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GRUPPO 2G MANAGEMENT CONSULTING S.r.l.

Largo Re Umberto, 106 – 10128 Torino


Tel. 011/505062 - Fax 011/504660
e-mail: gruppo2g@gruppo2g.com
http://www.gruppo2g.com
CORSO DI FORMAZIONE 
GENERALE PER I LAVORATORI 
IN MATERIA 
DI SALUTE E SICUREZZA 
NEI LUOGHI DI LAVORO
D. LGS. 81/08 E S.M.I.
ACCORDO STATO‐REGIONI DEL 21 DICEMBRE 2011 

Gruppo 2G Management Consulting S.r.l.


Largo Re Umberto, 106 – 10128 Torino
Tel. 011/505062 Fax 011/504660
e-mail: gruppo2g@gruppo2g.com - http://www.gruppo2g.com
IL QUADRO 
NORMATIVO

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Dicembre 2016
CONCETTI DI RISCHIO, 
PERICOLO, DANNO, 
PROTEZIONE, PREVENZIONE

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Dicembre 2016
ORGANIZZAZIONE DELLA 
PREVENZIONE AZIENDALE, 
DIRITTI, DOVERI E SANZIONI 
DEI VARI SOGGETTI

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Dicembre 2016
ORGANI DI 
VIGILANZA, 
CONTROLLO E 
ASSISTENZA

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Dicembre 2016
IL QUADRO 
NORMATIVO

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Dicembre 2016
COSTITUZIONE ITALIANA

Art. 32
La Repubblica tutela la salute come fondamentale 
diritto dell’individuo e interesse della collettività.

Art. 35
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme 
ed applicazioni.

Art. 41
L’INIZIATIVA ECONOMICA PRIVATA È LIBERA

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in 
modo da recare DANNO ALLA SICUREZZA, alla libertà, 
ALLA DIGNITÀ UMANA.
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Dicembre 2016
CODICE CIVILE

Art. 2087
Tutela delle condizioni di lavoro
l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le
misure che sono necessarie per tutelare l’integrità fisica e la
personalità morale dei prestatori di lavoro

CODICE PENALE
Art. 437
Rimozione o omissione DOLOSA di cautela contro
infortuni sul lavoro.

Art. 451
Omissione COLPOSA di cautela o difese contro
disastri o infortuni sul lavoro.
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T.U. SICUREZZA

D.Lgs. 626/94 09 aprile 2008

D.Lgs. 81/08
(Attuazione dell’articolo 1 della 
Legge Delega 123/07 Abrogazione 
ed integrazione delle normative 
precedenti) 20 agosto 2009

D.Lgs. 106/09 
Disposizioni integrative e correttive 
del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, in 
materia di tutela della salute e della 
sicurezza nei luoghi di lavoro
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Dicembre 2016
LA STRUTTURA DEL D.LGS. 81/2008
TITOLO I – Principi Comuni
TITOLO II – Luoghi di Lavoro
TITOLO III – Uso delle Attrezzature di Lavoro e dei Dispositivi di Protezione individuale
TITOLO IV – Cantieri Temporanei o Mobili
TITOLO V – Segnaletica di Salute e Sicurezza sul Lavoro
TITOLO VI – Movimentazione Manuale dei Carichi
TITOLO VII – Attrezzature munite di Videoterminale
TITOLO VIII – Agenti Fisici 
TITOLO IX – Sostanze Pericolose
TITOLO X – Esposizione ad Agenti Biologici
TITOLO X‐bis – Prevenzione da ferita da taglio o punta nel settore ospedaliero e sanitario
TITOLO XI – Protezione da Atmosfere Esplosive
TITOLO XII – Disposizioni in Materia Penale e di Procedura Penale
TITOLO XIII – Norme Transitorie e Finali

Allegati da I a LI Pag. 11 di 183


Dicembre 2016
D.Lgs. 81/08: MISURE GENERALI DI TUTELA
Art.15 co. 1: Le misure generali di tutela della salute e 
della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di 
lavoro sono:
a) la VALUTAZIONE di tutti i rischi per la salute e 
sicurezza;

b) la PROGRAMMAZIONE della 
prevenzione, mirata ad un complesso che integri in 
modo coerente nella prevenzione le condizioni 
tecniche produttive dell'azienda nonché l'influenza 
dei fattori dell'ambiente e dell'organizzazione del 
lavoro;  Pag. 12 di 183
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D.Lgs. 81/08: MISURE GENERALI DI TUTELA

c) L'ELIMINAZIONE dei rischi e, ove ciò non sia 
possibile, la loro riduzione al minimo in relazione 
alle conoscenze acquisite in base al progresso 
tecnico;
d) il RISPETTO DEI PRINCIPI ERGONOMICI 
nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei 
posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e 
nella definizione dei metodi di lavoro e 
produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti 
sulla salute del lavoro monotono e di quello 
ripetitivo;
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D.Lgs. 81/08: MISURE GENERALI DI TUTELA

e)la RIDUZIONE dei rischi alla fonte;

f) la SOSTITUZIONE di ciò che è pericoloso 
con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;

g) la LIMITAZIONE al minimo del numero dei 
lavoratori che sono, o che possono essere, 
esposti al rischio;
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D.Lgs. 81/08: MISURE GENERALI DI TUTELA

h)L'UTILIZZO LIMITATO degli agenti chimici, 
fisici e biologici sui luoghi di lavoro;

i) la PRIORITÀ delle MISURE di 
PROTEZIONE collettiva rispetto alle misure 
di protezione individuale;

j) il CONTROLLO sanitario dei lavoratori; 

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D.Lgs. 81/08: MISURE GENERALI DI TUTELA

m) L'ALLONTANAMENTO del lavoratore 
dall'esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti 
la sua persona e l'adibizione, ove possibile, ad altra 
mansione;

n) L'INFORMAZIONE E FORMAZIONE 
adeguate per i lavoratori;

o) la PARTECIPAZIONE E CONSULTAZIONE
dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
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D.Lgs. 81/08: MISURE GENERALI DI TUTELA
p) la PROGRAMMAZIONE delle misure 
ritenute opportune per garantire il 
miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, 
anche attraverso l'adozione di codici di condotta e 
di buone prassi;

q) le MISURE DI EMERGENZA da attuare 
in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, 
di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave 
e immediato;
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D.Lgs. 81/08: MISURE GENERALI DI TUTELA

Art.15 co. 2: misure relative alla 
sicurezza, all'igiene ed alla 
salute durante il lavoro non 
devono in nessun caso 
comportare oneri finanziari 
per i lavoratori.

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LE IMPORTANTI NOVITA’ del D.Lgs. 81/08 e s.m.i:

Tutela estesa a collaboratori di ogni 
tipo: lavoratori a tempo determinato, 
autonomi, a domicilio e a distanza;

Concetto di salute come completo 
benessere psicofisico e sociale, non solo 
un’ assenza di malattia ed infermità;

Inasprimento delle sanzioni; 

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LE IMPORTANTI NOVITA’ del D.Lgs. 81/08 e s.m.i:

Introduzione di nuove tipologie 
di rischio (stress) e nuovi 
parametri di valutazioni

Normazione della figura del 
Preposto e relative sanzioni

Responsabilità delle 
ditte appaltatrici

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CONCETTI DI RISCHIO, 
PERICOLO, DANNO, 
PROTEZIONE, PREVENZIONE

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DEFINIZIONI

PERICOLO
Proprietà o qualità intrinseca di un determinato
fattore avente il potenziale di causare danni.

Corrente  Olio 
Lama Elettrica su pavimento

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Dicembre 2016
DEFINIZIONI
RISCHIO
Probabilità di raggiungimento del livello potenziale di
danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione ad un
determinato fattore o agente oppure alla loro
combinazione.

Taglio / 
Amputazione Elettrocuzione Scivolamento
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Dicembre 2016
DEFINIZIONI

RISCHIO RESIDUO
Il livello di rischio esistente una volta attuati gli interventi di 
prevenzione e protezione individuati nella valutazione dei 
rischi

Guanti  Scarpe anti 
Interblocco dielettrici scivolamento
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Dicembre 2016
DEFINIZIONI

DANNO
La perdita di qualsiasi elemento che contribuisca alla 
conservazione delle salute, ovvero qualsiasi alterazione 
TRANSITORIA o PERMANENTE dell’organismo umano o di 
sue funzioni. (Esempio: frattura, perdita di una mano, 
un’infezione delle vie urinarie, la silicosi,…)

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Dicembre 2016
DEFINIZIONI
PREVENZIONE
Misure tecniche, organizzative e
procedurali atte a prevenire
l’accadimento dell’evento lesivo
(riduzione della probabilità di
accadimento dell’evento lesivo).
Es: Info‐formazione; Istruzioni operative; Segnaletica,…

PROTEZIONE
Misure atte a mitigare le conseguenze del
verificarsi di un evento lesivo (riduzione
della gravità dell’evento lesivo).
Es: DPI (scarpe antinfortunistiche, guanti, elmetto, maschera,..);…
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Dicembre 2016
DEFINIZIONI
«VALUTAZIONE GLOBALE E DOCUMENTATA DI TUTTI I RISCHI PER LA SALUTE E 
SICUREZZA dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi 
prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di 
prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a 
garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.»

(Definizione  art. 2, comma 1, lettera q, D.Lgs. 81/08 s.m.i.).

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Dicembre 2016
DEFINIZIONI
La valutazione dei rischi viene effettuata in relazione 
alla tipologia dei pericoli identificati utilizzando 
metodologie di analisi che consentano di stimare la 
probabilità di accadimento (P) e le conseguenze 
associate alla magnitudo (M) del danno. 

