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Questioni organizzative e di Condotta Politica

una lettera aperta ai compagni


di Filippo Albertin

10 novembre 2019

Cari compagni di Risorgimento Socialista,

Il mio intervento, scritto in forma di lettera, sarà semplice e piuttosto circostanziato. Ho


deciso di intervenire non solo per dare una descrizione “fotografica” della situazione attuale,
ma anche per proporre esplicitamente una pianificazione riorganizzativa del partito, a fronte
dei pregi e dei difetti che nell’ultima parte di questa stessa comunicazione elencherò.

Nessuna polemica nelle mie parole. Anzi, al contrario, il richiamo a un confronto serio, leale,
impostato sui binari della serenità e della dialettica socialista.

Scrivo queste mie parole a una settimana circa dall’inizio di novembre 2019. Abbiamo
affrontato come sapete il nostro primo congresso, tappa fondamentale per dare corpo al
soggetto politico che intendiamo promuovere, e poco dopo, a fine settembre, una riunione di
direttivo estremamente risoluta e centrata sull’importanza di crescere e agire nel nome della
chiarezza tanto interna quanto verso lo scenario che più o meno da vicino ci circonda.

So bene che molti di voi sono impegnati in numerose progettualità, territorio per territorio, a
seconda delle rispettive peculiarità. Questo vi fa evidentemente e meritatamente onore, ma
serve dare una svolta definitiva al funzionamento “centrale” del nostro partito, che non può
limitarsi all’azione, ottima, ma scoordinata, dei più volonterosi, diffusi in modo diseguale
lungo la penisola. Sappiamo infatti ormai troppo bene quello che vuole dire avere tante
assemblee in giro per l’Italia, ciascuna diversa dall’altra, senza uno standard centralizzato in
grado di dare unità, supporto e coerenza.

Sta passando il tempo. Ne sta passando troppo, e quel che è peggio, sembra passare
per niente. Troppo impegnati a rimandare il momento del nostro divorzio da Potere al
Popolo, sempre evocato a parole, ma sempre evitato sulla base di una riluttanza
incomprensibile, continuiamo a ignorare il fatto che non ci siamo mai sposati, e che
non siamo neppure una coppia di fatto, visto che il presunto coniuge ci ha sempre
ignorati e continua a ignorarci.

Nonostante questa sostanziale unanimità, condivisa anche dalle lucide letture ed esposizioni
del nostro coordinatore Franco Bartolomei, vari e cruciali sono i punti della nostra agenda
politica che risultano a tutt’oggi, in quanto tali, senza risposta, o più banalmente inevasi, e
andrebbero a breve risolti, chiariti, definiti, specie alla luce di un’attesa che risulta sempre
più lesiva della nostra identità, ovvero indice di un’inerzia che rischia di cronicizzarsi. Tra
questi, i più importanti risultano i seguenti.
Segreteria esecutiva
Deve essere rapidamente costituita la segreteria esecutiva approvata congressualmente e
ribadita dal direttivo, una segreteria di 5-7 compagni in grado di affiancare efficacemente il
nostro coordinatore nazionale nella direzione efficace del partito. Si propone da questo
punto di vista un collegio complessivo in aggiunta al presidente e al coordinatore; in
sostanza un novero di 7 (5 più 2) oppure 9 (7 più 2) compagni. Tale organo non è
assolutamente concepito come accrocchio di potere, ma come cinghia di trasmissione “di
servizio” tra la base della direzione, il coordinamento nazionale, l’intera compagine di attivisti
tesserati e le funzioni di base del partito.

Trascinamento del nebuloso rapporto con Potere al Popolo


Viste le posizioni sulla crisi ormai innegabile di Potere al Popolo, sancita non solo dalle
elezioni umbre, ma anche da ulteriori defezioni, come quella pubblicamente espressa dai
compagni del Movimento RadicalSocialista, è necessario stabilire da subito, e non lasciare
al caso, o peggio all’inerzia, ​il comportamento operativo e concreto da tenere all’indomani
delle elezioni regionali emiliane​. Non è nostra intenzione rompere le uova nel paniere di
nessuno, visto che sparare addosso all’ambulanza ci sembra, oltre che poco corretto, del
tutto inutile per l’avanzamento delle nostre idee. Tuttavia dobbiamo stabilire una linea di
condotta. In caso di riuscita della raccolta di firme, ma di ulteriore e clamoroso insuccesso
elettorale, appare ovvia e ormai anche troppo tardiva la dissociazione di Risorgimento
Socialista da qualsiasi rapporto sistematico con tale soggetto. Tuttavia, anche in caso di
neutralizzazione del voto con una mancata raccolta firme (che suonerebbe peraltro come
intollerabile appiglio per l’ennesimo piagnisteo, nonché per un ulteriore, intollerabile proroga
del tanto atteso chiarimento), così come, all’opposto, di relativo per quanto improbabile
successo con qualche grado di avanzamento percentuale (che evidentemente per definirsi
tale dovrà porsi al di sopra della quota delle nazionali del 2018), è fondamentale ​una
definitiva chiarificazione, nero su bianco, con precisi impegni, circa la presenza di
Risorgimento Socialista come soggetto del sovranismo di sinistra​.

