Sei sulla pagina 1di 4

LETTERA AI GALATI IntroduzioneAnno 56 d.C. (stima). Durante il 3º viaggio apostolico.

Capitolo 1
Preambolo e Saluto. 1 - Paolo [fatto] apostolo non dagli uomini nè per mezzo d'uomo, ma da
Gesù Cristo e da Dio Padre che lo risuscitò da morte, 2 e tutti i fratelli che son con me alle Chiese
della Galazia; 3 grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo, 4 che diede se
stesso per i nostri peccati, allo scopo di sottrarci all'età presente malvagia, secondo il volere di Dio
Padre nostro, 5 a cui sia gloria per i secoli dei secoli. Amen. Paolo fa l'apologia del suo
apostolato e della sua dottrina. 6 Mi meraviglio che così presto voi passiate, da quel Vangelo che
v'ha chiamato nella grazia di Cristo ad uno diverso. 7 Ma non esiste un altro Vangelo; soltanto vi
sono alcuni che vi disturbano, e vorrebbero sovvertire il Vangelo di Cristo. 8 Ma anche se noi
stessi o un angelo del Cielo venisse ad annunziarvi [un Vangelo] diverso da quello che vi abbiamo
annunziato noi, sia egli anàtema. 9 Già l'abbiamo detto e lo ripeto ora: se qualcuno evangelizza
contro l'annunzio che avete ricevuto, sia anàtema. 10 Poichè ora ho io a conciliarmi gli uomini o
Dio? cerco forse di piacere agli uomini? se ancora cercassi piacere agli uomini, non sarei servo di
Cristo. 11 Dovete sapere, o fratelli, che il Vangelo da me predicato non è secondo l'uomo, 12 e di
fatto non l'ho mica ricevuto da un uomo, nè io ne fui ammaestrato, ma l'ho avuto per rivelazione di
Gesù Cristo. 13 Avete certo sentito parlare di come mi comportavo nel giudaismo; perseguitavo
accanitamente la Chiesa di Dio e la devastavo; 14 e progredivo nel giudaismo molto più di varii
coetanei della mia stirpe, essendo gran zelatore delle tradizioni avite. 15 Ma quando Colui che mi
aveva messo da parte fin dal seno di mia madre e mi chiamò colla sua grazia, 16 credette di rivelare
in me il suo Figlio, affinchè lo annunziassi alle genti, immediatamente, senza consultare nè carne nè
sangue, 17 e senza neppure salire a Gerusalemme a vedere quelli che prima di me erano apostoli,
me ne andai in Arabia e poi di nuovo tornai a Damasco. 18 Appresso, dopo tre anni, venni a
Gerusalemme per conoscere Pietro, e rimasi da lui quindici giorni. 19 e non vidi altri degli apostoli,
se non Giacomo il fratello del Signore. 20 Per ciò che scrivo qui, ecco dichiaro davanti a Dio ch'io
non mento. 21 Appresso venni nelle terre della Siria e della Cilicia; 22 ma di persona ero
sconosciuto alle chiese della Giudea, quelle in Cristo, 23 solo avevano sentito dire che «chi una
volta ci perseguitava, ora annunzia la fede che prima voleva distruggere», 24 e rendevano per me
gloria a Dio.
