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1974 e 1976

Bombe a Brescia.

La strage in piazza della Loggia e


il sistema di informazione
di Mirco Dondi

Quando si diffonde la notizia della dell’attentato bresciano: tacco al Pci che “tenta di eccitare l’odio e
strage, non esiste spazio per opinare su La strage a Brescia: sei morti e 100 di sommare al crimine commesso dagli
quale sia il colore della mano assassina. feriti per una bomba nera esplosa a un attentatori l’istigazione a delinquere con-
Numerosi sono gli elementi che comizio (“La Nazione”, 29 maggio 1974). tro gli anticomunisti” (dal sommario del
fugano i dubbi su possibili diversi atto- Analogamente “Il Tempo” di Roma 29 maggio 1974, p. 1) Un brusco decli-
ri. Innanzitutto il contesto: la bomba è che fino all’agosto del 1973 (abbandono no, rispetto alle felici annate del 1971 e
piazzata a un comizio sindacale indetto del direttore fondatore Renato Angiolil- del ’72, quando il partito del segretario
per rispondere a una serie di attentati lo), era stato un quotidiano parafascista Giorgio Almirante sembrava potere inci-
neofascisti. In precedenza le manovre con un corposo gruppo di simpatizzanti dere sugli equilibri istituzionali, dappri-
stragiste avevano colpito un pubblico di estrema destra nella redazione (Pino ma contribuendo a eleggere il presidente
politicamente più indistinto o obiettivi a Rauti fra gli altri), non ha difficoltà ad della Repubblica Giovanni Leone, poi
prima vista più facilmente riconducibili ammettere che quella di Brescia è una cercando di influenzare la composizione
all’estrema sinistra: i clienti di una banca bomba nera; eloquente il titolo su tutta dell’Esecutivo dopo le elezioni del mag-
in Piazza Fontana (12 dicembre 1969), gli la riga della prima pagina del 30 maggio gio 1972 che avevano segnato il punto
agenti dell’Arma a Peteano (31 maggio 1974: Caccia ai terroristi “neri”. massimo del seguito missino nella storia
1972), i partecipanti alla manifestazione Con la direzione di Pietro Ottone, dal dell’Italia repubblicana. Dopo l’eccidio di
per un busto in onore di Luigi Calabresi marzo del 1972, il “Corriere della Sera” Piazza della Loggia, azioni di ritorsione e
davanti alla questura di Milano (17 mag- assume progressivamente una linea più di attacco alle sedi del Msi si segnalano
gio 1973), senza considerare il contesto autonoma dalle istituzioni (governo, mi- in diverse parti d’Italia. Si tratta senza
ancora diverso di una strage allora nega- nistero dell’Interno, questura) alla quale dubbio della reazione popolare più dura
ta come quella di Gioia Tauro contro la sino a quel momento era stato partico- dopo un attentato stragista. Segnali
Freccia del Sud il 22 luglio 1970. larmente legato. L’occhiello esplicativo di evidente stanchezza e sfiducia nelle
Oltre al tipo di pubblico che si in- del quotidiano di via Solferino mette istituzioni giungono il giorno dei funerali
tende colpire, già dopo Piazza Fontana correttamente in relazione la strage alla delle vittime con le contestazioni e i fischi
non è più possibile costruire lo stesso serie dei precedenti attentati neofascisti al sindaco democristiano di Brescia, al
depistaggio d’intelligence e informativo. che colpiscono la città. Anche il princi- presidente del Consiglio Mariano Rumor
Quel meccanismo è stato definitivamente pale quotidiano bresciano, il “Giornale di e al presidente della Repubblica Giovanni
svelato e smontato prima dalla controin- Brescia” che per grafica e impostazione Leone al quale sono rinfacciati i voti deci-
formazione poi dall’avanzamento delle ha avuto nel “Corriere della Sera” un sivi del Msi per la sua elezione. E’ uno
inchieste della magistratura. modello, non ha dubbi sulla natura della stacco netto rispetto al solenne silenzio
Uno dei casi più palesi di mano nera strage ed esprime nella sua apertura la della moltitudine di cittadini milanesi che
camuffata di rosso si ha il 7 aprile 1973 preoccupazione democratica “che il ter- aveva accompagnato le esequie degli uc-
quando Nico Azzi, estremista nero appar- rore non soffochi la libertà”. (29 maggio cisi in Piazza Fontana. E’ altresì la dimo-
tenente al gruppo La Fenice di Milano, 1974). strazione di uno scollamento profondo
rimane ferito sul treno Torino – Roma nel A (fingere di) non credere alla mano maturato verso le istituzioni nel corso di
tentativo di innescare un detonatore che fascista sono rimasti solo i missini, così quattro anni.
avrebbe dovuto fare esplodere il convo- “Il Secolo d’Italia” quotidiano del Movi-
glio. Azzi che si era aggirato per i corri- mento sociale italiano: “L’Italia non ne
doi ostentando una copia del quotidiano può più basta con il sangue innocente”.
“Lotta Continua”, con l’incidente che gli E il sommario: “Le indagini si svolgono
capita è colto in flagrante, oltre ad essere in tutte le direzioni”, formula diplomati-
svelato il suo esile camuffamento. ca con la quale, dopo la strage di Piazza
Alla mano nera nelle stragi non crede Fontana, il ministero dell’Interno dettò la
nemmeno più la stampa, persino quelle linea investigativa che serviva a masche-
testate moderate – conservatrici che nel rare l’esito predeterminato dell’inchie-
dicembre 1969 avevano acriticamen- sta contro gli anarchici. In realtà quello
te assecondato l’iniziale versione della che preoccupa i missini è il progressivo
questura sulla bomba di Milano. E’ cosi schiacciamento dentro una linea estrema
che anche uno dei quotidiani più conser- senza uscita, una delegittimazione che
vatori del gruppo Monti “La Nazione” da si esprime con la crescente richiesta di
subito non mostra dubbi sulla paternità messa fuori legge del partito. Da qui l’at-

