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Luca Previati – matr.

043971 – Lezione del 16/05/2001 – ore 8:30-11:30

TEORIA DELLA CONSOLIDAZIONE

Il terreno , in generale, un sistema multifase, costituito da una fase solida, liquida


e gassosa. Il suo volume è quindi dato dalla somma dei volumi di ciascuna fase:
VT = VS + VW + Vg
Se invece si considera un terreno saturo, questo è un sistema bifase, costituito da
una fase solida ed una liquida. Il volume in questo caso sarà dato da:
VT = VS + VW
Per lo studio di questi sistemi assumiamo le seguenti ipotesi:
● le particelle dei solidi sono incomprimibili;
● l’acqua, che si trova all’interno del terreno è anch’essa incomprimibile.

Queste ipotesi implicano che se si ha una variazione di volume del terreno, si ha, di
conseguenza, anche una variazione di volume dell’acqua contenuta nel terreno.
Questo principio può essere meglio compreso esaminando questi semplici schemi:

Lo schema (a) rappresenta un provino di terreno saturo sottoposto ad una


sollecitazione di compressione attraverso una piastra porosa ripartitore di carico.
Lo schema (b) rappresenta il modello fisico-matematico dello schema (a), dove
al posto del terreno si è inserita una molla. Il contenitore è completamente pieno
d’acqua ed è chiuso all’estremità da un piatto, o pistone, contenente una valvola, o
rubinetto, per consentire o meno la fuoriuscita dell’acqua quando la piastra verrà
sollecitata.
Nello schema (c) viene applicata una forza di compressione al di sopra del piatto
e la valvola viene lasciata chiusa. Come è facile intuire, l’acqua nel contenitore
assorbirà totalmente tale sforzo (essendo incomprimibile), mentre la molla rimarrà
ancora nella condizione iniziale, o di riposo.
Nello schema (d) invece, la valvola viene aperta: l’acqua comincerà ad uscire
facendo così diminuire la sua pressione, mentre la molla comincerà a comprimersi,

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tanto più quanto diminuisce la pressione dell’acqua. Nello schema (e) siamo giunti
ad un punto di equilibrio: vi è acqua sopra e sotto la piastra, ma non è più in
pressione, è tornata come nelle condizioni iniziali dello schema (a). La molla invece,
è nel momento più sollecitato, perché ha assorbito completamente lo sforzo dovuto
alla forza applicata e sopporta lo stesso valore di tensione che possedeva l’acqua
nello schema (c).
Possiamo graficare il tutto in un diagramma tempo-forza:

Si nota chiaramente che tale diagramma è simmetrico rispetto alla retta


orizzontale passante per il punto di intersezione delle due curve.
Tornando ora al provino di terreno saturo rappresentato nello schema (a), si
supponga di sottoporlo ad un carico Δσ. Per equilibrio si instaureranno le seguenti
tensioni:
Δσ = Δσ’ + Δu
Dove:
Δσ’ = tensione assorbita dallo scheletro solido o tensione efficace
Δu = tensione assorbita dall’acqua o tensione interstiziale

La risposta del terreno avverrà, anche in questo caso, in due fasi:

1° fase) Δσ = Δu, Δσ’ = 0 carico assorbito dall’acqua


2° fase) Δσ = Δσ’ Δu = 0 carico assorbito dallo scheletro solido

Il fenomeno fisico del passaggio del carico dalla fase liquida alla fase solida è detto
consolidazione.

Consolidazione
E’ definito come la trasmissione di un carico dalla fase liquida a quella solida
con conseguente variazione di volume del terreno per effetto della fuoriuscita
dell’acqua.
La consolidazione è dunque un processo fisico che avviene nel tempo. Tutti i
materiali sono soggetti a consolidazione, è solo questione di tempo: se il materiale è
granulare è molto breve, se è fine può volerci molto tempo (anche decine d’anni). Da

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queste considerazioni si estrapola che anche nel fenomeno della consolidazione entra
n gioco il coefficiente di permeabilità del materiale.

