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SETTIMANALE DI POLITICA CULTURA ECONOMIA N.

1 ANNO LXV 30 DICEMBRE 2018


DOMENICA 2,50 EURO L’ESPRESSO + LA REPUBBLICA
IN ITALIA ABBINAMENTO OBBLIGATORIO ALLA DOMENICA GLI ALTRI GIORNI SOLO L’ESPRESSO 3 EURO

Riscaldamento
Poste Italiane s.p.a.sped.in A.P.-D.L.353/03 (conv.in legge 27/02/04 n.46) art.1comma 1-DCB Roma - Austria - Belgio - Francia - Germania - Grecia - Lussemburgo - Olanda - Portogallo - Principato di Monaco - Slovenia - Spagna € 5,50 - C.T. Sfr. 6,60 - Svizzera Sfr. 6,80 - Inghilterra £ 4,70

globale, dissesti,
inquinamento.
I grandi del
mondo ostentano
indifferenza,
in Europa cresce
la reazione,
in Italia le
promesse tradite.
Rapporto su
una sfida decisiva
per il futuro

2019
FERMIAMO
L’APOCALISSE
Altan

L’Espresso 30 dicembre 2018 3


Sommario L’Espresso N.1 30 dicembre 2018
Protagonisti
Prima gli sfruttati Colloquio con Aboubakar Soumahoro Giuseppe Genna 8

Editoriale La sottile linea rossa dell’attesa Marco Damilano 22

Politica
E ora comando io Così cresce il potere di Conte Susanna Turco 26
Il numero Tutti i sondaggi sui partiti del 2018 Lorenzo Pregliasco 30

PRIMA PAGINA
Sos Terra
Fermate l’Apocalisse Rapporto sul cambiamento climatico, la sfida decisiva Gianfrancesco Turano 34
Se la crescita è insostenibile L’economia deve rivedere i propri obiettivi
Solo il desiderio ci salverà Colloquio con Amitav Ghosh
Marco Pacini 43
Sabina Minardi 46
Palermo
Cibo, acqua, sicurezza: il rischio è qui I 467 effetti del “climate change”
Ho il mal di clima Colloquio con l’epidemiologo Paolo Vineis
48
Francesca Sironi 50
città
Quanto mi costi, gas serra Come funziona il mercato dell’inquinamento
Un fiore per la Sinistra I Verdi verso le elezioni europee
Angelo Richiello 52
Federica Bianchi 54
dei pazzi
E ora contro Macron i gilet verdi Una petizione ecologista contro il governo francese Anna Bonalume 56 64
Movimento Cinque trivelle L’apertura al petrolio del ministro Costa Elena Testi 58
Respirare diossina a Roma senza risposte Dopo l’incendio al Tmb in via Salaria Christian Raimo 60
Copertina
Il ricordo Ivan Canu
Stefano, l’ironia di un cronista Ritratto del nostro collega Livadiotti Bruno Manfellotto 62
Racconto di una città Abbonati
Palermo dei pazzi La capitale dell’accoglienza Carmine Fotia 64 a L’Espresso
La polemica Ricevi la rivista a
Democrazia in minoranza La maggioranza silenziosa è diventata populista Wlodek Goldkorn 72 casa tua per un
Tecnologia anno a poco meno
Il robot ha un badante in tuta blu Nella fabbrica in cui gli operai assistono le macchine Francesca Sironi 74 di € 6,00 al mese
(spese di
spedizione incluse)
REPORTAGE Scopri l’offerta su
ilmioabbonamento.it
Cin-cin Cina Nelle Valli del Ningxia, dove nasce il vino che conquisterà il mondo Matteo Fagotto 78

CULTURA
Le idee Generazione di mutanti Paolo Ercolani 86
Incontri sul futuro
La rivolta di un centenario Colloquio con Boris Pahor Marco Pacini 88

In 1 foglio Essere molesto in tre fasi Gianfrancesco Turano 97


Cinema e storia
In sala con il potere Il meglio dei film politici Fabio Ferzetti 100
Foto: Ashley Gilbertson - VII - Redux / Contrasto

Rubriche Opinioni Film


lespresso.it
Libri 94 Altan 3 Eugenio Scalfari 108 The Teacher
Classica 96 Makkox 6 Il direttore di una
Ho visto cose 98 Roberto Saviano 15 scuola organizza un
Arte 99 incontro con i genitori
Food & Drinks 104 Denise Pardo 17
che si preannuncia
Noi e Voi 106 Michele Serra 19 molto molto
Marco Belpoliti 21 complicato.

L’Espresso 30 dicembre 2018 5


di Makkox
CRONACHE DA FUORI

6 30 dicembre 2018 L’Espresso


È una delle personalità emergenti della nuova politica.

8 30 dicembre 2018 L’Espresso


Sindacalista dei braccianti, sostiene che la caccia

allo straniero è solo

S
i spalanca e genera un’empatia istanta-
nea il volto antico e spigoloso di Abouba- un’arma di distrazione
kar Soumahoro, trentottenne italoivoria-
no, ex bracciante, sindacalista Usb, una
laurea in sociologia presso l’università
Federico II di Napoli e una vita a lottare dal vero problema del
per i diritti dei diseredati, dei braccianti,
dei migranti, di chi è sfruttato. È senza
dubbio una delle personalità emergenti
nella politica che lascia dietro sé il pieto- nostro tempo. La
so e feroce 2018, l’anno in cui tutto si è
rivoluzionato ed è terminata la Seconda Repubblica, peral-
tro mai iniziata ufficialmente. Nonostante il suo pudore,
Aboubakar Soumahoro incarna una delle avanguardie della cancellazione dei diritti
sinistra italiana in un tempo di avvilente assenza di perso-
nalità significative. Sin dalla sua prima apparizione nella
galassia mediatica, quando denunciò le condizioni tragiche
in cui è maturato l’omicidio del bracciante maliano Sou- sociali. Il manifesto di
mayla Sacko, suo amico e collega, la cui salma ha riaccom-
pagnato lui stesso dalla provincia di Vibo Valentia in Africa,
Soumahoro ha suscitato entusiasmi nel popolo progressi-
sta, per l’intensità con cui ribadisce verità Aboubakar Soumahoro
basilari e rivendica le ragioni della politi-
ca più pura: abbattere le discriminazioni,
l’alienazione, lo sfruttamento.
«Viviamo in un Paese sotto spasmo. colloquio con ABOUBAKAR SOUMAHORO
Piazza del Popolo a Roma trabocca di fan
di Salvini e a Torino 50mila persone si ri- di GIUSEPPE GENNA per L’Espresso
trovano per dire no a Tav. La reazione
alle politiche aggressive del governo si illustrazionne di Arianna Vairo

PRIMA
GLI SFRUTTATI L’Espresso 30 dicembre 2018 9
«I giovani precari e free lance delle nuove professioni

misura eccome. Non Una di Meno ha portato in piazza


nella capitale 150 mila persone sui diritti femminili e di
genere, mentre sulla questione dei bambini nella mensa di
Lodi si è toccata con mano una sollevazione nazionale. Que-
sta reazione mette a nudo la continua falsificazione portata
avanti dalle destre, che esasperano le frustrazioni di un po-
polo stremato da decenni di politiche aggressive e speculati-
ve, condotte ai suoi danni. Da subito, dal caso della nave
Diciotti, è stato mostrato fino a che punto la manipolazione
dell’opinione e la falsificazione della propaganda siano giun-
te. La sospensione dei diritti di una manciata di profughi ha
portato forse cibo nei piatti dei disoccupati o delle famiglie
monoreddito, che non riescono non dico a tirare fine mese,
ma nemmeno le prime due settimane? Ha per caso consen-
tito un miglioramento di vita ai precari, che devono mettere
insieme tre lavori in una giornata per arrivare a un reddito
indecente? Ha dato risposta ai giovani costretti a prendere
voli low cost, per trovare altrove uno straccio di lavoro? La
questione dello sfruttamento e dell’abbrutimento, imposto a
tutta la collettività e non solo riguardo al lavoro, va rimessa
al centro. Quando perfino nel contratto di governo si scrive
che negli asili nido va inserita una differenza tra bambini, ci
troviamo di fronte a un problema serio, che non è soltanto
economico e materiale, ma è di pura crisi valoriale».
Tutto ciò avviene in una nazione che il recente rapporto Censis
definisce sotto sovranismo psichico.
«C’è una modalità della politica di destra che aumenta e
approfondisce la distrazione di massa, nascondendo il pro-
blema autentico, che è lo sfruttamento generalizzato. Que-
sto colpisce tutti i ceti, tutti i corpi sociali, tutti i soggetti Aboubakar del cognitivo, che ormai lavorano a cotti-
deboli. Il cosiddetto Decreto Sicurezza, produce margina- Soumahoro mo quanto un bracciante che si spacca la
lità. Le donne, i giovani, anche i bambini vedono erosi i loro alla “marcia schiena nel Pavese o a Reggio Calabria. Si
diritti. A distanza di 70 anni dalla dichiarazione universale dei berretti tratta di un impoverimento che la nostra
dei diritti umani e della stessa Costituzione italiana, si ripri- rossi” per i diritti Costituzione doveva e deve rovesciare,
stinano leggi non razziali, ma razziste, esattamente come dei braccianti dando dignità a chi lavora».
sette decenni orsono si fece in Sudafrica». nel foggiano Il Jobs Act ha fallito proprio in questo, non
Ti occupi da anni di lavoro. Tra insicurezza e smantellamento restituendo dignità ai lavoratori.
dei diritti di base, si è creato un avvitamento che impoverisce «Quella riforma è precisamente la più aggressiva espressio-
la società nella sua interezza. ne della decadenza contemporanea in termini di diritti.
«Giuseppe Di Vittorio diceva che quando i lavoratori non Trasforma la precarietà lavorativa in precarietà esistenzia-
riescono a fare fronte ai loro bisogni più vitali, cioè alle ne- le tout court. Si è andati a spezzare l’elemento della comu-
cessità delle loro famiglie e delle loro creature (“creature”: nanza, che una volta si chiamava solidarietà di classe. Ma si
questa parola umana che porta con sé tutto!), significa che è assistito alla cancellazione di questo vocabolario, alla sua
siamo in una fase di abbrutimento, che riguarda oggi tutti i archiviazione nel nome di un progresso che non è tale,
lavoratori, i precari, i braccianti, gli operatori dell’era digita- spesso andando oltre persino il sistema schiavista, in cui
Foto: Serranò / Agf

le, quelli della pubblica amministrazione - persino i lavora- perlomeno i padroni tenevano alla salute dei propri schiavi,
tori dello Stato finiscono sfruttati, coinvolti in processi di perché producessero più e meglio. Il Jobs Act, che è tuttora
esternalizzazione e nuovo padronato. Questo degrado ri- in funzione, non è certamente una questione soltanto ita-
guarda anche la massa di giovani, free lance e precari, anche liana, sia chiaro. Il lavoro oggi va trasformandosi secondo il

10 30 dicembre 2018 L’Espresso


lavorano a cottimo come un raccoglitore che si

spacca la schiena nei

campi. Sul lavoro destra

e sinistra hanno prodotto

le stesse politiche»

rantiti? Dal punto di vista della regressione dei diritti gene-


rali, si assomiglia tutti sempre di più a quei lavoratori che
vengono delocalizzati, nella ricerca di un profitto sempre
più massimizzato, attraverso la massimizzazione della ca-
pacità di sfruttamento. Sono due dimensioni che viaggiano
insieme, in una prospettiva globale. Ecco perché non si può
evitare di orientarsi in una dimensione internazionale».
Il mercato dei nuovi player globali, come Amazon, oltrepassa
gli Stati e tende addirittura a sostituirli.
«Il processo di internazionalizzazione deve organizzarsi e
procedere intorno a parole chiave accessibili. Ci troviamo
di fronte a quelli che Di Vittorio definiva i grandi monopo-
li e che oggi potremmo chiamare grande distribuzione or-
ganizzata, giganti economici ad alta tecnologia, che riesco-
no a spostare la produzione oltre i confini, sfruttando le
debolezze di lavoratori atomizzati e spaesati, che vivono
modello dell’isolamento che colpisce chi è al servizio delle esistenze sospese. La risposta a questa feroce delocalizza-
famiglie, nella sonante assenza dello Stato, che spazza via zione, che non risparmia nessun diritto dei lavoratori, è
ogni welfare e costringe poveri pensionati ad affidarsi a colf imperniare la lotta sul principio a cui accennavo prima:
e badanti con costi insostenibili. La risposta a questa situa- stesso lavoro, stesso salario. Ovunque sia spostata la produ-
zione è tornare a unire i lavoratori, non in base al colore zione, il costo del lavoro deve essere il medesimo, per non
della pelle o alla provenienza geografica, ma in forza del creare sperequazioni».
loro bisogno comune, che in questo caso è vedere ricono- Però non è più sufficiente occuparsi solo del salario.
sciuta la dignità. I lavoratori vanno messi in condizione di «Non si può lottare soltanto per un salario nominalmente
unirsi intorno a un principio assai semplice, nell’era del dignitoso, senza porsi domande inerenti alla mobilità socia-
dumping sociale: stesso lavoro, stessa paga. Stessa mansio- le o al tema del diritto all’abitazione. Per non dire della
ne, stesso salario. E stesso diritto alla previdenza sociale. Va questione giovanile o dei pensionati, fasce di popolazione
rimessa al centro la persona, che è tale prima ancora di es- diversamente abbandonate a se stesse. O anche della vita
sere chiamata lavoratore o lavoratrice». nelle città, dove assistiamo a un’espulsione di massa dei
Delinei una sfida che non riguarda soltanto l’Italia: è una glo- precari dal diritto di abitare nel centro, perché si sta proiet-
balizzazione dei diritti di dimensioni internazionali. tando e realizzando l’ideologia di una city più o meno smart,
«Stiamo attraversando una fase che possiamo descrivere in cui non si devono avere sotto gli occhi i non abbienti, che
parafrasando Frantz Fanon, il celebre esponente del terzo- vanno colpevolizzati e nascosti ai margini. Bisogna essere
mondismo: nella struttura economica delle colonie, si è presenti ovunque. Ogni territorio va trasformato in finestra
ricchi perché si è bianchi e si è bianchi perché si è ricchi. È aperta sul mondo».
sufficiente oggi essere lavoratori e lavoratrici, per dirsi ga- Si assiste al progressivo scollamento tra Stato e cittadini.

L’Espresso 30 dicembre 2018 11


«L’individualismo ci è stato indicato come la soluzione
Matteo Salvini alla
manifestazione romana
a Piazza del Popolo

«L’esasperazione delle persone va compresa. Veniamo


da decenni in cui lo Stato, nelle sue articolazioni anzi-
tutto governative, ha praticato un picconamento scientifico
dei diritti dei cittadini nel loro spazio vitale. Questo è il
contesto in cui si inserisce il governo attuale, che ha pro-
messo di dare diritti e dignità a tutti. Lo Stato può essere
garante di tutti i soggetti, in un mondo in cui la ricerca del
profitto viene portata avanti fino alla disumanizzazione e
tutto è interpretato come merce? Lo Stato può e deve tor-
nare a mettere al centro l’essere umano, salvaguardandone
i diritti e la dignità. Nel momento in cui si fa invece promo-
tore di un messaggio di odio, i cittadini finiscono per agire
quel rancore, che sembra la risposta allo sfruttamento e
alle disuguaglianze. Ma la realtà è ben più composita e arti-
colata di quanto faccia figurare il messaggio di odio lancia-
to da chi interpreta lo Stato».
Se la risposta delle destre all’esasperazione è chiara, ciò che si
è chiamato sinistra ha ancora un senso, almeno in questo Paese?
«Lo smantellamento dei diritti è stato continuo e coerente
negli ultimi decenni. Prima degli Ottanta le leggi dello Stato
ampliavano i diritti e il reddito cresceva. Dagli anni Novanta
è stato dato inizio a un enorme calo dei salari e a un innalza-
mento progressivo della precarietà. Dal pacchetto Treu fino
al Jobs Act, si osserva la realizzazione di un progetto unico,
nell’alternarsi dei governi di colore opposto. D’altra parte
prendiamo l’esempio delle leggi che sono state approvate nel
corso degli anni sul tema dei migranti. Partendo con la Tur-
co-Napolitano, una filosofia di razzializzazione viene porta-
ta avanti dalla Bossi-Fini, dalla Minniti-Orlando e infine
dall’attuale decreto Salvini, senza soluzione di continuità, Votate la copertina 2018
nonostante l’alternanza di centrosinistra e centrodestra al
potere. È tutto coerente, anche quando consideriamo sanità, Politica, esteri, inchieste esclusive,
previdenza, istruzione. Quanto è stato eretto in questi anni graphic novel e provocazioni: questo
ha portato all’attuale condizione di smarrimento dei valori, è stato il 2018 raccontato dalle
fino al punto di dire che non c’è differenza tra destra e sinistra. copertine dell’Espresso. Ora chiediamo
Ciò a cui bisogna lavorare è federare le comunità di ultimi, di a voi lettori quale delle nostre cover vi
sfruttati, di abbandonati, che hanno pagato il prezzo di rifor- ha colpito di più: votate il sondaggio
me tanto devastanti. La ricomposizione di cui parlo è il mo- sul nostro sito: www.lespresso.it
mento in cui la diversità non è un elemento per scatenare una
caccia alle streghe: essere donne o gay o lesbiche non diven-
ta fattore discriminatorio, che acuisce o mantiene disugua- 2050, ci saranno 250 milioni di persone costrette a cercare
glianze, come il gap salariale tra uomini e donne. Costituisce di sopravvivere spostandosi, l’80 per cento delle quali vive
invece l’uscita dalla politica delle discriminazioni, per au- nei paesi del sud del mondo. La percezione dell’invasione
Foto: Nurphoto / Getty Images

mentare l’angolatura dei diritti». dei migranti in Italia è del tutto scorretta, ma è evidente che
La giustizia sociale non è che un aspetto delle trasformazioni masse immense saranno costrette alla diaspora non solo per
planetarie imposte dal vecchio e nuovo capitale. l’esclusione, ma anche per i cambiamenti climatici, dovuti
«È necessario mirare alto e provare a coniugare la giustizia anzitutto al modello di industrializzazione che si è imposto.
sociale con temi epocali, come quello dell’ambientalismo. Emerge drammaticamente, sotto rinnovate forme, il legame
Sappiamo che per via dei cambiamenti climatici, entro il tra capitale e natura. Tutti i temi epocali non possono che

12 30 dicembre 2018 L’Espresso


a ogni problema. Ma nessuno può affrontare da solo

conflitti che sono uguali

in tutto il mondo.

Occorre creare una

coscienza collettiva»

antagonista, non si dà neanche più forme di autoregolamen-


tazione. Ma quando mai si è autoregolamentato il capitali-
smo? Sarebbe opportuno portare a consapevolezza la do-
manda su chi governa la convergenza tra industria, grande
distribuzione e digitalizzazione. Già solo a livello di social
network si vive come se non importasse chi li detiene, li
controlla e quali strategie sociali applica. La fisionomia del
nuovo capitalismo è in alto grado sfuggente».
Abbiamo vissuto decenni in cui è stato interdetto qualunque
valore ai simboli. Oggi ci ritroviamo al potere una destra che
emette simboli in continuazione, dai confini all’uomo nero. Tu
stesso sei diventato una sorta di simbolo, per molte persone
che ti hanno conosciuto attraverso i media. Perché si torna a
una politica dei simboli?
«Va detto intanto che simbolo proprio non desidererei es-
serlo. Tuttavia mi rendo conto che c’è uno smarrimento.
viaggiare insieme. La causa ambientalista e l’esclusione L’individualismo radicale è stato indicato come unica solu-
sociale, la discriminazione delle classi povere, l’antisessi- zione sociale, con la promessa a ciascuno che da soli si sa-
smo. La lotta per i diritti non può avvenire all’interno di rebbe riusciti a farcela. La speranza e la proiezione sui nomi
muraglie, nell’innalzarsi di confini, negando agli esseri e sulle singole persone che attualmente governano nasce da
umani la libertà di circolazione e consentendola invece questo disagio. Il problema va risolto in un altro modo,
soltanto alle merci e ai capitali». creando una coscienza collettiva, che si assuma la respon-
Parli del nesso tra capitale e natura. Che fase del capitale è sabilità di uscire dall’impoverimento generale, non affidan-
quella che stiamo vivendo, con l’accelerazione tecnologica che dosi a capitani suppostamente coraggiosi. Una coscienza
va a trasformare definitivamente il mondo del lavoro? collettiva che non sia chiusa in sé, ma capace di portare a
«Ci sono ambiti di lavoro che andranno comunque avanti processi di mutamento dello status quo, in termini di wel-
con le forme storiche che noi conosciamo. La trasformazio- fare, giustizia sociale, istruzione, sanità, tutela dell’ambien-
ne tecnologica si porta dietro la possibilità della cancella- te. Più che simboli, la proposta è di attivare una coscienza
zione fisica dei posti di lavoro. È un processo oggettivamen- collettiva, capace di risolvere l’isolamento delle persone,
te in corso. In questa trasformazione accade che lo Stato altrimenti facilmente sfruttabili. Questa non è una teoria
rischi di diventare a sua volta operaio al servizio del capita- del mondo: è la cruda realtà. L’hanno compresa le donne, gli
le privato. Uno degli ex commissari Ue diceva che, se l’Italia operai, i giovani, che giustamente chiedono speranza, a
avesse accettato le indicazioni della trojka, ci saremmo fronte di questa situazione. Noi dobbiamo dare speranza,
trovati nella condizione di uno Stato colonizzato. Quell’ex metterci gli stivali e scendere nei campi in prima persona.
commissario era Mario Monti. Continuava, dicendo che Dobbiamo interpretare quel disagio, promettere di risolver-
nell’attuale contesto il capitalismo, non avendo più il suo lo - e mantenere quella promessa». Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 13


ROBERTO SAVIANO L’ANTITALIANO

Lucia ha sempre badato alle capre,

OGGI HO INCONTRATO
non ha istruzione, ama suo padre: è
malato e se ne prende cura. Lucia vive
in contemplazione della natura anche
se non ne ha consapevolezza. Per Lucia

LA RIVOLUZIONE l’incontro con la comunità di artisti è


come concime. È una donna curiosa e
quei corpi nudi, che danzano liberi da
inibizioni tra gli alberi, le sembrano la
cosa più naturale che possa accadere a
Nel suo film Mario Martone racconta pochi passi da casa sua, una casa tra-
dizionale, umile, contadina, che invece
Lucia, pastorella di Capri, a confronto considera depravazione quella libertà.
Lucia non è un foglio bianco. La comu-
con una comunità di intellettuali ribelli nità non agisce su di lei incidendo su
una tavola vergine. Tutt’altro. Lucia è
«Noi siamo la rivoluzione», dice munità che come una calamita attrae la sua terra, le capre, il mare nel quale
Seybu in “Capri-Revolution”. Lucia, giovane guardiana di capre, non si bagna, il sole dal quale si ripara.
Mi sono chiesto cosa significhi l’unica sull’isola in grado di vedere Lucia è i suoi fratelli che la vorrebbero
pensare se stessi come una rivolu- davvero quello che la comunità stra- sposata, che la immaginano come le
zione. Mi sono chiesto quale sia la niera rappresenta: la possibilità di capre con cui passa il suo tempo, te-
rivoluzione che ciascuno di noi può una rivoluzione. Il film è incredibil- starda ma in fin dei conti mansueta.
fare, e fa. mente profondo, è un’occasione che Basta prenderla per le corna e indiriz-
La prima rivoluzione riguarda le Mario Martone ci dà, l’ennesima, per zarla. E invece no. Lucia si permette di
nostre radici profonde, il mondo da riflettere sul mondo in cui viviamo scegliere e di operare la prima grande
cui veniamo che, come un treno sui attraverso la lente del passato. rivoluzione che è sua personale.
suoi binari, ci impone una direzione. A cosa serve la speculazione filoso-
Possiamo cambiarla, è un fatto di fica? Come declinarla in tempo di Ma Lucia va oltre e riesce a coniugare
scelta. Possiamo scegliere, e non è guerra? E cosa si contrappone al pen- la speculazione filosofica al pragmati-
sempre un processo indolore. Anzi, il siero libero? Quanto ci salva il prag- smo di una vita che si libera dai dogmi,
più delle volte scegliere è un atto di matismo quando gli uomini sono quantomeno da quelli ereditati e im-
profondo egoismo e significa fare del chiamati a servire la patria? Energia posti. Riesce a compiere un miracolo:
male, anche a chi ci ama. E poi c’è una e materia, parti del tutto che non il miracolo della rielaborazione; è co-
rivoluzione che va oltre noi stessi ma sono in contraddizione ma che rap- me se riuscisse a capire i percorsi di chi
che non possiamo fare se non abbia- presentano due diversi stadi della ha davanti e a prevedere le conseguen-
mo sperimentato la rivoluzione per- stessa sostanza. ze delle loro azioni.
sonale e privata di cui probabilmente Lucia è una donna della terra, anzi è
il mondo non si accorgerà nemmeno, Capri-Revolution è un dono che do- una donna di terra e di aria. Una donna
ma che è propedeutica a tutto ciò che vete farvi. Primo, è la storia di incon- di carne e di spirito. Una donna meri-
potrà venire dopo. tri: si incrociano destini di persone dionale che ha avuto una opportunità
diverse tra loro, che in comune non irripetibile e l’ha presa al volo.
Siamo a Capri, inizi Novecento. Tut- hanno molto, forse niente, hanno
to sta per accadere; sta per scoppiare però la volontà di ascoltare e di rac- Il film è talmente fluido che quasi ci si
la Prima guerra mondiale e la Rivolu- contare; concedono tempo a se stessi dimentica che è un film, che è “finzio-
zione russa si sta preparando anche e agli altri. Secondo, mostra quanto ne” e che davanti a noi abbiamo attori.
lì, con la scuola per esuli di Maksim sia importante lo studio, quanto sia Attori bravissimi e consapevoli di es-
Foto: M. Chianura / Agf

Gor’kij. fecondo, quanto ci renda liberi, quan- sere la malta che, mattone su mattone,
Sull’isola si è insediata anche una to il sapere e la sua condivisione ge- parola dopo parola, pensiero che supe-
comunità speciale. Sono artisti, poe- nerino diverse forme di libertà. Ulti- ra pensiero, costruisce questo dono
ti, filosofi, pittori, musicisti. Una co- mo: Lucia. che Mario Martone ci ha fatto. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 15


DENISE PARDO PANTHEON

tori dell’Europa, tra i pro e gli anti

DRAGHI VA DOVE
euro (a parole). Non si potrà più fare
il gioco gialloverde delle tre carte,
trionfante a Roma con la coda tra le
gambe a Bruxelles, come nel caso

LO PORTA IL SOCIAL della manovra e con il tentativo di


sforare il deficit oltre i parametri. I
toni della campagna elettorale saran-
no civili, i candidati preparati e com-
petenti, questa è una fake euronews,
A sorpresa il presidente Bce è un idolo vale il contrario, meglio prepararsi.

dei network anticasta. Di Maio e Salvini A proposito di unione, quale partito


viene subito in mente? Ma il Pd, che
diranno basta alla coabitazione forzata domanda. Il 3 marzo, Dio sia lodato,
non se ne può più, è la data fissata per
Cosa aspettarsi dal panorama poli- patrio di animali fantastici, i mitici e le primarie che designeranno il nuo-
tico e dintorni nel 2019, le solite bot- favolosi Draghi. Il 31 ottobre Super vo segretario. Fino quel giorno im-
te da orbi o la resa dei conti? Malgra- Mario lascia la poltrona di presiden- pazzeranno i sondaggi con i su e giù
do l’ostinata resistenza del Paese a te della Banca centrale europea. Ha delle percentuali, mentre all’interno
non risolvere mai fino in fondo i suoi sempre detto di non voler essere del Nazareno la faida non avrà nulla
problemi, l’anno che verrà non do- coinvolto nei giochi della politica. da invidiare a quella dei Borgia. Ci
vrebbe lasciare molte vie di fuga. Ma Accorto e lungimirante com’è, non sono gli zingarettiani puri, i finti
in questo campo la creatività italiana l’avrà lasciato indifferente la sorte di zingarettiani, i renziani dichiarati, i
non va mai sottovalutata. un suo omonimo, Mario Monti, da renziani camuffati, i martiniani anti
salvatore della patria a aguzzino dei zingarettiani, i giachettiani-renziani
Al governo, al governo. Luigi Di pensionati. In realtà c’è stato un per- e i minnitiani imbufaliti. Quali sono
Maio e Matteo Salvini leader rapaci corso ben più confortante, quello di le differenze tra le linee programma-
del gialloverdismo, esponenti delle Carlo Azeglio Ciampi, prima presi- tiche dei candidati? Da una parte far
convergenze parallele del terzo mil- dente del Consiglio poi acclamato sparire dalla circolazione Matteo
lennio (rivedere il sommo Aldo Mo- presidente della Repubblica. Nel Renzi, e dall’altra eleggere un segre-
ro) - li avreste mai seduti allo stesso frattempo Draghi che da sempre tario debole. Resa dei conti nella
tavolo? No, ovvio - dovranno trovare viaggia in treno in seconda classe, norma democratica.
un modus vivendi stabile alla loro che non ha mai permesso che qual-
convivenza forzata genere Sing Sing. cuno gli portasse la borsa fin dal suo Tra i personaggi che nel 2019 do-
Sono già numerose le crisi superate esordio da governatore della Banca vranno prendere una posizione me-
obtorto collo neanche fossero, scam- d’Italia come il papa, primo pontefice no loffia spicca il premier Giuseppe
biandosi le parti a seconda dei temi e ad andare in giro con la sua cartella Conte. Da avvocato fa il suo mestiere
dei momenti, Wile Coyote e il cucu- sottobraccio, sta diventando un eroe quello di mediare tra due parti con
lide Beep Beep. Prima o poi l’impon- del web. I network hanno scoperto da interessi contrapposti. Questa volta
derabile li metterà di fronte a una poco le sue abitudini anti-casta. E però in ballo c’è anche lui visto il
scelta. In tal caso Salvini al massimo com’è noto, non si sa mai dove ti notevole fattore C che l’ha portato a
rischia il ritorno a Arcore, mentre porta il social. Palazzo Chigi, altro che quello leg-
sulla testa di Luigino svolazza l’ama- gendario del fortunato Romano Pro-
bile avvoltoio delle Ande e di Vigna E nemmeno si sa cosa potrà accade- di. Verrà travolto dalle incandescen-
Clara (enclave del generone romano) re nelle prossime elezioni europee ze dell’alleanza gialloverde o la sua
Alessandro Di Battista. del 23 maggio che mai come questa posizione diventerà più solida grazie
volta hanno la valenza di un test na- a una crescente sintonia con il Qui-
Non solo canis latrans e cuculidi, zionale. Sarà la resa dei conti tra i rinale? Alla resa dei conti si vedrà
l’anno che verrà segna anche il rim- sostenitori dell’Unione e gli opposi- quale sarà la resa del Conte. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 17


MICHELE SERRA SATIRA PREVENTIVA

vaglio del Quirinale per la carica di se-

SO FARE LA MAIONESE
natore a vita. In alternativa, Mattarella
potrà scegliere tra Angiola Peirasso,
della “Baita del Furmai”, autentica vir-
tuosa del forno a legna e premiata

GOVERNERÒ IL PAESE dall’International Pear’s Society per il


suo impareggiabile formaggio con le
pere. E Wilmo Marinellato, che nel roof
del Carlton-Hilton di Venezia prepara
la miglior frittura di gamberetti e mela
È lo slogan del nuovo partito degli chef. cotogna mai mangiata al mondo, anche
perché lui è l’unico che la cucina.
L’unica categoria universalmente adorata Lo sport Molte delle pratiche culinarie
meritano, ampiamente, di diventare
si prepara così a prendere il potere specialità olimpiche. Il Cio ha all’esa-
me almeno tre nuove discipline. La
Tra le tendenze più interessanti del gatti nella curva del Vicenza e ha aperto prima è la bollitura lenta a bassa tem-
2019, gli esperti prevedono un ulterio- sui Colli Berici un locale concept, “Ci- peratura, che può arrivare, ormai, an-
re rafforzamento del ruolo degli chef. catrici”, noto per gli squisiti spiedini che a due mesi a 45 gradi, come nella
«Tra gli intellettuali - spiega il sociolo- celtici, i coltelli affilatissimi e i camerie- straordinaria performance del finlan-
go Levi-Pumpkin - sono la sola catego- ri ricercati dalla Digos. dese Paavo Terrinen, un vero perfezio-
ria che ancora gode di credito e rispet- Le serie Si sta pensando a una nuova nista: comincia a bollire la renna quan-
to presso l’opinione pubblica. È dun- edizione de “L’amica geniale”, molto do è ancora viva. La seconda è la sifo-
que prevedibile che in ogni settore simile alla prima, ma nella quale in ogni natura/gassificazione (una specie di
della società, a partire dalla televisione, scena, anche quelle per la strada, si cu- biathlon) dei cibi solidi, specialità nel-
gli chef ottengano una visibilità e un cina qualcosa. Nel finale entrambe le la quale sembra imbattibile il catalano
prestigio fino ad oggi impensabili». ragazze sposano Carlo Cracco. Per il Ardelàn, che nel suo ristorante serve
In tivù Oltre a “Masterchef”, “Cucine lancio promozionale si pensa di rivelare basalto sifonato con guarnizione di
da incubo”, “La prova del cuoco”, la vera identità di Elena Ferrante: altri cozze. La terza, più tradizionale, sono
“Quattro ristoranti” e “Cuochi senza non sarebbe che Mamma Eufemia, una i cento metri piani effettuati con una
frontiere”, che già oggi occupano circa ostessa di Sorrento, smascherata da un zuppiera rovente tra le mani: chi evita
la metà di tutta la programmazione cliente critico letterario perché appa- di rovesciarla ha un abbuono di tre
televisiva, le case di produzione hanno recchia sistemando le posate in corsivo. secondi.
in serbo molte novità. La più promet- A buon punto, per Raiuno, le dodici La politica Un partito dei cuochi: se
tente è “Bollirò”, il primo talk-show per puntate del kolossal “Vita di Pellegrino ne parla con sempre maggiore insi-
soli cuochi, tre ore di diretta sull’attua- Artusi”, il grande gastronomo italiano stenza negli ambienti romani. Gli
lità politica. Joe Bastianich farà gli che, secondo ricostruzioni attendibili, analisti lo danno, potenzialmente, al
onori di casa e aprirà ogni puntata con fu anche il vero artefice dell’unità d’Ita- 25 per cento, addirittura al 30 se Car-
un suo monologo sulla situazione ita- lia, l’ispiratore occulto prima di Man- lo Cracco non ne farà parte. L’idea è
liana. Tra gli altri ospiti fissi Gregorio zoni poi delle opere di Verdi, nonché il dello chef grillino Gino Di Gervasio,
Meniconi, il trattore romano invento- vero inventore, con cinquant’anni di che ha aperto un ristorante di cucina
re della coda alla zozzona (una varian- anticipo, della penicillina, scoperta in valdostana su una piattaforma petro-
te più greve della coda alla vaccinara), un piatto di garganelli al gorgonzola. lifera. La riassume bene in un efficace
star della nuova cucina populista; lo Molto attesa “Besciamella”, la prima tweet: «Se so fare bene la maionese,
chef Jean-Henry Gavazzi di Biumo, serie porno per soli cuoche e cuochi, perché non posso governare un pae-
che ha aperto a Milano il raffinatissimo molto costosa perché ripulire il set ri- se?». Una tambureggiante campagna
Foto: Filippo Milani

ristorante “Le nuvole e il respiro”, in chiede giorni di lavoro. social sostiene che la maionese di Di
rappresentanza della sinistra; il cuoco Senatore a vita Lo chef Cannavac- Giuseppe è pessima, ma ormai l’idea
neonazista Bepi Zandomeneghin, che ciuolo, secondo i bene informati, fa- è partita e otterrà sicuramente un
ha imparato il mestiere cucinando rebbe parte del ristrettissimo elenco al clamoroso successo. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 19


MARCO BELPOLITI UNA FOTOGRAFIA

U
na finestra affacciata sul Ponte di stra, e il Canal Grande su un lato. Questo è il visto
Rialto, la Pescheria, il Fontego dei dell’immagine, perché la finestra è come un varco
Tedeschi a Venezia. Finestra stori- attraverso cui si vede. La finestra è solo un’inter-
ca di Palazzo Erizzo Bollani. In capedine, un passaggio tra il dentro e il fuori. Il
questa casa ha abitato Pietro Are- fuori, per quanto solo intravisto - e che intravisto!
tino nel 1537, e da lì guardava. All’e- - domina sovrano. La finestra, come in una celebre
poca il ponte sul Canal Grande era incisione di Dürer con il disegnatore e la quadret-
ancora di legno. Gianni Berengo tatura, segna la nascita della prospettiva: il modo
Gardin ha fotografato quello che si in cui noi oggi vediamo. Scrive John Berger in
vede da quella finestra passando e ripassando per “Ritratti” (il Saggiatore): la prospettiva è architet-
la sua Venezia nel corso di alcuni anni, ospite tonica e urbana. Senza finestre e porte non esiste-
dell’amico proprietario dell’appartamento. Ne ha rebbe; lo mostra con evidenza questa casa del 1500
tratto un libro, “La più gioconda veduta del mon- fissata da Berengo Gardin. Il fotografo ha scattato
do” (Contrasto). L’immagine mostra la finestra e probabilmente attratto dalla doppia visione di
quello che si vede attraverso la sua apertura. Siamo dentro e fuori. Ha reinventato con uno scatto la
Foto: courtesy Contrasto

dentro e insieme fuori. In primo piano, quasi in- prospettiva stessa, l’ha messa in forma. Voleva
visibili al primo colpo d’occhio, un tavolo, un vaso, ritrovare lo sguardo dell’Aretino. Niente è più af-
le sedie. Subito dietro tre rettangoli spalancati; lo fascinante che vedere con gli occhi di un altro,
spigolo del muro è quasi appiattito; quindi una oppure guardare quello che l’altro ha visto. Qui ci
parte del ponte, gli edifici vicini, a destra e a sini- sono entrambi. Un piccolo miracolo visivo. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 21


