Sei sulla pagina 1di 20

Certificazione Practitioner di

Programmazione Neuro Linguistica

Dispensa n°4

PNL Polis s.r.l.


Email info@pnlpolis.it - sito web www.pnlpolis.it

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna 1 www.pnlpolis.it


ANCORAGGIO E TECNICHE DI ANCORAGGIO

L’ANCORAGGIO

Un’ àncora è un qualsiasi stimolo, collegato a una serie di stati d’animo, che
provochi da parte di una persona un modello di risposta coerente.
E’ una potente neuroassociazione tra uno stato interno intenso e uno stimolo
esterno o interno.
Questo può avvenire da uno qualunque dei canali sensoriali sia come
rappresentazione interna che esterna: può essere una parola, un contatto, un
oggetto, una musica, un odore, un sapore…
E’ sostanzialmente una qualsiasi rappresentazione che ne innesca un’altra.

L’ àncora dà immediatamente accesso a uno stato d’animo.


Ad esempio può capitare che ascoltando una canzone, sentendo un odore o
guardando un quadro accediamo in automatico ad uno stato interno o ad una
emozione che non avremmo provato altrimenti e che ci riportano a momenti
passati della nostra vita. Infatti nel corso della vita abbiamo vissuto sia
esperienze positive che negative che si sono incise dentro di noi attraverso dei
sistemi casuali di ancoraggio che sfuggono alla consapevolezza.

Esistono ancore che innescano stati interni positivi e ancore che ne innescano di
negativi; in PNL si lavora per aumentare le prime e disinnescare le seconde.

Esistono diversi tipi di àncore:


1. àncore visive esterne: un oggetto, una persona, un luogo ecc.

2. àncore visive interne: rivedendo con l’occhio della mente un’immagine


interna di un evento passato

3. àncore auditive esterne: una voce, dei suoni, una canzone ecc.

4. àncore auditive interne: risentendo dentro di se una voce

5. àncore cenestesiche esterne: una sensazione tattile, un profumo, un


odore, un sapore ecc.

6. àncore cenestesiche interne: una intensa emozione rivissuta dal soggetto


può richiamare immagini o suoni ad essa collegati

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna 2 www.pnlpolis.it


In PNL si definisce ancoraggio l’operazione attraverso la quale possiamo
consapevolmente apporre delle àncore. Infatti ogni sensazione può essere
ancorata e recuperata come risorsa interna.

“L’ancoraggio poggia sul presupposto che tutte le esperienze vengono


rappresentate come Gestalt delle informazioni sensoriali, come 4-pla.
Ogni qual volta si reintroduca una parte qualsiasi di una data
esperienza o 4-pla, si riprodurranno in qualche misura altre parti della
stessa esperienza. Potremo quindi servirci di una parte qualsiasi di
un’esperienza come àncora per accedere a un’altra parte
dell’esperienza stessa.
Per molti aspetti l’ancoraggio non è che una versione…del concetto
‘stimolo-risposta’…ma con due sostanziali differenze: (1) Per stabilire
l’ancoraggio non occorre un lungo condizionamento…sarà l’esperienza
iniziale quella che lo fisserà nel modo più saldo…(2) Per fissare
l’associazione tra l’àncora e la risposta non è necessario rinforzarla
direttamente con qualche risultato immediato prodotto
dall’associazione stessa…(3) L’esperienza interna (cioè il
comportamento cognitivo) è considerata altrettanto significativa, sotto il
profilo del comportamento, che le risposte manifeste misurabili. ” (Dilts,
Grinder, Bandler, C. Bandler, DeLozier, Programmazione Neuro Linguistica, p. 120).

Il fissaggio dell’àncora richiede la predisposizione di uno schema sinestesico.


(Sinestesi = è la correlazione esistente tra rappresentazioni di due sistemi
sensoriali diversi che si sono associati nel tempo e nello spazio).

