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Il sogno

di una
cosa

S TA G I O N E
T E AT R A L E
2 019-2 020
Il sogno “Il sogno di una cosa” è il titolo della Stagione Teatrale 2019/20

di una
e, ancor prima del romanzo d’esordio di Pier Paolo Pasolini; un
chiaro omaggio all’autore intorno al quale abbiamo realizzato

cosa
quest’estate un’opera molto importante per la storia del Piccolo
Teatro degli Instabili.
Ci è sembrato naturale quindi farci ispirare dal Poeta anche in
questa avventura che sta per cominciare…

Come nel libro infatti sono molti i protagonisti che in qualche


modo stanno a significare il farsi della storia attraverso le
loro azioni. Ed è appunto “una cosa” che essi inseguono
continuamente, non come un orizzonte lontano, una rivoluzione
da fare chissà quando, ma nella semplice bellezza di ogni giorno
e di ogni piccolo gesto.
Come fanno gli Artisti presenti in questa nuova Stagione Teatrale,
come ogni passo che compie questo luogo.
Perché in fondo il Teatro stesso è proprio “il sogno di una cosa”…
Un sogno da tenere sempre vivo.

direzione artistica: Fulvia Angeletti


Associazione Culturale “Gli Instabili”
STAGIONE TEATRALE 24 GENNAIO 2020 - ore 21.15
2019-2020 buon anno, ragazzi
F. Brandi, L. Fabiani, M. Landoni,
D. Piperno e S. Putignano

24 NOVEMBRE 2019 - ore 17.30 13 FEBBRAIO 2020 - ore 21.15


MISTERO BUFFO la delicatezza del poco e del niente
Ugo Dighero Roberto Latini

1 DICEMBRE 2019 - ore 17.30 5 MARZO 2020 - ore 21.15


SERENVIVITY GUARDA COME NEVICA 1. CUORE DI CANE
Ebbanesis Licia Lanera e Qzerty

13 DICEMBRE 2019 - ore 21.15 20 MARZO 2020 - ore 21.15


Per La ragione degli altri
Alchemico Tre AstorriTintinelli

10 GENNAIO 2020 - ore 21.15 2 Aprile 2020 - ore 21.15


ogni bellissima cosa maletiempu
Carlo De Ruggieri Rachele Andrioli e Rocco Nigro
in collaborazione con
Piccola Rassegna
di Cinema a Teatro
17/18
NOVEMBRE
a cura di 2019 in collaborazione con:

Collettivo Cinematrografico di Assisi

28 dicembre 2019 - ore 17.30


ROsa 17 Novembre 2019 18 Novembre 2019
Teresa Bruno
ore 17.00 / Presentazione Rassegna ore 21.00 / “Più vero del vero”
e introduzione del Film Scene e pensieri su e di John Cassavetes a cura
18 gennaio 2020 - ore 17.30 a cura del Prof. Alessandro Tinterri di Samuele Chiovoloni con gli allievi/attori del
Vanya sulla 42esima strada Laboratorio di Recitazione 2019-2020
POLLICINO di Louis Malle
Bernardino Bonzani e Franco Tanzi

8 FEBBRAIO 2020 - ore 17.30


zuppa di sasso ore 21.00 / Introduzione del Film
ore 21.30
Danilo Conti a cura del Prof. Alessandro Tinterri
Kinski, il mio nemico più caro La sera della prima
(V.O.S.T.) di Werner Herzog di John Cassavetes
28/31 MAGGIO 2020
Festival di narrazione
per bambini e ragazzi
24 | novembre 2019 ORE 17.30

MISTERO
Il Mistero Buffo è forse la più famosa fabulazione di Dario Fo, quella che l’ha reso
celebre in tutto il mondo. Lo spettacolo-contenitore che volava sulle giullarate
medievali per planare come un falco sulla satira politica, torna in scena oggi

