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Il Signore è il mio pastore

XXXIII Settimana del Tempo Ordinario


(20 - 26 novembre 2017)
G: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. T: Amen.

Canone
Confitemini Domino (Taizè)

Testo
Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla. Per me tu prepari una mensa,
Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla. davanti agli occhi dei nemici.

Su pascoli erbosi mi fa riposare, Cospargi di olio il mio capo,


ad acque tranquille mi conduce. di gioia trabocca il mio calice.

Mi guida e rinfranca nel giusto cammino, Felicità e grazia mi saranno compagne


per amore del suo santo nome. per tutti i giorni della vita.

Se dovessi andare in valle oscura, Signore, abiterò nella tua casa


non potrò temere alcun male. per la lunga distesa dei giorni.

Perché, o Signore, tu con me sei sempre,


col bastone e il vincastro mi dai pace.

G: La nostra vita è una perpetua ricerca di felicità e di sicurezza. La certezza suprema che
contraddistingue il cristiano è la presenza continua del Signore nella propria vita. Questo
sentimento è cantato dal salmo 22 (23): uno dei salmi più brevi, ma al tempo stesso, più intensi
dell’Antico Testamento.

Commento
Soffermiamo la nostra attenzione e la nostra riflessione su due immagini: il Pastore con il suo gregge
e la Mensa conviviale. Sono due immagini ricorrenti tanto nell’Antico, quanto nel Nuovo Testamento:
due simboli tratti dalla vita rurale e dalla vita comune che ben simboleggiano l’azione e la presenza di
Gesù nella vita di ogni cristiano. Gesù stesso a proclamarsi “Buon Pastore” (Gv 10,14): non si paragona

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ad un sovrano potente o ad un signore della guerra, ma più semplicemente alla figura che incarna
in maniera mirabile l’idea di custodia, di attenzione, di premura, di presenza rassicurante. È il “buon
Pastore” delle nostre vite, che guida i passi nelle strade spesso dissestate, che non ci lascia indietro
nel cammino, che ritorna a prenderci quando siamo smarriti. La mensa è immagine della presenza
continua di Gesù: “non vi lascio soli”, disse ai suoi discepoli prima di ascendere al cielo. Nell’Eucaristia
perpetua nei secoli la sua presenza accanto al suo popolo, a coloro che hanno tradotto in realtà il dono
della fede: e la sua compagnia è dolce e rinfrancante, come la convivialità di una tavola imbandita,
come la dolcezza di un ricco banchetto.

Riflessione personale
• Nella sua dolcezza, questo salmo ci invita ad una riflessione attenta sulla nostra vita e ci interpella
con una domanda: siamo guidati dal “Buon Pastore” o piuttosto la nostra vita segue strade
tortuose e impervie, nella scia dei falsi profeti dei giorni nostri?
• La Domenica, festa del Signore, ha il vertice più alto nella Comunione: “Gustate e vedete quanto
è buono il Signore” (Sal 33,9). Siamo consapevoli che quel momento ci ha cambiato, ci sta
cambiando e ci cambierà legandoci indissolubilmente a Dio? Il nostro cuore è davvero preparato
e ben disposto a questo cambiamento?

G: Le brevi e intese parole del Salmo 22 (23) lasciano nel cristiano, che vive con responsabilità,
consapevolezza e viva partecipazione la propria fede, un sentimento di serenità e gioia: il Signore
è presente e conduce la nostra esistenza verso “i pascoli erbosi e le acque tranquille”. Cosa mai
dobbiamo temere?

Canto
Il Signore è il mio pastore (Frisina)

Canto
Il Signore è il mio pastore (Turoldo, Passoni, Bosi)

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