Perché un procedimento di ancoraggio sia efficace l’àncora deve essere:

 multisensoriale - va gettata in tutti e tre i canali rappresentazionali:


un’immagine (V), una parola(A), un gesto particolare (K)
 ripetuta più volte – una volta stabilita l’ancora essa va ripetuta più
volte in modo da stabilire un forte collegamento con lo stato d’animo
relativo. La ripetizione crea l’automatismo
 congruente – che abbia una qualità comune con lo stato

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna 3 www.pnlpolis.it


 associata ad un intenso stato emotivo - quanto più intenso e
coinvolgente è lo stato emotivo (vissuto in associato), tanto più efficace e
duratura risulterà l’àncora
 unica e comoda – l’àncora deve essere individuata da un gesto che sia
univoco e facilmente ripetibile. Ad ogni stato deve corrispondere
un’àncora
 precisa – molto circoscritta e definita. Se è cenestesica in un punto
preciso del corpo. Se è auditiva una parola ripetuta con lo stesso tono e
volume. Se è visiva un oggetto con la stessa forma, dimensione e colore
 gettata durante il picco emotivo – affinché rappresenti per il cervello
un messaggio inequivocabile va gettata nel momento in cui il
coinvolgimento emotivo è maggiore, poco prima che la persona
raggiunga l’apice dello stato
 verificata a posteriori – una volta installata l’àncora, la sua efficacia va
testata successivamente

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna 4 www.pnlpolis.it


CATENE DI ‘ANCORE

E’ un metodo nel quale si connettono fra loro ancore diverse così da indurre nel
cliente un cambio significativo fra stati emozionali diversi.

Solitamente si utilizzano cinque punti di ancoraggio diversi ai quali si ancora:

- lo stato di partenza (A)


- gli stati intermedi (B , C e D)
- lo stato meta (E)

dopo che il soggetto lo ha chiaramente individuati e definiti.


Lo stato meta è quello al quale desideriamo arrivare.

Naturalmente i cinque stadi devono essere pensati in termini di stati interni.


Ad esempio:

A – stato INIZIALE (stato negativo che si vuole modificare)


B – stato intermedio
C – stato intermedio
D – stato intermedio
E – stato AUTOREALIZZAZIONE (stato desiderato)

Dapprima si ancorano gli stati interni uno a uno in progressione e se ne testa la


validità (ricordare di ancorare lo stato interno poco prima che giunga al suo
apice e intensificarlo quando si è stabilizzato).
Una volta innescata la catena di ancore, è sufficiente stimolare l’àncora in A per
ottenere E.

COLLASSO DI ‘ANCORE

Nel collasso di ancore si procede alla neutralizzazione di uno stato di disagio


mediante la sovrapposizione di un’àncora positiva.
Presupposto è che con l’installazione dello stato positivo si cancella la reazione
emozionale negativa. Infatti se si fanno scattare ambedue le ancore nello stesso
momento, nel sistema nervoso il cervello le connette entrambe, quindi,
ogniqualvolta l’una o l’altra ancora venga innescata mediante un tocco, il cervello

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna 5 www.pnlpolis.it


si trova di fronte a una scelta tra due risposte, e quasi sempre opterà per quella
più positiva.

 stato positivo ancora +


 stato neutro (rottura di schema)
 stato negativo ancora –
 sovrapposizione ancora + all’ àncora – (collasso)
 test

Nel test, si chiede al cliente di riprodurre lo stato di disagio dal quale era partito:
se esso risulta vuoto, va bene; altrimenti si ripete il processo rinforzando
l’ancoraggio positivo.