MARCO DAMILANO

La sottile linea r
Q
uesto numero di fine anno è dedicato che si accompagnava alle regole delle democrazie libe-
al cambiamento climatico che condi- ral-occidentali. Sviluppo e democrazia non identificano
ziona sempre di più l’agenda politica più da tempo in modo univoco un sistema di valori, e
dell’Occidente. Negli Usa il presidente neppure uno stile di vita condiviso. Sono diventate paro-
Donald Trump si è schierato con i le ambigue, nell’Europa della frammentazione politica, in
negazionisti, in Francia sull’ambiente cui quattordici paesi dell’Unione sono diretti da governi
il presidente Emmanuel Macron ha di minoranza. Così come, a proposito di climate change,
visto incrinarsi la sua leadership: le ambiguo è in politica il termine cambiamento.
dimissioni del ministro superstar del- Il 2018 è stato in Italia l’anno del Grande Cambiamento.
la Transizione ecologica e solidale, O meglio, il grande cambiamento propagandato in mille
com’era stato definito pomposamente e mille messaggi social, condiviso, rimbalzato da un ac-
Nicolas Hulot, la rivolta dei gilet gial- count ministeriale all’altro, anche quando la realtà andava
li originata dalla protesta contro l’au- in direzione opposta, come è successo in occasione della
mento dei prezzi del carburante prevista nel piano ener- conversione a U di fine anno, la legge di Bilancio riscritta
getico del governo francese, la petizione contro lo Stato da Bruxelles e approvata da Senato e Camera nei minuti
francese colpevole di aver disatteso gli impegni sul clima, finali della partita. Con il Parlamento calpestato, virtual-
che ha già raccolto un milione e settecentomila firme. mente chiuso, e non perché al posto della democrazia
Gianfrancesco Turano racconta (pagina 34) come in pri- rappresentativa sia arrivata la mitica democrazia diretta,
ma linea nelle politiche di riduzione delle emissioni ci sia ma perché questa volta la solita manovra di fine anno - il
soprattutto la Cina (con l’India), un Paese dove le svolte maxi-emendamento del governo che riscrive in parte o in
decise dall’alto vengono attuate rapidamente e senza pro- tutto la legge di Bilancio e il voto di fiducia che espropria
teste, mentre le democrazie occidentali e europee faticano i parlamentari dell’opposizione e soprattutto della mag-
a costruire il consenso necessario e sono divise tra spinte gioranza di emendare il testo e di discuterne i contenuti
contrapposte: un pezzo di opinione pubblica, si direbbe prima dell’approvazione - è stata compiuta con una spre-
la più istruita e benestante, è disposta a mutare i suoi giudicatezza, un’imperizia, un’arroganza del potere que-
comportamenti, un impegno necessario per far sopravvi- ste sì senza precedenti. E ha dato la misura del cambia-
vere il pianeta, un altro, invece, si sente privato di alcuni mento compiuto in questi sei mesi, e di quello che ci
diritti, come quello alla mobilità, ma anche al consumismo aspetta nel 2019.
illimitato che è stato il mantra culturale dei decenni pas- Una linea di interpretazione minimalista recita più o
sati. Il caso francese insegna e dimostra come anche sul meno così: le forze sovraniste sono state sconfitte e alla
clima sia entrato in crisi il modello di sviluppo economico fine sono andate a sbattere contro la minaccia dell’aper-

Salvini e Di Maio, alleati-rivali,


stanno piano piano scoprendo
che il loro concorrente
più pericoloso è invece
il presidente del Consiglio

22 30 dicembre 2018 L’Espresso


rossa dell’attesa

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

tura di una procedura di infrazione da parte della Commis- que, elezione del nuovo presidente della Repubblica com-
Foto: A. Casasoli - A3, R. Monaldo - LaPresse

sione europea. A incaricarsi della macchina indietro dei presa. L’uomo è molto ambizioso, oltre che molto vanitoso,
gialloverdi è stato il presidente del Consiglio Giuseppe già si era intuito dall’estensione sconfinata del suo curricu-
Conte, star mediatica di fine anno, premiato da sondaggi, lum professionale con cui si presentò agli italiani e al mon-
editoriali, interviste, oltre che dalla piaggeria della tv di do, i suoi vice cominciano a capirlo ora. Il volenteroso
Stato che sempre circonda il governante di turno. Susanna Luigi Di Maio, il roboante Matteo Salvini, il Capitan Fra-
Turco racconta la metamorfosi di Conte (pagina 26), da cassa del Viminale che addenta pane e Nutella mentre la
oggetto sconosciuto a icona pop e aspirante statista. Il ’ndrangheta spavaldamente continua a uccidere, la sera del
presidente del Consiglio ci ha preso gusto e promette in giorno di Natale e in trasferta a Pesaro, un pezzo del
ogni sede di durare cinque anni, tutta la legislatura, dun- Sud trema e crolla intorno all’Etna e gli ultrà del calcio

L’Espresso 30 dicembre 2018 23


N
che tanto piacciono al ministro dell’Interno si lasciano elle istituzioni è a rischio quello che il
andare prima di Inter-Napoli ad azioni squadriste con presidente della Repubblica Mattarella
morto. Di Maio nel 2019 compirà appena 33 anni ma ap- ha definito nel messaggio di fine anno
pare già superato, è il capo politico fittizio di un movimen- alle alte cariche dello Stato il «plurali-
to in cerca di identità, da forza di rottura a camera di smo nell’assetto dell’ordine istituziona-
compensazione di lobby, interessi, il corpaccione centrale le che presenta organi con diverse fonti
dell’elettorato in cerca di casa, soprattutto al Sud. Salvini di legittimazione e che svolgono funzio-
nell’anno che si chiude è diventato il personaggio centrale ni differenti in modo autonomo e indi-
della politica italiana, beneficiato da un consenso enorme pendente»: il Parlamento, la magistra-
ma non ancora riscosso, vivrà tutto l’anno nel dilemma del tura, il Csm e la Corte costituzionale, la
che fare, se restare in maggioranza con M5S o incassare il stessa presidenza della Repubblica, sot-
voto e trasformarsi nel capo della nuova destra italiana. Da toposta nel corso della lunga crisi del 2018 a un violento
oggi deve vedersela anche con l’inquilino di Palazzo Chigi. tentativo di delegittimazione, culminato con la richiesta
Salvini può decidere di staccare la spina in poche ore, come di impeachment arrivata da Di Maio nelle ore più con-
fece cinque anni fa di questi tempi Matteo Renzi con Enri- vulse della formazione del nuovo governo. Il Quirinale
co Letta, e far ripiombare il presidente del Consiglio nell’a- ha retto, il cittadino Sergio Mattarella ha dimostrato a
nonimato. Ma forse non è così facile: nelle ultime settima- tutti che la mitezza non va scambiata per arrendevolezza
ne il capo della Lega è apparso stressato, incapace di indos- e che il garbo dei toni non significa cedimento sui valori
sare con credibilità i panni del ministro dell’Interno. della Costituzione. Negli ultimi giorni dal Colle sono
Mentre agli occhi dell’elettorato gialloverde Conte rappre- arrivati segnali di preoccupazione per le modalità con cui
senta il cambiamento, per un pezzo dell’establishment la legge di Bilancio è stata votata dalle Camere: senza
italiano e europeo incarna invece la continuità. Indossa possibilità di esame per i parlamentari, senza salvare la
qualsiasi abito con disinvoltura, punta ad andare avanti forma e la sostanza della procedura di approvazione
fino al 2023 o, almeno, al 2022, quando questo Parlamento, prevista dall’articolo 72 della Carta costituzionale a tu-
se in carica, eleggerà il successore di Sergio Mattarella. tela di tutti i gruppi e di ogni singolo parlamentare. Una
Quel che non può invece andare avanti è un Paese senza tensione destinata a crescere e a coinvolgere un altro
opposizione. In questi giorni le minoranze hanno innalzato fondamentale organo di garanzia, la Corte costituziona-
le barricate e sventolato cartelli in Parlamento e hanno po- le, se il Pd ne chiederà l’intervento per conflitto di attri-
lemizzato con chi continua a dichiararne l’inesistenza. Ep- buzione tra poteri dello Stato.
pure, nei dati di Youtrend che pubblichiamo nelle pagine Nel Paese, nel 2018 che si chiude, sono cresciuti l’in-
successive, le opposizioni (Pd, Forza Italia, Liberi e Uguali) tolleranza e il razzismo scatenati dall’alto, dalla leader-
appaiono come linee piatte, senza sussulti di vita percettibi- ship politica, com’era successo ottant’anni fa. A farne le
li. La minoranza rappresentata dal Pd, in particolare, è una spese, da ultimo, il difensore del Napoli Kalidou Kouli-
linea rossa che non si muove mai, inchiodata a quel gradino baly, accolto dagli ululati del pubblico interista, che ha
dov’è precipitata la sera del 4 marzo, sotto il venti per cento. scritto: «Sono orgoglioso del colore della mia pelle, di
Una sottile linea rossa, indifferente agli accadimenti di que- essere francese, di essere senegalese, napoletano: uomo».
sti mesi: il crollo del ponte Morandi, il balcone governativo Ma ci sono segni luminosi: in questo numero Giuseppe
che annunciava la sfida all’Europa e la ritirata senza pudore Genna dialoga con Aboubakar Soumahoro, fu lui il pro-
degli ultimi giorni, le azioni contro le Ong e i centri di acco- tagonista della nostra copertina di metà 2018 contrappo-
glienza, e poi le gaffes, i proclami mai realizzati, le incoeren- sto a Salvini, speriamo che nel 2019 sia uno degli artefici
ze, la rivolta di un pezzo di elettorato contro il Movimento della costruzione di una nuova politica. Mentre Carmine
5 Stelle. La linea rossa dell’opposizione è un termometro che Fotia racconta e disvela il volto della nuova Palermo: da
blocca il Pd, ma non registra la febbre che sta scuotendo da capitale della mafia e dei veleni a modello dell’accoglien-
mesi le istituzioni e il Paese. za e di una convivenza tra diversi che arricchisce la città.
C’è nella società italiana, non solo in quella
che vorrebbe riconoscersi nella sinistra (che
Il Pd deve scegliere il nuovo non trova), una voglia di partecipazione e
di impegno. L’abbiamo incrociata in questi
segretario. Ma quello che serve mesi: studenti, associazioni, movimenti,
organizzazioni del mondo cattolico e del
alla sinistra è un progetto civismo laico, giovani e donne. Sono i mon-
di che la sottile linea rossa dei sondaggi
segnala ma non raccoglie. Più che una pre-
ampio, aperto a tutti. Come senza quella linea sottolinea un’assenza. Il
Pd è alla vigilia del suo congresso, subito
fu nella stagione dell’Ulivo dopo la pausa di inizio anno cominceranno

24 30 dicembre 2018 L’Espresso


Da sinistra, Maurizio Martina, Nicola Zingaretti, Carlo Calenda

le votazioni nei circoli, favorito è Nicola Zingaretti, geva sul progetto di un sistema politico all’americana,
inseguito da Maurizio Martina. Intanto ci saranno le bipolare se non addirittura bipartitico, su un impasto
campagne per le elezioni regionali e poi la corsa per di cultura laica e cattolica, sul sogno dell’unità euro-
l’appuntamento clou del 2019, le elezioni europee di pea. In più, c’era il federatore che rappresentava la
maggio. Carlo Calenda ha messo in campo da mesi la sintesi, l’impasto, Romano Prodi. Tutto questo oggi
proposta di una lista che raggruppi più formazioni, il non c’è, ma l’handicap può trasformarsi in opportuni-
Pd del nuovo segretario, chiunque esso sia, e Più Eu- tà, a patto di cogliere i segnali e i mondi interessati a
ropa di Emma Bonino, e ha portato a esempio la lista non morire salviniani e neppure a farsi piacere il vani-
dell’Ulivo alle elezioni europee del 2004. Un tentativo toso e ambizioso avvocato Conte. Quella linea rossa
coraggioso, ma che fu indebolito fin dall’inizio dalla oggi vale non per quello che ha già raccolto (poco), ma
natura dell’operazione, un accordo di vertice tra i par- per quello che ancora non ha intercettato, molto. È il
titi Ds e Margherita che condizionò le mosse successi- sensore di un’attesa. E aiuta almeno ad aspettare con
ve e fu la premessa del fallimento del successivo gover- un filo di speranza l’anno che verrà.
no dell’Unione. Quello che serve oggi è, invece, qual-
cosa di simile a quello che fu l’Ulivo in un’altra stagio- Non siamo riusciti a festeggiare il 2019 con Stefano
ne troppo breve, tra il 1995 e il 1996: un rapporto vir- Livadiotti, collega e amico. Cominciamo il nuovo anno
tuoso tra la politica e la società civile, tra chi militava senza di lui, senza le stilettate che riservava ai suoi ber-
in un partito e chi non apparteneva a una sigla ma a sagli, temutissime nei palazzi e molto amate dai lettori,
un’Italia che si sentiva alternativa al berlusconismo senza lo sguardo ironico e critico, disincantato e appas-
Foto: Agf (3)

culturalmente prima ancora che politicamente. Le sionato, con cui ci ha accompagnato in redazione per
controindicazioni le conosco bene: quell’Ulivo si reg- tutti questi anni. Ci mancherà. E resterà con noi. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 25


POLITICA Premier rampante

E ORA
COMANDO
IO di SUSANNA TURCO

Da semplice esecutore
a mediatore indispensabile. Così
Giuseppe Conte accresce
il suo potere e punta a durare

26 30 dicembre 2018 L’Espresso


illustrazione di Onze
L’Espresso 30 dicembre 2018 27
POLITICA Premier rampante

Costruzione di una
premiership. Dai
tempi in cui non era
ancora capo del
governo, fino
all’invito alla Casa
Bianca. Passando
per selfie con gli ex
studenti, mense
Caritas, sfollati
di Amatrice
e comunità
di Sant’Egidio

P
iù che politica è alchi- finire di triturare il fiaccato Luigi Di che congiuntivo - una volta addirittura
mia. Scienza esoterica Maio - già fiore all’occhiello della Scu- parlando all’Accademia della Crusca -
che nel caso specifico deria Casaleggio Associati, pazienza, ma almeno per emozione, lui. L’affilata
si riassume così: dal avanti il prossimo. previsione sulla successione ha comin-
coccio alla gomma. Non è detto che debba accadere, ma ciato a circolare a Palazzo da qualche
Dal quoziente di fragi- per l’intanto Conte gira tra i bambini di settimana, ben prima che il premier
lità al quoziente di Forcella e nel vasto mondo di Sant’Egi- riuscisse a portare a casa l’indorata
rimbalzo. Operazione dio, tra gli sfollati e le vecchiette, sempre pillola del compromesso sulla manovra:
che ha del miracoloso seguito dal casaleggino Dario Adamo quindi ha in Bruxelles una conferma,
eppure pienamente che lo riprende o lo fotografa, ha rad- non l’origine. Ed ha in questi giorni la
avviata. Tra un brindi- doppiato il ritmo dei post Instagram (51 sua apoteosi.
si al Quirinale e una conferenza di fine nell’ultimo mese, media di 36) e insom- Non solo perché blasonati commen-
anno, tra un faccia a faccia con Dom- ma s’affina ogni giorno a diventare no- tatori riconoscono il suo ruolo di «me-
brovskis e un giro alla mensa della Ca- vello interprete del concetto del «me- diatore», o addirittura «garante» del
ritas, Giuseppe Conte, avvocato del diatore rivoluzionario», caro a Davide contratto e del futuro di un governo che
popolo, è salito di grado, s’è mutato di Casaleggio che ha avuto un ruolo non senza di lui ormai non potrebbe essere,
materia, ha svelato la sua natura: bat- trascurabile nel collocarlo dove è. e anzi non si sa come abbiamo fatto a
tezzato come premier esecutore, ades- Nell’immediato è l’unico argine al pensarlo. C’è soprattutto il premier, a
Foto: Ansa (7), Getty Images. Agf

so è rinato premier mediatore (copyri- ministro dell’Interno, come al Quirina- fornire esempi attraverso una macchina
ght: Corriere della Sera) e, in prospetti- le sanno pure gli arazzi, e in prospettiva comunicativa ormai rodata. Il tweet del
va, se la gioca per diventare l’antagoni- il meglio titolato a contenderne la altri- giorno di Santo Stefano, dopo le scosse
sta ulteriore. Pronto cioè a entrare in menti straripante leadership, Conte è di terremoto nel catanese, era in questo
campo quando la prevalenza politi- persino più di gomma del vicepremier senso di una perfezione assoluta: «Sono
co-mediatica di Matteo Salvini dovesse grillino: capace pure di sbagliare qual- vicino», «seguo», «ringrazio», «augu-

28 30 dicembre 2018 L’Espresso


petenze, un ampio disegno riformatore
della comunità in cui operiamo». Cia-
scuno nel suo ambito: Conte, e il Papa.
Poco prima, del resto, il premier aveva
onorato San Francesco nel nome del
catto-grillismo più puro.
Ma è alla fine questa «feroce determi-
nazione» il segreto del suo successo: la
stessa che raccomandava ai suoi stu-
denti durante il primo giorno di lezione,
all’università di Firenze. La stessa che ha
applicato a sé studiando fino a notte
nella stanza da premier cose di cui pri-
ma ignorava quasi tutto, quando pure
Casalino se ne andava via.
Lo stupore, del resto, è passato per
tutti. All’inizio, il portavoce e regista
della comunicazione grillina mostrava
i faldoni orgoglioso, quasi commosso.
Col fare di una puerpera coi pannolini
del neonato diceva: «Li vede questi ap-
punti? Si è preparato l’intervento da
solo». Poi ha smesso. Mentre Conte
passava dal perdersi i fogli sul banco del
governo a Montecitorio e domandare a
Di Maio l’impensabile «questo posso
dirlo?» all’affrontare da solo il Senato
per illustrare la manovra post trattativa
con l’Unione europea. Perfetto inter-
prete della convinzione, tutta casaleg-
gina, che «è l’istituzione che fa il ruolo».
Lo fa, lo fa. Anche per un giurista nato
a Volturara Appula, cresciuto a San
Giovanni Rotondo nella devozione di
ro». Quattro verbi-cardine spalmati su Anche privata, del resto, era stata la Padre Pio, svezzato ai segreti della ro-
140 caratteri da manuale, proprio men- visita al Papa di metà dicembre. Qua- manità nella preziosa Villa Nazareth,
tre Salvini inciampava tra fette spalma- rantacinque minuti nella Terza Loggia collegio frequentato negli anni dell’uni-
te di Nutella. Subito prima, alla Vigilia del palazzo Apostolico, senza delega- versità e di cui ha poi curato per un
- come informava apposito servizio del zione ufficiale e ministri. Quasi un uni- decennio i rapporti con le università
Tg1 all’ora di pranzo - Conte si era re- cum, per un premier italiano. Evento straniere (lì peraltro incontrò per la
cato, in una sola volta: a far visita ai trattato dal Vaticano nell’understate- prima volta Papa Bergoglio, nel 2016).
«bambini disabili e senza famiglia» ment più totale - coi cronisti avvertiti Studioso, devoto, instancabile d’una
della comunità “Nido del focolare” di venti minuti prima dell’evento e uno gentilezza che fiacca, annienta. È anche
Cerchiara, nella Casa Famiglia della scarno comunicato successivo - e inve- per questa via che Conte ha passato lo
Comunità Giovanni XXIII a Campli, ce divulgato dal premier ai quattro ven- snodo. Dall’aspirazionale al conteniti-
nella mensa sociale della piccola opera ti. Con un impagabile post su Facebook, vo: dal «riuscirò a durare a lungo», al
Caritas di Giulianova». Una visita «pri- nel quale parlava di un «lungo colloquio «durerò massimo cinque anni, non un
vata» in Abruzzo, specificava più volte privato» e «rispettivo impegno che giorno di più»; dal «se M5S mi propone
il servizio: privata, ma con telecamere stiamo portando avanti per realizzare, una candidatura ci penserò» a «il
al seguito. ciascuno nell’ambito delle proprie com- mio posto non lo lascio». Certe

Le dichiarazioni si sono evolute in modo


impercettibile: da «candidarmi? Ci penserò»
fino a «il mio posto non lo lascio»
L’Espresso 30 dicembre 2018 29
POLITICA Premier rampante
ritmiche, in questo senso, sono tragico effetto Monti Conte giura che il cancelliera Angela Merkel con la quale
piuttosto lineari. Nelle sue venti- suo impegno è e sarà solo l’attuale inca- pare parli in tedesco A consigliare ri-
quattro interviste da premier (record al rico, la più illuminante è quella conces- storanti a Emmanuel Macron. Gli piace.
Corriere della Sera con otto, recordman sa al suo intervistatore preferito (Fran- Come dargli torto? Sta in fondo anche
Massimo Franco con cinque), c’è un co, appunto) appena conclusa la tratta- qui, nella normalità, una delle leve della
punto preciso dell’autunno in cui, più o tiva sulla manovra. È pronto a cedere sua spiccata popolarità (60 per cento)
meno all’unisono, si smette di chieder- Palazzo Chigi a Matteo Salvini dopo le che pure si coniuga con un uso limitato
gli quale misura venga prima tra reddi- elezioni europee? «Onestamente no, della televisione (appare nei tg, non nei
to di cittadinanza e quota cento, oppure non sono pronto a questo passaggio talk show: alla Gentiloni, diciamo).
se si senta a disagio stretto come un delle consegne», è la risposta. Beppe Grillo, la prima volta che l’ha
vaso di coccio tra le esuberanze di Sal- Ecco: no, non è pronto. Sta bene dove visto, gli assegnò la parte, o semplice-
vini e Di Maio. E gli si comincia invece sta. In prospettiva, sembra collocarsi mente la riconobbe: «Ah, tu fra tutti sei
a domandare: che farà dopo, quando nella visuale andreottiana del tirare a quello normale». Anche adesso, del
sarà finita l’esperienza a Palazzo Chigi? campare. Andando in visita alla Casa resto, per quanto costruito a tavolino,
Tra tutte le risposte di prammatica, Bianca tra i complimenti del presidente per quanto lasciato brado solo in rari
nelle quali anche per scongiurare il Donald Trump, a fare il baciamano alla casi (avvenne ad esempio in settembre,

Il 2018 Numero per numero


dei partiti di Lorenzo Pregliasco*
La fotografia di un anno fa, tra Natale 2017 e Capodanno 2018, ai danni del 5 Stelle e, da allora fino a fine anno, il dato della
era quella di un’Italia diversa da quella di oggi. Il Movimento 5 Lega oscilla fra il 30 e il 32 per cento.
Stelle era sì il primo partito, ma se la giocava con il Partito M5S. L’andamento del Cinque Stelle è per certi versi speculare a
Democratico (allora principale forza a sostegno del governo quello della Lega. Pur essendo ampiamente primo partito nei
Gentiloni). Molto dietro si animava il derby interno al centrodestra sondaggi di gennaio e febbraio (quando viene stimato intorno al
che, in tutti i primi mesi dell’anno, vedeva Forza Italia una 28 per cento), il partito di Luigi Di Maio supera le aspettative con
manciata di punti davanti alla Lega nei sondaggi. In fondo, tra l’eclatante 32,7% del 4 marzo. Dopo un paio di mesi intorno al
i partiti più piccoli, Liberi e Uguali sembrava una promessa in 34%, la curva del consenso segnala però un declino da cui il
grado di rappresentare un pezzo rilevante dell’opinione pubblica, Movimento non si è più pienamente ripreso: dal 29% di luglio al
sopravanzando Fratelli d’Italia. Pochissimi immaginavano un 28% di settembre, per arrivare poi al 27% di novembre e al 26%
assetto di governo ‘anti-sistema’ imperniato su Lega e 5 Stelle, di queste ultime settimane. Il 5 Stelle chiude così il 2018 a livelli
e molti scenari si concentravano su una grande coalizione che i sondaggi fotografano un paio di punti sotto ai valori di inizio
appoggiata da Pd e Forza Italia. Vediamo, partito per partito, anno.
come si è sviluppata la storia politica degli ultimi dodici mesi PD. Del Partito Democratico stupisce la relativa stabilità nel
attraverso la lente del consenso dell’opinione pubblica. periodo post-elettorale. Dopo il flop del 4 marzo, quando il partito
LEGA. La “curva” della Lega di Matteo Salvini registra una guidato da Matteo Renzi con il 18,7% tocca il punto più basso
brusca accelerata a marzo, in occasione delle elezioni politiche. della storia del centrosinistra in Italia, il trend delle intenzioni di
Nelle urne supera i sondaggi, che la davano in media fra il 13 e il voto mostra un trimestre di oscillazioni minime (fra il 17,5 e il
14 per cento, e arriva al 17,4, primo partito della coalizione di 19% nella Supermedia). Segue, da fine estate, una fase di timida
centrodestra. Da quel momento è Salvini a dare le carte nelle discesa che a fine 2018 porta i democratici poco sotto il 17 per
trattative per il governo. Nelle stime di voto elaborate nella cento. Il consenso del Pd è però di gran lunga il più stabile fra i
Supermedia YouTrend/Agi c’è una crescita costante, fino al principali partiti italiani, il che sembra suggerire l’esistenza di
23,9% all’atto del giuramento del governo Conte. Una seconda uno “zoccolo duro” dal quale, a meno di scissioni, è difficile
fase è quella fra metà giugno e inizio agosto, caratterizzata scendere: un nucleo che sostanzialmente coincide con
dall’attivismo salviniano sul tema immigrazione, con il l’elettorato del 4 marzo.
respingimento della nave Aquarius. Non a caso è anche il FORZA ITALIA. Un tempo forza egemone del centrodestra, in
periodo con il picco di engagement su Facebook per Salvini, con questo 2018 Forza Italia ha subito la prima vera ‘scalata’
oltre cinquemila commenti e trentamila “like” in media a post, elettorale da parte di un alleato, la Lega, che ha confinato il
secondo le analisi di Martina Carone, Matteo Cavallaro e partito di Berlusconi a una fase di marginalità politica. Se a inizio
Giovanni Pigatto. Dopo l’estate, con settembre arriva il sorpasso anno FI, in ascesa dal 13-14% dell’autunno 2017, era

30 30 dicembre 2018 L’Espresso


nell’intervista pubblica a Ceglie Messa- in una delle giornate di sua maggior e alle cravatte non slentate, al ciuffo si-
pica, regno natio e incontrastato di soddisfazione personale, Conte è tor- stemato col gel, alle battute che non sa
Rocco Casalino) Conte esisteva anche nato nella sua Università, a Firenze, bene come concludere e che restano lì
prima dell’avventura a Palazzo Chigi. Giurisprudenza, e terminata la lectio appese. Esempio: «Si dice che si nasca
Anche prima che intervistandolo sul magistralis si è ritrovato davanti la fila. incendiari per morire pompieri, e allora
Fatto Marco Travaglio annunciasse, Decine di studenti che volevano salu- forse io sono alla fine della mia vita».
manco si trattasse di Greta Garbo: «La tarlo. Con ognuno una parola, a ognuno Sguardi assenti, scongiuri.
prima notizia è che Giuseppe Conte un selfie. «E pensare che prima di diven- Messo da parte lo stupore di scoprire,
esiste. La seconda è che parla». tare presidente del Consiglio non me ne come fece in giugno, che «ai vertici
Ma è così che la normalità cammina ero fatto nemmeno uno», giurava lui, Nato i cellulari erano tutti scherma-
dietro il premier. Lo si è visto quando, ormai avvezzo però alle giacche slim fit, ti, noi premier eravamo isolati»,

Alla Vigilia ha visitato comunità di anziani


e disabili. In forma privata, ma con seguito
di telecamere, beatificato dal Tg1 di Natale

accreditata di un 15-16% che poteva garantirle la primazia nella rappresenta anche la soglia di sbarramento per il Parlamento
coalizione, lo schema si rompe con il voto del 4 marzo, che europeo). Liberi e Uguali non esiste più, e dopo il deludente 3,3%
certifica un ritardo di oltre 3 punti dalla Lega, con il 14,0%. Un delle politiche faticano a restare complessivamente sopra il 2% i
paio di punti vengono persi per strada durante le trattative per il due soggetti promotori (Sinistra italiana e Articolo 1-Mdp).
governo, ma è con l’insediamento del governo legastellato che il +Europa, che nonostante la leadership forte di Emma Bonino
consenso scivola ancora più pesantemente. A inizio luglio Forza aveva fallito l’obiettivo del 3% a marzo, rimane oggi, sotto la
Italia scende sotto il 10% nella Supermedia, per poi assestarsi guida di Benedetto Dalla Vedova, su valori fra il 2 e il 3. Intorno al
verso il 9 per cento a tutt’oggi accreditato dai sondaggi. Il flusso 2% è, a sinistra, Potere al Popolo, in crescita dall’1,1% delle
in uscita va evidentemente a vantaggio della Lega di Salvini, politiche. Saranno loro, oltre a eventuali nuove formazioni (il
nuovo partito-ammiraglia del centrodestra italiano. partito di Renzi? Una lista liberale ispirata da Carlo Calenda? Un
GLI ALTRI. Sono oggi tutti sotto il 5% gli altri partiti, a cominciare soggetto ecologista?), a battersi per superare lo sbarramento in
da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che aveva iniziato l’anno vista del voto europeo di domenica 26 maggio. Q
sopra al 5% e oggi sembra invece lottare per il 4 (che *YouTrend

L’Espresso 30 dicembre 2018 31


POLITICA Premier rampante
Ancora le puntate
dell’attenta cura
dell’immagine: al
G20 col pallone,
con papa
Francesco, il
principe ereditario
di Abu Dhabi
e in visita a una
comunità
anticamorra

Conte si è reso capace di dire senza bidirezionale», «umori transeunti», aveva dedicato la copertina «Vade Re-
arrossire frasi come: «Col ministro «inclinazioni temperamentali», «in- tro» a Salvini. E che invece per Conte ha
Salvini non parliamo delle sue scelte crostazioni relazionali» e dell’Europa titolato: «Italiani fidatevi di me». Par-
lessicali, ma non mi pare una persona come di «un progetto molto complesso lando di un premier che «guarda con
indifferente a certi valori». Eccola, infi- che si sta dipanando secondo un percor- estrema attenzione, non semplice inte-
ne, la gomma. Una invulnerabilità alle so non lineare». resse elettorale, al mondo cattolico»;
emozioni parecchio esercitata nei gior- Nel frattempo, ha continuato a tesse- spiegando come «anche i cattolici po-
ni di ottobre con lo spread a trecento, le re fili anche molto delicati. Come quel- trebbero trovare in lui un valido punto
Borse in crisi, il ministro Tria dimezza- lo del dialogo con il vasto mondo catto- di riferimento»; chiedendogli addirit-
to, Salvini che dava dell’ubriacone a lico - difficile viste le posizioni su mi- tura la fattibilità di una «Dc 2.0». Avan-
Juncker, Di Maio pronto ad accusare granti, politiche fiscali e lotta alla pover- ti di questo passo, dopo le Europee
Moscovici di fare terrorismo. In quei tà. Incontri con il cardinal Bassetti Conte potrebbe davvero finire a dire a
giorni Conte ha estratto il suo quozien- presidente della Cei, interviste per i Salvini quel che rispose Andreotti a De
te di rimbalzo. Pur continuando ad es- cinquant’anni di Avvenire. Soprattutto Mita nel lontano 1991. Il governo tira a
sere uno che parlava dei litigi tra i due un lungo colloquio con Famiglia Cri- campare? Meglio tirare a campare che
vicepremier in termini di «dialettica stiana, il settimanale dei paolini che tirare le cuoia. Q

Incontra il papa e il mondo cattolico.


Il governante di gomma potrebbe proporsi
Foto: Ansa (5)

in futuro come il leader di una DC 2.0


32 30 dicembre 2018 L’Espresso
PRIMA PAGINA Sos Terra

Fermiamo
Nel 2018 un nuovo
record di emissioni
di CO2. Per contenere
il disastro servono
900 miliardi di dollari
l’anno da qui al 2050,
l’uno per cento
del Pil globale.
Rapporto sulla sfida
che decide il nostro
futuro

34 30 dicembre 2018 L’Espresso


l’Apocalisse
di GIANFRANCESCO TURANO
illustrazione di Ivan Canu

L’Espresso 30 dicembre 2018 35


PRIMA PAGINA Sos Terra

A
qualcuno piace caldo. A Satana, per quindici anni e grinta da leader, è un trionfo dell’ipocrisia
esempio. È nota la preferenza diabolica e una sconfitta del futuro. «Bisogna tirare il freno a mano»,
per le alte temperature e lo ha ricordato ha detto la studentessa svedese dal palco di Katowice ri-
all’Italia, se non al mondo, il capo di cordando gli impegni presi tre anni fa a Parigi per salvare
gabinetto del ministro leghista Lorenzo il pianeta da una catastrofe a puntate. Le emissioni di Co2
Fontana. Cristiano Ceresani ha indivi- sono in crescita costante e il 2018 sarà peggio del 2017.
duato nell’anti-Cristo il responsabile del «L’unico momento in cui le emissioni sono scese è stato il
cambiamento climatico, contro il pare- biennio della crisi 2008-2009», dice Marco Bindi dell’uni-
re dello stesso pontefice che in Laudato versità di Firenze, uno degli italiani autori dell’allarmante
si’, enciclica pubblicata nello stesso anno rapporto Onu-Ipcc pubblicato in ottobre.
degli accordi di Parigi sul climate chan- Eppure a giugno del 2017 Donald Trump ha annunciato
ge (2015), attribuisce il disastro prossimo venturo a «una di volere uscire dagli accordi di Parigi sul clima e in occa-
conseguenza drammatica dell’attività
incontrollata dell’essere umano». Ma
Francesco che ne sa? Nel contesto
politico dilagante, in Italia e nel mon- Alla conferenza di Katowice
do, uno vale uno e chi ha sorriso della
rivelazione tv di Ceresani dovrebbe
pensarci due volte.
un elenco di buoni propositi.
La Cop24, la ventiquattresima con-
ferenza sul clima tenuta in dicembre Tra i più sensibili non ci sono
a Katowice in Slesia, nel cuore dell’Eu-
ropa a trazione sovranista, è stata una
partita dal risultato incerto. Per alcu-
i governi, ma istituzioni
ni è stata una vittoria, per altri un
pareggino. Per Greta Thunberg, finanziarie, fondi, banche
36 30 dicembre 2018 L’Espresso
Greenpeace
Le fotografie di queste pagine
e alcune delle successive sono
tratte dalla mostra “Vento, caldo,
pioggia, tempesta”, organizzata
da Greenpeace Italia nel Museo
di Roma in Trastevere fino al 10
marzo 2019.

sione dei catastrofici incendi in Cali- A sinistra: gruppo di studiosi del clima nel 1968. È il Club di Roma,
fornia dello scorso novembre se l’è desertificazione, nato su iniziativa del torinese Aurelio Peccei, ex partigiano
presa con le guardie forestali Usa uno degli effetti di Giustizia e libertà diventato industriale e manager Fiat.
minacciando di revocare i fondi fede- del global Quattro anni dopo, anche grazie a un finanziamento di 50
rali. In Polonia ha mandato una dele- warming. Sopra: mila dollari da parte della Volkswagen, usciva “Limits of
gazione a sostenere i grandi benefici scioglimento dei growth”, vero e proprio libro della Genesi per gli studi sul
dei combustibili fossili che stanno ghiacci artici cambiamento climatico a firma di quattro scienziati del Mit
ammazzando il pianeta. Intanto i poco più che ventenni: gli statunitensi William Behrens,
rappresentanti di Vanuatu, lo stato del Pacifico meridio- Donella e Dennis Meadows e il norvegese Jørgen Randers.
nale che sta già finendo sott’acqua, accusano di sabotaggio “Limits of growth”, tradotto in trenta lingue con 30 mi-
i negazionisti. lioni di copie vendute, ha polarizzato fin dall’inizio il di-
«L’obiettivo delle zero emissioni nel 2050 è ancora rag- battito. Con loro grande sorpresa gli scienziati del Mit si
giungibile», dice Paolo Bertoldi del Joint research centre sono visti classificare come eversori bolscevichi o, nella
(Jrs) dell’Ue e coautore dell’allarmante rapporto Onu-Ipcc migliore delle ipotesi, come seguaci del teorico del con-
uscito in ottobre. «Certo non sarà facile. Se si va oltre un trollo demografico, l’inglese Thomas Robert Malthus. Se
aumento di 1.5° tutti i fenomeni si moltiplicheranno per si pensa alla definizione dell’ultraliberista Friedrich Hayek,
intensità e frequenza. Il Mediterraneo si riscalderà met- che definisce l’economia del capitale come il diritto di
tendo a rischio la biodiversità con un impatto importante «produrre, vendere e comprare tutto ciò che è suscettibi-
sui sistemi produttivi italiani. C’è ancora molto da fare dal le di essere prodotto, venduto e comprato», l’accusa ha un
lato dei trasporti, delle biomasse, dell’assorbimento del vago fondamento.
carbonio ed è difficile capire che cosa fanno i singoli paesi. Un pilastro della critica marxista si basa sulla dinamica
Di sicuro ognuno di loro è titolare di una quota di emis- di crescita esponenziale del capitalismo che non può co-
Foto: Greenpeace (2)

sioni e ognuno di loro gioca ad aspettare i movimenti noscere «alcun limite morale o naturale». I riflessi di
delle superpotenze». questo antagonismo vennero replicati con le critiche di
La contrapposizione fra negazionisti e realisti si ripro- Ronald Reagan a “Limits of growth” durante il discor-
pone da cinquant’anni ossia dalla fondazione del primo so di insediamento del suo secondo mandato (1985).

