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La Normativa Fiscale per un Massaggiatore

La Normativa Fiscale per un Massaggiatore


Qualora il Massaggiatore, una volta terminati i vari corsi di massaggio, decida di iniziare a
praticare in modo serio la sua professione, deve tenere bene a mente che, per essere in regola con
la Normativa Fiscale, dovrà, oltre che possedere la Partita Iva, essere iscritto anche alla Gestione
Separata Inps.
Tale iscrizione è utile per far inquadrare la figura del Massaggiatore a livello previdenziale, il
quale, pagando i vari contributi si garantirà la pensione.
È importante sapere che l’iscrizione alla Camera di Commercio va fatta solamente se
il Massaggiatore ha intenzione di aprire un Centro Massaggio con dei dipendenti.
Il Codice Attività Inps, è il Codice 26, ovvero: Operatore per il benessere fisico.
L’aliquota da versare obbligatoriamente per tutti gli iscritti alla gestione separata negli ultimi
anni è aumentata, siamo infatti ad una percentuale del 27,72% sul reddito netto.
Per i professionisti che già versano contributi per un’attività (commercianti, artigiani, etc..), o che
ricevevano pensioni, l'aliquota da versare è ridotta, ed è del 24,00%, salita leggermente rispetto al
2015 (23,50%)

Regime Forfettario 2016


Non esiste più il Regime dei Minimi, quest'ultimo infatti è stato sostituito dal Regime Forfettario
2016, che ha le seguenti caratteristiche:

 Non ci saranno più limiti di età per avere questo tipo di agevolazione;
 Per entrare nel suddetto regime, non si deve aver superato 20 mila € di
fatturato l’anno precedente;
 È necessario non aver sostenuto spese per collaboratori superiori a 5.000 € lordi;
 Coefficiente di redditività (da applicare al fatturato) del 67%;

La cifra ottenuta applicando il coefficiente al fatturato, sarà tassata al 15% e non più al 5% come
accadeva nel precedente regime.
È bene sapere che, chi appartiene di già al Regime dei Minimi, continuerà a rimanervi per il
tempo stabilito.
Possiamo dire che questo nuovo regime non è vantaggioso come quello vecchio ma è comunque
conveniente per tutti coloro che provengono da quello ordinario oppure per chi ha in mente di
aprire una nuova attività legata ai massaggi.

Cenni Fiscali che regolano l'apertura di un’ Associazione di Massaggi Olistici

La Gestione Separata
La Gestione Separata INPS 2016 per Operatori di Tecniche di Massaggio del Benessere
La gestione separata INPS rappresenta la cassa previdenziale esatta per i liberi professionisti
“senza albo”, e quindi anche per gli operatori olistici in tecniche di massaggio di benessere
naturale.
L’aliquota (percentuale) è rimasta invariata rispetto all’anno scorso: 27,72%.
Chi vuole svolgere attività di operatore olistico in tecniche di massaggi di esclusivo
benessere se non ha un’altra forma previdenziale, paga il 27,72% e quindi paga l’aliquota per
intero.
Se invece versa già contributi, magari perché ha già una forma previdenziale sociale, ed è classico
per coloro che già sono professionisti appartenenti ad un albo (agenti commercio per esempio),
allora non devono versare l’aliquota intera del 27,72%. Questo discorso però vale anche per
coloro che invece percepiscono una pensione.
Nel 2015, i professionisti che versavano già contributi per un’attività, o che ricevevano
pensioni, per l’attività di operatore olistico professionista versavano il 23,50 % del reddito netto
come previdenza sociale.
Dal 2016, invece l’aliquota è salita dal 23,50 % al 24,00 %.
Se quindi rientri in una di queste 2 categorie (versi già contributi come commerciante,
artigiano o alla tua cassa specifica di categoria, un esempio è l’ENARCASSA
), come operatore olistico con p.iva versi il 24,00 % del reddito netto. Al contrario, versi il
27,72% del reddito netto.
Ribadiamo che l’aliquota in essere si applica sul reddito netto.
Le scadenze di SALDI E ACCONTI, sono rimaste invariate come negli anni precedenti.