Compressione
Relazione tra il volume del terreno e le tensioni efficaci. E’ un processo fisico
indipendente dal tempo; è un parametro meccanico: dipende dal materiale, dalla sua
rigidezza.
E’ bene distinguere concettualmente il fenomeno della consolidazione da quello
della compressione: sono legati e contemporanei, ma sono eventi ben distinti.
Riassumiamo quindi schematicamente i processi descritti:
1) variano le tensioni totali Δσ;
2) variano le tensioni efficaci Δu l’acqua fuoriesce dai pori del terreno;
3) si attiva il fenomeno della compressione variando le tensioni efficaci Δσ’.

ESEMPI
Supponiamo di applicare un carico su un terreno saturo. La pressione
interstiziale, che inizialmente era u0, subirà un incremento Δu. Come si distribuirà
tale sovrappressione all’interno del terreno? Sperimentalmente si osserva un
fenomeno di questo tipo:

In una prima fase si crea dunque un bulbo pensionale nel quale la pressione
interstiziale vale u0+Δu, nella zona circostante, invece, tale pressione varrà ancora u0.
In una seconda fase però, l’acqua migrerà verso zone di minore energia, cioè meno
sollecitate, avviando così il fenomeno della consolidazione. In altre parole si creerà
un moto di filtrazione nel tempo. La durata D di tale moto sarà:
Durata = D = f(permeabilità, deformabilità)
Si può verificare che a seconda del materiale si ha:
sabbie: D piccolo, talvolta viene considerato istantaneo;
argille: D grande, a volte può durare anche decenni.

Supponiamo ora di dover costruire un rilevato stradale con diversi strati di


materiale.

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Supponiamo di “caricare” il terreno per gradi, in modo che l’incremento del


carico sia distribuito nel tempo e che all’inizio di ogni processo di carico il terreno
abbia già consolidato per le fasi precedenti. Graficando:

γ• σ, σ', ∆u

Come si vede bene dal grafico alla fine di ogni processo di carico si ha Δu = 0,
cioè la pressione interstiziale è tornata al valore di partenza, perché in seguito al
fenomeno della consolidazione tutte le tensioni sono state “trasferite” allo scheletro
solido. Una situazione di questo tipo è detta situazione drenata.
Al contrario, se il terreno non avesse consolidato completamente le fasi
precedenti al momento dell’applicazione del carico successivo, otterremmo dei
grafici di questo tipo:

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γ• σ, σ', ∆u

Quest’ultima situazione, in cui Δu ≠ 0 al momento dell’applicazione del carico


successivo è detta situazione non drenata.
E’ chiaro che non è molto importante se il terreno è poco o molto permeabile, perché
la consolidazione avviene comunque: è solo questione di tempo. Determinante è
invece, la velocità con cui vengono applicati i carichi in rapporto con la velocità di
consolidazione del terreno. Per questo sono opportune le seguenti definizioni:

Vcarico = Δq/Δt;
Vconsolidazione = -Δu/Δt

Si ha che:

Vcarico > Vconsolidazione situazione non drenata


Vcarico < Vconsolidazione situazione drenata

EDOMETRO
Visti i fenomeni appena descritti è importante sapere se i terreni con cui ci si
trova ad operare hanno completato la fase di consolidazione o meno. Per verificare
ciò vengono effettuate sui terreni le prove edometriche. Tali prove riproducono in
laboratorio le condizioni di consolidazione monodimensionale, ovvero tengono conto
dei seguenti fattori:
Formazione dei terreni: deposizione su vaste aree di strati successivi di diversi
terreni.
Meccanica: processo di carico, dovuto al peso degli strati superiori,
che avviene in modo pressoché uguale per tutti i punti
ad una certa profondità.
Modello: semispazio omogeneo o composto da strati orizzontali
omogenei in cui ciascun punto è sottoposto a successivi
incrementi di carico.
Ecco un esempio di edometro:

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Lo schema di funzionamento di tali apparecchiature può essere più semplicemente


schematizzato in questo modo:

