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Le formule che ti servono

1 Cariche elettriche e campi elettrici


L’origine dell’elettricità Legge di Coulomb
Esistono due tipi di carica elettrica: positiva e negativa.
q1 q2
Nel SI l’unità di misura della carica elettrica è il coulomb (C). F= k
forza elettrica che r2
La carica elettrica di un elettrone o di un protone vale:
due cariche elettriche 1
8,99 ⋅ 109 N ⋅ m2/C2 = 4rf
e = 1,6021 ⋅ 10–19 C puntiformi q1 e 0
q2 esercitano una
sull’altra. 8,85 ⋅ 10–12 C2/(N ⋅ m2)
= costante dielettrica del
vuoto

Oggetti carichi e forza elettrica La forza agisce lungo la linea che congiunge le due cariche.
Conduttori e isolanti
Legge di conservazione della carica elettrica

La carica elettrica totale di un sistema isolato rimane co-


stante durante un processo Il campo elettrico
Cariche uguali si respingono. Cariche opposte si attraggono F
E= q
0
Conduttore elettrico campo elettrico carica di prova

È un materiale che conduce facilmente le cariche elettriche. Si misura in newton per coulomb (N/C)
Campo elettrico creato da una carica puntiforme q
Isolante elettrico
q
E= k
È un materiale che non conduce le cariche elettriche o lo fa r2
con grande difficoltà. distanza dalla carica

Campo elettrico fra le armature di un condensatore piano

v
E= f
0
Elettrizzazione per contatto e per induzione. carica per unità
Polarizzazione di superficie sulle
armature
Carica per contatto

La carica elettrica viene fornita a un oggetto ponendolo a


contatto con un oggetto già carico.
Il teorema di Gauss
Carica per induzione
Flusso elettrico attraverso una superficie piana
La carica elettrica viene fornita a un oggetto ponendolo nelle
vicinanze di un oggetto già carico. U S ^ E h = E $ A = E cos zA

area della superficie S angolo che il


Polarizzazione di un isolante campo E forma
col vettore A
Modifica temporanea della distribuzione della carica elettrica.
Flusso elettrico attraverso una superficie (caso generale)

U S ^ E h = E 1 $ A 1 + E 2 $ A 2 + E 3 $ A 3 + .... = / E k $ A k
k

Teorema di Gauss
Q
US ^E h = f
0

superficie chiusa
(superficie gaussiana) carica totale contenuta
all’interno di S

2
Le formule che ti servono
2 Il potenziale elettrico
Energia potenziale in un campo elettrico La circuitazione del campo elettrico
Lavoro ed energia potenziale elettrica Circuitazione di un campo vettoriale
energia
lavoro LAB = UA − UB Cc ^Z h = / Zk $ Dsk
potenziale k
elettrico
elettrico in B curva chiusa
campo vettoriale
orientata
Energia potenziale elettrica U fra due cariche puntiformi
q1 e q2 Circuitazione del campo elettrico

q1 q2 1 q1 q2 Cc ^E h = 0
U= k r = 4rf 0 r
curva chiusa campo elettrico
distanza fra le orientata generato da
8,99 ⋅ 109 N⋅m2/C2 cariche q1 e q2 cariche in quiete

Condensatori e dielettrici
Il potenziale elettrico Condensatore
È un dispositivo, formato da due armature conduttrici vicine,
Potenziale elettrico V in un punto che immagazzinano carica ed energia.
carica di prova posta
U q = C ∆V
V= q nel punto in cui si
0 differenza di
valuta V carica su
potenziale fra le
ciascuna
Differenza di potenziale elettrico fra due punti armature
armatura capacità del
U U L condensatore
VB - VA = q B - q A = - qAB (misurata in farad)
0 0 0

Elettronvolt. Unità di misura per l’energia: Costante dielettrica relativa 𝛆r di un materiale


1 eV = 1,60 ∙ 10−19 J intensità del
E
f r = E0 campo elettrico
intensità del campo senza dielettrico
elettrico con dielettrico

La differenza di potenziale elettrico Forza di Coulomb fra due cariche puntiformi all’interno di
di una carica puntiforme un dielettrico
Potenziale elettrico di una carica puntiforme 1 q1 q2
F = 4rf f
r 0 r2
q distanza fra le
V= kr distanza del punto
costante dielettrica cariche q1 e q2
considerato dalla
relativa del materiale
carica q
Potenziale elettrico totale: in un dato punto il potenziale Capacità di un condensatore a facce piane e parallele
dovuto a due o più cariche è la somma dei potenziali delle
singole cariche. fr f0 A area di ciascuna
C= d armatura
distanza fra
le armature
Energia accumulata in un condensatore
Le superfici equipotenziali
1
e la loro relazione con il campo elettrico energia = C DV 2
2
Campo elettrico fra due superfici equipotenziali vicine
Densità di energia
DV differenza di (energia immagazzinata nell’unità di volume)
E=-
Ds potenziale fra
le superfici 1
distanza fra le densità di energia = f f E2
2 r 0
superfici

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Le formule che ti servono
3 La corrente elettrica e i circuiti elettrici
Forza elettromotrice e corrente elettrica Resistori in parallelo
Corrente elettrica
1 1 1 1
Dq quantità di carica RP = R1 + R2 + R3 + f
i=
Dt che attraversa
la sezione di un resistenza equivalente delle resistenze
intervallo R1 , R2 , R3,... in parallelo
conduttore
di tempo
considerato

L’ unità di misura della corrente è l’ampère (A).


