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PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO DEL

RADAR

■ IMPIEGHI DEL RADAR


■ FUNZIONAMENTO DEL RADAR
■ FREQUENZE DEL RADAR
■ EQUAZIONE DEL RADAR
■ PREDIZIONE DEL RANGE

COMPONENTI CHE COSTITUISCONO IL


RADAR

■ GENERATORE DI IMPULSI
■ MAGNETRON
■ ANTENNA \ SELETTORE
■ LIMITER
■ FRONT- END
■ I.F.AMPLIFIER
■ DISPLAY VIDEO
IMPIEGHI DEL RADAR

RADAR SONO LE INIZIALI DELLE PAROLE INGLESI RADIO DETECTION AND


RANGING E SIGNIFICA RADIORILEVAMENTO E DETERMINAZIONE DELLA
DISTANZA A MEZZO DI ONDE RADIO

IL RADAR HA VARI IMPIEGHI NEL CAMPO CIVILE E MILITARE :

1) DI AIUTO PER IL TRAFFICO MARITTIMO E AEREO SPECIE IN


CONDIZIONI DIFFICILI E DISPERATE (NEBBIA, NOTTE FONDA,
PIOGGIA INTENSA ECC.)
2) ILS (INSTRUMENT LANDING SYSTEM) SIGNIFICA SISTEMA DI
ATTERRAGGIO STRUMENTALE, RAPPRESENTA UN SISTEMA DI
RADIOASSISTENZA AL VOLO PER L’ATTERRAGGIO DI
AEREOMOBILI IN CONDIZIONI DI VISIBILITA NULLA.
3) AUTOVELOX UTILIZZATO DALLA POLIZIA STRADALE,
RAPPRESENTA UN TIPO DI RADAR A MODULAZIONE DI
FREQUENZA FUNZIONANTE SUL PRINCIPIO DELL’EFFETTO
DOPPLER.
4) IL RADAR IN ASTRONOMIA IMPULSI RADAR SONO ANDATI SULLA
LUNA, SUL SOLE, E SUI PIANETI PIU’ VICINI PER STUDIARNE LA
DISTANZA, LA CONSISTENZA DELLA SUPERFICIE.
5) IL RADAR IN CAMPO MILITARE UTILIZZATO PER PUNTARE
CANNONI O MISSILI CONTRO BERSAGLI FISSI O MOBILI,IN QUANTO
E’ IN GRADO DI RILEVARNE CON ESATTEZZA LA DISTANZA E LA
DIREZIONE ANCHE AL BUIO, ATTRAVERSO LE NUBI,MONTATO SUI
MISSILI CONSENTE DI INSEGUIRE AEREI O ALTRI MISSILI.
FUNZIONAMENTO DEI RADAR

IL RADAR E’ UN SISTEMA FUNZIONANTE SUL PRINCIPIO DELL’ECHO, IL


TRASMETTITORE RADAR (Magnetron) IRRADIA PERIODICAMENTE ENERGIA
SOTTO FORMA DI IMPULSI AD ALTA FREQUENZA E DI GRANDE POTENZA,
MA DI BREVE DURATA, GLI IMPULSI VENGONO IRRADIATI DA UN ANTENNA
FORTEMENTE DIRETTIVA (PARABOLICA) CHE LI TRASMETTE ALLA
VELOCITA’ DELLA LUCE VERSO IL BERSAGLIO, SE GLI IMPULSI TRASMESSI
NON INCONTRANO NESSUN OSTACOLO, NON TORNANO PIU’ INDIETRO, SE
INVECE INCONTRA UN OGGETTO IL SEGNALE SI RIFLETTE E VIENE
RIINRADIATO DALL’OGGETTO STESSO, UNA PARTE DI RIFLESSIONE
RITORNA SULL’ANTENNA NELLA DIREZIONE DEL RADAR DOPO UN TEMPO
BREVISSIMO SOTTO FORMA DI ECHO.

IL RADAR DOPO AVER EMESSO L’IMPULSO RESTA IN ATTESA DI UN


EVENTUALE ECHO PER TUTTO IL TEMPO IN CUI L’IMPULSO POTREBBE
TORNARE DALLA SUA PORTATA MASSIMA.
ASPETTI IMPORTANTI

1) LA POTENZA MEDIA (PM) E’ DATA DALLA POTENZA DI PICCO PER IL


DUTY CICLE (t\T), LE POTENZE DI PICCO DI UN RADAR POSSONO ESSERE
MOLTO FORTI DA 100 KW A 1.000 KW MENTRE QUELLE MEDIE VANNO DA
100 W A 1.000 W.

