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Il momento storico in cui si concreta formalmente una svolta, tramandata nel tempo, rispetto al

ruolo istituzionale della donna all’interno della Libera Muratoria, coincide con l’azione di Marie
Deraismes.

In Europa, la soluzione la diedero parzialmente , GEORGE MARTIN e gli altri fratelli della
Loggia “ I Liberi pensatori di Pecq”, con la iniziazione massonica nel febbraio del 1882 ai primi tre
gradi della sorella Maria Deraismes (1828-1894), che fondarono a Parigi nel 1893/4 la Gran Loggia
Simbolica Scozzese Mista di Francia, detta anche “ LE DROIT HUMAIN”- ( Il Diritto Umano).
Il Fr. Gorge Martin 30° grado (volontario garibaldino) appartenente al Rito Scozzese che nel 1860
era Oratore all’Assemblea Costituente della GRAN LOGGIA SIMBOLICA SCOZZESE – oggi:
GRAN LOGGIA DI FRANCIA.

La “FEDERATION MIXTE DU DROIT HUMAIN », l’aggettivo « Mixte » fa riferimento al fatto


che questa associazione, attiva soprattutto nel campo dei diritti umani, accoglie tra le sue file sia
uomini che donne a parità di diritti.
Successivo alla costituzione della Gran Loggia, l’’11 MAGGIO 1899, ci fu la costituzione del
SUPREMO CONSIGLIO DEL 33° ED ULTIMO GRADO DELLA MASSONERIA SCOZZESE
MISTA INTERNAZIONALE, il solo che può rilasciare le investiture costitutive delle “Officine”
Miste dal 1° al 33° grado incluso per tutto il mondo.

Affiliata al “Droid Humain” fu Annie Besant, allieva prediletta della Madamme Blavatsky (Helena
Petrovna) alla cui opera si deve nel 1902, l’introduzione in Inghilterra della “Co-Masonry”. Sei
anni dopo la fondazione a Londra della “Human Duty” ad opera della Besant, sorse la “Honorable
Fraternità of Ancient Masonry” , poi diventata “The Order of Women Free Masons”, mentre nel
1913 nasceva la “Honorabke Fraternità of Ancient Freemasons”. Di notevole importanza “The
Order of Ancient Free and Accepted Masonry for Men and Woman” fondato dalla Bothwell-Gosse
nel 1925.

Le origini de LE DROIT HUMAIN nel nostro paese risalgono al 1915, quando fu introdotta per
opera da M. Spasiano e E. Donvito ( che furono poi membri del Gruppo Massonico che si
richiamava a Palazzo Brancaccio), con Bolla-Patente del 20 agosto 1915.

In Italia presente ufficialmente dall’ 01 ottobre del 1922 con il Rappresentante del Supremo
Consiglio il Pot.mo Fr. FABIO VALENTINO 33 e dopo gli sconvolgimenti politici del 1925 la
Federazione Italiana si mette in “sonno”, per riprendere pieno riconoscimento nel 1951 (decreto
del 28/01) che riconosce il Governo eletto nella tornata dell’ 8-9-10 dicembre 1950, quale
organismo direttivo della Federazione Italiana del Diritto Umano e presidente viene eletto il Pot. Fr.
Agostino Caporlingua 33 . Attualmente la Federazione italiana è presente con 15 logge e 150
iscritte.

Persegue la conoscenza di se stessi secondo gli insegnamenti di donne come Annie Besant, filosofa
della società teosofica parigina, e di Maria Montanari, Gran maestra in Italia fino al 1985.

Leggiamo e riportiamo nella Dichiarazione di principi:

“ART.01 l’Ordine Massonico Misto Internazionale “Il Diritto Umano” afferma l’uguaglianza
essenziale dei due esseri umani, l’uomo e la Donna. Proclamando “Il Diritto Umano” l’Ordine
vuole che essi giungano su tutta la terra a godere – in maniera uguale – della giustizia sociale, in
una Umanità organizzata in Società libere e fraterne.
ART.02 Composta da Massoni dei due sessi, fraternamente uniti, senza distinzione di razze, di
religione, di filosofie, l’Ordine s’impone, per raggiungere tale scopo, un metodo rituale simbolico,
grazie al quale i suoi membri edificano il loro Tempio alla perfezione ed alla Gloria dell’Umanità.”

Alcuni massoni nel pieno spirito “garibaldino” non potevano che diventare alleati delle donne
“uomini liberi”, che rivendicavano un ruolo attivo, anche nella massoneria, non solo durante le
guerre, ma principalmente negli anni della ricostruzione post-bellico.

Nell’anno 1900, a Napoli esisteva un

“ANTICO ed ORTODOSSO SUPREMO CONSIGLIO dei 33


Federazione italiana di RSAed A e delle sorelle MOPSE”.

