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CENA IN CASA DI LEVI (PAG 684)

DIPINTO DI PAOLO VERONESE DEL 1573.


VOLEVA RAPPRESENTARE UN’ULTIMA CENA, MA FU COSTRETTO A
CAMBIARE IL TITOLO, È DUNQUE A RAFFIGURARE UNA DELLE
TANTE CENE DI CRISTO.
SPESSO I SOGGETTI RELIGIOSI, SPECIE GLI ULTIMI DIPINTI DELLE
CENE DI VERONESE, ERANO UNA “SCUSA” PER RAPPRESENTARE LE
SFARZOSE CENE DEL PATRIZIATO VENEZIANO. PER QUESTO I
NOBILI GLI ERANO GRATI PER LE RAFFIGURAZIONI.
PALAZZO SFARZOSO, LUSSUOSO, TANTI INVITATI E SERVI, CIBI
PRELIBATI.
IN UNO DI QUESTI AFFRESCHI RAFFIGURÒ UN SERVO CHE
PERDEVA SANGUE DAL NASO = ESTREMAMENTE INAPPROPRIATO
E CENSURATO DAL TRIBUNALE DELL’INQUISIZIONE. PER NON
PERDERE L’INTERA OPERA DOVETTE ELIMINARE IL SERVO E ANCHE
IL TITOLO DELL’OPERA, AFFINCHÉ ESSA NON FOSSE CONSIDERATA
L’ULTIMA CENA DI CRISTO (DI SOLITO QUI CRISTO VIENE
RAFFIGURATO SEPARATO DAGLI APOSTOLI, MENTRE QUI
CHIACCHIERA CON GLI INVITATI), MA UNA DELLE TANTE.
CONTESTO STORICO…
RIFORMA LUTERANA…CONTRORIFORMA + CONCILIO DI TRENTO
(1545-1563) = PREFISSA NORME E CANONI ANCHE NELL’ARTE
FIGURATIVA A CUI I PITTORI E GLI ARTISTI SI DEVONO ATTENERE.
PERCIÒ PAOLO VERONESE DOVETTE CORREGGERE GLI ASPETTI
CHE DEVIAVANO DALLE NORME CONTRORIFORMISTICHE.
CARAVAGGIO: CANESTRA DI FRUTTA (PAG 697) DEL 1594-1598.
NATURA MORTA = SI INDICA UN SOGGETTO COSTITUITO DA
OGGETTI INANIMATI.
CARAVAGGIO È CONSIDERATO UNO DEI MASSIMI ESPONENTI O
ADDIRITTURA L’INVENTORE DI QUESTO TIPO DI SOGGETTO.
CARAVAGGIO DÀ DIGNITÀ A QUESTO TIPO DI SOGGETTO TANTO
DA RENDERLO PROTAGONISTA DEL DIPINTO E NON SEMPLICE
ELEMENTO SECONDARIO E ACCESSORIO DEL DIPINTO. ESSO È
TALMENTE IMPORTANTE DA ESSERE UN SOGGETTO A SÉ E
SUFFICIENTE PER ESSERE UN’OPERA D’ARTE = NOVITÀ.
SI NOTANO ANCHE IL REALISMO E LE IMPERFEZIONI DELLA
FRUTTA.
- MELA BACATA = SCAVATA DA UN BACO (BRUCO);
- ACINI MANCANTI;
- FOGLIE ACCARTOCCIATE.
IL CANESTRO È INSTABILE SUL RIPIANO SU CUI POGGIA POICHÉ
SPORGE DA ESSO. SECONDO ALCUNI IN CIÒ SI LEGGE
SIMBOLICAMENTE LA CADUCITÀ E LA PRECARIETÀ DELLA VITA
UMANA CONTINUAMENTE MESSA IN PERICOLO DALLA GUERRA,
DALLE CARESTIE, DALLE PESTILENZE, DALLA MORTE.