L’Espresso 30 dicembre 2018 37


PRIMA PAGINA Sos Terra

Il successore di Reagan alla Casa Acqua alta stro della Transizione ecologica Nicolas Hulot, dimissio-
Bianca, George Bush senior, fu a Venezia. nario perché deluso dall’immobilismo dell’esecutivo.
ancora più esplicito nel discorso alla A destra: la In Italia, si segnalano gli scetticismi di Beppe Grillo
conferenza mondiale di Rio de Janei- California sulla strage di alberi in Veneto e Friuli, nonostante il mi-
ro, lo Earth Summit del giugno 1992: devastata nistro grillino dell’Ambiente Sergio Costa, in visita a Ka-
«Venti anni fa alcuni parlarono dei dagli incendi towice fino al 13 dicembre, abbia una posizione sensibile
limiti dello sviluppo. Oggi sappiamo ai temi del cambiamento climatico. Che poi l’ex generale
che lo sviluppo è amico dell’ambiente». protagonista delle indagini sulla terra dei fuochi in Cam-
Oggi la divisione ideologica resta netta. Jair Bolsonaro, pania riesca a tradurre la teoria in pratica di governo è un
neopresidente del Brasile, promette di travolgere ogni altro discorso. Per adesso al suo attivo c’è un accordo sul
resistenza ambientalista sullo sfruttamento intensivo clima con gli Emirati Arabi in settembre, una posizio-
dell’Amazzonia. In Europa i quattro del gruppo di Visegrad ne contraria agli inceneritori chiesti dall’alleato leghi-
(Polonia, Cechia, Slovacchia, Unghe-
ria) sono schierati su una posizione
non interventista verso la minaccia
ambientale mentre il movimento Dopo gli Usa, anche il Brasile
francese dei gilet gialli contro la car-
bon tax sul carburante introdotta dal
governo Macron è stato strumenta-
si è affidato a un nemico
lizzato da Marine Le Pen fin da prima
degli scontri di piazza che hanno giurato delle politiche
portato a oltre 2 mila arresti e hanno
obbligato Macron alla retromarcia. Il
presidente francese aveva già perso a
ambientali: Bolsonaro.
fine agosto una pedina prestigiosa
della sua squadra di governo, il mini- E l’Amazzonia rischia l’agonia
38 30 dicembre 2018 L’Espresso
Il futuro ha 16 anni, si chiama Greta
Compirà 16 anni il 3 gennaio. Non più da semplice adolescente
svedese impegnata e fragile, ma da simbolo globale della lotta contro il
cambiamento climatico. Greta Thunberg è la ragazza con l’impermeabile
giallo che ha scioperato da scuola, sedendosi sul pavimento del
Parlamento svedese, perché i politici sentissero la pressione e l’urgenza
di intervenire per ridurre le emissioni di gas serra. Con la sua protesta
gentile e determinata ha conquistato titoli, reportage, pagine e pagine
di interviste in tutto il mondo, fino all’invito alla Cnn, ma soprattutto alla
conferenza di Katowice, dove il suo discorso alla sessione plenaria è
diventato il contenuto più visto su Al Jazeera English nella settimana
del 20 dicembre, fra milioni di condivisioni. Greta, che ha una madre
cantante lirica sinfonica, un padre attore, una diagnosi da sindrome di
Asperger (un disturbo prossimo all’autismo di cui lei racconta «mi fa
vedere le cose in bianco o nero. Non mi piace mentire»), incalza politici
e adulti sul peso che stanno lasciando sui bambini, togliendo loro il
futuro. «La nostra biosfera viene sacrificata perché i ricchi in paesi come
il mio possano vivere nel lusso», ha detto alla platea della conferenza
Foto: Getty Images (2), Ansa

per il clima: «È la sofferenza dei molti che paga i lussi di pochi. Nel 2078
festeggerò il mio 75esimo compleanno. Se avrò bambini forse quel
giorno mi chiederanno di voi. Mi chiederanno perché non avete fatto
tutto il possibile quando ancora c’era tempo per agire». Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 39


PRIMA PAGINA Sos Terra

sta e una proposta di mettersi all’avanguardia dell’Ue raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi (-40 per
nella riduzione delle emissioni. cento di emissioni di gas serra entro il 2030). Il governo di
La buona volontà non basta e viene dopo il consenso. Il Pechino, pecora nera dell’inquinamento su scala mondia-
tentativo grillino di inserire in manovra un’ecotassa sulle le, investirà 2500 miliardi di yuan (circa 317 miliardi di
utilitarie da trasformare in bonus per l’acquisto di auto euro) nella lotta al Co2 entro il 2020 creando 13 milioni di
ecologiche è stato bocciato in un batter d’occhio da parte posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili. L’India
dell’alleato di governo Matteo Salvini («con il sostegno del democratore Narendra Modi sta mobilitando capitali
della Lega non passerà mai») e del comparto produttivo pubblici e soprattutto privati con l’obiettivo di portare al
una volta tanto unito nella lotta tra imprenditori, Fca in 57 per cento la produzione di elettricità da fonti pulite
testa, e una larghissima parte del sindacato. entro il 2027. Nella lista degli investitori ci sono colossi
come il gruppo Softbank del tycoon giapponese Masayoshi
Dittatori redenti Son (20 miliardi di dollari nell’energia solare) e i francesi

Con questi dati di cronaca, il tema


politico è se la democrazia sia il siste-
ma più efficace per contrastare il cam- Il contrasto più deciso al
biamento climatico in una finestra così
stretta di anni utili per intervenire.
Dennis Meadows, coautore di “Li-
riscaldamento globale in
mits of growth” e del sequel del 1992
“Beyond the limits”, propende a ma- termini di investimenti non
lincuore per il no. Oggi la risposta più
energica in termini di contrasto al
climate change viene, a sorpresa, dal-
viene dai Paesi occidentali,
la Cina post-maoista che ha annun-
ciato il grande balzo in avanti per ma dalla Cina e dall’India
40 30 dicembre 2018 L’Espresso
di Edf con 2 miliardi di dollari da in- Bambini in una L’Italia è sedicesima dopo India e Francia. I peggiori cinque
vestire nelle rinnovabili in India. In piantagione di sono gli Stati Uniti di Trump, seguiti da Australia, Corea
parallelo, il subcontinente ha blocca- banane devastata del Sud e Iran. Ultima è l’Arabia Saudita di Mohammed
to l’apertura di nuove fabbriche ali- a Vanuatu. bin Salman.
mentate a carbone e sta incentivando Sopra: protezione A marzo del 2017 era andata peggio. In un’altra classifi-
l’uso di veicoli elettrici. da una marea ca, quella del Climate leader board dell’Ue, l’Italia era
Il primo e il secondo fra i paesi più penultima a pari demerito con altri sei paesi e la Polonia
popolati e più inquinati al mondo si delle miniere di carbone ultima. Al tempo il governo Gen-
stanno muovendo con una forza d’urto proporzionale alle tiloni e il suo ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti,
loro dimensioni e applicando processi decisionali molto venivano segnalati fra quelli che «spingevano per indebo-
abbreviati. lire la proposta della Commissione europea» sull’applica-
Così non stupisce che il Marocco sia finito nella parte zione degli accordi di Parigi.
alta all’elenco compilato a ottobre dal gruppo di ricerca
Climate action tracker. Il regno di Mohammed VI è all’a-
vanguardia nell’applicazione di Parigi 2015 e punta a
La finanza vota verde
quota 42 per cento da energie rinnovabili entro il 2020 I predicatori del Cop 24 a Katowice si sono trovati fra
grazie alla costruzione del più grande impianto di energia l’incudine del potere governativo, il cui indice di gradi-
solare del mondo. L’unico altro paese che ha la possibilità mento finale è la creazione di posti di lavoro, e le imprese
di raggiungere l’obiettivo di un aumento di soli 1,5° di private, che hanno il profitto come parametro di giudizio
temperatura è il Gambia. finale. Le due istanze possono convergere verso una eco-
Foto: Afp / Getty, Greenpeace

Buoni propositi a parte, l’Italia fatica a emergere nelle nomia pulita capace di dare una spinta alla crescita valu-
classifiche della compliance ambientale. tata da uno studio della Global Commission on the Eco-
Secondo l’analisi di Climate action su 56 paesi, la Svezia nomy and Climate in 26 mila miliardi di dollari. Il rappor-
guida la graduatoria con un punteggio vicino a 75 punti su to dell’Ipcc pubblicato in ottobre, una sorta di vademecum
100 ottenuto con una politica che mira a emissioni zero intermedio fra il quinto assessment (2014) e il prossi-
entro il 2045. Seguono Lituania, Marocco e Norvegia. mo in uscita nel 2022, sottolinea che l’investimento

L’Espresso 30 dicembre 2018 41


PRIMA PAGINA Sos Terra

annuale in opere di mitigazione necessarie a contene- le di elaborare il primo “green bond”, un’obbligazione
re l’aumento delle temperature a quota 1.5° è stimabi- ambientalmente corretta che ha raccolto 500 miliardi di
le in 900 miliardi di dollari da qui al 2050. Riferito al pil dollari a oggi. Secondo dati raccolti da Bloomberg, nel
globale (74,5 trilioni di dollari nel 2016 contro 87,5 previ- 2017 i bond verdi hanno raggiunto vendite record nell’or-
sti per il 2018), la cifra oscilla poco sopra l’1 per cento. Un dine di 160 miliardi di dollari.
report recente di Bank of America-Merrill Lynch ipotizza La finanza Usa ha già accettato di fare i conti con i disa-
che l’impegno contro il riscaldamento globale potrebbe stri ambientali prossimi venturi dopo una serie di uragani,
creare 65 milioni di posti di lavoro. da Sandy nel 2012 a Florence nello scorso autunno. Ad
Tra i più sensibili al tema ci sono proprio gli investitori aprile la newsletter di Jp Morgan asset management sull’e-
privati cioè quelle istituzioni finanziarie, fondi, società di nergia ha indicato come possibile investimento la costru-
asset management e banche di investimento che hanno zione della barriera per proteggere le coste di New York e
l’utile come stella polare. A giugno del 2018, quattro mesi di parte del New Jersey (2,7 milioni di dollari al metro)
prima che l’Ipcc lanciasse l’allarme,
entità private che insieme gestiscono
un patrimonio da 26 trilioni di dolla-
ri hanno chiesto ai paesi del G7 di La finanza americana ha
aumentare il loro impegno contro il
cambiamento climatico. A guidare la
consorteria era, non certo a caso, il
già fiutato il business dei
colosso della banca assicurazione
Allianz che, come l’intero settore, si disastri ambientali:
trova in prima fila a pagare i danni
delle devastazioni indotte dai gas
serra. E sono già passati dieci anni da
Jp Morgan invita a investire
quando un gruppo di fondi pensione
svedesi ha chiesto alla Banca Mondia- per proteggere New York
42 30 dicembre 2018 L’Espresso
Se la crescita è insostenibile
È l’obiettivo di ogni economia. Ma c’è chi avverte: il suo tempo è finito
di MARCO PACINI
Michelangelo e il pipistrello. Dovremmo ispirarci a questi due tematizza il proprio operare come affetto da una colpa che è
modelli per provare ad alleggerire l’impronta ecologica di ogni persistente nella sua azione di artista. Sapeva che il progetto
essere umano, salvando il pianeta. O meglio: la possibilità originario spesso non trova spazio nella pietra, era un artista
della nostra specie di vivere su questo pianeta. La proposta in revisione continua rispetto alla materia, metteva in conto di
di Gianluca Cuozzo, filosofo-“ecosofo” dell’Università di dover rifare sempre tutto daccapo». E poi c’è il pipistrello,
Torino, può sembrare singolare. Proviamo a seguirla. «che supera il paradigma visivo con cui noi ci orientiamo con
«La mia proposta teorica è di una totale revisione del modello un paradigma acustico: emettendo a bassa frequenza impulsi
tradizionale di azione, cioè il modello rettilineo, che mira a acustici continui è in grado di trovare in ogni istante segnali in
produrre effetti a partire da strumenti e non entra mai nel grado di orientare la sua azione, di registrare le variazioni
problema costi-benefici», spiega il filosofo impegnato dell’ambiente; in questo modo il pipistrello ridefinisce in ogni
da anni su un fronte interdisciplinare di studi sul rapporto istante la sua strategia di caccia valutandola in termini
uomo-ambiente (un titolo su tutti: “La filosofia che serve. di costi-benefici. Insomma si tratta di azioni sistemiche che
Realismo. Ecologia. Azione”). prevedono una ridefinizione continua in relazione alla
Quel modello tradizionale, che è poi il modello della civiltà in variazione ambientale».
cui siamo immersi - argomenta Cuozzo - può produrre effetti L’obiezione sembra a portata di mano: cos’altro sono, per
molto negativi. Ecco allora il nuovo modello di azione e i due esempio, l’Agenda 2030 firmata nel 2015 da tutti i Paesi
“personaggi” che il filosofo chiama in scena per indicarci la Onu, o l’Action Plan varato lo scorso marzo dalla
via: il primo è Michelangelo, il Michelangelo scultore, «perché Commissione europea, se non una ridefinizione costante

sottolineando che i fondi pubblici Nella foto: case delle star di Hollywood, da Will Smith a Lady Gaga, da
non basteranno a pagare il conto e si sommerse Orlando Bloom a Miley Cyrus, sono esposte al pericolo
dovrà ricorrere a emissioni obbliga- dall’acqua in ambientale quanto le palafitte sull’Oceano lungo la costa
zionarie o ad appalti ai privati. Nord Carolina dell’India orientale e del Bangladesh.
Le Seychelles, che sono minacciate in seguito al
da vicino come tutti gli stati composti
da piccoli arcipelaghi, hanno da poco
passaggio di
“Florence”
Doppio forno con CO2
emesso il primo “blue bond” a soste- La svolta ambientalista dei giganti Cina e India è uno dei
gno di progetti di tutela dell’ambiente marino. Lo stesso pochi segnali che inducono all’ottimismo dopo il vertice
ha fatto Fiji. di Katowice insieme all’approvazione di un libro delle re-
Fanny Mae, l’istituto di credito fondiario Usa scampato gole e delle sanzioni che è il nuovo punto di riferimento
al fallimento durante la crisi dei subprime del 2008-2009, internazionale. Bisogna però fare i conti con una certa
ha raccolto oltre 27 miliardi di dollari nel 2017 dalla ven- quota di ipocrisia e di politica del doppio forno. La neo-
dita prodotti finanziari verdi. virtuosa Cina non mostra alcuna intenzione di sospende-
Naturalmente non manca la speculazione ai limiti dello re gli investimenti nel turismo che stanno cambiando
sciacallaggio di chi sta facendo incetta di terreni a basso faccia alla costa in Cambogia e Vietnam.
prezzo in zone interne vicine ai paradisi immobiliari, come Poi ci sono quelli che virtuosi non sono e forse non pos-
la Florida, destinati a subire l’impatto di tifoni, nubifragi sono essere. I produttori di petrolio sono di solito agli
e inondazioni sempre più frequenti. Per alcuni la distru- ultimi posti nella classifica dell’economia pulita. È il caso
zione può essere un affare da trasformare in cash a breve dell’Iran e del suo nemico acerrimo, l’Arabia Saudita. Il
termine. Ma resta il fatto che le iene della finanza e del reggente Mohammed bin Salman punta a investire 500
Foto: Bloomberg / Getty

real estate andranno a raccogliere quanto seminato da una miliardi di dollari nella costruzione di Neom, la nuova
politica urbanistica irresponsabile. In inglese si chiama smart city sulla costa nordoccidentale che porterebbe alle
Urban-wildland interface. Sono le megaresidenze dei ric- stelle i consumi energetici a combustibile fossile. Dopo
chi costruite in zone isolate, in mezzo alla natura e lonta- l’assassinio su commissione del giornalista Jamal Kha-
no dai centri di soccorso. Per un’ironia della storia le ville shoggi, le perplessità degli investitori internazionali e

L’Espresso 30 dicembre 2018 43


PRIMA PAGINA Sos Terra
dell’agire politico ed economico verso uno sviluppo agli studiosi più rigorosi. Da quando Nicholas Georgescu-
sostenibile? E l’impegno di studiosi, organizzazioni Roegen indicò la strada obbligata verso una bio-economia
e Stati verso l’obiettivo dello “sviluppo sostenibile” proprio partendo dalla contraddizione tra crescita e
non è una ridefinizione di strategia dettata dalla variazione sostenibilità, imposta dalle leggi della fisica. Ma ce lo
ambientale? immaginiamo un intervento contro la crescita a un tavolo
Probabilmente no, secondo Michelangelo e il pipistrello. dell’Ecofin? O un ministro dell’Economia di qualsiasi colore
O almeno non sufficiente per uscire dalla gabbia psicologica e di un qualsiasi Paese che metta in dubbio la bontà della
e culturale che ci impedisce di vedere l’orlo del cratere, “crescita”? Evidentemente no. «Perché c’è una rimozione
quello oltre il quale le parole “crescita” e “sostenibilità” del problema a livello politico», sostiene Bonaiuti, che
potrebbero diventare incompatibili nei fatti, piuttosto che aggiunge: «Il fatto che se ne parli con fatica è anche
negli studi dei “decrescisti”. Perché il rischio, se stiamo comprensibile: in un’economia finanziarizzata è chiaro
a quanto segnala ormai da tempo una sempre più nutrita che tutto funziona se nessuno sa quando avverrà il clash.
schiera di scienziati, economisti, filosofi, è che la romantica Un’economia che si basa in larga misura su strumenti
prospettiva di una decrescita “felice” venga sostituita da finanziari, vale a dire su aspettative di reddito futuro, non
una decrescita veloce. E obbligata, sotto la spinta del conto può dire a sé stessa in modo palese e dall’oggi al domani
sempre più pesante che la biosfera presenta all’economia che di fatto è già in decrescita. I mercati non gradirebbero».
del carbonio. L’antropologo norvegese Thomas Hylland Eriksen ha parlato
E si arriva al punto. Alla domanda che anche gli attori della contraddizione, dell’ossimoro “crescita sostenibile”
dell’economia globale più attenti al “grido” della biosfera, facendo addirittura ricorso al concetto chiave degli studi
vorrebbero evitare: può esistere uno sviluppo sostenibile, sulla schizofrenia, quello di “doppio legame”: «nel mondo
posto il peso preponderante che ha la parola “crescita” dell’Antropocene e della crescita neoliberista fuori
nel più ampio ambito designato dalla parola “sviluppo”? controllo», ha scritto Eriksen, «il doppio legame tra crescita e
Secondo l’economista Mauro Bonaiuti, attento studioso sostenibilità è una contraddizione fondamentale. Sembra
della “Grande transizione” (che è anche il titolo di uno dei impossibile avere entrambe le cose».
suoi lavori più noti) verso un’economia della decrescita, la Che è un po’ come dire che di fronte agli sconvolgimenti
risposta non solo è negativa, ma è chiara fin dagli anni ’70 causati dal riscaldamento globale, bene che vada (tolto il

di archistar come Norman Foster hanno messo in na e sede lussemburghese Arcelor Mittal ha da poco
stand-by Neom e l’altro colosso caro a Mbs, una cen- perfezionato l’acquisto dell’ormai ex Ilva di Taranto. Il
trale solare da 200 miliardi. governatore regionale Michele Emiliano si è visto ri-
Fra i re del petrolio c’è la Norvegia di Jørgen Randers, mandare al mittente la richiesta di decarbonizzare lo
uno degli autori di “Limits of growth”. Il regno scandinavo stabilimento. «Non c’è sostenibilità aziendale, se non
deve il suo benessere alla rendita del brent, il greggio del lavoriamo sul carbone», ha tagliato corto il nuovo am-
Mare del Nord che ha riempito le casse del più ricco fondo ministratore delegato Matthieu Jehl. Il manager ha poi
sovrano del mondo, il Norge bank investment manage- mitigato l’impatto delle sue dichiarazioni con la promes-
ment (oltre mille miliardi di dollari di valore). Una picco- sa di investire 1,15 miliardi in bonifiche e di ridurre
la parte di questa somma (50 milioni di euro) è finita nella l’emissione di Co2 del 15 per cento. Il presidente Aditya
banca dei semi agricoli, piantata in un bunker sotto il pack Mittal ha poi chiarito che servono standard “verdi”
delle isole Svalbard. Ma fa uno strano effetto che uno dei uguali per tutti.
paesi leader nella transizione verso le
emissioni zero sia anche uno dei mag-
giori produttori globali di inquina-
mento. Un effetto ancora più strano Secondo gli scienziati
ha suscitato la nota spese dello zar
norvegese dell’ambiente presso l’O-
nu, Eric Solheim, costretto alle dimis-
il Mediterraneo è una delle
sioni a fine novembre per 500 mila
dollari di aerei e alberghi. aree più critiche:
Dissesto Italia dall’acidificazione del mare
Per restare alle contraddizioni
dell’Europa, il gruppo a guida india- alla sommersione delle coste
44 30 dicembre 2018 L’Espresso
“male” rappresentato da Trump e i tutti i negazionisti) siamo tecnologie pulite, la “scuola della contraddizione” insiste
schizofrenici. nel segnalare l’errore sistemico figlio dell’ideologia del
Troppo drastico? Forse. «Ma sicuramente», interviene ancora Progresso economico che ha sempre ignorato la finitezza
Gianluca Cuozzo, «abbiamo un problema di fossilizzazione dell’ecosistema. E indica in una rivoluzione culturale
con la crescita: viene vista come un dato mitico, come radicale la via d’uscita. «Si tratta, né più né meno,
qualcosa che non può essere messo in discussione. E di uscire dall’economia», ha scritto Serge Latouche.
questo consegue dal fatto che la storia, nella nostra visione Parole che suonano come un rovesciamento del “Tina”
politica-economica e nel nostro modello di organizzazione (There is no alternative), il motto con cui il tatcherismo
socio-economica, può essere descritta con la categoria della cantava le magnifiche e inevitabili sorti del turbocapitalismo
necessità. Il nostro modus vivendi è necessario, mentre la e del pensiero unico ultraliberista. «Fuoruscita
natura è diventata contingente, ribaltando le concezioni dall’economia», spiega Bonaiuti, «significa per Latouche
filosofiche che hanno sempre connotato queste due realtà. uscire dall’immaginario economico, è un invito a non
La natura in tutta la storia del pensiero era vista come ciò immaginare la crescita materiale come un meglio
che è il necessario, presupposto inalienabile dell’esistente, ontologico».
mentre la storia era contingente». Ma anche ammettendo che la via radicale indicata dai
«Il passaggio, il rovesciamento», prosegue il filosofo, decrescisti e negatori della sostenibilità di ogni crescita
«è avvenuto con il predominio della ragione e della tecnica sia quella giusta, siamo in tempo?
a partire dal tardo Settecento e ha trovato sempre più «Se vuol dire siamo in tempo a trovare una soluzione
possibilità di affermarsi con le rivoluzioni tecnologiche. all’interno del paradigma economico dominante,
Il trionfo della tecnica ha riconfigurato il nostro paesaggio probabilmente no», conclude Bonaiuti, «in ogni caso io
naturale. Pensiamo di poter sopravvivere alla distruzione credo che sia necessario impegnarsi subito nella transizione
del pianeta. I film distopici ci parlano di questo, un genere perché come ci dicono gli scienziati abbiamo una finestra di
umano che sopravvive al dato di natura». una decina d’anni: qualcosa si può fare per evitare un botto
Nonostante la maggior parte degli economisti ortodossi troppo violento e rapido. Ma non saranno i politici a capirlo.
rimangano convinti che la crescita sia la soluzione e non La società sarà la prima a reagire, prima ancora che la
il problema, soprattutto attraverso gli investimenti in biosfera ci presenti il conto». Q

Su scala generale il Mediterraneo è, a parere unanime Quando invece si tratta di investire miliardi di euro i
degli scienziati, uno dei punti più critici per il cambia- appalti fuori controllo per opere di dubbia utilità come
mento climatico: acidificazione del mare, sommersione il sistema delle dighe mobili a Venezia, la città d’arte più
delle coste, spostamento verso a nord della fascia clima- direttamente minacciata dall’innalzamento delle acque,
tica temperata e conseguente desertificazione con danni lo Stato dona generosamente.
all’agroalimentare e alla pesca, settori importanti dell’e- «Io che ho combattuto il Mose perché la considero una
conomia nazionale. pazzia ingegneristica», dice Luigi d’Alpaos dell’univer-
L’Italia ha, in più, la spada di Damocle del rischio idro- sità di Padova, «non vedo l’ora che inizi a operare per
geologico. Combinando i dati più recenti di Istat e Ispra, capire se funziona o no. È vero che gli studi sul cambia-
l’istituto per la protezione e la ricerca del ministero mento climatico sono basati sulle modellazioni, che
dell’ambiente, il riassunto è il seguente. Case abusive: 20 hanno un limite. Ma in laguna l’innalzamento delle acque
per cento (50 per cento al Sud). Comuni a rischio idro- è un fatto empiricamente dimostrato. Qui la domanda
geologico (frane e alluvioni): 91 per cento. Quota del non è se il Mose possa reggere questo aumento di livello,
territorio complessivo esposta a massimo rischio: 16,6 perché la risposta è che può. Il punto è che in queste
per cento. Residenti nei territori vulnerabili: 7 milioni di condizioni non sono più credibili le previsioni sul nume-
persone con massima concentrazione in Emilia-Roma- ro delle manovre e sulla durata delle chiusure, che sono
gna, Toscana, Campania, Lombardia, Veneto e Liguria. destinate a crescere.
Beni culturali minacciati: 38 mila. Il Wwf ha chiesto in- Se la laguna resta sbarrata per due o tre giorni, diven-
vano al governo una conferenza nazionale sui cambia- ta anossica con danno per la fauna. Inoltre, cade l’idea di
menti climatici. salvare la portualità veneziana. Nessun armatore spedi-
Tradizionalmente, la politica italiana sceglie poco e sce una nave a Venezia perché stia giorni davanti alle
male. Il caso delle inondazioni che minacciano il sito di dighe chiuse.
stoccaggio di rifiuti radioattivi di Saluggia è parte di Gli olandesi, che dovevano sbarrare il canale dal mare
anni di indecisione sul deposito nazionale delle scorie fino al vecchio porto di Rotterdam, hanno scartato la
nucleari, con i ministeri (Ambiente e Sviluppo) tituban- soluzione delle dighe mobili perché aveva costi di gestio-
ti su una decisione impopolare. ne e manutenzione insostenibili». Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 45


PRIMA PAGINA Sos Terra / Intervista

Solo il desiderio
ci salverà
colloquio con AMITAV GHOSH di SABINA MINARDI

U
n fallimento totale menti climatici? Quante sono già, si a determinarlo».
dell’immaginazio- chiede Ghosh, le migrazioni di «creature Da quando ha lanciato l’allarme con la
ne. Se il pianeta sof- di ogni tipo strappate dalle loro case “trilogia dell’Ibis” e soprattutto con “La
fre, se in gioco c’è la abituali da catastrofici processi di spo- grande cecità”, ha visto cambiare qual-
sopravvivenza stessa stamento, che si stanno ora dispiegando cosa nel mondo della cultura?
dell’uomo, non è col- attraverso la Terra a un ritmo crescente»? «Sì, devo riconoscere che negli ultimi due
pa solo di scelte eco- Uscirà a giugno prossimo “Gun anni c’è stata una crescente consapevolez-
nomiche e politiche Islands”, prima in India e in Gran Breta- za dei cambiamenti climatici anche nelle
scellerate e della in- gna. In Italia arriverà a settembre, edito arti e nella letteratura. A mano a mano che
capacità di farvi fron- sempre da Neri Pozza: un romanzo-de- gli impatti dei cambiamenti diventano
te da par te della nuncia sugli effetti dell’Antropocene, sempre più evidenti, le persone in tutto il
scienza e della tecnica. È la disfatta con un mercante per protagonista e il mondo cominciano a capire la natura
della fantasia. E della nostra cultura». recupero di un personaggio antico, il urgente della minaccia. Non posso dire se
Lo scrittore indiano Amitav Ghosh Neel del “Paese delle maree”; due piani il mio libro abbia avuto qualcosa a che
ribadisce la tesi sostenuta nel saggio “La temporali - un po’ nel passato, un po’ nel fare con questo, ma certamente persone
grande cecità” (Neri Pozza), che lo ha presente - un viaggio che parte da di ogni tipo - artisti, scrittori, intellettuali,
platealmente reso un attivista dell’am- Kolkata, in India, e approda in Italia, attivisti e lettori laici - mi hanno contatta-
biente. Rincara la dose: «Il cambiamen- fino alla Sicilia e a Venezia, dove un to da tutto il mondo, e specialmente dall’I-
to deve coinvolgere la cultura: chi meglio gruppo di persone, fuggite appunto da talia. È evidente che il libro ha toccato
di un artista o di uno scrittore è equipag- cataclismi naturali, si sta rifacendo una delle corde importanti».
giato ad affrontare un futuro radical- vita. Moltissimi i riferimenti attuali Ha turbato, ha fatto discutere il suo ad-
mente diverso da quello attuale?». E, per all’impatto del surriscaldamento: come ditare la cecità di chi, pur sapendo, finge
dimostrare la verità dei suoi ragiona- il propagarsi degli incendi in California. di non vedere.
menti, torna sul luogo da cui tutto è co- Un ingresso a pieno titolo in quel ge- «Le questioni emergenti dai cambiamen-
minciato: le Sun-darban, quell’arcipela- nere letterario battezzato “climate fi- ti climatici sono sempre state general-
go di isole tra il mare e le pianure del ction”, e auspicato da Ghosh stesso: mente inquadrate per compartimenti se-
Bengala ricoperte da una gigantesca fo- narrativa che mette al centro i cambia- parati: affrontate cioè in relazione alla
resta di mangrovie dove, esattamente menti irreversibili del pianeta. Storie di scienza, alla tecnologia, all’economia. Io
dieci anni fa, aveva ambientato “Il paese un mondo sull’orlo di una trasformazio- credo, invece, ed è quello che il mio libro
delle maree”. E racconta le conseguenze ne, che minaccia di cancellare l’uomo ha fatto, che vadano esaminate attraverso
di quell’inarrestabile ritrarsi delle linee dalla faccia della terra. i prismi dell’arte, della letteratura e della
costiere e dell’infiltrazione delle acque Amitav Ghosh, è già troppo tardi per storia. Anzi: sono convinto che aver in
saline sui campi coltivati. larga parte definito il problema climatico
Foto: Contour / Getty Images

salvare il pianeta?
Ora che l’acqua, esondando, ha cancel- «Chiariamo subito: la prima cosa da come un problema della scienza o della
lato terre, ha strappato case, ha seminato capire non è che il pianeta è in pericolo. tecnologia sia stato di per sé uno dei prin-
morte, che ne sarà dei sopravvissuti? E Il pianeta, e molti dei suoi abitanti, cipali ostacoli al mettere in atto cambia-
quante saranno le persone costrette a staranno benissimo senza di noi. È l’u- menti vera in questa direzione».
scappare, proprio a causa dei sovverti- manità in pericolo, ed è stata lei stessa Ma perché secondo lei la cultura è stata

46 30 dicembre 2018 L’Espresso


attrae perché evoca l’immagine di una
freccia lanciata su strada, che fende un
paesaggio incontaminato. Ci fa subito
pensare alla libertà, al vento tra i capelli;
ci fa immaginare James Dean e Peter
Fonda che sfrecciano anche loro all’oriz-
zonte; ci richiama Jack Kerouac e Vladi-
mir Nabokov».
Sta dicendo che la cultura induce i desi-
deri e produce un immaginario comune?
«Esattamente. Come quando vediamo
una pubblicità che collega un’immagine
di un’isola tropicale alla parola “paradiso”:
i desideri che si accendono in noi hanno
una catena di trasmissione che si estende
fino a Daniel Defoe e a Jean Jacques Rous-
seau: il volo che ci trasporterà per l’isola è
semplicemente il tizzone ardente di quel
fuoco. Oppure, quando vediamo un prato
verde che è stato innaffiato con acqua
desalinizzata ad Abu Dhabi o nel Sud
della California o in un altro ambiente nel
quale le persone avevano dovuto accon-
tentarsi di utilizzare l’acqua con estrema
parsimonia per coltivare una singola vite
o arbusto, stiamo assistendo all’espressio-
ne di un desiderio che potrebbe essere
stato generato dai romanzi di Jane Austen.
E così via. I manufatti e le merci collegati
a questi desideri sono, in un certo senso,
Amitav Ghosh al tempo stesso espressioni e occultamen-
ti della matrice culturale che li ha portati
in essere».
così restia a farsi carico di questo tema? blema culturale la rivoluzione vera non Indubbiamente la voce di artisti e
«Questa è la domanda di base che mi sono si innescherà mai? scrittori è fondamentale. Ma come
posto scrivendo “La grande cecità”. Non «Perché siamo di fronte a un autentico affrontare l’urgenza climatica resta un
c’è una risposta facile ad esso. Ma penso problema di cultura. Come ho scritto nodo politico.
che il potere schiacciante dei combustibi- nella Grande Cecità, la cultura genera «Sì, certo. Ovviamente i politici hanno
li fossili abbia molto a che fare con ciò. desideri - per le macchine, per gli elettro- la responsabilità più immediata. Ma
L’energia contenuta in queste sostanze è domestici, per certi tipi di giardini e di anche scrittori e artisti hanno la loro
stata tale da averci dato l’illusione di do- dimore - che sono tra i principali driver parte di responsabilità nell’affrontare
minarla. Solo ora stiamo iniziando a ren- dell’economia del carbone. Faccio degli questi problemi. Ed è quello che a me
derci conto che, lungi dall’aver padroneg- esempi. Una decappottabile sfrecciante interessa di più».
giato i combustibili fossili, ne siamo stati ci attira non per un amore generico per E noi, uomini e donne comuni che abitia-
schiavizzati». il metallo e per il cromo di cui è fatta, e mo questo pianeta, cosa possiamo fare?
Per quale motivo se non diventa un pro- neppure per la sua astratta ingegneria. Ci «Ci sono molte cose che possiamo, e che
dovremmo tutti fare, come individui. Al-
cuni sono comportamenti ovvi, come ri-
«Politica e scienza non durre i consumi, sprecare meno risorse,
essere più attenti all’utilizzo dell’acqua.
bastano. Per evitare la fine Ma forse è ancora più importante provare
a portare queste questioni all’attenzione
dei politici e dei leader a tutti i livelli: co-
serve la cultura, e un sogno» munale, statale e nazionale. Allo stesso
tempo, però, a livello personale, dovrem-
Parla lo scrittore indiano mo tutti esaminare le nostre priorità. E
prepararci all’inaspettato». Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 47


PRIMA PAGINA Sos Terra
Cibo, acqua, sicurezza: il rischio è qui
Tutti gli studi scientifici dimostrano che gli impatti del “climate change” non
riguardano il futuro, ma fanno parte del presente. Ecco 467 effetti possibili

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L’Espresso 30 dicembre 2018 49
PRIMA PAGINA Sos Terra / Salute

Ho il mal
dubbi: i segnali sono allarmanti, pun-
to. Eppure la politica continua a titu-
bare, a prendere tempo. Con la con-
sueta miopia, amministratori e leader
cercano di negare, ridurre, ritardare
azioni ormai onerose e urgenti. Per
questo come scienziati abbiamo il
dovere di farci sentire con ancora
maggior forza».

di clima
Da quanto tempo si occupa di questo?
«Ricordo perfettamente la prima volta
in cui ascoltai Anthony Mc Michael, un
gigante dell’epidemiologia mondiale.
Eravamo a un convegno a Firenze, 20
anni fa. Presentava studi pionieristici
sulla relazione fra salute e cambiamen-
to climatico. All’epoca era considerata
una questione di nicchia. Ora è un
settore fondamentale di ricerca, a cui
L’impatto sanitario è già ci siamo dedicati, anche insieme, negli
anni successivi».
Una delle sue pubblicazioni più note ri-
evidente. A cominciare da guarda il rapporto fra innalzamento del
livello del mare e ipertensione in Bangla-

Paesi come il Bangladesh. desh. Di che si tratta?


