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Sismologia

La sismologia è lo studio del passaggio delle onde elastiche attraverso la terra. È il miglior metodo per studiare le strutture interne
del pianeta.

La velocità delle onde che si propagano dipende da:

• Densità della roccia


• Moduli elastodinamici

Onde di corpo

Le onde di corpo sono quelle che si propagano attraverso la terra. La loro propagazione è simile a quella della luce.

Sono riflesse e trasmesse dalle interfacce dove la velocità e/o la densità cambia. Obbediscono alla legge di Snell.

Ø P-Waves (P sta per prime o pressione o push pull). Queste onde provocano la compressione e la rarefazione del materiale
che attraversano, ma non provocano la rotazione. Possiamo chiamarle onde dilatazionali o irrotazionali. Si propagano in
egual modo in solido e liquido. C’è un cambio di volume.
Ø S-Waves (S sta per seconde o shear o shake). Queste provocano deformazioni di taglio e una rotazione del materiale che
attraversano. Non cambia il volume.

Nelle onde P il moto delle particelle è longitudinale. La particella si muove nella stessa direzione, in contrasto con le onde S dove la
particella si muove trasversalmente.

L’onda S può essere polarizzata sia verticalmente (SV) sia orizzontalmente (SH).

La velocità delle onde P e S dipendono dalle proprietà fisiche dei materiali che attraversano:

K è il modulo di Bulk

Il modulo di Bulk è il rapporto della pressione con un cambio di volume, è una misura della forza necessaria su unità di area per
comprimere il materiale.

Il modulo di taglio µ è una misura della forza per unità di area necessaria per cambiare forma al materiale.

Rocce più dense hanno velocità sismiche maggiori. Nelle equazioni sopra riportate sembra il contrario, questo accade perché i
moduli K e µ dipendono loro stessi dalla densità e aumentano più velocemente di ρ.

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Legge di Birch

Mette in relazione le velocità a e b

a e b sono costanti.

Onde di superficie

Le onde di superficie sono guidate dalla superficie della terra e dall’interfaccia sottostante, non penetrano in profondità.

Hanno un’ampiezza maggiore e una durata maggiore rispetto le onde di corpo. Le onde di superficie arrivano al sismografo dopo le
onde principali P e S, perché le loro sono inferiori rispetto le onde di corpo.

Le onde di superficie hanno fronte d’onda cilindrico.

L’area del fronte d’onda cilindrico (2𝜋𝑅ℎ) è proporzionale a x, la distanza dalla sorgente, questo significa che l’ampiezza dell’onda
di superficie è inversamente proporzionale alla radice quadrata di x ( 𝑥).

Il fronte d’onda sferico delle onde P e S di corpo (4𝜋𝑟 ( → 4𝜋𝑣 ( 𝑡 ( ) è proporzionale a 𝑥 ( , il quadrato della distanza dalla sorgente.
Quindi l’ampiezza dell’onda dell’onda di corpo è inversamente proporzionale a x.

Tipi di onde superficiali:

Onde di Rayleigh: moto rotatorio retrogrado (mix tra inda P e onda SV). Ha una velocità del 92% rispetto alle onde S.

Onde Love: la particella si muove come se fosse attraversata da un’onda S (le più distruttive). Sono più veloci di quelle di Rayleigh.

Onde Stonely: si propagano lungo l’interfaccia tra due mezzi, più correttamente si tratta di un’onda di interfaccia. Non sono
dispersive, hanno una velocità che varia tra la più lenta delle onde S e la più veloce delle onde di Rayleigh.

La prima onda di superficie è la più veloce. Le altre frequenze arrivano più tardi in accordo con la loro velocità.

La velocità a cui sono associate onde di superficie con una determinata frequenza è detta velocità di gruppo. L’altra velocità usata
dalle onde di superficie è la velocità di fase che definisce la velocità di una particolare fase.

Sia la velocità di gruppo che la velocità di fase sono in funzione della frequenza. Le basse frequenze arrivano prima delle alte
frequenze.

La velocità di fase decresce quando la frequenza aumenta (la velocità di fase cresce con il periodo dell’onda di superficie).

La velocità di gruppo è costante per una data frequenza.

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La velocità di fase è rappresentata dalla pendenza della retta. Se la fase è relativa al punto in cui si trova l’onda ho una curva che
me la rappresenta.

All’aumentare della distanza aumenta la velocità.

L’onda di superficie ha un comportamento dispersivo (a differenza dell’onda di corpo), perché la velocità varia con la frequenza.

Un plotting della velocità e del periodo si chiama curva di dispersione.

La velocità di gruppo (U) e la velocità di fase (V) sono in relazione:

Localizzazione di un terremoto

Quando avvertiamo un terremoto abbiamo tre incognite:

• Tempo di origine
• Latitudine
• Longitudine

Per determinare le tre incognite abbiamo bisogno di conoscere:

• Tempo di arrivo delle onde sismiche ai sismografi vicini


• Velocità delle onde P (α)
• Velocità delle onde S (β)
,-
• : tempo di viaggio P per giungere dal focus al sismometro
.
,-
• : tempo di viaggio di S per giungere dal focus al sismometro
/
,
• 𝑇1 + - : tempo di arrivo di P per giungere dal focus al sismometro
.
,
• 𝑇1 + - : tempo di arrivo di S per giungere dal focus al sismometro
/

La differenza di arrivo tra P e S è data da:

Simili per altri due sismometri

In questo modo avrò tre differenze di arrivo in tre sismometri diversi da cui posso ricavare il raggio.

𝑟3 , 𝑟( , 𝑟5 sono le incognite, α e β sono ipotizzate

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Risolvere il problema in modo grafico è semplice, risolverlo nella realtà è molto più complicato in quanto la superficie della terra
non è piatta e non è omogenea, in più non si sa la profondità focale.

Aftershocks, foreshocks and swarms


Un terremoto è il risultato dell’accumulo di deformazioni nella roccia, causato dai movimenti delle placche adiacenti.

Una faglia continua ad immagazzinare energia per poi rilasciarla.

Aftershock: dopo un forte terremoto può esserci una sequenza che può continuare per mesi (periodo di riaggiustamento). Un
terremoto profondo solitamente non ha sequenze di aftershock.

Foreshock: alcune volte il mainshock è preceduto da dei foreshock. Non si può definire finchè non avviene il mainshock.

Swarm: solitamente nei fenomeni vulcanici (esempio: mid oceanic ridge). Ci sono molti small shocks.

Magnitudo dei terremoti


La scala Richter è una scala logaritmica, può plottare sia sismi molto grandi che sismi molto piccoli. In contrapposizione alla scala
logaritmica esiste una scala di intensità, la scala Mercalli. La scala Mercalli è basata sugli effetti alle strutture.

