Sei sulla pagina 1di 52

1

Indicazioni
tecniche
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro

9
1 Indicazioni
tecniche
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro

Sommario 1 Indicazione tecniche pag. 9

1.1 Introduzione .................................................................... 11

1.2 Simbologia tecnica......................................................... 12

1.3 Definizione e caratteristiche


di un convogliatore a nastro.......................................... 14

1.4 Componenti e loro denominazione............................... 16

1.5 Criteri di progettazione.................................................. 18


1.5.1 Materiale da trasportare ................................................... 18
1.5.2 Velocità del nastro............................................................. 23
1.5.3 Larghezza del nastro......................................................... 24
1.5.4 Configurazione delle stazioni, passo
e distanze di transizione..................................................... 32
1.5.5 Sforzo tangenziale, potenza motrice, resistenze
passive, peso del nastro, tensioni e verifiche...................... 36
1.5.6 Motorizzazione del convogliatore a nastro
e dimensionamento dei tamburi......................................... 44

1.6 Rulli, funzione e criteri costruttivi................................. 48


1.6.1 La scelta del diametro dei rulli in relazione alla velocità....... 49
1.6.2 Scelta del tipo in relazione al carico................................... 50

1.7 Alimentazione del nastro e rulli d’impatto...................... 53


1.7.1 Calcolo delle forze agenti sui rulli d’impatto........................ 54

1.8 Altri accessori.................................................................. 58


1.8.1 Dispositivi di pulizia............................................................ 58
1.8.2 Ribaltamento del nastro..................................................... 59
1.8.3 Copertura del convogliatore a nastro................................. 59

1.9 Esempio di progettazione di un convogliatore


a nastro............................................................................ 60

10
1.1 Introduzione

Nella progettazione di impianti per la movi- Vuole solo fornire alcuni criteri guida nella
mentazione di materie prime o di prodotti scelta dei componenti principali dell’ impianto
finiti, la scelta del mezzo di trasporto deve e presentare le più importanti modalità di
favorire lo strumento che, a parità di vo- calcolo per un corretto dimensionamento.
lumi movimentati, presenti i minori costi
sia d’impianto che di manutenzione e al Le informazioni tecniche espresse nel se-
contempo possegga sufficiente flessibilità guente capitolo si intendono come supporto
per adattarsi ad un'ampia varietà di portate di base che deve essere comunque integrato
o a momentanei sovraccarichi. dal progettista responsabile dell'impianto.

Il convogliatore a nastro, utilizzato in misura


crescente negli ultimi decenni, è un mezzo
di trasporto che soddisfa largamente queste
esigenze. Nel confronto con altri sistemi si è
rivelato infatti il più economico, anche per-
chè lo si è potuto adattare alle più diverse
condizioni di esercizio.

Oggi non viene impiegato solo per il tra-


sporto orizzontale o in salita, ma anche in
curva, in leggera discesa e con velocità
relativamente elevate.

La presente trattazione non vuol essere un


manuale di progettazione per convogliatori
a nastro.

11
1 Indicazioni 1.2 Simbologia tecnica

tecniche a passo delle stazioni


A lunghezza dell’asse del rullo
m
mm
ag distanza tra il supporto e flangia tamburo mm
e criteri di progettazione
ai passo delle stazioni di impatto m
dei convogliatori a nastro
ao passo delle stazioni di andata m
at passo delle stazioni di transizione m
au passo delle stazioni di ritorno m
B lunghezza del mantello del rullo mm
C distanza tra i supporti del rullo mm
Ca carico statico sulla stazione di andata daN
ca carico sul rullo centrale della stazione di andata daN
Ca1 carico dinamico sulla stazione di andata daN
cd carico dinamico dei cuscinetti daN
Cf costante elastica del telaio/rulli d'impatto Kg/m
ch chiave dell’asse del rullo mm
Co carico statico dei cuscinetti daN
Cp carico risultante delle forze agenti sull’asse del tamburo motore daN
Cpr carico risultante delle forze agenti sull’asse del tamburo folle daN
Cq coefficiente delle resistenze fisse __
Cr carico statico sulla stazione di ritorno daN
cr carico sul rullo della stazione di ritorno daN
Cr1 carico dinamico sulla stazione di ritorno daN
Ct coefficiente delle resistenze passive dovute alla temperatura __
Cw fattore di avvolgimento __
d diametro asse / albero mm
D diametro rulli / tamburi mm
E modulo elastico dell’acciaio daN/mm 2

e base dei logaritmi naturali 2,718


f coefficiente di attrito interno del materiale e degli elementi rotanti __
fa coefficiente di attrito fra nastro e tamburo dato un angolo
di avvolgimento __
fr freccia del nastro tra due stazioni consecutive m
ft freccia dell'asse di simmetria mm
Fa sforzo tangenziale per muovere il nastro nel tratto di andata daN
Fd fattore d’urto __
Fm fattore ambientale __
Fp fattore di partecipazione __
Fpr fattore di partecipazione sul rullo centrale di una terna __
Fr sforzo tangenziale per muovere il nastro nel tratto di ritorno daN
Fs fattore di servizio __
Fu sforzo tangenziale totale daN
Fv fattore di velocità __
G distanza fra i supporti mm
Gm peso del blocco di materiale Kg
H dislivello del nastro m
Hc altezza corretta di caduta m
Hf altezza di caduta del materiale nastro-tramoggia m
Ht dislivello tra il tamburo motore e il contrappeso m
Hv altezza di caduta materiale tramoggia - nastro ricevente m
IC distanza dal centro del tamburo motore al centro di ubicazione
del contrappeso m
IM portata volumetrica m /h
3

IV portata del nastro (flusso di materiale) t/h

12
IVM portata volumetrica corretta a 1 m/s in relazione all'inclinazione
e irregolarità di alimentazione m /h
3

IVT portata volumetrica teorica a 1 m/s m /h


3

J momento d'inerzia della sezione del materiale mm 4

K fattore d'inclinazione __
K1 fattore di correzione __
σamm sollecitazione ammissibile daN/mm 2

L interasse del trasportatore m


Lb dimensione del blocco di materiale m
Lt distanza di transizione m
Mf momento flettente daNm
Mif momento idealflettente daNm
Mt momento torcente daNm
N larghezza del nastro mm
n numero di giri giri/min
P potenza assorbita kW
pd forza di caduta dinamica Kg
pi forza d’impatto caduta materiale Kg
pic forza d’impatto materiale su rullo centrale Kg
Ppri peso delle parti rotanti inferiori Kg
Pprs peso delle parti rotanti superiori Kg
qb peso del nastro per metro lineare Kg/m
qbn peso del nucleo del nastro Kg/m 2

qG peso del materiale per metro lineare Kg/m


qRO peso delle parti rotanti superiori riferito al passo delle stazioni Kg/m
qRU peso delle parti rotanti inferiori riferito al passo delle stazioni Kg/m
qs peso specifico t/m 3

qT peso del tamburo daN


RL larghezza di fascia dei mototamburi mm
S sezione del materiale sul nastro m 2

T0 tensione minima in coda nella zona di carico daN


T1 tensione del lato teso daN
T2 tensione del lato lento daN
T3 tensione dei tamburi (non di comando) daN
Tg tensione del nastro nel punto di ubicazione del contrappeso daN
Tmax tensione nel punto più sollecitato del nastro daN
Tumax tensione unitaria massima del nastro N/mm
Tx tensione del nastro in un punto considerato daN
Ty tensione del nastro in un punto considerato daN
v velocità del nastro m/s
V elevazione massima del bordo del nastro mm
W modulo di resistenza mm 3

α angolo di avvolgimento del nastro sul tamburo gradi


αt inclinazione asse simmetria (rotazione) rad
β angolo di sovraccarico gradi
γ angolo d'inclinazione della tramoggia gradi
δ inclinazione del convogliatore gradi
λ inclinazione dei rulli laterali di una terna gradi
λ1 inclinazione dei rulli laterali intermedi gradi
λ2 inclinazione dei rulli laterali esterni gradi
Il simbolo chilogrammi (kg) è inteso η rendimento __
come forza peso. y angolo d'inflessione del cuscinetto gradi

13
1 Indicazioni Tramoggia di carico Nastro trasportatore Tramoggia di scarico

tecniche Stazione d'impatto Stazione di andata

e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro

Tamburo di rinvio Stazione di ritorno Tamburo motore

Fig. 1 - Schema base di un convogliatore a nastro

1.3 Definizione e caratteristiche A parità di portata grandi convogliatori a


nastro possono presentare costi inferiori
La funzione di un convogliatore a nastro è fino al 40-60% rispetto al trasporto a mezzo
quella di trasportare con continuità materiali camion.
sfusi omogenei o miscelati, su distanze va-
riabili da alcuni metri a decine di chilometri. Gli organi meccanici ed elettrici del con-
Uno dei componenti principali del convo- vogliatore quali rulli, tamburi, cuscinetti,
gliatore è il nastro in gomma, che svolge motori, ecc. sono prodotti secondo norme
una doppia funzione: unificate. I livelli qualititativi raggiunti dai mi-
gliori costruttori ne garantiscono funzionalità
- contenere il materiale trasportato e durata nel tempo.

- trasmettere la forza necessaria per I componenti principali del convogliatore


trasportare il carico. (nastro e rulli) richiedono, se dimensionati e
installati correttamente, una manutenzione
Il nastro trasportatore è un dispositivo in molto ridotta. Il nastro in gomma ha bisogno
grado di trasferire con continuità i materiali di rarissime riparazioni superficiali ed i rulli
che trasporta nella sua parte superiore. lubrificati a vita permettono, se di buona
qualità e di avanzata concezione, di ridurre
Le superfici, superiore (di andata) e inferiore la percentuale annuale di sostituzioni per
(di ritorno) del nastro, poggiano su serie di rulli manutenzione ordinaria.
sostenuti da strutture metalliche (stazioni).
Alle due estremità del convogliatore il nastro Il rivestimento dei tamburi ha una durata
si avvolge su tamburi, uno dei quali, accop- minima di due anni.
piato ad organi motore, trasmette il moto.
L’utilizzo di adeguati dispositivi di pulizia
Il più competitivo tra gli altri sistemi di traspor- del nastro nel punto di alimentazione e in
to è sicuramente quello a mezzo camion. corrispondenza di quelli di scarico assicura
Rispetto a quest'ultimo, il convogliatore a una maggiore durata delle installazioni e una
nastro presenta i seguenti vantaggi: minore manutenzione.
- minore numero di addetti
- limitati consumi energetici
- manutenzione programmabile a lunghi
intervalli
- indipendenza dai sistemi circostanti
- costi d’esercizio ridotti

14
Tutti questi fattori, unitamente al limitato Nella pratica del suo utilizzo "sul campo"
costo delle opere di supporto per lo sca- sono state le caratteristiche di flessibilità,
valcamento di dislivelli o il sottopasso di robustezza ed economicità che ne hanno
dossi, strade ed altri ostacoli, nonchè le pen- fatto il mezzo di trasporto di materiali sfusi
denze superabili dai convogliatori a nastro più diffuso e con le più ampie possibilità di
liscio (fino a 18°) e la possibilità di recuperare ulteriore sviluppo.
energia nei tratti di percorso discendenti,
hanno reso possibile la progettazione e la Le figure riportate di seguito mostrano le
realizzazione di convogliatori di lunghezza configurazioni più tipiche di convogliatori
fino a 100 Km realizzati con singole tratte a nastro.
di 15 Km ciascuna.

Fig. 2.1 - Convogliatore a nastro orizzontale. Fig. 2.5 - Convogliatori a nastro ascendente e orizzontale quando
è indicato usare due nastri.

Fig. 2.2 - Convogliatore a nastro orizzontale e ascendente, Fig. 2.6 - Convogliatori a nastro unico orizzontale e ascendente,
quando lo spazio consente una curva verticale e quando il carico quando lo spazio non consente una curva verticale ma il carico
permette l'utilizzo di un unico nastro. permette l'utilizzo di un solo nastro.

Fig. 2.3 - Convogliatore a nastro ascendente e orizzontale, Fig. 2.7 - Convogliatore a nastro unico composto da tratti oriz-
quando il carico permette l'utilizzo di un unico nastro e lo spazio zontali, tratti in salita e in discesa con curve verticali.
permette una curva verticale.

Fig. 2.4 - Convogliatori a nastro orizzontale e ascendente, quando Fig. 2.8 - Convogliatore a nastro con zona di carico in discesa
lo spazio non permette una curva verticale e il carico richiede o salita.
l'utilizzo di due nastri.

