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INFORTUNIO IN ITINERE

Infortunio che si verifica al lavoratore mentre percorre il tragitto che


porta dalla casa al lavoro e viceversa.
L’infortunio è indennizzabile solo se è avvenuto durante il normale
tragitto:
• di andata e ritorno fra l’abitazione e il luogo di lavoro,
• tra due posti di lavoro, se il lavoratore presta più di un’attività
• tra la sede di lavoro e il luogo di consumazione dei pasti, nel caso in
cui non vi sia la mensa.
Sono escluse le deviazioni non necessitate; per “necessitate”
s’intendono le deviazioni dovute a cause di forza maggiore, quelle
dettate da esigenze essenziali ed improrogabili e quelle legate
all’adempimento di obblighi penalmente rilevanti

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Esempio di rischio
infortunistico:
IL RISCHIO ELETTRICO

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Rischio elettrico
L’elettricità è la forma di energia più versatile
presente in natura.

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Definizioni
Si definisce corrente elettrica qualsiasi movimento
ordinato di cariche elettriche con direzione dall’uno
all’altro estremo del conduttore, in modo che le cariche
negative vadano in un senso e le positive nel verso opposto

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Elettrocuzione

Una persona può essere attraversata da corrente elettrica


(elettrocuzione) a seguito di:
• Contatto diretto
• Contatto indiretto

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CONTATTO
DIRETTO E’ il contatto tra la persona e
le parti di un impianto
elettrico che sono
normalmente in tensione
nell’ordinario
funzionamento.

CONTATTO CON UNA PARTE


NORMALMENTE IN TENSIONE

VITE DI UN MORSETTO
ATTACCO DI UNA LAMPADA O DI UN FUSIBILE
ALVEOLO DI UNA PRESA
PARTE CONDUTTTRICE DI UN CAVO ELETTRICO

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Contatto diretto

contatto diretto bipolare

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Contatto diretto

contatto diretto unipolare

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CONTATTO INDIRETTO

• Si ha quando una persona tocca una parte di un


utilizzatore elettrico che normalmente non deve essere
in tensione, ma ché può trovarsi in tensione per difetto
di isolamento.

INVOLUCRO MOTORE ELETTRICO


• INVOLUCRO APPARECCHIATURA ELETTRICA
• PARTE METALLICA DI UNA STRUTTURA ELETTRIFICATA

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- Morti per folgorazione riferito al milione di abitanti tra i
Paesi più industrializzati (tratto da Melino, 2015)

→ Italia 7.8
→ Svizzera 5.7
→ Australia 5.2
→ Germania 5.0
→ Giappone 4.9
→ USA 4.8
→ Spagna 4.3
→ Francia 4.2
→ Svezia 2.8
→ Inghilterra 2.4
→ Paesi Bassi 1.9
→ Irlanda 1.3

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- Dati INAIL su infortuni elettrici 2015 vs 1999: decremento dell’1%
- 2015: 4834 casi
- 1999: 4893 casi

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Caratteristiche del rischio elettrico
Dal punto di vista infortunistico, e dunque delle conseguenze
derivanti da incidenti di natura elettrica, le principali tipologie
possono essere ricondotte a:

- incendio, dovuto alla contemporanea presenza di materiale


infiammabile e fenomeni elettrici (archi, scintille, punti caldi
superficiali) atti ad innescare l’incendio;
- esplosione, dovuta alla contemporanea coesistenza di atmosfera
pericolosa (presenza di sostanza miscela gas, vapore o polvere
potenzialmente esplosivi) e fenomeni elettrici (archi, scintille,
punti caldi superficiali) atti ad innescare l’esplosione.
- elettrocuzione, dovuta al passaggio di corrente nel corpo umano,
per contatto diretto o indiretto.

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Effetti sul corpo umano
1) Tipologia della corrente

2) Intensità della corrente elettrica

3) Resistenza elettrica del corpo umano

4) Tensione della corrente elettrica

5) Frequenza della corrente elettrica

6) Tempo di contatto

7) Tragitto della corrente elettrica

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Tipologia della corrente

• Corrente continua: passaggio di cariche elettriche nei


conduttori costante ed uniforme.
• Corrente alternata: il passaggio delle cariche elettriche
nei conduttori è alternativo, in un senso o nell’altro
opposto, ma ad intervalli di tempo regolari e costanti.