FASI

a) recuperare l’esperienza di disagio o problematica


b) descriverla includendo tutti gli elementi della 4-pla. Ancorarla
c) recuperare le risorse necessarie assicurandosi che siano intense quanto il
problema della 4-pla e ancorarle
d) far tornare il cliente allo stato d’animo del disagio
e) attivare entrambe le àncore
f) tenerle fino a che l’esperienza sensoriale o feedback dal cliente vi avverte
che l’integrazione è avvenuta

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna 6 www.pnlpolis.it


TECNICHE DI ANCORAGGIO

ANCORAGGIO PER REALIZZARE UN’INTEGRAZIONE DELLE PARTI

Una volta individuate in un soggetto due parti responsabili di un conflitto è


possibile con questa tecnica integrare le parti e risolvere il conflitto

E’ sufficiente ancorare le due parti con leggero tocco su due zone del corpo del
soggetto diverse e sufficientemente distanti.

Si procede poi al collasso delle ancore accompagnandolo con suggestioni che


favoriscano l’integrazione

La reazione a questo ancoraggio simultaneo può essere molto forte.

Secondo quali sono le parti interessate e la gravità del conflitto, la reazione può
andare da una leggera confusione alle lacrime, al riso, a movimenti involontari,
ecc.
L’ancoraggio simultaneo obbligherà i due schemi di comportamento a coesistere
dal punto di vista neurologico nello stesso tempo e luogo, cosicché si viene a
creare un terzo schema di comportamento.

ELIMINAZIONE DI UN SINTOMO TRAMITE L’ANCORAGGIO (SOSTITUZIONE


DI UN’ ‘ANCORA)

In questo processo, si associa un’ancora ad uno schema comportamentale e poi


si lavora per modificare l’ancora stessa in modo tale che non esistendo più
l’ancora originaria non esisterà più nemmeno il comportamento problematico.

Si può per esempio:


 chiedere a un soggetto la descrizione in termini visivi di un dolore che si
vuole eliminare o attenuare
 in un secondo tempo lavorare sulle sottomodalità dell’immagine per
accentuare il dolore testando così l’avvenuta connessione d’ancora
 ripetere almeno tre volte il processo per ratificare la connessione

A questo punto basterà cambiare l’immagine del dolore in qualcosa di piacevole


per la persona per far scomparire o se non altro attenuare il dolore associato.

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna 7 www.pnlpolis.it


CREAZIONE DI UN’ESPERIENZA PER MEZZO DELL’ANCORAGGIO

I presupposti fondamentali degli interventi di questo tipo è che le risorse delle


persone derivino sempre da una o più esperienze significative e che le esperienze
interne abbiano la stessa valenza, dal momento che utilizzano gli stessi canali
sensoriali, di quelle vissute nella realtà.

Identificando le esperienze utili ad un soggetto, relativamente ad un determinato


problema, è quindi possibile fargliele vivere internamente e ancorarle alla
situazione problematica in modo che entrino in funzione automaticamente ogni
volta che questa si presenta.
Consideriamo ad esempio una persona che presenta il problema di sentirsi
spesso a disagio quando si trova in un gruppo.
Il programmatore può procedere in questo modo:
 chiede al soggetto di pensare ad una situazione in cui si è sentito
veramente a proprio agio( può trattarsi di una volta qualsiasi, a
prescindere dal contesto problematico)
 successivamente dice alla persona di scindere le sensazioni dal
contesto, concentrandosi solo sulle sensazioni di benessere
 il programmatore ancora queste sensazioni separatamente dal contesto
nel quale hanno avuto luogo
 a questo punto chiede alla persona di ricordare qualche occasione nella
quale si è sentita a disagio di fronte a un gruppo
 la istruisce a porre attenzione unicamente alle componenti auditive,
visive e olfattive/gustative dell’esperienza. (Il programmatore fa alla
persona specifiche domande su che aspetto avevano le cosa, che cosa
dicevano le persone e via dicendo). In questo modo il contesto
dell’esperienza-problema viene ad essere separato dall’inadeguata
reazione.
 a questo punto vengono ancorati i parametri del contesto.
 preparate queste due ancore le si possono “gettare”
contemporaneamente con la suggestione di ripensare all’esperienza
problematica quale sarebbe stata se essa si fosse sentita a proprio agio.

