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COME ELABORARE IL TUO

PIANO ECONOMICO FINANZIARIO

Guida alla stesura del Piano Economico Finanziario

per verificare la fattibilità e la sostenibilità del progetto

Millionaire Digital Edition

A cura del Centrostudi Creaimpresa

Il progetto in numeri: le previsioni economiche e finanziarie

Per prevedere i risultati economici e finanziari della nuova attività bisogna

innanzitutto definire la formula imprenditoriale ottimale cioè elaborare il

progetto d’impresa.

La

definizione

del

progetto

rappresenta

il

momento

delle

scelte.

Solo

analizzando attentamente quali prodotti/servizi si vogliono offrire, a quali target

di clienti ci si intende rivolgere e come si prevede di organizzare l’attività,

diventa possibile definire la propria formula imprenditoriale e cioè il proprio

progetto d’impresa.

A tale proposito è importante precisare che la stessa idea d’impresa può essere

configurata in infinite formule imprenditoriali. Di queste solo alcune possono

avere successo e generare ricavi superiori ai costi. E, comunque, non sempre le

formule potenzialmente di successo sono valide in ogni contesto e in ogni

situazione.

Il successo di un’attività, infatti, dipende anche dal contesto locale nel quale

viene

realizzata

e

ancora

di

più

dalle

capacità

dell’imprenditore

progettata e che la deve realizzare e gestire.

L’imprenditore

deve

“combinare/configurare”

la

propria

che

l’ha

formula

imprenditoriale ottimale in relazione ai propri obiettivi e alle proprie risorse.

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Per configurare la formula imprenditoriale deve effettuare scelte in merito a

diverse opzioni.

deve effettuare scelte in merito a diverse opzioni. Elenchiamo di seguito solo le principali: • la

Elenchiamo di seguito solo le principali:

la gamma dei prodotti/servizi da offrire;

il livello di qualità dei prodotti/servizi;

i segmenti di potenziali clienti a cui proporre i prodotti/servizi;

le strategie di marketing da preferire;

il livello di prezzi da praticare;

l’investimento in promozione e i mezzi promozionali;

le dimensioni dell’attività;

la localizzazione dell’attività;

i locali/terreni necessari e le loro caratteristiche;

le attrezzature e gli impianti necessari da acquistare o noleggiare;

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l’organico del personale e le professionalità necessarie.

Le scelte possibili sono dunque veramente tante. Non è proprio come il cubo di

Rubik, che ha infinite combinazioni possibili (più di 43 milioni di miliardi) di cui

solo una giusta, tuttavia l’imprenditore deve provare a configurare più formule

imprenditoriali per individuare quella ottimale.

Una volta definite le più importanti scelte strategiche in merito alla propria

formula

imprenditoriale

si

può

procedere

all’elaborazione

del

piano

economico finanziario, che ne rappresenta le ricadute in termini numerici.

Il piano economico finanziario è indispensabile per prevedere:

Quanto si può guadagnare

Quanti soldi servono

Il piano economico finanziario è indispensabile per prevedere: • Quanto si può guadagnare • Quanti soldi
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QUANTO SI PUÒ GUADAGNARE

Per valutare la fattibilità economica di una nuova impresa (quanto si può

guadagnare) è necessario elaborare previsioni annuali relative sia al primo

anno di attività sia all’attività a regime (in genere a partire dal secondo o dal

terzo anno).

regime (in genere a partire dal secondo o dal terzo anno). I risultati del periodo di

I risultati del periodo di start up risentiranno, infatti, di tutte le difficoltà

connesse all’avvio della nuova attività. I clienti ancora non conoscono l’impresa

e l’esperienza del titolare nel gestirla al meglio è limitata; pertanto i ricavi

saranno presumibilmente contenuti, specialmente nei primi mesi, mentre i costi

fissi legati alla struttura saranno indicativamente già quelli dell’attività a regime.

È opportuno però precisare che la redditività di un’iniziativa imprenditoriale

non può essere analizzata e prevista in astratto.

La

redditività,

infatti,

è

intrinsecamente

legata

alle

scelte

strategiche

dell’imprenditore e al contesto specifico in cui la nuova impresa viene avviata.