La pericolosità della corrente alternata è 2 volte


superiore a quella della corrente continua

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Intensità della corrente
• E’ il numero di cariche elettriche che attraversa
la sezione di un conduttore nell’unità di tempo.
• Unità di misura = Ampère (A)

I = V/R (legge di Ohm)


Aforisma di Arsonval: non sono i volt che uccidono
ma gli amperes.
→ è pericolosa la corrente alternata > 30 mA
la corrente continua > 60 mA

→ è mortale la corrente alternata > 60 mA


la corrente continua > 120 mA

A parità di voltaggio la corrente alternata ha una


pericolosità doppia di quella continua

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Resistenza elettrica del corpo umano (R)

Il corpo umano è un conduttore che offre resistenza


al passaggio della corrente: minore è la sua
resistenza, maggiore è l’intensità della corrente che
circola nell’organismo.

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ORGANI BERSAGLIO
• Apparato cardiovascolare
• Muscoli
• Sangue
• Apparato respiratorio
• Sistema nervoso centrale e periferico
• Organi di senso
• Cute

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Apparato cardiovascolare
• Fibrillazione ventricolare
• Blocchi atrio-ventricolari
- intensa stimolazione vagale
- fenomeni di claudicatio A-V
- ad origine asfittica
• Lesioni miocardiche di tipo ischemico
- angiospastica (vasospasmo delle coronarie)
- trombogena
- effetto Joule diretto sul muscolo cardiaco
• Vasi
- vasospasmo sia per azione diretta sulla muscolatura liscia dei vasi, sia per
stimolazione del simpatico
- azione trombogena per alterazioni delle pareti vasali
- coagulazione intravasale massiva

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Apparato cardiovascolare

• Alterazioni cardiache
- ipertensione arteriosa (contrazione spasmodica dei
vasi)
- turbe del ritmo di tipo ipercinetico (flutter e
fibrillazione atriale, fibrillazione ventricolare) ed
ipocinetico (BAV di vario grado)
- sindromi anginose
- infarto del miocardio

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Morte elettrica
• Morte cardiaca
Arresto primitivo del cuore, determinato o
dalla paralisi dei centri circolatori bulbari
oppure dalla fibrillazione ventricolare.
Secondo altri AA. secondaria a
insufficienza coronarica acuta.

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Morte elettrica
• Morte respiratoria
Subentra alla paralisi dei centri respiratori
bulbari o alla tetanizzazione dei muscoli
respiratori

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Ustioni elettrotermiche
• Nei punti di contatto: “marchio elettrico”
(forma e dimensione del conduttore in tensione)
• Ustioni elettrotermiche: per effetto Joule, e per
la necrosi coagulativa a prevalente
localizzazione nelle masse muscolari e lungo gli
assi vascolo-nervosi.
• Lesioni nel punto di entrata e di uscita della
corrente; indolori; lesioni asettiche con scarsa
tendenza alla suppurazione; molto profonde ed
estese; rilevatezza cutanea di consistenza
pergamenacea (“a goccia di cera”) o zona
crateriforme di colorito bruno-rossastro

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Altre alterazioni
• Apparato uropoietico: alterazioni della funzionalità renale
legate alla natura della necrosi tubulare massiva.
• Apparato visivo (unilaterali)
- quadri precoci: opacità corneale, emorragie ed edema della
retina, trombosi della vena centrale.
- quadri tardivi: sindrome di Behcet (uveonevrassite),
alterazioni della funzionalità pupillare, turbe dei muscoli
extraoculari, degenerazione del nervo ottico, cataratta
sottocapsulare anteriore
• Apparato uditivo: la sintomatologia è rappresentata da
deficit uditivo che è di tipo percettivo (ipoacusia
monolaterale di una sola frequenza), da turbe
dell’equilibrio e da vertigini.

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I principali rif. normativi
Obblighi del DL:
Adozione di misure protettive sempre più evolute e sofisticate, sia per ciò
che riguarda la progettazione, la realizzazione, l’esercizio la modifica e la
manutenzione degli impianti ed apparecchiature elettriche
I principali rif. Normativi
requisiti degli impianti e delle attrezzature

– DPR 547/55
– DPR 303/56
– Legge 186/68
– Legge 46/90
– Norme Cei
– Legge 37/08

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Principi di prevenzione
• Manutenzione periodica delle apparecchiature elettriche
• Non effettuare mai riparazioni se non in possesso delle
caratteristiche di professionalità previste dalla legislazione vigente
• Non utilizzare componenti non conformi alle norme
• Non utilizzare componenti elettrici o macchine per scopi non
previsti dal costruttore
• Non utilizzare apparecchiature elettriche in condizioni di rischio
elettrico accresciuto (mani bagnate, piedi immersi in acqua o in
ambienti umidi
• Non lasciare apparecchiature elettriche (cavi, prolunghe, trapani,
ecc.) abbandonate sulle vie di transito.