Le leggi di Kirchhoff
Legge dei nodi Legge delle maglie

Le leggi di Ohm La somma delle intensità di In una maglia la somma


corrente entranti in un nodo algebrica delle differenze di
Prima legge di Ohm è uguale alla somma delle potenziale è uguale a zero.
differenza di intensità di corrente uscenti
DV
i = R oppure ∆V = Ri potenziale agli dal nodo.
estremi del
conduttore
corrente che attraversa
un conduttore a resistenza elettrica del
temperatura costante conduttore misurata in Condensatori in parallelo e in serie
ohm (Ω) Condensatori in parallelo Condensatori in serie
Seconda legge di Ohm 1 1 1 1
CP = C1 + C2 + C3 + ... = + + +f
CS C1 C2 C3
L resistività del
R= tA capacità equivalente capacità equivalente
materiale
resistenza di un filo dei condensatori C1 , dei condensatori C1 ,
conduttore di lunghezza L C2 , C3 , ... in parallelo C2 , C3 , ... in serie
e sezione A

Resistività e resistenza al variare della temperatura


I circuiti RC
ρ = ρ0 [1 + α (T − T0)] R = R0 [1 + α (T − T0)]
Carica e scarica di un condensatore in un circuito in corrente
ρ e ρ0 = resistività alle temperature T e T0 continua con resistenza R e capacità C
R e R0 = resistenze alle temperature T e T0
Carica di un condensatore Scarica di un condensatore
α = coefficiente di temperatura della resistività
t t
q = q0 ^1 - e - RC h q = q 0 e - RC

La potenza elettrica carica massima carica all’istante iniziale

Potenza elettrica associata a un circuito Costante tempo del circuito

corrente che scorre P = i ∆V differenza di τ = RC


tra due punti di un potenziale fra
circuito due punti

Potenza dissipata da un resistore


12 La corrente elettrica nei liquidi
2
DV Prima legge di Faraday
P = Ri 2 =
R
La massa di una sostanza liberata a un elettrodo è diret-
tamente proporzionale alla carica che ha attraversato la
soluzione.
Resistori in serie
Seconda legge di Faraday
RS = R1 + R2 + R3 + ...

resistenza equivalente delle Una stessa quantità di carica libera agli elettrodi masse di
resistenze R1 , R2 , R3 , ... in serie sostanze direttamente proporzionali ai loro equivalenti chimici.

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Le formule che ti servono
4 Campo magnetico
La forza di Lorentz Campi magnetici prodotti da correnti
Forza di Lorentz: su una carica elettrica q positiva, in moto Legge di Biot-Savart: per un filo molto esteso e percorso da
con velocità v in un campo magnetico B , agisce la forza una corrente I, il campo magnetico B a una distanza r dal filo vale

F = qv # B n0 i
B=
2r r
Direzione e verso di F possono essere stabiliti dalla prima
regola della mano destra. Ne consegue che permeabilità magnetica del vuoto = 4π ∙ 10−7 T ∙ m/A

F
B=
qv seni
angolo formato da v Unità di misura
e da B
1 ampere = intensità di corrente elettrica che, scorrendo in
due fili paralleli rettilinei molto lunghi e distanti 1 m, provoca
una forza di 2 ⋅ 10−7 N su un tratto di 1 m di filo.

Il moto circolare di una carica 1 coulomb = quantità di carica elettrica che attraversa in 1 s
in un campo magnetico la sezione di un filo percorso da una corrente di 1 A.

Una carica q di massa m, in moto con velocità v


perpendicolare a un campo B uniforme, percorre una
traiettoria circolare di raggio Spire e solenoidi
mv Intensità di un campo magnetico al centro di una spira circo-
r = qB
lare piana
avvolgimenti della spira
n0 i
B= N
2R raggio della spira

La forza magnetica su un filo All’interno di un solenoide


percorso da corrente
N
B = n0 L i lunghezza del
La forza magnetica agente su un filo rettilineo lungo L, percor- numero di spire solenide
so da una corrente i e immerso in un campo magnetico B, ha
intensità

