca all'incontro
-
-
Q v A R T o. 139
alfpecchio cilindro,cioè lungo ettondo, quanto ſarà piu
difforme perlalunghezza, tanto parrà piu brutta per
la ſua ſottigliezza o ſe la ſua lunghezza attrauerſerà
la faccia per ilmezzo moſtra un uolto, che par un ranoc
chio per modo che non ſiueggono ſe non identi e quaſi
all'ſteſſo modo, che ſi guarda in una ſpada, o in qual ſi
uoglia altro corpo polito,e lungo, abbaſſandolo dinana
zimoſtra una fonte grande, un mento piccolo ſottile,
come quel del catallo. Ma per il contrario, ſeguarderai
dalla parte di dietro, uiuedrai d'una ſteſſa coſa piu ima
gini in quell'iſteſomodo,che diceua di quel diſopra se
metterai l'occhio al centro,iluedrai grande, e di tanta
;
º!
larghezzaquanto è lo ſpecchio: coſì ancho lafronte, il
mento,la bocca,e laltre parti. Se anchovciterai quee
ſtoſpecchio, che attrauerſi la faccia perla larghezza, di
ſubitouedraiilcaporiucltato, e tutto ciò chabbiamo
detto nel ſpecchio cicauo.Se guarderai nel ſecchiopia
ramidale,uedrai la fronte aguzza,el mento largo: o ſe
all'oppoſto uedrai la frate larga,el naſo lighiſſimo.Nel
ſpecchio cdcauoui uedrai molte bocche, et maſsime acco
modãdolo di piu parti: che miràdoſi dentro tante imagi
ni,uedraſi quatiſon iſpecchi che ſi mouerano all'iſteſo
modojet finalméteſecodoche ſerà lo ſpecchio, cioè che l
non ſia piano, ſempre ſi uedrà diuerſo dall'imagine.

In che modo l'imagine ſirileui fuori in un ſpec


chio ſcauato. Cap. XVII. .
P E R induſtriade moderni,è ſtato trouato,che in
un medeſimo ſpecchio fiueggono piu bocche,o piu ima
gini d'una ſteſſa coſa, ſenza impedimento del primo,
S 3 Concioa
-. º o IL I B R O e,
Concioſiacoſa che ſcauano lo ſpecchio dalla partedidee
tro,o uifanno un ſcauopicciolo,talche mettendouiſoa
pra un foglio(come inſegnano) cheſia bene accomodato,
farà l'effetto dell'altro. Di quà è stato trouato,che guar
dadoſi alcuno in un ſpecchio,egli uegga l'imagine d'un'al
tracoſa dirizzata,e che con moltaammiratione di co
lui che guarda, uolendo pigliarla con mano ſe la truoua
pienad'aria, e mi ricordo queſto hauerlo uiſto molte
uolte, e coſi ſtà la coſa. Fatto un ſpecchio di criſtallo,
bécheſariameglio della gioia inde,com'ho ſempre uiſto,
nelqual dalla parte di dietrouiſcauano un'imagine, con
gran diligenza, e poi di ſoprau accomodano un foglio,
elmettono nella caſſa, percioche quanta fondezza gli
hauràtatoſiuedràſopralaſoperficie,etnontiſatisfarà
ſino che nol tocchi cd mano,a queſto modo bene ſi poſſon
leggere le lettere che parranno fiſſe nell'argento, et non
ſarà coſi acutauiſta, che non s'abbaglinel guardarui.
- s-n

In che modo ſi pone alliſpecchi la piaſtra.


e r; Cap. XVIII.