ANCHE BASCHENIS RITRAE NATURE MORTE ATTRIBUENDOVI
SIGNIFICATI SIMBOLICI:
- STRUMENTI MUSICALI COPERTI DI POLVERE SU CUI SI NOTA
LA TRACCIA DI UN DITO;
- FRUTTA MARCITA PERCHÉ NON PIÙ MANGIATA
(= MORTE DEL MUSICISTA O DI CHI DOVEVA MANGIARE LA
FRUTTA, CADUCITÀ DELLA VITA E SCORRERE DEL TEMPO).
VOCAZIONE DI SAN MATTEO (PAG.700) DEL 1599-1600
LA MANO PROTESA ASSOMIGLIA A QUELLA DI ADAMO NELLA
CREAZIONE DI MICHELANGELO.
VOCAZIONE = DAL LATINO VOCARE = CHIAMARE.
SOGGETTO DEL QUADRO: GESÙ CRISTO CON LA MANO
PROTESA, CHIAMA MATTEO PER FARLO DIVENIRE SUO
APOSTOLO (ANCHE SAN PIETRO, ACCANTO A CRISTO, COMPIE
LO STESSO GESTO, MA MENO ACCENTUATO). CONSAPEVOLE
DEI SUOI PECCATI IL PUBBLICANO SI SORPRENDE DELLA SCELTA
= L’INCREDULITÀ (DITO PUNTATO VERSO SÉ STESSO) = SAN
MATTEO.
TUTTAVIA SECONDO ALTRE FONTI MATTEO SAREBBE IL
GIOVANE SEDUTO AL TAVOLO CHE FISSA I SOLDI COME SE
FOSSERO PER LUI LA COSA PIÙ IMPORTANTE. CARAVAGGIO
ATTRAVERSO LE IMMAGINI RIESCE A RENDERE BENE LA
PSICOLOGIA DEI PERSONAGGI IN MODO REALISTICO. TUTTAVIA
È MOLTO PIÙ PROBABILE CHE SAN MATTEO SIA PROPRIO COLUI
CHE SI INDICA CON LA MANO, GESTO CHE SIMBOLEGGIA LA SUA
INCREDULITÀ E AL TEMPO STESSO RICHIAMA LA MANO
PROTESA DI CRISTO E DI SAN PIETRO.
COME SI PUÒ NOTARE QUI, CARAVAGGIO PREDILIGE UNA
SCENA SCURA. IL CONTESTO SCURO PER SIMBOLEGGIARE IL
PECCATO E L’USCITA DA ESSO (LUCE DELLA GRAZIA PORTATA DA
CRISTO SALVA TUTTI). EGLI DIPINSE UNA STANZA DI NERO
(SOLUZIONE SPERIMENTALE) E, APERTA UNA FINESTRA, LASCIÒ
FILTRARE DELLA LUCE DIMOSTRANDO CHE ANCHE IN UN
CONTESTO SCURO PUÒ ENTRARE DELLA LUCE. SEMBRA DI
ESSERE IN UNA CANTINA BUIA CHE VIENE ILLUMINATA DA UNA
FONTE LUMINOSA POSTA IN ALTO.
RELIGIOSITÀ IMMEDIATA DI CARAVAGGIO.
PERSONAGGI VESTITI COME GIULLARI DEL ‘500/’600.
AMBIENTAZIONE CONTEMPORANEA, SERVE PER DARE PIÙ
PARTICOLARITÀ AL QUADRO (NON AMBIENTAZIONE NELLA
ROMA IMPERIALE DEI TEMPI DI CRISTO, MA GIULLARI CHE
GIOCANO A DADI).
L’AUREOLA DI CRISTO È APPENA VISIBILE. FEDELE AL REALISMO,
CARAVAGGIO AVREBBE VOLUTO ELIMINARE LE AUREOLE, MA
LE ACCENNAVA PER SODDISFARE LE RICHIESTE DEI
COMMITTENTI CHE LE VOLEVANO RAFFIGURATE.
MADONNA DEI PELLEGRINI (1604-1606)
MADONNA = ABBASTANZA SENSUALE.
