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Compito di Fisica II – 17 luglio 2017

1) Si consideri un conduttore cilindrico di raggio R1=1.0 cm e


altezza h=50 cm. Coassiale con esso è presente un guscio
cilindrico conduttore di spessore trascurabile, raggio R2=1.5 cm e
altezza sempre h. Nell’ipotesi h>>R2 si calcoli (i) la capacità C del
condensatore cilindrico. Successivamente l’intercapedine tra i due
conduttori viene riempita di materiale dielettrico con costante
dielettrica dipendente da r,  r (r )   r ,con =3.5x10-2 m e sul
conduttore interno viene depositata una carica Q=20 nC. Si
calcoli (ii) il campo elettrico in tutto lo spazio, riportandone in
grafico il suo andamento in funzione di r, distanza dall’asse del
sistema, (iii) la densità superficiale di carica di polarizzazione e la carica volumica di
polarizzazione.

SOLUZIONE

1) (i) assumiamo che sul conduttore cilindrico, armatura interna, sia presente una carica q,
poiché siamo nelle condizioni h>>R2 possiamo trascurare gli effetti ai bordi e assumere
che sia raggiunta la condizione di induzione completa, di conseguenza sul guscio
cilindrico, armatura esterna, sarà presente una carica –q. Per calcolare il campo elettrico
nella regione R1<r<R2 possiamo applicare il teorema di Gauss. Sempre per le condizioni
h>>R2 possiamo assumere che il sistema goda di simmetria cilindrica. Poiché la carica,
sorgente del campo elettrico è distribuita con simmetria cilindrica, possiamo concudere
che il campo elettrico abbia solo componente radiale, r̂ , e dipenda solo da r, sia perciò
della forma

E  E r rˆ .
Per applicare il teorema di Gauss consideriamo una superficie
cilindrica, concentrica con il condensatore di raggio R1<r<R2 e
altezza h’<h.

S  nˆ dS  Slaterale E(r )rˆ  rˆ dS  Slaterale E(r ) dS  E(r )Slaterale dS  E(r )2rh
E

Dove il contributo al flusso di E delle basi del cilindro è nullo in

quanto per queste due superfici nˆ   zˆ e di conseguenza E  nˆ  0 .
La carica contenuta dalla superficie S è:
q h
Q   2R1h  2R1h  q .
2R1h h
Applicando il teorema di Gauss:
 Q q h
S  nˆ dS   0 si ottiene E (r )2rh   0 h da cui possiamo ricavare il campo elettrico
E

1
 1 q
E (r )  rˆ per R1<r<R2.
 0 2rh
Dal campo elettrico ricaviamo la differenza di potenziale tra le armature del condensatore:
R2 R2 1 q 1 q R
V ( R1 )  V ( R2 )   E (r )dr   dr  ln 2
R1 R1  2rh  0 2h R1
0

E direttamente la capacità del condensatore


q  2h
C  0  6.9x10-11 F = 69 pF
V ln 2 R
R1

(ii) In presenza di dielettrici si ricava prima D , le cui sorgenti sono le cariche libere, e una

  D 
volta ottenuto D si ricava il campo elettrico E  . Per ricavare D sfruttiamo sempre il
 0 r

teorema di Gauss. Per D si possono fare le stesse considerazioni di simmetria fatte per
 
E , per cui D  D(r )rˆ . Per applicare il teorema di Gauss consideriamo sempre una
superficie cilindrica, concentrica con il condensatore di raggio r e altezza h’<h:
per r<R1
 
 1
S
D  ˆ
n dS  D1 ( r ) 2rh  0 da cui D1 0

Perché all’interno del cilindro del conduttore non c’è carica;


per R1<r<R2
 h  Q
S 2  nˆ dS  D2 (r )2rh  Q h da cui D2 (r )  2rh rˆ
D

dove Q è la carica depositata sul cilindro interno


per r>R2
 h  Q
S 3
D  nˆ dS  D3 ( r ) 2rh  Q
h
da cui D 3 (r ) 
2rh

poiché sul lato interno del guscio sferico si induce una carica –Q lasciando scoperta una
carica +Q sul lato esterno del guscio sferico.
Passando al campo elettrico:
per r<R1