M 1 pare già hauer raccontate tutte quelle appa


renzedelli ſpecchi,lequali ho ſapute:horami reſta a dia
re certe altre da nontralaſciarle,accioche ion inſegni la
ſcienza perfetta. Primamente dirò la terminationedelli
ſpecchi, iguali ſi fanno di criſtallo, e di uetro Dipoi
le miſture degli altri, il modo di polirli, accioche quelli
chefanno queſt'arte, gli ſappino conoſcere, e ci porli.
Et benche ciſieno molte miſture,lequali moſtrano lima
gini delle coſe come l'acqua,molte gioie, elmetallo bru
:: “ , - º- - -
a filtO5
O v A R T o. 14o
mito; nondimeno non è coſa neſſuna, che moſtri piuchia
ro quant'è il piombo teſo ſotto luetro, 1 ſpecchi chiari,
o ſi fanno di criſtallo, o diuetro. A quelli criſtallini ſegli
mette di dentro certe foglie;ma a quelli cauati,e cona
ueſi di uetro una certa miſtura, con laqualſicuoprano
cgn'uno. Alli ſpecchi criſtallini, quando ſono piani,l'ara
tefice gli fa una piaſtra dell'iſteſſa miſura,laquale è ſota
tile,e piana,con quella diligenza,che puote; percioche
ſel criſtallo,oluetro non " piombo dietro dia
ſteſo, che con la ſua durezza faccia fermare le imagine,
non ſi uedrebbe l'effigie della coſa, ma la laſciarebbe
perdere: percioche luetro è raro, o lucido, e per la
chiarezzaſualalaſciarebbe perdere, ſi conenelsoleſi
perdeogni lume. Et però ſopra queſta piaſtra ui tendea
rai con il dito l'argentouiuo;accioche tuttoſelfughi,et
come uedrai che s'è attaccato alla ſoperficie, che parerà
d'argento,allhorapigliala con le mani, e cominciarai
da qualche parte metterla ſopra il ſpecchio,cuoprendoa
lo apoco a poco con grandiſsima diligenza, che dentro
non ui ſi racchiuda dell'aria percioche guaſtarebbe l'oa
pra,o come l'haurai accomodata,metterallo ſopraalcu
na coſapiana, mettendouiſopra qualche peſo, e laſciaa
lo ſtare per ſpatio di uno giorno. Di quà ſi uede che la
natura compoſe l'occhio aſomiglianza del ſpecchio;per
cioche dalla parte di dietro, eſſendo le parti lucide, ui,
hebbe a mettere una certanerezza, la quale togliedo uia,
ſubitamente ſi perderebbe il uedere. In un altro modo
poſſiamo terminare i pecchi conueſsi. Tu farai un uoſo,
un pocogrande di uetro, in foggia d'un mortaro tona,
do;ſi come ſi ſogliono fare nelle forme diuetrari, cri
-- º
s 4 quando
si ai I B R O
andoglie infocato abbrucialonella pancia con qualche
i" pur in qualche :
doiluetroſerà liquefatto, farai che tocchi iluaſo, etco
lui che ſoffia faccia il ſuo officio,che ſi rompe in quelluo
go la coſa gonfiata, e per quel buco ſi ſparge la miſtu
ra, laqual primieramente preparerai:iluetro ch'elique
fatto, accomodato,cauatolo di quini in un altro uoſo, o
poi piglia antimonio,etſtagno limato tanto dell'uno qua
to dell'altro, e per ogni parte l'artefice ilriuolti,moué
doloprajet come uederà che coperto il concauo, per lo
iſteſſo buco caui quelche auanza,elaſcilo raffreddare. E
diquiuilopartirai in due o in piu ſpecchi, laqual coſa
ageuolmente farai con la pietraſmiro, perciochehaque
ſta proprietà che coltoccar ſolamente taglia iluetro,el
criſtallo, coſibaurai gli ſpecchi chiari,er terminati. -

Achemodo ſi faccinoiſpecchio le miſture, er .


politure loro. Cap. XIX. .
i - . . .. -

s E deſideri fare un ſpecchio comueſo formato in


diuerſimodio quella parte che ancho diſopra diceua
mo,che ſi chiamauaparabola. Farai una forma di cera,
perche piu comodamente ſi maneggia,comehaurai fatta
la forma, ſecondo che deſideri,faragliuna coperta con
queſta terra,laqual dirò di ſotto, che come ſara un poco
groſſa, poi ti accomoderai qualche coſa ſopratrita, che
ſia tanto ſoda, che poſſa ſoſtentare il metallo liquefatto,
per modo che non ſi ſpezzi dalla forzadelfuoco,ma la
ſciarati un bucolino piccolo, per ilqual tuui poſſa met
tere il metallo. Metterallo al Sole a ſeccare, percioche
ſcaldandola
v A R T o. 141
i ſcaldandola al fuoco ſi disfarà la cera,e coſi in quel cas
uo caldo,mettiui il metallo liquefatto o laſcialo rafred
dare,chaurailo ſpecchio in quellaforma che deſideri. Le
terre che pottamo adoprare, ſono di piu forti. Come ſini
ro, e pomice,pietruzzole, cuſcie diſeppie, poluere di
mattoneuecchio, qualſicaua, quando s'arruotano inſiea
me, oſſa di becco abbruciate, ruggine di ferro, e molte
altre ſimili, queſte coſe peſtale bene, tacciale che ſieno

;