Si può chiedere alla persona di pensare a un’occasione futura nella quale


incontrerà nuovamente una situazione del genere, e descrivere, mentre il
programmatore tiene entrambe le ancore, come in questo nuovo caso il suo
comportamento sarà cambiato. Quest’ultimo processo, noto come ricalco
anticipato, è estremamente efficace per assicurare il cambiamento.

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna 8 www.pnlpolis.it


STRATEGIE

Dal greco “strategòs” = comandante.

In PNL per strategia si intende un modo di organizzare le risorse. Indica i


passi di un processo o di un programma mentale che porta a un determinato
obiettivo o risultato.

Infatti di solito “la gente non manca di risorse; manca della capacità di controllare
le proprie risorse”.

Ogni comportamento è controllato da strategie operanti internamente: strategie


per alzarsi la mattina, strategie per insegnare, strategie per negoziare, ecc.

La maggior parte delle fasi di una strategia sono inconsapevoli: l’impiego di una
strategia è un meccanismo automatico che va al di là del controllo cosciente del
soggetto.

Possiamo avere successo in alcune strategie e fallire in altre. Inoltre possiamo


modificare le nostre strategie fino ad adottarne di utili ed eccellenti.

Qualsiasi comportamento è conseguenza di sequenze di rappresentazioni


(VAKOG).

Queste sequenze di rappresentazioni si chiamano strategie.

I due aspetti più importanti di una strategia sono:


1. il sistema rappresentazionale in cui l’informazione è codificata
2. il rapporto sequenziale tra le rappresentazioni

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna 9 www.pnlpolis.it


“Le strategie sono una sorta di sintassi ’basilare’: il modo in cui la
gente organizza e gestisce il vasto apparato di input continuamente
alimentato attraverso i sensi….”. Sono “catene di sequenze ricorrenti e
ciascuno possiede solo poche selezionate sequenze attraverso le quali
crea la propria esperienza… Il fatto che gli individui posseggano poche
strategie per organizzare il proprio comportamento implica che
affrontano una gran varietà di compiti e situazioni con reazioni
formalmente simili. Le costruzioni interne delle persone sono adatte a
una particolare serie di circostanze. Per esempio, qualcuno può avere
una strategia ideale per scrivere poesie – molto dialogo interno, un
sentimento viscerale - ma che è totalmente inopportuna e inutile per
imparare a cavalcare o a dipingere…le strategie adatte in una
circostanza, spesso vengono utilizzate per contesti e compiti che
richiedono in realtà risposte diverse”.
(Lankton, Magia Pratica, pp. 127-128).

Una strategia è una serie di 4-ple che si sovrappongono, nella quale, in ciascun
stadio, agisce su ogni 4-pla l’operatore R (sistema rappresentazionale più
significativo degli altri nella coscienza) attraverso i segnali d’accesso e gli schemi
sinestesici, conferendo a un dato sistema rappresentazionale più significatività
comportamentale che agli altri.

Per raggiungere alcune mete è essenziale cambiare le strategie:

1. per aumentare le possibilità di scelta della persona: insegnare a un cliente


una nuova strategia vuol dire fornirgli un gruppo di nuove possibili scelte.
2. per eliminare i sentimenti negativi determinati da alcune strategie
3. per incrementare la capacità e la facilità di apprendimento

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna10 www.pnlpolis.it


TOTE E STRATEGIE

Le strategie vengono prevalentemente descritte in termine di TOTE.