Come aprire un' associazione di massaggi olistici


Un’associazione, qualsiasi essa sia, è la costituzione legale di un gruppo di
persone che decidono di lavorare in sinergia, per divulgare un messaggio. Quindi
queste persone sviluppano un servizio da dare alle persone, ma non agiscono a scopo di
lucro. Il servizio può essere dato in corrispondenza di un’offerta, versamento di una quota
associativa, o un vero e proprio pagamento dietro svolgimento di servizio, o anche gratuitamente.
Ecco quindi che rispondiamo alla domanda sulla differenza tra società e associazioni, visto che
in entrambi i casi si tratta di attività che portano avanti più persone insieme.
Le società sono sempre a scopo di lucro. O che siano società di capitali o società di persone,
queste sono attività di vendita che presuppongono sempre il fine del guadagno.
Le associazioni assolutamente no! L’associazione quindi prevede che sì, si venda qualcosa, ma se
a fine anno fiscale risulta un utile, allora è ovvio che non si può spartire fra i soci, ma deve essere
reinvestito nell’attività stessa.

Attivita’ commerciale si o no?


Un’associazione non può affiancare l’attività non finalizzata al guadagno, a
quella commerciale finalizzata al guadagno (profitto aziendale).
L’associazione persegue sempre l’interesse del NO
PROFIT, quindi è vero che può svolgere anche attività commerciale,
ma solo se questa serve comunque a portare avanti l’ideale, il messaggio e quindi anche gli
utili derivanti dall’attività commerciale vera e propria devono essere sempre reinvestiti e mai
divisi.
Aprire un’associazione dove non si vende nulla, e magari si ottengono offerte, necessita del
codice fiscale.
Aprire un’associazione significa quindi identificarla presso l’agenzia delle entrate. E questo
ovviamente concerne l’attribuzione di un codice fiscale.
Se si vende qualcosa, nel nostro caso un servizio olistico, allora si svolge attività commerciale, e
si deve per forza richiedere la partita iva. Ma ciò non cambia il fine primario dell’associazione
stessa, ovvero non dividere gli utili fra i soci.
Non c’è possibilità di guadagno con le associazioni. Se crei un’associazione olistica per
guadagnare e trovi escamotage per farlo, allora sei un evasore che ha voluto trovare soluzioni
alternative alla costituzione di una società.

Detto questo come si apre un’associazione?


L’argomento è molto ma molto complesso, quindi non ci dilungheremo, però puoi subito avere un
quadro un pò più ampio e capire se possa o meno fare al caso tuo questa tipologia di attività.
L’associazione si apre presso l’Agenzia delle Entrate. Si ottiene il codice fiscale, ma se si
indica da subito che si svolge attività di vendita vera e propria, quindi attività commerciale alla
maniera di un negozio, palestra, etc. dove si propone un servizio a pagamento,
si richiederà e otterrà la partita iva. Fermo restando, lo ripetiamo, che l’attività commerciale,
non deve perseguire lo scopo di lucro, quindi la divisione degli utili.
Ovviamente c’è un costo di registrazione, e si devono eseguire altri adempimenti, come la
creazione di uno statuto e la nomina di un presidente dell’associazione.
Il requisito base per aprire l’associazione, è il numero minimo di persone, ovvero 3. Questa cosa
è molto importane perché molti valutano a priori di aprirla per esempio in 2,
e alla fine si ritrovano a cercare un’altra persona per condividere il progetto.