BUFFO
nella vibrante interpretazione di Ugo Dighero: un omaggio al Premio Nobel che
mostra ancora intatta la sua grande forza comica. Di quel patrimonio di invenzioni
si fa carico l’attore genovese, che propone la sua versione di due celebri passi
del Mistero buffo. A partire da Il primo miracolo di Gesù bambino, monologo
di Dario Fo che affonda le sue radici nei Vangeli Apocrifi e diventa una parabola di popolare
sensibilità. Il secondo è il travolgente La parpàja topola, tratto dal Fabulazzo
osceno del 1982, storia di un contadino sempliciotto cui va in sorte l’eredità del
padrone. E lui, misogino e scorbutico, si trova circondato da aspiranti spose.
Creazione di linguaggi fantastici tra dialetto e grammelot storie scabrose che si
mutano in miracoli poetici, i testi di Mistero buffo richiedono all’interprete doti
non usuali, capacità camaleontica di evocare mille personaggi, di coniugare
Medioevo e presente, di tenere un occhio sul testo e uno sull’improvvisazione.

ugo L’irresistibile Ugo Dighero riesce a catalizzare sul palco l’attenzione del pubblico
in maniera ininterrotta con il solo uso di parola e gesto, popolando il palco di

dighero
un’abbondanza di personaggi ed elementi dinamici e vitali. Lo spettatore non può
che rispondere con altrettanto trasporto e commozione.

DIRETTO E INTERPRETATO DA
Ugo Dighero
PRODUZIONE
Teatro Nazionale di Genova
1 | dicembre 2019 ORE 17.30

serenvivity
Serenvivity è lo spettacolo fra musica, canto e comicità del duo Ebbanesis,
composto da Serena Pisa e Viviana Cangiano, due giovani cantanti napoletane in
ascesa nel panorama musicale italiano.
La storia delle Ebbanesis è il perfetto esempio di come la nuova società delle
comunicazioni e dei social network possa favorire l’emergere di differenti stili
e forme artistiche: le due cantanti e attrici si sono fatte conoscere dal pubblico
grazie ad alcuni video su Faceboook, nei quali riarrangiavano pezzi della tradizione
musicale, soprattutto partenopea, fra il serio e il faceto.
In queste piccole performances, le Ebbanesis in favore di camera, voci più chitarra,
divertivano un ristretto gruppo di spettatori, inserendo dei jingle all’americana su
pezzi che hanno fatto la storia di Napoli e alcuni emozionanti pezzi inediti.
In Serenvivity si palesa non solo il talento, ma uno stile del tutto personale, una
linea artistica spontanea ma ben definita, una volontà di portare avanti un progetto
che ha tutte le carte in regola per imporsi anche all’estero dove si sono esibite con
grande successo.
In un’ora e mezza di emozione e divertimento, le Ebbanesis stravolgono la tradizione,

EBBANESIS CON
la rigirano a vantaggio di un sapore comico fra grottesco, tragico, un contenitore
di creatività senza barriere di tempo e generi musicali. Le Ebbanesis si donano
completamente al pubblico, strappano una risata, coinvolgono nell’esecuzione,
Viviana Cangiano tengono col fiato sospeso con note e soluzioni stupefacenti.
e Serena Pisa
PRODUZIONE
Suoni & Scene srl
PER LA RAGIONE 13 | dicembre 2019 ORE 21.15
DEGLI ALTRI
Un tradimento di Pirandello
A 150 anni dalla nascita di Pirandello, la Compagnia Alchemico Tre affronta
l’autore e il suo teatro confrontandosi con uno dei suoi primi testi: “La ragione
degli altri”. La riscrittura ad opera di Michele Di Giacomo e Riccardo Spagnulo
prende le mosse dall’originale di Pirandello del 1895 e da una regia di Massimo
Castri del 1983. Il testo ridotto a tre personaggi gioca con il teatro-nel teatro prima
ancora che il drammaturgo lo formalizzasse. In uno spazio asettico con elementi