polueri minutiſsime, e di nuoto rettile nel mortaro a
peſtarle, Dipoi metterale dentro d'unuaſo al fuoco, che
ſi ſcaldino bene, poi macinarle in una pietra diporfia
do,perſino che ſeranno fatte poluer ſottiliſſime, tanto
che a pena ſi poſſa taſtare. Dipoi con l'acqua,o colcora
me le fanno piu ſottile; & oltra di ciò,otutte, o lapiu
; parte,le bagnano con una certa acqua, che la chiamano
menſtruo: poi pigliano una pignatta piena di ſale, laqual
f mettono al fuoco di carboni acceſi,etcornei ſale ceſſa di
far ſtrepito,la fanno disfar nell'acqua. Etfetulabagne
raicon acqua ardente potrai gettare il metallo liquefat
tonella terra fredda: et queſto importa aſſai che la tera
raricetta il realio liquefatto. Miſturalaquale s'adopra
nel formare iſpecchi, quaſi communemente da tutti, ſi
fa a queſto modo. Rame con tre uolte piu di ſtagno, un
poco di tartaro,et arſenico cheſidisfacci,et s'incorpori
inſieme. Alcuni altri pigliano stagno contre uolte tanto
di rame, in poco di antimonio,etuaggiongono,o un poa
co d'argento,o un poco di pirite bianco, chiamato d'alcu
ni agirodes. Etaltri anchora piglianopiombo, col dopa
pio d'argento,et coſi ſifa d'altri metalli. Ma poi che den
tro d'unuaſo di terra gli haurà fatta reſiſteza al fuoco,
c0lle
i I B R o º
come glie disfatto, ilmettano nelle forme: a queſto e'
altrimenti fannoli ſpecchi: ma baſti hauer detti queſti,
Gia ho ditte di modi di fare e comporre gli ſpecchi: rea
ſta adeſſo chiodica i modi di polirlidopo che ſono fatti,
e poſſino moſtrare l'immagini delle coſe che gli ſi rappre
ſentano dinanzi. Et a queſtogligioua aſſai la leggerez
za e ugualità delle parti: Percioche non ſendo leggiere
ſi ſpezza l'immagine d'onde procedepoi che fannol'im
magine è piugrande, è piu picciole, e inſomma che no
moſtrano del naturale. Quando lo ſpecchio ſarà coſì roa
zo, mettelo alla ruota, alla quale ſi bruniſcano l'armi,
pareggialo bene, per ogni parte, per modo che ſia ſota
tile, leggiere, o uguale, ma ſe poliraiunſpecchio cas
uo è conueſſo, accioche la ruota non lo ſpezzi. Piglia
rai un legno, il quale redurrai in forma del ſpecchio, e
l'incolerai inſieme con la pece, per modo che non ſi poſſa
muouere. Dipoi il fregarai con un panno, nel quale ui
ſia ſparſoſopra delſmiro ſottilmente ſpoluerizato,e con
della pouere di pomice: coſì l'incompomicarai bene,ace
cioche li poſſadare illustro, ouero hauendolo fermato in
una tauola, metteraui della calcina di ſtagno e nell'ultie
ma politura, gli daraitartaro, fuliggine,e cenere di ſa
lice e di ginepro, che marauiglioſamente luſtrara. Lo
ſniro ſi prepara a queſto modo, piglia del perfet
to,e peſtalo paſſalo per un panno e bagna
lo,con l'acqua. Horbaſtahauer ditto
queſto delli ſpecchi, e delle
loro operationi.
Q v A R r o. 142

