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L’introduzione della contraccezione ormonale rappresenta una delle più importanti innovazioni

dell’ultimo secolo per impatto scientifico, socio-culturale e psicosessuale.

I contraccettivi presentano delle peculiarità rispetto agli altri farmaci:

• Non hanno lo scopo di prevenire o curare malattie ma di evitare le

gravidanze indesiderate

• Sono dotati di grande efficacia solo se la paziente si attiene

precisamente alle istruzioni di utilizzo

• I principi attivi sono ormoni che svolgono anche altre funzioni

fisiologiche. Livelli plasmatici troppo alti o troppo bassi possono

determinare l’insorgenza di effetti avversi

I contraccettivi ormonali 2/2

• Al giorno d’oggi il contraccettivo è diventato uno strumento indispensabile per una corretta
pianificazione familiare e favorisce una migliore salute riproduttiva della donna, consentendo
di evitare gravidanze indesiderate e quindi di ricorrere all’aborto volontario.

• Inoltre favorisce l’emancipazione femminile permettendo una contraccezione sicura e


consentendo di modulare la propria sessualità senza i timori della gravidanza non voluta,
utilizzando un metodo reversibile, efficace, ben tollerato e sicuro.

• Inoltre nel corso degli anni si sono aggiunte numerose evidenze scientifiche relative al suo
ruolo terapeutico e preventivo in numerose situazioni cliniche: acne e irsutismo, dismenorrea,
sindrome

premestruale, neoplasie ecc.

Contraccezione e IVG

Uno dei più importanti effetti conseguenti all’introduzione

della contraccezione ormonale

è rappresentato dalla riduzione

del tasso di interruzione

volontarie di gravidanza (IVG).


In Italia in seguito

all’approvazione della legge

194 del 1978 si è verificato un iniziale aumento delle IVG con

un picco nel 1982/1983 cui è seguita una progressiva e costante diminuzione delle stesse
dell’ordine di circa il 5% annuo.

La riduzione dell’aborto volontario in Italia è strettamente correlata con la diffusione della


contraccezione estroprogestinica (da un 6,3% di utilizzatrici nel 1985, fino ad un 19,4% nel 2001)

In Europa il tasso complessivo di utilizzo dei contraccettivi ormonali nelle donne tra i 15 e i 44
anni è del 21,4%, con la massima percentuale in Olanda (51.9%) Belgio (47.4%) e Francia
(42.4%). La percentuale più bassa è raggiunta dalla Grecia (4%) e dalla Polonia (9.6%).

In questo scenario l’Italia occupa una delle ultime posizioni (20,2%).

Attualmente solo un quarto della popolazione italiana tra i 15 e i 54 anni ricorre alla pillola
anticoncezionale.

Alcuni studi pubblicati nel 2011 riportano un 16,2% di utilizzo della pillola contraccettiva.

L’utilizzo di ormoni (estrogeni e progesterone) somministrati per via orale (CO) costituisce da
mezzo secolo una delle soluzioni contraccettive più utilizzate.

I CO sono il metodo più efficace oggi disponibile per evitare gravidanze indesiderate, purché
usati in maniera appropriata. Gli studi clinici dimostrano che, con un uso corretto del metodo, la
percentuale di fallimento nel primo anno è dello 0.1%.

Nonostante ciò da alcuni studi si evidenzia che nella vita reale tale percentuale salga
notevolmente, raggiungendo il 9%.

La non-aderenza viene considerata una delle ragioni primarie per spiegare questa forte
differenza: se la paziente non si attiene strettamente alle prescrizioni mediche circa l’utilizzo
corretto l’efficacia contraccettiva diminuisce.

L'efficacia della pillola contraccettiva può essere analizzata basandosi sulle informazioni
ottenute circa un uso "perfetto" e uso "tipico". Le utilizzatrici perfette sono quelle che
hanno assunto la pillola in maniera corretta, senza dimenticanze, vomito o diarrea etc.

