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184 3 Soluzioni

Inoltre, poiché gli isomorfismi conservano l’ordine degli elementi, è equivalente


contare gli elementi di ordine p in Z/pZ×Z/pZ. Essi sono chiaramente tutti tranne
l’elemento neutro, cioè p 2 − 1.
Concludiamo che in G ci sono (p 2 − 1)/φ(p) = p + 1 sottogruppi di ordine p.
JVisto che Z/pZ × Z/pZ  F2p come gruppi abeliani, il numero di sottogruppi di ordine
p in F2p , e quindi in G, è dato dal numero di sottospazi vettoriali di dimensione 1, cioè dal
numero di rette nel piano F2p passanti per l’origine. Queste sono chiaramente p + 1.K

174. (i) Mostriamo che Gk è un sottogruppo di G. Infatti, per prima cosa os-
serviamo che e = ek ∈ Gk . Poi, per ogni a k , bk ∈ Gk si ha a k bk = (ab)k vi-
sto che G è abeliano, e quindi a k bk = (ab)k ∈ Gk . Infine da a k ∈ Gk abbiamo
(a k )−1 = (a −1 )k ∈ Gk . Inoltre, poiché G è abeliano, Gk è anche normale.
Consideriamo il quoziente G/Gk e sia xGk un suo elemento. Allora, si ha
(xGk )k = x k Gk = Gk , quindi l’ordine di un qualsiasi elemento del quoziente è un
divisore di k, ed è, quindi, finito.
(ii) Sia G ∼= Z/nZ allora Gk  [k]n , un gruppo ciclico di ordine uguale a
ord([k]n ) = n/(n, k). Ne segue che |G/Gk | = |G|/|Gk | = (n, k).
JSappiamo anche che G/Gk è ciclico perché quoziente di un gruppo ciclico quindi
G/Gk  Z/(n, k)Z.K
(iii) Consideriamo il gruppo G = Z/2Z×Z/10Z, allora G10 = {(0, 0)} infatti per
ogni (a, b) ∈ G si ha 10(a, b) = (10a, 10b) = (0, 0). Per tale gruppo chiaramente
G/Gk = G = Z/2Z × Z/10Z.
JPiù in generale se G = Z/mZ × Z/nZ si ha Gk = {(ka, kb) | (a, b) ∈ G} = Z/(m/
(m, k))Z ×Z/(n/(n, k))Z e G/Gk  Z/(m, k)Z × Z/(n, k)Z. Ne segue che, per G =
Z/mZ × Z/nZ, vale G/G10 ∼= Z/2Z × Z/10Z se e solo se (m, 10) = 2 e (n, 10) = 10.K

175. (i) Visto che Z/mZ è ciclico ed è generato da 1, un omomorfismo ϕ :


Z/mZ −→ Z/nZ è completamente definito una volta assegnato il valore di ϕ(1) =
a con la condizione che ord(a) | m; questo assegnamento definisce l’omomorfismo
k −→ ϕ(k) = ka. Dato che a ∈ Z/nZ la condizione ord(a) | m è equivalente alla
condizione ord(a) | (m, n) = d. Gli omomorfismi cercati sono allora tanti quanti gli
elementi di Z/nZ il cui ordine divide d. Essi sono, quindi, in numero di d e sono
definiti da ϕ(k) = ka con a ∈ Z/nZ e ord(a) | d.
Da quanto detto segue che l’applicazione Φ : Hom(Z/mZ, Z/nZ) −→ Z/nZ
definita da Φ(ϕ) = ϕ(1) ha come immagine il sottogruppo di ordine d di Z/nZ.
Per avere la tesi basta mostrare che essa è un omomorfismo iniettivo. È immediato
vedere che è un omomorfismo, infatti per ogni coppia ϕ1 , ϕ2 in Hom(Z/mZ, Z/nZ)
si ha Φ(ϕ1 + ϕ2 ) = (ϕ1 + ϕ2 )(1) = ϕ1 (1) + ϕ2 (1) = Φ(ϕ1 ) + Φ(ϕ2 ). Per l’iniettività
basta, infine, osservare che Φ(ϕ) = 0 se e solo se ϕ(1) = 0 e quindi se e solo se
ϕ(k) = k0 = 0 per ogni k ∈ Z/mZ, cioè ϕ è l’omomorfismo nullo.
(ii) Visto che 12 | (360, 420) = 60 = | Hom(Z/360Z, Z/420Z)|, per quanto pro-
vato nel primo punto esiste un solo sottogruppo di ordine 12 ed è quello che, con
l’isomorfismo dato, corrisponde al sottogruppo di ordine 12 di Z/420Z, cioè a
35. Il sottogruppo richiesto è quindi costituito dagli omomorfismi ϕ : Z/360Z −→
Z/420Z definiti da ϕ(1) = a con a ≡ 0 (mod 35).
3.4 Gruppi 185