Delelgature naturaliouero coſecheſi portano


- attaccate al collo. Cap. XX.
FRA le coſe naturali, ui ſono anchoraliligami natu
rali,ouero come uogliono alcune coſe da portare attacca
te al collo,ò pura qualche altro membro: accioche dieno
quella uirtù che gli hanno in loro. Queſta m'è parſoraca
cogli dagli ſcritti degli indiani e Greci: maſſimamente
di Hermete,Coſtabenluce,e molti altri: perciochegliſbe
rano naturalmente: e quellauirtù che gli hanno in loro
puero l'hanno da una uirtù, la quale Zenone la chiama
uniuerſale,ouero dal cielo:enon è neſſuno che poſſº cono
ſcere quella uirtù apertamente ſe non (come dice Plato
ne,esocrate)ſono ligate a qualche membro, eſi portino
e dicono(come anco confeſſano tutti) che poſſono giouar
molto.Auenga che dice Platone,ſe lamente humanabaa
ueſſe queſta ferma opinione, che una coſa gli haueſſe a
giouare, benche per propria naturalanon habbia di far
gligiouamento alcuno, nondimeno per quellafermafana
taſia, gli puo eſſergioueuole: perche per il timore e per
l'allegrezza, non ſolamente ſi muta un corpo ſano, ma
etiandio puo accaſcare fluſſo di corpo, o in cotidiana
; infirmità. E ſe queſte coſe ſonogiouruoli, procede dalla
uirtù naturale: percioche alcune giouano al conſeruar
lauita, alcune amantenerſi gagliardi, alcune ad acquie
ſtare la ſapienza, alcune fanno l'huomo allegro, alcune
malinconico, alcune sfortunato, e alcune altri pigri e
timidi. La onde ſe alcuno portarà attaccata al collo una
uipera, affogandola con un filo di lino, emaſimamen
c . . . - te dentro
L I 6 R O.
te dentro della porpora marittima, tanto che la muoia,
quelfilo gioua alla ſoffocatione del collo, o alle poſteme
della gola ligandola al collo. Medeſimamente portando
una collana al collo di Iſpide ucrde, laqualtocchi la boc
cadel ſtomaco,dice Galeno, che conforta molto la bocca
deluentricolo. Identi del cane rotti in pezzi,c portati
legati alla ſpalla, ſanano del morſo del can rabbioſo. La
radice della pionica attaccata al collo de fanciulli gli fa
ma dal mal comitiale. Coſimedeſimamente ſparando quan
do la Ltfia creſce irondinini, glitrouarai dentro alcune
petruzzcle, dellequali ne pigliarai due, una bianca or
l'altra di color uarto queſte innanzi, che tocchino terra,
legale in un pezzo di cucio di uacca,o di pelle di ceruio,
e pci attacale o albraccio,o alcollo, che giouano a mali
ccmitiali. Il dito auriculared'un figlio nato in ſperdimé
to,o diciamo abortiuo, attaccandolo al collo d una dina,
mentre che lhaurà al collo, mai ingrauidarà: o queſto
iſt ſofala radice dei ſparige.Trouoſi anchora una ſorte
di ragni,liquali fanno la tela bianca, ſottile, e forte:
queſto legatoin una stringa, e portato attacato all'hoa
mero guariſce la quartana. Il corallo roſſo conforta lo
ſtomaco, o legandoloſopralcuore,gligicua a molte
paſſioni. Lapietra aetiteslegata albraccio ſiniſtro,aiuta
a ſoſtentare il parto delle donne grauide,e quando han
no la madrice debole, a poter ritenere,la creatura. Ma
attaccandola alcmbi d'una donna, che partoriſca, la fa
partorire ſenza dolore: ma biſognalenargliela ſe l'haa
ueſſe al braccio. La pietraonix,hauendola al collo attac
cata, fa che nel dormire ſi ſognano coſe aſſai malinconio
ſe,e fainfermare l'huomo. Il ſoffiro refrigera il calore
- inter Il Q
Q v A R T o 143
percioche gioua,o rinfreſca nellefebre incenſiue,attae
candolo appreſſo alle uene pulſatile del cuore. Lo ſneral
do attaccato al collo,leua la mezza terzana, o difende
dall'epilepſia, Laonde ſi eſorta i nobili, che la portino at
taccata al collo. L'agata attaccataal collo, toccando la
bocca delſtomaco,difende dall'ebriachezza. Ogni ſorte
di giacinto portato al collo, o in dito, non laſcia ſentire
l'aercattiuo in parte alcuna:mauuol eſſer di peſo di 22.
º grani. Ilpiedeſtro della teſtudine, legato ſopra l piede
ſtro,leua ildolore delle podagre; & il ſiniſtroiſteſſogio
uarà al ſiniſtro, o coſì credo che la mano giouarà alla
mano. Lo ſterco d'un lupo,che mangia l'oſſa, innanzi che
caſchi in terra ligandolo conun filo fatto di lana ammaz
zata dallupo,gioua al dolorcolico. Ma i ſapienti tiina
ſegnano degli effetti delle pietrealcunipiuefficaci, ha
uendo alcune pietre ſolari,et lunari,o queſte lunari lia
gandole col filo d'argento,o leſolari col filo d'oro: per
cioche dicono, che da raggi del Sole,o della Luna, ſem
prepigliano piuuirtù.Lapietra ſelenite,nonſolouaimi
tando lafigura della Luna,maanchorail moto; percioe
che quando ellacamina, o fa il ſuo corſo, fa anchora i
ſpiritilunatici,o influiſcele uirtù della Luna. Coſila
pietra che chiamata helioſeminon, laquale dimoſtra le
º congiontioni del Sole, o della Luna, eſſendo portato,
fa che l'huomo partecipa della uirtù dell'uno, o dell'ala
tro, o queſto tu lo potrai anchora oſſeruarnelle altre.
Et queſte coſe le ho cauate dalli ſcritti degli antichi,
dellequali qualche uolta hauendone dibiſogno, me ne
ſono ſeruito,
Della
a - L I B R o
Della uirtù delle pietre pretioſe, e delle loro immagini,
- Cap. X XI.
Ess E N D o che ltrattare delle immagini ſcolpite
nelle gioie e delle loro uirtù apartengono ad altra facul
tà e ſcientia, percioche non operano ſemplicemente per
uirtù della natura, haueuo deliberato dirne altroue che
in queſto luogo: ma per ſatisfare a coloro che deſidera e
no ſapere l'operationi occulte, l'houoluto dire qui, cr
ancho perche houiſto che l'operationi loro ſono dallana
tura, aiutate da certehore, tempi, eſegni. Di queſte da
noſtri antichi ne ſono ſtate laſciate aſſai, e la nostraetà
ci ſi affaticamolto nell'interpretarqueſti ſegni, e queſti
caratteri: ma innanziche io dica quello che ho da dire,
uoglio recordare a coloro che hanno queſte coſe, quello
che dice Tolomeo,che le coſe e le figure di queſto mondo,
quagiu ſono ſottoposte alle figure, o agli aſpetti del
cielo, mediante le quali gli ſapienti antichi,faceuanocoa
ſemarauiglioſe, componendo e deſcriuendo immagini,
Coſi Nali Aben Rhodan : il quale era ſapiente dell'Egit
to, ſanò conuna immagine di ſcorpione ſcolpita nell'ina
cenſo,uno che era ſtato morſo dal Scorpione,la qualim
magine la portaua in un'anello, e l'haueuaſcolpita quan
do la figura di ſcorpione, era nel mezzo del cielo, ouero
il polo dell'orto cigionto con la Luna, la qualcoſa rife
riſce ancho Serapione,e Porfirio e d'opinione,che ſi puo
fare ancho un'immagine, la qual gioui contraſerpenti,
quando l'immagine celeſte delſerpente,einaſpetto benia
gno, e ha alcuni ſiti, li quali per bretiità litralaſcio.
Raccontaroqui breucmente le operationi e le debite cia
figurationi. E per dare principio al ragionamento. Per
quanto
Q v A R T o. I44
quanto ho potuto conoſcere,permolte cauſe,letrouiamo
ſcritte dagli antichi. E primamente ſi ſerrauano negli
anelli, per ſerrare le lettere, come conun ſoggello, ac
cioche ſi conoſceſſero le lettere da chi leueniuano: coſì
afferma Suetonio Tranquillo di Auguſto, ilquale nelſe

