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I Gram- crescono più velocemente dei Gram+ .

Il numero di cellule si può effettuare o tramite al conta biologica ->


dipende dal numero di cellule che ho, se sono elevate con le diluizioni o
MPN: determinazione del n più probabile dii cell, si basa sul principio del
vedo non vede, si considera al torbidità e bisogna determinare il numero
caratteristico con 3,5,10 repliche, si va ad incubare le provette a 37° per
un’ora e si verifica la torbidità fino alla diluizione limite: l’ultima in cui
c’è torbidità.. La prima cifra del n caratteristico è dato dal n di tubi
positivi (es 2-0-0)
o tramite la conta fisica -> contatore elettronico, che funzione sul
principio che interrompe....

Igiene lezione 7 e 8: Prevenzione delle malattie infettive

L’igiene ha come obiettivo quello di salvaguardare la salute dei sani e


della collettività. L’igienista applica grazie all’epidemiologia, grazie alla
quale riesce a capire come all’interno della popolazione si muove una
malattia, riesce ad individuare le cause e a capire il ritmo con cui si
muove e quindi riesce a dedurre gli interventi per evitarne la diffusione.
Tutte queste informazioni servono all’igienista per mettere in atto gli
interventi per la prevenzione. L’igiene abbraccia due branche importanti
per svolgere la sua funzione:
• la PROFILASSI: si riferisce alla prevenzione primaria, ovvero la
branca che cerca di prevenire la diffusione delle malattie;
• la PREVENZIONE: insieme di misure mediche, sociali ed
economiche (interventi) che l’uomo, l’igienista riesce ad effettuare per
evitare l’insorgenza della malattia nella popolazione o se già è
presente, limitarne la progressione, ovvero il passaggio da un individuo
affetto ad uno sano (salvaguardare la salute del singolo). Tutto ciò si
raggiunge cercando di eliminare la malattia in una popolazione --> Per
fare ciò entra in gioco l’EPIDEMIOLOGIA. L’una dipende dall’altra, la
prevenzione è una conseguenza dello studio epidemiologico.

Quest’obiettivo è raggiunto attraverso una serie di strategie che hanno il


compito sostanziale di proteggere il singolo individuo, di controllare la
diffusione della malattia e qualora dovessero essere presenti già casi
clinici, tentare di individuarli e di eliminarli -> eliminare la causa diretta
della malattia, l’agente eziologico. (es. il vaiolo, una malattia considerata
ormai radicata). Nelle malattie in generale, non solo infettive parliamo di:
1. PREVENZIONE PRIMARIA: è quella più importante. Prova ad
impedire che si possa avere la diffusione di una malattia nella
popolazione, che possano addirittura insorgere le malattie sia
infettive che cronico-degenerative. E’ un insieme di tecniche che
lavorano sui fattori di rischio, sulle cause dirette (nelle malattie
infettive = agente eziologico), che mirano ad eliminarlo o a limitare la
sua diffusione. Una tecnica che l’igienista usa per l’eliminazione
dell’agente eziologico è la sterilizzazione, rivolta all’individuo sano per
farlo rimanere tale. “Diretta a soggetti non ammalati, ha lo scopo di
abbassare i nuovi casi nella popolazione sana, andando a potenziare i
fattori di benessere e a limitare i negativi”.
Prevenzione primaria delle malattie infettive -> profilassi: serie
d’interventi da attuare su quelli che sono i tre protagonisti
dell’insorgenza di una malattia, ossia l’ospite, l’agente eziologico e
l’ambiente.
- Scoperta ed inattivazione delle sorgenti e serbatoi d’infezione: se
s’individua la sorgente e l’agente eziologico, attraverso degli interventi
si possono eliminare;
- Interrompere la catena di trasmissione: rimozione delle condizioni
ambientali che favoriscono lo sviluppo e la persistenza e diffusione
dell’infezione. Si lavora direttamente sul germe o sull’ambiente,
cercando di eliminare le condizioni favorevoli (es. si possono eliminare i
vettori con l’aiuto di disinfettanti e di insetticidi - prevenzione primaria
direttamente contro l’agente eziologico).
- L’educazione sanitaria (riguardano l’uomo): igiene delle mani,
limitando la diffusione di germi enterici; protezione di naso e bocca
quando si starnutisce, ostacolando la trasmissione del germe
attraverso le goccioline di saliva; regola per la preparazione e
conservazione degli alimenti; trasmissioni tramite rapporti sessuali.
- Stimolazione della risposta immunitaria contro gli agenti microbici