ALCHEMICO TRE
tecnologici moderni (schermi, microfoni e computer) la vicenda pirandelliana si
ricrea forzatamente senza possibilità di uscita.
Marito, Moglie e Amante, tre personaggi incatenati tra loro da un segreto, sono
CON
Giorgia Coco, Michele Di Giacomo chiamati sulla scena per raccontare la loro storia. Il Marito ha due famiglie: quella
Federica Fabiani legale, sancita da un matrimonio con una donna milionaria e quella nascosta con
RISCRITTURA
Michele Di Giacomo, l’Amante, dove per l’amore non c’è più spazio. Per mantenere la sua doppia vita,
Riccardo Spagnulo il Marito lavora come cronista in un quotidiano di provincia. La “provincia italiana”
REGIA
Michele di Giacomo quel luogo in cui le persone vivono con la consapevolezza che i loro fatti privati
SCENE possano viaggiare di bocca in bocca e finire sulla pubblica piazza. E gli Altri infatti
Riccardo Canali vedono e parlano. Quando il segreto cessa di essere tale, il Marito è costretto ad
RESPONSABILE TECNICO E LUCI
Valentina Montali abbandonare la sua finzione e scegliere da che parte stare, ma solo dopo aver
VIDEO disperatamente cercato una risposta alla domanda che lo ossessiona, oggetto
Giuseppe Cardaci
SUONO
della sua inchiesta giornalistica: che cos’è la Famiglia?
Fulvio Vanacore
PRODUZIONE
Alchemico Tre
10 | gennaio 2020 ORE 21.15

OGNI
Quando sei bimbo e i grandi fanno cose che tu non capisci tanto, provi a domandare
loro che cosa stia succedendo, ed eventualmente a dare il tuo aiuto. In alcuni casi
puoi scoprire che il tuo aiuto e il tuo modo di reagire restano invariati dopo venti anni.

BELLISSIMA
Ogni bellissima cosa parla proprio di questo. Racconta di un bambino costretto
a chiedersi cosa fosse quella cosa chiamata morte, cosa volesse dire la frase
“Mamma è depressa.”
Duncan Macmillan racconta qualcosa che è sia la sua vita sia la vita di tanti di

COSA
di Duncan Macmillan
noi, e così facendo inizia a costruire un mondo sotto i nostri occhi dove il teatro
è un gioco per bambini alla massima potenza. Tutti possono diventare parte della
storia, recitare alcuni personaggi, una giacca può diventare un cane e una lista
di bellissime cose può ricomparire magicamente dopo 20 anni da una scatola,
e Johnny Donahoe quando ormai sei adulto. E quella lista può essere lo stesso viatico di luce che fu
quand’eri bambino, perché le cose bellissime che ci circondano ci sono ancora.
Anzi, ora sei più grande e la lista può solo essere più lunga. Ecco cosa dice il
testo, che il teatro non ha bisogno di molto, come i giochi dei bambini, e che il

CARLO nostro modo di vedere la vita fatto di ironia e malinconia non ha bisogno di effetti
speciali per dipanarsi o di particolari qualità, ma solo di un luogo dove degli esseri

de ruggierI
umani decidono di volersi incontrare.
Every brilliant thing è stato definito dal “Guardian” un monologo interattivo.
Quando l’argomento sembra la depressione e il suicidio, lo spettacolo si trasforma
TRADUZIONE E REGIA
in un gioioso, unico, potente inno alla vita.
Monica Nappo
PRODUZIONE
Nutrimenti Terrestri
24 | gennaio 2020 ORE 21.15
Buon anno, Dopo il sorprendente Per strada, commedia che ha tenuto banco con successo sulla
scena teatrale milanese e non solo, l’intesa tra Francesco Brandi, drammaturgo