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28 maggio 1974. città ferita, edito dal Centro
Bomba in piazza della Loggia. Bresciano dell’Antifascismo
e della Resistenza:
La tentazione, lo confesso, è forte. “Ma che significato ha
Dimenticare, rimuovere, cacciare avuto questa ricerca
tutto in un angolo come un’ombra e questa elencazione,
fastidiosa. Ma continua a ritornare, a apparentemente arida, di
volte come quei brevi lampi di luce che nomi, date e località? Chi
gli occhi, stanchi dopo una giornata l’ha effettuata ha potuto
di lavoro al computer, ti attraversano riscoprire quell’Italia
la retina. È il ricordo preciso di quel nascosta fatta non dai
giorno, di come tu lo hai vissuto soliti politici e dalle loro
personalmente, diverso da quello che roboanti manifestazioni di
hanno vissuto tutti gli altri, più o meno ondoglianza, ma anche da
coinvolti personalmente. persone qualsiasi come
Anche quest’anno è appena trascorso bambini, donne e famiglie
il giorno in cui si ricorda l’attentato che in quei giorni di maggio
di Piazza della Loggia del 28 maggio avevano trovato un minimo
1974, ancora una volta i cittadini della comune denominatore:
nostra città hanno calpestato le pietre stare vicini ai congiunti di
di quella piazza, simbolo della vita chi aveva pagato con la vita
politica e sociale di tutta la collettività la scelta di essere presente
bresciana, insieme, senza distinzioni di in piazza della Loggia quel
età, di professione, di credo religioso o 28 maggio.
politico. Essi rigettavano quella
Ancora una volta a chiedersi perché violenza che sempre
una strage di quelle proporzioni colpiva nel mucchio,
non deve avere un colpevole, dei chiedendo, a volte urlando,
colpevoli, metafora, come tante altre, a volte sussurrando, che si
dell’incompiutezza tipicamente italiana. scoprisse chi quel giorno
avesse avuto in tal spregio
A sentirle nelle registrazioni di quel la vita umana.
giorno, queste parole fanno ancora A distanza di anni e dopo
venire i brividi, fanno salire le lacrime prevedibili iniziative
agli occhi. Il boato registrato dai giudiziarie sfociate come
microfoni dei relatori sul palco, le urla per tutte le altre stragi
di disperazione, il panico negli occhi fasciste in sconcertanti
dei manifestanti e le immagini dello assoluzioni, il lavoro svolto
scempio dei corpi che riempiranno le ha così assunto il significato
nostre memorie. di conservare alla memoria
Per una volta mi sia concesso di non comune il prezioso
scrivere di vecchi giornali o riviste che patrimonio di scritti, di
riportano ai nostri giorni epoche più rabbia e di speranza di chi
serene, in cui la bellezza dello scrivere aveva creduto in quei giorni
era simbolo di un mondo, se non che l’Italia potesse avere un
meno difficile, forse un po’ più umano. domani diverso.”
Sono passati 27 anni
Credo che sia giusto ricordare, in quando scrissi quelle poche
queste pagine, come venne riportato righe e rimangono solo i
sulla stampa locale il fatto. documenti e i libri come
mute sentinelle di una
Subito dopo l’attentato, le redazioni dei storia sempre più lontana.
