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IL FUTURISMO

Il Futurismo è un movimento artistico e culturale che nasce in Italia nei primi anni del
Novecento. Questo movimento rifiuta totalmente i valori tradizionali del passato,
poiché li considera frutto di ignoranza e superstizione.
I futuristi si fanno interpreti di una nuova concezione della vita basata sulla fede nel
futuro e nel progresso tecnologico. Essi esaltano gli ideali della velocità, del
dinamismo, della forza, della violenza, della guerra che considerano “sola igiene del
mondo”. Ai sentimenti, all’analisi interiore, alla meditazione e al silenzio
contrappongono lo slancio vitale, aggressivo e prepotente, il chiasso, la luce
abbagliante.
Tali princìpi fanno sorgere fanatismi e ideologie di potere e di forza che porteranno
alla Prima guerra mondiale e ispireranno il fascismo.
I futuristi, per interpretare questi nuovi atteggiamenti usano un linguaggio
caratterizzato dalle cosiddette “parole in libertà”, cioè un linguaggio che rifiuta le
strutture sintattiche e grammaticali tradizionali a favore di una libera associazione
delle parole.
Fondatore del movimento è Filippo Tommaso Marinetti, autore del Manifesto del
Futurismo (1909), relativo ai princìpi ispiratori del movimento, e del Manifesto
tecnico della letteratura futurista (1912), relativo alle caratteristiche del linguaggio.
Oltre a Marinetti, i principali rappresentanti del Futurismo sono: Aldo Palazzeschi,
Corrado Govoni, Ardengo Soffici (poeta e pittore).