PELLEGRINI = PERSONAGGI UMILI E CHIARO ESEMPIO DELLA
RELIGIOSITÀ DI CARAVAGGIO, I PELLEGRINI HANNO I PIEDI NUDI
E SPORCHI E PREGANO INGINOCCHIATI DAVANTI A MARIA (CON
VERA FEDE CERCANDO IL DIALOGO CON LA DIVINITÀ).
SECONDO ALTRI IL PRIMO PIANO DEI PIEDI NUDI E SPORCHI DEI
PELLEGRINI È RITENUTO INADEGUATO E SCANDALOSO. PERCIÒ
CARAVAGGIO FU CRITICATO. EGLI TUTTAVIA NECESSITAVA DEL
CONSENSO DEL CLERO PERCHÉ PENDEVA SU DI LUI UNA GRAVE
CONDANNA.
VITA DI CARAVAGGIO: UOMO MANESCO E IRASCIBILE, QUESTO
GLI CAUSERÀ GRAVI DISAGI (UCCIDERÀ UN UOMO IN UNA LITE).
PENDE SUL SUO CAPO UNA GRAVE CONDANNA (OMICIDIO).
OTTIENE LA GRAZIA PAPALE E POTREBBE RIENTRARE A ROMA.
COSTRETTO A FERMARSI, DURANTE IL VIAGGIO, A PORTO
ERCOLE MUORE COLPITO DA FEBBRE MALARICA.
MORTE DELLA VERGINE (1605-1606)
DONNA VERA, DIVERSA DA QUELLA DI MOLTI PITTORI. SI PENSA
CHE COME MODELLO ABBIA USATO IL CADAVERE DI UNA
PROSTITUTA ANNEGATA NEL TEVERE. IL GONFIORE DELLA
PANCIA SAREBBE ATTRIBUITO ALL’ANNEGAMENTO. ALTRI PERÒ
VIDERO IN CIÒ UN’ALLUSIONE BLASFEMA ALLA GRAVIDANZA DI
MARIA (SCANDALOSO PER MOLTI).
I PERSONAGGI INTORNO SONO GLI APOSTOLI E MARIA
MADDALENA. IL REALISMO SEMBRA MOSTRARE, ATTRAVERSO
LE OPERE, DELLE PERSONE VERE, VIVE, CON ATTEGGIAMENTI E
GESTI ESTREMAMENTE NATURALI.
PER ESEMPIO = MARIA MADDALENA È PROSTRATA IN AVANTI
PER IL DOLORE E PER NASCONDERE IL PIANTO; ALTRI APOSTOLI
PORTANO LE MANI AGLI OCCHI PER NASCONDERE LE LACRIME
(TIPICO DI UN’EPOCA IN CUI SI ERA SOLITI DISSIMULARE LE
PROPRIE EMOZIONI).
IL REALISMO DI CARAVAGGIO SI NOTA NELLE ESPRESSIONI DI
DOLORE DI UOMINI CHE SEMBRANO VERI E NELLA CALVIZIE DI
UNO DEGLI APOSTOLI CHE NEL SUO DOLORE CHINA LA TESTA
ILLUMINATA DALLA LUCE (GLI UOMINI DOPO I 40 ANNI
PERDONO MAGGIORMENTE I CAPELLI).
LA SCENA È MOLTO ATTENTA AL REALISMO, MA SEMBRA QUASI
TEATRALE. LA TEATRALITÀ ERA MOLTO AMATA AL TEMPO E
DUNQUE LA TEATRALITÀ È PRESENTE ANCHE NELLE OPERE DI
CARAVAGGIO = CALVIZIE ILLUMINATA DAL SOLE È TEATRALE,
COSÌ COME LO È IL SIPARIO = TENDA ROSSA SULLO SFONDO
(ESSO INOLTRE DEFINISCE UN ULTERIORE PIANO DI
PROFONDITÀ).