“La PNL asserisce che per i processi comportamentali (comprese le


attività cognitive) possiamo descrivere vantaggiosamente le condizioni
di test e le operazioni del TOTE come aventi luogo attraverso i nostri
sistemi rappresentazionali. Siamo in grado di individuare e stabilire
con precisione, per ogni stadio della sequenza del TOTE, un sistema
rappresentazionale o una combinazione di sistemi
rappresentazionali…Alcuni sistemi rappresentazionali sono più idonei
di altri per eseguire con esiti positivi le procedure di test e operazioni
relative a compiti specifici. L’analisi del TOTE in base ai sistemi
rappresentazionali fornisce un metodo utilissimo per la selezione di
strategie efficaci in vista di particolari compiti e ci offre un mezzo valido
e sicuro per accrescere l’efficienza individuale o collettiva in qualsiasi
campo d’attività.”
(Dilts, Grinder, Bandler, Cameron Bandler, DeLozier, Programmazione Neuro Linguistica,
p. 45).

Il metodo ha un duplice scopo:

1. trovare i sistemi rappresentazionali più appropriati per gli stadi del TOTE
che portano ad un particolare risultato
2. acquisire la capacità di usare tutti i sistemi rappresentazionali come
risorse per imparare ad eseguire. Quando infatti si può usare per un
determinato compito più di un sistema rappresentazionale, si ha la scelta
di sostituire una strategia rappresentazionale con un’altra che si rivela più
appropriata al contesto.

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna11 www.pnlpolis.it


IL PROCESSO DI ESTRAZIONE

Con il termine estrazione si intende il procedimento mediante il quale il


programmatore neurolinguistico raccoglie le informazioni necessarie a rendere
esplicita la sequenza dell’attività dei sistemi rappresentazionali che costituisce
una strategia.

Le strategie si possono estrarre in due modi:

1. con il metodo verbale: ponendo delle domande dirette in merito al


comportamento stesso. Queste domande provocheranno il presentarsi di
rappresentazioni e strategie della sua storia personale

2. facendo eseguire alla persona un compito che richieda l’uso della


strategia in azione:
a. mettendo fisicamente la persona in una situazione in cui essa si
presenti naturalmente
b. con la presentazione, l’imitazione o la riproduzione di parte del
contesto in cui essa agisce
c. con il procedimento di ricerca transderivazionale consistente nel
recupero dell’intera strategia a partire da una sua parte.

IL PROCESSO DI DISSEZIONE

Dopo aver estratta la strategia che si intende modellare o modificare è necessario


frammentarla per capire la sequenza reale dei sistemi rappresentazionali
implicati nel raggiungimento dell’effetto desiderato
E’ necessario in questa fase porre attenzione:

1. ai predicati
2. ai segnali d’accesso
3. alle parti non verbali del comportamento delle persone

La dissezione comporta l’attenta calibrazione di quanto sopra ricordato che sarà


guidata da domande del tipo:

“Qual è la prima cosa che fai quando X?” (intendendo per X l’attivazione della
strategia stessa).

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna12 www.pnlpolis.it


“Qual è il tuo primo passo in X?”.
“Cosa succede subito prima di X?” (Si indaga così sullo stimolo che fa partire la
strategia)
“Poi cosa accade?”
“E poi cosa accade ancora?” (Fino ad arrivare all’ottenimento del risultato)

In questo modo si è in grado di riprodurre anche per iscritto, usando le adeguate


notazioni, l’intera sequenza strategica.

UTILIZZAZIONE DELLE STRATEGIE

Una delle cose che si possono fare una volta fatta emergere (elicitata) e studiata
(dissezionata) una strategia è quella di ricalcarla in modo da condurre il
soggetto verso quello specifico risultato.

Se voglio motivare una persona ad agire un dato compito in un determinato


contesto sarà sufficiente studiarne la strategia di motivazione in un contesto in
cui si sia già autonomamente motivato e ricalcarla opportunamente mentre gli si
chiede di eseguire quel compito.
Se ad esempio si scopre che la strategia di motivazione di una persona consiste
nel vedere qualcosa per poi farsi un’immagine costruita in modo da sentire una
sensazione piacevole e dirsi qualcosa in modo da essere motivato (
VeVcK+Aduscita), si potrà ricalcare tale strategia per fargli compiere
qualcosa per la quale stenta a motivarsi usando una frase tipo:

“Ora voglio che tu ti guardi attorno e cerchi un posto dove metterti a testa in giù
(Ve); bene, ora che lo hai trovato, voglio che tu ti veda mentre lo fai (Vc) proprio in
modo da sentirti perfettamente a tuo agio e quanto è piacevole per te stare in quel
modo (K+) così da dirti che tutto sta andando per il meglio”.