15
1 Indicazioni
tecniche
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro

1.4 Componenti e loro denominazione

Nella Fig. 3 sono illustrati i componenti Tamburo di comando


base di un convogliatore a nastro tipo. Nella Nel tamburo di comando tradizionale o nel
realtà, al variare delle esigenze di utilizzo, si mototamburo il mantello viene di norma,
potranno avere le più diverse combinazioni rivestito in gomma di spessore adeguato
di carico, scarico, elevazione e di organi alla potenza da trasmettere.
accessori.
Il rivestimento si presenta con scanalature
Testata motrice a lisca di pesce, con il vertice posto nel
Può essere di tipo tradizionale o con moto- senso di marcia o con solchi romboidali, per
tamburo. elevare il coefficiente di attrito e facilitare lo
scarico di acqua.
- Tradizionale
È composta da un gruppo di comando Il diametro dei tamburi è dimensionato in
costituito in successione: da un tamburo base alla classe di resistenza del nastro ed
motore di diametro appropriato al carico alla pressione specifica che agisce sullo
sul nastro e da un tamburo di contrasto. Il stesso.
moto viene fornito da un motoriduttore di
tipo pendolare o ad assi ortogonali o paralleli, Tamburi di rinvio
questi ultimi collegati per mezzo di un giunto Il mantello non necessita di rivestimento
al tamburo di comando. se non in casi particolari; il diametro è
normalmente inferiore a quello previsto per
- Mototamburo il tamburo motore.
In questa configurazione il motore, il riduttore
e i cuscinetti formano un’unità incorporata Tamburi di deviazione e di contrasto
e protetta all’interno del tamburo di trasci- Sono impiegati per aumentare l’angolo di
namento del nastro; si eliminano così tutte avvolgimento del nastro. Inoltre vengono
le ingombranti parti esterne delle testate utilizzati anche per tutte le deviazioni neces-
motrici tradizionali. Oggi vengono prodotti sarie in presenza di dispositivi di tensione a
mototamburi di diametro fino a 1.000 mm contrappeso, scaricatori mobili, ecc.
e potenza intorno ai 250kW con un rendi-
mento che può raggiungere anche il 97%.

16
Rulli un dispositivo di tensione, che può essere Lo scivolo dovrà rispondere alle esigenze
Sostengono il nastro e devono garantirne del tipo a vite, a contrappeso o con argano di caduta del materiale, secondo traiettorie
lo scorrimento libero e regolare sotto cari- motorizzato. calcolate in base alla velocità di trasporto,
co. Sono i componenti più importanti del alla pezzatura, al peso specifico del materiale
convogliatore e rappresentano una parte Il contrappeso determina una tensione co- trasportato ed alle sue caratteristiche fisico-
considerevole del suo valore complessivo. stante sul nastro indipendentemente dalle chimiche (umidità, corrosività, eccetera).
Il corretto dimensionamento dei rulli è fon- condizioni d'esercizio. Il suo peso viene
damentale per garantire l’efficienza e l’eco- dimensionato al limite minimo necessario Dispositivi di pulizia
nomicità d’impiego dell’impianto. per garantire il traino del nastro, onde evitare I sistemi di pulizia dei nastri sono oggi consi-
inutili sollecitazioni. derati con particolare attenzione, sia perchè
Stazioni superiori portanti e di ritorno riducono gli interventi di manutenzione sui
I rulli portanti sono in genere riuniti in terne La corsa prevista per un tenditore a contrap- convogliatori che trasportano materiali
e sostenuti da un telaio. L'inclinazione dei peso dipende dalla deformazione elastica umidi e particolarmente appiccicosi, sia
rulli laterali è compresa fra i 20° e i 45°. a cui va soggetto il nastro nelle varie fasi di perchè permettono di ottenere la massima
Può inoltre essere costruito un sistema a funzionamento. produttività.
ghirlanda con inclinazione fino a 60°.
Le stazioni di ritorno possono essere piane L’escursione minima di un tenditore non Diversi sono i dispositivi adottati. I più diffusi
con rulli singoli o riuniti in coppia a “ V ” con dovrà essere inferiore al 2% dell’interasse per semplicità di applicazione sono quelli a
10° d'inclinazione. del convogliatore per nastri con inserti tessili, lame raschianti, montate su supporti elastici
e allo 0,5% per nastri con inserti metallici. in gomma (capitolo 5).
Al variare della configurazione dei rulli sulle
stazioni superiori (simmetriche e non) si Tramogge di carico Copertura dei convogliatori
ottengono sezioni di trasporto diverse. La tramoggia di raccolta e lo scivolo di carico La copertura dei convogliatori diviene di
sono dimensionati in modo da assorbire, fondamentale importanza quando si rende
Tenditori senza causare intasamenti e danni al na- necessario proteggere il materiale traspor-
La tensione necessaria per fare aderire il stro, le variazioni istantanee della portata tato da fattori atmosferici e garantire la
nastro al tamburo motore è generata da ed eventuali accumuli. funzionalità dell’impianto (capitolo 6).

Tramoggia Stazione autocentrante Stazione


di carico Stazione di andata di andata Copertura di transizione

Tamburo di comando
o mototamburo
Stazione
d’ impatto

Pulitore
Pulitore
tangenziale

Tamburo
di contrasto

Tamburo Tamburo Pulitore Stazione autocentrante Stazione Tamburo di tensione Tamburo Fig. 3
di rinvio di contrasto a vomere di ritorno di ritorno con contrappeso di deviazione

17
Angolo di
sovraccarico

1 Indicazioni
tecniche
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro

1.5 - Criteri di progettazione L’angolo di sovraccarico è l’angolo che la


superficie del materiale assume rispetto al
La scelta del sistema di trasporto ottimale, la piano orizzontale sul nastro in movimento.
sua corretta progettazione, la sua razionale Fig. 5
utilizzazione dipendono dalla conoscenza Questo angolo è di solito di 5°-15° (per
delle caratteristiche costruttive e del com- alcuni materiali fino a 20°) inferiore all’angolo
portamento sotto sforzo di tutti i componenti di riposo.
del sistema stesso.

I fattori principali che influiscono sul dimen-


sionamento di un convogliatore a nastro
Angolo di
sono: la portata richiesta, la granulometria riposo
e le caratteristiche chimico/fisiche del ma-
teriale da trasportare, il profilo altimetrico
del percorso da effettuare.
Di seguito vengono illustrati i criteri utilizzati
per determinare la velocità e la larghezza del
nastro, per scegliere la configurazione delle
stazioni ed il tipo di rulli da utilizzarsi e per
il dimensionamento dei tamburi. Fig. 4

1.5.1 - Materiale da trasportare


Angolo di
sovraccarico
La corretta progettazione di un convogliatore
a nastro inizia con la valutazione delle ca-
ratteristiche del materiale da trasportare: in
particolare dell’angolo di riposo e dell’angolo
di sovraccarico.

L’angolo di riposo di un materiale, definito Fig. 5


anche “angolo di attrito naturale”, è l’angolo
che la superficie di un cumulo, formato
liberamente, assume rispetto al piano La Tab. 1 offre la correlazione tra le caratte-
orizzontale. Fig. 4 ristiche fisiche dei materiali e i relativi angoli
di riposo.

18
Il materiale trasportato si configura nella sua
sezione come nella Fig. 6.
L'area della sezione del materiale traspor-
tato "S" si può calcolare geometricamente
sommando l'area del settore circolare A1 a
quella del trapezio A2.

S = A1 + A2

Fig. 6

Più semplicemente può essere determinata


facendo riferimento ai valori della portata

volumetrica IVT con la formula: Tab. 1 - Angolo di sovraccarico, di riposo e scorrevolezza del materiale

IVT Scorrevolezza Profilo


S = _________ [ m2 ] molto elevata elevata media bassa sul nastro piano
3600
Angolo di sovraccarico β

dove:
5° 10° 20° 25° 30° ß
IVT = portata volumetrica alla velocità
di 1 m/s ( vedi Tab.5a-b-c-d )

Angolo di riposo

0-19° 20-29° 30-34° 35-39° 40° e più Altri

Caratteristiche del materiale

Dimensione unifor- Particelle arrotonda- Materiale irregolare, Materiali tipici co- Materiale irregolare, Possono includere
me, particelle ro- te, asciutte e liscie, granulare in pezza- muni, come ad es. viscoso, fibroso e materiale con qual-
tonde molto piccole, di peso medio come tura di peso medio, carbone bituminoso, che tende ad ag- siasi caratteristica
molto umide o molto ad es. semi di cere- come ad es. carbo- pietrame, la maggior grovigliarsi ( trucioli indicata di seguito
asciutte come sab- ali, grano e fagioli. ne di antracite, farina parte dei minerali di legno, bagasse Tab. 2
bia silicea secca, di semi di cotone. ecc. esaurite) sabbia di
cemento e calce- argilla, ecc. fonderia ecc.
struzzo umido, ecc.

19
1 Indicazioni Tab. 2 - Proprietà fisiche dei materiali

tecniche
Tipo Peso specifico apparente qs Angolo Grado
t/m3 lbs. / Cu.Ft riposo abrasività corrosività
Allumina 0,80-1,04 50-65 22° C A
e criteri di progettazione Amianto minerale o roccia 1,296 81 - C A
dei convogliatori a nastro Antracite 0,96 60 27° B A
Ardesia frantumata 40 ÷ 80 mm 1,36-1,52 85-95 - B A
Ardesia polvere 1,12-1,28 70-80 35° B A
Argilla secca fine 1,60-1,92 100-120 35° C A
Argilla secca a pezzetti 0,96-1,20 60-75 35° C A
Asfalto per giunzioni di pavim. 1,28-136 80-85 - A B
Asfalto frantumato fino a 13 mm 0,72 45 - A A

Bachelite fine 0,48-0,64 30-40 - A A
Barbabietole da zucc. polpa secca 0,19-0,24 12-15 - - -
Barbabietole da zucc. polpa natur. 0,40-0,72 25-45 - A B
Barite 2,88 180 - A A
Bauxite grezza 1,28-1,44 80-90 31° C A
Bauxite secca 1,09 68 35° C A
Bentonite naturale 0,80-0,96 50-60 - B A
Bicarbonato di sodio 0,656 41 42° A A
Borace grezzo 0,96-1,04 60-65 - B A

Calcare frantumato 1,36-1,44 85-90 35° B A
Calcare in polvere 1,28-1,36 80-85 - B A
Calce fino a 3 mm 0,96 60 43° A A
Calce idrata macinata 0,51-0,64 32-40 42° A A
Calce idrata fino a 3 mm 0,64 40 40° A A
Calcestruzzo 2,08-2,40 130-150 - C A
Calcestruzzo con rottami 1,44-1,76 90-110 - C A
Canna da zucchero tagliata 0,24-0,29 15-18 50° B A
Caolino fino a 80 mm 1,008 63 35° A A
Carbonato di bario 1,152 72 - A A
Carbone di legna 0,29-0,40 18-25 35° A A
Carbone grasso maglia 50 mm 0,80-0,86 50-54 45° A B
Carbone grasso grezzo 0,72-0,88 45-55 38° A B
Carbone nero granuloso 0,32-0,40 20-25 - A A
Carbone nero in polvere 0,06-0,11 4-7 - A A
Carborundum fino a 80 mm 1,60 100 - C A
Carbone di calcio 1,12-1,28 70-80 - B B
Cemento grezzo 1,60-1,76 100-110 - B A
Cemento Portland dolce 0,96-1,20 60-75 39° B A
Cenere di carb. macinato fino a 80 mm 0,72-0,80 45-50 50° B P
Cenere di carb. secco fino a 80 mm 0,56-0,64 35-40 40° B A
Ceneri di soda pesanti 0,88-1,04 55-65 32° B C
Clinker di cemento 1,20-1,52 75-95 30-40° C A
Cloruro di magnesio 0,528 33 - B -
Cloruro di potassio in granuli 1,92-2,08 120-130 - B B
Coke polvere 6 mm 0,40-0,5 25-35 30-45° C B
Coke dolce 0,37-0,56 23-35 - C B
Coke di petrolio calcinato 0,56-0,72 35-45 - A A
Criolite 1,76 110 - A A
Criolite in polvere 1,20-1,44 75-90 - A A

Dolomite frantumata 1,44-1,60 90-100 - B A

20
La tabella 2 indica le proprietà fisiche e Tab. 2 - Proprietà fisiche dei materiali
chimiche dei materiali che devono essere
prese in considerazione nel progetto di un Tipo Peso specifico apparente qs Angolo Grado

convogliatore a nastro. t/m3 lbs. / Cu.Ft riposo abrasività corrosività


Feldspato vaglio 13 mm 1,12-1,36 70-85 38° C A
Feldspato granuloso 40÷80 mm 1,44-1,76 90-110 34° C A
Fosfato acido fertilizzante 0,96 60 26° B B
Fosfato bicalcico 0,688 43 - - -
Fosfato bisodico 0,40-0,50 25-31 -
Fosfato florida 1,488 93 27° B A
Fosfato naturale in polvere 0,96 60 40° B A