RIEPILOGANDO

 aprire un’associazione significa aprire un’attività, anche commerciale, ma senza scopo


di lucro. Tutto è finalizzato a portare avanti un messaggio e non ad arricchire i soci;
 ci vogliono almeno 3 persone per aprire un’associazione olistica e una di queste deve essere
nominato come presidente dell’associazione stessa;
 l’associazione si costituisce presso l’agenzia delle entrate, pagando la tassa di registrazione e
ottenendo codice fiscale o partita iva

Tassazione per gli Operatori del Benessere con Regime dei Minimi
Se sei massaggiatore o comunque operatore del benessere e hai aperto partita iva con
regime ex minimi l’anno scorso, ti ritroverai quest’anno a dover dichiarare i tuoi redditi.
Quindi a fare la tua prima denuncia dei redditi con relativo calcolo delle tasse da pagare (INPS e
IRPEF RIDOTTA AL 5%).
Forse non lo sai ma la prima tassazione è molto ma molto onerosa per chi ha il regime dei minimi,
perché il sistema italiano funziona con il sistema ACCONTO E SALDO.
Quando fai la prima dichiarazione dei redditi, non versi l’acconto, ma subito il saldo del 2015 (
100% tassazione) e vai anche a pagare durante l’anno (entro la fine del 2016) l’acconto per il
2016, cioè vai a pagare nuovamente lo stesso importo delle tasse.
Poi quando farai la dichiarazione dei redditi del 2017, si calcolerà il totale (saldo) e visto
che avrai già versato acconti, procederai a versare la rimanenza (se c’è, se invece sei a credito e
hai versato più di quanto dovevi le tasse vengono accantonate per l’acconto successivo).
Quindi, se hai dichiarato 10.000 euro di netto per il 2015, ti ritrovi a pagare circa 3200 € di
tasse per il 2015 ( e siamo al 34%), ma ti ritrovi anche subito l’acconto del 100% per il 2016!
E quindi dovrai versare ulteriori 3200 €.
Ti ritrovi così a versare 6400 € tutte in un anno. Solo nell’anno successivo, quindi nel 2017 ti
“normalizzerai”, cioè andrai a versare circa il 30% di tasse, perchè avrai versato il primo acconto
e quindi il saldo non sarà più così oneroso.
E’ importante quindi capire che la prima tassazione di un libero professionista o impresa del
benessere col regime dei minimi, è molto alta, e si aggira intorno al 60%.

Quale codice ateco deve usare un massaggiatore?


Il Massaggiatore che desidera lavorare come libero professionista ha l’obbligo, per risultare in
regola con la Legge, di aprire la Partita Iva.
La richiesta per tale documento dovrà essere fatta compilando e consegnando a qualsiasi ufficio
dell’Agenzia delle Entrate oppure anche al proprio commercialista di fiducia, il Modello AA9/7.
Una volta rilasciata la Partita Iva, il Massaggiatore dovrà inserire il numero di documento su
qualsiasi fattura o ricevuta fiscale da lui emessa.
Non è necessario iscriversi alla Camera di Commercio se il Massaggiatore non intende ass
umere dipendenti.
Codici ateco (attività economica)
I Codici Ateco sono combinazioni di lettere e numeri, che la Camera di Commercio assegna al
momento di apertura di un’attività e sono utili sia per inquadrarne la tipologia, sia ai fini della
tassazione.
I Codici che possono essere utilizzati e
che riguardano quindi coloro che desiderano aprire attività legate ai massaggi di benessere
sono 2:
 96.09.09. ovvero “ Attività di servizi per la persona n.c.a. (non classificabili altrove) ”
 96.04.10. cioè “ Servizi di Centri per il Benessere Fisico ”

Il Codice Ateco maggiormente utilizzato è il primo (96.09.09.), che viene usato da


tutte quei Massaggiatori che intendono iniziare a lavorare come liberi professionisti e che
desiderano quindi aprire un’attività legata ai massaggi, magari aprendo un proprio studio oppure
collaborando con altre strutture come: spa, centri benessere, palestre,ecc.
Il secondo codice (96.04.10.) in genere viene utilizzato da chi intende aprire un’attività sottoforma
di centro massaggi di esclusivo benessere, risultando per tanto come ditta individuale di stampo
imprenditoriale.