Avviamento di trattative concrete con le forze del sovranismo a sinistra


Il rapporto con le forze riunite nel soggetto denominato Nuova Direzione, e con esso
l’appoggio al Manifesto per la Sovranità Costituzionale, oggi surrealmente mancante della
controfirma del primo partito, il nostro, che dovrebbe controfirmarlo, risultano ancora un
progetto dimenticato in cavalleria. Si tratta di un passaggio fondamentale che dobbiamo
effettuare rapidamente.

In estrema sintesi, utilizzando una recente ed eloquente espressione suggeritami dal


compagno Fragiacomo, si tratta ormai di organizzare e veicolare una ​silenziosa
secessione che possa traghettare Risorgimento Socialista ad altri lidi, per consentirgli di
realizzare i suoi intendimenti prorammatici e organizzativi.

Riassumendo, con la presente il sottoscritto richiede a tutti voi che appartenete alla
Direzione Nazionale una regolare adunanza interna, per raccogliere democraticamente e
regolarmente le candidature per la segreteria esecutiva, e per procedere collegialmente ad
una votazione. Una volta raggiunto un certo numero di adesioni per la formazione di tale
segreteria, ​che, lo ricordiamo, non verte la già approvata decisione di formarla (congresso),
ma la decisione di procedere ora a votarla effettivamente​, senza ulteriori ritardi, le procedure
di votazione partiranno, e si concluderanno con la costituzione di tale organo interno,
immediatamente operativo a livello decisionale ed esecutivo.

Tale adunanza avrà anche un risvolto fondamentale: capire quelli che sono i compagni più
effettivamente attivi e disposti a connettersi attivamente per portare avanti le attività
oggettive del partito.

Risorgimento Socialista, come spesso suggerisce il compagno e presidente Benzoni, è un


partito di esigue dimensioni numeriche, che grandi linee si potrebbe strutturare come vero e
proprio “partito di quadri”, ossia di attivisti con competenze potenzialmente raffinate in
ambito sia intellettuale che politico e organizzativo.

A fronte di tale intuizione, non è più possibile immaginare un Direttivo Nazionale di cinquanta
e passa individui che ogni tanto si incontrano in area romana per discutere di temi che si
riducono ad una passerella amicale di interventi. Ciò che manca, in Risorgimento Socialista,
è un’organizzazione scientifica che permetta al coordinatore Franco Bartolomei di essere
appoggiato e sostenuto in scelte che non possono più vederlo come solitario rappresentante
di un intera compagine partitica che attende risposte, misure, comunicazioni,
pronunciamenti, processi decisionali chiari, posizioni ufficiali e strategie comuni da mettere
in atto nella più ampia e trasparente condivisione.

In estrema sintesi, Risorgimento Socialista appare oggi, nel suo insieme, un partito
immobile, la cui immobilità non è però legata agli attivisti (al contrario, molto attivi), bensì ai
meccanismi globali di funzionamento, che risultano affidati al caso, al “qualcuno ci avrà già
pensato”, ad iniziative episodiche che non vengono portate avanti fino in fondo, o che
comunque non affiorano nella loro valenza funzionale.

Le vere colonne portanti di Risorgimento Socialista sono oggi rappresentate dall’insieme


formato dal coordinatore nazionale Franco Bartolomei, più qualche altro compagno
particolarmente attivo, che però agisce all’interno di un recinto comportamentale del tutto
affidato al buonsenso, alla libera interpretazione, all’inerzia troppo spesso giustificata dalla
consapevolezza di essere un partito di esigue dimensioni.

Ebbene, Risorgimento Socialista non ha bisogno di essere trainato da nessuno, specie da


carrozzoni che hanno dimostrato largamente la loro irrilevanza e incapacità.

Per facilitare le procedure di raccolta informazioni da parte dei compagni della Direzione
Nazionale, nonché di coordinamento interno, mi metto a completa disposizione. Potete
contattarmi sia telefonicamente che (meglio) attraverso posta elettronica.

Filippo Albertin
Via Torquato Tasso, 2 - 36100 Vicenza (VI)
350.5112899 - ​filippoalbertin@gmail.com