Gesso granuloso 13÷80 mm 1,12-1,28 70-80 30° A A


Gesso in polvere 0,96-1,12 60-70 42° A A
Ghiaia 1,44-1,60 90-100 40° B A
Gomma granulosa 0,80-0,88 50-55 35° A A
Gomma rigenerata 0,40-0,48 25-30 32° A A
Grafite fiocchi 0,64 40 - A A
Grano 0,64-0,67 40-42 25° A A
Granito vaglio 13 mm 1,28-1,44 80-90 - C A
Granito granuloso 40÷50 mm 1,36-1,44 85-90 - C A
Gres frantumato 1,36-1,44 85-90 - A A
Guano secco 1,12 70 - B -

Laterizio 2 125 - C A
Lignite 0,64-0,72 40-45 38° A B

Magnesite fine 1,04-1,20 65-75 35° B A


Marmo frantumato 1,44-1,52 90-95 - B A
Minerale di cromo 2-2,24 125-140 - C A
Minerale di rame 1,92-2,40 120-150 - - -
Minerale di ferro 1,60-3,20 100-200 35° C A
Minerale di ferro frantumato 2,16-2,40 135-150 - C A
Minerale di manganese 2,00-2,24 125-140 39° B A
Minerale di Nickel 2,40 150 - C B
Minerale di piombo 3,20-4,32 200-270 30° B B
Minerale di zinco arrostito 1,60 100 38° - -

Nitrato di ammonio 0,72 45 - B C


Nitrato di potassio, salnitro 1,216 76 - B B
Nitrato di sodio 1,12-1,28 70-80 24° A -

Ossido di alluminio 1,12-1,92 70-120 - C A


Ossido di piombo 0.96-2,04 60-150 - A -
Ossido di titanio 0,40 25 - B A
Ossido di zinco pesante 0,48-0,56 30-35 - A A

Pirite di ferro 50÷80 mm 2,16-2,32 135-145 - B B


Pirite pellets 1,92-2,08 120-130 - B B
Polistirolo 0,64 40 - - -

Quarzo 40÷80 mm 1,36-1,52 85-95 - C A


A non abrasivo/non corrosivo Quarzo in polvere 1,12-1,28 70-80 - C A
B poco abrasivo/ poco corrosivo
Quarzo vaglio 13 mm 1,28-1,44 80-90 - C A
C molto abrasivo/molto corrosivo

Sabbia di fonderia 1,44-1,60 90-100 39° C A

21
1 Indicazioni Tab. 2 - Proprietà fisiche dei materiali

tecniche
Tipo Peso specifico apparente qs Angolo Grado
t/m3 lbs. / Cu.Ft riposo abrasività corrosività
Sabbia umida 1,76-2,08 110-130 45° C A
e criteri di progettazione Sabbia secca 1,44-1,76 90-110 35° C A
dei convogliatori a nastro Sale comune secco 0,64-0,88 40-55 - B B
Sale comune secco fine 1,12-1,28 70-80 25° B B
Sale potassio silvinite 1,28 80 - A B
Sapone in polvere 0,32-0,40 20-25 - A A
Saponite talco fine 0,64-0,80 40-50 - A A
Scarti di fonderia 1,12-1,60 70-100 - C A
Scorie di fonderia frantumata 1,28-1,44 80-90 25° C A
Solfato di alluminio granuloso 0,864 54 32° - -
Solfato di ammonio 0,72-0,93 45-58 32° B C
Solfato di ferro 0,80-1,20 50-75 - B -
Solfato di magnesio 1,12 70 -- -
Solfato di manganese 1,12 70 - C A
Solfato di potassio 0,67-0,77 42-48 - B -
Solfato di rame 1,20-1,36 75-85 31° A -
Sughero 0,19-0,24
12-15 - - -
Superfosfato 0,816 51 45° B B

Talco in polvere 0,80-0,96 50-60 - A A


Talco in grani 40÷80 mm 1,36-1,52 85-95 - A A
Talco di caolino maglia 100 0,67-0,90 42-56 45° A A
Terra umida argillosa 1,60-1,76 100-110 45° B A
Trucioli di acciaio 1,60-2,40 100-150 - C A
Trucioli di alluminio 0,11-0,24 7-15 - B A
Trucioli di legno 0,16-0,48 10-30 - A A
Trucioli di ghisa 2,08-3,20 130-200 - B A

Zinco concentrato 1,20-1,28 75-80 - B A


Zolfo frantumato 13 mm 0,80-0,96 50-60 - A C
Zolfo frantumato fino 80 mm 1,28-1,36 80-85 - A C

A non abrasivo/non corrosivo Zucchero di canna naturale 0,88-1,04 55-65 30° B B


B poco abrasivo/ poco corrosivo Zucchero in polvere 0,80-0,96 50-60 - A B
C molto abrasivo/molto corrosivo
Zucchero melassa di barbabietole 0,88-1,04 55-65 30° B B

22
1.5.2 - Velocità del nastro Tuttavia nastri più larghi consentono, a pa-
rità di portata, minori velocità presentando
La velocità massima d'esercizio dei convo- minore pericolo di fuoriuscita di materiale,
gliatori a nastro ha raggiunto limiti che erano di avaria del nastro o intasamento della
impensabili sino a qualche anno fa. Velocità tramoggia.
più elevate hanno consentito di incrementare Alla luce dei dati sperimentali indichiamo
i volumi movimentati a parità di portata, si nella Tab. 3 le velocità massime consi-
sono ridotti i carichi di materiale per unità gliate in funzione sia delle caratteristiche
lineare di convogliatore e quindi i costi delle fisiche e della pezzatura del materiale da
strutture, delle stazioni portanti e del nastro. trasportare che della larghezza del nastro.

Le caratteristiche fisiche dei materiali da


trasportare influenzano in maniera deter- Tab. 3 - Velocità massime consigliate
minante la velocità d'esercizio.
I materiali leggeri, quali i cereali e le pol- Pezzatura Nastro
veri di alcuni minerali, permettono velocità dimensioni max larghezza min. Velocità max
elevate. Materiali vagliati o preselezionati
possono venire movimentati a velocità di uniforme mista A B C D
8 m/s ed oltre. fino a mm fino a mm mm m/s

Con l'aumento della pezzatura del materiale, 50 100 400


2.5 2.3 2 1.65
della sua abrasività e del suo peso specifico, 75 150 500
è necessario ridurre la velocità del nastro.
125 200 650 3 2.75 2.38 2
Materiali non frantumati o selezionati posso- 170 300 800 3.5 3.2 2.75 2.35
no obbligare a scegliere velocità di trasporto 250 400 1000
più moderate, nell’ordine di 1.5/3.5 m/s. 4 3.65 3.15 2.65
Ia quantità di materiale per metro lineare
350
500
1200
gravante sul nastro è: 400 600 1400
4.5 4 3.5 3

450
650
1600

500 700 1800


5 4.5 3.5 3

550
750
2000
IV 600 800 2200 6 5 4.5 4
qG = [ Kg/m ]
3.6 x v A - materiali leggeri scorrevoli non abrasivi, peso specifico da
0.5 ÷ 1,0 t/m3
B - materiali non abrasivi in pezzatura media, peso specifico
dove: da 1.0 ÷ 1.5 t/m3 Tra i fattori che limitano la velocità massima
C - materiali mediamente abrasivi e pesanti, peso specifico
qG = peso del materiale per metro da 1.5 ÷ 2 t/m3 di un convogliatore citiamo:
D - materiali abrasivi, pesanti e taglienti > 2 t/m3
lineare
- L’inclinazione del nastro nel punto di ca-
IV = portata del nastro t/h rico: maggiore è l’inclinazione, maggiore
è il tempo di turbolenza (rotolamento) del
v = velocità del nastro m/s materiale prima che si assesti sul nastro.
Questo fenomeno è un fattore che limita
Si utilizzerà qG nella determinazione degli la velocità massima d'esercizio del convo-
sforzi tangenziali Fu. gliatore in quanto produce l'usura precoce
della copertura del nastro.
Con l'aumento della velocità v si potrà
ottenere la medesima portata IV con una - Il manifestarsi di un'azione abrasiva ripetuta
minore larghezza del nastro (quindi con una del materiale sul nastro, che è data dal nu-
più semplice struttura del convogliatore) mero di passaggi di una determinata sezione
nonché con minore carico per unità lineare e del nastro sotto la tramoggia di carico, è
quindi con ridotta sollecitazione di rulli e sta- direttamente proporzionale alla velocità del
zioni portanti e minore tensione del nastro. nastro ed inversamente proporzionale alla
sua lunghezza.

23
1 Indicazioni
1.5.3 - Larghezza del nastro

Stabilita, con l’ausilio della Tab. 3, la


tecniche velocità ottimale del nastro, la determina-
Nella pratica si tenderà a scegliere la sta-
zione che permetta di realizzare la portata
zione della sua larghezza avviene principal- volumetrica richiesta con l’utilizzo del nastro
e criteri di progettazione mente in funzione della quantità di materiale di minore larghezza e quindi più economico.
dei convogliatori a nastro da trasportare, generalmente indicata nei
dati di base del progetto. Si fa comunque osservare come la larghez-
za del nastro debba essere sufficiente ad
Nella trattazione che segue, la capacità di impedire cadute del materiale di maggior
trasporto di un convogliatore viene espressa pezzatura in caso di carico misto che
come portata volumetrica IVT [m3/h] per contenga anche materiale fine.
v = 1 m/sec.
L’inclinazione dei rulli laterali di una terna (da
20° a 45°) definisce l’angolo della stazione.
Fig. 7

Fig. 7

A parità di larghezza del nastro ad angolo


maggiore corrisponde un aumento della
portata volumetrica IVT.

La scelta della stazione portante avviene


anche in funzione della capacità di messa
in conca del nastro.

Nel passato le inclinazioni standard dei


rulli laterali di una terna erano di 20°. Ora
i miglioramenti apportati alle carcasse ed
ai materiali utilizzati per la costruzione dei
nastri permettono d'impiegare stazioni
con inclinazione dei rulli laterali di 30/35°.
Le stazioni a 40/45° sono utilizzate in casi
speciali, anche a causa dell’onerosità dei
nastri che possono adattarsi a conche così
accentuate.

24
Nella determinazione delle dimensioni del
nastro si deve tener conto dei valori minimi Tab. 4 - Larghezza minima del nastro
di larghezza, in funzione dei carichi di rottura in funzione del suo carico di rottura e della inclinazione dei rulli

del nastro e dell’inclinazione dei rulli laterali Carico di rottura Larghezza nastro
della stazione espressi nella Tab. 4.
λ= 20/25° λ= 30/35° λ= 45°
N/mm mm

250 400 400 —


315 400 400 450
400 400 400 450
500 450 450 500
630 500 500 600
800 500 600 650
1000 600 650 800
1250 600 800 1000
1600 600 800 1000

Per nastri con carichi di rottura superiori a quelli indicati nella tabella, é consigliabile consultare i singoli produttori di nastro.

Portata volumetrica IM Mediante le Tab. 5 a-b-c-d si determina


La portata in volume del nastro è data dalla quale larghezza di nastro soddisfa la portata
formula: volumetrica IM richiesta dai dati di progetto
Iv in relazione alla forma della stazione, all’incli-
IM = [ m3/h ] nazione dei rulli, all’angolo di sovraccarico
qs del materiale ed alla velocità.
dove:
Iv = portata del nastro t/h
qs = peso specifico del materiale

Si definisce poi:

IM
IVT = [ m3/h ]
v
come portata volumetrica, alla velocità di
un metro al secondo.