Capitolo 2
Il concilio di Gerusalemme. 1 - Appresso, dopo quattordici anni, salii di nuovo a Gerusalemme
con Barnaba, preso con me anche Tito. 2 Vi andai in seguito a rivelazione, ed esposi loro il
Vangelo quale lo predico ai Gentili, ciò privatamente a quelli che erano più reputati, nel pensiero
che io corressi forse o fossi corso invano. 3 Ma neanche Tito che era con me, essendo Gentile, fu
obbligato a circoncidersi; 4 ciò per via di quegli intrusi falsi fratelli che si ficcaron dentro a
insidiare la libertà che noi abbiamo in Cristo Gesù, per ridurci in servitù, 5 ma a costoro neanche
per il momento volemmo assoggettarci a cedere affinchè la verità del Vangelo rimanesse integra
rispetto a voi. 6 E da quelli che sembrano essere qualcosa (quali erano una volta, non vuol dir nulla
per me: Dio non ha riguardo a persone), questi che sembrano qualcosa non aggiunsero nulla [a quel
che io esposi], 7 ma al contrario vedendo che a me fu affidata l'evangelizzazione degl'incirconcisi,
così come Pietro ne aveva l'incarico pei circoncisi, 8 (giacchè chi aveva dato energia a Pietro per
l'apostolato della circoncisione diè potere anche a me per le genti), 9 e conosciuta la grazia a me
concessa, Giacomo e Cefa e Giovanni, quelli che sono riputati le colonne, porsero a me e a Barnaba
le destre a segno di unione e società fra noi, affinchè noi andassimo alle genti, e loro alla
circoncisione; 10 e ci ricordassimo solo dei poveri, ciò appunto che io mi son dato premura di fare.
Il contrasto di Antiochia. 11 Quando poi venne Cefa in Antiochia, gli resistei in faccia perchè
aveva torto. 12 Difatti prima che venissero alcune persone da parte di Giacomo, mangiava coi
Gentili, venute quelle si ritirò e se ne stette in disparte per paura di quei che provenivano dalla
circoncisione. 13 E a tale simulazione di lui consentirono anche gli altri Giudei, sì che anche
Barnaba fu trascinato da loro a quella simulazione. 14 Or quando io vidi che non camminavano
rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa alla presenza di tutti: «Se tu che sei Giudei
vivi da Gentile, non da Giudeo, perchè costringi i Gentili a far come i Giudei?». 15 Noi di nascita
siamo Giudei, e non peccatori provenienti dai Gentili, 16 ma sapendo che non è giustificato un
uomo dalle opere della Legge, bensì solo per la fede di Gesù Cristo, anche noi abbiamo creduto in
Cristo Gesù per essere giustificati in forza della fede in Cristo, e non già in forza della Legge, per la
ragione che dalle opere della Legge nessuna persona sarà giustificata. 17 Se poi procurando d'esser
giustificati in Cristo, fossimo trovati anche noi peccatori, si avrebbe a dire dunque che Cristo sia
ministro di peccato? Certo che no. 18 Poichè se le cose che ho distrutto di nuovo le edifico, mi fo
da me prevaricatore. 19 Ma io per la Legge sono morto alla Legge, per vivere a Dio. Sono stato
crocifisso con Cristo; 20 e vivo non più io, ma vive in me Cristo; e quel che vivo nella carne, vivo
nella fede che ho nel Figliuol di Dio che mi ha amato e ha dato se stesso per me. 21 Io non vo'
render vana la grazia di Dio, perchè se la giustizia si avesse già per la Legge, allora Cristo sarebbe
morto invano.
Capitolo 3
Esperienza dei Galati. Esempio di Abramo. 1 - O Galati insensati, chi vi ha affascinati da non
più aderire alla verità, mentre pur fu vivamente dipinto agli occhi vostri Gesù Cristo per voi
crocifisso? 2 Questo solo voglio saper da voi: «Lo Spirito l'avete ricevuto dalle opere della Legge
o dall'adesione alla fede?». 3 Siete così stolti che avendo cominciato collo Spirito, credete ora di
conseguire la perfezione colla carne? 4 Tante sofferenze le avete avute invano? Se pure anche
invano. 5 Chi dunque vi dà lo Spirito, e opera tra voi de' miracoli, lo fa egli in seguito alle opere
della Legge o in seguito all'adesione alla fede? 6 Come sta scritto: "Abramo credette a Dio, e ciò
gli fu ascritto a giustizia". 7 Riconoscete dunque che quelli che provengono dalla fede, questi sono
i figli di Abramo. 8 E la Scrittura prevedendo che Dio giustificherebbe i Gentili dalla fede,
