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L'impressionismo di Miguel Llobet Soles

«Un soffuso aleggiare di velata e discreta malinconia ed un temperato pudore nell’espressione


sentimentale caratterizzano quasi costantemente la sua produzione»
(B. Tonazzi, Miguel Llobet chitarrista dell’impressionismo, Ancona, Edizioni Bèrben,1966).

1878. In quell’anno nasceva a Barcellona Miguel Llobet Soles, un bambino destinato ad occupare
una posizione di rilievo nell’ambito chitarristico.

La passione per la chitarra gli venne infusa nel momento stesso in cui ascoltò un eccellente
chitarrista, in occasione di un concerto nella sua città natale: Antonio Jimenez Manjon.

Rimase così profondamente colpito da quella esecuzione che decise di studiare con un certo Magin
Alegre. Di lì a poco divenne allievo di Francisco Tarrega, un celeberrimo chitarrista che dedicò la
sua vita alla chitarra classica.
Nell’ottobre del 1892 infatti, quando compì quattordici anni, Magin Alegre lo portò in un negozio di
chitarre chiamato “CASA DEL LOS GUITARREROS”, un ambiente frequentato dallo stesso
Tarrega. Proprio all’interno del negozio, in una hall riservata agli “intimi” delle sei corde, Llobet
ebbe modo di ascoltarlo per la prima volta ed in seguito divenne suo allievo. In quell’occasione
Tarrega suonò un proprio arrangiamento del brano Granada, composto da Isaac Albéniz.

Miguel Llobet considerava l’arte di Tarrega un obiettivo da perseguire. A tale scopo rimaneva ad
ascoltarlo per delle ore e tornava a casa con la testa piena di impressioni ed esperienze. Per questa
ragione sperimentava sulla chitarra ciò che vedeva fare dal maestro, aggiungendo un tocco
personale dolce, suasivo ed affascinante.

L’ attività concertistica di Llobet è stata importante perché ha saputo imporre la chitarra classica
negli ambienti musicali più esigenti dell’epoca, tanto che ha avuto l’onore di tenere un concerto nel
Palacio Real di Madrid per la famiglia reale spagnola e tra le tante onorificenze fu insignito del
titolo di Professore honoris causa.

La chitarra che suonava era una splendida Torres del liutaio spagnolo ANTONIO DE TORRES
JURADO (1817 – 1892), strumento dal quale il musicista riusciva a trarre un suono coinvolgente e
caldo. E’ importante sottolineare che Llobet, a differenza di Tarrega, non cercava l’omogeneità del
suono, ma la naturale caratteristica timbrica di ciascuna corda, giungendo ad ottenere impasti
cromofonici veramente innovativi. Comunque l’influenza che Tarrega ha esercitato su di lui si
denota dalle registrazioni che ci ha lasciato.

A sedici anni Miguel Llobet si iscrisse al “Municipal Conservatory of Music” dove venne seguito
dallo stesso Tarrega. Pochi anni dopo, appena ventenne, iniziò la prima serie di concerti privati, che
erano tipici incontri di amici intimi connessi con Tarrega ed il Conservatorio.
Nel 1901 al Conservatorio di Valentia si esibì per la prima volta in pubblico e nel 1904 il pianista ed
interprete di Debussy, Ricardo Vines, lo presentò nel suo primo concerto fuori la Spagna e
precisamente a Parigi. Poi nel periodo di tempo compreso fra il 1905 ed il 1910, mentre risiedeva a
Parigi, Llobet diede concerti in tutta Europa e nelle Isole Britanniche.