La scala di magnitudo:

A: ampiezza massima dell’onda (1089 m)

T: periodo dell’onda (s)

q: termine correttivo per mediare la diminuzione dell’ampiezza con la distanza dall’epicentro

h: profondità focale

a: costante empirica

∆: distanza angolare dal sismometro all’epicentro

Terremoti superficiali telesismici: profondità fuoco<50km 20°<∆<160°. La magnitudo superficiale 𝑀< è data da:

A: utilizzo la massima ampiezza dell’a componente orizzontale dell’onda di Rayleigh in un periodo di 17/23s

Per i terremoti con profondità superiore a 50km devo correggere la formula perché non generano onde di superficie con una
magnitudo apprezzabile (generano onde superficiali con magnitudo bassa).

Terremoti con profondità focale maggiore di 50km:

h: correzione per la modalità focale.

Il valore massimo di 𝛿𝑀< ℎ è 0,4, usato solo per terremoti a più di 90km.

Con un range minore di 20° bisogna applicare un altro tipo di correzione:

Il valore di 𝛿𝑀< ∆ oscilla tra 0,6 e 0,1. La correzione deve essere fatta per differenze in assorbimento, scattering geometrical
spreading e dispersion.

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Dato che i terremoti profondi non sono efficienti nella generazione di onde superficiali, una scala di magnitudo migliore è quella
basata sulle onde di corpo:

Raffinata viene:

Quando 𝑚? e 𝑀< sono calcolati per un terremoto, questi non danno lo stesso valore, ma comunque appaiono relazionati
linearmente.

Le due coincidono ad una magnitudo di 6,5

Per magnitudo piccole, 𝑚? è maggiore di 𝑀< . Mentre per le magnitudo grandi 𝑚? è più piccolo di 𝑀< .

Momento sismico

𝑀1 =µAu

µ: modulo di taglio

A: area della faglia

U: dislocamento della faglia

Può essere espresso in termini di spettro di ampiezza di bassa frequenza delle onde di superficie.ù

La magnitudo di onde di corpo e di superficie satura per terremoti molto grossi. Questo dipende dalla frequenza delle onde
sismiche. Per stimare i grandi terremoti sono usate le basse frequenze. Viene usata una scala di magnitudo chiamata momento di
magnitudo 𝑀@ che è ottenuta dal momento sismico.

Relazione tra magnitudo e frequenza


Si sa che terremoti piccoli sono molto più frequenti che uno grande.


BCD
N: numero di terremoti con magnitudo 𝑀< ± in una zona per unità di tempo
(

b:

• Un grande valore di b (tipico delle mid oceanic ridge) indica che i terremoti piccoli sono molto frequenti
• Un piccolo valore di b indica che i piccoli terremoti non sono frequenti e che i grandi accadono più spesso rispetto alla
norma (tipico dei rift continentali)

Un determinato valore di b può indicarmi se un terremoto è dovuto ad attività antropica. Se b sfonda una soglia di sicurezza è
necessario bloccare un’attività.

Terremoto indotto: si sarebbe verificato a prescindere

Terremoto innescato: generato dall’attività

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Energia rilasciata da un terremoto

Per registrare l’energia totale rilasciata da un terremoto è necessario uno strumento broad band che registri tutte le frequenze.

Considerando un’onda piana semplice

U=Acos(𝑘𝑥 − 𝜔𝑡)
H
Dove ω è la frequenza angolare, k è il numero d’onda , A è la massima ampiezza e t è il tempo.
IJKLMNOà RJKKSLTRU

L’energia cinetica per unità di volume è:

Per un elemento perfettamente elastico l’energia si conserva, così l’energia totale per unità di volume è uguale al massimo
VWX HX
dell’energia cinetica per unità di volume .
(

Per calcolare l’energia sismica totale è necessario integrare o sommare un’espressione come questa, la frequenza e la posizione
attorno all’epicentro.

La relazione tra energia e magnitudo è:

E è misurata in Joule.

L’osservazione dei terremoti


Percorsi delle onde sismiche:

P: onda P nel mantello

S: onda S nel mantello

K: onda P attraverso il nucleo esterno

I: onda P attraverso nucleo interno

j: onda S attraverso il nucleo interno

c: riflessioni dalla discontinuità mantello-nucleo

i: riflessioni dalla discontinuità nucleo esterno-interno

p: onda P riflessa dalla superficie terrestre vicino alla superficie

s: onda S riflessa dalla superficie terrestre vicino alla superficie

LR: onda superficiale di Rayleigh

LQ: onda di Love

Le prime ad arrivare ai sismometri sono sempre le onde P, appena dopo arrivano le pP (onde P riflesse vicino alla sorgente). Le
onde S arrivano dopo di queste e infine le onde superficiali.

Nel mantello e nel core le velocità aumentano con la profondità; così i percorsi si piegano dalla normale. La diminuzione di velocità
alla discontinuità mantello-nucleo causa una rifrazione nel nucleo che deforma il percorso.

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Meccanismo focale (per capire che tipo di faglia ha generato il sisma)

Più la faglia è grande, più il terremoto tendenzialmente è grande. Esistono terremoti tra placche e intraplacca.

La lunghezza del piano di faglia varia da pochi metri per terremoti piccoli a migliaia di km per terremoti molto forti.

Studiando la direzione del movimento, o polarità, della prima onda sismica arrivata ai sismografi distribuiti sulla superficie terrestre
possiamo determinare il tipo di terremoto e la geometria della faglia.

Esempio: considero una faglia trascorrente vista dall’alto. Immagino delle stazioni A, B, C, D, E e F sparse per il mondo ad una certa
distanza.

Il primo movimento provocato da un’onda P arriverà nelle varie stazioni a seconda della loro posizione con un moto compressivo o
distensivo.

Per convenzione: se il movimento è compressivo la polarità è positiva, se il movimento è distensivo la polarità è negativa.

Quindi per ogni stazione avrò polarità nota e posso plottare ogni stazione su quattro quadranti, due positivi e due negativi.

L’effetto sorgente è dovuto al blocco che si sposta in direzione della sorgente (va sommata).

Proiezione stereografica

Consente di rappresentare su un piano la giacitura del piano di faglia e gli assi di massima compressione e massima estensione.

Immagino una piccola sfera attorno alla sorgente: Il raggio sismico ha due parametri

• Azimut A della sorgente


• Angolo di take off misurato tra l’intersezione del raggio con la sfera e la verticale diretta verso il basso.

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La geometria della faglia può essere determinata dalla distribuzione dei dati sulla sfera focale. Utilizzo una proiezione stereografica
per proiettare la semisfera inferiore sul suo piano equatoriale corrispondente alla superficie terrestre.

Se un sismografo è vicino al focus il raggio viaggerà quasi orizzontale e sarà plottato quasi sul bordo della sfera focale, mentre più la
stazione è lontana più si avvicinerà al centro.

Dopo aver plottato le stazioni sulla proiezione vengono distinti i primi arrivi di compressione (neri) da quelli di estensione (bianchi).
Qui delimito i quadranti con dei piani che separano le compressioni e le estensioni.