ragazzi
di Francesco Brandi
e attore, e la acuta regia di Raphael Tobia Vogel dà nuovi frutti. È il caso di Buon
anno, ragazzi, brillantissimo testo che parte da una situazione quasi paradossale:
la notte di Capodanno un appartamento si affolla di ospiti a sorpresa, anche se il
padrone di casa aveva scelto la solitudine.
Il protagonista di questa storia è un insegnante di filosofia, compagno, padre
e scrittore precario: ma quando la sua casa si riempirà di persone che invece,
consapevolmente o inconsapevolmente, hanno bisogno di lui, le cose cambieranno.
Un’esilarante commedia sull’incapacità di esprimere i nostri sentimenti.
Francesco Brandi, classe 1982, un diploma al Centro Sperimentale di
Cinematografia di Roma, ha recitato sotto la direzione di Giancarlo Giannini, e ha
Francesco Brandi, Loris Fabiani collaborato, tra gli altri, con alcuni dei più importanti registi del cinema italiano
Miro Landoni, Daniela Piperno come Nanni Moretti, Paolo Virzì e Pupi Avati. Raphael Tobia Vogel, videomaker
autore di cortometraggi cinematografici, ha lavorato come assistente regista per
Sara Putignano il cinema e la televisione con registi come Pupi Avati e Gabriele Salvatores.
REGIA
Raphael Tobia Vogel Dal felice incontro dei due, dunque, scaturisce un teatro arguto, vivace, spiazzante:
SCENE dialoghi e battute che non dispiacerebbero a Woody Allen o - perché no? - ad
Francesca Pedriotti e Alice De Bartoli
LUCI
Harold Pinter. Con un sottotitolo che lascia aperta la questione: «Perché dobbiamo
Luigi Biondi aspettare che ci crolli tutto addosso per diventare migliori?».
MUSICHE
Andrea Farri
PRODUZIONE
Teatro Franco Parenti
13 | febbraio 2020 ORE 21.15
LA DELICATEZZA L’attore e regista Roberto Latini, Premio Ubu 2017 come miglior attore, ripercorre

DEL POCO
in un susseguirsi di letture alcune delle composizioni più intense della poetessa
cesenate, fondatrice del Teatro Valdoca, Mariangela Gualtieri. Un rito fatto di voce
sola e di musica: è il corpo stesso di Latini a suonare quelle liriche che sanno

E DEL NIENTE
di spiritualità suadente, di bellezza umana, che si specchia nella bellezza della
terra, di profumi soffusi, di amori spezzati, di nostalgie volute, di ferite identiche,
di sollievo che viene da un frutto, d’imperturbabilità di Dio, di vegetazione che
di Mariangela Gualtieri sospira leggera.
Da Ossicine, Voci tempestate, Sermone ai cuccioli della mia specie, So dare
ferite perfette, Fuoco centrale, Paesaggio con fratello rotto, alcune delle più belle
confidenze della meravigliosa poetessa, in una serata per voce e musica. Un

Roberto Latini concerto poetico di parole, lucciole e tenerezze e incanti e quella capacità che
hanno i poeti di stare nei silenzi intorno alle parole.
“Il privilegio di essere ammesso a queste poesie nasce in un giorno d’estate
legge Mariangela Gualtieri di alcuni anni fa, in cui ero con Mariangela Gualtieri in una passeggiata al suo
REGIA “campo della poesia”. Verso sera, rientrando, intorno alle nostre chiacchiere sono
Roberto Latini
apparse le lucciole che non vedevo da anni. Ogni volta che mi capita da allora,
MUSICHE E SUONO
Gianluca Misiti penso a lei e ai suoi versi.” Roberto Latini
LUCI E DIREZIONE TECNICA
Max Mugnai
PRODUZIONE
Fortebraccio Teatro
Compagnia Lombardi-Tiezzi
5 | marzo 2020 ORE 21.15
GUARDa come In Cuore di cane Bulgakov racconta le vicende di Filipp Filippovic, un ricco

nevica 1.
scienziato che trapianta organi animali nei propri pazienti per donare loro l’eterna
giovinezza. Un giorno decide di realizzare un’operazione diversa: impianta
nel corpo di un cane randagio ipofisi e testicoli umani, intervento che genera

cuore di cane
avventure rocambolesche e fa venire a galla tragiche verità.
Attraverso il grottesco viene evodenziata una miseria di una società che
ha perso la coscienza politica. È dunque dell’oggi che si parla in questo
spettacolo, del qualunquismo, della deriva delle idee, dell’imbarbarimento o
di Michail Bulgakov meglio dell’imbastardimento di una comunità. Licia Lanera affronta il lavoro su
Cuore di cane caratterizzandolo con una struttura musicale decisa, affidata al
compositore di elettronica Tommaso Qzerty Danisi: una molteplicità di suoni e di