Ma ebbe scarso sviluppo.

Come veniva considerata la presenza delle Mopse, dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia
Francesco De Luca (in carica dal 1864 al 1867):

“ Riviene periodicamente la questione delle figlie di adozione o mopse - così DE LUCA affrontò il
problema - Istituzione francese, esse sono dame di carità; il loro ufficio è l’esercizio della
beneficenza; sorsero nel Medio Evo con gli anatemi di Roma; si davano loro a conservare gli
oggetti massonici. La questione delle figlie di adozione, decisa in massima è, per attuazione,
questione di tempo. L’educazione impartita fino ad ora alle nostre donne non permise al Grande
Oriente di fare un passo in questa via di progresso. Buoni padri di famiglia, educhiamo le nostre
figlie ai nobili sentimenti della beneficenza, togliamole all’incubo del pregiudizio, apprendiamo
loro a sapersi condurre nel mondo e verrà tempo che saranno buone ausiliarie dell’Ordine nostro.
Mettendole ora a parte dei nostri lavori verrebbero facilmente a screditare colla loro leggerezza la
più pura delle Istituzioni.”

I vari Gran Maestri della massoneria italiana, dovettero affrontare gli anni della pubblicistica
antimassonica; ove l’ammissione delle donne, anche se a titolo diverso e in ruolo subalterno, dava
facilmente adito a polemiche e ad accuse.
Leo Taxil, inventò anche una Massoneria Palladica che egli chiamò “Rito Palladio Riformato” ,
dedita a piccole orge, con Gran Sacerdotessa Diana Vaughan.

Con la morte del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Adriano Lemmi nel 1906 e l’elezione a
Sovrano Gran Maestro del R.S.A.A. di Achille Ballori e luogotenente Saverio Fera, l’unità
massonica maschile italiana cessa nel 1908.

Si ebbero così due Massonerie dette dei Ferriani e dei Balloriani che, dal luogo delle rispettive sedi,
assunsero il nome di Piazza del Gesù e di Palazzo Giustiniani. Dal caos massonico italiano che ne
seguì , che si protrarrà fino al 1961 e al 1973, nacquero alcuni gruppi, fondati da coloro che non
volevano prendere posizione in favore degli uni o degli altri. Fra questi, uno era capeggiato dal
fratello Edoardo Frosini, noto anche come dottor Hermes, fondatore di una loggia di Rito Simbolico
a Firenze e dimissionario dal G.O.I. l’8 febbraio 1909, fondò il Rito Filosofico Italiano.

In Italia per la prima volta il Rito Filosofico Italiano nel 1910 ammise le donne con gli stessi diritti
e doveri degli uomini, escludendosi però le maritate con profani e ponendo alle nubili l’obbligo di
sposare Massoni: limitazioni che non sembrano compatibili con la libertà, specie in questo delicato
campo.
Sempre in quegli anni – dicembre 1910- in Italia il Rito Filosofico Italiano, risolveva per conto
suo la questione delle donne in loggia, ammettendole con gli stessi diritti e doveri degli uomini (
con alcuni limiti). Nelle sue Costituzioni si legge:

“L’Articolo 12 - Si ammettono a titolo regolare tanto l’uomo che la donna. Non possono, per altro,
essere ammesse donne unite in matrimonio con un Profano; le sorelle nubili debbono promettere sul
loro onore che esse non contrarranno matrimonio che con un Libero Muratore”.

Il Rito , ebbe un suo momento di notorietà fino all’inizio della seconda guerra mondiale.

Con la vittoria e il ritorno alle logge il Rito Filosofico ritenne di aver compiuto il suo mandato e si
sciolse. I suoi membri si ricongiunsero al Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato
per l’Italia e sue Colonie di Piazza del Gesù 47 di Roma ……….

Un tentativo di risveglio del tutto irregolare è stato effettuato nel 1973 o ’74 dal Savona – Piazza del
Gesù - , che esibiva patenti che furono ritenute irregolari del G.O.I.

Nel nord dell'Italia sempre agli inizi del 1900, da un’Obbedienza Mista, la

GRAN LOGGIA MISTA SIMBOLICA ITALIANA,

su sollecitudine del GRANDE ORIENTE d’ITALIA , precisamente dal RITO SIMBOLICO


ITALIANO (1912), nacque e visse per qualche tempo una Gran Loggia, formata esclusivamente da
donne che praticava e governava i soli primi tre gradi simbolici.
:

GRAN LOGGIA FEMMINILE d’ITALIA

di cui fu Gran Maestra Lavinia Holl’o e Gran Maestra Aggiunta Anna Franchi ,
“Massoneria Femminile Italiana – Ia Assemblea Costituente.
29 Marzo 1913.
Ill e Car Sorella,
Questa SerenissGr Loggia, venuta a conoscenza delle deliberazione prese, nell’ultima sua
tenuta, del Grand’Oriente d’Italia a proposito di una costituente organizzazione iniziatica di Donne,
ritenuto di aderire a questa nuova organizzazione che sostanzialmente risponde agli scopi che la
Gran Loggia Mista Simbolica d’Italia si è preposti, ha deliberato di sospendere i suoi lavori e di
convocare in Roma nel giorno 30 marzo p.v. ad ore 14, nella sala cortesemente concessa dalla
SerenissGr Loggia di Rito Simbolico Italiano, in via Dogana Vecchia 29 (Palazzo Giustiniani),
tutti i gruppi di donne già organizzati massonicamente nelle varie città d’Italia per discutere …..”

Un’autorevole fratello scozzese del tempo, Liborio Granone 33 del Supremo Consiglio del
R.S.A.A. di Piazza del Gesu’ 47 , scriveva nel 1915:

…” L’unica soluzione è quella di permettere e di agevolare la formazione di una specie di


massoneria femminile, esclusivamente femminile. Gli Ordini regolari dovrebbero avere diretti
rapporti con essa, secondo norme da stabilirsi di comune accordo, in modo però da evitare qualsiasi
vincolo di dipendenza. Le decisioni dei primi non dovrebbero imporsi alla seconda, come la
condotta di questa non dovrebbe compromettere quelli. Ognuno per conto proprio e tutti guidati del
trinomio Libertà – Uguaglianza – Fratellanza per beneficiare i popoli, agevolando lo sviluppo
generale del progresso, combattendo il dispotismo e propugnando la giustizia, la pace e la verità
sempre e dovunque.
In tal guisa si eviterebbero tutti i deplorevoli inconvenienti dannosi, cagionati sia dalla esclusione
totale delle donne dal movimento iniziatici, che dalla loro ammissione nelle logge regolari maschili.
Non sarà magari una massoneria perfetta, specialmente nei primi tempi, ma benefici se ne avranno
molti, perché risulta necessario organizzare le donne con vincoli solenni ed in segreto , dati i
pregiudizi sociali che ancora imperano a vantaggio dei preti. Sul riguardo possono sorgere
divergenze secondarie, ma è impossibile trascurare ancora la donna.
Queste per altro progrediscono quotidianamente con impressionante rapidità. Il secolo ventesimo
sarà ricordato anche per la pacifica rivoluzione femminile, che si compie sotto i nostri occhi. La
donna non è più esclusa dalla vita pubblica e professionale. Essa lavora nei campi e nelle industri,
insegna nelle scuole, esercita la medicina ed altre professioni, partecipa al commercio, parla nei
comizi e nei congressi, in certi paesi entra anche nei parlamenti, sostiene la concorrenza degli
uomini, si afferma sempre più nelle arti, nelle e nelle scienze.
La donna insomma non è più serva, non è più serva, non è strumento di piacere, non è povero
simulacro umano confinato nelle alcove e nelle cucine, o nel focolare domestico, se si ama la
idilliaca retorica, che in sostanza è falsa e rancida – per subire continuamente la tirannica volontà
maschile. Essa si risveglia, si redime e lotta vittoriosa non per il predominio, ma per avere gli stessi
diritti e doveri degli uomini, per essere libera come questi, per rendersi degna di appartenere
all’umanità. Il suo progresso intellettuale, etico, politico e così via è inarrestabile, travolge
pregiudizi e superstizioni, contribuisce allo sviluppo della civiltà ed assicura efficaci impulsi al
graduale miglioramento dell’individuo e dell’umana convivenza…”

“ Ond’è lodevole lo sforzo di alcune benemerite donne, che in Italia han fatto sorgere e diffondere
la massoneria femminile, la cui Gran Maestre è la sig. [ non la chiama Sorella] Lavinia Holl’ assai
nota specialmente nel campo magistrale per le sue non comuni virtù di organizzatrice tenace e
valorosa. La Gran Loggia Femminile d’Italia si è regolarmente costituita nel 1912, essa pratica e
governa i solo primi gradi simbolici e svolge un’azione prevalentemente filantropica ed educativa.
La sua divisa è: Patria – Famiglia – Umanità – Libertà – Uguaglianza – Fratellanza. La Gran Loggia
ha fondato alcune officine e conta un buon numero di affiliate.
Questo nuovo sodalizio iniziatici potrà fare molto bene, specialmente dal punto di vista intellettuale
e filantropico, se persisterà senza tentennamenti. Bisogna che vada avanti e che abbia fiducia nelle
proprie forze e nel proprio avvenire, perché la sua missione non è facile, né di poco conto: redimere
le donne italiane, che in massima parte ancora non sanno sottrarsi alla nefasta influenza pretesca. Di
contro il Vaticano è necessario che sorga ed abbia vita rigogliosa e feconda anche la massoneria
femminile, alla quale perciò non dovrebbe mancare la solidarietà costante dei liberi muratori”

Testimonianza certa, che la presenza femminile nelle Logge era frequente, ma a quel tempo
esistevano piccoli gruppi sparsi sul territorio già organizzati massonicamente. Qualche vecchio
massone, afferma che l’Obbedienza, anche se con un numero d'aderenti molto limitato, vive ancora.