«Tutto nasce da una mia studentessa
del Bangladesh, rimasta poi all’Impe-
Parola di epidemiologo rial College dopo il dottorato. Portò dei
dati sull’eccesso di ricoveri per
eclampsia, una malattia dovuta all’i-
pertensione, fra le donne incinte in una
colloquio con PAOLO VINEIS di FRANCESCA SIRONI zona costiera del Paese. Decidemmo di
approfondire, e in collaborazione con

F
ra le righe di accordi, zione fra condizioni economiche e l’università locale e una grande istitu-
norme, e programmi sul aspettative di una vita sana. Uno degli zioni di ricerca di Dhaka dimostram-
clima, bisognerebbe ri- ultimi risultati, pubblicati su Lancet, mo che il problema era molto più am-
cordarsi sempre di lega- porta in primo piano, ad esempio, il pio. Per l’innalzamento del livello del
re ogni parola , ogni rapporto fra il crescere in quartieri mare e la contemporanea riduzione
non-azione, ogni tenta- svantaggiati e il rischio di sviluppare dell’afflusso dai fiumi, la concentrazio-
tivo di rimandare gli in- il diabete fin da bambini. Insieme a ne di sale nell’acqua dolce è aumentata
terventi necessari, alle Roberto Cingolani, direttore scienti- notevolmente. Una delle conseguenze
conseguenze che la crisi fico dell’Istituto italiano di Tecnologia sono i problemi di ipertensione nei
ha. Non solo sul piane- di Genova, e Luca Carra, sta preparan- residenti, per i quali si tratta dell’unica
ta. Ma sulla salute stessa do invece un nuovo libro sulle doman- acqua potabile a disposizione».
degli uomini. Studiare l’impatto del de che è necessario porci per preveni- È un collegamento diretto fra cambia-
cambiamento climatico sulle persone, re il degrado ambientale, e le malattie mento climatico e malattia.
approfondire la relazione fra ambien- connesse. «Sì. Anche se si lega a un altro tema
te, Dna, e benessere, è il principale Come guarda a Katowice professore? chiave, da considerare sempre quando
mestiere di Paolo Vineis, epidemiolo- «Con preoccupazione. Come ho scrit- si parla di cambiamento climatico:
go, professore all’Imperial College di to in un intervento pubblicato su l’accesso alle risorse. Paesi come l’O-
Londra e una delle voci internazional- “Scienzainrete” poco fa, il miglior al- landa si difendono dallo stesso rischio
mente più autorevoli sul tema. Autore, leato del cambiamento climatico in (che l’acqua marina infiltri le riserve
fra le altre cose, di “Salute senza confi- questo momento è il populismo. È da idriche) attraverso misure di conteni-
ni, le epidemie al tempo della globaliz- 30 anni che il mondo scientifico è mento. Israele ha messo in campo im-
zazione”, sta coordinando “Lifepath”, compatto nel mostrare effetti e cause portanti impianti di desalinizzazione.
un grande progetto di ricerca finan- del cambiamento climatico. Dal fron- Sono tecnologie efficaci, certo, ma
ziato dall’Unione europea sulla rela- te della scienza quindi non ci sono più costose. Che il Bangladesh non può

50 30 dicembre 2018 L’Espresso


Bangladesh: una donna accanto a una mangrovia quasi sommersa

certo permettersi. E non dobbiamo espandono il proprio territorio per il prio con questo: come l’ambiente lasci
dimenticare un’altra conseguenza fi- cambio di habitat dei vettori. Basti le sue tracce sul Dna. Provo a fare un
nale di questo processo. Le malattie, la pensare alla malaria, ad esempio, che esempio: i geni, per esprimersi, utiliz-
fame, le sofferenze che in un paese il ora si è estesa anche all’altopiano etio- zano i gruppi metilici. Un eccesso di
cambiamento climatico causa in un pe. O alla nuova diffusione della den- questi gruppi reprime l’espressione di
paese come il Bangladesh sono all’ori- gue. Queste alterazioni sono poi esa- uno specifico gene; una carenza invece
gine dell’emigrazione di massa. Così cerbate, chiaramente, dall’abuso del lo favorisce. Ricerche sul fumo di siga-
come avviene in molte altre parti del territorio e dall’inquinamento atmo- retta hanno dimostrato che fumare
mondo, dove il riscaldamento globale, sferico. Mc Michael parlava a riguar- riduce i gruppi metilici del gene Ahrr,
senza le tecnologie “dei ricchi”, fa sen- do, giustamente, di “sovraccarico del cruciale nel regolare il rapporto fra
tire con più forza i propri effetti, por- pianeta”». interno della cellula e esterno. La ridot-
tando alle migrazioni». Inquinamento, ambiente, salute. Lei è ta metilazione del gene causa a sua
Quali altre conseguenze vanno citate? una delle voci note di un ramo scientifico volta una cascata di eventi cellulari a
«Parlando di salute, ci sono effetti relativamente nuovo che correla questi valle, che può essere recuperata nel
diretti come quelli delle alluvioni: che elementi, l’epigenetica. Ci spiega? tempo (può essere reversibile) ma può
causano morti, feriti, distruzione. A «Fino a qualche anno fa si dava grande anche contribuire all’insorgenza di un
loro volta, le devastazioni di impianti enfasi al genoma, cioè alla sequenza tumore del polmone. Un nostro studio
per le alluvioni portano a effetti secon- delle basi del Dna, per trovare la chiave ha misurato invece l’impatto della clas-
dari come l’inquinamento dell’acqua. di malattie croniche come i tumori. se sociale sulla metilazione di una serie
Poi ci sono tutte le conseguenze indi- Malattie dovute però nel 90 per cento di altri geni, coinvolti nella reazione
rette della crisi climatica. Penso agli a fattori non ereditari. Negli ultimi allo stress. La nostra salute, il nostro
Foto: Greenpeace

effetti delle siccità sulla produzione e anni la separazione si è attenuata, e si Dna, sono condizionati dall’ambiente.
la qualità degli alimenti. Oppure alle studiano le interazioni tra ambiente e Non solo quello naturale, ma anche
malattie infettive e parassitarie, che Dna. L’epigenetica ha a che fare pro- quello sociale. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 51


PRIMA PAGINA Sos Terra / Guerra alla CO2

Quanto mi cos
Il valore delle quote delle
emissioni sta crescendo
in modo esponenziale.
Ecco come funziona il
mercato dell’inquinamento
di ANGELO RICHIELLO

N
el primo giorno del nuovo anno compirà Una centrale a
quindici anni esatti il sistema dell’Unione carbone in
europea nato con lo scopo di ridurre nei Polonia, dove si è
28 paesi membri le emissioni di gas serra, da poco concluso
precisamente una riduzione del 21 per Cop24
cento entro il 2020 e del 43 per cento entro
il 2030. Il sistema interessa principalmen-
te quei settori industriali la cui produzio-
ne di gas serra ha un maggiore impatto sui
cambiamenti climatici, non solo nei Paesi
membri dell’Unione europea, ma anche
del mondo intero, costituendo così la risposta europea agli mite massimo a essa assegnato, deve comperare delle quote di
impegni assunti a Kyoto nel dicembre del 1997. emissioni in aste pubbliche oppure sul libero mercato al pari
La disposizione, nota come Direttiva 2003/87/CE, prevede di un titolo azionario o di qualsiasi altro prodotto finanziario,
che gli impianti produttivi di grandi emettitori dell’Unione quote poste in vendita da altre imprese che hanno inquinato
europea non possano funzionare senza un’autorizzazione di meno e che quindi non hanno utilizzato i loro diritti.
alle emissioni di gas serra. Ogni impianto autorizzato deve La ratio legis sottostante è che le imprese inquinanti, pur di
compensare annualmente le proprie emissioni inquinanti non sostenere costi senza alcuna creazione di valore aggiunto,
acquistando all’asta, oppure su un vero e proprio libero mer- investano in innovazione di processo e tecnologie verdi per
cato, delle quote per ogni tonnellata emessa di biossido di limitare le proprie emissioni, se non addirittura per riconver-
carbonio (CO2) o di qualsiasi altro gas a effetto serra, come tire i propri impianti produttivi utilizzanti petrolio, carbone e
ossido di metano (CH4), protossido di azoto (N2O), idrofluo- gas naturale.
rocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC) ed esafluoro di I paesi più interessati all’allocazione di queste quote sono i
zolfo (SF6), che abbia un potenziale effetto di riscaldamento più industrializzati dell’Unione europea come la Germania
planetario, in altri termini un sistema congegnato per acqui- (20,3 per cento), la Gran Bretagna (11,3 per cento), la Francia
sire il diritto a inquinare a fronte di una penale scambiata sul (10,3 per cento), ovviamente l’Italia (9,7 per cento), la Polonia
libero mercato dei capitali. (8,7 per cento) e la Spagna (7,5 per cento), dove tra parentesi
Foto: Getty Images

Il sistema per lo scambio delle quote di emissione è uno è indicata la quantità equivalente di biossido di carbonio
strumento essenziale, seppure non perfetto, per ridurre in emessa nel 2015 da ciascuno Stato membro, quantità dettata
maniera economicamente efficiente le emissioni di gas a effet- dalla presenza delle industrie più inquinanti come centrali per
to serra. Ogni impresa che nei settori inquinanti supera il li- la produzione di energia elettrica e di calore, raffinerie di

52 30 dicembre 2018 L’Espresso


ti, gas serra rende più di tutti, ovvero più delle azioni delle grandi com-
pagnie petrolifere e minerarie.
Nell’anno che sta per concludersi, il prezzo delle quote delle
emissioni è più che triplicato da fine 2017, passando a circa 23,5
euro per tonnellata di CO2 equivalente immessa nell’atmosfe-
ra. Una crescita strabiliante se si considera che quasi tutte le
grandi compagnie petrolifere hanno registrato perdite del ca-
pitale azionario, dal 2 per cento dell’italiana Eni al 6 per cento
della cinese Sinopec, dal 10 per cento dell’anglo-olandese Royal
Dutch Shell fino al 25 per cento dell’americana ExxonMobil.
Come confermano gli analisti, la tendenza del prezzo delle
quote di emissioni è di crescita quasi esponenziale. Se questo
inverno continuerà a essere freddo così come si prospetta,
allora è molto probabile che la produzione di energia elettri-
ca e calore dovrà fare ricorso agli impianti a combustibile
fossile, molti dei quali usati solo come riserva, e dunque il
prezzo è certamente destinato a salire. Un brutto segnale per
il contenimento del cambiamento climatico, nonostante le
fonti rinnovabili abbiano registrato quest’anno un incremen-
to del 6,3 per cento rispetto a qualsiasi altro combustibile, uno
sviluppo mai rilevato prima d’ora.
Se questa situazione persiste, i costi di gestione delle in-
dustrie più inquinanti, che sono anche le più grandi e poten-
ti, saranno destinati ad aumentare riducendo i profitti dei
grandi investitori, inclusi i governi nazionali, che a un certo
punto chiederanno esplicitamente di passare alle rinnova-
bili o ad altre tecnologie meno utilizzatrici di energie non
rinnovabili. Dunque, l’aspetto positivo di questa vicenda è
petrolio, acciaierie, ferriere, cementifici, cartiere, vetriere che l’industria delle rinnovabili è destinata a subire una
come pure l’aviazione civile. spinta ancora maggiore verso nuove proposte più economi-
Il mercato europeo delle emissioni, detto anche Eu Ets, che e di più facile uso. Alla fine dello scorso ottobre, Wael
dall’inglese European union emissions trading system, è atti- Sawan, responsabile delle piattaforme marine di Royal
vo in 31 Paesi, include oltre gli Stati membri dell’Unione eu- Dutch Shell per le esplorazioni e le estrazioni in acque pro-
ropea, anche l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia. Secon- fonde, ha pubblicamente dichiarato che i ricavi generati
do l’Agenzia europea dell’ambiente, il sistema consente di li- dalla produzione di idrocarburi da trivellazioni fino a 300
mitare le emissioni prodotte da oltre dodicimila impianti ad metri di profondità serviranno solo per finanziarie progetti
alto consumo di energia e da 1.400 compagnie aeree che per la produzione di energia da fonti rinnovabili, una dichia-
collegano i trentuno Paesi, e copre circa il 45 per cento delle razione che non lascia dubbi sulla direzione che le grandi
emissioni di gas a effetto serra. compagnie petrolifere stanno per intraprendere.
Il sistema di scambio di quote di emissione è un mercato Questa condizione ha un impatto rilevante sul sistema sia
a tutti gli effetti come quello dei capitali o dell’elettricità, economico sia ambientale, impatto che potrebbe favorire cam-
gestito da intermediari finanziari come le banche. Il mer- biamenti ineluttabili e accelerare impegni improcrastinabili.
cato europeo, non solo è il primo al mondo per costituzio- Tuttavia, non bastano le iniziative delle singole imprese, ma è
ne, ma anche il primo per valore economico stimato a circa necessario un piano di politica industriale che supporti non
12,4 miliardi di euro a fine 2017 che, secondo la Banca solo le imprese, ma anche i centri di ricerca e le università per
mondiale, equivale al 38 per cento del mercato mondiale una collaborazione integrata e coordinata allo scopo di rag-
delle emissioni. Secondo alcuni, il mercato delle emissioni giungere obiettivi strategici nazionali ed europei di lungo ter-
dell’Unione europea è perfino il mercato dell’energia che mine. Ne vale della competitività dell’Italia. E non solo. Q

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PRIMA PAGINA Sos Terra / Verso le elezioni europee

Un fiore per
la Sinistra
di FEDERICA BIANCHI

T
utto è cominciato tamente dalla destra e dalla sinistra in Svezia, pur ben radicati, faticano
con l’ascesa dei Verdi tradizionali, e nemmeno nei sovra- a uscire dall’angolo. In Spagna, Italia
elezioni nei länder nismi populisti. e Polonia (e in tutto l’Est Europa)
tedeschi. Talmente In Germania i Verdi sono ben piaz- sono praticamente inesistenti. In
dirompente da posi- zati, ma che ci riescano nel resto Italia l’immagine dei Verdi è ancora
zionare nei sondaggi d’Europa è tutt’altro che scontato. legata al vecchio emblema del “Sole
i Grünen al secondo Secondo uno studio della London che ride”, con la difficoltà di costrui-
posto dopo i Cristia- School of Economics, hanno mag- re un’identità affidabile e di elabora-
no democratici e da giori possibilità di successo nei Paesi re un progetto politico credibile.
farli diventare l’ispi- con un basso tasso di disoccupazio- In Germania i Verdi, dopo una
razione per mezza ne, come la Germania, dove le istan- serie di sconfitte, sono invece riusci-
Europa. Tanto più adesso che i par- ze legate alla crescita economica e ti a trasformare l’ambiente a metodo
titi di centrosinistra sono in crisi, le alla redistribuzione dei redditi sono di governo. E hanno inserito nuove
elezioni europee del maggio 2019 meno impellenti e l’attenzione è tut- priorità nel loro programma, dalla
potrebbero essere la loro occasione ta rivolta al miglioramento della qua- giustizia sociale all’integrazione dei
perfetta per rappresentare le richie- lità della vita, e in quelli in cui è mag- migranti. «Ogni nostra scelta politi-
ste di elettori che non si riconoscono giore la dipendenza dall’energia nu- ca è vista attraverso gli occhi delle
nelle tradizionali forze progressiste, cleare. A parte Belgio, Lussemburgo esigenze di un mondo sostenibile»,
nelle politiche neo-liberiste anni e Olanda, dove recentemente hanno ha detto Katharina Schulze, la leader
Novanta abbracciate incondiziona- moltiplicato i consensi, in Francia e dei verdi di Baviera, durante la vitto-
riosa campagna elettorale lo scorso
settembre: «L’edilizia, i trasporti, lo
Post-ideologici, alternativi sviluppo del digitale, la scuola, l’ali-
mentazione, il ruolo della donna: la
cura del territorio in cui viviamo ri-
ai sovranisti, ma anche alla guarda ogni aspetto della nostra vi-
ta». A differenza dei sovranisti hanno
vecchia socialdemocrazia. abbracciato un convinto europeismo,
seppur rivendicando l’urgenza di ren-
dere l’Europa «più solidale», come
I Verdi puntano a costruire unica soluzione «per risolvere gli
enormi problemi che abbiamo davan-
il nuovo progressismo ti, dal cambiamento climatico alle
sfide geopolitiche contro colossi co-

54 30 dicembre 2018 L’Espresso


Katharina Schulze festeggia la vittoria dei Verdi

me la Russia e la Cina. Ora puntano a grazione dei rifugiati e dell’Europa. relatrice della proposta che ha dato
essere considerati la “Sinistra 2.0”, Soprattutto, non negoziate mai sui avvio al procedimento sanzionato-
ancorata non più nei valori della clas- valori». rio contro il governo ungherese per
se operaia ma in quelli di una nuova Oggi Klaver, 32 anni, è considerato il mancato rispetto dello stato di
fascia di lavoratori che spazia dall’in- a Bruxelles il poster pubblicitario diritto. Nel suo ufficio al quinto
dustria ai servizi, dalle campagne ai della svolta che il gruppo dei Verdi piano dell’Europarlamento dice: «A
centri urbani e che è alla ricerca di una vorrebbe intraprendere in tutta Eu- contraddistinguerci non è solo l’a-
nuova etica del vivere comune. ropa, rilanciando un partito che spetto ecologista ma anche l’etica
L’anno scorso era stato Jesse Kla- sembrava sfiorito e che, invece, si politica, la lotta alla corruzione, il
ver, il Justin Trudeau olandese, simi- gioca la chance del rilancio. «Da fatto di essere meno favorevoli alle
le al premier canadese non solo Klaver sono affascinato», dice Ales- politiche che aiutano le grandi im-
nell’età e nelle idee ma anche nel look sandro Fusacchia, deputato italiano prese. Nell’Europa dell’Est ad esem-
dal capello scuro lungo un po’ scom- di Più Europa: «In Europa sta na- pio non è l’ambiente la battaglia
pigliato, a riassumere e consigliare ai scendo una politica nuova, sociale, principale che ci siamo intestati, ma
colleghi del resto d’Europa le regole digitale, verde, genuinamente pa- la rottura con la politica tradiziona-
Foto: ZumaPress/ Agf

del suo successo elettorale nei Paesi neuropea, con istanze simili in ogni le, quella della destra reazionaria e
Bassi, dove i Verdi sono diventati il Paese». quella della sinistra ex-comunista».
principale partito di sinistra: «Siate Olandese è anche l’europarla- E aggiunge: «In Italia i 5Stelle
corretti e coerenti, a favore dell’inte- mentare verde Judith Sargentini, la rispondevano in passato alle no-

L’Espresso 30 dicembre 2018 55


PRIMA PAGINA Sos Terra / Verso le elezioni europee
stre esigenze ma ormai, a causa
delle enormi contraddizioni e Katharina Schulze, Jesse
dell’alleanza di governo con Salvini,
hanno abbandonato il loro stesso
elettorato».
Klaver in Olanda: i nuovi
Più complessa è la situazione in
Francia, dove i Verdi tradizionali, leader scommettono sul
fusi da nove anni con il movimento
ambientalista di Europa Ecologia,
cercano, forti del loro 8 per cento
voto. Ma nell’Est e nel Sud
nazionale, di costruirsi un’identità
più attuale, che vada oltre la questio-
ne dell’approvvigionamento energe-
Europa restano deboli
tico e offra risposte alle istanze rivo-
luzionarie che rivendicano i gilet dove essere “ecologico” è infinita- numero delle linee dei treni, obbliga-
gialli, dunque nelle campagne e nelle mente più facile. to le persone a usare la macchina, al-
zone di frontiera, e non più, e non «Per decenni abbiamo costruito i lontanato la gente dal posto di lavoro,
solo, negli affluenti centri urbani supermercati in periferia, tagliato il promosso l’agricoltura intensiva»,

E ora contro Macron i gilet verdi


di Anna Bonalume
Un milione e seicento mila firme raccolte in cinque giorni: climatica già vinte in Olanda (ottobre 2018, Urgenda
è il successo di una petizione a sostegno di un ricorso contro Foundation), Colombia (aprile 2018, Leghari) e Pakistan
lo Stato francese. L’oggetto dell’accusa? L’inerzia rispetto ai (settembre 2015, DeJusticia). I tribunali di questi Paesi
mutamenti climatici. “L’Affare del Secolo”, come è stato hanno riconosciuto l’obbligo dello Stato di proteggere i
chiamato, è un’azione contro lo Stato avviata lunedì 17 cittadini e la natura dal riscaldamento climatico e
dicembre da quattro associazioni e appoggiata da quasi due dall’inquinamento.
milioni di cittadini. In piena crisi dei gilet gialli, il presidente Le cause del cambiamento climatico si conoscono dagli
francese Emmanuel Macron, il suo primo ministro Edouard anni ’60, ma i governi francesi successivi avrebbero sempre
Philippe e dodici dei suoi ministri, si sono visti recapitare una posticipato le decisioni coraggiose, che permetterebbero di
lettera di quaranta pagine firmata da Greenpeace Francia, evitare la catastrofe. L’avvocato Clémentine Baldon
Oxfam Francia, La Fondazione per l’Uomo e la Natura (creata sottolinea che «l’ultima allerta è arrivata a ottobre dal
dall’ex ministro Nicolas Hulot) e Notre Affaire à Tous. Le rapporto del Giec, gruppo di esperti intergovernativo
associazioni accusano lo Stato di non adottare misure sull’evoluzione del clima, che ha dettagliato le pesanti
sufficienti nei confronti del cambiamento climatico. L’“azione conseguenze di un aumento del clima di 1,5° rispetto all’era
deficitaria” per la riduzione delle emissioni di gas a effetto preindustriale»: scioglimento dei ghiacci, aumento del livello
serra non rispetterebbe gli obblighi presi a livello del mare, perdita della biodiversità, degradazione della
internazionale, europeo e nazionale. Lo Stato ha due mesi qualità dell’aria, esposizione della popolazione a fenomeni
per rispondere a questa “domanda di risarcimento danni meteorologici estremi e a patologie allergiche e respiratorie
anticipata”, prima tappa obbligatoria per l’attivazione di un nuove. Lo Stato francese è accusato dalle associazioni di
ricorso al tribunale amministrativo di Parigi. Obiettivo del non aver messo in atto delle misure “concrete ed effettive”
ricorso: sanzionare lo Stato per “carenza colpevole”. per affrontare il cambiamento climatico. Le Cop, conferenze
Un’azione decisamente inedita. internazionali sul clima, si susseguono, ma la Francia sembra
Per ottenere l’appoggio dei cittadini le stesse associazioni non mantenere gli obiettivi che si è fissata, rivelando una
hanno lanciato un appello online che ha raccolto un grave carenza suscettibile di provocarne la responsabilità
consenso mai visto prima: un successo impressionante legale. I limiti di emissioni di gas a effetto serra stabiliti dal
raggiunto anche grazie a un video virale animato da Decreto del 2015 sulla “Strategia Basso Carbonio” sono
testimonial del calibro di Juliette Binoche e Marion Cotillard. stati superati, nel 2018 la Francia non avrebbe rispettato il
Le quattro organizzazioni lavorano con una squadra di percorso necessario per raggiungere l’obiettivo europeo
avvocati volontari e si ispirano ad azioni legali per la giustizia stabilito per il 2020 dell’impiego del 23% di energie

56 30 dicembre 2018 L’Espresso


spiega lo storico leader di Greenpeace delle istanze dei partiti più piccoli. verde, ha avuto il coraggio di dimet-
e oggi leader dei Verdi francesi all’Eu- Ma dalla loro i Verdi francesi hanno tersi lo scorso agosto.
roparlamento Yannick Jadot: «Ades- la coerenza di un leader come Nicolas «Il nostro obiettivo è ora convince-
so non possiamo fare l’ecologia sulle Hulot che, dopo aver rifiutato un in- re chi aveva creduto che Macron po-
spalle di chi si ritrova in posizione di carico con Jacques Chirac, Nicolas tesse cambiare le cose ed è stato delu-
debolezza. Il governo deve dare solu- Sarkozy e François Hollande, aveva so», continua Jadot: «Era falso il suo
zioni concrete alla frattura territoria- accettato l’invito di Emmanuel Ma- lato ecologico e falso anche il suo
le, alla questione del potere d’acquisto cron di entrare nel governo come europeismo».
e alla transizione ecologica. Il proble- ministro della Transizione ecologica Ma ora tocca ai Verdi dimostrare la
ma non è la tassa sul diesel ma l’au- e solidale. Deluso dall’inazione del loro autenticità e la loro forza eletto-
mento del costo della vita e la man- presidente che non ha voluto sostene- rale tra cinque mesi, quando si terran-
canza di investimenti nel trasporto re economicamente la rivoluzione no le elezioni europee. Q
pubblico. Occorre un vero cambia-
Foto: Afp / Getty Images

mento del modello economico».


Operazione non facile in una
Francia governata da un sistema
strettamente maggioritario che
rende più difficile l’affermazione

rinnovabili sul consumo finale di energia.


Queste mancanze sono valutate dalle Ong
sulla base degli obblighi generali stabiliti
dalla Costituzione francese, che impone
allo Stato un “obbligo di vigilanza
ambientale”, e dalla Convenzione europea
dei diritti dell’uomo, oltre che da leggi,
convenzioni e direttive internazionali.
Secondo Marie Touissant, presidente
dell’associazione Notre Affaire à Tous, «il
riscaldamento climatico ha un impatto
funesto sempre più evidente sui nostri
territori, le nostre vite, i nostri diritti. Abbiamo
quindi avviato quest’azione legale climatica
per garantire l’obbligo dello Stato francese di
adeguarsi ai suoi impegni e di agire per Attivisti di Greepeace a Parigi
limitare il riscaldamento climatico al massimo delle sue
capacità». Cosa accadrà in caso di vittoria del ricorso? «Se Malgrado gli sconvolgimenti climatici sempre più intensi,
vinciamo, e stiamo facendo di tutto per riuscirci, il giudice potrà l’evento che più di tutti ha sconvolto l’opinione pubblica sono
obbligare lo Stato ad adottare rapidamente le misure state le dimissioni del ministro della Transizione ecologica e
necessarie. È quello a cui puntiamo: preservare il pianeta, per solidale, Nicolas Hulot, ad agosto, quindici mesi dopo la sua
meglio preservare l’umanità e la giustizia sociale». nomina. Uomo impegnato per l’ambiente, indipendente ed
Da qualche anno la Francia è protagonista del dibattito esigente, il suo gesto è stato letto come un segnale
sull’urgenza climatica: dopo aver accolto a Parigi la CoP21 d’impotenza, una sconfitta nel tentativo di modificare in
nel 2015, Emmanuel Macron nel 2017 ha voluto organizzare, profondità la gestione pubblica delle sfide climatiche e
insieme all’Onu e alla Banca Mondiale, il “One Planet ambientali attuali. Non ultima, la crisi dei gilet gialli è nata e
Summit”, riunione internazionale di privati e istituzioni per cresciuta negli ultimi due mesi dalla protesta contro
trovare finanziamenti adatti al sostegno di azioni per il clima. l’aumento della tassa sul carburante, misura voluta dal
Nonostante questo nel 2018 l’emergenza climatica si è governo per realizzare la transizione energetica.
imposta drasticamente. Secondo Meteo France l’estate Il nuovo ministro della Transizione ecologica, François de
2018 è stata la più calda della storia dopo quella del 2006: Rugy, ha già commentato la petizione definendola una
un aumento della temperatura sempre più palpabile ha «replica ai gilet gialli che parlano a volte dell’ecologia come di
contribuito a provocare catastrofi naturali, come le un problema». Nel bel mezzo di questa crisi delicata e
inondazioni avvenute ad ottobre nella regione dell’Aude, nel nell’orizzonte delle elezioni europee, come risponderà lo
sud del Paese, provocando decine di morti. Stato francese alla lettera delle quattro associazioni? Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 57


PRIMA PAGINA Sos Terra / Italia più gialla che verde

Movimento Ci
Dall’opposizione attaccavano
le grandi compagnie petrolifere.
Ora con il ministro Costa rilasciano
autorizzazioni in ciclostile
di ELENA TESTI

È
il 10 dicembre quando il ministero dell’Am- impatto ambientale) ad Agip ed Eni.
biente e della tutela del territorio e del mare, La lista delle concessioni è in un
in un solo giorno, rilascia 18 provvedimenti, documento di undici pagine: la prima
dando il permesso ad Agip ed Eni di trivel- prevede lo sviluppo del campo Ane-
lare il mar Adriatico in cerca di giacimenti. mone per la coltivazione di idrocarbu-
«Era un provvedimento del governo prece- ri, c’è poi il progetto denominato Cla-
dente», spiega il ministro Sergio Costa, l’ex ra Est, Clara Nord e l’installazione
comandante della polizia provinciale di delle piattaforme Annalisa e “Barbara
Napoli, ex comandante del corpo forestale NW”. A 20 chilometri dalla costa ra-
della Campania, diventato generale dei Ca- vennate la perforazione di 2 pozzi di
rabinieri e dal primo giugno ministro coltivazione e la posa di 3 condotte
dell’Ambiente in quota 5Stelle. Le ottemperanze vengono sottomarine. L’elenco continua con la
concesse senza alcuna votazione nella piattaforma Rousse- «messa in produzione del giacimento
au, nessuno scontro con la Lega. Il via libera alle trivellazio- a gas Regina nel Mar Adriatico» e la
ne passa senza rumore e spazza via anni di proteste e «Coltivazione dei campi a gas Tea
proclami contro i governi precedenti impegnati a fare gli Lavanda Arnica» con la realizzazione
interessi «dei poteri forti e delle grandi compagnie petro- della piattaforma offshore Tea e il tra-
lifere», come urlavano i grillini durante i comizi. sferimento del gas attraverso una con-
Ora non lo fanno più. «Prima di tutto voglio dire che la dotta sottomarina. Nei piani dell’Eni
sensibilità di questo governo per l’ambiente è enorme», c’è anche il Progetto Guendalina che
aveva assicurato Luigi Di Maio di fronte a una Camera se- prevede l’installazione di una piatta-
mi-deserta il 24 ottobre, elencando i punti del programma forma non presidiata, la perforazione
sull’ambiente del governo del cambiamento eco-green. Il e il completamento di due pozzi di
ministro dello Sviluppo economico rispondeva alla deputa- sviluppo. Nel Mar Adriatico anche la
ta di Liberi e Uguali Rossella Muroni, ex presidente di Le- nuova piattaforma Bonaccia Nw con il completamento e la
gambiente, che chiedeva l’abbandono delle trivellazioni, con messa in produzione di quattro nuovi pozzi.
una litania di parole a effetto: «Decarbonizzare, defossiliz- Eppure nel 2016 le bandiere con le Cinque stelle svento-
zare, basta alla trivellazione forsennata, formazione per lo lano per appoggiare il referendum contro le trivelle. Un
sviluppo del lavoro ecologico». Passa poco più di un mese e anno prima, nel 2015, erano stati i grillini a presentare un
il ministero guidato dal vicepremier stellato, insieme al mi- esposto alla procura di Roma e Ancona per evitare che il
nistero dell’Ambiente, conclude il percorso iniziato dal governo tramutasse «il mar Adriatico nel salotto delle gran-
precedente governo e rilascia i diciotto Via (Valutazioni di di compagnie. Uno scenario inaccettabile: mentre in altri

58 30 dicembre 2018 L’Espresso


nque trivelle

Una piattaforma
di una compagnia
petrolifera nel
mare Adriatico

Paesi le piattaforme vengono mandate in pensione, da noi si Costa fu il primo a essere indicato da Luigi Di Maio come
concedono autorizzazioni a cascata». Oggi che sono al go- ministro tecnico del suo futuro governo, l’unico sopravvissu-
verno, nel silenzio, i ministeri controllati dai 5Stelle cuciono, to insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nel
Foto: Afp / Getty Images

intessono rapporti, rilasciano licenze, in continuità con i formare la sua segreteria Costa ha scelto come braccio destro
predecessori. l’uomo che sussurrava alle lobby. Pier Luigi Petrillo, docente
Nel ministero dell’Ambiente, in via Cristoforo Colombo, c’è di Teorie e tecniche di lobbying alla Luiss, è il super pagato
il generale dei Carabinieri, l’uomo della Terra dei Fuochi, il capo di gabinetto, il suo compenso di 226mila e 989 euro
simbolo della legalità. Prima delle elezioni del 4 marzo, Sergio supera quello di Rocco Casalino. Di poche parole, capace

L’Espresso 30 dicembre 2018 59


PRIMA PAGINA Sos Terra / Italia più gialla che verde
di passare da uno schieramento politico all’altro, è apprezza- abusivi con un astuto colpo di mano. La norma prevedeva che
to da Alfonso Pecoraro Scanio, con il quale ha condiviso la i Comuni potessero acquistare le case da abbattere e venderle
sfida per la nomina della pizza a “patrimonio dell’umanità o affittarle con una corsia preferenziale per gli occupanti. Un
dell’Unesco”, nonché suo braccio destro al ministero dell’Am- condono mascherato bloccato dalla Corte Costituzionale con
biente a metà degli anni Duemila. Oggi organizza l’agenda del la sentenza n.140 del 2018. Un meccanismo molto simile a
ministro Sergio Costa con Eni, Agip e altri ex nemici pubblici quello ripresentato nel decreto su Genova in cui è stato infila-
del M5S, mentre i suoi collaboratori universitari alla Luiss to il condono su Ischia che ha spaccato i 5Stelle in Parlamento.
lavorano per le compagnie in questione. Angelo Grimaldi è Anche in questo caso, come per le trivelle, i pentastellati sono
manager Rapporti istituzionali centrali per Eni, Federico Va- ricorsi ai copia e incolla con le politiche dei governi e delle
racca ha lo stesso ruolo per Edison, Alessandro Zagarella ha giunte regionali del Pd.
trovato posto al ministero per l’Ambiente. Cecilia Honorati è Le attese erano altre. In campagna elettorale i grillini aveva-
stata assunta alla Regione Campania, dove Petrillo ha lavorato no presentato sull’ambiente un programma lungo oltre 40
fino a quando non è approdato al ministero. È un teorico del pagine, denso di promesse. In cima alle priorità la green eco-
rapporto trasparente tra governo e poteri forti, tanto da aver nomy e l’addio a inceneritori, discariche e infrastrutture in-
coordinato il gruppo di lavoro che ha presentato, durante il quinanti: la visione di un mondo a impatto zero per la creazio-
governo Letta, il disegno di legge sulla regolamentazione dei ne di oltre un milione di posti di lavoro. Avevano appoggiato
rapporti con le lobby, poi naufragato. Prima di approdare nel i comitati nati sui territori: dai No Triv ai No Tav, per poi ab-
governo Lega-5Stelle è stato uomo di fiducia del presidente bracciare la protesta nei No Tap. Ancora il 24 ottobre Di
della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che lo ha voluto Maio aveva assicurato nell’aula di Montecitorio: «Riguardo
a capo del suo ufficio legislativo. Si è fatto notare per una legge, all’emanazione del decreto sulle fonti di energia rinnovabile...
la n.19 del 22 giugno 2017, pronta a sanare 70mila alloggi quando siamo arrivati abbiamo deciso di non emanare tout

Respirare diossina a Roma senza risposte


di CHRISTIAN RAIMO
Martedì 11 dicembre sono stato è una storia di questo tipo: allarmi i rifiuti ma al massimo li sposta), che
svegliato verso le sei e mezza da una inascoltati, comunicazione inesistente, manca di molti requisiti per continuare
telefonata. Era il coordinatore dell’asilo preoccupazione per la salute di cui a essere autorizzato, che etichetta rifiuti
in via Cortona a Villa Spada, a Roma, nessuno si prende carico. in modo scorretto (pag. 26: «In virtù delle
che mi chiedeva se sapevo qualcosa Sull’Espresso a settembre scrivevo che considerazioni riportate nel presente
del fumo che veniva fuori dal Tmb e cosa la situazione dell’impianto di trattamento parere, l’identificazione del rifiuto
doveva fare lui con l’asilo, se tenerlo meccanico-biologico era così degradata costituito dal citato scarto effettuata dal
aperto o dire ai genitori di non venire che esisteva, clamoroso, il rischio di un Gestore tramite il codice CER 19 12 12
nemmeno a lasciare i bambini. Non incendio. Non ero un veggente, avevo non appare corretta»), che produce più
avevo ancora idea che tre ore prima soltanto ascoltato le considerazioni dei scarto che rifiuto lavorato, che fa
era scoppiato un incendio all’interno sindacalisti della Cgil e della Usb che trasferenza di rifiuti in modi che sono
dell’impianto di via Salaria 981. Durante hanno continuato per anni a segnalare completamente fuori norma, che i rifiuti
la mattinata successiva, mentre il fumo come nell’impianto avvenissero molto risultanti sarebbero dovuti essere
dell’incendio aveva invaso la città, e la spesso piccole combustioni spontanee, ritrattati, tanto funziona male l’impianto,
puzza tossica di immondizia andata a determinate da una gigantesca quantità che i rifiuti stazionano nell’impianto oltre
fuoco si poteva sentire dal Gianicolo a di rifiuti (includeva anche bombole e qualunque tempo consentito, che non
San Giovanni, Andrea non sapeva ancora bombolette per esempio), e un impianto riesce a riciclare nulla, nemmeno i metalli
cosa fare, nessuno del Comune che lavorava sempre “in rottura”, ossia (0,4 per cento contro i 5-7 per cento che
gliel’aveva detto, finché aveva deciso - oltre il limite delle capacità. (E questo dovrebbe essere la norma), che non può
di sua iniziativa - di chiudere l’asilo e di ovviamente vale anche se si scoprirà essere fatta manutenzione regolarmente
mandare a casa i bambini che erano che l’incendio è stato di tipo doloso). a causa della permanenza di quantità
arrivati, con il rischio di commettere A certificare in modo inappellabile il enormi di rifiuti, che non si tiene in alcun
un’interruzione di pubblico servizio. disastro della gestione del Tmb, il 16 modo conto dell’impatto sul territorio
Intanto noi, lì accanto all’impianto, novembre veniva pubblicata una della putrescenza (4 volte e passa il
respiravamo diossina. relazione dell’Arpa Lazio, trenta pagine livello consentito), che moltissime attività
La storia di questi diciassette giorni in cui si dice che è una discarica di fatto di scarico e carico avvengono in modo
dal momento dell’incendio a oggi (non si riusce a trattare come si deve scorretto, che i flussi di rifiuti dove si