LICIA LANERA
voci scaraventano lo spettatore nell’atmosfera moscovita e restituiscono forza
pirotecnica alla scrittura. Tutte le voci sono affidate all’interpretazione di Licia
Lanera che intraprende un percorso impervio negli abissi delle sue corde vocali,

E Qzerty
SOUND DESIGN
sperimentandone ogni possibilità: prima il cane, poi l’uomo, poi la donna. Cuore
di cane è il primo capitolo della trilogia Guarda come nevica, con cui l’artista
Tommaso Qzerty Danisi porta in scena tre drammaturgie russe con protagonista la neve (oltre il testo di
LUCI Bulgakov, Il gabbiano di Anton Cechov e Le poesie di Vladimir Majakovskij), al
Vincent Longuemare
fine di rappresentare i vizi della società odierna, così narcisistica che a furia di
ADATTAMENTO E REGIA
Licia Lanera rappresentare se stessa esclusivamente da un punto di vista estetico, ha perso
PRODUZIONE ogni legame profondo con la realtà.
Compagnia Licia Lanera
CO-PRODUZIONE
TPE – Teatro Piemonte Europa
20 | marzo 2020 ORE 21.15

FOLL AR
“Il destino dell’arte è ancora quello di cambiare la società? Non dovrebbe far
rimpiangere una bellezza perduta da poterla poi rivendicare nella vita di tutti i giorni?
L’arte della scena oggi serve a chi? A cosa?
Questi interrogativi sono stati il nostro punto di partenza per un viaggio nel deserto,
di e con Alberto Astorri
nel deserto di due attori, di una coppia d’arte, di chi si è spinto follemente dentro
e Paola Tintinelli una passione meravigliosa e dolorosa insieme, come può essere quella del Teatro.
L’Arte dell’attore è la nostra boa a cui rimanere aggrappati in questo tempo di
tempeste e di confusione. Ci sentiamo esuli, questo sì come Lear e il suo Fool, come
Totò e Peppino intorno all’albero del bosco, girovaghi in un regno il cui centro è un
cerchio fatto con un nastro di carta nel quale quasi sacralmente e ostinatamente ci
si esercita incessantemente.
“Chi non si esercita non esiste” dice una battuta di un testo di Thomas Bernhard.

Astorri Uno zio cieco e un cugino matto, nella loro stanza che poi è anche il loro bunker,
hanno a che fare con una mosca, persi e soli, come nella notte dei tempi, ai confini

Tintinelli
di una galassia. In questa loro stanza c’è soltanto una piccola finestrella, che è il
loro rapporto con il fuori, con la grande opera, l’opera del mondo, narrata dal cugino
matto, il solo dei due ad avere la vista, in visioni di desolante e struggente bellezza.
Due illusionisti disillusi, due clown di beckettiana memoria vivono l’inutilità e la
grandezza della loro scelta. Può sembrare un cul-de-sac, un baratro sublime ma
nel finale accade qualcosa di inaspettato, tra utopia e ribellione forse i due trovano
un nuovo approdo.” AstorriTintinelli