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L’apparecchiatura consiste essenzialmente in un anello rigido che contiene il


provino, che è a contatto superiormente e inferiormente con due pietre porose.
Preferibilmente, la pietra porosa superiore è tronco-conica, in modo da eliminare
possibili attriti con l’anello quando il provino si deforma. Al di sopra di esso è
applicato un capitello rigido per l’applicazione del carico.
L’insieme provino-anello rigido-pietre porose è posto in un contenitore pieno
d’acqua, in modo da prevenire l’essicamento del provino nel corso della prova e da
fornire l’acqua di adsorbimento durante la fase di scarico.
Le dimensioni adottate per il provino rappresentano un compromesso tra opposte
esigenze. Teoricamente il provino dovrebbe essere quanto più grande possibile, in
modo da essere rappresentativo delle caratteristiche macrostrutturali; in realtà, il suo
diametro dev’essere compatibile con l’esigenza di poterlo facilmente ottenere da
campioni indisturbati di usuali dimensioni.
Il rapporto diametro-altezza non dev’essere inferiore a 2.5, in modo da
minimizzare l’influenza dell’attrito tra superficie laterale e anello di contenimento,
ma non deve essere superiore a 6, per evitare che possibili inflessioni modifichino la
struttura del campione.
Di conseguenza viene raccomandato l’uso di provini con diametro minimo di
50mm e altezza minima di 19mm, con rapporto D/H minimo di 2.5 e preferibilmente
pari a 3÷4.
I vari incrementi di carico verticale Δσv sono applicati in progressione
geometrica, in modo che la tensione di consolidazione σ’v venga raggiunta prima
dell’applicazione del successivo gradino di carico. I carichi applicati genereranno
delle tensioni, che andranno dissipate. Tale dissipazione può avvenire in una sola
direzione, per le caratteristiche dello strumento ed è quella verticale. Per questo
motivo si dice che l’edometro riproduce un fenomeno monodimensionale.
Graficando i risultati che si ottengono ad ogni incremento di carico si ottiene:

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Si può notare che agli estremi del provino la sovrapressione dell’acqua si annulla
subito; il contrario succede in mezzeria: il piano più “lento” consolidarsi è quello che
contiene l’asse di simmetria. A questo punto si può dare la seguente definizione:
Percorso di drenaggio: percorso che deve fare la particella più lontana di acqua
per arrivare alla pressione di equilibrio (Δu = 0).

Supponiamo di togliere dalla parte inferiore la pietra porosa. Avrei ottenuto un


grafico di questo tipo:

Si noti che il piano inferiore in questo caso non drena affatto, viene infatti detto:
piano impermeabile. Da un confronto con i grafici precedenti è chiaro che tale piano
coincide con quello di mezzeria nel caso in cui vi erano entrambe le pietre porose. Si
conclude dunque, che anche tale piano di mezzeria è un piano impermeabile.
Diagrammiamo ora la variazione di altezza ΔH con il tempo t di prova:

Quanto tempo bisogna attendere prima che il fenomeno di consolidazione sia


completamente avvenuto?
I tempi potrebbero variare molto da materiale a materiale. Si è quindi stabilito tale
metodo: il valore del tempo nel punto ottenuto dall’intersezione del tratto lineare BD

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con la tangente BE alla curva sperimentale nel punto di flesso F viene detto t100 e
rappresenta il momento in cui si considera che la consolidazione sia terminata.
I valori degli assestamenti ΔH così ottenuti permettono di ricavare le deformazioni
verticali εv = ΔH/H0 (H0 = altezza iniziale del provino), che vengono diagrammate in
funzione delle tensioni applicate:

Le curve ottenute (rette), dette curve di compressione, sono ottenute per “gradini di
carico” e permettono di misurare lo stato tensionale del terreno in esame: se il terreno
è normalconsolidato (NC) o sovraconsolidato (OC), qual è stata la massima tensione
σ’v max subita ed in quale punto delle curve si trova all’attualità.

