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Gli ingredienti della felicità

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Vedi tutti gli articoli di Alessandra Grassi 14 febbraio 2018

La felicità è l’esito dell’incontro di due componenti: le emozioni positive e la soddisfazione


per la propria vita.

Questi due elementi, il primo più emotivo, il secondo legato ad aspetti maggiormente
mentali, vivono in estrema sintonia: tanto più siamo soddisfatti della nostra vita, tanto più
proveremo emozioni positive, che guideranno le nostre decisioni e influenzeranno la
visione della nostra vita.

Provare emozioni positive significa stare bene, sentirsi gratificati e contenti. La felicità, in
questa accezione, è intesa come una sensazione che accompagna alcuni momenti della
nostra giornata, ma che, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a trattenere a lungo. Le
emozioni sono legate ai pensieri: così come arrivano all’improvviso cedono il posto ad
altre, diverse, magari opposte, in una continua alternanza che riempie i nostri momenti.

Essere soddisfatti della propria vita significa viverla in modo pieno e significativo. Agiamo e
facciamo scelte seguendo ideali e valori personali. Abbiamo chiaro cosa sia importante per
noi e agiamo di conseguenza. La felicità, da questo punto di vista, non è legata al fugace
momento che stiamo vivendo, ma acquista un significato più profondo e duraturo, dando
forma alla nostra idea di benessere.

Le due facce della felicità: una più mutevole l’altra più stabile ma di complessa definizione
(a volte!).

Ti sei mai chiesto quale felicità stai inseguendo?

Le emozioni positive e negative si alternano nella nostra quotidianità: esistono imprevisti


che modificano l’andamento della giornata e che, a volte, ci fanno mettere in discussione le
priorità o riconsiderare rilevanza e organizzazione delle cose da fare. Ci sono dei momenti,
quindi, in cui possiamo sentirci infelici ma comunque soddisfatti della nostra vita.

Stare bene con se stessi significa avere le armi per affrontare le situazioni che ci portano a
provare emozioni negative e spiacevoli: dolore, tristezza, paura, rabbia (…). Una persona
consapevole delle proprie risorse ed in grado di gestire ansia e stress vive con trasporto e
compassione le emozioni che alterna durante il giorno, ma è in grado di non modificare
drasticamente la percezione della qualità e la soddisfazione della propria vita. È importante
non generalizzare le sensazioni negative, ma riconoscere quando e perché hanno avuto
luogo, senza etichettarci, ma traendo insegnamento dalle esperienze fatte, ed essendo in
grado di viverle per quello che sono: degli attimi. In questo modo la nostra felicità non
seguirà esclusivamente l’onda del momento.

Come coltivare la soddisfazione per la nostra vita e non solo una felicità passeggera?

Dai uno sguardo a questi piccoli consigli. Ne usi qualcuno?

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La parte della felicità che si riferisce alla soddisfazione della propria vita dipende dalle
azioni, dal significato che diamo alle scelte che facciamo: dai valori che perseguiamo e che,
come una bussola, ci guidano nel nostro cammino verso il benessere. (Per saperne di più
leggi qui)

Lo sforzo personale (e sì, si può far fatica!) sarà quello di leggere gli avvenimenti negativi e
le piccole sconfitte personali per quello che sono: delle lezioni di vita da cui trarre massimo
vantaggio, e non degli errori da cui fuggire, evitando così di potenziare il loro effetto
distruttivo sul nostro umore e sulla nostra autostima. Impariamo per prima cosa a non
giudicarci. Vivere felici non significa evitare di provare emozioni negative, sarebbe
impossibile, ma imparare ad affrontarle meglio.

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