Su tale base viene poi identificata la necessità e 
l’urgenza di adottare eventuali provvedimenti atti a 
rimuovere e/o attenuare i rischi.

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PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Come si procede?
VALUTAZIONE DEL RISCHIO INDIVIDUAZIONE DEL 
(Risk Assessment) PERICOLO

CARATTERIZZAZIONE 
DEL PERICOLO
(Processo costituito da 4 FASI)
VALUTAZIONE 
DELL’ESPOSIZIONE AL 
PERICOLO
CARATTERIZZAZIONE 
DEL RISCHIO

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PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO
INDIVIDUAZIONE DEI PERICOLI GENERATI DA:

Caratteristiche  Analisi dei posti di 
generali luoghi di  lavoro/mansioni
lavoro

Rapporto uomo‐
ambiente
Elenco materiali e 
sostanze pericolose 
presenti nel luogo di  Rapporto uomo‐
lavoro macchina

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Dicembre 2016
PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Identificare tutti i 
lavoratori
esposti identificando
l’appartenenza alle MANSIONI 
Identificare per GRUPPI OMOGENEI in
Stimare i rischi di mansione
tutti i pericoli funzione dei rischi

VALUTAZIONE 
DEL RISCHIO

Nuove misure Raccolta delle misure di 
per ridurre prevenzione e protezione
i rischi PROGRAMMA DELLE AZIONI messe già in atto
DI MIGLIORAMENTO

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Dicembre 2016
ESEMPI DI RISCHI VALUTATI
RISCHI GENERICI
MICROCLIMA PUNTURE, TAGLI INCIDENTI STRADALI
PROIEZIONE DI 
SCIVOLAMENTO SCHEGGE, OGGETTI E/O  CESOIAMENTO
SCHIZZI
CONDIZIONI 
CADUTE DALL’ALTO IMPIGLIAMENTO
CLIMATICHE AVVERSE
SCHIACCIAMENTI INCIAMPO E CADUTA COMPRESSIONI
INCIDENTE CON 
CARRELLO  URTI, COLPI, IMPATTI ABRASIONE
ELEVATORE
CADUTA DI MATERIALE 
CADUTA DA SCALE USTIONI/SCOTTATURE
DALL’ALTO
SEPPELLIMENTO, 
INVESTIMENTO ANNEGAMENTO
SPROFONDAMENTO
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Dicembre 2016
ESEMPI DI RISCHI VALUTATI
RISCHI SPECIFICI
INCENDIO ESPLOSIONE (ATEX)
CHIMICO/POLVERI ATTIVITÀ IN SPAZI CONFINATI
BIOLOGICO RUMORE
VIBRAZIONI MANO‐BRACCIO VIBRAZIONI CORPO INTERO
MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI 
MOVIMENTI RIPETITIVI (CTD)
CARICHI (MMC)
RADON / PIOMBO LASER
RADIAZIONI IONIZZANTI CAMPI ELETTROMAGNETICI
RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI AMIANTO
LAVORO ISOLATO LAVORO NOTTURNO
LEGATI ALLE DIFFERENZE DI ETÀ, 
LEGATI ALLA 
GENERE E PROVENIENZA DA ALTRI 
GRAVIDANZA/ALLATTAMENTO
PAESI
AGENTI CANCEROGENI, MUTAGENI, 
LEGATI A STRESS LAVORO CORRELATO
TOSSICI PER LA RIPRODUZIONE
RADIAZIONI OTTICHE NATURALI VIDEOTERMINALI (VDT)
ELETTROCUZIONE FULMINAZIONE
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PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO

(Intesa come la frequenza di 
accadimento di un particolare 
evento) 

(Definita/o come la gravità del danno) 

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PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO

R = P X M

PROBABILITA’ DEFINIZIONE
P1 Bassissima
P2 Medio – Bassa
P3 Medio – Alta
P4 Alta

GRAVITÀ DEFINIZIONE
M1 Trascurabile (ferite lievi, abrasioni)
M2 Modeste (lesioni ferite ecc.)
M3 Notevole (fratture, lesioni gravi, ecc.)
M4 Ingente (lesioni gravissime, morte)
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CRITERI – STIMA DELLA PROBABILITÀ

VALORE LIVELLO CRITERI


La mancanza rilevata può provocare un danno per la concomitanza di 
più eventi poco probabili indipendenti.
1 Bassissima
Non sono noti episodi già verificatasi.
Il verificarsi del danno susciterebbe incredulità.
La mancanza rilevata può provocare un danno solo in circostanze 
Medio ‐ avverse di eventi.
2
Bassa Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi.
Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande sorpresa.
La mancanza rilevata può provocare un danno anche se non in modo 
Medio ‐
3 automatico o diretto.
Alta
É noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno.
Esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata ed il verificarsi 
del danno ipotizzato per i lavoratori.
Si sono già verificati danni per la stessa mancanza rilevata nella stessa  
4 Alta
Azienda o in aziende simili o in situazioni operative simili.
Il verificarsi del danno conseguente la mancanza rilevata non
susciterebbe alcuno stupore in Azienda.
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CRITERI – STIMA DELLA MAGNITUDO

VALORE LIVELLO CRITERI


Si sono verificati danni che hanno prodotto inabilità temporanea con prognosi di 3 giorni di guarigione.
Esiste una correlazione tra un incidente durante una fase dell'attività e la possibilità di danni con fermata
1 Lieve
dell'impianto < 1 giorno.
Sono presenti sostanze e/o preparati moderatamente nocivi.
Si sono verificati danni che hanno prodotto inabilità temporanea con prognosi ≤ 21 giorni di guarigione.
Esiste una correlazione tra un incidente durante una fase dell'attività e la possibilità di danni con fermata
2 Medio dell'impianto > 1 e  30 giorni.
Sono presenti sostanze e/o preparati biologici di 1° gruppo, tossici per ingestione, nocivi per inalazione e/o
contatto cutaneo e/o per irritazione, nocivi per l'ambiente.
Si sono verificati danni che hanno prodotto inabilità temporanea con prognosi > 21 giorni di guarigione.
Esiste una correlazione tra un incidente durante una fase dell'attività e la possibilità di danni con fermata
dell'impianto > 30 giorni e/o produca una limitata contaminazione dell'ambiente.
3 Grave
Sono presenti sostanze e/o cancerogeni di 3° categoria, biologici di 2° gruppo, tossici per ingestione, tossici
per inalazione e/o contatto cutaneo, per irritazione grave, tossici e nocivi per effetti di bioaccumulazione,
pericolosi per l'ambiente, corrosivi, esplodenti, infiammabili, comburenti.
Si sono verificati danni che hanno prodotto sulle persone effetti irreversibili (morte, perdite anatomiche e/o
funzionali).
Si sono verificati danni che hanno prodotto inabilità temporanea con prima prognosi > 40 giorni di
guarigione.
Esiste una correlazione tra l'attività e un incidente della stessa che possa causare vittime all'interno e
4 Gravissimo all'esterno dello Stabilimento.
Esiste una correlazione tra un incidente durante una fase dell'attività e la possibilità di danni con fermata
dell'impianto > 90 giorni e/o produca alta contaminazione dell'ambiente.
Sono presenti sostanze e/o preparati cancerogeni di 1° e 2° categoria, biologici di 3° e 4° gruppo, molto
tossici, tossici per inalazione e/o contatto cutaneo, molto pericolosi per l'ambiente, altamente infiammabili,
altamente esplodenti.
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PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO

4 8 12 16
PROBABILITA’

3 6 9 12

2 4 6 8

1 2 3 4

MAGNITUDO

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Dicembre 2016
PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Il Datore di Lavoro in base ai valori di R ottenuti e/o ai risultati della 
Valutazione dei Rischi compie nel tempo le azioni migliorative e correttive, 
ritenute opportune, dando precedenza alle azioni con valori elevati di R.

CLASSE 
RISCHIO RESIDUO DESCRIZIONE
RISCHIO 
RISCHIO NON ACCETTABILE Interventi mirati, gestione del transitorio fino al 
R>9 piano formalizzato di interventi organizzativi 
completamento degli interventi.
e/o tecnici IMMEDIATI
Garantire la costanza nel tempo delle misure di 
prevenzione e protezione. 
Formazione/addestramenti specifici e/o 
4≤R≤9 RISCHIO ACCETTABILE definizione di specifiche procedure. Conduzione 
di monitoraggi a frequenza definita (se previsti, 
ad es. Drug Test), normale vigilanza da parte del 
preposto.
Mantenere lo stato attuale di sicurezza. Gestibile 
attraverso Formazione, addestramento, 
1≤R≤3 RISCHIO ACCETTABILE sopralluoghi periodici sul layout, mantenimento 
delle attuali misure di prevenzione e protezione, 
normale vigilanza da parte dei preposti.

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Dicembre 2016
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Il Datore di Lavoro in base ai valori di R ottenuti
e/o ai risultati della Valutazione dei Rischi compie
nel tempo le azioni migliorative e correttive,
ritenute opportune, dando precedenza alle azioni
con valori elevati di R.

Queste azioni possono essere dei 
seguenti tipi:
‐ organizzative;
‐ procedurali;
‐ tecniche.
Pag.
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244
Dicembre
Novembre2016 2014
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Le misure organizzative sono 
riconducibili principalmente a: 

• Informazione
• Formazione
• Addestramento
• Sorveglianza Sanitaria

Pag.
Pag.4139didi183
244
Dicembre
Novembre2016 2014
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Le misure di tipo procedurale s'innestano 
sul sistema di elaborazione e distribuzione 
esistente e sono essenzialmente 
riconducibili al Piano di emergenza.