PRODUZIONE
ASTORRITINTINELLITEATRO
2 | aprile 2020 ORE 21.15

MALETIEMPU
Il duo composto da Rachele Andrioli (voce, tamburi a cornice, flauto armonico e
ukulele) e Rocco Nigro (fisarmonica) è certamente uno degli incontri artistici più
fortunati ed interessanti che ha espresso negli ultimi anni la scena musicale
salentina, non solo per le tante peculiarità che caratterizzano la loro cifra stilistica
ma anche per l’eccelsa qualità dei loro album e concerti dal vivo.
Per un musicista salentino d’oggi, tutto nasce laddove tutto ha radice, cioè dalla
tradizione. La relazione profonda con la tradizione è sentita come “originaria”. Una
faccenda più che profonda, quasi un’ossessione, con significati antichi, arcaici.
Qualcosa di religioso, o meglio di “devozionale”, di cui non si può fare a meno.
Questa terra che ha il mare di qua e di là, ti fa esperto di quell’attesa poetica, ti ricorda
un che di malinconico, di “atlantico” come nel fado portoghese. C’è, si riconosce,

RACHELE una “malinconia salentina” in musica.” Il duo traccia un percorso ben preciso, una
successione di arie popolari, di omaggi a voci femminili e di brani inediti. Si sale,

ANDRIOLI
un salto dopo l’altro, dalla musica tradizionale del Sud Italia alla canzone popolare
Italiana (Matteo Salvatore, Rosa Balistreri, Gabriella Ferri, Domenico Modugno) e
del mondo (Edith Piaf, Amalia Rodriguez, Chavela Vargas). Rachele Andrioli e Rocco

E ROCCO NIGRO CON


Nigro lavorano a una proposta innovativa, tra un ben radicato tratto salentino e una
dimensione decisamente nuova, tra “world music” e nuove “sensibilità musicali”
contemporanee.
Rachele Andrioli “Malìe”, “Maldimè” e “Maletiempu” sono le pubblicazioni discografiche prodotte
(VOCE, TAMBURI A CORNICE,
FLAUTO ARMONICO E UKULELE)
dal duo, che hanno ottenuto un notevole successo di pubblico e critica, anche in
ambito internazionale.
Rocco Nigro
(FISARMONICA)
in collaborazione con

28 | dicembre 2019 ORE 17.30

ROSA
In scena una donna. Clown. Sola. O forse no. Rosa.
Può una donna, sedurre, comandare, far ridere una platea, liberarsi dagli impacci
e dagli impicci, giocare ad essere altro da sé, appropriarsi anche di un’energia
maschile e in questo gioco continuare a divertirsi pur mantenendo una puntuale
di Teresa Bruno
attenzione al pubblico che ha di fronte? Può una donna semplicemente togliersi
di dosso alcuni panni e vestirne altri? Diventare clown per dare voce al desiderio
recondito di essere bambina, arrampicarsi, dominare e domare strani animali
della sua fantasia, poi tirare fuori tutta la sua autentica femminilità e sbocciare,
lasciando quasi sgomento il pubblico mentre si esibisce mostrando le sue
doti canore e la potenza dei passi del Flamenco? “Rosa” è questo e altro, uno
CON spettacolo che si muove sul sottile ma ben solido filo della comicità trasportando

teresa bruno
lo spettatore di ogni età in mondi nuovi, rapito dal corpo di una donna che
avanza, inesorabile, esibendosi nelle sue strampalate ma coinvolgenti evoluzioni
spericolate.
REGIA
André Casaca Una serie di gag comiche, da cui emerge il lato buffo e allo stesso tempo delicato
CONSULENZA DRAMMATURGICA dell’essere umano. Uno show dove il ritmo è il tappeto sopra il quale scorrono
Aurélia Dedieu i desideri della protagonista, intriso di un linguaggio non verbale, un grammelot
DISEGNO LUCI
Luca Carbone che parla a tutti.
COSTUMI
Federica Novelli e Vanna Vezzosi DURATA: 60 MINUTI
PRODUZIONE ETÀ CONSIGLIATA: PER TUTTI
Teatro C’art Comic Education TECNICA UTILIZZATA: CLOWN, DANZA, CANTO, MIMO
in collaborazione con

18 | gennaio 2020 ORE 17.30

Una delle più belle storie di Perrault, una fiaba per vincere la paura, un sentiero

