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AGORA

ELZEVIRO
Giovedì 7 novembre 2019

Se l’aereoporto
e la cattedrale
si assomigliano
RAUL GABRIEL

H
o trattato piu volte questioni inerenti
la mia personale idea di chiesa, di
luogo del sacro in generale. Le cultura
tematiche sono molteplici e una graduatoria è religioni
molto difficile da stabilire. Eppure vi sono scienza
alcuni aspetti essenziali che dividono i modi
tecnologia
di pensare l’edificio sacro, e riguardano una
tempo libero
Cortesi: Giovani e web, la sfida è educare 28
coscienza estetica complessiva. Mi sono
sempre appassionato all’altro. Inteso, oltre spettacoli Quando l’Italia censurava il pop 29
che come persona, come alternativa, sport
percorso differente che porta in luoghi Quei film polacchi sgraditi all’Urss 29 Da Depero e Sottsass
differenti dalle strade di una percezione
consolidata, comune a se stessa, di maniera,
accademica o semplicemente abitudinaria.
A Fermo un gol contro il razzismo 30 (padre e figlio)
La fotografia quando è nata ha detto che la
a Martin Gamper,
pittura era altro, il design dice che l’indagine da Caproni e Abarth
poetica è altro, la didascalia dice che il a scarponi e sci,
significato è altro. Recentemente è stato il segreto è
inaugurato il sorprendente aeroporto di
Pechino Daxing dello studio Zaha Hadid
un territorio “poroso”
Architects, il secondo della Cina ma e aperto alle novità
sicuramente il primo in termini di
innovazione e visionarietà. Molte sono le
realizzazioni dell’architettura contemporanea
che generano stupore e che spingono
costantemente avanti i paletti di una
innovazione senza fine. Quella che nasce A fianco,
spesso da modellazioni parametriche sci Blu Star
divenute un po’ il marchio di fabbrica del e Black
pensiero di Zaha Hadid ne rappresenta un Star,
intero filone ancora lungi dall’esaurimento, Kneissl,
anche se denota una stanchezza dovuta a una anni 60,
certa ripetitività dei moduli. Sulla pagina Kufstein,
Facebook del sito web specializzato Austria;
Architizer.com viene riportata una immagine sotto,
di grande effetto di un angolo dell’aeroporto. fotocamera
Una ascensione organica verticale i cui Durst Duca,
materiali, la cui stessa composizione riporta a 1946-1950,
una idea forte, anche se consueta, di assoluto, Bressanone
di spirituale, di rarefatto e imponente. Alla / Anna Maconi
base una seduta curvilinea con luci che nella
collocazione può ricordare un presbiterio
IL CASO

Vette di creatività:
laico o qualcosa di simile. Tutto molto
d’impatto. Nella massa di commenti, più o
meno irrilevanti secondo gli standard da
social network, uno non poteva non
riscuotere la mia attenzione. Recitava più o
meno: “This is a cathedral!” (Questa è una