Abbiamo usato un esempio forzato allo scopo di sottolineare quanto possa essere
potente il ricalco a livello strategico.

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna13 www.pnlpolis.it


LA PROGETTAZIONE DELLE STRATEGIE

E’ utile progettare strategie per coloro che non ne abbiano, in vista di particolari
risultati, o ne abbiano di inefficaci o troppo complicate.
E’ anche utile nei casi di strategie che, apprese in determinati contesti sono state
poi estese ad altri per i quali non sono adatte o addirittura controproducenti.
Un esempio di quest’ultimo caso è dato dal comportamento fobico che è il
risultato di una strategia che era quasi certamente adatta all’individuo quando
venne fissato lo schema di comportamento, ma che determina problemi in
contesti in cui è inutile o indesiderata.
Vi sono casi in cui una vecchia strategia risulta inadatta nella maggioranza dei
casi ma può essere ancora utile in rare occasioni; è necessario allora lasciare all’
individuo la scelta di poter utilizzare la vecchia quanto quella riprogettata.
Quando si crea una nuova strategia si parla di progettazione artificiale. In questo
caso può essere utile avere un modello per la nuova strategia efficace che si
vuole per la persona, cioè qualcuno che sia esperto nell’ottenere il risultato che
desideriamo.

La progettazione serve a conseguire risultati in modo rapido ed efficace e quindi,


seguendo il principio di eleganza, che in PNL è altamente valutato, sceglieremo
sempre la strategia col minor numero di passi e che contenga comunque tutti i
sistemi rappresentazionali principali per avere a disposizione le risorse dell’intera
neurologia del soggetto.

IL PROCESSO DI INSTALLAZIONE

L’installazione ha lo scopo di rendere operante una strategia.

Vi sono due modi per installare la sequenza di una strategia:


1. con l’ancoraggio e l’inserimento degli stadi della strategia
2. facendo provare al cliente la sequenza della strategia
L’installazione più efficace si avvarrà di entrambe le maniere così da gettare le
ancore predisposte mentre si fa ripercorrere al soggetto la strategia.

Naturalmente l’obiettivo del lavoro sarà quello di rendere la strategia disponibile


al soggetto in modo che ogni passaggio sia automaticamente legato al successivo
e la strategia stessa sia legata al contesto appropriato attraverso un legame tra
questa e uno stimolo proveniente appunto dal contesto.

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna14 www.pnlpolis.it


SCHEMA DI UTILIZZO DELLE STRATEGIE PER IL
CAMBIAMENTO

ESTRAZIONE DELLA STRATEGIA:


ELICITAZIONE E DISSEZIONE

UTILIZZAZIONE PROGETTAZIONE

INSTALLAZIONE
della nuova strategia
o della vecchia in nuovi contesti

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna15 www.pnlpolis.it


UNA STRATEGIA UNIVERSALE PER IL SUCCESSO

Decidete quale risultato volete raggiungere, facendo in modo di:

- vedervi in esso
- ascoltare come esso vi risuona dentro
- che tipo di sensazioni vi dà, mentre vi vedete dentro l’immagine desiderata

Ora fatevi una doppia domanda:

- qual’è il guadagno, il tornaconto che ne avrò?


- quanto mi verrà a costare: psicologicamente, spiritualmente, economicamente
e fisicamente?

Dalla risposta a queste domande:

- se ottengo veramente più di quanto l’obiettivo mi verrebbe a costare, allora


l’obiettivo può essere raggiunto
- se invece verifico che verrebbe a costarmi più di quanto ci guadagnerei, mi
conviene rivedere lo scopo che intendevo perseguire

Se l’obiettivo può essere raggiunto, è bene che mi ponga altre due domande:

- cosa sto facendo in direzione degli scopi che mi sono prefisso?