preannunziò ad Abramo: "In te tutte le Genti saranno benedette". 9 Sicchè dunque i provenienti
dalla fede sono benedetti col credente Abramo. 10 Poichè tutti quelli che provengono dalle opere
della Legge sono sotto una maledizione giacchè sta scritto: "Maledetto chiunque non rimane fedele
a tutte le disposizioni scritte nel libro della legge per adempierle" 11 E che nella Legge nessuno sia
giustificato presso Dio è manifesto, perchè il giusto vive della fede. 12 La Legge invece non viene
dalla fede, ma chi avrà fatto ciò che la legge prescrive, avrà vita in quello. 13 Or Cristo ci ha
riscattati dalla maledizione della Legge diventando lui maledizione per noi, poichè è scritto:
"Maledetto chiunque pende dal legno"; 14 e ciò perchè la benedizione di Abramo scendesse sulle
Genti in Gesù Cristo, affinchè noi ricevessimo la promessa dello Spirito per mezzo della fede. La
natura della promessa e la natura della Legge. 15 O fratelli, (io parlo secondo l'uomo). Una
volta stabilito un patto pur tra uomini, nessuno lo annulla o gli fa delle aggiunte. 16 Ora ad Abramo
furono annunziate delle promesse, a lui e al suo seme; non dice: «A' suoi discendenti» come fossero
molti, ma uno solo: «Al tuo seme», e questi è Cristo. 17 Ora io dico questo: Un patto stabilito da
Dio, una legge di quattrocentotrent'anni dopo non lo può mica annullare, sì da rendere vana la
promessa. 18 Se l'eredità fosse dalla Legge, non sarebbe più dalle promesse; ma ad Abramo l'ha
data Dio in virtù della promessa. Fine della Legge nei disegni di Dio. 19 Che cos'è dunque la
Legge? in vista delle trasgressioni essa fu posta, fino a che venisse il seme a cui fu fatta la
promessa; la Legge veniva promulgata per mezzo d'angeli in mano d'un mediatore; 20 or non v'è
un mediatore se si tratta di un solo; e Dio è unico.21 La Legge si dirà dunque essere contraria alle
promesse di Dio? non sia mai. Se fosse stata data una legge che avesse la podestà di vivificare,
allora sì dalla Legge verrebbe la giustizia. 22 Ma la Scrittura ha invece richiuso ogni cosa sotto il
peccato, affinchè fosse concessa ai credenti la promessa congiunta con la fede in Gesù Cristo. 23
Prima che venisse la fede eravate custoditi rinchiusi sotto la Legge, in attesa che fosse rivelata la
fede che doveva venire. 24 Sicchè la Legge è stata il nostro pedagogo a Cristo, affinchè per via
della fede fossimo giustificati; 25 venuta quella, non siamo più sotto il pedagogo. 26 Difatti siete
tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù; 27 quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti
di Cristo. 28 Non vi è più Giudeo nè Greco, non vi è schiavo nè libero, non maschio o femmina,
ma tutti voi siete uno solo in Cristo Gesù. 29 E se voi siete in Cristo, siete seme di Abramo, eredi
secondo la promessa.
Capitolo 4
1 - Or io dico: per tutto il tempo che un erede è fanciullo, non differisce punto da un servo, pur
essendo padrone di tutto, 2 e sta sotto tutori e amministratori fino al tempo prestabilito dal padre. 3
Così anche noi, quando eravamo fanciulli, eravamo schiavi sotto gli elementi del mondo, 4 ma
quando venne la pienezza dei tempi, Dio mandò suo figlio, nato di donna, nato sotto la Legge, 5
per riscattare quelli che erano sotto la Legge, e far che noi ricevessimo l'adozione dei figli. 6 E
perchè siete figli, mandò Iddio lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori, il quale grida: «Abba»
(«Padre»). 7 Sicchè tu non sei più servo ma figlio, e, se figlio, anche erede per opera di Dio. 8
Allora non conoscendo Dio, eravate servi di tali che per loro natura non sono dèi, 9 invece ora,
conoscendo Dio, e meglio ancora, riconosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e
poveri elementi, ai quali volete daccapo farvi schiavi? 10 Voi osservate i giorni e i mesi e le
ricorrenze e gli anni; 11 in verità temo di voi, che invano io abbia tra voi faticato. Esortazioni di
Paolo ed effusioni di cuore. 12 Siate come me, o fratelli, ve ne prego, che anch'io son come voi.