• Solo 1 donna su 1000 "perfect users" può avere una gravidanza se utilizza la pillola per un
anno; il rischio aumenta a 90/1000 per anno se la donna non la assume in maniera corretta.

• Infatti indagini effettuate in Italia dall'Istituto Superiore di Sanità, da altri Istituti di Ricerca e
da alcune Regioni, dimostrano come il ricorso all'aborto in Italia derivi nel

70-80% dei casi da un fallimento o da un uso scorretto di metodi per il controllo della
fertilità.

Uno studio italiano rivela che circa il 32,7% delle donne che usavano per la prima volta un
contraccettivo orale ha interrotto l’assunzione entro un anno.

Altri lavori indicano che l’interruzione sia più frequente dopo un breve periodo di assunzione:

- il 10% delle donne solitamente abbandona la terapia entro un mese

- il 30-60% abbandona entro un anno

Spesso le pazienti abbandonano la terapia autonomamente, in genere per la comparsa di


irregolarità del ciclo mestruale (sanguinamenti intermestruali), oppure la assumono in modo
irregolare o non conforme alle indicazioni.

L’aderenza al trattamento è direttamente correlata con la facilità di utilizzo del metodo e con i
fenomeni collaterali che insorgono in corso d’uso.

L’efficacia contraccettiva della pillola dipende per la massima parte da una corretta assunzione
giornaliera.

I motivi che causano la non-aderenza terapeutica possono essere:

◆ Correlati al metodo contraccettivo stesso:

➤ Interruzione per effetti collaterali minori

➤ Interruzione per effetti collaterali maggiori

➤ Interruzione per ridotta compliance

◆ Dovuti ad altre cause:

➤ Mancata necessità di contraccezione: la donna desidera una

gravidanza oppure ha interrotto la relazione e quindi non è più

esposta al rischio
➤ Altri motivi: la stanchezza nell’utilizzo del metodo

Principali effetti collaterali legati all’uso dei CO

• Alterazione del ciclo mestruale (spotting, sanguinamenti irregolari,

amenorrea)

• Nausea e vomito

• Cefalea

• Tensione mammaria

• Ritenzione idrica e aumento di perso

• Calo della libido

• Disturbi dell’umore e del sonno

• TVP, ictus, infarto miocardico

• Alterazione dei parametri coagulativi

• Dislipidemia

• Reazioni allergiche

Analisi del 2016 sull’abbandono dei CO

Un interessante studio del 2016 pubblicato sull’European Journal of Contraception &


Reproductive Health Care ha analizzato il tasso di abbandono dei metodi contraccettivi ormonali
in un campione di 1.809 donne italiane, di età compresa tra i 14 e 42 anni, di cui il 10% aveva
cambiato il tipo di formulazione estroprogestinica nel corso dello studio.

In questo lavoro trasversale, di tipo retrospettivo, sono state esaminate le cartelle cliniche di
tutte le donne in età riproduttiva che erano state visitate presso gli ambulatori del Dipartimento
di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa (Italia) tra il 2010 e il 2015.

Dallo studio è emerso che il 35% delle pazienti aveva interrotto la

contraccezione ormonale, di cui il 28% per mancata compliance o per

effetti collaterali correlati al metodo.

Le cause di interruzione correlate con la formulazione estroprogestinica erano dovute a:


• effetti collaterali minori nel 20,5 % dei casi

• effetti collaterali maggiori nel 4,5% dei casi

• scarsa compliance con il metodo nel 4% dei casi

Per quanto riguarda i motivi di interruzione non correlati al metodo si è rilevato che:

• il 2,3% delle donne aveva ritenuto che non fosse più necessario

• il 4,6% aveva interrotto il contraccettivo per altri motivi non specificamente

correlati al metodo

Gli effetti collaterali minori responsabili dell’interruzione nella maggior parte delle donne sono
risultati:

➤ Sanguinamento irregolare

➤ Aumento ponderale e ritenzione

idrica

➤ Cefalea

➤ Disturbi gastrointestinali

➤ Calo della libido

In particolare:

