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Civile Sent. Sez. U Num.

19680 Anno 2019


Presidente: PETITTI STEFANO
Relatore: ACIERNO MARIA
Data pubblicazione: 22/07/2019

Corte di Cassazione - copia non ufficiale


SENTENZA

sul ricorso
ricorso 24115-2017 proposto da:
EDISON S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA E.Q. VISCONTI 99, presso lo
studio dell'avvocato GIOVANNI BATTISTA CONTE, che la rappresenta
e difende unitamente agli avvocati MARIO BUCELLO e SIMONA
VIOLA;
- ricorrente -

contro
CONSORZIO DEI COMUNI DEL BACINO IMBRIFERO MONTANO DEL
LAGO DI COMO E FIUMI BREMBO E SERIO, FEDERAZIONE
NAZIONALE DEI CONSORZI DI BACINO IMBRIFERO MONTANO -
FEDERBIM, in persona del legale rappresentante pro tempore,

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elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DI PORTA PINCIANA 4, presso
lo studio dell'avvocato FERDINANDO MARIA DE MATTEIS,
rappresentati e difesi dagli avvocati MARCO RADICE e SERGIO
CESARE CEREDA;

- con troricorrenti -

avverso la sentenza n. 149/2017 del TRIBUNALE SUPERIORE DELLE


ACQUE PUBBLICHE, depositata il 20/07/2017.
Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del
07/05/2019 dal Consigliere MARIA ACIERNO;
udito il Pubblico Ministero, in persona dell'Avvocato Generale
MARCELLO MATERA, che ha concluso per il rigetto del ricorso;
uditi gli avvocati Giovanni Battista Conte e Sergio Cesare Cereda.

FATTI DI CAUSA
1. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha dichiarato
inammissibile l'appello principale proposto dalla S.P.A. Edison avverso
la sentenza del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche relativa alla
debenza e alla determinazione del sovracanone inerente la centrale
elettrica di Esterle. E' stato evocato in giudizio, fin dal primo grado, il
Consorzio del bacino imbrifero del lago di Como e dei fiumi Brembo e
Serio (d'ora in poi denominato Consorzio B.I. M.). E' intervenuta,
anch'essa fin dal primo grado, la Federazione Nazionale dei Consorzi
di Bacino Imbrifero Montano (d'ora in poi denominata Federbim).

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1.1 A sostegno della declaratoria d'inammissibilità dell'appello
principale è stato affermato che l'art. 133 cod. proc. civ. nella parte in
cui prevede che la comunicazione dell'avvenuto deposito della
sentenza non è idoneo a far decorrere il termine breve per impugnare
non si applica a quei procedimenti che sono regolati da previsioni
normative speciali e che, come nella specie, contengono norme
derogatorie relative alla decorrenza di termini anche perentori dalla

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comunicazione del provvedimento a cura della cancelleria. La norma
generale ha lo scopo di neutralizzare gli effetti della comunicazione
telematica integrale dei provvedimenti ai fini della decorrenza del
termine breve per impugnare, senza tuttavia incidere sulle norme
processuali speciali che espressamente ancorino la decorrenza del
predetto termine alla comunicazione di cancelleria. In relazione al
procedimento davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche
(d'ora in avanti denominato T.R.A.P.), l'art. 189 del T.U. prevede che
l'appello sia proposto nel termine di 30 giorni dalla notificazione del
dispositivo, ai sensi dell'art. 183, mediante ricorso notificato nei modi
indicati nei precedenti artt. 151 e 155. A sua volta, l'art. 183 prevede
che il cancelliere annoti in apposito registro il deposito della sentenza
ed entro tre giorni dal deposito la trasmetta con gli atti all'ufficio del
registro, dandone avviso alle parti. Quando la sentenza viene
restituita, il cancelliere, nei cinque giorni successivi, ne esegue la
notificazione alle parti, mediante consegna di copia integrale del
dispositivo, nella forma stabilita per la notificazione degli atti di
citazione (art. 183, comma 4). E' stato precisato nella sentenza
impugnata, che la giurisprudenza più risalente aveva stabilito che il
termine di 30 giorni dovesse decorrere dalla notificazione di cui al
comma 4 dell'art. 183 ma l'orientamento opposto si è affermato di
recente con riferimento al termine per proporre il ricorso per
cassazione (Cass. 15144 del 2011 e tra le altre S.u. n. 10453 del
2015). Alla luce di questo più recente ma consolidato arresto si

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attribuisce rilevanza alla data di notificazione o comunicazione purché
integrale della pronuncia, a prescindere dalla circostanza della previa
registrazione della stessa. A tale conclusione si perviene valorizzando
la portata dell'art. 8 della prima parte della tariffa di cui al d.p.r. n.
131 del 1986 e nell'art. 2 della tabella allegata la decreto in forza
delle quali non esiste più l'obbligo di registrazione per tutte le
sentenze civili ed anche per quelle per cui permane l'obbligo il