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Esempio di malattia professionale
L’ipoacusia da rumore

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EPIDEMIOLOGIA
MALATTIE PROFESSIONALI RENDITE DIRETTE (%)
Ipoacusie e sordità da rumore 50
Asbestosi 8
Malattie professionali Cutanee 5
Silicosi 4
Neoplasie amianto correlate 4
MP da vibrazioni 3
Asma-alveoliti 2
Non tabellate 15
Altre 9
Totale 100

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Rumore
Riconoscimenti per ipoacusie da rumore
8000 250
UOMINI (34.961) DONNE (803)
7.014
7000 6.891
220
TOTALE 35.764 CASI 200
6000 187
5.677

5000 4.951
150
UOMINI 4000 129 DONNE
3.583
99 100
3000
2.218
2000 60
1.374 1.208 50
972
37 779
1000 294
26 25
12 5 3
0 0
2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015

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Il SUONO/RUMORE è una perturbazione meccanica emessa da
una sorgente che si propaga in un mezzo elastico (gas, liquido,
solido) sotto forma di vibrazioni e che è in grado di eccitare il
senso dell’udito.
SORGENTE PROPAGAZIONE RICEVITORE

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Che cos’è il
RUMORE?
 PERTURBAZIONE VIBRATORIA IN UN MEZZO ELASTICO
(GENERALMENTE ARIA) ATTA A PRODURRE UNA SENSAZIONE
UDITIVA
 La differenza tra rumore e suono sta nella periodicità e regolarità delle onde
sonore, essendo quelle del rumore assolutamente irregolari e non sinusoidali.

 Il rumore è:
• suono non desiderato e disturbante (def. fisiopatologica)
• segnale con connotazioni di allarme
• segnale semanticamente indifferenziato e non utile a trasmettere informazioni

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Le onde sonore si
propagano in tutte
le direzioni con
andamento
circolare
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PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEL RUMORE

L’intensità, misurata in decibel (dB),


rappresenta la forza o pressione esercitata
sul nostro apparato uditivo, ed è descritta in
termini di volume.
La frequenza misurata in Hertz (Hz) che
misura il numero di oscillazioni nell’unità di
tempo, ossia la tonalità.

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CLASSIFICAZIONE
Secondo il comportamento temporale i rumori industriali possono essere:

• STAZIONARI Quando le fluttuazioni di livello sono


trascurabili (< 2.5 dB rispetto alla media)

• FLUTTUANTI In cui le variazioni sono elevate e


avvengono in modo continuo, cioè senza brusche cadute
al livello del rumore di fondo ambientale (> 2.5 dB rispetto
alla media)

• INTERMITTENTI diminuisce ed aumenta bruscamente


rispetto al valore di fondo per uno o più secondi

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Livelli di pressione sonora
(dB) nella vita quotidiana
5 – 10 Soglia di udibilità

20 Tic tac di un orologio

30 - 40 biblioteca / abitazione silenziosa

60 - 70 Conversazione / ufficio affollato

70 - 80 Traffico stradale / aspirapolvere

90 - 100 Motociclo in accelerazione

LIMITE DI SOPPORTABILITA’
100 - 110 Tromba di automobile / tessitura

110 - 120 Martello pneumatico / allarme


Motori e reattori al
120 banco/discoteca in talune
situazioni
SOGLIA DEL DOLORE
130 Aereo a reazione al decollo

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QUADRI PATOLOGICI
L’esposizione a rumore può determinare sia
effetti sull’apparato uditivo che effetti extrauditivi.

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QUADRI PATOLOGICI
L’esposizione a rumore può determinare sia
effetti sull’apparato uditivo che effetti extrauditivi.