• Il sanguinamento irregolare è risultato più frequente nelle donne che

assumevano la pillola contenente 20 mcg di EE rispetto alla formulazione

vaginale o contenente 30 mcg di EE

• L’aumento ponderale era meno frequente con l’utilizzo vaginale e con le pillole

contenenti 20 mcg di EE

• La comparsa di cefalea era meno frequente nelle formulazioni contenenti

20 mcg di EE rispetto a quelle contenenti 30 mcg di EE


Tutte le altre cause di abbandono riguardavano una percentuale di donne inferiore al 2,3%.

Con quali strategie affrontare la non aderenza ai contraccettivi?

Nel 2011 è stata condotta un’indagine su un campione di 2.030 donne italiane di età compresa
tra 18 e 45 anni finalizzato a comprendere i bisogni e le aspettative delle pazienti utilizzatrici di
contraccettivi ormonali.

È emerso che quasi la metà delle donne vive in modo poco sereno la contraccezione,
considerandola come un peso.

Questo aspetto sembra generare due diversi comportamenti:

- il non utilizzo della contraccezione ormonale

- l’utilizzo non pienamente aderente: il 40% di questo gruppo di donne, infatti,

riferisce di aver dimenticato la pillola almeno una volta nell’ultimo mese

Lo studio rivela che il 75% delle donne desiderano una pillola che le faccia sentire sicure,
tranquille, libere, indipendenti, capaci di fare le proprie scelte in tema di contraccezione (attesa
citata da circa il 60% delle donne).

Allo stesso tempo il contraccettivo deve essere ben tollerato e pratico da utilizzare (aspetto
importante per il 65-70% delle donne) e non deve rappresentare un ‘peso’ o un impegno (quasi
la metà delle donne sottolinea questa esigenza)

Obiettivo: diminuire gli effetti collaterali

Si è osservato che una delle principali motivazioni di abbandono è l’insorgenza di effetti


collaterali legati alla dose di etinil-estradiolo e al tipo di progestinico contenuti nelle varie
formulazioni.

Quindi, con lo scopo di incrementare la compliance, nel corso degli anni sono state apportate
diverse modifiche ai contraccettivi ormonali.

Fin dal 1998, Rosenberg e Waugh hanno dimostrato che circa il 20% delle ragioni addotte come
causa di interruzione dei CO era rappresentata dagli effetti collaterali estrogeno-dose-dipendenti
(nausea, vomito, tensione mammaria e ritenzione idrica).

Oltre a ciò, cominciarono ad evidenziarsi l’aumento del rischio cardiovascolare associato all’uso
di CO con alte dosi di estrogeni.

Estrogeno dipendenti:
• Tensione mammaria

• Nausea

• Emicrania

• Aumento di peso

• Edemi

• Leucorrea

• Alterazioni della coagulazione

• Alterazioni del metabolismo lipidico

e glucidico

Progestinico dipendenti:

• Riduzione della libido

• Depressione premestruale

• Secchezza vaginale

• Riduzione del flusso mestruale

• Aumento di peso

• Acne e seborrea (solo con i

progestinici dotati di attività

androgenica)

Il mestranolo è stato sostituito dall’etinil-estradiolo (EE):

l’aggiunta del gruppo etinilico in posizione 17 rende molto più potente l’azione dell’estradiolo
grazie alla resistenza alla degradazione della

17 beta idrossilasi, in grado di aumentare la biodisponibilità.

Recentemente sono stati introdotti anche gli estrogeni naturali, estradiolo valerato (E2V) e
l’estradiolo (E2), con lo scopo di ridurre ulteriormente gli effetti collaterali e aumentare
l’accettabilità.
Nel corso del tempo si è provveduto a ridurre il dosaggio di mestranolo e successivamente di EE
dalla dose di 150 mcg a 50 mcg, poi a 30 mcg fino al dosaggio minimo di 15 mcg.