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cancelliere è tenuto a rilasciarne copia a fini di prosecuzione del
giudizio prima della registrazione stessa. Ne consegue che il termine
perentorio per proporre appello avverso le sentenze dei Tribunali
Regionali delle Acque Pubbliche decorre dalla data della
comunicazione (o notificazione) integrale del dispositivo, sia se
questo adempimento avviene prima della registrazione, (con l'avviso
di deposito al fine di procedere alla registrazione), sia se avviene (in
forma integrale) solo successivamente alla registrazione ex art. 183,
c.4. Essenziale è che si pervenga alla notificazione indicata nell'art.
189 e, più esattamente che si metta in condizione la parte di
conoscere il contenuto della decisione assunta. Tale condizione,
indipendentemente dall'essere stata posta in essere ex art. 183, c.3 o
4 T.U. Acque Pubbliche, integra il dies a quo da cui scatta il termine
perentorio. Nella specie, la sentenza è stata notificata il 29/7/2015,
ex art. 183, c.3, mentre l'impugnazione è stata notificata a mezzo
posta con plichi spediti il 19 dicembre 2015.
2. Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione la s.p.a
Edison, accompagnato da memoria, affidato a due motivi. Hanno
depositato controricorso La Federazione Nazionale dei Consorzi di
Bacino Imbrifero Montano (Federbim) ed il Consorzio dei Comuni del
Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e fiumi Brembo e Serio.
RAGIONI DELLA DECISIONE

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3. Nel primo motivo viene dedotta la violazione e falsa applicazione
degli artt. 183 e 189 r.d. n. 1775 del 1933 oltre che dell'art. 133 cod.
proc. civ. e 12 delle preleggi.
L'appello non può essere ritenuto tardivo, in quanto la comunicazione
ex art. 183,comma 3, costituisce un mero avviso, laddove la
notificazione idonea a far decorrere il termine di cui all'art. 189 è solo
quella di cui al c.4. Il dato normativo è inequivocabile e

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l'interpretazione assunta nella sentenza impugnata è contra legem. I
due adempimenti, ovvero la mera comunicazione dell'avvenuto
deposito e la notificazione integrale non possono essere posti sullo
stesso piano, avendo funzioni processuali diverse ed autonome.
4. Nel secondo motivo viene dedotta la violazione dell'art. 111 Cost. e
dei principi del giusto processo per aver fondato, il T.S.A.P. la propria
decisione su un'interpretazione imprevedibile senza tenere conto
dell'affidamento processuale riposto dalle parti nei consolidati
orientamenti precedenti.
5. Entrambe le censure sono infondate e possono essere trattate
congiuntamente in quanto logicamente connesse.
In primo luogo, deve rilevarsi che l'orientamento adottato dal T.S.A.P.
costituisce lo sviluppo di un'elaborazione di principi processuali
relativi al procedimento in questione che prende le mosse da
S.U.15144 del 2011 nella quale è stata affermata l'irrilevanza della
registrazione della sentenza ai fini della decorrenza del dies a quo per
il decorso del termine perentorio per l'impugnazione. Nella stessa
pronuncia si è definita la nozione di perspective overruling riferendola
proprio a quel cambio di orientamento e all'esigenza di salvaguardare
in caso di mutamento imprevedibile l'affidamento processuale della
parte. Da questo arresto in poi, le Sezioni Unite hanno reiteratamente
confermato il principio della irrilevanza dell'avvenuta registrazione e
dell'incidenza determinante della prima notificazione o comunicazione
integrale della pronuncia, ritenendo scriminante la conoscenza o

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conoscibilità del testo integrale (S.U. 26578 del 2013; 10453 del
2015) anche dopo l'interpolazione processuale dell'art. 133 cod. proc.
civ. sopracitata. (S.U. 8048 del 2018). L'orientamento, del tutto
fermo in relazione alla tempestività del ricorso per cassazione, è stato
con una pronuncia molto recente confermato anche in relazione a
fattispecie identica a quella dedotta nel presente giudizio, ovvero in
relazione all'impugnazione della sentenza del T.R.A.P. (S.U. 5642 del

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2019). Il principio dal quale muove la decisione è il medesimo che è
stato posto a sostegno delle pronunce produttive dell'orientamento
consolidato sopra illustrato. Da un lato l'irrilevanza della registrazione
e la centralità della notificazione del testo integrale della pronuncia da
impugnare, dall'altro l'inapplicabilità dell'art. 133, secondo comma,
c.p.c. novellato per effetto del d.l.n. 90 del 2014, convertito nella I. n.
114 del 2014, nella parte in cui prevede che la comunicazione
ancorché integrale della pronuncia non è idonea a far decorrere il
termine breve, trattandosi di previsione non applicabile ai
procedimenti per i quali, anche prima della novella processuale, per
esigenze di celerità, predeterminate in via legislativa, era prevista la
comunicazione o notificazione come adempimento di cancelleria dal
quale scaturisce il decorso del termine perentorio per impugnare
previsto dalla legge.
6. Il ricorso, in conclusione, deve essere rigettato. Le spese
processuali sono compensate nei confronti di tutti i controricorrenti in
relazione alla formazione ancora in fieri al momento della
proposizione del presente ricorso dell'orientamento accolto con
riferimento alla impugnazione della sentenza del T.R.A.P.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e compensa le spese di lite nei confronti di entrambi
i controricorrenti.
Ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002,
inserito dall'art. 1, comma 17, della legge n. 228 del 2012, dichiara la

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sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della
ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 -bis dello stesso
art. 13.
Così deciso nella camera di consiglio del 7 maggio 2019
Il giudice est. Il Presidente
(Dr.ssa ',Maria cierno) (Dr. Giovanni Mammone)

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