.; gnare i priuilegi, i libretti, e le lettere usò quel moſtruo


ſoſphinge dipoi l'immagine d'Aleſſandromagno,e ultie
mamente uſaualaimmagine ſua propria ſcolpita perma
no di Dioſcoride eccellentiſſimo ſcultore, ilche uſarono
ancho poi gli altri Principi, come recita Ouidio nel lia
bro di Faſtibus. E ſpeſſe uolte cene capitano alle mani,
nelle qualifiueggono ſcolpitediuerſe immagini d'huoni
ni, orſi ſoleuano pur aſſai coſtumare intagliarle nella
Pietra Sardonica, percioche queſta Pietramon piglia la
cera. Si trouano etiandio molti caratteriſcritti, contra
diuerſi infortuni, li quali ſi ſcolpiuano in alcune pietre
gioueuoli a quell'iſteſſo, accioche piu gagliardamente
l'unofortificando l'altro, poteſſero operare, o fratut
te l'altre coſe pigliauanole pietre, che piu ageuolmente
poteſſero riceuere gli influſsi celeſti, che ſe bene lapie
tra per la ſua durezza non coſì toſto lipiglia, nondime
nodipoi che l'hapreſo, il conſerua piutenacemente. La
qualcoſa lamblico la conferma. Coſì negli anelliuiueg
giamo dentro diuerſe gioie, o in quella parte che toc
cano la carne, uiſiuede diuerſe carattere, o diuerſe let
tere, le quali ſono ſtate ſcolpite atempi, giorni, o hore
determinate, e il modo che ſi tiene, di ſotto lo ſcritte
ro. Ma hora con breuità ſcrittiamole uirtù delle pietre,
de quali ſono gioueuoli a queſta mia opera, accioche la
coſa ſia chiariſſima. -

- - Delle
L I B R O

Deleuirtù delle pietre. Cap. XXII.