Attualmente la dose più bassa di EE è 15-20 mcg e queste formulazioni, nonostante il basso
livello estrogenico, sono in grado di assicurare un’ottima soppressione dell’attività ovarica, in
quanto vengono associate a progestinici con elevata attività antigonadotropa.

La riduzione delle dosi estrogeniche ha condotto alla sintesi di contraccettivi sempre più sicuri
dal punto di vista cardiovascolare e metabolico e gravati da minori effetti collaterali.

Negli anni 90 vengono introdotti i progestinici di terza generazione:

• Desogestrel

• Gestrodene

• Norgestimate

Vantaggi

Limitare gli effetti clinici e metabolici di tipo androgenico, tipici dei progestinici di seconda
generazione (acne, seborrea, minore sensibilità insulinica e impatto negativo sul metabolismo
lipidico). D’altra parte gli effetti benefici di queste molecole sembra siano controbilanciati da un
maggiore rischio trombotico rispetto ai progestinici di seconda generazione

IENOGEST

Derivato dal Nortestosterone, è dotato di attività anti-androgenica ed esercita un importante


effetto progestinico sull’endometrio

NOMEGESTROLO

Derivato dal 17-idrossi-progesterone, è un progestinico di sintesi dotato di elevata potenza


progestinica e discreta attività anti-androgenica

DROSPIRENONE

Particolarmente vantaggioso per la sua buona

azione anti-androgenica ma soprattutto per la


sua debole azione anti-mineralcorticoide,

dovuta alla molecola di origine, lo

spironolattone.

Questa sua caratteristica aiuta a contrastare

la ritenzione idrica, motivo per cui risulta

particolarmente apprezzato soprattutto da

parte di giovani donne, la cui compliance

appare molto buona.

CLORMADINONE ACETATO: è un derivato del progesterone

naturale i cui effetti anti-androgenici sono dovuti all’inibizione

competitiva con i recettori per gli androgeni; inoltre agisce anche

bloccando la 5a-reduttasi. L’azione antiandrogenica del

clormardinone acetato consente inoltre di proteggere la cute

e i capelli delle pazienti durante il trattamento, determinando

la riduzione di acne, irsutismo, seborrea e alopecia.

• CIPROTERONE ACETATO: si tratta dell’ormone dotato della

migliore attività anti-androgenica e quindi è indicato per le

pazienti che presentano malattie dermatologiche

androgeno-dipendenti (acne, alopecia androgenica, irsutismo ecc.).

Quando il ciproterone acetato viene associato agli estrogeni l’effetto

anti-androgenico viene esaltato dall’aumento delle SHBG circolanti,

le quali legano a loro volta gli androgeni impedendone il legame

con i recettori: l’azione del Ciproterone acetato viene così potenziata.

Queste molecole progestiniche associate agli estrogeni migliorano l'acne e non peggiorano
l'irsutismo nelle donne che ne sono affette. Inoltre hanno un impatto minimo sull'insulina, sul
metabolismo glucidico e lipidico, garantendo una maggiore sicurezza da un punto di vista
metabolico
Vie di somministrazione alternative alla pillola per via orale sono:

• vaginale

• transdermica

• sottocutanea

Vantaggi

Si mantengono i benefici delle basse dosi ormonali sfruttando inoltre una minore fluttuazione
plasmatica degli ormoni, senza aumentare il rischio di sanguinamenti irregolari ed evitando il
primo passaggio epatico.

Un ulteriore vantaggio in termini di aderenza è dato dalla possibilità di non dover assumere il
contraccett

Nelle donne con controindicazioni all’utilizzo degli estrogeni o con bassa aderenza all’assunzione
quotidiana della pillola si possono proporre:

• IUD con solo progestinico

• Impianti sottocutanei

Gli IUD con solo progestinico e gli impianti sottocutanei vengono inseriti dal ginecologo e
mantengono la loro efficacia contraccettiva da 3 a 5 anni, a seconda del dispositivo.

