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IL TESSUTO EPITELIALE

Negli organismi pluricellulari le cellule simili si associano a formare


raggruppamenti denominati tessuti, che sono deputati a svolgere un ruolo
particolare nella struttura e funzione dell’organismo.
I tessuti, a loro volta, si uniscono a formare unità superiori denominate
organi. Gli organi a loro volta si associano a formare apparati.
I quattro tessuti fondamentali sono:
-epiteliale;
-connettivo;
-muscolare;
-nervoso.
L’epitelio è un tessuto costituito da cellule contigue, con interposta una
scarsissima sostanza intercellulare. Si accompagna sempre all’epitelio il
tessuto connettivo costituito da cellule separate tra loro da ampi spazi che
sono occupati da sostanza intercellulare diversa per ogni tipo di tessuto.
In generale tutti gli epiteli sono sprovvisti di vasi sanguigni. Le sostanze
nutritive provenienti dai vasi del sottostante tessuto connettivo diffondo lungo
stretti spazi intercellulari, intercalati tra cellule epiteliali. Questi spazi
contengono i liquidi interstiziali. L’epidermide e molti altri epiteli sono però
riccamente innervati. Le terminazioni di fibre nervose perforano la lamina
basale e decorrono negli interstizi tra le cellule epiteliali. Esistono però alcuni
epiteli come la mucosa dello stomaco e dell’intestino che sono sprovvisti o
poveri di terminazioni nervose sensitive.
Gli epiteli ricoprono le superfici interne e esterne del corpo, rivestono le
superfici interne dei vasi sanguigni e linfatici, entrano nella composizione
delle ghiandole, tutto esplicando funzioni diverse.
Il tessuto epiteliale deriva da tutti e tre i foglietti germinativi epiteliali primitivi,
l’ectoderma l’endoderma e il mesoderma. Dall’ectoderma prendono origine,
per esempio, l’epidermide che riveste la superficie esterna del corpo; per
successiva proliferazione delle cellule epiteliali ectodermiche si formano le
ghiandole sebacee e sudoripare. L’endoderma invece dà luogo alla
formazione di molte mucose ad esempio stomaco, intestino, ecc.
Dal mesoderma si origina l’epitelio di rivestimento del sistema uro-genitale e
l’epitelio di rivestimento dell’ovaio e delle cavità sierose, comunemente
indicato con il termine di mesotelio. L’epitelio di rivestimento dei vasi
sanguigni e linfatici deriva dal mesenchima ed è chiamato endotelio. In base
alle diverse localizzazioni, gli epiteli possono essere suddivisi in diverse
categorie:
-epitelio di rivestimento
-epitelio ghiandolare
-epitelio sensoriale
 EPITELIO DI RIVESTIMENTO
E’ costituito dagli epiteli di rivestimento della cute, delle tonache mucose,
delle membrane sierose e dei vasi sanguigni e linfatici.
La cute riveste la superficie esterna del corpo, le mucose rivestono le
superfici delle grandi cavità comunicanti con l’esterno costituite da epitelio, in
superficie, e da tessuto connettivo in profondità. L’epitelio della cute è
denominato epidermide e lo strato connettivale derma. Al di sotto del derma
si dispone il tessuto connettivo sottocutaneo.
Analogamente le mucose sono costituite da due diversi strati: uno
superficiale, epiteliale, e uno profondo, connettivo, denominato lamina
propria. Al di sotto della mucosa si trovano altri strati che nell’insieme
formano la parete degli organi cavi.
In tutte le sedi tra epitelio e strato connettivale si interpone una sottile lamina
basale.

 EPITELIO GHIANDOLARE
Costituisce il parenchima dee ghiandole esocrine e endocrine.

 EPITELIO SENSORIALE
E’ intercalato tra le cellule degli epiteli di rivestimento ed interviene nella
reazione agli stimoli, ad esempio le cellule della mucosa olfattiva.

