Sei sulla pagina 1di 2

IL TESTO, I VARI TIPI DI TESTO E LE SEQUENZE TESTUALI

TESTO

Cos’è un testo? La parola testo ha la stessa origine di “tessuto”, e significa intreccio, cioè trama
di parole e frasi ordinate, secondo uno schema prestabilito e uno scopo preciso: lo scopo
principale è quello di trasmettere un messaggio di senso compiuto a qualcuno.

TIPI DI TESTO

I testi possono essere orali o scritti. I principali tipi di testo sono: 1) testo narrativo, 2) descrittivo,
3) informativo-espositivo, 4) regolativo, 5) poetico.

SEQUENZE TESTUALI

Ogni testo è composto da una o più sequenze testuali. Le sequenze testuali sono frasi o periodi
che compongono il testo secondo una precisa tipologia e uno scopo predeterminato. Le principali
sequenze sono: sequenza narrativa, dialogica, descrittiva, riflessiva. Le prime due sono
dinamiche, cioè fanno andare avanti l’azione, le ultime due sono statiche, cioè non fanno andare
avanti l’azione. Le sequenze spesso si riconoscono facilmente, ma altre volte si mischiano
liberamente tra di loro e allora non è sempre facile riconoscerle.

AUTORE

L’autore è l’artefice o inventore del testo. Nelle società antiche i testi (miti, fiabe, leggende, ecc.)
venivano tramandati a voce, oralmente, così l’autore perdeva subito la paternità e il controllo del
testo a favore invece del suo divulgatore o diffusore (cantore epico, cantastorie, giullare,
menestrello, ecc.), che spesso lo rielaborava e variava a seconda delle circostanze.

Nelle società moderne, invece, l’autore diventa scrittore, cioè professionista dello scrivere, capace
di comporre un testo breve ma significativo come una poesia, oppure lungo e complesso come un
romanzo, e capace di pubblicare quel testo, cioè di stamparlo in tante copie per venderlo e farlo
diffondere. Egli si firma all’inizio o alla fine del testo e a quel punto questo testo gli appartiene di
diritto e non lo si può più modificare, ma al massimo lo si può citare, menzionare, oppure
parafrasare a scopo di studio (quest’ultima cosa vale soprattutto per la poesia).

Se si cita il testo scritto da qualcun altro, lo si deve ammettere e riconoscere, cioè mettere tra
virgolette, come se stessi facendo parlare l’autore di quel testo. Se ometti questo riconoscimento
fai un plagio, o furto letterario. E questo è un reato (magari non grave ma sempre reato è).

LETTORE

I lettori siamo noi che leggiamo: lettori piccoli e grandi, esperti e non, ma sempre curiosi e
desiderosi di conoscere tante e tante storie.

IL TESTO NARRATIVO

E’ il più importante tipo di testo, perché è quello usato per raccontare storie. Ha sempre una
struttura tripartita: Introduzione- Sviluppo-Conclusione.
L’INTRODUZIONE di una storia è importante perché, se è ben fatta, il lettore è incuriosito a
continuare nella lettura. A volte si hanno idee belle, ma è difficile cominciare a raccontare, non si
sa da dove cominciare. Le fiabe e le favole hanno sempre inizi molto vaghi per quanto riguarda il
tempo e lo spazio, ma molto precisi per quanto riguarda il protagonista e le sue intenzioni. Si deve
perciò introdurre il protagonista con la breve descrizione fisica e caratteriale, poi descrivere
l’ambiente dove si svolgerà la vicenda e poi introdurre una sequenza riflessiva o dialogica che ci
spiega ciò che pensa il protagonista o il narratore sulle azioni da compiere e lo scopo da
raggiungere.

Lo SVILUPPO è il cuore della storia. È il punto del racconto dove accadono dei fatti imprevisti o
dei problemi che modificano la situazione iniziale. Di solito è caratterizzato da più sequenze e
dall’inserimento di altri personaggi (antagonista, aiutante, ecc.) che interagiscono positivamente o
negativamente con il protagonista.

La CONCLUSIONE. Il finale è dove tutti i problemi sono stati risolti, e lo scopo del protagonista è
stato raggiunto, magari diversamente da come egli pensava di agire. Per spiegare come vanno a
finire le cose non si deve avere fretta, ma arrivarci gradatamente (e così, poco dopo….); poi si può
fare una sequenza riflessiva su quello che hai raccontato o letto (es.: Io penso che la protagonista
sia una bambina...), puoi commentare lo stato d’animo del protagonista (ora il protagonista è
felice, perché …), puoi anche concludere con una domanda (Chissà se …?), oppure puoi evitare il
classico lieto-fine e scegliere una conclusione meno scontata o addirittura misteriosa.

GENERI

Attraverso i secoli il testo narrativo si è modificato e ha formato vari generi: Fiaba, Favola, Mito,
Leggenda, Racconto popolare, Racconto (o Romanzo) storico, Racconto d’avventura, Racconto
umoristico, Racconto del brivido (giallo), Racconto romantico (rosa o love-story), Racconto
fantasy o di fantascienza, Racconto surreale, Racconto autobiografico, Diario, Lettera, e altri
ancora.

Ma ricorda: questi nomi sono solo delle definizioni, dei contenitori. Per ciascuno di questi generi
e in ognuno di questi contenitori sono stati scritti migliaia e migliaia di testi, da tantissimi
scrittori e in tutte le lingue del mondo. Essi formano il repertorio della LETTERATURA, italiana
e mondiale. Non basta una vita per leggerli tutti. Ma vale la pena leggerne quanti più possibile.