Alla fine del XIX secolo, il movimento di emancipazione femminile pose nuovamente in evidenza
la questione dell’accesso delle donne nelle logge massoniche, ma non nella forma spuria delle logge
di adozione, che pur aveva soddisfatto le nobildonne del Settecento, bensì secondo le identiche
regole iniziatiche e rituali riservate agli uomini. Queste decise rivendicazioni aprirono, nella storia
massonica, il capitolo delle Obbedienze “rosa”.
I primi anni del 900, vide il nascere di una moltitudine di Obbedienze miste, o esclusivamente
femminili o composte da gran logge “a sessi separati”.
Anche il movimento massonico femminile fu disperso durante il fascismo, e si ricostituì nel
secondo dopoguerra.

L’11 ottobre del 1925, i Fascisti romani, guidati dal famigerato federale Italo Foschi, assaltarono le
Sede del R.S.A.A. e della Serenissima Gran Loggia, sita in Piazza del Gesù al n° 47. Gli squadristi
erano un centinaio e nella loro furia devastatrice non risparmiarono niente, nemmeno i busti di
Garibaldi, Mazzini, Obberdan e Bovio. I labari e un gran ritratto ad olio del Palermi furono portati
per scherno per le vie della Capitale ed infine bruciati.

Sin dal dopoguerra è iniziata la lacrimevole fioritura di iniziative massoniche, che ha portato i
Massoni a difendersi da una belligeranza interna quasi permanente. La Massoneria si offre al basso
intrigo di corridoio e all’infedeltà di chi anche gli ha “giurato” (o impegno massonico) obbedienza.
A questo riguardo ci sembra opportuno ricordare quanto scritto da Christian Jacq.

“Il suolo del Tempio massonico è un pavimento a mosaico, cioè una sorta di scacchiera in cui
s’alternano caselle bianche e nere. Esso raffigura allegoricamente il mondo, che è luce e tenebre a
un tempo. Si potrebbe inoltre affermare che è un’eloquente rappresentazione della storia
dell’Ordine Massonico, comprendente periodi costruttivi e fasi di decadenza”.

“Quando la Massoneria riprese nel nostro Paese i suoi lavori dopo la forzata interruzione
ventennale, si ricostituì anche quella femminile ad iniziativa della sorella M. A. COSTA – CAVINI,
la quale , già in possesso di un vecchio brevetto di Rosa – Croce, si pose dapprima alla obbedienza
di un Gruppo Simbolico, dando successivamente vita, a seguito di difficoltà sorte, ad un Rito
autonomo femminile, di cui assunse la Gran Maestranza onoraria, costituzione di un Supremo
Consiglio sul modello Scozzese.

Sappiamo che la Sorella Costa-Cavini è una perfetta iniziata, dotata di grande fede, di tenace
volontà, di adeguata cultura, di alto spirito filantropico e che essa dalla mamma apprese, quand’era
bambina, il valore della sciarpa massonica, decorante il corpo esanime del nonno, il quale, passato
all’Oriente Eterno, le lasciò il nobile retaggio spirituale che la condusse più tardi all’iniziazione.
Sappiamo anche che attorno a lei è un eletto cenacolo di sorelle tutte docenti universitarie.”

Le esigenze del 1946 erano determinate dalle misure fasciste e dalla guerra, che lontanamente si
possono paragonare agli anni successivi delle varie “scissioni” e “diaspore” che hanno determinato
il “caos” e talvolta la “contraffazione” dei filoni storici della Massoneria Italiana.

L’incontrollata proliferazione di formazioni Massoniche o sedicenti tali, prive di radici e di


riferimenti, spinge spesso i promotori ad adottare indebitamente il nome di “PIAZZA DEL GESU’
”, per indubbio prestigio che assicura tale denominazione, sinonimo in Italia ed all’estero, di
Massoneria a carattere spiccatamente tradizionale ed esoterico.