F = iLB sen θ
Il teorema di Gauss per il campo
angolo fra la direzione
di i e B .
magnetico
Flusso del campo magnetico
Direzione e verso di F si determinano con la regola
della mano destra. U S ^B h = / B k $ A k
k

flusso di B superficie S di area A


Teorema di Gauss
Il momento torcente su una spira US ^B h = 0
percorsa da corrente
Su una spira di area A immersa in un campo B agisce
un momento torcente τ tale che
Il teorema di Ampère
τ = iAB sen ϕ
Circuitazione del campo magnetico
angolo formato da
B e dalla normale C c ^ B h = / B k $ DA k
al piano della spira k
circuitazione di B curva chiusa orientata
Momento magnetico
Il momento magnetico di una spira di area A percorsa Teorema di Ampère
dalla corrente i è Lungo una curva chiusa γ risulta corrente
n m = iA Cc ^B h = n0 / i j concatenata
curva chiusa j con γ

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Le formule che ti servono
5 Induzione elettromagnetica
La legge dell’induzione elettromagnetica L’alternatore e la corrente alternata
di Faraday-Neumann F.e.m. di un alternatore (spira di area A che ruota con velo-
variazione di flusso cità angolare ω in un campo magnetico uniforme B ):
DU^ B h magnetico attraverso
fem = - fem = f0 sen ωt = ωAB sen ωt
Dt una superficie
f.e.m. media
indotta nel circuito delimitata dal Corrente in un circuito di soli resistori:
considerato circuito
intervallo di tempo in cui f0
i(t) = i0 sen ωt  = sen ωt
avviene la variazione ∆Φ R

Valori efficaci per correnti e forza elettromotrice alternata


(con I0 e f0 valori di picco):
valori di picco
Legge di Lenz I0 f0
Ieff = feff =
2 2
La corrente indotta ha un verso tale da generare un campo
magnetico indotto che si oppone alla variazione di flusso Potenza media in un circuito in corrente alternata:
magnetico che l’ha provocata.
P = ieff feff

Mutua induzione e autoinduzione Circuiti RLC in corrente alternata


Per effetto della mutua induzione, la f.e.m. media fem Impedenza: quando un resistore, un condensatore e un
indotta nella bobina secondaria da una variazione induttore sono connessi in serie si ha
di corrente ∆Ip nella bobina primaria nel tempo ∆t vale:
impedenza

Di p feff = ZIeff
mutua induttanza fem = - M
Dt
fra le bobine
Z= R 2 + ^ X C - X Lh2
Per effetto dell’autoinduzione, la variazione di corrente ∆i 1 ~L
in una bobina induce nella stessa bobina una f.e.m. media ~C
L’angolo di sfasamento ϕ tra corrente e tensione è tale che
Di
fem = - L
induttanza della Dt XL - XC
bobina tg z =
L
Per un solenoide lungo l, con N avvolgimenti di area A,
La potenza media dissipata sul resistore vale
valgono le relazioni
P = Ieff feff cosϕ
N2 1 2
L = n0 I A energia = Li
2

In ogni punto dello spazio in cui esiste un campo magnetico


B la densità di energia (energia immagazzinata per unità di
volume) è espressa dalla relazione Trasformatore
1 In un trasformatore con Np avvolgimenti nella bobina primaria
densità di energia = B2
2n 0 e Ns avvolgimenti nella bobina secondaria, le tensioni Vs e Vp
ai capi delle bobine sono tali che

Vs Ns
Vp = N p } rapporto di
trasformazione

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Le formule che ti servono
6 Le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche
Le equazioni di Maxwell Energia e quantità di moto di un’onda
Teorema di Gauss elettromagnetica
Densità di energia totale nel vuoto
Q
US ^E h = f T
0
1 1
u= f E2 + B2 E = cB
2 0 2n 0
Legge di Faraday-Neumann-Lenz
Irradiamento S di un’onda elettromagnetica nel vuoto
DU^ B h
Cc ^E h = - S = cu
Dt

Teorema di Gauss per il campo magnetico Densità della quantità di moto trasportata da un’ onda
elettromagnetica
US ^B h = 0
u
P = f0 ^E # B h P= c
Teorema di Ampère generalizzato

DU^ E h l Pressione di radiazione dovuta a radiazione incidente


Cc ^B h = n0 bi + f0
Dt perpendicolarmente

p = u p = 2u

(superficie assorbente) (superficie riflettente)

Pressione di radiazione dovuta a radiazione diffusa


Le onde elettromagnetiche
Un’onda elettromagnetica consiste di campi elettrici e 1 2
p= u p= u
campi magnetici oscillanti perpendicolari fra loro. L’onda è 3 3
trasversale perché i campi sono perpendicolari alla direzione
di propagazione dell’onda. Le onde elettromagnetiche si (superficie assorbente) (superficie riflettente)
propagano nel vuoto alla velocità della luce

1
c=
f0 n0
L’effetto Doppler
costante dielettrica permeabilità
del vuoto magnetica del vuoto
v
f0 = fs b 1 ! crel l se v rel % c

frequenza velocità relativa fra


osservata osservatore e sorgente
Lo spettro elettromagnetico frequenza emessa
dalla sorgente
c = f λ
Segno +: sorgente e osservatore in avvicinamento.
frequenza lunghezza d’onda