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Molti costi non possono, ad esempio, essere stimati se non sulla base di preventivi riferiti

Molti costi

non

possono,

ad

esempio,

essere

stimati

se non sulla

base

di

preventivi riferiti a prodotti/attrezzature specifici o ad ipotesi di accordi con

proprietari di immobili, con titolari di licenze commerciali, fornitori ecc. È

inoltre

impossibile

stimare

il

costo

di

ristrutturazione

di

un

locale

senza

conoscere lo stato in cui si trova e gli interventi di cui ha bisogno. Così pure è

difficile ipotizzare il costo di affitto del locale, senza conoscerne le dimensioni e

la localizzazione o addirittura le precise richieste del proprietario.

Per

non

prospetti

complicare

di

sintesi

eccessivamente

che

consigliamo

l’analisi

della

di

elaborare

fattibilità

sono

il

economica,

i

Piano

degli

Investimenti e il Conto Economico. Consigliamo di tralasciare l’elaborazione

dello Stato Patrimoniale, in quanto comporta maggiori difficoltà e non offre

indicazioni significative in merito alla redditività dell’impresa.

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6

Il Piano degli Investimenti serve per stimare l’ammontare degli investimenti

immateriali e materiali necessari all’avvio dell’attività e l’ammontare annuo

del loro ammortamento, sulla base della durata prevista di ciascun investimento.

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PIANO DEGLI INVESTIMENTI 1° anno

 
       

Durata

ammort.

% di

ammort.

Ammort.

     

Importo

INVESTIMENTI

N.

N.

IVA esclusa

annuo

         

Investimenti immateriali

(in anni)

annuo

(euro)

Formazione

   

0

0

0

0

Documentazione

   

0

0

0

0

Piano di fattibilità

   

0

0

0

0

Commercialista

   

0

0

0

0

Notaio

   

0

0

0

0

Consulenze

   

0

0

0

0

Autorizzazione amministrativa

   

0

0

0

0

Avviamento

   

0

0

0

0

Iscrizione albo Imprese Artigiane

   

0

0

0

0

Altre spese per adempimenti burocratici

   

0

0

0

0

Allacciamento/subentro utenze

   

0

0

0

0

Marchio e immagine coordinata

   

0

0

0

0

Sito Internet

   

0

0

0

0

Promozione di avvio

   

0

0

0

0

Festa di inaugurazione

   

0

0

0

0

Fee d'ingresso (franchising)

   

0

0

0

0

Altri investimenti immateriali

   

0

0

0

0

Altri investimenti immateriali

   

0

0

0

0

Investimenti materiali

           

Ristrutturazione locali

   

0

0

0

0

Insegne/targhe

0

0

0

0

0

0

Impianto antifurto

   

0

0

0

0

Impianto telefonico

   

0

0

0

0

Illuminazione

   

0

0

0

0

Impianto di climatizzazione

   

0

0

0

0

Arredo ufficio

   

0

0

0

0

Arredo locali

   

0

0

0

0

Macchine e attrezzature specifiche

   

0

0

0

0

Registratore di cassa

   

0

0

0

0

Automezzo

   

0

0

0

0

Telefoni cellulari

0

0

0

0

0

0

Segreteria telefonica

   

0

0

0

0

Fax

   

0

0

0

0

Computer

0

0

0

0

0

0

Software

0

0

0

0

0

0

Stampanti

0

0

0

0

0

0

Fotocopiatrice

0

0

0

0

0

0

Altri investimenti materiali

   

0

0

0

0

Altri investimenti materiali

   

0

0

0

0

TOTALE INVESTIMENTI

   

0

     

TOTALE AMMORT. ANNUI

         

0

8
8

Il

conto

economico

consente

invece

di

prevedere

il

cosiddetto

risultato

d’esercizio e cioè l’utile o la perdita generabili dall’attività.

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CONTO ECONOMICO 1° anno

 
         

Ricavi

       

Importo

Ricavi

%

sui

Quantità

annui

Aliquo

Ricavi

N.

N.

unitario

IVA

annui

ricavi

annua

IVA

ta IVA

     

IVA incl.

 

IVA escl.

tot.