Voi non mi avete mai fatto alcun torto; 13 sapete bene come la prima volta vi evangelizzai pur con
un'infermità della carne; e questa prova a cui la mia carne vi sottoponeva, 14 voi nè la dispregiaste
nè n'avete mostrato disgusto, ma mi avete accolto come un angelo di Dio, come Cristo Gesù. 15
Dove dunque se n'è ito quel vostro apprezzamento di felicità? poichè io vi rendo questa
testimonianza, che se fosse stato possibile, vi sareste cavati gli occhi per darmeli. 16 Sicchè, sono
io diventato vostro nemico dicendovi la verità? 17 costoro vi mostrano zelo ma non onestamente,
anzi vi voglion chiuder fuori perchè voi volgiate le vostre premure a loro. 18 Ora è bello essere
oggetto di premure nel bene, sempre, e non solo quando io son tra voi presente, 19 o figliuoli miei,
che io di nuovo partorisco, fino a tanto che sia formato Cristo in voi; 20 oh, come vorrei esser tra
voi ora, e cambiar tono, perchè son tanto perplesso a riguardo vostro. Inutilità della Legge
dimostrata con l'allegoria di Agar e di Sara. 21 Ditemi voi che volete esser sotto la Legge, non
l'avete letta la Legge? 22 Poichè sta scritto che Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava e uno
dalla libera. 23 Ma quello che ebbe dalla schiava, nacque secondo la carne, quello che ebbe dalla
libera fu secondo la promessa. 24 Le quali cose sono state dette per allegoria; perchè coteste donne
figurano due patti d'alleanza; l'uno dal Monte Sinai, che porta alla schiavitù, e questo è Agar, 25 e
Agar è appunto il monte Sinai nell'Arabia; e corrisponde alla Gerusalemme d'ora, che è serva co'
suoi figliuoli. 26 Invece la Gerusalemme di lassù è libera, e quella è la nostra madre, 27 poichè sta
scritto: "Rallegrati, o sterile, che non partorisci; prorompi in grida di gioia, o tu che non hai provato
le doglie del parto, poichè molti più saranno i figli della donna abbandonata che di quella che aveva
marito" 28 Ora noi, o fratelli, siamo figliuoli secondo la promessa che riguardava Isacco. 29 Ma
come allora il figlio secondo la carne perseguitò quello secondo lo spirito, 30 così anche ora. Ma la
Scrittura che dice? "Caccia la schiava e il figlio di lei, poichè non avrà l'eredità il figlio della
schiava insieme col figlio della libera". 31 Pertanto, o fratelli, noi non siamo figli della schiava, ma
della libera.
Capitolo 5
Inutilità della circoncisione. 1 - A tal libertà Cristo dunque ci ha liberati; voi state saldi e non
lasciatevi impigliare di nuovo nel giogo di servitù. 2 Vedete, son io Paolo che ve lo dico: se vi fate
circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. 3 Ma a chiunque è circonciso di nuovo dichiaro che
egli è in dovere di osservare tutta la Legge. 4 Siete stati abbandonati dal Cristo voi che volete esser
giustificati nella Legge; siete decaduti dalla grazia; 5 noi, con lo spirito dalla fede riceviamo
speranza di giustizia. 6 In Cristo Gesù non ha valore l'essere circonciso o incirconciso, ma vale la
fede operante per mezzo dell'amore. 7 Voi correvate così bene, chi vi ha urtato per via da non
aderire più alla verità? 8 questa persuasione vostra non viene da Colui che vi chiama. 9 Un po' di
fermento fa fermentare tutta la pasta. 10 Io per voi ho fiducia nel Signore che non sentirete
diversamente; ma chi vi conturba porterà la condanna, chiunque egli sia. 11 Quanto a me, o fratelli,
se ancora prèdico la circoncisione, perchè sono ancora perseguitato? sarebbe pur così eliminato lo
scandalo della croce! 12 Oh, dovrebbero addirittura farsi evirare costoro che portan tra voi tale
scompiglio! Libertà cristiana. 13 Ma voi sarete stati chiamati a libertà, o fratelli; solo non dovete
usar la libertà come occasione alla carne, ma dovete per amore dello Spirito servire gli uni gli altri.