L’insieme delle onde elettromagnetiche formano lo spettro


elettromagnetico.
La luce visibile è compresa tra 380 nm (violetto) e 750 nm
La polarizzazione delle onde
(rosso). elettromagnetiche
Legge di Malus

S = S 0 cos 2 i
angolo fra
irradiamento medio gli assi di
della luce che esce trasmissione
dall’analizzatore irradiamento medio della
luce polarizzata incidente
sull’analizzatore

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Le formule che ti servono
7 Relatività
I postulati della relatività ristretta La quantità di moto relativistica
1. Principio di relatività. Le leggi fisiche sono le stesse in massa del corpo
tutti i sistemi di riferimento inerziali. mv
p=
2. Principio di invarianza della velocità della luce. La v2
quantità di moto 1-
velocità della luce nel vuoto, misurata in qualsiasi sistema c2 velocità della
relativistica
inerziale, ha sempre lo stesso valore c, indipendentemente particella
dalla velocità relativa fra la sorgente di luce e l’osservatore.
La relatività della simultaneità
Stabilire la simultaneità o meno di due eventi in punti diversi
dipende dallo stato di moto dell’osservatore.
L’equivalenza tra massa ed energia
Energia e massa sono
massa del corpo
La relatività del tempo: mc 2
E=
dilatazione temporale 1-
v2
energia totale c2
del corpo velocità
Dt 0 Dt 0 del corpo
Dt = = = cDt 0
v2 1 - b2
1- Energia a riposo E0: equivale all’energia totale di un corpo
c2
fermo
velocità relativa tra coefficiente di
l’osservatore che misura ∆t0 dilatazione E0 = mc2
e l’osservatore che misura ∆t
Energia cinetica: l’energia totale di un corpo è la somma
della sua energia a riposo e della sua energia cinetica K.

J 1 N
K = E - E 0 = mc 2 K - 1O
La relatività delle distanze: K v2 O
KK 1- 2 OO
contrazione delle lunghezze L c P

v2 L velocità Energia totale e quantità di moto


L = L0 1- = c0 relativa
c2
E 2 = p2c2 + m2c4
lunghezza
contratta quantità di moto relativistica
lunghezza
propria

La contrazione si verifica solo lungo la direzione del moto


relativo.
La composizione relativistica delle velocità
Per corpi in moto lungo la stessa direzione

v1 + v2 velocità
Le trasformazioni di Lorentz v= v v dell’ oggetto
1 + 1 22
Sono le trasformazioni sotto le quali le equazioni dell’elettro- velocità di un c rispetto al sistema
magnetismo rimangono invariati nel passare da un sistema di oggetto rispetto al di riferimento S′
riferimento a un altro in moto relativo sistema velocità
di riferimento S del sistema S′
x - vt
xl = = c^ x - vt h rispetto al sistema S
1 - b2

y = y ′

z = z ′

vx
t-
tl = c2 = cb t - b x l
1 - b2 c

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Le formule che ti servono
8 Oltre la fisica classica
La radiazione di corpo nero La quantità di moto di un fotone
e l’ipotesi di Planck e l’ effetto Compton
Legge di Stefan-Boltzmann: un corpo nero a temperatura as- Quantità di moto di un fotone
soluta T irradia in 1 s da 1 m2 di superficie una energia totale
h costante di Planck
p=
E = σT 4 m
lunghezza d’onda
costante di Stefan-Boltzmann = del fotone
= 5,67 ⋅ 10−8 J/(s ⋅ m2 ⋅ K4)
Variazione della lunghezza d’onda nell’effetto Compton
Energie degli oscillatori atomici differenza fra la lunghezza
Planck ipotizzò che un corpo nero sia costituito da oscillatori d’onda λ′ del fotone diffuso
atomici che possono avere solo energie quantizzate espresse e la lunghezza d’onda λ del lunghezza d’onda Compton
da fotone incidente del fotone diffuso
E = nhf con n = 1, 2, 3, ...
h
ml - m = mc ^ 1 - cos ih
frequenza di vibrazione
dell’oscillatore
costante di Planck = massa angolo
= 6,626 068 76 ∙ 10−34 J ∙ s dell’elettrone di diffusione