Ho R A dirò le uirtù delle pietre, ma non aſpettare


damelauirtù di tutte perche queſto ſarebbe piu toſto
gran fatica,che molto ingegno. Ma ſolo dirò quelle cho
eſperimentate, allequali correſpondon le figure confora
mi alla proprietà loro che ſono ancho neceſſarie all'opra
noſtra. Et di queſte facilmente ne trouerai i libri pieni,
che non trattano d'altro. Prima dell'Achate,laqualſitro
ua nelle ripe del fiume Achate,ch'eneralineata d'alcune
cinte bianche. Queſtauale contra il morſo del ſcorpio
ne,o delſerpe, falhuomo facondograto,o faracqui
ſtar l'amicitiade Prencipi. Perciò ſi legge,che Iſmenia
Coraule, ne teleua aſſai depiu belle, che poteſſe hauere.
Et in Perſia colſoffumigio di queſta, ſi ſcaccia la tempea
ſta, ſi fa fermare l'impeto defiumi.Et di ciò ſe ne puopi
gliare inditio, percioche ponendolo in una caldara, che
boglia, ſubito ſiferma,et ſi raffredda. La pietra alletto
nio, che ſi caua deluentricolo del gallo, ilquale ſia stato
quattro anni capponato; io lacauai deluentre d'unagal
lina uecchia. Queſta tenendola in bocca ammorza laſea
te, fa acquiſtare honori, non è mai uinto,faeloquente,
e fa la moglie grata al marito. A queſto modo ſi caua
dalla grua lagerante,o dal dragone la dragonite,e la
pietra dal reſpo. Ma biſogna,che queſti animali da quae
liſi cauan le pietre, fienouiui,altrimenti non hano proa
prietà e uirtù , i ſteſſo ilcelidonio uolendolo, biſogna
tagliare il uentre a ondininiquidoſonouiui, percioche
morendo prima latinale, ſi perde ſeco la uirtù della
pietra.
Q v A R T o. 145
pietra. Maſelaſicauamétre che uiue, ſi riſerba l'iſteſe
ſa proprietà che hanno le ſtelle,allequali le ſono ſottopo
ſte.L'allettonio halauirtù del Sole. La onde coloro che
la portano reſtano ſempre inuitti,coſi ilcelidonio cauae
todaródinini, ſana la malinconia,o fa la perſona amaa
bile,percioche quella pietra ègiouiale, o quello che ho
detto in queste biſognaoſſeruarlo in tutte. Nella pietra
aetilesſguaſſata, ſi ſente che dentro u ha un'altra pietra,
laqualgioua alle donnegrauide, accioche non ſperdino,
guariſce anchoil malcaduco. La pietra ametiſto,laqua
le è di color roſſo chiamatouiolato detto quaſinò embria
º co,difende dalla embriachezza,orſe uno foſſe embria e
co,di ſubito lo fa tornare in ceruello,orgioua aſſaiaco
loro,cheuoglion ſtudiare, e perche queſta pietra è fae
cile ad eſſere intagliata,uiſitrouano molte uolte ſcolpie
ti molti caratteri.Falhuomo ſuegliato, o fabuon'inge
gno a colui che'l porta. Il corallogioua a molte coſe,o
per queſta cagione communemétes adopraaguarire gli
inganni,ouogliamo dire affaſcinamenti, º perciò anco
le madrilemettono al collo dei fanciulli. Il calendrino è
gioueuole portandolo, auincere le liti, fortifica le for
ze; uale ancho contrale brutte imaginationi, deluſioni
de Demoni, o ſpauenteuole imagini cauſate dalla malin
conia. La corniolagioua amollificare l'impeto della coa
lera, appagalanimo, mitigailfuror del ſangue, o è
aſſai utilealle dòne, chepatiſcono del menſtruo. L'aelios
tropio,percioche meſſo détro d'unuaſo d'acqua fa i rag
gi del Sole, che quiui percotano parerſanguigni,chiama
to eccliſſe del Sole, quaſi oſcuratore, laqualcoa io non
l'ho anchor prouata, quando glie portato fa acquiſtare
T buona
. . L I B R O
buona fama, ſtagna ilſangue, ſcacciai ueneni, ſcuopre
gli inganni. Il giacintoſcaccia iueneni,le coſe peſtilen
tiali,e dicono anchoi Punici, che colui che lo porta,ua
ſicuro dalle ſaette. L'idſpisfa l'huomo caſto, stagna il
ſangue, il fluſſo del menſtruo,gioua a gli hidropici, alla
febre,fagagliardo & ualoroſocontra gliinimici,fora
tifica lo ſtomaco, quando ſi porta al collo rozzo, o che
tocchi lo stomaco, perciò utioleſſere uerde, percioche ſe
netrouano di quelli che ſono falſi. L'iris ſe ſi mette al
coperto a raggi del sole,o una parte ſia coperta dala
l'ombra, di modo che il raggio non lopiglitutto,moſtra
nella facciad'un muro l'arco celeſte. Ma biſogna dargli
la forma del ſeſſangolo, accioche non penſaſſe qualchedu
no,che queſto foſſe tutto dalla natura. La pietra ciano
uale alla quartana,alla ſincope,er alla malenconiailſaf
firo,ilqualparchehabbia unapoluere d'oro ſopra, cona
ſeruai membri gagliardi, fa uenciare gli inuidioſi,etco
lui che l porta,maihauràpaura. Sminuiſce la febre, l'in
fiammationi,coltoccareſana lepoſteme fredde,ha uirtù
contrai ueneni,stagna il ſangue del naſo, mettendolo alle
tempie. Lo ſmeraldo ilqualſiadi colore uerde,erbello:
gioua colguardarlo molto alla uiſta, et tanto piueſſendo
aiutatodalſplendore di un'altragioia; queſto ſi truoua
rare uolte che gli habbia figure ſcolpite e queſtopera
che quelle ſcolture non gli tolgano la ſua bellezza del
colore, ſianco perche con difficultà s'intaglia; biſogna
eſſer caſto portandolo, perciocheilcoito gli fa perdere
lauirtù; come ſcriue Alberto,che ilRed Vngheria ha
uendone un belliſſimo, uſando con la ſua moglie ſi ſpez
zò. Ciceſi che Neronenhaueuauno,détro delquale sta
tſa al
Q v A R T o. I46
ua a uedere la battaglia deigiocatori: gioudall'accumu
larricchezze e dà parole aſſai perſuaſiue. Iltopacio,
ſana le paſſionilunatiche,accreſce le ricchezze,riſtagna
il ſangue, fa acquiſtargratia,erſeglie concauo,moſtra
l'imagine della coſa, che ſe gli rappreſentail contrario.
Delle imaginidelcielo, e dei pianeti ,
Cap. XXIII.