176. (i) Sia e ∈ G l’elemento neutro, allora (e, e) è l’elemento neutro di G × G e


appartiene a Δ. Siano (x, x) e (y, y) ∈ Δ, chiaramente (x, x)(y, y) = (xy, xy) ∈ Δ.
Infine, sia (x, x) ∈ Δ; il suo inverso in G × G è l’elemento (x −1 , x −1 ), ancora un
elemento di Δ . Questo prova che Δ è un sottogruppo di G × G.
(ii) Se G è abeliano anche G×G lo è, quindi tutti i suoi sottogruppi sono normali.
Viceversa, supponiamo che Δ sia normale in G × G, allora per ogni g ∈ G e per
ogni x ∈ G si ha (g, e)(x, x)(g −1 , e) = (gxg −1 , x) ∈ Δ e questo implica che per
ogni g, x ∈ G vale gxg −1 = x, cioè il gruppo G è abeliano.
(iii) Consideriamo la mappa ϕ : G × G −→ G definita da ϕ(x, y) = xy −1 .
Poiché G è abeliano questa mappa è un omomorfismo, infatti ϕ((x, y)(u, v)) =
ϕ(xu, yv) = xu(yv)−1 = xuv −1 y −1 = xy −1 uv −1 = ϕ(x, y)ϕ(u, v). Inoltre l’omo-
morfismo è chiaramente suriettivo in quanto ϕ(x, e) = x per ogni x ∈ G. Osser-
viamo anche che Ker(ϕ) = {(x, y) | xy −1 = e} = Δ. Dal Teorema di Omomorfismo
otteniamo quindi che G × G/Δ  G.
177. (i) Per prima cosa 0 ∈ Gp , in quanto p 0 0 = 1 · 0 = 0. Siano x, y ∈ Gp e siano
k, h ∈ N tali che p k x = 0, p h y = 0; ponendo m = max{k, h}, si ha p m (x + y) =
p m x + p m y = 0 + 0 = 0, dunque x + y ∈ Gp . Infine, se x ∈ Gp e p k x = 0 allora
anche p k (−x) = −p k x = 0, da cui −x ∈ Gp . Abbiamo quindi provato che Gp è un
sottogruppo di G.
(ii) Se ord(x) = a, allora kax = 0 per ogni k ∈ N. Analogamente, se ord(y) = b,
allora hby = 0 per ogni h ∈ N . Quindi ab(x + y) = abx + aby = 0 + 0 = 0, pertanto
ord(x + y) | ab.
Supponiamo ora che s(x + y) = 0. Abbiamo sx = −sy. Il primo termine ap-
partiene al sottogruppo generato da x, mentre il secondo appartiene al sottogruppo
generato da y. L’intersezione dei due sottogruppi è costituita dal solo elemento 0,
in quanto si tratta di un sottogruppo il cui ordine deve dividere sia a che b, e quindi
deve avere ordine 1 = (a, b). Ma allora sx = 0, e quindi a | s, e sy = 0, e quindi
b | s. Poiché, di nuovo, (a, b) = 1, abbiamo ab | s, e quindi ab | ord(x + y).
(iii) Una implicazione è ovvia: se G è ciclico allora tutti i suoi sottogruppi sono
ciclici, e in particolare tutti i Gp sono sottogruppi ciclici. Per l’altra implicazione,
dimostriamo innanzitutto che, se p a è la massima potenza di p che divide n, allora
l’ordine di Gp è uguale a p a .
Per il Teorema di Cauchy, l’ordine di Gp può essere solo una potenza di p.
Consideriamo ora il quoziente G/Gp , e dimostriamo che esso non ha elementi
di ordine p. Infatti, se per assurdo x + Gp ∈ G/GP è un elemento di ordine p,
allora p(x + Gp ) = Gp , ossia px = y ∈ Gp e dunque esiste un intero k per cui
p k y = p k+1 x = 0, da cui x ∈ Gp ; ne segue che la classe laterale x + Gp è la classe
elemento neutro del quoziente e quindi ha ordine 1, ed abbiamo una contraddizione.
Ora, non avendo G/Gp elementi di ordine p, sempre per il Teorema di Cau-
chy, segue che p non divide l’ordine di G/Gp . Ma dato che |G| = |Gp | · |G/Gp |,
abbiamo la tesi che |Gp | = p a .
Sia ora n = p1e1 · · · pkek la fattorizzazione di n in primi e siano x1 , . . . , xk ∈ G
elementi appartenenti rispettivamente a Gpi di ordine piei . Dimostriamo, per in-
e
duzione su k, che x1 + · · · + xk ha ordine p1e1 · · · pkk . Se k = 0 non c’è niente