I fotoni e l’effetto fotoelettrico Il modello di Bohr dell’atomo di idrogeno


Energia di un fotone: la radiazione elettromagnetica è forma- Il modello atomico di Bohr vale per atomi o ioni con un solo
ta da fotoni, che sono pacchetti di energia elettrone orbitante attorno a un nucleo contenente Z protoni.
L’elettrone percorre orbite circolari dette orbite stazionarie.
E = hf costante di Planck
Emissione di fotoni
energia di un fotone frequenza del fotone
hf = Ei − Ef energia meno elevata
Caratteristiche dell’effetto fotoelettrico costante di Planck
∙ Un metallo emette fotoelettroni solo se la frequenza della frequenza del energia più elevata
luce incidente è superiore a un valore soglia f 0 che dipende fotone emesso
dal metallo.
∙ L’energia cinetica massima dei fotoelettroni espulsi non varia Momento angolare orbitale dell’elettrone: il suo modulo può
quando l’intensità della luce aumenta ma rimane costante la avere solo i seguenti valori discreti
sua frequenza.
h
Conservazione dell’energia ed effetto fotoelettrico: Ln = n con n = 1, 2, 3, f
2r
gli elettroni emessi dal metallo possono avere un’energia cine-
tica massima Kmax lagata all’energia hf del fotone incidente e
al lavoro di estrazione W0 del metallo: Raggio ed energia totale dell’orbita: il raggio rn dell’orbita
n-esima e l’energia totale associata En hanno i seguenti valori
hf = Kmax + W0 discreti

n2 f0 h2
rn = = ^ 5, 29 $ 10 - 11 mh n 2 con n = 1, 2, 3, f
rm e e 2

me e4 1 1
En = = ^ 5, 29 $ 10 - 11 mh 2 con n = 1, 2, 3, f
8f 20 h 2 n 2 n

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Le formule che ti servono
9 La meccanica quantistica
La lunghezza d’onda di de Broglie L’atomo di idrogeno secondo
e la natura ondulatoria dei corpi materiali la meccanica quantistica
Numeri quantici: la meccanica quantistica descrive l’atomo
h costante di Planck di idrogeno in termini di quattro numeri quantici:
m= p
∙ numero quantico principale n (n = 1, 2, 3, ...)
∙ numero quantico azimutale l (l = 0, 1, 2, ..., n – 1)
modulo della quantità di moto ∙ numero quantico magnetico ml (ml  =  –l,  ...,  –2,  –1,  0, 
relativistica della particella +1, +2, ..., +l)
∙ numero quantico di spin ms (ms = + 1/2, – 1/2)

Il principio di indeterminazione Il principio di esclusione di Pauli


di Heisenberg e la tavola periodica degli elementi
Fissa dei limiti alla possibilità di conoscere il comportamento
di una particella Principio di esclusione di Pauli: in un atomo due elettroni
non possono avere lo stesso insieme di valori dei quattro
h numeri quantici.
^ Dp x h^ Dx h $ 4r
Questo principio determina il modo in cui gli elettroni di un
indeterminazione indeterminazione atomo a più elettroni si distribuiscono in gusci (determinati
nella componente nella componente x da n) e in sottogusci (determinati da l).
x della quantità di della posizione di una
moto della particella particella

Può essere espresso dalla relazione (energia e tempo):


I raggi X
h
^ DE h^ Dt h $ 4r
Spettro dei raggi X: contiene righe (o picchi) pronunciati,
indeterminazione indeterminazione sovrapposti a un intervallo continuo di lunghezze d’onda; la
nell’energia della nell’intervallo di tempo riga Kα corrisponde al salto di un elettrone dal livello n = 2
particella al livello n = 1; la riga Kβ al salto di un elettrone da n = 3 a
n = 1.
Lunghezza d’onda di taglio
(V = differenza di potenziale ai capi del tubo a raggi X):

hc
m 0 = eV

10
Le formule che ti servono
10 Fisica nucleare
La struttura del nucleo Datazioni radiometriche
Il raggio approssimato (in metri) di un nucleo è
numero di A = A0 e−λt costante di
−15 1/3 decadimento
r ≈ (1,2 ∙ 10  m) A massa attività attuale
età dell’oggetto
attività iniziale

Il difetto di massa del nucleo


e l’energia di legame Famiglie radioattive
Il decadimento in sequenza di un tipo di nucleo dopo l’altro
energia di legame = ∆m c2 dà luogo a famiglie radioattive. Una serie di decadimento ini-
zia con un nucleo radioattivo e termina con un nucleo stabile.
difetto di massa del nucleo = velocità
(differenza tra la somma delle masse della luce
dei singoli nucleoni e la massa del
nucleo completo) Gli effetti biologici delle radiazioni
ionizzanti
Le radiazioni ionizzanti sono costituite da fotoni o particelle
La radioattività in movimento in grado di ionizzare un atomo o una molecola.

Decadimento 𝛂: i raggi α sono formati da particelle cariche Esposizione (in C/kg): fornisce una misura della ionizzazione
positivamente, corrispondenti a un nucleo di elio. prodotta in aria da raggi X o γ. Quando un fascio di raggi X o γ
La forma del decadimento è passa attraverso una massa m di aria secca e produce ioni
positivi aventi carica totale q, si ha
A
ZP " AZ -- 42 F + 42 He
q
esposizione = m
Decadimento 𝛃–: i raggi β sono costituiti da elettroni.
La forma del decadimento è
A
" Z + A1 F + 0 Esposizione (in roentgen):
ZP - 1e