60 30 dicembre 2018 L’Espresso


court il progetto già previsto dal precedente ministro». Incon- carburi, diossine, selenio, cromo e arsenico. Un contentino
sapevole forse che il suo stesso ministero il decreto lo stava alle imprese che, inquinando, possono però risparmiare senza
emanando senza modificare nulla. «Abbiamo preferito la dover sborsare soldi per disfarsi dei rifiuti. In campagna elet-
velocità nell’esecuzione al totale stravolgimento del testo ini- torale il partito di Di Maio recitava: «Questa filiera si presta a
ziale del decreto», si era fatto sfuggire il sottosegretario allo infiltrazioni della criminalità organizzata e impatti ambienta-
Sviluppo economico Davide Crippa (M5S). Un copia e incolla li, economici e sanitari altissimi per le popolazioni che riman-
del disegno a firma del precedente ministro Carlo Calenda gono, loro malgrado, coinvolte». E anche in quel caso la stessa
fatto in fretta e nella speranza che comitati e associazioni non litania di “decarbonizzare” e “defossilizzare”.
se ne rendessero conto. Nel testo spiccava solitaria anche la Ma in sei mesi tra il via libera alle trivelle, condoni masche-
norma “pro Eni”, così ribattezzata dagli attivisti, che metteva rati e con quelle lobby che il M5S all’opposizione voleva te-
al riparo le aziende dall’obbligo di bonifica dei terreni inqui- nere fuori dal Parlamento e che oggi invece scorrazzano in-
nati prima di installare impianti. Solo all’ultimo momento, disturbate nei ministero, l’unica vera svolta ecologica si
nell’imbarazzo del Movimento, il decreto è stato modificato chiama Plastic Free. Obbliga i dipendenti del ministero
di nuovo per evitare che scoppiasse il caos mediatico. Nel dell’ambiente a bere caffè nei bicchieri di carta. Q
decreto Genova, invece, è stato inserito
l’articolo 41, un premio last minute per la
Lega che al nord sente la pressione degli
imprenditori. L’addio all’ambiente viene
scritto in un emendamento, difeso dal
Movimento, che permette di smaltire in
agricoltura fanghi contaminati da idro-

riscontrano criticità gravi nell’anno 2016


erano risultati pari a ben il 73,2 per
cento, che non c’è di fatto distinzione tra
aree di lavorazione e aree di stoccaggio.
Come recitano le ultime righe, «la
valutazione della documentazione
allo stato attuale agli atti non può che
determinare un parere negativo di Arpa
Lazio a riscontro della medesima». L’incendio nella discarica sulla Salaria, a Roma
Nonostante questo quadro il 23
novembre assistevo alla seduta finale in queste due settimane, nessuno E in che modo? Come parcheggio?
di una conferenza dei servizi dove la del resto gli ha fornito informazioni Come centro di trasferenza?
dirigente tecnica Flaminia Tosini liquidava chiare, il coordinatore dell’asilo ha tenuto La Tari per la città di Roma aumenterà?
la relazione dell’Arpa senza nemmeno aperto perché non poteva fare altrimenti. Anche per le persone che da anni
averla letta (ha detto di averle dato E così le domande continuano a circolare, continuano a subire i pesantissimi
un’occhiata sbrigativa) e di fatto come i pm10 e le diossine. disagi della coabitazione con il Tmb?
concedeva un prolungamento Se l’unica cosa buona che è nata intorno Qual è il destino dei lavoratori che
dell’autorizzazione. Ero incredulo. a questo luogo mefitico, è un piccolo operavano nell’impianto? Quello che è
E continuo a esserlo. movimento ambientalista, questo accaduto all’impianto di via Salaria 981
La distanza dal minimo principio di realtà è accaduto perché abbiamo cominciato non c’è il rischio che possa riaccadere
non è stata e non viene colmata da chi, a farci domande e a insistere nel anche all’impianto gemello di Rocca
almeno di fronte a un disastro, dovrebbe riproporle. Non smettiamo di farlo ora. Cencia? Cosa si sta facendo per
sentirsi una responsabilità da public L’impianto, è stato detto non riaprirà, scongiurare questa eventualità?
servant. La sindaca Virginia Raggi, ma esiste un documento ufficiale? Quale sarà il futuro di quel sito?
in una delle pochissime dichiarazioni La conferenza di servizi regionale Ci sono già progetti di riconversione?
che ha rilasciato sull’incendio, ha detto che a novembre aveva di fatto dato La sindaca, senza consultare la
che da quelle ceneri sorgerà un repair parere positivo al prolungamento cittadinanza, ha parlato della costruzione
café. Intanto nell’area del Tmb dell’autorizzazione dell’impianto, di un repair café, è convinta di voler
stazionano ancora le tonnellate di rifiuti si è chiusa? Se ne riaprirà un’altra? procedere autonomamente o è disposta
Foto: Serranò / Agf

che erano dentro la fossa al momento Ci sono ancora camion che entrano ad ascoltare la voce di chi ha subito
dell’incendio. Le persone che vivono ed escono da via Salaria 981? e continua a subire l’impatto tossico
a Villa Spada e Fidene, in molti casi Questo significa che il sito invece dell’impianto? Quanto tempo ci vorrà per
non hanno dormito nelle proprie case continuerà a funzionare? bonificare l’area? Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 61


IL RICORDO
Stefano
l’ironia di
un cronista
di Bruno Manfellotto

N
ON AVEVA CERTO UN CARATTE- mente documentati, anche se montati con la perfidia
RE FACILE, STEFANO LIVADIOTTI che Stefano riservava alle sue vittime.
(morto il 22 dicembre a 60 anni). Per anni ha indagato sul mondo dell’impresa e sul Pa-
Quando voleva, sapeva essere ostina- lazzo della Confindustria dove il capitalismo all’italiana
to, cocciuto, ispido. E questo, credete- celebra i suoi stanchi riti, raccontandone senza censure
mi, gli procurava un sacco di guai. Che vizi, segreti e involontarie comicità. Non c’è stato big o
peraltro metteva in conto. Perché pro- suo scheràno che sia riuscito a fermare il fiume di notizie
prio non gli appartenevano la doppiezza, la mediazione scomode. E ci hanno provato, eccome. Poi quando l’im-
di comodo, lo stanco compromesso: o si era come diceva prenditoria, assieme al Paese, ha preso a declinare, Stefa-
lui, o non si era. Così, nella vita e nel lavoro divideva i no ha pensato bene di inseguire altri poteri con inchieste
suoi interlocutori in due grandi tribù: quelli che amava e libri di successo: ha reso pubbliche per primo le retribu-
e stimava, per i quali era pronto a generosità inaudite; e zioni monstre di manager e grand commis (ogni nome,
quelli che no, che erano troppo lontani da lui, ma per i una telefonata…); denunciato le grandi e piccole evasioni
quali non nutriva rancori, semplicemente li ignorava: a fiscali; irriso alla vecchiezza burocratica del sindacato;
loro si nascondeva, preferendo l’isolamento a una con- osato dimostrare i privilegi dei magistrati e le omertà del
vivenza forzata. Csm; svelato i misteri del Vaticano. Da cronista di razza e
Anche nel mestiere era tosto. Coltivava un’irrefrena- utilizzando sempre lo stesso metodo: non appoggiandosi
bile passione per potenti, boss e pezzi da novanta - che a inchieste condotte da altri o ad atti giudiziari, ma racco-
nel mondo dell’economia, di cui s’è sempre occupato, gliendo e accertando i fatti di persona.
abbondano - convinto che il buon giornalismo serva a Stefano era misurato: orgogliosissimo del figlio Luca,
rivelare ciò che quelli là vorrebbero non si sapesse mai: faticava a vantarsene. Amava molto la vita, e gli piace-
lui infatti scriveva ogni cosa, valorizzandola con un ita- va atteggiarsi a bon vivant. Era forte e tenace, e com-
liano asciutto, ironico, pungente. Il miglior “stile Espres- battendo ha affrontato la malattia. Era molto ironico e,
so” gli calzava a pennello. sotto sotto, fatalista. Anni fa un amico che aveva una
Gli piaceva molto assistere al “passaggio” di un suo fiorente attività turistica nello Yemen, lo aveva invitato
pezzo, il lavoro paziente che precede il “visto, si stam- laggiù chiedendogli di far viaggiare con sé anche un
pi”. Se ne stava in piedi appoggiato alla parete, le mani grande container di merci utili, disse, alla sua impresa.
dietro la schiena, e seguiva in silenzio l’esame del ca- Ma all’arrivo la polizia, sospettosa o informata, chissà,
poredattore o del direttore: hai verificato questo, chi ti scoprì nello scatolone centinaia di bottiglie di profanis-
ha detto quest’altro? Un po’ voleva imparare, un po’ simi alcolici: furono immediatamente distrutte lì,
che il titolo fosse caustico come l’articolo, un po’ di- all’aeroporto, una per una, dinanzi agli occhi esterre-
mostrare che tutto ciò che aveva scritto era vero. Poi, fatti di Stefano ignaro di tutto. Un altro avrebbe male-
a ogni inchiesta, o notiziola del “Riservato”, puntuali detto l’amico e temuto il carcere o il rimpatrio; lui no,
come la passeggiata di Kant piovevano le proteste. Un era solo sconsolato nel vedere il fiume profumato di
piacevole incubo, ma non ricordo smentite da pubbli- whisky e champagne che andava sprecato evaporando
care o querele da affrontare: i fatti erano scrupolosa- sull’asfalto rovente di Sana’a… Q

62 30 dicembre 2018 L’Espresso


RACCONTO DI UNA CITTÀ La capitale dell’accoglienza

Palermo
dei pazzi
di CARMINE FOTIA foto di Ashley Gilbertson

Dopo l’inchiesta su Milano, pubblicata nel numero 33 e quella


su Napoli, nel numero 35, Carmine Fotia continua con questo articolo
su Palermo il suo viaggio per L’Espresso nelle città italiane.

R
imbalzano nei vicoli scola bottega lui ti aggiusta barba e
stretti di una pavi- capelli accompagnato da musica afri-
mentazione resa sci- cana e altri ragazzi ballano, seduti ai
volosa dagli umori tavolini esterni immigrati e palermita-
del mercato le urla ni sorseggiano birre e spinelli. Sarà
dei venditori: pane e tutto legale? Non lo so e francamente
panelle, pani c ’a m’importa poco: «L’esclusione sociale
meusa, crocchè, frit- non ha colore, qui il tema della legali-
turiedda, sfincioni, tà è complicato per tutti: al mercato Palermo, il mercato
purpi, sfrigolano le non sono soltanto gli immigrati a es- di Ballarò
stigghiole e gli odori sere fuori dalle regole della Ue», spie-
delle verdure, i colori della frutta si ga Claudio Arestivo, uno dei fondato- ciale». «Hanno fatto un po’ come a
mischiano con l’odore delle spezie, del ri di Moltivolti, ristorante multietnico, Riace», spiega Gianmauro Costa,
kebab, del cous-cous. Bastano naso e centro sociale, fucina culturale e ga- giornalista e scrittore, che nel suo
palato per capire che straordinario stronomica con la sua cucina “sicu- prossimo romanzo in uscita per Selle-
miscuglio sia diventato Ballarò, il lo-africana”, dove a pranzo puoi man- rio farà agire proprio a Ballarò, alle
quartiere del mercato in pieno centro giare un cous-cous afgano e involtini prese con la Black Axe, la nuova mafia
storico di Palermo. Poi, quando cala la palermitani e la sera assistere a un af- nigeriana, la sua nuova eroina, la po-
sera, i negozi ancora aperti degli im- follatissimo concerto di musica dei liziotta Angela Mazzola, «i migranti
migrati danno vita e luce al quartiere. Balcani. «Qui a Ballarò», continua hanno preso vecchie case fatiscenti e
Ecco la barberia di Salim, che viene dal Claudio, «abbiamo un 35 per cento di le hanno rifatte con le loro mani».
Benin, dove mentre dentro la minu- migranti, e siamo un Laboratorio So- Dice il presidente del Municipio,

64 30 dicembre 2018 L’Espresso


Massimo Castiglia: «Ti sei mai chiesto
perché la Vucciria è un mercato morto Nei quartieri più poveri
mentre Ballarò è vivo? Perché la gente
che vive qui, in primo luogo gli immi-
grati, fa la spesa al mercato, lì, no. Per
volontari e Comune
fare vivere un mercato non basta chi
integrano 25 mila stranieri.
Foto: VII - Redux / Contrasto

viene a fare la foto, serve chi viene a


fare la spesa». «Più che la Vucciria, in
qualche modo santificata ma ingab-
biata nell’irripetibile quadro di Un modello alternativo
Guttuso, è Ballarò, nella sua tu-

L’Espresso 30 dicembre 2018 65


RACCONTO DI UNA CITTÀ La capitale dell’accoglienza
multuosa vitalità, a rappresentare
oggi meglio l’identità di Palermo»,
dice la scrittrice Evelina Santangelo
che, insieme a Gian Mauro Costa e il
suo rinato cinema Rouge et Noir, ani-
ma la sezione palermitana della scuo-
la di scrittura Holden. «Gli immigrati
hanno fatto rivivere un quartiere: a
giugno sono venuti i Reali d’Olanda, e
docenti dell’università di Cardiff. Caro
Salvini, invece di cavalcare le paure
che possono sdoganare la violenza pur
di semplificare e ottenere consenso
perché non vieni a vedere come fun-
ziona a Ballarò?», lancia la sua sfida il
minisindaco di Ballarò. Guai però,
ammonisce il Sindaco Leoluca Orlan-
do, a individuare nuovi modelli perché
Riace insegna che innalzare nuovi
modelli può rendere più facile colpirli.
Tuttavia da Ballarò una pratica alter-
nativa emerge, dice Castiglia «nel sen-
so che qui c’è un forte privato-sociale
organizzato e le strutture sono messe
in rete costruendo un presidio di con-
trasto alla povertà che non riguarda
solo i migranti. E poi le istituzioni
sono vicine: la gente magari si incazza anni ’50 scelse di raccontare la spaven- natrice del Progetto Harraga (vuol
ma viene comunque in Municipio». tosa povertà di Palermo e della Sicilia dire ragazzi che bruciano) dedicato ai
Sceso a Palermo (nel sud si dice così: Occidentale filtrando numeri e dati ragazzi migranti, che cela dietro un
“scendi” quando arrivi, “sali” quando attraverso la sua esperienza umana di sorriso dolcissimo i poteri di una Su-
te ne vai) nei giorni del vertice sulla condivisione della vita e delle sofferen- pergirl che è insieme lavoratrice,
Libia il cui scopo (fallito) era norma- ze di quel popolo, oltre mezzo secolo mamma, assistente sociale, attivista,
lizzare quel Paese per impedire i flussi dopo, sono nati bellissimi fiori: Fra’ comunicatrice. E loro, invece, a Bal-
migratori verso l’Italia ripenso a que- Mauro ai Danisinni; Alessandra, Ro- larò, alla Zisa, allo Zen, ai Danisinni,
ste parole di Aldous Huxley - umani- berta, Fausto, Massimo, Claudio a fanno quel che fanno perché, come
sta, pacifista,  maestro della letteratu- Ballarò. E ve ne sono tanti altri e altre dice Fausto Melluso, sferzante e ironi-
ra distopica, scritte nell’introduzione allo Zen, all’Albergheria, alla Zisa, in co, giovane avvocato, delegato alle
a una nuova edizione dell’Inchiesta su mezzo al mare. migrazioni dell’Arci di Palermo e re-
Palermo di Danilo Dolci pubblicata da Nessuno di loro è un santo (almeno sponsabile del Circolo Arci “Porco
Einaudi nel 1956: «Senza carità, la finora), non tutti sono religiosi, non Rosso” vogliono “una vita felice” non
conoscenza tende a mancare di uma- sono soltanto assistenti sociali, non dominata dalla ferocia delle giugulari
nità; senza conoscenza, la carità è sono militanti politici tradizionali, gonfie. È l’idea di una mitezza che è
destinata sin troppo spesso all’impo- sono quasi tutti palermitani e non agi- compassione e comprensione di un
tenza»,  mentre scopro una città con- scono semplicemente per “solidarietà” mondo nuovo che non può essere fer-
trocorrente rispetto al delirio securi- verso i nuovi poveri del ventunesimo mato né dalle ruspe, né dai muri, quel-
tario, che per bocca del suo sindaco secolo, i migranti in fuga dalla guerra, la compresenza di carità e conoscenza,
Leoluca Orlando (che magari i nuovi dalla tortura, dalla fame, gli stessi fan- come scriveva Huxley, che qualcuno
potenti italiani neri gialli e verdi con- tasmi dai quali fuggivano i poveri della chiama sprezzantemente buonismo e
siderano un criminale ma che in Ger- Palermo degli anni ’50 con i quali con- che dovremmo invece riconoscere
mania viene premiato da Wim Wen- divideva la vita Danilo Dolci. come un nuovo umanesimo che ci li-
ders proprio grazie alle sue idee «È che i razzisti fanno una vita di beri da un futuro cupo che oggi pos-
sull’accoglienza)  propone addirittura merda», dice Alessandra Sciurba, pre- siamo forse raccontare solo con la di-
l’abolizione del permesso di soggior- caria universitaria, una delle promo- stopia: «Forse solo raccontando i fan-
no, scopro che dalla semina di Danilo trici del Progetto Mediterranea che ha tasmi possiamo raccontare la realtà»,
Dolci, il sociologo del nord che negli messo in mare la Mare Jonio, coordi- dice Evelina Santangelo, che ha scritto

66 30 dicembre 2018 L’Espresso


l’ortodossia dell’arancina, ma perché insieme producono futuro».
non paga il pizzo. A due passi da uno Mentre la città assisteva con distac-
Oratorio di Santa dei suoi negozi in via Maqueda, pieno co e senza alcun entusiasmo al vertice
Chiara, lezioni di centro storico, anche un gruppo di blindato dei politici di governo, rin-
disegno a una commercianti bengalesi di Ballarò si è chiusi nell’Acquario di Villa Igiea,
bambina ivoriana. rivolto all’Associazione Addio Pizzo l’Hotel più lussuoso di Palermo, insie-
A fianco: Ballarò per denunciare gli estortori mafiosi. me ai signori della guerra che impri-
Dunque la contaminazione riguar- gionano, torturano, uccidono è pro-
di migranti neri e di emigrati siciliani, da anche le buone pratiche e allora i prio a Ballarò che ho trovato le storie
il cui ultimo romanzo uscito per Ei- pazzi sono loro, o sono gli altri, i signo- terribili di chi fugge dai lager libici,
naudi, “Da un Altro Mondo”, è dedi- ri del governo che cavalcano paure e come questa: «Da mesi non riesco a
cato all’onda nera che attraversa l’Eu- seminano odio? «A Palermo non ab- dormire, faccio sogni cattivi, mi spa-
ropa. biamo piante autoctone, le nostre vento e temo che mi possa succedere
Sono pazzi loro, è pazzo il sindaco, piante, i nostri alberi sono “migranti” qualcosa», racconta S. E. che ha 19
che scommettono sull’apertura, sulle che risiedono a Palermo», dice il pri- anni e viene dal Gambia, «i pensieri mi
radici proiettate nel futuro di una città mo di questi pazzi, “u Sinnacollanno”. affollano la mente e non se ne vanno
che ha conosciuto invasioni, domina- «Il futuro è nei nomi di Google (o un mai. Giorno e notte penso a quanto
zioni, stratificazioni che ne costitui- altro colosso digitale) e Ahmed (o un visto durante il viaggio dal Gambia
scono l’identità polimorfa nella lin- altro nome di migrante): il primo all’Europa. La mia mente è affollata da
gua, nell’eredità genetica, nel cibo? esprime la connessione virtuale, il se- immagini di gente morta. Rivedo i
«Prendi l’arancina - a Palermo rigoro- condo la connessione umana. La sfida cadaveri in acqua. Ero in Libia a Sabra-
samente tonda e femminile mentre di Palermo è dimostrare che l’innova- tha, assieme a 150 persone che
nella Sicilia orientale diventa pirami- zione e la relazione umana se stanno aspettavano di imbarcarsi sui
dale e maschile - è cibo palermitano
senza dubbio, ma nasce dalla tradizio-
ne araba di mischiare il riso con un
ripieno», spiega Danilo Li Muli, pub-
blicitario e imprenditore, figlio dell’ec- Ballarò rivive con Molti-
cellente disegnatore e grafico palermi-
Foto: VII - Redux / Contrasto, I. Petyx - Ansa

tano Gianni, che ha aperto una catena


di street food palermitano e l’ha chia-
volti e con i commercianti
mata Kepalle, in onore a sua maestà
l’arancina “tradendo” però l’ortodos-
sia che la vuole solo al burro o al ragù
bengalesi che denunciano
e riempendola di delizie varie. Danilo
ha subito intimidazioni pesanti che ha gli estortori della mafia
denunciato, ma non per aver tradito

L’Espresso 30 dicembre 2018 67


RACCONTO DI UNA CITTÀ La capitale dell’accoglienza

gommoni… sul mare galleggiava-


no i corpi putrefatti e mangiati dai
pesci di decine di persone. I libici mi
hanno costretto a seppellire quei ca-
daveri. Erano irriconoscibili, puzzava- Sfida a un gioco
no. Ricordo ancora quel mare e quella simile agli scacchi.
spiaggia della morte e mentre scavavo A destra: la nave
a terra la paura mi faceva tremare i Jonio. Sotto:
denti e le mie gambe erano tese come Leoluca Orlando
il legno. Penso sempre a quei cadaveri
e ai loro visi irriconoscibili e mangiati Io per questo sono molto arrabbiata». qualità che Roberto Alajmo ha mira-
dai pesci». Secondo i dati forniti da Alessandra Sciurba racconta la sto- bilmente raccontato nel suo “Reperto-
Salvatore Avallano, coordinatore di ria di B.: «Aveva solo 16 anni quando rio dei pazzi della città di Palermo”)
Medu (Medicina per i diritti umani) in ha raggiunto la Sicilia. Non sapeva né sono anche i “proprietari” della Nave
una delle sessioni del controvertice leggere né scrivere, ma ha imparato in Jonio, l’unica nave delle Ong a naviga-
sulla Libia che si è svolto proprio a Italia: l’italiano è stata la prima lingua re nel Mediterraneo. «Ma l’hai vista?
Ballarò, l’85 per cento dei migranti che che ha scritto. Ha conseguito la licen- Sembra la barca di Popeye», sorride
arrivano dalla Libia hanno subito tor- za media, e adesso è iscritto alla scuo- Alessandra Sciurba, «l’abbiamo trova-
ture e violenze di vario tipo delle qua- la superiore, presso un istituto alber- ta grazie alla gente di mare, che è bella
li al vertice nessuno ha chiesto conto. ghiero. Oggi B., essendo stato escluso gente. Noi siamo solo persone norma-
A Moltivolti, Roberta Lo Bianco - co- dalla possibilità di accoglienza presso li che a un certo punto hanno pensato
ordinatrice Unità Migrazioni del Ce- gli Sprar, che il decreto sicurezza lascia che in mezzo al Mediterraneo stavamo
sie, tutrice volontaria di due minori - aperta solo per i titolari di protezione annegando tutti. Nessuno dovrebbe
ha portato a pranzo un gruppo di ra- internazionale e per i minori, e avendo stare in mezzo al mare. Io non penso
gazzi per festeggiare la conclusione appena compiuto 18 anni, si è ritrova- che la vita umana debba essere calco-
del loro corso di formazione, ma nes- to a vivere per strada, non riuscendo lata come un numero. Per questo pra-
suno di loro ha voglia di festeggiare, le più a frequentare la scuola».  Tutto il tichiamo l’obbedienza civile e la disob-
loro espressioni sono turbate e preoc- lavoro fatto finora, 240 ragazzi che bedienza morale, mettendo in gioco
cupate: «Sono qui da sei mesi, ora sono hanno partecipato ai laboratori, 85 anche le nostre fragilità».
Foto: VII - Redux / Contrasto, I. Petyx - Ansa, A. Casasoli - A3

tutti maggiorenni, ma alcuni di loro tirocini lavorativi, rischia di non ser- «La nave ci è costata 700 mila euro.
sono arrivati da minorenni», racconta vire a nulla. Per loro si apre un limbo Abbiamo trovato una banca di pazzi
Roberta, «facciamo corsi di orienta- di sei mesi che produrrà grande disa- che ce li ha anticipati e stiamo racco-
mento socioculturale, per spiegare gio psicologico e poi dovranno affron- gliendo i fondi con il crowdfunding»,
loro come funziona in Italia: la sanità, tare esami molto difficili: «Il sistema spiega Claudio Arestivo. «Perché l’ho
il lavoro, i diritti che spetterebbero che hanno creato», conclude Alessan- fatto? Per questa semplice ragione: i
loro. Sono richiedenti asilo che hanno dra, «è patogeno, perché ora si perdo- miei fratelli, i miei cugini, insieme a
avuto la protezione umanitaria. Ora no anche quel minimo di garanzie che una marea di persone, sono andati via
rischiano di diventare irregolari e non c’erano prima». da Palermo, mentre io ho difeso il mio
possono pensare a nessun lavoro per- I pazzi di Palermo (non è un’offesa, diritto a restare. Non posso pensare
ché non sanno cosa succederà di loro. semmai la rivelazione di una strana che il ragazzo ghanese che lavora in

68 30 dicembre 2018 L’Espresso


delle sorgenti, “Ayu’abi Sa Idin” (la possibilità di poter affittare ai turisti, e
fonte di Abu Said), che alimentava il già funziona l’accordo con un’associa-
Papiro che qui cresceva rigoglioso e, zione che si chiama Sicilscatta: un
racconta la leggenda, proprio attra- percorso fotografico che si conclude
verso la grotta di Danisinni, riceveva con un pranzo cucinato dalle famiglie
le acque del Nilo. Oppure, secondo della borgata che usano i prodotti del-
una radicata tradizione popolare, pre- la nostra Fattoria Sociale».
se il nome da una bella principessa fi- L’accoglienza, qui non è qualcosa
glia del walì Abu Said. che viene dall’esterno, è connaturata
Borgata di povertà assoluta, vicoli alla vita reale: «È rimasto un senso di
stretti, piccole vecchie case malandate, comunità», racconta Fra Mauro, «chi
edifici diroccati, sta risorgendo anche cucina condividendo con chi ha meno
grazie al lavoro dei frati Cappuccini di non fa differenza tra palermitani e
Fra Mauro, una sorta di Massimo Cac- immigrati. L’unica alternativa alla xe-
ciari più giovane con il saio e i sandali. nofobia è la riscoperta dell’umanità: se
Ci arrivo alle 11 di una domenica di ascolti l’altro, se lo vedi nella sua con-
sole accecante. Sui muri e persino sui creta dimensione umana lo accetti, se
bidoni dell’immondizia murales e graf- alzi un muro non lo vedi. Il nostro
fiti. La cappella della chiesa dove Fra popolo vive un sentimento empatico
Mauro celebra i battesimi è piena, perché chi è povero, chi vive la fatica
sicché molti seguono la cerimonia da quotidiana del vivere si apre alla rela-
una piccola cappella attigua dove è zione con l’altro».
montato uno schermo. Mentre mostra Mi accorgo con lo stupore del vec-
con orgoglio la Fattoria sociale dove chio cronista che ha battuto questi
accanto agli orti pascolano oche, so- marciapiedi raccontando la violenza
mari e galline, Fra Mauro racconta: mafiosa che finora di mafia non ho
cucina non abbia gli stessi diritti dei «Qui vivono famiglie molto povere parlato. Mentre è lunghissimo l’elenco
miei fratelli e dei miei cugini. Io voglio (circa 2.000 persone) ma con grande di tutte le iniziative culturali che ac-
poter dire ai miei figli che in un tempo capacità di resilienza. Ci sono molti compagnano la Palermo capitale della
in cui accadevano cose brutte noi ab- immigrati, in prevalenza marocchini cultura 2018. È forse il cambiamento
biamo reagito». che vivono di espedienti. Qui la rige- più grande di una città che, dice Eveli-
A ridosso della cattedrale di Paler- nerazione urbana nasce dalla rigenera- na Santangelo, «si definiva contro,
mo, dentro il corso dell’antico fiume zione del tessuto umano insieme al come antimafiosa e che ora può rive-
Papireto, lungo il cammino arabo-nor- tessuto ambientale. Per riscattare l’e- lare una sua identità positiva».
manno, a poche centinaia di metri da sclusione sociale servono passione e Tutto ciò è reso possibile da un’azio-
dove sorgeva il quartiere Cortile Ca- cultura, non solo risorse. Abbiamo ne del Comune che è economica (circa
scino, dove negli anni Cinquanta visse avviato progetti di turismo sociale, 35 milioni di spesa per il sociale e 8 per
Danilo Dolci e dove nel 1962 girarono sfruttando la nostra collocazione al i migranti) ma che soprattutto fa leva
un bellissimo documentario i cineasti centro del camminamento arabo-nor- su questa nuova identità per attrarre
inglesi Robert M. Young e Michele manno tra Palazzo Reale e il castello capitali e iniziative private. «Paler-
Roem, c’è la borgata Danisinni. Il no- della Zisa. Abbiamo appena stipulato mo», spiega Orlando mentre mi fa
me è di derivazione araba e indica una un accordo con Airbnb che prevede la visitare i Cantieri della Zisa, dove

In porto c’è la nave Mare


Jonio, l’unica tra quelle
delle Ong a navigare
in tutto il Mediterraneo
L’Espresso 30 dicembre 2018 69
RACCONTO DI UNA CITTÀ La capitale dell’accoglienza

Ballarò, quando il
mercato è chiuso

vivono una quantità di attività pri- mo risiedono 25 mila stranieri, prove- no musulmani, la comunità ebraica
vate sostenute dal Comune ma nienti da 128 Paesi diversi, rappresen- realizza una sinagoga e, qua e là, a de-
autofinanziate che danno lavoro a tati da una Consulta delle Culture di cine sorgono templi hindu e buddisti.
circa 400 persone, «è la città che è 21 eletti che eleggono a loro volto un Oggi grazie alla presenza di migliaia di
cambiata di più negli ultimi qua- presidente che li rappresenta in consi- cosiddetti migranti, i palermitani sco-
rant’anni: da capitale della mafia con glio comunale. prono il valore dell’essere persona e
il primo cittadino che era insieme «Di questo cambiamento culturale difendono i diritti umani, i loro diritti
sindaco e capo della mafia, a capitale dobbiamo ringraziare soprattutto i umani. Una ragazza disabile in sedia a
della cultura con un sindaco che è lo migranti», afferma il sindaco, «Paler- rotelle, palermitana, mi ha detto: “Gra-
stesso che per primo ha cacciato la mo, città migrante, per cento anni ha zie Sindaco, da quando accogliamo i
mafia fuori dal palazzo della città. Li- rifiutato i migranti: le uniche migranti migranti io mi sento più eguale, più
berarsi da quella legge del sangue che erano distinte signore tedesche, rume- normale, meno diversa”. E se comin-
è la base del razzismo e della xenofo- ne, austriache, francesi che avevano ciassimo a puntare in alto? Ad accetta-
bia, è una grande operazione culturale cura di noi bambini della Palermo re che i migranti ci aiutino a recupera-
che spezza la cultura mafiosa, che è aristocratica. Oggi Palermo grazie re il ruolo del merito? Non più a chi
cultura del sangue». all’arrivo e all’accoglienza dei migranti appartieni? Ma finalmente chi sei? Chi
Qualche numero per rendere l’idea ha recuperato la propria armonia per- hai deciso di essere, cosa sai fare? Don
del melting pot palermitano: a Paler- duta: davanti alle moschee passeggia- Pino Puglisi, il mio carissimo amico
Pino, non combatteva la mafia con le
armi e con le denunce, chiedeva venis-
se rispettato il diritto dei bambini del

Il sindaco Orlando: quartiere di avere una scuola, una


scuola degna di questo nome e non più
una scuola collocata in appartamenti
«Liberarsi della legge di proprietà di mafiosi lautamente ri-
compensati con canoni di affitto gon-
fiati. A Palermo difendiamo l’unica
del sangue è una grande
Foto: VII - Redux / Contrasto

razza: quella umana. Non ci sono mi-


granti a Palermo: chi vive a Palermo è
operazione culturale» palermitano. E chi distingue gli esseri
umani secondo le razze prepara Da-
chau e Auschwitz». Q

70 30 dicembre 2018 L’Espresso


LA POLEMICA
di WLODEK GOLDKORN

D
etto con una certa
brutalità: in questi
ultimi anni, forse
decenni, noi, la sini-
stra (vale l’autocer-
tificazione) ci siamo
inventati una destra
immaginaria.
Quando parlavamo
della destra pensa-
vamo a una forza
politica che in fondo condividesse la
nostra visione del mondo. Certo, lo
sapevamo, la destra era costituzional-
mente contraria all’ideale dell’ugua-
glianza. D’altronde quell’antica parola
d’ordine, la seconda dopo la “Libertà”,
fra le tre parole chiave della Rivoluzio-
ne francese, neanche per noi era davve-
ro importante. Ci siamo accontentati,
appunto della Libertà e abbiamo parla-
to, e tanto, di Fratellanza. La Libertà poi
è un concetto così vago da averci indot-
to a presumere che pure la destra se-
guisse il nostro modo di declinare quel-
la parola. Ecco quindi che la destra
creata nel nostro immaginario era co-
me noi, favorevole alla liberalizzazione
dei costumi e all’autodeterminazione
delle persone - al diritto di disporre del
proprio corpo e della propria vita; ai
matrimoni tra persone dello stesso
sesso, seppur con qualche rigidità, do-
vuta al ritardo culturale, da superare
con la forza della persuasione e con
qualche forzatura (in Parlamento o in
piazza) da parte nostra. Certo, la destra
era meno ligia di noi ad assimilare l’idea
della Fratellanza, per cui era più guar-
dinga nei confronti dei migranti, con
punte di cattiveria addirittura, ma nel
nostro immaginario si trattava di ec-

Democrazia in minoranza
Nell’Europa delle libertà c’era la maggioranza
silenziosa, oggi c’è la maggioranza populista
72 30 dicembre 2018 L’Espresso
cessi, di prese di posizioni provvisorie, dicendo. E allora, diciamocelo: la de- sottomesse al
perché in fondo, anche la destra sareb- mocrazia liberale, quella democrazia maschio, ma-
be ormai stata immune ai discorsi xe- che oggi vediamo minacciata dalle schi considerati
nofobi e al nazionalismo di stampo et- destre che con una dizione post-mo- poco virili, nei
nico («peccato originale dell’Europa» derna chiamiamo sovraniste e populi- commissariati
secondo la filosofa Agnes Heller). ste, quella democrazia inclusiva delle di polizia pren-
Poi, una mattina ci siamo svegliati e minoranze, dei deboli, dei devianti, dere a schiaffi
abbiamo visto che la destra aveva e ha attenta ai diversamente abili (e che un arrestato era un fatto normale, più
anche un volto diverso da quello che le giustamente ha abolito parole come volte le forze dell’ordine avevano spara-
abbiamo attribuito. Ma quale volto? invalido, handicappato, cieco, sordo e to sugli operai in piazza, in Germania le
Procediamo con ordine. Partendo da via elencando) è esistita solo per un persone considerate estremiste non
una frase di Romano Prodi. Il fondatore istante fugace, durato, sì e no, una potevano essere assunte nella pubblica
dell’Ulivo dice spesso: «L’Europa è una trentina di anni, dalla caduta del Muro amministrazione e si potrebbe conti-
federazione delle minoranze». Possia- di Berlino e fino appunto a ieri, minata nuare con l’elenco per dire una cosa
mo aggiungere che lo era anche l’Ulivo, fin dalle sue fondamenta dalla crisi semplice: la democrazia così come si era
un’aggregazione che fuori Italia era vi- iniziata nel 2008. configurata dopo la seconda guerra
sto come un modello di una sinistra In questi anni di euforia, inclusione, mondiale nell’Occidente europeo (a
nuova, moderna, vogliosa di governare. apertura, abolizione delle frontiere, Oriente vigevano le dittature comuni-
E del resto, l’Europa come l’abbiamo frontiere anche del linguaggio, noi, la ste) era una democrazia che non mette-
conosciuta è stata inventata da tre uo- sinistra per alcuni anni egemone in va in questione il potere e l’egemonia
mini politici, nati e cresciuti in terre di quanto erede della rivoluzione cultura- culturale della maggioranza. Contesta-
confine e che conoscevano l’arte di fe- le del Sessantotto (ci torneremo), ab- re il principio che la maggioranza aves-
derare: Schumann, De Gasperi e Ade- biamo rimosso la vera storia delle de- se sempre ragione comportava una
nauer. I tre, dopo l’esperienza della due mocrazie nel nostro Continente. E al- certa dose di eroismo. Quella maggio-
guerre mondiali, volevano valorizzare lora, raccontiamocela, al di là dei miti. ranza veniva definita “silenziosa”: uo-
l’aspetto “periferico” del vissuto delle L’Europa del dopo la seconda guerra mini (maschi) che lavoravano e stavano
persone del Vecchio Continente. Se poi, mondiale (al di là delle intenzioni dei zitti. A Parigi si palesò il 30 maggio 1968,
nella prassi non sempre ci siano riusci- tre fondatori, citati appena) è quell’in- milioni in piazza a sostegno di De Gau-
ti è un’altra questione. Oggi, comunque sieme di Paesi coinvolti in sanguinarie lle e contro gli studenti “anarchici”. La
la destra al potere e le destre che aspira- guerre coloniali. La democrazia france- maggioranza silenziosa parigina pose
no a prendere il potere pensano di se ha un volto atroce in Algeria, ed è fine a quel che fu chiamato il Maggio.
smantellare quell’Europa. Per andare solo l’esempio più eclatante, ma si po- Ma poi, sotto la spinta del Sessantotto e
dove? Verso il fascismo, come alcuni trebbero citare il Congo belga. E sem- dello stesso Maggio quindi, e soprattut-
temono, o verso altre forme della demo- pre in Francia, il conflitto in Algeria to del femminismo, le minoranze e “i
crazia, conosciute nel passato? porta alla pratica di tortura (denuncia- diversi” (le donne), trovarono la propria
In questi giorni, l’editore Laterza ha ta da Sartre e da Henri Alleg). E ancora, voce e prevalsero. E per tornare al voca-
dato alle stampe un libro, “Piccola cit- la pena di morte è stata abolita, sempre bolario di Prodi: a partire dalla caduta
tà”, un testo che in apparenza parla di in Francia solo nel 1981, l’anno in cui in del Muro, abbiamo vissuto in un Occi-
una realtà marginale e appunto perife- Italia (qualcuno se lo ricorda ancora?) dente egemonizzato dalla federazione
rica e cioè della questione della droga, fu abolito il delitto d’onore. Il diritto delle minoranze. La sinistra a quella
dell’eroina in fattispecie, in una città delle donne di interrompere la gravi- federazione ha dato rappresentanza
per niente centrale come Grosseto, danza era fino alla metà degli anni Set- politica.
decenni fa. Lo ha scritto Vanessa Ro- tanta un’utopia femminista e in alcuni Ora è tornata la maggioranza silen-
ghi, una storica e giornalista. Leggen- Paesi le stesse donne non potevano ziosa, con la sua richiesta di Legge e
dolo ci si imbatte in alcune parole, ma aprire il conto in banca senza l’autoriz- Ordine, dei confini, fisici (ma anche di
anche nella descrizione di alcune pra- zazione del marito. Il linguaggio razzi- genere e di classe) impermeabili e con
Elaborazione grafica di Daniele Zendroni

tiche che abbiamo dimenticato. La sta era la norma, i confini tra gli Stati la libertà di xenofobia. I partiti populi-
parola è capellone, la pratica è il rico- non erano permeabili, ad eccezione dei sti e sovranisti al potere sono la sua
vero nei manicomi di persone dai com- richiedenti asilo fuggiti dai paesi comu- voce. Come una volta quindi? No. Il
portamenti considerati devianti. I de- nisti. Gli omosessuali se non puniti passato non torna mai uguale: però
vianti, in questo caso sono ovviamente erano discriminati, gli ospedali psi- l’idea che chi non fa parte della mag-
i drogati, ma anche i maschi che por- chiatrici assomigliavano a veri lager e gioranza non solo è “strano” e “devian-
tano i capelli come le femmine, le don- vi finivano non solo i malati mentali, ma te” ma è escluso dal corpo del popolo,
ne che praticano amore libero e via pure bambini irrequieti, donne non giustifica una certa inquietudine. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 73