14 Poichè tutta la Legge ha la sua pienezza in quelle parole: "Amerai il tuo prossimo come te
stesso". 15 Se vi mordete o vi divorate gli uni gli altri, badate che non vi distruggiate a vicenda. 16
Io dico invece: Conducetevi secondo lo spirito, e non soddisfate ai desiderii della carne. 17 La
carne ha desiderii contrari allo spirito e lo spirito li ha contrari alla carne; son cose opposte fra loro,
sì che voi non dovete fare tutto quel che vorreste. 18 E se vi lasciate condurre dallo Spirito, non
siete più sotto la Legge. 19 Or le opere della carne è chiaro quali sono: fornicazione, impurità,
dissolutezza, lussuria, 20 idolatria, venefizi, inimicizie, discordie, gelosie, risentimenti, contese,
divisioni, sètte, 21 invidie, omicidii, ubriachezza e gozzoviglie, e cose simili; io vi prevengo, come
ho già detto prima, che quelli che fanno codeste cose non avranno in eredità il regno di Dio. 22
Invece frutto dello Spirito è l'amore, la gioia, la pace, la pazienza, 23 la benignità, la bontà, la
longanimità, la mitezza, la fede, la moderazione, la continenza, la castità. Contro siffatte cose non
c'è Legge. 24 I seguaci di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue
concupiscenze. 25 Se viviamo collo spirito procediamo anche collo spirito; 26 non siamo
vanagloriosi, provocatori gli uni degli altri, e invidiosi gli uni degli altri.
Capitolo 6
Consigli diversi. 1 - O fratelli, se anche una persona fosse còlta in fallo, voi gli spirituali,
correggete questo tale con spirito di mitezza, badando tu a te stesso, che alle volte non cada anche tu
in tentazione. 2 Portate i pesi gli uni degli altri così adempirete la legge di Cristo. 3 Poichè se uno
crede di essere qualcosa mentre non è nulla, illude se stesso; 4 ma ciascuno esamini l'opera
propria, e allora avrà vanto solo riguardo a se stesso non rispetto ad altri; 5 poichè ciascuno porterà
il suo peso. 6 E chi viene istruito nella parola divina faccia parte di tutti i suoi beni a chi lo
istruisce. 7 Non illudetevi: Dio non si lascia deridere. 8 Ciò che uno avrà seminato, quello
mieterà: chè chi semina nella sua carne, dalla carne mieterà corruzione, chi semina nello spirito,
dallo spirito mieterà vita eterna. 9 E non stanchiamoci nel fare il bene; perchè a tempo giusto
mieteremo se non ci rilasciamo. 10 Adunque, come l'occasione si presenta facciamo del bene a
tutti, massime ai compagni di fede. Conclusione. 11 Vedete con che grosso carattere vi ho scritto
qui di mia mano! 12 Tutti quei che vogliono figurar bene nella carne, vi costringono a
circoncidervi, solo per non esser perseguitati per la croce di Cristo. 13 Poichè neanche essi
circoncisi osservano la Legge; ma vogliono che voi vi facciate circoncidere per menar vanto nella
vostra carne. 14 Quanto a me sia lungi il gloriarmi d'altro che della croce del Signor nostro Gesù
Cristo, per la quale il mondo è stato per me crocifisso, e io pel mondo. 15 Nè la circoncisione ha
valore, nè l'essere incirconciso; ma l'essere una creatura nuova. 16 Quanti seguiranno questa
norma, pace su loro e misericordia, e pace sull'Israele di Dio. 17 D'or innanzi nessuno m'inquieti,
perchè io porto nel mio corpo le stimmate di Gesù. 18 La grazia del Signor nostro Gesù Cristo
collo spirito vostro, o fratelli! Amen.