1 q
Decadimento 𝛃+: avviene per emissione di un positrone, esposizione =
2, 58 $ 10 - 4 m
particella che ha la stessa massa dell’elettrone e carica +e
(anziché −e)
Dose assorbita: è il rapporto tra l’energia assorbita e la massa
A
ZP " Z - A1 F + 01 e di materiale assorbente. Si misura in gray (Gy) o in rad (1 rad =
0,01 Gy).
Decadimento 𝛄: i raggi γ sono fotoni ad alta energia emessi
da un nucleo radioattivo. La forma del decadimento è Fattore di qualità Q di una radiazione: è definito come la
dose assorbita di raggi X a 200 keV in grado di produrre un
A
ZP * " ZA P + c certo danno biologico divisa per la dose della radiazione in
grado di produrre lo stesso effetto.
Equivalente di dose: è il prodotto tra la dose assorbita e
Decadimento radioattivo e attività il fattore di qualità Q. Si misura in sievert (Sv) o in rem
(1 Sv = 100 rem).
Tempo di dimezzamento T1/2 di un isotopo radioattivo:
è il tempo necessario affinché la metà dei nuclei inizialmente
presenti decadano.
Attività

DN 0, 693
= - mN m= T1/2
Dt
variazione
tempo in cui
del numero tempo di
avviene tale
N di nuclei dimezzamento
variazione
radioattivi

Integrando l’espressione precedente si ha


(N0 = numero di nuclei inizialmente presenti)

N = N0 e−λt

11
1 Cariche elettriche
e campi elettrici

QUESITI
1 Quesito
Considera i quattro schemi seguenti.
E

E P E P
P
P E

A E B C D

Spiega perché tre di essi non possono rappresentare l’andamento delle linee di forza del
campo elettrico nelle immediate vicinanze del punto P.

2 Quesito
Una carica q =+18 μC posta in P risente di una forza elettrica di 5,2 ⋅ 10–3 N.
a. Calcola l’intensità del campo elettrico in P.
b. Considera una superficie sferica S che racchiude solo la carica q. È possibile calcolare
il flusso del campo elettrico attraverso S? Spiega ed eventualmente calcolane il valore.
[290 N/C; 2,0 ⋅ 106 N ⋅ m2/C]

3 Quesito svolto
In una certa regione dello spazio si trova un cilindro carico di lunghezza infinita, di
raggio pari a r =1,00 cm e di densità di volume t =1,00 ⋅ 10–7 C/m3. All’esterno del
cilindro, si muove un elettrone su un’orbita circolare, con asse coincidente a quello del
cilindro, di raggio R =50,0 cm.
a. Dopo aver determinato il campo elettrico E agente su tale particella, trova la sua
velocità v.
b. Tale velocità dipende dal raggio dell’orbita dell’elettrone?
r [1,13 N/C; 3,15 ⋅ 105 m/s; no]


R

12
Mettiti alla prova Ð Quesiti, problemi, problemi esperti

Soluzione
Per determinare il campo elettrico è sufficiente considerare un cilindro di altezza L co-
assiale al cilindro carico di raggio R e applicare il teorema di Gauss unito alle usuali
considerazioni di simmetria, e al fatto che il flusso di campo elettrico attraverso le due
basi del cilindro è nullo. Si ottiene:
tV
ES = f
0

dove S = 2rRL, V = rr2. Dunque, si ha:


r2
E = t 2f R = 1, 13 N/C
0

Inoltre, per le stesse ragioni di simmetria, il campo agente sull’elettrone è radiale verso
l’esterno.
Per determinare la velocità dell’elettrone, è sufficiente osservare che la forza elettrosta-
tica agente su di esso determina la forza centripeta; dunque, si ha:
mv 2
eE = R
da cui si ha:
eER te
v= m =r 2mf 0 = 3, 15 $ 10 m/s
5

Dall’espressione della velocità risulta che essa non dipende dalla distanza a cui si trova
l’elettrone rispetto all’asse del cilindro.

PROBLEMI
4 Problema
Un dipolo elettrico
Un dipolo elettrico è un sistema formato da due cariche puntiformi uguali e opposte Q
e −Q, separate da una distanza d. Considera come asse x la retta che passa per le due
cariche e come verso positivo sulla retta quello che va dalla carica negativa a quella
positiva. Le cariche sono poste nel vuoto.
Indica con A il punto occupato dalla carica negativa e con B quello in cui si trova la
carica positiva. Considera poi una terza carica puntiforme positiva q, che può essere
posta in qualunque punto P dello spazio, diverso da A e da B.
a. Mostra che, quando P si trova sull’asse x all’esterno del segmento AB, la forza su q
ha la stessa direzione e lo stesso verso dell’asse x. Mostra anche che, per i punti P
compresi tra A e B, la forza sulla carica positiva q è rivolta verso A.
b. Calcola il modulo della forza su q quando questa è posta nel punto medio tra A e B.
c. Trova il modulo della forza su q quanto essa si trova in un punto C dell’asse x, che
dista d da A e 2d da B.
d. Determina il modulo, la direzione e il verso della forza su q quando essa si trova
in un punto D che forma, con le posizioni delle cariche del dipolo, un triangolo
equilatero ABD.
qQ qQ qQ
[8 k0 ; 3 k0 ;k ]
d2 4d 2 0 d 2