Pollicino
di molliche di pane per entrare nel bosco, sapere chi siamo, essere forti anche
quando siamo piccoli. Come Pollicino occorre ritrovare la strada di casa e, quando
proprio non si può fare altrimenti, si deve trovare il coraggio di affrontare l’orco.
di Bernardino Bonzani Quando la crisi rosicchia anche i bisogni più elementari, il cibo, la casa, la scuola,
e Monica Morini bisogna vincere la paura. Perché anche i più piccoli, alti come Pollicino, possono
raggiungere grandi risultati. Basta avere un cervello fino, orecchie aperte e
grandi stivali fatati. Pollicino è una storia che continua a parlarci di come, con la
CON creatività e una buona dose di solidarietà, si possa uscire dalla povertà.

Bernardino Gli oggetti e gli elementi scenografici sono stati ideati e interamente realizzati
con materiale di riciclo, legno, metalli, stoffe, materie plastiche, persino lampade.

Bonzani e
Sul palco, la materia ch’era perduta riprende vita, riacquista un’anima ed entra
nella storia per amplificare emozioni.

Franco Tanzi ore 10.00 - Matinée riservato alle classi che aderiscono a “Ateatroragazzi”
REGIA
Monica Morini
COSTRUZIONI DURATA: 60 MINUTI
Franco Tanzi ETÀ CONSIGLIATA: 3 - 10 ANNI
TECNICA E LUCI TECNICA UTILIZZATA: TEATRO DI NARRAZIONE E D’ATTORE,
Andrea Alfieri
BURATTINI E OGGETTI
PRODUZIONE
Teatro dell’Orsa
in collaborazione con

8 | febbraio 2020 ORE 17.30

La fiaba della Minestra di sasso si perde nelle trame del tessuto popolare e risale a

zuppa
epoche in cui giramondo, vagabondi e soldati che tentavano di ritornare a casa, di
solito a piedi e senza risorse, incontravano gli abitanti di villaggi sul loro percorso.
La storia narra di uno di questi viandanti che raggiunge un villaggio e improvvisa

di sasso
un fuoco nella piazza del paese. Dopo aver chiesto in prestito una pentola, mette
a bollire un sasso di fiume: la curiosità prende il sopravvento sulla diffidenza e
ben presto tutti gli abitanti del posto desiderano aggiungere qualcosa, chi il sale,
chi una verdura, chi l’ingrediente segreto che bolle in pentola.
di Danilo Conti In tutte le versioni della storia il viandante così come è apparso se ne va, senza
e Antonella Piroli dare spiegazioni, senza dire chi sia. Nello spettacolo il posto dei personaggi
umani viene preso da animali rappresentati attraverso maschere/sculture di
CON grandi dimensioni: un vecchio lupo è il viandante, poi, galline, maiali, pecore,

danilo conti
capre, cavalli, asini, cani portano a turno vari ingredienti e infine si ritrovano
attorno a un camino in un convivio festoso: una storia divertente che parla di
come, a volte, mettendo insieme il poco di molti, si possa creare tanto per tutti.
SCENOGRAFIA E OGGETTI DI SCENA
Scuola Arti e Mestieri
di Cotignola, ore 10.00 - Matinée riservato alle classi che aderiscono a “Ateatroragazzi”
Massimiliano Fabbri
PRODUZIONE
Accademia Perduta DURATA: 60 MINUTI
/Romagna Teatri
ETÀ CONSIGLIATA: 3-10 ANNI
TECNICA UTILIZZATA: TEATRO D’ATTORE, TEATRO D’OGGETTI
labor atori di recitazione 2019-2020 labor atoriO di T EAT RO PER BAMBINI