La fotografia che campeggia al centro inutilmente, un aiuto da chi gli sta [ADG]
due giornali locali riescono a far uscire della pagina riprende alcune delle intorno. Nell’altra due passanti si
alcune edizioni straordinarie: vittime intorno alla fontana nelle stringono, piangendo, il viso tra le
cui vicinanze era collocato il cestino mani, impotenti per quello che è
Il Giornale di Brescia intitola: dell’esplosione. successo.
Bomba in piazza Loggia: dodici La seconda edizione straordinaria, al
persone uccise e un centinaio ferite. Più precise le due edizioni straordinarie centro, pone la fotografia di Arnaldo
L’esplosione durante una che a breve distanza di tempo fa uscire Trebeschi che, in ginocchio, con una
manifestazione antifascista alle ore Bresciaoggi. mano accarezza il fratello Alberto,
10,20. Scene di panico, di terrore, di scagliato dall’esplosione verso il centro
rivolta a fatica contenuta. Altre bombe Sono ancora le fotografie che della piazza e pietosamente ricoperto
al palazzo dei Sindacati ed in altri dominano le prime pagine e che nella dalle bandiere del sindacato. 28 maggio 1974, tarda mattinata. Spedali Civili di Brescia. Terminato il giro visita si sta parlando delle terapie e degli
punti della città. loro drammaticità segneranno per esami prescritti quando arriva la notizia che in piazza della Loggia, mentre si stava svolgendo una manifestazione antifa-
Ancora non si ha un quadro preciso sempre la storia di Brescia. A poche settimane dall’ultima sentenza scista, è scoppiata una bomba con la raccomandazione di tenersi a disposizione per il Pronto Soccorso allertando e predi-
del numero dei morti, che sarà Nella prima edizione straordinaria dei tribunali italiani (ma non della sponendo le sale operatorie. Ci guardiamo attoniti. Il “BULLO” esclama: “BEN GLI STA!, COSI’ IMPARANO A SCIOPERARE!”.
rettificato successivamente, anche l’ora due in particolare ci riporteranno storia) permettetemi di riprendere Nessuno lo ascolta, eravamo abituati alle sue “bullate”. Ammutoliti, ci dirigiamo verso il Pronto Soccorso e passiamo ad
è imprecisa (la bomba scoppia alle quei momenti: su una Manlio Milani quello che nell’ormai lontano 1985 avvisare le sale operatorie. Arriva un traumatizzato vertebro midollare che verrà operato. Ho pensato a mia moglie che, al
10,12) e si accenna al timore che altri è chino sul corpo della moglie Livia, scrissi, presentando un mio lavoro di momento dell’esplosione si trovava in via san Faustino, ma non ha avvertito nulla. Meno male, perchè, per via del suo pan-
ordigni potessero essere stati collocati le tiene sollevato il capo con la mano riordino e catalogazione del materiale cione, la mia preoccupazione era raddoppiata. Dopo un mese nascerà Francesco. Da allora la giustizia sulla ingiustificata
in altri edifici della città. sinistra mentre con la destra cerca, sulla strage all’interno del libro La ed ingiustificabile strage di piazza Loggia rimarrà paralizzata. [FG]

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16 dicembre 1976. Bomba in piazza Arnaldo.

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