IUD ed impianti, data la loro lunga durata di azione (da 3 a 5 anni), sono molto utili dal punto di
vista dell’aderenza con

Un’alternativa alla somministrazione classica orale combinata ciclica, monofasica, bifasica o


trifasica, consiste nella somministrazione in regime continuo della pillola.

Il regime tradizionale 21+7 (21 pillole attive e poi 7 gg liberi da ormoni in cui si ha la pesudo-
mestruazione) era stato originariamente concepito per imitare il flusso mestruale fisiologico ma
si è osservato che:

- l’inclusione di un intervallo libero da ormoni non è dettato da nessuna


necessità medica

- molte donne preferirebbero non avere la perdita ematica mestruale mensilmente

- i regimi continui possono ridurre i sintomi indesiderati causati dalla fluttuazione

dei livelli ormonali durante l’intervallo libero da ormoni presente nel regime

tradizionale 21+7

L’utilizzo del regime continuo ha migliorato notevolmente la compliance del prodotto.

La modalità di assunzione continuativa o in “regime esteso" degli estro-progestinici non è


finalizzata soltanto alla contraccezione in senso stretto ma è prevalentemente rivolta alla
eliminazione del disagio associato al flusso mensile.

Questo regime di somministrazione comporta:

• Riduzione della frequenza degli attacchi di emicrania nelle donne in cui il

dolore compare durante la settimana di sospensione

• Riduzione della frequenza dei sintomi premestruali (nervosismo,

irritabilità, dolori al basso ventre, seno gonfio, crampi)

• Minor probabilità di andare incontro ad un’anemia da carenza di ferro

(dovuta alla perdite con il sangue mestruale)

Riduzione della frequenza delle crisi di epilessia, quando le crisi siano

scatenate dalla sospensione della pillola o dall’arrivo delle mestruazioni

• Aumento dell’efficacia contraccettiva: dimenticare una pillola all’inizio di

una confezione, cioè dopo una settimana di sospensione, è la causa più

frequente di gravidanza legata a dimenticanza


Numerose condizioni cliniche inoltre traggono vantaggio dall’amenorrea: gli anticoncezionali
orali assunti con un regime esteso, quindi, sono ideali per le donne che hanno sintomi severi
correlati con il loro ciclo mestruale o che mensilmen

L’utilizzo del regime prolungato 24 + 4 (24 pillole attive e 4 pillole di placebo), riducendo
l’intervallo di sospensione (da 7 a 4 gg), ha il vantaggio di assicurare un’ottimale soppressione
dell’attività ovarica pur in presenza di dosi molto basse di steroidi.

Vantaggi:

- Aumentare la sicurezza contraccettiva (migliore compliance grazie

all’assunzione giornaliera senza pause)

- Ridurre la comparsa di sintomi pre-mestruali o da caduta di ormoni

- Mantenere livelli costanti di progestinico nelle associazioni con

progestinici a lunga emivita (Drospirenone)

Con questo tipo di schema terapeutico, qualora fosse necessario, si può passare al regime
continuo eliminando le quattro pillole placebo e proseguendo con l’assunzione del blister
successivo. Anche con le normali pillole monofasiche (a schema terapeutico 21/7) è possibile
passare al regime continuo non rispettando la settimana di sospensione ma prendendo quindi di
continuo due-tre blister

L’utilizzo del regime prolungato 26 + 2 (26 pillole attive e 2 pillole di placebo) presenta i seguenti
vantaggi:

- La formulazione quadrifasica mima il naturale andamento degli estrogeni

endogeni

- L’uso continuo, senza interruzioni, riduce il rischio di dimenticanze e

garantisce l’equilibrio ormonale

- Ha un buon controllo sul ciclo mestruale, grazie alla sua importante

azione sull’endometrio

- Contiene l’estrogeno naturale (estradiolo valerato)

Questa formulazione garantisce migliore stabilità ormonale, grazie al minor intervallo senza
ormoni e un ridotto numero di giorni di sanguinamento ed un minor impatto metabolico grazie
alla presenza di estradiolo valerato

Tra le modalità di assunzione suggerite in passato figurava spesso la sospensione per congrui
periodi ogni 4-5 anni di trattamento con CO.