L’epitelio è specializzato a svolgere numerose funzioni. Sulla superficie del


corpo esplica una funzione protettiva. In altre sedi svolge funzione di
assorbimento e secrezione.

CLASSIFICAZIONE DEGLI EPITELI DI RIVESTIMENTO


A seconda del numero deli strati cellulari che li compongono e della forma
delle cellule dello strato superficiale, vengono classificati in diverse categorie.
 Epiteli semplici: sono costituiti da un solo strato di cellule e suddivisi in
base all’aspetto morfologico di esse in
-pavimentoso semplice
-cubico semplice
-cilindrico semplice
 Epiteli pluristratificati o composti: sono costituiti da due o più strati
cellulari e denominati, in base alla forma delle cellule superficiali, in
-pavimentoso pluristratificato
-cubico pluristratificato
-cilindrico pluristratificato
Una modificazione dell’epitelio pluristratificato si trova nel sistema
urinario, in cui il numero degli strati cellulari e il loro aspetto, variano a
seconda dello stato funzionale dell’organo (distensione o contrazione).
Questo tipo di epitelio è denominato di transizione.
 Epiteli pseudo-stratificati: consiste in uno strato semplice di cellule di
altezze e disposizioni variabili, che poggiano tutte sulla membrana
basale, ma di cui soltanto alcune raggiungono la superficie libera.

Epitelio pavimentoso semplice


E’ costituito da un singolo strato di cellule piatte, provviste di un nucleo
centrale, ovoidale o sferico.
L’epitelio pavimentoso semplice è largamente rappresentato
nell’organismo umano. A livello del polmone forma una membrana
estremamente sottile che costituisce il rivestimento degli alveoli e facilita
gli scambi gassosi. Lo stesso tipo di epitelio costituisce la rete testis e
determinate porzioni dei tubuli renali.
Costituisce la superficie interna delle membrane del timpano dell’orecchio
ed il foglietto parietale della capsula di Bowman; costituisce il rivestimento
delle cavità peritoneale, pleurica e pericardica e delimita il lume di tutti i
vasi sanguigni e linfatici (endotelio). Nel caso delle cellule endoteliali,
queste sono evidenti soprattutto nella parete dei vasi sanguigni.
Il mesotelio differisce dagli altri tipi di pavimentoso semplice poiché le
cellule mesoteliali possono differenziarsi in fibroblasti. Inoltre la sua
rigenerazione sembra avvenire a carico delle cellule del tessuto connettivo
sottostante.

Epitelio cubico semplice


Questo tipo di epitelio è formato da un singolo strato di cellule di aspetto
cuboidale. L’epitelio cubico è presente sulla superficie dell’ovaio (detto
epitelio germinativo), nella tiroide e nei dotti escretori di molte ghiandole, in
corrispondenza dei plessi corioidei, sulla superficie profonda della capsula
del cristallino e nella retina come epitelio pigmentato

Epitelio cilindrico semplice


Questo tipo di epitelio è costituito da cellule di forma prismatica le cui
caratteristiche morfologiche variano a seconda della funzione e della sede
che sono deputate a svolgere.
L’epitelio cilindrico semplice esiste in due varietà:
-ciliato
-non ciliato.
Un tipo di epitelio cilindrico semplice non ciliato che ha funzione
assorbente è quello dell’intestino tenue, che permette ai prodotti finali della
digestione di passare nei vasi sanguigni e linfatici.
La struttura dell’epitelio intestinale è quindi specializzata nell’assorbimento
e nella secrezione.
L’epitelio cilindrico semplice ciliato è presente nella mucosa dell’utero e
dei piccoli bronchi.