DA OTTOBRE A DICEMBRE 2019 DA OTTOBRE 2019 A marzo 2020


IL CENTRO, IL VERTICE
E IL FONDO PICCOLI ATTORI CRESCONO
A cura di Giulia Zeetti (attrice)
A cura di Samuele Chiovoloni (regista e autore) con la partecipazione di Ayumi Makita (scenografa e illustratrice)
Laboratorio tecnico-espressivo a partire da elementi di ART N/VEAU e Museo del Giocattolo
letteratura drammatica e narrativa sul tema dei ruoli e rapporti Il Laboratorio si svolgerà tutti i Mercoledì da Ottobre 2019 a Marzo 2020
familiari in tutta la loro sconfinata potenzialità scenica. dalle 16.30 alle 17.30: da 6 a 8 anni
da Martedì 15 Ottobre 2019 ore 20.30 - 1° Gruppo
dalle 18.00 alle 19.00: da 9 a 12 anni
da Mercoledì 16 Ottobre 2019 ore 20.30 - 2° Gruppo
Inizio: Mercoledì 16 ottobre 2019

DA GENNAIO A MARZO 2020 labor atoriO di T EAT RO PER Ragazzi


THE MASTERPIECE
A cura di Samuele Chiovoloni (regista e autore)
e Caterina Fiocchetti (attrice)
DA GENNAIO A MARZO 2020
Laboratorio multiforme di composizione e realizzazione
artistica, avente come oggetti primari esercizi di
I GIARDINI DELL’EDEN
interpretazione, scrittura e concezione della scena. A cura di Massimiliano Burini (regista, autore e attore)
da Martedì 14 Gennaio 2019 ore 20.30 - 1° Gruppo e Giuseppe Albert Montalto (autore)
da Mercoledì 15 Gennaio 2019 ore 20.30 - 2° Gruppo (Compagnia Occhisulmndo)
Età: da 13 a 17 anni
Il Laboratorio si svolgerà tutti i Lunedì da Gennaio a Marzo 2020
• I Laboratori sono rivolti ad attori professionisti e non professionisti. dalle 17.00 alle 19.00
• I Laboratori sono suddivisi in 10 incontri della durata di 3 ore.
Inizio: Lunedì 13 gennaio 2020
• Per la partecipazione è richiesta la maggiore età.
INFO E ISCRIZIONI: 333 7853003
ABBONAMENTI 2019-2020
INFORMAZIONI PRENOTAZIONI E CONTATTI
A 9 SPETTACOLI* con posto fisso riservato Fulvia Angeletti 333 7853003 info@teatroinstabili.com
€ 180,00 (anziché € 225,00) 340 0735074 www.teatroinstabili.com
075 816623
A 7 SPETTACOLI* con posto fisso riservato
€ 140,00 (anziché € 175,00) BIGLIETTERIA
Piccolo Teatro degli Instabili - Via Metastasio, 18 - Assisi - PG
I biglietti si possono ritirare un’ora prima dello spettacolo
A 5 SPETTACOLI* con posto fisso riservato PARCHEGGIO
€ 100,00 (anziché € 125,00) Consigliamo di parcheggiare
presso il Parcheggio San Giacomo, Viale Albornoz
*Esclusi gli spettacoli DI Teatro ragazzi
Si organizzano inoltre
RIDUZIONI: Workshop e Seminari • Lezioni-Spettacolo • Presentazione
Il prezzo del biglietto è ridotto per gli Under 30, gli over 65 di libri • Reading • Rassegne • Conferenze e dibattiti •
e per gli Allievi dei Laboratori di Recitazione 2019/20. Matinée per le Scuole
Sono previste ulteriori promozioni per gruppi.
Info: 333 7853003 - info@teatroinstabili.com La sala può essere affittata tutti i giorni,
compatibilmente con le attività già
programmate.
abbonamento adulti teatro ragazzi € 30,00
abbonamento bambini (fino a 12 anni) teatro ragazzi € 20,00
PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI
INFO E PRENOTAZIONI: 333 7853003 - 340 0735074 - 075 816623 - info@teatroinstabili.com
www.teatroinstabili.com
Via Metastasio, 18 - Assisi

GASPARDI FRANCESCO
di Gaspardi Luca
Costruzione Impianti
Termomeccanici Idrosanitari