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Gli scienziati sono a un possibile punto di svolta nella fusione a freddo

Richard, ven 27 mar 2009, 09:08

Schwartzreport del 25 marzo 2009

Agence France-Presse

Per tutti gli scettici, la lezione è ancora una volta: non è mai detta l ultima parola. E questa sicuramente non lo è.

Un ringraziamento a Damien Broderick, Ph.D.

I ricercatori del laboratorio dell US Navy hanno rivelato di aver trovato quella che considerano una prova significativa della
fusione fredda, una possibile fonte di energia rispetto alla quale molti rappresentanti della comunità scientifica si sono sempre
mostrati scettici.
Lunedì gli scienziati hanno descritto quella che hanno definito la prima prova visiva che la reazione nucleare a bassa energia
(LENR) o i dispositivi a fusione fredda possono produrre neutroni, particelle subatomiche che gli scienziati ritengono indicative delle
reazioni nucleari.

La nostra scoperta è molto importante , ha detto il chimico analitico Pamela Mosier-Boss dell US Navy's Space and Naval
Warfare Systems Center (SPAWAR) di San Diego, California.
Finora, questo è il primo rapporto scientifico della produzione di neutroni altamente energetici ottenuti con le reazioni LENR ,
ha aggiunto il co-autore della ricerca.

I risultati dello studio sono stati presentati all incontro annuale dell American Chemical Society di Salt Lake City, Utah.
La città fu sede anche della famigerata presentazione della fusione fredda fatta 20 anni fa da Martin Fleishmann e Stanley Pons, che
scosse l opinione pubblica di tutto il mondo.
Nonostante la dichiarazione della scoperta della fusione fredda, lo studio di Fleishmann e Pons finì con l essere screditato dopo
che altri ricercatori furono incapaci di riprodurre i risultati descritti.

Gli scienziati hanno lavorato per anni al fine di riprodurre le reazioni di fusione fredda, una fonte di energia potenzialmente economica,
senza limiti e realizzabile nel pieno rispetto dell ambiente.
Paul Padley, un fisico della Rice University che ha esaminato la pubblicazione di Mosier-Boss, ha detto che lo studio non fornisce una
spiegazione plausibile di come la fusione fredda possa aver luogo nelle condizioni descritte.

Non c è una spiegazione teoretica logica che spieghi come si verifichi la fusione fredda a temperatura ambiente. E nella sua
analisi, la ricerca non riesce a escludere altre fonti per la produzione di neutroni , ha dichiarato all Houston Chronicle.
Il problema è portare al punto di fusione cariche elettriche uguali. Come sappiamo tutti, queste tendono a respingersi e bisogna
quindi vincere questa repulsione in qualche modo.
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Ma Steven Krivit, editor del New Energy Times ha definito lo studio grandioso e in grado di aprire le porte su un nuovo
campo scientifico.
I neutroni prodotti negli esperimenti potrebbero non derivare dalla fusione ma da qualche nuovo e sconosciuto processo
nucleare , ha aggiunto Krivit, che ha monitorato gli studi sulla fusione fredda per oltre 20 anni.

Stiamo parlando di un nuovo settore della scienza che è un ibidro tra la chimica e la fisica.

Traduzione a cura di Paola M.


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