- cosa sto facendo per impedirmi di raggiungere gli scopi che mi sono prefisso?

Proseguite quindi chiedendovi:

- come smettere di impedirmi i risultati che intendo raggiungere?

E ditevi:

- devo interrompere quel che faccio per impedirmi il successo e fare qualsiasi
altra cosa di diverso e di alternativo per raggiungere l’obiettivo prefissato!

Poi trovate almeno tre nuovi comportamenti diversi che vadano in direzione del
vostro obiettivo e... metteteli in atto!

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna16 www.pnlpolis.it


DOPPIA DISSOCIAZIONE V/K

E’ una tecnica utilizzata per il trattamento delle fobie e dei traumi.


Le fobie sono la conseguenza di un evento di stimolo-risposta. La persona fobica
ha avuto una qualche esperienza che lo ha portato ad un apprendimento
rapidissimo, in un solo tentativo, che in seguito non è stato più aggiornato. Ogni
volta che nelle fasi successive della sua esistenza si troverà di fronte allo stesso
insieme di stimoli darà esattamente la stessa risposta. In quel momento la
risposta aveva una funzione, ma nel presente non più.
Non devono essere confuse con le paure.
Paure e fobie vanno trattate in maniera diversa: nel caso delle paure si cambia la
parte del processo che la crea; per la fobia si indebolisce l’intensità della
sensazione a un livello dove si può cambiare in una sensazione più utile.

DOPPIA DISSOCIAZIONE V/K (1)

 Ancorare lo stato da cambiare


 Creare un’ancora di benessere e risorse che il cliente può utilizzare quando
ne ha bisogno chiedendo al cliente di riaccedere ad uno stato positivo e di
risorse adulte e di stringere il braccio della guida ogni volta che ha
necessità di riaccedere a questo stato (ancora +). Questo la manterrà legata
al momento presente (Ancora paracadute).
 Tenere l’ancora dello stato fobico e mandare il cliente indietro nel tempo
fino a trovare la prima volta che è entrato in quello stato problematico.
Quando compare l’immagine bloccarla (fermo immagine)
 Doppia dissociazione: “Immagina di essere seduto nella galleria che guardi te
stesso in platea che guarda il film”
 Visione del film dall’inizio fino alla fine mantenendo la doppia dissociazione
e fermare il film dopo la fine dell’evento quando tutto è passato e il cliente di
alloro sta bene
 Il cliente si riassocia ed entra nel film per portare le risorse attuali a quello
di allora e per promettergli che non dovrà più riattraversare l’episodio
 Quando quello di allora sta bene il cliente lo fa rientrare nel proprio corpo
 Rottura di stato
 Test di verifica

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna17 www.pnlpolis.it


DOPPIA DISSOCIAZIONE V/K (2)

 Scegliere un episodio relativo alla fobia – non necessariamente il più antico


 Creare una doppia dissociazione “Immagina di essere seduto nella platea
di un cinema e di vedere sullo schermo un’immagine fissa in bianco e nero
in cui ti vedi in qualche situazione appena prima* di manifestare il
problema/emozione inadeguata… Ora lascia il corpo in platea e innalzati
fino in galleria in modo da poterti vedere seduto in platea mentre guardi te
stesso nell’immagine.”
 Invitare il cliente a vedere – sempre in doppia dissociazione – l’episodio in
bianco e nero. Il film deve iniziare a scorrere quando la persona stava
ancora bene e fermarsi quando sta di nuovo bene. “Ora trasforma
l’immagine fissa sullo schermo in un film in bianco e nero e tu lo guardi
dall’inizio fino al momento immediatamente successivo alla fine
dell’esperienza spiacevole”.
 Bloccare il film su quest’ultima scena in un’immagine fissa
 Il cliente si riassocia: riporta i colori nella scena e vi entra dentro
associandosi al se stesso di allora “A questo punto metti i colori alla scena ed
entra con un salto dentro l’immagine. Riavvolgi il film all’indietro. Fallo
tornare all’indietro a colori e molto rapidamente, in un paio di secondi circa”.
 INTERRUZIONE DI STATO (fare ritornare il cliente nel qui ed ora)
 Ripetere la tecnica: si rifà dalla fine del film al riavvolgimento per 5/6 volte
molto velocemente, facendo ogni volta una interruzione di stato
 Test (dopo un po’ di tempo)