25
1 Indicazioni
tecniche

β
e criteri di progettazione Tab. 5a - Portate volumetriche
dei convogliatori a nastro con stazioni piane per v = 1 m/s

Larghezza Angolo di IVT m3/h Larghezza Angolo di IVT m3/h


nastro sovraccarico nastro sovraccarico
mm λ = 0°
β mm β λ = 0°

5° 2.5 5°
101.3
10° 5.1 10°
203.2
300 20° 10.3 1600 20°
411.3
25° 13.0 25°
519.0
30° 15.8 30°
630.1

5° 5.0 5° 129.2
10° 10.1 10°
259.2
400 20° 20.5 1800 20°
524.8
25° 25.8 25°
662.1
30° 31.3 30°
803.8

5° 8.4 5°
160.5
10° 16.8 10°
322.0
500 20° 34.1 2000 20° 652.0
25° 43.0 25°
822.7
30° 52.2 30°
998.7

5° 15.0 199.3

10° 30.1 10° 399.8
650 20° 60.9 2200 809.6
20°
25° 76.9 1021.5
25°
30° 93.3 1240.0
30°

5° 23.5 242.3

10° 47.2 486.0
10°
800 20° 95.6 2400 984.1
20°
25° 120.6 1241.7
25°
30° 146.4 1507.4
30°

5° 37.9 289.5

10° 76.0 580.7
10°
1000 20° 153.8 2600 1175.8
20°
25° 194.1 1483.5
25°
30° 235.6 1800.9
30°

5° 55.6 340.8

10° 111.6 10° 683.7
1200 20° 225.9 2800 1384.4
20°
25° 285.0 1746.8
25°
30° 346.0 2120.5
30°

5° 76.7 396.4

10° 153.9 795.2
10°
1400 20° 311.7 3000 1610.1
20°
25° 393.3 2031.5
25°
30° 477.5 2466.2
30°

26
β
λ
Tab. 5b - Portate volumetriche
con stazioni a 2 rulli per v = 1 m/s

Larghezza Angolo di IVT m3/h


nastro sovraccarico
mm λ = 20°
β

5° 16.2
10° 18.5
300 20° 23.1
25° 25.5
30° 27.9

32.2

10° 36.7
400 20° 45.9
25° 50.6
30° 55.5


53.7
10° 61.1
500 20° 76.4
25° 84.2
30° 92.4

5° 96.0
10° 109.4
650 20° 136.6
25° 150.7
30° 165.2

5° 150.6
10° 171.5
800 20° 214.2
25° 236.3
30° 259.1

5° 242.4
10° 276.1
1000 20° 344.8
25° 380.4
30° 417.0

Per ottenere la portata volumetrica effettiva IM alla velocità


desiderata avremo:

IM = IVT x v [ m3/h ]

27
1 Indicazioni
tecniche
e criteri di progettazione
Tab. 5c - Portate volumetriche
dei convogliatori a nastro
con stazioni a 3 rulli per v = 1 m/s

Larghezza Angolo di IVT m3/h


nastro sovraccarico
mm β λ = 20° λ = 25° λ = 30° λ = 35° λ = 45°

5° 12.5 14.7 16.7 18.4 21.3
10° 14.9 17 18.9 20.6 23.3
300 20° 19.8 21.8 23.5 25 27.2
25° 22.4 24.3 25.9 27.3 29.3
30° 25 26.8 28.4 29.7 31.4

5° 25.3 29.7 33.8 37.4 43.2
10° 30.1 34 38 41.7 47
400 20° 39.9 43.8 47.4 50.4 54.8
25° 44.9 48.7 52 54.9 58.8
30° 50.2 53.8 56.9 59.5 62.9

5° 43.2 50.7 57.7 63.8 73.6
10° 51.1 58.4 65 70.8 79.8
500 20° 67.4 74 80.1 85.2 92.6
25° 75.8 82.3 87.9 92.7 99.2
30° 84.4 90.7 96 100 106

5° 80.3 94.4 107.2 118.6 136.3
10° 94.4 108 125 131 147.1
650 20° 123 136 147 156.3 169.3
25° 138 150 160 169 180
30° 153 165 175 182 192.7

5° 125.9 148.1 168.2 186 213.8
10° 148.1 169.5 188.7 205.4 230.8
800 20° 193.5 213.3 230 245.1 265.6
25° 217 235.9 252.2 265.7 283.6
30° 241.2 259.3 274.6 286.9 302.2


207.5 244.1 277.1 306.1 351
10° 243.2 278.4 309.8 337.1 377.9
1000 20° 316 348.5 376.7 400.4 433
25° 353.7 384.8 411.4 433.1 461.4
30° 392.5 422.2 447 466.9 490.8

5° 304 357.5 405.9 448 514.3
10° 356.3 407.9 454 494 554
1200 20° 463.3 510.9 552.3 587 634.9
25° 518.6 564.2 603.2 635 676.8
30° 575.7 619.2 655.7 684 720

5° 424.9 499.7 547.1 626.3 717.2
10° 497 569 633.3 688.8 771.3
1400 20° 644.4 710.8 768.4 816.5 881.9
25° 720,6 784.1 838.8 882.5 939.1
30°
799.2 859.8 910.4 950.6 998.1

28
β
λ
Larghezza Angolo di IVT m3/h
nastro sovraccarico
mm β λ = 20° λ = 25° λ = 30° λ = 35° λ = 45°

5° 564.1 663.4 752.8 831.2 951
10° 659.2 754.8 839.9 913.4 1022.1
1600 20° 853.5 941.6 1017.9 1081.4 1167.3
25° 954 1038.2 1110 1168.2 1242.4
30° 1057.6 1137.9 1204.9 1257.9 1319.9

5° 723 850.1 964.7 1064.9 1217.6
10° 844.2 966.7 1075.6 1169.5 1307.9
1800 20° 1091.9 1204.7 1302.3 1383.3 1492.5
25° 1220 1327.9 1419.6 1493.9 1587.9
30° 1352.2 1454.9 1540.5 1608 1686.4


897.3 1055.2 1197.3 1321.7 1511.5
10° 1047.9 1200 1335.2 1451.8 1623.8
2000 20° 1355.8 1495.8 1617 1717.6 1853.4
25° 1515 1648.9 1762.7 1855.1 1972.1
30° 1676.2 1806.7 1913 1996.9 2094.5

1130.8
5° 1329.5 1508 1663.5 1898.1
10° 1317.4 1508.7 1678.3 1823.8 2035.7
2200 20° 1698.7 1874.7 2026.2 2151.3 2317
25° 1895.9 2064 2206.2 2320.7 2462.4
30° 2099.3 2259.2 2391.8 2495.4 2612.4

5° 1366.2 1606.4 1822.3 2010.9 2296.8
10° 1599.2 1824.5 2029.8 2206.4 2465
2400 20° 2057.2 2270.1 2453.8 2605.9 2808.8
25° 2297.2 2500.6 2673.1 2812.5 2986.6
30° 2544.7 2738.3 2899.3 3029.5 3170

1650.6
5° 1940.6 2200.6 2426.9 2767
10° 1921.4 2200.4 2447.5 2659.1 2965.9
2600 20° 2474.7 2731.3 2951.9 3133.5 3372.4
25° 2760.9 3005.8 3212.7 3378.9 3582.7
30° 3056 3289 3481.8 3631.9 3799.5

5° 1932.9 2272.7 2577.7 2843.6 3244.9
10° 2252 2579 2868.9 3117.7 3480.3
2800 20° 2904.1 3205 3464.1 3678 3961.4
25° 3241.4 3528.7 3771.9 3967.7 4210.3
30° 3589.2 3862.6 4089.3 4266.6 4469.9


2256.1 2652.5 3008.1 3317.8 3783.9
Per ottenere la portata volumetrica effettiva IM alla velocità 10° 2627 3008.4 3346.4 3636 4056.8
desiderata avremo: 3000 20° 3384.9 3735.8 4037.6 4286.4 4614.5
25° 3776.9 4111.9 4395.1 4627.7 4902.9
IM = IVT x v [ m3/h ] 30° 4181.3 4496.9 4763.8 4969.6 5200.3

29
1 Indicazioni
tecniche
e criteri di progettazione
Tab. 5d - Portate volumetriche
dei convogliatori a nastro
con stazioni a 5 rulli per v = 1 m/s

Larghezza Angolo di VT m3/h Larghezza Angolo di IVT m3/h


nastro sovraccarico nastro sovraccarico

mm β λ1 30° λ2 60° mm β λ1 30° λ2 60°




236.4 5° 1659
10° 252.4 10° 1762.6
800 20° 284.6 2000 20° 1972.7
25° 301.4 25° 2081.3
30° 318.7 30° 2193.1


381.8 5° 2058.2

407.8 10° 2186.2
10°
459 2200 20° 2447.7
1000 20°
25° 485.8 25° 2582.9
513.4
30° 30° 2722.4

566.8 5° 2525.5

10° 603.3 10° 2678.1
678.1 2400 20° 2989.8
1200 20°
716.7 25° 3151
25°
756.6 30° 3317.3
30°


787.8 5° 3030.5
10°
837.6 10° 3210.5
1400 20°
939.5 2600 20° 3579.4
25°
992.1 25° 3770.2
30°
1046.4 30° 3966.9

1038.8 5° 3570.8

10°
1104.6 10° 3782.9
1600 20°
1239.2 2800 20° 4216.3
25°
1308.8 25° 4440.5
30°
1380.6 30° 4671.7

1324.4 5° 4165.6

10°
1408.5 10° 4410.5
1800 20°
1580.4 3000 20° 4910.9
25°
1669.3 25° 5169.6

1761
30° 30° 5436.6


Per ottenere la portata volumetrica effettiva IM alla velocità

desiderata avremo:

IM = IVT x v [ m3/h ]

30
Portata volumetrica corretta con fattori Fig. 8 - Fattore d'inclinazione: K
di inclinazioni e di alimentazione
Fattore d'inclinazione K 1,0
Nel caso di nastri inclinati, i valori di portata
volumetrica IVT [m3/h] devono essere corretti
secondo la seguente relazione:

IVM = IVT X K X K1 [m3/h] 0,9


dove:
IVM è la portata volumetrica corretta
in relazione all'inclinazione e alla
irregolarità d'alimentazione in
m3/h con v = 1 m/s 0,8
δ

IVT è la portata teorica in volume per


v= 1m/s

K è il fattore d'inclinazione
0,7
0° 2° 4° 6° 8° 10° 12° 14° 16° 18° 20°
K1 è il fattore di correzione dovuto Angolo d'inclinazione δ
all'irregolarità d'alimentazione

Il fattore d'inclinazione K riportato nella rela- In generale è anche necessario tenere conto Stabilita la larghezza del nastro, si verificherà
zione, tiene conto della riduzione di sezione della natura dell'alimentazione, cioè della che il rapporto larghezza nastro/massima
del materiale trasportato dal nastro quando sua costanza e regolarità, introducendo pezzatura del materiale soddisfi la seguente
il trasporto è in pendenza. un fattore di correzione K1 i cui valori sono: relazione:

Il diagramma Fig. 8 fornisce il fattore K in - K1 = 1 per alimentazione regolare


largh. nastro ≥ 2.5 max. pezzatura
funzione dell'angolo d'inclinazione del con- - K1 = 0.95 per alimentazione poco regolare
vogliatore da applicarsi solo per nastri lisci. - K1 = 0.90 ÷ 0.80 per alimentazione molto irregolare.


Se si considera la portata corretta tramite
i fattori sopra citati la portata volume-
trica effettiva alla velocità desiderata è
data da:

IM = IVM x v [m3/h]

31
1 Indicazioni 1.5.4 - Configurazione delle stazioni,
passo e distanze di transizione
Le stazioni fisse con telaio di sostegno a
tre rulli di uguale lunghezza, consentono un
tecniche Configurazione
buon adattamento del nastro, realizzando
una uniforme distribuzione delle tensioni ed
È definita stazione la combinazione dei rulli una buona sezione di carico.
e criteri di progettazione
con il relativo telaio di sostegno fisso Fig. 9; L’inclinazione dei rulli laterali varia da 20°
dei convogliatori a nastro
la stazione può anche essere sospesa a fino a 45° per nastri di larghezza da 400 fino
ghirlanda Fig. 10. a 2.200 mm ed oltre.

Si distinguono due tipi di stazione base: Le stazioni sospese a ghirlanda sono


quelle portanti di andata, che sostengono utilizzate quali stazioni d’impatto sotto le
il nastro carico, e quelle inferiori, che so- tramogge di carico, o in generale lungo i tratti
stengono il nastro vuoto nel tratto di ritorno. di andata e di ritorno per grandi portate o
su convogliatori ad alte prestazioni.
• Le stazioni di andata fisse assumono
generalmente due configurazioni: Le stazioni sono generalmente costruite
- a uno o due rulli piani; seguendo norme unificate internazionali.
- a due, tre o più rulli a conca.
I disegni illustrano le configurazioni più
• Le stazioni di ritorno possono essere: ricorrenti.
- a uno o due rulli;
- a conca a due rulli.

Fig. 9 - Stazioni fisse di andata Stazioni fisse di ritorno

- piana a rullo liscio o d'impatto - piana a rullo liscio o con anelli

- a 2 rulli lisci o d'impatto - a 2 rulli lisci o con anelli

- a 3 rulli lisci o d'impatto

32
La scelta della configurazione più opportuna
e la corretta installazione delle stazioni (a
causa dell'attrito che si determina tra i rulli
e il nastro stesso) sono garanzia per una
regolare marcia del nastro.

Le stazioni di andata di una terna possono


avere i rulli allineati tra loro e ortogonali alla
direzione di trasporto Fig. 11, nel caso di
nastri reversibili; oppure i rulli laterali orientati
nel senso di marcia del nastro (generalmente
di 2°) per nastri unidirezionali Fig. 12.

Senso di marcia

Senso di marcia

Senso di marcia
Senso di marcia

Fig. 11 - Per nastri reversibili

Fig. 10 - Stazioni sospese a ghirlanda

- a 2 rulli lisci o con anelli per ritorno


Senso di marcia Senso di marcia

Senso di marcia Senso di marcia

Senso di marcia Senso di marcia


Senso di marcia Senso di marcia

Fig. 12 - Solo per nastri unidirezionali


- a 3 rulli lisci per andata

Fig.13 - Un allineamento non corretto della


stazione può provocare lo sbandamento
- a 5 rulli lisci per andata
del nastro.