 D1 
E1  da cui E1  0
0
per R1<r<R2

 D2  1 Q
E2  da cui E 2 (r )  rˆ
 0 r  0 2h
per r>R2

 D3  1 Q
E3  da cui D3 (r )  rˆ
0  0 2rh

2
5x104

4x104
E(V/m)

3x104

2x104

1x104

0
0.00 0.01 0.02 0.03 0.04

r (m)


(iii) la densità superficiale di carica di polarizzazione è data da  p  P  nˆ , dove
    Q
P   0 ( r  1) E 2    1 rˆ
r  2h
Sulla superficie interna del dielettrico, r=R1, nˆ  rˆ
  Q   Q
 p1    1 rˆ  (rˆ)  1   = –4.6x10-7 C/m2.
 R1  2h  R1  2h
Sulla superficie esterna del dielettrico, r=R2, nˆ  rˆ
  Q   Q
 p 2    1 rˆ  (rˆ)    1 = 2.4x10-7 C/m2.
 2 
R 2h  2 
R 2h

Poiché il dielettrico rimane elettricamente neutro, la carica volumica di polarizzazione è


uguale a meno la somma della carica superficiale di polarizzazione:
  Q    Q
Q  (Q 1  Q 1 )  ( p1 2R1 h   p 2 2R2 h)    1 2R1 h  1   2R2 h 
 1
R  2h  R 2  2h
Q
 ( R2  R1 )  2.9nC

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2) Su un nastro conduttore piano indefinitamente lungo, di
larghezza a=1.2 cm e spessore trascurabile, scorre una corrente
I=2.5 A con densità costante. Il nastro è parallelo a un filo
conduttore indefinitamente lungo, complanare al nastro e posto
ad una distanza d=2.4 cm dal centro del nastro. Si calcoli: (i) la
corrente I2 che deve scorrere nel filo affinché nel punto P, a
distanza d dal centro del nastro, dalla parte opposta del filo il
campo magnetico sia nullo; (ii) la forza per unità di lunghezza che
si esercita tra filo e nastro, specificandone direzione e verso, nel
caso della corrente I2 determinata.

SOLUZIONE
2) Consideriamo un sistema di coordinate in cui l’asse y
coincide con l’asse di simmetria del nastro conduttore.
(i) Il campo magnetico generato dal nastro conduttore percorso
dalla corrente  può essere ottenuto sovrapponendo gli effetti di
strisce parallele di larghezza dx in cui si può pensare
decomposto il nastro. La generica striscia dx in P, individuato
dalla coordinata x=d, genera un campo di induzione magnetica:
 0 dI I
dB  zˆ dove dI  dx
2 ( x  d ) a
In P i contributi di ogni striscia elementare sono paralleli e

concordi, per cui per il principio di sovrapposizione il campo B
complessivo generato dal nastro in P è:
 a  a2 0 Idx  I d a 2
B   dB  zˆ   zˆ 0 ln   =  ẑ 2.1x10-5 T
a a 2 2a ( x  d ) 2a  d  a 2 
In P il modulo del campo di induzione magnetica generato dal filo percorso da una
corrente I2 è
I
B2  0 2 ;
2 2d
  
affinché in P il campo totale B  B2 sia nullo B2 deve essere orientato lungo  ẑ e di
conseguenza I2 deve scorrere verso il basso, antiparallela ad I:
   I d a 2 I
B  B2  0 ln   zˆ  0 2 zˆ  0
2a  d  a 2  2 2d
Da cui
2dI  d  a 2 
I2   ln    5,1 A
a  d  a 2 
(ii) Per ricavare la forza che si esercita tra il nastro conduttore e il filo percorso dalla
corrente I2 consideriamo che il nastro conduttore nella posizione in cui si trova il filo
genera un campo
4
 a  a2 0 Idx  I d a 2
B(d )   dB  zˆ   zˆ 0 ln   = ẑ 2.1x10-5 T
a a 2 2a( x  d ) 2a  d  a 2 
Per la seconda Legge di Laplace sul filo si esercita una forza per unità di lunghezza pari a:

dF   II  d  a 2   II  d  a 2 
 I 2 dlˆ  B(d )   yˆ  zˆ 0 2 ln     xˆ 0 2 ln   =  x̂ 1.1x10-4 N/m
dl 2a  d  a 2  2a  d  a 2 
la forza è repulsiva, come si poteva prevedere, visto che le correnti scorrono in verso
opposto.