2. PREVENZIONE SECONDARIA: lavora direttamente già sul malato, ad


esempio in una diagnosi precoce di malattia (già si vedono i sintomi).
Non sempre è possibile, perchè dipende dal periodo di incubazione
(es. nella malattie delle vie aeree, il periodo è rapidissimo, non si ha il
tempo di fare una diagnosi). Invece può tornare utile la prevenzione
secondaria nel caso di malattie che hanno periodi di incubazioni
molto lunghi (es. AIDS) -> ha senso fare una diagnosi precoce, perchè
possono passare anche tanti anni e facendo la diagnosi si ha tutto il
tempo di fare interventi terapeutici per rallentare il decorso della
malattia. Inoltre si può anche salvaguardare la prevenzione della
malattia: una persona siero positiva scoperta in tempo può evitare
ulteriori trasmissioni e limitarne quindi la diffusione. “E’ indirizzata ai
malati ancora non diagnosticati, ma già manifestanti i primi sintomi e
allora diventa importante la diagnosi precoce (es. screening del
tumore alla mammella, alla cervice uterina, alla prostata)”.
3. PREVENZIONE TERZIARIA: è rivolta già verso gli ammalati
conclamati, con lo scopo di fare interventi per mantenere l’equilibrio
metabolico e fisiologico già critico di quell’individuo il più a lungo
possibile, cercando d’evitare l’insorgenza di complicanze che lo
possono rendere fortemente debilitato.
Nel caso delle malattie infettive, la prevenzione principale è la primaria:
l’agente eziologico penetra nell’organismo e instaura uno stato di
infezione, che dopo un periodo di incubazione diventa malattia e può
provocare morte, guarigione o stato cronico, quindi eliminando l’agente
eziologico, si limita la diffusione della malattia.
Nelle malattie cronico-degenerative la prevenzione primaria si attua sui
fattori di rischio, si lavora al monte (es. l’insorgenza del tumore ai
polmoni = il fattore di rischio è il fumo, si informano quindi le persone
che c’è una perfetta correlazione dimostrata tra il fumo e il tumore ai
polmoni).

PROFILASSI: prevenzione delle malattie infettive e cronico-degenerative.


Quali sono le tecniche per limitare l’insorgenza della malattia? Si può
attuare a diversi livelli:
- la vaccinazione: è considerata una prevenzione primaria, non diretta
all’agente eziologico, ma all’ospite recettivo. Potenzia la risposta del
sistema immunitario;
- la sterilizzazione e disinfezione, che sono invece rivolte all’agente
eziologico;
- la notificazione dei casi: rendere noti i casi. E’ uno dei primi interventi
da attuare, segnalare la presenza di un caso, di un individuo che
manifesta eventualmente determinati sintomi (anche se si ha solo il
sospetto è necessario che venga notificato);
- controlli degli alimenti: se un alimento è contaminato (un veicolo) si
possono mettere in atto interventi per eliminare il veicolo (es. per
l’acqua, c’è la bonifica)
- HACCP: è un autocontrollo a cui sono tenuti tutti gli esercizi che hanno
a che fare con il pubblico e con gli alimenti, sono tenuti ad
autocontrollarsi. Si individuano dei punti critici nella catena di
produzione i quali devono essere costantemente controllati (un tempo il
controllo si effettuava a monte, si assisteva l’insorgenza di casi e si
andava a vedere il problema nella produzione -> dopo che era nato il
problema). Ora invece si previene l’insorgenza di casi, individuano e
controllando periodicamente i punti critici (da parte dell’ASL).
- educazione alimentare: per evitare sia l’iperalimentiazione sia
l’ipoalimentazione;
- le campagne contro il fumo; lotta alla droga; limitazioni dell’uso di
alcool;
- Per evitare incidenti e infortuni: limitazione di velocità, uso del casco,
educazione stradale.
Si distinguono due tipi di profilassi primaria:
PROFILASSI INDIRETTA: quella rivolta all’ambiente, alla sua bonifica, al
risanamento ambientale, edilizio, al approvvigionamento idrico,
potenziamento delle condizioni di vita, smaltimento dei rifiuti --> tutto in
riferimento all’Igiene Ambientale, ad una buona educazione sanitaria.
PROFILASSI DIRETTA, che a sua volta è divisa in:
• Diretta GENERICA: quella che si attiva nei confronti dell’agente
eziologico, andandolo ad allontanare o a limitarne la diffusione nella
popolazione, interventi che riguardano sia l’ambiente sia l’agente
eziologico (disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione).
• Diretta SPECIFICO-IMMUNITARIA: quella diretta al soggetto sano,
potenziando le sue capacità, ovvero il difendersi dall’entrata di un
agente eziologico -> rafforzamento delle difese dell’individuo nei
confronti delle infezioni (vaccinazioni o una sieroprofilassi).