13
1 ◾ Cariche elettriche e campi elettrici
5 Problema
Piano infinito di carica
Nello spazio vuoto sono dati un piano infinito e omogeneo di carica positiva con densità
di carica σ e una distribuzione sferica omogenea di carica negativa di raggio R, carica
complessiva Q e centro C. La distanza tra C e il piano di carica è uguale a 2R.
Indichiamo con a una semiretta che passa per C, che è perpendicolare al piano di carica
e ha l’origine sul piano stesso.
a. Determina qual è la parte di a, interna alla sfera di carica, in cui è possibile che il
campo elettrico complessivo sia nullo.
b. Stabilisci qual è il valore di Q per il quale il campo elettrico si annulla, nella zona
individuata in precedenza, a distanza R/2 da C;
c. Trova la posizione dell’altro punto P di a in cui, con il valore di Q appena calcolato,
il campo elettrico complessivo è nullo.
d. Dimostra che non esiste nessun altro punto dello spazio, oltre ai due già individuati,
in cui il campo elettrico complessivo possa essere nullo.
[Q = –4πσR2; CP = 2 R]

6 Problema
Cariche, forze e campi elettrici
La carica q1=+7,4 nC posta nel punto A esercita sulla carica q2= –4,5 nC posta nel
punto B una forza attrattiva F 12 di 0,56 N.
a. Che cosa puoi affermare della forza F 21 che la carica q2 esercita sulla carica q1?
b. Calcola la distanza fra le due cariche. Esiste un punto sul segmento AB tale che il
campo elettrico totale dovuto alle due cariche sia nullo? Spiega.
c. Il punto C appartiene all’asse di AB. Spiega perché uno dei due campi elettrici rap-
presentati non può essere il campo elettrico generato da q1 e q2 in C.

E1

C
E2

A B

+7,4μC –4,5μC

d. Considera la sfera S1 centrata su q1 con raggio r1 = 1,5 m e la sfera centrata su q2 con


raggio r2 = 15 cm. Calcola il flusso del campo elettrico totale attraverso rispettiva-
mente S1 e S2.
[0,73 m; 3,28 ⋅ 105 N ⋅ m2; –5,08 ⋅ 105 N ⋅ m2/C]

14
Mettiti alla prova Ð Quesiti, problemi, problemi esperti

7 Problema
Cariche di segno opposto
Due cariche, rispettivamente Q1 = –3,5 nC e Q2 = +2,6 nC, sono poste a 32 cm di di-
stanza.
a. Determina intensità, direzione e verso della forze che si esercitano fra di esse.
Determina intensità, direzione e verso del campo elettrico nel punto medio del seg-
mento di cui le cariche sono estremi.
b. Traccia l’andamento qualitativo del campo elettrico generato dalle due cariche. Il
numero di linee di forza che entra in Q1 è uguale a quello delle linee di forza che
escono da Q2? Spiega.
c. Calcola il flusso del campo elettrico attraverso una superficie sferica di raggio 15 cm
centrata sulla carica Q2.
d. Dimostra che non esiste alcun punto sulla retta passante per le due cariche in cui il
campo elettrico sia nullo.
[–8 ⋅ 10−7 N; –2,1 ⋅ 103 N/C; 2,9 N ⋅ m2/C]

PROBLEMI ESPERTI
8 Problema esperto
Tre sfere conduttrici
Sono date tre sferette A, B e C conduttrici identiche, tutte dotate di supporti isolanti.
All’inizio la sfera A è elettrizzata con una carica positiva Q, mentre le sfere B e C sono
scariche. Poi B è messa a contatto con A, C è posta in contatto con B e infine C è messa
in contatto ancora con A.
La figura seguente mostra i risultati di un esperimento in cui si è misurata la forza di
repulsione tra le sfere A e B nella loro condizione finale e poste in aria. La distanza r è
quella tra i centri delle sferette.
100,00
Forza F (× 10^(–6) N)

90,00

80,00

70,00

60,00

50,00

40,00

30,00

20,00

10,00

0,00
0,00 2,00 4,00 6,00 8,00 10,00 12,00
Distanza r (cm)

15
1 ◾ Cariche elettriche e campi elettrici
a. Individua la legge sperimentale che si può dedurre dall’analisi dei dati.
b. Sulla base del risultato precedente, calcola la forza che si sarebbe dovuta misurare tra
le sferette se la misura fosse stata effettuata anche con r = 6,0 cm.
c. Individua quanto valgono, in funzione di Q, le tre cariche che si trovano sulle diverse
sferette prima che inizi l’esperimento.
d. Determina i valori della carica Q posta all’inizio sulla sferetta A e quelli delle due
cariche QA e QB utilizzate per l’esperimento.
[F = (7,8 ⋅ 10−8 N ⋅ m2)/r2; 2,2 ⋅ 10−5 N; 3Q/8, Q/4; 3Q/8; 9,6 nC, 3,6 nC, 2,4 nC]