Le misure di tipo tecnico Modifiche di tecnologie, 
impianti, macchinari, attrezzature, ecc.
Se, dopo aver applicato le misure 
organizzative, procedurali e tecniche, 
permane il rischio residuo, si 
adottano i mezzi di protezione 
personali e collettivi. 
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Dicembre 2016
TEMPI DI ATTUAZIONE
Gli interventi sono programmati in funzione 
dello specifico valore di R e secondo le 
prescrizioni di legge. 

I tempi di attuazione sono stabiliti dal Datore di Lavoro, 
in considerazione dei tempi di legge e delle proprie 
capacità e possibilità. 
R > 8 AZIONI CORRETTIVE INDISPENSABILI DA ESEGUIRE CON URGENZA
4  R  8 AZIONI CORRETTIVE DA PROGRAMMARE CON URGENZA
AZIONI CORRETTIVE DA PROGRAMMARE
2  R  3
NEL BREVE ‐ MEDIO TERMINE
AZIONI CORRETTIVE DA VALUTARE
R = 1
IN FASE DI PROGRAMMAZIONE
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Dicembre 2016
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO
(art. 28 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.) 
Il documento della valutazione dei rischi redatto deve 
contenere le seguenti informazioni minime:

a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi e i 
criteri adottati per la valutazione stessa;

b) un elenco delle misure di prevenzione e 
protezione utilizzati (misure collettive, misure 
organizzative, dispositivi di protezione 
individuale, ecc);
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Dicembre 2016
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO
(art. 28 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.) 
c) il programma delle misure ritenute opportune per 
garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di 
sicurezza;

d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione 
delle misure da realizzare, nonché dei ruoli 
dell'organizzazione aziendale che vi debbono 
provvedere, a cui devono essere assegnati 
unicamente soggetti in possesso di adeguate 
competenze e poteri;
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Dicembre 2016
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO
(art. 28 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.) 
e) l'indicazione del nominativo del RSPP, del RLS, o
di quello territoriale e del MC che ha partecipato
alla valutazione del rischio;

f) l'individuazione delle mansioni che


eventualmente espongono i lavoratori a rischi
specifici che richiedono una riconosciuta
capacità professionale, specifica esperienza,
adeguata formazione e addestramento.

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Dicembre 2016
SOMMARIO 
VALUTAZIONE DEL RISCHIO

DIAGRAMMA 
di FLUSSO
della
VALUTAZIONE del 
RISCHIO 

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Dicembre 2016
GIOCHI DI RUOLO

1) ASSOCIA LA PAROLA 

2) COMPLETA LA 
FRASE  

3) ORDINA LE AZIONI 
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Dicembre 2016
INFORTUNI MANCATI E 
RISULTANZE DELLE ATTIVITA’ 
DI PARTECIPAZIONE DEI 
LAVORATORI E PREPOSTI

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Dicembre 2016
ACCIDENTS & INCIDENTS
Le norme sui sistemi di gestione della 
sicurezza (es. BS OHSAS 18001:2007) fanno 
rientrare anche gli «accidents» 
(INFORTUNI) e gli «incidents» (INCIDENTI) 
nella sfera delle situazioni da monitorare e 
gestire in analogia alla gestione delle non 
conformità.

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Dicembre 2016
ACCIDENTS & INCIDENTS

A questo fine quindi con il termine 
«accidents» indichiamo sia gli INFORTUNI
veri e propri e sia le MALATTIE 
PROFESSIONALI; con il termine «incidents» 
invece

COSA INTENDIAMO?

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Dicembre 2016
COS’E’ UN INCIDENTE?

Evento non voluto, potenzialmente in 
grado di provocare danni a persone e 
cose.

Evento 
sentinella  
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Dicembre 2016
QUASI INFORTUNIO o INFORTUNIO MANCATO
NEAR‐MISS: qualsiasi evento, correlato al lavoro che
avrebbe potuto causare un infortunio o danno alla
salute (malattia) o morte, ma solo per puro caso non
lo ha fatto: un evento che ha in sé la potenzialità di
produrre un infortunio.

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Dicembre 2016
QUASI INFORTUNIO o INFORTUNIO MANCATO
Non è successo NIENTE… perché mi devo 
PREOCCUPARE?

Un «quasi 
infortunio» oggi 
potrebbe diventare 
un infortunio
domani!

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Dicembre 2016
QUASI INFORTUNIO o INFORTUNIO MANCATO

Da questa visione sistematica nasce l’idea che il


verificarsi di un EVENTO INFORTUNISTICO sia
frutto di una CONCATENAZIONE DI EVENTI che
hanno superato tutte le difese che erano state
messe in atto.

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Dicembre 2016
PRINCIPALI CAUSE DEI MANCATI INFORTUNI

NEAR MISS
o Mancato Infortunio

FATTORI 
FATTORI UMANI
ORGANIZZATIVI

1‐ COMPORTAMENTI PERICOLOSI 1‐ CARENZE 
2‐ MANCATO RISPETTO DI  STRUTTURALI
PRESCRIZIONI O PROCEDURE DI  2‐ CARENZE GESTIONALI 
LAVORO e TECNICHE

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Dicembre 2016
QUASI INFORTUNIO o INFORTUNIO MANCATO

E’ necessario perciò procedere con:

ANALISI DELL’EVENTO
affinché si possano constatare le cause del
mancato infortunio al fine di evitare che
questo possa poi trasformarsi in un
infortunio.
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Dicembre 2016
PARTECIPAZIONE DI LAVORATORI E PREPOSTI

I preposti e i lavoratori 
devono segnalare 
tempestivamente al datore 
di lavoro o al dirigente sia le 
deficienze dei mezzi e delle 
attrezzature di lavoro e dei 
dispositivi di protezione 
individuale, sia ogni altra 
condizione di pericolo che si 
verifichi durante il lavoro, 
delle quali si venga a 
conoscenza sulla base della 
formazione ricevuta. 
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Dicembre 2016
ESEMPIO DI NEAR MISS

CAMION CON
CASSONE
RIBALTABILE

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Dicembre 2016
ESEMPIO DI NEAR MISS

FRANA

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Dicembre 2016
ESEMPIO DI NEAR MISS

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Dicembre 2016
ORGANIZZAZIONE DELLA 
PREVENZIONE AZIENDALE, 
DIRITTI, DOVERI E SANZIONI 
DEI VARI SOGGETTI

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Dicembre 2016
ORGANIZZAZIONE 
DELLA PREVENZIONE AZIENDALE

DATORE DI LAVORO

DIRIGENTE 

PREPOSTO

LAVORATORE
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Dicembre 2016
ORGANIZZAZIONE 
DELLA PREVENZIONE AZIENDALE

RAPPRESENTANTE DEI 
LAVORATORI PER LA SICUREZZA 

SERVIZIO DI PREVENZIONE E 
PROTEZIONE  

SQUADRA DI EMERGENZA 

MEDICO COMPETENTE
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GIOCO DI RUOLO
4) ORGANIGRAMMA DELLA SICUREZZA
(Da compilare con figure di pagg. 40 e 41)

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Dicembre 2016
GIOCO DI RUOLO

5) OBBLIGHI DELLE FIGURE 
DELLA SICUREZZA

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Dicembre 2016
DATORE DI LAVORO

«Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, 
comunque, il soggetto che […] ha la responsabilità 
dell’organizzazione stessa o dell'unità produttiva in quanto 
esercita i poteri decisionali e di spesa» 

(Definizione  art. 2, comma 1, lettera b, D.Lgs. 81/08 s.m.i.).

OBBLIGHI propri INDELEGABILI
(art. 17 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.)

OBBLIGHI DELEGABILI
(art. 18 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.)
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OBBLIGHI INDELEGABILI DATORE DI LAVORO
(art. 17 – D.Lgs.81/08 s.m.i.) 

Il Datore di lavoro NON PUÒ DELEGARE


le seguenti attività:

Valutazione di tutti i Rischi

Designazione del Responsabile 
Servizio di  Prevenzione e 
Protezione
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Dicembre 2016
OBBLIGHI DELEGABILI DATORE DI LAVORO
(art. 18 – D.Lgs.81/08 s.m.i.) 

TRA I VARI OBBLIGHI DELEGABILI:

INDIVIDUARE E NOMINARE gli Addetti 
Anti‐Incendio (AAI), Addetti Primo Soccorso 
(APS) e il Medico competente.

Organizzare e ATTRIBUIRE COMPITI E 
RESPONSABILITÀ attraverso deleghe.

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Dicembre 2016
OBBLIGHI DELEGABILI DATORE DI LAVORO
(art. 18 – D.Lgs.81/08 s.m.i.) 

TRA I VARI OBBLIGHI DELEGABILI:

Provvedere all’ATTUAZIONE di tutte le 
misure di prevenzione e protezione dai rischi 
(es. formazione, sorveglianza sanitaria, DPI).

CONSULTARE il Rappresentante dei 
Lavoratori per la Sicurezza (RLS) garantendo 
accesso al Documento di Valutazione dei 
Rischi. Pag. 70 di 183
Dicembre 2016
DIRIGENTE

«Persona che, in ragione delle competenze professionali e di 
poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico 
conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando 
l’attività lavorativa e vigilando su di essa» 
(Definizione  art. 2, comma 1, lettera b, D.Lgs. 81/08 s.m.i.).

AL DIRIGENTE SPETTA 
IL COMPITO DI ATTUARE e ORGANIZZARE

IL DIRIGENTE PER LA SICUREZZA PUÒ ESSERE
≠ 
DAL DIRIGENTE A LIVELLO CONTRATTUALISTICO. Pag. 71 di 183
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DELEGA DI FUNZIONI
(art. 16 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.) 

DELEGA DI FUNZIONI 
da parte del Datore di lavoro

Strumento di  Strumento per 
trasferimento di  IMPLEMENTARE LA 
RESPONSABILITA’  SICUREZZA
PENALE

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DELEGA DI FUNZIONI
(art. 16 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.) 