PROFILASSI DIRETTA GENERICA -> può lavorare su due fonti:


Rivolta all’individuo, sorgente o serbatoio (quindi riguardano l’individuo
malato):
1. Denuncia o notifica: quando una persona ha il sospetto di essere
ammalata di una malattia infettiva, è venuta a contatto con un
agente patogeno, la prima cosa da fare è denunciare il caso al
medico, il quale è tenuto a notificare l’evento all’ASL di riferimento
e quindi all’Istituto Superiore di Sanità e al Ministero della Salute.
L’obiettivo è quello di limitare la diffusione della malattia, una volta
individuata una possibile sorgente in qualche modo deve essere
circoscritta e notificata.
Le malattie da notificare sono 47 e sono riportate nel decreto
ministeriale del ’90, è necessario notificare ognuna di esse anche solo
se c’è un sospetto. Sono malattie infettive divise in 5 classi e l’ordine da
1 a 5 dipende dalla rilevanza epidemiologica e sociale, dalla gravità,
dalla frequenza con cui le malattie si manifestano e dalle possibilità
d’intervento.
Prima classe: comprende le malattie per le quali si richiede una
segnalazione immediata in giro di 12 ore (il colera, il botulino, il tetano =
perchè, se sono malattie chiuse? Perchè è importante capire da dov’è
partita , come nel botulino, invece il tetano è inserito perchè si
salvaguardano i parenti, non perchè il soggetto malato può essere
sorgente);
Seconda classe: malattie rilevanti perché ad elevata frequenza e/o
passibili di interventi di controllo;
Terza classe: malattie per le quali sono richieste particolari
documentazioni
Quarta classe: malattie per le quali alla segnalazione del singolo caso da
parte del medico deve seguire la segnalazione in ASL solo quando si
verificano focolai epidemici
Quinta classe: malattie non comprese nelle classi precedenti, come le
antropozoonosi, indicate dai veterinari.
2. Isolamento e contumacia: isolamento: una persona malata è
necessario isolarla, per spezzare quella che può essere una via di
trasmissione, per tutelare il sano. Avviene isolamento domiciliare (a
casa) o ospedaliero; in effetti l’isolamento corrisponde al tempo di
incubazione della malattia, e ciò dipende dalla contagiosità di
quest’ultima (nel caso di una malattia infettiva dovuta a batteri,
l’isolamento dura per ulteriori 3/4 giorni dall’inizio della terapia
antibiotica; nel caso delle infezioni virali il tempo d’isolamento
varia, es. nelle malattie esantematiche (morbillo, rosolia) si parla di
4 giorni dalla comparsa delle macchie, nell’epatite 10 giorni dalla
comparsa di ittero. Tutto questo un tempo non si conosceva e si
parlava quindi di “quarantena”. La contumacia: riguarda le persone
che accudiscono i malati, per le quali, pur non manifestando i
sintomi, è necessario un periodo di isolamento, potendo essere
portatori sani o precoci.
3. Accertamenti: perché gli accertamenti sono messi dopo? Perché
anche se c’è solo il caso sospetto si deve prima allarmare e fare la
notifica, poi si accerta la malattia. Non si può aspettare il tempo
degli accertamenti che sono almeno 2/3 giorni. Scopo:
Diagnostico -> per individuare la malattia, conoscendo l’agente
eziologico.
Profilattico -> per prevenire altri casi, accertamento che si fa sul
portatore, per essere sicuri che non sia più sorgente. E’ stato stabilito
che una persona che ha avuto una malattia infettiva prima di poter
essere dichiarata guarita, dev’essere sottoposta ad un accertamento
biologico per tre volte consecutive e per tutte e tre le volte deve essere
positiva. Epidemiologico
Gli accertamenti possono essere inoltre microscopici, culturali,
sierologici e biologici. (gli accertamenti dipendono dal tipo di malattia,
se infatti un individuo lamenta mal di pancia , si esegue nelle feci, se
invece mal di gola si fa un tampone faringeo).
- Accertamenti Microscopici: più rapido, meno costoso e meno
invasivo; lavora sul materiale biologico, anche definito “materiale
morboso”, quindi si va alla ricerca dei sintomi o con il microscopio,
dell’agente eziologico, alcune volte si riesce ad identificarlo altre volte
no, e quindi si passa ad altri accertamenti in successione (il
microscopico è il primo). Ad esempio, se una persona manifesta
problemi a livello respiratorio si ricorre ad un tampone faringeo; se ha
problemi gastro-enterici allora occorre fare accertamenti sulle feci. Si