N.B. E’ importante partire da una situazione positiva/neutra e terminare in


una situazione positiva/neutra

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna18 www.pnlpolis.it


GENERATORE DI NUOVI COMPORTAMENTI

E’ una strategia che parte da alcune convinzioni:


 le persone apprendono nuovi comportamenti creando dentro di sé nuove
mappe mentali
 più queste mappe sono complete, più è probabile che il nuovo
comportamento desiderato si manifesti
 il modo più rapido per manifestare nuovi comportamenti è concentrarsi sul
proprio obiettivo
 le persone hanno già dentro di sé tutte le risorse di cui hanno bisogno per
conseguire nuovi comportamenti. Il successo aumenta in funzione di come
si accede a ciò che è già lì e di come lo si organizza

E’ un processo che insegna come fare.

1. Dite a voi stessi: “Se fossi già in grado di conseguire x (il nuovo
obiettivo), che aspetto avrei?” (Ad)
2. Costruite un’immagine visiva di come apparireste nell’atto di
conseguire l’obiettivo. Vedersi in dissociato (Vc)
3. Per aiutarvi a visualizzareutilizzare una delle seguanti strategie:
a. Scomporre l’obiettivo in pezzi più piccoli chiedendovi: “C’è qualche
elemento del mio obiettivo che riesco a vedermi conseguire?”
Visualizzarsi mentre conseguite con successo quella prima parte
(Ad >Vc)
b. ricordate una volta che siete riusciti in un’attività simile.
Chiedetevi: “C’è qualcosa di simile al mio obiettivo che sono già in
grado di conseguire?” Visualizzare cosa fate in quella situazione e
modificate l’immagine per adattarla al vostro obiettivo attuale
(Ad>Vr>Vc)
c. modellate qualcun altro. Chiedetevi: “Conosco qualcuno che è già
in grado di conseguire pienamente l’obiettivo che ho espresso?”
Visualizzate cosa fa questa persona per agire efficacemente. Poi
visualizzatevi mentre fate ciò che avete appena visto fare al vostro
modello (Ad>Vr>Vc)
4. Entrate nell’immagine creata, quella in cui conseguite il vostro
obiettivo, in modo da sentirvi come se steste facendo proprio ora
quello che vi siete appena visti fare. Cosa vedreste, udireste o
provereste? (Vc> Kc)

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna19 www.pnlpolis.it


5. Confrontate le sensazioni che provate quando siete completamente
immersi in quell’esperienza con le sensazioni provate in
un’esperienza simile e che avete già affrontato con successo (Kc/Kr)
6. Decisione
a. Se le due sensazioni corrispondono avete terminato
b. Se la sensazione non è la stessa, esprimete a parole ciò che manca
o che è necessario (ad esempio creatività, rilassamento, ecc)
Ritornate al passaggio 1 e ripetete il processo con l’obiettivo così
modificato
7. Esprimere quindi ciò che serve o manca (Ad)
8. Perfezionate l’obiettivo originario aggiungendovi il nome della risorsa
necessaria che avete identificato facendola semplicemente precedere
dalla parola “e”. Ritornare al punto 1 e ripetere la strategia (Ad).

Copyright © 2017 Pnl Polis s.r.l. – Bologna20 www.pnlpolis.it

Potrebbero piacerti anche