Q y EsTE ſono le imagini, e le figure del cielo,


- lequali ſpeſſo troueraiſcolpite nelle pietre conformi al
la loruirtù. Come un Mercurio giouene,macilente, con
il caduceo in mano, o con i talari ai piedi. Marte in
forma di ſoldato armato, o con l'haſtainmano, ouero
ſi ſcudo. Et venere una donna ignuda con un ſpecchio in
;
4,
mano,in ſua compagnia il fanciullo Cupido. Coſi Gicue
i che ſiede nel ſolco,con il baſtone in mano,colguale coman
º
da Saturno con la falce in mano. Il Sole circondato dai
raggi. Si ſogliono anchouedere le figure dell'ottaua
sfera; d'una Simia d'orſa,una corona d'un cigno, d'una
Aquila,d un cauallo alato, d'un ſerpente, e altri ſimili.
Coſi tutti gli altri ſegni. Il caſtrone,il Tauro,Gemini,
Cancro, Leone, o gli altri, e cauſanole operationi
conformi alla natura delle ſtelle erratiche. Ci ſono ana
cho altre ſorti di figure, leguali gli antichi ſcolpiuano
nelle pietre, ſecondo l'oppenione degli Indiani, Egittiſ,
Maghi, o deglialtri Aſtrologi,tanto delle uiſibili,
quanto delle imaginabili. Come nella primiera faccia
d'Ariete dicono,che ui ſale un huomo nero,digran cor
po,con gli occhi roſſi, o cinto di uno panno bianchiſſia
- T 2 li, Os
s: L I B R. O
mo.Nella ſeconda faccia ui ſale unadonnaueſtita d'una
ueſte di lino,cinta di piniuerdi con un piedeſolo. Nella,
terzaui ſale un huomo ueſtito di panniroſſi,il quale tie
ne in mano un abbagliamento d'oro, deſideroſo di far be
ne,ma non puo; coſine gli altri ſe ne troua dell'altre, le
quali chi deſidera ſaperli, cerchi i loro libri,che ſarebbe
troppo coſa faſtidioſa a raccontare le loro fantaſie,
le quali ſono uarie,e però uarie, ordiuerſe ſene ueg
gano ſcolpite. Sono alcuni altri che operano altrimene
ti, percioche gli eſprimano la coſa, congeſti o con gli
huomini. Come ſe per eſempio deſiderano farſiamare,
ſcolpiſcano abbracciamenti dolci geſti,e parole ſimili,
baciandoſi. Ma ſe uogliono metterui odio, ſcolpiſcano
due che ſiuoltino le ſpalle,che inſieme ſfuggano,eſiaba
boriſcano. In queſto modo eſplicano quegli effetti,liqua
liuorrebbono introdurre, ma però che ſieno conformi
alla uirtù della pietra accommodata: la quale come ſi
debba accomodare lo dirò, diſotto,

* Quali imagini ſi debbono ſcolpire nelle gioie,


et nelle pietre. Cap. XXIIII.
Ho già ſcritteleuirtù dellepietre, et quali figure
ui ſi ſcolpiſconoper acquiſtare il fattore del cielo, reſta
che io dica come ſi preparino, acciò ui ſi poſſono ſcolpi
re. Nella pietra ametiſto ſpeſſoui ſi truouaſcolpito un
glouane,ilqual porta un caduceo in mano,con un capello
in teſta,et con italart a piedi,et alle uolte nella manſi
niſtratiene un gallo,ilqualciaſcuno ſa cheglie Mercu
rio,et non è difforme allauirtù della pietra, ilqual pro
mette a coloro, che lo portano, la ſapienza, et l'intel
letto,
Q v A R T o. 147
letto, e molte altre coſe,eſſendo la ſua natura facile a
traſmutarſi. Nella pietra Acate, ui ſitrouanoli Scora
pioni ſcolpiti, Ragni, Serpenti, o altrianimaliuenea
noſi. Alle uolte un huomo che ſta fra Serpi,il quale ciaa
ſcuno ſa che glie il celeſte Eſculapio: talche medicai ue
neni, o il morſo del Scorpione. E doue naſce queſta pie
tra,uiſono aſſai Scorpioni, o grandiſsimi,che con que
staſi defendono da talpeſti: coſì la natura ua ricompen
ſando con queſta pietra, il difetto di quelli animalacci.
S'intaglia nella pietra Hematite un che porta i Serpi,