9 Problema esperto
Tra una sfera elettrizzata e una carica puntiforme
Una sfera con centro fisso nel punto A = (0 m;
0,12 m) e raggio R = 1,0 cm ha una carica y (m)
Q = +2,8 nC distribuita in modo uniforme nel suo
0,12
volume. Una carica puntiforme q = +2,8 nC è fissa
nel punto B = (0,0 m; –0,12 m). Supponi che la carica q
non alteri la distribuzione di carica elettrica sul guscio.
a. Spiega perché nell’origine degli assi O è nullo il O
campo elettrico totale generato dalla sfera e dalla x (m)
carica.
b. Dimostra che nei punti dell’asse x il modulo Et del
campo elettrico è Ð0,12
x
E t = ^ 50, 4 N $ m 2 /Ch
6^ 0, 12 mh2 + x @3/2
c. Il grafico mostra i valori del modulo Et del campo elettrico totale nei punti dell’asse x
da x = 0 m a x = 0,50 m. Stabilisci direzione e verso del campo elettrico nei punti
dell’asse x.
E (N/C)
(N/C)
C
400
0
1400

1200
200
0

1000
000
0

800
0

600
0

400
0

2
2000
00

0
0 0,0
00 5
05 0,1
0,1 0,15
0 15
5 0,2
0,2 0,25
0 25
25 0,3
0,3 0,35
0 35
35 0,,4
4 0
0,45
45
45 0,5
05
x (m)

d. Descrivi il moto di una particella avente carica q2 = 1,3 nC lasciata libera nel punto
D = (0,001 m; 0,0 m).
Supponi che la particella carica abbia una massa m = 2,4 g. Calcola il valore massimo
dell’accelerazione che subisce nei primi 50 cm del suo moto.
[7,3 ⋅ 10−4 m/s2]

16
Mettiti alla prova – Quesiti, problemi, problemi esperti

10 Problema esperto
Induzione… e non solo!
Una sfera metallica S1 di raggio R = 20 cm è montata su un supporto isolante e ha una
carica Q1 = 65 nC. La sfera non può essere spostata.
Hai a disposizione una sfera metallica S2 più piccola, montata su supporto isolante, filo
conduttore e una connessione a terra.
a. Spiega qual è l’esito finale di questa sequenza di operazioni:
∙ colleghi S2 a terra mediante il filo;
∙ avvicini S2 a S1;
∙ stacchi il filo da S2;
∙ allontani S2 da S1.
b. Descrivi una procedura mediante la quale puoi caricare una sfera metallica S3 di rag-
gio R = 50 cm, posta in un’altra stanza, con una carica maggiore in valore assoluto
a Q1.
c. Calcola la forza che agisce su un elettrone (e = 1,60 ⋅ 10–19 C) a 1,5 m di distanza
da S1.
d. Supponi che S2 abbia una carica 0,1 Q1 e sia posta a 1 m da S1. Traccia l’andamento
qualitativo delle linee di forza del campo elettrico generato dalle due sfere:
∙ immediatamente fuori della superficie di S2;
∙ a distanza molto maggiore del raggio di S1.
Determina intensità, direzione e verso del campo elettrico generato nel punto medio
della congiungente i centri delle due sfere.

11 Problema esperto
Una pallina su un piano di carica
La figura mostra, in blu, un piano infinito di
y
carica inclinato di 45° rispetto alla verticale e
disposto in modo da formare un angolo di 135°
con la direzione positiva dell’asse delle ascisse, q v
che è orizzontale.
Una pallina di massa m  =  2,5  g e carica
q = 7,2 ⋅ 10−8 C si trova nel vuoto ed è lascia- 135¡
ta partire da ferma da un punto A che si trova x
nel primo quadrante del sistema di riferimento
indicato.
a. Stabilisci di quale segno deve essere la carica presente sul piano infinito, per fare in
modo che la pallina acquisti una velocità orizzontale come quella indicata nella figura.
b. Stabilisci, nella maniera più rapida, qual è il valore dell’accelerazione con cui la palli-
na si muove quando procede in orizzontale. Quanto valgono la velocità della pallina
e la distanza percorsa rispetto al punto A dopo 0,40 s dal momento in cui la pallina è
stata libera di muoversi?
c. Descrivi un esperimento ideale, effettuato con oggetti che si trovano normalmente in
casa, in cui si fornisce a una pallina da ping-pong lo stesso moto descritto nella figura
precedente mediante una forza analoga a quella dovuta al piano di carica.
d. Calcola quanto deve valere la densità superficiale di carica elettrica del piano infinito
per fare sì che il moto della pallina sia orizzontale.
[g, 3,9 m/s, 78 cm; 8,5 ⋅ 10−6 C/m2]

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