Epitelio pavimentoso pluristratificato


Questo tipo di epitelio è costituito da molti strati di cellule di varia forma: lo
strato profondo che poggia sulla membrana basale è composto da cellule
cubiche; seguono verso la superficie uno o più strati di cellule con contorni
irregolari ed infine strati di cellule appiattite di aspetto squamoso.
Le cellule dello strato profondo hanno una intensa attività metabolica e
proliferativa e si distinguono da quelle degli strati più superficiali che sono
relativamente inerti metabolicamente. Le differenze morfologiche e
metaboliche delle cellule dei vari strati sono dovute alle particolari
condizioni di nutrizione dell’epitelio; infatti l’epitelio è provo di vasi
sanguigni ed è nutrito per diffusione dai capillari presenti negli strati
connettivali sottostanti; di conseguenza gli strati superficiali che sono
lontani dalla rete capillare sono scarsamente nutriti e tendono perciò ad
appiattirsi per ridurre la loro attività metabolica e perdono la capacità
proliferativa. Nelle regioni esposte all’aria, le cellule superficiali perdono i
nuclei e si trasformano in squame cheratinizzate di cellule morte; nelle
regioni bagnate da liquidi, come la bocca, in genere le cellule non perdono
i nuclei e sono vive. Nel primo caso l’epitelio pavimentoso stratificato è
definito cheratinizzato, nel secondo caso non cheratinizzato. La differenza
tra i due tipi di epitelio è però solo quantitativa in quanto la cheratina è
presente anche nell’epitelio non cheratinizzato
-Epitelio pavimentoso stratificato non cheratinizzato: questo tipo di epitelio
si trova nella cornea, nella mucosa della bocca e nella vagina.
-Epiteli pavimentoso stratificato cheratinizzato: questo epitelio trova la sua
espressione più tipica nell’epidermide che è la componente epiteliale della
cute. La cute è un organo che ricopre la superficie del corpo ed è costituita
da due componenti: l’epidermide in superficie di natura epiteliale e di
origine ectodermica e il derma di natura connettivale e di derivazione
mesodermica. Questi due strati sono separati da una lamina basale che è
ancorata al derma per mezzo di fibre collagene. Sotto il derma si trova uno
strato di tessuto connettivo più lasso: il tessuto connettivo sottocutaneo.
Annessi alla cute vi sono peli, unghie e ghiandole sebacee e sudoripare.
Le cellule dell’epidermide producono una proteina fibrosa, la cheratina, e
un pigmento, la melanina, responsabile della colorazione della cute.
La cute svolge varie ed importanti funzioni: protegge l’organismo
dall’ambiente esterno; riceve stimoli dall’ambiente; elimina varie sostanze
e partecipa alla termoregolazione e al mantenimento dell’equilibrio
chimico. L’epidermide è un epitelio pavimentoso pluristratificato costituito
da due linee cellulari distinte. La maggior parte delle cellule, cellule proprie
dell’epidermide, dopo aver proliferato vanno incontro a cheratinizzazione
trasformandosi in cellule cornee. Un numero minore di cellule degli strati
profondi dell’epidermide, denominate melanociti, sintetizza la melanina.
L’epidermide presenta spessori diversi nelle varie regioni del corpo, in
essa si possono distinguere 5 strati cellulari denominati: strato basale,
strato spinoso o del Malpighi, strato granuloso, strato lucido e strato
corneo.

Epitelio cilindrico o cubico pluristratificato


Questa classe di epitelio è formata da cellule poliedriche negli strati
profondi e da cellule prismatiche in quelli superficiali. L’epitelio cilindrico è
raro, lo si trova in parte nella mucosa laringea e faringea, nella parte
cavernosa dell’uretra e nei più voluminosi condotti escretori di alcune
ghiandole. Se le cellule superficiali sono provviste di ciglia si parla di
epitelio cilindrico stratificato ciliato; lo si riscontra nella mucosa
dell’epiglottide.

