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STORIA DELLA LINGUA ITALIANA

I LEZIONE 22/02/2018

Il è da sempre parte della nostra cultura; si ha l impressione che sia più importante il cibo dell arte dei
paesaggi… ( Clooney ha detto che dell Italia cio che gli piace di più è il cibo e poi tutto il resto)

E ' legato all'idea del modo di vivere.

Il cibo è legato sia alla sfera materiale che a quella simbolica. Attraverso la storia della lingua del cibo
possiamo arrivare alla storia della lingua italiana.

ITALIANO: veicolo di parole con cui le parole italiane sono famose nel mondo; l' italiano è stato per secoli la
lingua della musica, soprattutto nel 600-700.

Nel 700 l'italiano è una lingua no9ta in tutto il mondo, conosciuto nelle corti, dagli intellettuali.

Alle corte di Caterina di Russia lavora un cuoco italiano Francesco Leonardi, alla corte di Vienna si
parlava e capiva soprattutto l'italiano1.

Mozart per tre volte ha scritto ad un librettista italiano, Lorenzo Da Ponte, di scrivere le sue opere.

Già nel 500 Elisabetta I aveva come lingue di cultura il francese e l'italiano infatti Shakespeare ha
scritto molte sue opere in italiano.

L'opera di Cesare Beccaria del 1764 “Dei delitti e delle pene” ottenne un successo enorme in tutto
il mondo; Voltaire venne nominato accademico della Crusca e scrisse delle lettere per ringraziare
di tale riconoscimento, queste lettere sono scritte in italiano.

L'italiano patrimonio culturale di tutta Europa; oggi è molto noto ed entra nei settori della vita
quotidiana.

In italiano si tende verso un impoverimento lessicale.

ITALIANISMI: parole italiane che indicano il cibo si trovano in tutto il mondo.

*cappuccino è una PAROLA COSTELLAZIONE da cui cioè ne derivano molte altre.

Mario Luzi ha pubblicato un libro su Simone Martini, nominato accademico della Crusca, che in
occasione del discorso da tenere in tale sede definì l'italiano “ una cattedrale medievale in
costruzione”.

La storia dell'italiano è una storia plurisecolare, nelle storie delle lingue non esistono le nascite e le
morti ma le TRASFORMAZIONI e le RESTAURAZIONI.

Ciò che sembra fermo in realtà è un corpo vivo , poi magari vi sono delle accelerazioni.

Una lingua è un' organismo vivo che muta nel tempo cosi che si dice VARIABILITA'DIACRONICA.

1
Vedi il film” Amadeus”
Nel cantiere della cattedrale si cerca di non buttare mai niente e di tenere ciò che resta del
passato (restaurazione), il restauro tende a salvare!

Anche gli aspetti che ci appaiono più tradizionali vanno visti con molta attenzione, rischiamo
sennò di perdere parti della lingua passata. La scuola deve insegnare il rispetto della lingua perché
ci connota, è parte di noi, infatti diciamo LINGUA MADRE che sottolinea il rapporto di identità tra
noi e la lingua.

L'antico alimenta il moderno; da uno scambio nasce un' arricchimento.

La base dell'italiano è la Divina Commedia, senza Dante e senza la sua opera noi non parleremmo
e scriveremmo come facciamo adesso.

De Mauro ha sottolineato come 8/10 parole scritte da Dante sono ancora in uso. L'italiano
rappresenta un evoluzione dal latino ma NON deriva da esso; c'è un rapporto di continuità.

Omero e l'Odisseo pensavano che il Mediterraneo fosse un lago i cui confini erano delineati dalle
colonne d'Ercole, più espliciti i romani che lo chiamarono Mare Nostrum . Nel 146 Roma conquista
la Grecia, sulla testa di Gesù viene posta un'incisione anche in greco perché era la lingua di cultura.

Virgilio ha quasi finito di scrivere l'Eneide quando decide di fare un viaggio in Grecia, una volta
arrivato a Brindisi però si ammala e muore.

Nonostante il dominio politico di Roma l'area greca continua ad avere la sua indipendenza e la
propria tradizione.

Il Reno è il confine d'Europa mentre il Danubio era il fiume del confine austroungarico; insieme
rappresentavano il LIMES ovvero il limite entro cui è arrivato l'impero e che le legioni romane
hanno cercato di difendere e in più anche il Vallo del Adriano che attraversa una foresta in parte
collegata a quella di Nottingham.

Al di qua del limes ci sono tutte le parti romanizzate, al nord-est ci sono le parti che non sono state
toccate dalla LATINIZZAZIONE, ovvero i barbari coloro che parlavano un'altra lingua.

