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Economia del settore pubblico

L’economia del settore pubblico (o economia del benessere) è la branca dell''economia che studia l'attività
finanziaria pubblica. L'attività finanziaria pubblica è l'attività svolta dallo Stato e dagli enti pubblici per
acquisire, gestire e impiegare i mezzi occorrenti per soddisfare i fini di pubblico interesse. Si concretizza
quindi nella gestione dei mezzi finanziari che affluiscono alla pubblica amministrazione (entrate pubbliche) e
che vengono da essa erogati per il conseguimento delle finalità programmate (spese pubbliche). L’obiettivo
quindi non è la massimizzazione del profitto, bensì la massimizzazione del benessere della comunità.

Ripasso dei dieci principi dell’economia


I dieci principi dell’economia vanno a ad analizzare :
 Come gli individui formulano le proprie decisioni (I, II, III, IV principio): quanto lavorano? Quanto
consumano? Quanto risparmiano? Come impiegano i risparmi? In economia si assume che i
comportamenti dell’individuo siano razionali, ovvero tali da massimizzare l’utilità.
 Come gli individui interagiscono tra loro (V, VI, VII principio): come compratori e venditori
definiscono prezzi e quantità.
 Le forze e le tendenze che influenzano l’economia nel suo complesso (VIII, IX, X principio):
crescita del reddito, disoccupazione, inflazione.
Analizziamo i principi singolarmente:
1. Gli individui costantemente sono portati a prendere decisioni alternative tra loro, scelgono tra varie
alternative. Così come una famiglia si trova ad allocare il reddito, il governo deve scegliere come
allocare le risorse (massimizzare l’efficienza o essere equo?). Un esempio è quello del reddito di
cittadinanza, che è stato scelto all’interno di un insieme di altre alternative.
2. Il costo è ciò a cui si rinuncia per aver adottato una certa alternativa rispetto alla migliore delle altre.
Viene infatti detto costo di opportunità, ovvero il costo derivante dal mancato sfruttamento di
un'opportunità concessa al soggetto economico. Quantitativamente, il costo opportunità è il valore
della migliore alternativa tralasciata.
3. Gli individui razionali prendono decisioni al margine, infatti per massimizzare il profitto è
necessario che i costi marginali uguaglino i ricavi marginali. Esempio: il prezzo che faccio pagare
per imbarcare un passeggero last-minute può essere molto basso, perché il costo di trasporto del
passeggero aggiuntivo è irrisorio, quasi nullo.
4. Gli individui razionali rispondono agli incentivi (e.g. il black Friday). In ambito pubblico gli
incentivi possono essere i crediti di imposta, necessari a indirizzare il comportamento del
consumatore (e.g. l’installazione di pannelli solari va in detrazione di imposta).
5. Lo scambio migliora le condizioni dell’individuo. Un Paese, per esempio, non sarebbe in grado di
produrre da solo tutto il necessario alla sopravvivenza della popolazione.
6. Il mercato è un sistema efficace per allocare e organizzare l’attività economica. È il luogo di incontro
tra chi domanda e chi offre: da questo incontro viene fuori il prezzo. Pur essendo formato da una
moltitudine di individui egoisti, il mercato aumenta il benessere della comunità. Un esempio è il
mercato del blocco occidentale, in contrapposizione al modello di economia pianificata dell’Unione
Sovietica. Fino al 1990, lo Stato, proprietario dei mezzi produttivi, decideva quanto produrre,
distribuire e vendere.
7. Laddove il mercato fallisce, occorre l’intervento dello Stato. Un esempio è l’istruzione universitaria
o la sanità. Se entrambi questi settori fossero completamente privati, la popolazione meno abbiente
non potrebbe avere le stesse opportunità della popolazione più agiata economicamente.
8. L’indicatore di benessere della società è il PIL, valore di mercato di beni e servizi prodotti dallo
Stato, in un determinato periodo ed entro i confini dello Stato. Il PIL è un indicatore del benessere,
ma non è esaustivo, anche perché non misura la distribuzione della ricchezza. Lo stesso discorso vale
per il PIL pro-capite.
9. Se uno Stato stampa moneta l’inflazione tende a crescere, ovvero aumentano i prezzi. Se la stampa
di moneta è eccessiva, il valore di questa diminuisce.
10. Nel breve periodo i sistemi economici sono costretti a scegliere tra inflazione e disoccupazione.
L’obiettivo sarebbe ottenere un PIL crescente, disoccupazione e inflazione contenute ed equilibrio
tra import ed export. In realtà ottenere bassa inflazione e disoccupazione è impossibile, in accordo
con la curva di Phillips, secondo cui un aumento della disoccupazione risulta correlato a un relativo
decremento del saggio dei prezzi cioè della domanda aggregata.