 

incl.

 
     

Prodotto/servizio A

0

0

0

0

0

0%

0

0

 

0

Prodotto/servizio B

0

0

0

0

0

0%

0

0

 

0

Prodotto/servizio C

0

0

0

0

0

0%

0

0

 

0

TOTALE RICAVI

       

0

 

0

0

 

0

               

Costi

 
 

variabili

%

sui

               

ricavi

Costi variabili

             

annui

                 
               

IVA escl.

tot.

 

Costi variabili prodotto/servizio A

         

0

0

0

 

0

Costi variabili prodotto/servizio B

         

0

0

0

 

0

Costi variabili prodotto/servizio C

         

0

0

0

 

0

TOTALE COSTI VARIABILI

             

0

 

0

               

Costi

 
   

fissi

%

sui

             

IVA

ricavi

Costi fissi

       

N.

N.

annui

             

escl.

 
             

IVA escl.

tot.

   

Ammortamenti

             

0

 

0

Affitto

         

0

0

0

 

0

Riscaldamento e amministrazione

             

0

 

0

Dipendenti tempo pieno

       

0

0

0

0

 

0

Dipendenti part time

       

0

0

0

0

 

0

Dipendenti apprendisti

       

0

0

0

0

 

0

Collaboratori occasionali/stagionali

             

0

 

0

Pubblicità e promozione

             

0

 

0

Hosting e manutenzione sito internet

             

0

 

0

Manutenzioni e riparazioni

             

0

 

0

Spese telefoniche

         

0

0

0

 

0

Spese postali

             

0

 

0

Commercialista

         

0

0

0

 

0

Assicurazioni

             

0

 

0

Acqua

         

0

0

0

 

0

Energia elettrica

         

0

0

0

 

0

Metano/gas

         

0

0

0

 

0

Pulizia

         

0

0

0

 

0

Guardianaggio

         

0

0

0

 

0

Diritto Registro Imprese

             

0

 

0

Iscrizione associazioni di categoria

             

0

 

0

Tariffa igiene ambientale

         

0

0

0

 

0

Altri costi burocratici e amministrativi

             

0

 

0

Tassa circolaz. assicuraz. automezzi

             

0

 

0

Canoni di leasing

             

0

 

0

Interessi passivi

             

0

 

0

Cancelleria

             

0

 

0

TOTALE COSTI FISSI

             

0

 

0

TOTALE COSTI

             

0

 

0

REDDITO OPERATIVO

             

0

 

0

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10

Utilizzando tutti i dati derivanti dalle più importanti scelte strategiche, relative

ai prodotti e/o servizi che l’impresa intende offrire, al mercato in cui andrà ad

operare ed alla struttura di cui intende dotarsi, si può procedere alla previsione,

da un lato, degli investimenti necessari per l’avvio, dall’altro dei ricavi che si

possono realizzare, dei costi di gestione da sostenere (costi variabili e costi fissi),

e di conseguenza dell’utile annuo.

Per effettuare questa previsione ed elaborare correttamente i due prospetti di

analisi,

sarà

necessario

individuare

ed

elencare

le

diverse

voci

relative

a

investimenti, costi fissi, costi variabili e ricavi e, parallelamente, raccogliere

informazioni o preventivi per attribuire a ciascuna voce il valore/importo più

realistico possibile.

Gli investimenti

Si definiscono investimenti tutti i beni e servizi da acquisire per l’avvio e la

gestione dell’attività la cui durata utile è superiore all’esercizio annuale. Di

conseguenza queste voci di investimento devono essere “ammortizzate” in quote

di

ammortamento annuali da imputare, sotto forma di costi fissi, ad un numero

di

annualità corrispondente alla durata di ciascun bene o servizio.

Gli investimenti si dividono in due gruppi:

gli investimenti immateriali quali avviamento, spese di costituzione

dell’attività,

deposito

del marchio 11
del
marchio
11

o

di

brevetti,

spese

di

allacciamento/subentro

delle

utenze,

studio

e

realizzazione

logo

e

immagine coordinata, studio e realizzazione eventuale del sito web,

consulenze iniziali di marketing, campagna promozionale di avvio, festa

di inaugurazione ecc.;

gli

investimenti

materiali

quali

immobili,

impianti,

macchinari,

attrezzature, automezzi, arredi, attrezzature informatiche ecc.