Epitelio cilindrico pseudo-stratificato


Questo tipo di epitelio è composto da un unico strato di cellule di altezza
variabile ma che poggiano tutte sulla membrana basale; alcune cellule
raggiungono la superficie libera mentre le altre si arrestano a livelli inferiori
dando l’impressione che si tratti di un epitelio a più strati di cellule. Questi
epiteli sono definiti pseudo-stratificati o pluriseriati. L’epitelio pseudo-
stratificato può essere ciliato o non ciliato.
Quello non ciliato si trova nell’uretra maschile, nel condotto deferente e
nell’epididimo e nei condotti escretori di alcune ghiandole.
Quello ciliato si trova nelle mucose dell’apparato respiratorio, compresi la
maggior parte della faringe, la trachea ed i grossi bronchi.

Epitelio di transizione
Una modificazione dell’epitelio stratificato si trova nelle vie urinarie nelle
quali il numero di strati e le forma delle cellule variano a seconda dello
stato funzionale dell’organo. Quando la vescica è vuota, contratta,
l’epitelio somiglia a un epitelio stratificato cubico. Quando la vescica si
distende per accumulo di urina, le cellule si appiattiscono. Questo tipo di
epitelio può essere definito epitelio plastico per la sua capacità di adattarsi
alle modificazioni.

EPITELI GHIANDOLARI
Le ghiandole sono organi specializzati a elaborare e a liberare all’esterno
sostanze quali enzimi o altre proteine, ormoni o lipidi. La funzione di
produrre sostanze destinate ad essere escrete dalla cellula prende il nome
di secrezione, proprietà non esclusiva delle cellule ghiandolari epiteliali. Ad
esempio le cellule connettivali che secernono mucopolisaccaridi e i
neuroni che elaborano prodotti di natura polipeptidica. Le ghiandole
possono essere classificate secondo vari criteri, tra quali il destino del
secreto:
-ghiandole esocrine o a secrezione esterna che riversano il loro secreto
sulla superficie esterna del corpo o in cavità che comunicano con l’esterno
ad esempio, il pancreas esocrino ed il fegato.
Le ghiandole esocrine per espellere il loro prodotto all’esterno devono
essere fornite di dotti escretori che raccolgono il secreto elaborato dalle
cellule secernenti e lo convogliano in una cavità comunicante con
l’esterno.
-ghiandole endocrine o a secrezione interna che invece sono sprovviste di
dotti escretori e riversano i loro prodotti di secrezione, denominati ormoni,
direttamente nei capillari sanguigni. Per questo motivo queste ghiandole
sono quindi provviste di una ricca rete capillare che avvolge i singoli
elementi epiteliali dell’organo.

Entrambi i tipi di ghiandole originano dall’epitelio di rivestimento come


un’invaginazione. Esistono fondamentalmente due tipi di secrezione:
proteica e polisaccaridica.