Requisiti della
DELEGA DI FUNZIONI

FORMALI SOSTANZIALI

FORMA SCRITTA REQUISITI DI 
PROFESSIONALITA’
DATA CERTA
REQUISITI DI 
PUBBLICITA’ ESPERIENZA
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Dicembre 2016
POSSIBILITA’ DI SUB‐DELEGA
(art. 16 comma 3 bis – D.Lgs. 81/08 s.m.i.) 
Il SOGGETTO DELEGATO PUÒ
a sua  volta, previa intesa con il 
Datore di Lavoro, 
DELEGARE
SPECIFICHE FUNZIONI 
in materia di salute e sicurezza sul 
lavoro ad altro soggetto (dirigente).
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Dicembre 2016
DELEGA DI FUNZIONI
(art. 16 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.) 
Affinché il DELEGANTE (Datore di Lavoro)
possa essere esente da Responsabilità Penali, occorre
che egli:
• non si inserisca nell’esercizio delle funzioni delegate;

• non incorra in culpa in eligendo;

• non incorra in culpa in vigilando.

Nel caso dell’adozione del modello organizzativo previsto


nell’articolo 30, comma 4, del D.Lgs. 81/08 s.m.i. l’obbligo di
vigilanza in capo al Datore di Lavoro si intende assolto.
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PRINCIPIO DI EFFETTIVITA’
(art. 299 – D.Lgs.81/08 s.m.i.) 
Le posizioni di garanzia relative ai soggetti di cui all'articolo 2,
comma 1, lettere b) (ossia datore di lavoro), d) (ossia dirigente) ed
e) (ossia preposto), gravano altresì su colui il quale, pur sprovvisto
di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti
a ciascuno dei soggetti ivi definiti.

Concreta assegnazione dei compiti a ciascun soggetto da cui ne


deriva il metro su cui fondare l’imputazione dell’obbligo di
sicurezza.

ESERCIZIO DI FATTO
DI POTERI DIRETTIVI
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Art 18 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
“OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO 
E DEL DIRIGENTE”
1. Il datore di lavoro e i dirigenti, devono:
a)nominare il medico competente (Arresto da due a
quattro mesi o con l’ammenda da 1.644 a 6.576 euro)
b)designare preventivamente i lavoratori incaricati;
(Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da
1.315,20 a 5.699,20 euro)
c)tenere conto delle capacità e delle condizioni dei
lavoratori in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;
(Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da
1.315,20 a 5.699,20 euro)
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Art 18 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
“OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO 
E DEL DIRIGENTE”
d) fornire ai lavoratori i necessari ed idonei dispositivi di
protezione individuale (DPI); (Arresto da due a quattro
mesi o con l’ammenda da 1.644 a 6.576 euro)

e) prendere le misure appropriate affinché soltanto i


lavoratori designati accedano alle zone che li espongono
ad un rischio grave e specifico; (Arresto da due a quattro
mesi o con l’ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro)

f) richiedere l’osservanza da parte dei lavoratori delle


norme vigenti; (Arresto da due a quattro mesi o con
l’ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro)
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Art 18 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
“OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO 
E DEL DIRIGENTE”
g) inviare i lavoratori alla visita medica e richiedere al
medico competente (MC) l’osservanza degli obblighi a
suo carico; (Ammenda da 2.192 a 4.384 euro)
g‐bis) comunicare tempestivamente al MC la cessazione del
rapporto di lavoro; (Sanzione amministrativa pecuniaria
da 548 a 1.972,80 euro)
h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio
in caso di emergenza;
i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al
rischio di un pericolo grave e immediato;
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Art 18 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
“OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO 
E DEL DIRIGENTE”
l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e
addestramento;

m) astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere la


loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste
un pericolo grave e immediato;

n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante il


rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS),
l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione
della salute; (Ammenda da 2.192 a 4.384 euro)
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Art 18 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
“OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO 
E DEL DIRIGENTE”
o) consegnare tempestivamente al RLS, su richiesta di questi e
per l’espletamento della sua funzione, copia del DVR;
(Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 822 a
4.384 euro)
p) elaborare il documento DUVRI e consegnarne
tempestivamente copia ai RLS. Il documento va consultato
esclusivamente in azienda; (Ammenda da 2.192 a 4.384
euro)
q) evitare che le misure tecniche adottate possano causare
rischi per la salute della popolazione o deteriorare
l'ambiente; (Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda
da 1.315,20 a 5.699,20 euro)
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Art 18 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
“OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO 
E DEL DIRIGENTE”
r) comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA i dati e le
informazioni relativi agli infortuni sul lavoro;
t) consultare l’RLS nell’espletamento delle sue attribuzioni;
(Ammenda da 2.192 a 4.384 euro)
u) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e
dell’evacuazione dei luoghi di lavoro. Tali misure devono essere
adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o
dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti;
v) nell’ambito dello svolgimento di attività in appalto e di
subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di
riconoscimento; (Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda
da 1.644 a 6.576 euro)
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Art 18 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
“OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO 
E DEL DIRIGENTE”
v) nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la
riunione periodica di cui all’articolo 35; (Ammenda da 2.192 a
4.384 euro)
z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti
organizzativi e produttivi;
aa) comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA i nominativi
dei RLS; (Sanzione amministrativa pecuniaria da 54,80 a 328,80
euro)
bb) vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di
sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa
specifica senza il prescritto giudizio di idoneità. (Sanzione
amministrativa pecuniaria da 1.096 a 4.932 euro)
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Art 18 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
“OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO 
E DEL DIRIGENTE”

2. Il DL fornisce al SPP ed al MC informazioni in merito a:


a) natura dei rischi;
b) organizzazione del lavoro, programmazione e
attuazione delle misure preventive e protettive;
c) descrizione degli impianti e dei processi produttivi;
d) dati relativi agli infortuni e alle malattie
professionali;
e) provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza.

(Sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro)

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Art 18 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
“OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO 
E DEL DIRIGENTE”
3‐bis. Il DL e i DIR sono tenuti altresì a vigilare in ordine
all’adempimento degli obblighi di:
a) Preposti
b) Lavoratori
c) Progettisti
d) Fabbricanti e Fornitori
e) Installatori
f) MC

NOTA: Ferma restando l’esclusiva responsabilità di tali


soggetti qualora non sia riscontrabile un difetto di
vigilanza del DL e dei DIR.
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ART. 26 comma 1, D.Lgs. 81/08 e s.m.i
dà disposizioni riguardo:
“Obblighi connessi ai contratti d'appalto 
o d'opera o di somministrazione”
in caso di affidamento 
di lavori, servizi e forniture 
dal Committente
all’Impresa appaltatrice

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ART. 26 comma 1, D.Lgs. 81/08 e s.m.i

Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e


forniture all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi
all’interno della propria azienda, o di una singola unità
produttiva della stessa:

1) verifica la  IDONEITA’ TECNICO PROFESSIONALE
delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in 
relazione ai lavori, ai servizi e forniture da affidare in 
appalto o mediante contratto d’opera o di 
somministrazione;

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ART. 26 comma 1, D.Lgs. 81/08 e s.m.i

2) fornisce agli stessi soggetti 
dettagliate informazioni sui 
RISCHI SPECIFICI
esistenti nell’ambiente in cui sono 
destinati ad operare e sulle 
misure di prevenzione e di 
emergenza adottate in relazione 
alla propria attività. Pag. 88 di 183
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ART. 26 comma 2, D.Lgs. 81/08 e s.m.i

Nell'ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro,


ivi compresi i subappaltatori:
a) cooperano all'attuazione delle misure di prevenzione e
protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull'attività lavorativa
oggetto dell'appalto;
b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai
rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi
reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle
interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte
nell'esecuzione dell'opera complessiva.

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ART. 26 comma 3, D.Lgs. 81/08 e s.m.i

Il datore di lavoro committente promuove la


cooperazione ed il coordinamento, elaborando
un unico documento di valutazione dei rischi
(DUVRI) che indichi le misure adottate per
eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al
minimo i rischi da interferenze. Tale documento è
allegato al contratto di appalto o di opera e va
adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori,
servizi e forniture.

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DUVRI
Si parla di interferenza nella circostanza in
cui si verifica un «contatto rischioso» tra il
personale del committente e quello
dell'appaltatore o tra il personale di imprese
diverse che operano nella stessa sede
aziendale con contratti differenti.

il DUVRI deve essere redatto solo nei casi in cui 
esistano interferenze

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DUVRI
MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE 
RICHIESTE  AGLI APPALTATORI

1. l’obbligo di utilizzare i DPI in funzione della


mansione svolta, dei rischi specifici indotti
dall’area in cui operano;

2. il rispetto delle indicazioni di avvertimento,


divieto, prescrizione, emergenza presenti, dei
segnali acustici, lampeggianti e della
segnaletica indicatrice dei percorsi;
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DUVRI
MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE 
RICHIESTE  AGLI APPALTATORI

3.il rispetto, per quanto non specificamente


indicato per la circolazione all’interno delle
aree, delle regole del Codice della Strada;

4.attenersi alle indicazioni del personale


preposto per ogni operazione non
pianificata;
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IL PREPOSTO

«Persona che, in ragione delle competenze 
professionali e nei limiti di poteri gerarchici e 
funzionali adeguati alla natura dell'incarico 
conferitogli, sovrintende all’attività lavorativa e 
garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, 
controllandone la corretta esecuzione da parte dei 
lavoratori ed esercitando un funzionale potere di 
iniziativa» 
(Definizione  art. 2, comma 1, lettera e, D.Lgs.
81/08 s.m.i.).