I piani che delimitano i quadranti sono perfettamente ortogonali solo nel caso di una faglia trascorrente pura, mentre per le altre
geometrie di faglia sono degli archi di circonferenza.

a: faglia transtensiva

b: faglia transpressiva

Lo slip vector di un terremoto è relativo al movimento tra i due estremi del


piano di faglia e giace sempre su quest’ultimo. La componente orizzontale dello
slip vector mi da l’azimut del movimento orizzontale relativo.

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L’interno della terra

La sismologia all’interno della terra permette di analizzare e caratterizzare la struttura interna. Tramite la tomografia sismica ne
definisco la struttura nel dettaglio.

Crosta: si divide in continentale (35km 𝑉Z 6,5 km/s) e oceanica (7/8km 𝑉Z 6 km/s)

Moho: discontinuità a livello di chimismo 𝑉Z 8,1 km/s

Mantello superiore: zona di bassa velocità per le onde S a causa della reologia non rigida della shadow zone. Dove ho un elevato
gradiente di velocità definisco il passaggio tra mantello superiore e inferiore, gradiente di velocità che diminuisce nel mantello
inferiore.

Mantello inferiore: al di sotto del mantello inferiore la velocità delle onde P diminuisce drasticamente. Le onde S non si propagano
più perché non si muovono nei liquidi.

Quando un’onda entra in un corpo a densità diversa questa devia (legge di Snell). Per le onde sismiche vale lo stesso principio, ma
funziona in modo opposto (incontra una discontinuità e si allontana dalla normale.

Al di sotto della shadow zone le onde P e le onde S accelerano (tra i 400 e i 700km).

Al di sotto dei 670km non trovo più ipocentri, quindi si pensa che finisca l’influenza delle placche tettoniche.

Le velocità aumentano lentamente con la profondità nel mantello inferiore.

Le onde P diretta possono essere osservate ad una distanza epicentrale prima dei 103°. Tra i 103° e i 120°le onde P sono diffratte e
arrivano oltre i 143°, per questo sappiamo che il nucleo esterno è liquido (le velocità diminuiscono quando le onde vengono rifratte
nel nucleo esterno).

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Gutemberg: tra mantello e nucleo esterno la velocità delle onde P crolla da 13,6 km/s a 8 km/s. Le onde S da 7,3 km/s a 0 km/s.

Lehmann: tra nucleo esterno ed interno le onde P passano da 10,2 km/s a 11,2 km/s. Si producono le onde S dalla trasmutazione
delle onde P in funzione dell’angolo di incidenza (3,5 km/s).

La discontinuità di Lehmann è stata trovata grazie al time travel di un’onda PKiKP. Un’onda diretta P passa attraverso il mantello, il
nucleo esterno ed interno, dalla discontinuità di Gutemberg la velocità diminuisce e alla discontinuità di Lehmann aumenta, la
riflessione di questa transizione ha fatto notare che il primo arrivo dopo aver passato la discontinuità di Lehmann giunge a 110° do
distanza epicentrale.

Moduli elastodinamici per la terra


Dalle velocità di propagazione posso derivare i moduli elastodinamici dell’interno della terra e, quindi, le proprietà chimico-fisiche.

Il pianeta è composto da involucri concentrici.

C’è una differenza di pressione

E una variazione di pressione che aumenta con la profondità


R[
: gradiente idrostatico di pressione. Il meno è dovuto al fatto che la pressione diminuisce quando il raggio aumenta.
R,

Posso scrivere l’accelerazione al raggio r in termini di costante di gravitazione e 𝑀, (massa all’interno di un dato raggio) perché se
considero un perfetto guscio sferico solo la massa che sta al di sotto da effetti sull’accelerazione di gravità.

Questa equazione descrive come varia la pressione in funzione della profondità.

Andando a mettere in relazione la variazione di pressione in funzione della profondità posso andare a
ricavare i moduli elastodinamici.

Moduli elastodinamici

K: costante di Bulk di incomprimibilità, aumenta sempre e rimane costante nel nucleo.

Il modulo di taglio µ si annulla tra la Gutemberg e la Lehmann.

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La densità aumenta nella crosta, ho un rapido aumento alla Gutemberg ed è costante nel nucleo interno.

L’accelerazione di gravità g aumenta sempre nella crosta e dalla Gutemberg diminuisce fino al centro della terra.

La pressione aumenta sempre fino al centro della terra.

Attenuazione delle onde sismiche


Q: fattore di qualità

Per un mezzo completamente elastico Q è infinito (non si perde energia durante il passaggio di un’onda sismica), per un mezzo
completamente dissipativo Q è 1 (energia completamente dissipata in calore).

In forma differenziale:

E: energia

t: tempo

T: periodo dell’onda

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Integrando viene:

𝐸1 è l’energia al tempo 𝑡1

Dato che l’ampiezza di un’onda è proporzionale alla radice quadrata della sua energia posso anche esprimermi in termini di
ampiezza:

ω è la frequenza angolare

Se espresso in termini spaziali, dove x è la distanza percorsa dall’onda dal punto dove l’ampiezza era 𝐴1 .

Posso stimare Q dal rapporto tra d’ampiezza di un’onda di corpo ad una particolare frequenza su varie distanze.

Per le onde P il fattore Q è in genere il doppio rispetto all’onda S (P perde meno energia).

Nella litosfera le onde di corpo perdono molta energia.

Tomografia sismica

La tomografia sismica ricostruisce la struttura interna del pianeta. Vengono utilizzate le onde che attraversano i vari strati. Ogni
cella, quando viene attraversata da un raggio, mi permette di ricavare la velocità. Posso anche rilevare un reservoire o una risorsa
idrica.

Sono state utilizzate le velocità di fase o di gruppo delle onde di superficie misurate per centinaia di terremoti da stazioni sismiche a
lungo periodo per ricostruire il mantello superiore.

Gli studi continentali sono associati ad alte velocità, le dorsali oceaniche sono associate a basse velocità.

Sismologia a rifrazione

Per osservare nel dettaglio la struttura della crosta e del mantello più superficiale, specialmente nelle regioni lontane dalle zone
sismicamente attive, diventa impossibile utilizzare i terremoti come fonte di energia.

Si utilizza la sismica a riflessione, generando un’energizzazione artificiale registrata con sismometri portatili.

La sismologia a rifrazione è molto costosa perché sono necessarie tonnellate di esplosivo per analizzare le profondità necessarie ad
esplorare la crosta e la prima parte del mantello.

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Sfrutto la legge di Snell, per ogni angolo di incidenza si genera un’onda riflessa, mentre la rifrazione si genera solo per piccoli angoli.
Se aumento l’angolo di incidenza (90°) il raggio si riflette totalmente e viaggia lungo la discontinuità senza rifrangersi nel secondo
mezzo.