Per una corretta previsione degli investimenti è importante fare un’analisi

attenta dei beni e dei servizi da acquisire per l'avvio dell'attività e di quelli che

invece possono essere evitati o rinviati.

I costi

A

differenza

degli

avvio/ampliamento

investimenti,

dell’attività,

i

che

costi

si

di

devono

gestione

sostenere

in

si

devono

fase

di

sostenere

annualmente per la produzione dei beni e/o l’erogazione dei servizi offerti.

Alcuni di questi costi variano in modo direttamente proporzionale al volume dei

prodotti

e/o

servizi

venduti,

per

questo

motivo

vengono

chiamati

costi

variabili. Sono variabili, ad esempio, i costi di acquisto delle materie prime e dei

componenti impiegati per la produzione/realizzazione di un prodotto o i costi di

acquisto dei prodotti che vengono rivenduti nelle attività commerciali.

Altri costi, invece, devono essere sostenuti indipendentemente dal volume delle

vendite dei prodotti/servizi offerti e vengono perciò definiti costi fissi. Sono

12
12

costi fissi, ad esempio, gli ammortamenti, gli stipendi dei dipendenti, gli affitti, le

assicurazioni ecc.

Altri costi, infine, hanno una componente fissa e una componente variabile.

Sono tali ad esempio i costi di manutenzione degli impianti e delle attrezzature,

in alcuni casi le utenze e le spese promozionali, commerciali e di viaggio. Se il

loro ammontare non è elevato, per ragioni di semplicità vengono solitamente

inseriti come costi fissi.

semplicità vengono solitamente inseriti come costi fissi. I ricavi La previsione dei ricavi , cioè del

I ricavi

La previsione dei ricavi, cioè del volume di fatturato realizzabile dall’impresa, è

fondamentale per verificare la sua fattibilità economica. La fattibilità economica

dipende infatti dalla capacità dell’impresa di produrre nell’arco dell’esercizio

annuale dei ricavi superiori ai costi di gestione.

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13

Per un’impresa in fase di start up la previsione dei ricavi è un’operazione

piuttosto complessa e richiede una particolare attenzione, in quanto non si può

fare riferimento ai risultati ottenuti in passato. Per prevedere il fatturato totale

annuo è necessario quantificare il potenziale apporto in termini di ricavi di

ciascun prodotto e/o servizio offerto. Apporto che dipende da due variabili: le

quantità vendibili e il prezzo unitario di vendita.

le quantità vendibili e il prezzo unitario di vendita . Nella previsione delle quantità di ciascun

Nella previsione delle quantità di ciascun prodotto/servizio è bene non lasciarsi

trasportare da eccessivi entusiasmi, che potrebbero condurre a sopravvalutare i

volumi di vendita, dimenticando le difficoltà da affrontare per conseguirli,

soprattutto in fase di avvio. È allo stesso modo fuorviante una sottostima dei

volumi, che può determinare una valutazione negativa del business e mettere

quindi in discussione la fattibilità dell'impresa.

Per

quanto

riguarda

la

variabile

prezzo,

è

fondamentale

l’analisi

della

concorrenza. Il prezzo che la nuova impresa prevede di praticare deve infatti

necessariamente tener conto dei prezzi delle eventuali imprese concorrenti

presenti nella zona in cui si avvia l’attività.

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14

È

necessario

caratteristiche

prescelte.

inoltre

considerare

opportuni

dei

prodotti

e

servizi

offerti

aggiustamenti

in

e

alle

strategie

relazione

alle

di

marketing

È evidente che per queste valutazioni non ci si potrà basare che su dati medi. La

previsione dei ricavi è infatti un esercizio difficile e soggetto ad ampi margini di

errore.