TECNOLOGIA Innovazione e occupazione

Il robot
ha un badante.
In tuta blu
di FRANCESCA SIRONI illustrazione di Maurizio Ceccato

È
stata la loro prima monitor dove potrebbe annidarsi la cau- li Giotto (il pittore nato a pochi chilome-
macchina capace di sa di quella stanchezza. Vicina invece tri da qui), del Tratto-Pen, del Das da
muoversi su tre assi, trema senza intoppi una macchinotta modellare o della paste farinose che
conquistando la pro- grigia e corpulenta: «è cartesiana, una migliaia di bambini impastrocchiano al
fondità per etichettare tecnologia ormai arci-consolidata, a li- nome di didò. Lo stabilimento di Rufina
milioni di evidenziatori vello industriale, quindi molto affidabi- è un’ottima porta d’ingresso per capire
gialli e mettere loghi le», spiega l’operaio indicando i bracci nel concreto il nuovo standard della
rosa fucsia su cofanetti d’acciaio che si incrociano continui: «qui manifattura italiana. O meglio, della
di pongo. Per cui le è un l’innovazione è stata nel dialogo: l’elet- robofattura italiana. Perché nel secon-
po’ affezionato, An- tronica permette a un hardware sempli- dario fattosi “4.0”, nel lavoro minacciato
drea, «oggi però è lenta, cissimo di muoversi con una precisione dalla sostituzione tecnologica, la norma
perde mezzo secondo a sequenza, vedia- prima impensabile». Rufina, borgo di della catena di montaggio innovativa
mo che ha». Mentre il robot trascina vitigni, Chianti e colline a venti chilome- assomiglia da vicino alla vita quotidiana
cocciuto i suoi cuscinetti nelle guide ad tri da Firenze. Qui si trova la produzione di questi reparti. Dove, come racconta
aria compressa, così, l’operaio cerca sul italiana di Fila, la fabbrica dei pennarel- Michele Guidi, il direttore dello stabili-
mento, «qualsiasi attività di trasforma-
zione è compiuta dalla macchina».
Visita a una fabbrica dove Ogni mutazione, torsione, composi-
zione, della materia, è cioè realizzata

il destino degli operai dalla macchina. Il lavoratore non tra-


sforma più; quello, lo fa la macchina. Le
persone? «Controllano». Gli operai as-
è assistere le macchine sumono così un ruolo di sussidio, di
supporto, nel processo di produzione.
Non stanno più sulla merce, ma sul
che rubano loro il posto robot: da tenere pulito, oliato, effi-

74 30 dicembre 2018 L’Espresso


L’Espresso 30 dicembre 2018 75
TECNOLOGIA Innovazione e occupazione
ciente; da monitorare costantemen- immediatamente al centro logistico Dhl, di pennarelli e panetti di Das fra una
te per capire se sta andando fuori nella nuova Ivrea del facchinaggio a Ca- corsia e l’altra, prodotti ad Arzignano, in
rotta, conoscendone i congegni, per in- salecchio di Reno, in provincia di Bolo- provincia di Vicenza, da Domenico Vir-
tervenire a risolvere eventuali problemi gna. Il rapporto uomo-macchina in que- ginio e i suoi 30 dipendenti. Dentro lo
attraverso l’interfaccia che fa comunica- sto reparto è di 1 a 8. Un operaio ogni stabilimento toscano tutto il trasporto
re con gli automi. Nella nuova robofattu- otto robot, che vengono svegliati al lune- interno è automatizzato: navette nere e
ra non più avveniristica, ma normale, dì mattina e procedono metallici fino al silenziose, made in Germany, scivolano
appunto, i manovali si fanno badanti, sabato. Sono tutti targati Arburg, colosso rasoterra portando rifornimenti e pac-
insomma, controllori di robot. «È un tedesco fondato nel 1923 che fattura chi da una parte all’altra dei capannoni,
processo che porta a un cambiamento oggi 698 milioni di euro. muovendosi grazie a sensori automatici
culturale e organizzativo enorme», os- Arburg produce tutto in Germania, e antenne wireless a seconda del bisogno.
serva Guidi. Come lui, sottolineano il dove ha 2.500 dipendenti. L’impianto di Ogni volta che si fermano vicino a un
definitivo mutamento della produzione Lossburg, controllata dalle famiglie impianto per svolgere la loro commessa,
tutti i principali i studi sul futuro dell’e- Hehl e Keinath, esporta il 70 per cento caricano dati ed energia. Pure loro, come
conomia. Nel suo ultimo rapporto, delle sue creature; e oltre alla parte mec- gli operai, fanno però anche una pausa
McKinsey stima un rimpiazzo da parte canica e a quella elettronica, vende anche pranzo. Quando le tutte blu vanno in
della tecnologia di circa il 25 per cento un programma, Selogica, che è il lin- mensa le navette si dirigono insieme
delle attività, in Italia, entro il 2030. A guaggio con cui le tute blu parlano alle nella stazione di «biberonaggio», nome
esser colpiti saranno soprattutto i lavora- macchine e viceversa, attraverso para- tecnico, reale, della ristorazione robot,
tori fra i 45 e i 50 anni e gli impieghi de- metri che si imparano in corsi di forma- dove placche di metallo inserite nel pa-
finiti “manuali e prevedibili”. Ovvero in zione forniti dall’Arburg stessa. Sull’albo vimento forniscono loro l’energia che
catena. Il settore secondario, quello fornitori della rivoluzione tecnologica la servirà nel pomeriggio.
dell’industria che due secoli fa ha cam- Germania è certamente sul podio delle «Perché si è bloccata in quel punto?».
biato il mondo, rischia di svuotarsi d’uo- posizioni di forza. Anche l’Italia però si Anna nota un inceppamento a un brac-
mini. La sostituzione può monopolizza- difende: all’ultima fiera europea sui ro- cio che sposta i pennarelli per metterli in
re fino al 65 per cento delle mansioni. bot industriali c’erano 274 aziende ita- fila. Il robot fa tutto da solo, ma può
Sono fra i 400 e gli 800 milioni di contrat- liane; e l’unione dei produttori segnala sbagliare. «C’è una misurazione che in-
ti in meno nel mondo; a persone, ovvia- ordini in crescita anche nel secondo dica l’efficienza della macchina, l’Oee
mente. Per i robot invece è primavera. trimestre del 2018, soprattutto verso (overall equipment effectivness)», spie-
Il dibattito è aperto, e continuo; agli l’estero (Cina, Polonia, Spagna, Messico ga il direttore dello stabilimento: «Per-
ecatombisti ribattono quotidianamente e Russia i Paesi che ne richiedono di più); ché la macchina è un organismo vivo,
quanti ricordano che ogni innovazione nel 2017, spiegano i costruttori, c’era non ha solo due stati, “on” e “off”; è fatta
crea nuovi spazi più di quanti ne sottrag- invece stato l’exploit della domanda in- anche lei di materia e come tale si con-
ga. Ma mentre fra think tank e bureau terna, grazie agli incentivi per l’innova- suma e si può guastare». È un po’ umana.
ancora si cerca di capire quale sia la stra- zione messi in campo dall’ex ministro «L’Oee “cento”, la perfezione, non esiste.
da giusta da seguire per dare un futuro al Carlo Calenda, ora in discussione per il È solo un concetto teorico. È la direzione
reddito, a Rufina si lavora. In modo com- rinnovo con Luigi di Maio che li ha con- a cui tendere», conclude, e sembra qua-
pletamente diverso da prima. Il settore centrati soprattutto alle piccole imprese. si stia parlando di morale. A Rufina lavo-
dove vengono stampate le forme di pla- Anche fra gli stampa-colori della fab- rano 160 persone, compresi i chimici che
stica è storico ormai, nello stabile. Una brica toscana di pennarelli c’è una firma si occupano della ricerca e gli impiegati
lunga fila di apparecchi compatti conse- italiana: quella di Piovan, multinaziona- alla gestione. Nello stabilimento opera-
gna in media 4,8 milioni di pezzi al gior- le capitalizzata da poco in borsa a 423 no 100 addetti, su tre turni. Per circa 100
no: tappi, flaconi, porta-acquarelli, fino a milioni di euro, testa a Santa Maria di macchinari, senza turni. “Fila” vanta
un milione e mezzo di penne e pennarel- Sala, a Venezia; era nata a Padova come giustamente il fatto che l’occupazione è
li ogni 24 ore. Merci che nascono e si officina meccanica nel 1934. Sono vene- rimasta costante negli ultimi 10 anni,
completano qui, per essere spedite poi ti pure i nastri che trasferiscono scatole nonostante la crisi, i costi, i mercati. Nel
frattempo però la produzione è raddop-
piata. I robot non hanno sostituito l’uo-
Solo con investimenti mo, «almeno per ora», commenta riden-
do (un po’) un operaio che sta control-

massicci nella formazione lando uno dei impastatori d’acqua e fa-


rina del Das: ogni giorno da Rufina
escono 20 tonnellate di paste modellan-
si potranno salvare posti di ti; la richiesta è in crescita, tanto una li-
nea di produzione dei panetti morbidi e
profumati di pongo o didò è in corso di
lavoro. E creare ricchezza rinnovamento, per cambiare più veloce-

76 30 dicembre 2018 L’Espresso


Kita Kyushu,
Giappone. Robot
in fabbrica pronti
per essere spediti

mente prodotto a seconda dei consumi, bio generazionale. Ma come sarà la pro- 6,8 miliardi di dollari di vendite nette: la
comunicando meglio con il sistema cen- duzione nel 2030? Non posso certo so- produzione è a sua volta, in gran parte,
trale che permette di prevedere ritmi e stituire i nostri attuali lavoratori con portata avanti dai robot.
manutenzione. persone che hanno lo stesso percorso. Anna lavora in Fila da 12 anni, ora si
Quanto spazio resterà di fianco a au- Servono nuove capacità». Il futuro avan- occupa di rifornire astucci e inscatola-
tomi sempre più autonomi e indipen- za veloce e mangia tempo, rende effime- re pennarelli su una linea che fa scato-
denti? Stefano Firpo, direttore generale re alcune conoscenze, valide invece altre. le di colori per tutte le classi di età. È
per la competitività del ministero dello Ed eccolo, infine, il presente già futu- felice, dice, perché in azienda ci si
Sviluppo, lo ribadisce spesso: o l’Italia ro. Si muove a scatti rettilei dietro una ascolta e si migliora, e perché si ricorda
inizia a investire in formazione, tecnica gabbia, un cartello vicino ricorda che di com’era prima, quando doveva infi-
(ma non solo) per giovani e adulti, o «gli organi meccanici in movimento non lare 1.600 pennarelli in una tramoggia
perderà l’unica via a un futuro anche possono entrare in contatto con gli uo- ogni ora; «era dura», ricorda. Adesso è
umano dell’occupazione industriale. E mini». Rotea la sua mano-pinza, prende più leggero il suo compito e più stimo-
quindi a un futuro di stipendi possibili. un secchiello di plastica, lo porta su uno lante l’incontro coi pari: segue le fasi di
Perché alla sostituzione dei robot ai scaffale, e poi sempre da solo, scattando assemblaggio e di confezionamento,
colletti blu come ai broker di borsa, o agli o rallentando a seconda di quello che il tutte automatiche, e nelle riunioni pro-
autisti, corrisponde l’altra ferita del no- suo motore “brushless” percepisce, pe- pone soluzioni per rendere più efficien-
stro tempo: la disuguaglianza. Perché è, sca formine, penne, panetti di pasta di te la “sua” macchina. Vive vicina, tanto
e sarà sempre più difficile, a queste con- farina verde acqua, procedendo a com- che ci potrebbe venire a piedi, in azien-
dizioni, creare ricchezza partendo dalle porre un gioco per bambini. Il suo corpo da, ha due figli.
proprie mani. Mentre sarà sempre più è fatto d’acciaio. Il suo programma sa far L’antropomorfo più recente che Fanuc
facile produrne partendo dai grossi ca- tutto da solo: dalla produzione alla con- porta alle fiere internazionali non sta più
pitali. Così, in attesa di politiche che fezione. «È il nostro primo antropomor- in gabbia. I suoi sensori sono più sensi-
provino almeno a affrontare l’accumulo fo», racconta un operaio. Antropomorfo bili, il suo sistema operativo meglio de-
sterminato di quei patrimoni, offrire una non nelle fattezze (è un braccio mecca- lineato, i suoi motori precisi al millime-
formazione adeguata alla sfida, a ogni nico) ma nelle capacità: si muove infatti tro. Per cui, spiega l’azienda, può perfet-
grado della piramide, sarebbe già un tutti i punti dello spazio circostante, può tamente collaborare con l’uomo. Nei
passo fondamentale. Certo non è facile roteare, ribaltarsi, cambiandogli pinza video di promozione un operaio gli pas-
immaginare quali competenze siano più sa gestire qualsiasi tipo di oggetto picco- sa una ruota, o una scatola, e l’antropo-
urgenti da trasmettere, ma ora l’inter- lo o grande. Le sue radici stanno ai piedi morfo finisce il lavoro. Sarà questo il
Foto:K. Kon - Bloomberg /Getty Images

vento dello Stato è al minimo. E questo del monte Fuji, in Giappone, nell’indu- futuro? O piuttosto la fabbrica al buio,
mentre nelle fabbriche la domanda è già stria-città di Fanuc, uno dei colossi glo- composta di soli organi meccanici, che
cogente. «È appena andata in pensione bali della produzione di automi. Ogni sognava Roger Smith per la General
una signora che ha lavorato sempre e mese circa 400mila macchine escono dai Motors negli anni ’80?
solo in Fila», racconta Guidi, il direttore capannoni gialli di Fanuc, estesi per 1,5 A Rufina il pallet con i secchielli di
dello stabilimento di Rufina: «Presto ci milioni di metri quadri di superficie. Una didò colorati intanto è pronto alla spe-
troveremo ad affrontare un grande cam- città, appunto, con 6mila dipendenti per dizione. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 77


REPORTAGE

Valli del Ningxia, mille chilometri a ovest


di Pechino: ettari e ettari di vigneti. Per
diventare primo produttore vinicolo al mondo
78 30 dicembre 2018 L’Espresso
Cin-cin
Cina di MATTEO FAGOTTO
foto di MATILDE GATTONI

Donne al lavoro
per trasferire il
vino nelle
barrique in una
cantina della
regione cinese
dello Ningxia
REPORTAGE

I
l sole brilla alto nel cielo traslu-
cido e una gentile brezza mattu-
tina soffia sulle pianure alla pe-
riferia di Yinchuan, capoluogo
del Ningxia. Mentre la bruma
evapora lasciando intravedere le
creste innevate dei monti Helan,
una miriade di donne accovac-
ciate lungo filari di vite taglia i
grappoli maturi con gesti esper-
ti, raccogliendoli in casse di pla-
stica verde. La vendemmia è il periodo
più importante dell’anno per questa pic-
cola regione autonoma alle porte del
deserto del Gobi.
I maestosi picchi del Ningxia e le sue
infinite distese di vigne rendono difficile
immaginare che, poco più di vent’anni fa, Da sopra, in senso orario: vendemmia alla Helan Qingxue Vineyard; il nuovo treno che
la regione fosse una striscia di sabbia porta da Pechino alla regione del Ningxia; la fermentazione alla Pigeon Hill Winery; la
dimenticata dove si praticava un’agricol- selezione dell’uva alla Helan Qingxue; casse di plastica usate per il trasporto dell’uva
tura di sussistenza. «Quando ero bambi-
na mi divertivo a scavare buche nel de-
serto e a nascondermi con gli amici»,
ricorda la 41enne Yanglin Ren durante
una breve pausa lavorativa.
Questa donna solare ed energica è
nata poco lontano da Helan Mountain,
l’azienda vinicola di proprietà della mul-
tinazionale francese Pernod Ricard dove
oggi lavora come capo enologa. «A 15
anni uscivo di nascosto per assaggiare il
vino che producevano i miei genitori»,
continua. «Mi era proibito bere, ma ero
già innamorata del vino».
Yanglin fa parte di un gruppo di pro-
prietari, enologi e viticoltori determinati
che sta guidando la rivoluzione del vino
in Cina. Oggi il Ningxia ospita 40 mila
ettari di vigne e 199 aziende vinicole, per
la maggior parte piccole realtà specializ-
zate in vini di qualità con una produzione
media annua inferiore a 100 mila botti-
glie. I vini della regione hanno già vinto
numerosi premi internazionali e sono
serviti in ristoranti stellati e hotel di lus-
so dall’Europa all’Australia, passando per
il Nord America, Dubai e Hong Kong.
Nonostante la Cina produca vino da
millenni, qui la vinificazione moderna si
sviluppò solo dagli anni Ottanta. A quel
tempo le autorità centrali volevano sco-
raggiare il consumo diffuso di baijiu,
l’acquavite tradizionale la cui produzio-
ne richiedeva milioni di tonnellate di
cereali in un momento in cui il Paese
faticava a nutrire la popolazione. Il

80 30 dicembre 2018 L’Espresso


L’Espresso 30 dicembre 2018 81
REPORTAGE
governo cinese cominciò a lodare gli diventare una delle caratteristiche di- ancora di più. Il vino cinese ha bisogno
effetti benefici del vino, mentre tec- stintive della regione. di confrontarsi col resto del mondo per
nici ed agronomi si recavano in Europa Come ai tempi della corsa all’oro nel raggiungere uno standard internaziona-
per familiarizzare con la bevanda. Far West, oggi il Ningxia brulica di pio- le».
«A quel tempo in Cina si produceva un nieri. Alcune case vinicole sono semplici Nel Ningxia le condizioni climatiche e
misto di succo d’uva, dolcificante e alcol. prefabbricati gestiti da appassionati con gli alti costi rendono la produzione di
Non era propriamente vino», ricorda pochi mezzi, altre sono grandiose strut- vino particolarmente difficile. Per so-
Zhou Shuzhen, una distinta signora di 56 ture in stile francese rinascimentale. Tra pravvivere alle rigide temperature, che
anni, tra le prime viticoltrici della regio- queste spicca Changyu Moser XV, un’im- possono scendere fino a -27°, le vigne
ne. Ex insegnante, Zhou lavora per nu- pressionante castello fiabesco costato 70 vengono interrate alla fine dell’autunno
merose cantine, tra cui la pluripremiata milioni di euro che ospita 66 ettari di e dissotterrate in primavera, un procedi-
Kanaan. Nel 1983 fu selezionata per un vigne, un cinema e un museo del vino. mento rischioso che provoca la morte di
pionieristico corso di enologia e viticol- L’azienda è una joint venture tra Chan- circa il 4 per cento delle piante ogni anno.
tura nella città di Changli, dove partecipò gyu, la più antica azienda vinicola cinese, Quasi tutta l’attrezzatura, dalle pressa-
a uno dei primi processi di vinificazione e l’austriaco Lenz Maria Moser, discen- trici alle imbottigliatrici, dalle botti ai
nella Cina contemporanea. «Utilizzam- dente di una delle più famose casate di tappi in sughero, è importata dall’Euro-
mo alcuni vitigni autoctoni, ma non co- viticoltori in Europa. «Sono sicuro che, pa; il costo del lavoro è estremamente
noscevamo bene la fermentazione», col tempo, riusciremo a produrre vini tra alto, specie durante la vendemmia, quan-
continua. «Ne uscì un vino alcolico e i migliori al mondo», spiega il 62enne do la domanda di manodopera è concen-
aspro, molto scuro ma insipido». Il vino Moser. «I nostri prodotti sono già ven- trata in poche settimane.
fu presentato ad un ufficiale governativo duti in 25 Paesi, ma vogliamo espanderci Questi fattori fanno sì che i vini di
che lo definì disgustoso, paragonandolo
alla salsa di soia. I corsisti se ne liberaro-
no scambiandolo con delle albicocche in
un vicino mercato.
La produzione nel Ningxia continuò a
svilupparsi nei decenni successivi, sotto
la direzione delle autorità locali. Ettari ed
ettari di terra vennero sottratti al deserto,
impiantati con vigne e irrigati con le ac-
que del vicino Fiume Giallo. I produttori
ricevettero appezzamenti a prezzi di fa-
vore e arruolarono consulenti stranieri,
mentre il governo locale offriva borse di
studio e organizzava competizioni vini-
cole internazionali. Il settore esplose at-
torno al 2007, diventando la seconda at-
tività economica della regione dopo il
carbone.
Oggi la Cina vanta numerose regioni
vinicole, ma il Ningxia è stato identifica-
to come la migliore grazie a una combi-
nazione di terreno secco e soleggiato,
altitudine e basse precipitazioni. Il 90
percento del vino prodotto è rosso, prin-
cipalmente cabernet-sauvignon (tra le
altre varietà figurano merlot, marselan,
malbec, shiraz, pinot noir e, per i vini
bianchi, chardonnay e riesling italico). La
qualità è sorprendente considerando la
poca esperienza del settore e la giovane
età delle vigne, la maggior parte delle
quali ha meno di vent’anni. Ciò che ai
vini locali ancora manca in complessità
e struttura è compensato dal gusto frut-
tato e dalla loro mineralità, che potrebbe

82 30 dicembre 2018 L’Espresso


Da sopra, in senso orario: Lily Zhang, proprietaria della Copower
Jade; due turiste si fanno un selfie nel suo vigneto; lavoratori
alla Helan Mountain Winery; il ristorante East Wine Cellar
di Pechino, che propone ai suoi clienti i vini cinesi più pregiati

L’Espresso 30 dicembre 2018 83


REPORTAGE
media e alta gamma siano molto più
costosi dei loro corrispettivi europei,
americani o australiani. «Il vino del Nin-
gxia è difficile da promuovere», confer-
ma la 39enne Sun Qiuxia, manager di una
vineria aperta di recente a Yinchuan.
«Siamo giovani e abbiamo bisogno di
tempo per capire come produrre e ven-
dere vino di qualità. In Europa hanno
impiegato secoli per raggiungere il livel-
lo attuale». Nonostante le difficoltà il
boom del vino ha già attirato colossi co-
me Lvmh, il conglomerato francese del
lusso proprietario di Moët & Chandon,
la cui tenuta Chandon China è specializ-
zata in vini frizzanti.
Tra i maggiori produttori locali figura
Chen Deqi, presidente del gruppo ali-
mentare Daysun e proprietario di Ho-
Lan Soul, l’azienda vinicola biologica più
grande della regione. Nei prossimi dieci
anni il 62enne Chen prevede di aprire 30
nuove tenute, ognuna specializzata in un
unico vitigno. Il complesso si estenderà
su 6.700 ettari e comprenderà laghi arti-
ficiali, alberghi, piste sciistiche e una se-
zione della Grande Muraglia. Il costo
previsto è di 758 milioni di euro, ma Chen
non sembra preoccupato. «Qui le condi-
zioni per produrre vino sono migliori che
nel Bordolese e il mercato è in crescita buono che l’azienda di distribuzione per
costante», spiega durante una visita alla cui Gao lavorava la implorò di licenziar-
sua avveniristica cantina. «La Cina di- si e dedicarsi alla sua tenuta a tempo
venterà presto il primo mercato vinicolo pieno. Oggi i vini di Silver Heights sono
al mondo». venduti in Cina, Francia, Giappone, Ca-
Sebbene il Paese sia già il quinto con- nada e Hong Kong, e l’azienda esempli-
sumatore e il sesto produttore di vino a fica il potenziale di una regione dove
livello assoluto, il consumo pro capite è passione e creatività hanno creato un mix
di appena 1,7 bottiglie l’anno. Nonostan- perfetto. Il miracolo Ningxia annuncia
te gli sforzi del governo, baijiu e birra l’avvento di una nuova Cina, consapevo-
rimangono infatti le bevande alcoliche le e pronta ad aprirsi al mondo.
più diffuse. I vini del Ningxia si stanno Mentre scende la notte, le lavoratrici
faticosamente facendo strada in grandi fanno ritorno alle cantine cariche di
città come Shanghai e Canton, ma il pa- grappoli. Zhou la viticoltrice osserva la
lato cinese non è ancora abituato al vino processione dalla finestra del suo ufficio.
ed educarlo richiederà tempo. «Sono fiera del livello raggiunto dal set-
«Il passaparola è essenziale nella pro- tore», spiega con un sorriso gentile. No-
mozione dei nostri vini, per questo orga- nostante i vini del Ningxia non possano
nizziamo spesso cene e degustazioni», ancora competere con i concorrenti fran-
conferma Gao Yuan, la 41enne co-pro- cesi, italiani o americani, Zhou è sicura
prietaria di Silver Heights, una delle più che la regione ha davanti a sé un grande
celebri aziende della regione. Gao co- avvenire. «Sempre più viticoltori ed eno-
minciò a produrre vino nel 2007 in un logi cinesi girano il mondo, imparando
appezzamento di appena un ettaro ac- nuove tecniche», aggiunge. «Abbiamo
quistato con i risparmi della madre, rica- ancora tanta strada davanti, ma so che
vandone 3 mila bottiglie. Il vino era così faremo grandi cose». Q

84 30 dicembre 2018 L’Espresso


Da sopra, in senso orario: un vigneto nel Ningxia; la vendemmia; analisi del
vino in un laboratorio della Pernod Ricard Winery, colosso internazionale
che ha investito nei vigneti cinesi; una sposa nel giardino dell’azienda vinicola
Chateau Changyu Moser XV; Chen Deqi, proprietario della Ho-Lan Soul

L’Espresso 30 dicembre 2018 85


Le idee culturale fanno calare sui rischi con-
nessi all’utilizzo del più grande busi-
ness del nostro tempo. Del resto, in
un’epoca in cui il potere finanziario
ferte già pronte).
Questo ci dà la misura di cosa accade
oggi, quando persino i nostri pensieri,
le cose che leggiamo o scriviamo, le
detta l’agenda ai governi e alla politica persone con cui entriamo in contatto,
in genere, come meravigliarsi che esso sono sempre più intermediati da uno
riesca a determinare anche il sistema schermo e un software programmato di
culturale e valoriale in base al quale si cui non riusciamo a fare a meno. Le
regolano le vite degli individui, in tal conseguenze sono importanti, specie
senso incoraggiati a competere nel sulle generazioni più giovani. A comin-
grande mercato dei like, dei follower e ciare dalla formazione della loro identi-
di qualunque altra notifica che fa per- tà, sempre più narcisistica e alla ricerca
dere tempo e risorse a loro, ma guada- di conferme costanti dal web: «La pos-
gnare molto denaro alle multinaziona- sibilità, che si rinnova ogni mattina, di
li del digitale? “like” e di nuovi follower sui social me-
Un po’ plastificati ma felici. Li vediamo dia ha trasformato la normale coscienza
così, i ragazzi del nostro tempo, con le *** della propria immagine di milioni di
loro smorfie buffe, le espressioni am- Il grande affare economico degli persone in autoproiezione ossessiva»,
miccanti e le fotografie in cui sono pieni schermi colorati che costantemente come scrive Pankaj Mishra in “L’età
di amici e impegnati in attività che sem- richiedono il nostro intervento e la della rabbia. Una storia del presente”
brano appagarli. Possiamo letteralmen- nostra attenzione, distogliendoci dal- (Mondadori 2018).
te vederli, come mai è stato possibile la vita reale, non può essere fermato Ma anche a livello cognitivo le cose
alle generazioni adulte, perché non soltanto perché qualche studioso si è non vanno meglio, visto che gli studi ci
mancano di immortalare tutti i momen- messo in testa di analizzare la grave parlano di giovani e giovanissimi stu-
ti della loro esistenza sui più svariati
social network. E questi, come uno
specchio dell’epoca presente, ci restitu-
iscono l’immagine di una generazione
mai come oggi piena di possibilità e di
relazioni. Il guaio è che si tratta di uno
Generazione
di mutanti
specchio che distorce la realtà, perché
molti degli studi recenti ci dicono che in
verità la I-Gen (come la psicologa ame-
ricana Jean M. Twenge chiama la gene-
razione degli smartphone) è quella dei
ragazzi più soli, fragili, immaturi, de- Sempre più studi mettono in guardia contro
pressi e incapaci di allacciarerelazioni i gravi danni dell’iperconnessione sui ragazzi.
profonde ed equilibrate con cui il gene-
re umano abbia mai avuto a che fare. Ciò Ma comanda il business
al punto da spingere la stessa studiosa
d’oltreoceano a scrivere che «questa
generazione è sull’orlo della più grave
di PAOLO ERCOLANI
emergenza di salute psicologica giova-
nile da decenni. In superficie, però,va «mutazione antropologica» che ne sta denti sempre più incapaci di leggere un
tutto liscio» (J.M. Twenge, Iperconnes- derivando. Mutazione che aveva già libro, di approfondire testi scritti più
si, Einaudi 2018). intuito il pioniere degli studi sui mass lunghi di dieci righe, o anche di concen-
Certo, assumendo tale posizione il media, quel McLuhan che, parlando trarsi riuscendo a rielaborare un pensie-
rischio è quello di finire tra quelli che della Tv, ci ha insegnato che la posi- ro autonomo e critico (A.Gazzaley -
Umberto Eco chiamava «apocalittici», zione di chi formula un giudizio su un L.D. Rosen, “Distracted Mind”, Franco
ossia coloro che esagerano l’influenza media sulla base dell’«uso che se ne Angeli 2018).
negativa della tecnologia sulle sorti del fa» è piuttosto tipica dell’«idiota tec- Se da un lato c’è la Scuola che non
genere umano. Però, se si trova sempre nologico», ossia di colui che non sa che riesce più a formare delle teste pensanti
qualcuno disposto a tacciare di atteg- la natura umana è modificata non dai e dei cittadini in grado di contribuire al
giamento apocalittico chi si pone criti- contenuti veicolati dai media, bensì bene comune perché martoriata dai
camente rispetto ai nuovi media digi- dai media stessi (se leggo un libro tagli e sminuita dalla logica aziendalisti-
tali, dall’altra parte risulta assordante il tengo attivata l’immaginazione, se ca con cui la si è sciaguratamente “rifor-
silenzio che la politica e il mainstream guardo la Tv le immagini mi sono of- mata”, dall’altro c’è uno strumento assai

86 30 dicembre 2018 L’Espresso


più potente e suadente (la Rete) che sta dove è rigidamente controllato o addi- grado di sentire la vita che li circonda in
“allevando” ragazzi impregnati di indi- rittura vietato l’uso delle nuove tecnolo- tutte le sue sfumature e occasioni, inve-
vidualismo ed egoismo, sempre più in- gie, specie durante il processo di ap- ce che guardare quella virtuale che li
capaci di empatia come anche di allac- prendimento?! ipnotizza tramite gli smartphone.
ciare relazioni dialoganti e costruttive. Forse che questi signori, che si stanno Ecco allora che non si tratta di essere
arricchendo grazie al business della apocalittici, semmai «epocalittici» co-
*** tecnologia digitale, vogliono evitare che me suggerisce Marco Pacini nel suo
Quale prezzo stiamo pagando e pa- i loro figli appartengano alla generazio- “Epocalisse. Appunti di un cronista
gheremo, in ambito politico, per il ne dei ragazzi che stanno per ore seduti pessimista” (Mimesis 2018), invitando-
fallimento della formazione di cittadi- assieme a un tavolino di un bar senza ci con il realismo del giornalista a pren-
ni democratici (aperti al confronto, al mai parlarsi, perché la loro attenzione è dere atto di una crisi «che è cognitiva,
pensiero critico, alla tolleranza del rapita da ciò che accade nel mondo in tecnologica, ambientale, demografica,
diverso), sostituiti da «solitudini co- rete? Di certo vogliono evitare che fini- politica. Cioè totale, sistemica, epoca-
municanti» connesse ma non in rela- scano come molti giovani olandesi e le». E di cui non ci siamo accorti perché
zione, imbevute di spirito competiti- tedeschi, vittime di incidenti stradali distratti da quella economica, che ne
vo e di una mentalità avvezza all’omo- perché incapaci di distogliere lo sguardo rappresenta solo un frammento.
logazione e a lasciarsi dettare dall’e- dallo smartphone mentre attraversano Quella crisi economica che ha ridotto
sterno perfino l’agenda esistenziale? la strada, e per i quali in quei paesi sono i “millennial” a «generazione persa»,
Pensiamo sia un caso se, come ci stati previsti semafori e Led che diven- perché privata del lavoro e dei diritti
raccontano studiosi del calibro di tano rossi anche a terra. Né si vede il delle generazioni precedenti, mentre
Howard Gardner e Manfred Spitzer, gli modo di affrontare il problema, visto oggi ci ritroviamo a tutti gli effetti di
alti dirigenti delle multinazionali del che nelle scuole non si riesce ad intro- fronte alla «generazione risucchiata».
digitale (Apple, Amazon, Facebook durre l’educazione sentimentale, intesa Da schermi colorati che la ipnotizzano
etc.) mandano i propri figli in scuole anzitutto come formazione di ragazzi in con le luci della vita virtuale. Proprio

illustrazione di Giuseppe Fadda L’Espresso 30 dicembre 2018 87


Cultura Incontri sul futuro

Boris Pahor,
la rivolta di
un centenario
A 105 anni l’autore di “Necropoli” lancia
il suo manifesto contro la dittatura del
denaro: «Una malattia che ci è entrata
nelle cellule». E aggiunge: «Per essere di
sinistra non serve fare la rivoluzione, basta
ascoltare il popolo. È ora di ribellarsi»
di MARCO PACINI

88 30 dicembre 2018 L’Espresso


illustrazioni di Ettore Viola
Cultura Incontri sul futuro

Q
uello che mi preoccupa di
più è che non vedo una
rivolta contro il capitali-
smo. Dove ci sta portan-
do il capitalismo? Non
posso lasciare fuori que-
sta domanda. La crisi, le
crisi che stiamo vivendo
non sono nate dalla gente
semplice, ma dalla vittoria del denaro su tut-
to e tutti. Stéphane Hessel, che è stato in
campo di concentramento con me, scrisse
“Indignatevi!”. Ma io non vedo più nemmeno
questo: vedo piccoli fuochi, proteste, della storia», scrisse Claudio Magris di Trieste: la vista spazia da Pirano,
frustrazione... ma non la rivolta mo- nell’introduzione alla prima edizio- gioiello veneziano incastonato nella
rale contro il capitalismo. Viviamo in ne italiana (fatta eccezione per un piccola fetta di Istria slovena, al ca-
una società egoista, che fa schifo; il una piccola traduzione apparsa nel stello di Miramare. La Storia in uno
capitalismo non è un’idea, è una ma- ’97 con diffusione locale) dell’opera. sguardo, da questa villetta sul Carso:
lattia che ci è passata nelle cellule, E con la complessità della storia, con la Serenissima, gli Asburgo, la Resi-
glielo dice un anticomunista». il dovere della memoria, Boris Pahor stenza, la pulizia etnica e linguistica
È come un grido questo congedo di continua il suo corpo a corpo quoti- dei fascisti in quest’altopiano slavo-
Boris Pahor, dopo oltre un’ora di diano. Lavora ancora lo scrittore fono di pietre e boscaglia, le leggi
colloquio. Nonostante il sillabare della minoranza slovena di Trieste, razziali annunciate laggiù a sinistra,
lento, il tono basso della voce, come più volte candidato al Nobel. Qual- tra quei palazzi imperiali un po’ sfuo-
può esserlo quello di un uomo che il che pagina al giorno. cati da qui, in piazza Unità. L’Italia in
prossimo agosto compirà 106 anni. Nel tinello, su un piccolo tavolo c’è attesa fino al 1954, quando finisce
Che ha attraversato il buio del Nove- una vecchia macchina da scrivere, l’amministrazione alleata, la cortina
cento raccontandolo in migliaia di una Remington Deluxe, con un foglio di ferro, il confine del “nostro mon-
pagine. Soprattutto in “Necropoli”, il infilato che attende l’inchiostro. do” che passava qui, qualche centi-
capolavoro che ha preso forma nel «L’ho acquistata a Lubiana tanto naio di metri più su.
campo di concentramento nazista di tempo fa. L’ho fatta pulire bene, ve- Al numero di cellulare aveva rispo-
Natzweiler-Struthof e che l’Italia ha de? Batte forte... La uso da 40 anni». sto lui, che a 105 anni fa ancora il
scoperto nel 2008, con quasi 40 anni In veranda ci sono dei panni appe- segretario di se stesso. «Chi? Ah,
di ritardo da quando fu pubblicato na stesi dalla badante con cui Boris l’Espresso? Venga, venga a trovarmi,
per la prima volta, in sloveno. Pahor parla solo in sloveno. Tra i ma io i 105 anni li ho compiuti ad
«Necropoli riesce a fondere l’asso- panni si intravede l’azzurro. Chie- agosto... di cosa vuole parlare?».
luto dell’orrore con la complessità diamo di uscire. Là sotto c’è il golfo Della storia professore, di quella