Se il mezzo sottostante è più veloce il raggio si allontana dalla normale, se è meno veloce il raggio si verticalizza (rifrazione critica).
Dopo l’angolo critico nessuna energia viene rifratta nel secondo mezzo.

sin 𝑖 𝑣3
=
sin 𝑟 𝑣(

Secondo layer più veloce

S: sorgente R: ricevitore 𝛼3 : velocità primo layer 𝛼( : velocità secondo layer

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SR: onda diretta, è una retta e il coefficiente angolare da direttamente la velocità di propagazione dell’onda S e P.

SCR: onda riflessa, torna in superficie, ha un’andata e un ritorno, quindi non può essere una retta bensì un ramo di iperbole con x
che tende a infinito. I tempi di arrivo dell’onda riflessa se tendono ad infinito si assomigliano.

SABR: rifatta critica, viaggia con due velocità diverse 𝑉3 per andata e ritorno e 𝑉( durante il percorso orizzontale (quella del secondo
h-
strato). Angolo critico 𝑖M = 𝑎𝑟𝑐𝑠𝑖𝑛 .
hX

I primi arrivi sono:

• Diretta (a piccola distanza dallo scoppio)


• Rifratta critica (arriva prima della riflessa)
• Riflessa (va in profondità con la velocità del primo strato)

Equazione onda diretta (spazio/velocità:

Il travel time dell’onda riflessa è:

Se l’interfaccia non ha pendenza, C è a metà strada tra S e R, quindi posso ricavare le distanze con Pitagora.

Per la riflessa si può calcolare il travel time in un altro modo:

Che è l’equazione di un’iperbole

L’onda rifratta critica ha travel time

Per simmetria e usando la legge di Snell:

Sostituendo si ottiene:

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La rifratta critica è una retta che osserviamo come segmento doppio.

Conoscendo le velocità dei due layer e la profondità dell’interfaccia posso ricavare a che distanza avrò il primo arrivo critico (critical
distance) in questo punto la rifratta critica è tangente all’iperbole della riflessa.

Punto di cross over: punto di intersezione tra onda diretta e onda rifratta critica nel grafico t:x.

La distanza di cross over 𝑋M,L<< è il punto in cui l’onda diretta e la rifratta critica hanno lo stesso travel time.

Per poi ottenere:

Grafico t:x (2 strati)

1. A breve distanza il primo arrivo è un’onda diretta, seguito dalla riflessa.


2. A lunga distanza il primo arrivo è una rifratta critica, seguita dalla diretta e per ultima la riflessa.
3. Per determinare la velocità-profondità iniziale è necessario plottare dei dati su un grafico t:x.

Se abbiamo già un record dati possiamo determinare:

1. 𝛼3 come l’inverso della pendenza dell’onda diretta (x<𝑋M,L<< ). (Non vale per le rifratte critiche a meno che non siano
orizzontali).
2. 𝛼( è l’inverso della pendenza dell’onda rifratta critica (x>𝑋M,L<< ). (Caso del rifrattore orizzontale per la rifratta critica).
3. 𝑍3 è l’intercetta dell’onda rifratta critica sull’asse del tempo.

Con queste tre misure riesco a ricavare velocità e profondità del primo diffrattometro.

Modello multistrato

La velocità non aumenta sempre, ma può esserci un’inversione. Ad esempio, se ho uno strato di arenaria con sotto una sequenza
argillitica e perdo uno strato in quanto non avrò una rifratta critica perché le onde si approfondiranno. La rifratta critica sarà più
profonda, di conseguenza avrò una sovrastima dell’ultimo intervallo.

Posso incontrare errori anche se gli strati sono molto sottili. Se il contrasto di velocità è molto basso non riesco a rilevare
l’interfaccia. Arriva prima la riflessione della terza interfaccia perdendo la seconda.

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Se la pendenza dell’interfaccia non è orizzontale, il percorso è in funzione anche della pendenza.

Se ho pendenza la velocità mi risulta solo apparente (fittizia).

Quello che succede è che le riflessioni e le riflessioni critiche nella parte di superficie dove l’interfaccia immerge saranno più
ritardate. E gli arrivi avranno ampiezza maggiore e, di conseguenza, velocità maggiore.

Dipping layers: se assumiamo una prima interfaccia con un angolo di immersione δ il travel time sarà:

𝑧R è la distanza perpendicolare tra lo shootpoint S e l’interfaccia. (Shooting down-dip).

La velocità d’onda apparente è:

Se la linea di rifrazione è rovesciata lo shootpoint è posto su R. Il traveltime è:

𝑧l è la perpendicolare dal nuovo punto. (shooting up-dip).

La velocità d0onda apparente in questo caso sarà:

Che è maggiore rispetto alla velocità del layer inferiore.

Rielaborando le equazioni otterremo:

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Ampiezza

Usando l’ampiezza posso minimizzare gli errori riducendo il numero di strutture che possono fittare con i dati dei primi arrivi
(velocità e profondità sono ricavati dal rapporto tra riflessione e rifrazione).

Considero un’onda P, se ho una riflessione e una trasmissione questa può generare un’onda S quando colpisce l’interfaccia.

Il particle motion dell’onda P è longitudinale e le onde S generate dall’incidenza delle onde P potranno essere solo onde S
polarizzate verticalmente.

Un’onda SV incidente riflette e trasmette onde SV e onde P.

L’onda SH trasmette e riflette solo onde SH:

Il rapporto tra l’angolo formato dal raggio e la normale al piano e la velocità del raggio di chiama parametro di raggio (p).

L’angolo è sempre funzione della velocità.

Un’onda P nel primo mezzo riflette un’onda SV trasmutata e un’onda P, nel secondo mezzo trasmette un’onda SV trasmutata e
un’onda P.

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Equazione di Zoeppritz

Questa equazione permette di ricavare l’ampiezza di tutte le onde, anche quelle trasmutate.

È necessario calcolare il dislocamento e gli stress risultanti dai wave fields ed eguagliarli all’interfaccia. Il dislocamento e lo stress
devono essere continui attraverso l’interfaccia e i due mezzi devono avere rispettivamente un movimento relativo.

Dove:

L’equazione 4.81 e 4.82 richiedono continuità del dislocamento orizzontale e verticale e 4.83 e 4.84 dono richieste dalla continuità
dello stress verticale e orizzontale.

Il rapporto tra l’ampiezza riflessa o trasmessa e l’ampiezza dell’incidente è chiamato coefficiente di riflessione o trasmissione.

1. Variazione rispetto all’incidenza


2. Se varia l’angolo di incidenza varia l’ampiezza dell’onda
3. Devo utilizzare l’angolo di onde a bassa energia
4. Se aumenta il contrasto di impedenza (prodotto tra velocità e densità) indicato dal coefficiente di riflessione descrivo una
discontinuità

Il coefficiente di riflessione è il rapporto tra l’ampiezza della trasmessa e l’ampiezza della riflessa

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L’energia dell’onda P cresce proporzionalmente all’angolo di incidenza. Posso usare questa informazione per determinare la
distanza critica.

Sismologia a riflessione

Permette di ottenere un modello molto accurato della geologia del sottosuolo.