33
ai ao

1 Indicazioni Passo delle stazioni


Nei convogliatori a nastro il passo ao più
del materiale, per mantenere la freccia
d'inflessione del nastro nei limiti indicati.
tecniche comunemente usato per le stazioni di andata
è di un metro, mentre per quelle di ritorno
Inoltre il passo può essere limitato anche
dalla capacità di carico dei rulli stessi.
è di tre metri (au).
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro ai ao

au Fig. 14

La freccia d’inflessione del nastro fra due In corrispondenza dei punti di carico il passo
stazioni portanti consecutive non deve è generalmente la metà, o meno, di quello
superare il 2% del passo stesso. delle normali stazioni, in modo da limitare
Una freccia d’inflessione maggiore genera, il più possibile l’inflessione del nastro e le
durante il carico, fuoriuscita di materiale sollecitazioni sui rulli.
dal nastro ed eccessivi attriti dovuti alle ai
deformazioni della massa del materiale
trasportato. Ciò determina non solo lavoro
e assorbimento di potenza superiori, ma
anche anomale sollecitazioni dei rulli, oltre Fig. 15
ad una usura precoce della copertura del
nastro.
Per le stazioni a ghirlanda il passo minimo
La Tab.a6i propone comunque il passo mas- sarà calcolato in modo tale da evitare contatti
simo consigliato delle stazioni in funzione del- tra due stazioni successive, provocati dalle
la larghezza del nastro e del peso specifico normali oscillazioni nel corso dell’utilizzo
Fig. 15.

Tab. 6 - Passo max consigliato delle stazioni



Larghezza Passo delle stazioni
nastro andata ritorno
peso specifico del materiale da trasportare t/m3
< 1.2 1.2 ÷ 2.0 > 2.0
mm m m m m

300 1.65 1.50 1.40 3.0


400
500
650
800 1.50 1.35 1.25 3.0

1000 1.35 1.20 1.10 3.0

1200 1.20 1.00 0.80 3.0
1400
1600
1800

2000 1.00 0.80 0.70 3.0
2200

34
Fig. 19 - Distanza di transizione

Valori di Lt in metri per nastri con inserti metallici Steel Cord (ST)
10 5

Valori di Lt in metri per nastri con inserti tessili (EP)


λ
8 4

Distanza di transizione Lt
Lo spazio che intercorre tra l’ultima stazione 45
°
di rulli adiacente ai tamburi di testa o di coda λ=
6 3
di un convogliatore ed i tamburi stessi è
chiamato distanza di transizione. Fig. 16.
30°
λ=
4 2

λ=2

2 1
Fig. 16
Lt Lt

at at at ao
Lungo questo tratto il nastro passa dalla
configurazione a conca, determinata dalla 650 800 1000 1200 1400 1600 1800 2000 2200
angolazione delle stazioni portanti, a quella
Larghezza nastro mm
piana del tamburo e viceversa.

au
Il diagramma Fig. 19 permette di determi-
λ

nare la distanza di transizione Lt (in funzione


della larghezza del nastro e dell'angolo
λ delle stazioni portanti), per nastri con
inserti tessili EP (poliestere) e per nastri
con inserti metallici tipo Steel Cord (ST).
Lt

I bordi del nastro vengono così sottoposti Esempio: 45°


ad una tensione supplementare, che agisce per un nastro (EP) da 1400 mm di larghezza 30°
15°
sui rulli laterali. Generalmente la distanza con stazioni a 45°, si ricava dal diagramma
di transizione non deve essere inferiore che la distanza di transizione è di circa 3 m.
alla larghezza del nastro così da evitare È consigliabile quindi inserire nel tratto di
sovrasollecitazioni. transizione Lt due stazioni aventi rispetti- Fig. 17
vamente λ=15° e 30°, con passo di 1 m.
Nel caso in cui la distanza di transizione Lt
sia superiore al passo delle stazioni portanti Lt
è buona regola introdurre nel tratto di transi-
zione e stazioni con angolazioni decrescenti at at at ao ao ao
dei rulli laterali (dette stazioni di transizione).
In tal modo il nastro passa gradualmente
dalla configurazione a conca a quella piana,
evitando così dannose tensioni.

au Fig. 18

35
1 Indicazioni 1.5.5 - Sforzo tangenziale, potenza
motrice, resistenze passive, peso del
totale deve vincere tutte le resistenze che
si oppongono al moto ed è costituito dalla
tecniche nastro, tensioni e verifiche somma dei seguenti sforzi:

Le sollecitazioni che agiscono su un con- - sforzo necessario per muovere il nastro


e criteri di progettazione
vogliatore in esercizio variano lungo il suo scarico: deve vincere gli attriti che si op-
dei convogliatori a nastro
percorso. Per dimensionare e calcolare pongono al moto del nastro causati dalle
la potenza assorbita dal convogliatore è stazioni portanti e di ritorno, dai tamburi di
necessario determinare la tensione agente rinvio e deviatori, ecc.;
sulla sezione più sollecitata, in particolare
per convogliatori che presentino caratte- - sforzo necessario per vincere le resistenze
ristiche quali: che si oppongono allo spostamento oriz-
zontale del materiale;
- inclinazione maggiore di 5°
- sforzo necessario per sollevare il materiale
- percorso discendente alla quota desiderata (nel caso di nastro
discendente la forza generata dalla massa
- profilo altimetrico vario Fig. 20 totale trasportata risulta motrice);

Sforzo tangenziale - sforzi necessari per vincere le resistenze


Il primo passo prevede il calcolo dello secondarie dovute alla presenza di acces-
sforzo tangenziale totale FU alla periferia sori (scaricatori mobili "Tripper", pulitori, raschiatori, bavette di
del tamburo motore. Lo sforzo tangenziale contenimento, ribaltatori ecc.).

Lo sforzo tangenziale totale FU alla periferia del tamburo motore sarà dato da:

FU = [ L x Cq x Ct x f ( 2 qb + qG + qRU + qRO ) ± ( qG x H ) ] x 0.981 [daN]


Per nastro in discesa si utilizzi nella formula il segno (-)
dove:
L = Interasse del trasportatore (m)
Cq = Coefficiente delle resistenze fisse (accessori nastro), vedi Tab. 7
Ct = Coefficiente delle resistenze passive, vedi Tab. 8
f = Coefficiente di attrito interno delle parti rotanti (stazioni), vedi Tab. 9
qb = Peso del nastro per metro lineare in Kg/m, vedi Tab. 10
(somma delle coperture e del peso del nucleo)
qG = Peso del materiale trasportato per metro lineare Kg/m
qRU = Peso delle parti rotanti inferiori in Kg/m, vedi Tab. 11
qRO = Peso delle parti rotanti superiori in Kg/m, vedi Tab. 11
H = Dislivello del nastro

36
Quando si richiede il calcolo di un nastro tra-
sportatore con profilo altimetrico vario è op-
portuno che lo sforzo tangenziale totale sia
suddiviso negli sforzi Fa (sforzo tangenziale
di andata) ed inferiori Fr, (sforzo tangenziale
di ritorno) necessari per muovere i singoli
tratti a profilo costante che compongono il
nastro (Fig. 20), si avrà:

FU=(Fa1+Fa2+Fa3...)+(Fr1+Fr2+Fr3...)

dove:
Fa = sforzo tangenziale per muovere il
nastro nei singoli tratti di andata

Fr = sforzo tangenziale per muovere


il nastro nei singoli tratti di ritorno

Pertanto lo sforzo tangenziale Fa e Fr sarà dato da:

Fa = [ L x Cq x Ct x f ( qb + qG + qRO ) ± ( qG + qb) x H ] x 0.981 [daN]

Fr = [ L x Cq x Ct x f ( qb + qRU ) ± ( qb x H) ] x 0.981 [daN]

Si utilizzerà il segno (+) per il tratto di nastro ascendente


(-) per il tratto discendente

L1 L2 L3 L4

H3
H2
H1

H
Fig. 20 - Profilo altimetrico vario

Potenza motrice
Noti lo sforzo tangenziale totale alla periferia
del tamburo motore, la velocità del nastro
e l'efficienza "η" del riduttore, la potenza
minima necessaria del motore sarà data da:

FU x v
P= [kW]
100 x η

37
1 Indicazioni Resistenze passive
Le resistenze passive sono espresse tramite
Tab. 7 - Coefficiente delle resistenze
tecniche coefficienti proporzionali alla lunghezza del
convogliatore a nastro, alla temperatura fisse
ambiente, alla velocità, al tipo di manuten-
e criteri di progettazione Interasse Cq
zione, alla pulizia e alla scorrevolezza, all'at-
dei convogliatori a nastro m
trito interno del materiale e all'inclinazione
del convogliatore. 10 4.5
20 3.2
30 2.6
40 2.2
50 2.1
60 2.0
80 1.8
100 1.7
150 1.5
200 1.4
250 1.3
300 1.2
400 1.1
500 1.05
1000 1.03

Tab. 8 - Coefficiente delle resistenze passive dovuto alla temperatura

Temperatura °C + 20° + 10° 0 - 10° - 20° - 30°

Fattore Ct 1 1,01 1,04 1,10 1,16 1,27

Tab. 9 - Coefficiente d'attrito interno f del materiale e degli elementi rotanti

Convogliatori a nastro oriz- velocità m/s


zontali, ascendenti o legger-
mente discendenti 1 2 3 4 5 6

Elementi rotanti e materiale


con attriti interni standard 0,0160 0,0165 0,0170 0,0180 0,0200 0,0220

Elementi rotanti e materiale


con attriti interni alti in condi- da 0,023 a 0,027
zioni di lavoro gravose

Elementi rotanti di convoglia-


tori discendenti con motore
da 0,012 a 0,016
frenante e/o generatore

38
Peso del nastro per metro lineare qb Tab. 10 - Peso del nucleo del nastro qbn
Il peso totale del nastro qb si può determinare
sommando al peso del nucleo del nastro, Carico di rottura Nastro con inserti Con inserti metallici
quello della copertura superiore ed inferiore del nastro tessili (EP) Steel Cord (ST)
ovvero circa 1,15 Kg/m2 per ogni mm di N/mm Kg/m 2 Kg/m 2
spessore della copertura stessa.

200 2.0 -

250 2.4 -

315 3.0 -

400 3.4 -
500 4.6 5.5
630 5.4 6.0
800 6.6 8.5
1000 7.6 9.5
1250 9.3 10.4
1600 - 13.5
2000 - 14.8
2500 - 18.6
3150 - 23.4
I pesi sono da intendersi indicativi del nucleo del nastro ad inserti tessili o metallici in relazione alla classe di resistenza.

Nella Tab. 11 sono indicati i pesi approssimati


delle parti rotanti di una stazione superiore
a terna e di una stazione inferiore piana. Tab. 11 - Peso delle parti rotanti dei rulli delle stazioni (sup/inf)
Il peso delle parti rotanti superiori qRO ed
inferiori qRU sarà dato da: Larghezza Diametro rulli mm
nastro 89 108 133 159 194

Pprs Ppri Pprs Ppri Pprs Ppri Pprs Ppri Pprs Ppri
Pprs
qRO = [kg/m] mm Kg
ao
400 — — —
dove:
Pprs = peso delle parti rotanti 500 5.1 3.7 —
superiori 650 9.1 6.5 —
ao = passo stazioni di andata
800 10.4 7.8 16.0 11.4 —
1000 11.7 9.1 17.8 13.3 23.5 17.5
1200 20.3
15.7
26.7
20.7 —
Ppri
qRU = [kg/m]
1400 29.2
23.2 —
au
1600 31.8
25.8 —
dove:
1800 47.2
38.7
70.5
55.5
Ppri = peso delle parti rotanti
inferiori
2000 50.8
42.2
75.3
60.1
au = passo stazioni di ritorno
2200 — — — —

39
1 Indicazioni Tensioni del nastro
Di un convogliatore con moto del nastro a Il segno (=) definisce la condizione li-
tecniche regime si considerano le differenti tensioni
che in esso si verificano.
mite di aderenza. Se il rapporto T1/T2 diviene
> efa , il nastro slitta sul tamburo motore
senza che venga trasmesso il moto.
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro

Dalle relazioni suddette si ottiene:

T1 = FU + T2

1
T2 = FU = FU x Cw
fa
e - 1
Tensioni T1 e T2
Lo sforzo tangenziale totale FU alla peri-
feria del tamburo motore corrisponde alla Il valore Cw, che definiremo fattore di avvol-
differenza delle tensioni T1 (lato teso) e T2 gimento, è funzione dell’angolo di avvolgi-
(lato lento). Esso trae origine dalla coppia mento del nastro sul tamburo motore (può
motrice necessaria per far muovere il nastro raggiungere i 420° quando si ha un doppio
e trasmessa dal motore. tamburo) e del valore del coefficiente di attrito
fa tra il nastro e il tamburo.
T1 Fu
Fig. 21 Si è così in grado di calcolare il valore minimo
T2 di tensione del nastro al limite di aderenza
(del nastro sul tamburo) a monte e a valle
A
del tamburo motore.
α
Si fa altresì rilevare che l’aderenza del nastro
al tamburo motore può venire assicurata da
B
un dispositivo detto tendinastro impiegato
FU = T1 - T2 per mantenere un’adeguata tensione in tutte
T2 le condizioni di lavoro.