90 30 dicembre 2018 L’Espresso


Camera a gas sperimentale nel campo di concentramento di KL Natzweiler-Struthof

che stiamo vivendo, e di quella che si ropa aveva costretto i popoli alla «Senta, le faccio un esempio: i poeti
annuncia. Del passato, del Novecen- sottomissione. Appena è crollata e gli scrittori classici sloveni sono
to, lei forse ha già detto e scritto l’Urss i popoli hanno cominciato a fioriti sotto l’impero austro-ungari-
tutto.... . respirare, a sentirsi liberi». co. Li lasciavano fare, non erano
«Molto, forse. O forse non abba- Ci sono nazionalismi buoni e cattivi? È oppressi, era un nazionalismo
stanza, visto che voi giornalisti in questo che sta dicendo, professore? onesto... Poi arrivano il fascismo
Italia non vi siete mai occupati vera-
mente della comunità slovena di
Trieste... Noi eravamo la pietra dello
scandalo, sa. L’Italia voleva Trieste
ma noi triestini sloveni eravamo qui
da secoli... Eravamo una comunità
Nel tinello c’è una Remington
culturale forte. Poi è arrivato il fasci-
Deluxe. «Batte forte, la uso
Foto: Keystone-France/Gamma-Rapho via Getty Images

smo e ci hanno caricati sui treni. In


Francia conoscono la nostra storia,
nelle scuole italiane non se ne è mai
parlato».
da 40 anni. Noi sloveni
E sarebbe più che mai necessario, al
risorgere dei nazionalismi, di nostalgie di Trieste eravamo la pietra
di regime...
«La memoria non è necessaria, è
indispensabile. Ma quando si parla di
dello scandalo. Poi arrivò il
nazionalismo io distinguo. Finché
c’era l’Unione sovietica anche l’Eu- fascismo e ci deportarono»
L’Espresso 30 dicembre 2018 91
Cultura Incontri sul futuro

e il nazismo, e oggi spuntano


funghi velenosi qua e là. Ma io
sono un disgraziato, ho visto i campi
di concentramento e dopo questo
non vedo nulla di simile all’orizzon-
te».
Insomma i “funghi velenosi” non pren-
deranno il sopravvento?
«Questo dipenderà... Se rinascerà
una sinistra più persuasiva resteran-
no fenomeni isolati e probabilmente
non duraturi. Per il momento la sini-
stra è andata a ramengo, ovunque.
Per essere di sinistra non serve esse-
re rivoluzionari: sarebbe stato suffi-
ciente ascoltare il popolo. Invece non
sono riusciti a proporre nulla, a co-
struire uno scenario di sinistra senza
comunismo che potesse convincere
il popolo. Dire questo non è populi-
smo. Bastava essere di sinistra “a
metà” invece di inseguire la destra. E
se insegui la destra, se costruisci un
modello sociale fatto solo di arrivi- 13 luglio 1920: i fascisti incendiano la Casa del popolo degli sloveni di Trieste
smo, se non riesci a trovare punti di
mediazione e vivi di contrasti inter-
ni... beh, allora vince la destra, è ov-
vio». e mi ha detto: “Forse sono l’unico che «No, non ho seguito le elezioni ita-
Le cronache, e non da oggi, raccontano ha capito quello che lei voleva dire”». liane. Noi della minoranza slovena
di un razzismo che rialza la testa, in E che cosa aveva capito? votavamo sempre con la sinistra, ma
molti luoghi d’Europa. E in Italia. «Che la memoria, la storia di un luo- vista la malaparata della sinistra ita-
«Io sono al limite delle mie forze... go, contano. Il che non vuol dire che liana mi sono disinteressato. Del re-
questo forse mi induce a non voler in loro nome non si debba accogliere. sto nemmeno in Slovenia avrei vota-
vedere? Non credo sia così. Nella Lui mi disse “vengo dall’Africa e ci to la sinistra. Quale sinistra?».
società europea in generale non vedo sono legato, quello resta il mio esse- Provi a immaginarne una.
ancora spinte così forti verso il raz- re. Ora sono qui e provo a fare del «E come? Come si fa a creare un go-
zismo. Certo i bulbi per una a rina- mio meglio”. Io avevo solo detto che verno sociale se si è completamente
scita di questo fenomeno ci sono ma non poteva conoscere, sentire pro- immersi nel credo capitalista? È la
sono minoranze e io ho visto altro... fondamente la storia di Pirano, non grande domanda. Sicuramente avrà
e come le dicevo sono al limite delle che non potesse essere un buon sin- sentito anche lei la favola dei cospi-
mie forze». daco. Ecco, era tutto qui». razionisti che racconta dei grandi
Lei è stato definito nazionalista da una La memoria, la storia... capitalisti del mondo riuniti attorno
parte della sinistra della Slovenia, poi «Purtroppo siamo senza memoria, a un tavolo per mettere i popoli l’uno
c’è stato l’episodio di quel sindaco di senza storia. E quando accade questo contro l’altro con lo scopo di domi-
colore nella cittadina slovena di Pirano tutto viene rimesso in discussione, narli meglio... È una favola, natural-
e qualcuno le ha dato anche del razzi- libertà compresa. Anche gli sloveni mente. Ma non la vediamo questa
sta, quando lei fece intendere di non hanno interpretato la libertà in mo- tendenza al dominio inarrestabile
aver gradito quell’elezione. O almeno do sbagliato e hanno cominciato del capitale, del denaro?».
così fu interpretato... presto e rubare». Professore, qualcuno potrebbe leggere
«È stato un gigantesco malinteso. Io Ha votato alle ultime elezioni politi- queste sue parole come un’evocazione
mi sono incontrato con quel sindaco che? dei “poteri forti”, categoria che va per

92 30 dicembre 2018 L’Espresso


Uno mi può dire: ma cosa te ne im- come quelli che ogni giorno ci fanno
porta che tu fra poco sarai sottoter- vedere le tecnologie, perché non è in
ra? Dico che me ne importa perché grado di fare questo? Una ricerca per
c’è gente che vive, gente che nasce. l’uomo, per vivere con senso una vita
Pensare a questo è un vivere onesto. diversa da quella dell’avere, del con-
La natura è senza coscienza, ma noi quistare. Nessuno che si chiami uo-
ce l’abbiamo, o dovremmo averla». mo resti senza pane. Si può. Solo così
Che cosa significa “i miracoli può farli l’umanità della grande innovazione
l’uomo”? avrà creato qualcosa di Nuovo».
«Io ricordo noi dei “triangoli rossi”... Lei è uno scrittore. Che contributo può
gli internati politici nei campi di la- dare la letteratura, se può darlo, a que-
voro nazisti. Un pezzo di pane, una sta “innovazione”?
minestra di rape, nient’altro. Ho pre- «La letteratura vale dove c’è già dispo-
so la tisi, dovevamo morire come sizione di spirito. Vale quando c’è chi
tutti gli altri: gli ebrei gli zingari... accetta, è all’altezza, per ricevere que-
Sono qui». sta ricchezza. Ma che con la lettera-
In questo mondo che non le piace. tura si possa innescare questa rivolu-
«Ma potrebbe. Una sola cosa ci vuo- zione morale, intellettuale, psicologi-
le: non il tavolo dei capitalisti che ca... non ci credo. Altrimenti ci sareb-
tengono in pugno il mondo come be riuscito il cristianesimo».
nella favola (ma neanche tanto) dei Come trascorre le sue giornate?
cospirazionisti. Ci vuole un altro «Ho molti incontri, vengono a trovar-
tavolo, un incontro universale per mi. Ho una biblioteca a Prosecco do-
l’uomo e la sua sopravvivenza. Du- ve ho messo quasi tutti i libri. Porto lì
rerà un giorno? Un anno? Dieci anni? chi viene a trovarmi, e parliamo. Poi
Non importa. Dobbiamo cercare scrivo ancora qualche paginetta. Leg-
uno scopo per l’uomo finalmente, go, possibilmente in lingua origina-
la maggiore tra i leader di questo go- interrompere una storia che da Ales- le... Mi sono appena riletto “Vita di
verno. sandro Magno a Hitler ha significato Gesù” di Renan».
«Questo governo? Lasciamo stare. sterminio. Un incontro universale C’è ancora il tempo per un caffè, che
Sto cercando di capire come pensano tra medici, poeti, ingeneri, religiosi... si raffredda nella tazza mentre Boris
di rovinare ancora l’Italia. Non rie- Mi si dice che è un’utopia? Se un Pahor ha un’ultima parola da aggiun-
sco a capire che qualità abbiano per uomo è capace di fare “miracoli” gere: rivolta. Q
fare questa rivolta di cui io parlo,
quella necessaria. Facendo debiti
invece di pagarli? Non si può gover-
nare con le illusioni. Mai».
Tornando al dominio del denaro, “inar-
restabile” suona come una sentenza
«I miracoli non esistono o
definitiva. Se la politica nulla può,
cos’altro? Una fede? Un miracolo? può farli solo l’uomo. Sono
«I miracoli non esistono o può farli
l’uomo... Io sono un panteista. E mi
riconosco nelle parole di Einstein:
un panteista. Mi inchino
“sono religioso ma non credente”. Mi
alla natura, ogni giorno da
Foto: Collezione Mario Tomarchio

inchino davanti alla natura, lo faccio


ogni giorno da quando sono uscito
dal campo di concentramento. Pos-
sono distruggere loro stessi gli uomi-
quando sono uscito dal
ni e con sé stessi questa palla che
chiamiamo mondo, il nostro mondo. campo di concentramento»
L’Espresso 30 dicembre 2018 93
Cultura
Libro Mario Fortunato

Un tunnel direzione vita


La consueta voce piana, esatta. Il romanzo
di Yehoshua, però, ha un finale debole

L
e librerie di fine anno sono Mani”, “Un divorzio tardivo”)
inondate da sciocchezze: mi erano inediti da noi, o di là da
chiedo sempre chi compri venire. Da allora, questo scrit-
quei volumi inutili che defi- tore non ha mai tradito il sotto-
niamo strenne, per non par- scritto e le decine di migliaia di
lare dei libri scritti da cantanti-calciato- aficionados che si è guadagnato
ri-soubrette e senza aggiungere le anto- in Italia. Perciò niente di meglio
logie cretine del tipo “Natale in giallo” e che concludere in bellezza. L’e-
“Cenone col delitto”. Tuttavia, qualche lemento più affascinante (e per
buon romanzo riesce a farsi strada sino a me ipnotico) dei romanzi di
noi lettori. Ed è così che pesco, sul ban- Yehoshua non risiede nelle sto-
cone delle novità di questa fine 2018, “Il rie che racconta: talvolta si trat-
tunnel” (Einaudi, traduzione di Alessan- ta di storie di straordinaria
dra Shomroni, pp. 339, € 20), ultima fa- complessità, che incrociano il
tica di uno scrittore israeliano che ho destino individuale con quello
amato ancor prima di del suo Paese; talaltra si tratta di vicende è sempre spiazzante. La sua bonomia è
leggerlo, Abraham B. più semplici e magari meno riuscite sot- un’apparenza, perché punta a restituire
Yehoshua (1936), co- to il profilo narrativo. Ma ciò che è una le vibrazioni più misteriose e conturban-
nosciuto secoli fa a costante riconoscibile già dal primo rigo ti della nostra anima. “Il tunnel” non è il
Haifa e segnalato per di ogni suo libro, ciò che cattura la mia suo romanzo più riuscito - ha un finale
pura e semplice sim- attenzione in maniera vorrei dire magica debole e i personaggi di Assael e Hanadi
patia alla casa editrice è il tono della sua scrittura. Yehoshua non sono poco sgrossati - ma è un eccellente
dello Struzzo, quan- è un autore “flamboyant”, non gioca d’ef- viatico verso il nuovo che la vita sa rega-
do i suoi capolavori fetto e anzi snobba gli artifici. Ha una larci, anche se siamo vittime della più
(“L’amante”, “Il signor voce piana, ragionevole, esatta: che però stolida fra le angherie. Q

Cartooning Nella vita però uccide i giganti che


minacciano la cittadina costiera dove
vive, anche se nessuno le crede.
lanciandosi in un
commovente
romanzo, a cavallo tra

La bambina che Questa immane responsabilità non la


rende immune dalla paura di salire al
primo piano dell’abitazione dove vive
la realtà e la fantasia,
sulla fatica
dell’accettazione del
uccide i giganti con la sorella maggiore: lassù, infatti,
c’è un orrore che nemmeno lei è in
lutto.
I disegni sono di J.M.
Oscar Cosulich grado di gestire. Ken Niimura,
“I Kill Giants” (Bao Publishing, pp. madrileno di origine nipponica, che
Barbara Thorson è un’undicenne 240, € 19) è la nuova edizione interpreta la vicenda in un bianco e
asociale: indossa grandi orecchie da arricchita del pluripremiato nero fortemente espressivo. “I Kill
coniglio e gela compagni di classe e capolavoro sceneggiato dallo Giants” è diventato anche un film (ora
insegnanti con un sarcasmo davvero statunitense Joe Kelly che, su Netflix), sempre sceneggiato da
insolito per la sua età. La ragazzina esorcizzando un trauma personale, Kelly, diretto dal danese Anders
ama solo il gioco di ruolo Dungeons & abbandona qui le abituali atmosfere Walter, con Madison Wolfe (Barbara) e
Dragons, dove è un master superomistiche (tra i suoi crediti Zoe Saldana (la psicologa della
implacabile nell’eliminare i giocatori. “Deadpool” e “Superman”), scuola). Q

94 30 dicembre 2018 L’Espresso


Leggi anche
Il giorno più lungo
Paolo Di Paolo
Un anonimo ebreo romano, senza
qualità. Di fronte alle leggi razziali
È un racconto bellissimo: di un’asciuttezza tale da
rendere ancora più forte la commozione. C’è un uomo
qualunque, un anonimo romano senza qualità, senza
desideri - uno che si trascina sperando solo di non dare
nell’occhio. Un mattino di settembre del 1938, mentre
sui banchi del mercato fa «invitante mostra di sé la
prima uva pizzutella», Enrichetto Norzi scopre dal
giornale l’entrata in vigore delle leggi razziali. È
incredulo. Ne parla con la donna che gli affitta una
stanza. Lui si sente - forse ancor prima che ebreo -
romano, come i tramonti che ogni sera contempla da
Ponte Sisto. La padrona di casa lo protegge come può,
considerandolo quasi un marito. Ma a Enrichetto - Adolf Hitler e Benito Mussolini a Roma nel 1938. Nella
disperatamente (e dignitosamente) solo - le leggi razziali pagina a fianco: lo scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua
negano perfino il diritto alla solitudine: è inchiodato con
violenza a un’identità che non ha scelto. mio padre, l’ebreo Giacomo Debenedetti», il grande critico,
Antonio Debenedetti racconta la ferocia della l’autore di “16 ottobre 1943”.
Storia dal piccolo cuore di un signor nessuno, Davanti al razzismo «che oggi osa rialzare la testa», lo
privato anche della possibilità di restare quel scrittore - nato l’anno prima delle leggi razziali - riannoda in
signor nessuno. Nell’introduzione a “Quel questo libro diversi fili del suo lavoro. E mentre interroga
giorno quell’anno” (Solferino libri, pp. 80, 10 l’umano, con pietà per tutti gli Enrichetto della storia e del
€) Debenedetti parla della profonda ferita del presente, sfida la coscienza del lettore. Rimettendolo di
suo orgoglio di figlio: «Questa ferita riguarda fronte alla scandalosa evenienza per cui “quel giorno
l’umiliazione impressa dalle leggi razziali a quell’anno” si può impedire a qualcuno di esistere. Q

Romanzo Quell’eroina così infrequentabile Gaia Manzini


Storia di Gilgi, la ragazzina ribelle nata dalla penna di Irmgard Keun

L
a tiene stretta nelle mani, Gilgi, la sua piccola sta una monella di dieci anni, senza nome; la sua capacità di
vita... Così iniziava “Gilgi, una di noi”, il romanzo mandare a gambe all’aria la vita quotidiana, l’ironia con cui
che nel 1931 aveva fatto entrare Irmgard Keun inscena l’incomunicabilità col mondo adulto e ogni forma
nella letteratura tedesca. Gilgi, la ragazza che di potere. La seguiamo nelle mirabolanti avventure che ri-
rifiuta l’educazione borghese e qualsiasi ruolo cordano Huck Finn, ma anche Pippi Calzelunghe o Gian
subalterno, che si impone come un nuovo modello femmi- Burrasca: lo scherzo del teschio, le decalcomanie sulle pa-
nile. Gilgi, frizzante e piena di vitalità come lo stile della reti, il registro rubato, la lotta con l’orso
Keun. Irmgard era stata una dattilografa e un’attrice: fu lo del circo, una lettera scritta all’imperato-
scrittore e drammaturgo Alfred Döblin a riconoscerne il re, la visita alla mummia. «Devo imparare
talento e a incoraggiarla, giacché la sua impertinenza suo- a prendere la vita sul serio. Ma com’è che
nava come promessa di uno sguardo letterario graffiante. E si fa?», sospira tra sé, mentre sullo sfondo
infatti non sorprende che nel 1933, dopo l’ascesa di Hitler e la Grande Guerra sta per finire. La sua è
la messa al bando dei suoi romanzi, la Keun fece causa al insolenza senza malizia, è ribellione che
Foto: Xxxxxxxxxx

Reich. Ritroviamo lo spirito sovversivo di Gilgi e di Irmgard diventa emancipazione. La stessa che Ir-
anche in questo libro, “Una bambina da non frequentare” mgard, compagna di Joseph Roth, aveva
(L’Orma, pp. 180, € 16), il primo scritto in esilio. Protagoni- praticato per tutta la vita. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 95


Cultura Classica mozartiani di inusitata
compostezza aristocratica, che ha
fra i culmini espressivi l’“Adagio”
Riccardo Lenzi del quinto in la maggiore. Eleganza
che si rinnova nelle Sonate

Buuh! e Partite per violino solo di Bach,


in cui rifulge l’adamantina
chiarezza nello svolgere la scrittura
contrappuntistica, o nelle
inflessioni settecentesche
dell’“Andante assai” del Secondo
concerto di Prokofiev, ingentilito dal
sapiente pizzicato degli archi della
London Symphony Orchestra.
Dopo l’appello del sindaco di Indegni dell’oblio pure i meditativi
Cenate di Sotto (comune di 3.700 Trii di Beethoven che lo vedono -
piissime anime nel Bergamasco) al per così dire, dato il livello
sovrintendente Alexander Pereira,
durante le prove di “Attila” alla
Scala è sparita la scena in cui una
L’aristocratico degli artisti coinvolti -
accompagnato dal
pianista Wilhelm Kempff
statua della madonna veniva
scaraventata a terra, come previsto
dalla regia di Davide Livermore.
suono di Szeryng e dal violoncellista Pierre
Fournier. Senza
trascurare i toni istrionici
Il sindaco del paese ha spiegato: A cent’anni dalla nascita dei Concerti 1, 3 e 4 di
«Con la mia lettera a Pereira ho un cofanetto di cd rievoca Paganini, nei quali violino
e canto vanno di pari
chiesto in qualità di credente che
fosse tolta questa scena blasfema il grande violinista polacco passo con i gorgheggi e le
contro l’immacolata e contro la colorature di Rossini, o le
cristianità». Q Cent’anni fa nasceva a Zelazowa atmosfere corrusche del Concerto
Wola, quindi concittadino di Chopin, il di Sibelius dai vividi contrasti
violinista Henryk Szeryng. Alla fine degli tematici, con la monolitica
anni Cinquanta, complice un altro orchestra del finlandese che

Bravo! polacco, il celeberrimo pianista Arthur


Rubinstein, registrò alcuni magnifici
dischi con i quali raggiunse la fama
internazionale, successivamente
sembra accompagnarlo come
un gigantesco ghiacciaio le
evoluzioni d’un’agile volpe artica.
Suono che pare drammatizzarsi,
consolidata e testimoniata dai brani acuirsi fino al parossismo, nel 
raccolti nel cofanetto in 44 cd ora Concerto per violino di Alban Berg,
uscito per Decca. Esso racchiude che raggiunge il suo culmine
alcune sue memorabili interpretazioni, d’intensità nel commovente
nelle quali possiamo ammirare “Adagio” finale. Q
la purezza dell’intonazione,
l’ampio fraseggio, il timbro Henryk Szeryng
Molta attesa per il debutto nel lucente, il sapiente vibrato
tradizionale concerto di Capodanno raggiunto attraverso l’agile
da Vienna di Christian Thielemann. movimento delle dita, che dona
Dionisiaco apostolo wagneriano, variazione e bellezza alle note,
interpreterà dunque la più leggiadra che giungono mai piatte e senza
musica dei valzer. In passato fu personalità. Suono nobilissimo
protagonista di scelte controverse, e mobilissimo dunque,
come la difesa della musica di d’ascendenza francese,
Hans Pfitzner, compositore acquisito dagli studi con
dalle simpatie naziste, che gli costò Jacques Thibaud e dalle lezioni
l’allontanamento dall’incarico di composizione con Nadia
di direttore dello Staatstheater Boulanger, che si dispiega
di Norimberga. Un conservatore attraverso il suo Guarneri “Le
dunque, ma anche un autorevole Duc” del 1743, affrontando
Foto: Xxxxxxxxxx

rappresentante del repertorio un’integrale dei Concerti


romantico tedesco. Q

96 30 dicembre 2018 L’Espresso


GIANFRANCESCO TURANO

IN 1 FOGLIO

R
uppe il cazz anche per non ma gli rovesciò addosso la sua vera immagine:
andare a teatro l’antivigilia di un dilettante. Per una vita si era accontentato
Capodanno. Ciò non sorpre- di rompere il qatso quasi a tempo perso. La
se i suoi cari. Egli rompeva il sua dote, poiché tutto può divenire una dote,
ktz su ogni cosa. Durante il era stata affidata alla gestione di estranei. Egli
solo periodo delle festività aveva sminuito quel diamante con un atteg-
cristiane, l’aveva rotto per giamento piagnucoloso: non vi lamentereste
non comprare i regali, per di quanto vi romp’il ’azzo, se sapeste quanto
non andare dallo zio Turi, mi costa farlo. Che tragico errore.
per non partecipare alla pizzata natalizia con Dopo lo spettacolo, tralasciando di rom-
i colleghi dell’ufficio, per non comprare il pere il c...o al tassista che aveva finto di sba-
panettone e per non cambiare i tergicristalli gliare strada, si appuntò a mente la strategia.
alla macchina del figlio. Per un elenco com- Prima fase: aggressione della vittima che si
pleto si veda al opporrà con
sito www.vuo-
ifinirladirm- ESSERE MOLESTO promesse fa-
sulle. Secon-
prlczzo.it.
Il punto è
che, a 49 anni,
IN TRE FASI da fase: au-
mento della
pressione con
egli era un rompic incompiuto. Tale si dove- la vittima che prorompe nella frase rituale
va considerare, dopo avere comprato i rega- (“mi hai r il c, io non ti devo niente”).
li, perso mezzo pomeriggio dallo zio Turi, Qui l’amatore si ferma. Riceve la nomea
mangiato una pizza acida, cambiato i tergi- di r/c, ma zero vantaggi e nessun risultato.
cristalli e via dicendo. Per di più, queste Ecco, invece, la fase tre. Ingiuriato, cospar-
sconfitte gli venivano imputate come aggra- so di sputi, diffamato, il rompicazz continua
vanti mentre egli, in ultima analisi, le vedeva ad avanzare. La vittima, come una giovane
come spazi di mediazione. corteggiata da un Casanova repellente,
Lo spettacolo teatrale dell’antivigilia pre- concede tutto.
vedeva quella rottura di ca di Pirandello Nel taxi la moglie si vide osservata con
nell’atto unico La Patente. Fu la luce. Egli si una luce che presagiva nuove e più orribili
specchiò nel dramma dello iettatore e il dram- otture i azzo. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 97


le manine appena appena sudate ben Trash News
Hovistocose consapevole del fatto che tanto il barista
lo ignorerà bellamente. Una solida
Beatrice Dondi eccezione a questo triste andazzo da
Gianmatteo Pellizzari

evidenziatore è il lavoro di Diego Bianchi


in arte Zoro. Tutta quell’atmosfera di Egemonia del
spumoso divertimento che si percepisce
nello studio di Propaganda Live tra un
tweet e uno spiegone, prende davvero
cattivo gusto
corpo quando non c’è più molto da ridere. Quella che state leggendo è la
Quando cioè Zoro si tira dietro in gioioso “Trash News” numero 100.
corteo l’aria, per dirla col Presidente Non lo diciamo per frivolezza,
“scanzonata e mai banale”, del ovviamente, ma per sottolineare
programma. E con le sue magliette, la che il trash è davvero un
fede romanista e la videocamera nella serbatoio senza fondo. Una
mano destra esce a mostrare pezzetti mazzetta di colori che include
di mondo. Spiazzando tutti. ogni genere di sfumatura, ogni

Ditelo alla Zoro Con un certosino lavoro


sulla sottrazione lascia
parlare le immagini. Nude.
declinazione possibile.
Non tutti ne sono consapevoli, e
100 numeri di una rubrichetta
monografica non bastano a
Per raccontare una storia non Ironiche. E sfacciate. Tra i
bambini scalzi, nel fango del cambiare lo stato delle cose, ma
serve molto. Basta la storia. Ma Congo che dicono mamma, il trash è vivo e lotta assieme a
noi.
bisogna saperlo fare esattamente come noi. Tra Ormai lontanissimo dalla nicchia
i terremotati delle Marche
«Esclusivo». «Mai visto». «Per la prima che aspettano che arrivi il freddo. Tra i sottoculturale degli anni Ottanta,
volta». «Attenzione». Tutto rigorosamente braccianti, in cerca di dignità guidati da di cui Tommaso Labranca fu
col punto esclamativo, una generosa Aboubakar. O nella piazza di Salvini, dove meraviglioso cantastorie, e
manciata di lettere maiuscole e qualche si vogliono tutti un gran bene ma alla fine presentissimo nei nostri scenari
sottolineatura, che fa elegante. Il servizio un ragazzo con il pericoloso cartello “Ama quotidiani, complice la somma di
giornalistico che passa il convento ormai il prossimo tuo” si riempie di sangue. A due elementi: evangelizzazione
dà il meglio di sé con l’effetto annuncio vedere i reportage di Zoro viene sempre digitale e involuzione umana.
altisonante. In genere poi più è grande da pensare «ah potrei farlo anch’io». La tempesta perfetta!
il carattere e meno c’è qualcosa da Come se bastasse inquadrare e Non tutti sono consapevoli
raccontare. Più è urlato il nome aspettare che succeda qualcosa. Allora dell’attuale egemonia trash,
dell’intervistato e meno cose avrà da viene da chiedersi: perché non funziona ripetiamo, perché il trash ha
dire. E più è sbandierato il tema del per tutti? Semplice. Come diceva quel smesso di essere una parodia
reportage più si vede la fatica con cui tale che con la scultura ci sapeva fare, la grottesca e pacchiana della
cerca di sbucare tra una scritta e l’altra, figura esiste già, intrappolata nel marmo. realtà: è diventato “la” realtà.
sussurrando con una vocina sottile “Io Bisogna solo liberarla. Ecco. Zoro in Uno specchio assolutamente
sono il tema, mi guardate? Parlate di mano ha uno scalpello. Senza scritte fedele e non più deformante.
me?”, un po’ come un bambino timido al luminose sbatte, picchia e togliendo qua La cronaca di una caduta sociale
bancone del bar con la moneta stretta tra e là, trova la notizia. E andiamo avanti. Q progressiva e, salvo miracoli, non
più reversibile. Ieri esisteva un

Semaforo TV perimetro, oggi no: il trash è


libero di tracimare, di prosperare,
condizionando il pensiero ben
prima che le mode. È sostanza,

O O
A Giorgio Verdelli premio Piccola nota a margine sulla
sartoria di fine anno: per la variegata giuria di “Sanremo non semplicemente forma o
puntata di “Unici” ha preso il Giovani” che tempo fa ci ha attitudine.
repertorio di “Non Stop” e la sua banda accompagnato per ben due serata È pura ontologia. Poi, certo,
di pazzi meravigliosi, qualche pillola di insieme al quel bel ragazzo di Pippo nessuno ci vieta di circoscriverlo
interviste di raccordo, un po’ di storia Baudo e a quell’anziano signore di nome a Valerio Scanu travestito da
italica e ha cucito bene bene senza Rovazzi. Parafrasando l’immortale Anna Oxa, però non sarebbe
saltare neanche un punto. Il risultato? pubblicità viene da dire: «Non avete mai onesto: sarebbe solo
Un graditissimo regalo di Natale. guardato X Factor? Ahi ahi ahi ahi». rassicurante. Q

98 30 dicembre 2018 L’Espresso


Cultura
Arte Germano Celant

Autentico
Andy Warhol
Quadri, sculture, foto. Che mescolano alto e
basso. A New York il maestro della pop art Art box
Alessandra Mammì

I
l fondamentale contributo alla storia dell’arte moderna e contempo-
ranea di Andy Warhol (1928-1987) non passa soltanto attraverso i WE SHALL OVERCOME
suoi quadri e le sue sculture, che riguardano le immagini prodotte Nita Kadan e Anastasia Potemkina
dai mezzi di comunicazione di massa per una società dei consumi, “Il corpo di Attis non decadrà”.
ma attraverso la sua attitudine a considerare l’arte un linguaggio tra Fino al 1 marzo. Laura Bullian Gallery.
gli altri linguaggi, dal cinema alla televisione, dalla pubblicità alla fotogra- Milano.
fia, dall’editoria alla musica e al teatro senza distinzioni di sorta. Un muo- Attis nacque da un mandorlo generato
versi in orizzontale che afferma un territorio di produzione di “cose” il cui dal sangue di Agdistis, demone nato
valore estetico può riguardare l’alto e il basso del pensiero e dell’esperien- dallo sperma di Zeus caduto su una
za. Un procedere che lo tramuta in una macchina che non risponde più pietra. Creatura che partecipava di
alle emozioni e ai concetti personali, ma registra i dati preesistenti emessi essenza umana, minerale, vegetale
dai media popolari. Con Warhol è caduto il mito dell’unico e dell’autenti- e univa organi maschili e femminili,
co, del fatto a mano e del singolo, per un attraversamento impersonale e dominando sugli altri dei. I quali
superficiale sullo schermo della pittura o della scena visiva, del già fatto e invidiosi, lo evirarono: da qui il sangue,
già comunicato, come il ritratto di una diva, Marilyn Monroe, o di un il mandorlo e Attis anche lui essere
cantante, Elvis Presley, o di un profumo, di una bevanda e di una scatola vivente e non vivente, umano e divino,
di cibo, dalla Coca Cola alla Campbell Soup. Questa circolarità, che non femmina e maschio. Rivediamo qui il
distingue le scelte, ma si affida alla passività dello sguardo voyeuristico e mito frigio applicato a questa
contemporaneità reale e irreale,
meccanico (al Whitney Museum, New York, fino al 19 marzo 2019), ha
così come lo raccontano video,
creato un flusso continuo di sperimentazioni visive che, per soddisfare il
installazioni, disegni di due militanti,
gusto corrente di tutte le classi sociali statunitensi, hanno oscillato tra
trentenni artisti (lei russa, lui ucraino)
innovazione e conservazione. Si sono intrecciate con il mondo commer- che ci parlano di guerra, distruzione e
ciale e il sistema artistico, evi- rinascita.
denziando il loro stretto rap-
porto mercantile quanto la reci- MATERIA E MEMORIA
proca superficialità, che si è Dora Tass “Perturbing Objects”. Fino
tradotta nell’utilizzo di tecniche al 30 gennaio. Om the Spot. Via delle
quali la serigrafia o la stampa Mantellate 15 A. Roma.
editoriale, come nella rivista In un nuovo spazio che unisce co-
“Interview”, in cui hanno con- working, incontri e mostre ecco il
vissuto il pettegolezzo e la cro- lavoro di un’artista pendolare fra
naca. Un mosaico tra ricerca Europa e New Mexico, immersa in una
estetica, mondanità e glamour, ricerca sulla luce che produce intensi
moda e sport, danza e gallerie ologrammi cangianti e in apparenza
che si può considerare una spac- liquidi. Uno spazio fluttuante da cui
cato della società attuale, in cui emergono immagini che ci riportano al
il mercato soffoca la cultura. Q Novecento delle avanguardie letterarie
e artistiche. I caratteri Bodoni di un
vecchio giornale, una macchina da
Andy Warhol “Green Coca-Cola scrivere, icone surrealiste, frammenti
bottles”. In alto: Anastasia di memoria spontanea degni di un
Potemkina “Untitled” risorto Henri Bergson. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 99


Cultura Cinema e storia

In sala
con il
potere di FABIO FERZETTI
Intrighi. Retroscena. Uomini ombra.
Sul grande schermo arriva una
protagonista inattesa: la politica

S
e solo un paio d’anni crollo di Wall Street, stavolta prende tanamo, leggi speciali e torture. In-
fa ci avessero detto di mira la figura del vicepresidente di somma c’è davvero poco da ridere,
che durante le feste di George W. Bush, usando più o meno tanto più che il personaggio è tragica-
Natale saremmo an- le stesse armi e in parte lo stesso cast mente privo di carisma e anche la sua
dati a vedere un film (anche qui ci sono Steve Carell, stavol- vita, tutta lavoro e famiglia, offre ben
su Dick Cheney, l’uo- ta nei panni di un ghignante Donald pochi appigli spettacolari. Ma proprio
mo più grigio che ab- Rumsfeld, e soprattutto un lievitato, qui stava la sfida, e bisogna dire che il
bia mai calcato la sce- irriconoscibile, sbalorditivo Christian cinema così inventivo di McKay riesce
na politica america- Bale in quelli di Cheney). a rendere le retrovie del potere veloci,
na, probabilmente ci saremmo fatti La scommessa è ancora più forte, pericolose e brulicanti come il pit stop
una risata. Invece è proprio così. Gio- perché se un gruppo di finanzieri sen- di una corsa automobilistica. Oltre
vedì 3 gennaio esce anche in Italia, za scrupoli autorizzano le più folli che imprevedibili per i mille dettagli
carico di candidature ai Golden Glo- invenzioni di scrittura e di regia, la che movimentano il racconto tessen-
bes, “Vice - L’uomo nell’ombra” di sorda ma inesorabile ascesa del futuro do una trama fitta di insospettabili
Adam McKay, il regista e autore sati- vicepresidente parte dagli anni già risonanze dietro le mosse di quel po-
rico che dopo esser riuscito a rendere opachi della sua gioventù alcolica in litico passato per l’industria petrolife-
scoppiettanti come una puntata del Wyoming per passare attraverso l’11 ra (la famigerata Halliburton) che
Foto: Xxxxxxx

“Saturday Night Live” gli intrighi del- settembre e le guerre in Afghanistan e all’epoca sembrava la quintessenza
la finanza che nel 2008 portarono al in Iraq con annessi orrori come Guan- della mediocrità.