AL PREPOSTO SPETTA IL COMPITO 
DI SOVRINTENDERE e CONTROLLARE
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Dicembre 2016
OBBLIGHI DEL PREPOSTO
(art. 19 – D.Lgs.81/08 s.m.i.) 
Il preposto, secondo le attribuzioni e 
competenze, deve anche:

VERIFICARE
affinché soltanto i lavoratori che hanno
ricevuto adeguate istruzioni accedano alle
zone che li espongono ad un rischio grave e
specifico;
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Dicembre 2016
OBBLIGHI DEL PREPOSTO
(art. 19 – D.Lgs.81/08 s.m.i.) 

INFORMARE 
il più presto possibile i lavoratori esposti
al rischio di un pericolo grave e
immediato circa il rischio stesso e le
disposizioni prese o da prendere in
materia di protezione;
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Dicembre 2016
OBBLIGHI DEL PREPOSTO
(art. 19 – D.Lgs.81/08 s.m.i.) 

CONTROLLARE 
E SEGNALARE
tempestivamente al datore di lavoro o al
dirigente sia le deficienze dei mezzi e
delle attrezzature di lavoro e dei DPI

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Dicembre 2016
IMPARTISCE 
Datore di lavoro
LE DIRETTIVE
VIGILA SUL

Dirigente  ATTUA LE DIRETTIVE

VIGILA SUL
CONTROLLA LA 
Preposto CORRETTA ESECUZIONE 
DELLE DIRETTIVE
VIGILA SUL

Lavoratore ESEGUE LE DIRETTIVE
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Dicembre 2016
IL LAVORATORE

«Persona che, indipendentemente 
dalla tipologia contrattuale, svolge 
un’attività lavorativa nell’ambito 
dell’organizzazione di un datore di 
lavoro pubblico o privato con o senza 
retribuzione, anche al solo fine di 
apprendere un mestiere, un’arte o una 
professione, esclusi gli addetti ai 
servizi domestici e familiari.» 

(Definizione  art. 2, comma 1, lettera 
a, D.Lgs. 81/08 s.m.i.).

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Dicembre 2016
IL LAVORATORE
Secondo i decreti degli anni ’50:
“per LAVORATORE SUBORDINATO si intende colui che fuori del proprio
domicilio presta il proprio lavoro alle dipendenze e sotto la direzione altrui, con
o senza retribuzione, anche al solo scopo di apprendere un mestiere, un’arte o
una professione”

Secondo il D.Lgs. 626/1994:


LAVORATORE: persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di
lavoro, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari, con rapporto di lavoro
subordinato anche speciale.

D.Lgs. 81/08 ‐ D.Lgs. 106/09:


LAVORATORE: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge
un’attività lavorativa nell’ambito dell‘organizzazione di un datore di lavoro pubblico o
privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere,
un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.
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Dicembre 2016
IL LAVORATORE
LAVORATORI SUBORDINATI O EQUIPARATI
• Persona che, indipendentemente dalla  • I soggetti beneficiari delle iniziative di 
tipologia contrattuale, svolge  tirocini formativi e di orientamento
un’attività lavorativa nell’ambito  • Gli allievi degli istituti di istruzione ed 
dell’organizzazione di un datore di  universitari e i partecipanti ai corsi di 
lavoro pubblico o privato, con o senza  formazione professionali nei quali si 
retribuzione, anche al solo fine di  faccia uso di laboratori, attrezzature di 
apprendere un mestiere, un’arte o una  lavoro in genere, agenti chimici, fisici e 
professione, esclusi gli addetti ai servizi  biologici
domestici e familiari.
• I volontari del Corpo Nazionale dei 
• I soci lavoratori di cooperativa o di  Vigili del Fuoco e della protezione civile
società, anche di fatto, che prestano la 
• I soggetti occupati nei lavori 
loro attività per conto delle società e 
socialmente utili.
dell’ente stesso;
• Gli associati in partecipazione di cui 
all’art.2549 e seguenti del codice civile

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Dicembre 2016
IL LAVORATORE
ALTRE TIPOLOGIE DI LAVORATORI RIENTRANTI
NEL CAMPO DI APPLICAZIONE DEL D.LGS 81/2008
La legislazione introduce delle particolati condizioni e/o modalità 
applicative per le seguenti tipologie di lavoratori:
• Occupato in particolati ambiti della  • Lavoratori a distanza
Pubblica amministrazione; • Lavoratori autonomi
• Lavoratori delle cooperative sociali • Lavoratori dell’impresa familiare
• Lavoratori «interinali» • Volontari del servizio civile
• Lavoratori distaccati • Lavoratori del settore agricolo
• Lavoratori occasionali
• Lavoratori a domicilio

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Dicembre 2016
OBBLIGHI DEL LAVORATORE 
(art. 20, comma 1 – D.Lgs.81/08 s.m.i.) 
Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria
sicurezza e della propria salute e di quella delle altre
persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono
ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni,
conformemente alla sua formazione ed alle istruzioni e ai
mezzi forniti dal datore di lavoro.

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Dicembre 2016
OBBLIGHI DEL LAVORATORE 
(art. 20, comma 1 – D.Lgs.81/08 s.m.i.) 
I LAVORATORI DEVONO IN PARTICOLARE:

• osservare le istruzioni impartite dal


Datore di Lavoro, dai Dirigenti e dai Preposti,
ai fini della protezione collettiva ed
individuale;

• utilizzare correttamente le attrezzature 
di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, 
i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di 
sicurezza;        

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Dicembre 2016
OBBLIGHI DEL LAVORATORE 
(art. 20, comma 1 – D.Lgs.81/08 s.m.i.) 
I LAVORATORI DEVONO IN PARTICOLARE:

• non rimuovere o modificare senza 
autorizzazione i dispositivi di sicurezza;

• segnalare immediatamente al
Datore di Lavoro, al Dirigente o al
Preposto qualsiasi eventuale condizione di
pericolo di cui vengano a conoscenza.
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Dicembre 2016
OBBLIGHI DEL LAVORATORE 
(art. 20, comma 1 – D.Lgs.81/08 s.m.i.) 
I LAVORATORI DEVONO IN PARTICOLARE:
• non compiere di propria iniziativa operazioni o
manovre che non sono di loro competenza ovvero che
possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori.

• partecipare ai programmi di
formazione e di addestramento
organizzati dal datore di lavoro.

• sottoporsi ai controlli sanitari


disposti dal medico competente. Pag. 106 di 183
Dicembre 2016
Art. 44. DIRITTI DEI LAVORATORI IN CASO
DI  PERICOLO GRAVE E IMMEDIATO
Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che 
non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da 
una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e 
deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa.

Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato e 
nell'impossibilità di contattare il competente superiore 
gerarchico, prende misure per evitare le conseguenze di tale 
pericolo, non può subire pregiudizio per tale azione, a meno 
che non abbia commesso una grave negligenza.

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Dicembre 2016
SERVIZIO 
DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Servizio di prevenzione e protezione 
dei rischi (SPP)
Insieme delle persone, sistemi e mezzi
esterni o interni all’azienda finalizzati
all’attività di prevenzione e protezione
dai rischi professionali per i lavoratori.

Responsabile del servizio di prevenzione e 
protezione (RSPP)
Persona designata dal datore di lavoro, a cui
risponde, per coordinare il servizio di
prevenzione e protezione.

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Dicembre 2016
RESPONSABILE DEL SERVIZIO 
DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (RSPP)

• persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali


di cui all’articolo 32 del D.Lgs 81/08

• designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare


il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.

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Dicembre 2016
CAPACITÀ E REQUISITI PROFESSIONALI
D.Lgs 81/08 e s.m.i. Art. 32. – Capacità e requisiti 
professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di 
prevenzione e protezione interni ed esterni 
1. Le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai
servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere
adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle
attività lavorative.
2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui al comma 1,
è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al
diploma di istruzione secondaria superiore nonché di un attestato di
frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di
formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e
relativi alle attività lavorative.

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Dicembre 2016
RESPONSABILE DEL SERVIZIO 
DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (RSPP)
Designato dal DL, previa consultazione del RLS, provvede a 
(art. 33 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.):
a) all'individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione
dei rischi e all'individuazione delle misure per la
sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel
rispetto della normativa vigente sulla base della specifica
conoscenza dell'organizzazione aziendale;
b) ad elaborare, per quanto di competenza, le misure
preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali
misure;
c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie
attività aziendali;
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Dicembre 2016
RESPONSABILE DEL SERVIZIO 
DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (RSPP)
Designato dal DL, previa consultazione del RLS, provvede a 
(art. 33 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.):
d) a proporre i programmi di informazione e formazione dei
lavoratori;
e) a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della
salute e sicurezza sul lavoro, nonchè alla riunione
periodica di cui all'articolo 35;
f) a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all'articolo 36
(rischi per la salute e sicurezza, procedure, nominativi,
rischi specifici, pericoli connessi all’uso delle sostanze e
dei preparati pericolosi, sulle misure e le attività di
protezione e prevenzione adottate).
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Dicembre 2016
SERVIZIO 
DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

Art. 34 D.Lgs. 81/08 e s.m.i

Il datore di lavoro può svolgere 
direttamente i compiti propri del 
servizio di prevenzione e protezione 
dai rischi […], nelle ipotesi previste 
nell’ALLEGATO II
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Dicembre 2016
SERVIZIO 
DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
CASI IN CUI E’ CONSENTITO LO SVOLGIMENTO 
DIRETTO DA PARTE DEL DATORE DI
LAVORO DEI COMPITI DI PREVENZIONE E 
PROTEZIONE DEI RISCHI (articolo 34):
1. Aziende artigiane e industriali…………fino a 30 lavoratori

2. Aziende agricole e zootecniche……….fino a 30 lavoratori

3. Aziende della pesca…………………….fino a 20 lavoratori

4. Altre aziende……………………………..fino a 200 lavoratori
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Dicembre 2016
RESPONSABILE DEL SERVIZIO 
DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (RSPP)
Il RSPP si assume l’onere di riconoscere ed
affrontare le situazioni ed i problemi inerenti
al ruolo rivestito, secondo lo standard di
diligenza, capacità, conoscenze richieste per il corretto
svolgimento del ruolo.