| e mi ricordo hauere letto che iſapienti di Perſia, conſi


gliaro il loro Re,che portaſſe queſta pietra, la quale dia
cono che gliè contrailueneno, come ſcriue Statio. Nela
la Pietralaſpide, ſpeſſo uiſiſcolpiſſe Leoni, Galli Aqui
le,Trofei,Corazze,o qualche uolta un Marte,qualche
uolta un ſoldato armato, il quale con i piedi calpeſtra i
Serpenti, o al collo gli ſcolpiſcano uno ſcudo, che ha
l'huomouittorioſo guerriere, conformemente alla uirtù
della pietra. Il Re Nechepſos per ſanarſi lo stomaco,
ſendo queſta pietragioueuole, uifece ſcolpire un Draa
go che gettauaraggi. Nella pietra Calainita, ſpeſſo ui
ſi trouaintagliata la figura della Stella Cinoſura; auena
ga che questa pietra lana molto, per modo che toccana
doilferro, louolta inuerſo quella ſtella, o fa l'huomo
participeuole della ſuauirtù,cioè ſaturnale. Nella Pica
traſelenita ſempre uiſitrouaſcolpita la Luna, chiunque
laportara circondata d'un filo d'Argento,diuenta luna
tico. Dentro il ſaffiro, ui ſi ſcolpiſcano uarie figure di
ſ
animali,acciochepoſſa ſaltari morſi loro. Neliacintoli
folgori, perche faccia ſecuri coloro che lo portano dalle
Saette,
l 1 e R o
|
saette. Nella corniola uarie figure, perciochehadiuer
ſeuirtù o operationi, e queſta pietra è facile ad inta
gliarla, della quale ſi dice, che i figliuolid Iſrael,mentre
che gli erano nel deſerto,ne tagliarono aſſai Hogia ſcrit
to come ſidebbono preparare lepietre, e quali figure
ui ſi debbono ſcolpire, che ſieno conformi alle loro opea
rationi. Sono alcuni che gli anelli doue ſi legano le pie
tre, li fanno di metalli appropriatia quel pianeta di cui
cercano la operatione. Come nel Piombo Saturno,l'Oro
alSole, la Luna all'Argento, accioche colui chelporta,
ò Saturnale, ſolare, è lunatico, diuenti, la qual coſagiu
dico, che ſarà gioueuole. - -

Quelle coſe che ſi debbano eleggere neceſſariamente ad


intagliare le Pietre. Cap. XX v.
si dice dagli antichi ſcrittori, che le pietre e le
figure, pigliano maggior uirtù dal cielo, ſe le s'intaglia
ua ahore, o tempi determinati, auenga che ſi fanno
piu uiuaci nelle operationi, e piu gagliardamente le
Stelle ue nefluiſcano, anzi dicono, che queſta è la radice
o fondamento del tutto; perciocheſeuogliamo per eſe
ſempio introdurre amore, biſogna che adoperiamo quee
gli aſpetti conueneuoli, o atti a fare questo. Medeſima
mente uolendo accendere odio. Come uolendo ſcolpire
venere, è Saturno,aſpettano che Venere ſia nel Tauro,
e Saturno, in Libra,Aquario, è Capricorno. Et accio
cheſia nota lauerità nelle loro ſcolture, noi uitrouiamo
che mettono il Sole in Leone,la Luna in Cancro, Mercua
rio in Gemini,o in Virgo,euogliono che a questo modo
ſi
Q v A R T o 148
ſi intagli nella figura del Leone, ouero di cancro,quan
doueggono che la Lunael Sole caminano ſopra queſti
ſegni, albora l'intagliano, e ſopratutti guardano che la -

Luna non habbia impedimento alcuno da Marte, è Sa


turno. Coſì ancho chel Sole ſia libero dalle infiammatio
ni. Procurano ancho che la nonſiauota, ma piena, che
la nonſianelfine del ſegno, perciocheilfine ben ſpeſſo è
sfortunato, uogliono cheſia nel trigono, oueroheſago
no, aſcendente nell'orto, del polo, ouero nell'altezza del
Cielo; che l pianeta non cali, perche perde la forza.
Che ſegni giornali ſolghino il giorno, inotturnali dinot
te, accioche ogni coſa ſtia nella ſua diſpoſitione naturale,
ſenza alcuno impedimento. Percheuolendo mettere odio,
(il biſogna fare ognicoſa alcontrario, che uolendoſcolpia
re qualche figura, biſogna trouarle per le triplicità,
quale adeſſo dirò. La prima triplicità conſiſte in Arie
tº te, Leone, o Sagittario, delle quali ilgiornoe Signore
il Sole, nella notte Gioue,nell'aurora Saturno,con queſti
ſegni frigidi, giaſanauano l'Hidropiſia & la Paraliſia.
E coſì ſecondo l'altre triplicità, ſcolpiuano le figure.
Ma non laſciaro gia di dire che per la longhezzadi
tempo,queſte coſe perdono lauirtù, e però quelle coſe
che hanno fatte linoſtri antichi, hora ſi trouanouane.

Ilfine della SapienzaNaturale,


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