Infatti, la maggior parte di essi, si richiama a quei membri di “PIAZZA DEL GESU’ ” che non
accettarono l’incorporazione nel G.O.I. (andando “in sonno” o costituendo nuclei separati dopo il
1945 e il 1973) o all’artefice della fusione; altri, di più recente costituzione, sono nati dopo la
scomunica internazionale inglese di “irregolarità” (1993) del GRANDE ORIENTE d’ITALIA di
“PALAZZO GIUSTINIANI” .
Anni in cui il potere politico, pur essendo fecondo di grandi realizzazioni massoniche, indebolì
notevolmente la compagine spirituale esistente fra i Fratelli. Nulla più delle divergenze in materia
politica è causa di inimicizia fra i Fratelli, convinti della potenza dell’Ordine, si infiltrarono nelle
Logge, per conseguire finalità di lucro individuali, per ottenere facilitazioni nella vita e nella
carriera profana e per affermarsi nella vita politica.

“La Massoneria è sempre viva e perciò sempre attuale quando fa Massoneria; è sempre in ritardo e
sempre battuta quando la protende a forza politica, a centro di potere, a scuola ideologica” .

Dopo il forzato assonnamento, si parla nel rapporto riservatissimo del Commissario Capo di P.S.
Giuseppe Dosi presso il Center Intelligence Corps, il 9 febbraio del 1946, scriveva al punto : “ 5) A
Roma assicurasi trovasi presso Piazza Ungheria una loggia massonica femminile appartenente alla
Massoneria di adozione che ammette le donne e della quale è Venerabile una professoressa 70
enne.”

In Italia c’erano donne che avevano brevetti massonici del Rito Filosofico Italiano, del DROIT
HUMAIN e di altre Gran Logge o Obbedienze Miste che si erano estinte nelle varie fusioni o
proseguivano come Miste , che bussavano alle porte dei Templi delle Massonerie Italiane di
R.S.A.ed A.
Il R.S.A.ed A., a differenza della massoneria simbolica, aveva attinto gli alti gradi da una tradizione
lontana, non artigianale ma cavalleresca e aristocratica. La prima loggia di maestri scozzesi si riunì
a Londra nel 1733 tre anni dopo che il cavaliere Andrè Michel Ramsay, precorritore dei Riti
Scozzesi, veniva iniziato Libero Muratore.

Nel 1762 con la promulgazione delle Costituzioni di Losanna e delle Costituzioni di Federico II di
Prussica la fisionomia del rito era in gran parte completa. Ufficialmente, però, il primo Supremo
Consiglio del Rito Scozzese fu eletto a Charleston nella Caroline del Sud (U.S.A.) il 1801; il
secondo, a Parigi nel 1804. In Italia il primo Supremo Consiglio fu costituito a Milano nel 1805.

Il Rito Scozzese non ha mai riconosciuto la Massoneria Mista o una Massoneria Femminile, ma
uomini con alti gradi hanno sempre favorito, almeno in Italia dal dopoguerra fino ai nostri giorni, la
nascita di una Massoneria Femminile, perché ritenuta priva di discordie o peggio, che affliggono
invece, ancora largamente, la o le Massoneria maschile.

Scriveva GINO PELAGGI 33 sul Notiziario del 1948 del “SUPREMO CONSIGLIO D’ITALIA
DEL 33 ED ULTIMO GRADO DI R. S. A. ed A. PER L’ITALIA, SUE COLONIE E
DIPENDENZE”:

“Quali i rapporti che i Supremi Consigli regolari di Rito Scozzese possono avere con la Massoneria
Femminile? Senza dubbio fraterni, pur se necessariamente soltanto ufficiosi fino a quando il
CONVENTUM INTERNAZIONALE non avrà adottata una determinazione, che noi pensiamo, per
le ragioni anzidette, debba condurre al riconoscimento delle Logge femminili.
Si dirà che i Landmarks parlano di “uomini”; che gli old charges si riferiscono solo a “fratelli” ed,
analogamente, le Costituzioni Anderson del 1717 e di Federico di Prussica del 1786; mentre le
dichiarazioni di principi, approvate nel Conventum di Losanna del 1875, sancendo che la
“Massoneria è aperta agli uomini di tutte le nazionalità”, sembra escludere le donne.
Anzitutto le Costituzioni di Anderson, quando, al n. 4, parlano dell’iniziazione, fanno riferimento a
persona di età non inferiore ai 25 anni, senza quindi distinzione di sesso.
Ma, a prescindere da ciò, a noi sembra inconsistente sottigliezza quella di voler inferire da una
locuzione adoperata al maschile un divieto per le donne, che avrebbe dovuto essere, nel caso,
sancito espressamente; mentre usualmente si adopera il maschile: sicchè “uomo” diventa, nel
linguaggio comune, quando il vocabolo viene adoperato in senso generale, sinonimo ed equivalente
di “individuo”, parola, quest’ultima, che non consente distinzione di sesso.
Pur se nelle Grandi Costituzioni non si accenna alle donne, da ciò volendosi desumere il divieto di
iniziarle, nulla impedisce che il Conventum apporti una modifica in senso positivo ed esplicativo. Il
mondo cammina e si evolve e questa realtà, che è nella legge del progresso, consigliò appunto
Federico II di sancire che le Costituzioni possano essere modificate nel Congressi Internazionali,
come infatti si fece a Losanna nel 1875. Solo i Landmarkes sono intangibili; ma essi consentono,
come abbiamo visto, una interpretazione la quale non è di ostacolo alla soluzione auspicata.
E’ questa, quindi, una questione che dovrà decidere il Conventum e tre soluzioni si presentano: o
l’esclusione, o l’ammissione delle donne nelle Loggie insieme con gli uomini, o la costituzione di
una vera e propria Massoneria femminile. Noi siamo per quest’ultima determinazione, che varrebbe
ad evitare da una parte, gli inconvenienti dannosi derivanti dall’assenza delle donne nelle Officine,
e dall’altra l’ eterossia di un Rito Misto che, almeno come tale, non potrebbe essere riconosciuto,
perché contrastante col tradizionalismo scozzese.
Si stabilirebbero, di comune accordo, i rapporti che dovrebbero intercorrere tra gli Ordini maschili e
femminili, eliminando interferenze e vincoli di dipendenza; ma dovrebbero consentirsi almeno lo
scambio di visite che servirebbero per cementare i vincoli di comune fraternità.
Così le donne, che dovrebbero, naturalmente, modellare i loro lavori con lo stesso rito, costituendo
sia la Gran Loggia che il Supremo Consiglio, avrebbero il vantaggio di lavorare in un clima di
omogeneità, particolarmente dedicandosi, secondo le loro speciali attitudini, alle opere esistenziali,
evitando l’imbarazzo della egemonia maschile, che finisce sempre con l’affermarsi nelle Loggie
miste, cagionando una prevalenza di sesso ingiusta ed inopportuna.”

