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Marco Travaglio è stato attaccato ad Annozero da Maurizio Lupi giovedì 26 maggio che

ha accusavato Travaglio di non poter fare la morale ai politici condannati perché anche
lui aveva condanne per diffamazione sulle spalle.
A queste accuse Travaglio ha risposto affermando di avere ancora la fedina penale
pulita, di essere incensurato.
Travaglio si è difeso affermando di essere incensurato, ma cosa vuol dire questa
parola?
Semplicemente che non ha sulla fedina penale delle condanne definitive per reati
riconosciuti dal codice penale.
L’affermazione corrisponde a verità? Vedete voi …………………………..

Marco Travaglio
Sentenze di condanna []

 Nel 2000 è stato condannato in sede civile,dopo essere stato citato in giudizio
da Cesare Previti a causa di un articolo sull'Indipendente, al risarcimento del danno
quantificato in 79 milioni di lire.

 Il 4 giugno 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a un


totale di 85.000 euro (più 31.000 euro di spese processuali) per diffamazione ( era
omonimo) contenuto nel libro «La Repubblica delle banane» scritto assieme a Peter
Gomez e pubblicato nel 2001. In esso, a pagina 537, si descriveva «Fallica
Giuseppe detto Pippo, neo deputato Forza Italia in Sicilia», «Commerciante
palermitano, braccio destro di Gianfranco Miccicché... condannato dal Tribunale di
Milano a 15 mesi per false fatture di Publitalia. E subito promosso deputato nel
collegio di Palermo Settecannoli».
 L'errore era poi stato trasposto anche su L'Espresso, il Venerdì di Repubblica e La
Rinascita della Sinistra, per cui la condanna in solido, oltreché la Editori Riuniti, è
stata estesa anche al gruppo Editoriale L’Espresso.

 Il 5 aprile 2005 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme
all'allora direttore dell'Unità Furio Colombo, al pagamento di 12.000 euro più 4.000 di
spese processuali a Fedele Confalonieri (Mediaset) dopo averne associato il nome
ad alcune indagini per ricettazione e riciclaggio, reati per i quali, invece, non era
risultato inquisito.

 Il 20 febbraio 2008 il Tribunale di Torino in sede civile lo ha condannato a


risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset con 26.000 euro, a causa
dell'articolo "Piazzale Loreto? Magari" pubblicato nella rubrica Uliwood
Party su l'Unità il 16 luglio 2006.La sentenza è di primo grado e Travaglio ha
dichiarato di stare preparando l'appello.

 Nel giugno 2008 è stato condannato per diffamazione dal Tribunale di Roma in
sede civile, assieme al direttore dell'Unità Antonio Padellaro e a Nuova Iniziativa
Editoriale, al pagamento di 12.000 euro più 6.000 di spese processuali per aver
descritto la giornalista del TG1 Susanna Petruni come personaggio servile verso il
potere e parziale nei suoi resoconti politici: «La pubblicazione», si leggeva nella
sentenza, «difetta del requisito della continenza espressiva e pertanto ha contenuto
diffamatorio».

 Nel gennaio 2010 la Corte d'Appello penale di Roma lo ha condannato a 1000


euro di multa per il reato di diffamazione aggravato dall'uso del mezzo della stampa,
ai danni di Cesare Previti]. Il reato, secondo il giudice monocratico, sarebbe stato
commesso mediante l'articoloPatto scellerato tra mafia e Forza Italia pubblicato
sull'Espresso il 3 ottobre 2002.[48] La sentenza d'appello riforma la condanna
dell'ottobre2009 in primo grado inflitta al giornalista ad 8 mesi di reclusione e 100
euro di multa]. In sede civile, a causa del predetto reato, Travaglio era stato
condannato in primo grado, in solido con l'allora direttore della rivista Daniela
Hamaui, al pagamento di 20.000 euro a titolo di risarcimento del danno in favore
della vittima del reato, Cesare Previti


Il 28 aprile 2009 è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di Roma
per il reato di diffamazione ai danni dell'allora direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce,
perpetrato mediante un articolo pubblicato su L'Unità dell'11 maggio 2007.[51][52]

 Il 21 ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione (Terza sezione civile,


sentenza 22190) al risarcimento di 5.000 euro nei confronti del giudice Filippo
Verde che era stato definito «più volte inquisito e condannato» nel libro Il manuale
del perfetto inquisito, affermazioni giudicate diffamatorie dalla Corte in quanto riferite
«in maniera incompleta e sostanzialmente alterata» visto il «mancato riferimento alla
sentenza di prescrizione o, comunque, la mancata puntualizzazione del carattere non
definitivo della sentenza di condanna, suscitando nel lettore l'idea che la condanna
fosse definitiva (se non addirittura l'idea di una pluralità di condanne)».

Procedimenti estinti per remissione della querela []

 Dal 2004 è stato oggetto di un procedimento penale per


il reato di diffamazione aggravata dal mezzo della stampa, a seguito degli
articoliM'illumino d'incenso e Zitti e Vespa, pubblicati sul quotidiano l'Unità nei
giorni 12 marzo e 6 maggio di quello stesso anno. Il procedimento ai danni del
giornalista si è concluso nel 2008 dopo che la persona offesa, il giornalista Antonio
Socci, ha deciso di rimettere la querela[54] a seguito delle scuse pubbliche di
Travaglio.