Gli strati non devono mai avere molta pendenza, la risoluzione viene controllata con la frequenza.

In base al target scelgo il contenuto di ampiezza migliore, di conseguenza decido se utilizzare come energizzatore un esplosivo o
una massa battente.

La sorgente ideale è lo spike. Con intervallo di t infinitesimo ha tutte le frequenze, da +∞ a −∞. Lesplosione è la cosa che più ci si
avvicina.

I vibro-sizes generano un insieme di onde a diversa frequenza.

In acqua si usa un’air gun liberando aria compressa.

Modello a due layer


Con l’applicazione del teorema di Pitagora il travel time dell’onda SCR è data da

L’onda riflessa è l’equazione di un’iperbole.

Ricavo il tempo ponendo x=0

A lunga distanza il tempo può essere approssimato a:

Perché nelle lunghe distanze la curva d’onda riflessa è asintotica alla curva della diretta.

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Velocità reale dello strato:

𝛼T8( : velocità misurata

𝑇1 : tempo doppio
8(
𝛼T83 : velocità strato superiore

𝑇183 : tempo doppio strato superiore

Dopo aver determinato la velocità, posso determinare lo spessore con:

Diffrazione e migrazione

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Un’onda piana si propaga verticalmente verso il basso, ogni punto dell’onda agisce come punto sorgentegenerando un’onda
sferica. Il fronte d’onda successivo è la somma di tutte le onde sferiche.

Se il riflettore è interrotto si genera una diffrazione e il punto P diventa sorgente puntiforme.

Diffrazione

Principio di Huygens:

Ogni punto del fronte d’onda può fungere da sorgente di onde sferiche. Il fronte d’onda più tardivo sarà la somma di tutte le onde
che arrivano dal punto sorgente.

Il nuovo fronte d’onda è planare. Quando un’onda piana viene riflessa da un’interfaccia si applica lo stesso principio di somma dei
fronti d’onda. Il disturbo laterale le fa elidere vicendevolmente.

Quando un’interfaccia non è infinita, ma termina in un punto P non ci sono più punti che possono fungere da sorgente alla destra di
P. Si genererà un’onda sferica con ampiezza ridotta e non subirà l’effetto di cancellazione da parte di disturbi laterali.

Nel piano t:x l’onda diffratta si presenta come un’iperbole perché ha tempo d’andata e ritorno, ma rispetto alle riflesse ha
curvatura maggiore. Il ramo destro e sinistro presentano polarità opposta.

Nel primo schema raccoglierò dei ritorni di A e B, mentre a destra di B non registrerò nulla. Il percorso per le onde diffratte che
arrivano in C è la linea dritta CPC. L’ampiezza è minore rispetto alle riflesse perché è dipendente dalla distanza.

La curvatura della diffratta decresce con la profondità di P. La diffrazione di una faglia profonda è più piatta rispetto ad una faglia
superficiale.

L’ampiezza della diffratta diminuisce con l’aumentare della distanza dal bordo.

La polarità della diffratta alla sinistra di B è opposta di quella registrata a destra. Registrarle entrambe può aiutare a riconoscere il
bordo di diffrazione.

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Se gli strati sono inclinati ho una distorsione. La registrazione del segnale è distorta perché il punto di riflessione non è verticale
come lo shot/receiver. Gli strati appaiono più lunghi e meno inclinati.

La diffrazione è molto utile per riconoscere faglie.

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L’angolo di immersione apparente è minore dell’angolo di immersione reale, la reazione è raramente plottata alla scala reale. La
distorsione mi provoca la differenza tra scala verticale e orizzontale. Lasse verticale è frequentemente un tempo doppio.

Migrazione: un riflettore inclinato non è l’unica struttura che può falsare un record. Interfacce curve possono dare origine a strane
riflessioni Migrazione è il nome del processo per spostare le strutture nella loro corretta posizione.

Immagino di avere un sensore in A più uno scoppio, prendo in considerazione 3 riflesse con incidenza normale alla superficie e
ipotizzo gli arrivi. Se plotto sembra al contrario.

Artefatti: una sinclinale potrebbe essere interpretata come un’anticlinale, conoscendo la velocità di propagazione sismica del
sottosuolo posso effettuare una correzione geometrica.

Risoluzione di una struttura


Con un profilo di riflessione posso risolvere una struttura.


3 3
Considero una faglia cin un rigetto verticale h: per riconoscere la faglia, questa deve essere più grande di o della lunghezza
n o
3 3
d’onda. Questo significa che l’onda riflessa dall’interfaccia più bassa sotto la faglia sarà in ritardo di o della lunghezza d’onda.
o (

Lunghezze d’onda (alte frequenze) danno risoluzione migliore delle strutture di quella ottenibile con lunghezze ampie.

Sfortunatamente le alte frequenze non viaggiano così bene attraverso le rocce. Più sono in superficie più la frequenza è alta e
quindi più avrò risoluzione.

La Fresnel zone è quella parte di interfaccia che riflette con metà periodo della prima riflessione.

La risoluzione laterale dipende dalla zona di zona di Fresnel, in pianta è una circonferenza. Affinché il corpo possa essere
interpretato dovrà essere più grande della prima zona di Fresnel.

41

Deep seismic reflection profile


Andata e ritorno superiore ai 4 secondi.

Utilizzata nel settore petrolifero, le strutture più profonde hanno tempo di recording dai 15 ai 30 secondi.

Il miglior modo per ottenere informazioni dettagliate sulla velocità della crosta profonda e dell’upper mantle, non è la normale
riflessione, ma il wide angle reflection profile.

Nel plottaggio nel diagramma t:x ho una sezione a tempi doppi. Per passare al depht travel ho bisogno del modello di velocità dello
strato.

Devo aumentare il rapporto segnale su rumore per ricostruire una struttura profonda.

42
Gravità

Potenziale gravitazionale e accelerazione

Due punti di massa 𝑚3 e 𝑚( a distanza r sono attratti da una forza F:

G è la costante gravitazionale che vale 6,67𝑥10833 𝑚5 𝑘𝑔83 𝑠 8( .


stX
L’accelerazione della massa 𝑚3 dovuta alla presenza della massa 𝑚( è verso 𝑚( . Invece l’accelerazione della massa 𝑚( verso
,X
st-
𝑚3 è .
,X

stX
Posso definire il potenziale gravitazionale di 𝑚3 come: 𝑉 = −
,

st- tX
Il potenziale gravitazionale della massa 𝑚( alla distanza r da 𝑚3 è − .
,

st- tX st- tX
Se la massa 𝑚( si muove in una nuova posizione r’ verso la massa 𝑚3 l’energia gravitazionale sarà: − .
,S ,

L’accelerazione gravitazionale della massa 𝑚( verso 𝑚3 (prendendo come positivo il movimento verso l’esterno) posso scriverla in
termini di potenziale.

Generalizzando in tre dimensioni

Il campo gravitazionale è un campo di accelerazioni, è la massa che genera il campo.