Il reddito operativo lordo annuo

Il

confronto

fra

ricavi

e

costi

consente

di

calcolare

il

reddito

operativo

aziendale, definito appunto come differenza tra ricavi totali e costi totali, a loro

volta derivanti dalla somma di costi fissi e costi variabili. In formula:

dalla somma di costi fissi e costi variabili. In formula: È importante tener conto che il

È importante tener conto che il reddito operativo aziendale così calcolato:

comprende quanto il titolare/i soci possono prelevare durante l’anno

per

remunerare

il

proprio

lavoro.

riportata tra i costi fissi di gestione;

Tale

retribuzione

non

è

quindi

comprende la remunerazione del capitale investito dal titolare/dai soci

nell’impresa;

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15

è al lordo delle imposte. Per conoscere il reddito d’impresa al netto delle

imposte, dal reddito operativo si deve dedurre quanto il regime fiscale

vigente stabilisce di versare all’Erario a titolo d’imposta. Nel nostro

Paese l’imposizione fiscale varia in base alla forma giuridica che si

decide di dare all’attività. Di ciò si parla nel paragrafo seguente, dedicato

in modo specifico alla determinazione da parte dell’imprenditore del

reddito netto che è possibile conseguire mediante l’avvio dell’impresa.

Dal reddito operativo lordo al reddito netto

Per passare dal reddito operativo lordo al reddito operativo netto, cioè per

calcolare ciò che rimane effettivamente nelle tasche del titolare dell’impresa a

fine esercizio come remunerazione del lavoro svolto e del capitale di rischio

investito nell’avvio dell’attività, è necessario togliere dal reddito operativo lordo:

INPS: contributi previdenziali a carico del titolare/dei soci;

INAIL:

contributi

titolare/dei soci;

assicurativi

anti-infortuni

sul

lavoro

a

carico

del

IRAP: dal 01/01/1998 è entrata in vigore l’IRAP - Imposta Regionale

sulle Attività Produttive. L’IRAP è un’imposta a carattere reale che

colpisce

la

ricchezza

allo

stadio

della

sua

produzione.

Destinataria

dell’IRAP

è

la

Regione

dove

è

stato

prodotto

il

valore

aggiunto.

L’aliquota applicata alle imprese è pari al 3,90% e può essere aumentata

16
16

dalle Regioni applicando un’addizionale che varia fino ad un massimo

dell’1%, anche in relazione alle diverse categorie di soggetti (attività del

settore agricolo, banche, assicurazioni e altri intermediari finanziari,

amministrazioni pubbliche, cooperative sociali).

La base imponibile IRAP è costituita dal reddito operativo + il costo del

lavoro (esclusi i costi sostenuti per gli apprendisti e il personale assunto

con

contratto

di

inserimento)

+

gli

interessi

passivi

su

canoni

di

locazione finanziaria (leasing) + i proventi al netto degli oneri di natura

straordinaria + gli accantonamenti. Nel calcolo della base imponibile per

stabilire le imposte sui redditi, l’IRAP non è deducibile.

IRES: è l’Imposta sul Reddito delle Società. La nuova imposta sostituisce

l’IRPEG che è stata in vigore fino al 2003. Ne sono soggetti le società di

capitali (società a responsabilità limitata, società per azioni, società in

accomandita

per

azioni),

le

cooperative,

gli

enti

pubblici

e

privati

commerciali e non commerciali. L’imposta viene calcolata applicando

un’aliquota del 27,50% sul reddito imponibile. L’aliquota si applica cioè

sulla differenza tra i ricavi tassabili e i costi ammessi a deduzione nel

periodo

d’imposta

considerato.

In

linea

di

massima,

i

costi

sono

ammessi in deduzione se e nella misura in cui risultano imputati nel

conto

economico

e

concorrono

alla

base

imponibile

nel

periodo

d’imposta in cui tale imputazione è effettuata. Inoltre, sono ammessi in

17
17

deduzione i costi che, pur non essendo imputabili nel conto economico,

sono deducibili per disposizione di legge.

