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Tesi di Laurea Triennale

Corso di Ingegneria Elettronica


Università “La Sapienza”
Candidato: Francesco Iandolo

IMPIEGO DI ANTENNE AD APERTURA PIRAMIDALE


NELL'IMPLEMENTAZIONE DI RADAR A LUNGO RAGGIO
NEL SETTORE AUTOMOBILISTICO

1.Introduzione

I sensori stanno assumendo negli ultimi anni un’importanza crescente nell’impiego come
assistenti di guida in sistemi mobili automatizzati. I sistemi radar sono diventati
indispensabili nella realizzazione di applicazioni quali il controllo automatico della distanza
di sicurezza o il segnale di allarme-incidente sotto diverse condizioni climatiche. Un radar a
lungo raggio, indicato con l’acronimo LRR, è principalmente adoperato per rilevare ostacoli
ad una distanza maggiore di 200 metri; pertanto le antenne che vanno a comporre un LRR
devono irradiare un fascio piatto la cui ampiezza deve essere maggiore lungo la componente
azimutale rispetto a quella lungo la componente zenitale per aumentare il guadagno e la
distanza di campo visivo dell’antenna. Fino ad oggi, per l'implementazione di un LRR si
adoperano array di antenne a microstriscia, i quali hanno un fascio di radiazione piatto e
permettono un' elevata integrazione,
data dalla possibilità di montare antenne
e circuiti integrati sullo stesso substrato. La figura 1
mostra un array di antenne a microstriscia
alimentate in serie, il quale ha un fascio piatto
con ampiezza di 5° e 10° lungo piano zenitale a
azimutale rispettivamente all’interno
Fig.1 Layout di un array di antenne a
della banda limitata a 77Ghz. microstriscia
Nella seguente tesi viene invece proposta
l'applicazione di antenne ad apertura piramidale, le
quali hanno, come nel seguito dimostrato, prestazioni decisamente migliori.

2A.Design del sistema proposto - Antenna per il Trasmettitore

L’antenna proposta è illustrata in figura 2. Una singola


antenna di tipo patch è integrata sul substrato, riducendo le
perdite dovute all’alimentazione e rendendo superfluo
l’impiego di un divisore di potenza. Un’antenna ad apertura
piramidale e una lente dielettrica ( la quale trasforma in piana
un’onda sferica ) sono posizionate al di sopra dell’antenna di
tipo patch per ridurre l’altezza dell’apertura piramidale ed
incrementare il guadagno. L’antenna piramidale è collegata
ad un piano di riferimento di massa che circonda l’antenna di
tipo patch, riducendo in tal modo le eventuali riflessioni
all’ingresso della bocca di radiazione piramidale, la quale ha Fig.2 Illustrazione dell'antenna
piramidale usata come
dimensioni di 45 mm e 18 mm sul piano zenitale e azimutale trasmettitore con antenna di tipo
rispettivamente. patch sul substrato
2B.Design del sistema proposto – Antenna per il Ricevitore

In figura 3 è illustrata l’antenna proposta come ricevitore,


composta da un sistema monoimpulso a due canali,
entrambi strutturati come l’antenna per il trasmettitore sopra
descritta. Le due bocche radianti, aventi dimensioni di
45mm x 9mm ciascuna, sono parallele all’asse azimutale per
ottenere un angolo di rilevamento orizzontale.
Le due antenne di tipo patch posizionate sotto
le due antenne piramidali sono separate da un piano di massa
di 9mm che aumenta l’isolamento tra i due canali del Fig.3 Immagine dell'antenna
ricevitore. adoperata come ricevitore nel
sistema
3.Risultati delle misurazioni

In figura 4 sono mostrati i risultati ottenuti riguardo


guadagno di antenna trasmettente e ricevente, provenienti
da misurazioni effettuate con realizzazioni delle antenne
proposte. L’antenna trasmittente raggiunge un guadagno
di 23.5 dBi; un singolo canale di quella ricevente
raggiunge un guadagno di 20.5 dBi, concordemente col
fatto che la sua larghezza di bocca è la metà di quella
dell’antenna ricevente. L’ampiezza del fascio a metà
potenza per l’antenna trasmittente è di 4.5° e 16° lungo
asse di zenit e azimut rispettivamente, mentre un canale
dell’antenna ricevente presenta un’ampiezza a 3-dB di
4.5° e 28° lungo asse di zenit e azimut rispettivamente.

Essendo l’ampiezza del fascio a metà potenza ideale data Fig.4 Risultati delle misurazioni
dall’equazione effettuate con realizzazioni delle
antenne proposte. a)
trasmettitore; b) ricevitore

(in cui al denominatore è presente la misura dell’apertura dell’antenna) si ricavano i valori


ideali per tale parametro, pari a 6.1° lungo l’asse zenitale sia per trasmettitore che per
ricevitore e pari a 15.3° e 30.5° lungo l’asse azimutale per trasmettitore e ricevitore
rispettivamente. La vicinanza tra valori ideali e valori reali porta a concludere che l’antenna
ha performance quasi ideali.
La figura 5 mostra il diagramma di radiazione del
sistema di LRR complessivo, che vede un canale per
la trasmissione e due per la ricezione, diagramma dal
quale si evince che il sistema ha un guadagno
complessivo di 47.0 dBi e un’ampiezza a 6-dB di 23°
lungo l’asse azimutale.

Fig.5 Guadagno dell'intero sistema proposto


4.Comparazione tra sistema proposto e convenzionale e
Fig.6 Paragone tra il sistema
Conclusioni proposto in tale articolo e l' array
di antenne a microstriscia
La figura 6 mostra un paragone tra il sistema proposto in tale
articolo e l' array di antenne a microstriscia adoperato
convenzionalmente nell'implementazione di un LRR a 76.5
Ghz. Sistema proposto e convenzionale raggiungono un
guadagno massimo di 23.5 dBi e 22.3 dBi rispettivamente.
Il retro-lobo del sistema convenzionale è minore di -16.0 dB
sia lungo asse azimutale che zenitale, laddove invece il sistema
proposto presenta un retro-lobo di ampiezza minore di -16.3
dB e -18.8 dB su asse zenitale e azimutale rispettivamente.
L'ampiezza a 3-dB è di 4.5° e 16° lungo asse zenitale e
azimutale per il sistema proposto, e di 5.6° e 10° lungo asse
zenitale e azimutale per il sistema convenzionale.

adoperato convenzionalmente

La figura 7 offre in conclusione un paragone tra i valori


di efficienza raggiunti dai due sistemi che non lascia
ulteriori dubbi sulla vantaggiosità del sistema proposto:
quest'ultimo raggiunge Fig. 7 Efficienza di sistema
un'efficienza di 1.6 volte maggiore di quella raggiunta convenzionale e proposto
dall'antenna convenzionalmente adoperata e, sebbene
occupi press'a poco la stessa superficie di quest'ultima, presenta una maggiore ampiezza a
metà potenza lungo l'asse azimutale.