CLASSIFICAZIONE DELLE GHIANDOLE ESOCRINE


Le ghiandole esocrine sono classificate in ghiandole unicellulari, formate
da un’unica cellula, e ghiandole pluricellulari. Queste ultime possono a loro
volta essere suddivise in varie categorie sulla base della forma delle cavità
secernenti e della ramificazione dei dotti.
Nei mammiferi l’unico esempio di ghiandola unicellulare è la cellula
mucipara caliciforme che si trova tra le cellule di rivestimento dell’epitelio
cilindrico semplice di molte membrane mucose, come quella dell’intestino
o delle vie respiratorie. La cellula caliciforme secerne mucina, una proteina
che forma con l’acqua una sostanza chiamata muco.
Per quanto riguarda le ghiandole pluricellulari, esse derivano dall’epitelio
di rivestimento della cute. Esse possono rimanere nello spessore della
parete nel quale versano il loro secreto, in questo caso si parla di
ghiandole intraparietali; se si sviluppano al di fuori del viscere
costituiscono le ghiandole extraparietali.
Nei mammiferi le ghiandole intra-parietali sono rare; si trovano nell’uretra e
nei condotti dell’epididimo e sono formate da cumuli di cellule.
La maggior parte delle ghiandole sono infatti extraparietali. Queste ultime
comprendono la ghiandola più grossa dell’organismo. Nelle ghiandole più
semplici, tutti gli elementi che compongono l’organo hanno funzione
secernente, la porzione secernente è denominata adenomero. In base
all’esistenza di ramificazioni le cellule pluricellulari possono essere
classificate in ghiandole semplici e ghiandole composte.
 Ghiandole semplici: questa categoria comprende ghiandole formate da
una o più unità secernenti connesse alla superficie dell’epitelio o
direttamente o per mezzo di un dotto non ramificato. Nell’uomo le
ghiandole semplici sono classificate in tubulari semplici, tubulari a
gomito, tubulari ramificate e acinose.
Nelle ghiandole tubulari semplici le cellule ghiandolari secernenti
contenute nel tessuto connettivo si dispongono a formare una struttura
tubulare rettilinea.
Nelle ghiandole tubulari a gomito, la ghiandola è a forma di tubulo:
un’estremità del tubulo è avvolta a gomito e costituisce l’unità
secernente, la restante parte è rettilinea e porta all’esterno il secreto.
Questa categoria comprende le ghiandole sudoripare.
Nelle ghiandole tubulari ramificate il dotto escretore riceve due o più
tubuli ramificati che costituiscono la porzione secernente; appartengono
a questa categoria alcune ghiandole della cavità orale.
Nelle ghiandole acinose l’adenomero ha la forma di una piccola sfera
anziché di tubulo.
 Ghiandole composte: in questo tipo di ghiandole il dotto escretore
principale si ramifica ripetutamente in condotti che terminano con
l’adenomero. A questa categoria appartengono le ghiandole più grosse
dell’organismo. A seconda della forma degli adenomeri le ghiandole si
possono classificare in tubulari, acinose e tubulo-acinose.
Nelle ghiandole tubulari composte, gli adenomeri posti all’estremità
delle singole ramificazioni del dotto escretore hanno forma tubulare.
Nelle ghiandole acinose gli adenomeri hanno forma grossolanamente
sferica oppure sono formate da tubuli ramificati provvisti di numerosi
diverticoli acinosi. Questo secondo gruppo potrebbe essere definito
tubulo-acinoso composto, l’esempio tipico è la ghiandola mammaria
dove i condotti escretori non confluiscono in un unico dotto principale
ma si aprono indipendentemente uno dall’altro.
Le ghiandole tubulo-acinose sono le più comuni, costituite sia da unità
secernenti tubulari, sia da adenomeri di forma alveolare. A questa
categoria appartengono la maggior parte delle ghiandole esocrine;
queste sono avvolte da una guaina connettivale e suddivise in lobi da
setti connettivali. I lobi contengono a loro interno una rete di fibre
reticolari. Il sistema dei dotti escretori di una ghiandola composta è
infatti in stretto rapporto con i setti connettivali. Il condotto principale
della ghiandola si ramifica nel tessuto connettivo per formare i condotti
lobari, ciascuno dei quali riceve il prodotto di secrezione di un lobo.
Le ghiandole possono essere classificate anche in base alle modalità con cui
le cellule che le compongono emettono il secreto, in ghiandole olocrine,
merocrine, apocrine.
Nelle ghiandole olocrine l’intera cellula, dopo aver accumulato il prodotto di
sintesi, è eliminata costituendo essa stessa il secreto.
Nelle ghiandole apocrine il citoplasma degli elementi secernenti viene
eliminato insieme al prodotto di secrezione che contiene. L’esempio più
comune è quello della ghiandola mammaria.
Alle ghiandole merocrine appartiene la maggior parte delle ghiandole. Nella
secrezione merocrina soltanto il prodotto di secrezione viene riversato
all’esterno e la cellula secernente rimane integra.
Le ghiandole merocrine possono anche essere classificate in sierose,
mucose e miste sulla base della qualità del secreto.
-Le ghiandole sierose secernono un liquido chiaro e acquoso contenente
enzimi
-Le ghiandole mucose secernono un liquido più viscoso detto mucina che a
contatto con l’acqua diventa muco.
-Le ghiandole che producono un liquido misto sieroso e mucoso sono
chiamate ghiandole miste.
Alle ghiandole sierose appartengono la maggior parte delle ghiandole tra cui
il pancreas e la ghiandola paratiroide; alle ghiandole miste appartengono le
ghiandole salivari.
Esistono adenomeri sierosi e mucosi e misti.
Le ghiandole miste contengono sia adenomeri sierosi, sia mucosi e sia misti.
Spesso gli adenomeri misti sono formati da unità secernenti mucose disposte
a formare una specie di semiluna: sono le semilune sierose.