100 30 dicembre 2018 L’Espresso


Il set di “Vice - L’uomo
nell’ombra”

Vista dall’Italia però la sfida vera mondiale, nel film che Martone ha gli anni più bui della guerra fredda
forse è ancora un’altra. Il periodo del- dedicato con molte licenze storiche e senza smettere di amarsi e inseguirsi
le feste di fine anno resta infatti quello sofisticati anacronismi a una delle tra Varsavia, Parigi e Zagabria, facen-
di maggior incasso nel nostro scassa- comunità intellettuali più anticipatri- dosi passare addosso tutte le bassezze
tissimo cinemercato, ma mai come ci del Novecento, quella di Monte e le tentazioni del blocco sovietico e di
quest’anno in sala non ci sono solo Verità (“Capri - Revolution”, già in quello occidentale.
Spider-Man e Mary Poppins, la Befa- concorso a Venezia). Ma pensiamo Ad aprire la strada del resto avevano
na della Cortellesi e i quattro mo- anche al delizioso “La donna elettrica” pensato nelle settimane precedenti
schettieri di Favino e compagnia, ben- di Benedikt Erlingsson, che vede una due film sicuramente non facili ma
sì un nutrito gruppetto di pellicole di moderna Robin Hood islandese com- premiati da un successo che ha supe-
qualità che spesso per giunta sembra- battere con arco, frecce e una dose rato ogni previsione, “Santiago Italia”
no avere una dimensione politica più monumentale di coraggio una batta- di Nanni Moretti e “Roma” di Alfonso
o meno esibita - e sicuramente urgen- glia solitaria contro la grande indu- Cuarón. Il film del messicano in par-
te di questi tempi. stria in nome dell’ambiente e di una ticolare, approdato nei cinema fra
Pensiamo alla pastorella che pasco- visione tutta femminile del mondo. mille polemiche, era stato annunciato
lando il suo gregge sulle alture di Capri Per non parlare dei protagonisti belli per soli 3 giorni ma è poi rimasto in
scopre l’arte, la scienza, l’amore, l’uto- e dannati di “Cold War”, il capolavoro programmazione per settimane in
pia, prima che il mondo venga risuc- di questo Natale, una cantante e un una trentina di sale sparse per
chiato dal gorgo della Prima guerra musicista polacchi che attraversano tutta Italia e veleggia ormai verso

L’Espresso 30 dicembre 2018 101


Cultura Cinema e storia
A destra: una scena de
“La donna elettrica”.
A fianco: “Capri Revolution”

i centomila spettatori (cifre esatte


Netflix non ne fornisce) pur es-
sendo nel frattempo approdato sulla
piattaforma, a conferma che il pubbli-
co di casa nostra è molto più compe-
tente, motivato e diversificato di come
lo si dipinge. Per cui anche il periodo
delle feste, fino a ieri monopolio di
pochi campioni d’incasso più o meno
imposti dai padroni del mercato, si
apre a titoli molto più interessanti.
Che per giunta finiscono per intessere
una specie di dialogo, come càpita nei
festival quando film provenienti da
paesi diversi sembrano connettersi
misteriosamente per ridisegnare la
nostra immagine del mondo.
Così, sarà solo un caso, ma sia il
documentario di Nanni Moretti che il
film autobiografico di Cuarón ci ri-
portano all’America latina insangui-
nata dei primi anni ’70 inquadrando
quell’epoca con gli occhi del nostro
Vice di Adam McKay racconta
presente. Ed è difficile anche non con-
trapporre l’intrepida protagonista de
“La donna elettrica”, capace di tenere
l’ascesa di Dick Cheney,
in scacco un paese senza smettere di
fare i conti con il proprio desiderio di il numero due di Bush junior:
maternità, al comico gruppo di ma-
schi schizzati o depressi che ritrovano
faticosamente dignità e gioia di vivere
le retrovie del comando
formando un’improbabile équipe di
nuoto sincronizzato in “Sette uomini nere e linguaggio, commedia grotte- suggerimento dell’amico Paul Thomas
a mollo” di Gilles Lellouche. Un’altra sca, biopic, varietà televisivo, docu- Anderson, il cinico Cheney si metteva
sorpresa di fine anno che aggiorna la mentario, news e addirittura musical, addirittura a cantare. In un’altra, che
formula irresistibile di “Full Monty” per ricostruire con la massima aderen- invece è sopravvissuta, il vicepresiden-
alla Francia smarrita dei nostri anni za possibile il percorso e la personalità te e la sua insaziabile signora (Amy
mettendo insieme un gruppo di ma- di un personaggio proverbiale per la Adams) iniziano a esprimersi con lin-
schi tanto impresentabili quanto ado- capacità di tenersi lontano dai rifletto- guaggio shakespeariano. Ma la paren-
rabili. Con tanti saluti alle certezze di ri. Dietro il film, di cui McKay firma tesi in stile Macbeth alla Casa Bianca
un modello di virilità ormai tramon- anche la sceneggiatura, ci sono biogra- è solo un contrappunto ironico alla
tato, ma anche ai rigori e agli eccessi fie e studi rigorosi come quelli di Jane parabola dell’ex-galoppino di Rum-
del #MeToo. Mayer e Barton Gellman, ma sullo sfeld che presto supera il maestro e
Come sempre è la commedia, in- schermo conta soprattutto la capacità sotto Nixon impara tutte le astuzie del
somma, a interpretare con maggior straordinaria di spezzare il racconto potere. Come parlare senza essere re-
aderenza le sollecitazioni dell’epoca. introducendo continuamente nuovi gistrato, o aumentare grazie a legali
Ma qui bisogna dire che la parte del linguaggi e punti di vista. Un po’ come compiacenti il potere esecutivo del
leone, per ambizioni e novità, la fa nel “Divo” o in “Loro” di Sorrentino, a presidente (e dunque il proprio). Ma
proprio “Vice - L’uomo nell’ombra”. cui McKay dice apertamente di essersi anche mascherare le operazioni più
Che non forza certo in chiave comica ispirato, ma con ingordigia perfino sporche grazie a trucchetti di marke-
la parabola di Dick Cheney, ma mesco- maggiore. ting (così lo spaventoso “surriscalda-
la con disinvoltura ogni possibile ge- In una scena tagliata al montaggio su mento globale” diventa un più morbi-

102 30 dicembre 2018 L’Espresso


do “cambiamento climatico”), abolire comprimari di quel periodo terribile, nessuna violenza ma anzi un tale con-
una legge degli anni ’40 sulla par con- da Condoleeza Rice a Colin Powell, centrato di amabilità e buone maniere
dicio in tv, favorire la nascita di Fox passando per Paul Wolfowitz e Scooter che perfino il poliziotto incaricato di
News e di altri network schierati a de- Libby, ma il centro resta sempre lui, il dargli la caccia (Casey Affleck) finisce
stra. Infine, ormai vice di George W. goffo, corpulento, impenetrabile Che- per soccombere allo charme di quel
Bush, allearsi con un ristretto gruppo ney, un monumento al cinismo che vecchio seduttore (che meraviglia l’in-
di insider che hanno accesso ai rappor- Bale rende muovendo solo la bocca e contro con la ritrovata Sissy Spacek,
ti dell’intelligence ancor prima del con parsimonia gli occhi. ancora più bella oggi che in gioventù).
presidente. Magistrale la scena in cui, Di che sprofondare nel più cupo Un inno carico di nostalgia, nel garbo,
in piena emergenza 11 settembre, Che- sconforto se dagli Usa non arrivasse, nel ritmo, perfino nei toni della foto-
ney assume sostanzialmente il coman- come un contravveleno, anche l’irresi- grafia, all’epoca di “Butch Cassidy” e
do zittendo il precipitoso Rumsfeld, stibile addio al cinema di Robert Re- della “Stangata”. Un’epoca in cui era
ansioso di fare guerra all’Iraq, con una dford: “Old Man & the Gun”, di David ancora possibile immaginare eroi sen-
sola sillaba, un paterno “Don...”. Come Lowery, storia “quasi del tutto vera” di za vergognarsi o pentirsene un minuto
a dire stai calmo, faremo come ci pare, un anziano rapinatore gentiluomo che dopo. Redford ha già annunciato che
purché a tempo debito. nei primi anni ’80 mette a segno una sarà il suo ultimo film, forse perché è
Il resto è storia, ma se credevamo di lunga serie di colpi in banca tutti ugua- decisamente migliore di quelli che
sapere ormai tutto sulla guerra all’Iraq, li per tecnica ed esecuzione. Banche aveva interpretato negli ultimi anni.
“Vice” ridistribuisce le carte. Intorno a attentamente scelte in piccole città di Ma chiunque lo veda si augura che sia
Cheney si muovono coprotagonisti e provincia, bottino scarso ma sicuro, solo un’amabile bugia. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 103


Tentazioni GUSTO
Tavola Enzo e Paolo Vizzari

Anatre, granchi reali e vitelli delle Fiandre


A Gent, in Belgio, un ristorante
con una sola stanza. Da Kobe
Desraumalts, chef fuoriclasse

K
obe Desraumalts è un figlio delle Fiandre, con un
passato da enfant prodige della cucina belga matu-
rato nel ristorante di famiglia “In De Wulf”, dove si
era guadagnato meritate attenzioni da parte di cri-
tica e pubblico tanto da entrare nel novero della 50
Best Restaurants. Poco più di un anno fa, la decisione sofferta e
ragionata di chiudere col passato spostandosi dalle campagne
boschive al centro di Gent, con la necessità di adattare la propria
sensibilità di conseguenza. «Il salto più radicale non è stato pas-
sare dal corpo ingombrante di un ristorante classico a un locale
d’una sola stanza, ma lasciare l’aperta campagna per stabilirmi
in città. Prima guardavo dalla finestra le stagioni scorrere, ora ho

Auto Paolo Sardi

L’europea col
passaporto coreano
La terza generazione della porte, sia con quella station
Kia Ceed ha il passaporto wagon, come pure nella
coreano ma solo per una variante “shooting brake”,
questione di discendenza: questa Kia sfoggia un taglio
questa compatta è infatti elegante, ma senza rinnegare
progettata, sviluppata, l’anima sportiva del marchio.
ingegnerizzata e venduta in L’abitacolo è della stessa Kia Ceed. In alto: ristorante Chambre Séparée. Nella pagina a
Europa. Anche il nome che pasta, curato, spazioso fianco: compagnia Cafelulé, in scena alla Festa di Roma
porta è una sigla che ammicca e anche silenzioso una volta
al Vecchio Continente, dato in marcia. Ed è proprio su traiettorie con notevole motori, i seguaci di Rudolf
che le quattro lettere stanno strada che la Ceed sa precisione. Il pilota può tra Diesel apprezzeranno
per Community, Europe regalare le maggiori l’altro anche contare sul l’infaticabile 1.6 CRDI da 115
e European Design. Parlando soddisfazioni. Rivista nella supporto di molti evoluti o 136 cv, mentre sul fronte
di stile, si nota subito come taratura delle sospensioni, dà sistemi di assistenza alla a benzina spicca il vivace
la nuova Ceed sia di gusto più una piacevole sensazione di guida, che rendono gli 1.400 T-GDI turbo da 140 cv.
occidentale e cerchi di darsi qualità e sostanza, digerisce spostamenti più sereni e Entrambi queste unità sono
un tono rispetto al passato. bene le buche e permette sicuri, specialmente nei tratti ordinabili anche con cambio
Sia con carrozzeria a cinque di divertirsi, disegnando le autostradali. Quanto ai robotizzato a sette marce. Q

104 30 dicembre 2018 L’Espresso


Bottiglia
Non ha denominazione, questo U Neigru
(20 euro) ma è indissolubilmente legato
all’identità delle Cinque Terre: un rosso
famigliare che porta, al naso, la brezza
selvaggia e salmastra del mare, con
pungente eco di tannino e rosmarino, e di
“riviere scoscese”, per dirla con Montale.
L’azienda Possa (possa.it) nella persona di
Samuele Bonanini recupera vigne a picco
sul mare di Riomaggiore, piantate su suoli
di pietrisco di arenaria, che ospitano le uve
di Cannaiolo e Bonamico per un vino dal
sorso sferzante.
Andrea Grignaffini
Facebook.com/viniespresso

sempre tutto a disposizione ma devo stare attento a non perdere colando su cappesante e altri frutti di mare. Il prezzo: 230 euro
il contatto con la natura», dice lo chef. Avesse ascoltato il cuore per un lungo menu che si snoda fra anatre, granchi reali, pesci
probabilmente sarebbe ancora tra i boschi in cui è cresciuto, ma d’oceano, verdure e vitelli. Sempre maneggiati con leggerezza da
il format iper-contemporaneo adottato per “Chambre Séparée” un cuoco che sembra muoversi tra i fornelli in modo naturale e
necessitava del supporto vivo di una città per garantire passaggio rilassato, con l’urgenza di chi non potrebbe fare altro. Una delle
continuo. Sedici posti a un bancone basso mutuato dalla cultura esperienze più curiose e personali oggi attive in Europa, un ritor-
giapponese per offrire un’esperienza teatrale incentrata su braci, no alle origini dal sapore di liberazione, nelle mani di un ragazzo
forni a legna e tanto fuoco libero. L’incontro tra un sushi master che ha smesso i panni di enfant prodige solo per diventare una
e gli asador baschi come Victor Arguinzoniz (il dio della griglia solida certezza. Q
alla guida del ristorante Etxebarri), con dei tocchi scandinavi Chambre Séparée - Gent Keizer Karelstraat 1
come la cottura attraverso un imbuto rovente dentro cui viene www.chambreseparee.be
gettato del grasso di manzo o maiale che incendiandosi si scioglie Aperto solo la sera; chiuso domenica, lunedì e martedì

Taccuino Depositi di Capodimonte / La Traviata al cinema/ Festa di Roma


Nonostante la vastità dello spazio espositivo, il Museo di Il Teatro di Roma contribuisce alla nuova edizione della Festa
Capodimonte, a Napoli, conserva parte della sua collezione di Roma (1° gennaio 2019, il programma completo su
in cinque depositi medi e grandi. La collezione di oggetti lafestadiroma.it) dedicata al 50esimo anniversario
esotici del capitano James Cook, i numerosi servizi da tavola dell’allunaggio. Un’invasione di artisti, italiani e internazionali,
in porcellana di Meissen, di Berlino, e della Manifattura accompagneranno gli spettatori per le strade della Capitale.
Richard Ginori, impossibili da esporre per la loro vastità. Tra i nomi: dalla Spagna David Moreno e Cristina Calleja,
Nella mostra “Depositi di Capodimonte. Storie ancora da nonché il Grupo Puja! che volteggerà in una danza cosmica;
scrivere” (fino al 15 maggio 2019) sono esposte oltre 1.200 dalla Francia Les Commandos Percu, musicisti-artificieri e
opere tra dipinti, statue, arazzi, porcellane, armi, e oggetti dall’Australia l’artista Amanda Parer. Tra le compagnie italiane
di arti decorative. Che raccontano il ruolo e la storia Stalker Teatro, la Compagnia dei Folli, Studio 54. Q
di Capodimonte, tra scelte imposte dai dettami del gusto,
dalla natura della collezione del museo o dallo stato
conservativo delle opere.

Secondo appuntamento del 2019 della Royal Opera House


nei cinema italiani, previsto per il prossimo 30 gennaio con
“La traviata”, il capolavoro di Giuseppe Verdi nella produzione
di Richard Eyre. Per l’occasione nel ruolo della cortigiana
Violetta ci sarà Ermonela Jaho, Charles Castronovo in quello
di Alfredo. Nella parte di Giorgio, il padre di Alfredo, il grande
Placido Domingo. Il nostro Antonello Manacorda è al debutto
alla Royal Opera come direttore musicale.

L’Espresso 30 dicembre 2018 105


Noi e Voi N. 1 - 30 dicembre 2018 Senza risposta
senzarisposta@espressoedit.it

PERSONE (E NON PERSONE)


Risponde STEFANIA ROSSINI DELL’ANNO
È vero, è questa la nostra realtà (La

stefania.rossini @ espressoedit.it
meglio gioventù - La peggio poli-
tica, L’Espresso n. 52 ) con la dop-
pia copertina. Nella prima: siamo
così, veniamo a conoscenza di Per-
sone (Antonio Megalizzi) i cui va-
lori per quanto riguarda noi, li

Natale con clochard abbiamo riposti in un armadio


come un abito, con molto natura-
le apatia. Ma all’atto della sua com-
Cara Rossini, questo Natale ho un parente, un amico, un luogo memorazione, quei valori li faccia-
aggiunto un posto a tavola e ho dove trovare riparo? Lo ha intuito e mo rivivere come se fossero anche
invitato un “povero” a dividere ci ha detto: sto bene così, riesco ad nostri, ma ahimè in ritardo, sebbe-
con noi il “ricco” pranzo di Natale. arrivare anche a 10 euro al giorno ne accompagnati da un sentimento
Premetto che non siamo una di solidarietà (ha detto e ripetuto di commozione.
famiglia di credenti: mio marito “solidarietà”, non “elemosina”), ogni Nella seconda: si verifica anche che
ed io abbiamo avuto una normale mattina il giornalaio mi dà due cerchiamo e confidiamo nella non
educazione religiosa e l’abbiamo quotidiani che gli restituisco prima
dimenticata con il tempo, mentre della chiusura, al supermercato
i nostri figli non hanno nemmeno hanno cibi pronti e mi fanno
frequentato l’ora di religione. Ma sempre una porzione abbondante, Histoire de Condotte
bisogna essere cattolici per avere non ho bisogno d’altro. Solo In riferimento all’articolo “Condotte, il
sentimenti di pietà? Non credo e ho il finale è stato brusco. crac e l’odore del Giglio” a firma di
voluto dimostrarlo a me stessa e ai Accompagnandola alla porta carica Emiliano Fittipaldi (L’Espresso n. 51),
miei figli. Ho fatto l’invito a una di dolci e di piccoli doni, le ho con la presente, secondo il mandato
vecchia clochard che da qualche chiesto dove avrebbe dormito la ricevuto dai nostri clienti, intendiamo
mese vive nel mio quartiere, dorme notte. Mi ha risposto: “Sono affari smentire le affermazioni contrarie a
nell’incavatura di muri o in altri miei!”. Già, sono affari suoi la verità e lesive dell’onorabilità dell’Ing.
angoli appena riparati e chiede miseria, il randagismo, il freddo e Duccio Astaldi e della Dott.ssa Isabella
l’elemosina con commovente la paura. Noi abbiamo dato soltanto Bruno Tolomei Frigerio contenute nel
timidezza. Dopo incredulità e un po’ di cibo e forse di calore nel suddetto articolo. Per comprendere la
qualche resistenza, ha accettato. giorno di Natale, quasi fossimo crisi di Condotte sarebbe bene richia-
Si è presentata con gli stracci e il il redento Scrooge di Dickens marsi al piano triennale 2017-2019 che
cattivo odore di sempre: le abbiamo e non cittadini di un Paese è stato sempre noto alle parti e quindi
offerto un bagno e abiti puliti. moderno e civile. Nora Martini facilmente riscontrabile anche dal
Appena un’ora dopo era un’altra giornalista estensore dell’articolo. La
persona, come se insieme allo Nella crisi economica che mina società Condotte al 31 dicembre 2017
sporco si fosse tolta di dosso la anche la fratellanza, nel fracasso aveva una posizione debitoria netta
maschera del degrado. A tavola delle esternazioni pubbliche con le banche di 619 milioni di euro
è stata a lungo in silenzio poi contro la povertà e nel disprezzo dovuta al mancato pagamento dei
lentamente si è aperta a noi e, con del ministro dell’Interno per committenti ma, soprattutto, da un
un linguaggio sorprendentemente i diversi e gli esclusi, la signora imponente contenzioso per il recupero
evocativo, ci ha dato sprazzi della Martini ha fatto un gesto dei crediti, certificato e verificato da
sua vita: piemontese, studi regolari, concreto, antico nella forma e importanti società di revisione. Il piano
un lavoro come educatrice, un ormai quasi rivoluzionario nella industriale di risanamento teneva con-
matrimonio sbagliato, la tragica sostanza. Ha accolto e condiviso. to della normalizzazione dei pagamen-
perdita di un figlio, il dolore, lo Ne è uscita incerta e piena di ti dei debiti e dei contenziosi aperti con
spaesamento... non ha aggiunto interrogativi, come è giusto che la P.A. che avrebbe consentito la ridu-
altro e nessuno di noi ha chiesto. sia per chiunque sappia riflettere zione del debito in maniera rilevante.
Ma la domanda inespressa di tutti e tenti di coniugare sentimenti L’esposizione debitoria deve tenere
era: perché in questo modo, perché e comportamenti. Buon anno conto del portafoglio clienti e commes-
in strada? Possibile che non ci sia a lei e a tutti i lettori. se che, alla data di dichiarazione dello
stato di insolvenza di Condotte, supe-

L’Espresso Via Cristoforo Colombo, 90 - 00147 Roma letterealdirettore@espressoedit.it precisoche@espressoedit.it Altre lettere e commenti su lespresso.it

106 30 dicembre 2018 L’Espresso


persona dell’anno, colui cioè che
attraverso una incessante propa-
DIRETTORE RESPONSABILE: MARCO DAMILANO
ganda si presenta come nuovo VICEDIRETTORI: Lirio Abbate, Alessandro Gilioli
promettendo la realizzazione di CAPOREDATTORE CENTRALE: Leopoldo Fabiani
UFFICIO CENTRALE: Marco Pacini (caporedattore vicario),
sogni che non saranno mai coro- Sabina Minardi (vicecaporedattore)
ATTUALITÀ - POLITICA - ECONOMIA: Beatrice Dondi
nati. Dubitiamo per la sua incom- (caposervizio Web), Mauro Munafò (vicecaposervizio),
petenza, la sua arroganza, ma cre- Giovanni Tizian, Susanna Turco, Stefano Vergine (vicecaposervizio)
La doppia copertina dell’Espresso CULTURA: Angiola Codacci-Pisanelli (caposervizio),
diamo nel nuovo che avanza, ci Emanuele Coen, Riccardo Lenzi
accorgiamo, forse troppo tardi, n. 52 del 23 dicembre 2018 INVIATI: Federica Bianchi (Bruxelles), Paolo Biondani, Emiliano
Fittipaldi, Fabrizio Gatti, Vittorio Malagutti, Gianfrancesco Turano
che non siamo noi ad avanzare ma CONTROLLO QUALITÀ: Fabio Tibollo
UFFICIO GRAFICO: Stefano Cipolla (vicecaporedattore),
è il vuoto, che inesorabilmente ci LA MEGLIO GIOVENTÙ Catia Caronti (caposervizio), Martina Cozzi (caposervizio),
fa sprofondare. LA PEGGIO POLITICA /2 Daniele Zendroni (caposervizio, copertina), Caterina Cuzzola
CONSULENTE GRAFICO: Giuseppe Fadda
È triste vedere come la scena è do- Bello il contrasto che avete messo in PHOTOEDITOR: Tiziana Faraoni (caposervizio)
minata dal secondo stereotipo. copertina tra i valori dei giovani e la RICERCA FOTOGRAFICA: Giorgia Coccia, Mauro Pelella,
Elena Turrini
Pasquale Vitale stupida incompetenza dei nostri SEGRETERIA DI REDAZIONE: Valeria Esposito (coordinamento)
Sante Calvaresi, Rosangela D’Onofrio, Pietro Giardina (Milano)
governanti. Purtroppo i due feno- OPINIONI: Michele Ainis, Altan, Massimo Cacciari, Lucio Caracciolo,
LA MEGLIO GIOVENTÙ meni sembrano viaggiare paralleli, Alessandro De Nicola, Roberto Esposito, Luciano Floridi, Riccardo Gallo,
Bernard Guetta, Piero Ignazi, Sandro Magister, Bruno Manfellotto,
LA PEGGIO POLITICA /1 senza toccarsi. Occorrerebbe invece Ignazio Marino, Ezio Mauro, Michel Onfray, Soli Ozel, Denise Pardo,
Massimo Riva, Pier Aldo Rovatti, Giorgio Ruffolo, Roberto Saviano,
Straordinaria la vostra copertina e una grande mobilitazione, non solo Eugenio Scalfari, Michele Serra, Raffaele Simone, Bernardo Valli,
Gianni Vattimo, Sofia Ventura, Luigi Vicinanza, Luigi Zoja
controcopertina del n. 52. Compli- generazionale, per ribellarsi a que- RUBRICHE: Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti, Mauro Biani,
menti! sto stato di cose che ci affligge. Germano Celant, Rita Cirio, Oscar Cosulich, Alberto Dentice,
Fabio Ferzetti, Mario Fortunato, Makkox, Alessandra Mammì,
Michela Ebranati Daniela Coletti Luca Molinari, Gianmatteo Pellizzari, Guido Quaranta,
Stefania Rossini, Enzo Vizzari
COLLABORATORI: Enrico Maria Albamonte, Laura Antonini,
Eleonora Attolico, Loredana Bartoletti, Giuliano Battiston,
Alessandra Bianchi, Caterina Bonvicini, Floriana Bulfon, Roberto
Calabrò, Roberta Carlini, Alessandra Cattoi, Stefano Del Re, Cesare
de Seta, Roberto Di Caro, Paolo Di Paolo, Alberto Flores d’Arcais,
rava i 6 miliardi di euro. L’articolo con- “tesoro” sottratto a Condotte e frutto Marco Follini, Letizia Gabaglio, Wlodek Goldkorn, Enzo Golino,
fonde fatti e illazioni, mescola nomi e di una gestione illegittima di una delle Claudio Lindner, Alessandro Longo, Francesca Mannocchi, Andrea
Muni, Michela Murgia, Massimiliano Panarari, Claudio Pappaianni,
contesti temporali. La verità? Condot- più importanti realtà aziendali del Pa- Gianni Perrelli, Paola Pilati, Marisa Ranieri Panetta, Gigi Riva, Gloria
Riva, Paolo Sardi, Caterina Serra, Francesca Sironi, Leo Sisti,
te per l’Acqua ha acquistato la Società ese, appare come un’opera di disinfor- Lorenzo Soria, Luca Turner, Chiara Valentini, Stefano Vastano,
Andrea Visconti, Andrea Zhok
Inso nel 2012 e tale società ha mante- mazione che mal si addice al modo ri-
nuto una propria autonoma governan- goroso con cui L’Espresso intende da GEDI GRUPPO EDITORIALE SPA
PRESIDENTE ONORARIO: CARLO DE BENEDETTI
ce. Inso aveva in essere un importante sempre il giornalismo. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
progetto di realizzazione di una stazio- Avv. Luca Marafioti PRESIDENTE: MARCO DE BENEDETTI
VICE PRESIDENTI: John Elkann, Monica Mondardini
ne ferroviaria sotterranea che avrebbe Avv. Massimo Amoroso AMMINISTRATORE DELEGATO: Laura Cioli
CONSIGLIERI: Agar Brugiavini, Giacaranda Maria Caracciolo di
consentito a Condotte di acquisire un Melito Falck, Elena Ciallie, Alberto Clò, Rodolfo De Benedetti,
importante know how nel campo delle Ringrazio gli avvocati di Duccio Astal- Francesco Dini, Silvia Merlo, Elisabetta Oliveri,
Luca Paravicini Crespi, Carlo Perrone, Michael Zaoui
costruzioni delle grandi opere sotter- di e Isabella Bruno per la lettera. Che DIRETTORI CENTRALI: Pierangelo Calegari (Produzione
e Sistemi Informativi), Stefano Mignanego (Relazioni Esterne),
ranee, da spendere in campo interna- tuttavia non smentisce né aggiunge Roberto Moro (Risorse Umane)
zionale. L’Avv. Bianchi ha avuto un in- nulla di quanto già scritto: Condotte è DIVISIONE STAMPA NAZIONALE
00147 Roma, Via Cristoforo Colombo, 90
carico professionale dalla Inso, ma al di in stato d’insolvenza su decisione dei DIRETTORE GENERALE: Corrado Corradi
là dei sospetti diffamatori contenuti nel giudici, e io stesso ho esplicitato nell’ar- VICEDIRETTORE: Giorgio Martelli
DIREZIONE E REDAZIONE ROMA:
citato articolo, si dovrà convenire che ticolo l’ammontare del portafoglio Via Cristoforo Colombo, 90 - 00147 Roma,
Tel. 06 84781 (19 linee) - Fax 06 84787220 - 06 84787288.
il legale gode di una reputazione pro- commesse, come pure i crediti vantati E-mail: espresso@espressoedit.it
fessionale altamente qualificata e, al di dal gruppo nei confronti della PA. Gli REDAZIONE DI MILANO:
Via Nervesa, 21 - 20139 Milano,
là della cultura del sospetto, niente lo incontri tra i vertici di Condotte e i Tel. 02 480981 - Fax 02 4817000
Registrazione Tribunale di Roma n. 4822 / 55
lega a scelte aziendali potenzialmente politici sono certificati dall’agenda Un numero: € 3,00; copie arretrate il doppio
illecite o asservite ai poteri di turno. elettronica della dottoressa Bruno, così PUBBLICITÀ: A. Manzoni & C. S.p.A.
Tel. 02 574941 - Via Nervesa, 21 - 20139 Milano
Inoltre, la scelta del nome dell’avv. come l’esistenza dei contratti con gli ABBONAMENTI: Tel. 0864 256266 - Fax 02 26681991.
E-mail: abbonamenti@somedia.it.
Boschi, fratello della allora Sottosegre- avvocati Bianchi e Boschi, fatti da Per sottoscrizioni www.ilmioabbonamento.it
tario Maria Elena Boschi, da parte aziende controllate da Condotte prima Servizio grandi clienti: Tel. 0864 256266
DISTRIBUZIONE: GEDI Distribuzione S.p.A.
della Inso è caduta in epoca nella quale del commissariamento. Sui presunti Via Nervesa, 21 - 20139 Milano
Arretrati e prodotti multimediali:
l’Ing. Astaldi aveva rimesso tutte le sue comportamenti illeciti in merito al Tel. 0864 256266 - Fax 02 26688669 - arretrati@somedia.it
deleghe perdendo ogni potere decisio- “tesoro” di Astaldi e Bruno non ho fatto STAMPA E ALLESTIMENTO: Stabilimento Effe Printing S.r.l. -
località Miole Le Campore-Oricola (L’Aquila);
nale anche in seno alla società Condot- alcuna “disinformazione” o illazione di Puntoweb (copertina) - via Variante di Cancelliera snc Ariccia (Rm);
Responsabile trattamento dati (d.lgs.30.06.2003, n.196):
te. Infine, per rispondere al gossip sul sorta: mi sono limitato a riportare, Marco Damilano
“tesoro di Duccio Astaldi e di sua mo- virgolettandoli, stralci delle relazioni
Questo giornale è stampato su carta con cellulose, senza
glie”, L’Espresso dovrà convenire che, inviate dai tre commissari straordina- cloro gas, provenienti da foreste controllate e certificate nel
far credere che il patrimonio di fami- ri alla procura di Roma. Esposti tecni- rispetto delle normative ecologiche vigenti.

glia del!’Ing. Astaldi e della Dott.ssa ci che non appaiono benevoli nei con- Certificato ADS
Bruno Tolomei Frigerio sia in realtà un fronti della precedente gestione. (E.F.) n. 8420 del 21/12/2017
Codice ISSN online 2499-0833
N. 1 - ANNO LXV - 30 DICEMBRE 2018
L’Espresso 30 dicembre 2018 107 TIRATURA COPIE 332.500
EUGENIO SCALFARI IL VETRO SOFFIATO

Lì il corpo fu ricomposto e steso su una

ETTORE, ACHILLE
sorta di lettiga in prossimità della riva
del mare. Achille aveva detto ai suoi
che il giorno dopo quel corpo sarebbe
stato bruciato e le ceneri disperse

E IL VERO CORAGGIO nell’acqua.


Questa è la storia tradizionale di
un evento - la guerra di Troia - che
probabilmente non si è mai svolto
come forse la città di Troia non è mai
Un libro sul mito eterno della guerra esistita sebbene accurate indagini
iniziate a fine Ottocento e tuttora
di Troia. Un confronto fra i due eroi proseguite affermano invece che
quella città ci fu e uno scontro tra la
contrapposti, eppure con molto in comune Grecia ellenica e le terre del Medio
Oriente abitate da popolazioni di
C’è un piccolo libro antologico sto non poteva accadere. Ma nessu- diversa origine deve essere proba-
stampato da Adelphi nello scorso no vietava naturalmente di sfidare il bilmente avvenuto.
ottobre con il titolo “Sull’Iliade”. prescelto rivale e portarne a casa il È molto interessante tuttavia il
L’autrice è Rachel Bespaloff, nata in risultato. Non era come ho già detto lavoro della Bespaloff poiché dà a
Bulgaria nel maggio del 1895 e mor- un risultato strategico ma faceva quanto probabilmente avvenne una
ta il 6 aprile 1949. L’indice è signifi- emergere il valore di due tra i prin- serie di sentimenti, motivazioni e
cativo: Ettore, Teti e Achille, Elena, cipali rivali. significati nuovi e originali.
La commedia degli Dei, da Troia a
Mosca, il pasto di Priamo e Achille, Non c’è dubbio, sia nel libro che stia- L’esame di questi sentimenti e dei
Fonte antica e fonte biblica. mo esaminando sia nella vera e propria valori ideali che li accompagnano non
Le pagine sono in tutto 99, seguono guerra di Troia (ammesso che ci sia è soltanto dell’autrice ma di molti altri
le note che si concludono a pag. 111. stata e che i personaggi che si affronta- studiosi dello scontro tra la Magna
E questo è tutto ma è moltissimo. vano fossero esattamente quelli che il Grecia e le popolazioni di origine
Specchiata la contrapposizione dei poema omerico indica), che lo scontro orientale che inondavano i territori
due eroi, Ettore e Achille. Due eroi tra Ettore e Achille era praticamente intorno al Mar Nero. Del resto in
animati soprattutto dal coraggio scritto nella logica di quella guerra e quell’epoca scontri analoghi avveniva-
eppure, nell’apparenza dell’identico quindi avvenne ed è lo stesso poema no dappertutto sulle coste orientali del
sentimento che li anima, le differen- omerico a indicarlo senza tuttavia rac- Mediterraneo e prima ancora del Mar
ze sono moltissime. Naturalmente è contarlo nei dettagli che viceversa fu- Nero e prima ancora della Crimea e
l’autrice che le coglie, le amplifica, le rono tramandati da tradizioni più re- della Russia meridionale. Erano terri-
spiega. I fatti di per sé sono abba- centi e addirittura recentissime come tori immensi che storicamente dettero
stanza semplici nelle guerre di allo- è appunto quella della Bespaloff. Noi origine alle imprese del giovanissimo
ra. Due Capi egualmente valorosi e sappiamo attraverso la mitologia ome- Alessandro Magno il quale tutti li per-
coraggiosi a un certo punto decido- rica, che quel duello avvenne e sappia- corse fino ad arrivare al Gange e ai
no di sospendere la guerra generale mo anche come terminò: Achille batté confini dell’India in prossimità delle
e vedere qual è il risultato del con- Ettore dopo ripetuti assalti reciproci e alture dell’Himalaya. Lì avvenne la
fronto tra i due eroi. Questo si svol- poi ne legò i piedi al suo cocchio da gran parte delle vicende che dettero
geva quasi dovunque ma non era guerra e lo trascinò per tre volte attor- vita dopo la morte di Alessandro a
ancora mai accaduto nella guerra di no alle mura della città mentre dall’al- vari imperi che si fronteggiarono l’un
Troia poiché il numero degli eroi da to di esse tutti lo guardavano commos- l’altro.
una parte e dall’altra era notevole e si e terrorizzati e alla fine sempre col Ne ricorderò qui un altro che in
perciò era molto difficile indicarne corpo di Ettore legato al suo carro ar- qualche modo è connesso con la
due e fare del risultato di quel duello rivarono all’attendamento dove face- tradizione della guerra di Troia ed è
il risultato della guerra stessa. Que- vano buona guardia i soldati di Achille. l’impero di Minosse, che univa l’E-

108 30 dicembre 2018 L’Espresso


Jean Maublanc
(1582-1629)
“La presa di Troia”

seo, signore dell’isola di Itaca e Achille,


re di un piccolo territorio ma soprat-
tutto figlio della dea del mare Teti.
Questo fu l’esercito e questa fu la guer-
ra, la prima guerra mitica tra l’Occi-
dente e l’Oriente.

Il vero contenuto del libro che parla


con molta attenzione di queste vicen-
de ma soprattutto del loro significato
non tanto storico quanto psicologico,
è appunto l’esame del coraggio. La
Bespaloff è molto attenta a questo
esame. A me ricorda anche il libro di
Marguerite Yourcenar sulla vita di
Adriano, secondo imperatore della
famiglia Antonina, dopo Traiano e
prima di Antonino Pio e di Marco
Aurelio. Adriano o meglio la Yource-
nar riflettono anch’essi sullo strumen-
to del coraggio e dei suoi rapporti con
la politica e con la vita privata. È lo
stesso percorso che in modo diverso
ha fatto la Bespaloff. Personalmente
ho trovato il lavoro della Yourcenar
molto più complesso e più completo,
ma comunque sono due bei libri che
dimostrano non dico unicamente ma
gitto, Cipro e Creta e il Peloponneso belle nella tradizione dell’epoca. Tre principalmente il fatto che un elemen-
greco. Qui nacque la tradizione di erano delle dee: Era, la moglie di Giove; to di carattere, un valore, un ideale, ne
Teseo, del Labirinto e del filo rosso Afrodite e Atena; ed Elena, moglie di contengono molti altri, spesso anche
di Arianna. Di quel filo rosso parlia- Menelao e regina di Sparta. Paride, contraddittori con l’elemento princi-
mo ancora perché è il simbolo della giovane fratello di Ettore, era stato pale. Per capir bene queste differenze
vertigine tra la terra e le stelle che insediato come giudice e giudicò vin- bisognerebbe parlare a fondo di Nietz-
ancora fa parte del pensiero moder- citrice la sola donna terrestre che par- sche e di Freud e perfino della grande
no che attraverso quello antico cerca tecipava a quella gara: Elena. Seguiro- musica che dal Bach delle grandi fughe
di comprendere il senso e la storia no alcuni giorni in cui Paride tentò di si innesta in Beethoven, in Schubert e
della vita. convincere Elena ad abbandonare suo in Chopin arrivando fino alla musica
marito e a seguire lui a Troia, fino a modernissima.
Se vogliamo interpretare nel modo quando la convinse e tornò appunto a Faccio questo richiamo per dire
più aderente al suo pensiero il libro Troia con la moglie di Menelao. Il fra- che un solo elemento psicologico
della Bespaloff il tema è propriamente tello di Menelao era Agamennone, nasce dall’istinto. Tutte le razze vi-
la profonda differenza tra due senti- capo degli Achei e insieme lanciarono venti a cominciare dalle vegetali e
menti che appaiono formalmente a tutti i capi della Grecia la chiamata poi dalle animali dai quali uscì la
eguali: il coraggio di Ettore e quello di per andare a Troia a riprendere Elena. nostra specie rappresentano l’evolu-
Achille. Ettore era il giovane capo dei Ma in realtà i veri motivi di quella zione dell’istinto in sentimento, in
troiani; suo padre era Priamo e Paride guerra erano di imporre la supremazia valori, in ideali. Qui nasce la mente,
uno dei suoi più giovani fratelli. Paride greco-ellenica sulle potenze orientali. sede dei nostri pensieri.
aveva partecipato ad una gentile con- Questo fu il vero motivo ed a questo Al pensiero e alle sue funzioni
tesa tra quattro belle donne, anzi le più risposero tutti vari capi e perfino Odis- vale la pena di pensare. Q

L’Espresso 30 dicembre 2018 109


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110 30 dicembre 2018 L’Espresso