Sentenze favorevoli []

Dopo aver scritto assieme a Elio Veltri il libro L'odore dei soldi era stato citato in
giudizio da Silvio Berlusconi per diffamazione; il tribunale civile ha stabilito che il libro
non è diffamatorio ed ha condannato Berlusconi a pagare le spese processuali.[56]

 In seguito all'intervista nel programma Satyricon del comico Daniele Luttazzi è


stata avviata un'azione civile da parte di Mediaset contro Travaglio, la RAI e i
direttori Carlo Freccero e Bibi Ballandi per diffamazione. Nel 2005 la causa è stata
vinta da Travaglio mentre Mediaset è stata condannata a pagare le spese
processuali.

 Nel 2005 Cesare Previti ha citato in giudizio Travaglio per una


presunta diffamazione nei suoi confronti e nei confronti di Silvio
Berlusconinell'articolo comparso nella rubrica Bananas de l'Unità il 19 aprile 2005.
Nel 2007 il tribunale civile di Roma ha rigettato la domanda di Previtie lo ha
condannato a rifondere le spese processuali.

 Il 6 febbraio 2009 Travaglio, Lucio Caracciolo e Paolo Flores D'Arcais ottengono


dal Tribunale di Roma il risarcimento dei danni per la causa per diffamazione
intentagli dall'onorevole Cesare De Piccoli, per via di un intervento di Marco Travaglio
al convegno Proposte per un arcobaleno di pulizia morale, tenutosi a Roma il 14
gennaio 2006 e anche per l'articolo I sommersi ed i salvati, pubblicato
su Micromega del marzo 2006, in cui si rivelava che De Piccoli sarebbe stato in
possesso di conti in Svizzera, sui quali gli sarebbe stata accreditata una somma di
duecento milioni di lire da parte della FIAT.

 Nel maggio 2009 la Cassazione conferma un proscioglimento sancito l'11


dicembre 2008 dal GIP di Roma, relativo ad un'indagine per presunta diffamazione ai
danni di Fabrizio Del Noce, attraverso la pubblicazione di un articolo su l'Unità del 6
marzo 2007, condannando il querelante al pagamento delle spese processuali e a
1500 euro di ammenda.


Il 9 dicembre 2009 il gip di Roma ha disposto l’archiviazione della causa per
diffamazione a mezzo stampa intentata da Cesare Geronzicontro Marco Travaglio,
[63]
accusato di aver «fornito un’immagine del querelante come persona responsabile
di molteplici reati» travalicando «ogni limite nella corretta informazione» e ponendo in
essere un pesante attacco «mediante la prospettazione di notizie in parte false e in
parte maliziosamente rappresentative», nel suo intervento alla
trasmissione AnnoZero del 1 novembre 2007, nella puntata Arrivano i mostri.[64]

 Il 10 dicembre 2009 il tribunale civile di Torino ha condannato Vittorio Sgarbi a


pagare un risarcimento di 30.000 euro per ingiurie nei confronti di Marco Travaglio
nella puntata di 'AnnoZero' del 1 maggio del 2008. Il giudice ha anche stabilito la
pubblicazione della sentenza su 'Repubblica' e 'La Stampa'

domenica 21 febbraio 2010

Quella conoscenza scomoda che lo


manda in bestia
di Mariateresa Conti
Ecco chi è Giuseppe Ciuro, il compagno di
vacanze di Travaglio poi condannato per aver
aiutato l’amico di un boss
Se dovesse parlare del suo amico Giuseppe Ciuro in uno dei suoi
libri, o tracciarne il profilo durante le sue «requisitorie»
adAnnozero, Marco Travaglio dovrebbe dire, citando la
sentenza dei giudici della corte d’Appello di Palermo: «Una
figura estremamente compromessa col sistema criminale». Sì,
perché l’ex maresciallo della Guardia di Finanza in forza alla
Dia, ex uomo-ombra e braccio destro dal punto di vista
investigativo di uno dei pm di punta della Procura di Palermo, il
procuratore aggiunto Antonio Ingroia, secondo i magistrati che
lo hanno giudicato per due volte - in primo grado e poi in
appello - è colpevole di favoreggiamento.
Favoreggiamento semplice - l’accusa iniziale, concorso esterno
in associazione mafiosa è caduta - ma non favoreggiamento
qualunque, visto che l’ex sottufficiale i suoi favori, sotto forma
di preziose informazioni sulle indagini antimafia in corso, li
avrebbe dispensati a Michele Aiello, imprenditore palermitano
considerato molto vicino a Bernardo Provenzano. Un
imprenditore a propria volta condannato anche lui due volte, in
primo grado e in appello, nel cosiddetto processo sulle talpe
della Dda. Un’amicizia diventata decisamente scomoda per
Travaglio, quella con Ciuro, da quando Giuseppe - anzi, Pippo
come lo chiamavano gli amici - si è trasformato da braccio
destro del pm Ingroia in talpa a servizio di esponenti di Cosa
nostra. Era il 2003, 5 novembre, pochi mesi dopo la famosa
vacanza siciliana di Travaglio contestata da Repubblica. Ciuro
scelse il rito abbreviato. Risultato: 4 anni e otto mesi ,
confermati anche in appello, destituzione dall’incarico e
rimozione dalla Guardia di Finanza. Insomma, un amico
decisamente poco difendibile. Tanto più secondo il metro-
Travaglio.

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