Manca ai propri doveri funzionali di garanzia della


sicurezza dei terzi l’RSPP che, consapevolmente o per
colpa, non si sia attenuto allo “stato dell’arte”.
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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI
PER LA SICUREZZA (RLS)
Il primo importante riferimento legislativo alla figura di
un rappresentante dei lavoratori per la materia della
sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro è contenuto
nell’articolo n° 9 della Legge n° 300/70 meglio noto come
“Statuto dei lavoratori”.

ART. 9. ‐ Tutela della salute e dell'integrità fisica. I lavoratori,


mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare
l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e
delle malattie professionali e di promuovere la ricerca,
l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a
tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.
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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI 
LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)

Art. 47 D.Lgs.81/08 e s.m.i.


IN TUTTE LE AZIENDE E’ ELETTO O DESIGNATO DAI
LAVORATORI IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA
SICUREZZA PER…

…RAPPRESENTARE I LAVORATORI PER QUANTO 
CONCERNE GLI ASPETTI DI SALUTE E SICUREZZA 
DURANTE IL LAVORO
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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI 
LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)

AZIENDE  • RLS viene eletto dai 
≤ 15  lavoratori stessi al 
LAVORATORI loro interno

AZIENDE  • RLS viene eletto 
nell’ambito delle 
≥ 15  rappresentanze 
LAVORATORI sindacali in azienda
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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI 
LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)

QUANDO?
L’elezione, salvo diverse determinazioni in
sede di contrattazione collettiva, avviene di
norma in corrispondenza della giornata
nazionale per la salute e sicurezza sul
lavoro, individuata, nell’ambito della
settimana europea per la salute e sicurezza
sul lavoro.
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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI 
LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)

L’art. 47, comma 5 del D.Lgs. 81/08 s.m.i.

STABILISCE
Numero minimo dei rappresentanti: 
1 rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a 
200 lavoratori; 
3 rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da 201 a 
1.000 lavoratori;
6 rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive 
oltre i 1.000 lavoratori. 
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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI
PER LA SICUREZZA (RLS)

Il vecchio Decreto Legislativo n° 626/94 aveva


introdotto il concetto di PARTECIPAZIONE dei lavoratori.
Partecipazione: l’insieme dei metodi, degli strumenti e
delle risorse da utilizzare per favorire il coinvolgimento
dei lavoratori al fine di accrescere la sicurezza del
lavoro.
Il Capo V – Consultazione e partecipazione dei
lavoratori del Decreto Legislativo n° 626/94 era
dedicato specificamente alla partecipazione dei
lavoratori.
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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI
PER LA SICUREZZA (RLS)
Il T.U. (D.Lgs. N° 81/08) dedica alla consultazione e partecipazione
dei rappresentanti dei lavoratori la Sezione VII, composta dagli
articoli dal n° 47 al n° 52 del TITOLO 1 – Consultazione e
partecipazione dei lavoratori.
Il Titolo I è composto da n° 6 articoli (dal n°47 al n° 52).
 Art.47 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
 Art.48 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale;
 Art.49 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito
produttivo;
 Art.50 attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza;
 Art.51 Organismi paritetici;
 Art.52 sostegno alla PMI, ai RR.LL.SS.TT. e alla pariteticità.
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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI 
LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)

Art. 48 D.Lgs.81/08 e s.m.i.

RAPPRESENTANTE 
DEI LAVORATORI 
PER LA SICUREZZA TERRITORIALE
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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI 
LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)

Art. 49 D.Lgs.81/08 e s.m.i.

RAPPRESENTANTE 
DEI LAVORATORI 
DI SITO PRODUTTIVO
Pag. 124 di 183
Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI 
LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)

Art. 49 D.Lgs.81/08 e s.m.i.
Il RAPPRESENTANTE DI SITO è 
nominato  tra tutti 
i rappresentanti operanti 
nel sito produttivo. 

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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI 
LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)
Per SITO PRODUTTIVO si intendono 
contesti produttivi caratterizzati 
dalla presenza contemporanea di più aziende o 
cantieri. Ovvero:

PORTI CENTRI  CANTIERI CON  CONTESTI  IMPIANTI 


INTERMODALI  ALMENO  COMPLESSI  SIDERURGICI
DI TRASPORTO 30000  CON 
UOMINI ALMENO 
500 
GIORNO ADDETTI
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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI 
LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)
Art. 50 D.Lgs.81/08 e s.m.i.
(COMPITI e ATTRIBUZIONI)

IL RLS DEVE DISPORRE
del TEMPO e mezzi adeguati 
allo svolgimento del suo incarico. Pag. 127 di 183
Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI 
LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)
Il Rappresentante dei Lavoratori:
• ACCEDE ai luoghi di lavoro;
• È CONSULTATO PREVENTIVAMENTE per DVR, DVRI, 
nomine addetti alle emergenze, nomina RSPP, MC;
• PROMUOVE eventuali misure di prevenzione e di  
miglioramento;
• Fa PROPOSTE per la prevenzione e la formazione dei 
lavoratori
• Partecipa alla RIUNIONE PERIODICA (almeno annuale) 
e propone misure di miglioramento;
• Riceve una FORMAZIONE ADEGUATA. Pag. 128 di 183
Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI
PER LA SICUREZZA (RLS)

Art. 50 D.Lgs 81/08 e s.m.i.
• Può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga non
sufficiente o non idonee le misure approntate;

• Le modalità di svolgimento di queste funzioni sono


demandate agli accordi nazionali e/o di categoria;

• Riceve la formazione, durante l’orario di servizio, attinente al


settore produttivo di interesse. Tale formazione deve essere
di almeno 32 ore con verifica di apprendimento.
Aggiornamento annuale di almeno 4 ore per aziende dai 15 a
50 lavoratori e di 8 ore per aziende con più di 50 lavoratori.
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Dicembre 2016
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI
PER LA SICUREZZA (RLS)

Art. 50 D.Lgs 81/08 e s.m.i.
• Il RLS deve disporre del tempo necessario allo svolgimento
della sua funzione. Il monte ore a disposizione e le modalità
di fruizione sono stabilite in sede di contrattazione (nazionale
o territoriale).
• Ha diritto a ricevere copia del DVR o DUVRI. E’ tenuto al
segreto professionale.
• Non può subire pregiudizio dallo svolgimento della sua
funzione. Per questo a lui si applicano le stesse tutele delle
rappresentanze sindacali.
• La funzione di RLS è incompatibile con quella di RSPP o ASPP.
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Dicembre 2016
ORGANISMI PARITETICI
Art. 51 D.Lgs 81/08 e s.m.i.
• A livello territoriale sono costituiti organismi paritetici tra le
organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori,
quali sedi privilegiate per :
‐ Promozione di iniziative formative nei confronti dei
lavoratori.
‐ Elaborazione e raccolta di buone prassi ai fini
prevenzionistici.
‐ Sviluppo di azioni inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro.
‐ Assistenza alle imprese per la attuazione degli adempimenti
in materia.
‐ Ogni altra funzione a loro delegata dalle Leggi o dalla
contrattazione nazionale e/o integrativa.
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Dicembre 2016
ORGANISMI PARITETICI
Art. 51 D.Lgs 81/08 e s.m.i.
• Fatto salvo quanto disposto dalla contrattazione collettiva
fungono da prima istanza nella risoluzione delle controversie
in merito alla applicazione della legislazione in materia di SSL.
• Se dotati di personale formato in materia, possono fornire
consulenza alle imprese.
• Trasmettono ai Comitati Regionali di Coordinamento una
relazione (annuale) relativamente alla attività svolta.
• Trasmettono alle aziende interessate i nominativi dei
rappresentanti territoriali.

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Dicembre 2016
IL MEDICO COMPETENTE

È In possesso dei requisiti 
formativi previsti nell’art. 38 
del D.Lgs. 81/08 s.m.i.

COLLABORA alla Valutazione 
dei Rischi con il Datore di 
Lavoro

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Dicembre 2016
IL MEDICO COMPETENTE

EFFETTUA la Sorveglianza 
Sanitaria in funzione dei 
RISCHI specifici presenti in 
azienda

ELABORA IL 
PROTOCOLLO 
SANITARIO
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Dicembre 2016
SORVEGLIANZA SANITARIA

NON deve includere accertamenti sanitari:

per accertare stati di gravidanza 

per verificare stati di sieropositività 
per HIV 
che espongano a rischi (radiografie o 
esami invasivi) se non esiste precisa 
indicazione clinica 

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Dicembre 2016
PROTOCOLLO SANITARIO

Definito dal medico competente in funzione dei rischi


specifici presenti in azienda tenendo in
considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati
(art. 25, comma 1, lettera b)

Include gli accertamenti sanitari specialistici previsti per i 
lavoratori, mirati al rischio e meno invasivi possibili (art. 229, 
comma 4)

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Dicembre 2016
COMPITI DEL MEDICO COMPETENTE

collabora con il DL e con il


RSPP alla predisposizione
dell’attuazione delle misure
per la tutela della salute e
dell’integrità psico‐fisica dei
lavoratori;

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Dicembre 2016
COMPITI DEL MEDICO COMPETENTE

effettua gli accertamenti 
sanitari

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Dicembre 2016
COMPITI DEL MEDICO COMPETENTE

esprime i giudizi di idoneità 
alla mansione specifica del 
lavoratore

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Dicembre 2016
COMPITI DEL MEDICO COMPETENTE

informa i lavoratori sugli 
accertamenti sanitari a cui 
sono sottoposti

Pag. 140 di 183


Dicembre 2016
COMPITI DEL MEDICO COMPETENTE

partecipa alla riunione 
periodica di cui all’art. 35

Pag. 141 di 183


Dicembre 2016
COMPITI DEL MEDICO COMPETENTE

congiuntamente al RSPP 
visita gli ambienti di lavoro 
una volta l’anno

Pag. 142 di 183


Dicembre 2016
COMPITI DEL MEDICO COMPETENTE

collabora con il DL alla 
predisposizione del servizio 
di Primo Soccorso

Pag. 143 di 183


Dicembre 2016
COMPITI DEL MEDICO COMPETENTE

istituisce ed aggiorna una 
cartella sanitaria di rischio 
per ogni lavoratore;

Pag. 144 di 183


Dicembre 2016
LA CARTELLA SANITARIA E DI RISCHIO

Il medico competente istituisce, aggiorna e


custodisce sotto propria responsabilità una cartella
sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto
a sorveglianza sanitaria.