Passando dal punto A al punto B Fig. 21 Rimandiamo alle pagine successive per
la tensione del nastro passa con legge di una descrizione dei diversi tipi di tendinastro
variazione esponenziale dal valore T1 al utilizzati.
valore T2.

Tra T1 e T2 sussiste la relazione:


T1
fa
≤ e
T2

dove:
fa = coefficiente di attrito tra nastro
e tamburo, dato un angolo di
avvolgimento

e = base dei logaritmi naturali 2.718

40
T0 =T3 T1

T0 =T3 T1
T3 T2
La fornisce i valori del fattore di
T0 =T12
Tab. 3 T1 Stabilito il valore delle tensioni T1 e T2 , ana-
avvolgimento Cw in funzione dell’angolo lizzeremo le tensioni del nastro in altre zone
di avvolgimento, del sistema di tensione critiche del trasportatore, ovvero:
e dell’utilizzo di tamburo con o senza
T3
rivestimento. T2 - Tensione T3 relativa al tratto lento del
tamburo di rinvio;
T3 T2

Tab. 12 - Fattore di avvolgimento Cw - Tensione T0 minima in coda, nella zona


di carico del materiale;
tipo di
T1
angolo di

motorizzazione avvolgimento - Tensione Tg del nastro nel punto di
tenditore a contrappeso tenditore a vite

α tamburo tamburo ubicazione del dispositivo di tensione;

T2 senza con senza con
rivestimento rivestimento rivestimento rivestimento - Tensione Tmax massima del nastro.
T1
180° 0.84 0.50 1.2 0.8
T1

T2
fattore di avvolgimento CW

T1
T2

T2

200° 0.72 0.42 1.00 0.75
T1

210° 0.66 0.38 0.95 0.70
T1
220° 0.62 0.35 0.90 0.65
T2
240° 0.54 0.30 0.80 0.60

T2
380° 0.23 0.11 - -
T1
420° 0.18 0.08 - -
T2

T1
Tensione T3
T1
T2
Come già definito,
T2
T1 = Fu +T2 e T2 = FU x Cw

La tensione T3 che si genera a valle del


tamburo di rinvio (Fig. 22) è data dalla
T0 =T3 T1 somma algebrica tra la tensione T2 e gli
sforzi tangenziali Fr relativi ai singoli tratti di
ritorno del nastro.

Pertanto la tensione T3 è data da:


T3 T2

Fig. 22 T3 = T2 + ( Fr1 + Fr2 + Fr3 ... ) [daN]

41
T1
1 Indicazioni ao

tecniche
To

fr
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro

( qb + qG )

T3 Fig.23

Tensione T0 Per ottenere la tensione T0 necessaria a


La tensione T3 minima richiesta, a valle del garantire la freccia desiderata, si utilizza un
tamburo di rinvio, oltre a garantire l'aderenza dispositivo di tensionamento che influenza
del nastro sul tamburo di comando, per anche le tensioni T1 e T2 pur lasciando
trasmettere il moto, deve avere una freccia invariato lo sforzo periferico FU = T1 - T2.
d’inflessione del nastro tra due stazioni
portanti consecutive che non superi il 2%
del passo delle stazioni stesse.

Ciò per evitare debordamenti di materiale Tensione Tg


dal nastro ed eccessive resistenze passive, e dispositivi di tensionamento
causate dalla dinamica del materiale al
passaggio sulle stazioni Fig. 23. I dispositivi di tensionamento impiegati nei
trasportatori a nastro sono in genere a vite
La tensione T0 minima necessaria per o a contrappeso.
mantenere un valore di freccia del 2% è I dispositivi di tensione a vite sono posti in
data dalla seguente relazione: coda al nastro e di norma vengono impiegati
per trasportatori di interasse non superiore
ai 30/40 m.
T0 = 6.25 (qb + qG) x a0 x 0,981 [daN] Per trasportatori di interasse superiore si
impiegano dispositivi di tensione a contrap-
dove: peso o ad argano nel caso di spazi ridotti.
qb = peso totale del nastro per metro
lineare; L’escursione minima richiesta dal dispositivo
di tensione si determina in funzione del tipo
q G = peso del materiale per metro
di nastro installato, ovvero:
lineare;
a0 = passo delle stazioni di andata in
- nastro con inserti resistenti tessili:
m.
escursione minima 2% dell’interasse del
trasportatore;
La formula deriva dall'applicazione e dalla
necessaria semplificazione della teoria, della
- nastro con inserti metallici: escursione
cosidetta "catenaria".
minima 0,3 + 0,5% dell’interasse del
trasportatore.
Qualora si desiderasse mantenere la freccia
in valori minori del 2%, il valore di 6,25 è
da sostituire :
- per freccia 1,5% = 8,4
- per freccia 1% = 12,5

42
Esempi tipici di dispositivi di tensione Tensione massima (Tmax )
È la tensione del nastro nel punto più
Fig. 24 sollecitato del convogliatore.
T3 T1
T3 T1
Normalmente coincide con la tensione T1.
T3 T1 Tuttavia per convogliatori con andamento
T3 T2 planimetrico particolare in condizioni di
T3 T2
esercizio variabili, la Tmax può trovarsi in
In questa
T3 configurazione la tensione
T2 è tratti diversi del nastro.
regolata manualmente con la registrazione
periodica delle viti di tensionamento.

Fig. 25 T3T3 T1T1

T3 T1
T3T3 T2T2
TgTg
T3
Il dispositivo T2 confi-
di tensione in questa
Tggurazione è assicurata dal contrappeso.

Tg = 2 ( T3 ) [daN]

T1T1

T1
T2T2
Fig. 26T3 Carichi di lavoro e di rottura del nastro
T3
T2 La Tmax è utilizzata per calcolare la tensione
Ht
Ht

T3 unitaria massima del nastro Tumax data da:


T3 Ic Ic
Ht

T3
Tg
TIgc
T3 Tmax x 10
Tg Tumax = [N/mm]
N

Anche in questa configurazione la tensione dove:


è assicurata dal contrappeso. N = larghezza del nastro in mm;
Tg = 2T2 + 2 [( IC x Cq x Ct x f ) ( qb + qRU ) ± ( Ht x qb )] 0,981 [daN]
Tmax = tensione nel punto più sollecitato
del nastro in daN.
in cui:
IC = distanza dal centro del tamburo motore al punto di ubicazione del contrappeso
Ht = dislivello del nastro tra il punto di applicazione del contrappeso ed il punto di
uscita dal tamburo motore espresso in metri.
L1 L2 L3 L4
L1 L2 L3 L4 Come criterio di sicurezza si consideri che
Verifica del corretto dimensionamento
L1 L2 L4 il carico di lavoro massimo a regime per
Il nastro sarà ben dimensionato quando la Ltensione 3
T0, necessaria per la corretta
nastri con inserti tessili corrisponde a 1/10
freccia del nastro, risulterà inferiore alla T3 trovata. La tensione T2 deve risultare sempre
del carico di rottura del nastro (1/8 per
H3

T2 ≥ Fu x Cw e sarà calcolata come T2 = T3 ± Fr (dove T3 ≥ T0 )


H2
H1

nastro con inserti metallici).


H3

H
H2
H1

H
H3
H2
H1

43
1 Indicazioni
tecniche
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro

1.5.6 - Motorizzazione del convoglia- Nei disegni Fig. 28 sono evidenziati i differenti
tore a nastro e dimensionamento dei ingombri dei due sistemi di motorizzazione.
tamburi
Convogliatori a nastro richiedenti potenze
Tipi di motorizzazione maggiori di 250 kW utilizzano normalmente
I convogliatori richiedenti potenze sino a 250 testate di comando tradizionali anche con
kW possono essere motorizzati con testata due o più motoriduttori.
tradizionale, cioè con motore elettrico,
riduttore, tamburo, relativi collegamenti ed
accessori o, in alternativa, con mototam-
buro. Fig. 27.

Fig. 27 Fig. 28

Il mototamburo viene sempre più comune-


mente utilizzato nelle motorizzazioni di nastri
trasportatori grazie alle sue caratteristiche
di compattezza, ai limitati ingombri, alla
facilità d'installazione, all’elevato grado di
protezione (IP66-IP68) dei componenti
interni al tamburo, nonchè alla limitatissima
manutenzione richiesta (cambio olio ogni
20.000 o 50.000 ore di funzionamento).

44
Diametri dei tamburi
Il dimensionamento del diametro dei tamburi
di comando è in stretta connessione con le
caratteristiche di resistenza dell’inserto del
nastro utiizzato.

Nella Tab. 13 sono indicati i diametri minimi


raccomandati in funzione del tipo di inserto
utilizzato, onde evitare danneggiamenti al
nastro per separazione delle tele o lacera-
zione dei tessuti.

Tab. 13 - Diametri minimi raccomandati dei tamburi

carico di rottura nastri con inserti tessili EP nastri con inserti metallici ST
del nastro DIN 22102 DIN 22131

Ø tamburo Ø tamburo
motore rinvio deviatore motore rinvio deviatore

N/mm mm mm

200 200 160 125 - - -


250 250 200 160 - - -
315 315 250 200 - - -
400 400 315 250 - - -
500 500 400 315 - - -
630 630 500 400 - - -
800 800 630 500 630 500 315
1000 1000 800 630 630 500 315
1250 1250 1000 800 800 630 400
1600 1400 1250 1000 1000 800 500
2000 - - - 1000 800 500
2500 - - - 1250 1000 630
3150 - - - 1250 1000 630
Diametri minimi raccomandati per i tamburi in mm fino al 100% del carico di lavoro massimo raccomandato
RMBT ISO bis/3654

Questa tabella non deve essere applicata per convogliatori a nastro che trasportano
materiali con temperatura superiore a +110 °C o per convogliatori a nastro installati in
ambienti con temperatura inferiore a - 40 °C.

45
Ty Tx
Tx
Cpr Ty
qT qT Ty
Cpr Cpr

Tx qT

1 Indicazioni Dimensionamento dell’albero del


tamburo motore
tecniche L’albero del tamburo motore è soggetto
a flessione a fatica alternata ed a torsione.
Per calcolarne il diametro dovranno quindi
e criteri di progettazione
essere determinati il momento flettente Mf
dei convogliatori a nastro
e il momento torcente Mt.

Il momento flettente dell’albero è generato


dalla risultante della somma vettoriale delle
tensioni T1 e T2 e del peso del tamburo
stesso qT Fig. 29.

Mif =  Mf + 0,75
2
x Mt2 [daNm]

T1

Mif x 1000
W = ___________ [mm3]
σ amm.
qT T2
Fig. 29
T1 T2 π
W= x d3 [mm3]
Cp qT 32

Dalla combinazione delle due equazioni


si ricaverà il diametro dell'albero come
segue:
Il dimensionamento del diametro dell'albero 3
richiede la determinazione di alcuni valori.
Essi sono: la risultante delle tensioni Cp, il d=  _______
W 32
π
x
[mm]
momento flettente Mf, il momento torcente
Mt, il momento idealflettente Mif ed il modulo
di resistenza W.
Tab.14 - Valori della σ ammissibile
Procedendo nell'ordine avremo: Tipo di acciaio daN/mm2
38 NCD 12,2
Cp =  (T 1 + T2)2 + qt2 [daN]
C 40 Bonificato 7,82
C 40 Normalizzato 5,8
Cp
Fe 37 Normalizzato 4,4
Mf = x ag [daNm]
2

P
Mt = x 954,9 [daNm]
n

dove:
Fig. 30
P = potenza assorbita in kW
n = numero di giri tamburo motore ag

46
Dimensionamento degli alberi per tam-
buri di ritorno/rinvio e deviatori
In questo caso l’albero si può considerare
sollecitato a semplice flessione.

Si dovrà pertanto determinare il momento


flettente Mf, generato dalla risultante della
somma vettoriale delle tensioni del nastro
a monte ed a valle del tamburo e del peso
del tamburo stesso.
In questo caso, trattandosi di tamburi folli,
si può considerare Tx=Ty.
Nelle Fig. 31 e 32, sono indicate alcune
disposizioni di tamburi folli.
Limiti di freccia ed angolo di inflessione
Il momento flettente sarà dato da: per tamburi motore e rinvio
Dopo aver dimensionato il diametro dell'al-
bero dei differenti tamburi, occorre verifi-
Cpr
care che la freccia e l'angolo d'inflessione
Mf = x ag [daNm]
2 dell'albero non superino determinati valori.

