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Un tesoro in vasi di creta

Adamo ed Eva
Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo
creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse
loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra;
soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli
uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia
sulla terra» [...]
Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di
Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio
diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare
di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della
conoscenza del bene e del male non devi mangiare,
perché, quando tu ne mangiassi, certamente
moriresti».
Poter scegliere significa essere liberi…
Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore
Dio. Egli disse alla donna: «E' vero che Dio ha detto: Non dovete
mangiare di nessun albero del giardino?».
Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi
possiamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al
giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare,
altrimenti morirete».
Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che
quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste
come Dio, conoscendo il bene e il male».
Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli
occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne
mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne
mangiò.
Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi;
intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del
giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo
agli alberi del giardino.
Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho
udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi
sono nascosto».
Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato
dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l'uomo:
«La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho
mangiato».
Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il
serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Qual'é il peccato di
Adamo ed Eva?
Guardate invece le meraviglie
che ha compiuto Dio
con chi si é lasciato guidare…
con chi non ha pensato tanto a se stesso e
alle sue imperfezioni ma a quello che con
l'aiuto di Dio poteva fare...
Mosé
«Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso
ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va'! Io ti
mando dal faraone. Fa' uscire dall'Egitto il mio popolo, gli
Israeliti!».
Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far
uscire gli Israeliti dall'Egitto?».
Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti
ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo
dall'Egitto, servirete Dio su questo monte» (Es 3,9-12)
Davide
Allora il Re Saul regnava sul popolo d'Israele. Inizialmente
era un re buono ma poi con il passare del tempo si era
scordato di Dio.
Dio allora mandó un profeta, Samuele, ad ungere la testa di
un nuovo re. Samuele peró non capiva come doveva essere
questo nuovo re, quali requisiti doveva avere…

Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto


né alla sua alta statura [...] non conta quel che vede l'uomo:
infatti l'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore»
(1 Sam 16,7)
Saul andó a cercare un nuovo re tra i figli di Iesse…

Iesse chiamò Abinadàb e lo presentò a Samuele,


ma questi disse: «Nemmeno costui il Signore ha
scelto». Iesse fece passare Sammà e quegli disse:
«Nemmeno costui il Signore ha scelto». Iesse fece
passare davanti a Samuele i suoi sette figli e
Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto
nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono
qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora
il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge».

Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a
chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il
corno dell'olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi (1 Sam 16,8-13)
Davide peró non poteva diventare subito re, ci
avrebbe pensato Dio a stabilire il momento
giusto.
Nel frattempo stava alla corte di re Saul,
suonando il KINNOR: in questo modo riusciva
a calmare il re Saul che era molto irascibile.
Un giorno peró i Filistei, il popolo nemico di Israele, avevano preparato
un'arma fortissima per attaccare re Saul…

Dall'accampamento dei Filistei uscì uno sfidante, chiamato Golia, di Gat; era
alto sei cubiti e un palmo. Aveva in testa un elmo di bronzo ed era rivestito di
una corazza a piastre, il cui peso era di cinquemila sicli di bronzo. Portava
alle gambe schinieri di bronzo e un giavellotto di bronzo tra le spalle. L'asta
della sua lancia era come un cilindro di tessitori e la punta dell'asta pesava
seicento sicli di ferro; davanti a lui avanzava il suo scudiero.
Egli si fermò e gridò alle schiere d'Israele: «Perché siete usciti e vi siete
schierati a battaglia? Non sono io Filisteo e voi servi di Saul? Sceglietevi un
uomo che scenda contro di me. Se sarà capace di combattere con me e mi
abbatterà, noi saremo vostri servi. Se invece prevarrò io su di lui e lo
abbatterò, sarete voi nostri servi e ci servirete» (1 Sam 17,4-9)
Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d'animo a
causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere
con questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Tu
non puoi andare contro questo Filisteo a
combattere con lui: tu sei un ragazzo e costui è
uomo d'armi fin dalla sua adolescenza». Ma
Davide disse a Saul: «Il tuo servo pascolava il
gregge di suo padre e veniva talvolta un leone o
un orso a portar via una pecora dal gregge.
Allora lo inseguivo, lo abbattevo e strappavo la
pecora dalla sua bocca. Se si rivoltava contro di
me, l'afferravo per le mascelle, l'abbattevo e lo
uccidevo. Il tuo servo ha abbattuto il leone e
l'orso. Codesto Filisteo non circonciso farà la
stessa fine di quelli, perché ha sfidato le schiere
del Dio vivente». Davide aggiunse: «Il Signore
che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle
unghie dell'orso, mi libererà anche dalle mani di
questo Filisteo» (1 Sam 17,32-37)
Giona
Fu rivolta a Giona, figlio di Amittài, questa
parola del Signore: «Àlzati, va' a Ninive, la
grande città, e in essa proclama che la loro
malvagità è salita fino a me». Giona invece si
mise in cammino per fuggire a Tarsis, lontano
dal Signore. Scese a Giaffa, dove trovò una nave
diretta a Tarsis. Pagato il prezzo del trasporto,
s'imbarcò con loro per Tarsis, lontano dal
Signore (Gion 1,1-3)
Ma ad un certo punto ci fu una tempesta e i marinai impauriti
pensarono bene di gettare Giona in mare per "calmare Dio".
Un pesce grosso lo divoró ed egli finí nella sua pancia per tre giorni.
Fino a che non pronunció queste parole:

Nella mia angoscia ho invocato il Signore ed egli mi ha risposto; dal


profondo degli inferi ho gridato e tu hai ascoltato la mia voce. Mi hai
gettato nell'abisso, nel cuore del mare, e le correnti mi hanno
circondato; tutti i tuoi flutti e le tue onde sopra di me sono passati.
Io dicevo: «Sono scacciato lontano dai tuoi occhi; eppure tornerò a
guardare il tuo santo tempio». Le acque mi hanno sommerso fino alla
gola, l'abisso mi ha avvolto, l'alga si è avvinta al mio capo. Sono sceso
alle radici dei monti, la terra ha chiuso le sue spranghe dietro a me per
sempre. Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita, Signore, mio
Dio. Quando in me sentivo venir meno la vita, ho ricordato il Signore.
La mia preghiera è giunta fino a te, fino al tuo santo tempio.
Quelli che servono idoli falsi abbandonano il loro amore. Ma io con
voce di lode offrirò a te un sacrificio e adempirò il voto che ho fatto; la
salvezza viene dal Signore» (Gion 2,3-10)
San Paolo
"Mi presentai a voi nella debolezza e con
molto timore e trepidazione. La mia parola e
la mia predicazione non si basarono su
discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla
manifestazione dello Spirito e della sua
potenza" (1Cor 2,3-4)
Maria
Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della
Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo
della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse
un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai
trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e
lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il
Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre
sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco
uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la
potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che
nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua
parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il
sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora
Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua
parola». E l'angelo si allontanò da lei. (Lc 1,26-38)
Buon NATALE!
Vi auguro di essere sempre voi stessi!
E di non chiudere mai le porte
alla chiamata di Dio
https://youtu.be/HiopmrHsk68