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3) Si consideri il circuito piano in figura, chiuso a
una estremità da una sbarretta mobile conduttrice,
di lunghezza l e massa m. Tutta la resistenza del
circuito è concentrata nel resistore R. Il circuito è

immerso in un campo magnetico uniforme B
ortogonale al piano e in verso entrante. Si suppone
che siano trascurabili gli attriti meccanici e
l'autoinduzione del circuito. Al tempo t=0 con la
sbarretta in quiete e il condensatore scarico si
chiude il circuito. Si chiede: (i) di scrivere l'equazione del moto della sbarretta e
l'equazione del circuito; (ii) di determinare l'andamento in funzione del tempo della
corrente e della velocità della sbarretta; e (iii) di determinare l’energia dissipata per effetto
Joule.

SOLUZIONE

Dopo la chiusura dell’interruttore inizia a scorrere una corrente in senso orario dovuta al
generatore . Per la seconda Legge di Laplace sulla sbarretta si esercita una forza verso

destra, che determina un aumento del flusso del campo B all’interno del circuito. Questo

aumento di (B) genera una forza elettromotrice indotta che tende ad opporsi
all’aumento del flusso generando una corrente indotta che a sua volta genera un campo
magnetico indotto orientato in verso uscente. Per cui la corrente indotta circolerà in verso
antiorario.
(i) Prendendo l’asse x positivo verso destra, e
osservando che la corrente totale (corrente generata dal
generatore + corrente indotta) scorre in verso orario, la
forza che si esercita sulla sbarretta è:

FL  ilB ( yˆ )  ( zˆ)  ilB xˆ
Per cui l’equazione del moto della sbarretta è:
ma  ilB (1).
Per quanto riguarda l’equazione del circuito si può
scrivere:
q d 
  fem  iR  , con fem   (B) .
C dt
  x0  x ( t )
( B)   B  nˆ dS   B( zˆ)  ( zˆ) dS   B  ldx  Blx (t )
s s x0

Avendo scelto nˆ   zˆ in modo da veder circolare la corrente totale in senso antiorario e


quindi con segno positivo.
d
fem   Blx (t )   Blv
dt
e l’equazione del circuito diventa

6
q
  Blv  iR  (2).
C
(ii) Derivando l’equazione del circuito
di i iBl
 Blv  R  e riscrivendo l’equazione (1) come v  si ottiene
dt C m
di  B 2l 2 1 
   i  0
dt  mR RC 
la cui soluzione è:
1  B 2l 2 1 
i(t )  i0et  dove si è definito    .
  mR RC 
Per determinare i0 si osserva che la corrente all’istante iniziale, poiché il condensatore è
scarico, è /R:

i(0)  i0  .
R
Per cui l’andamento nel tempo della corrente che scorre nel circuito è:

i(t )  e t 
R
Per determinare la legge oraria della sbarretta, si sostituisce la corrente appena ricavata
nell’equazione (1):
dv lB   t 
 e ,
dt m R
separando le variabili
lB  t 
dv  e dt
mR
e integrando
v (t ) t lB  lB  t  BlC 
v(0) 0 m R e dt
t 
dv  v(t )  v(0)   (e  1)  2 2 (1  et  )
mR B l Cm
poiché la velocità della sbarretta all’istante iniziale è nulla
BlC 
v(t )  2 2 (1  e t  )
B l Cm
La velocità tende al valore limite
BlC 
v ( )  2 2
B l Cm
(iii) L’energia dissipata per effetto Joule nel circuito è:
  2 2  2 mC
W   i 2 Rdt   e 2t  dt  
0 0 R R 2 2 B l Cm
2 2

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