IRPEF: è l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. Ne sono soggetti i

lavoratori autonomi, le imprese individuali (e familiari) e le società di

persone

il

cui

reddito

viene

imputato

a

ciascun

socio,

proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili. L’imposta

viene calcolata, tolti gli oneri deducibili, con aliquote progressive che

tengono conto di eventuali altri redditi personali. L’imposta netta da

corrispondere all’Erario viene poi determinata sottraendo all’imposta

lorda calcolata in base alle suddette aliquote eventuali detrazioni tra

quelle previste nel Testo Unico delle Imposte sui redditi.

in base alle suddette aliquote eventuali detrazioni tra quelle previste nel Testo Unico delle Imposte sui
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18

QUANTO CAPITALE SERVE

I flussi finanziari

La previsione dei ricavi, dei costi (fissi e variabili) e dell’utile che si può

conseguire serve a verificare se il progetto presenta buone prospettive di

reddito.

se il progetto presenta buone prospettive di reddito. Gli aspetti economici generano dei flussi finanziari

Gli aspetti economici generano dei flussi finanziari costituiti da entrate e uscite

monetarie.

È

necessario

conoscere

questi

flussi

finanziari

per

valutare

se

l’impresa è finanziariamente realizzabile. Inoltre, è indispensabile quantificare le

risorse

finanziarie necessarie

per lo start

up

e per la successiva gestione

dell’impresa in modo da verificare se l’imprenditore è in grado di metterle a

disposizione e/o di reperirle.

19
19

Conoscere in anticipo i flussi di cassa, ovvero le uscite e le entrate generate

dalla

realizzazione dell’attività e

dalla

gestione

del

primo

anno,

serve

per

quantificare i saldi finanziari mensili e quelli cumulati.

Le uscite derivano dai pagamenti relativi a:

investimenti: sono già stati analizzati nel capitolo precedente “Quanto

si può guadagnare”. Per gli investimenti è opportuno ricordare che,

mentre dal punto di vista economico il valore di acquisto deve essere

ripartito in diversi esercizi, dal punto di vista finanziario il pagamento

avviene in genere subito o nel giro di pochi mesi;

costi fissi: sono le uscite determinate dal pagamento dei costi fissi

previsti nel conto economico, distribuite nei vari mesi a seconda delle

tempistiche di pagamento concordate con i fornitori;

costi variabili: sono le uscite determinate dal pagamento dei costi

variabili previsti nel conto economico, distribuite nei vari mesi a

seconda delle tempistiche di pagamento concordate con i fornitori;

cauzioni: si tratta di somme che l’impresa deve talvolta lasciare in

garanzia.

Ad

esempio

la

cosiddetta

“caparra”,

cioè

la

cauzione

depositata al proprietario dell’immobile che si utilizza in affitto. Tale

cauzione non costituisce un costo, ma solo un esborso temporaneo.

Una volta che l’impresa non disporrà più dell’immobile, ritornerà in

possesso

della

cauzione,

aumentata

20
20

degli

interessi

legali

ed

eventualmente diminuita del valore dei danni apportati all’immobile

locato.

Le entrate derivano dagli incassi relativi ai ricavi: sono le entrate determinate

dall’incasso del fatturato previsto nel conto economico, distribuite nei vari mesi

a seconda delle tempistiche di pagamento concordate con i clienti.

Per le nuove imprese è abbastanza comune avere nel primo anno di attività dei

flussi di cassa negativi, anche quando la redditività è buona. Devono, infatti,

sostenere le uscite per gli investimenti e per le scorte iniziali, e spesso si trovano

costrette a concedere crediti ai clienti per fidelizzarli e per acquisire vantaggi

competitivi nei confronti dei concorrenti.

I saldi derivanti dalla differenza tra le entrate e le uscite determinano l’entità

delle

risorse

attraverso:

finanziarie

che

il capitale proprio;

l’imprenditore

dovrà

apportare

nell’impresa

l’eventuale ricorso all’indebitamento nei confronti di istituti bancari

(mutui, fidi, anticipi su fatture ecc);

l’eventuale ottenimento di fondi pubblici agevolati.

21
21

Il Piano di Cassa

Il Piano di Cassa è il documento che contiene i flussi finanziari in entrata e in

uscita sopra descritti. Tale piano può essere redatto su base annua o, ancora

meglio,

su

base

mensile.

Se

realizzato

su

base

mensile

potrà

fornire

un’indicazione di massima del saldo di ogni mese e del saldo cumulato del

periodo considerato, evidenziando il “massimo scoperto” a cui si dovrà far

fronte.