Tale cartella è conservata con salvaguardia del


segreto professionale presso il luogo di custodia
concordato al momento della nomina del medico
competente.

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Dicembre 2016
LA SORVEGLIANZA SANITARIA
(art. 41 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.) 

Comprende:
a) VISITA MEDICA PREVENTIVA;

b) VISITA MEDICA PERIODICA;

c) VISITA MEDICA SU RICHIESTA 
DEL LAVORATORE
Pag. 146 di 183
Dicembre 2016
LA SORVEGLIANZA SANITARIA
(art. 41 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.) 
d) VISITA MEDICA IN OCCASIONE DI 
UN CAMBIO MANSIONE;

e) VISITA MEDICA ALLA CESSAZIONE 
DEL RAPPORTO DI LAVORO, nei 
casi previsti dalla legislazione 
vigente;
f) VISITA MEDICA ALLA RIPRESA DEL 
LAVORO, a seguito di assenza per motivi 
di salute di durata superiore ai 60 gg 
continuativi. Pag. 147 di 183
Dicembre 2016
LA SORVEGLIANZA SANITARIA
(art. 41 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.) 
g) VISITA MEDICA PREVENTIVA IN FASE 
PREASSUNTIVA.

Le visite mediche preventive possono essere


svolte in fase preassuntiva per le nuove
assunzioni, su scelta del datore di lavoro, dal
medico competente o dai dipartimenti di
prevenzione delle ASL.
Pag. 148 di 183
Dicembre 2016
LA SORVEGLIANZA SANITARIA
(art. 41 – D.Lgs. 81/08 s.m.i.) 

Le VISITE MEDICHE
sono, 
A CURA E SPESE DEL 
DATORE DI LAVORO
e comprendono esami clinici, 
biologici e indagini 
diagnostiche. Pag. 149 di 183
Dicembre 2016
GLI ACCERTAMENTI SANITARI
Gli esami clinici e biologici e le indagini diagnostiche (ovvero
accertamenti sanitari) possono comprendere:
• Spirometria
• Screening visivo
• Audiometria
• Elettrocardiogramma
• Esami del sangue e delle urine
• Radiografia torace Devono essere mirati ai rischi 
• Esami biotossicologici per la sicurezza e la salute dei 
lavoratori presenti 
• Visite specialistiche nell’ambiente di lavoro

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Dicembre 2016
GIUDIZIO DI IDONEITÀ
Art. 41, comma 6, del D. Lgs. 81/08

IDONEITÀ 

IDONEITÀ PARZIALE, 
TEMPORANEA O PERMANENTE

CON  CON 
LIMITAZIONI PRESCRIZIONI
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Dicembre 2016
GIUDIZIO DI IDONEITÀ
Art. 41, comma 6, del D. Lgs. 81/08

INIDONEITÀ, TEMPORANEA O PERMANENTE

Avverso il giudizio del medico competente (ivi compreso quello 
formulato in fase preassuntiva) è ammesso ricorso, entro trenta 
giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, 
all’organo di vigilanza territorialmente competente (art. 41, 
comma 9). 

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Dicembre 2016
CASI IN CUI VIGE 
L’OBBLIGO DI SORVEGLIANZA SANITARIA

• Presenza di lavoratori con esposizione a rischio fisico


superiore ai limiti prescritti da legge (rumore, vibrazioni,
campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali..)
• Presenza di lavoratori addetti all’uso del videoterminale
per più di 20 ore settimanali
• Presenza di lavoratori esposti ad un rischio chimico
• Presenza di lavoratori adibiti ad un rischio relativo alla
movimentazione di carichi pesanti
• Presenza di lavoratori esposti a sostanze cancerogene e
mutagene

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Dicembre 2016
CASI IN CUI VIGE 
L’OBBLIGO DI SORVEGLIANZA SANITARIA

• Presenza di lavoratori esposti a rischio biologico


• Presenza di lavoratori minorenni
• Presenza di lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di
allattamento qualora lo preveda il documento di
valutazione specifica (DL 151/2001)
• Presenza di lavoratori che effettuano lavoro notturno
• Accertamento di assenza di condizioni di alcol dipendenza
e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti

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Dicembre 2016
LAVORATORI INCARICATI ALLE EMERGENZE

ADDETTO ANTINCENDIO 
ED EVACUAZIONE (AAI)

ADDETTO 
PRIMO SOCCORSO (APS)
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Dicembre 2016
LAVORATORI INCARICATI
Art. 43 comma 1 lettera b): ll DL designa preventivamente
i lavoratori di cui all'articolo 18, comma 1, lettera b);…
• Lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di
prevenzione incendi, lotta antincendio, di evacuazione
dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed
immediato, di salvataggio, comunque, di gestione
dell’emergenza
• Lavoratori incaricati del primo soccorso

L’incarico può essere ricoperto sia dal datore di lavoro, in determinate


condizioni, sia da un dipendente dell’impresa;
I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la
designazione;
Gli incaricati devono esser opportunamente formati e dotati delle
attrezzature adeguate.
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Dicembre 2016
LAVORATORI INCARICATI ALLE EMERGENZE

Gli incaricati devono esser 
opportunamente formati e 
dotati delle attrezzature 
adeguate.

Formazione sulla base  Formazione sulla base del 
degli indici  rischio incendio (BASSO, 
infortunistici (APS) MEDIO, ALTO) in azienda (AAI)

I LAVORATORI NON POSSONO, SE NON PER 
GIUSTIFICATO MOTIVO, RIFIUTARE LA DESIGNAZIONE.
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Dicembre 2016
ADDETTO ALLA PREVENZIONE 
INCENDI ED EVACUAZIONE

L’addetto all’antincendio, in caso di emergenza, 
deve:
• portarsi rapidamente sul luogo dell’emergenza e verificare
il tipo di emergenza in atto;
• in caso di emergenza effettiva e non di falso allarme,
segnalare tempestivamente lo stato di pericolo alle
persone presenti nei locali ubicati nelle vicinanze della fonte
di pericolo nei modi previsti dal piano di emergenza ed
evacuazione;
• prestare il primo soccorso agli infortunati (se sono
presenti);
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Dicembre 2016
ADDETTO ALLA PREVENZIONE 
INCENDI ED EVACUAZIONE

L’addetto all’antincendio, in caso di emergenza,


deve:
• utilizzare gli estintori in caso di incendio e le altre
attrezzature antincendio presenti, se ritenuto necessario;
• segnalare o far segnalare l’emergenza (se necessario) a
tutta la ditta;
• se necessario, allertare i Vigili del Fuoco (115) e/o il Pronto
Soccorso (118);
• controllare che il personale attui l’evacuazione nel rispetto
di quanto stabilito dal piano di emergenza;
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Dicembre 2016
ADDETTO ALLA PREVENZIONE 
INCENDI ED EVACUAZIONE

L’addetto all’antincendio, in caso di emergenza,


deve:
• ispezionare, se le condizioni ambientali lo consentono, i locali di piano
(raggiungendo p. es. i locali tecnici defilati, i servizi igienici, etc. oppure
eventuali prestatori d’opera occasionali) prima di abbandonare la sezione
della ditta di propria competenza, controllando che l’area sia stata
interamente evacuata, chiudendo le porte lasciate aperte;
• accompagnare eventuali disabili motori, sensoriali presenti in azienda
verso il luogo esterno stabilito dal piano di emergenza ed evacuazione
aziendale;
• disattivare gli impianti, in particolare i quadri elettrici (da non effettuare
in presenza di gas metano o altro gas).
• coadiuvare nella verifica delle presenze nel punto esterno di raccolta.
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Dicembre 2016
ADDETTO ALLA PREVENZIONE 
INCENDI ED EVACUAZIONE

NB: E’ FONDAMENTALE CHE 
L’ADDETTO SIA CONOSCENZA DI 
COSA DEVE FARE E SOPRATTUTO 
COSA NON DEVE FARE COME 
INDICATO NEL PROPRIO PIANO DI 
EVACUAZIONE.