Se conosco il potenziale posso calcolare il potenziale in un punto.

L’accelerazione è la derivata prima del potenziale rispetto r, quindi l’accelerazione è il negativo del gradiente del potenziale.

Se immaginassimo una distribuzione di masse potremmo definire il potenziale V come:

La terra è composta da gusci concentrici, il potenziale è indipendente dalla posizione. Quindi posso considerare tutta la massa
concentrata al centro della terra.

43

Il potenziale del guscio sferico può essere valutato integrando il potenziale di tutte le strisce.

Per trovare il valore di questo integrale bisogna integrare secondo D.

Quando il punto P è esterno al guscio sferico i limiti 𝐷tNT e 𝐷tUv sono r-b e r+b, e il potenziale al punto P è:

44
L’accelerazione gravitazionale α ad una distanza r da una sfera di raggio b(h<r) e densità ρ è:

Gravità della terra


Alla superficie la gravità ha un valore di g=9,81𝑚𝑠 8( , tuttavia g è un valore troppo grande, quindi si usa gal:
t
1 gal=108( X
<

Sulla superficie terrestre l’accelerazione è di 981 gal.

Se la terra fosse perfettamente sferica e non ruotasse, l’accelerazione gravitazionale sarebbe perfettamente uguale in ogni punto,
tuttavia non è così.

Schiacciamento (ellitticità)

Eccentricità

Lo sferoide oblato è la forma geometrica che più si avvicina a quella della terra, il cui raggio è:

f è l’ellitticità, λ la latitudine e 𝑅M il raggio equatoriale.

Accelerazione centrifuga

È in funzione della velocità angolare 𝜔 = 2𝜋𝑓 𝑎𝑐 = 𝜔 ( 𝑟

G è in funzione della distanza del centro di massa, quindi varia con la latitudine.

L’accelerazione rotante è leggermente inferiore di quella non rotante.

45
Orbita dei satelliti

L’orbita di un piccolo oggetto è un’ellisse. Per semplicità considero una circonferenza con raggio r, la forza di gravità è bilanciata
dalla forza centrifuga

Riarrangiando questa equazione ottengo la velocità angolare ω

Il periodo dell’orbita satellitare T=2𝜋/𝜔 è dato da:

La terza legge di Keplero dice che il periodo di un pianeta è proporzionale al cubo del raggio dell’orbita.

La forma della terra


La reale forma della terra è irregolare e costituita in parte da terre emerse e in parte maggiore dagli oceani. Per un quadro geofisico
sintetico è utile considerare la terra come un corpo non corrugato e definito da una superficie regolare. La forma di questa
superficie è noto essere più vicina ad uno sferoide schiacciato ai poli più che ad una sfera. È ben comprensibile che forma e gravità
sulla terra siano intimamente connesse, infatti una superficie equipotenziale coincidente con il livello medio marino (oceani)
rappresenta anche la forma più naturale per la terra.

Superficie scalare=Gradiente potenziale scalare

Ellissoide di riferimento: considera variazioni radiali di densità e l’accelerazione centrifuga.

L’accelerazione di gravità è sempre perpendicolare ad una superficie equipotenziale e quindi rappresenta la configurazione di
equilibrio. La terra non si può definire propriamente geoide in quanto ci sono delle eterogeneità laterali della densità che sono
responsabili tra la superficie degli oceani e il geoide, quindi la terra non si può definire analiticamente come tale.

In conclusione, il geoide è per sua definizione la reale superficie equipotenziale del campo terrestre e quindi è operativamente
definibile come la superficie alla quale l’accelerazione di gravità è normale. Le deviazioni del geoide dall’ellissoide sono dovute a
deviazioni della quota del geoide in corrispondenza di variazioni laterali di densità a larga scala all’interno della terra. Queste
deviazioni ammontano a qualche decina di metri al massimo e sono distribuite su tutta la terra senza un’apparente correlazione
con caratteristiche geomorfologiche.

46
Anomalie gravimetriche

Descritto il normale andamento del campo gravitazionale si può introdurre il concetto di anomalia gravimetrica come lo
scostamento fra il valore misurato in un sito e quello teorico di riferimento per il sito in questione.

Il valore teorico precedentemente introdotto serve quindi per la definizione del valore “normale” per il sito che in ultima analisi è
quello dell’approssimazione ellissoidale. Oltre a misurare la gravità assoluta ai fini della determinazione dei coefficienti dello
sviluppo del potenziale, le misure con gravimetri hanno quindi lo scopo di misurare le anomalie. Esamineremo ora a partire dal
valore di riferimento le varie correzioni che vengono tradizionalmente usate in gravimetria per eliminare tutte le forme note di
scostamento dal valore normale e isolare solo la componente legata al contrasto di densità del sottosuolo (rilevante per l’indagine
geofisica a livello locale e regionale).

Calcolo difetti ed eccessi di massa


Free air:

Dato che la gravità in un dato luogo diminuisce naturalmente con la quota, lo scopo di questa correzione è riportare il valore della
gravità a quello ideale che si avrebbe al livello del mare nella località in esame (correzione sempre positiva per quote sopra il livello
del mare). Sarebbe comunque errato considerare il punto di misura come se fosse realmente al livello del mare nelle considerazioni
seguenti. Il punto di osservazione rimane dove è rispetto alle masse causative.

Le correzioni per la latitudine e aria libera sottratte al valore effettivamente misurato, definiscono nel complesso la cosiddetta
anomalia in aria libera rispetto ad un valore misurato di gravità gm. Se questo valore misurato è espresso nelle unità adottate nella
pratica, mgal, per le anomalie e h in metri possiamo scrivere:

trovo la gravità alla quota h in condizioni di simmetria sferica

Essendo h<<R possiamo anche scrivere:

Correzione di free airà valore di riferimento - valore in quota

valore di riferimento - valore osservato

Gf= valore osservato - g teorico latitudine + correzione di free air

L'anomalia di free air mi dà informazioni sull'isostasia

47
Correzione di Bouguer
Questa correzione consente di considerare l'effetto gravitativo della roccia interposta tra località di misura ed il livello del mare
(ellissoide). Se l'andamento della quota topografica e relativamente smussato si può trascurare l'effetto della disomogeneità
topografica e viene considerato solo uno strato a forma di piastra di materiale inserito fra il punto di misura e l'ellissoide. Per una
estensione infinita ideale della piastra con densità approssimativamente costante.

La correzione di Bouguer è da sottrarre alla gravità misurata, infatti includendo l'effetto della piastra, per h>0, la gravità misurata è
maggiore di quella teorica.

Terrain correction
Quando l'andamento della topografia in prossimità del punto di misura non è sufficientemente smussato si deve operare una
correzione topografica. La correzione topografica si effettua solo per i rilievi di grande precisione. In terreni praticamente
pianeggianti non viene presa in considerazione. Quando effettuata richiede la suddivisione delle masse eccedenti (poste a quote
più alte del punto di misura) e delle masse in difetto (poste a quote più basse) rispetto alla piastra di Bouguer.