Si trattava di comportamenti prudenziali, derivanti dall’uso di formulazioni con dosi decisamente


superiori a quelle attuali, basate sul concetto di non sopprimere troppo a lungo l'asse ipotalamo-
ipofisi-ovaie e sulle osservazioni di un incremento dei lipidi sierici e su un conseguente ipotetico
rischio cardiovascolare.

Attualmente non esistono dati della letteratura che suggeriscano vantaggi con la sospensione
periodica dei CO.

Al contrario, sembra che l'interruzione periodica dell'estroprogestinico determini:

- Ovulazioni imprevedibili che espongono a maggiore rischio di gravidanze

indesiderate

- Aumento del rischio di eventi tromboembolici e ripresentarsi dei sintomi

collaterali (spotting, nausea, tensione mammaria...) alla ripresa della terapia

La compliance d’uso di un contraccettivo orale è largamente influenzata dai seguenti fattori.

1. Semplicità e comodità d’uso

Al fine di minimizzare le dimenticanze o gli errori nell’assunzione sono stati formulati


contraccettivi ormonali che sfruttano vie di somministrazione non orale e che dismettono
steroidi per periodi più prolungati (cerotto, anello vaginale, impianti sottocutanei).

L’utilizzo della somministrazione continua (una compressa da assumere tutti i giorni, senza
pause), tipica dei regimi 24 + 4 o della formulazione con solo progestinico, aumenta l’aderenza
allo schema terapeutico diminuendo il rischio di dimenticanze.

Con questo tipo di schema terapeutico, qualora fosse necessario, si può passare al regime
continuo eliminando le quattro pillole placebo e proseguendo con l’assunzione del blister
successivo. Anche con le normali pillole monofasiche (a schema terapeutico 21/7) è possibile
passare al regime continuo non rispettando la settimana di sospensione ma prendendo quindi di
continuo due-tre blister

Un altro elemento da tenere in considerazione è la pronta disponibilità di una nuova confezione.


Almeno il 10% delle donne dichiara di sospendere il trattamento per problematiche logistiche
relative al recarsi dal medico per procurarsi una nuova ricetta: in uno studio recentemente
pubblicato è stato documentato come solo il 30% delle donne si rifornisce in tempo della
confezione successiva, mentre il 70% non è regolare nell’assunzione, esponendosi di
conseguenza al rischio di gravidanze non desiderate.

L’immissione in commercio di preparati in multiconfezione da 6 mesi, come quelli a base di


drospirenone, favorisce l'assunzione regolare del metodo rispetto alla prescrizione per un solo
ciclo, e porta ad un vantaggio economico.

I vantaggi delle multiconfezioni sono dunque quelli di garantire una maggiore continuità del
metodo, riduce

La minimizzazione degli effetti collaterali è uno dei più importanti fattori da tenere in
considerazione in quanto influenza fortemente il rapporto della donna con il contraccettivo.

L’aderenza terapeutica è condizionata dalla comparsa di:

- effetti collaterali minori (cefalea, nausea, tensione

mammaria, peggioramento dell’acne, aumento di peso,

depressione…)

- disturbi del ciclo (sanguinamenti intermestruali,

amenorrea)

- paura di sviluppare importanti complicazioni (trombosi,

infarto, tumore al seno, sterilità, ipertensione...)