Successivamente si stabilì a Buenos Aires, lasciandola periodicamente per concerti che lo portarono
a nord attraverso il Brasile, il Centro America ed i Carabi. Dal 1912 il suo tour lo portò negli Stati
Uniti con concerti in Boston e Philadelphia e continuò attraverso l’Atlantico, a Parigi ed in
Germania. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale ritornò a Buenos Aires dove diede concerti e
dove insegnò.
La popolarità che la chitarra può vantare oggi deriva sia dalle innovazioni che il liutaio Torres operò
per migliorare lo strumento, sia dalle esibizioni e composizioni dello stesso Francisco Tarrega. Ma
il favore del pubblico verso questo strumento è cresciuto grazie alle figure di Miguel Llobet e
Andres Segovia.

Lo straordinario talento di Llobet, infatti, era noto a tutti e Emilio Pujol, anche lui allievo di
Tarrega, lo definì un genio chitarristico del suo tempo ed il più eminente tra gli allievi del loro
Maestro.
Un altro suo grande merito è stato quello di aver reso partecipe la letteratura chitarristica di un
grande movimento estetico: l’impressionismo. Ciò è dimostrato dai suoi lavori.

In realtà la produzione di Llobet è limitata e fu di pubblicazione postuma. Probabilmente ciò fu


dovuto al fatto che il Musicista, per eccesso di modestia, non attribuiva alle proprie opere il valore
che realmente avevano e per questa ragione riteneva opportuno non pubblicarle. Comunque ai suoi
lavori certo non si può negare il carattere della modernità che attirò l’attenzione di illustri
compositori come: Claude Debussy, Manuel de Falla, Paul Hindemith ed altri. Proprio da qui iniziò
il fattivo inserimento della chitarra classica nell’estetica moderna.

Nel campo delle trascrizioni la scelta dell’autore è stata tanto oculata da portarlo a raggiungere
risultati artistici veramente importanti, come con le musiche di autori suoi contemporanei tra i quali
Granados, Albeniz, de Falla.

La concezione estetica di Llobet si riscontra nelle melodie popolari catalane che l’autore ha
composto tra il 1899 ed il 1918. Questi motivi musicali si innestano in un periodo decisivo per la
sua formazione, soprattutto se, come nel suo caso, si è aperti alle tendenze artistiche d’avanguardia.

Nel complesso tutte queste melodie sono interessanti e buone, anche se “El Mestre” merita un posto
speciale perché nella letteratura chitarristica costituisce il primo esempio impressionistico. Llobet
ha valorizzato la chitarra perché ha saputo evidenziare non solo le particolarità timbriche di
ciascuna corda, ma anche il fenomeno acustico della risonanza simpatica che caratterizza il nostro
strumento. Infatti se formiamo un suono sopra una corda ci accorgiamo che vibrano per simpatia
anche altre corde, che emettendo suoni armonici, rafforzano il primo suono.

Il numero di pubblicazioni di Llobet sono approssimativamente 100, tra le quali ci sono


componimenti originali, adattamenti musicali di canti popolari e arrangiamenti di musiche di
compositori noti. In tutte queste opere appare evidente la scrittura tecnica usata da Llobet, identica a
quella utilizzata da Tarrega. Minuziosa, indicava in dettaglio le dita di entrambe le mani, al punto da
rendere la lettura non molto agevole. Comunque come lo stesso Tarrega gli riconobbe, Llobet
esplorava e sperimentava con il suono ed il colore, perché attratto dai diversi timbri dell’orchestra,
cercava di fare di ogni corda una singola chitarra.

A Miguel Llobet Soles è attribuito il merito di aver portato la chitarra classica nel moderno mondo
musicale dei concerti internazionali e di aver ampliato il repertorio con lavori originali e
trascrizioni. Ha presentato al pubblico, durante i suoi concerti, nuovi lavori di compositori come de
Falla, Villa – Lobos, Ponce ed altri. Ha insegnato i principi pedagogici di Tarrega e di estrema
importanza è l’ aver fatto le prime registrazioni “elettriche” di chitarra classica.

La figura di Llobet ha rappresentato un momento importante nella storia della chitarra classica,
strumento musicale che deve molto all’insigne musicista per la sua evoluzione e diffusione.