AZIONI AZIONI
SPECIFICHE ASPECIFICHE
SULL’APPARATO APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO
(ipertensione, ischemia miocardica)
UDITIVO
APPARATO DIGERENTE (ipercloridia,
SPOSTAMENTI azione spastica sulla muscolatura
TEMPORANEI DELLA liscia)
SOGLIA APPARATO ENDOCRINO (aumentata
increzione di ormoni corticosteroidei)
SPOSTAMENTI PERMANENTI APPARATO NEUROPSICHICO (quadri
DELLA SOGLIA ansiosi con somatizzazioni, insonnia)
di tipo cronico
di tipo acuto

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DANNI UDITIVI

L’azione del rumore sull’apparato uditivo può


dare origine ad ipoacusie transitorie o
permanenti.

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DANNI UDITIVI
SPOSTAMENTO PERMANENTE DELLA
SOGLIA UDITIVA O SORDITÀ
PROFESSIONALE
Se tra un’esposizione al rumore e quella successiva non vi è un tempo sufficiente a garantire
un completo recupero della capacità uditiva, si instaura nel tempo un danno irreversibile.

FORMA FORMA
CRONICA ACUTA

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EFFETTI
EXTRAUDITIVI
A livelli superiori ai 70 dB nascono dall’interessamento della
sostanza reticolare a cui giungono gli stimoli acustici prima
di arrivare alla corteccia uditiva.
Ne derivano 2 tipi di risposta:
1. REAZIONE DI ALLARME (transitoria)
2. REAZIONE NEUROVEGETATIVA (persiste per tutta la
durata dello stimolo sonoro.
Entrambe le reazioni provocano:
– Tachicardia e ipertensione
– Ipertono vascolare e muscolare
– Disturbi dell’equilibrio
– Disturbi dell’attenzione e della concentrazione
– Disturbi del visus
– Ipersecrezione gastrica
– Iperperistalsi intestinale
– Coliche gastriche
– Secrezione surrenalica
– Sudorazione

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DECRETO LEGISLATIVO
9 APRILE 2008, N. 81
Testo coordinato con il Decreto
Legislativo 3 agosto 2009, n. 106
TITOLO VIII CAPO II

PROTEZIONE DEI LAVORATORI


CONTRO I RISCHI DI ESPOSIZIONE AL
RUMORE DURANTE IL LAVORO

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Art. 189
(Valori limite di esposizione e valori di azione)

I valori limite di esposizione e i valori di azione, in


relazione al livello di esposizione giornaliera al rumore e
alla pressione acustica di picco, sono fissati a:
a)valori limite di esposizione rispettivamente LEX = 87
dB(A) e ppeak = 200 Pa (140 dB(C) riferito a 20 μPa);
b)valori superiori di azione: rispettivamente LEX = 85
dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20 μPa);
c)valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80
dB(A) e ppeak = 112 Pa (135 dB(C) riferito a 20 μPa).

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In base ai livelli di rumorosità rilevati, il Datore di Lavoro deve mettere
in atto i seguenti accorgimenti:

VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE


- Obbligo ai rilievi ambientali
LEX, 8h > 87 dB(A) - Obbligo alla formazione e informazione
ppeak = 200 Pa (=140 dB(C) - Obbligo all’utilizzo di DPI
- Obbligo alla sorveglianza sanitaria
riferito a 20 µPa)

VALORI SUPERIORI DI AZIONE


LEX, 8h 80-85 dB(A) - Obbligo ai rilievi ambientali
ppeak = 140 Pa (=137 dB(C) - Obbligo alla formazione e informazione
riferito a 20 µPa) - Obbligo sorveglianza sanitaria

VALORI INFERIORI DI AZIONE


- Valori a cui i soggetti possono essere
LEX, 8h = 80 dB(A) esposti senza che si verifichino danni
ppeak = 112 Pa (=135 dB(C) uditivi
riferito a 20 µPa) - Alcun obbligo per il datore di lavoro

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LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
La valutazione dei rischi di esposizione dei lavoratori
ad agenti fisici costituisce parte integrante del
documento di valutazione dei rischi

La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti


fisici è programmata ed effettuata con cadenza almeno
quadriennale da personale qualificato nell’ambito del
servizio di prevenzione e protezione in possesso di
specifiche conoscenze in materia.

E’ un processo tecnico di conoscenza finalizzato alla


riduzione ed al controllo dei rischi attraverso
l’adozione di misure tecniche, organizzative e
procedurali, l’effettuazione di controlli sanitari
preventivi e periodici, nonché la costante ed adeguata
informazione e formazione degli addetti.

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