Su iniziativa di alcune Obbedienze che si richiamavano a “PIAZZA del GESU’” (fondata dal
Pot.mo SAVERIO FERA nel 1908), fu sponsorizzata già nel lontano 1945 con il gruppo della
REGGENZA , una GRAN LOGGIA FEMMINILE.

All’ombra del GRUPPO di PALAZZO BRANCACCIO (1946),-MASSONERIA UNIVERSALE


DI R.S.A.A. Piazza del Gesù - Sovr Gran Comm Gran Maestro ANDREA FINOCCHIARO
APRILE 33 ( ove confluirono i Fr. M. Spasiano e E. Donvito del DROID HUMAIN) , ebbe
“Luce” la:

COMUNIONE ITALIANA della MASSONERIA FEMMINILE


GRAN LOGGIA NAZIONALE FEMMINILE d’ITALIA di R. S.A.ed A.,

Dopo la mozione votata dal Congresso massonico femminile tenutosi in Roma il 18.03.1951
EV …. Omissis…… fu approvato:

Art.1°) E’ autorizzata la creazione di un Triangolo di Sorelle massone investite del 33 ed ultimo
grado in Italia col comando di erigere e costruire una Piramide scozzese femminile;

Art.2°) A comporre il predetto Triangolo sono chiamate le Pot Sorelle Amelia Donvito, Elettra
Ruffoli E Bice Rinaldi, Fondatrici Della massoneria femminile dei gradi simbolici in Italia che
saranno investite nelle forme del rito.

Art.3°) A rappresentare i Grandi Ignoti nel Governo del Rito e dell’Ordine femminile in Italia,
sedente in Roma, sono designati gl’Ill e Pot Frr Finocchiaro Aprile 33, Spasiano Mario
33 ed Ezio Garibaldi 33
L’operato e l’attivismo decennale delle sorelle, anticipò di molto la costituzione in Francia, della
Gran Loggia Femminile di Francia (1952) e fu prima massoneria tutta al femminile che adotto tutti
i gradi della Piramide Scozzese del R.S.A. ed A. (dal primo al trentatreesimo grado) in piena
ritualità, non come ancora oggi succede (anche per gli uomini) con il dare i gradi Scozzesi in modo
virtuali. Un primato che viene riconosciuto oggi dalle sorelle francesi della:

GRANDE LOGE FEMININE DE FRANCE


60, rue Vitruve- 75020 Paris

che hanno assunto il ruolo di Gran Loggia Madre, diffondendo o regolarizzando le logge femminili
in tutta l’Europa, rilasciando patenti di “regolarità” alle Grandi o Piccole Logge Femminili. Dai
primi anni del 1960, le sorelle francesi hanno portato la "Luce massonica" su tutta l'Europa e non
solo, hanno creato dei centri di collegamento internazionale che riunisce tutte le Obbedienze
Femminili quale il C L I M A F - Centre de Liaison International de la Maçonnerie féminine .

La Gran Loggia conta oggi più di 11.000 sorelle, presenti in più di 300 logge.