APOLLO E DAFNE (PAG.705) DEL 1622-1625
BERNINI, MASSIMO RAPPRESENTANTE DELLA SCULTURA
BAROCCA, MA ANCHE LEGATO ALLA TRADIZIONE DEL MONDO
ANTICO.
SOGGETTO MITOLOGICO = DAFNE (= ALLORO), INSEGUITA DA
APOLLO E NON CORRISPONDENDO IL SUO AMORE, CHIEDE AL
PADRE PENEO DI TRASFORMARLA IN UNA PIANTA DI ALLORO:
ALLE DITA DEI PIEDI – RADICI,
GAMBE – TRONCO,
DITA DELLE MANI – FOGLIOLINE DI ALLORO (DIFFICILISSIME DA
REALIZZARE).
PER BERNINI SI È PARLATO DI SCULTURA PITTORICA POICHÉ UN
TALE RISULTATO SI SAREBBE POTUTO OTTENERE SOLO IN
PITTURA. BERNINI INVECE È CAPACE DI RENDERE IN SCULTURA
QUESTI PARTICOLARI MINUZIOSI.
LO SGUARDO DI INNAMORATO DI APOLLO E QUELLO
TERRORIZZATO DI DAFNE SONO MOLTO BEN RESI. TUTTO CIÒ È
ESPRESSIONE DI VIRTUOSISMO.
LA FIGURA È OBLIQUA PER SUGGERIRE LA DINAMICITÀ DELLA
SCENA = 2 PERSONE IN FUGA. IL DRAPPO CHE AVVOLGE LE NUDITÀ
DI APOLLO È MOLTO INNATURALE E CERCA DI SUGGERIRE UN
ANDAMENTO SPIRALIFORME, TIPICO DEL BAROCCO.
ESTASI DI SANTA TERESA (PAG 708) DEL 1647-1652
SI TROVA NELLA CAPPELLA CORNARO A ROMA NELLA CHIESA DI
SANTA MARIA DELLA VITTORIA.
ERA UNA SANTA CONTEMPORANEA. ELLA AVEVA PARLATO DELLE
PROPRIE ESTASI MISTICHE, DI UN ANGELO CHE LE TRAFIGGE IL
CUORE E CHE LE CAUSA AL CONTEMPO UN GRANDE DOLORE E UN
GRANDE PIACERE. BERNINI RAPPRESENTA QUESTA ESPERIENZA:
LA SANTA È TRAFITTA CON UNA FRECCIA DA UN ANGELO CHE
RICHIAMA IL MITICO PERSONAGGIO DI CUPIDO. LA SCENA
MISTICA RELIGIOSA VIENE RESA DUNQUE ATTRAVERSO UNA
SCENA DAI FORTI RICHIAMI MITOLOGICI E CLASSICI. L’ESTASI
MISTICA SEMBRA QUASI UN’ESTASI EROTICA E MATERIALE = LA
SANTA È ABBANDONATA E L’ABITO È PERCORSO QUASI DA UN
FREMITO DI PIACERE.
È UNA COSA STRANA E CONTRADDITTORIA: NEL PERIODO
CONTRORIFORMISTICO UNA SIMILE RAPPRESENTAZIONE SEMBRA
FUORI LUOGO PERCHÉ LA SENSUALITÀ E L’EROTISMO EVOCATI
DALLA RAPPRESENTAZIONE SONO IN CONTRASTO CON LE NORME
E I PRINCIPI FISSATI DALLA CHIESA.
PARADOSSALMENTE PERÒ LA RAPPRESENTAZIONE MATERIALE
DEL PIACERE SERVE PER RIAVVICINARE IL FEDELE ALLA CHIESA E
ALLA RELIGIONE. SI TROVA INOLTRE NELLA SCENA QUELLA
TEATRALITÀ TANTO CARA ALL’EPOCA:
- LA SANTA È ILLUMINATA DALL’ALTO DA UNA FINESTRA
NASCOSTA ALLA VISTA DELL’OSSERVATORE;
- I RAGGI DI BRONZO DORATO CHE SCENDONO SULLA SANTA
SONO TEATRALI.