Il vantaggio della riduzione del dosaggio estrogenico ha ridotto sensibilmente gli effetti collaterali
estrogeno-dipendenti (nausea, mastodinia e cefalea) ma l’abbassamento delle dosi può
determinare alcune problematiche che contribuiscono alla diminuzione della compliance, come
l’aumento dei sanguinamenti irregolari (qualora il tipo di progestinico associato non sia in grado
di esercitare un buon controllo dell’endometrio). Le formulazioni più recenti hanno dimostrato,
nonostante le bassissime dosi, di esercitare un buon controllo del ciclo, con un’incidenza di
spotting, tra il 10% e il 13%. Nel complesso comunque l’incidenza di queste perdite risulta bassa
e clinicamente accettabile tanto da non influenzare in maniera sensibile l’assunzione della pillola
e portare alla sua interruzione. Inoltre, l’incidenza delle perdite ematiche irregolari risulta
concentrata nei primi 3 cicli (con una marcata riduzione della loro comparsa nei cicli successivi) e
raggiunge un plateau dopo circa 6 mesi.

L’incidenza di spotting nelle formulazioni che contengono 30 mcg di EE si attesta dal 7% al 9% a


seconda degli studi

L’età della paziente

Gli studi sulle adolescenti sottolineano come spesso

queste pazienti dimentichino di assumere i contraccettivi

o ne sospendano l’uso. Un uso scorretto non solo

espone al rischio di gravidanze indesiderate, ma aumenta

anche gli effetti collaterali del contraccettivo stesso,

come per esempio i sanguinamenti intermestruali.

Le adolescenti dimenticano in media circa

3 pillole per ogni ciclo e per tale ragione discontinuano

l’assunzione fino al 50% dei casi nei primi 3 mesi.

I fattori di rischio per le dimenticanze comprendono:

- caratteristiche personali delle ragazze

- aspetti culturali

- scarsa informazione

- mancato coinvolgimento nel processo decisionale

Il fenomeno è particolarmente evidente nelle adolescenti delle classi sociali più basse e fra
quelle che si rivolgono ai consultori pubblici

4. Presenza di fenomeni collaterali positivi (effetto cosmetico)

Molta importanza per l’aderenza terapeutica ha il rinforzo positivo dato dalla presenza di affetti
collaterali graditi alla paziente durante l’assunzione della pillola anticoncezionale.
La presenza di progestinici con particolari attività, anti-androgenica o anti-mineralcorticoide,
garantisce alla somministrazione anche un gradito «effetto cosmetico».

➤ Il drospirenone grazie all’attività antimineralcorticoide aiuta a ridurre la

ritenzione idrica e ha un effetto positivo sul peso corporeo

➤ I progestinici di terza generazione e il clormadinone acetato, dotati di

attività anti-androgenica, aiutano a risolvere problematiche di acne,

seborrea e alopecia

5. Basso costo

La disponibilità di acquisto di multiconfezioni garantisce un risparmio economico nel lungo


periodo e quindi è favorevole sul piano dell’aderenza

Il rapporto tra medico e paziente

È necessario che il medico dedichi un tempo adeguato al counseling contraccettivo, ascoltando


la paziente relativamente alle sue necessità, preferenze, difficoltà e paure relativamente al
trattamento.

Occorre che medico e donna siano bene informati sulle opzioni disponibili, in modo da scegliere
insieme, in un dialogo aperto, il contraccettivo più adatto con l’obiettivo di migliorare la
soddisfazione del trattamento.

Il curante deve informare la paziente utilizzando un linguaggio chiaro e comprensibile,


proponendo una strategia contraccettiva adatta allo stile di vita e alle particolari necessità della
donna.

La personalizzazione della prescrizione, adattata alle esigenze fisiologiche della donna, aumenta
l’aderenza alla terapia

Il coinvolgimento del partner

Molti studi indicano che gli uomini hanno un ruolo importante nella motivazione e nella
definizione di una sana contraccezione.
Il sostegno del partner infatti incide sulla motivazione, sull’uso corretto di un metodo
contraccettivo e sul grado di soddisfazione della coppia rispetto al metodo prescelto.

Gli studi riportati confermano che la percentuale di continuazione di un contraccettivo a distanza


di un anno è doppia fra le donne che hanno coinvolto il partner nel processo decisionale.