La GRAN LOGGIA NAZIONALE FEMMINILE d’ITALIA di R. S. A .ed A., visse subito dopo la
fine della seconda guerra, e si estinse quando questo gruppo massonico di-Palazzo Brancaccio -
confluì nel GOI nel 1958.
Al tempo, nessuno contestò all’avvenuta “fusione”, la presenza degli alti dignitari scozzesi nelle
logge di sorelle massoni, tutto di pubblico dominio.

Sempre, tra i gruppi che legittimamente o illegittimamente , si richiamavano a “Piazza del Gesù
feriano”, ebbe grande scalpore , dieci anni prima, siamo nel 1948 l’affissione e la diffusione nelle
grandi città d’Italia diretto alle Sorelle a firma Agata Astuni 3 della

GRANDE LOGGIA MASSONICA DELLE DAME


DEL RITO MODERNO DI ADOZIONE
SOTTO GLI AUSPICI DEL SUPREMO CONSIGLIO
UNIVERSALE DELLA MASSONERIA
DEL RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO
- ROMA

Gran Maestro: CONTE PIETRO ASTUNI MESSINEO 33 e Gran Maestro Aggiunto: Marchese
Enrico Spasiano di Sarno 33

La Sorella era figlia del gran maestro.

Uno dei pochi fratelli del legittimo Supremo Consiglio del RITO SCOZZESE ANTICO ED
ACCETTATO di PIAZZA DEL GESU’ FERANO.

Gran Loggia Femminile, che lavorava accanto alla GRAN LOGGIA UNIFICATA ITALIANA
DELLA MASSONERIA DEL RITO DI YORK E SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO
(CONGLOBATO) – ROMA. Denominazione assunta dal 20 APRILE 1947, per differenziarsi dalla
fungaia Massonica in Italia, dopo la “Liberazione di Roma”.

Riportiamo interamente il manifesto:


“DONNE ITALIANE, SORELLE

Dopo la spaventosa tempesta della guerra che ci ha strappato lembi di carne viva, dopo i lutti dei
nostri cuori e le sventure della nostra Patria, gli Italiani non si riconoscono Fratelli nel nome della
Gran Madre comune e si dilaniano sanguinosi in lotte fazione.

SORELLE DONNE ITALIANE TUTTE

Leviamoci non per gridare il nostro sdegno e la nostra disperazione, ma per tendere le mani e
l’animo ad un’opera di bene.
Nel nome di colore che non sono più, nel nome degli Innocenti che si affacciano alla vita, per tutti i
dolori e per tutte le lagrime delle madri, delle sorelle, delle figlie, delle spose, armate soltanto
d’amore, gettiamoci tra i contendenti e gridiamo loro: Fratelli, Fratelli nostri, via l’odio e il furore,
pace!
In ogni casa, presso ogni focolare, vicino ad ogni capezzale, nelle scuole e nelle fabbriche, nei
negozi e per le vie, Donne d’Italia, Sorelle di dolore e d’amore, diciamo la nostra parola, gettiamo
la nostra invocazione, gridiamo la nostra passione: Uomini, fratelli d’Italia, amatevi! Pace fratelli!
E così sia!
Per le RR. Loggie Femminili d’Italia AGATA ASTUNI 3”

Le Sorelle si riunivano e lavoravano, separatamente dagli uomini e conseguivano fino al Terzo


Grado.

Scriveva il Gran Maestro CONTE PIETRO ASTUNI MESSINEO 33 nel 1958:

…” La donna, dunque, maturatasi ha portato in Massoneria le sue virtù fondamentali, che la


distinguano da quelle maschili, completate dalle virtù acquisite e nobilitate, in questi ultimi tempi,
dalla coscienza profonda patriottica e da convinzioni di natura squisitamente politica.
Per queste ragioni, le passioni turbinose, il bisogno di dedizione e di sacrificio, la sentimentalità che
sono pertinenti alle donne, sono oggi disciplinate, direi quasi, frenate: cosicché esse, selezionate –
come del resto si procede per i profani che chiedono l’accessit – portano alla Massoneria quelle doti
tese verso l’Umanità, la Patria, la Giustizia in un equilibrio veramente benefico.
Si pensi che quando l’Umanità si è appressata alle vette la donna ha mostrato fedeltà e devozione
alle opere edificanti dell’uomo. Oggi, le opere edificanti nell’Ordine Massonico non sono solo
dell’uomo, ma anche della donna sorella, non concorrente.”