GHIANDOLE ENDOCRINE
Le ghiandole endocrine si originano dall’epitelio superficiale come coroni di
cellule che proliferano e invadono il tessuto connettivo.
Le sostanze secrete dalle ghiandole a secrezione interna sono definite
ormoni. A differenza dei prodotti di secrezione delle ghiandole esocrine, che
agiscono localmente, gli ormoni, traportati dal sangue, influenzano organi
situati a distanza; gli organi che sono sottoposti all’azione di un dato ormone
sono definiti organi bersaglio. Gli ormoni possono essere liberati nel circolo
sanguigno non appena prodotti dalle cellule oppure possono essere sia
immagazzinati entro le cellule come l’insulina, sia in cavità chiuse circoscritte
dalle cellule ghiandolari. Le ghiandole endocrine, poiché non possiedono un
sistema di dotti escretori, non si prestano a una precisa classificazione come
le ghiandole esocrine. Tutte le ghiandole endocrine sono caratterizzate dalla
presenza di una ricca rete capillare sanguigna che avvolge le cellule
secernenti. Nonostante le difficoltà di classificazione si possono riconoscere
tre principali varietà strutturali di ghiandole endocrine: la maggior parte di
esse è formata da cordoni cellulari solidi. Altre ghiandole sono formate da
cellule isolate o raccolte in piccoli gruppi nel tessuto connettivo.
Esiste infine un tipo particolare di ghiandola rappresentato dalla tiroide, che
presenta un’organizzazione detta a vescicole chiuse.
Le cellule endocrine che secernono ormoni proteici sono molto simili per
struttura alle cellule delle ghiandole esocrine.
Le cellule delle ghiandole endocrine che producono ormoni steroidei
presentano caratteri distintivi rispetto alle cellule esocrine e a quelle che
secernono ormoni proteici.

RIGENERAZIONE DEGLI EPITELI


La vita delle cellule epiteliali è limitata; gli strati epiteliali devono perciò essere
rinnovati con sostituzione dei componenti perduti. I molti casi tale necessità è
soddisfatta dalla presenza di cellule staminali indifferenziate incluse nella
lamina epiteliale.
Gli epiteli di rivestimento semplici, composti da cellule pavimentose, cubiche
o prismatiche, mantengono un elevato potenziale mitotico. Queste cellule
fungono da vere e proprie cellule staminali.
In quegli epiteli caratterizzati da cellule prismatiche differenziate e
specializzate per svolgere funzioni di secrezione o d'assorbimento, la
specializzazione è accompagnata da una riduzione del potenziale mitotico.
Perciò tali epiteli dipendono da cellule staminali per il rimpiazzo cellulare.
Le cellule basali degli epiteli stratificati ne costituiscono le cellule staminali.

La rigenerazione epiteliale è particolarmente manifesta nell’epidermide. Le


cellule dello strato basale continuano a produrre per mitosi nuove cellule che
degenerano. Le nuove cellule migrano verso la superficie e si differenziano in
cellule cheratinizzate. Questo processo è denominato citomorfosi.