può fare su materiale fresco o mediante colorazione (es: tenie, il verme
solitario ermafrodita, che vive nell’intestino, l’accertamento infatti si fa
sulle feci, si ricercano le uova -> sfruttando le loro caratteristiche si
inseriscono in una provetta satura di NaCl, così le uova, avendo una
densità più bassa, tendono a salire verso l’alto, potendo rimanere lise al
vetrino per essere osservate al microscopio: Metodo di Willis).
Non sempre l’accertamento microscopico fa capire quale agente
eziologico è la causa di quella malattia; prendendo in considerazione il
tifo e la brucella, esse sono due malattie aventi due sorgenti diverse,
ovvero nel tifo la sorgente è l’uomo, mentre nella brucella, è l’animale.
Tuttavia, esse sono accomunate dallo stesso andamento febbrile, poiché
il tifo si dice che ha un andamento “a sega” (la febbre diminuisce e poi
aumenta), invece, la brucella ha sempre come primo sintomo la febbre
però l’andamento è “ondulante”, ossia per 10 giorni la febbre è altissima,
segue un periodo in cui non si ha febbre e poi aumenta nuovamente per
altri 10 giorni. Dunque, tra le due malattie c’è sovrapposizione perché il
sintomo è lo stesso (=febbre), e per distinguerle bisogna ben interpretare
l’accertamento e spesso non ci si può affidare a quello microscopico in
quanto il numero di patogeni è inferiore a quello dei saprofiti, quindi si
passa ad un accertamento culturale.
- Accertamenti Culturali: patogeno deve avere una velocità di
crescita maggiore rispetto
ai saprofiti, si deve avere un numero più elevato di patogeni in modo da
poterli vedere. Se però si continua ad avere un rapporto
saprofiti/patogeno a vantaggio dei saprofiti, difficilmente si può
osservare il patogeno e fare qualsiasi accertamento.
E’ necessario che la velocità di crescita venga favorita nello sviluppo del
patogeno, utilizzando un terreno di arricchimento, dove non viene
limitata la crescita, ma che aumenti alla velocità con la quale il
patogeno si moltiplica, aggiungendo ingredienti di base nel terreno di
coltura (nutrienti o fattori di crescita) stabilendo condizioni per favorire
lo sviluppo del patogeno ritrovandosi alla fine con un numero di patogeni
amplificato; di conseguenza si ottengono delle singole unità formanti
colonie, aventi tutte un’origine da una sola cellula, la quale viene
prelevata e messa in un terreno di coltura liquido. I terreni di coltura si
sviluppano in un materiale biologico, come le feci (coprocoltura), con le
urine (urinocoltura) con il sangue (emocoltura). Lo scopo è che se il
patogeno è presente non si riuscirà mai a vedere perchè presente 1/100
con i saprofiti, impedendo una buona ricerca dei patogeni -> si deve
moltiplicare.
Perchè un’emocoltura, nel sangue ci sono saprofiti e germi? Lo scopo di
essa non è quello di far sì che il germe prende il sopravvento sui
saprofiti, è semplicemente quello di farlo moltiplicare, perchè ce ne sarà
presente un numero piccolissimo, si deve favorirne lo sviluppo.
Nell’emocoltura non si avrà mai una popolazione di germi e una di
saprofiti, lo scopo è solo quella di far sviluppare l’eventuale germe
patogeno, non serve per separare i patogeni dai saprofiti. L’emocoltura si
esegue prelevando un campione di sangue, si aggiunge brodo nutritivo,
s’incuba a 37° per 2/10 giorni e si vede la presenza di germi, notata dalla
torbidità. Quando si fa? Quando un individuo ha una febbre insistente,
costante in diversi giorni, s’ipotizza uno stato di infezione e la prima
cosa che si fa, è un’emocoltura. La febbre è un segnale positivo, perché
significa che l’organismo s’è accorto di un agente esterno nell’organismo
e cerca di difendersi (meccanismi infiammatori). Se si vede la torbidità,
si capisce la presenza nel sangue di un agente eziologico, ma non si sa
ancora di quale germe si tratta.
- Accertamenti Sierologici: sul materiale biologico, dopo che l’agente
patogeno si è moltiplicato, si comincia a cercare di capire di quale
agente si tratta. Alla base c’è il concetto di anticorpo: il nostro sistema
immunitario, quando viene a contatto con un patogeno che entra nel
nostro organismo, mette in gioco le cellule del sistema immunitario
innato, e se vengono bypassate, i linfociti T, poi i B, i quali si
differenziano in cellule della memoria e in plasmacellule, che
produrranno le immunoglobuline o anticorpi. Sono proteine altamente