2) LA DIREZIONE DEL BERSAGLIO E’ INDIVIDUATA TRAMITE


L’ORIENTAMENTO DELL’ANTENNA PER MEZZO DELL’ANGOLO DI AZIMUT E
DELL’ANGOLO DI ELEVAZIONE CHE NE DETERMINANO LA POSIZIONE
RISPETTO ALL’ANTENNA RADAR.

A DIREZIONE DEL BERSAGLIO E’ INDIVIDUATA DALL’ORIENTAMENTO


FREQUENZE DEI RADAR

IL RADAR OPERA CON FREQUENZE ENTRO DETERMINATE BANDE, LE


FREQUENZE POSSIBILI SONO QUINDI STATE CLASSIFICATE IN BANDE, E
ACCETATE UFFICIALMENTE COME STANDARD DALLA IEEE (ISTITUTE OF
ELETTRICAL AND ELETTRONICS ENGINEERS).

Intervallo 1- 2- 4- 8- 12- 18- 27- 40- 75-


110-300
(GHz) 2 4 8 12 18 27 40 75 110
Banda L S C X Ku K Ka V W millimetriche

EQUAZIONE DEI RADAR

LE PRESTAZIONI DEI RADAR POSSONO ESSERE DESCRITTE TRAMITE UN


EQUAZIONE CHE RAPPRESENTA
IL RANGE IN TERMINI DELLE CARATTERISTICHE DEL RADAR, INFATTI LA
PORTATA DI UN SISTEMA RADAR PUO’ ESSERE RICAVATA NEL
SEGUENTE MODO :
QUESTA EQUAZIONE MATEMATICA, CHIAMATA EQUAZIONE DEL RADAR,
PER DETERMINARE IN MODO APPROSSIMATO IL CALCOLO DEL RANGE E’
SEMPLIFICATA E NON DA RISULTATI REALISTICI, COSTITUISCE COMUNQUE
UNA BASE DI VALUTAZIONE.
IL MINIMO SEGNALE RILEVABILE E‘ UNA QUANTITA STATISTICA E PUO‘
ESSERE ESPRESSA COME RAPPORTO S\N : Smin = (K T B Fn ) (S\N)
L‘ESPRESSIONE DEL RANGE VIENE QUINDI ESPRESSA NEL SEGUENTE

MODO :

PREDIZIONE RANGE

FARE UNA PREVISIONE DEL RANGE CONSIDERANDO FORMULE

STATISTICHE E’ UNA BASE CHE PERMETTE DI QUALIFICARE LE

PRESTAZIONI DI UN RADAR

PREVEDERE IL RANGE DI UN TARGET DA PARTE DI UN RADAR SIGNIFICA

DOVER CONSIDERARE TUTTE QUELLE SITUAZIONI SVAVOREVOLI CHE

POSSONO PRESENTARSI IN QUALSIASI MOMENTO:

-PESSIME CONDIZIONI AMBIENTALI (RAIN CLUTTER, INTENSA, DEBOLE)

-PARTICOLARI DIMENSIONI DEGLI OGGETI (SFERICI,PUNTIFORME,

DISTRIBUITI)

-INTERFERENZE DA PARTE DI ALTRI APPARECCHI O RADAR


-POSSIBILI VARIAZIONI DI RUMORE SIA INTERNO CHE ESTERNO
(COMPONENTI CIRCUITALI)
-POSSIBILI RIFLESSIONI CAUSATE DAL MARE O DA TERRA
-POSSIBILI PERDITE DOVUTE A FATTORI OCCASIONALI

SCHEMA A BLOCCHI

I COMPONENTI CHE COSTITUISCONO UN RADAR POSSONO ESSERE


DIFFERENTI A SECONDO DEL TIPO, SOPRATTUTTO PER QUELLI PIU’
SOFISTICATI CHE NECESSITANO DI UN MAGGIOR NUMERO DI DISPOSITIVI.
IN LINEA DI MASSIMA E’ COMUNQUE POSSIBILE RAPPRESENTARE UNO
SCHEMA A BLOCCHI SEMPLIFICATO DEGLI ELEMENTI UTILIZZATI:
FRONT-END

QUESTO DISPOSITIVO PERMETTE DI TRASLARE LA FREQUENZA DEL


SEGNALE DI INGRESSO RICEVUTO IN UNA FREQUENZA INTERMEDIA, IN
MODO DA POTER TROVARE QUELLE CONDIZIONI ADATTE PER UTILIZZARE
TUTTI QUEI CIRCUITI CHE LAVORANO IN BASSA FREQUENZA I QUALI
RISULTANO PIU’ STABILI E PIU’ EFFICIENTI

RAPPRESENTAZIONE SISTEMA RADAR