il design dalle Alpi


cattedrale). Associazione assolutamente
comprensibile e condivisibile: ma non per
una proficua
Spesso riflessione, ad
inseguendo esempio, sulla
la legittimazione sacralità nella
quotidianità,
del sistema quanto per una Una mostra a Merano finizione di un’identità culturale». to e rilancio di due assi fondamentali: Vien-
le architetture presa di coscienza e un volume raccontano L’area che comprende Trentino, Alto Adige na-Milano e Monaco-Venezia. Oggi e nella
del sacro della complessa cento anni di firme, e Tirolo costituisce «un territorio poroso – storia. Negli anni 20 il peso della cultura del
banalità con cui le dice Martignoni – il naturale ponte di col- design viennese è centrale. Poi arriva subi-
sono nostre associazioni progetti e aziende legamento tra il nord germanico e il sud to come una valanga il Bauhaus. Nel 1927
diventate percettive lavorano. tra Tirolo, Alto Adige mediterraneo dell’Europa». Anche la ricer- due trentini, Libera e Pollini, vanno al Weis-
la Serie B Associazioni nutrite e Trentino: grande ca si è data confini permeabili: comprende senhof a Stoccarda. Trentino è anche Bal-
di infrastrutture da un fine industria, ricerca su forme autori nati nell’area e aziende che vi ope- dessarri, tra i primi protagonisti del razio-
perseguito con rano. Questo fa sì che si trovino designer nalismo: il Trentino, grazie alla conoscen-
e auditorium ostinazione, ovvero e materiali, la sfida che nascono qui ma in parte o in toto lavo- za della lingua tedesca, appare l’anticame-
quello di dell’alta quota rano altrove: il caso più eclatante è Ettore ra attraverso cui il moderno entra in Italia.
scimmiottare l’architettura civile per il Ne esce un’esperienza Sottsass jr, che nel 1929 arriva a Torino con Nel frattempo gli austriaci rinnovano l’ar-
contesto del sacro. Il luogo sacro è altro per il padre, Sottsass sr, e lavora a Milano, ep- chitettura alpina a Innsbruck interpretan-
definizione, altro in continuità se si vuole, ma
in cui i confini territoriali pure si definisce sempre “trentino”; Marti- do le correnti di matrice tedesca. C’è un pe-
indiscutibilmente e definitivamente altro. e linguistici sono inesistenti no Gamper, nato a Merano nel 1971, tra i no- so importante della tradizione folkloristica
Tutta la ricerca, che non vedo attuata quasi e la questione identitaria mi più importanti del design contempora- ma i designer la abbandonano volentieri».
mai, che riguarda la funzione della bussola è secondaria rispetto neo, vive e lavora a Londra. Allo stesso tem- È un fatto valido fino agli anni 80-90: «Nei
d’ingresso come passaggio da una realtà a po vengono annoverati autori “foresti” co- “montanari” di Memphis, oltre a Sottsass,
un’altra è basata su un paradigma senza cui
alla dimensione europea me Branzi, Grcic, Rehfeld, che firmano per Zanini e Thun – osserva Larcher – non c’è
perde di senso. Entrando in un luogo sacro si aziende alpine. C’è pertanto un duplice di- nulla che ne riveli la provenienza». Oggi
dovrebbe essere in un luogo altro, inserito nel ALESSANDRO BELTRAMI namica: alla diaspora creativa di chi si spo- quella dimensione della tradizione «filtra- le la filosofia del luogo è “fare con poco”. So-
tessuto urbano e quotidiano ma differente. Si Inviato a Merano sta nei maggiori centri europei (magari per ta con ironia, diventa utile. Nei giovani c’è no tante le storie dietro i pezzi. Tra quelle
attraversa un diaframma, si vive una tornare e e ripartire), corrisponde – soprat- un forte attaccamento alla provenienza, an- del “fondovalle” c’è quella del trentino Gian-

