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Questo è l’esercizio psicologico più importante e

benefico che puoi fare


angolopsicologia.com/2018/02/esercizi-psicologici-subcezione.html

Trattamenti

"Più profondo e viscerale della sessualità, più recondito del desiderio di potere sociale e più
profondo anche del desiderio di accumulare beni, è il desiderio diffuso e universale di
sapere che stiamo andando nella direzione giusta e che ci guidano", disse lo psicologo
William Sheldon all'inizio del 20° secolo.

Indubbiamente, la necessità di essere accettati dagli altri è molto forte, al punto che molte
persone arrivano quasi a cancellare la propria identità per sottomettersi alle tradizioni, alle
credenze e alle opinioni degli altri. Tuttavia, senza raggiungere questi estremi, tutti
sacrifichiamo una parte importante di noi stessi per adattarci alla società. A volte quel
"sacrificio" è troppo grande e causa una profonda insoddisfazione e infelicità.

Il problema è che non siamo sempre in grado di individuare quali credenze detengono il
nostro futuro. Pertanto, uno degli esercizi psicologici più importanti e benefici che possiamo
fare è scoprire quali sono questi condizionamenti sociali e come liberarcene per condurre la
vita che desideriamo realmente.

L'inoculazione di modi di pensare socialmente accettati

Appena nati, siamo costretti a imparare a navigare e ad orientarci in un mare di simboli che
definiscono la realtà. Le figure autoritarie hanno il compito di guidarci in questo vasto
universo di informazioni. In questo modo, è probabile che i nostri genitori ci abbiano
trasmesso tradizioni sorpassate, la chiesa ci ha instillato ideologie dogmatiche e la scuola
ci ha insegnato a memorizzare e ripetere le informazioni invece di metterle in discussione.
I pensieri che sono generati attraverso queste esperienze, che in Psicologia sono chiamate
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"condizionamenti sociali", finiscono per determinare il nostro modo di vedere la realtà e il
modo in cui reagiamo ad essa. Infatti, in molti casi il processo di "maturazione" e "sviluppo"
non è altro che passare dalla espressione infantile autentica a ripetere frasi e modi di
pensare trasmessi dalle figure autoritarie con cui ci relazioniamo.

Quando ripetiamo questi cliché, stiamo ricorrendo a generalizzazioni, il che significa che ci
astraiamo dalla nostra unicità. In altre parole, ci nascondiamo dietro un'entità che
chiamiamo "loro". Assumendo come nostre le tradizioni, punti di vista, credenze e obiettivi
degli altri, ci allontaniamo dalla nostra essenza. Il problema è che possiamo finire
perseguendo sogni che non sono nostri e vivere una vita che non è quella che desideriamo.
Pertanto, non è strano che l’insoddisfazione e l’infelicità diventino le costanti della nostra
quotidianità.

Subcezione: Sentire che c'è qualcosa di sbagliato, senza sapere


esattamente cosa sia

Ordan Peterson, uno psicologo e professore dell'Università di Toronto, propone un


esercizio basato nella "subcezione", termine coniato dallo psicologo Carl Rogers per
spiegare i meccanismi inconsci che attiviamo davanti ad una minaccia "subcedita". In altre
parole, si riferisce ad una discriminazione senza che esista una rappresentazione
cosciente. È una sensazione di ansia diffusa, la sensazione che qualcosa non va senza
sapere esattamente di cosa si tratta.
La subcezione, secondo Jordan Peterson, è una sorta di sesto senso che ci indica come
reagire internamente ed è spesso usata come un meccanismo di difesa che ci porta a
mettere in atto strategie a livello inconscio per evitare che uno stimolo inquietante entri nel
campo della coscienza.

Ad esempio, una delle strategie più comuni che usiamo è dare la colpa agli altri per il nostro
stato emotivo. Così evitiamo di assumere la responsabilità di quei sentimenti che, secondo
la società, non dovremmo sperimentare.

