Sei sulla pagina 1di 2

Torquato Tasso

VITA
Torquato Tasso nacque a Sorrento l’11 marzo del 1544. Rimasto orfano della madre, Porzia de’ Rossi, a soli
dodici anni, seguì il padre, Bernardo, uomo di corte e letterato, a Urbino, a Venezia, a Padova, dove via via
perfezionò i suoi studi e la sua cultura.
Nel 1565 Torquato Tasso entrò al servizio degli Estensi di Ferrara, bene accolto dal duca Alfonso II per le sue
doti di eleganza e di finezza poetica.
Furono quelli gli anni più felici della sua vita e quelli poeticamente più produttivi. Compose, infatti, in un
clima di relativa serenità, il dramma pastorale Aminta, il poemetto cavalleresco Rinaldo (che pubblicò nel
1562) e avviò la stesura del poema epico la Gerusalemme liberata, ispirato alle imprese della prima
crociata.
Nonostante i piaceri della vita di corte e il successo della sua attività di letterato, con il passare degli anni
Torquato Tasso accentuò il lato inquieto e tormentato del suo carattere. Del resto egli rifletteva i dubbi e le
inquietudini tipiche di un’epoca storica (la “Controriforma“, 1550-1660), nella quale si avvertono i primi
segni del tramonto e della crisi degli ideali del Rinascimento.
Nel 1575, ultimato il suo capolavoro, la Gerusalemme liberata, cominciò a dare i primi segni di squilibrio
nervoso. Le inquietudini e le angosce di Torquato Tasso, aggravate da manie di persecuzione (si credeva
continuamente spiato), esplosero in follia nel 1579. Il duca Alfonso II lo fece allora rinchiudere nell’ospedale
di Sant’Anna dove rimase sette anni, alternando momenti di lucidità a momenti di cupa follia. Durante il
ricovero scrisse i ventisei Dialoghi.
Rimesso in libertà nel 1586, Torquato Tasso visse per qualche tempo a Mantova dove riprese la sua attività
letteraria, ma ben presto, tormentato nuovamente da terrori e incubi, cominciò a girovagare di città in
città.
Concluse la sua vita travagliata a Roma, dove morì il 25 aprile del 1595 (aveva 51 anni) mentre si trovava
ospite del monastero di Sant’Onofrio al Gianicolo e si preparava per lui l’incoronazione poetica in
Campidoglio. Sulla bara fu deposta la corona poetica che il poeta non aveva potuto ricevere in vita.

OPERE
Assai vasta e varia è l’attività poetica di Torquato Tasso: dalle prime rime e dal poemetto Rinaldo (scritto a
18 anni) all’Aminta (1573) alla Gerusalemme liberata (1575) alla Gerusalemme conquistata (1594) e ai
componimenti degli ultimi anni che riflettono una più intensa e calda esperienza religiosa, come il
poemetto incompleto Monte Oliveto del 1588, i poemetti Le lagrime di Maria Vergine e Le lagrime di Gesù
ed il vasto poema, scritto a Napoli, il Mondo creato, pubblicato postumo.
La sua poesia lirica alla quale attese costantemente per quasi tutta la vita è rappresentata dalle Rime.
L’AMINTA
Nel prologo appare Amore, travestito da pastore, che dice di voler sfuggire alle ricerche della madre Venere
che vorrebbe farlo agire solo nelle corti. Oggi invece – soggiunge introducendo la vicenda – vuole provare la
virtù della sua freccia, cercando di aprire all’amore il cuore restìo di Silvia, ninfa di Diana, che non vuole
corrispondere alla passione del pastore Aminta.
L’azione ha poi inizio con un colloquio tra Silvia e Dafne, sua amica più matura e confidente, la quale cerca
di indurre la fanciulla a godere delle gioie dell’amore. La scena è dominata dall’appassionata esortazione ad
amare, che è il motivo conduttore dell’opera, sullo sfondo di un modo favoloso e primitivo, dove domina
incontrastata la natura, un mondo che è nello stesso tempo esaltato e segretamente rimpianto come una
stagione per lei perduta.
Al dialogo fra le due donne segue quello di Aminta con Tirsi, un altro pastore, l’amico più saggio ed esperto,
cui il giovane confida la sua pena d’amore per riceverne conforto e aiuto.
Per consiglio di Dafne, Tirsi conduce Aminta presso una fonte nella quale la fanciulla è solita bagnarsi. Prima
di Aminta però è giunto un Satiro che tenta di aggredire la fanciulla, ma è costretto alla fuga dall’arrivo del
giovane.
Silvia, liberata da Aminta, invece di mostrargli gratitudine, si allontana velocemente inoltrandosi nel bosco.
Più tardi, il ritrovamento di un velo insanguinato di Silvia fa ritenere che questa sia morta sbranata dai lupi.
Nell’apprendere la notizia, Aminta, in preda alla disperazione, non si sente più di vivere e si getta da una
rupe.
Silvia, che è stata assaltata dai lupi ma è rimasta illesa, ritorna e apprende del gesto disperato del giovane.
La notizia opera una profonda e immediata conversione nell’animo della fanciulla: al posto dell’indifferenza
e del disprezzo nasce l’amore. Ed ella corre a cercare il corpo di Aminta, ma questi non è morto: nella
caduta è rimasto impigliato in un cespugio. E la vicenda si conclude felicemente con il trionfo dell’amore.

LA GERUSALEMME LIBERATA
La Gerusalemme liberata ha come argomento un fatto storico realmente accaduto: la conquista di
Gerusalemme e del Santo Sepolcro (1099) compiuta durante la prima crociata dall’esercito cristiano
comandato da Goffredo di Buglione.
I cristiani, guidati da Goffredo di Buglione, arrivano in vista di Gerusalemme, difesa dai saraceni del re
Aladino.
Le potenze infernali, per impedire la conquista della città, inviano al campo dei crociati la bellissima maga
Armida. Questa riesce a sedurre e ad allontanare dall’esercito i più valorosi guerrieri fra cui Rinaldo. Intanto
Argante, fortissimo guerriero saraceno, sfida a duello i cristiani, fra cui Tancredi, che rimane ferito.
La situazione dei cristiani diventa veramente critica quando Argante e Clorinda, valorosa guerriera
saracena, riescono a incendiare la loro più importante torre d’assedio. Clorinda, però, viene inseguita e
uccisa da Tancredi che, quando riconosce in lei la donna amata, rimane sconvolto dal dolore.
A questo punto i cristiani devono costruire un’altra torre, ma la selva da cui possono trarre il legname è
sotto l’incantesimo del mago Ismeno. Solo Rinaldo potrebbe vincere questa magia, ma egli è prigioniero
della maga Armida nelle Isole Fortunate. Ecco allora che Rinaldo viene liberato, torna e toglie l’incantesimo
dalla selva. I cristiani, aiutati da una schiera di spiriti celesti, riescono finalmente a conquistare la città di
Gerusalemme e a liberare il Santo Sepolcro.

Potrebbero piacerti anche