A
trasfigurazione della realtà che non è rredi e macchine fotografiche. Radio tutto negli ultimi decenni – la capacità di ca- che nel linguaggio. C’è poi una componente ni Caproni, il pioniere dell’aeronautica ita-
rivolgimento, ma – con licenza teologica e Balilla e impianti di scarico per au- talizzare i talenti internazionali. Ulteriore legata alla scuola di design dell’Università liana «che dopo la guerra – spiega Marti-
poetica – “transustanziazione”. Invece to sportive. Biciclette in alluminio e conferma della “porosità” di quest’area. di Bolzano, legata alla scuola del Bauhaus gnoni – fa quello che fa Piaggio: finita la pro-
succede che per avere la percezione di una posate. Giocattoli di legno e carte in fibra di Il progetto nasce dal braccio architettoni- nel legame forte col materiale. Senza la sua duzione degli aerei si lancia nel civile e a
cattedrale la gente deve andare in aeroporto. mela. Il filo rosso che li lega ha il profilo fra- co di Merano Arte, coordinato da Ursula presenza non so se così tanti giovani si sa- Trento produce una linea di motociclette,
E in questo aeroporto cinese ancora di più. stagliato delle vette al di qua e al di là del Schnitzer, e si muove su un campo ine- rebbero dedicati al design». il Capriolo», oggi molto ricercato dai colle-
Evidentemente qualcosa non torna. Fra i Brennero. È il panorama che emerge da splorato. A parte pochi casi molto noti, co- La mostra si muove orizzontalmente nel zionisti «ma che non ha il colpo di fortuna
tanti, il problema fondamentale della “Design from the Alps. Tirol Südtirol Tren- me il roveretano Fortunato Depero, studi tempo e verticalmente nello spazio. Sfrut- della Vespa».
sacralità contemporanea è che a forza di tino 1920-2020”, una mostra a Merano Ar- specifici sono pochi e sporadici. Rispetto tando i tre piani di Merano Arte troviamo Alpi e motori sembrano andare a braccet-
andare alla rincorsa di una legittimazione da te (fino al 12 gennaio) e un volume (monu- all’arco alpino, non solo italiano, l’area e- ai diversi livelli il fondovalle, caratterizzato to. La Laverda nell’ex stabilmento Caproni
parte della società del convenuto accettabile, mentale, molto più che un catalogo: Schei- merge come un unicum. «Mentre una zo- dalla produzione industriale, l’artigianato produce caravan: e proprio un caravan az-
le realizzazioni del sacro sono diventate la degger & Spies, 460 pagine, euro 48,00) che na composita come quella svizzera – dice di mezza costa, l’ambiente estremo delle zurro cielo degli anni 70, segnale di un nuo-
serie B degli aeroporti, degli auditorium, delle portano alla luce i frutti di una ricerca lun- Martignoni – ha una sua fortissima identità, quote più alte. La chiave la suggerisce il de- vo turismo di massa a contatto con la na-
stazioni di metropolitana. Si spacca in quattro ga due anni da parte di Claudio Larcher, questa area invece è una specie di riassun- signer di San Candido Kuno Prey, per il qua- tura, chiude la mostra. Meranese dal 1945
il capello per far sì che una chiesa di nuova Massimo Martignoni e Ursula Schnitzler. fu anche Carlo Abarth, nato a Vienna da pa-
costruzione sia riconoscibile dall’esterno, ma L’intento del progetto – spiega Martignoni, dre sudtirolese: il giallo e il rosso che fanno
i parametri che sono accolti spesso sono docente di Storia del design alla Naba di da sfondo celebre scorpione sono infatti i
proprio quelli che la rendono indistinguibile, Milano – era «testare il comportamento e Caproni, moto colori di Merano. E sulla strade dello Stel-
una storia senza una sua storia, senza una sua l’attività, nell’orbita del design, di una ter- Capriolo75, vio l’ingegnere testava i suoi innovativi im-
estetica raffinata e autonoma, senza una sua ra dominata dalle montagne che poggiava 1955, Trento pianti di scarico.
identità. Intendo certamente una identità su un contesto culturale e produttivo uni- / Anna Maconi “Salendo” una sala particolarmente inte-
contemporanea ma anche una identità che tario e si era poi improvvisamente trovata, ressante è quella dedicata alle sedute, con
permetta di non confondere la torre di un dopo la Prima guerra mondiale, su due esempi che vanno dalla secessione e il
hangar per un campanile o una splendida hall traiettorie opposte». Un test su un arco lun- protomoderno – Holzmeister, Welzenba-
di una aeroporto per una cattedrale. Il go un secolo, da cui emerge un’idea chiara: cher – fino all’attualità, passando per la
percorso è sicuramente tutto da rifare, anche «Il confine geografico e linguistico non esi- sdraio autocostruita da Ezra Pound a Ca-
se credo ci siano dei semi qua e là. Certo è che ste nel mondo del design. Dopo il 1918 fi- stel Fontana, sopra Merano, sua residen-
il contenuto comunicativo non verbale di ciò no a oggi abbiamo un vero parallelismo di za dal 1958 fino al 1962.
che si realizza rischia di essere il segno di una modalità operative e indirizzi estetici da u- In alta quota, infine, è centrale la ricerca sui
assenza di coraggio e ispirazione nel na parte dall’altra del Brennero, a prescin- materiali, come ad esempio negli scarponi
profumare di un profumo diverso, nuovo, dere dalla traumatica spaccatura. Nel desi- o negli sci. Le industrie del turismo e dello
magari pungente, certamente vivo, realtà che gn non si può essere nazionalisti, non ha sport sono i vettori trainanti, ed è interes-
invece si omologano sempre più ai senso». Commenta Larcher, direttore del sante come in questi ambiti le innovazioni
deodoranti sintetici di cui i costruttori dipartimento di design alla Naba: «Ciò che arrivino in alcuni casi non da designer di
impregnano le auto che escono di fabbrica appare è che si tratta di un frammento di professione ma da sportivi che pensano al-
per dare il senso di “nuovo”. Nuovo e finto. storia europea più che di una storia locale. la propria attrezzatura in termini di otti-
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gionamento sul territorio più che sulla de- © RIPRODUZIONE RISERVATA