specifiche per l’agente eziologico (antigene) che ha stimolato la risposta
immunitario, si forma l’immunocomplesso.
SIERO-DIAGNOSI: si effettua sul siero e lo scopo è quello di verificare se
all’interno del siero ci sono anticorpi specifici per determinati antigeni ,
per capire se quella persona è venuta mai a contatto con un determinato
agente eziologico. Si effettua attraverso un campione di sangue dal
quale si produce il siero -> si effettuano delle diluizioni del siero e in
ognuna delle provette si aggiunge l’antigene ->si usa come termine noto
l’agente patogeno e se si forma l’immunocomplesso allora nel siero ci
sono gli anticorpi e quindi si è venuti a contatto con l’agente (es. se ho
avuto la rosolia, nel siero, dopo opportune diluizioni, introduco l’agente
della rosolia, e se avviene la formazione dell’immunocomplesso, significa
che ho anticorpi contro la rosolia). Se l’agente eziologico è un batterio, è
semplice evidenziare l’immunocomplesso perchè il batterio è
corpuscolato e si aggrega con gli anticorpi, diventando visibile: reazione
di agglutinazione. Il problema sussiste nel caso in cui l’agente eziologico
sia un virus o una tossina: in questo caso la formazione
dell’immunocomplesso non si potrà avere perchè non si avrà la reazione
di agglutinazione.
Come si evidenzia la formazione dell’immunocomplesso? Sicuramente
questo si è formato perchè il nostro organismo è venuto a contatto con il
patogeno e si evidenzia attraverso la fissazione del complemento.
La presenza di anticorpi nel siero è importante perchè innanzitutto ci fa
capire che siamo entrati in contatto con l’agente eziologico e poi perchè
ci permette di monitorare nel tempo lo stadio della malattia: si
determina la quantità di anticorpi (il titolo anticorpale) -> se ad un
istante si ha un titolo e dopo tre giorni un titolo più elevato, si capisce
che si sta in una fase iniziale della malattia in quanto il sist. immunitario
è ancora molto stimolato da quell’agente, che è ancora in una piena fase
esponenziale, una fase in cui la carica infettante è elevatissima.
Successivamente, andando a controllare nel tempo la concentrazione
degli anticorpi, si arriverà ad un punto in cui ripetendo l’indagine, il titolo
è stabile; quando inizia a diminuire, la malattia è superata e anche da
tempo, perchè gli anticorpi, essendo delle proteine e avendo un loro
tempo di decadimento, impiegano visto che è un quantitativo molto
elevato, anche un giorno (es. il TAS: un’indagine che è dovuta ad uno
streptococco che si annida a livello delle tonsille ed è responsabile dei
febbroni di 40-41°, il problema dello streptococco e del titolo
streptolisinico è che decade molto lentamente nel tempo, anche anni, ma
non vuol dire che la persona è affetta da streptococco. Il problema è che
ha una grande preferenza per le malattie cardiache e quindi provoca la
tonsillite, ma in particolari persone con predisposizione genetica può
attecchire anche al livello delle valvole cardiache e provocarne un
cattivo funzionamento).
L’incognita quindi, è la presenza dell’anticorpo, l’antigene esterno si
aggiunge -> si sa per cosa si sta verificando, mentre l’anticorpo si può
soltanto sospettare.
BATTERIO DIAGNOSI: viene effettuata su materiale biologico, nell’uomo,
lo scopo è quello d’identificare il batterio . Si isola un agente eziologico
che non si conosce. Come si fa? Si sfrutta la siero-diagnosi nella
batterio-diagnosi, si aggiungono anticorpi specifici per quell’agente
eziologico, però nel siero di un animale immunocompetente, ad esempio
il coniglio, in cui tempo fa è stato inoculato l’agente patogeno del tifo ed
essendo immunocompetente ha prodotto anticorpi per quel determinato
antigene. Si fa per un’infinità di agenti eziologici e antigeni e si
ottengono un’infinità di anticorpi. Quando s’isola il germe, pur non
conoscendolo, si introduce in una provetta contenente siero specifico
che contiene un certo anticorpo -> se la reazione avviene e si forma
l’immunocomplesso vuol dire che quell’antigene è specifico per
l’anticorpo e si risale all’antigene, se non avviene l’esame si rifà.
-Accertamenti biologici: si fa riferimento ai postulati di Koch-> per
affermare la natura dell’agente eziologico ed identificarlo, esso deve
provocare gli stessi effetti sia nelle cavie che nell’uomo o altri animali.