In conclusione:

La terrain correction va aggiunta quando tolgo troppa massa con Bouguer.

→ al di sopra del livello del mare le correzioni sono positive tranne Bouguer

→ l'anomalia di free air si utilizza per misurare in mare mentre Bouguer sui continenti

àse voglio utilizzare bouger sull'oceano devo sostituire l'acqua con roccia.

48
a) Bouguer sente il deficit di massa. Dato che non correggo per le masse ma solo per le quote, free air va a zero fuori dalle catene
montuose, mentre Bouguer e negativa e elevata

b) Free air → piccola e positiva che aumenta avvicinandosi ai bordi

Bouguer → negativa ma minore

c) Free airàpositiva e con il massimo valore, sente l'eccesso di massa della catena

Bougueràzero perché l'interfaccia è piatta.

Anomalie gravimetriche causate da corpi sepolti


Daremo ora un cenno della forma del profilo di anomalia atteso per corpi sepolti di forma nota che vengono normalmente utilizzati
nell'interpretazione degli effetti riscontrati nei rilevi a scala locale.

Si consideri una sfera con densità 𝜌3 raggio b sepolta con il suo centro a profondità h in un mezzo a densità p con conseguente
contrasto Ap = p1 - La componente verticale 𝑔| della gravità al di sopra di tale sfera e ad essa dovuta sarà:

Teta è compreso tra la verticale ed ogni punto di misura.

L'equazione mostra come i parametri fondamentali a) contrasto di densità, b) profondità della sfera c) raggio, determinino la forma
dell'anomalia. Ad esempio, per un dato contrasto di densità, la profondità del centro della sfera influenza l'ampiezza del picco
massimo dell'anomalia. Una sorgente profonda ma di maggiori dimensioni, produce una minore ampiezza massima ma una figura
d'anomalia più larga rispetto a quella dovuta alla stessa sorgente ma localizzata a minore profondità. La larghezza w dell'anomalia
ad esattamente metà del valore della massima ampiezza è chiamata semilarghezza. La profondità del centro della sfera si ricava da
questo valore dalla relazione.

Nel caso in cui al posto di un corpo assimilabile ad una sfera sia presente un corpo assimilabile ad un cilindro infinito la teoria
fornisce invece per profili ortogonali al suo asse:

Se diminuisce il contrasto di densità diminuisce l'entità dell'anomalia.

Geoid height anomalies (il geoide sente le differenze di densità laterali)


Le variazioni laterali di densità, portano a delle anomalie, le anomalie di altezza del geoide (raggio del geoide - raggio dello sferoide)
sono relazionate al potenziale gravitazionale misurato allo sferoide.

L'accelerazione gravitazionale è normale alla superficie equipotenziale. Se ho deficit di massa ho un’anomalia negativa, se ho un
surplus di massa ho un’anomalia positiva

il potenziale diminuisce dove aumenta l'accelerazione.

49
Isostasia
In corrispondenza a forti depressioni o rilievi topografici il campo di gravità non si discosta eccessivamente da quello atteso sulla
base del valore teorico di riferimento sull'ellissoide. Il calcolo delle anomalie in aria libera porta a valori anch'essi non molto elevati
o differenti fra loro Le anomalie di Bouguer invece possono risultare di gran lunga superiore al valore dell'anomalia in aria libera. Le
osservazioni riportano sinteticamente le seguenti associazioni:

Anomalie di Bouguer fortemente < O generalmente in Aree montuose

Anomalie di Bouguer fortemente > O generalmente in Aree oceaniche &

La presenza di tali valori di anomalia mostra che vi deve essere, in genere, un deficit di massa in aree montuose e un eccesso di
massa in aree oceaniche rispetto all'ellissoide sul quale poggia la teorica piastra di Bouguer. In base a queste considerazioni nella
seconda metà dell'ottocento Pratt ed Airy proposero due diverse ipotesi per spiegare le osservazioni gravimetriche ed introdussero
il termine isostasia per descriverle. Dal momento che, ad esempio per l'Himalaya e le Ande, il deficit di massa al di sotto delle
catene, necessario a rendere conto del minor valore osservato di gravità, si trovò circa uguale alla massa delle montagne stesse,
venne supposto un equilibrio di tipo idrostatico. Il classico principio di Archimede: un corpo immerso in un fluido riceve una spinta
dal basso verso l'alto pari al peso di volume di fluido spostato, veniva quindi utilizzato per giustificare i risultati delle misure di
gravità.

La profondità alla quale la pressione è puramente idrostatica viene chiamata profondità di compensazione: la massa totale per
unità di area fino al livello corrispondente a tale superficie, tangente alla radice più profonda, deve ovunque essere la stessa. La
superficie di compensazione è variabile in profondità nell'ipotesi di Airy, ove si prevede uno schema di compensazione a densità
costante con variazione morfologica delle radici (ρ costante). La superficie di compensazione è invece a profondità uniforme e la
densità delle colonne varia inversamente con l'altezza della superficie topografica (hρ costante) nello schema di Pratt.

Queste due ipotesi riflettevano anche due diverse interpretazioni geologiche. Pratt ad esempio sosteneva che le montagne si
formassero per espansione termica della crosta a causa di sorgenti di calore situate nella crosta e nel mantello. Tuttora si ritengono
tali ipotesi essenzialmente valide pur se la compensazione isostatica viene raggiunta solo in certe condizioni e in genere su scale
spaziali regionali, maggiori di alcune centinaia di km.


Ipotesi di Airy

In questa ipotesi vengono attribuite al rigido strato superiore ed al substrato densità costanti 𝜌l e 𝜌<S rispettivamente. La
compensazione isostatica si raggiunge con le montagne che hanno radici profonde (esattamente come nel caso di un iceberg). La
figura mostra questa ipotesi. Considerando una arbitraria profondità di compensazione a profondità maggiore della montagna con
le radici più profonde nel substrato, ed uguagliando le masse al di sopra di tale profondità, per ogni colonna verticale (di sezione
unitaria) si ottiene:

50
(𝜌@ sia la densità dell'acqua), dalla prima relazione segue che una montagna di altezza h1 dovrebbe avere quindi una radice 𝑟3 data
da:

Similarmente, una colonna ad una profondità d sotto il livello del mare dovrebbe avere un anti-radice 𝑟5 data da:

Nel nostro esempio il rigido strato superiore (litosfera) ha densità 𝜌lS ma le equazioni scritte per le varie radici si applicano
ugualmente bene quando 𝜌M viene sostituito da pc (la densità della crosta) e Ps c' sostituito da 𝜌M (la densità del mantello). Questo
avviene perché il limite crosta-mantello è incassato, ed è parte della litosfera, così un carico superficiale provoca una de formazione
della base della litosfera, deviando il limite crosta-mantello. Inoltre, la differenza tra la densità del mantello al limite crosta-
mantello e la densità del mantello al limite litosfera-astenosfera è molto piccola. Quindi le equazioni per le radici ed anti-radici
vengono spesso applicate nelle forme seguenti:

Ipotesi di Pratt

A differenza di Airy, Pratt sosteneva che la profondità della base dello strato superiore fosse costante e che l'equilibrio isostatico
venisse raggiunto considerando lo strato superiore composto da colonne di densità costante ma con diverse elevazioni fra loro
(vedi figura). Prendendo la base dello strato superiore come profondità di compensazione ed eguagliando le masse sopra questo
livello in ogni colonna avremo:

In questo modello, la compensazione richiede quindi che le maggiori elevazioni costituite dalle montagne, siano composte da
materiali di minor densità:

51

e che gli oceani abbiano un basamento costituito da materiali di densità più alta:

Le due ipotesi di Prati ed Airy sono molto differenti ma il determinare se l'una o l'altra, o una combinazione di entrambe, operi
attualmente in una particolare parte della Terra, non è facile. Determinare se una superficie sia in equilibrio isostatico (ossia sia
compensata o meno) è più semplice. Un modo di stimare se una struttura a larga scala, come una catena montuosa o un bacino
sedimentario, sia o meno in equilibrio isostatico è quello di usare le anomalie gravimetriche. Se la struttura è totalmente
compensata la "free air" è normalmente piccola, lontano dai bordi della catena. Se la struttura non è compensata, o lo è solo
parzialmente, allora le anomalie "free air" sono positive. Per quanto concerne le Bouguer, nel caso di compensazione efficace,
queste anomalie saranno negative, se invece la struttura non è compensata le Bouguer saranno prossime allo zero. Infatti, in
quest'ultimo caso l'eccesso di massa è proprio quello dovuto al materiale al di sopra del livello del mare e quindi viene totalmente
corretto dalla correzione di Bouguer. I continenti e gli oceani sono in un generale equilibrio idrostatico. Il modello di Airy delle
variazioni dello spessore crostale è il caso più frequente di meccanismo compensante, ma ci sono casi, come quello dei 'ridge'
oceanici, che risultano parzialmente compensati dall'esistenza di rocce a densità inferiore nel sottostante mantello; il gabbro, tipica
roccia oceanica, è più densa del granito, tipica continentale, e quindi l'ipotesi di Pratt gioca un ruolo di rilievo nel bilancio isostatico
tra crosta oceanica e continentale.

Flexure of the lithosphere and viscosity of the mantle


Nella teoria della tettonica delle placche, la sottile litosfera si assume come rigida e galleggia sul mantello. In termini di tempistiche
geologiche la litosfera si comporta in modo elastico e il mantello in modo fluido.

Il rapporto di rebound che avviene quando del carico viene rimosso dipende dalla viscosità del mantello e dalle proprietà elastiche
della litosfera

Conoscendo h e v rispettivamente la forza verticale e quella orizzontale, e le caratteristiche di deflessione e proprietà elastiche.
Posso simulare lo sprofondamento delle placche.

D→ rigidità della struttura in funzione del modulo di young, spessore e poisson

D= Eh/12(1-0)


Campo magnetico

Il ruolo del campo magnetico terrestre

Ha un andamento esprimibile tramite potenziale. Ed è espresso attraverso quantità vettoriali, non è costante e presenta molte
variazioni in magnitudine o direzione nel tempo.

Le misure si ottengono in modo molto semplice e non necessitano di correzioni, ma è più difficile l'interpretazione delle anomalie,
in quanto non è costante.

Il campo magnetico può essere rappresentato come un dipolo magnetico, localizzato nel centro della terra. Il dipolo magnetico non
è parallelo all'asse terrestre, bensì è inclinato di 11.5° (deriva polare)

Poli geomagnetici: l'intersezione tra la superficie e il dipolo da origine ai poli magnetici (ovviamente discostati da quello geografici).

L'equatore geomagnetico: è l'equatore dell'asse dipolare

Equatore magnetico: è la linea dove il campo magneticola solo componente orizzontale

Poli magnetici: punti dove la componente del campo magnetico è solo verticale

52
La formazione del campo magnetico è dovuta alla circuitazione di materiale fluido conduttotre all'interno del nucleo.

Il polo nord geografico è il polo negativo (s), il polo sud geografico è il polo positivo(n).

Il sole è il fautore della forma del campo magnetico terrestre e delle sue variazioni nel breve periodo.

Il vento solare, una corrente costante di particelle ionizzate, crea quello che si chiama magnetosfera (particelle ionizzate
intrappolate dal campo magnetico terrestre) e deforma le linee del campo magnetico in una lunga coda detta magnetotail che si
estende per milioni di chilometri. Il bow shock è l'impatto del vento solare con il campo magnetico terrestre

Una zona turbolenta all'interno del bow shock prende il nome di magnetosheat, il cui confine interno è chiamato magnetopause.

Il campo magnetico terrestre scherma il pianeta da molte radiazioni che sarebbero nocive per la vita.

Le fasce di van allen sono zone cariche di particelle intrappolate dal campo magnetico.

53

I poli magnetici e geomagnetici non coincidono perché i contributi esterni alterano le risultanti del campo.

La declinazione magnetica (visto che è variabile di anno in anno) viene indicata sulle cartine in base al periodo che sono state
prodotte.

Alle medie latitudini la variazione di declinazione è trascurabile.

Campo dipolare: contributi legati a asse del dipolo-poli geomagnetici - eg, Geomagnetico

Campo non dipolare: contributi legati a poli magnetici/equatore magnetico

Variazione del campo magnetico


periodiche

• T 24 ore variazione diurna solare


• lunare 24h54min

Ciclica

• 11 anni → ciclo macchie solai

Pulsazioni

• Periodo molto variabile da 0.1 a 1000 sec,

Variazioni irregolari

• Tempeste, inversioni.

Potenziale magnetico

Il potenziale del campo magnetico terrestre è derivato e espresso da un’infinita serie di funzione armoniche sferiche. la prima serie
è legata al potenziale causato dal dipolo al centro della terra. Ad ogni punto r, dal dipolo il potenziale magnetico è

Potenziale del dipolo ideale

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m: fattore legato all'intensità di una corrente e la superficie di una spira (vettore momento di dipolo allineato lungo l'asse dipolare
A𝑚( .

Differenziando il potenziale ideale ottengo il campo rispetto ad una posizione

dove 𝜇1 è la permeabilità magnetica dello spazio vuoto

Espresso in coordinate sferiche raggio, colatitudine e longitudine

Applicato alla terra m risulta essere negativo perché è allineato all'asse negativo z. la componente radiale sarà:

55

𝐵1 è il modo più coerente di esprimere il campo equatoriale

→ ai poli 6x10-5 Tesla

→ all'equatore 3x105 tesla

Si usa chiamare

z→ la componente radiale (positiva che va verso il basso)

H→ la componente orizzontale

Per il dipolo

λ è la latitudine magnetica (2=90=-0).

56