Per alcune attività, ad esempio per quelle agricole, il piano di cassa non è

significativo, quindi non è consigliabile impegnarsi nella sua elaborazione.

quelle agricole, il piano di cassa non è significativo, quindi non è consigliabile impegnarsi nella sua
22
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L’ELABORAZIONE DEL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO

L’elaborazione del piano economico finanziario

Il

piano

costituito

economico

da

diversi

significativi sono:

finanziario

documenti

di

di

un

progetto

analisi,

tra

Piano degli Investimenti del primo anno;

Conto Economico del primo anno;

imprenditoriale

può

essere

i

quali

i

più

importanti

e

Piano di Cassa del primo anno, quando significativo per il tipo di attività;

Conto Economico a regime.

per il tipo di attività; • Conto Economico a regime . Elaborare un piano economico finanziario

Elaborare un piano economico finanziario in modo corretto è di grande aiuto per

definire e valutare la vostra formula imprenditoriale ottimale e per prevedere i

risultati che questa può generare. Vi consente, infatti, di simulare i risultati

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conseguenti a molteplici scelte imprenditoriali diverse. È quindi un efficace e

valido strumento di supporto alle vostre decisioni.

Attraverso una serie di simulazioni, effettuate rivedendo e modificando di volta

in volta le scelte relative, ad esempio, ai prodotti/servizi da offrire, ai prezzi

praticati,

agli

investimenti

necessari,

ai

costi

fissi

e

variabili,

è

possibile

individuare e definire, tra le tante formule possibili, la formula imprenditoriale

ottimale in relazione al capitale da investire nell’iniziativa ed alle aspettative di

redditività.

Le

analisi

e

simulazioni

più

significative

a

supporto

delle

decisioni

dell’imprenditore saranno sia quelle relative al primo anno di attività che quelle

riferite all’attività a regime.

saranno sia quelle relative al primo anno di attività che quelle riferite all’attività a regime. 24
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Simulazioni 1° anno di attività

Previsione dell’investimento totale da sostenere in fase di avvio per realizzare

la vostra iniziativa imprenditoriale, attraverso l’elaborazione del Piano degli

Investimenti, che contiene gli investimenti immateriali e materiali;

Previsione del risultato economico (quanto si può guadagnare) relativo al

primo

esercizio,

attraverso

l’elaborazione

del

Conto

Economico,

che

dovrà

contenere i dati relativi ai costi fissi e variabili che dovranno essere sostenuti e

le stime dei ricavi realizzabili;

Previsione

del

fabbisogno

finanziario

(quanti

soldi

servono)

del

primo

esercizio. Questa analisi è significativa solo per alcuni tipi di attività. Attraverso

l’elaborazione del Piano di Cassa potete prevedere quanti soldi servono per

l’avvio della vostra impresa e per la sua gestione durante i primi 12 mesi. Per

effettuare questa simulazione dovrete distribuire nei diversi mesi dell’anno le

uscite relative agli investimenti e ai costi e le entrate derivanti dai ricavi.

nei diversi mesi dell’anno le uscite relative agli investimenti e ai costi e le entrate derivanti
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Simulazioni attività a regime

Previsione del risultato economico della vostra attività negli anni successivi

alla fase di avvio. A tale scopo dovete elaborare il Conto Economico a regime, in

cui potete inserire volumi di fatturato superiori a quelli previsti per il primo

anno, tenendo conto del fatto che l’impresa sarà ormai conosciuta e avrà

acquisito e fidelizzato un certo numero di clienti.

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La

compilazione

Creaimpresa

del

piano

economico

finanziario

con

il

Software

Per elaborare facilmente e rapidamente il piano economico finanziario del tuo

progetto puoi utilizzare uno dei 110 Kit Creaimpresa, che contengono il

Software con:

- Piano degli Investimenti

- Conto Economico 1° anno

- Piano di Cassa 1° anno

- Conto Economico a regime

già completi di tutte le voci e degli importi relativi a investimenti, ricavi, costi

fissi, costi variabili e i conseguenti flussi di cassa dell’attività a cui il Kit è

dedicato.

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