-problema di identità culturale

Tacito in Germania descrive i guerrieri germanici come se i romani non li avessero mai visti, hanno
anche un modo di amministrare la giustizia.

Dal IV secolo si stabilisce una convivenza; dal V secolo questo non è più possibile e l'impero
muore.

L'unità dell'impero regge fino al IV-V secolo perché ci sono delle strutture che reggono; un punto
fondamentale dell'espansione è la conquista delle Gallie da parte di Giulio Cesare. Roma si era
allargata talmente tanto da costruire delle strutture amministrative: strutturazione in province
ognuna delle quali presieduta da un procuratore, la creazione di un esercito efficiente e una vera e
propria rete di sistemi scolastici.
II LEZIONE 23/02/2018

Giulio Cesare aveva lasciato incompiuto il progetto di trasformazione della Repubblica in impero
che verrà realizzato da Ottaviano. L'impero si espande fino al III secolo, ha una serie di strutture
che lo reggono tra cui il sistema scolastico dove si insegnano la lingua e la cultura latina.

La parola latino deriva da latinum, latio ovvero lingua latina espressa dalla grande letteratura
latina, tra cui troviamo Virgilio poeta ufficiale di Roma, vero elemento di identità dell'impero.

*Dante userà il latino come intendere la sua lingua materna.

Bilinguismo dei romani colti tra greco-latino.

Sono gli anni in cui prende avvio il Circolo degli Scipioni( Terenzio…) dove il latino funge da collante
e da fattore identitario. * depositum: ciò che la lingua ha lasciato nella sua forma SCRITTA.

Quasi tutti questi autori latini venivano da fuori Roma, romani di Roma erano Lucrezio e Giulio
Cesare. L'elemento comune è la lingua latina che tra il II e III secolo d.C. è sostanzialmente
omogeneo e unitario grazie alla scuola che lo trasmette. Tra il IV e V secolo le strutture dell'impero
cambiano: c'è una situazione frammentaria sia politicamente che economicamente. Non è più
efficiente il sistema di comunicazione la rete VIARIA .

Nel 476 vi è la caduta dell'ultimo imperatore d'Occidente che viene deposto, a lui seguono sovrani
non romani e l'unità dell'impero finisce; viene meno la presenza delle scuole, della comunicazione,
della ricchezza economica. Si passa cosi ad una fase di FRAMMENTAZIONE.

Da una storia centripeta ad una storia centrifuga in cui ogni zona si allontana dalle altre.

Tra il V e VI secolo nasce la nuova Europa: i bizantini tentano di riconquistare Roma contro i gotici
e questa guerra portò alla decimazione della popolazione, qui finisce la popolazione latina.

Dalla crisi dell'impero all anno 1000 si parla di ALTO MEDIOEVO. In Europa fino al 1300 non
esisteva un calendario unitario e tantomeno un'idea di tempo.

*dopo il 1000 fino al 1492 c'è il BASSO MEDIOEVO.

I franchi erano una popolazione di origine non romana che ad un certo punto occuparono la
Francia; il sud della Francia venne chiamato provincia che diventa poi Provenza.

Giulio Cesare riesce a vincere Vercingetore che appartiene ad una serie di tribù che i romani
chiamano galli per questo gallie significa popolazioni celtiche, tali popoli occupano l'Emilia
Romagna, la Lombardia, Piemonte e una parte del Friuli, Valle d'Aosta e della Francia. Le
popolazioni celtiche hanno una loro lingua diversa da quella veneta.

Prima Roma conquista tutta Italia poi Cesare conquista la Gallia che dopo viene anche latinizzata,
si crea commercio, vengono aperte le scuole dove si mandano i libri e si creano i teatri; l'uso del
latino non venne mai imposto ma si iniziò a portarlo naturalmente.
La Gallia, Francia, Romania e Italia sono rimaste romanizzate;dopo la crisi si parla un latino sempre
meno corretto in queste situazioni si innestano le popolazioni straniere ad esempio i franchi che
entrano in Gallia e influenzano tutta la struttura organizzativa e amministrativa. La lingua cambia
ma resta comunque latina segno di una latinizzazione molto profonda.

Il risultato è una lingua NEOLATINA! Latino parlato diversamente che subisce le influenze delle
nuove lingue che arrivano da bellum a guerra. Il fondo della lingua rimane latino.

Nascita delle lingue neolatine che in ogni zona hanno preso forme e caratteristiche diverse.

III LEZIONE 28/02/2018