In pratica, quando ci esponiamo a una minaccia, rispondiamo inconsciamente e non


diciamo ciò che vogliamo veramente esprimere, ma ripetiamo semplicemente ciò che
abbiamo sentito prima e che ci hanno trasmesso le figure autoritarie.

In questo modo soffochiamo la nostra unicità, un fenomeno che Nietzsche ha descritto


perfettamente quando affermò che "le persone si nascondono dietro le abitudini e le
opinioni per paura del loro vicino, che richiede loro conformità". La buona notizia è che
possiamo superare questa incongruità e riconnetterci con la nostra essenza.

Un esercizio per smontare le nostre idee e pensieri

Carl Rogers spiega che quando ci allontaniamo da questo atteggiamento difensivo e


reagiamo in modo più costruttivo alla sensazione di subcezione, "sviluppiamo un’apertura
crescente all'esperienza, senza distorcere il momento per adattarci alla personalità o al
concetto di sé, ma consentendo che la personalità e il concetto di sé emanino
dall'esperienza".
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Per raggiungere questo obiettivo, Jordan Peterson propone un esercizio d’introspezione e
decostruzione molto interessante che ci aiuta a evitare che i fantasmi del passato ci
ingannino, per evitare di conferire valore a vecchie convinzioni che non hanno voce in
capitolo nel nostro presente.

È un esercizio per aprire la mente a ciò che sta accadendo ora, riconnetterci con le
sensazioni corporee, assumere la nostra responsabilità per ciò che siamo e crediamo e
riuscire ad esprimerci con maggiore libertà nei diversi ruoli sociali.

"Inizia assumendo che la maggior parte delle cose che dici e pensi non siano tue e che non
ci credi; sono solo cose che hai raccolto per una ragione o per l'altra.

Immagina i tuoi pensieri come se fossero stati raccontati da qualcuno che hai appena
incontrato, per staccarti da loro.

Smettila di ripetere ciecamente le opinioni degli altri.

Nota che questo non sei tu.

Quindi inizia ad ascoltare ciò che dici e, soprattutto, inizia a sentire ciò che dici.

E poi ricorda di seguire questa regola:

Presta attenzione se ciò che dici ti fa sentire più potente o più debole.

Se ti senti più forte, continua a ripeterlo.

E se ti fa sentire più debole e noti, ad esempio, una sensazione di disintegrazione o


frammentazione nello stomaco, smetti di ripeterlo.

Ogni volta che senti una sensazione fisica di instabilità, fermati.

Quindi cerca le parole che non sono vere.

Cambia quelle parole in modo tale che quando riformuli i tuoi pensieri, il tuo senso di
integrità, forza e autenticità riappaia.

Potrai sentirle a livello corporeo.

Dire qualcosa che non è vero ti lascia una sensazione di debolezza, perché ti dissoci; una
parte di te è d'accordo e un'altra no, e questo frammenta la tua psiche.

Ad esempio, dicendo cose in cui non credi per impressionare qualcuno, o perché un certo
ordine sociale ti accetti, crei una maschera dietro la quale nascondi ciò che senti
veramente.

Devi evitare la menzogna quando rappresenta te stesso, altrimenti potresti finire


impantanato in una serie infinita di bugie.

Ma se riesci a usare le parole giuste, puoi sentire come recuperi l'allineamento.

Quando esegui questo esercizio, subordini la tua capacità di parlare alla tua capacità di
prestare attenzione.
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In realtà, l'attenzione è una funzione cognitiva superiore rispetto all'intelletto, perché lo
guida.

Pertanto, presta molta attenzione a ciò che dici.

Cerca di articolare le tue convinzioni il più attentamente possibile.

Quindi, accetta il risultato. Assumi la tua verità.

Per resistere alle devastazioni della vita, dovrai imparare a parlare dal profondo della tua
anima.

Non c'è niente di meglio."

Fonte:
Schirp, M. (2017) Jordan Peterson Explains the Most Useful Psychological Exercise
Anyone Can Ever Do. In: High Existence.

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Questo è l’esercizio psicologico più importante e


benefico che puoi fare

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