La presenza delle Donne nella ricostituita “casa Madre feriana”, che prendeva la denominazione di

MASSONERIA UNIVERSALE
SERENISSIMA GRAN LOGGIA NAZIONALE ITALIANA
DEGLI ANTICHI LIBERI ACCETTATI MASSONI
di R.S.A.A, Comunione di PIAZZA del GESU’ n°47 - Roma
(denominazione del tempo)

che dopo la scissione avvenuta nel suo interno nel 1961, diede vita alla più numerosa Obbedienza
Mista europea e ad altre di entità molto più piccole, pur rimanendo ufficialmente d’essenza
maschile diversamente dal DIRITTO UMANO. Nella “Massoneria Mista” o “Co-Masonry” le
donne sono ammesse allo stesso titolo degli uomini, e non ha nulla in comune con la “Massoneria
d’Adozione”.
Il primo gruppo sotto la guida del Gran Maestro Tito Ceccherini, con atto notarile del 13 giugno
1964, si costituì in associazione civile democratica con il titolo di "MASSONERIA UNIVERSALE
di RITO SCOZZESE ANTICO ed ACCETTATO -SERENISSIMA GRAN LOGGIA
NAZIONALE ITALIANA degli AA. LL. AA. MM. - COMUNIONE ITALIANA", e richiamava
la propria storica discendenza e legittimità al Gruppo di Manfredi De Franchis (Via dei Gracchi)
che con atto notarile del 9 febbraio 1948 , aveva adottato il titolo di: "MASSONERIA di RITO
SCOZZESE ANTICO ed ACCETTATO per l'ITALIA.

I contrasti Massonici che ne seguirono, tra i due gruppi, giunsero anche in sedi giudiziarie. Il Dr.
Pietro Piacentini e il Dr. Tito Ceccherini diffidano i Signori Giovanni Ghinazzi, il Dr. Alessandro
Lagi e l'Avv. Enzo Milone all'uso del nome " SERENISSIMA GRAN LOGGIA NAZIONALE
ITALIANA degli AA.LL.AA.MM o MASSONERIA UNIVERSALE di RITO SCOZZESE
ANTICO ed ACCETTATO - COMUNIONE ITALIANA". Diffida del 27 giugno 1967 notificata il
30 giugno 1967.

Dopo un tentativo bonario di risanare il tutto, ad opera dell'Avv. Vincenzo Milone, il Generale
Ghinazzi, si tutela e costituisce l'Associazione denominata "CENTRO SOCIOLOGICO ITALIANO
(C.S.I.).
Con rogito notarile del dott. Vittorio Torina notaio in Roma in data 26 Febbraio 1968, rep. N°
47757 racc. 1758, registrato a Roma al 1° Ufficio Atti Pubblici il 7 Marzo 1968 al n° 3025 vol. 950,
in prosieguo chiamato anche "CENTRO SOCIOLOGICO ITALIANO di ROMA".

La svolta nella Serenissima, come abbiamo scritto, non avviene, alla fine del 1955, con la
confluenza in essa del Gruppo Massonico che faceva capo a GIUSEPPE ZUCCARELLO, vecchio
33 del Supremo Consiglio della FEDERAZIONE MASSONICA UNIVERSALE di R.S.A.ed A.
(Costituitasi nel 1945), come erroneamente scrivono tutti gli storici di massoneria , errore
imperdonabile per gli “eredi” o chi si richiama a Piazza del Gesù n.47.

Questa famiglia, che già aveva statuito l’ iniziabilità delle donne nel 1953, - ma non ne detiene la
primogenitura - era quasi esclusivamente costituita da Fratelli e Sorelle siciliani. Essa aveva avuto
Sede prima in Via Sardegna, poi in Viale delle Milizie e infine in Viale Regina Margherita al n.
270.

L’uomo che ne fu il fautore per una presenza femminile stabile nei Templi, in una Comunione
Massonica solo di uomini che vantava e aveva riconoscimenti del Rito Scozzese internazionale, fu
il Gran Maestro Fr. Tito Ceccherini della

SERENISSIMA GRAN LOGGIA NAZIONALE ITALIANA


DEGLI ANTICHI LIBERI E ACCETTATI MASSONI
GRANDE ORIENTE SIMBOLICO DELLA NAZIONE ITALIANA SEDENTE IN ROMA –
Piazza del Gesù N°47
(denominazione del tempo)

nella stessa, vi era un gruppo di donne capeggiato dalla giornalista Sor GIOVANNA OLMI,
ascoltata amica e collaboratrice del Gran Maestro ,la prima donna a coprire ruoli direttivi entro la
Serenissima.
Dal suo impegno e con l’aiuto di un’altra Sorella, attivissima anche ai giorni nostri, la Sor.
TERESA LEONE DE MAGISTRIS, sposa dell’Avv. ENZO MILONE, il 20 Giugno 1957 E.V.,
nacque la Loggia esclusivamente femminile la RL:”TERESA CONFALONIERI“ all’Oriente di
NAPOLI.

L’ apertura dei templi, se pur limitata, anticipava di quattro anni la costituzione dell’”Unione di
Strasburgo”, più conosciuta sotto l’acronimo CLISPAS.