Rivolta all’ambiente in cui vive l’agente eziologico:


4. Sterilizzazione, disinfezione e disinfestazione:
Sterilizzazione: ha lo scopo di eliminare ogni forma vivente, comprese le
spore, rendendo privo di germi, sia patogeni che saprofiti, l’ambiente
sterilizzato. Un materiale è sterile quando il livello di sicurezza (SAL) è
inferiore a 10-6 cellule, ciò significa che la probabilità di trovare una
cellula è inferiore a 1/1000000 (=1/106) cellule. La sterilizzazione avviene
attraverso:
- mezzi fisici: quelli più usati, hanno la proprietà di alterare le
strutture o i meccanismi metabolici dei germi fino a causarne la
disgregazione. Il mezzo fisico per eccellenza è il calore; si distinguono:
-> calore secco = agisce durante la denaturazione delle proteine, viene
utilizzato nei laboratori, ha però un grosso svantaggio, ovvero quello di
essere scarsamente penetrabile, quindi richiede tempi elevati
(l’incenerimento viene utilizzato per distruggere i materiali nei laboratori
che non servono più);
-> calore umido: maggiore penetrazione (->l’acqua è il conduttore
migliore rispetto all’aria). Quando si tratta di calore umido, si può parlare
di:
Ebollizione -> è una tecnica di sterilizzazione domestica, che si usa
ad esempio per il latte o l’acqua.
Tindalizzazione -> tecnica usata per quei liquidi che non possono
raggiungere temperature elevate poiché perderebbero le proprietà
organolettiche nutrizionali; al massimo vengono raggiunte
temperature inferiori a 100 gradi. La tindalizzazione consiste nel
portare quel liquido ad una temperatura di 30-35 gradi per 30
minuti; lascio che si riposi, quindi ho sicuramente eliminato i
psicrofili e buona parte dei mesofili; dopodiché lo riporto a
temperatura ambiente, però in tal caso possono germinare le spore
per cui il giorno dopo si rialza la temperatura e le spore vengono
eliminate.
Autoclave -> sfrutta il calore umido, la sterilizz. avviene grazie
all’acqua interna che viene portata ad ebollizione, producendo
vapore, che viene ceduto al corpo che sta all’interno e così l’acqua
passa dallo stato di vapore allo stato liquido. E’ una pentolaccia
dove alla base c’è l’acqua e una serpentina che dà l’energia, infatti
il passaggio di elettroni fa sì che quell’acqua si surriscaldi,
riempiendo tutta la pentolaccia di vapore (ce ne accorgiamo
perchè esso fuoriesce dalla valvola, il che significa che tutto
l’ambiente è saturo). Si chiude la valvola e nel giro di poco tempo
la pressione sale da 1 atm arriva a 2 atm, aumentando quindi
anche la temperatura. A quel punto parte il tempo necessario
affinché la temperatura interna passi da 100° a 121°, dopo di che
c’è un blocco per 15 min. La temperatura rimane stazionaria in
quanto il vapore inizia a cedere il calore al corpo da sterilizzare,
che ha una temp. più bassa, passando di nuovo allo stato liquido
(condensazione). La pressione così tende a diminuire, facendo
scattare la resistenza, che riconverte le molecole d’acqua in
vapore. Il funzionamento dell’autoclave si basa sul perfetto
equilibrio dei passaggi di stato, tra molecole che si condensano e
quelle che passano allo stato di vapore, il tutto dura 15 min;
quest’equilibrio tra quantità di vapore e quantità di liquido è
chiamato SOSTA TERMICA ed è necessaria proprio per mantenere
costante la temperatura a 121 gradi per un quarto d’ora (vedi
grafico sottostante).
y
Vapore
Liqu. +vapor.
°C
Liquido
T=100°C
P=2 atm
x
minuti