PRINCIPALI PATOLOGIE DEL TESSUTO EPITELIALE


Le malattie virali della pelle comprendono principalmente le dermatiti da
Herpes virus e le verruche. Esistono 2 tipi di herpes virus: l'herpes simplex e
l'herpes zoster. Ne è un esempio l’herpes labialis: si tratta di un virus che
determina la comparsa di vescicole sulle labbra, in gergo viene definita anche
"febbre di notte"; le vescicole sono dolorose ,piccole e riunite in grappoli più o
meno estesi.
Altra malattia cutanea virale è quella provocata dall'herpes zoster,
responsabile del cosiddetto "fuoco di S.Antonio" il nome deriva dal fatto che
un tempo per la guarigione di questa malattia veniva invocato l'intervento di
S.Antonio abate. L'herpes zoster è il virus della Varicella, malattia febbrile
caratterizzata dalla comparsa di vescicole diffuse a tutto il corpo ed anche
alle mucose, che solitamente compare in età pediatrica. Dopo la guarigione
della varicella, il virus rimane nell'organismo tutta la vita e si va a posizionare
nei gangli nervosi. Se si verifica un calo delle difese immunitarie il virus si
riattiva e provoca allora il Fuoco di S.Antonio che consiste nella comparsa di
numerose vescicole lungo il decorso di un nervo.
Altra affezione cutanea virale è la verruca, provocata dal papilloma virus. Il
contagio avviene per contatto diretto soprattutto in locali quali docce, palestre
e piscine dove il clima caldo umido favorisce la sopravvivenza del virus che
altrimenti, in assenza di questi fattori favorenti, resiste pochi minuti all'esterno
dell'organismo. Vengono interessate soprattutto le mani, le piante dei piedi, i
gomiti e le ginocchia.
Molto comune risulta anche l’acne: se ne distinguono diverse varietà in base
a sede, età di insorgenza, aspetto clinico e decorso. L'acne volgare o
giovanile è la forma più frequente; insorge alla pubertà e tende a risolversi
spontaneamente entro i 20-25 anni di età. Le sedi maggiormente colpite sono
il volto, il dorso, la regione medio-toracica anteriore. La causa non è ancora
nota, anche se molti fattori sembrano essere implicati: predisposizione
genetica, aumentata produzione di androgeni, eccessiva secrezione di sebo,
flora microbica, stress.
Esistono inoltre sia tumori benigni che maligni. Tra i tumori benigni troviamo
gli angiomi e nevi.
Un angioma è dovuto ad anomalie di sviluppo dei vasi sanguigni soprattutto
della cute, ma anche dei visceri (angioma epatico, cerebrale), che si
presentano dilatati e con pareti ispessite. L'angioma può essere presente alla
nascita o comparire dopo qualche anno di vita; tende a evolvere
progressivamente. Esistono diverse varietà cliniche come ad esempio
l'angioma piano (detto volgarmente "voglia" o "macchia di vino")
I nevi possono essere presenti alla nascita o comparire più tardivamente. Si
tratta di lesioni circoscritte, di forma e dimensioni variabili, piane o rilevate,
pigmentate o no.
Tra i tumori maligni ricordiamo invece il melanoma.
Il melanoma è un tumore maligno del sistema melanocitario (melanociti);
l'eziologia del melanoma è molteplice e, nella maggioranza dei casi, ancora
sconosciuta. È dimostrato che i nevi nevocellulari congeniti possono fungere
da precursori della neoplasia e è pertanto consigliabile sottoporli a controllo
periodico. Appaiono, inoltre, più esposti a rischio di melanoma soggetti con
particolari caratteristiche fisiche: capelli biondi o rossi, occhi chiari, cute che
si arrossa al sole e non si abbronza, che presentano numerosi nevi acquisiti,
dalle colorazioni e forme irregolari; anche in questo caso è utile il controllo
periodico e l'asportazione chirurgica delle lesioni sospette.