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Dicembre 2016
ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO

In caso di emergenza sanitaria,


l’addetto deve:
• prendere la valigetta di primo soccorso
e portarsi immediatamente sul luogo in
cui è stata segnalata l’emergenza;
• accertarsi delle condizioni di salute
della persona infortunata;
• indossare i dispositivi di protezione
individuale;

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Dicembre 2016
ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO

In caso di emergenza sanitaria,


l’addetto deve:
• eseguire i primi interventi conformemente
alla formazione ricevuta allontanando le
persone non interessate;
• segnalare l’infortunio al Coordinatore
delle emergenze;
• se necessario contattare i soccorsi sanitari
esterni direttamente o attraverso il
Coordinatore delle emergenze;
• attendere con l’infortunato l’arrivo dei
soccorsi esterni.
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Dicembre 2016
ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO

In caso di emergenza sanitaria,


l’addetto deve:

NB: E’ FONDAMENTALE CHE 
L’ADDETTO SIA CONOSCENZA DI 
COSA DEVE FARE E SOPRATTUTO 
COSA NON DEVE FARE COME 
INDICATO NEL PROPRIO 
MANUALE DI PRIMO SOCCORSO.

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Dicembre 2016
IN SINTESI:

Datore di Lavoro

RSPP

MEDICO
COMPETENTE
SPP

Addetti SPP
DIRIGENTE
Referenti

Incaricati prevenzione incendi


e gestione delle emergenze PREPOSTI
Incaricati al primo soccorso

RLS

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Dicembre 2016
ORGANI DI 
VIGILANZA, 
CONTROLLO E 
ASSISTENZA

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Dicembre 2016
Art. 13 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
‟VIGILANZA”

In materia di tutela di salute negli ambienti di lavoro, gli organi di


vigilanza principalmente deputati ad intervenire sono:
• ASL
• Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro
• I Vigili del fuoco
• La direzione provinciale del lavoro
Ispettorato Nazionale
• Ex‐ISPESL‐INAIL
Del Lavoro
• INAIL
• Comando carabinieri per tutela del lavoro
• Vigili urbani
• Guardia di finanza

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Dicembre 2016
AZIENDA SANITARIA LOCALE (ASL)
• Le ispezioni possono essere attivate da una segnalazione o in
seguito ad una denuncia d’infortunio o malattia professionale,
ma possono anche far parte del programma operativo di vigilanza
stabilito dall’ASL in cooperazione con le regioni.
• Le ASL possono adottare provvedimenti di sospensione
dell’attività imprenditoriale se riscontrano gravi e ripetute
violazioni in materia di salute e sicurezza.
• Le ASL controllano l’attività di sorveglianza sanitaria svolta dai
medici competenti delle aziende ed esaminano i ricorsi contro i
giudizi di idoneità specifica alla mansione formulati dal Medico
Competente.
• Sono anche l’organo tecnico deputato ad emettere per conto del
Comune di appartenenza autorizzazioni, pareri e/o nulla osta,
previsti da leggi e relativi all’igiene e sicurezza del lavoro.
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Dicembre 2016
AZIENDA SANITARIA LOCALE (ASL)
ATTUALE ORGANIZZAZIONE DEL DIPARTIMENTO 
DI PREVENZIONE DELLA  ASL

Servizio Prevenzione 
S.Pre.S.A.L. e Sicurezza Ambienti 
di Lavoro

S.I.S.P. Servizio Igiene e Sanità Pubblica

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Dicembre 2016
AZIENDA SANITARIA LOCALE (ASL)

Servizio Alimenti 
S.I.A.N. e Nutrizione

Servizio 
S.VET. Veterinario

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Dicembre 2016
SERVIZIO PREVENZIONE IGIENE SICUREZZA 
AMBIENTI DI LAVORO
• Ha la finalità di promuovere la salute, la sicurezza ed il
benessere sul luogo di lavoro
• Ha un’azione di vigilanza mirata al contrasto dei rischi più
gravi
• Verifica lo stato di attuazione delle norme di prevenzione
• Accerta le cause e le responsabilità nei casi di infortunio e
malattia professionali ed accertare le violazioni di norme di
sicurezza e di igiene del lavoro
• Rilascia autorizzazioni, vidima il registro di infortunio
• Valuta i requisiti di igienicità e salubrità dei nuovi
insediamenti produttivi
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Dicembre 2016
VIGILI DEL FUOCO

• Per le NORME IN MATERIA DI 
PREVENZIONE INCENDI, 
l’organo di vigilanza competente è 
costituito dal Comando 
provinciale dei Vigili del fuoco.

• La VERIFICA riguarda L’ATTUAZIONE DELLE 


NORME che si prefiggono di PREVENIRE 
L’INSORGERE DI INCENDI e la formazione e 
l’innesco di miscele esplosive.
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Dicembre 2016
VIGILI DEL FUOCO

• Nei casi previsti emettono il 
CERTIFICATO DI 
PREVENZIONE INCENDI 
(CPI)

• Si occupano anche di ORGANIZZARE I


CORSI DI FORMAZIONE obbligatoria
per alcune tipologie di rischio
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Dicembre 2016
DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO (DPL)
Ente territoriale del ministero del Lavoro e delle politiche
Sociali presente in ambito provinciale.

A seguito dei trasferimenti alle ASL della competenza


amministrativa primaria, residuano alla Direzione Provinciale
del Lavoro le seguenti competenze:

CONTRASTO 
DEL LAVORO IRREGOLARE
(ART. 14 D.LGS .81/08 E S.M.I.)
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Dicembre 2016
ISTITUTO NAZIONALE ASSICURAZIONE 
INFORTUNI SUL LAVORO

E’ un ENTE PUBBLICO che ha lo scopo di:


• TUTELARE le vittime degli infortuni sul
lavoro tramite assicurazione;
• di RIDURRE il fenomeno infortunistico.
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Dicembre 2016
ISTITUTO NAZIONALE ASSICURAZIONE 
INFORTUNI SUL LAVORO
Alcune attività dell’EX ISPESL:

Attività di ricerca, 
sperimentazione 
e controllo

Organo tecnico‐scientifico del  Informazione e 
Servizio Sanitario Nazionale formazione 

Produzione di 
linee guida
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Dicembre 2016
ISPETTORATO NAZIONALE
DEL LAVORO
D.P.R n.109  26 maggio 2016 
recepito il 22 giugno 2016
DPL
ISPETTORATO 
NAZIONALE DEL  INAIL
LAVORO

INPS
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Dicembre 2016
COMANDO CARABINIERI 
PER LA TUTELA DEL LAVORO
• E’ istituito per poter esercitare la vigilanza sull’applicazione
delle leggi in materia di lavoro e previdenza sociale nelle
aziende industriali, commerciali, negli uffici, nell’agricoltura
ed in genere ovunque è previsto un lavoro stipendiato.
• I carabinieri di questo reparto specializzato hanno la
qualifica di ispettori del lavoro e operano al fine di garantire
il rispetto della normativa di settore.

VIGILI URBANI
• Collaborano con le ASL per la sicurezza sul lavoro

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Dicembre 2016
ATTIVITA’ DI INFORMAZIONE, 
CONSULENZA E ASSISTENZA
Art. 9 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.
(informazione, consulenza, assistenza)

Svolgono attività di informazione, consulenza ed assistenza:


‐ Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano;
‐ Il Ministero dell’Interno attraverso il Corpo Nazionale dei
Vigili del Fuoco;
‐ L’INAIL ed I.P.S.E.M.A (settore marittimo).;
‐ Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;
‐ Il Ministero dello sviluppo economico (settore estrattivo);
‐ Gli organismi paritetici e gli enti di patronato
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Dicembre 2016
GLI ORGANISMI DI VIGILANZA IMPEGNATI 
NELLA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI E DELLE 
MALATTIE PROFESSIONALI

VIGILI DEL FUOCO DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO

Vigilanza prevenzione Vigilanza per regolarità contributiva e solo per alcune


incendi lavorazioni in materia di sicurezza (es. cantieri edili, attività
con utilizzo di serbatoi sotto pressione, marine, ecc..)
Dalla L.833/78 SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

ATTUALE ORGANIZZAZIONE DEL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE DELLA ASL

S.Pre.S.A.L. Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro

S.I.S.P. Servizio igiene e Sanità Pubblica

S.I.A.N. Servizio Alimenti e Nutrizione

S.VET. Servizio Veterinario

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Dicembre 2016
GIOCO DI RUOLO

6) ASSOCIA LA PAROLA 

7) COMPLETA LA 
FRASE  

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Dicembre 2016
COMPETENZE DA IMPLEMENTARE RELATIVAMENTE
AL CORSO DI FORMAZIONE GENERALE
ALLA SALUTE E SICUREZZA PER I LAVORATORI
CORSI DI

1. CORSO DI FORMAZIONE SPECIFICA ALLA SALUTE E SICUREZZA PER I


LAVORATORI

2. CORSO DI AGGIORNAMENTO
ALLA SALUTE E SICUREZZA PER I LAVORATORI

Il Gruppo 2G Management Consulting S.r.l.:


• è accreditato dalla REGIONE PIEMONTE conformemente al D.M. 166 del 25.5.2001 con cert. 575/001 per i corso
di formazione sulla salute e sicurezza.
• è qualificato da FONDIMPRESA come soggetto formatore/attuatore di piani formativi finanziati.
• è Provider FIAT GROUP per l’attività CSL3 (crescita guidata fornitori).
• ha creato al proprio interno un’ AREA FORMAZIONE FINANZIATA che dispone di consulenti specializzati,
per monitorare costantemente le opportunità di finanziamento sul territorio provinciale e regionale
e per supportare le Aziende/Clienti in tutte le fasi di un progetto formativo finanziato : dalla
presentazione (servizio gratuito) fino alla rendicontazione finale.
Qualora foste interessati a valutare i servizi gestiti dall’AREA FORMAZIONE & ADDESTRAMENTO
potete contattare la nostra Responsabile Claudia ABBATE Tel. 011505062 - e-mail: c.abbate@gruppo2g.com

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Dicembre 2016
GRAZIE PER LA VOSTRA  
ATTENZIONE!! Pag. 183 di 183
Dicembre 2016