Poi si spegne, l’equilibrio viene interrotto e molto lentamente viene


aperta la valvola, con un graduale abbassamento della pressione, dando
il tempo al liquido dentro il corpo (es. una bottiglia) di asciugarsi, perchè
altrimenti l’intero processo è nullo.
Esistono una serie di controlli per verificare se la sterilizzazione è
andata a buon fine:
o Controlli chimici: esistono dei nastri che sembrano di carta, e
presentano delle strisce biancastre intrise di sostanze chimiche le
quali, quando raggiungono i 121 gradi per 15 minuti, si colorano di
nero, per cui questo nastro viene attaccato su ogni strumento da
sterilizzare.
o Controlli biologici: l’inserimento nell’autoclave di particolari spore
che alla temperatura di sterilizzazione non dovrebbero più
germinare; impiega almeno 48h.
o Controlli fisici: l’inserimento di leghe metalliche a punto di fusione
noto, e se il processo è andato bene, le loro forme vengono
modificate.
Altri mezzi fisici di sterilizzazione sono:
 Le membrane filtranti: in tal caso si prende il filtrato poiché lo
scopo è quello di eliminare eventuali impurità, quindi anche la
beuta contenente il liquido deve essere sterile;
 Radiazioni ionizzanti: raggi γ che agiscono sul DNA dei germi;
 Raggi UV: potere battericida (uccide completamente il batterio);
 Microonde: anch’esse hanno azione battericida; si generano onde
elettromagnetiche.
(Ad esempio per i funghi della pelle viene usato un batteriostatico
perché sono organismi eucarioti proprio come le cellule della cute, e
quindi se si usasse un battericida verrebbero uccise pure le cellule).
L’aria calda (150, 160, 140° a diversi tempi, perchè l’aria è poco
penetrabili mentre gli infrarossi....
Fiammatura e Arroventamento
- mezzi chimici: non tanto usati perchè per portare alla distruzione di
tutte le cellule viventi, è necessaria una sostanza chimica in quantità
elevata per un tempo prolungato e questo potrebbe andare a
compromettere la natura del substrato, perchè potrebbe rilasciare
rifiuti tossici e non sempre riesce a garantire l’eliminazione delle spore.
Disinfezione: ha lo scopo di eliminare molti o tutti gli organismi patogeni
e unicellulari, escluse le spore;
Disinfestazione -> ha lo scopo di eliminare gli artropodi, vettori di
microrganismi patogeni o in qualche modo nocivi o molesti.
La sepsi riguarda la sterilizzazione dei piani di lavoro, della
strumentazione; soprattutto l’operatore, il medico deve conservare uno
stato di sterilità (->sale operatorie);
L’antisepsi invece mira ad eliminare i germi dalla pelle o dai tessuti
viventi, dalle mucose.

[ capitolo del libro igiene e sanità pubblica + appunti ]