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L’executive coach come partner nel processo di sviluppo del

pensiero.

Il business coaching è un'attività in crescente espansione e, proprio per questo, ha bisogno


di ancorare i propri riferimenti teorici e pratici a criteri chiari e razionali. Un buon esempio,
per cominciare a fare chiarezza, è quello di provare ad inquadrare un'attività che viene
genericamente collocata nell'ambito del business coaching, ma che ha caratteristiche molto
più complesse e articolate: l’executive coaching. Che differenza c'è con un generico
business coaching? Cominciamo col dire che l'executive coach lavora con imprenditori e
dirigenti apicali, quindi con persone che hanno una profonda conoscenza tecnica del proprio
lavoro. Non che i livelli intermedi non ce l'abbiano, ma certamente non hanno la prospettiva
strategica che ci si aspetta da un C-level manager. Quindi, un executive coach è
essenzialmente un "Thought Partner", ossia un professionista che sa come condurre
metodologicamente un processo di pensiero a due, con l'intento di trarre dall'interlocutore il
meglio dai suoi ragionamenti. Una sorta di maieutica post litteram. Cosa fa un executive
coach? Ti sfida, o meglio, sfida il tuo modo di pensare, per cambiare i tuoi paradigmi e i tuoi
presupposti. Ha le competenze e la formazione adeguate per interferire positivamente sui
tuoi modelli di pensiero e stimolare la tua creatività. Il risultato di questo processo, ossia le
idee che ne scaturiscono, saranno sempre il prodotto di un processo interiore del coachee
e mai del coach. Quando può essere utile un executive coach? Ogni volta che hai bisogno
di una "sponda di pensiero" per concepire e sviluppare nuovi modelli di business, business
reshaping, change management, cambiamenti culturali in azienda, ecc., oppure quando
prendi coscienza di non riuscire ad ottenere il massimo dalla tua squadra, perché esprimi
una leadership inefficace. In certi momenti della vita professionale (e non solo), noi tutti
abbiamo bisogno di qualcosa di più di una semplice opinione, abbiamo bisogno di qualcuno
che ci stimoli a divergere dai soliti percorsi di pensiero che seguiamo da sempre. Sì, perché
trovare soluzioni innovative significa inventarle. La difficoltà consiste nel coordinare
creatività e metodo, innovazione e praticabilità delle idee, visione e sequenza delle azioni
utili alla loro implementazione. Per ottenere il massimo da un executive coach è
fondamentale la libertà e il senso di sicurezza. Non si tratta di un brainstorming, ma più di
qualcosa che assomiglia ad una jam session tra due musicisti.