TEORIA DELLA CONSOLIDAZIONE MONODIMENSIONALE


L’analisi del processo di consolidazione ha lo scopo di prevedere il decorso nel
tempo del cedimento e della sovrappressione interstiziale. Nel caso più generale, la
formulazione matematica di tale problema deve prendere in esame:
_ la condizione di continuità del flusso dell’acqua
_ l’equazione di stato dell’acqua
_ la condizione di equilibrio dinamico dell’acqua
_ le condizioni di equilibrio del mezzo poroso
_ l’interazione tra particelle solide e fluido interstiziale
_ le condizioni di compatibilità delle deformazioni nel mezzo poroso

Consolidazione monodimensionale
Costituisce la base per l’interpretazione convenzionale delle prove (edometriche)
di consolidazione, nonché per un’analisi (approssimata) dell’andamento de cedimenti
nel tempo.
La principale assunzione di tale teoria è rappresentata dall’ipotesi di
consolidazione in condizioni monodimensionali, che comporta la restrizione che le
deformazioni ed il flusso avvengano in una sola direzione. Aggiungendo a tale
assunzione le ulteriori ipotesi di:
_ terreno omogeneo e completamente saturo, con legge sforzi-deformazioni di
tipo lineare
_ incompressibilità dell’acqua e dei grani solidi
_ deformazioni piccole ed indipendenti dal tempo (comportamento non
viscoso)

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_ validità della legge di Darcy: vi = -K•δh/δi


l’equazione di continuità monodimensionale si può scrivere nella forma:

2 2
K(δ h/δz )dx•dy•dz = (δ(e/1+e)/δt)dx•dy•dz (1)

● dx•dy•dz/(1+e) = volume dei grani solidi = costante (nel tempo)


● il flusso è prodotto solo da variazioni della pressione dei pori u, quindi:

2 2
(K/γw)•(δ u/δz ) = (1/1+e)•(δe/δt) (2)

● mv = -(Δe/1+e)/Δσ’v = coefficiente di compressibilità


● assumendo che durante il processo di consolidazione σv non cambia, si ha:

(δσ’v/δt) = -(δu/δt)

2 2
Cv(δ u/δz ) = (δu/δt) (3)

Dove Cv = K/ γw•mv = coefficiente di consolidazione primaria


L’equazione (3), nota come equazione della consolidazione monodimensionale
ricavata da Terzaghi, governa un fenomeno di filtrazione in regime transitorio, di
conseguenza la sua soluzione dipende:
_ dalla distribuzione iniziale della sovrappressione interstiziale Δu (detta
isocrona iniziale)
_ dalle condizioni di drenaggio che si hanno al contorno

Soluzione dell’equazione di Terzaghi

Il caso più semplice da trattare è quello caratterizzato da (sono le condizioni che


si verificano nella prova edometrica tradizionale):
_ una isocrona iniziale costante con la profondità
_ possibilità di drenaggio sia dalla base, che dalla superficie dello strato
soggetto a consolidazione

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Se si indica con H il massimo percorso di drenaggio della particella d’acqua e si


fa riferimento alle variabili dimensionali:

2
Z = z/H Tv = Cv•t/H

la (3) diventa:
2 2
δ u/δZ = δu/δTv

la cui soluzione analitica (Taylor, 1948) è espressa nella forma:

u(z,t) = Σ (2•u0/M)•sen(M•Z)•e-M2•Tv

con M = (2•m+1)π/2.
Tale soluzione permette di calcolare, noto il coefficiente di consolidazione Cv, il
valore della sovrappressione interstiziale u(z,t) alla generica quota z e ad un
determinato istante di tempo t.
La soluzione è usualmente diagrammata in termini di grado di consolidazione
Uz, definito dal rapporto tra la sovrappressione dissipata e quella iniziale:

Uz = (u0-u(z,t)/u0 = 1- u(z,t)/u0
in funzione del fattore di tempo adimensionale:

2
Tv = Cv•t/H

Tale soluzione mostra che :


_ subito dopo l’applicazione del carico, considerato l’elevato gradiente
idraulico che si ha in corrispondenza delle due superfici di drenaggio, la
pressione dell’acqua si porta rapidamente a zero all’estremità dello strato,
mentre occorre molto più tempo perché essa si riduca in mezzeria;
_ in mezzeria (z/H = 1) il gradiente idraulico è sempre nullo, qualunque sia
l’istante di tempo considerato.

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Quest’ultima osservazione comporta che il piano di mezzeria può essere considerato


impermeabile e permette di estendere tale soluzione anche al caso in cui si abbia uno
strato con condizioni di drenaggio da una sola estremità.

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