In particolare la freccia ft e l'angolo αt
il modulo di resistenza si ricaverà da:
dovranno rispettare le relazioni:
Fig. 31 - Tamburi ritorno/rinvio
Mf x 1000
W= [mm3] C 1
Tx σamm. ft max ≤ Tαt
x ≤ Ty
Tx
2000 500
Ty
Txil modulo di resistenza:
essendo

Ty π Fig. 33
qT W= x d3 [mm3] Ty qT
qT

ft
32 qT
Ty Tx
Tx
Ty αt
Cpr il diametro dell'albero si ricaverà:
qT qT Ty ag b ag
Cpr 3 Cpr
d=  _______
W x 32
π [mm] C
Tx qT
(Cpr 2)ag C
Fig. 32 -Tamburi deviatori ft = ________ [ 3(b+2ag)2- 4ag2 ] ≤ _____
Tx Ty
24xExJ 2000
Tx

Tx Ty
(Cpr 2 ) 1
αt = ________ ag (C - ag) ≤ _____
2xExJ 500
Ty qT
qT qT
Tx dove:
Ty ag = espressa in mm
Cpr = Tx + Ty - qT
qT Ty
E = modulo di elasticità dell'acciaio
Cpr Cpr (20600 [daN/mm2 ])
J = momento d'inerzia della sezione
Tx dell'albero (0,0491 D [mm ]) 4 4

qT
Cpr = carico sull'albero [daN ]
ft = freccia dell'albero al centro [mm]
αt = angolo dell'albero nei supporti [rad]
47
T1
1 Indicazioni
tecniche
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro

1.6 - Rulli, funzione e criteri costruttivi

In un convogliatore il nastro in gomma In seguito verranno presi in esame altri


rappresenta il componente più deperibile fattori tra i quali:
e costoso, i rulli che lo sostengono tuttavia
non sono meno importanti, occorre quindi • l'equilibratura e resistenza all'avviamento;
che siano progettati, costruiti e scelti per • le tolleranze;
ottimizzare la durata d’esercizio propria e • la tipologia del tubo: sue caratteristiche e
del nastro stesso. spessore-accoppiamento con le testate;
• la resistenza all'usura e all'impatto.
La resistenza all’avviamento ed alla ro-
tazione dei rulli influenza la tensione del
nastro, e di conseguenza la potenza neces-
saria per farlo avviare e scorrere.

Il corpo del rullo e le sue testate, la posi-


zione dei cuscinetti e l’alloggiamento del
sistema di protezione degli stessi, sono gli
elementi dai quali dipendono la durata e la
scorrevolezza dei rulli.

Si rimanda al capitolo 2 per la presentazione


dei criteri costruttivi di un rullo per convo-
gliatore a nastro e dei fattori che debbono
essere presi in esame per una sua corretta Fig. 34
progettazione.

• la tipologia dei cuscinetti


-sistema di protezione
-accoppiamento con asse e testate
-lubrificazione
-allineamento;

• l'asse: sue caratteristiche e lavorazioni.

48
1.6.1 - Scelta del diametro dei rulli in
relazione alla velocità

Abbiamo già detto che uno dei fattori impor- Tab. 15 - Velocità massima e numero
tanti da considerare nella progettazione di di giri dei rulli
un convogliatore è la velocità di traslazione
del nastro in relazione alle condizioni di Rullo Velocità giri/min
trasporto richieste. diametro del nastro
mm m/s n
Con la velocità del nastro e il diametro dei
50 1.5 573
rulli si stabilisce il numero di giri degli stessi
secondo la formula 63 2.0 606
v x 1000 x 60 76 2.5 628
n= [giri/min] 89 3.0 644
D x π
dove: 102 3.5 655
D = diametro del rullo [mm] 108 4.0 707
v = velocità del nastro [m/s] 133 5.0 718
La Tab. 15 riporta la relazione esistente fra 159 6.0 720
velocità massima del nastro, il diametro del 194 7.0 689
rullo ed il relativo numero di giri.

Nella scelta del rullo è interessante notare


che anche se i rulli con diametri maggiori
comportano una maggiore inerzia all’av-
viamento, essi forniscono, a parità di altre
condizioni, molti vantaggi tra i quali: minore La corretta scelta del diametro deve anche
numero di giri, minore usura dei cuscinetti tenere in considerazione della larghezza del
e del mantello, più bassi attriti volventi e nastro, nella Tab. 16 sono indicati i diametri
limitata abrasione tra rulli e nastro. dei rulli cosigliati.

Tab. 16 - Diametro dei rulli consigliato



Larghezza Per velocità
nastro ≤ 2 m/s 2 ÷ 4 m/s ≥ 4 m / s
mm Ø rulli mm Ø rulli mm Ø rulli mm
500 89 89
650 89 89 108
800 89 108 89 108 133 133

1000 108 133 108 133 133 159

1200 108 133 108 133 159 133 159

1400 133 159 133 159 133 159

1600 133 159 133 159 194 133 159 194

1800 159 159 194 159 194

2000 159
194 159
194 159 194
2200 e oltre 194 194 194
Ove venissero indicati più diametri la scelta sarà fatta in funzione della pezzatura del materiale e della severità delle condizioni di impiego.

49
1 Indicazioni 1.6.2 - Scelta del tipo in relazione al
carico
della loro inclinazione, della pezzatura del
materiale e degli altri fattori di esercizio
tecniche Il tipo e la dimensione dei rulli da impiegare
sottoelencati, si potrà determinare il carico
che esiste sul rullo maggiormente sollecitato
in un convogliatore a nastro dipendono per ogni tipo di stazione.
e criteri di progettazione
essenzialmente dalla larghezza del nastro
dei convogliatori a nastro
stesso, dal passo delle stazioni e soprattutto Vi sono inoltre alcuni coefficienti correttivi che
dal carico massimo che grava sui rulli più tengono conto del numero di ore giornaliere
sollecitati nonchè da altri fattori correttivi. di funzionamento dell’impianto (fattore di
servizio), delle condizioni ambientali e della
Il calcolo del carico viene normalmente ese- velocità per i diversi diametri di rulli.
guito dai progettisti dell’impianto. Tuttavia, I valori di portata così ottenuti vanno quindi
come verifica o nel caso di convogliatori confrontati con le capacità di carico dei rulli
semplici, diamo di seguito i concetti principali indicate nel catalogo valide per una durata
per questa determinazione. di progetto di 30.000 ore.

Il primo valore da definire è il carico che Per una durata teorica diversa, la capacità
grava sulla stazione. Successivamente, a di carico va moltiplicata per il coefficiente
seconda del tipo di stazione (andata, ritorno riportato a Tab. 22 corrispondente alla
o impatto), del numero di rulli per stazione durata voluta.

Fattori di esercizio principali:

Iv = portata del nastro t/h


v = velocità del nastro m/s
ao = passo delle stazioni di andata m
au = passo delle stazioni di ritorno m
qb = peso del nastro per metro lineare Kg/m
Fp = fattore di partecipazione del rullo piu sollecitato vedi Tab. 17
(dipendente dall’angolo dei rulli nella stazione )
Fd = fattore d’urto vedi Tab. 20 (dipendente dalla pezzatura del materiale)
Fs = fattore di servizio vedi Tab. 18
Fm = fattore ambientale vedi Tab. 19
Fv = fattore di velocità vedi Tab. 21

Tab. 17 - Fattore di partecipazione Fp


0° 20° 20° 30° 35° 45° 30°-45°
60°

1.00 0.50 0.60 0.65 0.67 0.72 ~ 0.52 - 0.60 0.47


Rullo centrale ghirlanda
più corto a 5 rulli

50
Tab. 18 - Fattore di servizio Tab. 20 - Fattore d'urto Fd

Durata Fs Pezzatura Velocità del nastro m/s
Meno di 6 ore al giorno 0.8 del materiale 2 2.5 3 3.5 4 5 6
Da 6 a 9 ore al giorno 1.0
0 ÷ 100 mm 1 1 1 1 1 1 1
Da 10 a 16 ore al giorno 1.1
Oltre 16 ore al giorno 1.2
100 ÷ 150 mm 1.02 1.03 1.05 1.07 1.09 1.13 1.18


150 ÷ 300 mm 1.04 1.06 1.09 1.12 1.16 1.24 1.33
su strato di materiale fine

Tab. 19 - Fattore ambientale 150 ÷ 300 mm 1.06 1.09 1.12 1.16 1.21 1.35 1.5
senza strato di materiale
Condizioni Fm

300 ÷ 450 mm 1.2 1.32 1.5 1.7 1.9 2.3 2.8
Pulito e con manutenzione 0.9
regolare
Con presenza di materiale 1.0
abrasivo o corrosivo

Con presenza di materiale 1.1


molto abrasivo o corrosivo

Tab. 21 - Fattore di velocità Fv



Velocità nastro Diametro dei rulli mm
m/s 60 76 89-90 102 108-110 133-140 1

0.5 0.81 0.80 0.80 0.80 0.80 0.80 0.80

1.0 0.92 0.87 0.85 0.83 0.82 0.80 0.80

1.5 0.99 0.99 0.92 0.89 0.88 0.85 0.82

2.0 1.05 1.00 0.96 0.95 0.94 0.90 0.86

2.5 1.01 0.98 0.97 0.93 0.91

3.0 1.05 1.03 1.01 0.96 0.92

3.5 1.04 1.00 0.96

4.0 1.07 1.03 0.99

4.5 1.14 1.05 1.02

5.0 1.17 1.08 1.0

Tab. 22 - Coefficiente di durata teorica dei cuscinetti

Durata teorica di progetto


dei cuscinetti 10'000 20'000 30'000 40'000 50'000 100'000

Coefficiente con base


30'000 ore 1.440 1.145 1.000 0.909 0.843 0.670

Coefficiente con base


10'000 ore 1 0.79 0.69 0.63 --- ---

51
1 Indicazioni
tecniche
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro

Determinazione del carico Il carico statico sulle stazioni di ritorno, non


essendo presente il peso del materiale, si
Definito il diametro del rullo in relazione alla determina con le seguenti formule:
velocità ed al numero di giri si procede con
la determinazione del carico statico sulle Cr = au x qb x 0,981 [daN]
stazioni di andata che si determina con le
seguenti formule:

IV Il carico dinamico sulla stazione di ritorno


Ca = ao x ( qb + ) 0,981 [daN] sarà:
3.6 x v
Cr1 = Cr x Fs x Fm x Fv [daN]

Moltiplicando poi per i fattori d'esercizio


avremo il carico dinamico sulla stazione: Ed il carico sul rullo di ritorno, singolo o a
coppia, sarà:
Ca1 = Ca x Fd x Fs x Fm [daN]
cr= Cr1 x Fp [daN]

Moltiplicando quindi per il fattore di par-


tecipazione si otterrà il carico sul rullo più
sollecitato (rullo centrale nel caso di stazioni Stabiliti i valori di "ca" e "cr", si cercheranno
a terna con rulli di ugual lunghezza): nel catalogo i rulli (del diametro scelto pre-
cedentemente) che abbiano una portata
ca = Ca1 x Fp [daN] sufficiente.

52
Fig. 35

1.7 - Alimentazione del nastro e rulli


d'impatto

Il sistema di alimentazione di un convogliato-


re a nastro deve essere predisposto in modo
tale da evitare gli effetti dannosi provocati
dall’energia di caduta (impatto) del materiale
sul nastro: in particolar modo se ciò avviene
da altezza rilevante e se si tratta di materiali
di grandi pezzature, con spigoli vivi.
A sostegno del nastro nelle zone di carico,
vengono normalmente installati rulli d’im- Fig. 36
patto (con anelli in gomma), montati su
stazioni con passo molto ravvicinato, in
modo da costituire un supporto elastico
per il nastro.

Molto diffuso è anche l’impiego delle stazioni


sospese a ghirlanda Fig. 37-38 che, grazie
alle caratteristiche di flessibilità intrinseche,
assorbono con maggior efficacia gli effetti
dell’impatto del materiale sul nastro e si
adattano alle varie conformazioni del carico.

Fig. 37

Fig. 38

53
1 Indicazioni Particolare attenzione deve essere quindi
posta nel progetto del sistema di alimenta-
Si rinvia al capitolo 3 del catalogo Bulk
Handling per maggiori dettagli in merito
tecniche zione e delle stazioni d’impatto. al programma dei rulli d’impatto con anelli
in gomma ad alta resistenza e per il pro-
Nel progettare un convogliatore occorrerà gramma dettagliato delle stazioni sospese
e criteri di progettazione
inoltre tenere conto che: a ghirlanda.
dei convogliatori a nastro
- l'impatto del materiale sul nastro deve
avvenire nella direzione ed alla velocità 1.7.1 - Calcolo delle forze agenti sui
più prossime a quelle del nastro stesso; rulli d'impatto

NO Si definisce l’altezza corretta di caduta Hc


del materiale con la seguente formula:

Hc = Hf + Hv x sen2 γ

dove:
Hf = altezza di caduta libera dal filo
- le tramogge di carico sono da progettare del nastro superiore al punto di
in modo tale che il materiale si depositi sul contatto del materiale con la
nastro il più centralmente possibile; tramoggia;
Hv = altezza dal punto di contatto
del materiale con la tramoggia
Fig. 39 al filo del nastro inferiore;
γ= angolo d'inclinazione della tra-
mog- moggia.

Si propongono di seguito due casi signifi-


cativi di scelta dei rulli d'impatto:

- con carico costante di materiale fine


uniforme;

- con carico di materiale in blocchi di grossa


- l’altezza corretta di caduta del materiale Hc pezzatura.
deve essere la minima possibile, compa-
tibilmente con le esigenze impiantistiche.

Fig. 40
Hf

γ
Hv

54
Carico costante di materiale fine Si rimanda al paragrafo "Scelta dei rulli"
uniforme per la determinazione del rullo più adatto.
I rulli d'impatto devono sopportare, oltre al
carico del materiale già depositato sul nastro Carico di materiale in blocchi di grossa
(come in una normale stazione di andata), pezzatura
anche l’impatto del materiale in caduta. Per carico di materiale costituito da grossi
blocchi di peso singolo Gm si calcola la forza
Per materiale sfuso, omogeneo fine, la di caduta dinamica pd sul rullo centrale,
forza d’impatto pi, data l'altezza corretta che terrà conto anche dell’elasticità Cf di
di caduta Hc, si calcola con la seguente supporti e rulli
formula



√Hc √
pd ≅ Gm + ( 2 x Gm x Hc x Cf ) [Kg]
pi ≅ IV x ––––– [Kg]
8
dove:
dove: Gm = peso del blocco di materiale [Kg]
IV = flusso di materiale in t/h (portata Hc = altezza corretta di caduta [m]
del nastro) Cf = costante elastica del telaio /
rullo d'impatto [Kg/m]
La forza agente sul solo rullo centrale pic,
chiaramente il più sollecitato, si ottiene
introducendo il cosidetto fattore di parteci- La forza d’impatto si deve considerare
pazione Fp. Tale fattore dipende principal- distribuita sui due cuscinetti del rullo cen-
mente dall’angolo λ d'inclinazione dei rulli trale portante.
laterali:
Il peso del blocco si può rilevare in via
approssimata dal grafico di Fig. 41: si noti Esempio:
√Hc
pic ≅ Fp x pi = Fp x IV x ––––– [Kg] come a parità di lunghezza il peso dipende Un carico di 100 Kg cade da un'altezza
8
dalla forma del blocco stesso. Hc di 0.8 m su stazione a ghirlanda con
rulli in acciaio normale (coeff. Cf ipotizzabile
Si assume normalmente: Il grafico di Fig. 42 riporta invece le costanti 20'000 Kg/m = 200 Kg/cm)
Fp = 0.65 per λ = 30° elastiche dei più comuni sistemi di suppor-
Fp = 0.67 per λ = 35° to e ammortizzazione (stazioni fisse a rulli Calcolo l’energia di caduta:
Fp = 0.72 per λ = 45° d’acciaio, stazioni fisse a rulli con anelli in Gm x Hc = 100 x 0.8 = 80 Kgm
gomma, stazioni a ghirlanda con supporti a
Esempio: diversa costante elastica) e la forza d’impatto Calcolo dalla tabella la forza di caduta
Calcoliamo il carico sul rullo centrale di una risultante sul rullo per le diverse energie di dinamica: pd = 1800 Kg
stazione, determinato dal caricamento del caduta Gm x Hc.
materiale sul nastro, posti: Iv = 1800 t/h, Pertanto con fattore di sicurezza 2 dovrò ave-
Hc = 1.5m e λ = 30°: Il grafico riporta inoltre la portata statica re cuscinetti con carico statico di 1800 Kg cioè
richiesta ai cuscinetti al crescere di Gm x rulli PSV/7-FHD (cuscinetti 6308; Co = 2400 Kg).
√1.5 Hc, con fattore di sicurezza 2 ed 1.5.
pi = 1800 x ––––– = 275 Kg
8
Il coefficiente di elasticità dipende da vari
sul rullo centrale avremo: fattori come dimensioni e tipo di gomma
pic = Fp x pi = 0.65 x 275 = 179 Kg degli anelli, lunghezza e peso dei rulli, nu-
mero di articolazioni delle ghirlande, tipo ed
Sommando a questo valore il carico do- elasticità degli elementi flessibili dei supporti
vuto al trasporto orizzontale del materiale di ammortizzazione. Il calcolo della forza di
otterremo il carico totale gravante sul rullo caduta dinamica pd dovrà prevedere una
centrale della stazione. valutazione accurata di questi fattori.

55
1 Indicazioni
tecniche
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro Fig. 41 - Peso del blocco del materiale

900
1400 600
800 400

700 500
1000
300
900 600 400
800
500
700 300
600 400 200

500
300
200
400

300 200 100


90
80
100 70
200 90
80 60

100 70 50
90 60
80 40
50
70
100
30
90 60 40
80
50
Peso " Gm " del blocco di materiale (kg)

70
30
60 40 20

50
30 20
40

10
30 20
9
8
10 7
20 9 6
8
7 5
10
9 6 4
8 5

10 7 3
4
9 6
8
5 3
7 2

6 4

5 2
3
4

Lb
1

3 2

3 2 1.2 0.8 0 200 400 600 800 1000


Peso specifico
Dimensione del blocco " Lb " ( mm )

56
Fig. 42 - Costante elastica Cf

coefficiente sicurezza
= 2 = 1.5

--3800
5000- --5000 -
- -
4800 -
- -
4600 - -
- -
4400 -
- -
4200 - -
-
--3000
4000- --4000
- -
3800 - -

Carico statico cuscinetti Co (kg)


-
-
3600 -
Forza di caduta dinamica Pd (kg)

- -
3400 - -
-
- -
3200
- -
3000- --3000 -
-
- -
2800
/cm - --2000
/cm
m
m

/c

2600 - -
g/c

kg
kg
kg

-
0k

50

00
00

- -
2400
=1

=1
00

=2

- -
Cf
=1

Cf
Cf

2200 -
Cf

-
-
i

--2000 -
t

2000-
za
ll i

- -
ru

tiz

1800 -
or

-
e
qu

-
m

li - -
el a c
in

1600
m
ia

-
io an de ch
-
cia
1400 -
c c on lan t tac - --1000
a lli ir a -
1200 lli Ru Gh con
-
Ru e
- - 800
--1000
1000-
nd -
irla -
800 Gh - 800 - 600
- -
600 - 600
- - 400
400 - 400 -
Cf = Costante elastica - - 200
200 - 200
- -
0
0 2 3 4 5 6 7 8 10 15 20 30 40 60 80 100 150 200 300 400 600 800 1000

Energia di caduta = Gm x Hc (kg.m)

57
1 Indicazioni 1.8 - Altri accessori

tecniche Fra gli altri componenti di un convogliato-


re, i sistemi di pulizia e le coperture sono
Vari sono i dispositivi adottati per la pulizia
del nastro. Quelli maggiormente diffusi sono
oggi diventati, in determinate situazioni, di divisibili in due gruppi: statici e dinamici.
e criteri di progettazione
fondamentale importanza e tali da essere
dei convogliatori a nastro
considerati con particolare attenzione già in
fase di progetto del convogliatore stesso.

1.8.1 - Dispositivi di pulizia

Sono ampiamente dimostrati i risparmi deri-


vanti dall’utilizzo di efficaci sistemi di pulizia
del nastro, riconducibili principalmente ad
una riduzione dei tempi di manutenzione
del nastro e ad un'aumentata produttività,
proporzionale alla quantità di materiale
recuperato e ad una maggiore durata delle
parti in movimento.
Fig. 44

I sistemi statici sono d'impiego più diffuso


perchè possono venire impiegati in tutte le
posizioni lungo il lato sporco del nastro.
Agiscono direttamente sul nastro tra-
sportatore con lame segmentate. Fig. 44

3 4

1 2 5

Fig. 43 - Posizioni ideali per l'installazione dei dispositivi di pulizia

1 sul tamburo di comando 3 sul lato interno del nastro nel tratto di ritorno e prima
del tamburo di deviazione
2 a 200 mm ca. dopo il punto di tangenza del nastro sul
tamburo 4 sul lato interno del nastro prima del tamburo di rinvio

58
I sistemi di tipo dinamico azionati da mo- Lato sporco
tore, meno diffusi e più costosi in termini Lato pulito
d'acquisto, installazione e messa in opera, Lato sporco
Lato pulito
sono costituiti da tamburi o mototamburi
sui quali vengono montate spazzole spe- Fig.47
ciali, che vengono a diretto contatto con il
nastro. Fig. 45

1.8.2 - Ribaltamento del nastro

Per evitare fenomeni di adesione dei re-


sidui di materiale sui rulli e alla base delle
stazioni, sul tratto di ritorno del nastro nei
lunghi impianti di trasporto, il nastro viene
ribaltato di 180° immediatamente a valle del
tamburo di comando e successivamente
riportate nella sua originale posizione, prima
del tamburo di rinvio.

Il ribaltamento viene generalmente effettua-


to per mezzo di una serie di rulli orientati
opportunamente. La lunghezza del tratto
Fig. 45
di ribaltamento minima del nastro, general-
mente è pari a 14/22 volte la sua lunghezza
in funzione del tipo di inserti resistenti del
nastro (tessili o metallici) e del sistema mec-
canico di ribaltamento utilizzato.

I rulli delle stazioni di ritorno, grazie a questo


dispositivo, non vengono più a contatto
con il lato portante incrostato da residui di
materiale.

Altri pulitori sono quelli a vomere o a devia-


tore, che agiscono sul lato interno del tratto
di ritorno del nastro.

1.8.3 - Copertura del convogliatore a


nastro

Nella progettazione di un convogliatore a


nastro, dopo aver definito i componenti di
primaria importanza, è talvolta necessario
Fig. 46 considerare accessori secondari come le
coperture.
Sono utilizzati per rimuovere il materiale
depositatosi prima dei tamburi di avvolgi- La necessità di proteggere i convogliatori
mento e di rinvio o di qualsiasi altro punto a nastro può venire dettata dal clima, dalle
dove il materiale, frapponendosi tra nastro caratteristiche del materiale trasportato
e tamburo, può influenzare negativamente (asciutto, leggero, "volatile") e dal tipo di
la marcia rettilinea del nastro. Fig. 46. lavorazione.

59
1 Indicazioni
tecniche
e criteri di progettazione
dei convogliatori a nastro

1.9 - Esempio di progettazione di un Velocità e larghezza del nastro


convogliatore a nastro Dalla Tab. 3 (pag. 23) si rileva che il materia-
le in questione fa parte del gruppo B e data
Per chiarire l’argomento relativo alle ten- la sua pezzatura 80/150 mm ne consegue
sioni critiche del nastro nelle varie sezioni che la velocità massima consigliata risulta
del trasportatore si propone un esempio di essere di 2,3 m/sec.
progettazione.
I dati relativi al materiale da trasportare e Dalla Tab. 5 (pag. 26-30) si valuta quale è la
le sue caratteristiche fisico/chimiche sono forma di stazione portante, data la velocità
i seguenti: appena determinata, che soddisfi la portata
volumetrica IM richiesta di 833 m3/h.
Materiale:
- clinker di cemento (Tab. 2, pag. 20)
- peso specifico: 1.2 t/m3
- pezzatura da 80 a 150 mm
- abrasività: molto abrasivo
- angolo di riposo: circa 30°
Per ottenere questo risultato si calcola
Portata richiesta: la portata volumetrica IVT (per la velocità
IV = 1000 t/h corrispondenti a una portata v = 1 m/s) data l’inclinazione del convoglia-
volumetrica tore δ = 6°.
IM = 833 m3/h
IM
Caratteristiche dell'impianto: IVT = [m3/h]
- interasse 150 m v x K x K1
- dislivello H = + 15 m (ascendente)
- inclinazione = 6°~ in cui:
- condizioni di lavoro standard IM = portata volumetrica
- utilizzo 12 ore al giorno.
v = velocità del nastro
Alla luce dei dati forniti calcoleremo:
velocità, larghezza del nastro, forma e tipo- K = coefficiente di correzione dovuto
logia delle stazioni del trasportatore. all'inclinazione 6°: 0,98
(diagramma Fig 8 pag.31).
Defineremo inoltre: le tensioni del nastro
nelle varie sezioni critiche, la potenza K1 = coefficiente di correzione per la
assorbita ed il tipo di nastro. irregolarità di alimentazione: 0,90
(pag. 31)

60

Interessi correlati